Non riesco ad aggiornare Ubuntu dalla 7.04 alla 7.10, per mancanza di
spazio sulla partizione /boot:
Spazio libero su disco insufficiente
Interruzione immediata dell'avanzamento di versione. L'avanzamento
necessita di 83,9M di spazio libero su «/boot». Liberare almeno 12,5M
di spazio disco su «/boot». Svuotare il cestino e rimuovere i
pacchetti temporanei di precedenti installazioni usando «sudo apt-get
clean».
Ora la mia partizione boot è da 100Mb e credo di averci dentro solo il
minimo indispensabile:
abi-2.6.20-16-generic lost+found
config-2.6.20-16-generic memtest86+.bin
grub System.map-2.6.20-16-generic
initrd.img-2.6.20-16-generic vmlinuz-2.6.20-16-generic
Ho 68,1Mb liberi che mi sembrano un'enormità visto quanto occupa il
kernel... Come mai me ne vengono richiesti 83,9 liberi?
Che alternative ho? Ho due dischi uguali configurati in modo da
avere / da 55Gb in raid, /boot da 100Mb, /home tutto il resto in raid.
Ho spazio vuoto non partizionato da 100Mb anche sul secondo disco per
mantenere la struttura dei dischi uguale. Posso attaccarlo a /boot? Mi
sa di no...
Resta strana questa richiesta di così tanto spazio libero comunque
Grazie per il vostro aiuto...
d.
> Che alternative ho? Ho due dischi uguali configurati in modo da
> avere / da 55Gb in raid, /boot da 100Mb, /home tutto il resto in raid.
ho dimenticato la partizione di swap:
/dev/sda1 ext3 /boot 94.1Mb
/dev/sda2 linux-swap 1.86Gb
/dev/sda3 ext3 / 27.94Gb
/dev/sda4 ext3 /home 202.99Gb
/dev/sdb1 ext3 94.1Mb
/dev/sdb2 linux-swap 1.86Gb
/dev/sda3 ext3 / 27.94Gb
/dev/sda4 ext3 /home 202.99Gb
2 3 4 sono in raid
potrei eventualmente (ma non ho la più pallida idea di come fare)
rimpicciolire le due partizioni swap che tanto le ho fatte enormi e
dare un po' di spazio in più a /boot
di solito sono molto generoso con lo spazio, /boot l'ho fatta solo da
100Mb perché pensavo ci andasse su solo il boot loader, quando ho
realizzato che ci andava su tutto il kernel era troppo tardi...
Probabilmente non gli servono proprio 100 MB, ma forse il sistema di
installazione arrotonda al centinaio di MB lo spazio richiesto, o fa
qualche altra porcata del genere.
Secondo puoi evitare di dirgli che esiste la partizione di boot e fargli
installare tutto su /. Poi rimetti la situazione che desideri a mano
(sempre che i 100 MB effettivamente bastino...)
> Ho spazio vuoto non partizionato da 100Mb anche sul secondo disco per
> mantenere la struttura dei dischi uguale. Posso attaccarlo a /boot? Mi
> sa di no...
No, non puoi.
--
Lorenzo `paulatz' Paulatto
Trieste
``Grandissima mi par l'inezia di coloro che vorrebbero che Iddio avesse
fatto l'universo più proporzionato alla piccola capacità del lor discorso.''
--Galileo Galilei (Opere VII)
In realtà io non glielo ho detto: ho cercato di fare l'upgrade dalla
7.04 via Update Manager, fa tutto da solo
https://blueprints.launchpad.net/ubuntu/+spec/ubuntu-installer
https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/update-manager/+bug/104337
In ogni caso sembra non esserci ancora una soluzione.
Chi mi aiuta a ripartizionare? Gparted non mi sembra all'altezza di
lavorare su partizioni raid, cosa uso?
