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montaggio router (anche provato)

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Claus

unread,
Nov 25, 2010, 12:15:48 PM11/25/10
to
Questa mattina ascoltando la trasmissione nove in punto in radio 24,
Giannino ha riportato una notizia che mi ha lasciato a dir poco sconcertato:

Una non so quale norma il consiglio dei ministri del 22 novembre u.s. ha
passato una norma che qualsiasi router e server, anche in ambito
privato, DEVE essere montato da personale qualificato e iscritto
all'albo (quale?) tale operazionesefatta da persona no iscritta a questo
fantomatico albo, incorre in una ammenda da 15.000,00 euro a 150.000,00

Se vera tale decisione governativa ci obbliga a fare installare da un
tecnico un aggeggio che anche un bambino saprebbe montare. Voglio
sperare che qualcuno piu addentro alle norme e leggi di questa
sgangherata nazione mi possa smentire.

L'ho riascoltata attentamente, e Giannino , lo dice nella trasmissione
sopra descritta e la potete scaricare dal podcast di radio 24

P.S. dice di averla ascoltata nel blog di Stefano Quintarelli, persona
molto informata sulla rete

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Claus

unread,
Nov 25, 2010, 12:19:26 PM11/25/10
to
Il 25/11/10 18.15, Claus ha scritto:


UTENTE PRIVATO non provato

Message has been deleted

Claus

unread,
Nov 25, 2010, 12:26:34 PM11/25/10
to
Il 25/11/10 18.24, Joe Galaxy ha scritto:

> On Gio 25 Nov 2010 18:15, Claus<cla...@alice.it> wrote:
>
>> Una non so quale norma il consiglio dei ministri del 22 novembre
>
> Qui il provvedimento:
> http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=60477

> Anzi dove viviamo noi...
>

Nella repubblica delle Banane

Trappole sul Finale

unread,
Nov 25, 2010, 12:29:44 PM11/25/10
to
Claus <cla...@alice.it> wrote:

> Una non so quale norma il consiglio dei ministri del 22 novembre u.s. ha
> passato una norma che qualsiasi router e server, anche in ambito
> privato, DEVE essere montato da personale qualificato e iscritto
> all'albo (quale?) tale operazionesefatta da persona no iscritta a questo
> fantomatico albo, incorre in una ammenda da 15.000,00 euro a 150.000,00

non è vero, se recuperi la legge in oggetto capirai che non si parla di
router casalinghi; per questi dice espressamente che l'utente vista la
relativa semplicità dell'installazione può fare tutto da solo.
Si tratta comunque di una legge europea, non un'invenzione nostrana.
--
Stefano

Claus

unread,
Nov 25, 2010, 12:33:12 PM11/25/10
to
Il 25/11/10 18.29, Trappole sul Finale ha scritto:

questa è ò
la interpretazione di Quintarelle:

SECONDO: è una chicca ancora "migliore": Questo è un provvedimento del
CdM del 22 ottobre scorso.

Se vuoi attaccare un oggetto alla rete (non terminale/pc, ma router,
switch, ecc), devi essere un installatore iscritto all'albo (per tutto,
eccetto ciò che verrà esplicitamente escluso (2.f)) pena sanzione da
15.000 a 150.000 euro

Governo Italiano - Provvedimenti.

1. Gli utenti delle reti di comunicazione elettronica sono tenuti ad
affidare i lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di
manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera a), numero 1), che realizzano l’allacciamento dei
terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, ad
imprese abilitate secondo le modalità e ai sensi del comma 2.

sarebbero "le apparecchiature allacciate direttamente o indirettamente
all’interfaccia di una rete pubblica di telecomunicazioni per
trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di
allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo,
fibra ottica o via elettromagnetica;"

