>> Si e` gia` speso un mare di parole, peraltro gia' abbondantemente
>> Off-Topic: non vorrei se ne generasse un altro.
> Non credo proprio che sia Off-Topic, almeno non di molto, dato che questo NG
> è adibito al dibattito sui Sistemi Operativi e la problematica da me posta
> riguarda strettamente Linux, FreeBSD, OpenBSD etc.
Non proprio: qui si discute di Sistemi Operativi, e a quanto ne so, la
GPL non rientra nella categoria. Tanto meno i guadagni possibili o
immaginabili tramite la GPL.
--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
emmanue...@iol.it | SETI: [ http://digilander.iol.it/ebassi/seti/ ]
GnuPG Key Fingerprint: 9747 635E B95A B0B3 4370 1CAA CAF7 512B 945C A44C
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
> Tratto da http://www.sun.com/staroffice/openoffice/ dove spiegano molto
> chiaramente le loro motivazioni.
Fare un dispetto a Bill Gate$?
Saluti.
Saluti.
Saluti.
>Fare un dispetto a Bill Gate$?
direi, liberarsi dalla schiavitu' di un prodotto proprietario.
>> Lavorano gratuitamente?
>
>No. Vendono sw e servizi.
O anche venendo pagati per programmare. Ti sono gia' stati fatti degli
esempi.
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
[star office]
> >Fare un dispetto a Bill Gate$?
> direi, liberarsi dalla schiavitu' di un prodotto proprietario.
e se al posto di office ci fosse staroffice ? non sarebbe la stessa cosa ?
Nicola
Saluti.
Saluti.
Questo è il punto definitivo (posto che chi l'ha scritto in realta capisca
nulla di diritto....)
Chi "compra" GNU Ada NON compra GNU Ada, compra il contratto di assistenza
per attività svolte con GNU Ada. Il prezzo pagato dall'acquirente NON
remunera l'autore di GNU Ada per aver scritto GNU Ada ma per un'attività che
scaturisce dall'uso di GNU Ada.
Saluti.
PS. In realtà la licenza GNU è un oggetto pericolosissimo sotto l'aspetto
giuridico poichè tutela (oltre che l'utilizzatore) solo chi possiede i
canali di distribuzione. Basterebbe integrarla in maniera da definire il
criterio da usare per determinare le modalità di distribuzione (sia dei
binari che dei sorgenti).
ftp ftp.openoffice.org
get source.tgz
No. Direi che non sarebbe la stessa cosa _adesso_. Prima si.
bye
Gianluca
Lo so. Io mi guadagno da vivere cosi' ;)
bye
Gianluca
Questo naturalmente non vuol dire che non puoi farti pagare le ore lavoro
passate per sviluppare/modificare software.
...
Gabriele, e' inutile: stai parlando di diritto con programmatori che forse
non hanno mai preso in mano un libro di diritto (giustamente, non e' il loro
mestiere).
Saluti
Marco
Saluti
--
Andrea Capriotti
Grazie
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
> >PS. In realtà la licenza GNU è un oggetto pericolosissimo sotto l'aspetto
> >giuridico poichè tutela (oltre che l'utilizzatore) solo chi possiede i
> >canali di distribuzione. Basterebbe integrarla in maniera da definire il
> >criterio da usare per determinare le modalità di distribuzione (sia dei
> >binari che dei sorgenti).
> Ma ci stai prendendo in giro?
> Per favore leggi meglio:
> http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html
L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
Saluti.
Saluti
--
Andrea Capriotti
Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
Saluti.
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com
> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.
> >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> Sicuro? :)
I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.
Saluti.
> Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo
> patrimoniale per l'uso del software GNU.
Ma questo sarebbe valido per un sacco di cose, se ho capito il tuo
ragionamento. Per esempio il mio fruttivendolo non mi pone nessuna
limitazione sull'uso della frutta che gli compro (tranne forse
tirargliela dietro). Vuoi convincermi che io non pago "per la frutta"
ma solo per la distribuzione e la produzione? Puo' essere, se vuoi
metterla cosi', ma allore non capisco la differenza tra software ed
arance.
Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.
> In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> spoliazione di diritti soggettivi.
No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
--
Stefano - Hodie Kalendis Martiis MMI est
Stefano Ghirlanda wrote:
> Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
> delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.
Credo che il problema sia che, a differenza delle arance,
uno degli usi possibili del SW e` la duplicazione a costo
praticamente irrisorio.
Di solito le SW house impongono questa limitazione all'uso:
la copia per terzi.
bye,
--
Piergiorgio Sartor
>Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
>limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
>persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
Certamente. Se tu vendi un tuo programma GPL a un miliardo, chi lo ha
comprato potra' a sua volta rivenderlo a DUE miliardi, oppure
distribuirlo gratuitamente. Il tutto senza che tu possa opporti in
alcun modo.
Tutto cio' puo' sembrare sbagliato solo se analizzato
superficialmente.
Se da un lato ti e' impedito di chiudere il tuo programma
togliendo i diritti di modificarlo, redistribuirlo o venderlo
a chi lo ha comprato, dall'altro tu potrai fornire servizi di
personalizazione per -tutto il soft GPL esistente al mondo-.
