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schede Olivetti Audit 5 (A5)

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Dino.Baldi

unread,
Oct 28, 2009, 2:53:36 PM10/28/09
to
Ciao a tutti,
ieri hanno donato alla nostra associazione
un manuale ed alcune schede della Olivetti A5
(non la macchina, solo il manuale e qualche scheda....)

Googoleggiando ho trovato un accenno alla capacità di queste schede
qui:
http://www.museocilea.it/index.php?id=convergenza0
256k mi pare veramente tanto per una piccola banda magnetica,
rispetto ai successivi floppy da 5 1/4 che, a singola faccia,
contenevano 180k !
Mi date conferma ?

Dino
comPVter

roberto

unread,
Oct 28, 2009, 3:29:24 PM10/28/09
to
Dino.Baldi ha scritto:
-cut-

> http://www.museocilea.it/index.php?id=convergenza0
> 256k mi pare veramente tanto per una piccola banda magnetica,

256 BYTES.

Azz! quanti anni sono passati! :-(
--
|Save our planet!
Ciao |Save wildlife!
roberto |For your E-MAIL use ONLY recycled Bytes !!
|roberto poggi rpo...@softhome.net

Speccyman

unread,
Oct 28, 2009, 6:28:31 PM10/28/09
to

Una tabulatrice !
La usavano anche nella mia scuola per fare le paghe (molti anni prima
che entrassi in servizio...).
l'abbiamo demolita 5/6 anni fà perche' occupava spazio in magazzino
Forse nel deposito della scuola e' rimasto il tavolo (su misura)
fornito a corredo con la macchina stessa.

roberto

unread,
Oct 29, 2009, 6:40:00 AM10/29/09
to
Speccyman ha scritto:
-cut-

> Una tabulatrice !

Oh, piano con i termini, non offendere l'A5. :-)

Quella era la mercator.
L'A5 era un computer a tutti gli effetti, con alcuni Z80 a gestire
le periferiche (tastiera, stampante, ...), linguaggio simil-assembly
con macroistruzioni per il controllo della stampa e dell'input, etc.

Inizialmente con memoria da 1/2K (in realt� i primissimi modelli ne
avevano a disposizione 388, con lettore di cartoline magnetiche.
Poi usc� il modello 2K, con lettore/scrittore di cartoline magnetiche,
su cui si poteva gestire la memorizzazione di dati anagrafici/contabili.
Usc� anche un modello 1K, che prese il posto della 1/2K, divenne A6 con
l'unit� FDU (floppy da 256K) e ben 4K di RAM.

Luigi Serrantoni

unread,
Oct 29, 2009, 6:34:55 PM10/29/09
to

"roberto" ha scritto nel messaggio

> L'A5 era un computer a tutti gli effetti, con alcuni Z80 a gestire
> le periferiche (tastiera, stampante, ...), linguaggio simil-assembly
> con macroistruzioni per il controllo della stampa e dell'input, etc.

sul fatto degli z80 non ci giurerei,
a me risulta che olivetti inizi� ad utilizzare il microprocessore col p6040
penso che la A5 avesse il loro processore in logica discreta, simile a
quello del p6060
hai notizie in merito?

sul linguaggio di programmazione non sapevo niente
mai letto da nesuna parte di come si programmasse, hai qualche info in pi�?

ciao
luigi


roberto

unread,
Oct 30, 2009, 8:46:19 AM10/30/09
to
Luigi Serrantoni ha scritto:

> "roberto" ha scritto nel messaggio
>
>> L'A5 era un computer a tutti gli effetti, con alcuni Z80 a gestire
>> le periferiche (tastiera, stampante, ...), linguaggio simil-assembly
>> con macroistruzioni per il controllo della stampa e dell'input, etc.
>
> sul fatto degli z80 non ci giurerei,