2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, il Ministro dello sviluppo economico, adotta, ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, un
decreto volto a disciplinare:
a) la definizione dei requisiti di qualificazione tecnico-professionali
che devono possedere le imprese per l’inserimento nell’elenco delle
imprese abilitate all'esercizio delle attività di cui al comma 1;
b) le modalità procedurali per il rilascio dell’abilitazione per
l’allacciamento dei terminali di telecomunicazione all’interfaccia della
rete pubblica;
c) le modalità di accertamento e di valutazione dei requisiti di
qualificazione tecnico-professionali di cui alla lettera a);
d) le modalità di costituzione, di pubblicazione e di aggiornamento
dell’elenco delle imprese abilitate ai sensi della lettera a);
e) le caratteristiche e i contenuti dell’attestazione che l’impresa
abilitata rilascia al committente al termine dei lavori;
f) i casi in cui, in ragione della semplicità costruttiva e funzionale
delle apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione,
gli utenti possono provvedere autonomamente alle attività di cui al comma 1.
3. Chiunque, nei casi individuati dal decreto di cui al comma 2,
effettua lavori di installazione, di allacciamento, di collaudo e di
manutenzione delle apparecchiature terminali di cui all’articolo 1,
comma 1, lettera a), numero 1), realizzando l’allacciamento dei
terminali di telecomunicazione all’interfaccia della rete pubblica, in
assenza del titolo abilitativo di cui al presente articolo, è
assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da 15.000 euro a
150.000 euro, da stabilirsi in equo rapporto alla gravità del fatto.

Scegliete voi se ridere o piangere.

Gli utenti di reti di comunicazione , sono anche io privato, e penso di
non sbagliare, spero tu abbia ragioe , ma ho molti dubbi

JefRaskin

unread,
Nov 25, 2010, 12:45:21 PM11/25/10
to
In data 25 novembre 2010 alle ore 18:29:44, Trappole sul Finale
<prima_ero_SL_@_sl_.it> ha scritto:

> Si tratta comunque di una legge europea, non un'invenzione nostrana.

Peccato che la "legge europea" [1] dice tutt'altro...

"Occorre pertanto prevedere che gli Stati membri affidino il controllo a
un ente indipendente da chi ha in esercizio la rete e da qualsiasi altro
concorrente sul mercato in questione."

Ma pare che qui in Italia si preferisce privatizzare tutto e tutti...

[1] http://bit.ly/i4AeR5

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Trappole sul Finale

unread,
Nov 25, 2010, 12:48:48 PM11/25/10
to
JefRaskin <j...@invalid.invalid> wrote:

oh, preparatevi ad andare in galera allora.
Per me sarą una bolla di sapone per quanto ci riguarda (come normali
utilizzatori).
--
Stefano

JefRaskin

unread,
Nov 25, 2010, 1:00:39 PM11/25/10
to
In data 25 novembre 2010 alle ore 18:48:48, Trappole sul Finale
<prima_ero_SL_@_sl_.it> ha scritto:

> oh, preparatevi ad andare in galera allora.

Il rischio più concreto mi pare quello di un'altra sanzione europea, nella
direttiva che ho linkato sopra leggo:

"qualsiasi diritto speciale che direttamente o indirettamente limiti il
numero di imprese autorizzate ad importare, commercializzare, allacciare,
installare e provvedere alla manutenzione di detti apparati, rischia di
produrre effetti aventi la stessa natura della concessione di diritti
esclusivi. Tali diritti esclusivi essenziali costituiscono misure di
effetto equivalente a restrizioni quantitative contrarie all'articolo 28
del trattato."

Mi pare proprio che l'iscrizione ad un albo costituisca "diritto speciale
che direttamente o indirettamente limita il numero di imprese autorizzate".

Bah...