Se desideri, oggi puoi iniziare a farti pagare per personalizare
Emacs, il kernel di Linux, Apache, ecc. Tutti soft che non hai
scritto tu, e che una licenza tradizionale ti avrebbe impedito
di toccare.
E' chiaro che per trarre profitto dalla GPL bisogna studiare:
non e' piu' pensabile pretendere di scrivere un programmino
chiuso e poi campare di rendita chiudendolo e vendendo le
licenze d'uso a caro prezzo.
Non e' nemmeno pensabile ragionare da semplici commercianti,
comprando a 100 e vendendo a 150, senza nemmeno sapere cosa passa
sotto le mani.
Un'azienda che voglia creare un business con prodotti e servizi
basati su soft GPL *DEVE* scegliere e formare adeguatamente il
personale. GPL garantisce la trasparenza: chi lavora alla carlona
fa una brutta fine perche' si vede quasi subito.
Il dramma e' che il mondo dell'IT professionale pullula letteralmente
di incompetenti a tutti i livelli, e molti hanno paura della GPL per
questo motivo.
--
sr - null...@PAMflashnet.it <strip NOS & PAM to email>
>> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
>> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
>
> Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
> limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
> persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
Ciao,
Emmanuele
--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
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Non vedo scritto da nessuna parte che il software GPL (non GNU! GNU
sta per GNU's Not Unix) sia sempre ceduto a titolo gratuito alla
comunita'. Puo' esserlo, come puo' non esserlo. Se io vendo un mio
programma sotto licenza GNU a mio cugino, quello che ho fatto e'
appunto vendere il programma a lui, non cederlo a titolo gratuito alla
comunita'. Quello che fara' lui col programma non possiamo divinare
ne' io ne' te.
> > Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
> software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
> gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.
Comunita'? Se un mio programma viene rilasciato sotto licenza GPL, a
godere dei benefici di quest'ultima e' il licenziatario, non tutta la
comunita'. Che alla fine la licenza possa beneficiare l'intera
comunita' e' una possibilita', SE il programma viene ridistribuito a
tutti. Resta solo una possibilita', non una certezza assoluta - c'e'
quel "se". Io posso scrivere il programma X e rilasciarlo sotto GPL,
ma tu non avrai alcun diritto su di esso finche' non avrai ricevuto
una copia del programma (e annessa licenza).
> I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
> degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
> sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
GPL tutela anche l'autore in qualche maniera. Se decidi di dare a chi
riceve il tuo programma le liberta' previste dalla licenza, quest'ultima
impedisce a chiunque di rovesciare la tua decisione.
Interessante e' il caso dell'interprete Postscript, Ghostscript,
distribuito sotto tre diverse licenze. Quando viene rilasciata una
nuova versione, questa e' coperta da due licenze, a seconda dell'uso
che ne viene fatto: commerciale o meno (commerciale = OEM; per
installare GS in una azienda o lavorarci non e' richiesto il pagamento
di alcuna licenza). Dopo un anno, lo stesso codice viene rilasciato
sotto GPL. Per questo motivo la versione corrente di Ghostscript e' la
6.61, mentre GNU Ghostscript e' alla 5.50 (la 6.01 sara' coperta da
GPL a meta' mese).
--
"Politics is the entertainment branch of industry" (Frank Zappa)
Rudi Chiarito SGML/XML, user interface, i18n Amiga Inc.
ru...@amiga.com http://amiga.com/
Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
Stefano Ghirlanda wrote:
> Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?
Non e` il duplicarance a venir proibito.
Penso che quando compri le arance, il fruttivendolo
ti imponga di mangiarle o farne spremuta e non di
duplicarle.
Nota che questo gia` avviene, molta della frutta ed
ortaggi con semi NON e` duplicabile, cioe` i semi
sono sterili (e non e` un caso).
bye,
--
Piergiorgio Sartor
> Stefano Ghirlanda wrote:
>
> > Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> > duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> > fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?
>
> Non e` il duplicarance a venir proibito.
>
> Penso che quando compri le arance, il fruttivendolo
> ti imponga di mangiarle o farne spremuta e non di
> duplicarle.
Avvisatemi quando questo thread diventa OT. Quindi la proibizione di
usare il duplicarance sarebbe insita nel "contratto di vendita" tra me
ed il fruttivendolo? E questo a discapito dei benefici che la
duplicazione delle arance potrebbe portare ad persone altre che il
fruttivendolo e l'agricoltore di arance?
Per ritornare un po' IT, diciamo che nel caso dell'invenzione del
duplicarance trovo piu' sensato che il fruttivendolo sviluppi nuove
pratiche di mercato piuttosto che il duplicarance sia probito. Per
esempio potrebbe controllare che non mi arrivino arance bacate.
> Nota che questo gia` avviene, molta della frutta ed
> ortaggi con semi NON e` duplicabile, cioe` i semi
> sono sterili (e non e` un caso).
Ma questo NON avviene perche' il consumatore vuole duplicare le
arance. Avviene, o potrebbe avvenire, per due motivi, mi sembra:
1) Il consumatore non VUOLE i semi.
2) Il fruttivendolo vuole duplicare le arance, ma chi gli vende i semi
non vuole che l'agricoltore sia in grado di conservare un po' di
quelli prodotti per la semina successiva.
