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Come si può guadagnare con l'open-sourse?

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Emmanuele Bassi

unread,
Feb 27, 2001, 4:14:55 PM2/27/01
to
On Tue, 27 Feb 2001 19:08:25 GMT,
Martoox (mar...@libero.it)
wrote:

>> Si e` gia` speso un mare di parole, peraltro gia' abbondantemente
>> Off-Topic: non vorrei se ne generasse un altro.

> Non credo proprio che sia Off-Topic, almeno non di molto, dato che questo NG
> è adibito al dibattito sui Sistemi Operativi e la problematica da me posta
> riguarda strettamente Linux, FreeBSD, OpenBSD etc.

Non proprio: qui si discute di Sistemi Operativi, e a quanto ne so, la
GPL non rientra nella categoria. Tanto meno i guadagni possibili o
immaginabili tramite la GPL.

--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
emmanue...@iol.it | SETI: [ http://digilander.iol.it/ebassi/seti/ ]
GnuPG Key Fingerprint: 9747 635E B95A B0B3 4370 1CAA CAF7 512B 945C A44C

Andrea Capriotti

unread,
Feb 27, 2001, 6:16:24 PM2/27/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>Dalla lettura ed interpretazione di quanto sopra si evince:
>
>a) Il prezzo è applicabile solo ed esclusivamente alla remunerazione
>dell'attività di distribuzione.b) Il concetto di vendita non è applicabile
>al contenuto immateriale del software ma solo ai supporti ed alla loro
>organizzazione.
Certo. Il termine esatto e' distribuire.
Ma il prezzo lo scegli tu e non e' limitato.
La sostanza non cambia. Ottieni danaro in cambio della tuo lavoro di
programmatore.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Feb 27, 2001, 6:20:27 PM2/27/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>Cosa si evince da quanto sopra riportato?
>
>a) il software nel suo complesso non PUO' essero oggetto di nessun negozio
>giuridico a contenuto patrimoniale;
>b) Il prezzo non č riferito al contenuto immateriale (il software vero e
>proprio) ma alla remunerazione delle spese sostenute da un soggetto
>economico per la distribuzione e la confezione;
No. Leggi meglio.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Feb 27, 2001, 6:36:26 PM2/27/01
to
On Tue, 27 Feb 2001 19:15:37 GMT, Martoox <mar...@libero.it> wrote:
>Ora ho le idee molto meno confuse di prima ma non riesco a capire cosa ci ha
>guadagnato la Sun con il passaggio di StarOffise alla licenza GPL!
"In one of the largest actions of its kind, Sun is working with the
leaders of the free software and open source community to make the
source code for its StarOffice[tm] software suite freely available
under the GNU General Public License (GPL). In addition, Sun will
commit the efforts of its development team, as well as the resources
of a $14 billion global company, to work side by side with members of
the community to continue to develop the code at OpenOffice.org, a site
hosted and managed by CollabNet."
Tratto da http://www.sun.com/staroffice/openoffice/ dove spiegano molto
chiaramente le loro motivazioni.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 4:21:52 AM2/28/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99obej....@gulliver.unian.it...

> Tratto da http://www.sun.com/staroffice/openoffice/ dove spiegano molto
> chiaramente le loro motivazioni.

Fare un dispetto a Bill Gate$?

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 5:58:20 AM2/28/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99oagk....@gulliver.unian.it...
Ho letto bene.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 6:05:31 AM2/28/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99oa91....@gulliver.unian.it...
Non proprio.
Ottieni danaro (e puoi legittimamente chiederlo) solo per l'attività di
distribuzione e supporto.
L'uso in se del software da parte di altri soggetti non è, non constituisce
e non è configurabile come rapporto giuridico a contenuto patrimoniale (non
puoi chiedere danaro ad altri se questi decidono di usare il software da te
scritto).

Saluti.

Balrog

unread,
Feb 28, 2001, 5:57:55 AM2/28/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> wrote in
<97ifrb$j0n$1...@taliesin.netcom.net.uk>:

>Fare un dispetto a Bill Gate$?

direi, liberarsi dalla schiavitu' di un prodotto proprietario.

Balrog

unread,
Feb 28, 2001, 6:00:11 AM2/28/01
to
gian...@goldrake.gianluca.org (Gianluca) wrote in
<slrn99nv9n....@goldrake.gianluca.org>:

>> Lavorano gratuitamente?
>
>No. Vendono sw e servizi.

O anche venendo pagati per programmare. Ti sono gia' stati fatti degli
esempi.

Andrea Capriotti

unread,
Feb 28, 2001, 9:06:13 AM2/28/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>> >a) il software nel suo complesso non PUO' essero oggetto di nessun
>negozio
>> >giuridico a contenuto patrimoniale;
>> >b) Il prezzo non è riferito al contenuto immateriale (il software vero e

>> >proprio) ma alla remunerazione delle spese sostenute da un soggetto
>> >economico per la distribuzione e la confezione;
>> No. Leggi meglio.
>Ho letto bene.
Rileggi. a e b non sono esatti.
"Indipendentemente dal fatto che si siano ottenute copie di software
GNU a pagamento o gratuitamente, si ha sempre la libertà di copiare e
cambiare il software, e anche di venderne copie.
"Software libero" non vuol dire "non-commerciale". Un programma libero
deve essere disponibile per uso commerciale. Lo sviluppo commerciale di
software libero non è più inusuale: questi programmi sono software
commerciale libero."

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Feb 28, 2001, 9:13:59 AM2/28/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>> La sostanza non cambia. Ottieni danaro in cambio della tuo lavoro di
>> programmatore.
>Non proprio.
>Ottieni danaro (e puoi legittimamente chiederlo) solo per l'attività di
>distribuzione e supporto.
Sbagliato. Ottieni danaro in cambio della tua attivita' di programmatore.

>L'uso in se del software da parte di altri soggetti non è, non constituisce
>e non è configurabile come rapporto giuridico a contenuto patrimoniale (non
>puoi chiedere danaro ad altri se questi decidono di usare il software da te
>scritto).
Software libero non significa "non commerciale". Lo puoi vendere al prezzo
che preferisci (anche se il termine giusto sarebbe distribuire).
http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html

Saluti
--
Andrea Capriotti

Cassolato Nicola

unread,
Feb 28, 2001, 10:32:59 AM2/28/01
to

"Balrog" <bal...@utumno.org> ha scritto

[star office]


> >Fare un dispetto a Bill Gate$?
> direi, liberarsi dalla schiavitu' di un prodotto proprietario.

e se al posto di office ci fosse staroffice ? non sarebbe la stessa cosa ?

Nicola


Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 1:07:21 PM2/28/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99purq....@gulliver.unian.it...
Vedi che il punto è quello. GNU annulla un diritto soggettivo, quello di
esigere un compenso in denaro per l'uso di un bene immateriale quale il
software.
Quello che rimane è il diritto a vendere i supporti contenenti il software.
Ovviamente la cosa (la cessione gratuita a tutti del bene immateriale
software)
non è lesiva di nessun interesse e di nessun diritto se è espressamente
accettata dal titolare del diritto.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 1:14:14 PM2/28/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99pud9....@gulliver.unian.it...
Ma cosa significa software commerciale libero?
E' commerciale in quanto pago il supporto o è commerciale (atto relativo a
negozio giuridico a contenuto
patrimoniale) in quanto pago il diritto di usare il software o ne viene
ceduta la proprietà?
Capisci la differenza?
E tornando ad un mio quesito precedente hai capito a che servono i Notai ed
il Catasto?

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Feb 28, 2001, 1:33:51 PM2/28/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99pud9....@gulliver.unian.it...
"Per esempio, GNU Ada è sempre distribuito sotto licenza GNU GPL, ed ogni
copia è software libero; ma i suoi sviluppatori vendono contratti di
assistenza"

Questo è il punto definitivo (posto che chi l'ha scritto in realta capisca
nulla di diritto....)
Chi "compra" GNU Ada NON compra GNU Ada, compra il contratto di assistenza
per attività svolte con GNU Ada. Il prezzo pagato dall'acquirente NON
remunera l'autore di GNU Ada per aver scritto GNU Ada ma per un'attività che
scaturisce dall'uso di GNU Ada.

Saluti.

PS. In realtà la licenza GNU è un oggetto pericolosissimo sotto l'aspetto
giuridico poichè tutela (oltre che l'utilizzatore) solo chi possiede i
canali di distribuzione. Basterebbe integrarla in maniera da definire il
criterio da usare per determinare le modalità di distribuzione (sia dei
binari che dei sorgenti).

Gianluca

unread,
Feb 28, 2001, 2:31:39 PM2/28/01
to

ftp ftp.openoffice.org
get source.tgz


No. Direi che non sarebbe la stessa cosa _adesso_. Prima si.

bye

Gianluca

Gianluca

unread,
Feb 28, 2001, 2:30:40 PM2/28/01
to

Lo so. Io mi guadagno da vivere cosi' ;)

bye

Gianluca

Marco Costamagna

unread,
Mar 1, 2001, 2:11:05 AM3/1/01
to

"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> ha scritto nel messaggio
news:97jekm$e1h$1...@taliesin.netcom.net.uk...
...

> Vedi che il punto è quello. GNU annulla un diritto soggettivo, quello di
> esigere un compenso in denaro per l'uso di un bene immateriale quale il
> software.

Questo naturalmente non vuol dire che non puoi farti pagare le ore lavoro
passate per sviluppare/modificare software.

...


mc100

unread,
Mar 1, 2001, 3:06:01 AM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> ha scritto nel messaggio
news:97jf1n$eeb$1...@taliesin.netcom.net.uk...

> Ma cosa significa software commerciale libero?
> E' commerciale in quanto pago il supporto o è commerciale (atto relativo a
> negozio giuridico a contenuto
> patrimoniale) in quanto pago il diritto di usare il software o ne viene
> ceduta la proprietà?
> Capisci la differenza?
> E tornando ad un mio quesito precedente hai capito a che servono i Notai
ed
> il Catasto?

Gabriele, e' inutile: stai parlando di diritto con programmatori che forse
non hanno mai preso in mano un libro di diritto (giustamente, non e' il loro
mestiere).

Saluti
Marco


Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 4:31:33 AM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>Ma cosa significa software commerciale libero?
Significa che viene sviluppato, per trarne profitto, da imprese
commerciali. Danaro in cambio di sviluppo di software.

