Esistono 5 tipi di masturbazione.
1) masturbazione esplorativa-conoscitiva: quando il bambino, avendo superato
le precedenti basi della conoscenza corporea, esplora e conosce il proprio
sesso.
2) masturbazione esplorativa adolescenziale: quando l'adolescente scopre il
funzionamento della sessualità nella fase della maturità genitale
3) masturbazione sostitutiva della relazione sessuale: conosco il caso di
soggetti che preferiscono, ormai, masturbazione e pornografia al rapporto
sessuale
reale e conosco il caso di uomini che hanno bisogno di masturbarsi dopo aver
avuto un rapporto sessuale perché questo, purtroppo, non li soddisfa mai
pienamente.
4) masturbazione nevrotica per ottenere un momentaneo sollievo a tensioni
nervose ( conosco personalmente il caso di bambini e bambine di 3-4 anni
che si masturbano osssessivamente per abbandono dei genitori: genitori
schizofrenici o divorzio dei genitori). Conosco il caso di un avvocato che
deve masturbarsi prima di una causa importante...
5) masturbazione a fini medici ( per esami del liquido seminale )
Sulla masturbazione abituale e sostitutiva
riporto le parole non della Chiesa, né di un uomo di Chiesa.
Riporto le parole di Pierre Daco, psicologo e psicanalista di fama mondiale,
membro dell'istituto internazionale di psicoterapia.
L'abitudine alla masturbazione, scrive Pierre Daco
"-(.) può impedire relazioni sessuali normali"- perché
il soggetto che si masturba si abitua alla sua immaginazione solitaria che
coglie le persone non come tali, ma come oggetti sessuali, egli mentalmente
si ritira dall'atto sessuale reale che sta conducendo fisicamente perché "-
non è (.) l'unione sessuale che gli permette di giungere al piacere, ma
unicamente le sue fantasie"-. Quando la conoscenza del partner reale e la
reciprocità del rapporto impediscono a questo individuo di considerare l'
altro come oggetto sessuale, ostacolando il suo lavoro mentale di
astrazione, il desiderio sessuale diminuisce ed egli, per continuare ad
alimentare le sue fantasie, ha bisogno della novità e del proibito ( Pierre
Daco, Che cos'è la psicologia, trad. italiana, Rizzoli, Milano 1994, p 286 e
p. 393 ).
La masturbazione abituale e sostitutiva, se fatta con piena avvertenza e
deliberato consenso, è un
disordine grave che crea problemi psicologici non indifferenti, impedendo
una sana relazione sessuale.
La masturbazione abituale e sostitutiva diventa un ripiegamento egocentrico
e narcisistico su se stessi.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che, per quanto riguarda la
responsabilità, si deve tenere conto dell'immaturità affettiva, della forza
delle abitudini contratte, dello stato d'angoscia o degli altri fattori
psichici o sociali che attenuano se non addirittura riducono al minimo la
colpevolezza morale ( CFR Catechismo della Chiesa n.2352).
( Bruto Maria Bruti )
Ci credo,con tutte le donne poco vestite che passano in tv 24h/24..
Pochissimi hanno una moglie bella come quelle della tv e uno è ovvio che
uno alla fine può puntare l'occhio su quelle lì.
Non in tutti i casi. Ma vediamo più avanti.
> CUT.....................
> o degli altri fattori
> psichici o sociali che attenuano se non addirittura riducono al minimo la
> colpevolezza morale ( CFR Catechismo della Chiesa n.2352).
Ho letto i due libri di P. Daco, Psico e Pscianalisi nell'originale francese
quando avevo + o - 25 anni. Ora ne ho 70 e Pierre deve essere deceduto
oppure ultraottantenne. Lo ricordo con simpatia ed ho regalato i suoi libri
a mio figlio.
Apprezzo molto le considerazioni attenuanti accettate dalla nostra Chiesa
come dal citato CCC, e più sviluppate nel dizionario di Teologia Morale
delle Edizioni Paoline.
Vorrei fare una precisazione-interrogazione su delle situazioni non
contemplate da Daco, per le conseguenze positive o negative sulla salute,
e non precisate dalla Chiesa circa il grado di colpevolezza.