Questa la mia situazione dischi:
/dev/sda1 ext3 /boot 94.1Mb
/dev/sda2 linux-swap 1.86Gb (raid 0)
/dev/sda3 ext3 / 27.94Gb (raid 0)
/dev/sda4 ext3 /home 202.99Gb (raid 0)
/dev/sdb1 ext3 94.1Mb
/dev/sdb2 linux-swap 1.86Gb (raid 0)
/dev/sda3 ext3 / 27.94Gb (raid 0)
/dev/sda4 ext3 /home 202.99Gb (raid 0)
vorrei eliminare sda2 e sdb2, allargare sda1 e sdb1 con lo spazio
appena liberato (sdb1 non verrà utilizzato, ma volgio avere la stessa
struttura su entrambi i dischi), infine con lo spazio libero
ripristinare il raid e rimontare la partizione swap.
Ora
da dove si verificano le impostazioni del file di swap? Per toglierlo
dalla partizione attuale e metterlo o su / o su home? (uso ubuntu
7.04)
come procedere con il resto? Come detto non mi sebra che Gparted sia
in grado, anche perché non mi riconosce il raid 0.
Grazie
d.
> In realtà io non glielo ho detto: ho cercato di fare l'upgrade dalla
> 7.04 via Update Manager, fa tutto da solo
E perchè non hai fatto partizionare "tutto solo" anche prima? che poi a che
diamine serve avere una partizione di boot separata io sinceramente non
l'ho mai capito.
Ah sí, che se si sminchia la partizione di / puoi fare il boot, arrivare a
chiamare init e avere un bel kernel panic.
--
Vide
> arrivare a
> chiamare init
Ppstart nel caso di Ubuntu (pignoleria).
--
Vide
> Ppstart
UPSTART
cacchio :P
--
Vide
Ciao la strada più semplice è quella di usare un programma come parted
(gparted quello grafico): riduci un po' lo spazio di swap e aumenti lo
spazio per boot o addirittura la togli del tutto dal disco sda (tanto
mica hai lo swap in raid vero? ).
Ciao
Ercole
in fstab, credo;
sei consapevole che c'è differenza fra un file di swap e una partizione
di swap, vero?
> come procedere con il resto? Come detto non mi sebra che Gparted sia
> in grado, anche perché non mi riconosce il raid 0.
nulla so del raid, ma non è più semplice mettere /boot in /?
lo spazio non ti manca di certo;
r
--
Ché rider soprattutto è cosa umana.
[François Rabelais: G&P, I]
Ramapage: http://umpf.net/
> E perchè non hai fatto partizionare "tutto solo" anche prima? che poi a che
> diamine serve avere una partizione di boot separata io sinceramente non
> l'ho mai capito.
per poter avere tutto il resto in raid 0 devo avere per forza la
partizione di boot separata.
In realtà non ricordo se swap è in raid oppure no, ma potrebbe essere
di sì, mi sembrava una buona idea per avere più velocità in lettura,
sbaglio? E' comunque cambiabile, avevo decisamente abbondato con lo
spazio. Se non gparted posso usare anche mdadm che ho utilizzato in
fase di installazione?
Come si sposta la destinazione dello swap file?
Grazie
d.
> che poi a che
> diamine serve avere una partizione di boot separata io sinceramente non
> l'ho mai capito.
Ehm... ;)))))
Mi vengono in mente:
1) avere la partizione dei kernel (e quindi la distribuzione) sempre
tranquillamente avviabile a prescindere da BIOS bacati, dischi
strani, bus assurdi, partizioni remote, RAID fake/hw/sw/pincopallo,
LVM NFS CCCP DDT RADAR SONAR e quant'altro, volumi criptati à la
carte, cazzi e mazzi e cotillon;
2) poter usare facilmente 135,5 distribuzioni diverse collo stesso
kernel, adatto alla propria configurazione;
3) poter usare un solo boot manager, colla sua configurazione (che è
una), invece di occupare giga di spazio colle 135,5 copie dei boot
manager e delle relative configurazioni;
4) poter usare per / filesystem magari non supportati dal proprio
amato boot manager;
5) potersi permettere di montare /boot sempre in read-only - tranne
nelle specifiche situazioni in cui la si vuol modificare - con minori
probabilità che si spatasci qualcosa.