>E' commerciale in quanto pago il supporto o è commerciale (atto relativo a
>negozio giuridico a contenuto
>patrimoniale) in quanto pago il diritto di usare il software o ne viene
>ceduta la proprietà?
E' commerciale in quanto pago lo sviluppo del software.
>Capisci la differenza?
Certo. E' software libero ma commerciale.

>E tornando ad un mio quesito precedente hai capito a che servono i Notai ed
>il Catasto?
Credo di capire il paragone ma mi sembra sbagliato.
Potresti spiegarlo tu stesso?

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 4:52:59 AM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>"Per esempio, GNU Ada è sempre distribuito sotto licenza GNU GPL, ed ogni
>copia è software libero; ma i suoi sviluppatori vendono contratti di
>assistenza"
Questo e' solo un esempio.
Gnu Emacs, verso la fine degli anni '80, veniva venduto a 150$ a copia.
Era comunque software libero.

>Chi "compra" GNU Ada NON compra GNU Ada, compra il contratto di assistenza
>per attività svolte con GNU Ada. Il prezzo pagato dall'acquirente NON
>remunera l'autore di GNU Ada per aver scritto GNU Ada ma per un'attività che
>scaturisce dall'uso di GNU Ada.
[..]

>PS. In realtà la licenza GNU è un oggetto pericolosissimo sotto l'aspetto
>giuridico poichè tutela (oltre che l'utilizzatore) solo chi possiede i
>canali di distribuzione. Basterebbe integrarla in maniera da definire il
>criterio da usare per determinare le modalità di distribuzione (sia dei
>binari che dei sorgenti).
Ma ci stai prendendo in giro?
Per favore leggi meglio:
http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html

Grazie
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 5:25:39 AM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 09:06:01 +0100, mc100 <mc100@-NOSPAM-libero.it> wrote:
>Gabriele, e' inutile: stai parlando di diritto con programmatori che forse
>non hanno mai preso in mano un libro di diritto (giustamente, non e' il loro
>mestiere).
Io non sono un programmatore ne un avvocato.
Certo che la GPL e' stata scritta da avvocati e programmatori, ma se voi
ne sapete di piu' e siete in grado di correggere errori, basta una mail a
<licensing at gnu.org>.
Se le proposte sono sensate verranno sicuramente prese in considerazione.
Per ora vedo tanta confusione...

Saluti
--
Andrea Capriotti

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 1, 2001, 5:22:51 AM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99s3v8....@gulliver.unian.it...

> Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >"Per esempio, GNU Ada è sempre distribuito sotto licenza GNU GPL, ed ogni
> >copia è software libero; ma i suoi sviluppatori vendono contratti di
> >assistenza"
> Questo e' solo un esempio.
> Gnu Emacs, verso la fine degli anni '80, veniva venduto a 150$ a copia.
> Era comunque software libero.
Se intendi per libero il fatto che include i sorgenti, è software libero.
Anche Navision Financial a
questo punto è libero dato che Navision mi ha dato i suoi sorgenti.
La definizione di software libero di GNU non riguarda solo la disponibilità
dei sorgenti ma i vari gradi di libertà
fra i quali quello definito come libertà0. Che prevede la libertà assoluta
di usare copiare modificare e distribuire
il software senza costi (e di conseguenza senza pagamento di prezzo alcuno).

> >PS. In realtà la licenza GNU è un oggetto pericolosissimo sotto l'aspetto
> >giuridico poichè tutela (oltre che l'utilizzatore) solo chi possiede i
> >canali di distribuzione. Basterebbe integrarla in maniera da definire il
> >criterio da usare per determinare le modalità di distribuzione (sia dei
> >binari che dei sorgenti).
> Ma ci stai prendendo in giro?
> Per favore leggi meglio:
> http://www.gnu.org/copyleft/gpl.html

L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.

Saluti.

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 8:21:15 AM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>> Gnu Emacs, verso la fine degli anni '80, veniva venduto a 150$ a copia.
>> Era comunque software libero.
>Se intendi per libero il fatto che include i sorgenti, è software libero.
No, avere i sorgenti non e' sufficiente.

>La definizione di software libero di GNU non riguarda solo la disponibilità
>dei sorgenti ma i vari gradi di libertà
>fra i quali quello definito come libertà0. Che prevede la libertà assoluta
>di usare copiare modificare e distribuire
>il software senza costi (e di conseguenza senza pagamento di prezzo alcuno).
Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.

>L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
Sicuro? :)

Saluti
--
Andrea Capriotti

Xelloss

unread,
Mar 1, 2001, 9:41:03 AM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99sg5n....@gulliver.unian.it...

> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.

Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?

Saluti.
--
Wilmer Ricciotti
wi...@bigfoot.com


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 1, 2001, 9:41:40 AM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99sg5n....@gulliver.unian.it...

> Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >> Gnu Emacs, verso la fine degli anni '80, veniva venduto a 150$ a copia.
> >> Era comunque software libero.
> >Se intendi per libero il fatto che include i sorgenti, è software libero.
> No, avere i sorgenti non e' sufficiente.
> >La definizione di software libero di GNU non riguarda solo la
disponibilità
> >dei sorgenti ma i vari gradi di libertà
> >fra i quali quello definito come libertà0. Che prevede la libertà
assoluta
> >di usare copiare modificare e distribuire
> >il software senza costi (e di conseguenza senza pagamento di prezzo
alcuno).
> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo patrimoniale per
l'uso del software GNU.
Ne consegue che il software GNU (non i supporti ed il metodo di
distribuzione, cavillo fondamentale) non è vendibile ma sempre ceduto a
titolo gratuito alla comunità ed il suo uso (compresi i sorgenti) non è
sottoponibile a nessuna forma di limitazione da parte dell'autore.

> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.

Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.

> >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> Sicuro? :)

I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.


Saluti.


Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 11:17:46 AM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:

> Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo
> patrimoniale per l'uso del software GNU.

Ma questo sarebbe valido per un sacco di cose, se ho capito il tuo
ragionamento. Per esempio il mio fruttivendolo non mi pone nessuna
limitazione sull'uso della frutta che gli compro (tranne forse
tirargliela dietro). Vuoi convincermi che io non pago "per la frutta"
ma solo per la distribuzione e la produzione? Puo' essere, se vuoi
metterla cosi', ma allore non capisco la differenza tra software ed
arance.

Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.

> In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> spoliazione di diritti soggettivi.

No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
egli/ella scrive sotto la licenza GPL.

--
Stefano - Hodie Kalendis Martiis MMI est

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 1, 2001, 10:44:44 AM3/1/01
to

Stefano Ghirlanda wrote:

> Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
> delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.

Credo che il problema sia che, a differenza delle arance,
uno degli usi possibili del SW e` la duplicazione a costo
praticamente irrisorio.

Di solito le SW house impongono questa limitazione all'uso:
la copia per terzi.

bye,

--
Piergiorgio Sartor

sr

unread,
Mar 1, 2001, 10:38:09 AM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 15:41:03 +0100, "Xelloss" <wi...@bigfoot.com>
wrote:

>Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
>limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
>persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?

Certamente. Se tu vendi un tuo programma GPL a un miliardo, chi lo ha
comprato potra' a sua volta rivenderlo a DUE miliardi, oppure
distribuirlo gratuitamente. Il tutto senza che tu possa opporti in
alcun modo.

Tutto cio' puo' sembrare sbagliato solo se analizzato
superficialmente.
Se da un lato ti e' impedito di chiudere il tuo programma
togliendo i diritti di modificarlo, redistribuirlo o venderlo
a chi lo ha comprato, dall'altro tu potrai fornire servizi di
personalizazione per -tutto il soft GPL esistente al mondo-.
Se desideri, oggi puoi iniziare a farti pagare per personalizare
Emacs, il kernel di Linux, Apache, ecc. Tutti soft che non hai
scritto tu, e che una licenza tradizionale ti avrebbe impedito
di toccare.

E' chiaro che per trarre profitto dalla GPL bisogna studiare:
non e' piu' pensabile pretendere di scrivere un programmino
chiuso e poi campare di rendita chiudendolo e vendendo le
licenze d'uso a caro prezzo.
Non e' nemmeno pensabile ragionare da semplici commercianti,
comprando a 100 e vendendo a 150, senza nemmeno sapere cosa passa
sotto le mani.
Un'azienda che voglia creare un business con prodotti e servizi
basati su soft GPL *DEVE* scegliere e formare adeguatamente il
personale. GPL garantisce la trasparenza: chi lavora alla carlona
fa una brutta fine perche' si vede quasi subito.

Il dramma e' che il mondo dell'IT professionale pullula letteralmente
di incompetenti a tutti i livelli, e molti hanno paura della GPL per
questo motivo.

--
sr - null...@PAMflashnet.it <strip NOS & PAM to email>

Emmanuele Bassi

unread,
Mar 1, 2001, 10:39:11 AM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 15:41:03 +0100,
Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote:

>> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
>> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
>
> Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
> limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
> persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?

Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.

Ciao,
Emmanuele

--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
emmanue...@iol.it | SETI: [ http://digilander.iol.it/ebassi/seti/ ]
GnuPG Key Fingerprint: 9747 635E B95A B0B3 4370 1CAA CAF7 512B 945C A44C

Rudi Chiarito

unread,
Mar 1, 2001, 10:56:29 AM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:
> Ne consegue che il software GNU (non i supporti ed il metodo di
> distribuzione, cavillo fondamentale) non è vendibile ma sempre ceduto a
> titolo gratuito alla comunità ed il suo uso (compresi i sorgenti) non è
> sottoponibile a nessuna forma di limitazione da parte dell'autore.

Non vedo scritto da nessuna parte che il software GPL (non GNU! GNU
sta per GNU's Not Unix) sia sempre ceduto a titolo gratuito alla
comunita'. Puo' esserlo, come puo' non esserlo. Se io vendo un mio
programma sotto licenza GNU a mio cugino, quello che ho fatto e'
appunto vendere il programma a lui, non cederlo a titolo gratuito alla
comunita'. Quello che fara' lui col programma non possiamo divinare
ne' io ne' te.

> > Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
> software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
> gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.

Comunita'? Se un mio programma viene rilasciato sotto licenza GPL, a
godere dei benefici di quest'ultima e' il licenziatario, non tutta la
comunita'. Che alla fine la licenza possa beneficiare l'intera
comunita' e' una possibilita', SE il programma viene ridistribuito a
tutti. Resta solo una possibilita', non una certezza assoluta - c'e'
quel "se". Io posso scrivere il programma X e rilasciarlo sotto GPL,
ma tu non avrai alcun diritto su di esso finche' non avrai ricevuto
una copia del programma (e annessa licenza).