Nota che 2) e' altrettanto dirompente che la GPL, seppure al
contrario, perche' ora e per millenni gli agricoltori hanno sempre
potuto fare scorta dei semi (infatti nessun frutteto compra i semi di
annon in anno). Ora alcune multinazionali stanno provando ad impedirlo
ma per fortuna del mondo le cose si sono un po' arenate.
> Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
> delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.
>
> > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > spoliazione di diritti soggettivi.
>
> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
Dipende da come di quel modello di licenza viene fatto adottare.
Saluti.
> Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
> Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
> essere pagato per il mio lavoro.
Appunto, ma stai vendendo solo lavoro finalizzato alla produzione di
software Non stai vendendo software.
Il software NON è più un bene sottoponibile di transazione commerciale.
Saluti.
Gli ex commercianti potrebbero campare di arance e non avrebbero più bisogno
di lavorare per mangiare, non mi sembra un paragone adeguato
> Tu hai pagato per quelle ben identificate arance che ti sei messo
> nella borsa della spesa.
Certo che ho pagato solo per quelle. Pero' nessuno mi impedisce di
piantarne i semi e dare il raccolto ai miei amici senza farli pagare,
giusto? E duplicarle col un duplicarance (se esistesse)?
> Non sei diventato proprietario dell'arancia in genere.
Neanche diventi proprietario di un programma ottenuto tramite
GPL. Puoi fare solo quello che e' esplicitamente permesso dalla
licenza, non tutto ciň che vuoi. Per esempio, non puoi cambiarne la
licenza (e' stata fatta precisamente per questo motivo).
> > > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un
> > > tentativo spoliazione di diritti soggettivi.
> >
> > No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> > egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> Dipende da come di quel modello di licenza viene fatto adottare.
Stai suggerendo che la GPL viene fatta adottare a forza in qualche
caso? Certo, i consumatori potrebbero fare uno sciopero delle licenze
e non comprare software non-GPL, in pratica costringendo le ditte a
passare alla GPL. Ma che questa sia una cattiva idea me lo devi
dimostrare in pratica (sicuramente illegale non e').
Tieni anche in considerazione che il _singolo_programmatore_ oggi non
guadagna dal fatto che il suo software e' proprietario, perche' firma
un accordo col datore di lavoro lasciando a lui i diritti. Il
programmatore e' pagato solo per il lavoro svolto, esattamente come
accadrebbe se qualcuno lo assumesse per sviluppare un programma da
distribuire secondo GPL.
In conclusione, secondo me non esistono distinzioni *logiche* tra il
"copiare" arance e software, solo la *pratica* enorme facilita' con
cui il software puo' essere copiato se paragonato ad altri beni. Per
cui e' difficile arrivare a qualche conclusione con soli argomenti
astratti. Per convincere qualcuno che la GPL ha degli svantaggi devi
esaminare le ricadute *pratiche* ha sulla societa' nel suo insieme:
nel complesso, ci si rimette o ci si guadagna? Secondo me guadagnano
molti e perdono pochi.
Io per esempio, e milioni di persone nel mondo inclusi paesi in via di
sviluppo che di soldi per le licenze ne hanno pochi, grazie alla GPL
(e a quel che c'e' dietro) ora ho un sistema operativo a basso costo,
che posso studiare ed imparare se ne ho voglia, attivamente sviluppato
con aggiornamenti frequenti a tutti i problemi trovati, che mi
permette di assemblare un supercomputer da vecchi 486, etc. Dieci anni
fa non ce l'avevo. Mi sembra un vantaggio.
>Vendere una copia di un programma libero è legale,
> e noi lo incoraggiamo.
Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
proprieta'?
Ciao.
Sosituisci 'arance' con 'quaderni'.
> >Vendere una copia di un programma libero č legale,
> > e noi lo incoraggiamo.
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?
La licenza d'uso, la licenza di modificazione, la licenza di
redistribuzione dell'originale, la licenza di redistribuzione delle
modificazioni sotto GPL. Da questo punto di vista ti vendono anche
piu' cose! :-)
>E' commerciale in quanto pago il supporto o è commerciale (atto relativo a
>negozio giuridico a contenuto
>patrimoniale) in quanto pago il diritto di usare il software o ne viene
>ceduta la proprietà?
E' una questione di lana caprina. Nel primo caso vendi il diritto ad usare
il software (la licenza), la distribuzione, il supporto e l'assistenza. Nel
secondo caso vendi solo distribuzione, supporto e assistenza. Dal punto di
vista dell'utente non cambia granche, se si escludono alcuni vantaggi
sull'avere un software il cui sviluppo e' potenzialmente svincolato dalla
singola azienda che ne detiene i diritti. In entrambi i casi l'azienda che
lo vende (o lo distribuisce), se ci guadagna su, fa del commercio. Insomma,
tra Debian e RedHat c'e' una bella differenza. Invece, tra RedHat e
Microsoft cambia il genere di prodotto venduto.
Comunque, questa discussione mi pare piu' una questione di terminologia. Se
il software open source lo vuoi definire "commerciabile" piuttosto che
"commerciale", a me sta bene.
ciao
Saluti.
