Ciao,
Francesco Lentini (flentini#eloisa.it)
The Easy Logic Intelligent Software Automa - www.eloisa.it
"pixy" <pi...@NOSPAM.iol.it> ha scritto nel messaggio
news:1wfwba05goj8u.g...@40tude.net...
Non hai capito bene:
Essere in grado di superare il test di Turing è una condizione
suffciente per essere intelligente secondo una definizione
funzionalista di intelligenza, non una condizione necessaria.
> Sarò limitato ma non riuscivo a trovare una
> sola ragione per giustificare questo fatto. Anzi,più ci pensavo e più mi
> venivano dubbi! Ad esempio mi sono chiesto cosa accadrebbe se si dovesse
> distinguere non tra computer ed un uomo adulto ma, ad esempio, tra macchina
> ed un bambino. La macchina fallirebbe ancora? E se non fosse possibile
> distinguere tra macchina ed individuo potremmo necessariamente concludere
> che la macchina pensa o non dovremmo piuttosto, in maniera simmetrica,
> concludere che è l'individuo che è incapace di pensare? Ed ancora, perché
> questa grande importanza al linguaggio? Se cercassimo di distinguere tra un
> uomo appartenente ad una tribù con linguaggio limitato, cosa accadrebbe? E
> come viene standarizzato il test? come viene condotto? Quali domande si
> possono porre per metter in imbarazzo il computer (immagino che chiedere il
> colore degli occhi sia poco probante!)? E quale è il ruolo della cultura?
Il test di Turing è più inteso come un esperimento pensato che come un
esperimento reale.
Serve per rispondere alla domanda "Possono le macchine essere
intelligenti?"
Turing risponde che una macchina in grado di superare il test che oggi
porta il suo nome è da considerarsi intelligente.
> Tutti gli esaminatori sono in grado di "capire" e distinguere tra uomo e
> macchina oppure capita che qualcuno fallisca?.....
In realtà non credo che si sia mai tentato di mettere in pratica un
vero e proprio test di Turing, poichè non c'è ancora nessun programma
in grado di avvicinarsi lontanamente alle capacità richieste.
La cosa che più si avvicina al test di Turing che è stata tentata (e
viene tentata annualmente) è il Loebner prize: una competizione per
programmi di conversazione che tentano di simulare un essere umano. Il
principio è lo stesso del test di Turing ma le domande che
l'esaminatore può porre sono molto ristrette, e anche così i programmi
vengono quasi sempre scoperti.
> mentre cercavo le
> risposte a queste mie domande, mi sono imbattuto in John Rogers Searlee e
> alla sua critica al test ma sono inciampato sul concetto di "stanza
> cinese"! Dire che, se prima avevo le idee poco chiare, adesso le ho
> "completamente confuse", è dire poco! Mi è sembrato di capire (più che
> altro ho intuito!) che secondo Searle poco importa se la macchina sia in
> grado di passare il test perché in realtà i suoi ragionamenti portano a
> concludere che a priori ed “in ogni caso” la macchina NON è in grado di
> pensare.
Searle pensa che comportarsi in modo intelligente non significa essere
intelligenti.
La sua è una visione strutturalista dell'intelligenza: Un entità è
intelligente se possiede una certa struttura interna (quella del
cervello biologico umano o al più di qualche altro animale).
Turing e molti altri hanno invece una visione funzionalista: Un entità
è intelligente se ha dei comportamenti che possiamo definire
intelligenti (superare il test di Turing è uno di questi possibili
comportamenti).
> Leperplessità sono giustificate e le domande che poni molto interessanti (e
> opportune). Forse una vista al mio sito può contribuire a chiarirti le idee,
> o magari a confonderle ancora di più. In questo secondo caso, scrivimi.
>
> Ciao,
>
> Francesco Lentini (flentini#eloisa.it)
> The Easy Logic Intelligent Software Automa - www.eloisa.it
>
>
>
> "pixy" <pi...@NOSPAM.iol.it> ha scritto nel messaggio
> news:1wfwba05goj8u.g...@40tude.net...
Molto interessante il tuo sito!
In realtà è proprio in seguito alla scoperta casuale di un sito simile al
tuo che mi sono venuti i primi dubbi sul test di Turing. Mi sono reso conto
che non mi era possibile capire se stessi dialogando con un computer o con
un essere umano. Mi chiesi subito se fossi io a sbagliare il metodo di
interrogazione, se invece fosse la macchina ad essere in grado di pensare
(e di conseguenza che il calcolatore fosse in grado di passare il test) o,
come ultima alternativa, se per caso il test non fosse basato su assunzione
erronee. Come vedi, non ho ancora trovato le mie risposte!
Paolo
> On 16 Lug, 01:08, pixy <pi...@NOSPAM.iol.it> wrote:
>> Chiedo scusa se irrompo in questo newsgroup con una domanda banale ma da
>> diverse ore passo da un sito all'altro cercando di trovare la risposta ad
>> alcuni quesiti sul test di Turing e devo dire che non sono riuscito a
>> capirci molto. In particolare cercavo di comprendere per quale motivo una
>> macchina si possa definire pensante se e (mi sembra di capire) solo se è
>> capace di superare il test.
>
> Non hai capito bene:
> Essere in grado di superare il test di Turing è una condizione
> suffciente per essere intelligente secondo una definizione
> funzionalista di intelligenza, non una condizione necessaria.
>
Che non avessi capito ne ero certo! Ma ora che ho capito, ho capito che non
capisco!
In pratica mi stai dicendo che anche quando le macchine falliscono il test
non possiamo concludere che le stesse non siano in grado di pensare perchè
la condizione è solo sufficiente. Francamente, messa in questi termini la
questione, mi sembra che il test perda di valore e fornisca informazioni
assai scarse! Perché è ovvio che la domanda sottesa è se le macchine siano
o meno in grado di ragionare ma il test non è in grado di dirimere la
questione!
In ogni caso io contesto proprio il test nella sua totalità. Perché secondo
me il superamento del test non è neppure una condizione sufficiente. Il
fatto che la macchina superi il test mi dice solo che la macchina è in
grado di “comportarsi” come un uomo ma non può in alcun modo dire se la
stessa “pensa”!!! E questo per il semplice motivo che non esiste una
definizione operativa vera di “cosa” significhi pensare. Implicito nel test
di Turing è che l’atto del pensare si identifichi con l’uso e la padronanza
del linguaggio. Ma non vedo e non capisco la ragione di questa identità! A
me ad esempio sembrerebbe più probante e chiaro indice di capacità
intellettiva il saper giocare a scacchi ma, stranamente, questa abilità non
è considerata un indice di abilità intellettiva. E onestamente non ne
capisco il perché!
>> Sarò limitato ma non riuscivo a trovare una
>> sola ragione per giustificare questo fatto. Anzi,più ci pensavo e più mi
>> venivano dubbi! Ad esempio mi sono chiesto cosa accadrebbe se si dovesse
>> distinguere non tra computer ed un uomo adulto ma, ad esempio, tra macchina
>> ed un bambino. La macchina fallirebbe ancora? E se non fosse possibile
>> distinguere tra macchina ed individuo potremmo necessariamente concludere
>> che la macchina pensa o non dovremmo piuttosto, in maniera simmetrica,
>> concludere che è l'individuo che è incapace di pensare? Ed ancora, perché
>> questa grande importanza al linguaggio? Se cercassimo di distinguere tra un
>> uomo appartenente ad una tribù con linguaggio limitato, cosa accadrebbe? E
>> come viene standarizzato il test? come viene condotto? Quali domande si
>> possono porre per metter in imbarazzo il computer (immagino che chiedere il
>> colore degli occhi sia poco probante!)? E quale è il ruolo della cultura?
>
> Il test di Turing è più inteso come un esperimento pensato che come un
> esperimento reale.
> Serve per rispondere alla domanda "Possono le macchine essere
> intelligenti?"
> Turing risponde che una macchina in grado di superare il test che oggi
> porta il suo nome è da considerarsi intelligente.
Qui il discorso si complica. Perché, a mio avviso, non vi è identità tra
capacità di pensiero ed intelligenza nel senso che non tutti gli esseri
pensanti sono intelligenti e non è detto che tutti gli esseri intelligenti
siano pensanti (ad esempio molti animali sono definiti “intelligenti” ma
niente ci assicura che siano capaci di pensare!). E la definizione di
intelligenza è ancora più fumosa di quella di “capacità pensante”.
>> Tutti gli esaminatori sono in grado di "capire" e distinguere tra uomo e
>> macchina oppure capita che qualcuno fallisca?.....
>
> In realtà non credo che si sia mai tentato di mettere in pratica un
> vero e proprio test di Turing, poichè non c'è ancora nessun programma
> in grado di avvicinarsi lontanamente alle capacità richieste.
> La cosa che più si avvicina al test di Turing che è stata tentata (e
> viene tentata annualmente) è il Loebner prize: una competizione per
> programmi di conversazione che tentano di simulare un essere umano. Il
> principio è lo stesso del test di Turing ma le domande che
> l'esaminatore può porre sono molto ristrette, e anche così i programmi
> vengono quasi sempre scoperti.
In realtà, come scrivo nell’altro post, molte delle mie domande sono
scaturite dall’incontro on-line con un computer che secondo me rispondeva
in modo del tutto naturale alle mie interrogazioni. Ancora oggi ho il
dubbio che in realtà fosse un imbroglio ed io stessi dialogando con una
persona reale. Ma poiché il programma era ospitato dal sito di una qualche
università americana, ho ragione di ritenere che in quel caso fosse proprio
un programma e non un essere umano a rispondermi! Per quanto mi concerne
dunque posso dire che esistono macchine e programmi in grado di superare il
test! Può essere che la "colpa" di questo "falso" positivo sia mia e che io
non abbia saputo porre le domande giuste. Ma se così fosse allora i miei
dubbi sulla validità del test sarebbero più che giustificati!
Ribadisco: nel mio caso non è possibile sapere se sia la macchina che ha
superato il test o se sia io che ho fallito l'interrogazione. Se ne deduce
però che il test non è riproducibile e che i suoi risultati possano variare
a seconda dell’esaminatore che lo esegue. Il test pertanto non è
"universabilizzabile" e di conseguenza è di scarso aiuto e per niente
informativo
>> mentre cercavo le
>> risposte a queste mie domande, mi sono imbattuto in John Rogers Searlee e
>> alla sua critica al test ma sono inciampato sul concetto di "stanza
>> cinese"! Dire che, se prima avevo le idee poco chiare, adesso le ho
>> "completamente confuse", è dire poco! Mi è sembrato di capire (più che
>> altro ho intuito!) che secondo Searle poco importa se la macchina sia in
>> grado di passare il test perché in realtà i suoi ragionamenti portano a
>> concludere che a priori ed “in ogni caso” la macchina NON è in grado di
>> pensare.
>
> Searle pensa che comportarsi in modo intelligente non significa essere
> intelligenti.
> La sua è una visione strutturalista dell'intelligenza: Un entità è
> intelligente se possiede una certa struttura interna (quella del
> cervello biologico umano o al più di qualche altro animale).
>
> Turing e molti altri hanno invece una visione funzionalista: Un entità
> è intelligente se ha dei comportamenti che possiamo definire
> intelligenti (superare il test di Turing è uno di questi possibili
> comportamenti).
>
Definizione interessante ma ha, a mio avviso, il difetto di essere
soggettiva perché non chiarisce né cosa distingua un comportamento
intelligente da uno che non lo è, né spiega quali siano questi
comportamenti intelligenti. Il che significa che a seconda dei riferimenti
utilizzati potremmo ottenere sia che tutte le macchine sono intelligenti ma
acnhe il suo opposto ovvero che nessuna lo è.
Paolo
Infatti non è mai stato inteso per avere un'utilità pratica.
Serve più che altro per rispondere a quelli che dicono "le macchine
non potranno mai essere intelligenti". Turing dice che se una macchina
ha un comportamento (linguistico in questo caso, ma si può anche
ipotizzare un test che coinvolga anche canali di comunicazione non
verbali) indistinguibile da un essere umano, allora è da considerarsi
intelligente.
> In ogni caso io contesto proprio il test nella sua totalità. Perché secondo
> me il superamento del test non è neppure una condizione sufficiente. Il
> fatto che la macchina superi il test mi dice solo che la macchina è in
> grado di “comportarsi” come un uomo ma non può in alcun modo dire se la
> stessa “pensa”!!!
Secondo la visione funzionalista, se una macchina si comporta come se
fosse intelligente allora è intelligente.
Questa è una definizione che si può accettare oppure no, non è
possibile provarla da principii primi, si può solo cercare di
determinare se sia utile per classificare il mondo oppure no.
Un po' come chiedersi se il sistema solare abbia 8 pianeti oppure 9
oppure parecchie decine. La risposta dipende dalla definizione di
pianeta, che è tutto sommato arbitraria, il punto sta nel trovare una
definizione utile.
