?
SI PUO' FARE! (vedi film "Frankestein Junior") ;)
Gią... intendevo proprio quello. :-)
Dagli abissi della mia gnuranza temo che la via computazionale sia una
cagata pazzesca.
>> SI PUO' FARE! (vedi film "Frankestein Junior") ;)
> Giᅵ... intendevo proprio quello. :-)
> Dagli abissi della mia gnuranza temo che la via computazionale sia una
> cagata pazzesca.
Grazie per averci fatto ricordare una colonna portante del cinema.
Qualche riserva sull'utilitᅵ in termini di arricchimento del newsgroup,
ma forse visto il nulla che lo popola, va bene cosᅵ. :)
--
C++U,
GiO
In verità il msg era criptico ma affatto OT. :-)
Credo che il nostro corpo e i processi cognitivi siano un tutt'uno
inscindibile.
Per cui cercare di simularli con un calcolatore, almeno come ipotizzato
finora, è una cavolata.
Cmq. penso che i più informati lo sapessero già...
Perchè?
Spero di no, anche se qualche dubbio che sia proprio così viene anche a me.
> Per cui cercare di simularli con un calcolatore, almeno come ipotizzato
> finora, è una cavolata.
Questo perchè il calcolatore è la macchina più avanzata e "affascinante"
attualmente a disposizione dell'uomo.
Millenni fa si pensava di poter far fare la stessa cosa (pensare) alle
macchine più avanzate allora disponibili (non ricordo dove l'ho letto...).
Tuttavia, se il cervello funziona con stesse regole del mondo fisico,
non vedo perchè questo non possa essere in qualche modo simulato.
>> Grazie per averci fatto ricordare una colonna portante del cinema.
>> Qualche riserva sull'utilità in termini di arricchimento del newsgroup, ma
>> forse visto il nulla che lo popola, va bene così. :)
>
> In verità il msg era criptico ma affatto OT. :-)
Non ho mai scritto che fosse OT e svariate volte ho scritto la mia
opinione sull'argomento. Cioè (in breve) nel caso dell'uomo non esiste
un "cervello intelligente" ma un "sistema intelligente" di cui il
cervello è solo una parte che, ai fini operativi, per quanto flessibile
non è in grado di funzionare in mancanza di input sensoriali di qualche
tipo e di altri apparati. La conseguenza di questo è che cercare di
creare un'IA simulando il cervello è sforzo vano *se* non si simulano
anche gli altri apparati almeno a livello funzionale.
Può essere invece interessantissimo, utile, produttivo ed efficace
creare delle IA basate su principi diversi (in tutto o in parte) da
quelli del funzionamento del cervello umano. In questo caso le IA non
saranno dei simulacri di esseri umani, ma entità autonome, a mio parere
molto più utili.
P.S.
Il sistema per creare un'intelligenza umana del tutto funzionante,
completa di input e output è già stato inventato ed è gratuito e ben
sperimentato: si chiama "riproduzione". :D
--
C++U,
GiO
Quoto tutto.
Intendevo proprio questo.
Interessanti le altre forme di IA.
Che potrebbero essere ispirate al nostro principio di funzionamento ma
implementate in un modo di gran lunga più digeribile per un calcolatore.
Certo il risultato non sarebbe quello che si intende normalmente, però...
> P.S.
> Il sistema per creare un'intelligenza umana del tutto funzionante,
> completa di input e output è già stato inventato ed è gratuito e ben
> sperimentato: si chiama "riproduzione". :D
E' già... ma noi non ci accontentiamo mai di ciò che abbiamo già.
E' nella la nostra natura.
:-)
Perchè temo che il nostro sistema cognitivo non sia basato su una sorta di
super-computer di qualche specie.
Penso che sia pesantemente legato alla nostra fisicità.
In effetti non significa che una IA (intesa come simulazione
dell'intelligenza umana) informatica sia irrealizzabile.
Forse volevo solo dire che la mente non può essere isolata dal corpo, così
come abbiamo immaginato di poter fare.
Non riesco a spiegarmi troppo bene... :-)
I sistemi fisici sono, almeno in principio, simulabili.
> In effetti non significa che una IA (intesa come simulazione
> dell'intelligenza umana) informatica sia irrealizzabile.