I prigionieri, i marinai a lungo corso, i soldati al fronte, i mariti con
moglie frigida (il reciproco vale anche per le donne), i vedovi che non
intendono risposarsi o sono troppo anziani per farlo, i celibi e le nubili
che, o per volontà o per anzianità, non intendono sposarsi, gli omo e le lez
cattolici osservanti che non prendono un partner della loro specie ma che
hanno una repulsione verso il sesso opposto, gl'impotenti che non hanno
altra via d'uscita se non quella tranquillamente solitaria.
Secondo molti psichiatri e psicologi (non dico la scienza medica che in
generale rimarrà sempre una scienza empirica e non esatta) la m. moderata fa
bene, rilassa le tensioni, concilia il sonno... (cfr. Eric Berne ed altri).
Ammesso che la Chiesa conceda anche a queste persone l'attenuante, che cosa
significa esattamente: "ridurre al minimo la colpevolezza"; minimo = veniale
e quindi senza obbligo di confessione per chi lo desidera ?
Poi c'è una questione delicatissima della quale, nel mondo laico, si danno
affermazioni o infirmazioni assolutistiche e forse sarebbe meglio non
sollevare su un NG. Accennare sì, perché stiamo discutendo con un medico
cattolico e non pretendiamo entrare nei particolari ma avere una risposta
autorevole, breve e stringata al massimo. E' solo un mio suggerimento, chi è
più saggio (non penso proprio di essere un saggio) potrebbe voler dare più
ampia relazione. Io, in questi casi, a fronte di persone consacrate, ho
sempre fatto come lo struzzo - che poi lo struzzo non nasconde la testa
nella sabbia per paura, ma per cercare vermi.
Nei conventi femminili e maschili, nelle missioni isolate solitarie in
paesi con condizioni meteorologiche, ambientali e saciali
avverse...........Hanno la Grazia Divina? l'abbiamo tutti: le condizioni
umane rimangono immutate.
Grazie Dr. Bruti e tanti auguti di Santa Pasqua 2004.
AntonioT
> Ci credo,con tutte le donne poco vestite che passano in tv 24h/24..
> Pochissimi hanno una moglie bella come quelle della tv e uno č ovvio che
> uno alla fine puň puntare l'occhio su quelle lě.
Che tristezza ...
Come se la propria moglie non fosse in assoluto la piů bella di tutte, a
prescindere dai canoni estetici.
Come se avere una moglie "brutta" (che tristezza difinire la propria moglie
"brutta"), autorizzasse il desiderio di altre ...
In una situazione come questa, il peccato non č il masturbarsi, ma avere del
matrimonio una concezione cosě triste.
Pace e Bene,
Mafferini.
#####################
Via Nazionale
23030 - Tresenda (SO)
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Sei sicuro che sia _ovvio_ per_tutti_ ?
Angelo70.
Concordo con te sul matrimonio: chi considera brutta la propria moglie č
come se un po' la uccidesse, ma il peccato di masturbazione resta ed č
aggravato dalla assoluta mancanza di quelle circostanti attenuanti previste
dal CCC.
>
>
> Pace e Bene,
>
> Mafferini.
>
Ciao
Angelo70.
Qui stiamo analizzando i casi del peccato.
E' _ovvio_ che non è per tutti e ci mancherebbe :)
>Concordo con te sul matrimonio: chi considera brutta la propria moglie è
>come se un po' la uccidesse, ma il peccato di masturbazione resta ed è
>aggravato dalla assoluta mancanza di quelle circostanti attenuanti previste
>dal CCC.
Ma non stiamo trasformando la nostra fede in un grande procedimento
penale?
Circostanze attenuanti, aggravanti, elenco delle casistiche...
A volte mi sembra che sia più grave la masturbazione, della mancanza
di carità.
Ossia: in caso di masturbazione non mi posso accostare all'Eucarestia,
se invece oltrepasso il fratello che mi chiede del pane e non glielo
do, allora mi posso accostare casto e puro alla Sacra Mensa ...
Occorrerebbe veramente chiedersi cosa sia il peccato.
Mafferini
###################
Mafferini
Via Nazionale
23030 Tresenda (SO)
> Occorrerebbe veramente chiedersi cosa sia il peccato.
Beh, visto che sei così saggio, perché non lo spieghi tu a noi?
Annatar
--
"Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo,
il nostro compito è di fare il possibile
per la salvezza degli anni nei quali viviamo,
sradicando il male dai campi che conosciamo".
