Torno or ora dalle ferie. Mi lascio alla spalle tre bellissime settimane
trascorse con famiglia ed amici nell'isola di Lefkada, e desidero
raccontarvi com'è andata con le Messe.
Per ben tre volte, ogni domenica, ci siamo recati alla chiesina ortodossa di
Poros, il paese più vicino al nostro campeggio. Si trattava di un piccolo
edificio apparentemente insignificante, visto dall'esterno: ma appena
entrati, che meraviglia! Un tripudio di icone, una più bella e più
significativa dell'altra.
«Qui tutto parla dell'Incarnazione» ha osservato uno di noi.
Accanto all'altare c'era una Vergine della Tenerezza che struggeva il cuore.
La liturgia è durata due ore, interamente cantata in greco.
Si trattava con ogni probabilità di greco antico, e questo paradossalmente è
stato un vantaggio, perchè mi ha consentito di capire qualche parola ogni
tanto, e di cogliere in quale momento della Messa ci trovassimo (Credo,
Padre Nostro...)
Mi ha colpita l'impostazione molto forte dal punto di vista penitenziale:
per più di un'ora si è implorato il "soter athanatos" (salvatore immortale)
di "eleison", affinché avesse pietà di noi.
Per il resto si capiva ben poco, ma il linguaggio della bellezza parlava
chiarissimo.
Al momento dell'Eucaristia, il grande timore: quanta paura di essere
cacciati via in quanto cattolici!
Ci siamo messi in fila dietro i pochi greci presenti.
Guido era il primo. Con lealtà a subito mormorato: "Cattolici".
Il pope, dopo un istante di perplessità, ci ha guardato con un gran sorriso
negli occhi, e ci ha offerto il "soma" di "Christos". Si e' solo soffermato
un attimino per accertarsi che rispondessimo bene il nostro "AMHN" (lo
pronunciano: "Amìn"), per essere sicuro che fossimo coscienti della reale
Presenza del Signore nel Pane e nel Vino.
Da brividi.
[Comunque, quando sono tornata dalla Grecia e sono andata a Messa in Italia,
alla Comunione mi è venuta in mente quella specie di "esame", ed ho ricevuto
Gesù con una consapevolezza più forte di prima]
La Comunione ortodossa era sotto le due specie: tanti cubetti di pane erano
a mollo in un grande calice pieno di vino. Il pope tirava su un pezzetto di
pane con un mestolino, e lo poneva nella bocca del fedele, che rispondeva
"AMHN".
Detto così sembra un po' disgustoso (quell'unico mestolino in tante bocche,
alla faccia dell'igiene!): però vi assicuro che è stata un'emozione
grandissima.
Una specie di dono insperato. Era il corpo e sangue di Cristo, che ci
raggiungeva persino qui, in questo paese così diverso, in una chiesa non
"nostra" che temevamo ostile...
All'uscita i fedeli ci hanno salutati con simpatia, stringendoci le mani.
Penso che l'ecumenismo passi anche attraverso momenti semplici come questi,
al di la' delle conferenze dei teologi.
Un caro abbraccio a tutti.
Laura B.
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Veni Sancte Spiritus
Veni per Mariam
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>Detto così sembra un po' disgustoso (quell'unico mestolino in tante bocche,
>alla faccia dell'igiene!):
NOn per spezzare l'incanto (ho assistito anch'io, a Napoli, al rito
ortodosso con amici greci e l'ho trovato splendido) ma non conoscono
gli usa-e-getta?
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Chi tardi arriva perde metà dell'opera.
La miglior vendetta è il Pernod.
Gatta covat in lapide.
Grazie, cara Laura.
Devo dire che sono stato letteralmente commosso da quanto racconti.
Spesso nelle comunità e nel basso clero si incontrano o si incontravano
le maggiori ostilità. Ricordo che a Palermo 30 anni fa si veniva
redarguiti se al rito -pur- cattolico ma bizantino si cercava di
accostarsi al sacramento senza avere fatto 3 ore di digiuno eucaristico
invece dell'unica ora richiesta (adesso) nel rito latino.
Se davvero fosse così il clima ovunque, oso sperare di veder la Chiesa
di nuovo unita prima di morire.
Benedetto XVI ha fatto passi enormi nel giro di pochi mesi,
richiamandosi alla concezione del primato petrino del primo millennio,
come gli ortodossi sono disposti a fare. Occorre solo coraggio e fede...
e preghiera.