Diciamo che se da ciᅵ dipendesse la vita mia o di miei familiari,
non sarei pronto al martirio per sostenere la tesi, ma mi sembra
proprio che dentro ci fossero un paio di Z80.
Forse confondo con la serie bcs2005, che usava lo stesso linguaggio.
---time---time---time---
In effetti, la cosa ᅵ molto probabile.
Mi sono incuriosito, e ho pensato (e cercato) un po' meglio: lo Z80 ᅵ
del '76, l'Audit 5 ᅵ del '74, difficile che l'una contenesse l'altro.
;-)

> a me risulta che olivetti iniziᅵ ad utilizzare il microprocessore col p6040


> penso che la A5 avesse il loro processore in logica discreta, simile a
> quello del p6060
> hai notizie in merito?

http://www.storiaolivetti.it/fotogallery.asp?idPercorso=616&idOrd=13

Anche se lᅵ parlano di disco fisso e disco rimovibile, che non mi
risulta fossero disponibili per la serie A5, ma solo per la serie A7.
Che io ricordi, l'A5 usava le cartoline magnetiche, l'unitᅵ a nastro
(cassette tipo stereo7 con inizio e fine nastro con fori e inserti
di nastro conduttivo per la gestione automatica di riavvolgimento e
sincronizzazione) e (ma non sono sicuro fosse applicato anche all'A5)
lo schedone magnetico.
Giᅵ il floppy c'era solo per l'A6.

>
> sul linguaggio di programmazione non sapevo niente

> mai letto da nesuna parte di come si programmasse, hai qualche info in piᅵ?

Solo nella memoria, temo (la mia, e hai visto quanto sia affidabile).
Era una specie di macroassembler, si mischiavano istruzioni a
basso livello, con l'uso dei registri diretti e indirizzati,
con macroistruzioni di controllo, principalmente della stampante
e dell'input.

Farᅵ una spedizione nei meandri del garage, forse un manuale ce
l'ho ancora.

PS: qui: http://compvter.blogspot.com/ dicono di averlo, il manuale
di programmazione dell'Audit-5.

Dino.Baldi

unread,
Oct 30, 2009, 12:00:12 PM10/30/09
to
>PS: qui: http://compvter.blogspot.com/ dicono di averlo, il manuale
>di programmazione dell'Audit-5.

Ehm....
quello che citi è il blog della nostra associazione.
Sono io che ho iniziato questa discussione,
quindi ti assicuro che, è vero, abbiamo il manuale :-))
...siamo sempre noi :-))

Dino
comPVter

(anche la firma testimonia :-) :-) )


roberto

unread,
Oct 30, 2009, 3:37:13 PM10/30/09
to
Dino.Baldi ha scritto:

>> PS: qui: http://compvter.blogspot.com/ dicono di averlo, il manuale
>> di programmazione dell'Audit-5.
>
> Ehm....
> quello che citi � il blog della nostra associazione.

> Sono io che ho iniziato questa discussione,
> quindi ti assicuro che, � vero, abbiamo il manuale :-))
> ...siamo sempre noi :-))

Eh, dopo aver premuto send ci ho pensato anch'io. ;-)
Ma � venerd�, e il decennio^W^Wla settimana � stata piuttosto pesante.

In ogni caso, rispondevo a luigi che diceva di non avere idea di come
si programmasse quel "coso". ;-)

Luigi Serrantoni

unread,
Oct 30, 2009, 5:33:44 PM10/30/09
to

"roberto" ha scritto
> In effetti, la cosa � molto probabile.
> Mi sono incuriosito, e ho pensato (e cercato) un po' meglio: lo Z80 �
> del '76, l'Audit 5 � del '74, difficile che l'una contenesse l'altro.

elementare watson....