Claus

unread,
Nov 25, 2010, 1:25:58 PM11/25/10
to
Il 25/11/10 19.00, JefRaskin ha scritto:

> In data 25 novembre 2010 alle ore 18:48:48, Trappole sul Finale
> <prima_ero_SL_@_sl_.it> ha scritto:
>
>> oh, preparatevi ad andare in galera allora.
>
facile, solo se rubi milioni stai fuori :-)

> Il rischio più concreto mi pare quello di un'altra sanzione europea,
> nella direttiva che ho linkato sopra leggo:
>
> "qualsiasi diritto speciale che direttamente o indirettamente limiti il
> numero di imprese autorizzate ad importare, commercializzare,
> allacciare, installare e provvedere alla manutenzione di detti apparati,
> rischia di produrre effetti aventi la stessa natura della concessione di
> diritti esclusivi. Tali diritti esclusivi essenziali costituiscono
> misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative contrarie
> all'articolo 28 del trattato."
>
> Mi pare proprio che l'iscrizione ad un albo costituisca "diritto
> speciale che direttamente o indirettamente limita il numero di imprese
> autorizzate".
>
> Bah...

Alla fine credo si ridurrà solo in una legge o norma mai osservata, ma a
caderci dentro
ci si può far male, è questo che mi aggroviglia le interiora, mai una
norma chiara, solo
interpretazioni.
I nostri governi, negli ultimi cinquanta anni ci hanno sempre e solo
sodomizzati, ....bello vero?


Giovanni

unread,
Nov 26, 2010, 1:53:34 AM11/26/10
to
25/11/10 18.15Claus[IND][ART]

> Questa mattina ascoltando la trasmissione nove in punto in radio 24,
> Giannino ha riportato una notizia che mi ha lasciato a dir poco sconcertato:
>

Cut

Copio/incollo quanto letto altrove e scritto da un radioamatore che si è
dato pena di leggere la Legge:

" La cosa riguarda "solo" l'allacciamento "alla rete pubblica" di
apparecchiature terminali, quindi "solo" il router, tutto il resto switch
hub Firewall ecc. non richiedono autorizzazione, altrimenti dovresti farti
installare in rete anche il computer.

è una vecchia storia, non hanno fatto nessuna modifica alla normativa
precedente se non aggiungere la "minaccia" di sanzione economica.

L'Europa più volte ci ha ripreso perchè siamo l'unica nazione che ancora
oggi richiede "il patentino di 1° 2° o 3° grado" per l'allacciamento di
apparecchiature terminali alla rete pubblica, il che tiene fuori dall'italia
tutte le aziende estere che non sanno nemmeno cosa sia.

Questo decreto legge, a mio parere, è un tentativo di rimandare ancora di 1
anno il riordino della materia.
Notate l'art. 2 dove il Ministro si prende 1 anno per realizzare il DL
attuativo dove dovrà finalmente decidersi a dichiare le nuove modalità di
conseguimento dell'abilitazione.

Il ministro dovrà inoltre indicare quali sono le apparecchiature per le
quali "in ragione della semplicità costruttiva e funzionale delle
apparecchiature terminali e dei relativi impianti di connessione", gli
utenti possono provvedere autonomamente alle attività.

Attualmente "ai comuni mortali" è consentito collegare un semplice router
(basta collegare il cavo alla presa tel.) e montare centralini con al
massimo 2 linee entranti.

Vedremo tra 1 anno, se arriverà il DL attuativo o se, saltando il governo,
finirà tutto a tarallucci e vino."

Giovanni

unread,
Nov 26, 2010, 1:54:26 AM11/26/10
to
25/11/10 18.45JefRaskin[IND][ART]


>
> Ma pare che qui in Italia si preferisce privatizzare tutto e tutti...
>

Appunto, cerchiamo di respirare quanto più possibile prima che affidino
anche l'aria a qualche amico degli amici...

