> Il popolo della pace ha sfilato numeroso da Perugia ad Assisi per
> chiedere il ripudio della guerra nella Costituzione europea. Consueto
> scontro di cifre: per la Questura 60mila manifestanti.
Ahaahahaahah sono moooooolti di più! Io abito lungo il tragitto: è da
stamattina alle dieci che passa gente e ora sono le diciotto...
"Sono sempre gli stessi comunisti che fanno il giro!"
"Sono sempre gli stessi comunisti che fanno il giro!"
"Sono sempre gli stessi comunisti che fanno il giro!"
"Sono sempre gli stessi com...
*CLICK*
Scusate ho inavvertitamente riacceso schifani...
--
Tessera Luigino Fan Club n° 113
>Il popolo della pace ha sfilato numeroso da Perugia ad Assisi per
>chiedere il ripudio della guerra nella Costituzione europea. Consueto
>scontro di cifre: per la Questura 60mila manifestanti.
>http://alicebbs.darktech.org/modules.php?name=News&file=article&sid=354
TRECENTOMILA!
ti sei risollevato il morale un po'? :))
ciao ross
--
www.anassor.com/piccolo
--
Molti di quelli che erano a Roma sono andati alla marcia.
> Intendiamoci, è un ragionamento del tutto ipotetico e non mi auguro
> proprio che si consumi una frattura simile. Ma è un fatto che oggi i
> Disobbedienti e l'ala più radicale del movimento, come avevano
> annunciato, oggi non c'erano. Peggio per loro.
Molto strani i Disobbedienti, penso che stiano subendo una frattura interna.
Cioè, io sono un GC, credevo di essere disobbediente, ma per quello che so
una frangia di essi ha fatto dei casini a Venezia, ha litigato col Partito
(la questione delle vittime delle foibe) e quindi i GC non sono andati ad
alcune riunioni. Il loro documento è un passo indietro nel cammino del
movimento, e attacca pesantemente il partito. Vedo tutte le premesse per un
fallimento totale in stile anni '70, se si continua così. Cazzo, avevamo
appena fatto fare le magliette nuove con "sempre disobbedienti" :)!
Comunque io non sono contro le rappresentazioni in stile teatrale che
abbiano un significato, ma se insistono a farle senza dire niente, o peggio
mandando avanti i compagni di rifondazione per prendere accordi per poi fare
casini ed accusarli di essere il kgb, come successo a Varese, allora non
rappresentano più niente ed è solo il riptersi inutile di un cliché (si
scrive così?).
Comunque, tanti compagni hanno esposto le bandiere della pace, tanti sono
andati alla marcia (io ho l'influenza :((((), e non ci piacciono i metodi
violenti e di sola provocazione delle forze dell'ordine.
era ALLE fdo
Sì, ok.
>
> > Comunque io non sono contro le rappresentazioni in stile teatrale che
> > abbiano un significato,
>
> E, secondo te, ha un senso riproporre ogni volta la pantomima della
> moltitudine di straccioni che assedia il castello? Ha un senso mandare
> avanti le ragazzine, bardate con casco e fazzoletto, per il gusto di
> "fare come a Cancun"? Poi succede che, malgrado tutti gli accordi sopra
> e sottobanco, la polizia carica e il cordone dei disobbedienti si
> disintegra nel giro di due minuti due. E troppo bene è andata perchè
> qualcuno si poteva far male sul serio :(
Che abbia o no un senso è relativo, bisognerebbe anche trovare nuove forme
di rappresentazione, che abbiano un significato forte e non solo per far
incazzare la polizia, che non ci vuole neanche molto. Comunque non credo ci
fossero veri accordi, è stato diverso dalle altre volte, molto improvvisato.
> > Comunque, tanti compagni hanno esposto le bandiere della pace, tanti
sono
> > andati alla marcia (io ho l'influenza :((((), e non ci piacciono i
metodi
> > violenti e di sola provocazione delle forze dell'ordine.