E poi, naturalmente, non dimentichiamoci la cosa più importante in
assoluto: la /boot separata la raccomando *io* (il che rende la cosa
più o meno un undicesimo comandamento, direi).
;)))))
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
__________________________________
Combatti l'AIDS col tuo computer: http://fightaidsathome.scripps.edu/
dentro una partizione di swap non c'è un file di swap? Vengo da
Windows... In ogni caso è possibile eliminare una partizione di swap e
mettere lo swap su un file oppure è assolutamente necessaria una
partizione? Nel caso potrei mettermi a modificare le partizioni usando
un boot live.
> > come procedere con il resto? Come detto non mi sebra che Gparted sia
> > in grado, anche perché non mi riconosce il raid 0.
>
> nulla so del raid, ma non è più semplice mettere /boot in /?
> lo spazio non ti manca di certo;
Non posso, o per lo meno non credo: / è su un disco in raid0 e quindi
non leggibile prima che sia partito il kernel, quindi il kernel sta da
un'altra parte. Sono consapevole di aver creato un sistema non
semplicissimo, ma d'altronde sono qui per imparare, e cosa c'è meglio
che smanettare un po'? : ) poi certo se evitavo il raid e creavo
un'installazione pulita pulita sarebbe stata esente da problemi, ma
così senz'altro imparo di più a muovermi con questo s.o..
Altra scelta geniale che mi porta solo complicazioni è aver messo il
kernel a 64 bit... Ci sono un mucchio di cose che non funzionano, come
i plugins java di firefox ecc.
> dentro una partizione di swap non c'è un file di swap?
No. Anche per questo è più veloce: niente filesystem di mezzo.
> In ogni caso è possibile eliminare una partizione di swap e
> mettere lo swap su un file
Certo. Potresti anche fare proprio a meno dello swap, volendo. Ma tu
non vuoi.
Bene, ottima cosa
> > In ogni caso è possibile eliminare una partizione di swap e
> > mettere lo swap su un file
>
> Certo. Potresti anche fare proprio a meno dello swap, volendo. Ma tu
> non vuoi.
Certo che non voglio : ) però ne posso fare a meno nel mentre che
smadonno sulle partizioni!
Quindi a questo punto se swap è su raid prima lo smonto, lo distruggo
(!) poi lo rimetto solo su sdb unendolo anche a quei 100 mega non
partizionati e lo spazio che rimane libero su sda lu unisco a /boot
che a questo punto diventerà enorme...
Stasera mi metto al lavoro poi vi aggiorno!
Grazie
d.
> per poter avere tutto il resto in raid 0 devo avere per forza la
> partizione di boot separata.
RAID0 con che? Basta avere il modulo dentro il kernel e non come modulo e
funziona.
Se fai RAID software ok, allora serve... effettivamente non ci avevo pensato
a questo caso.
--
Vide
uhm, ma 'sto raid0 a che ti serve? a velocizzare la lettura/scrittura? a
salvare i dati se un disco si guasta?
sei sicuro che il gioco valga la candela?
r
--
quando sento la parola cultura la mano mi corre al portafoglio [Pseudo
Berlusconi, untore]
Ramapage: http://umpf.net/
> 1) avere la partizione dei kernel (e quindi la distribuzione) sempre
> tranquillamente avviabile a prescindere da BIOS bacati, dischi
> strani, bus assurdi, partizioni remote, RAID fake/hw/sw/pincopallo,
> LVM NFS CCCP DDT RADAR SONAR e quant'altro, volumi criptati à la
> carte, cazzi e mazzi e cotillon;
Come dicevo nell'altro post, questo è l'unico motivo (raid software con LVM
e ok, partizione criptata... che senso abbia cifrare / e non solo /home
o /var poi lo sapete solo voi comunque)
> 2) poter usare facilmente 135,5 distribuzioni diverse collo stesso
> kernel, adatto alla propria configurazione;
Kernel che per far funzionare bene le 135 distribuzioni sotto dovrà aver
passato un tuning della madonna (diciamo pure inutile). E nel 2007 ci sono
metodi di virtualizzazione che ti semplificano la vita se vuoi avere n-mila
distribuzioni sulla stessa macchina.