(J.R.R. Tolkien)
Ovviamente rispondendo in un NG con dei brevi post si rischia di sembrare
schematici più di un uomo di legge, ma occorre pur fare discernimento sui
peccati. La masturbazione è un tipico peccato che a seconda dei casi può
andare da molto grave a veniale. Come si fa a stabilire ?
Si va da un confessore, che alla luce della sua esperienza e soprattutto
dell'insegnamento della Chiesa Cattolica valuterà caso per caso, circostanze
attenuanti, aggravanti, sempre con rispetto, amore e comprensione verso il
penitente ben disposto.
> A volte mi sembra che sia più grave la masturbazione, della mancanza
> di carità.
>
> Ossia: in caso di masturbazione non mi posso accostare all'Eucarestia,
> se invece oltrepasso il fratello che mi chiede del pane e non glielo
> do, allora mi posso accostare casto e puro alla Sacra Mensa ...
>
Stavamo parlando di un caso specifico molto squallido, ora fai un discorso
di carattere generale. In caso di masturbazione sai per certo di aver
commesso un peccato, mentre non è possibile aiutare tutte le persone che
chiedono soldi per strada. Inoltre non sempre sai riconoscere quali hanno
veramente bisogno. Certamente anche se manchi di carità sei indegno.
Per un giudizio generale sulla masturbazione vale il post iniziale di Bruti,
IMHO.
> Occorrerebbe veramente chiedersi cosa sia il peccato.
Come, più o meno, ha detto Annatar, diccelo prima tu...
Angelo70.
>di carattere generale. In caso di masturbazione sai per certo di aver
>commesso un peccato, mentre non è possibile aiutare tutte le persone che
>chiedono soldi per strada. Inoltre non sempre sai riconoscere quali hanno
>veramente bisogno. Certamente anche se manchi di carità sei indegno.
>Per un giudizio generale sulla masturbazione vale il post iniziale di Bruti,
>IMHO.
Perchè non è possibile?
A volte basta un sorriso, una parola, uno sguardo.
A volte basta cum-patire.
Pur essendo cosciente della gravità del peccato sessuale, credo che
Cristo non sia morto per quello.
E' più facile essere casti che caritatevoli, purtroppo.
Buona Pasqua
CCC n.1822
"La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per
se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio."
In caso di masturbazione si manca di carità, di amore verso Dio e verso noi
stessi.
Buona Pasqua
Angelo70.
>Beh, visto che sei così saggio, perché non lo spieghi tu a noi?
Io non sono saggio.
Cerco, nei limiti del possibile, di seguire il cuore, la Parola del
Signore nei Vangeli e l'esempio di San Francesco.
Alla luce del Vangelo e della vita di San Francesco, trovo che si
"più" peccato non riconoscere il Cristo nel fratello che soffre,
piuttosto che nell'atto sessuale di cui si parla in questo post.
Il resto lo dico nel post sotto.
Buona Pasqua
[......]
> Alla luce del Vangelo e della vita di San Francesco, trovo che si
> "più" peccato non riconoscere il Cristo nel fratello che soffre,
> piuttosto che nell'atto sessuale di cui si parla in questo post.
Non esiste meno peccato o piu' peccato, il peccato e 'peccato e
basta,
La graviyta' in relazione alla persona la conosce Dio.
Non facciamo, usando poi di cose sacre, una graduatoria che non
spetta a noi, di peccati.
[.....]
> Buona Pasqua
Anche a te.
[......]
> Mafferini
[......]
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia.
Antonio Casini
[......]
> Pur essendo cosciente della gravità del peccato sessuale,
Prima parli di "atto sessuale" che nel linguaggio corrente vuol dire
altro dall'oggetto di questo post, ora parli di peccato sessuale, che anche
questo e' ambiguo.
Diciamo piuttosto masturbazione o autoerotismo.
credo che
> Cristo non sia morto per quello.
Invece s', per tutti i peccati.
E se dobbiamo dare retta alle apparizioni della Madonnna
riconosciute dalla Chiesa, e' il peccato che manda piu' anime all'inferno.
> E' più facile essere casti che caritatevoli, purtroppo.
No, se Dio ci da' la grazia, e' facile una cosa e l'altra.