>
> Il giorno in cui capiremo che la non violenza non è una tattica ma una
> scelta strategica dalla quale non si torna indietro, allora - forse -
> cominceremo davvero a vincere.
Beh, noi vogliamo essere rivoluzionari ma senza ammazzare nessuno. Credo sia
una cosa difficilissima. La scelta strategica della violenza la rifiuto, la
violenza come difesa dalla violenza deve essere ampiamente giustificata. Se
mi fossi trovato a Genova non avrei esitato, per difendermi, ad utilizzarla,
ma provocare la violenza nel "nemico" per poi essere giustificato ad usarla
no.
Se ne ha uno se ne parla, se non ne ha alcuno bisognerebbe eradicare
l'abitudine. Indi per cui, chiariamo, questo senso c'č oppure no?
> Il popolo della pace ha sfilato numeroso da Perugia ad Assisi per
> chiedere il ripudio della guerra nella Costituzione europea. Consueto
> scontro di cifre: per la Questura 60mila manifestanti.
> http://alicebbs.darktech.org/modules.php?name=News&file=article&sid=354
... non prima di aver scritto "Pace" a caratteri cubitali
"Porcospino" figurati se non uscisse pubblicità Pace
la pubbliciÝå ... e che guerra
fatta apposta da chi vuole la guerra
roba da Extragalaktica 56
W la Pace
andiamo a vedere veramente perchè caddero le 2 Torri
face&Bene
rimudaSirePope
AdoremusComputerLuceInTerraStellare una realtà per tipi da spiaggia
>E stavo giusto pensando che se un giorno dovessi scegliere tra chi ha
>fatto a botte con la polizia all'eur e questi di oggi, non avrei dubbi.
>Intendiamoci, è un ragionamento del tutto ipotetico e non mi auguro
>proprio che si consumi una frattura simile. Ma è un fatto che oggi i
>Disobbedienti e l'ala più radicale del movimento, come avevano
>annunciato, oggi non c'erano. Peggio per loro.
sai che ho avuto la medesima pensata?
Non per fare della retorica, ma se dobbiamo insegnare ai giovani,
be' sicuramente i nostri figli vanno portati alla marcia della pace...
ciao rossana
--
www.anassor.com/piccolo
--
>Comunque, tanti compagni hanno esposto le bandiere della pace, tanti sono
>andati alla marcia (io ho l'influenza :((((), e non ci piacciono i metodi
>violenti e di sola provocazione delle forze dell'ordine.
e' vero, c'erano compagni sia a Roma che alla marcia della pace...
non si devono fare per ora scelte di campo, io spero che tutto si
risolva a livello di scazzi e chiarimenti interni, e che come dire,
si scelga di seminare il terreno fertile del movimento, e non degli
orticelli di qualcuno...
essere compagni significa anche cedere 'potere personale' per
un potere di movimento.
Se la linea della rappresentazione teatrale, ma soprattutto quella
delle azioni dimostrative violente e' minoritaria, si deve mollare
e adeguarsi a quella di maggior consenso.
D'altronde e' contradditorio firmarsi Pianeta Terra sulle parole di
Marcos, e poi non applicare la scelta esplicita e dichiarata di Marcos
di non violenza.
La sfera ora passa ai Disobbedienti, che traccino una nuova via piu'
illuminata.
>Il giorno in cui capiremo che la non violenza non è una tattica ma una
>scelta strategica dalla quale non si torna indietro, allora - forse -
>cominceremo davvero a vincere.
io credo che pian piano lo stiano capendo,
ma lo devono consapevolizzare dentro loro in primis...
mi auguro che prima o poi esca una presa di coscienza dichiarata
in tal senso...
e allora su quelle basi di obiettivi e strategie comuni e condivise,
si puo' riparlare di movimento.
