Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

NEWS - Il "mattone per Assisi": cos'e' veramente?

2,167 views
Skip to first unread message

salo...@mediacomm.it

unread,
Apr 25, 2000, 3:00:00 AM4/25/00
to

NOTA - Precedenti articoli sul "caso dei mattoni di Assisi" qui postati
sono reperibili con apposita ricerca su www.deja.com con parole
chiave "mattone", "Assisi" e "Castagna".

--- --- --- --- --- ---

IL SENTIERO DELLE TENTAZIONI
Lanciata da Alberto Castagna sulle reti Fininvest, l'iniziativa "Un mattone
per Assisi" è già un fascicolo giudiziario. Sembrava una sottoscrizione
per l'Umbria, era una speculazione

Alberto Ferrigolo, dal settimanale "Diario", 19/25 Aprile
www.diario.it/articoli/articolo134.html

Segnalato dal sito di "Golem"
www.grr.rai.it/golem/new_golem/puntate/apr2k/apr2kidx.htm
www.grr.rai.it/golem/new_golem/puntate/ott99/gol2110.htm
www.grr.rai.it/golem/

Da qualche tempo nella città della pace si sta combattendo una
guerra. L'oggetto della contesa è la costruzione di un`"antica" strada
pedonale di appena 2,8 chilometri per unire il piccolo paese di Santa Maria
degli Angeli alle pendici della minuscola Assisi. Un "percorso ideale",
meglio, spirituale, sulla via di San Francesco, così come lo concepisce il
sindaco Giorgio Bartolini (...), e che dovrebbe correre accanto alla statale
Porziuncola, dritta come un fuso, e sorgere su di un vecchio tracciato
medievale, parzialmente e malamente venuto alla luce, per qualche metro,
durante alcuni lavori di scavo. E fin qui nulla da eccepire. Solo che i 2,8
chilometri, nelle intenzioni della giunta comunale, dovrebbero essere di
mattoncini "rosso Impruneta", località di antiche fornaci e della ditta
Sannini in particolare, messi in vendita ciascuno a 85.000 lire, con sopra
inciso nome, cognome e città di appartenenza del singolo acquirente. Una
specie di "sottoscrizione". L'opera, per prima cosa, viene ritenuta a forte
impatto ambientale, anche se per la verità le attenzioni maggiori si sono
subito focalizzate sul meccanismo di reperimento dei finanziamenti per il
progetto: la vendita dei mattoni e il loro prezzo unitario. Tanto che
circola come un tormentone il seguente interrogativo: «Ma quanto potrà
mai costare un mattone?».
Teoricamente, si dice, per coprire i 2,8 chilometri di passeggiata ci
vogliono all'incirca quattrocentomila mattoncini, che, moltiplicato per 85
mila, portano concretamente il costo del sentiero spirituale a ben 34
miliardi di lire. Contando che il prezzo di un mattoncino potrebbe oscillare
da un minimo di seicento a un massimo di mille lire, il costo reale
dell'opera dovrebbe essere invece compreso tra i 51 e gli 85 milioni. Ma gli
altri 33 miliardi e 900 e rotti milioni di differenza dove finiscono?
"Royalties", risponde serafico il sindaco. «Per realizzare l'opera dovevamo
ricorrere necessariamente ai privati. Di solito si accende un mutuo e si dà
l'incarico per il progetto, ma noi non potevamo seguire questa strada perché
non avevamo soldi. Il nostro è un comune piccolo e povero», dice con tono
vagamente francescano il dottor Giorgio Bartolini, «e per raggiungere
l'obiettivo che ci eravamo prefissi l'unica via era dar vita a una S.p.a.
tra Comune e privati nella quale il primo fa in modo tale di prendere il più
possibile lasciando alla società margini di guadagno normali..., tolte
spese, accantonamenti, imprevisti».