Uhm, la licenza d'uso, forse? Solo che in questo caso hai meno restrizioni
in un senso (facolta' di ridistribuzione) e piu' restrizioni in un altro
(nel caso modifichi il programma)?
Ti viene venduta la licenza d'uso, con la facolta' (SE TU VUOI) di
passarla ad altri.
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
Saluti
--
Andrea Capriotti
La persona che ha pagato 3000$ non puo' nemmeno far nulla per impedire
che l'autore del software dia copie omaggio ad altri (o che le metta
in palio per un concorso o che un bel giorno lo rilasci pubblicamente
perche' non ha piu' intenzione di svilupparlo o cos'altro). Pure in
quel caso si ritroverebbe ad aver speso soldi che altri non hanno
speso.
Perche' impedirlo, poi? Se l'autore vuole che sia cosi' e la cosa ti
da' fastidio, vai da qualcun altro. O, se davvero dai per scontato che
prima o poi il programma sia facilmente reperibile in giro a costo 0
(cosa non automatica, ma che finora hai sempre presentato come se
fosse un dato di fatto), aspetta finche' non sia davvero cosi'...
Se davvero ti fai i conti in tasca per quei 3000$ e la tua
preoccupazione principale e' che ALTRI non possano averlo senza aver
pagato, beh, forse non hai tanto bisogno del programma in questione.
Non comprarlo, punto e basta.
>> Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
> Vedo che hai colto il significato delle cose.
Si, ma penso anche che di persone cosi` stupide questo mondo non sia
pieno, altrimenti saremmo davvero nei guai come razza umana.
> La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
> persona
> distribuisca quel software a prezzo 0.
Non vedo come: se non e` lui che regala il software non capisco chi
altri possa farlo. E se lui lo fa, in ogni caso con i soldi che ho preso
da lui mi sono pagato i costi di sviluppo.
E, BTW, lui c'ha rimesso 3000$, perche' se lo distribuisce a 0$ allora
e` un emerito imbecille.
> Al limite l'unica cosa che può fare è dire: "bene, l'unico mezzo per
> distribuire questo software è un CD di platino massiccio che costa 10000$.
> Se vuoi il software pinco-palla devi pagarmi il costo del supporto.".
> Capisci bene che la cosa è ridicola....
E` ridicola solo se portata all'eccesso.
Allora, seguendo lo stesso ragionamento, la Microsoft dovrebbe essere in
bancarotta per colpa della pirateria (tralasciando il fatto che e`
illegale, in quanto questo semplice dettagli non ha fermato certo i
pirati in questi ultimi anni).
Vero. Dipende pero' se quel sw e' disponibile ad altri, o se tutti lo
devono comprare da me (o da chi lo ha gia' comprato).
GPL != mettiamolo su internet.
Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.
bye
Gianluca
Quindi le versioni di Windows che tu compri, in realta' non sono vendute
(visto che il prodotto rimane di M$). Interessante aneddoto.
> >Vendere una copia di un programma libero č legale,
> > e noi lo incoraggiamo.
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?
La licenza, il binario e, se li vuoi, una copia dei sorgenti. Se non li
vuoi, il diritto di ottenerli quando vuoi. (oltre alla consulenza)
bye
Gianluca
Hai bevuto ? Scusa un attimo, tu fai un bel sw, lo metti sotto licenza GPL
e poi lo vendi a chi te lo ha commissionato. Problemi ?
> > >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> > Sicuro? :)
> I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
> degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
> sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
> In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.
Prova a portarla avanti. Vediamo quanto tempo ci si impiega a demolirti.
bye
Gianluca
Ciao.
> Comunque, dal dizionario garzantii vendere significa:
> 1) cedere ad altri la proprietą di ...
[cut]
Spero non ci sia bisogno che ti spieghi la differenza fra le due
definizioni.
Ciao.
> La licenza, il binario e, se li vuoi, una copia dei sorgenti. Se non
li
> vuoi, il diritto di ottenerli quando vuoi. (oltre alla consulenza)
La copia dei sorgenti no. Se fossero venduti potresti farne cio' che
vuoi, mentre sei soggetto alla licenza GPL.
Ciao.
>Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
>discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.
E, di grazia, il fatto che tu abbia quel software nella tua
cassaforte, quale stracazzo di differenza ha col fatto che lo stesso
software sia nella cassaforte di IBm tanto per citarne uno? mi
*pareva* che uno dei punti forti di OSS fosse proprio che il sorgente
*girava liberamente*, non che finisse *comunque* ad ammuffire nella
cassaforte di qualcun altro...
Obelix
>Quindi le versioni di Windows che tu compri, in realta' non sono vendute
No, infatti. Ti e' concessa licenza d'uso.
Obelix
>>Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
>>discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.
> E, di grazia, il fatto che tu abbia quel software nella tua
> cassaforte, quale stracazzo di differenza ha col fatto che lo stesso
> software sia nella cassaforte di IBm tanto per citarne uno? mi
La differenza sta nel fatto che, se voglio, i sorgenti li posso avere.
E si da il caso che non mi serva pagare di piu` per averli.
Il sorgente gira liberamente per programmi che girano liberamente.