>Beh, noi vogliamo essere rivoluzionari ma senza ammazzare nessuno. Credo sia
>una cosa difficilissima. La scelta strategica della violenza la rifiuto, la
>violenza come difesa dalla violenza deve essere ampiamente giustificata. Se
>mi fossi trovato a Genova non avrei esitato, per difendermi, ad utilizzarla,
>ma provocare la violenza nel "nemico" per poi essere giustificato ad usarla
>no.
nessuno chiede di essere san francesco, o di porgere l'altra
guancia...
certo, se mi menano non sto ferma a prenderle pero'...
come dici tu, va rifiutata la scelta strategica della violenza e della
provocazione, su questo va dibattuto all'interno e di conseguenza
rifiutata come metodologia.
Vediamo che scaturisce.
>"Epiphanius" <epiph...@libero.it> ha scritto nel messaggio
>news:gBjib.272576$R32.8...@news2.tin.it...
>> > Che abbia o no un senso è relativo,
>>
>> Se ne ha uno se ne parla, se non ne ha alcuno bisognerebbe eradicare
>> l'abitudine. Indi per cui, chiariamo, questo senso c'è oppure no?
>>
>C'è un altro aspetto da valutre. Se per chi lo fa ha un senso, che lo
>faccia, se per me non lo ha non sono nessuno per impedirlo.
no, error
o il senso e' condiviso, con relativa condivisione di oneri e onori,
o non e' condiviso, ma dire 'che lo faccia' e' come dire io condivido
anche se non partecipo.
Finche' nessuno si oppone e non dice, il senso e' che resta comunque
condiviso.
Non si puo' impedirlo, ma ci si puo' dissociare, e quando serve, e'
giusto farlo, imho.
> Il movimento ha
>tanti aspetti e tante contraddizioni e, come tra l'altro riprendono i
>disobbedienti nel loro discutibile comunicato, ma come è sempre dtato detto,
>non esistono modalità "buone" e modalità "cattive" di lotta.
ma esisitono modalita' efficaci e modalita' non efficaci
>Con questo non
>mi riferisco all'uso della violenza, ma alla libertà che deve caratterizzare
>il movimento e i movimenti. Non mi piace che si dica che se una modalità non
>ha alcun senso bisogna "sradicarla". Se delle componenti del movimento si
>organizzano per fare la castagnata antiglobal io posso criticarla, ma mai
>cercare di impedirla, altrimenti rientro in quella mentalità che sto, con
>loro, combattendo.
un conto e' la castagnata no global, altro le sassate.
Che voglio dire? Semplicemente che ci sono limiti anche alle liberta'
proprie se parliamo di movimento...
altrimenti andiamo ognuno in manifestazione chi nudo, chi con le
pietre, chi con il bazzoka e via alla libera ispirazione di ognuno ;)
Questo va bene in teatro, ma non quando devi esprimere un qualcosa
di collettivo...
mi sta bene la creativita', ma quando e' positiva, costruttiva, non
distruttiva o demolitrice.
>Il discorso Disobbedienti è un po' diverso per noi, ancora da chiarire e
>capire. Se siamo anche noi disobbedienti non ci piace che una frangia prenda
>il cd "potere", ma neanche lo vogliamo noi, si è persa la condivisione di
>ideali ed obbiettivi, la discussione su come lottare ed altre cose che ci
>faceva essere tutt'uno. Vedremo come evolverà 'sta storia.
eggia'...
se Marcos (inteso come identita' comune) avesse davvero lasciato
libero ognuno di fare come gli pareva, avrebbe portato il 'movimento'
a cio' che invece ha raggiunto?
E se Marcos stesso, che vale tanto, e' capace di tacere, retrocedere,
operare in umilta', una qualsivoglia frangia di potere che sicuramente
non vive nella selva, non e' in grado di ridimensionarsi?
Ci si può dissociare, si può condividere o no, io mi pronuncio contro
l'impedire. Non impedire qualcosanon è proprio condividere e non
partecipare, è non arrogarsi poteri censori.