Giovanni

unread,
Nov 26, 2010, 1:59:10 AM11/26/10
to
25/11/10 18.48Trappole sul Finale[IND][ART]

> JefRaskin <j...@invalid.invalid> wrote:
>
>> In data 25 novembre 2010 alle ore 18:29:44, Trappole sul Finale
>> <prima_ero_SL_@_sl_.it> ha scritto:
>>
>>> Si tratta comunque di una legge europea, non un'invenzione nostrana.
>>
>> Peccato che la "legge europea" [1] dice tutt'altro...
>>
>> "Occorre pertanto prevedere che gli Stati membri affidino il controllo a
>> un ente indipendente da chi ha in esercizio la rete e da qualsiasi altro
>> concorrente sul mercato in questione."
>>
>> Ma pare che qui in Italia si preferisce privatizzare tutto e tutti...
>>
>> [1] http://bit.ly/i4AeR5
>
> oh, preparatevi ad andare in galera allora.

> Per me sarà una bolla di sapone per quanto ci riguarda (come normali
> utilizzatori).

Direi lo stesso a fronte di quanto ho letto, la proposta di Legge si
riferisce ad altro tipo di apparecchiature, non alle installazioni
domestiche e, comunque, quanto ci metterà il nuovo Governo a riprendere in
mano la Legge?
Spero daranno la precedenza alla Sanità, all'Istruzione ed altre cosette
che, al cittadino, interessano un tantino di più che non l'allacciamento del
router...
Ah, una considerazione, io sono radioamatore, cioè, ho patente e licenza ma
non esercitavo da oltre vent'anni, da ragazzino ero affascinato dalla radio
e dalla possibilità di comunicare con altre persone, ricordo che avidamente
acquistavamo riviste dove guardavamo le foto di questi apparecchi tutti
manopolone e switch e bavavamo, però si potevano comprare senza esibire
alcuna licenza, ora le cose non sono cambiate, sono andato in un negozio e
ne ho acquistata una, non mi hanno chiesto né se sono un radioamatore né,
tanto meno, se ho la licenza che mi permette poi di usare quell'apparecchio,
che succededà, per acquistare un router chiedereanno se abbiamo il
"patentino"?
Grande bolla di sapone...

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Warlord

unread,
Nov 26, 2010, 4:03:24 AM11/26/10
to
Giovanni <giovanni.apreaN...@libero.it> wrote:

Guarda, non ho tempo adesso di tirare fuori decreti ed articoli (lo
farò), ma questo decreto va ad abrogare una legge del 91 ed il relativo
regolamento di attuazione del 92.
Solo che per non lasciare un "vuoto legislativo" ne proroga la validità
per 12 mesi (molto sensato) cogliendo l'occasione per decuplicare le
sanzioni.
Questa legge quindi continua ad avere validità. Non mi farei troppi
problemi per il privato, ma per quanto riguarda uffici, aziende e simili
l'interpretazione che ne viene data generalmente non riguarda solo i
terminali connessi alla rete pubblica (router o centralini telefonici)
ma anche tutto quello che vi sta dietro.
Una rete interna di pc, anche di un piccolo ufficio cresciuto nel tempo,
se collegata ad un router e da lì all'adsl (rete pubblica, poco importa
se Telecom è stata privatizzata) dovrebbe essere progettata, installata
e certificata da una ditta titolare di apposito "patentino" di primo,
secondo o terzo grado.
Se nella rete interna ci sono parti in fibra ottica (sempre più comuni)
o wireless (un semplice access point per i portatili) il patentino deve
essere di terzo grado.
E se aggiungi un pc alla rete, richiami la ditta e ripaghi.
L'elenco delle ditte autorizzate, che hanno anche un'associazione di
categoria, l'Assotel, è disponibile presso il sito del ministero delle
comunicazioni.
Per fare un'esempio, nella mia piccola provincia ci sono solo 5 aziende
autorizzate, nessuna di terzo livello, per cui per aggiungere anche solo
un access point dovresti chiamare qualcuno da fuori.
Da non credere poi i requisiti necessari per avere l'autorizzazione: in
particolare il responsabile tecnico deve avere già lavorato presso
un'azienda autorizzata oppure presso un costruttore di apparati di
telefonia, anche se fosse un ingegnere elettronico con specializzazione
in telecomunicazioni. Questo spiega anche perchè le ditte autorizzate
siano così poche.
La direttiva CEE avrebbe l'intenzione di togliere impedimenti e
restrizioni di questo genere e l'Italia dovrà adeguarsi. Il governo ha
però preso tempo, e quelle sanzioni moltiplicate dopo quasi ventanni di
quiescenza non mi fanno pensare bene.