Se cerchiamo di fare da soli e senza Dio e fuori del Suo Disegno,
come fa chi compie questo peccato di autoerotismo, ci perdiamo e non
sappiamo fare nulla.
"Senza di me non potete fare nulla" dice Gesu' a chi crede o presume
di potere essere qualcosa di buono senza di Lui.
[.......]
> Mafferini
[.......]
Ave Maria. Benedetta fra le donne, prega per noi.
Antonio Casini
Per il magistero della Chiesa Cattolica, il sesso, come tutti i beni
naturali, è soggetto al disordine determinato dal peccato originale
( concupiscenza) e l'uomo deve compiere un cammino di crescita,
con l'aiuto della grazia, per integrarlo con la tenerezza, con l'affetto
e con l'amore autentico o deve saperci rinunciare se la situazione lo
esige.
In questa vita, dopo il peccato originale, è possibile una continua crescita
ma non più la perfezione che esisteva nel paradiso terrestre:
questo, ovviamente, vale per l'uso della
sessualità,come per l'uso di ogni altro bene naturale.
Per castità si intende il retto uso della sessualità: ciò che può
essere usato correttamente può anche non essere usato se le circostanze non
lo consentono: questo non uso, a volte anche doveroso, si chiama "
continenza ".. Questa capacità di gestire l'istinto sessuale è, nell'essere
umano, del tutto analoga alla gestione dell'istinto di aggressività. La
castità richiede l'acquisizione del dominio di sé, che è pedagogia della
libertà umana. L'alternativa è evidente: o l'uomo comanda alle sue passioni
e consegue la libertà e la pace, oppure si lascia asservire da esse. La
dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e
libere, mosso cioè e indotto da convinzioni personali, e non per un cieco
impulso o per mera coazione esterna. Il dominio di sé è un opera di lungo
respiro, non è mai aquisito una volta per tutte, suppone un impegno da
ricominciare ad ogni età della vita. La castità conosce leggi di crescita,
la quale passa attraverso tappe segnate dall'imperfezione e dagli errori di
percorso.
Il laboratorio di ricerche sperimentali sulla motivazione umana,
dell'Università di Lovanio,
ha dimostrato che in ogni esperienza specificamente umana dell'istinto in
quanto tale,
accanto a forme - inferiori - e biologiche di bisogni, coesistono sempre
forme - superiori - di bisogni e l'essere umano può spostare, mediante l'
intervento della volontà e della ragione, la spinta ad agire ( energia ),
determinata da un bisogno, verso altre forme di bisogno.
Questo lavoro della volontà e della ragione, quando è coscientemente
finalizzato, provoca, nel tempo, una progressiva integrazione
e sottomissione delle forme inferiori di bisogno a quelle superiori .
La corretta gestione degli istinti è fondamentale per la costruzione della
personalità.
L'istinto di aggressività, per esempio, non solo è fondamentale per
difendersi ma l'energia da esso determinata, può essere utilizzata, grazie
al controllo e all'orientamento della volontà e della ragione, per -
aggredire -, nel senso più vasto, un compito o un problema e può essere
messa al servizio della giustizia e dei diritti degli altri: il bisogno
sociale e il bisogno di giustizia sono forme superiori di bisogni che sempre
accompagnano nell'uomo l'istinto puramente biologico di aggressività.
L'istinto sessuale non solo è fondamentale per unire l'uomo e la donna
fisicamente, ma l'energia da esso determinata può essere utilizzata, grazie
al controllo, all'orientamento e alla consapevolezza della volontà e della
ragione, per integrare l'impulso copulativo con il bisogno di tenerezza e di
affetto, in modo che l'unione genitale diventi segno e strumento di
reciproca donazione fra due persone di sesso complementare e possa
soddisfare il bisogno d'amore. L'istinto sessuale nell'essere umano si trova
sempre mescolato con il bisogno di amore, di tenerezza e di donazione e
dovrebbe essere posto al servizio di questa superiore esigenza.