> Forse volevo solo dire che la mente non può essere isolata dal corpo, così
> come abbiamo immaginato di poter fare.
In che senso?
Già, infatti dicendo che è impossibile mi son sbagliato.
>In che senso?
Diciamo che te lo so spiegare meglio di come ho fatto (male).
GiO ha capito cosa intendo.
Gli ultimi esperimenti, anche italiani mi pare, includono la simulazione
fisica di un corpo umanoide o almeno di un arto.
Suppongo che tali esperimenti nascano dalla constatazione che il nostro modo
di ragionare non è solo nel cervello.
E tu dirai....
"Grazie! Lo sapevo già che senza un apparato sensoriale che trasferisce gli
stimoli al cervello non può funzionare un cavolo..."
:-)
Ops: "Diciamo che NON te lo so spiegare..."
Sicuramente il problema non è eseguire il programma ma costruirlo.
La costruzione richiede grandi capacità computazionali.
> Penso che sia pesantemente legato alla nostra fisicità.
> In effetti non significa che una IA (intesa come simulazione
> dell'intelligenza umana) informatica sia irrealizzabile.
> Forse volevo solo dire che la mente non può essere isolata dal corpo, così
> come abbiamo immaginato di poter fare.
> Non riesco a spiegarmi troppo bene... :-)
Queste mi sembrano argomentazioni vicine a quelle che hanno portato
alla definizione di "GOFAI" spesso usata un po' troppo in modo
dispregiativo a mio avviso.
>Queste mi sembrano argomentazioni vicine a quelle che hanno portato
>alla definizione di "GOFAI" spesso usata un po' troppo in modo
>dispregiativo a mio avviso.
Letto adesso su Wikipedia.
Forse l'approccio simbolico non è completamente errato ma non ha portato
grossi risultati perchè rappresenta solo una parte della soluzione.
Oppure si lavora su quello che è già un livello superiore.
Cioè il discorso simbolico è la "conseguenza" di un altro sottosistema e non
la premessa per il ragionamento.
Un po' come uno che vuole simulare un essere vivente considerando solo
l'aspetto esteriore e non il funzionamento interno.
Così gli esce fuori un manichino.
Boh... :-)
Ciao
Molti problemi ritenuti difficili dove la differenza fra quello che un
uomo riesce a fare rispetto a quello ottenuto dai calcolatori si fa
sentire di più sono problemi di cui non si conosce una soluzione a
bassa complessita spazio-temporale e probabilmente tale complessità
risulterà irriducibile rimanendo molto elevata.
Questo fatto indica che il problema sostanzialmente non è risolvibile
in pratica.
Come mai allora si riescono a risolvere anche abbastanza facilmente
tali problemi?
La risposta è semplice , lo spazio di tutte le possibilità da
esplorare per garantire la soluzione ad un problema non solo non è
esplorabile , non esiste! Quindi non è necessario esplorarlo.
Per spiegarlo con un esempio si può pensare a quanti sono i possibili
dischi da 1 Mb : 2^(1000000) . Questo non è solo un numero non
esplorabile è un numero che non esiste !
In tal senso i dati , la conoscenza dell' ambiente svolge un ruolo
importante nel dare un contesto al problema in modo da non doverlo
risolvere a livello generale .
Con il contesto però non intendo un contesto che agisca per un solo
problema specifico ma che mantenga comunque una genericità sufficiente
per poter applicare tale conoscenza a qualsiasi problema.
In altri termini ancora si può tirare in ballo l' "universal
distribution" che fa luce su tutti i programmi possibili in un ambito
matematico a questa si potrebbe far corrispondere una "Real"
distribution che faccia luce sui programmi esistenti possibili ponendo
proprio un limite in tali esplosioni esponenziali.
... mi sono dilungato un po' troppo...
Ciao, Denis.
> Interessanti le altre forme di IA.
> Che potrebbero essere ispirate al nostro principio di funzionamento ma
> implementate in un modo di gran lunga più digeribile per un calcolatore.
> Certo il risultato non sarebbe quello che si intende normalmente, però...
Sono le IA più diffuse in ambito produttivo.
Per esempio, in nessun videogioco ci si pone come obiettivo quello di
simulare un cervello.
--
C++U,
GiO