> Hai una vaga idea dello shock economico, sociale ed ecologico che dovremmo
> affrontare prima per poterci evolvere culturalmente in una direzione tale da
> considerare plausibile un'idea che di fatto cancellerebbe il concetto stesso
> di industria e consumismo ?
probabilmente l'inventore di quella rivoluzione verrebbe perseguito, rinchiuso,
dichiarato incapace di intendere e di volere, magari soppresso.
Circa la bioplastica, rispondo a altro post, con il cibo che scarseggier�
sempre pi� nel futuro, siamo di fronte a un follia peggiore.
Non a caso anche la generazione di energia bruciando cereali o olio di palma da
qualche anno non � pi� considerata ecologia e biocompatibile.
All'inizio c'era una costola del WWF che faceva lucro distribuendo certificati
dubbi a palmicultori e compagnia cantando, adesso il sito web � piallato e voci
di corridoio mormorano lo scandalo.
La plastica � un bel rebus. Anni fa si esportavano tonnellate di PET per il
riciclo, oggigiorno non conviene (� pi� economico produrlo).
Anni fa lo si sparava in Cina (plasticonnivora) poi ha attuato politiche di
riduzione dell'importazione e adesso � autosufficente, il PET lo spediamo
altrui, forse.
Il PET � riciclabile 100%, ma impianti di riciclo bottle to bottle non li
vendono pi�.
Ora ci fanno prodotti uso industriale, come il Polizene. Qualit� mediocre,
basso costo.
Materiale per l'edilizia, pannelli, panchine. Autentica spazzatura con cui si
tappezza il medio ambiente.
A dire il vero non tutto il PET si ricicla 100%, dipende dalla qualit�, dalle
condizioni, dal processo di separazione.
In genere si aggira sull'85%. Con possibilit� di enne ricicli, ma gi� qualcuno
favoleggia il riciclo eterno. Sar�?
Anche il PVC � riciclabile, ma non lo fa nessuno. Lo stesso dicasi per il PA.
L'ABS � plastica nobile, e si ricicla al 100%. Pero quasi mai viene fornito in
lastre 100% riciclate, di solito i compra in percentuale, ossia 10,20,30% ABS
fresco sulle due facce e il resto della massa in riciclato. Ossia lo ricicli ma
non lo rigeneri, e il ciclo puoi farlo 2 o 3 volte al massimo.
Il PP � riciclabile, ma non lo fa nessuno.
Quando diamo via la bottiglia la schiacciamo per fare spazio nel sacco della
plastica, e questo riduce la qualit� dello scarto offerto, ne limita il
riciclo, ne aumenta il costo di lavorazione. Roba da bacchetta sulle mani, se
avessimo gli impianti allestiti nelle migliori condizioni.
Poi ci lasciamo il tappo, che � in PP e va invece tolto e riciclato a parte, se
esistessero gli impianti.
Molte bottiglie hanno l'etichetta in carta o materiali non compatibili col PET,
non avete idea della migliardata di liri d'acqua e di energia per togliere
quegli scarti.
Da un p� l'etichetta � in poliefilene(?) per ottimizzare il riciclo. Quante
cos�?
Per non parlare della carta, solo il cartone � riciclato, la carta da rivista
richiede osmosi inversa e una quantit� di acidi impressionante per diluire la
tinta. Nessuna speranza che possa avere un futuro riutilizzo visto il costo.
Noi la poniamo speranzosa nel cassonetto giallo, poi finisce dritta
nell'inceneritore.
Insieme al resto, perch� di regioni che hanno attuato un piano per il riciclo
delle plastiche pare ce ne sia una su Marte.
(perdonate la stesura imprecisa, vado a memoria e scrivo a braccio)
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