> 3) poter usare un solo boot manager, colla sua configurazione (che è
> una), invece di occupare giga di spazio colle 135,5 copie dei boot
> manager e delle relative configurazioni;
Boot manager ne hai UNO che punta agli N kernel che hai nelle N partizioni
per le tue N distribuzioni.
> 4) poter usare per / filesystem magari non supportati dal proprio
> amato boot manager;
Diciamo che gli unici casi in cui questo può avere un senso sono quelli che
già citi nel punto 1.
> 5) potersi permettere di montare /boot sempre in read-only - tranne
> nelle specifiche situazioni in cui la si vuol modificare - con minori
> probabilità che si spatasci qualcosa.
man mount e cerca bind
--
Vide
In molte situazioni, ha senso non criptare alcunché.
In altre situazioni ha senso criptare anche / (non che ciò esaurisca
il problema della sicurezza dei dati, tutt'altro).
Ci sono un sacco di documenti in rete, in merito: cercali.
>> 2) poter usare facilmente 135,5 distribuzioni diverse collo stesso
>> kernel, adatto alla propria configurazione;
>
> Kernel che per far funzionare bene le 135 distribuzioni sotto dovrà aver
> passato un tuning della madonna (diciamo pure inutile).
Non capisco perché. Un kernel vanilla ben configurato va bene a
prescindere dalla distribuzione.
> E nel 2007 ci sono
> metodi di virtualizzazione che ti semplificano la vita se vuoi avere n-mila
> distribuzioni sulla stessa macchina.
Virtualizzazione assolutamente inutile, però, se ad esempio vuoi
provare come va la tal distribuzione sulla tua macchina. Perché la
macchina virtuale non è per nulla la tua macchina.
> Boot manager ne hai UNO che punta agli N kernel che hai nelle N partizioni
> per le tue N distribuzioni.
None.
Il boot manger che sta nell'MBR è piccolissimo, serve solo a caricare
qualcos'altro. E se questo qualcos'altro sta sulla partizione /boot,
sai che resta sempre lì. Se sta su / di una delle 135,5
distribuzioni, se la seghi sparisce.
>> 4) poter usare per / filesystem magari non supportati dal proprio
>> amato boot manager;
>
> Diciamo che gli unici casi in cui questo può avere un senso sono quelli che
> già citi nel punto 1.
Diciamo che GRUB ha molti problemi con XFS, per esempio. Diciamo che
per REISER4 ha bisogno di una patch (solo per rimanere a due dei più
noti).
Non uso Lilo, non so come si comporti, ma mi pare possa aver problemi
grossi ad avviare certe partizioni, in presenza di BIOS bacati (LILO
si appoggia *pesantemente* al BIOS): quindi, a maggior ragione,
preferisce una /boot separata.
>> 5) potersi permettere di montare /boot sempre in read-only - tranne
>> nelle specifiche situazioni in cui la si vuol modificare - con minori
>> probabilità che si spatasci qualcosa.
>
> man mount e cerca bind
Che atteggiamento simpatico, questo tuo.
Ora spiega: che cosa c'entrerebbe? Nel rispondere, tieni pure
presente che:
| the filesystem mount options will remain the same as those on
| the original mount point, and cannot be changed by passing the -o
| option along with --bind/--rbind.
> uhm, ma 'sto raid0 a che ti serve? a velocizzare la lettura/scrittura? a
> salvare i dati se un disco si guasta?
> sei sicuro che il gioco valga la candela?