PS
La comunione, a Palermo 30 anni fa, era anche in quel caso sotto le due
specie e col cucchiaino, ma facevano cadere il pezzo di pane nella bocca
dei fedeli, non infilavano il cucchiaio in bocca come si usa per
mangiare normalmente.
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Marco Voli
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"Se fossimo trattati come meritiamo,
chi si salverebbe dalle frustate?"
Il Matto di Elsinore
Penso che tu abbia ricevuto informazioni errate: gli Ortodossi credono
eccome nella Presenza Reale di Cristo nell'Eucaristia!
Persino tutta la loro liturgia (parole, gesti, simbologia) esprime questa
verità di fede.
Forse ti confondi con i cristiani di confessione protestante...
Ciao
Laura
Ciao Marco.
So che ancor oggi non dappertutto il clima è così sereno; ho udito e letto
racconti assai meno rincuoranti del mio. Eppure, a voler guardare ciò che
già c'è - senza fossilizzarsi su ciò che manca - anch'io non posso non
commuovermi.
La prima domenica, alla fine della Messa, ci sono venuti incontro alcuni
fedeli. Ci hanno sorriso e ci hanno stretto la mano.
Noi, che non conosciamo il greco moderno, abbiamo solo balbettato l'unica
parola che sapevamo: "Eucaristò" ("Grazie").
E loro ci hanno risposto con l'unica parola italiana che ritenevano adatta
al momento: "Bravi. Bravi".
^____^
> [...] Occorre solo coraggio e fede...
> e preghiera.
Sinceramente, non ricordo di aver mai pregato con cuore per l'unità dei
Cristiani. L'ho sempre fatto un po' formalisticamente, aderendo alle
intenzioni che la Chiesa di volta in volta proponeva, ma non l'ho mai
percepita come una questione "mia".
Adesso è tutto diverso. L'ecumenismo non è più un concetto, è un'esperienza.
Sentir parlare di Cattolici e Ortodossi come i due "polmoni" del
Cristianesimo suscita in me una domanda vera: ripenso alla bellezza che ho
visto e udito - sia pure senza comprenderla - e lo scisma diventa "ferita"
anche per me.
Ciao
Laura
http://it.wikipedia.org/wiki/Prete_Gianni
No, no, tant'è che non esiste più la scomunica per gli ortodossi. La
situazione è di "scisma" non di "eresia".
Coloro che non riconoscono la presenza reale di Cristo nell'Eucaristia
sono i protestanti. Loro sì che sono eretici su questo come su molti
altri punti.
> Ciò che può far pensare
> che non ci sia fede nella Presenza Reale, è che non hanno l'usanza di
> conservare le Sacre Speci
L'avevo notato anch'io. Ma come fanno con gli "avanzi"?
M.
.. Ma come fanno con gli "avanzi"?
> M.
Cercano di non averne. I celebranti (di rado è uno solo) li consumano loro
>> .. Ma come fanno con gli "avanzi"?
> Cercano di non averne. I celebranti li consumano loro
Uno "smaltimento" alternativo e lecito, m'e' stato detto anni fa,
sarebbe il bruciarli (ad esempio se una particola fosse diventata
inedibile, magari perche' caduta finendo al suolo). Ma non so
quanto cio' sia vero. Chi ne sa di piu' puo' confermare, per favore?
Andrea
salo...@mediacomm.it
"S.B. Mar-Tasien Deshimaru IX, per grazia di DIO Korkhan e KatoliKòS dei
KaraKhitai, pertanto signore delle Tre Indie e successore di Yeliutashi",
colui che è
>Uno "smaltimento" alternativo e lecito, m'e' stato detto anni fa,
>sarebbe il bruciarli (ad esempio se una particola fosse diventata
>inedibile, magari perche' caduta finendo al suolo). Ma non so
>quanto cio' sia vero. Chi ne sa di piu' puo' confermare, per favore?
In ogni chiesa c'è (o dovrebbe esserci) uno scarico particolare, che
non finisce in fogna, ma direttamente nella terra. In questo scarico
va a finire ad esempio anche l'acqua benedetta quando non più
utilizzabile.
Inoltre vicino al Tabernacolo c'è una piccola ampolla con acqua in cui
si mettono le ostie che non sono più "commestibili". Questa acqua
scioglie le ostie e dopo la si versa nel suddetto scarico.
>Andrea
>salo...@mediacomm.it
Pace e benedizione
Julo d.
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http://www.bbcm.units.it/~juloc/
Se vuoi essere cattolico devi essere unito
nella diversità e diverso nell'unità
(Y. Congar)