L'energia generata dall'istinto copulativo può anche essere messa a
disposizione per un servizio d'amore verso i fratelli e la verità. Lo
sviluppo di una forma superiore e spirituale di bisogno, come quella che
spinge verso i significati più alti della stessa sessualità umana - cioè l'
amore per gli altri e la donazione di se stessi agli altri - fa diminuire l'
interesse verso la relazione coniugale e in questo caso è più facile
spostare l'energia determinata dall'istinto copulativo su di un piano più
alto: è il caso della castità assoluta o continenza
La CONTINENZA, che nasce, non da una pura repressione dell'istinto,
ma da un paziente lavoro di integrazione
e di trasposizione dell'istinto copulativo nella direzione della donazione
e dell'amore di Dio, aumenta la capacità di conoscere la verità e di
amare il prossimo, diminuisce la precipitazione sconsiderata
nell'agire, l'incostanza, l'egocentrismo e l'attaccamento spasmodico alla
vita presente
( come riconosceva San Tommaso D'Aquino, ma anche i Padri del deserto
e gli stessi buddisti).
( Bruto Maria Bruti )
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>> [Angelo70]... non č possibile aiutare tutte le persone che
>> chiedono soldi per strada.
> Perchč non č possibile?
Perche' i poveri li avremo sempre con noi (Matteo 26,11).
Andrea
salo...@mediacomm.it
> ... trovo che sia "più" peccato non riconoscere il Cristo
> nel fratello che soffre, piuttosto che nell'atto sessuale...
Se il peccato sessuale ci preclude di riconoscere il Cristo
che noi si offende peccando, a maggior ragione non ci dovrebbe
ostacolare la visione del Cristo nel fratello che soffre?
Andrea
salo...@mediacomm.it
Se una persona ha fame, cristianamene prima gli dò da mangiare, se posso, se
invece è malata nel corpo o nello spirito eccetera allora servono gesti
d'amore "gratuito".
> Pur essendo cosciente della gravità del peccato sessuale, credo che
> Cristo non sia morto per quello.
Nella 1 Cor, l'Apostolo S.Paolo ci dice che il corpo non è per
l'impudicizia, ma per il Signore, e il Signore per il corpo. "Non sapete che
i vostri corpi sono membra di Cristo?...Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è
fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio
corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è
in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete
stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!"
>
> E' più facile essere casti che caritatevoli, purtroppo.
>
Non per tutti. Basti pensare alle coppie cattoliche che rinunciano
all'Eucaristia per rapporti sessuali prematrimoniali e continuano a fare
volontariato nelle varie associazioni cattoliche. Sono ancora cattolici ?
> Buona Pasqua
>
Ricambio, Buona Pasqua
Angelo70.
Grazie per questa spiegazione che, pur non rispondendo punto per punto ai
problemi particolari (convengo pienamente che non si può affrontare questa
casistica sui NG) ci dà un'autorevole e pertinente risposta globale. E
riflettendo sui concetti espressi si vedra venire a galla la risposta giusta
per la maggioranza dei casi.
Saluti e Auguri
AntonioT
Amico, disse l'Amato, sarai paziente se faccio più grandi le tue pene?
Sì, se fai più grande anche il mio amore.
l'Amato disse all'Amico:
Sai cos'è l'amore?
Rispose:
Se non sapessi cos'è l'amore, saprei che cos'è tribolazione, tristezza e
dolore.
....se Tu siedi tra Misericordia e Giustizia, io ti aspetterò tra
Misericordia e Speranza.
Il libro dell'Amico e dell'Amato.
Ramon Llull
delle cose giuste.
Isolo alcune parole di questo post che da sole stabiliscono un sicuro
cammino valido per tutti, cristiani e non, per educare e far crescere noi
stessi, perchè sono ispirate alla legge morale naturale, che è scritta in
ogni uomo, e dalla quale sola può venire il bene terreno e la salvezza
eterna:
Castità, continenza quando richiesto, dominio di sé, libertà, dignità,
volontà, ragione.
In particolare riporto l'ottima definizione e spiegazione sintetica del
valore della continenza.
[...]
> La CONTINENZA, che nasce, non da una pura repressione dell'istinto,
> ma da un paziente lavoro di integrazione
> e di trasposizione dell'istinto copulativo nella direzione della donazione
> e dell'amore di Dio, aumenta la capacità di conoscere la verità e di
> amare il prossimo, diminuisce la precipitazione sconsiderata
> nell'agire, l'incostanza, l'egocentrismo e l'attaccamento spasmodico alla
> vita presente
> ( come riconosceva San Tommaso D'Aquino, ma anche i Padri del deserto
> e gli stessi buddisti).