>
> > Il movimento ha
> >tanti aspetti e tante contraddizioni e, come tra l'altro riprendono i
> >disobbedienti nel loro discutibile comunicato, ma come è sempre dtato
detto,
> >non esistono modalità "buone" e modalità "cattive" di lotta.
>
> ma esisitono modalita' efficaci e modalita' non efficaci
Sì, e anche modalità che invadono il diritto e la libertà altrui e modalità
che non lo fanno, ma per l'efficacia decido io quele cosa è efficace e quale
no? Il discorso è sempre quello di discutere, sì, ma non imporre il proprio
punto di vista.
>
> >Con questo non
> >mi riferisco all'uso della violenza, ma alla libertà che deve
caratterizzare
> >il movimento e i movimenti. Non mi piace che si dica che se una modalità
non
> >ha alcun senso bisogna "sradicarla". Se delle componenti del movimento si
> >organizzano per fare la castagnata antiglobal io posso criticarla, ma mai
> >cercare di impedirla, altrimenti rientro in quella mentalità che sto, con
> >loro, combattendo.
>
> un conto e' la castagnata no global, altro le sassate.
Perfettamente d'accordo
> Che voglio dire? Semplicemente che ci sono limiti anche alle liberta'
> proprie se parliamo di movimento...
> altrimenti andiamo ognuno in manifestazione chi nudo, chi con le
> pietre, chi con il bazzoka e via alla libera ispirazione di ognuno ;)
Non è quello che ho detto (anche se andare nudo deve essere divertente).
> Questo va bene in teatro, ma non quando devi esprimere un qualcosa
> di collettivo...
> mi sta bene la creativita', ma quando e' positiva, costruttiva, non
> distruttiva o demolitrice.
Bisogna sole e semplicemente ricordare di non oltrepassare i propri limiti
di libertà invadendo quelli altrui, ma anche questa cosa si può prestare a
diverse interpretazioni.
> >Il discorso Disobbedienti è un po' diverso per noi, ancora da chiarire e
> >capire. Se siamo anche noi disobbedienti non ci piace che una frangia
prenda
> >il cd "potere", ma neanche lo vogliamo noi, si è persa la condivisione di
> >ideali ed obbiettivi, la discussione su come lottare ed altre cose che ci
> >faceva essere tutt'uno. Vedremo come evolverà 'sta storia.
>
> eggia'...
> se Marcos (inteso come identita' comune) avesse davvero lasciato
> libero ognuno di fare come gli pareva, avrebbe portato il 'movimento'
> a cio' che invece ha raggiunto?
> E se Marcos stesso, che vale tanto, e' capace di tacere, retrocedere,
> operare in umilta', una qualsivoglia frangia di potere che sicuramente
> non vive nella selva, non e' in grado di ridimensionarsi?
> ciao ross
>
Si vede che Marcos e sui parlano e dibattono più spesso di noi, se succedono
casini è secondo me anche colpa di questo.
Eh, perň, la bandiera rossa... cazzo sto invecchiando! :)
>Ci si può dissociare, si può condividere o no, io mi pronuncio contro
>l'impedire. Non impedire qualcosanon è proprio condividere e non
>partecipare, è non arrogarsi poteri censori.
ok, pero' siamo d'accordo che se si fa azione comune
deve essere azione condivisa anche nei metodi?
>Sì, e anche modalità che invadono il diritto e la libertà altrui e modalità
>che non lo fanno, ma per l'efficacia decido io quele cosa è efficace e quale
>no? Il discorso è sempre quello di discutere, sì, ma non imporre il proprio
>punto di vista.
certo, ma l'efficacia la vedi dopo, dai risultati raggiunti;
la persona saggia una volta analizzati i risultati, se fallimentari o
deludenti, cerca di correggere il tiro per la prox volta, no?
io non sto vedendo tali correzioni eh
>Non è quello che ho detto (anche se andare nudo deve essere divertente).
lo so, era un paradosso dai :)
>Bisogna sole e semplicemente ricordare di non oltrepassare i propri limiti
>di libertà invadendo quelli altrui, ma anche questa cosa si può prestare a
>diverse interpretazioni.
io torno a centrare la questione non su un discorso di liberta',
ma appunto di condivisione, di pensiero e di metodo
>Si vede che Marcos e sui parlano e dibattono più spesso di noi, se succedono
>casini è secondo me anche colpa di questo.
ma fammi capire scusa, se si organizza una manfestazione non ci si
confronta e si discute prima su come partecipare?