Come ho già scritto, probabilmene non ne vale la pena, ma mi piace che
sia così perché mi dà più opportunità di imparare a lavorare uscendo
dalla configurazione standard. Se è per questo non mi servono nemmeno
un kernel a 64 bit e un processore a non mi ricordo nemmeno quanti
Ghz, però avessi voluto lasciare le cose semplici avrei tenuto Windows
e morta lì. Saranno 15 anni che mi dico che è ora di imparare a usare
linux, ora mi sto forzando a usarlo tutti i giorni (non in ufficio
dove devo tenere win) per prendere confidenza, ho un passato da
smanettone e la configurazione in raid0 l'ho fatta più per la
soddisfazione di riuscire a farla che per effettiva necessità.
Comunque in raid0 i dati non sono ridondanti, quindi non salvo i dati
se un disco si guasta, anzi, ho probabilità doppia di perdita dati
rispetto a una configurazione normale.
ciao
d.
E' proprio la mia situazione, ho un raid software (LVM)
d.
> In molte situazioni, ha senso non criptare alcunché.
> In altre situazioni ha senso criptare anche / (non che ciò esaurisca
> il problema della sicurezza dei dati, tutt'altro).
Ti ricordo che siamo su .iniziare e siamo nel thread di uno che ha problemi
con il tool "update-manager" di Ubuntu.
> Non capisco perché. Un kernel vanilla ben configurato va bene a
> prescindere dalla distribuzione.
Spiegaglielo per esempio agli sviluppatori di HAL che ogni versione nuova
per funzionare deve avere almeno un kernel >= 2.6.X. Se cambi distribuzione
è probabile che cambi la versione di HAL e per cui qualcosa smetta
improvvisamente di funzionare.
> Virtualizzazione assolutamente inutile, però, se ad esempio vuoi
> provare come va la tal distribuzione sulla tua macchina. Perché la
> macchina virtuale non è per nulla la tua macchina.
Se vuoi provare una distribuzione (che già è abbastanza da smanettoni) ci
sono i live CD, o usi *una* partizione dedicata. Non so te, ma io non mi
diverto a provare distribuzioni nuove un giorno si e l'altro no.
> None.
> Il boot manger che sta nell'MBR è piccolissimo, serve solo a caricare
> qualcos'altro. E se questo qualcos'altro sta sulla partizione /boot,
> sai che resta sempre lì. Se sta su / di una delle 135,5
> distribuzioni, se la seghi sparisce.
Mi sembra logico: hai segato la distribuzione, cosa vuoi avviare??
> Diciamo che GRUB ha molti problemi con XFS, per esempio. Diciamo che
> per REISER4 ha bisogno di una patch (solo per rimanere a due dei più
> noti).
*Ripeto* che siamo su ICOLI. Se vogliamo parlare di altri ambienti (server),
continuo a pensare che / si dovrebbe fare con il FS più standard e diffuso
possibile in ambiente Linux (quindi ext3 o al limite reiser3), e altri
filesystem che hanno caratteristiche particolari riservarli alle partizioni
in cui vanno i dati che devono utilizzare queste caratteristiche.
KISS, insomma.
> Che atteggiamento simpatico, questo tuo.
> Ora spiega: che cosa c'entrerebbe? Nel rispondere, tieni pure
> presente che:
> | the filesystem mount options will remain the same as those on
> | the original mount point, and cannot be changed by passing the -o
> | option along with --bind/--rbind.
Ok, ro è proprio l'unica funzione per cui il trucco del --bind e remount non
va. Potevi dirmi noexec! :P
--
Vide
ah, allora il discorso cambia;
solo che in .iniziare si tende a pensare che postino solo noi inesperti
e le risposte sono a tono;
> Comunque in raid0 i dati non sono ridondanti, quindi non salvo i dati
> se un disco si guasta, anzi, ho probabilità doppia di perdita dati
> rispetto a una configurazione normale.
quindi è una questione di velocità, ho capito;
terrò presente nel caso che la mia macchina cominci ad arrancare, cosa
di cui dubito: come la tua è sopraddimensionata;
r
--
nei centri sociali circola droga: chiudiamoli!
nelle discoteche circola droga: chiudiamole!
nelle carceri circola droga: chiudiamole!