>
>
> ( Bruto Maria Bruti )
Saluti
Angelo70.
Che bello! :-)
> Alla luce del Vangelo e della vita di San Francesco, trovo che si
> "più" peccato non riconoscere il Cristo nel fratello che soffre,
> piuttosto che nell'atto sessuale di cui si parla in questo post.
Non so se San Francesco facesse "classifiche" di peccati. :-)
So solo che amava appassionatamente Cristo; e questo lo spingeva a cercare
in ogni cosa Lui, e non se stesso.
Da tale atteggiamento esistenziale, la carità e la castità scaturivano in
abbondanza, come due aspetti della stessa vita di Grazia.
Quando penso a San Francesco mi vengono subito in mente certi episodi
bellissimi della sua vita, in cui l´amore a Gesù e al prossimo rifulge con
un´intensità ed una perfetta letizia che non lasciano indifferenti (il bacio
al lebbroso è emblematico).
Hai ragione quando evidenzi la centralità del «riconoscere il Cristo nel
fratello che soffre».
Ma anche sulla purezza, mi pare che San Francesco non scherzasse.
Ogni tanto mi capita di riaccostarmi alla sua figura un po´ più a fondo,
superando la "vulgata" di un´agiografia un po´ edulcorata oggi piuttosto
diffusa, e resto colpita dalla portata ascetica dell´avventura umana e
cristiana di Francesco.
Come ci ricorda San Bonaventura, «L'insigne seguace di Gesù Crocifisso,
l'uomo di Dio Francesco, fin dagli inizi della sua conversione crocifiggeva
la carne e le sue passioni con il rigore della disciplina e frenava i moti
dei sensi con la legge della moderazione in maniera tanto severa che a
stento prendeva il sostentamento indispensabile alla natura».
[Legenda Minor, III - Virtù Privilegiate - Lezione I]
E ancora:
«Rigoroso nella disciplina, vigilava assai attentamente su se stesso e aveva
cura speciale nel custodire quel tesoro inestimabile della castità, che noi
portiamo nel fragile vaso del corpo: e anche il corpo egli si studiava di
tenere con rispetto e santità, mediante l'integerrima purezza di tutto se
stesso, carne e spirito.
Per questo agli inizi della sua conversione, nel tempo del gelo invernale,
forte e fervente nello spirito, si immergeva per lo più in una fossa colma
di ghiaccio o di neve, sia per rendersi perfettamente soggetto il nemico di
casa, sia per preservare dal fuoco della concupiscenza la veste candida
della purezza.
Con pratiche di questa specie incominciò anche ad apparire, nell'uso dei
sensi, adorno di un pudore così luminoso e bello, che pareva aver conseguito
ormai il pieno dominio della carne e stabilito con i suoi occhi il patto non
solo di rifuggire da ogni sguardo sensuale, ma di astenersi totalmente da
qualsiasi sguardo curioso o inutile».
[Legenda Minor, III - Virtù Privilegiate - Lezione II]
Roba tosta, mi pare.
Sicuramente lontana - e forse in controtendenza - rispetto alla nostra
sensibilità di oggi.
Però, se guardiamo a Francesco come ad un «esempio», o se almeno ne
avvertiamo il fascino, questa "roba tosta" non la possiamo censurare.
Fa parte del "pacchetto": prendere o lasciare. ;-)
Altrimenti, Francesco diventerà pian piano per noi «il giullare di Dio che
faceva prediche agli uccelli». Cioè, una specie di caricatura.
Buon pom
Laura
"Por defender su pureza San Francisco de Asís se revolcó en la nieve, San
Benito se arrojó a un zarzal, San Bernardo se zambulló en un estanque
helado... -Tú, ¿qué has hecho?"
(s. Escriva')
A presto!
Nicolas
Concordo su tutto,
tranne (^__^):
>Non so se San Francesco facesse "classifiche" di peccati. :-)
Ma la Chiesa sì.
Peccati veniali.
Peccati mortali.
I primi "cancellabili" con l'eucarestia (semplifico)
I secondi "solo" con la confessione.
E, concedimi, classificare l'autoerotismo in
una o nell'altra categoria, cambia parecchio.
Non trovi?
>Fa parte del "pacchetto": prendere o lasciare. ;-)
Vero.
