Fiorenzo Fraioli
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Il cablaggio delle reti locali
L'ottimizzazione delle prestazioni di una rete locale è, al tempo stesso,
una scienza e un'arte. Per padroneggiare entrambe è necessario comprendere
bene le diverse tipologie di traffico presenti sulla rete e il percorso
seguito da ognuna di esse. In linea di massima, a parità di velocità di
trasmissione (bit-rate), è opportuno minimizzare il numero di dispositivi
posti tra la sorgente e la destinazione di ciascun pacchetto dati.
Lo standard Ethernet 10baseT prevede l'interconnessione dei dispositivi
tramite doppino intrecciato almeno in categoria 3. Al fine di consentire la
migrazione verso bit-rate maggiori, si possono usare cavi di categoria 5,
adatti anche per reti Fast Ethernet a 100 Mbps. I cavi di categoria 5 non
schermati (UTP) hanno costi paragonabili ai cavi di categoria 3. Quelli
schermati costano un po' di più.
Lo standard 10BaseT prevede una topologia di cablaggio stellare (da non
confondere con il cablaggio elettrico, che rimane sempre a bus). Vi sono due
tipi di dispositivi di centro stella: gli hub e gli switch.
Interconnessione tramite Hub
Un hub è un semplice ripetitore. Vi sono diversi tipi di hub, che si
differenziano in base a due caratteristiche:
1) Il numero di porte
2) la presenza di porte speciali per il collegamento in cascata di più hub,
di tipo up-link e/o Daisy-Chain.
E' necessario ricordare che lo standard Ethernet prevede dei limiti massimi
in termini di distanze dei collegamenti hub-host e hub-hub. Questi limiti
diventano più stringenti nel caso della Fast Ethernet a 100 Mbps. Parlando
con diversi rivenditori, è emerso che i limiti stabiliti dalla teoria
vengono, in molti casi, disattesi nella pratica del cablaggio. Questo
comportamento viene anche suffragato dalle specifiche tecniche ufficiali di
molti produttori di fascia bassa, mentre i produttori di fascia alta si
attengono scrupolosamente alle specifiche teoriche. Un ulteriore motivo di
confusione è stato causato dalla difficoltà nel comprendere le differenze
che vi sono tra le porte dette di up-link e quelle Daisy-Chain.
Vediamo, prima di tutto, cosa dice la teoria: Utilizzando la tecnologia
10Base-T è possibile connettere fino a 4 hub in cascata. Nessuno dei
collegamenti deve superare i 100 m. Utilizzando la tecnologia 100Base-T è
possibile connettere fino a 2 hub in cascata. La distanza massima tra due
qualsiasi host non deve mai superare i 205 m. Il cavo hub-hub non deve
superare i 5 m. Ogni singolo cavo hub-host non deve mai superare i 100 m.
A fronte di queste specifiche stanno le affermazioni di molti rivenditori e
produttori di fascia bassa, i quali affermano di poter collegare più di 4
hub in cascata. In alcuni casi ho sentito tecnici affermare di aver
collegato più di otto hub in cascata. Queste affermazioni fanno sempre e
solo riferimento ai collegamenti tramite le porte di up-link. Il discorso,
per quanto riguarda le porte Daisy-Chain, è diverso e ne riparleremo più
avanti.
Sconcertato da queste affermazioni, ho provveduto a documentarmi, nonché a
contattare diversi colleghi che lavorano sul campo e a scrivere ai
news-groups. L'esito di questa ricerca può così essere sintetizzato:
Effettivamente, poiché gli hub sono dei semplici ripetitori di segnale, e
dal momento che le prestazioni dei dispositivi elettronici sono nettamente
migliorate dagli anni 80, allorché furono emanate le specifiche Ethernet, è
possibile in condizioni ottimali di cablaggio superare i limiti teorici
senza pagare costi proibitivi in termini di prestazioni. Tuttavia, non
appena le condizioni ambientali del cablaggio (qualità dei cavi, assenza di
curve, mancanza di interferenze ambientali etc. etc.) tendono a peggiorare,
le prestazioni possono rapidamente diminuire. In generale, la scelta di
eccedere i limiti teorici, talvolta in modo sensibile, è resa praticabile da
diversi fattori:
a) molti hub in cascata, fino a 8 e più, ma piccole distanze tra hub e hub
b) buone condizioni ambientali dal punto di vista del cablaggio (poche curve
e bassa interferenza)
c) scarso utilizzo della rete da parte degli utenti
Il terzo punto è il più interessante. In effetti, se una rete a 10 Mbps
viene usata raramente e da pochi utenti contemporaneamente, uno scadimento
delle prestazioni anche del 90% non viene percepito. Il traserimento di un
file di 1 Mbyte a 10 Mbps richiede circa un secondo, e circa 10 secondi a 1
Mbps. Se questo non è percepito come un problema è possibile eccedere i
limiti teorici senza che i clienti avanzino lamentele. Non appena la rete
comincia ad essere utilizzata in modo intensivo, si pone rimedio suggerendo
l'acquisto di dispositivi di costo maggiore, e tutti sono contenti e
soddisfatti.