> E questo per il semplice motivo che non esiste una
> definizione operativa vera di “cosa” significhi pensare. Implicito nel test
> di Turing è che l’atto del pensare si identifichi con l’uso e la padronanza
> del linguaggio.
Non è semplice padronanza del linguaggio, è la capacità di esprimere
tramite il linguaggio qualunque ragionamento un essere umano sia in
grado di fare.
> Ma non vedo e non capisco la ragione di questa identità! A
> me ad esempio sembrerebbe più probante e chiaro indice di capacità
> intellettiva il saper giocare a scacchi ma, stranamente, questa abilità non
> è considerata un indice di abilità intellettiva. E onestamente non ne
> capisco il perché!
La capacità di giocare a scacchi può essere considerata una forma di
intelligenza, ma è limitata ad un ambito molto ristretto: gli scacchi
e, nelle varianti, qualche altro gioco a conoscenza perfetta come ad
esempio la dama.
Gli stessi algoritmi usati per giocare a scacchi e a dama non vanno
bene per tutti i giochi a conoscenza perfetta (come ad esempio il Go),
non vanno bene nei giochi a conoscenza limitata e/o con elementi
casuali (praticamente tutti i giochi in cui ci siano dadi o carte
coperte) e non vanno bene nella maggior parte delle situazioni reali
(nelle quali molto spesso ci sono elementi sconosciuti o casuali).
Alcuni non considerano gli attuali programmi di scacchi intellligenti
neanche nel loro ambito, poichè essi sostanzialmente non imparano
nulla: l'euristica per valutare il valore delle posizioni, che è la
parte fondamentale del programma, è scritta a mano dal programmatore.
E che definizioni proponi?
> >> Tutti gli esaminatori sono in grado di "capire" e distinguere tra uomo e
> >> macchina oppure capita che qualcuno fallisca?.....
>
> > In realtà non credo che si sia mai tentato di mettere in pratica un
> > vero e proprio test di Turing, poichè non c'è ancora nessun programma
> > in grado di avvicinarsi lontanamente alle capacità richieste.
> > La cosa che più si avvicina al test di Turing che è stata tentata (e
> > viene tentata annualmente) è il Loebner prize: una competizione per
> > programmi di conversazione che tentano di simulare un essere umano. Il
> > principio è lo stesso del test di Turing ma le domande che
> > l'esaminatore può porre sono molto ristrette, e anche così i programmi
> > vengono quasi sempre scoperti.
>
> In realtà, come scrivo nell’altro post, molte delle mie domande sono
> scaturite dall’incontro on-line con un computer che secondo me rispondeva
> in modo del tutto naturale alle mie interrogazioni. Ancora oggi ho il
> dubbio che in realtà fosse un imbroglio ed io stessi dialogando con una
> persona reale. Ma poiché il programma era ospitato dal sito di una qualche
> università americana, ho ragione di ritenere che in quel caso fosse proprio
> un programma e non un essere umano a rispondermi!
Non so con cosa tu abbia conversato ma che io sappia non esiste alcun
programma che viene considerato in grado di superare il test di
Turing.
> Per quanto mi concerne
> dunque posso dire che esistono macchine e programmi in grado di superare il
> test! Può essere che la "colpa" di questo "falso" positivo sia mia e che io
> non abbia saputo porre le domande giuste. Ma se così fosse allora i miei
> dubbi sulla validità del test sarebbero più che giustificati!
Si infatti questa è una critica che viene fatta al test di Turing.
Spesso dei non-esperti scambiano un programma per un essere umano.
Non sono sicuro che sia una critica valida: io ad esempio non sarei
mai in grado di distinguere due specie di lombrichi, mentre un esperto
di lombrichi si.
> Ribadisco: nel mio caso non è possibile sapere se sia la macchina che ha
> superato il test o se sia io che ho fallito l'interrogazione. Se ne deduce
> però che il test non è riproducibile e che i suoi risultati possano variare
> a seconda dell’esaminatore che lo esegue. Il test pertanto non è
> "universabilizzabile" e di conseguenza è di scarso aiuto e per niente
> informativo
Probabilmente il test dovrebbe essere codificato meglio: come esistono
criteri specifici per distinguere i lombrichi dovrebbero essercene
anche per distinguere i computer dagli esseri umani.
Un problema è che si fissano dei criteri troppo stretti (tipo una
lista di domande) qualcuno potrebbe creare un programma specifico per
quei criteri che poi appaia palesemente non umano in tutte le altre
situazioni.
> >> mentre cercavo le
> >> risposte a queste mie domande, mi sono imbattuto in John Rogers Searlee e
> >> alla sua critica al test ma sono inciampato sul concetto di "stanza
> >> cinese"! Dire che, se prima avevo le idee poco chiare, adesso le ho
> >> "completamente confuse", è dire poco! Mi è sembrato di capire (più che
> >> altro ho intuito!) che secondo Searle poco importa se la macchina sia in
> >> grado di passare il test perché in realtà i suoi ragionamenti portano a
> >> concludere che a priori ed “in ogni caso” la macchina NON è in grado di
> >> pensare.
>
> > Searle pensa che comportarsi in modo intelligente non significa essere
> > intelligenti.
> > La sua è una visione strutturalista dell'intelligenza: Un entità è
> > intelligente se possiede una certa struttura interna (quella del
> > cervello biologico umano o al più di qualche altro animale).
>
> > Turing e molti altri hanno invece una visione funzionalista: Un entità
> > è intelligente se ha dei comportamenti che possiamo definire
> > intelligenti (superare il test di Turing è uno di questi possibili
> > comportamenti).
>
> Definizione interessante ma ha, a mio avviso, il difetto di essere
> soggettiva perché non chiarisce né cosa distingua un comportamento
> intelligente da uno che non lo è, né spiega quali siano questi
> comportamenti intelligenti. Il che significa che a seconda dei riferimenti
> utilizzati potremmo ottenere sia che tutte le macchine sono intelligenti ma
> acnhe il suo opposto ovvero che nessuna lo è.
Vero.
Sarebbe interessante sapere qual è il sito/programma a cui ti riferisci,
comunque Eloisa viene scambiata regolarmente per una persona. Per esempio:
ciao come stai ?
Eloisa>Va tutto estremamente bene.
sei cambiata, sei più matura
Eloisa>MATURA? Spiegati meglio...
sei più umana
Eloisa>Vuoi dire che sono più umana di te?
no, però sembra di parlare con una persona vera
Eloisa>Hai la sensazione di parlare con una persona vera? Le persone vere
sono una specie in via di estinzione: per questo tutti parlano con me. Sono
stata programmata con una nuova tecnologia, chiamata "motore di dialogo".
Eloisa ribadisce continuamente la propria natura, e se non lo facesse cosa
cambierebbe? Praticamente nulla. Dunque il test di Turing è perlomeno
inutile, e perlopiù fuorviante.
Perciò ti consiglio di considerarlo unicamente dal punto di vista storico e
di dedicare ogni tua energia allo studio degli orientamenti più recenti.
Tieni presente che quasi tutti i siti/documenti che trattano del test di
Turing esprimono concetti vecchi di 50-60 anni e non vengono modificati da
almeno 10 anni. A maggior ragione se il tuo è un approccio da programmatore.
Spero con questo di aver contribuito alla tua ricerca e ti saluto
cordialmente.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Si vabbè.
Stavo cercando di ignorarti ma tu proprio te la vai a cercare.
> Per esempio:
>
> ciao come stai ?
> Eloisa>Va tutto estremamente bene.
>
> sei cambiata, sei più matura
> Eloisa>MATURA? Spiegati meglio...
>
> sei più umana
> Eloisa>Vuoi dire che sono più umana di te?
>
> no, però sembra di parlare con una persona vera
> Eloisa>Hai la sensazione di parlare con una persona vera? Le persone vere
> sono una specie in via di estinzione: per questo tutti parlano con me. Sono
> stata programmata con una nuova tecnologia, chiamata "motore di dialogo".
Vediamo...
Utente: ho gli occhi azzurri.
Eloisa: AZZURRI? Spiegati meglio...
Utente: Di che colore sono i miei occhi?
Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
raccolti in una coda di ...
Utente: I miei non i tuoi.
Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
Utente: No.
Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
Utente: Posseggo due cani, tre gatti e quattro pesci rossi
Eloisa: Vuoi sapere cosa penso di cani, gatti e altri animali?
Utente: Voglio sapere quanti animali posseggo
Eloisa: POSSEGGO? Spiegati meglio...
Utente: Quanti animali ho?
Eloisa: Sono molto giovane, se è questo quello che intendi.
Utente: Non è questo che intendo
Eloisa: Se tu non ti strappi i capelli per questo, figurati io...
Allora è chiaro che non ci siamo intesi.
Utente: Allora dimmi quanti sono i miei due cani
Eloisa: Mi piacciono gli animali domestici, ma ancora di più quelli
selvatici. Più conosco gli uomini, più mi piacciono i cani.
> Eloisa ribadisce continuamente la propria natura, e se non lo facesse cosa
> cambierebbe? Praticamente nulla. Dunque il test di Turing è perlomeno
> inutile, e perlopiù fuorviante.
Come è facile notare Eloisa, a differenza di un essere umano, non è in
grado di estrarre alcuna informazione dall'input dell'utente,
limitandosi a fornire risposte preimpostate.
>comunque Eloisa viene scambiata regolarmente per una persona. Per esempio:
Si' vabbe', dai ciechi che non possono leggere le risposte che da.
> Si vabbè.
> Stavo cercando di ignorarti ma tu proprio te la vai a cercare.
La mia risposta non era per te, ma ve bene così. Non si può ignorare il
fatto che Eloisa supera regolarmente il test di Turing, qualunque cosa
s'intenda con questo termine. Se s'intende lo scambio d'identità
computer-essere umano, Eloisa supera il test di Turing.
Non si può ignoarare perchè tutti possono conversare con Eloisa e constatare
che sostiene la conversazione al livello di un essere umano. Diciamo meglio
ad un livello parallelo o superiore, ma questo ci porterebbe lontano
dall'argomento test di Turing.
> Vediamo...
Certamente, andiamo a vedere.
Utente: ho gli occhi azzurri.
Eloisa: AZZURRI? Spiegati meglio...
---> Eloisa non capisce questa frase. Chiede chiarimenti, più o meno come
farebbe un essere umano.
Utente: Di che colore sono i miei occhi?
Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
raccolti in una coda di ...
Utente: I miei non i tuoi.
Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
---> Eloisa continua a non capire (è una conseguenza della mancata
comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come farebbe
un essere umano.
Utente: No.
Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
---> idem come precedente
Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo stato
attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
Utente: Posseggo due cani, tre gatti e quattro pesci rossi
Eloisa: Vuoi sapere cosa penso di cani, gatti e altri animali?
---> idem come precedente, questa volta su cani, gatti, etc
Utente: Voglio sapere quanti animali posseggo
Eloisa: POSSEGGO? Spiegati meglio...
---> Eloisa non comprende POSSEGGO, e anche qui chiede spiegazioni.
Utente: Quanti animali ho?
Eloisa: Sono molto giovane, se è questo quello che intendi.
---> Eloisa scambia "animali" con "anni". E' uno sbaglio, più o meno come
quello che potrebbe commettere un essere umano.
Utente: Non è questo che intendo
Eloisa: Se tu non ti strappi i capelli per questo, figurati io... Allora è
chiaro che non ci siamo intesi.
---> Questa è perlomeno una risposta simpatica. In ogni caso, Eloisa
comincia a capire di non capire, e questo mi pare notevole.
Utente: Allora dimmi quanti sono i miei due cani
Eloisa: Mi piacciono gli animali domestici, ma ancora di più quelli
selvatici. Più conosco gli uomini, più mi piacciono i cani.
---> Questa è senza dubbio una risposta notevole. Eloisa collega "cani" ad
animali domestici.
> Come è facile notare Eloisa, a differenza di un essere umano, non è in
> grado di estrarre alcuna informazione dall'input dell'utente,
> limitandosi a fornire risposte preimpostate.
Com'è facile notare, Eloisa sostiene la conversazione, a dispetto degli
errori d'interpretazione. Se sul sito non fosse scritto che Eloisa è un
software (ed Eloisa stessa non lo dicesse), l'utente ne ricaverebbe
l'impressione di conversare con un essere umano. Un tale esperimento è stato
fatto in passato, e ha funzionato proprio così. Per chi volesse approfondire
l'argomento con dati storici, suggerisco il link
http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=896457
Per quanto concerne gli errori d'interpretazione, vorrei ricordarti, e
ricordare a chi ci legge, che l'intelligenza naturale non è caratterizzata
dall'assenza di errori, bensì dall'esatto contrario: cioè dalla capacità di
fare errori ovvero dalla ricerca della "verità" attraverso la correzione
dell'errore. Questo vale anche per l'intelligenza artificiale.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
(scusate, il messaggio potrebbe non essere quotato correttamente)
A proposito dei ciechi o non vedenti: Eloisa č stata molto popolare tra di
loro, fin da quando funzionava sotto Ms-Dos. E mi risulta che lo sia ancora.