Se A da' un programma a B sotto GPL, che importa a me dei sorgenti? Non
ho manco visto il programma, per me e' come se non esistesse. Il
concetto chiave della GPL e' che i sorgenti seguono sempre il programma
(per chi li vuole), non che i sorgenti siano sempre e comunque a
disposizione di tutti. Ovviamente il caso piu' comune e' quello in cui
sia il programma che il sorgente siano pubblicamente disponibili, ma
non e' sempre cosi', ne' lo deve essere per forza.
Diamine, e' uno dei pochi aspetti meno radicali della GPL e hai ancora
da ridire... ;)
Intendevo che puoi passare la licenza ad altri, *tenendo la tua*. Col
software proprietario non puoi tenerla. Per inciso, ci sono anche
alcune licenze d'uso di software proprietario che ti proibiscono il
passaggio tout court, ma si tratta di clausole che in molte nazioni
verrebbero annullate in tribunale (in Scandinavia di sicuro, in Europa
probabile, in America dipende tutto dagli avvocati in ballo). Non so
se ci sia mai stata qualche disputa del genere, sarebbe interessante
saperne i risultati.
Stefano Ghirlanda wrote:
> Avvisatemi quando questo thread diventa OT. Quindi la proibizione di
Oh, beh, mi pare che gli OT siano una passione per me :-)
> usare il duplicarance sarebbe insita nel "contratto di vendita" tra me
> ed il fruttivendolo? E questo a discapito dei benefici che la
> duplicazione delle arance potrebbe portare ad persone altre che il
> fruttivendolo e l'agricoltore di arance?
Punti di vista, tu duplichi le arance a costo zero, il
fruttivendolo ed l'agricoltore falliscono...
Quanto lavoro fa l'agricoltore per per produrre delle arance?
Pensi che sia contento dei "benefici"?
> Per ritornare un po' IT, diciamo che nel caso dell'invenzione del
> duplicarance trovo piu' sensato che il fruttivendolo sviluppi nuove
> pratiche di mercato piuttosto che il duplicarance sia probito. Per
> esempio potrebbe controllare che non mi arrivino arance bacate.
A che scopo? Tanto tu le duplicheresti.
L'unica cosa che puo` fare e` provvedere arance ad un
prezzo piu` basso, cosa piuttosto difficile.
Quindi o si protegge o chiude attivita`.
> Ma questo NON avviene perche' il consumatore vuole duplicare le
> arance. Avviene, o potrebbe avvenire, per due motivi, mi sembra:
>
> 1) Il consumatore non VUOLE i semi.
> 2) Il fruttivendolo vuole duplicare le arance, ma chi gli vende i semi
> non vuole che l'agricoltore sia in grado di conservare un po' di
> quelli prodotti per la semina successiva.
E` la stessa cosa: duplicare arance (un po' difficile) o meloni
equivale a coltivarli.
Diciamo che si selezioni un melone particolarmente buono (con anni
di lavoro e notevoli capitali investiti), a questo punto e` naturale
che si cerchi di evitare che l'anno successivo all'introduzione
nel mercato di questo melone, tutti abbiano la loro coltivazione
personale od industriale di questa qualita`.
Il motivo e` ovvio: questi altri non dovrebbero ripagarsi i costi
iniziali di ricerca e potrebbero vendere a prezzo molto piu` basso,
distruggendo il ricercatore originario.
> Nota che 2) e' altrettanto dirompente che la GPL, seppure al
> contrario, perche' ora e per millenni gli agricoltori hanno sempre
> potuto fare scorta dei semi (infatti nessun frutteto compra i semi di
> annon in anno). Ora alcune multinazionali stanno provando ad impedirlo
> ma per fortuna del mondo le cose si sono un po' arenate.
Sono anni che, ad es., i pomodori italiani non vengono su
dai semi precedenti. Cosi` i meloni e, credo, tutti gli ortaggi.
Ogni anno sono semi "nuovi" (purtroppo).
Certo per la frutta e` un po' diverso, dato che servono anni
per avere l'albero.
Nota che questa cosa e` piu` vecchia dell'ing. genetica.
Nota che NON supporto questa cosa.
bye,
--
Piergiorgio Sartor
Mica tanto.....li puoi avere, ma devi sottostare alla modalità di
distribuzione prevista per quel
software. La licenza GNU-GPL NON definisce nessuna modalità di
distribuzione,
introduce solo il concetto che chi distribuisce il software può farsi pagare
per la sua distribuzione.
Saluti.
Saluti.
no, a tutela di chi vive producendo arance e di chi vive coi soldi pagati da
chi vive producendo arance e avanti cosi' all'infinito.
Hint: non basta moltiplicare arance per far sopravvivere il mondo (occorrono
scuole, maglioni e perfino beni di consumo voluttuario, e occorre muovere i
soldi)
Saluti
Marco
Ma il prezzo che hai pagato per le arance NON è per aver acquisito la specia
arancia ma per aver acquisito
quelle arance mature. Hai retribuito il lavoro ed il capitale
dell'agricoltore che ha prodotto le arance (quelle che stai mangiando) e il
lavoro ed il capitale di tutta la catena di distribuzione connessa.