> http://www.storiaolivetti.it/fotogallery.asp?idPercorso=616&idOrd=13
>
> Anche se l� parlano di disco fisso e disco rimovibile, che non mi


> risulta fossero disponibili per la serie A5, ma solo per la serie A7.

informazione interessante, ma tu lavoravi in olivetti per sapere tutte
queste cose?
io ipotizzo che l'elettronica fosse quella delle p6060 perch� quella era ci�
che aveva a disposizione olivetti in quegli anni
se � la stessa allora...il p6060 il floppy disk ce lo aveva, perch� allora
non l'audit....certo non nel 74 (ibm esce col floppy da 8" scrivibile nel
73....)
ma magari qualche anno pi� tardi

quel'articolo parla anche di linguaggio basic, esattamente di "(LIMO,
Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti)"
in rete ho fatto qualche ricercha e c'� chi parla specificatamente di
programmazione in assembly per l'a5
come qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Maurifan

qui invece si parla di un "linguaggio Basic Assembler - BAL"
http://www.studiofuchs.it/azienda_passato.htm
per il quale ho trovato interessanti informazioni qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Bal_language

> Che io ricordi, l'A5 usava le cartoline magnetiche, l'unit� a nastro


> (cassette tipo stereo7 con inizio e fine nastro con fori e inserti
> di nastro conduttivo per la gestione automatica di riavvolgimento e
> sincronizzazione)

interessante, mai sentito di questo dispositivo.....bisogna che cerchi info
ma � per caso quello dei terminali di data entry serie DE?

> e (ma non sono sicuro fosse applicato anche all'A5)
> lo schedone magnetico.

scusami ma non ho capito a quale supporto ti riferisci, la scheda della
P101?

> Solo nella memoria, temo (la mia, e hai visto quanto sia affidabile).
> Era una specie di macroassembler, si mischiavano istruzioni a
> basso livello, con l'uso dei registri diretti e indirizzati,
> con macroistruzioni di controllo, principalmente della stampante
> e dell'input.

vedi se il link a wikipdia sopra ti ricorda qualcosa

> Far� una spedizione nei meandri del garage, forse un manuale ce
> l'ho ancora.

sarebbe stupendo, se trovi qualche materiale fammi sapere
magari se siamo vicini e me lo puoi prestare mi piacerebbe scansionalo pe
rmetterlo sul sito

ciao
luigi


Luigi Serrantoni

unread,
Oct 30, 2009, 5:46:53 PM10/30/09
to
>>PS: qui: http://compvter.blogspot.com/ dicono di averlo, il manuale
>>di programmazione dell'Audit-5.

>Ehm....
>quello che citi � il blog della nostra associazione.


>Sono io che ho iniziato questa discussione,

>quindi ti assicuro che, � vero, abbiamo il manuale :-))

molto interessante il manuale.....
non � che potresti guardarci per capire se parla di questo fantomatico
linguaggio BAL?

� molto grosso?
ha le pagine staccate inserite in un contenitore ad anelli?
...sto gi� pensando alla possibilit� di scansionarlo........

ciao
luigi


Luigi Serrantoni

unread,
Oct 30, 2009, 7:16:45 PM10/30/09
to

"Luigi Serrantoni" ha scritto

> qui invece si parla di un "linguaggio Basic Assembler - BAL"
> http://www.studiofuchs.it/azienda_passato.htm
> per il quale ho trovato interessanti informazioni qui
> http://it.wikipedia.org/wiki/Bal_language

confermato, si era il BAL
ho trovato questo interessante articol che spiega molte cose
http://www.computer.org/portal/web/csdl/doi/10.1109/C-M.1975.219077

ciao
luigi


roberto

unread,
Oct 31, 2009, 2:29:42 PM10/31/09
to
Luigi Serrantoni ha scritto:
> "roberto" ha scritto
>> In effetti, la cosa ᅵ molto probabile.
>> Mi sono incuriosito, e ho pensato (e cercato) un po' meglio: lo Z80 ᅵ
>> del '76, l'Audit 5 ᅵ del '74, difficile che l'una contenesse l'altro.
>
> elementare watson....

Eh, non mi faccio mancare nulla, ormai anche l'album delle figuracce
stagione 2009 ᅵ quasi completo.
>
>> http://www.storiaolivetti.it/fotogallery.asp?idPercorso=616&idOrd=13
>>
>> Anche se lᅵ parlano di disco fisso e disco rimovibile, che non mi


>> risulta fossero disponibili per la serie A5, ma solo per la serie A7.
>
> informazione interessante, ma tu lavoravi in olivetti per sapere tutte
> queste cose?