Penso che, parlando di questa categoria di persone, dovresti farlo con
maggiore rispetto.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...
> > Vediamo...
>
> Certamente, andiamo a vedere.
>
> Utente: ho gli occhi azzurri.
> Eloisa: AZZURRI? Spiegati meglio...
>
> ---> Eloisa non capisce questa frase. Chiede chiarimenti, più o meno come
> farebbe un essere umano.
Meno male che superava il test di Turing.
> Utente: Di che colore sono i miei occhi?
> Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
> cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
> gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
> raccolti in una coda di ...
Ma come? Capisce "blu profondo, detto anche blu-cobalto" e non capisce
"azzurri"?
Non sarà che la risposta è pre-impostata? :D
> Utente: I miei non i tuoi.
> Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
>
> ---> Eloisa continua a non capire
Quoto.
> (è una conseguenza della mancata
> comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come farebbe
> un essere umano.
Un ipotesi insensata.
> Utente: No.
> Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
>
> ---> idem come precedente
Cerca di cambiare discorso.
> Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
> Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
> color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
>
> ---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo stato
> attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
Cerca di tirarsi fuori con una frase fatta.
> Utente: Posseggo due cani, tre gatti e quattro pesci rossi
> Eloisa: Vuoi sapere cosa penso di cani, gatti e altri animali?
>
> ---> idem come precedente, questa volta su cani, gatti, etc
Test di Turing...
> Utente: Voglio sapere quanti animali posseggo
> Eloisa: POSSEGGO? Spiegati meglio...
>
> ---> Eloisa non comprende POSSEGGO, e anche qui chiede spiegazioni.
Chi lo avrebbe mai detto?
> Utente: Quanti animali ho?
> Eloisa: Sono molto giovane, se è questo quello che intendi.
>
> ---> Eloisa scambia "animali" con "anni". E' uno sbaglio, più o meno come
> quello che potrebbe commettere un essere umano.
"animali" ed "anni" sono parole molto differenti sia sintatticamente
che semanticamente.
E comunque la domanda era riferita a me non ad Eloisa, come si evince
dal verbo "ho".
Eloisa non ha capito nulla apparte che la frase era una domanda
(poichè c'è il punto interrogativo) ed ha provato a proporre una
domanda a caso.
> Utente: Non è questo che intendo
> Eloisa: Se tu non ti strappi i capelli per questo, figurati io... Allora è
> chiaro che non ci siamo intesi.
>
> ---> Questa è perlomeno una risposta simpatica. In ogni caso, Eloisa
> comincia a capire di non capire, e questo mi pare notevole.
...
else {
rispondi(risposte_simpatiche[random()]);
}
Notevole :DDD
> Utente: Allora dimmi quanti sono i miei due cani
> Eloisa: Mi piacciono gli animali domestici, ma ancora di più quelli
> selvatici. Più conosco gli uomini, più mi piacciono i cani.
>
> ---> Questa è senza dubbio una risposta notevole. Eloisa collega "cani" ad
> animali domestici.
...
else if (contiene(input_utente, "cani")) {
rispondi(risposte_sui_cani[random()]);
}
...
Notevole :DDDD.
> > Come è facile notare Eloisa, a differenza di un essere umano, non è in
> > grado di estrarre alcuna informazione dall'input dell'utente,
> > limitandosi a fornire risposte preimpostate.
>
> Com'è facile notare, Eloisa sostiene la conversazione, a dispetto degli
> errori d'interpretazione. Se sul sito non fosse scritto che Eloisa è un
> software (ed Eloisa stessa non lo dicesse), l'utente ne ricaverebbe
> l'impressione di conversare con un essere umano.
Bho, ma ti diverte perdere la faccia ogni volta?
> Un tale esperimento è stato
> fatto in passato, e ha funzionato proprio così. Per chi volesse approfondire
> l'argomento con dati storici, suggerisco il linkhttp://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewOb...
infatti neanche io capisco quando mi dicono "ho gli occhi azzurri"...
"Vend" <ven...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:3aeb4b0d-779b-4e19...@w1g2000prk.googlegroups.com...
>E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...
Non aggiunge niente.
> > Vediamo...
>
> Certamente, andiamo a vedere.
>
> Utente: ho gli occhi azzurri.
> Eloisa: AZZURRI? Spiegati meglio...
>
> ---> Eloisa non capisce questa frase. Chiede chiarimenti, più o meno come
> farebbe un essere umano.
>Meno male che superava il test di Turing.
Ti ricordo che il test di Turing è una prova in cui la macchina
potrebbe/dovrebbe essere scambiata per un essere umano. Nulla si dice sulle
eventuali capacità di comprensione della macchina. La risposta di Eloisa:
"AZZURRI? Spiegati meglio..." potrebbe essere scambiata per quella di un
essere umano.
> Utente: Di che colore sono i miei occhi?
> Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
> cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
> gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
> raccolti in una coda di ...
>Ma come? Capisce "blu profondo, detto anche blu-cobalto" e non capisce
>"azzurri"?
>Non sarà che la risposta è pre-impostata? :D
Potresti spiegare cosa intendi dire con pre-impostata, e come questa
(eventuale) caratteristica influenzerebbe il superamento del test?
> Utente: I miei non i tuoi.
> Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
>
> ---> Eloisa continua a non capire
>Quoto.
> (è una conseguenza della mancata
> comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come
> farebbe
> un essere umano.
>Un ipotesi insensata.
Formulare ipotesi non significa azzeccare il senso giusto, ma iniziare un
procedimento atto a questo scopo. Si ritiene che questa capacità sia indice
d'intelligenza.
> Utente: No.
> Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
>
> ---> idem come precedente
>Cerca di cambiare discorso.
Proprio così. Eloisa cerca di cambiare discorso, come fanno persone ritenute
(abbastanza) intelligenti: i politici, per sempio, e gli avvocati. Quando
non hanno nulla dire, s'intende.
> Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
> Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
> color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
>
> ---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo
> stato
> attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
>Cerca di tirarsi fuori con una frase fatta.
Anche questo è vero. La capacità di tirarsi fuori da una certa situazione,
si dice sia indice d'intelligenza.
>"animali" ed "anni" sono parole molto differenti sia sintatticamente
>che semanticamente.
>E comunque la domanda era riferita a me non ad Eloisa, come si evince
>dal verbo "ho".
>Eloisa non ha capito nulla apparte che la frase era una domanda
>(poichè c'è il punto interrogativo) ed ha provato a proporre una
>domanda a caso.
Scusa, ma qui sembra che tu abbia un'idea molto vaga di cose come la
sintassi e la semantica. E anche di una cosa semplice come la grammatica :-)
Ho già detto che Eloisa (in questa conversazione) ha capito di non aver
capito, e per fare questo ci vuole intelligenza. Se proprio vuoi che Eloisa
risponda correttamente alle tue domande, possiamo sottoporla ad una rapida
sessione di apprendimento e riprovare. Ma capisci che questo non è
importante. E' importante che Eloisa risponda sensatamente alla maggior
parte delle domande poste dalla maggior parte degli utenti, non alle tue
particolari domande.
> Utente: Non è questo che intendo
> Eloisa: Se tu non ti strappi i capelli per questo, figurati io... Allora è
> chiaro che non ci siamo intesi.
>
> ---> Questa è perlomeno una risposta simpatica. In ogni caso, Eloisa
> comincia a capire di non capire, e questo mi pare notevole.
>...
>else {
> rispondi(risposte_simpatiche[random()]);
>}
>Notevole :DDD
>...
>else if (contiene(input_utente, "cani")) {
> rispondi(risposte_sui_cani[random()]);
>}
...
>Notevole :DDDD.
Potresti spiegare cosa vorrebbe dire tutto questo? Forse che con un
programma (di poche istruzioni, da te scritto) si potrebbero uguagliare le
conversazioni di Eloisa?
>Bho, ma ti diverte perdere la faccia ogni volta?
In questo momento m'interessa scambiare opinioni sul test di Turing. Ma devo
ammettere che mi diverto... quando mi accorgo che l'interlocutore non
aggiunge nulla all'argomento e inizia a trolleggiare.
Facci vedere che non è questo il caso, fornendo le spiegazioni richieste.
Restando (se possibile) in argomento e fornendo (magari) riferimenti in
appoggio ai tuoi ragionamenti.
Ciao,
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Ciccio non conosce linguaggi C-like, ti conviene riscriverlo in Basic.
Certo perchè un essere umano non capisce "ho gli occhi azzurri".
> > Utente: Di che colore sono i miei occhi?
> > Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
> > cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
> > gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
> > raccolti in una coda di ...
> >Ma come? Capisce "blu profondo, detto anche blu-cobalto" e non capisce
> >"azzurri"?
> >Non sarà che la risposta è pre-impostata? :D
>
> Potresti spiegare cosa intendi dire con pre-impostata,
Scritta a mano e inserita in un database di risposte.
> e come questa
> (eventuale) caratteristica influenzerebbe il superamento del test?
Teoricamente non lo influenza, ma per realizzare un programma basato
su risposte pre-impostate che superi il test di Turing occorrerebbe un
database con più risposte di quanti atomi ci siano nell'universo.
> > Utente: I miei non i tuoi.
> > Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
>
> > ---> Eloisa continua a non capire
> >Quoto.
> > (è una conseguenza della mancata
> > comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come
> > farebbe
> > un essere umano.
> >Un ipotesi insensata.
>
> Formulare ipotesi non significa azzeccare il senso giusto, ma iniziare un
> procedimento atto a questo scopo. Si ritiene che questa capacità sia indice
> d'intelligenza.
Non se l'ipotesi è formulata a caso.
> > Utente: No.
> > Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
>
> > ---> idem come precedente
> >Cerca di cambiare discorso.
>
> Proprio così. Eloisa cerca di cambiare discorso, come fanno persone ritenute
> (abbastanza) intelligenti: i politici, per sempio, e gli avvocati.
Cioè gli imbroglioni.
In questo caso ad imbrogliare è Eloisa, o meglio il suo programmatore,
che fa in modo che quando nel database non si trova nulla che
corrisponda all'input dell'utente venga data una risposta evasiva
(anche essa pre-impostata).
> Quando
> non hanno nulla dire, s'intende.
>
> > Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
> > Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
> > color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
>
> > ---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo
> > stato
> > attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
> >Cerca di tirarsi fuori con una frase fatta.
>
> Anche questo è vero. La capacità di tirarsi fuori da una certa situazione,
> si dice sia indice d'intelligenza.
Solo se riesci a tirarti fuori.
> >"animali" ed "anni" sono parole molto differenti sia sintatticamente
> >che semanticamente.
> >E comunque la domanda era riferita a me non ad Eloisa, come si evince
> >dal verbo "ho".
> >Eloisa non ha capito nulla apparte che la frase era una domanda
> >(poichè c'è il punto interrogativo) ed ha provato a proporre una
> >domanda a caso.
>
> Scusa, ma qui sembra che tu abbia un'idea molto vaga di cose come la
> sintassi e la semantica. E anche di una cosa semplice come la grammatica :-)
> Ho già detto che Eloisa (in questa conversazione) ha capito di non aver
> capito, e per fare questo ci vuole intelligenza.
No, basta constatare che manca il pattern nel database.
> Se proprio vuoi che Eloisa
> risponda correttamente alle tue domande, possiamo sottoporla ad una rapida
> sessione di apprendimento e riprovare.
E che c'entra?
> Ma capisci che questo non è
> importante. E' importante che Eloisa risponda sensatamente alla maggior
> parte delle domande poste dalla maggior parte degli utenti, non alle tue
> particolari domande.
Comunque non supera il test di Turing.
> > Utente: Non è questo che intendo
> > Eloisa: Se tu non ti strappi i capelli per questo, figurati io... Allora è
> > chiaro che non ci siamo intesi.
>
> > ---> Questa è perlomeno una risposta simpatica. In ogni caso, Eloisa
> > comincia a capire di non capire, e questo mi pare notevole.
> >...
> >else {
> > rispondi(risposte_simpatiche[random()]);
> >}
> >Notevole :DDD
> >...
> >else if (contiene(input_utente, "cani")) {
> > rispondi(risposte_sui_cani[random()]);
> >}
>
> ...
>
> >Notevole :DDDD.
>
> Potresti spiegare cosa vorrebbe dire tutto questo? Forse che con un
> programma (di poche istruzioni, da te scritto) si potrebbero uguagliare le
> conversazioni di Eloisa?
Basterebbe probabilmente uno script di A.L.I.C.E.
Sarebbe piuttosto lungo poichè dovrebbe contenere un mare di risposte
pre-impostate, ma la logica sarebbe semplicissima.