> I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
> degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
> sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).

GPL tutela anche l'autore in qualche maniera. Se decidi di dare a chi
riceve il tuo programma le liberta' previste dalla licenza, quest'ultima
impedisce a chiunque di rovesciare la tua decisione.

Interessante e' il caso dell'interprete Postscript, Ghostscript,
distribuito sotto tre diverse licenze. Quando viene rilasciata una
nuova versione, questa e' coperta da due licenze, a seconda dell'uso
che ne viene fatto: commerciale o meno (commerciale = OEM; per
installare GS in una azienda o lavorarci non e' richiesto il pagamento
di alcuna licenza). Dopo un anno, lo stesso codice viene rilasciato
sotto GPL. Per questo motivo la versione corrente di Ghostscript e' la
6.61, mentre GNU Ghostscript e' alla 5.50 (la 6.01 sara' coperta da
GPL a meta' mese).

--
"Politics is the entertainment branch of industry" (Frank Zappa)
Rudi Chiarito SGML/XML, user interface, i18n Amiga Inc.
ru...@amiga.com http://amiga.com/

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 12:01:54 PM3/1/01
to
Piergiorgio Sartor <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> writes:

Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 12:20:31 PM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo patrimoniale per
>l'uso del software GNU.
Uso=!Sviluppo

>Ne consegue che il software GNU (non i supporti ed il metodo di
>distribuzione, cavillo fondamentale) non è vendibile ma sempre ceduto a
>titolo gratuito alla comunità ed il suo uso (compresi i sorgenti) non è
>sottoponibile a nessuna forma di limitazione da parte dell'autore.
Questo e' sbagliato.
"A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare prodotti per
denaro. Vendere una copia di un programma libero è legale, e noi lo
incoraggiamo.
Tuttavia, quando la gente pensa di ``vendere software'', di solito
immagina di farlo nel modo in cui lo fa la maggior parte delle società:
facendo software proprietario piuttosto che libero."
>> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
>Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
>software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
>gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.
No. Sbagliato.
Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
essere pagato per il mio lavoro.
Si torna al solito vecchio discorso:
"La filosofia del software libero rigetta una diffusa pratica commerciale
in particolare, ma non è contro il commercio. Quando un'impresa rispetta
la libertà dell'utente, c'è da augurarle ogni successo.
La vendita di copie di Emacs esemplifica un modo di condurre affari col
software libero.

>> >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
>> Sicuro? :)
>I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
>degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
>sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
>In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
>spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.
Peccato sia sbagliata. :)
http://www.gnu.org/copyleft/copyleft.html
http://www.gnu.org/philosophy/pragmatic.html

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 12:27:47 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 15:41:03 +0100, Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote:
>Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
>limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che questa
>persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
Ovviamente l'utente e' libero, nei limiti della GPL, di fare quello che
preferisce. Certo che io di aziende con la sindrome di Babbo Natale non
ne ho mai viste. :)
Tornando seri, tu sei pagato 3000$ per *sviluppare* quel software non
per la licenza d'uso. E' semplicemente un differente modello di
sviluppo che rispetta l'impresa, l'autore e l'utente.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 1, 2001, 11:26:27 AM3/1/01
to

Stefano Ghirlanda wrote:

> Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?

Non e` il duplicarance a venir proibito.

Penso che quando compri le arance, il fruttivendolo
ti imponga di mangiarle o farne spremuta e non di
duplicarle.

Nota che questo gia` avviene, molta della frutta ed
ortaggi con semi NON e` duplicabile, cioe` i semi
sono sterili (e non e` un caso).

bye,

--
Piergiorgio Sartor

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 12:46:51 PM3/1/01
to
Piergiorgio Sartor <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> writes:

> Stefano Ghirlanda wrote:
>
> > Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> > duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> > fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?
>
> Non e` il duplicarance a venir proibito.
>
> Penso che quando compri le arance, il fruttivendolo
> ti imponga di mangiarle o farne spremuta e non di
> duplicarle.

Avvisatemi quando questo thread diventa OT. Quindi la proibizione di
usare il duplicarance sarebbe insita nel "contratto di vendita" tra me
ed il fruttivendolo? E questo a discapito dei benefici che la
duplicazione delle arance potrebbe portare ad persone altre che il
fruttivendolo e l'agricoltore di arance?

Per ritornare un po' IT, diciamo che nel caso dell'invenzione del
duplicarance trovo piu' sensato che il fruttivendolo sviluppi nuove
pratiche di mercato piuttosto che il duplicarance sia probito. Per
esempio potrebbe controllare che non mi arrivino arance bacate.

> Nota che questo gia` avviene, molta della frutta ed
> ortaggi con semi NON e` duplicabile, cioe` i semi
> sono sterili (e non e` un caso).

Ma questo NON avviene perche' il consumatore vuole duplicare le
arance. Avviene, o potrebbe avvenire, per due motivi, mi sembra:

1) Il consumatore non VUOLE i semi.
2) Il fruttivendolo vuole duplicare le arance, ma chi gli vende i semi
non vuole che l'agricoltore sia in grado di conservare un po' di
quelli prodotti per la semina successiva.

Nota che 2) e' altrettanto dirompente che la GPL, seppure al
contrario, perche' ora e per millenni gli agricoltori hanno sempre
potuto fare scorta dei semi (infatti nessun frutteto compra i semi di
annon in anno). Ora alcune multinazionali stanno provando ad impedirlo
ma per fortuna del mondo le cose si sono un po' arenate.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 1, 2001, 12:17:33 PM3/1/01
to

"Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> wrote in message
news:87wva9m...@rerumnatura.zool.su.se...

> "Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:
>
> > Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo
> > patrimoniale per l'uso del software GNU.
>
> Ma questo sarebbe valido per un sacco di cose, se ho capito il tuo
> ragionamento. Per esempio il mio fruttivendolo non mi pone nessuna
> limitazione sull'uso della frutta che gli compro (tranne forse
> tirargliela dietro). Vuoi convincermi che io non pago "per la frutta"
> ma solo per la distribuzione e la produzione? Puo' essere, se vuoi
> metterla cosi', ma allore non capisco la differenza tra software ed
> arance.
Tu hai pagato per quelle ben identificate arance che ti sei messo nella
borsa
della spesa. Hai individuato il bene (quelle arance) e ne sei diventato
proprietario
dal momento in cui hai pagato il prezzo al fruttivendolo. Le arance (quelle
che hai nella borsa)
sono tue e solo tue. Non sei diventato proprietario dell'arancia in genere.
Con il software NON c'e stato passaggio di proprietà in quanto chi lo ha
prodotto rinuncia in maniera
esplicita alla proprietà ed al possesso (o almeno a parte dei diritti ad
esse riconducibili).


> Non ho capito bene perche' pagare "per qualcosa" dovrebbe implicare
> delle limitazioni d'uso, ma forse non ho seguito abbastanza.
>
> > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > spoliazione di diritti soggettivi.
>
> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.

Dipende da come di quel modello di licenza viene fatto adottare.

Saluti.


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 1, 2001, 12:25:09 PM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99su69....@gulliver.unian.it...

> Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >Quindi è assodato ed accertato che non esiste corrispettivo patrimoniale
per
> >l'uso del software GNU.
> Uso=!Sviluppo
> >Ne consegue che il software GNU (non i supporti ed il metodo di
> >distribuzione, cavillo fondamentale) non è vendibile ma sempre ceduto a
> >titolo gratuito alla comunità ed il suo uso (compresi i sorgenti) non è
> >sottoponibile a nessuna forma di limitazione da parte dell'autore.
> Questo e' sbagliato.
> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare prodotti per
> denaro. Vendere una copia di un programma libero è legale, e noi lo
> incoraggiamo.
Non vendi il programma (il codice sorgente ed il binario). Vendi solo un
supporto con sopra una sua
istanza (chiamala copia o come ti pare).

> Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
> Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
> essere pagato per il mio lavoro.

Appunto, ma stai vendendo solo lavoro finalizzato alla produzione di
software Non stai vendendo software.
Il software NON è più un bene sottoponibile di transazione commerciale.
Saluti.

Marco Costamagna

unread,
Mar 1, 2001, 11:54:18 AM3/1/01
to

"Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> ha scritto nel messaggio
news:87ofvlm...@rerumnatura.zool.su.se...
> Piergiorgio Sartor <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> writes:
...

> Certo, volevo che ciò fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?

Gli ex commercianti potrebbero campare di arance e non avrebbero più bisogno
di lavorare per mangiare, non mi sembra un paragone adeguato

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 12:49:21 PM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:

> Tu hai pagato per quelle ben identificate arance che ti sei messo
> nella borsa della spesa.

Certo che ho pagato solo per quelle. Pero' nessuno mi impedisce di
piantarne i semi e dare il raccolto ai miei amici senza farli pagare,
giusto? E duplicarle col un duplicarance (se esistesse)?

> Non sei diventato proprietario dell'arancia in genere.

Neanche diventi proprietario di un programma ottenuto tramite
GPL. Puoi fare solo quello che e' esplicitamente permesso dalla
licenza, non tutto ciň che vuoi. Per esempio, non puoi cambiarne la
licenza (e' stata fatta precisamente per questo motivo).

> > > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un
> > > tentativo spoliazione di diritti soggettivi.
> >
> > No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> > egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> Dipende da come di quel modello di licenza viene fatto adottare.

Stai suggerendo che la GPL viene fatta adottare a forza in qualche
caso? Certo, i consumatori potrebbero fare uno sciopero delle licenze
e non comprare software non-GPL, in pratica costringendo le ditte a
passare alla GPL. Ma che questa sia una cattiva idea me lo devi
dimostrare in pratica (sicuramente illegale non e').

Tieni anche in considerazione che il _singolo_programmatore_ oggi non
guadagna dal fatto che il suo software e' proprietario, perche' firma
un accordo col datore di lavoro lasciando a lui i diritti. Il
programmatore e' pagato solo per il lavoro svolto, esattamente come
accadrebbe se qualcuno lo assumesse per sviluppare un programma da
distribuire secondo GPL.