Candido

unread,
Nov 26, 2010, 7:51:32 AM11/26/10
to
Claus <cla...@alice.it> wrote:

> Una non so quale norma il consiglio dei ministri del 22 novembre u.s. ha
> passato una norma che qualsiasi router e server, anche in ambito
> privato, DEVE essere montato da personale qualificato e iscritto
> all'albo (quale?) tale operazionesefatta da persona no iscritta a questo
> fantomatico albo, incorre in una ammenda da 15.000,00 euro a 150.000,00

E' espressamente previsto che per le apparecchiature piů semplici, quali
sono i router casalinghi, gli utenti possano provvedere autonomamente.

Credo sia chiaro a tutti che installare un router in casa sia abbastanza
differente dal mettere in rete una banca, no?
--
Candido

Candido

unread,
Nov 26, 2010, 7:51:32 AM11/26/10
to
JefRaskin <j...@invalid.invalid> wrote:

> Peccato che la "legge europea" [1] dice tutt'altro...

> "Occorre pertanto prevedere che gli Stati membri affidino il controllo a
> un ente indipendente da chi ha in esercizio la rete e da qualsiasi altro
> concorrente sul mercato in questione."

Ti deve essere sfuggita la parte in cui dice anche che gli stati membri
hanno facoltà di

"esigere dagli operatori economici un'idonea qualificazione tecnica per
l'allacciamento, l'installazione e la manutenzione di apparecchiature
terminali, qualificazione accertata in base a criteri oggettivi non
discriminatori e resi pubblici."
--
Candido

Candido

unread,
Nov 26, 2010, 7:51:32 AM11/26/10
to
Trappole sul Finale <prima_ero_SL_@_sl_.it> wrote:

> non è vero, se recuperi la legge in oggetto capirai che non si parla di
> router casalinghi; per questi dice espressamente che l'utente vista la
> relativa semplicità dell'installazione può fare tutto da solo.
> Si tratta comunque di una legge europea, non un'invenzione nostrana.

Fiato sprecato: la maggior parte della gente NON legge le fonti, e la
maggior parte di quelli che leggono NON capiscono quello che hanno
letto.

Questo appello ci perseguiterà in eterno... :(
--
Candido

Warlord

unread,
Nov 26, 2010, 1:29:55 PM11/26/10
to
Candido <cand...@gmail.com> wrote:

Ma tu hai letto i criteri di cui sopra attualmente in vigore (Allegato
13 del DL 314/92)? Se non sono discriminatori quelli....

Per gli interessati, ecco un link all'allegato:
http://www.elektro.it/leggi/1992/dm_314_92_all13.html

mentre questo è quello al decreto:
http://www.elektro.it/leggi/1992/dm_314_92.html

Candido

unread,
Nov 26, 2010, 1:41:55 PM11/26/10
to
Warlord <war...@mad.scientist.com> wrote:

> Ma tu hai letto i criteri di cui sopra attualmente in vigore (Allegato
> 13 del DL 314/92)? Se non sono discriminatori quelli....

Ecco un commento sensato: http://goo.gl/NDSyJ

--
Candido

Warlord

unread,
Nov 27, 2010, 5:19:13 AM11/27/10
to
Candido <cand...@gmail.com> wrote:

Grazie per l'utile segnalazione. Ho riletto più volte il testo ma, per
evidenti limiti miei, neppure le osservazioni contenute mi sono
chiarissime.

Potresti eventualmente darmi la tua interpretazione?