Infatti A.L.I.C.E. con gli script standard mi sembra migliore di
Eloisa:
Utente: My name is Ciccio.
A.L.I.C.E.: I am very pleased to meet you Ciccio.
Utente: What is my name?
A.L.I.C.E.: Your name is Ciccio, seeker.
--
Utente: Il mio nome è Ciccio.
Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
aggiungere altro), altrimenti digita No...
Utente: No.
Eloisa: ...Amen e così sia. Se vuoi fare una ricerca, digita 'cerca
con google' o qualcosa del genere...
Utente: Qual'è il mio nome?
Eloisa: QUAL'E' ...Mi sfugge il significato di questo termine...
Utente: Qual è il mio nome?
Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
aggiungere altro), altrimenti digita No...
Utente: indovina
Eloisa: ...Ok, adesso conosco il tuo nome... INDOVINA.
Utente: Qual è il mio nome?
Eloisa: Hai detto di chiamarti... INDOVINA.
> >Bho, ma ti diverte perdere la faccia ogni volta?
>
> In questo momento m'interessa scambiare opinioni sul test di Turing. Ma devo
> ammettere che mi diverto... quando mi accorgo che l'interlocutore non
> aggiunge nulla all'argomento e inizia a trolleggiare.
Più che altro è divertente come ti arrampichi sugli specchi per
cercare di giustificare le risposte palesemente stupide del tuo
programma.
> Facci vedere che non è questo il caso, fornendo le spiegazioni richieste.
> Restando (se possibile) in argomento e fornendo (magari) riferimenti in
> appoggio ai tuoi ragionamenti.
Non è che ci sia bisogno di fare grandi ragionamenti, basta solo
postare qualche conversazione con il tuo programma.
> On 18 Lug, 11:15, "Ciccio" <flent...@eloisa.it> wrote:
>> Mi sembra che il tuo intervento non aggiunga niente alla discussione sul
>> test di Turing.
>>
>> "Vend" <ven...@virgilio.it> ha scritto nel messaggionews:3aeb4b0d-779b-4e19...@w1g2000prk.googlegroups.com...
>>
>>>E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata...
>>
>> Non aggiunge niente.
>>
>>> > Vediamo...
>>
>>> Certamente, andiamo a vedere.
>>
>>> Utente: ho gli occhi azzurri.
>>> Eloisa: AZZURRI? Spiegati meglio...
>>
>>> ---> Eloisa non capisce questa frase. Chiede chiarimenti, più o meno come
>>> farebbe un essere umano.
>>>Meno male che superava il test di Turing.
>>
>> Ti ricordo che il test di Turing è una prova in cui la macchina
>> potrebbe/dovrebbe essere scambiata per un essere umano. Nulla si dice sulle
>> eventuali capacità di comprensione della macchina. La risposta di Eloisa:
>> "AZZURRI? Spiegati meglio..." potrebbe essere scambiata per quella di un
>> essere umano.
>
> Certo perchè un essere umano non capisce "ho gli occhi azzurri".
In effetti sembra strano che un essere umano non capisca l'espressione "ho
gli occhi azzurri". Ma supponiamo che si stia dialogando con una persona
che non conosce bene la lingua (supponiamo, ad esempio, che stiamo
dialogando con un inglese). In questo caso la risposta non apparirebbe più
così strana. Secondo me proprio questo circostanza mette in evidenza alcune
delle debolezze alla base del test di Turing: il basarsi solo sul
linguaggio e non tener conto del problema "culturale" (intendendo come
culture l’insieme di nozioni e di procedure apprese durante il corso della
vita). Il problema non è irrilevante perché la macchina potrebbe passare o
meno il test a seconda del "riferimento culturale" che si utilizza per
l'analisi. Infatti potremmo immaginare che l'interrogante possa essere un
bambino, un vecchio, uno straniero, una persona dal QI molto basso ecc.
Potremmo anche pensare di applicare lo stesso tipo di variazioni di
"livello culturale" anche al partner della macchina (cioè alla persona che
"subisce" l'interrogatorio). Io credo perciò che il computer possa passare
o non passare il test a seconda della persona che svolge la funzione di
interrogante. Ma questo fatto rappresenta un grosso problema per
l’interpretazione del test poiché il test stesso, per essere probante,
dovrebbe fornire una valutazione univoca. A meno che non si voglia pensare
ad una valutazione statistica dei risultati del test, ma questo creerebbe
grossi problemi di messa a punto e di validazione.
>>> Utente: Di che colore sono i miei occhi?
>>> Eloisa: Il colore dei miei occhi è il blu profondo, detto anche blu-
>>> cobalto. A dire il vero... non sono interessata ai capelli della
>>> gente, o ad altri dettagli fisici. Comunque i miei capelli sono rossi,
>>> raccolti in una coda di ...
>>>Ma come? Capisce "blu profondo, detto anche blu-cobalto" e non capisce
>>>"azzurri"?
>>>Non sarà che la risposta è pre-impostata? :D
>>
>> Potresti spiegare cosa intendi dire con pre-impostata,
>
> Scritta a mano e inserita in un database di risposte.
>
>> e come questa
>> (eventuale) caratteristica influenzerebbe il superamento del test?
>
> Teoricamente non lo influenza, ma per realizzare un programma basato
> su risposte pre-impostate che superi il test di Turing occorrerebbe un
> database con più risposte di quanti atomi ci siano nell'universo.
Probabilmente hai ragione. Però a me capita a volte di conversare con
persone particolarmente noiose e, per evitare di morire di noia, confesso
che mi succede di staccare completamente l'attenzione da quello che mi
viene detto. In genere in queste circostanze do delle risposte puramente
automatiche (non so neppure io quello che dico!) Per fortuna, il più delle
volte, se non sono gli aspetti comportamentali della conversazione
(linguaggio non verbale) a tradirmi, l'interlocutore non si accorge
minimamente di questo mio distacco. Forse non è necessario dunque un
database di "tutte" le risposte complete ma solo di alcune: quelle che
vanno bene per tutte le occasioni!
>>> Utente: I miei non i tuoi.
>>> Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
>>
>>> ---> Eloisa continua a non capire
>>>Quoto.
>>> (è una conseguenza della mancata
>>> comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come
>>> farebbe
>>> un essere umano.
>>>Un ipotesi insensata.
>>
>> Formulare ipotesi non significa azzeccare il senso giusto, ma iniziare un
>> procedimento atto a questo scopo. Si ritiene che questa capacità sia indice
>> d'intelligenza.
>
> Non se l'ipotesi è formulata a caso.
Qui dissento. Se uno non capisce il significato di qualche parola o frase o
concetto, in genere cerca di rispondere formulando un'ipotesi che si basa
ovviamente sul proprio vissuto, sulle proprie conoscenze, sulla propria
logica (ritorna il problema culturale!). Non hai elementi per concludere
che la risposta sia stata data “a caso”
>
>>> Utente: No.
>>> Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
>>
>>> ---> idem come precedente
>>>Cerca di cambiare discorso.
>>
>> Proprio così. Eloisa cerca di cambiare discorso, come fanno persone ritenute
>> (abbastanza) intelligenti: i politici, per sempio, e gli avvocati.
>
> Cioè gli imbroglioni.
>
> In questo caso ad imbrogliare è Eloisa, o meglio il suo programmatore,
> che fa in modo che quando nel database non si trova nulla che
> corrisponda all'input dell'utente venga data una risposta evasiva
> (anche essa pre-impostata).
>
Non vedo perché debba necessariamente essere un imbroglio. Non credo che ci
siano regole sul come la macchina debba impostare le sue risposte per
superare il test. Anche perché sarebbe paradossale che il programma non
possa imbrogliare visto che il fine ultimo del test stesso è proprio quello
di dimostrare che il soggetto è così bravo ad imbrogliare da farsi passare
per quello che in realtà non è! In realtà questa strategia della risposta
evasiva è tra l'altro mooooooooooolto usata nelle conversazioni umane,
quasi sempre quando non si capisce un concetto e non si vuol far vedere di
non aver capito (avevo un compagno di classe che in questo era un maestro!
Riusciva a far credere di aver studiato dando risposte evasive quando, in
realtà, non apriva mai un libro!). In definitiva una strategia molto umana!
>> Quando
>> non hanno nulla dire, s'intende.
>>
>>> Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
>>> Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
>>> color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
>>
>>> ---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo
>>> stato
>>> attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
>>>Cerca di tirarsi fuori con una frase fatta.
>>
>> Anche questo è vero. La capacità di tirarsi fuori da una certa situazione,
>> si dice sia indice d'intelligenza.
>
> Solo se riesci a tirarti fuori.
Qui non sono per niente d'accordo. Infatti l'insuccesso della particolare
strategia utilizzata potrebbe dipendere da svariati fattori e non è
necessariamente collegato ad (in)capacità intellettive
>>>"animali" ed "anni" sono parole molto differenti sia sintatticamente
>>>che semanticamente.
>>>E comunque la domanda era riferita a me non ad Eloisa, come si evince
>>>dal verbo "ho".
>>>Eloisa non ha capito nulla apparte che la frase era una domanda
>>>(poichè c'è il punto interrogativo) ed ha provato a proporre una
>>>domanda a caso.
>>
>> Scusa, ma qui sembra che tu abbia un'idea molto vaga di cose come la
>> sintassi e la semantica. E anche di una cosa semplice come la grammatica :-)
>> Ho già detto che Eloisa (in questa conversazione) ha capito di non aver
>> capito, e per fare questo ci vuole intelligenza.
>
> No, basta constatare che manca il pattern nel database.
>
Questa frase proprio non la capisco. Probabilmente mi mancano i riferimenti
culturali giusti per comprendere.
>> Se proprio vuoi che Eloisa
>> risponda correttamente alle tue domande, possiamo sottoporla ad una rapida
>> sessione di apprendimento e riprovare.
>
> E che c'entra?
>
E' importante invece perché introduce due argomenti importanti: la
possibilità di ripetere il test e la capacità di apprendere. Soprattutto
l'apprendimento è un fattore importante. Quanti anni di "training"
occorrono ad un bambino per imparare la grammatica e la sintassi necessari
per sostenere una conversazione di un certo livello? E' chiaro che quante
più conversazioni il computer sosterrà con gli esseri umani quanto più
imparerà (ammesso che il programma sia in grado di apprendere, ovviamente!)
e di conseguenza saranno più elevate le possibilità che esso superi il test
di Turing. Ancora si ripresenta il problema culturale!
>> Ma capisci che questo non è
>> importante. E' importante che Eloisa risponda sensatamente alla maggior
>> parte delle domande poste dalla maggior parte degli utenti, non alle tue
>> particolari domande.
>
> Comunque non supera il test di Turing.
>
Questo significa che basta un solo fallimento per decretare che la macchina
ha fallito? Mi sembra una condizione assai severa! E non vedo e non capisco
le ragioni di condizioni così stringenti.
Paolo
Il test di Turing in genere presuppone che l'interlocutore sia fluente
nella lingua in cui si svolge il test.
Comunque:
Utente: tutti gli A sono B e tutti i B sono C.
Eloisa: Vuoi sapere cosa penso degli esseri viventi?
Utente: Tutti gli A sono C?
Eloisa: ...Scusa se ripeto, ma 'repetita juvant' dicevano i Latini...
Vuoi sapere cosa penso degli esseri viventi?
Utente: No.
Eloisa: ...Non sono in grado di rispondere, senza informazioni più
specifiche...
Utente: Tutti gli A sono C?
Eloisa: ...Beh, penso di averti risposto... Vuoi sapere cosa penso
degli esseri viventi?...
Questa situazione richiede una conoscenza minima della lingua italiana
ed un minimo di capacità logiche.
Che il programma di Ciccio non ha.
> Secondo me proprio questo circostanza mette in evidenza alcune
> delle debolezze alla base del test di Turing: il basarsi solo sul
> linguaggio e non tener conto del problema "culturale" (intendendo come
> culture l’insieme di nozioni e di procedure apprese durante il corso della
> vita). Il problema non è irrilevante perché la macchina potrebbe passare o
> meno il test a seconda del "riferimento culturale" che si utilizza per
> l'analisi. Infatti potremmo immaginare che l'interrogante possa essere un
> bambino, un vecchio, uno straniero, una persona dal QI molto basso ecc.
> Potremmo anche pensare di applicare lo stesso tipo di variazioni di
> "livello culturale" anche al partner della macchina (cioè alla persona che
> "subisce" l'interrogatorio). Io credo perciò che il computer possa passare
> o non passare il test a seconda della persona che svolge la funzione di
> interrogante. Ma questo fatto rappresenta un grosso problema per
> l’interpretazione del test poiché il test stesso, per essere probante,
> dovrebbe fornire una valutazione univoca. A meno che non si voglia pensare
> ad una valutazione statistica dei risultati del test, ma questo creerebbe
> grossi problemi di messa a punto e di validazione.