A mio parere, questo approccio è altamente sconsigliabile, soprattutto
quando le distanze tra hub non possono essere minime. In definitiva, il mio
consiglio è quello di attenersi strettamente ai limiti teorici che prevedono
un massimo di 4 hub in cascata con Ethernet (10 Mbps) e 2 hub in cascata con
fast Ethernet (100 Mbps).
Per quanto riguarda le porte Daisy-Chain di cui sono forniti alcuni hub,
queste sono completamente diverse dalle porte di up-link. Collegando due hub
con queste porte, quello che si ottiene è semplicemente un hub con un numero
di porte pari alla somma delle porte dei singoli hub. In pratica non vi è
ripetizione di segnale, per cui dal punto di vista dei vincoli di cui sopra
i due hub si comportano come uno solo. Le distanze per i collegamenti
tramite Daisy-chain sono, in genere, piuttosto piccole.
Gli Switch
Uno switch (o link-switch) è un dispositivo essenziale nel cablaggio delle
reti locali. Esso si rende indispensabile non appena il traffico di rete
comincia ad aumentare. Come abbiamo detto, un hub è un semplice ripetitore
di segnali, la cui funzione è quella di ripetere il segnale in ingresso ad
una porta su tutte le altre. Questo significa che il traffico generato dagli
host collegati a un hub, o a una cascata di hub, si propaga a tutta la rete.
Per ridurre questo fenomeno, che comporta un rapido degrado delle
prestazioni, vengono utilizzati dei dispositivi di switching, il cui compito
è quello di segmentare la rete in rami, così da consentire il transito dei
pacchetti dati da un ramo a un altro solo quando ciò è necessario. I
link-switch sono anche, a tutti gli effetti, dei bridges. Questo significa
che il conteggio del numero massimo di hub in cascata può ricominciare a
partire dal punto di segmentazione introdotto da uno switch.
Le distanze massime ammesse nei collegamenti switch-hub e switch-host sono
sempre di 100 metri, sia per Ethernet che per Fast Ethernet. Nulla so dirvi
in merito alle distanze massime switch-switch, ma il buon senso mi
suggerisce che non sono sicuramente inferiori ai 100 metri.
Dispositivi misti: gli hub-switch
Esistono sul mercato anche dispositivi misti, ovvero degli hub che hanno
alcune porte con capacità di switching (o, se preferite, degli switch che
hanno alcune porte prive della capacità di switching). Li cito perché, in
certe condizioni, la scelta di un hub-switch è decisamente conveniente.
Quando è necessario ricorrere allo switching
Non esiste un modo sicuro per prevedere quando sarà indispensabile ricorrere
a tecniche di switching per interconnettere una rete al crescere della sua
estensione. Tutto dipende dal traffico generato, cioè dall'uso che si fa
della rete. Utilizzando hub a 48 porte, in teoria si possono connettere fino
a 192 dispositivi e avere ancora buone prestazioni, a patto che gran parte
degli utenti non faccia uso delle risorse di rete. In genere gli switch
vengono introdotti non appena si raggiunge un numero di 24-32 host
collegati.
Vi riporto alcuni prezzi, così come risulta dalla lettura di un catalogo di
un produttore di fascia bassa:
a) Schede di rete Ethernet (10 Mbps, sia ISA che PCI): confezione da 10
pezzi £ 165.000
b) Schede di rete Fast Ethernet (100 Mbps PCI): confezione da 10 pezzi £
350.000 con chipset Realteck e £ 550.000 con chipset Digital
c) Hub dual-speed (10/100 Mbps) da tavolo: £ 390.000 (8 porte) ; £ 690.000
(16 porte)
d) Hub dual-speed (10/100 Mbps) da rack: £ 620.000 (12 porte) ; £ 1.070.000
(24 porte)
e) Switching Hub 10/100 Mbps (3 porte switch + 16 porte hub): £ 990.000
Non dispongo, al momento, di indicazioni sui costi dei dispositivi switch
puri.
Spero di non avervi annoiato.
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Fiorenzo Fraioli <pulp...@pulpshop.com> wrote in message
7j642k$phe$1...@serv1.iunet.it...
si, che non puoi piů andare in full duplex, e ti devi accontentare
dell'half duplex.
ma a cosa serve mettere in parallelo 30 hubs oltre che ad incasinare il
traffico di rete?
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Bye
Diego Ravarotto - Padova
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