UN MATTONE, MA NON PER ASSISI
Già, la Società per azioni. È proprio sulla "Assisi Giubileo 2000 S.p.a.",
in tutto 200 milioni di capitale - il 51% delle azioni in mano
all'amministrazione pubblica e il rimanente suddiviso tra una ottantina di
soci, in prevalenza imprenditori umbri, il resto sparsi un po' ovunque lungo
la penisola - che si concentrano le attenzioni. Anche quelle della
magistratura di Perugia, che dopo aver ricevuto numerose segnalazioni,
lettere e proteste sulla legittimità dell'iniziativa "Un mattone per
Assisi", nello scorso febbraio ha dovuto aprire un fascicolo, "modello 45",
cioè un'inchiesta semplice "senza notizia di reato", per verificare le zone
d'ombra segnalate dai cittadini. Presidente della "Assisi Giubileo 2000" è
un nome illustre del mondo della pasticceria a Perugia, specie del biscotto:
quell'Angelo Colussi che oggi vive più all'estero che in patria e che ormai
ha interessi in più rami d'industria. Scopo della S.p.a., tuttavia, è quello
di promuovere (come se ve ne fosse necessità) l'immagine di una città,
Assisi, che è già di per sé universale e universalmente nota.
L'idea della "mattonata", come ormai tutti la chiamano, è di fatto
il primo atto ufficiale di una certa importanza della giunta (...). Nel
turbinio di detriti, polveri, distruzione e cantieri per la ricostruzione,
il sindaco Bartolini, commercialista (...), pensa bene di infilare,
tra le tante sottoscrizioni, anche il progetto della "strada
spirituale" a mattonicini personalizzati.
Ma l'idea non è tutta farina del suo sacco. C'è infatti un suggeritore
neanche tanto occulto, Egidio Ballerini, originario di La Spezia,
che ha solcato per lunghi anni i campi di calcio della serie A
in qualità di arbitro. Oggi fa il pubblicitario. Ne parla al sindaco,
il quale aveva già in mente di personalizzare in qualche maniera le opere
della ricostruzione post-terremoto. La vecchia strada del 1400 può essere
l'idea giusta. L'obiettivo è di inserire l'opera dentro il più vasto
programma di interventi pubblici per l'anno giubilare. E con l'ipotesi di
non limitarsi solo ai 2,8 chilometri. In cuor suo il sindaco vorrebbe creare
altre strade che si dipartono dalla "mattonata" ottenendo così delle
"stazioni" intermedie, delle fermate per ammirare il paesaggio. Per
riflettere meglio sull'opera del Santo. «Peccato però che il Giubileo ha
completamente tagliato fuori Assisi», si rammarica ora con piglio polemico
il sindaco. «Il culto ha avuto i suoi soldi, il Comune nemmeno una lira.
Eppure noi avevamo in programma progetti per 130, 150 miliardi di lire.
Abbiamo avuto solo otto miliardi per quattro opere minori... a Roma c'è
stata una spartizione non in base allo spirito della legge che parlava
chiaramente di "itinerari francescani"». Tant'è.
Lui, comunque, va dritto per la sua meta. Così il 22 settembre 1999 fa
approvare dal consiglio comunale la delibera numero 195 che ratifica la
procedura per l'affidamento dell'incarico di progettazione, e le relative
variazioni di bilancio, per la costruzione dell'opera. A novembre la giunta
dà mandato di formulare il progetto a uno studio di Gubbio che risulta
secondo classificato nella gara d'appalto, subentrando così all'architetto
Mario Botta, primo classificato, che declina invece l'offerta, ufficialmente
a causa dei numerosi impegni di lavoro. E su per giù in quello stesso
periodo parte anche la campagna promozionale "un mattone per Assisi".
Compare nei negozi e nei bar il dépliant, otto paginette che si aprono con
una frase di Giovanni Paolo II: «Ad Assisi sono le pietre a parlarti e
narrarti esempi senza fine di virtù e santità»; e parte anche lo spot sulle
reti Mediaset dove il popolarissimo Alberto Castagna, ancora convalescente
dalla lunga malattia che l'ha colpito, presta la voce per un fuori campo:
«La via di San Francesco è un appuntamento con la storia! È la prima
grande opera del Terzo millennio», si sente, mentre sullo sfondo corre
la cartina con il percorso della mattonata. «Il presentatore tv sollecita
perciò «a dare il proprio personale contributo a un progetto che permetterà
agli uomini e alle donne di tutto il mondo di far parte, in prima persona,
di una grande iniziativa». Quindi una postilla: «Al sottoscrittore verrà
comunicato entro 90 giorni il posizionamento del mattone sulla Via
di San Francesco». La disposizione dei mattoncini con i nominativi
è opera di un apposito "software".
Torniamo ai costi: se un mattone costa tra le seicento e le mille lire, dove
finiscono le altre 84.000? (Ne vanno aggiunte poi altre quindicimila per
spese postali che riguardano l'accusa di ricevuto versamento direttamente
all'indirizzo di ogni singolo sottoscrittore, portando così il conto
complessivo a centomila tonde tonde). Risponde il sindaco: «La "Giubileo
2000 S.p.a." ha il compito di promuovere il marchio di Assisi (una colomba
bianca inscritta nel rosone tipico della facciata della basilica di Assisi),
il Comune ha registrato il logo in tutto il mondo, l'ha conferito alla
S.p.a., di cui possiede il 51%, e questa l'ha commercializzato dando
la possibilità ad aziende e imprenditori di utilizzarlo in cambio
di un versamento di "royalties" che vanno direttamente
nelle casse dell'amministrazione comunale».
Tra gli sponsor figurano, naturalmente, il Comune di Assisi, l'Azienda di
promozione turistica dell'Umbria, il "Club Santa Chiara", la Cassa di
Risparmio del capouogo, il Centro internazionale per la pace tra i popoli e
la stessa Regione, che però ha fatto sapere di non aver mai dato nessuna
autorizzazione all'adesione. Il tutto «con il sostegno delle Famiglie
Francescane e del vescovo di Assisi». Prosegue il sindaco: «Alla Spa vanno i
soldi delle spese e l'utile. Il "quanto" lo stabilisce il Comune di volta in
volta e a seconda dei casi. Diciamo che su cento lire all'amministrazione ne
vanno sessanta, e quaranta alla S.p.a. Di queste quaranta, trenta sono di
spese e ne restano dieci. Di quest'ultime, la metà vengono redistribuite ai
settanta soci. Il Comune emette la delibera volta per volta perché vuole
ampia discrezionalità di scelta anche sul tipo di sponsor. Se la Spa fa per
esempio un contratto con la Nestlé, questo deve passare per l'approvazione
della giunta... anche per evitare di trovare un domani il logo della
mattonata persino sulle scatole dei preservativi... Sarebbe sconveniente».
Fin qui i conti secondo il sindaco. Secondo Giuliano Vitali, invece, medico
all'ospedale di Assisi ed ex sindaco (...), non sarebbero affatto questi e
tutta l'operazione diverrebbe quantomeno "poco trasparente": «Il sindaco
omette l'esistenza di un'altra società: la Stadio 2000 S.r.l., capitale
sociale 20 milioni di lire, il cui titolare è Egidio Ballerini, l'ex
arbitro», incalza. Ovvero, il suggeritore del sindaco, il vero detentore
della titolarità dell'idea della "mattonata". «Il contratto tra la Giubileo
S.p.a. e la Stadio 2000 S.r.l. recita che se gli sponsor vengono procacciati
direttamente dalla Stadio, la srl si trattiene direttamente alla fonte il
50%», sostiene Vitali, il quale ritiene che tra le due società siano state
stabilite delle quote rigide di divisione su ogni singolo mattone». Per i
primi quarantamila alla Giubileo 2000 va il 30% e alla Stadio 2000 il 70%,
35.000 lire alla prima e 50.000 alla seconda; da quarantamila a duecentomila
mattoni il rapporto cambia al 60% e al 40%; da duecentomila a trecentomila
mattoni le due società si dividono a mezzi le entrate, oltre i
quattrocentomila mattoni il rapporto s'inverte nuovamente:
un 40% per la Giubileo e 60% per la Stadio.