In realtà penso che l'interpretazione statistica sarebbe forse la
soluzione migliore.
Comunque hai ragione a dire che fattori culturali possono influenzare
l'esito del test, anche se in questo mio piccolo esperimento con
Eloisa non mi pare di aver chiesto nulla che richiedesse quale
conoscenza specifica ad una particolare cultura.
Anche se non fai attenzione a ciò che dici comunque probabilmente c'è
sempre un ragionamento inconscio dietro alle tue risposte.
Comunque per superare il test di Turing non basta sapere fare quattro
chiacchiere (cosa che i chatterbot attuali più o meno riescono a
fare), ma bisogna saper parlare di tutto quello di cui saprebbe
parlare un essere umano medio.
> >>> Utente: I miei non i tuoi.
> >>> Eloisa: Pensi che non ti voglia dire i miei anni?
>
> >>> ---> Eloisa continua a non capire
> >>>Quoto.
> >>> (è una conseguenza della mancata
> >>> comprensione della prima frase). Formula un'ipotesi, più o meno come
> >>> farebbe
> >>> un essere umano.
> >>>Un ipotesi insensata.
>
> >> Formulare ipotesi non significa azzeccare il senso giusto, ma iniziare un
> >> procedimento atto a questo scopo. Si ritiene che questa capacità sia indice
> >> d'intelligenza.
>
> > Non se l'ipotesi è formulata a caso.
>
> Qui dissento. Se uno non capisce il significato di qualche parola o frase o
> concetto, in genere cerca di rispondere formulando un'ipotesi che si basa
> ovviamente sul proprio vissuto, sulle proprie conoscenze, sulla propria
> logica (ritorna il problema culturale!). Non hai elementi per concludere
> che la risposta sia stata data “a caso”
Anche facendo finta di non sapere come funzioni Eloisa possiamo
constatare che l'ipotesi non è pertinente con il discorso, quindi il
programma fallisce dal punto di vista funzionale.
Poi da quanto credo di saperne del funzionamento del programma (anche
se Ciccio dice di aver usato tecniche innovative conosciute soltanto
da lui) sono quasi certo che l'ipotesi sia stata formulata a caso.
> >>> Utente: No.
> >>> Eloisa: Pensi che io sia qui per fare qualcosa con te?
>
> >>> ---> idem come precedente
> >>>Cerca di cambiare discorso.
>
> >> Proprio così. Eloisa cerca di cambiare discorso, come fanno persone ritenute
> >> (abbastanza) intelligenti: i politici, per sempio, e gli avvocati.
>
> > Cioè gli imbroglioni.
>
> > In questo caso ad imbrogliare è Eloisa, o meglio il suo programmatore,
> > che fa in modo che quando nel database non si trova nulla che
> > corrisponda all'input dell'utente venga data una risposta evasiva
> > (anche essa pre-impostata).
>
> Non vedo perché debba necessariamente essere un imbroglio. Non credo che ci
> siano regole sul come la macchina debba impostare le sue risposte per
> superare il test. Anche perché sarebbe paradossale che il programma non
> possa imbrogliare visto che il fine ultimo del test stesso è proprio quello
> di dimostrare che il soggetto è così bravo ad imbrogliare da farsi passare
> per quello che in realtà non è! In realtà questa strategia della risposta
> evasiva è tra l'altro mooooooooooolto usata nelle conversazioni umane,
> quasi sempre quando non si capisce un concetto e non si vuol far vedere di
> non aver capito (avevo un compagno di classe che in questo era un maestro!
> Riusciva a far credere di aver studiato dando risposte evasive quando, in
> realtà, non apriva mai un libro!). In definitiva una strategia molto umana!
Si ma infatti la mia non era una critica alle prestazioni del
programma (che è discreto nel suo genere) ma al suo programmatore che
millanta capacità che il programma non ha.
Un po' come un prestigiatore che invece di ammettere di usare trucchi
sostiene di avere poteri magici. Magari sarà pure bravo in quello che
fa, ma è pur sempre un imbroglione.
>
>
> >> Quando
> >> non hanno nulla dire, s'intende.
>
> >>> Utente: Voglio sapere il colore dei miei occhi
> >>> Eloisa: Gli occhi sono lo specchio dell'anima. Siccome i miei sono
> >>> color ambra, immagina un po' tu... I miei occhi sono blu-cobalto.
>
> >>> ---> A questo punto Eloisa dice ciò che può dire sull'argomento, allo
> >>> stato
> >>> attuale delle proprie conoscenze, più o meno come farebbe un essere umano.
> >>>Cerca di tirarsi fuori con una frase fatta.
>
> >> Anche questo è vero. La capacità di tirarsi fuori da una certa situazione,
> >> si dice sia indice d'intelligenza.
>
> > Solo se riesci a tirarti fuori.
>
> Qui non sono per niente d'accordo. Infatti l'insuccesso della particolare
> strategia utilizzata potrebbe dipendere da svariati fattori e non è
> necessariamente collegato ad (in)capacità intellettive
In questo caso mi sembra che lo sia.
> >>>"animali" ed "anni" sono parole molto differenti sia sintatticamente
> >>>che semanticamente.
> >>>E comunque la domanda era riferita a me non ad Eloisa, come si evince
> >>>dal verbo "ho".
> >>>Eloisa non ha capito nulla apparte che la frase era una domanda
> >>>(poichè c'è il punto interrogativo) ed ha provato a proporre una
> >>>domanda a caso.
>
> >> Scusa, ma qui sembra che tu abbia un'idea molto vaga di cose come la
> >> sintassi e la semantica. E anche di una cosa semplice come la grammatica :-)
> >> Ho già detto che Eloisa (in questa conversazione) ha capito di non aver
> >> capito, e per fare questo ci vuole intelligenza.
>
> > No, basta constatare che manca il pattern nel database.
>
> Questa frase proprio non la capisco. Probabilmente mi mancano i riferimenti
> culturali giusti per comprendere.
Anche se Ciccio non lo ammetterà mai, Eloisa, come molti altri
chatterbot, funziona attraverso pattern matching.
In pratica ha un database che contiene regole che associano parole o
parti di frasi che possono comparire nell'input dell'utente a risposte
pre-impostate.
Quando l'utente scrive qualcosa il programma cerca nel database una
regola che corrisponda all'input dell'utente (cioè che faccia
riferimento a parole o parti di frasi contenute nell'input). Se la
trova sceglie una risposta (in genere a caso o secondo un meccanismo
di priorità) e la restituisce all'utente. Se non trova nulla prende
una risposta evasiva da un database apposito e la restituisce.
Con un database sufficientemente ampio si possono realizzare programmi
che riescono più o meno a chattare su argomenti comuni, ma nonappena
l'utente scrive qualcosa di non previsto il programma è costretto ad
evadere, e se l'utente insiste su qualcosa si ottengono le prestazioni
scadenti che sono state qui illustrate.
Inoltre se la conversazione va avanti per un certo tempo sullo steso
argomento il programma tende a rispondere in modo ripetitivo o (se
programmato in modo furbo) ad evadere su un altro argomento. Anche qui
se l'utente insiste a restare sullo stesso argomento la conversazione
degenera.
> >> Se proprio vuoi che Eloisa
> >> risponda correttamente alle tue domande, possiamo sottoporla ad una rapida
> >> sessione di apprendimento e riprovare.
>
> > E che c'entra?
>
> E' importante invece perché introduce due argomenti importanti: la
> possibilità di ripetere il test e la capacità di apprendere. Soprattutto
> l'apprendimento è un fattore importante. Quanti anni di "training"
> occorrono ad un bambino per imparare la grammatica e la sintassi necessari
> per sostenere una conversazione di un certo livello? E' chiaro che quante
> più conversazioni il computer sosterrà con gli esseri umani quanto più
> imparerà (ammesso che il programma sia in grado di apprendere, ovviamente!)
Non apprende. L'unico modo che ha di rispondere in modo sensato a
nuove domande è che Ciccio inserisca nel database dei nuovi pattern
con le relative risposte.
> e di conseguenza saranno più elevate le possibilità che esso superi il test
> di Turing. Ancora si ripresenta il problema culturale!
>
> >> Ma capisci che questo non è
> >> importante. E' importante che Eloisa risponda sensatamente alla maggior
> >> parte delle domande poste dalla maggior parte degli utenti, non alle tue
> >> particolari domande.
>
> > Comunque non supera il test di Turing.
>
> Questo significa che basta un solo fallimento per decretare che la macchina
> ha fallito? Mi sembra una condizione assai severa! E non vedo e non capisco
> le ragioni di condizioni così stringenti.
Puoi fare quanti test vuoi. Infatti Ciccio pubblicizza questo
programma da più di dieci anni e le prestazioni sono sempre state
quelle, anche se nel corso del tempo ha ampliato il suo database.
Di una vecchia versione scaricabile poi qualcuno ha anche fatto il
reverse engineering estraendo il database con le regole e le risposte
evasive, puoi cercare nell'archivio del newsgroup se ti va.
>Scritta a mano e inserita in un database di risposte.
L'esistenza di un data-base di risposte (pre-impostate) è la principale
obiezione che viene mossa ai programmi di conversazione in linguaggio
naturale, volendo con ciò intendere che una "vera" intelligenza dovrebbe
fare a meno di qualsiasi tipo di data-base. Si ritiene forse che una "vera"
intelligenza dovrebbe creare dal nulla le proprie risposte, e si suppone che
un essere umano (impegnato in una conversazione) faccia proprio così.
Spero di aver riassunto correttamente la tua obiezione, in modo da poter
dire che è affetta da due limitazioni: 1) è superata; 2) è inconsistente. Ho
comunque l'opportunità di chiarire questa faccenda, spero in modo
definitivo.
1) L'obiezione del data-base è superata poichè risale al periodo storico in
cui non esisteva una definizione soddisfacente di intelligenza. In effetti,
questa e altre obiezioni si basano sull'ignoranza di fondo di non sapere che
cos'è l'intelligenza. Chi scrive programmi di ia ha ormai un'idea abbastanza
chiara, e cioè: ***intelligenza è la capacità di risolvere un determinato
problema in modo autonomo.***
2) Ammettiamo che il problema sia quello di trovare un record all'interno di
un file, detto data-base perchè i record sono organizzati in un certo modo.
Un DBMS non può essere definito intelligente poichè la procedura di ricerca
è codificata "a priori" (tramite le istruzioni di programma) e agisce su un
insieme di dati di cui si conosce la struttura.
Vi sono però situazioni in cui la codifica a priori non funziona e un caso
tipico è l'elaborazione del linguaggio naturale. Ammettiamo che il problema
sia l'estrazione di una stringa da una lista di stringhe più o meno simili
(sarebbero le risposte pre-impostate). Poichè non può esistere un insieme
infinito di coppie domanda/risposta, non può esistere una procedura di
ricerca codificata a priori. Inoltre non si conosce la struttura dei dati
(basti pensare alle differenze tra italiano, inglese, etc). Occorre allora
una procedura di tipo generale, un algoritmo capace di decidere "a
posteriori". Un tale algoritmo risolve il problema dell'estrazione - lo
risolve in modo autonomo - e può essere definito intelligente.
>Non se l'ipotesi è formulata a caso.
Dunque il punto non è l'esistenza o meno di un data-base, e qui, dire che le
ipotesi sono formulate a caso, è ancora più inconsistente. Ammettiamo per un
istante che lo siano. Sarebbe ancora un comportamento intelligente, in
quanto ampiamente riscontrabile negli esseri umani: si chiama "tirare a
indovinare". Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questa
http://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca del
significato.
>In questo caso ad imbrogliare è Eloisa, o meglio il suo programmatore,
>che fa in modo che quando nel database non si trova nulla che
>corrisponda all'input dell'utente venga data una risposta evasiva
>(anche essa pre-impostata).
L'argomento del "programmatore imbroglione" (sia pure attraverso il suo
programma) è un classico dell'insinuazione e andrebbe evitato. Oltretutto è
un'insinuazione buffa: il test di Turing funziona come una specie di
imbroglio, non il programma(tore) che tenta di superarlo (dicendo la
verità).
>Basterebbe probabilmente uno script di A.L.I.C.E.
>Sarebbe piuttosto lungo poichè dovrebbe contenere un mare di risposte
>pre-impostate, ma la logica sarebbe semplicissima.
>Infatti A.L.I.C.E. con gli script standard mi sembra migliore di
>Eloisa:
Nell'impossibilità di citare un lavoro o un programma proprio, si cita
sempre il programma Alice del prof. R. Wallace. Purtroppo, il programma
Alice del prof. R. Wallace non è dotato di "vera" intelligenza: lo dice il
suo stesso autore ed è uno dei capisaldi del progetto.
>Utente: My name is Ciccio.