Saluti,
Mafferini
salo...@mediacomm.it wrote:
....
> > Perchè non è possibile?
>
> Perche' i poveri li avremo sempre con noi (Matteo 26,11).
al che è diventata una buona scusa per non aiutare nessuno e
sarlvare la propria pancia piena.
Sebastiano
Semplifichi troppo. L'Eucaristia unita a un serio pentimento personale.
Se no peggiori la situazione.
> I secondi "solo" con la confessione.
>
> E, concedimi, classificare l'autoerotismo in
> una o nell'altra categoria, cambia parecchio.
>
> Non trovi?
La masturbazione è materia grave, per cui di solito è peccato mortale.
Solo il confessore può stabilire se ricorrano le condizioni indicate nel CCC
al n.2352, per ridurre la gravità del peccato, per cui va sempre confessato.
Motivo in più per evitarla. Non trovi ?
Tra l'altro si legge al n.2352 del CCC.
"La masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato".
- Dunque è colpa grave, cioè peccato mortale -
"Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei
soggetti e per orientare l'azione pastorale, si terrà conto di... [taglio
per brevità] che attenuano se non addirittura riducono al minimo la
colpevolezza morale".
- Dunque può essere addirittura un peccato veniale, però è evidentissimo che
deve essere il confessore a stabilirlo. Obbligo di confessione. -
>
>
> Saluti,
> Mafferini
Saluti
Angelo70.
> Peccati veniali.
> Peccati mortali.
Si. La semplificazione è eccessiva. Perché non entra nello specifico di che
cosa è il peccato.
Il peccato veniale non priva della grazia santificante, che è quella per cui
l'anima vive. Il peccato mortale si.
Ora, in un thread che è più che mai monotematico come questo, il paragone
che hai fatto dovrebbe essere meglio dettagliato.
Anche perché il rischio è di considerare la carità come l'elemosina. E di
dimenticare che è carità anche quella di ricordare verità di fede spesso
neglette.
Tu trovi "che sia "più" peccato non riconoscere il Cristo nel fratello che
soffre, piuttosto che nell'atto sessuale di cui si parla in questo post."
E io posso sicuramente concedere. Ma vorrei capire prima in cosa consista il
peccato in entrambi i casi. Perché il mio sospetto è che questo sia un
paragone improprio.
Come ti dovresti comportare con il fratello che soffre? E come puoi sapere -
senza una conoscenza profonda - di cosa ha veramente bisogno?
Certo, se lo vedi morente ai bordi di una strada e lo ignori sono pienamente
d'accordo con te. Se vedi un bimbo morire di fame e non lo soccorri idem; ma
nei casi in cui a chiedere l'elemosina è - ad esempio - lo stesso zingaro
che hai visto in giro in centro su una macchina di lusso?
Proprio per questo temo che il tuo paragone sia così generico da poter
essere considerato pertinente solo in quel caso particolare che va sotto il
nome di "omissione di soccorso".
Oltretutto, la gravità del peccato dipende anche dalla sua capacità di
diffondersi, e dalla percezione che si ha di esso. E in un periodo in cui
abbondano le barzellette vernacolari del tipo "forse non contano..." mentre
mancare di carità - specie, va precisato, verso alcune categorie
"protette" - porta alla scomunica sociale, dovrebbe essere naturale
insistere proprio su ciò che rischia di non essere percepito come peccato (e
sempre per la famosa carità di cui sopra).
Un piccolo appunto sulla "casistica" che - se ho capito bene - non gode dei
tuoi favori. In realtà la "casuistica" è disciplina vecchia di secoli. E
serve proprio a questo: stabilire, "caso per caso", il modo migliore per
quella persona di aderire ai precetti indicati dalla Chiesa, basandosi sulle
sue qualità e sui suoi limiti, conosciuti grazie ad una prolungata
familiarità con la persona stessa (compito precipuo del sacerdote della
parrocchia locale).
> E, concedimi, classificare l'autoerotismo in
> una o nell'altra categoria, cambia parecchio.
La classificazione - che è necessaria come aiuto e come guida - non è
arbitraria, ma deriva da ciò che costituisce il proprio di quel peccato.
E ora, scusami, un'ultima domanda: perché la masturbazione (e i peccati
sessuali in generale) sarebbe peccato grave secondo gli insegnamenti della
Chiesa?