> > Non sei diventato proprietario dell'arancia in genere.
>
> Neanche diventi proprietario di un programma ottenuto tramite
> GPL. Puoi fare solo quello che e' esplicitamente permesso dalla
> licenza, non tutto ciò che vuoi. Per esempio, non puoi cambiarne la
> licenza (e' stata fatta precisamente per questo motivo).
Esatto.
> Stai suggerendo che la GPL viene fatta adottare a forza in qualche
> caso? Certo, i consumatori potrebbero fare uno sciopero delle licenze
> e non comprare software non-GPL, in pratica costringendo le ditte a
> passare alla GPL. Ma che questa sia una cattiva idea me lo devi
> dimostrare in pratica (sicuramente illegale non e').
E' illegale in quanto lede un diritto soggettivo.
> Tieni anche in considerazione che il _singolo_programmatore_ oggi non
> guadagna dal fatto che il suo software e' proprietario, perche' firma
> un accordo col datore di lavoro lasciando a lui i diritti. Il
> programmatore e' pagato solo per il lavoro svolto, esattamente come
> accadrebbe se qualcuno lo assumesse per sviluppare un programma da
> distribuire secondo GPL.
Appunto, viene retribuito solo il lavoro. Ed il capitale di chi
distribuisce.
>Per convincere qualcuno che la GPL ha degli svantaggi devi
> esaminare le ricadute *pratiche* ha sulla societa' nel suo insieme:
> nel complesso, ci si rimette o ci si guadagna? Secondo me guadagnano
> molti e perdono pochi.
Ci guadagnano tutti nel senso che nessuno è obbligato a priori a pagare un
prezzo per il bene
software. Ma se ci rifletti bene questo potrebbe deprimere l'industria, al
limite determinarne
la scomparsa.
> Io per esempio, e milioni di persone nel mondo inclusi paesi in via di
> sviluppo che di soldi per le licenze ne hanno pochi, grazie alla GPL
> (e a quel che c'e' dietro) ora ho un sistema operativo a basso costo,
> che posso studiare ed imparare se ne ho voglia, attivamente sviluppato
> con aggiornamenti frequenti a tutti i problemi trovati, che mi
> permette di assemblare un supercomputer da vecchi 486, etc. Dieci anni
> fa non ce l'avevo. Mi sembra un vantaggio.
Sicuramente. L'osservazine che muovo alla licenza GPL è che in essa devono
essere definiti meglio i canali ed i metodi di distribuzione.
Saluti.
> Con il software libero vendi, oltre alla possibilita' di utilizzare il
> programma, anche altri diritti.
Esatto, tutti i diritti.
> Il programmatore ha piu' potere contrattuale.
No, il programmatore (l'autore del software) non ha più potere contrattuale
legato alla possibilità di regolamentare
la concessione del diritto d'uso delle opere del suo ingegno, ma solo il
potere contrattuale
di qualsiasi prestatore di lavoro. Ritorna ad essere un semplice operaio.
> >> Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
> >> Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
> >> essere pagato per il mio lavoro.
> >Appunto, ma stai vendendo solo lavoro finalizzato alla produzione di
> >software Non stai vendendo software.
> >Il software NON è più un bene sottoponibile di transazione commerciale.
> Anche adesso funziona in questo modo.
> M$ paga i programmatori per produrre Office2k e mi vende la licenza
> d'uso ma _non_ il software.
E' una modalità resa possibile proprio perchè il software oggi è oggetto di
transazione commerciale.
Io posso acquistare del software e diventarne proprietario e goderne dei
frutti.
Io posso acquistare la licenza d'uso di un software ed essere proprietario
di solo di questa.
Esattamente come qualsiasi altro autore. Umberto Eco mica ti ha dato la
proprietà
dei suoi scritti....
Saluti.
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?
Tutto. La GNU-GPL annulla il concetto di proprietą.
Saluti.
> Comunque, dal dizionario garzantii vendere significa:
> 1) cedere ad altri la proprietà di qualcosa ricevendone un corrispettivo
> Ma anche, ovviamente:
> 2) esercitare un'attività commerciale determinata: vendere stoffe,
> mobili; vendere frutta e verdura
> Aggiungo io, vendere software libero... :)
Io guarderei nel Codice Civile piuttosto che sul dizionario.
Saluti.
> > > >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> > > Sicuro? :)
> > I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la
comunità
> > degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che
non è
> > sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
> > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.
>
> Prova a portarla avanti. Vediamo quanto tempo ci si impiega a demolirti.
Parecchio, visto che non è demolibile.
Saluti.
> Sono anni che, ad es., i pomodori italiani non vengono su
> dai semi precedenti. Cosi` i meloni e, credo, tutti gli ortaggi.
> Ogni anno sono semi "nuovi" (purtroppo).
I miei si. Sono della stessa qualitą che usava il mio bisnonno nel 1900.
Saluti.
Saluti.
Pero' mi sembra che ci siano fior di aziende che sviluppano e distribuiscono
programmi liberi e non stanno fallendo - e questa scelta non e' stata un
obbligo.