Yes, una decina d'anni dal 1978 in poi.
Reparto software di filiale, poi di area.

> io ipotizzo che l'elettronica fosse quella delle p6060 perchᅵ quella era ciᅵ

> che aveva a disposizione olivetti in quegli anni

P6060 direi che sia di qualche anno piᅵ tardi, ma a quei tempi
l'olivetti era a reparti abbastanza stagni, tra la sezione business,
quella bancaria (o on-line) e quella scientifica.

> se ᅵ la stessa allora...il p6060 il floppy disk ce lo aveva, perchᅵ allora

> non l'audit....certo non nel 74 (ibm esce col floppy da 8" scrivibile nel
> 73....)

> ma magari qualche anno piᅵ tardi

Tecnologicamente parlando, forse: all'epoca non le smontavo, le
macchine, mi limitavo a battere sui tasti, portarle in posizione
"RUN" e sperare che non andasse in errore bloccante, con la spia
rossa accesa.[*]
Pertanto non so dire se l'A6 era davvero una A5 con schede aggiunte
o se la piastra fosse totalmente diversa e condividessero solo la
carrozzeria, vizio piuttosto diffuso, in quegli anni di costruzioni
in serie e di *NON* just in time: ad esempio, l'A7/84 era in pratica
una A6 dentro alla carrozzeria dell'A7/85, macchina in dismissione,
ma di cui si raccontava che avessero fatto costruire in anticipo un
numero esorbitante di componenti.

Commercialmente parlando, il floppy nasce alcuni anni dopo con l'A6.
Stessa carrozzeria dell'A5, ma ben 4K di ram, e sistema operativo
FDOS, linguaggio BAL come l'A5 con le macro di gestione floppy in
piᅵ.
I floppy erano monodirectory, i file andavano creati giᅵ a lunghezza
prefissata, esisteva una libreria programmi come un unico file entro
cui si scrivevano appunto i programmi, i file con indice avevano i
record a lunghezza fissa a partire dall'inizio del file, e gli indici
a ritroso dalla fine del file stesso.
Esisteva un bellissimo concetto di transazione, con cui si faceva un
checkpoint della ram su file, (begin work) si facevano le operazioni
anche sui file, e alla fine si poteva annullare il tutto con rollback
o fare una commit e confermare il lavoro fatto.
Utilissimo per l'uso contabile della macchina.

>
> quel'articolo parla anche di linguaggio basic, esattamente di "(LIMO,
> Linguaggio Interattivo Macchina Olivetti)"

Mai sentito, se devo essere sincero.

> in rete ho fatto qualche ricercha e c'ᅵ chi parla specificatamente di

> programmazione in assembly per l'a5
> come qui
> http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Maurifan
>
> qui invece si parla di un "linguaggio Basic Assembler - BAL"
> http://www.studiofuchs.it/azienda_passato.htm

Confermo il BAL, era un assembly di base, come dicevo, con alcune
macroistruzioni che semplificavano notevolmente la vita a noi poveri
programmatori di applicazioni conatbili.
La presenza di istruzioni di input controllato e di stampa con editing
(punti, virgole, segno) nonchᅵ delle istruzioni di posizionamento del
carrello di stampa erano una bella semplificazione.

> per il quale ho trovato interessanti informazioni qui
> http://it.wikipedia.org/wiki/Bal_language
>

>> Che io ricordi, l'A5 usava le cartoline magnetiche, l'unitᅵ a nastro


>> (cassette tipo stereo7 con inizio e fine nastro con fori e inserti
>> di nastro conduttivo per la gestione automatica di riavvolgimento e
>> sincronizzazione)
> interessante, mai sentito di questo dispositivo.....bisogna che cerchi info

> ma ᅵ per caso quello dei terminali di data entry serie DE?

Yes, si chiamava CTU (cassette tape unit, visto che fantasia?).[**]
Ci si facevano miracoli di programmazione usando le cassette ad accesso
random, visto che il nastro era "formattato" in record o blocchi, e noi
snaturavamo l'accesso sequenziale riposizionando il nastro durante le
fasi di attesa di input.