O viene discusso e deciso da chi e tra chi?
Io mi ricordo che ogni realta' antagonista faceva cosi' un tempo,
ma puo' essere che ora sia diverso, non so
Sì, mi sembra "condivisibile" :)
> >Sì, e anche modalità che invadono il diritto e la libertà altrui e
modalità
> >che non lo fanno, ma per l'efficacia decido io quele cosa è efficace e
quale
> >no? Il discorso è sempre quello di discutere, sì, ma non imporre il
proprio
> >punto di vista.
>
> certo, ma l'efficacia la vedi dopo, dai risultati raggiunti;
> la persona saggia una volta analizzati i risultati, se fallimentari o
> deludenti, cerca di correggere il tiro per la prox volta, no?
> io non sto vedendo tali correzioni eh
Non credo funzioni tutto così matematicamente, ma il principio dovrebbe
essere più o meno quello.
> >Non è quello che ho detto (anche se andare nudo deve essere divertente).
>
> lo so, era un paradosso dai :)
>
> >Bisogna sole e semplicemente ricordare di non oltrepassare i propri
limiti
> >di libertà invadendo quelli altrui, ma anche questa cosa si può prestare
a
> >diverse interpretazioni.
>
> io torno a centrare la questione non su un discorso di liberta',
> ma appunto di condivisione, di pensiero e di metodo
>
> >Si vede che Marcos e sui parlano e dibattono più spesso di noi, se
succedono
> >casini è secondo me anche colpa di questo.
>
> ma fammi capire scusa, se si organizza una manfestazione non ci si
> confronta e si discute prima su come partecipare?
> O viene discusso e deciso da chi e tra chi?
> Io mi ricordo che ogni realta' antagonista faceva cosi' un tempo,
> ma puo' essere che ora sia diverso, non so
> ciao ross
Una volta probabilmente c'erano dei collettivi dove si discuteva, o che so
io. Ora vedo che tanta gente arriva alle manifestazioni da casa, senza
alcuna preparazione, con l'unica preoccupazione di fare il contrario di
quello che fa chi ha le bandiere rosse, perché altrimenti si sentono
strumentalizzati, poi lontani dai disobbedienti perché hanno paura delle
mazzate, bandiera della pace sì ma se è accanto a quella della fiom, cobas o
dei verdi non va bene.
Cazzo, io non lo so che succede, ma ora come ora è un casino.
>Una volta probabilmente c'erano dei collettivi dove si discuteva, o che so
>io. Ora vedo che tanta gente arriva alle manifestazioni da casa, senza
>alcuna preparazione, con l'unica preoccupazione di fare il contrario di
>quello che fa chi ha le bandiere rosse, perché altrimenti si sentono
>strumentalizzati, poi lontani dai disobbedienti perché hanno paura delle
>mazzate, bandiera della pace sì ma se è accanto a quella della fiom, cobas o
>dei verdi non va bene.
>Cazzo, io non lo so che succede, ma ora come ora è un casino.
oh finalmente ora ho capito, o almeno credo
quindi in sintesi gente disorganizzata che non si vuole
collettivizzare...
si puo' provare a fare prima delle manifestazioni assemblee aperte
di preparazione e discussione...
senza etichette bandiere gruppi e partiti ma solo come SFE
o fare un megavolantinaggio davanti a scuole o luoghi di aggregazione
per provare a informare non solo sul perche'
ma soprattutto sul COME FARLO...
e' peggio di quanto credessi, si' :)