On Tue, 7 May 2013 18:35:26 +0200, ObiWan <
alb.20.t...@spamgourmet.com>
wrote:
Ma non puoi mandare "solo" la password, perche' quella che per te e' una
honeyword magari e' quella che io ho scelto come mia password.
Devi inviare un utente e una candidate-password, e il sistema ti dice se
quella e' la password giusta, oppure no.
Quindi uno deve avere un sistema sicuro cui inviare la coppia (username,
password) vedendosi restituire True o False.
E questo cos'e', se non un sistema di login?
===
Uno dice... si', ma il sistema sicuro puo' dare l'allarme se la password
e' nella lista delle honeywords.
Ma come ha fatto un attaccante ad avere le honeywords? Le ha carpite dal
sistema di autenticazione primario, quello che ora non fa piu' *nessuna*
autentifica ma si limita a passare la palla al sistema secondario.
Quindi, decidendo di lasciare gli hash sul sistema primario vulnerabile,
anziche' metterle insieme alla tabella sicura sul sistema secondario che
ho IPOTIZZATO sicuro, quel che ho fatto in realta' e' stato di mettere a
rischio deliberatamente e senza necessita' quegli stessi hash.
Per cosa? Perche' cosi', anziche' NON riuscire a fregarmeli, ci riescono
e io[1] me ne accorgo[2]?
Praticamente e' il Nuke Nabber dei password bruteforcer :-D
Leonardo
[1] dopo un po'
[2] esponendomi anche a un problema di password reuse: l'attaccante vede
che Pippo ha venti password. Se le prova tutte e venti su un sistema
diverso dal mio, dove Pippo usa la stessa password e dove diciannove
delle mie honeyword falliranno senza avvertire ME (perche', appunto,
non e' il mio sistema). Armato della ventesima, l'attaccante ritorna
sul mio sistema e lo conosce in senso biblico.