MA IL PROGETTO C'È O NO?
Le stranezze, tuttavia, non vengono mai da sole. Come i guai, del resto.
Così, se lo scorso settembre l'amministrazione di Assisi calcolava di aver
venduto «già più di 30 mila mattoni», ora ritiene di essere a una quota
oscillante tra i quarantamila e i cinquantamila. Tanto che il sindaco si
dice sicuro di poter partire «a giugno con un primo stralcio di lavori».
Quesito d'obbligo: ma il progetto definitivo dell'opera c'è o non c'è?
Secondo l'interrogazione parlamentare presentata ancora l'8 novembre
scorso dall'onorevole Giuseppe Giulietti (...), all'epoca mancava lo
strumento progettuale esecutivo insieme a tutte le necessarie
autorizzazioni della sopraintendenza.
Il sindaco sostiene invece che il progetto è stato nuovamente riapprovato
dal Consiglio comunale lo scorso 4 febbraio. All'interrogazione di
Giulietti, il ministro Giovanna Melandri, poco prima di Natale ha risposto
che sia il sopraintendente che il funzionario di zona «posero subito in
evidenza le motivazioni perché tale proposta risultava inaccettabile dal
punto di vista ambientale», essendo il territorio di Assisi sottoposto a
tutela ai sensi della legge n. 1497 del 1939. Tuttavia il 2 marzo scorso è
arrivata anche la risposta dell'Autorità garante della concorrenza e del
mercato, presidente Giuseppe Tesauro, proprio sul punto in cui Giulietti si
chiedeva se la pubblicità del dépliant non potesse intendersi "ingannevole"
vista l'assenza del progetto esecutivo e per il fatto che chi ha già
acquistato i mattoncini o intende farlo, non ha nessuna garanzia
se l'opera non viene realizzata.
Conclude il Garante: «L'on. Giulietti richiama l'attenzione sul fatto che
oggetto del procedimento è la pubblicità, che rischia di indurre i
consumatori in errore. A tale proposito si osserva che: né la Regione
Umbria, né il vescovo e le Famiglie Francescane hanno autorizzato gli
operatori a citarli nell'opuscolo quali sostenitori dell'iniziativa; l'
impiego della citazione papale rischia di indurre a ritenere che l'esborso
vada in beneficenza, laddove l'iniziativa serve un eminente interesse
privato, non esplicitato nel messaggio; anche la citazione del progetto e l'
indicazione di un'ipotesi di percorso sono improprie, in quanto non è stata
ancora ottenuta dai promotori alcuna autorizzazione; infine il messaggio,
promettendo di informare i sottoscrittori entro 90 giorni circa il
posizionamento del mattone, lascia intendere, contrariamente al vero,
che il progetto si trovi ormai nella fase esecutiva». Intanto gli spot
sulle reti Mediaset sono stati prontamente sospesi (...).

Trascritto da Andrea
salo...@mediacomm.it
ICQ 57139752


0 new messages