[Anonimo Benpensante]
Baudelaire e l'arte: http://umpf.net/
> Lem Novantotto wrote:
>
>> In molte situazioni, ha senso non criptare alcunché.
>> In altre situazioni ha senso criptare anche / (non che ciò esaurisca
>> il problema della sicurezza dei dati, tutt'altro).
>
> Ti ricordo che siamo su .iniziare e siamo nel thread di uno che ha problemi
> con il tool "update-manager" di Ubuntu.
È vero: io pensavo al problema della /boot separata tout-court, senza
più riferimento al contesto del filone. Avrei fatto meglio a cambiare
il sbj, forse.
Però lasciami dire che credo comunque conveniente, per chiunque non
si affidi all'automatismo totale per il partizionamento, creare una
/boot separata. Credo che con un piccolo sforzo ci si apra la strada
a vantaggi potenziali, se non reali e immediati.
>> Non capisco perché. Un kernel vanilla ben configurato va bene a
>> prescindere dalla distribuzione.
>
> Spiegaglielo per esempio agli sviluppatori di HAL che ogni versione nuova
> per funzionare deve avere almeno un kernel >= 2.6.X. Se cambi distribuzione
> è probabile che cambi la versione di HAL e per cui qualcosa smetta
> improvvisamente di funzionare.
Uhm, non conoscevo questo problema.
>> None.
>> Il boot manger che sta nell'MBR è piccolissimo, serve solo a caricare
>> qualcos'altro. E se questo qualcos'altro sta sulla partizione /boot,
>> sai che resta sempre lì. Se sta su / di una delle 135,5
>> distribuzioni, se la seghi sparisce.
>
> Mi sembra logico: hai segato la distribuzione, cosa vuoi avviare??
Ehm... Tutte le altre. Se seghi la distribuzione che mantiene i file
di configurazione del boot loader, cioè l'unica distribuzione puntata
da quel po' di codice che sta nel MBR, non avvii più niente.
Comunque vorrei chiarire il mio pensiero: non intendo affatto
affermare che la /boot separata sia fondamentale e imprescindibile.
Niente di che! Solo, ecco: chi la fa separata, può ben avere i suoi
motivi e i suoi vantaggi. Non è una sciocchezza, insomma, come mi era
parso l'avessi dipinta tu. Ma forse, ancora una volta, sottovalutavo
il contesto. :)
> ho probabilità doppia di perdita dati
> rispetto a una configurazione normale.
In realtà, la probabilità non è proprio doppia: detta p la
probabilità che un disco si rompa, e ipotizzando che p sia la stessa
per entrambi i dischi, la probabilità che ogni disco NON si rompa è
(1-p). La probabilità che entrambi i dischi non si rompano è (1-p)^2.
La probabilità che questo non succeda, e cioè che almeno un disco si
rompa, e che quindi il RAID0 vada in malora, è dunque 1-(1-p)^2,
ovvero 2p-p^2 (inferiore a 2p).
Sursum corda! ;)
tranne che non si usi GAG o lilo gagizzato;
ma nat. poi ogni distro deve avere il suo bootloader in /;
> Comunque vorrei chiarire il mio pensiero: non intendo affatto
> affermare che la /boot separata sia fondamentale e imprescindibile.
> Niente di che! Solo, ecco: chi la fa separata, può ben avere i suoi
> motivi e i suoi vantaggi.
certo, ma non credo serva a noi comuni mortali;
mi sembra più pratico avere due o tre partizioni per le / delle varie
distro e /home e swap in comune;
r
--
ubuntu s. m. pesce persico, black bass
magie della statistica;
io avrei detto il contrario, intuitivamente: più dischi ci sono più è
probabile che uno si rompa;
ad es, su 50.000 contro 10.000 e via scendendo;
> io avrei detto il contrario, intuitivamente: più dischi ci sono più è
> probabile che uno si rompa;
Questo è vero, e continua ad essere vero!
La probabilità che una batteria di n dischi si rompa (cioè che si
rompa almeno un disco) è maggiore di *p*, ma deve essere ovviamente
inferiore a *np*.
