Il 09/08/2016 02:58, Sinuhe ha scritto:
> In effetti non mi sono espresso bene.
> Per motivi miei, le lettere assegnate alle mie partizioni non sono in
> sequenza. Nel disco 1 con qualunque utility sia di Windows che Live di
> linux (inteso come utility di management del disco nel mio caso tutte
> avvianti casualmente sotto Linux) vedo che "fisicamente" dopo la D c'è
> la G, poi la H, seguite da E e K.
> Sul disco 0 c'è Z e le partizioni senza lettera di W10.
> In Knoppix live, tanto per dirne una, le partizioni (OK, sono numerate,
> non "letterate") le vedo - mi si conceda il termine - nell'ordine
> numerale 12345678 uguale all'alfabetico di Windows, cioè CDEFGHKZ, ben
> sapendo invece che la E dovrebbe venire dopo la G e non dovrebbero
> esistere K e Z, ma I e J se le leggesse in sequenza come scrivi tu, e
> NON vede le partizioni prive di lettera. Dovrei quindi vedere 12563478
> Inoltre come spieghi che il disco esterno assume sempre la lettera O
> ogni volta che lo collego?
> Se hai una spiegazione, ben contento di imparare.
Non conosco knoppix e generalmente non uso specifici dischi di boot per
fare riparazioni, faccio tutto con le comuni distribuzioni adoperate in
modalità live, se e quando serve. Per fortuna poche volte :-) Per cui
non sapendo come funziona knoppix non posso dire nulla sullo specifico.
Posso invece dire qualcosa su come i sistemi operativi unix like
gestiscono e mostrano l'ordine dei dischi e delle partizioni presenti
sui dischi nei comuni personal computer.
Niente lettere di unità, che come detto l'altra volta sono solo una
convenzione che ha da sempre usato Microsoft e che viene dai primissimi
sistemi DOS, quando nel migliore dei casi c'erano due floppy disk ed un
hard disk :-).
Intanto per prima cosa se si vuol conoscere la struttura in dischi e
partizioni presenti in un normale personal computer per come la vede
Linux, si va nella shell testuale e si lancia, con privilegi di root o
con sudo, il comando
fdisk -l
In Linux i dischi vengono indicati con una sigla in base al tipo di
device e all'ordine di collegamento alle prese sulla scheda madre.
Esempio:
hda è il primo disco eide. hdb è il secondo dico eide, sda è il primo
dico SATA, sdb è il secondo disco SATA, sdc è il terzo disco SATA ecc.
Le singole partizioni vengono invece indicate come numero accanto al
disco nell'ordine di presenza nel disco stesso. Esempio:
hda1 è la prima partizione del primo disco eide. hdb3 è la terza
partizione del secondo disco eide ecc.
sda1 è la prima partizione del primo disco eide, sdb3 è la terza
partizione del secondo disco sata ecc.
In questa maniera ogni partizione ed ogni disco hanno la loro sigla
univoca, per qualsiasi operazione sui dischi e partizioni se si indica
sdb4 si sa che sarà sempre la stessa partizione, cioè la quarta
partizione del secondo disco sata. Se guardi dall'fdisk del sistema
operativo installato sul PC o dall'fdisk lanciato da un cd di boot sdb4
sarà e deve sempre essere la quarta partizione del secondo disco sata.
Attenzione che anche su MS Windows adoperando l'utility discpart nel
prompt dei comandi ed i comandi list disk e list partition non esistono
lettere di unità ma nomi univoci. Cioè Disk 0, disk 1, disk 2 per i
dischi e partition 0, partition 1, partition 2 e così via per le
partizioni.
Poi anche in Linux esistono, direi per fortuna :-), programmi di
gestione dischi e partizioni con interfaccia grafica, decisamente meno
ostici delle utility da riga di comando, però quelli che conosco io
(gparted e disks) mostrano la stessa struttura e le stesse denominazioni
per dischi e partizioni dell'fdisk tradizionale.
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Ciao, Guglielmo.