Saluti,
[.......]
> E ora, scusami, un'ultima domanda: perché la masturbazione (e i peccati
> sessuali in generale) sarebbe peccato grave secondo gli insegnamenti della
> Chiesa?
Va contro un Comandamento, ed e' quindi peccato mortale. Quanto alla
gravita', bisogna considerare il grado di piena avvertenza e deliberato
consenso.
> Saluti,
> Annatar
[......]
Santi Angeli ed Arcangeli, custoditeci dal male.
Antonio Casini
La Chiesa sì.
Non tu, non io. :-)
> [...]
> E, concedimi, classificare l'autoerotismo in
> una o nell'altra categoria, cambia parecchio.
>
> Non trovi?
Lasciamolo decidere ai confessori. Sono loro ad averne la responsabilità.
Non tu, non io. :-)
Per il resto, non sono in grado di entrare più di tanto nel merito.
A me premeva San Francesco. :-)
Vedo invece che Annatar ed Angelo ti hanno risposto assai meglio di quanto
avrei potuto fare io.
Però mi è venuto in mente che proprio il mese scorso il portale Totus Tuus
ha messo in rete - nell´ambito della pubblicazione a "puntate" del «Trattato
di Teologia Morale» - il capitolo relativo al «Rispetto della vita
sessuale».
Qui, fra le altre cose, si confuta proprio la frequente e «tenace
insistenza» con cui oggi «si suole mettere in dubbio la costante dottrina
cattolica circa la *malizia grave* della masturbazione».
Se qualcuno fosse eventualmente interessato, ne trascrivo alcuni passaggi.
Buon pom
Laura
--- Inizio trascrizione ---
Secondo non pochi autori i dati sociologici e psicologici dimostrerebbero
che la masturbazione, specialmente giovanile, sarebbe un fenomeno, del tutto
normale nell'evoluzione fisica e psichica dell'uomo e molte cause sia
conscie che inconscie diminuirebbero sostanzialmente la capacità di una
decisione profondamente intesa e responsabile. La vera malizia grave si
avrebbe soltanto quando ed in quanto provenga da narcisismo egoistico,
perché allora (e allora soltanto) si avrebbe l'opposizione alla finalità
della sessualità, che è comunicazione amorosa tra persone di diverso sesso.
Quest'opinione contraddice alla dottrina costante della Chiesa, che sempre
(anche se a volte con argomenti filosofici non del tutto concludenti a
dovere, ma sempre migliorantesi nel decorso dei tempi), senza esitazione e
quasi intuitivamente, ha ritenuto la malizia grave della masturbazione, per
la ragione che in essa manca del tutto l'amplesso amoroso ordinato alla
procreazione di persone unite in matrimonio.
Nella Sacra Scrittura non si trova forse esplicitamente condannata la
masturbazione; ma implicitamente viene deplorata nella generale riprovazione
di ogni attività sessuale fuori del matrimonio, che S. Paolo indica come
unica forma per condurre ordinariamente una vita sessuale (1 Cor 7, 1 ss). I
dati sociologici e psicologici valgono ad indicare la frequenza di questo
disordine secondo i tempi, i luoghi e le persone, ma non costituiscono una
norma decisiva per giudicare della moralità dei fatti, attesa, soprattutto,
la debolezza umana a causa del peccato originale.
È vero che questo disordine, oggettivamente grave, per immaturità,
inibizioni, squilibri psichici ed altre cause interne ed esterne viene
spesso commesso, senza che vi sia una decisione personale pienamente
responsabile e perciò soggettivamente non si ha il peccato grave. Questa
costatazione, però, non può essere presa come norma generale, ma è da
ammettere, anzi, la sostanziale libertà e responsabilità dell'uomo finché
non si dimostri il contrario.
Il giudizio completo va formato da tutto il modo di agire, non solo quanto a
carità e giustizia, ma anche quanto al particolare precetto, se cioè vengono
dal soggetto adoperati i rimedi naturali e soprannaturali che, con secolare
esperienza, l'ascesi insegna.
[«Trattato di Teologia morale» - Parte II - Doveri dell´uomo verso se
stesso - 3. Rispetto della vita sessuale -
http://www.paginecattoliche.it/15_231.htm ]