In conclusione, secondo me non esistono distinzioni *logiche* tra il
"copiare" arance e software, solo la *pratica* enorme facilita' con
cui il software puo' essere copiato se paragonato ad altri beni. Per
cui e' difficile arrivare a qualche conclusione con soli argomenti
astratti. Per convincere qualcuno che la GPL ha degli svantaggi devi
esaminare le ricadute *pratiche* ha sulla societa' nel suo insieme:
nel complesso, ci si rimette o ci si guadagna? Secondo me guadagnano
molti e perdono pochi.

Io per esempio, e milioni di persone nel mondo inclusi paesi in via di
sviluppo che di soldi per le licenze ne hanno pochi, grazie alla GPL
(e a quel che c'e' dietro) ora ho un sistema operativo a basso costo,
che posso studiare ed imparare se ne ho voglia, attivamente sviluppato
con aggiornamenti frequenti a tutti i problemi trovati, che mi
permette di assemblare un supercomputer da vecchi 486, etc. Dieci anni
fa non ce l'avevo. Mi sembra un vantaggio.

H.P.L.

unread,
Mar 1, 2001, 12:53:28 PM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> ha scritto nel messaggio

> Questo e' sbagliato.
> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare
> prodotti per denaro.
No. Vendere significa cedere la *PROPRIETA'* di un bene in cambio di un
corrispettivo. La proprieta' e' il diritto di godere di un bene in modo
*PIENO* ed *ESCLUSIVO*.

>Vendere una copia di un programma libero è legale,
> e noi lo incoraggiamo.

Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
proprieta'?

Ciao.


Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 12:59:52 PM3/1/01
to
"Marco Costamagna" <marco...@LEVAMIhotmail.com> writes:

Sosituisci 'arance' con 'quaderni'.

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 1, 2001, 1:06:53 PM3/1/01
to
"H.P.L." <u...@vaila.ble> writes:

> >Vendere una copia di un programma libero č legale,


> > e noi lo incoraggiamo.
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?

La licenza d'uso, la licenza di modificazione, la licenza di
redistribuzione dell'originale, la licenza di redistribuzione delle
modificazioni sotto GPL. Da questo punto di vista ti vendono anche
piu' cose! :-)

Balrog

unread,
Mar 1, 2001, 1:14:44 PM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> wrote in
<97jf1n$eeb$1...@taliesin.netcom.net.uk>:

>E' commerciale in quanto pago il supporto o è commerciale (atto relativo a
>negozio giuridico a contenuto
>patrimoniale) in quanto pago il diritto di usare il software o ne viene
>ceduta la proprietà?

E' una questione di lana caprina. Nel primo caso vendi il diritto ad usare
il software (la licenza), la distribuzione, il supporto e l'assistenza. Nel
secondo caso vendi solo distribuzione, supporto e assistenza. Dal punto di
vista dell'utente non cambia granche, se si escludono alcuni vantaggi
sull'avere un software il cui sviluppo e' potenzialmente svincolato dalla
singola azienda che ne detiene i diritti. In entrambi i casi l'azienda che
lo vende (o lo distribuisce), se ci guadagna su, fa del commercio. Insomma,
tra Debian e RedHat c'e' una bella differenza. Invece, tra RedHat e
Microsoft cambia il genere di prodotto venduto.

Comunque, questa discussione mi pare piu' una questione di terminologia. Se
il software open source lo vuoi definire "commerciabile" piuttosto che
"commerciale", a me sta bene.

ciao

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 1, 2001, 12:32:00 PM3/1/01
to

"Emmanuele Bassi" <zef...@wolverine.lohacker.net> wrote in message
news:slrn99spi7...@wolverine.lohacker.net...

> On Thu, 1 Mar 2001 15:41:03 +0100,
> Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote:
>
> >> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
> >> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> >
> > Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
> > limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che
questa
> > persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
>
> Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
Vedo che hai colto il significato delle cose.
La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
persona
distribuisca quel software a prezzo 0.
Al limite l'unica cosa che può fare è dire: "bene, l'unico mezzo per
distribuire questo software è un CD di platino massiccio che costa 10000$.
Se vuoi il software pinco-palla devi pagarmi il costo del supporto.".
Capisci bene che la cosa è ridicola....

Saluti.

Rudi Chiarito

unread,
Mar 1, 2001, 3:36:59 PM3/1/01
to
"H.P.L." <u...@vaila.ble> writes:
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?

Uhm, la licenza d'uso, forse? Solo che in questo caso hai meno restrizioni
in un senso (facolta' di ridistribuzione) e piu' restrizioni in un altro
(nel caso modifichi il programma)?

Ti viene venduta la licenza d'uso, con la facolta' (SE TU VUOI) di
passarla ad altri.

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 4:48:09 PM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>> Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
>Vedo che hai colto il significato delle cose.
>La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
>persona
>distribuisca quel software a prezzo 0.
>Al limite l'unica cosa che può fare è dire: "bene, l'unico mezzo per
>distribuire questo software è un CD di platino massiccio che costa 10000$.
>Se vuoi il software pinco-palla devi pagarmi il costo del supporto.".
>Capisci bene che la cosa è ridicola....
Scusa se mi permetto di insistere ma veramente _non_ hai capito come
funziona la licenza GPL.
Prova a rileggerla e vedrai che queste righe suoneranno davvero
ridicole.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 4:58:11 PM3/1/01
to
On Thu, 01 Mar 2001 17:53:28 GMT, H.P.L. <u...@vaila.ble> wrote:
>> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare
>> prodotti per denaro.
>No. Vendere significa cedere la *PROPRIETA'* di un bene in cambio di un
>corrispettivo. La proprieta' e' il diritto di godere di un bene in modo
>*PIENO* ed *ESCLUSIVO*.
Quindi M$ _non_ ti vende il suo SW?
Comunque, dal dizionario garzantii vendere significa:
1) cedere ad altri la proprietà di qualcosa ricevendone un corrispettivo
Ma anche, ovviamente:
2) esercitare un'attività commerciale determinata: vendere stoffe,
mobili; vendere frutta e verdura
Aggiungo io, vendere software libero... :)
(ovviamente il termine preferibile e' distribuire)

>>Vendere una copia di un programma libero è legale,
>> e noi lo incoraggiamo.
>Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
>licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
>puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
>proprieta'?
Nei limiti della licenza (come per il sw proprietario) acquisti il
software, liberta' compresa.

Saluti
--
Andrea Capriotti

Andrea Capriotti

unread,
Mar 1, 2001, 5:09:06 PM3/1/01
to
Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare prodotti per
>> denaro. Vendere una copia di un programma libero č legale, e noi lo

>> incoraggiamo.
>Non vendi il programma (il codice sorgente ed il binario). Vendi solo un
>supporto con sopra una sua
>istanza (chiamala copia o come ti pare).
Con il sw proprietario non vendi il software ma semplicemente una
licenza d'uso.
Con il software libero vendi, oltre alla possibilita' di utilizzare il
programma, anche altri diritti.
Il programmatore ha piu' potere contrattuale.

>> Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
>> Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
>> essere pagato per il mio lavoro.
>Appunto, ma stai vendendo solo lavoro finalizzato alla produzione di
>software Non stai vendendo software.
>Il software NON č piů un bene sottoponibile di transazione commerciale.
Anche adesso funziona in questo modo.
M$ paga i programmatori per produrre Office2k e mi vende la licenza
d'uso ma _non_ il software.
(si parla addirittura di licenze a tempo, che farebbero cadere anche il
concetto di vendita di sw proprietario nei confronti del piu' realistico
*affitto*)

Saluti
--
Andrea Capriotti

Rudi Chiarito

unread,
Mar 1, 2001, 4:03:06 PM3/1/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:
> La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
> persona
> distribuisca quel software a prezzo 0.

La persona che ha pagato 3000$ non puo' nemmeno far nulla per impedire
che l'autore del software dia copie omaggio ad altri (o che le metta
in palio per un concorso o che un bel giorno lo rilasci pubblicamente
perche' non ha piu' intenzione di svilupparlo o cos'altro). Pure in
quel caso si ritroverebbe ad aver speso soldi che altri non hanno
speso.

Perche' impedirlo, poi? Se l'autore vuole che sia cosi' e la cosa ti
da' fastidio, vai da qualcun altro. O, se davvero dai per scontato che
prima o poi il programma sia facilmente reperibile in giro a costo 0
(cosa non automatica, ma che finora hai sempre presentato come se
fosse un dato di fatto), aspetta finche' non sia davvero cosi'...

Se davvero ti fai i conti in tasca per quei 3000$ e la tua
preoccupazione principale e' che ALTRI non possano averlo senza aver
pagato, beh, forse non hai tanto bisogno del programma in questione.
Non comprarlo, punto e basta.

Emmanuele Bassi

unread,
Mar 1, 2001, 4:55:44 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 18:32:00 +0100,

Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:

>> Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
> Vedo che hai colto il significato delle cose.

Si, ma penso anche che di persone cosi` stupide questo mondo non sia
pieno, altrimenti saremmo davvero nei guai come razza umana.

> La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
> persona
> distribuisca quel software a prezzo 0.

Non vedo come: se non e` lui che regala il software non capisco chi
altri possa farlo. E se lui lo fa, in ogni caso con i soldi che ho preso
da lui mi sono pagato i costi di sviluppo.

E, BTW, lui c'ha rimesso 3000$, perche' se lo distribuisce a 0$ allora
e` un emerito imbecille.

> Al limite l'unica cosa che può fare è dire: "bene, l'unico mezzo per
> distribuire questo software è un CD di platino massiccio che costa 10000$.
> Se vuoi il software pinco-palla devi pagarmi il costo del supporto.".
> Capisci bene che la cosa è ridicola....

E` ridicola solo se portata all'eccesso.

Allora, seguendo lo stesso ragionamento, la Microsoft dovrebbe essere in
bancarotta per colpa della pirateria (tralasciando il fatto che e`
illegale, in quanto questo semplice dettagli non ha fermato certo i
pirati in questi ultimi anni).

Gianluca

unread,
Mar 1, 2001, 4:24:42 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 18:32:00 +0100, Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>
> "Emmanuele Bassi" <zef...@wolverine.lohacker.net> wrote in message
> news:slrn99spi7...@wolverine.lohacker.net...
> > On Thu, 1 Mar 2001 15:41:03 +0100,
> > Xelloss <wi...@bigfoot.com> wrote:
> >
> > >> Il software gia' esistente, non quello che sviluppi.
> > >> Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> > >
> > > Ok, sviluppo un programma sotto la licenza GNU e lo vendo a 3000$. Ma al
> > > limite, non potrebbe capitare che lo compri una sola persona, e che
> questa
> > > persona ne faccia copie gratuite a chiunque ne richieda?
> >
> > Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
> Vedo che hai colto il significato delle cose.
> La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
> persona
> distribuisca quel software a prezzo 0.