Lo vedi subito così: se ci sono n dischi tutti con probabilità di
rompersi pari a p, la probabilità che almeno uno si rompa *deve*
essere inferiore a np: altrimenti, con n>1/p, la probabilità che la
batteria si rompa diventa maggiore di 1 (il che non avrebbe senso).
> di solito sono molto generoso con lo spazio, /boot l'ho fatta solo da
> 100Mb perché pensavo ci andasse su solo il boot loader, quando ho
> realizzato che ci andava su tutto il kernel era troppo tardi...
100MB sono tanti anche per il sono kernel, che ha un limite alla dimensione
che può avere. Per tenere il solo bootloader sono un vero e proprio spreco di
spazio.
--
Daniele Giglio Dona i tuoi cicli di clock alla ricerca!
dgiglio(a)iol.it http://boinc.berkeley.edu/
--------------------
- Mamma, la liquirizia ha le zampe?
- No, Pierino.
- Allora mi sono mangiato uno scarafaggio!
> Però lasciami dire che credo comunque conveniente, per chiunque non
> si affidi all'automatismo totale per il partizionamento, creare una
> /boot separata. Credo che con un piccolo sforzo ci si apra la strada
> a vantaggi potenziali, se non reali e immediati.
Secondo me in ambito desktop, anche un po' più power-user (ma non estremo
come nel tuo caso), NON vale la pena, per un semplice rapporto
costo/beneficio.
Poi io personalmente non lo faccio manco in un server, anche perchè
generalmente li compro tutti con RAID HW e non faccio partizionamenti
troppo particolari.
> Uhm, non conoscevo questo problema.
Questo perchè la distribuzione, giustamente, si preoccupa di tenerti lontano
da problemi del genere :)
> Ehm... Tutte le altre. Se seghi la distribuzione che mantiene i file
> di configurazione del boot loader, cioè l'unica distribuzione puntata
> da quel po' di codice che sta nel MBR, non avvii più niente.
Ok, a volte penso ancora in termini lilosi... cmq basta tenere grub nella
partizione principale e in caso di cambi, sovrascriverlo dall'altra
partizione. Non credo sia una cosa che tu faccia tutti i giorni comunque.
> Comunque vorrei chiarire il mio pensiero: non intendo affatto
> affermare che la /boot separata sia fondamentale e imprescindibile.
> Niente di che! Solo, ecco: chi la fa separata, può ben avere i suoi
> motivi e i suoi vantaggi. Non è una sciocchezza, insomma, come mi era
> parso l'avessi dipinta tu. Ma forse, ancora una volta, sottovalutavo
> il contesto. :)
La ho bollata come sciocchezza nella speranza (magari vana) che qualche
nuovo utente, leggendo il NG, si convinca che è meglio evitare di
smanettare troppo su ste cose "perchè sì" dato che questo creerà poi nuovi
post di richieste di aiuto sul NG e una "bad experience" con Linux da parte
del nuovo utente, che magari butterà tutto dicendo "non va!".
--
Vide
sante parole;
fra l'altro si sta diffondendo la mania del raid che non ho capito a che
cavolo serva a noi comuni utonti;
a migliorare le prestazioni? ci sono altri modi;
per non perdere i dati? c. s. e inoltre credo che quelli veramente
vitali stanno, ben larghi, in un floppy;
r
--
Un giudice buono è un giudice comprato.
[Silvio "Wild" Berlusconi]
>
> In realtà non ricordo se swap è in raid oppure no, ma potrebbe essere
> di sì, mi sembrava una buona idea per avere più velocità in lettura,
> sbaglio?
Si,in lettura la velocità è pressochè identica mentre in scrittura puoi
guadagnare qualcosina. (Raid 0 intenndo)
> E' comunque cambiabile, avevo decisamente abbondato con lo
> spazio.