Inoltre, quando ci sono delle innovazioni o cmabiamenti in generale,
sempre esiste qualcuno legato al vecchio modo di fare che ne soffre,
non e' una maledizione del software libero. Per esempio, un amico di
mio padre sbrigava pratiche doganali: addio lavoro con l'avanzamento
dell'Unione Europea. Di esempi simili ce n'e' tanti...
--
Stefano - Hodie postridie Kalendas Martias MMI est
che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
a meno che non si usi un compilatore proprietario di qualcuno, al che fai
quello che ti pare. letteralmente.
Lorenzo Malaguti wrote:
> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
Sicuro, sicuro?
Non mi pare si estenda cosi` tanto.
Pensa ad un web server con Linux+Apache, non credo che il
contenuto del web server si metta sotto GPL...
bye,
--
Piergiorgio Sartor
questa e' una parte della risposta... ed e' la GPL ufficiale.
> Pensa ad un web server con Linux+Apache, non credo che il
> contenuto del web server si metta sotto GPL...
e' un estremizzare, ma in linea puramente teorica...
in definitiva e' un "derivative work"
Lorenzo Malaguti wrote:
>
> 5. You are not required to accept this License, since you have not signed
> it. However, nothing else grants you permission to modify or distribute the
> Program or its derivative works. These actions are prohibited by law if you
> do not accept this License. Therefore, by modifying or distributing the
> Program (or any work based on the Program), you indicate your acceptance of
> this License to do so, and all its terms and conditions for copying,
> distributing or modifying the Program or works based on it.
>
> questa e' una parte della risposta... ed e' la GPL ufficiale.
Uhm, credo si posso fortemente obbiettare che l'output del
compilatore sia "derivative work".
Direi che "derivative work" si riferisce ad un prodotto "derivato"
da un altro, cioe` come modifica di un'altro.
Un prodotto del compilatore NON e` "derivato", e` "output".
bye,
--
Piergiorgio Sartor
> > > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > > spoliazione di diritti soggettivi.
> >
> > No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> > egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
Si.
> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
No. E' il punto 0 della GPL.
Activities other than copying, distribution and modification are not covered
by this License; they are outside its scope. The act of running the Program
is not restricted, and the output from the Program is covered only if its
contents constitute a work based on the Program (independent of having been
made by running the Program). Whether that is true depends on what the
Program does.
Il punto 0 , di cui riporto una parte, potrebbe anche darti ragione, a parte
che lo ritengo piuttosto fumoso quando dice "and the output from the program
is covered only if its contest constitute a work base on the program"
Il punto 5 pero' afferma che
5. You are not required to accept this License, since you have not signed
it. However, nothing else grants you permission to modify or distribute the
Program or its derivative works. These actions are prohibited by law if you
do not accept this License. Therefore, by modifying or distributing the
Program (or any work based on the Program), you indicate your acceptance of
this License to do so, and all its terms and conditions for copying,
distributing or modifying the Program or works based on it.
e' il derivative works che, trattandosi di un compilatore, rende la cosa
piuttosto sibillina, secondo me.
inoltre se per i tuoi programmi utilizzi librerie GPL allora il cerchio si
chiude.
Infatti il tuo programma _deriverebbe_ direttamente da moduli GPL, ergo deve
essere GPL.
non vorrei farne una questione di lana caprina, ma se utilizzi librerie GPL
il tuo lavoro implementa direttamente moduli GPL e quindi ne deriva la
licenza.
Saluti.
Saluti.
di fatto priva del diritto sulla proprieta' intellettuale.
ovvero, la riconosce a tutti e a nessuno.
insomma, il discorso e' molto fumoso e secondo me la GPL per avere successo
commerciale e portare carne al fuoco di linux dovrebbe essere riscritta da
capo.
una chiamata a printf o fopen?
infatti e' questo il problema.
comunque anche il punto 5, che parla di programmi derivati da programmi
sotto GPL secondo me e' significativo, trattandosi di un compilatore.
In pratica ogni programma compilato deriva dal compilatore, ergo dovrebbe
essere sotto gpl.
Anche se mi si faceva notare che nel punto 0 si fa differenza fra output e
derivazione, secondo me in maniera moooolto fumosa.
Se fai il passadischetti, insomma lo speculatore, si. Non ci vedo nulla di
male, anzi! Del resto, se ritieni che il valore del tuo prodotto sta proprio
nel codice, puoi sempre decidere di non usare nessuna licenza open source.
E' vero, ma dov'e' il problema? Chi vuole usare una libreria GPL sa
che c'e' questa condizione. Se non gli sta bene, o si cerca un'altra
libreria (per esempio sotto LGPL, che fu create appositamente per
questo) o si scrive quello che gli serve o paga qualcuno per farlo,
mettendo come condizione che il prodotto non sara' rilasciato sotto
GPL.
Ma se il benedetto autore originario ha voluto usare la GPL, ne avra'
pure il diritto, no? Evidentemente ha fatto o una scelta ideale o e'
stato pagato da qualcuno per scrivere un software GPL o avra' comunque
avuto le sue ragioni!
Lorenzo Malaguti wrote:
> non vorrei farne una questione di lana caprina, ma se utilizzi librerie GPL
> il tuo lavoro implementa direttamente moduli GPL e quindi ne deriva la
> licenza.
Ma queste e` derivato.