Vero. Dipende pero' se quel sw e' disponibile ad altri, o se tutti lo
devono comprare da me (o da chi lo ha gia' comprato).

GPL != mettiamolo su internet.

Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.

bye

Gianluca

Gianluca

unread,
Mar 1, 2001, 4:17:42 PM3/1/01
to
On Thu, 01 Mar 2001 17:53:28 GMT, H.P.L. <u...@vaila.ble> wrote:
> "Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> ha scritto nel messaggio
> > Questo e' sbagliato.
> > "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare
> > prodotti per denaro.
> No. Vendere significa cedere la *PROPRIETA'* di un bene in cambio di un
> corrispettivo. La proprieta' e' il diritto di godere di un bene in modo
> *PIENO* ed *ESCLUSIVO*.

Quindi le versioni di Windows che tu compri, in realta' non sono vendute
(visto che il prodotto rimane di M$). Interessante aneddoto.

> >Vendere una copia di un programma libero č legale,


> > e noi lo incoraggiamo.
> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?

La licenza, il binario e, se li vuoi, una copia dei sorgenti. Se non li
vuoi, il diritto di ottenerli quando vuoi. (oltre alla consulenza)

bye

Gianluca

Gianluca

unread,
Mar 1, 2001, 4:14:52 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 15:41:40 +0100, Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> "Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
> news:slrn99sg5n....@gulliver.unian.it...

> > Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
>
> > Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
> software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a titolo
> gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.

Hai bevuto ? Scusa un attimo, tu fai un bel sw, lo metti sotto licenza GPL
e poi lo vendi a chi te lo ha commissionato. Problemi ?

> > >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> > Sicuro? :)
> I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la comunità
> degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che non è
> sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).

> In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo

> spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.

Prova a portarla avanti. Vediamo quanto tempo ci si impiega a demolirti.


bye

Gianluca

H.P.L.

unread,
Mar 1, 2001, 5:48:23 PM3/1/01
to
"Rudi Chiarito" <ru...@amiga.com> ha scritto nel messaggio

> Ti viene venduta la licenza d'uso, con la facolta' (SE TU VUOI) di
> passarla ad altri.
Questo anche nel sw proprietario.

Ciao.


H.P.L.

unread,
Mar 1, 2001, 5:48:23 PM3/1/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> ha scritto nel messaggio
> Quindi M$ _non_ ti vende il suo SW?
No.

> Comunque, dal dizionario garzantii vendere significa:

> 1) cedere ad altri la proprietą di ...
[cut]
Spero non ci sia bisogno che ti spieghi la differenza fra le due
definizioni.

Ciao.


H.P.L.

unread,
Mar 1, 2001, 5:48:27 PM3/1/01
to
"Gianluca" <gian...@goldrake.gianluca.org> ha scritto nel messaggio

> Quindi le versioni di Windows che tu compri, in realta' non sono
vendute
> (visto che il prodotto rimane di M$). Interessante aneddoto.
Esatto. Il sw in realta' rimane di proprieta' della M$.

> La licenza, il binario e, se li vuoi, una copia dei sorgenti. Se non
li
> vuoi, il diritto di ottenerli quando vuoi. (oltre alla consulenza)

La copia dei sorgenti no. Se fossero venduti potresti farne cio' che
vuoi, mentre sei soggetto alla licenza GPL.

Ciao.


Obelix

unread,
Mar 1, 2001, 5:59:47 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 22:24:42 +0100, gian...@goldrake.gianluca.org
(Gianluca) wrote:

>Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
>discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.

E, di grazia, il fatto che tu abbia quel software nella tua
cassaforte, quale stracazzo di differenza ha col fatto che lo stesso
software sia nella cassaforte di IBm tanto per citarne uno? mi
*pareva* che uno dei punti forti di OSS fosse proprio che il sorgente
*girava liberamente*, non che finisse *comunque* ad ammuffire nella
cassaforte di qualcun altro...


Obelix

Obelix

unread,
Mar 1, 2001, 5:59:48 PM3/1/01
to
On Thu, 1 Mar 2001 22:17:42 +0100, gian...@goldrake.gianluca.org
(Gianluca) wrote:

>Quindi le versioni di Windows che tu compri, in realta' non sono vendute

No, infatti. Ti e' concessa licenza d'uso.

Obelix

Emmanuele Bassi

unread,
Mar 1, 2001, 6:31:08 PM3/1/01
to
On Thu, 01 Mar 2001 22:59:47 GMT,
Obelix <nbr...@box.seven.it> wrote:

>>Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
>>discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.
> E, di grazia, il fatto che tu abbia quel software nella tua
> cassaforte, quale stracazzo di differenza ha col fatto che lo stesso
> software sia nella cassaforte di IBm tanto per citarne uno? mi

La differenza sta nel fatto che, se voglio, i sorgenti li posso avere.
E si da il caso che non mi serva pagare di piu` per averli.

Rudi Chiarito

unread,
Mar 1, 2001, 7:06:58 PM3/1/01
to
nbr...@box.seven.it (Obelix) writes:
> *pareva* che uno dei punti forti di OSS fosse proprio che il sorgente
> *girava liberamente*, non che finisse *comunque* ad ammuffire nella
> cassaforte di qualcun altro...

Il sorgente gira liberamente per programmi che girano liberamente.
Se A da' un programma a B sotto GPL, che importa a me dei sorgenti? Non
ho manco visto il programma, per me e' come se non esistesse. Il
concetto chiave della GPL e' che i sorgenti seguono sempre il programma
(per chi li vuole), non che i sorgenti siano sempre e comunque a
disposizione di tutti. Ovviamente il caso piu' comune e' quello in cui
sia il programma che il sorgente siano pubblicamente disponibili, ma
non e' sempre cosi', ne' lo deve essere per forza.

Diamine, e' uno dei pochi aspetti meno radicali della GPL e hai ancora
da ridire... ;)

Rudi Chiarito

unread,
Mar 1, 2001, 7:14:10 PM3/1/01
to
"H.P.L." <u...@vaila.ble> writes:
> > Ti viene venduta la licenza d'uso, con la facolta' (SE TU VUOI) di
> > passarla ad altri.
> Questo anche nel sw proprietario.

Intendevo che puoi passare la licenza ad altri, *tenendo la tua*. Col
software proprietario non puoi tenerla. Per inciso, ci sono anche
alcune licenze d'uso di software proprietario che ti proibiscono il
passaggio tout court, ma si tratta di clausole che in molte nazioni
verrebbero annullate in tribunale (in Scandinavia di sicuro, in Europa
probabile, in America dipende tutto dagli avvocati in ballo). Non so
se ci sia mai stata qualche disputa del genere, sarebbe interessante
saperne i risultati.

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 2, 2001, 3:14:32 AM3/2/01
to

Stefano Ghirlanda wrote:

> Avvisatemi quando questo thread diventa OT. Quindi la proibizione di

Oh, beh, mi pare che gli OT siano una passione per me :-)

> usare il duplicarance sarebbe insita nel "contratto di vendita" tra me
> ed il fruttivendolo? E questo a discapito dei benefici che la
> duplicazione delle arance potrebbe portare ad persone altre che il
> fruttivendolo e l'agricoltore di arance?

Punti di vista, tu duplichi le arance a costo zero, il
fruttivendolo ed l'agricoltore falliscono...
Quanto lavoro fa l'agricoltore per per produrre delle arance?
Pensi che sia contento dei "benefici"?

> Per ritornare un po' IT, diciamo che nel caso dell'invenzione del
> duplicarance trovo piu' sensato che il fruttivendolo sviluppi nuove
> pratiche di mercato piuttosto che il duplicarance sia probito. Per
> esempio potrebbe controllare che non mi arrivino arance bacate.

A che scopo? Tanto tu le duplicheresti.
L'unica cosa che puo` fare e` provvedere arance ad un
prezzo piu` basso, cosa piuttosto difficile.
Quindi o si protegge o chiude attivita`.

> Ma questo NON avviene perche' il consumatore vuole duplicare le
> arance. Avviene, o potrebbe avvenire, per due motivi, mi sembra:
>
> 1) Il consumatore non VUOLE i semi.
> 2) Il fruttivendolo vuole duplicare le arance, ma chi gli vende i semi
> non vuole che l'agricoltore sia in grado di conservare un po' di
> quelli prodotti per la semina successiva.

E` la stessa cosa: duplicare arance (un po' difficile) o meloni
equivale a coltivarli.
Diciamo che si selezioni un melone particolarmente buono (con anni
di lavoro e notevoli capitali investiti), a questo punto e` naturale
che si cerchi di evitare che l'anno successivo all'introduzione
nel mercato di questo melone, tutti abbiano la loro coltivazione
personale od industriale di questa qualita`.
Il motivo e` ovvio: questi altri non dovrebbero ripagarsi i costi
iniziali di ricerca e potrebbero vendere a prezzo molto piu` basso,
distruggendo il ricercatore originario.

> Nota che 2) e' altrettanto dirompente che la GPL, seppure al
> contrario, perche' ora e per millenni gli agricoltori hanno sempre
> potuto fare scorta dei semi (infatti nessun frutteto compra i semi di
> annon in anno). Ora alcune multinazionali stanno provando ad impedirlo
> ma per fortuna del mondo le cose si sono un po' arenate.

Sono anni che, ad es., i pomodori italiani non vengono su
dai semi precedenti. Cosi` i meloni e, credo, tutti gli ortaggi.
Ogni anno sono semi "nuovi" (purtroppo).

Certo per la frutta e` un po' diverso, dato che servono anni
per avere l'albero.

Nota che questa cosa e` piu` vecchia dell'ing. genetica.

Nota che NON supporto questa cosa.

bye,

--
Piergiorgio Sartor

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 3:43:48 AM3/2/01
to

"Emmanuele Bassi" <zef...@wolverine.lohacker.net> wrote in message
news:slrn99tmm0...@wolverine.lohacker.net...