Per come la vedo io, il decreto dovrebbe rivolgersi a tutti coloro
("utenti") che hanno terminali di comunicazione (quindi telefoni o pc o
simili con interfaccia di rete) connessi direttamente o indirettamente
(quindi anche dietro un router) alla rete pubblica di telecomunicazione.

Secondo me, già prima di questo decreto non sarebbe stato possibile
collegare una rete interna di pc, piccola o grande che fosse, ad un
modem/router adsl fornito da un qualunque operatore, senza affidare il
lavoro del collegamento ad una impresa autorizzata ai sensi della legge
del 91 e del DL del 92 che proprio questo DL abroga.

Facciamo un esempio banale: in qualsiasi studio professionale (geometra,
ingegnere, commercialista) è ormai normale l'equazione 1 scrivania = 1
pc, perchè l'accesso alla rete per il web o per la posta elettronica è
ormai diventato indispensabile al lavoro di ognuno. Lo studio chiede la
fornitura di un servizio adsl alla telecom od a qualsiasi altro
operatore che installa il modem router, ogni pc dell'ufficio viene
collegato con un cavo ethernet o con un'interfaccia wireless, cosa che
anche un bambino, ormai, sa fare.
Qui non era possibile prima il "fai da te", e per un anno ancora non
sarà possibile, con sanzioni anche salatissime (15.000 euro minimi).

Poi magari il ministero dello sviluppo economico dirà che questi casi
rientrano in quelli di cui al punto f dell'art. 2 del decreto emanato lo
scorso ottobre, ma per adesso il divieto del fai da te rimane, per me
sia per gli uffici/aziende che per i privati (anche in casa ormai viene
collegato alla rete internet di tutto, dalle telecamere di sorveglianza
ai lettori blu-ray, ai lettori multimediali come il WDTV Live ai PC,
Mac, iphone e quant'altro, ed in effetti molti di questi non sono
neppure dotati di così elevata "semplicità costruttiva e funzionale ").

Se la mia interpretazione è giusta, le motivazioni della legge non
sarebbero neppure poi sbagliate. Non tutti hanno adeguate compentenze in
una materia non facilissima ed il "liberi tutti" non avrebbe senso.

Bisogna vedere come verranno definiti i requisiti di abilitazione.
Quelli di adesso secondo me sono in parte superati ed in parte privi di
senso e molto riduttivi della capacità di concorrenza fra imprese.

JefRaskin

unread,
Nov 27, 2010, 8:02:10 AM11/27/10
to
In data 27 novembre 2010 alle ore 11:19:13, Warlord
<war...@mad.scientist.com> ha scritto:

> Lo studio chiede la
> fornitura di un servizio adsl alla telecom od a qualsiasi altro
> operatore che installa il modem router, ogni pc dell'ufficio viene
> collegato con un cavo ethernet o con un'interfaccia wireless, cosa che
> anche un bambino, ormai, sa fare.
> Qui non era possibile prima il "fai da te", e per un anno ancora non
> sarà possibile, con sanzioni anche salatissime (15.000 euro minimi).

Solo telecom e fastweb obbligano all'installazione del loro modem. Con
tutti gli altri operatori hai solo la linea ed il modem lo puoi acquistare
tu o richiedere a noleggio.

Comunque il tuo discorso è emblematico della "distorsione" italiana.

Lo scopo della direttiva europea sarebbe proprio quello di liberalizzare
il commercio di tali apparecchi di intercomunicazione, non quello di
limitarlo ancora di più!!

Tra l'altro secondo me rientra in questi apparecchi anche il decoder di
sky, che dovrebbe essere messo fuori legge dalla direttiva europea.

Giuli el Dabro

unread,
Nov 27, 2010, 10:23:45 AM11/27/10
to
On 2010-11-26 13:51:32 +0100, Candido said:
>
> Credo sia chiaro a tutti che installare un router in casa sia abbastanza
> differente dal mettere in rete una banca, no?