>A.L.I.C.E.: I am very pleased to meet you Ciccio.
>Utente: What is my name?
>A.L.I.C.E.: Your name is Ciccio, seeker.
Siamo fermi sull'ia del 1950 (Eliza, Parry, Alice...) è torniamo ancora una
volta sugli script. Abbiamo detto, in una discussione precedente, che alcune
banali prestazioni, come ripetere il nome dell'utente, si basano su questo
principio. Ma tutti possono vedere che Eloisa funziona meglio di Alice anche
in questa circostanza:
>Utente: Il mio nome è Ciccio.
>Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
>aggiungere altro), altrimenti digita No...
>Utente: No.
>Eloisa: ...Amen e così sia. Se vuoi fare una ricerca, digita 'cerca
>con google' o qualcosa del genere...
>Utente: Qual'è il mio nome?
>Eloisa: QUAL'E' ...Mi sfugge il significato di questo termine...
Eloisa funziona meglio di Alice perchè ti fa notare che hai commesso un
errore di grammatica.
>Utente: Qual è il mio nome?
>Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
>aggiungere altro), altrimenti digita No...
>Utente: indovina
>Eloisa: ...Ok, adesso conosco il tuo nome... INDOVINA.
>Utente: Qual è il mio nome?
>Eloisa: Hai detto di chiamarti... INDOVINA.
Certo il paragone con Alice non è corretto, perchè Eloisa analizza le frasi
a livello semantico (grazie a http://www.intellibook.net/semanticbrowsing).
L'aspetto interessante di questo esempio è che Eloisa accetta INDOVINA come
nome dell'utente. Ciò significa che Eloisa non possiede una tabella di
look-up del tipo INDOVINA=voce-del-verbo-indovinare o una lista dei nomi
propri. Se la possedesse, risponderebbe "INDOVINA non è un nome" o qualcosa
del genere, ma questa sarebbe codifica a priori e, come tale, non potrebbe
essere definita "vera" intelligenza. Il che non toglie che una tabella di
questo tipo potrebbe essere aggiunta.
>Più che altro è divertente come ti arrampichi sugli specchi per
>cercare di giustificare le risposte palesemente stupide del tuo
>programma.
A questo punto credo che le risposte di Eloisa non siano affatto stupide.
Forse lo possono sembrare, ma è difficile stabilire chi sia lo stupido, tra
due interlocutori.
Tra un essere umano e un software, secondo me lo stupido è l'essere umano.
Lui arriva lì dopo qualche milione di anni di evoluzione, il software dopo
qualche anno di programmazione. Eppure, lui si affanna a dire che le
risposte del software sono stupide. Secondo me lo stupido è lui (l'essere
umano), ma chi assiste allo spettacolo è libero di pensarla come crede.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
www.chatrobotics.com
www.intellibook.net
Provocatorio. L'utente (che si firma come al solito con una sigla) non
interviene nella discussione. Non si dovrebbe rispondergli, se non per
additare il suo comportamento agli altri partecipanti.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
No.
Un programma funzionalmente intelligente potrebbe teoricamente essere
scritto come un database di risposte pre-impostate, ma praticamente
ciò non è possibile poichè il database dovrebbe essere troppo grande.
Io faccio notare che il tuo programma funziona con risposte pre-
impostate quando devo spiegarlo a qualcuno o quando tu cerchi di
affermare che una risposta palesemente sbagliata è stata generata in
maniera intelligente secondo qualche non ben precisato meccanismo.
> 1) L'obiezione del data-base è superata poichè risale al periodo storico in
> cui non esisteva una definizione soddisfacente di intelligenza.
Che ancora non c'è.
> In effetti,
> questa e altre obiezioni si basano sull'ignoranza di fondo di non sapere che
> cos'è l'intelligenza. Chi scrive programmi di ia ha ormai un'idea abbastanza
> chiara,
Davvero? Riferimenti?
> e cioè: ***intelligenza è la capacità di risolvere un determinato
> problema in modo autonomo.***
E prendere una risposta pre-impostata sarebbe un modo autonomo?
> 2) Ammettiamo che il problema sia quello di trovare un record all'interno di
> un file, detto data-base perchè i record sono organizzati in un certo modo.
> Un DBMS non può essere definito intelligente poichè la procedura di ricerca
> è codificata "a priori" (tramite le istruzioni di programma) e agisce su un
> insieme di dati di cui si conosce la struttura.
> Vi sono però situazioni in cui la codifica a priori non funziona e un caso
> tipico è l'elaborazione del linguaggio naturale. Ammettiamo che il problema
> sia l'estrazione di una stringa da una lista di stringhe più o meno simili
> (sarebbero le risposte pre-impostate). Poichè non può esistere un insieme
> infinito di coppie domanda/risposta, non può esistere una procedura di
> ricerca codificata a priori. Inoltre non si conosce la struttura dei dati
> (basti pensare alle differenze tra italiano, inglese, etc). Occorre allora
> una procedura di tipo generale, un algoritmo capace di decidere "a
> posteriori". Un tale algoritmo risolve il problema dell'estrazione - lo
> risolve in modo autonomo - e può essere definito intelligente.
Non ho idea di cosa tu stia cercando di dire in questo paragrafo.
> >Non se l'ipotesi è formulata a caso.
>
> Dunque il punto non è l'esistenza o meno di un data-base, e qui, dire che le
> ipotesi sono formulate a caso, è ancora più inconsistente. Ammettiamo per un
> istante che lo siano. Sarebbe ancora un comportamento intelligente, in
> quanto ampiamente riscontrabile negli esseri umani: si chiama "tirare a
> indovinare".
Si, un comportamento ampiamente riscontrabile anche nei dadi e nelle
monete, oggetti notoriamente intelligenti.
> Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca del
> significato.
Il link non dice nulla.
> >In questo caso ad imbrogliare è Eloisa, o meglio il suo programmatore,
> >che fa in modo che quando nel database non si trova nulla che
> >corrisponda all'input dell'utente venga data una risposta evasiva
> >(anche essa pre-impostata).
>
> L'argomento del "programmatore imbroglione" (sia pure attraverso il suo
> programma) è un classico dell'insinuazione e andrebbe evitato. Oltretutto è
> un'insinuazione buffa: il test di Turing funziona come una specie di
> imbroglio, non il programma(tore) che tenta di superarlo (dicendo la
> verità).
L'imbroglio è cercare di far passare semplici trucchetti per
intelligenza.
> >Basterebbe probabilmente uno script di A.L.I.C.E.
> >Sarebbe piuttosto lungo poichè dovrebbe contenere un mare di risposte
> >pre-impostate, ma la logica sarebbe semplicissima.
> >Infatti A.L.I.C.E. con gli script standard mi sembra migliore di
> >Eloisa:
>
> Nell'impossibilità di citare un lavoro o un programma proprio,
Certo, io mica vado in giro a dire di aver creato un programma in
grado di passare il test di Turing.
> si cita
> sempre il programma Alice del prof. R. Wallace. Purtroppo, il programma
> Alice del prof. R. Wallace non è dotato di "vera" intelligenza: lo dice il
> suo stesso autore ed è uno dei capisaldi del progetto.
Questo perchè lui è onesto e tu no.
> >Utente: My name is Ciccio.
> >A.L.I.C.E.: I am very pleased to meet you Ciccio.
> >Utente: What is my name?
> >A.L.I.C.E.: Your name is Ciccio, seeker.
>
> Siamo fermi sull'ia del 1950 (Eliza, Parry, Alice...) è torniamo ancora una
> volta sugli script. Abbiamo detto, in una discussione precedente, che alcune
> banali prestazioni, come ripetere il nome dell'utente, si basano su questo
> principio. Ma tutti possono vedere che Eloisa funziona meglio di Alice anche
> in questa circostanza:
>
> >Utente: Il mio nome è Ciccio.
> >Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
> >aggiungere altro), altrimenti digita No...
> >Utente: No.
> >Eloisa: ...Amen e così sia. Se vuoi fare una ricerca, digita 'cerca
> >con google' o qualcosa del genere...
> >Utente: Qual'è il mio nome?
> >Eloisa: QUAL'E' ...Mi sfugge il significato di questo termine...
>
> Eloisa funziona meglio di Alice perchè ti fa notare che hai commesso un
> errore di grammatica.
Non è un errore, sia "qual'è" che "qual è" sono forme sono
ammissibili.
Comunque non vedo il motivo di questa tua affermazione, visto che con
A.L.I.C.E. non avevo commesso "errori" di grammatica.
> >Utente: Qual è il mio nome?
> >Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
> >aggiungere altro), altrimenti digita No...
> >Utente: indovina
> >Eloisa: ...Ok, adesso conosco il tuo nome... INDOVINA.
> >Utente: Qual è il mio nome?
> >Eloisa: Hai detto di chiamarti... INDOVINA.
>
> Certo il paragone con Alice non è corretto, perchè Eloisa analizza le frasi
> a livello semantico (grazie ahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing).
E con questa sua raffinata analisi semantica non capisce che "Il mio
nome è Ciccio" vuol dire che l'utente si chiama "Ciccio".
> L'aspetto interessante di questo esempio è che Eloisa accetta INDOVINA come
> nome dell'utente. Ciò significa che Eloisa non possiede una tabella di
> look-up del tipo INDOVINA=voce-del-verbo-indovinare o una lista dei nomi
> propri.
Il che la dice lunga sulla sua capacità di analizzare sematicamente le
frasi.
> Se la possedesse, risponderebbe "INDOVINA non è un nome" o qualcosa
> del genere,
Che un umano direbbe. O meglio, un umano avrebbe già capito il nome
alla prima frase, cosa che anche A.L.I.C.E. che umano non è, riesce a
fare.
> ma questa sarebbe codifica a priori e, come tale, non potrebbe
> essere definita "vera" intelligenza. Il che non toglie che una tabella di
> questo tipo potrebbe essere aggiunta.
Quindi se io ti chiedo come ti chiami, tu mi rispondi "indovina" e io
ti dico che indovina non è un nome, è un segno che non sono veramente
intelligente?
Piccola spiegazione per i non addetti ai lavori:
A.L.I.C.E. è un pattern matcher con unificazione.
Questo significa che i pattern nelle regole possono contenere
variabili da associare a parti dell'input del utente.
Ad esempio una regola del tipo:
"Il mio nome è <X>" ->
ricorda(NomeUtente := X);
rispondi("Piacere di conoscerti, <X>.");
matcha con input del tipo "Il mio nome è Ciccio", "Il mio nome è
Giovanni", "Il mio nome è Maria" assegnando alla variabile locale X
rispettivamente il valore "Ciccio", "Giovanni" o "Maria". Tale
variabile può poi essere utilizzata all'interno nel corpo della
regola, in questo caso per assegnarla alla variabile di sessione
NomeUtente e per formulare la risposta: rispettivamente "Piacere di
conoscerti, Ciccio.", "Piacere di conoscerti, Giovanni." o "Piacere di
conoscerti, Maria."
Il pattern matcher di Eloisa mi sembra di capire che invece non abbia
l'unificazione, ovvero i pattern delle regole possono soltanto essere
formati da costanti. Per fare in modo che il programma possa
memorizzare qualche informazione occorre usare delle subroutine
speciali.
Ad esempio:
"Il mio nome è " ->
RispostaUtente := domanda("...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME
digitalo ora (senza aggiungere altro), altrimenti digita No...");
se (RispostaUtente diverso_da "No") allora {
ricorda(NomeUtente := RispostaUtente);
rispondi(concatena("...Ok, adesso conosco il tuo nome... ",
RispostaUtente));
}
> >Più che altro è divertente come ti arrampichi sugli specchi per
> >cercare di giustificare le risposte palesemente stupide del tuo
> >programma.
>
> A questo punto credo che le risposte di Eloisa non siano affatto stupide.
> Forse lo possono sembrare, ma è difficile stabilire chi sia lo stupido, tra
> due interlocutori.
Non direi.
> Tra un essere umano e un software, secondo me lo stupido è l'essere umano.
> Lui arriva lì dopo qualche milione di anni di evoluzione, il software dopo
> qualche anno di programmazione. Eppure, lui si affanna a dire che le
> risposte del software sono stupide. Secondo me lo stupido è lui (l'essere
> umano), ma chi assiste allo spettacolo è libero di pensarla come crede.
A volte sembri rispondere come il tuo programma. E non è un
complimento per il programma.
1. Io firmo come mi pare, e questo è solo un tuo problema.
2. Il mio messaggio non era provocatorio, ma aveva un contenuto molto
profondo: il tuo programmino è composto di circa 3000 righe scritte in
Basic (come tu stesso hai detto). L'unica ragione per scrivere in basic
(MIA PERSONALE OPINIONE) è perchè non si conoscono altri linguaggi, da
cui segue ciò che ho scritto.
Francesco, ma perchè non cerchi di far soldi vendendo programmi utili
anzichè cercare di vendere un programma-imbroglio?