> On Thu, 01 Mar 2001 22:59:47 GMT,
> Obelix <nbr...@box.seven.it> wrote:
>
> >>Se un sw non e' su internet, viene a cadere uno dei presupposti del
> >>discorso, e cioe' che tutti possano ottenere copia a gratis.
> > E, di grazia, il fatto che tu abbia quel software nella tua
> > cassaforte, quale stracazzo di differenza ha col fatto che lo stesso
> > software sia nella cassaforte di IBm tanto per citarne uno? mi
>
> La differenza sta nel fatto che, se voglio, i sorgenti li posso avere.
> E si da il caso che non mi serva pagare di piu` per averli.

Mica tanto.....li puoi avere, ma devi sottostare alla modalità di
distribuzione prevista per quel
software. La licenza GNU-GPL NON definisce nessuna modalità di
distribuzione,
introduce solo il concetto che chi distribuisce il software può farsi pagare
per la sua distribuzione.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 3:47:19 AM3/2/01
to
"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99tds2....@gulliver.unian.it...

> Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >> Se la persona in questione` sufficientemente stupida, si.
> >Vedo che hai colto il significato delle cose.
> >La persona che ha pagato 3000$ non può nulla per impedire che un'altra
> >persona
> >distribuisca quel software a prezzo 0.
> >Al limite l'unica cosa che può fare è dire: "bene, l'unico mezzo per
> >distribuire questo software è un CD di platino massiccio che costa
10000$.
> >Se vuoi il software pinco-palla devi pagarmi il costo del supporto.".
> >Capisci bene che la cosa è ridicola....
> Scusa se mi permetto di insistere ma veramente _non_ hai capito come
> funziona la licenza GPL.
La licenza GPL si basa solo sulla buona fede e sulla "fessacchiottagine" (in
senso buono) di chi scrive software.
Senza tutelarli benchè minimamente. Tuttavia dato che si tratta di una
libera scelta (quella di usare la licenza GPL) non ci vedo nulla di male.

Saluti.

mc100

unread,
Mar 2, 2001, 3:08:59 AM3/2/01
to
"Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> ha scritto nel messaggio
news:87g0gxm...@rerumnatura.zool.su.se...

> Avvisatemi quando questo thread diventa OT. Quindi la proibizione di
> usare il duplicarance sarebbe insita nel "contratto di vendita" tra me
> ed il fruttivendolo? E questo a discapito dei benefici che la
> duplicazione delle arance potrebbe portare ad persone altre che il
> fruttivendolo e l'agricoltore di arance?

no, a tutela di chi vive producendo arance e di chi vive coi soldi pagati da
chi vive producendo arance e avanti cosi' all'infinito.
Hint: non basta moltiplicare arance per far sopravvivere il mondo (occorrono
scuole, maglioni e perfino beni di consumo voluttuario, e occorre muovere i
soldi)

Saluti
Marco


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 3:57:46 AM3/2/01
to

"Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> wrote in message
news:87hf1ds...@rerumnatura.zool.su.se...

> "Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> writes:
>
> > Tu hai pagato per quelle ben identificate arance che ti sei messo
> > nella borsa della spesa.
>
> Certo che ho pagato solo per quelle. Pero' nessuno mi impedisce di
> piantarne i semi e dare il raccolto ai miei amici senza farli pagare,
> giusto? E duplicarle col un duplicarance (se esistesse)?

Ma il prezzo che hai pagato per le arance NON è per aver acquisito la specia
arancia ma per aver acquisito
quelle arance mature. Hai retribuito il lavoro ed il capitale
dell'agricoltore che ha prodotto le arance (quelle che stai mangiando) e il
lavoro ed il capitale di tutta la catena di distribuzione connessa.

> > Non sei diventato proprietario dell'arancia in genere.
>
> Neanche diventi proprietario di un programma ottenuto tramite
> GPL. Puoi fare solo quello che e' esplicitamente permesso dalla
> licenza, non tutto ciò che vuoi. Per esempio, non puoi cambiarne la
> licenza (e' stata fatta precisamente per questo motivo).
Esatto.

> Stai suggerendo che la GPL viene fatta adottare a forza in qualche
> caso? Certo, i consumatori potrebbero fare uno sciopero delle licenze
> e non comprare software non-GPL, in pratica costringendo le ditte a
> passare alla GPL. Ma che questa sia una cattiva idea me lo devi
> dimostrare in pratica (sicuramente illegale non e').
E' illegale in quanto lede un diritto soggettivo.

> Tieni anche in considerazione che il _singolo_programmatore_ oggi non
> guadagna dal fatto che il suo software e' proprietario, perche' firma
> un accordo col datore di lavoro lasciando a lui i diritti. Il
> programmatore e' pagato solo per il lavoro svolto, esattamente come
> accadrebbe se qualcuno lo assumesse per sviluppare un programma da
> distribuire secondo GPL.

Appunto, viene retribuito solo il lavoro. Ed il capitale di chi
distribuisce.

>Per convincere qualcuno che la GPL ha degli svantaggi devi
> esaminare le ricadute *pratiche* ha sulla societa' nel suo insieme:
> nel complesso, ci si rimette o ci si guadagna? Secondo me guadagnano
> molti e perdono pochi.
Ci guadagnano tutti nel senso che nessuno è obbligato a priori a pagare un
prezzo per il bene
software. Ma se ci rifletti bene questo potrebbe deprimere l'industria, al
limite determinarne
la scomparsa.

> Io per esempio, e milioni di persone nel mondo inclusi paesi in via di
> sviluppo che di soldi per le licenze ne hanno pochi, grazie alla GPL
> (e a quel che c'e' dietro) ora ho un sistema operativo a basso costo,
> che posso studiare ed imparare se ne ho voglia, attivamente sviluppato
> con aggiornamenti frequenti a tutti i problemi trovati, che mi
> permette di assemblare un supercomputer da vecchi 486, etc. Dieci anni
> fa non ce l'avevo. Mi sembra un vantaggio.

Sicuramente. L'osservazine che muovo alla licenza GPL è che in essa devono
essere definiti meglio i canali ed i metodi di distribuzione.

Saluti.


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:04:56 AM3/2/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99tf3b....@gulliver.unian.it...

> Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare prodotti per
> >> denaro. Vendere una copia di un programma libero è legale, e noi lo

> >> incoraggiamo.
> >Non vendi il programma (il codice sorgente ed il binario). Vendi solo un
> >supporto con sopra una sua
> >istanza (chiamala copia o come ti pare).
> Con il sw proprietario non vendi il software ma semplicemente una
> licenza d'uso.
Esatto, non c'è trasferimento della proprietà del software.

> Con il software libero vendi, oltre alla possibilita' di utilizzare il
> programma, anche altri diritti.

Esatto, tutti i diritti.

> Il programmatore ha piu' potere contrattuale.

No, il programmatore (l'autore del software) non ha più potere contrattuale
legato alla possibilità di regolamentare
la concessione del diritto d'uso delle opere del suo ingegno, ma solo il
potere contrattuale
di qualsiasi prestatore di lavoro. Ritorna ad essere un semplice operaio.

> >> Nella misura in cui chi mi paga mi commissiona lo sviluppo di software.
> >> Io non sto volontariamente sviluppando un prodotto e quindi *devo*
> >> essere pagato per il mio lavoro.
> >Appunto, ma stai vendendo solo lavoro finalizzato alla produzione di
> >software Non stai vendendo software.

> >Il software NON è più un bene sottoponibile di transazione commerciale.


> Anche adesso funziona in questo modo.
> M$ paga i programmatori per produrre Office2k e mi vende la licenza
> d'uso ma _non_ il software.

E' una modalità resa possibile proprio perchè il software oggi è oggetto di
transazione commerciale.
Io posso acquistare del software e diventarne proprietario e goderne dei
frutti.
Io posso acquistare la licenza d'uso di un software ed essere proprietario
di solo di questa.
Esattamente come qualsiasi altro autore. Umberto Eco mica ti ha dato la
proprietà
dei suoi scritti....

Saluti.


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:06:00 AM3/2/01
to

"H.P.L." <u...@vaila.ble> wrote in message
news:s0wn6.41925$Y93.1...@news.infostrada.it...

> Nel caso del sw proprietario generalmente ad essere venduta e' la
> licenza d'uso, nel caso del sw free (venduto con licenza GPL), visto che
> puo' essere venduto, cosa mi viene venduto, ovvero cosa diventa di mia
> proprieta'?

Tutto. La GNU-GPL annulla il concetto di proprietą.

Saluti.


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:10:06 AM3/2/01
to

"Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
news:slrn99tees....@gulliver.unian.it...

> On Thu, 01 Mar 2001 17:53:28 GMT, H.P.L. <u...@vaila.ble> wrote:
> >> "A rigor di termini, ``vendere'' significa commerciare
> >> prodotti per denaro.
> >No. Vendere significa cedere la *PROPRIETA'* di un bene in cambio di un
> >corrispettivo. La proprieta' e' il diritto di godere di un bene in modo
> >*PIENO* ed *ESCLUSIVO*.
> Quindi M$ _non_ ti vende il suo SW?
No, ti vende il diritto pieno ed esclusivo di usare quella copia fisica nei
limiti delle norme riportati sul contratto di licenza d'uso.

> Comunque, dal dizionario garzantii vendere significa:
> 1) cedere ad altri la proprietà di qualcosa ricevendone un corrispettivo
> Ma anche, ovviamente:
> 2) esercitare un'attività commerciale determinata: vendere stoffe,
> mobili; vendere frutta e verdura
> Aggiungo io, vendere software libero... :)

Io guarderei nel Codice Civile piuttosto che sul dizionario.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:12:31 AM3/2/01
to
"Gianluca" <gian...@goldrake.gianluca.org> wrote in message
news:slrn99teuc....@goldrake.gianluca.org...

> On Thu, 1 Mar 2001 15:41:40 +0100, Gabriele Del Giovine
<mye...@isnot.here> wrote:
> > "Andrea Capriotti" <capr...@gulliver.unian.it> wrote in message
> > news:slrn99sg5n....@gulliver.unian.it...
> > > Gabriele Del Giovine <mye...@isnot.here> wrote:
> >
> > > Hai tutto il diritto di farti pagare per sviluppare software libero.
> > Nella misura in cui chi ti paga ti commissiona consulenza e servizi sul
> > software che spontaneamente hai deciso di scrivere e di conferire a
titolo
> > gratuito alla comunità aderendo alla licenza GNU.
>
> Hai bevuto ? Scusa un attimo, tu fai un bel sw, lo metti sotto licenza GPL
> e poi lo vendi a chi te lo ha commissionato. Problemi ?
Si , tu hai grossi problemi a capire.
Non vendi il software in senso astratto, che non è vendibile secondo GPL.