>
>> e (ma non sono sicuro fosse applicato anche all'A5)
>> lo schedone magnetico.
>
> scusami ma non ho capito a quale supporto ti riferisci, la scheda della
> P101?

No. Se guardi l'A5 (e anche la 730, la 770, l'A7, ecc.ecc.) le due
ali che sporgono superiormente sono supporti per l'inserimento di
schede in cartoncino sottile dove venivano stampati i movimenti del
conto (o cliente) specifico, mentre nel rullo c'era il giornale di
contabilitᅵ (o registro iva) in carta "fisica" (una carta chimica che
non ha bisogno del secondo foglio superiore per rilasciare particelle
di colore, ma che conteneva particelle di inchiostro incapsulate che
la pressione della pallina di stampa rompeva e faceva emergere lo
scritto) che riceveva a ricalco le scritte.
Di quelle schede ne esistevano anche con a lato una banda magnetica
come quella delle cartoline, e l'introduttore di schede era motorizzato
e con la testina di lettura e scrittura a bordo.
Cosᅵ si teneva una scheda per ogni cliente, e a bordo della scheda
stessa c'era anche il record di database con l'anagrafica e i saldi
contabili, che nelle schede "pure" andavano digitati a mano, mentre
sullo "schedone magnetico" venivano aggiornati durante l'espulsione
della scheda.
Ricordate che si avevano poche centinaia di byte a disposizione,
e l'archivio doveva essere per forza di cose esterno.

>
>> Solo nella memoria, temo (la mia, e hai visto quanto sia affidabile).
>> Era una specie di macroassembler, si mischiavano istruzioni a
>> basso livello, con l'uso dei registri diretti e indirizzati,
>> con macroistruzioni di controllo, principalmente della stampante
>> e dell'input.
>
> vedi se il link a wikipdia sopra ti ricorda qualcosa
>

Qualcosa?
Penso che se mi ci mettessi, potrei ricominciare a programmare
quasi a memoria, dopo una mezza giornata di prova e correggi. :-p

Beh, si sono dimenticati l'indirizzamento indiretto: con alcuni
registri si poteva lavorare come con i puntatori del C, caricavi
l'indirizzo nel registro, e poi accedevi al contenuto della memoria
puntata.


[*] Sopra la tastiera, quella linea rossa e gialla era il "monitor"
dell'A5: luci rosse per segnalare stati di errore, e le restanti 8
erano a doppia lampadina, ognuna associata ad un bit di un registro,
e da programma si potevano accendere e spegnere.
Servivano, scrivendo alcuni istruzioni di base su un foglietto
traslucido inserito sotto la copertura in plastica, stile citofono,
per fornire istruzioni operative a chi doveva usare i programmi.

[**] Oltretutto, in una delle slide del museo, c'ᅵ una A5 con la
didascalia della DE700. Io mi ricordavo una diversa carrozzeria,
ma visti i precedenti con lo Z80, beh, non fidatevi. ;-)

Dino.Baldi

unread,
Nov 1, 2009, 3:15:37 PM11/1/09
to
Bellissima discussione,
grazie a tutti.

Vedo, durante la prossima settimana, di iniziare la scansione...mi
preoccupano un po' le pagine più grandi del formato A4, ripiegate in
due....
Dentro al manuale ci sono anche un paio di output di un programma,
quelli li scansiono al volo e poi vi linko dove è possibile dare
un'occhiata al listato.

Dino
comPVter

Luigi Serrantoni

unread,
Nov 3, 2009, 5:41:36 PM11/3/09
to

"Dino.Baldi" ha scritto

>Vedo, durante la prossima settimana, di iniziare la scansione...mi
>preoccupano un po' le pagine pi� grandi del formato A4, ripiegate in

>due....
>Dentro al manuale ci sono anche un paio di output di un programma,
>quelli li scansiono al volo e poi vi linko dove � possibile dare
>un'occhiata al listato.

mi ero perso il post....
GRANDE!
se ce la fai a scansionarlo sono molto interessato!

ciao
luigi


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