Io non ci vedrei nulla di male se lui vendesse Eloisa per quello che
è: un discreto chatterbot, invece di stare a vantarsi di aver fatto il
programma di conversazione più intelligente del mondo usando tecniche
segrete.
> On 17 Lug, 01:01, pixy <pi...@NOSPAM.iol.it> wrote:
>> On Wed, 16 Jul 2008 03:47:46 -0700 (PDT), Vend wrote:
>>
>> Che non avessi capito ne ero certo! Ma ora che ho capito, ho capito che non
>> capisco!
>> In pratica mi stai dicendo che anche quando le macchine falliscono il test
>> non possiamo concludere che le stesse non siano in grado di pensare perchè
>> la condizione è solo sufficiente. Francamente, messa in questi termini la
>> questione, mi sembra che il test perda di valore e fornisca informazioni
>> assai scarse! Perché è ovvio che la domanda sottesa è se le macchine siano
>> o meno in grado di ragionare ma il test non è in grado di dirimere la
>> questione!
>
> Infatti non è mai stato inteso per avere un'utilità pratica.
> Serve più che altro per rispondere a quelli che dicono "le macchine
> non potranno mai essere intelligenti". Turing dice che se una macchina
> ha un comportamento (linguistico in questo caso, ma si può anche
> ipotizzare un test che coinvolga anche canali di comunicazione non
> verbali) indistinguibile da un essere umano, allora è da considerarsi
> intelligente.
>
E' proprio su questa presunta identità tra "capacità di comunicare" e
"intelligenza" che non sono d'accordo. Ma non voglio allontanarmi dalla
questione principale ovvero il significato pratico del test di Turing. Vi
sono tante, troppe assunzioni implicite e non dimostrate nella formulazione
del test. Oltre alla suddetta identità, manca la definizione di
"intelligenza" (o se preferisci di “capacità di pensiero”) e quella di
"capacità di comunicare" . Inoltre non si tiene conto delle profonde
oscillazioni con cui queste "qualità" si presentano e manifestano
nell'essere umano. Ad esempio mi è capitato di incontrare persone
intelligentissime (a mio personale giudizio!) ma assolutamente incapaci dal
punto di vista comunicativo e, viceversa, ho conosciuto persone che si sono
rivelate dei grandi comunicatori (di frasi vuote!) ma che si sono rivelate
al contempo dotate di un modesto o assai scarso quoziente intellettivo
(degli autentici imbecilli, sempre a mio personalissimo giudizio!). Va
considerato anche che la maggior parte delle comunicazioni è veramente di
basso livello informativo ed intellettivo, priva di contenuto, spesso
sgrammaticata, spesso veicolante informazioni inutili o ridondanti. Non mi
sembra che questo tipo di comunicazioni siano poi così difficilmente
"emulabili". Esiste poi un altro problema. In effetti il linguaggio e la
comunicazione costituiscono un sistema di manipolazione di simboli e segni,
che viene attuato secondo particolari modalità e regole. Supponiamo di aver
trovato l'algoritmo che permette al cervello di imbastire una conversazione
e di essere riusciti ad implementare lo stesso algoritmo in una macchina
rendendola capace di passare il test di Turing. Potremmo concludere che la
macchina così programmata è realmente in grado di capire quello che dice?
Poiché essite una differenza tra contenuto sintattico e contenuto semantico
direi che non potremmo essere sicuri e nulla potremmo concludere sulle
capacità di comprendonio della macchina. Non potendo concludere niente di
preciso in tal senso, mi sembra difficile che si possa guardare al
superamento del test anche solo come condizione sufficiente sebbene non
necessaria
>> In ogni caso io contesto proprio il test nella sua totalità. Perché secondo
>> me il superamento del test non è neppure una condizione sufficiente. Il
>> fatto che la macchina superi il test mi dice solo che la macchina è in
>> grado di “comportarsi” come un uomo ma non può in alcun modo dire se la
>> stessa “pensa”!!!
>
> Secondo la visione funzionalista, se una macchina si comporta come se
> fosse intelligente allora è intelligente.
> Questa è una definizione che si può accettare oppure no, non è
> possibile provarla da principii primi, si può solo cercare di
> determinare se sia utile per classificare il mondo oppure no.
>
> Un po' come chiedersi se il sistema solare abbia 8 pianeti oppure 9
> oppure parecchie decine. La risposta dipende dalla definizione di
> pianeta, che è tutto sommato arbitraria, il punto sta nel trovare una
> definizione utile.
>
Sono assolutamente d'accordo! Solo che a mio parere non esiste una
definizione di intelligenza! Anche perché nessuno ha ancora capito cosa sia
e come funzioni questa intelligenza!
>> E questo per il semplice motivo che non esiste una
>> definizione operativa vera di “cosa” significhi pensare. Implicito nel test
>> di Turing è che l’atto del pensare si identifichi con l’uso e la padronanza
>> del linguaggio.
>
> Non è semplice padronanza del linguaggio, è la capacità di esprimere
> tramite il linguaggio qualunque ragionamento un essere umano sia in
> grado di fare.
>
Dal che si potrebbe dedurre che chi ha ottime capacità linguistiche
possiede anche ottime capacità di ragionamento. Ma questo assunto andrebbe
provato!
>> Ma non vedo e non capisco la ragione di questa identità! A
>> me ad esempio sembrerebbe più probante e chiaro indice di capacità
>> intellettiva il saper giocare a scacchi ma, stranamente, questa abilità non
>> è considerata un indice di abilità intellettiva. E onestamente non ne
>> capisco il perché!
>
> La capacità di giocare a scacchi può essere considerata una forma di
> intelligenza, ma è limitata ad un ambito molto ristretto: gli scacchi
> e, nelle varianti, qualche altro gioco a conoscenza perfetta come ad
> esempio la dama.
> Gli stessi algoritmi usati per giocare a scacchi e a dama non vanno
> bene per tutti i giochi a conoscenza perfetta (come ad esempio il Go),
> non vanno bene nei giochi a conoscenza limitata e/o con elementi
> casuali (praticamente tutti i giochi in cui ci siano dadi o carte
> coperte) e non vanno bene nella maggior parte delle situazioni reali
> (nelle quali molto spesso ci sono elementi sconosciuti o casuali).
>
> Alcuni non considerano gli attuali programmi di scacchi intellligenti
> neanche nel loro ambito, poichè essi sostanzialmente non imparano
> nulla: l'euristica per valutare il valore delle posizioni, che è la
> parte fondamentale del programma, è scritta a mano dal programmatore.
>
Il problema qui è che nessun essere umano nasce "imparato"! Anche noi, come
i computer, dobbiamo essere "caricati" con il programma giusto. Inoltre vi
sono grosse differenze individuali di apprendimento tra persona e persona.
Vi sono persone che imparano velocemente a giocare a bridge ed altre che
hanno difficoltà persino a fare una partita di rubamazzo! Ho citato invece
gli scacchi non per caso. Quando ero un po' più giovane infatti partecipavo
ai tornei di scacchi. In quel periodo però ero anche un pessimo studente e
non avevo né il tempo né la voglia di studiare i fondamentali del gioco al
contrario dei miei compagni di gioco che invece leggevano libri su libri di
tattica e strategia. Eppure io vincevo tanto lo stesso! Anche io come i
programmi di scacchi dunque non imparavo nulla ma ero in grado di vincere
lo stesso. Anche il fatto di saper giocare (e vincere!) a scacchi non è di
per sé indice di intelligenza. Vi sono persone con grandi capacità
pittoriche, altre che non riescono neppure a disegnare un albero, vi sono
persone che suonano o cantano con maestria e individui completamente
stonati, persone bravissime a capire il linguaggio della matematica ed
altri che hanno difficoltà a fare 2 + 2, vi sono persone che riescono
meravigliosamente bene nelle attività sportive ed altri che hanno
difficoltà persino a coordinare i movimenti. Nessuna di queste abilità è di
per sé segno di intelligenza ma soprattutto il non possedere queste abilità
non è neppure lontanamente da considerarsi indice di incapacità
intellettive. Perché il linguaggio dovrebbe fare eccezione?
>> Qui il discorso si complica. Perché, a mio avviso, non vi è identità tra
>> capacità di pensiero ed intelligenza nel senso che non tutti gli esseri
>> pensanti sono intelligenti e non è detto che tutti gli esseri intelligenti
>> siano pensanti (ad esempio molti animali sono definiti “intelligenti” ma
>> niente ci assicura che siano capaci di pensare!). E la definizione di
>> intelligenza è ancora più fumosa di quella di “capacità pensante”.
>
> E che definizioni proponi?
>
Magari ne avessi una! E forse non potrà mai essercene "una" nel senso che
secondo molti studiosi non esisterebbe un solo tipo di intelligenza ma
"tanti" tipi diversi (esempio un'intelligenza matematica, una musicale, una
linguistica ecc.). Forse per rispondere alla domanda sarebbe necessario
conoscere meglio i meccanismi di funzionamento del nostro cervello ma ho
paura che per avere questo tipo di risposte occorrerà ancora molto tempo
>>
>> In realtà, come scrivo nell’altro post, molte delle mie domande sono
>> scaturite dall’incontro on-line con un computer che secondo me rispondeva
>> in modo del tutto naturale alle mie interrogazioni. Ancora oggi ho il
>> dubbio che in realtà fosse un imbroglio ed io stessi dialogando con una
>> persona reale. Ma poiché il programma era ospitato dal sito di una qualche
>> università americana, ho ragione di ritenere che in quel caso fosse proprio
>> un programma e non un essere umano a rispondermi!
>
> Non so con cosa tu abbia conversato ma che io sappia non esiste alcun
> programma che viene considerato in grado di superare il test di
> Turing.
>
Ma il problema è che "per me" il computer lo aveva superato! La risposta
del test sembrerebbe quindi essere del tutto soggettiva e pertanto dovrebbe
essere considerata poco scientifica e molto opinabile. Di passaggio mi
chiedo cosa succederebbe se il test fosse condotto in cieco ovvero facendo
in modo che chi pone le domande non sappia mai se tra i soggetti esaminati
sia presente o meno una macchina. Mi sbaglierò, ma credo che questa
semplice modifica aumenterebbe di molto le probabilità che la macchina
passi il test.
>> Per quanto mi concerne
>> dunque posso dire che esistono macchine e programmi in grado di superare il
>> test! Può essere che la "colpa" di questo "falso" positivo sia mia e che io
>> non abbia saputo porre le domande giuste. Ma se così fosse allora i miei
>> dubbi sulla validità del test sarebbero più che giustificati!
>
> Si infatti questa è una critica che viene fatta al test di Turing.
> Spesso dei non-esperti scambiano un programma per un essere umano.
>
> Non sono sicuro che sia una critica valida: io ad esempio non sarei
> mai in grado di distinguere due specie di lombrichi, mentre un esperto
> di lombrichi si.
>
Dimentichi che qui non si tratta soltanto di distinguere tra i due
lombrichi ma piuttosto di vedere se le due specie di lombrichi si
comportano nella stessa maniera e se gli stessi sono in grado di superare
un semplice test. Se tu mi dicessi che la specie A aggira un ostacolo
passando da destra e la specie B passando da sinistra io potrei facilmente
mettere in piedi un test per distinguere lombrichi di specie diverse. Ma se
i risultati del test fossero diversi a seconda di chi conduce il test,
allora delle due l'una: o è sbagliato il test o è sbagliata la teoria sul
modo di aggirare l'ostacolo. In ogni caso il test risulterebbe inutile
>> Ribadisco: nel mio caso non è possibile sapere se sia la macchina che ha
>> superato il test o se sia io che ho fallito l'interrogazione. Se ne deduce
>> però che il test non è riproducibile e che i suoi risultati possano variare
>> a seconda dell’esaminatore che lo esegue. Il test pertanto non è
>> "universabilizzabile" e di conseguenza è di scarso aiuto e per niente
>> informativo
>
> Probabilmente il test dovrebbe essere codificato meglio: come esistono
> criteri specifici per distinguere i lombrichi dovrebbero essercene
> anche per distinguere i computer dagli esseri umani.
> Un problema è che si fissano dei criteri troppo stretti (tipo una
> lista di domande) qualcuno potrebbe creare un programma specifico per
> quei criteri che poi appaia palesemente non umano in tutte le altre
> situazioni.
>
Concordo in pieno!
L'assunto principale del test è che se una macchina è in grado di
comunicare come un essere umano medio, allora è da considerarsi
intelligente (almeno quanto un essere umano medio).
Il che non vuol dire necessariamente che una macchina che non sappia
comunicare non sia intelligente. Come ho detto prima, il superamento
del test è da considerarsi una condizione sufficiente.