> > > >L'ho letta bene. E mi rimangono i dubbi che ho espresso.
> > > Sicuro? :)
> > I dubbi sono ancora più forti. GNU tutela solo gli utilizzatori (la
comunità
> > degli utilizzatori) , chi distribuisce e chi fornisce consulenza (che
non è
> > sempre chi ha realizzato il programma, anzi potrebbe non esserlo mai).
> > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > spoliazione di diritti soggettivi. Un'interessante ipotesi.
>
> Prova a portarla avanti. Vediamo quanto tempo ci si impiega a demolirti.

Parecchio, visto che non è demolibile.

Saluti.


Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:16:52 AM3/2/01
to

"Piergiorgio Sartor" <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> wrote in message
news:3A9F5668...@sony.de.REMOVE.THIS...

> Sono anni che, ad es., i pomodori italiani non vengono su
> dai semi precedenti. Cosi` i meloni e, credo, tutti gli ortaggi.
> Ogni anno sono semi "nuovi" (purtroppo).

I miei si. Sono della stessa qualitą che usava il mio bisnonno nel 1900.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 4:17:39 AM3/2/01
to

"Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> wrote in message
news:878zmps...@rerumnatura.zool.su.se...

> "Marco Costamagna" <marco...@LEVAMIhotmail.com> writes:
>
> > "Stefano Ghirlanda" <ste...@zool.su.se> ha scritto nel messaggio
> > news:87ofvlm...@rerumnatura.zool.su.se...
> > > Piergiorgio Sartor <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> writes:
> > ...
> > > Certo, volevo che ciň fosse esplicito. Quindi se io creassi il
> > > duplicarance, esso dovrebbe essere proibito perche' costringerebbe i
> > > fruttivendoli a cambiare le loro pratiche di commercio?
> >
> > Gli ex commercianti potrebbero campare di arance e non avrebbero piů
bisogno
> > di lavorare per mangiare, non mi sembra un paragone adeguato
>
> Sosituisci 'arance' con 'quaderni'.
Sempre combinazione di capitale + lavoro č.

Saluti.

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 2, 2001, 5:08:12 AM3/2/01
to
"mc100" <mc100@-NOSPAM-libero.it> writes:

Pero' mi sembra che ci siano fior di aziende che sviluppano e distribuiscono
programmi liberi e non stanno fallendo - e questa scelta non e' stata un
obbligo.

Inoltre, quando ci sono delle innovazioni o cmabiamenti in generale,
sempre esiste qualcuno legato al vecchio modo di fare che ne soffre,
non e' una maledizione del software libero. Per esempio, un amico di
mio padre sbrigava pratiche doganali: addio lavoro con l'avanzamento
dell'Unione Europea. Di esempi simili ce n'e' tanti...

--
Stefano - Hodie postridie Kalendas Martias MMI est

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 5:52:34 AM3/2/01
to
Il problema rimane.
Tu puoi farti pagare la prima distribuzione, ma visto che la gpl prevede che
chi prende il programma ha anche diritto di richiederti il sorgente e
inoltre non puoi impedire che chi te lo prende possa a sua volta
ridistribuirlo modificando anche solo una riga di codice, il tuo guadagno va
a farsi benedire.


Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 6:06:11 AM3/2/01
to
> > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > spoliazione di diritti soggettivi.
>
> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.

che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
a meno che non si usi un compilatore proprietario di qualcuno, al che fai
quello che ti pare. letteralmente.

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 2, 2001, 6:58:16 AM3/2/01
to

Lorenzo Malaguti wrote:

> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.

Sicuro, sicuro?

Non mi pare si estenda cosi` tanto.

Pensa ad un web server con Linux+Apache, non credo che il
contenuto del web server si metta sotto GPL...

bye,

--
Piergiorgio Sartor

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 7:10:25 AM3/2/01
to
5. You are not required to accept this License, since you have not signed
it. However, nothing else grants you permission to modify or distribute the
Program or its derivative works. These actions are prohibited by law if you
do not accept this License. Therefore, by modifying or distributing the
Program (or any work based on the Program), you indicate your acceptance of
this License to do so, and all its terms and conditions for copying,
distributing or modifying the Program or works based on it.

questa e' una parte della risposta... ed e' la GPL ufficiale.

> Pensa ad un web server con Linux+Apache, non credo che il
> contenuto del web server si metta sotto GPL...

e' un estremizzare, ma in linea puramente teorica...
in definitiva e' un "derivative work"

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 2, 2001, 7:48:32 AM3/2/01
to

Lorenzo Malaguti wrote:
>
> 5. You are not required to accept this License, since you have not signed
> it. However, nothing else grants you permission to modify or distribute the
> Program or its derivative works. These actions are prohibited by law if you
> do not accept this License. Therefore, by modifying or distributing the
> Program (or any work based on the Program), you indicate your acceptance of
> this License to do so, and all its terms and conditions for copying,
> distributing or modifying the Program or works based on it.
>
> questa e' una parte della risposta... ed e' la GPL ufficiale.

Uhm, credo si posso fortemente obbiettare che l'output del
compilatore sia "derivative work".

Direi che "derivative work" si riferisce ad un prodotto "derivato"
da un altro, cioe` come modifica di un'altro.

Un prodotto del compilatore NON e` "derivato", e` "output".

bye,

--
Piergiorgio Sartor

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 2, 2001, 8:34:12 AM3/2/01
to
"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> writes:

> > > In sostanza la licenza GNU potrebbe essere intesa come un tentativo
> > > spoliazione di diritti soggettivi.
> >
> > No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> > egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?

Si.

> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.

No. E' il punto 0 della GPL.

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 9:17:08 AM3/2/01
to
> > che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
>
> Si.
>
> > bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un
programma
> > licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
>
> No. E' il punto 0 della GPL.

Activities other than copying, distribution and modification are not covered
by this License; they are outside its scope. The act of running the Program
is not restricted, and the output from the Program is covered only if its
contents constitute a work based on the Program (independent of having been
made by running the Program). Whether that is true depends on what the
Program does.

Il punto 0 , di cui riporto una parte, potrebbe anche darti ragione, a parte
che lo ritengo piuttosto fumoso quando dice "and the output from the program
is covered only if its contest constitute a work base on the program"

Il punto 5 pero' afferma che

5. You are not required to accept this License, since you have not signed
it. However, nothing else grants you permission to modify or distribute the
Program or its derivative works. These actions are prohibited by law if you
do not accept this License. Therefore, by modifying or distributing the
Program (or any work based on the Program), you indicate your acceptance of
this License to do so, and all its terms and conditions for copying,
distributing or modifying the Program or works based on it.

e' il derivative works che, trattandosi di un compilatore, rende la cosa
piuttosto sibillina, secondo me.

inoltre se per i tuoi programmi utilizzi librerie GPL allora il cerchio si
chiude.

Infatti il tuo programma _deriverebbe_ direttamente da moduli GPL, ergo deve
essere GPL.

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 9:18:40 AM3/2/01
to
> Un prodotto del compilatore NON e` "derivato", e` "output".

non vorrei farne una questione di lana caprina, ma se utilizzi librerie GPL
il tuo lavoro implementa direttamente moduli GPL e quindi ne deriva la
licenza.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 9:25:44 AM3/2/01
to

"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> wrote in message
news:97nu1q$p4p$1...@fe2.cs.interbusiness.it...
La cosa è diversa. Tu puoi usare gcc per fare software che non ha nulla a
che fare con la licenza di gcc.
Il software eredita la licenza GNU-GPL nel momento in incorpora anche solo
una modulo sorgente compreso in un programma in licenza GNU-GPL.
E' una conseguenza automatica per derivante dal fatto che utilizzando dei
moduli GNU-GPL in maniera implicita
si accetta in toto la licenza GPL.
Ora il problema è: quale è il piu piccolo frammento di software GNU GPL che
provoca l'estensione della licenza GNU-GPL
al software che lo incorpora? Un programma nel suo complesso, una singola
funzione o una singola istruzione?
E questo è un grosso problema.

Saluti.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 9:37:43 AM3/2/01
to

"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> wrote in message
news:97o9fc$d6f$1...@fe1.cs.interbusiness.it...
Ora capisci perchè io HO MOLTI dubbi circa l'effettiva "libertà" che il
Sig. Raymond ci offre?

Saluti.

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 9:53:48 AM3/2/01
to
> Ora capisci perchč io HO MOLTI dubbi circa l'effettiva "libertą" che il
> Sig. Raymond ci offre?

di fatto priva del diritto sulla proprieta' intellettuale.
ovvero, la riconosce a tutti e a nessuno.
insomma, il discorso e' molto fumoso e secondo me la GPL per avere successo
commerciale e portare carne al fuoco di linux dovrebbe essere riscritta da
capo.

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 9:56:41 AM3/2/01
to
> al software che lo incorpora? Un programma nel suo complesso, una singola
> funzione o una singola istruzione?
> E questo è un grosso problema.

una chiamata a printf o fopen?
infatti e' questo il problema.
comunque anche il punto 5, che parla di programmi derivati da programmi
sotto GPL secondo me e' significativo, trattandosi di un compilatore.
In pratica ogni programma compilato deriva dal compilatore, ergo dovrebbe
essere sotto gpl.
Anche se mi si faceva notare che nel punto 0 si fa differenza fra output e
derivazione, secondo me in maniera moooolto fumosa.

Balrog

unread,
Mar 2, 2001, 10:00:55 AM3/2/01
to
"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> wrote in
<97ntcl$aec$1...@fe1.cs.interbusiness.it>:

Se fai il passadischetti, insomma lo speculatore, si. Non ci vedo nulla di
male, anzi! Del resto, se ritieni che il valore del tuo prodotto sta proprio
nel codice, puoi sempre decidere di non usare nessuna licenza open source.

Stefano Ghirlanda

unread,
Mar 2, 2001, 10:15:06 AM3/2/01
to
"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> writes:

E' vero, ma dov'e' il problema? Chi vuole usare una libreria GPL sa
che c'e' questa condizione. Se non gli sta bene, o si cerca un'altra
libreria (per esempio sotto LGPL, che fu create appositamente per
questo) o si scrive quello che gli serve o paga qualcuno per farlo,
mettendo come condizione che il prodotto non sara' rilasciato sotto
GPL.