Secondo me non c'č nessuna differenza...a parte il fatto che magari la
banca ha uno o piů IP fissi, banda passante ben diversa. Potrei anche
essere daccordo, come succede per esempio per la telefonia ISDN, che
gli apparecchi necessari per connettere la centrale all'utenza siano
forniti da telecom o chi per essa (basta che non propinino la solita
"cacca" e che non ci siano limitazioni inaggirabili)...ma sinceramente
non capisco quali motivazioni possano esserci alla base di questa
legge...il router fa il router e basta.

Potrei invece capire che fossero richiesti dei requisiti minimi, del
tipo firewall, antivirus, ecc...ma forse con questo ci tireremmo la
zappa sui piedi ancora di piů...


--
Giuliano

alias Giuli el Dabro

Togli "le mani dalla bocca"
se mi vuoi scrivere privatamente

e ricorda: "Prima de parlar tasi"

Candido

unread,
Nov 27, 2010, 1:31:16 PM11/27/10
to
Warlord <war...@mad.scientist.com> wrote:

> Per come la vedo io, il decreto dovrebbe rivolgersi a tutti coloro
> ("utenti") che hanno terminali di comunicazione (quindi telefoni o pc o
> simili con interfaccia di rete) connessi direttamente o indirettamente
> (quindi anche dietro un router) alla rete pubblica di telecomunicazione.

Io sono d'accordo con l'autore dello scritto: "utenti" in questo caso è
fuorviante e va inteso non come "utenti finali", ovvero io, te e lo zio
peppino, ma in ambito commerciale, ovvero il decreto "dovrebbe
rivolgersi a chi installa apparecchiature TRA la rete pubblica (ovvero
il c.d. "backbone") e le varie sottoreti".

D'altronde cerchiamo di ragioanre un attimo: che senso avrebbe una multa
da quindicimila euro per aver attaccato un router? Non sta nè in cielo
nè in terra, sarebbe del tutto irragionevole.

> scorso ottobre, ma per adesso il divieto del fai da te rimane, per me

Guarda, se uno sfigato avesse preso quindicimila euro di multa per aver
collegato un router, stai sicuro che sarebbe finito come minimo sul
giornale. :)
--
Candido

Candido

unread,
Nov 27, 2010, 1:31:16 PM11/27/10
to
JefRaskin <j...@invalid.invalid> wrote:

> Solo telecom e fastweb obbligano all'installazione del loro modem.

Telecom di sicuro no, io avevo preso una naked.

> Lo scopo della direttiva europea sarebbe proprio quello di liberalizzare
> il commercio di tali apparecchi di intercomunicazione, non quello di
> limitarlo ancora di più!!

Lo scopo della direttiva non c'entra nulla con gli "utenti finali", le
parole usate sono fuorvianti.



> Tra l'altro secondo me rientra in questi apparecchi anche il decoder di
> sky, che dovrebbe essere messo fuori legge dalla direttiva europea.

Ma no, sarebbe comunque escluso.
--
Candido

Candido

unread,
Nov 27, 2010, 1:31:16 PM11/27/10
to
Giuli el Dabro <TOGLImath...@DALLAtiscalinetBOCCA.it> wrote:

> > Credo sia chiaro a tutti che installare un router in casa sia abbastanza
> > differente dal mettere in rete una banca, no?

> Secondo me non c'è nessuna differenza...

A me sembra evidente, sarà un limite mio.
--
Candido

Message has been deleted

Warlord

unread,
Nov 29, 2010, 1:44:42 PM11/29/10
to
Giuli el Dabro <TOGLImath...@DALLAtiscalinetBOCCA.it> wrote:

> On 2010-11-26 13:51:32 +0100, Candido said:
> >
> > Credo sia chiaro a tutti che installare un router in casa sia abbastanza
> > differente dal mettere in rete una banca, no?
>

> Secondo me non c'è nessuna differenza...a parte il fatto che magari la
> banca ha uno o più IP fissi, banda passante ben diversa.