E si, io ho 512Mb di RAM e 512 Mb di swap e difficilmente ne uso più di
80-100mb (e faccio fotoricco di immagini RAW da 10-12Mb l'una)
> Se non gparted posso usare anche mdadm che ho utilizzato in
> fase di installazione?
con gparted cancelli la sda2 e allarghi la sda1 dall'interfaccia
grafica è molto veloce ( occhio che le partizioni non devono essere
montate: meglio se parti con un CD di boot tipo sysrescuecd)
mdadm ti serve per assemblare o gestire gli array raid non lavora sulle
partizioni
>
> Come si sposta la destinazione dello swap file?
Basta modificare nel file /etc/fstab la riga corrispondente allo swap da
così:
/dev/md2 none swap sw 0 0
a così :
/dev/sdb2 none swap sw 0 0
> Grazie
>
Prego
> d.
Ercole
> con gparted cancelli la sda2 e allarghi la sda1 dall'interfaccia
> grafica è molto veloce ( occhio che le partizioni non devono essere
> montate: meglio se parti con un CD di boot tipo sysrescuecd)
> mdadm ti serve per assemblare o gestire gli array raid non lavora sulle
> partizioni
Eccola li'! Chiaramente ho letto troppo tardi e l'ho fatto a
partizioni montate combinando un macello, per cui con un bel cd nuovo
di Ubuntu 7.10 ho reinstallato tutto da capo ripartizionando a dovere.
E' successo che la /boot si era allargata ma con spazio non
utilizzabile, quindi l'ho dovuta riformattare...
Che dire, bello trovare tutte le impostazioni al loro posto dopo
l'installazione : )
Resta il problema dell'avidità di spazio su /boot per l'upgrade,
ritengo sia non giustificato, anche perché installando la 7.10 pulita
avrò sì e no una ventina di Mb occupati in /boot.
Grazie a tutti per i preziosi consigli, ora mi scateno su altre
questioni per il server che ho installato in ufficio recuperando il
mio vecchiovecchio Celeron 600 overcloccato a 900 sullo storico
chipset 440BX...
> Resta il problema dell'avidità di spazio su /boot per l'upgrade,
> ritengo sia non giustificato, anche perché installando la 7.10 pulita
> avrò sì e no una ventina di Mb occupati in /boot.
Sarà qualche casino dell'installer di *buntu iop ho un /boot con 17 mega
occupati e 2 kernel installati
>
> Grazie a tutti per i preziosi consigli, ora mi scateno su altre
> questioni per il server che ho installato in ufficio recuperando il
> mio vecchiovecchio Celeron 600 overcloccato a 900 sullo storico
> chipset 440BX...
Server + overclock = rogne
Io ho un piccolo firewall a casa su un k6-400 ma *downcloccato* a circa
300MHz che gira pacioso da circa 5 anni.
Ciao
Ercole
> Server + overclock = rogne
Se non c'è (più) assistenza e la garanzia è scaduta, basta testare
che sia stabile, e non vedo il problema. :)
Credo che il mio Celeron 600 abbia funzionato solo qualche ora a
600Mhz... poi a 900 solo con cambio di bus (66 - 100mhz), erano i
tempi in cui tarpavano le cpu ma in realtà erano capaci di prestazioni
maggiori. Ricordo ancora il "Mendocino" 300 a 450Mhz! Mai overvoltata
è sempre stata stabilissima
> erano i
> tempi in cui tarpavano le cpu ma in realtà erano capaci di prestazioni
> maggiori. Ricordo ancora il "Mendocino" 300 a 450Mhz! Mai overvoltata
> è sempre stata stabilissima
Erano bei tempi, ma adesso coi core2duo siamo tornati su quei livelli
di overclock. :)
Strano, io ho una part /boot da 32 MB, liberando poco spazio,
sicuramente <68MB e anche <32MB si è accontentato, comunque anche
a me inizialmente il msg di errore è sembrato ambiguo, poi ho capito
che intendeva dire lo spazio necessario e, con una cifra più piccola,
quanto ne andava liberato per ottenerlo. Nel mio caso è bastato
cancellare delle copie di backup dei vecchi kernel e moduli.
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