JdP <
j...@jdp.org> wrote:
> Se anche la Grecia decidesse, o fosse costretta, ad uscire dall'Euro i
> debiti con le banche li dovrebbe comunque onorare.
Ci si è già accordati per un 50%, probabilmente si scenderà al 30%. È la
procedura che si segue in ogni fallimento: il creditore si accontenta di
poco, che è sempre meglio di niente.
> Con una moneta svalutata finirebbe col pagare molto di più del debito
> originario oltre ai tassi ormai ben oltre i livelli di usura.
Immediatamente sarà così. Sono curioso di vedere che cosa accadrà sul
medio periodo. Hanno resistito ai Persiani, hanno subito i Romani, sono
sopravvissuti ai Turchi e ai nazi-fascisti; supereranno anche il dramma
delle banche europee, forse il meno peggio (o il più ridicolo, visti i
personaggi in gioco).
Purtroppo ci vorrà tempo. A Pasqua mi trovavo al porto di Ancona, e
c'era una sola nave in partenza per la Grecia - e perdipiù era
semivuota. Mai successo da quando sono piccolo. Purtroppo 1) i tedeschi
non vanno perché gli hanno bruciato le bandiere, e 2) gli altri non
vanno perché hanno paura di essere "contagiati" (dicono così, in
televisione).
Perdipiù la nave (della Anek) esibiva come città di registrazione non
più Iraklion, ma Palermo. La Grecia vive di turismo e di navi. È chiaro
che si deve ripartire da zero. Nel frattempo, chi vive di contatti con
la Grecia chiuderà e non salderà i debiti. E via a catena.
Insomma, fra poco tocca a noi.
Ciao,
Paolo