Sono d'accordo con Candido sul fatto che ci sia differenza, per via del
traffico generato, della banda passante, ecc., quindi una differenza
logica e funzionale, però secondo me la legge del 91, richiamata
espressamente da questo decreto che intende sostituirla, riguarda
proprio gli utenti finali, grandi o piccoli che siano.
Se cercate in rete gli interventi di Assotel, vedrete che picchiano
costantemente su questo tasto, ed è un modo anche logico di pensare
visto che devono cercare di promuovere il lavoro dei loro associati.
La certificazione dell'impianto collegato alla rete pubblica (anche solo
di un centralino telefonico analogico) con relativa comunicazione,
redatta da impresa abilitata, da trasmettere al ministero delle
comunicazioni non è comunque un'invenzione o una misura mai realmente
applicata.
Di norma, gli ispettori del ministero vanno a verificare solo l'operato
delle poche imprese abilitate perchè... conoscono solo quelle. Quando
viene fatto loro notare che ci sono innumerevoli casi di centralini e
router collegati da elettricisti e quant'altro la risposta è che non li
conoscono.
Quindi per assurdo gli unici a venire controllati sono quelli abilitati,
tutti gli abusivi no.
Perchè non si è mai avuta notizia di sanzioni di legge applicate a
qualcuno per aver collegato un centralino (caso comune quindici anni fa)
o un router (caso comune adesso)? Secondo me perchè prima le sanzioni
erano un po' più "normali" e poi perchè gli impianti dati e telefonici
ben raramente sono causa di incidenti sul lavoro o sono in grado di
provocare danni a terzi, quindi tendono a passare inosservati.
So però di qualche caso in cui la cosa è emersa: ad esempio nel caso di
impianti interni (centralini, switch, ecc.) danneggiati da
sovratensioni.
Il cliente finale fa denuncia di sinistro alla propria assicurazione per
avere il rimborso del danno, se trova un perito "furbo" quello gli
chiede copia della dichiarazione trasmessa al ministero. Se non c'è,
l'assicurazione ha titolo per non pagare, il più delle volte.
Il cliente (che nel 99% dei casi non sa neppure dell'esistenza di questa
legge) si rivolge al suo installatore "abusivo" che, se non è proprio
stronzo, tappa la falla riparando il danno a sue spese e chiudendola lì.

Che poi questa legge, e le sanzioni decuplicate di adesso, siano del
tutto sensate non trova certo d'accordo neanche me. Ma non vedo proprio
perchè adesso la si dovrebbe considerare applicabile solo ad alcune
categorie di installatori "professionali", almeno io non vedo dove sia
scritta una cosa del genere.

>Potrei anche
> essere daccordo, come succede per esempio per la telefonia ISDN, che
> gli apparecchi necessari per connettere la centrale all'utenza siano
> forniti da telecom o chi per essa (basta che non propinino la solita
> "cacca" e che non ci siano limitazioni inaggirabili)...ma sinceramente
> non capisco quali motivazioni possano esserci alla base di questa
> legge...il router fa il router e basta.

Non proprio, se un router è programmato male ed è ad esempio collegato a
sistemi capaci di generare parecchio traffico (es. impianti di
videosorveglianza) danni verso la rete ne può fare, sotto forma di
traffico inutile e relativa occupazione di banda (così almeno qualcuno
ha cercato di spiegarmi). Non capisco invece che danno potesse creare un
centralino telefonico collegato male da un "non abilitato" alla rete
pubblica, caso a cui probabilmente di pensava quando la legge è nata.


>
> Potrei invece capire che fossero richiesti dei requisiti minimi, del
> tipo firewall, antivirus, ecc...ma forse con questo ci tireremmo la

> zappa sui piedi ancora di più...

I requisiti minimi verranno richiesti agli installatori. E probabilmente
è anche giusto, come già accade ad elettricisti, idraulici, ecc. che al
termine dei lavori devono rilasciare la dichiarazione di conformità,
cosa che non può fare un privato, anche se molto bravo nel fai da te.

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