Ma se il benedetto autore originario ha voluto usare la GPL, ne avra'
pure il diritto, no? Evidentemente ha fatto o una scelta ideale o e'
stato pagato da qualcuno per scrivere un software GPL o avra' comunque
avuto le sue ragioni!

Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 2, 2001, 10:36:57 AM3/2/01
to

Lorenzo Malaguti wrote:

> non vorrei farne una questione di lana caprina, ma se utilizzi librerie GPL
> il tuo lavoro implementa direttamente moduli GPL e quindi ne deriva la
> licenza.

Ma queste e` derivato.

Il prodotto finale e` la somma di libreria + tuo codice.

La libreria NON e` parte del compilatore (puoi linkare dinamicamente).

In parole povere, il binario che il compilatore produce NON
contiene in alcuna parte il codice del compilatore, almeno
non se si usa il buon senso (gia`, perche` in qualche modo
il codice prodotto dal compilatore era nel compilatore stesso,
ma con diversa semantica).

bye,

--
Piergiorgio Sartor

Emmanuele Bassi

unread,
Mar 2, 2001, 11:09:56 AM3/2/01
to
On Fri, 2 Mar 2001 12:06:11 +0100,
Lorenzo Malaguti <tech01....@incimar.com> wrote:

>> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
>> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
>
> che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un programma
> licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.

Ma non diciamo fesserie, per favore...

Dimostrami che un binario compilato con gcc e` un `derivative work' dal
suo compilatore.

Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio programma sarebbe
sottoposto alla licenza Microsoft.

Ciao,
Emmanuele

--
Emmanuele Bassi | Linux: [ http://digilander.iol.it/ebassi/linux/ ]
| SLRN: [ http://digilander.iol.it/ebassi/slrn/ ]
emmanue...@iol.it | SETI: [ http://digilander.iol.it/ebassi/seti/ ]
GnuPG Key Fingerprint: 9747 635E B95A B0B3 4370 1CAA CAF7 512B 945C A44C

Lorenzo Malaguti

unread,
Mar 2, 2001, 11:24:42 AM3/2/01
to
> > che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> > bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un
programma
> > licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
>
> Ma non diciamo fesserie, per favore...
>
> Dimostrami che un binario compilato con gcc e` un `derivative work' dal
> suo compilatore.

se un binario prodotto dal un compilatore non ne _deriva_ allora
probabilmente abbiamo problemi di tipo lessicale.
e se anche fosse, visto che per fare anche la piu' piccola cosa hai bisogno
di librerie e che il 99% sono sotto gpl questo implica che anche il tuo
software sara' sotto gpl.


>
> Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio programma sarebbe
> sottoposto alla licenza Microsoft.

Come ben saprai ci sono librerie, non MS, per cui se le utilizzi ricadi
sotto contratto di licenza con tanto di royalty (MATROX MIL, tanto per
citarne una)

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 11:41:35 AM3/2/01
to

"Emmanuele Bassi" <zef...@wolverine.lohacker.net> wrote in message
news:slrn99v92n...@wolverine.lohacker.net...

> On Fri, 2 Mar 2001 12:06:11 +0100,
> Lorenzo Malaguti <tech01....@incimar.com> wrote:
>
> >> No, perché nessuno obbliga nessuno a rilasciare il software che
> >> egli/ella scrive sotto la licenza GPL.
> >
> > che compilatore usi per realizzare programmi? gcc?
> > bene, gcc e' sotto gpl ed ogni prodotto derivato dall'uso di un
programma
> > licenziato sotto gpl deve sottostare a gpl.
>
> Ma non diciamo fesserie, per favore...
>
> Dimostrami che un binario compilato con gcc e` un `derivative work' dal
> suo compilatore.
>
> Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio programma sarebbe
> sottoposto alla licenza Microsoft
Se leggi la licenza M$ vedrai che non è cosi. Il programma compilato è
proprieta dell'autore e si
attribuisce all'autore il diritto di ridistribuire a titolo gratuito tutti i
files di proprietà M$ presenti nel compilatore e necessari al funzionamento
del programma compilato.

Saluti.


H.P.L.

unread,
Mar 2, 2001, 12:16:17 PM3/2/01
to
"Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> ha scritto

> > ovvero cosa diventa di mia proprieta'?
> Tutto. La GNU-GPL annulla il concetto di proprietà.
Da qui, quindi, i paragoni con il comunismo...

Ciao.


H.P.L.

unread,
Mar 2, 2001, 12:16:15 PM3/2/01
to
"Emmanuele Bassi" <zef...@wolverine.lohacker.net> ha scritto

> Dimostrami che un binario compilato con gcc e` un
> `derivative work' dal suo compilatore.
Le librerie del runtime del C fornite con gcc sono sotto GPL?

> Se fosse cosi`, usando il Visual C++ ogni mio
> programma sarebbe sottoposto alla licenza Microsoft.

Non perche' la M$ non ti impone restrizioni (a differenza della GPL)
sull'utilizzo delle librerie fornite con VC++.

Ciao.


H.P.L.

unread,
Mar 2, 2001, 12:16:16 PM3/2/01
to
"Rudi Chiarito" <ru...@amiga.com> ha scritto nel messaggio
> > > Ti viene venduta la licenza d'uso, con la facolta'
> > > (SE TU VUOI) di passarla ad altri.
> > Questo anche nel sw proprietario.
> Intendevo che puoi passare la licenza ad altri, *tenendo la tua*.
Non avevo capito. Diciamo che puoi *condividere* la licenza d'uso con
altre persone, cosa che (solitamente) e' proibita con il sw
proprietario.

> Per inciso, ci sono anche alcune licenze...
[cut]
Chiaramente alcune clausole sono vietate (per fortuna) da molte
legislazioni.

Ciao.


Rudi Chiarito

unread,
Mar 2, 2001, 12:54:48 PM3/2/01
to
Piergiorgio Sartor <sar...@sony.de.REMOVE.THIS> writes:
> Punti di vista, tu duplichi le arance a costo zero, il
> fruttivendolo ed l'agricoltore falliscono...
> Quanto lavoro fa l'agricoltore per per produrre delle arance?
> Pensi che sia contento dei "benefici"?

Tutto questo parlare di arance e' sballato. Le arance non si
duplicano a costo zero. Idem per pomodori e tutto il resto.

Se si deve fare un paragone col mondo alimentare, al limite si
potrebbe parlare di colture di batteri per yogurt. C'e' chi le
produce, chi le compra, chi potrebbe riceverle a costo minimo da chi
le compra e una potenziale catena che potrebbe formarsi, ai danni
del produttore.

Come analogia col softare libero non sara' perfetta, ma senza dubbio
e' meno artificiosa delle arance a costo zero. Ecco, ora si puo'
battagliare da capo su tutti i cavilli. ;))

--
"Politics is the entertainment branch of industry" (Frank Zappa)
Rudi Chiarito SGML/XML, user interface, i18n Amiga Inc.
ru...@amiga.com http://amiga.com/

Rudi Chiarito

unread,
Mar 2, 2001, 1:02:16 PM3/2/01
to
"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> writes:
> e' il derivative works che, trattandosi di un compilatore, rende la cosa
> piuttosto sibillina, secondo me.

Non e' sibillina. Il "derivato" di un compilatore e' una versione
modificata del compilatore (migliorata, ridotta, non importa) o un
programma che *incorpori* una parte del compilatore. L'output del
compilatore o qualsiasi altro programma GPL non e' un derivato
(questo e' infatti uno dei buchi della licenza in certi contesti,
es. programmi CGI).

> inoltre se per i tuoi programmi utilizzi librerie GPL allora il cerchio si
> chiude.
> Infatti il tuo programma _deriverebbe_ direttamente da moduli GPL, ergo deve
> essere GPL.

E' piu' corretto dire che il programma _incorporerebbe_ direttamente
codice GPL. E' appunto per tali scenari che, per le librerie, esiste
anche una licenza piu' flessibile (LGPL), che permette il linking di
librerie GPL, senza che il programma sia coperto automaticamente da
GPL.

Rudi Chiarito

unread,
Mar 2, 2001, 1:13:16 PM3/2/01
to
"Lorenzo Malaguti" <tech01....@incimar.com> writes:
> se un binario prodotto dal un compilatore non ne _deriva_ allora
> probabilmente abbiamo problemi di tipo lessicale.

Il testo originale e' in inglese, ecco cosa dice il Merriam-Webster
di "derivative":

1: a word formed by derivation 2: something derived 3: the limit of
the ratio of the change in a function to the corresponding change in
its independent variable as the latter change approaches zero 4a: a
chemical substance related structurally to another substance and
theoretically derivable from it 4b: a substance that can be made from
another substance

Guarda in particolare 4a e 4b. Un binario e' un derivato del sorgente,
non del compilatore!

Cos'e' un derivato del latte? Un prodotto di una trasformazione del
latte. Un binario e' il prodotto di una trasformazione del sorgente,
non del compilatore (il compilatore e' l'analogo di un coagulante,
di una colonia batterica o cos'altro).

> e se anche fosse, visto che per fare anche la piu' piccola cosa hai bisogno
> di librerie e che il 99% sono sotto gpl questo implica che anche il tuo
> software sara' sotto gpl.

Mi sa che non hai mai sentito parlare della licenza LGPL... informati
prima di scrivere certe cose.

> Come ben saprai ci sono librerie, non MS, per cui se le utilizzi ricadi
> sotto contratto di licenza con tanto di royalty (MATROX MIL, tanto per
> citarne una)

E allora? Che alcune librerie impongano restrizioni non vuol dire
necessariamente che lo stesso valga per altre.

Gabriele Del Giovine

unread,
Mar 2, 2001, 1:20:35 PM3/2/01
to

"H.P.L." <u...@vaila.ble> wrote in message
news:BzQn6.50406$Y93.1...@news.infostrada.it...

> "Gabriele Del Giovine" <mye...@isnot.here> ha scritto
> > > ovvero cosa diventa di mia proprieta'?
> > Tutto. La GNU-GPL annulla il concetto di proprietą.

> Da qui, quindi, i paragoni con il comunismo...
Io invece penso che la GNU-GPL sia ultra-capitalistica.....

Saluti.


Piergiorgio Sartor

unread,
Mar 2, 2001, 1:25:38 PM3/2/01
to

Rudi Chiarito wrote:

> Tutto questo parlare di arance e' sballato. Le arance non si
> duplicano a costo zero. Idem per pomodori e tutto il resto.

Ehm, vi era l'esempio del "duplicarance".

bye,

--
Piergiorgio Sartor

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