Il prodotto finale e` la somma di libreria + tuo codice.
La libreria NON e` parte del compilatore (puoi linkare dinamicamente).
In parole povere, il binario che il compilatore produce NON
contiene in alcuna parte il codice del compilatore, almeno
non se si usa il buon senso (gia`, perche` in qualche modo
il codice prodotto dal compilatore era nel compilatore stesso,
ma con diversa semantica).
bye,
--
Piergiorgio Sartor
>> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
>> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
Ma non diciamo fesserie, per favore...
Dimostrami che un binario compilato con gcc e` un `derivative work' dal
suo compilatore.
Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio programma sarebbe
sottoposto alla licenza Microsoft.
Ciao,
Emmanuele
--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
emmanue...@iol.it | SETI: [ http://digilander.iol.it/ebassi/seti/ ]
GnuPG Key Fingerprint: 9747 635E B95A B0B3 4370 1CAA CAF7 512B 945C A44C
se un binario prodotto dal un compilatore non ne _deriva_ allora
probabilmente abbiamo problemi di tipo lessicale.
e se anche fosse, visto che per fare anche la piu' piccola cosa hai bisogno
di librerie e che il 99% sono sotto gpl questo implica che anche il tuo
software sara' sotto gpl.
>
> Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio programma sarebbe
> sottoposto alla licenza Microsoft.
Come ben saprai ci sono librerie, non MS, per cui se le utilizzi ricadi
sotto contratto di licenza con tanto di royalty (MATROX MIL, tanto per
citarne una)
Saluti.
Ciao.
> Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio
> programma sarebbe sottoposto alla licenza Microsoft.
Non perche' la M$ non ti impone restrizioni (a differenza della GPL)
sull'utilizzo delle librerie fornite con VC++.
Ciao.
> Per inciso, ci sono anche alcune licenze...
[cut]
Chiaramente alcune clausole sono vietate (per fortuna) da molte
legislazioni.
Ciao.
Tutto questo parlare di arance e' sballato. Le arance non si
duplicano a costo zero. Idem per pomodori e tutto il resto.
Se si deve fare un paragone col mondo alimentare, al limite si
potrebbe parlare di colture di batteri per yogurt. C'e' chi le
produce, chi le compra, chi potrebbe riceverle a costo minimo da chi
le compra e una potenziale catena che potrebbe formarsi, ai danni
del produttore.
Come analogia col softare libero non sara' perfetta, ma senza dubbio
e' meno artificiosa delle arance a costo zero. Ecco, ora si puo'
battagliare da capo su tutti i cavilli. ;))
--
"Politics is the entertainment branch of industry" (Frank Zappa)
Rudi Chiarito SGML/XML, user interface, i18n Amiga Inc.
ru...@amiga.com http://amiga.com/
Non e' sibillina. Il "derivato" di un compilatore e' una versione
modificata del compilatore (migliorata, ridotta, non importa) o un
programma che *incorpori* una parte del compilatore. L'output del
compilatore o qualsiasi altro programma GPL non e' un derivato
(questo e' infatti uno dei buchi della licenza in certi contesti,
es. programmi CGI).
> inoltre se per i tuoi programmi utilizzi librerie GPL allora il cerchio si
> chiude.
> Infatti il tuo programma _deriverebbe_ direttamente da moduli GPL, ergo deve
> essere GPL.
E' piu' corretto dire che il programma _incorporerebbe_ direttamente
codice GPL. E' appunto per tali scenari che, per le librerie, esiste
anche una licenza piu' flessibile (LGPL), che permette il linking di
librerie GPL, senza che il programma sia coperto automaticamente da
GPL.
Il testo originale e' in inglese, ecco cosa dice il Merriam-Webster
di "derivative":
1: a word formed by derivation 2: something derived 3: the limit of
the ratio of the change in a function to the corresponding change in
its independent variable as the latter change approaches zero 4a: a
chemical substance related structurally to another substance and
theoretically derivable from it 4b: a substance that can be made from
another substance
Guarda in particolare 4a e 4b. Un binario e' un derivato del sorgente,
non del compilatore!
Cos'e' un derivato del latte? Un prodotto di una trasformazione del
latte. Un binario e' il prodotto di una trasformazione del sorgente,
non del compilatore (il compilatore e' l'analogo di un coagulante,
di una colonia batterica o cos'altro).
> e se anche fosse, visto che per fare anche la piu' piccola cosa hai bisogno
> di librerie e che il 99% sono sotto gpl questo implica che anche il tuo
> software sara' sotto gpl.
Mi sa che non hai mai sentito parlare della licenza LGPL... informati
prima di scrivere certe cose.
> Come ben saprai ci sono librerie, non MS, per cui se le utilizzi ricadi
> sotto contratto di licenza con tanto di royalty (MATROX MIL, tanto per
> citarne una)
E allora? Che alcune librerie impongano restrizioni non vuol dire
necessariamente che lo stesso valga per altre.
Saluti.
Rudi Chiarito wrote:
> Tutto questo parlare di arance e' sballato. Le arance non si
> duplicano a costo zero. Idem per pomodori e tutto il resto.
Ehm, vi era l'esempio del "duplicarance".
bye,
--
Piergiorgio Sartor