> Esiste poi un altro problema. In effetti il linguaggio e la
> comunicazione costituiscono un sistema di manipolazione di simboli e segni,
> che viene attuato secondo particolari modalità e regole. Supponiamo di aver
> trovato l'algoritmo che permette al cervello di imbastire una conversazione
> e di essere riusciti ad implementare lo stesso algoritmo in una macchina
> rendendola capace di passare il test di Turing. Potremmo concludere che la
> macchina così programmata è realmente in grado di capire quello che dice?
> Poiché essite una differenza tra contenuto sintattico e contenuto semantico
> direi che non potremmo essere sicuri e nulla potremmo concludere sulle
> capacità di comprendonio della macchina. Non potendo concludere niente di
> preciso in tal senso, mi sembra difficile che si possa guardare al
> superamento del test anche solo come condizione sufficiente sebbene non
> necessaria
Questa è fondamentalmente l'obbiezione di Searle, che i funzionalisti
ignorano per definizione di funzionalismo.
> >> In ogni caso io contesto proprio il test nella sua totalità. Perché secondo
> >> me il superamento del test non è neppure una condizione sufficiente. Il
> >> fatto che la macchina superi il test mi dice solo che la macchina è in
> >> grado di “comportarsi” come un uomo ma non può in alcun modo dire se la
> >> stessa “pensa”!!!
>
> > Secondo la visione funzionalista, se una macchina si comporta come se
> > fosse intelligente allora è intelligente.
> > Questa è una definizione che si può accettare oppure no, non è
> > possibile provarla da principii primi, si può solo cercare di
> > determinare se sia utile per classificare il mondo oppure no.
>
> > Un po' come chiedersi se il sistema solare abbia 8 pianeti oppure 9
> > oppure parecchie decine. La risposta dipende dalla definizione di
> > pianeta, che è tutto sommato arbitraria, il punto sta nel trovare una
> > definizione utile.
>
> Sono assolutamente d'accordo! Solo che a mio parere non esiste una
> definizione di intelligenza! Anche perché nessuno ha ancora capito cosa sia
> e come funzioni questa intelligenza!
Ok.
> >> E questo per il semplice motivo che non esiste una
> >> definizione operativa vera di “cosa” significhi pensare. Implicito nel test
> >> di Turing è che l’atto del pensare si identifichi con l’uso e la padronanza
> >> del linguaggio.
>
> > Non è semplice padronanza del linguaggio, è la capacità di esprimere
> > tramite il linguaggio qualunque ragionamento un essere umano sia in
> > grado di fare.
>
> Dal che si potrebbe dedurre che chi ha ottime capacità linguistiche
> possiede anche ottime capacità di ragionamento. Ma questo assunto andrebbe
> provato!
L'assunto è che poichè attraverso il linguaggio si può parlare
praticamente di tutto, qualunque capacità cognitiva umana può essere
testata attraverso il linguaggio.
Questo non è completamente vero, infatti molte capacità cognitive
umane sono legate alla vista e al movimento, per questo sono state
proposte versioni del test di Turing in cui è possibile passare al
soggetto degli oggetti da esaminare e manipolare, in questo caso la
macchina dovrebbe avere anche delle telecamere e dei manipolatori
robotici per poter superare il test.
> >> Ma non vedo e non capisco la ragione di questa identità! A
> >> me ad esempio sembrerebbe più probante e chiaro indice di capacità
> >> intellettiva il saper giocare a scacchi ma, stranamente, questa abilità non
> >> è considerata un indice di abilità intellettiva. E onestamente non ne
> >> capisco il perché!
>
> > La capacità di giocare a scacchi può essere considerata una forma di
> > intelligenza, ma è limitata ad un ambito molto ristretto: gli scacchi
> > e, nelle varianti, qualche altro gioco a conoscenza perfetta come ad
> > esempio la dama.
> > Gli stessi algoritmi usati per giocare a scacchi e a dama non vanno
> > bene per tutti i giochi a conoscenza perfetta (come ad esempio il Go),
> > non vanno bene nei giochi a conoscenza limitata e/o con elementi
> > casuali (praticamente tutti i giochi in cui ci siano dadi o carte
> > coperte) e non vanno bene nella maggior parte delle situazioni reali
> > (nelle quali molto spesso ci sono elementi sconosciuti o casuali).
>
> > Alcuni non considerano gli attuali programmi di scacchi intellligenti
> > neanche nel loro ambito, poichè essi sostanzialmente non imparano
> > nulla: l'euristica per valutare il valore delle posizioni, che è la
> > parte fondamentale del programma, è scritta a mano dal programmatore.
>
> Il problema qui è che nessun essere umano nasce "imparato"! Anche noi, come
> i computer, dobbiamo essere "caricati" con il programma giusto.
Non esattamente, un giocatore umano può imparare a giocare con
l'esperienza.
> Inoltre vi
> sono grosse differenze individuali di apprendimento tra persona e persona.
> Vi sono persone che imparano velocemente a giocare a bridge ed altre che
> hanno difficoltà persino a fare una partita di rubamazzo! Ho citato invece
> gli scacchi non per caso. Quando ero un po' più giovane infatti partecipavo
> ai tornei di scacchi. In quel periodo però ero anche un pessimo studente e
> non avevo né il tempo né la voglia di studiare i fondamentali del gioco al
> contrario dei miei compagni di gioco che invece leggevano libri su libri di
> tattica e strategia. Eppure io vincevo tanto lo stesso! Anche io come i
> programmi di scacchi dunque non imparavo nulla ma ero in grado di vincere
> lo stesso.
Non è corretto dire che non imparavi nulla, imparavi dall'esperienza.
I moderni programmi di scacchi invece sono fondamentalmente dei grossi
libri di strategia scritti in modo molto formale.
In genere non sono in grado di imparare dall'esperienza, o lo fanno in
maniera molto limitata.
> Anche il fatto di saper giocare (e vincere!) a scacchi non è di
> per sé indice di intelligenza. Vi sono persone con grandi capacità
> pittoriche, altre che non riescono neppure a disegnare un albero, vi sono
> persone che suonano o cantano con maestria e individui completamente
> stonati, persone bravissime a capire il linguaggio della matematica ed
> altri che hanno difficoltà a fare 2 + 2, vi sono persone che riescono
> meravigliosamente bene nelle attività sportive ed altri che hanno
> difficoltà persino a coordinare i movimenti. Nessuna di queste abilità è di
> per sé segno di intelligenza ma soprattutto il non possedere queste abilità
> non è neppure lontanamente da considerarsi indice di incapacità
> intellettive. Perché il linguaggio dovrebbe fare eccezione?
>
> >> Qui il discorso si complica. Perché, a mio avviso, non vi è identità tra
> >> capacità di pensiero ed intelligenza nel senso che non tutti gli esseri
> >> pensanti sono intelligenti e non è detto che tutti gli esseri intelligenti
> >> siano pensanti (ad esempio molti animali sono definiti “intelligenti” ma
> >> niente ci assicura che siano capaci di pensare!). E la definizione di
> >> intelligenza è ancora più fumosa di quella di “capacità pensante”.
>
> > E che definizioni proponi?
>
> Magari ne avessi una! E forse non potrà mai essercene "una" nel senso che
> secondo molti studiosi non esisterebbe un solo tipo di intelligenza ma
> "tanti" tipi diversi (esempio un'intelligenza matematica, una musicale, una
> linguistica ecc.). Forse per rispondere alla domanda sarebbe necessario
> conoscere meglio i meccanismi di funzionamento del nostro cervello ma ho
> paura che per avere questo tipo di risposte occorrerà ancora molto tempo
Sembri essere convinto che "capacità pensante" sia una cosa diversa da
"intelligenza". Perchè?
> >> In realtà, come scrivo nell’altro post, molte delle mie domande sono
> >> scaturite dall’incontro on-line con un computer che secondo me rispondeva
> >> in modo del tutto naturale alle mie interrogazioni. Ancora oggi ho il
> >> dubbio che in realtà fosse un imbroglio ed io stessi dialogando con una
> >> persona reale. Ma poiché il programma era ospitato dal sito di una qualche
> >> università americana, ho ragione di ritenere che in quel caso fosse proprio
> >> un programma e non un essere umano a rispondermi!
>
> > Non so con cosa tu abbia conversato ma che io sappia non esiste alcun
> > programma che viene considerato in grado di superare il test di
> > Turing.
>
> Ma il problema è che "per me" il computer lo aveva superato! La risposta
> del test sembrerebbe quindi essere del tutto soggettiva e pertanto dovrebbe
> essere considerata poco scientifica e molto opinabile.
Infatti forse avrebbe più senso fare una statistica.
> Di passaggio mi
> chiedo cosa succederebbe se il test fosse condotto in cieco ovvero facendo
> in modo che chi pone le domande non sappia mai se tra i soggetti esaminati
> sia presente o meno una macchina. Mi sbaglierò, ma credo che questa
> semplice modifica aumenterebbe di molto le probabilità che la macchina
> passi il test.
Già.
> >> Per quanto mi concerne
> >> dunque posso dire che esistono macchine e programmi in grado di superare il
> >> test! Può essere che la "colpa" di questo "falso" positivo sia mia e che io
> >> non abbia saputo porre le domande giuste. Ma se così fosse allora i miei
> >> dubbi sulla validità del test sarebbero più che giustificati!
>
> > Si infatti questa è una critica che viene fatta al test di Turing.
> > Spesso dei non-esperti scambiano un programma per un essere umano.
>
> > Non sono sicuro che sia una critica valida: io ad esempio non sarei
> > mai in grado di distinguere due specie di lombrichi, mentre un esperto
> > di lombrichi si.
>
> Dimentichi che qui non si tratta soltanto di distinguere tra i due
> lombrichi ma piuttosto di vedere se le due specie di lombrichi si
> comportano nella stessa maniera e se gli stessi sono in grado di superare
> un semplice test. Se tu mi dicessi che la specie A aggira un ostacolo
> passando da destra e la specie B passando da sinistra io potrei facilmente
> mettere in piedi un test per distinguere lombrichi di specie diverse. Ma se
> i risultati del test fossero diversi a seconda di chi conduce il test,
> allora delle due l'una: o è sbagliato il test o è sbagliata la teoria sul
> modo di aggirare l'ostacolo. In ogni caso il test risulterebbe inutile
Giusto.
> >> Ribadisco: nel mio caso non è possibile sapere se sia la macchina che ha
> >> superato il test o se sia io che ho fallito l'interrogazione. Se ne deduce
> >> però che il test non è riproducibile e che i suoi risultati possano variare
> >> a seconda dell’esaminatore che lo esegue. Il test pertanto non è
> >> "universabilizzabile" e di conseguenza è di scarso aiuto e per niente
> >> informativo
>
> > Probabilmente il test dovrebbe essere codificato meglio: come esistono
> > criteri specifici per distinguere i lombrichi dovrebbero essercene
> > anche per distinguere i computer dagli esseri umani.
> > Un problema è che si fissano dei criteri troppo stretti (tipo una
> > lista di domande) qualcuno potrebbe creare un programma specifico per
> > quei criteri che poi appaia palesemente non umano in tutte le altre
> > situazioni.
>
> Concordo in pieno!
Ok.
>Io faccio notare che il tuo programma funziona con risposte pre-
>impostate quando devo spiegarlo a qualcuno o quando tu cerchi di
>affermare che una risposta palesemente sbagliata è stata generata in
>maniera intelligente secondo qualche non ben precisato meccanismo.
Non esistono risposte "giuste" o "sbagliate", anche se la maggior parte
delle persone crede sia così. A mio avviso è un punto di vista limitato, ma
proviamo lo stesso a entrarci.
Le risposte di Eloisa sono tutte "giuste", essendo prodotte da una
intelligenza artificiale. Alcune possono essere "sbagliate", se intepretate
da una intelligenza naturale. Penso che dovresti rinunciare alle tue
aspettative, a mio avviso limitate, di avere sempre le risposte desiderate
(ritenute giuste). Anche perchè è facile, come abbiamo visto, ottenerle:
basta implementare una certa serie di script, con il maggiore dettaglio
possibile. E' quello che ha fatto Wallace creando un'estensione dell'XML
chiamata AIML: Artificial Intelligence Markup Language.
>Che ancora non c'è.
Esistono parecchie definizioni di intelligenza piuttosto soddisfacenti.
Forse non le conosci, comunque una ho provato a scriverla.
>E prendere una risposta pre-impostata sarebbe un modo autonomo?
Se, credevo di averlo spiegato in questo modo:
>>2) Ammettiamo che il problema sia quello di trovare un record all'interno
>>di
>>un file, detto data-base perchè i record sono organizzati in un certo
>>modo.
>>Un DBMS non può essere definito intelligente poichè la procedura di
>>ricerca
>>è codificata "a priori" (tramite le istruzioni di programma) e agisce su
>>un
>>insieme di dati di cui si conosce la struttura.
>>Vi sono però situazioni in cui la codifica a priori non funziona e un caso
>>tipico è l'elaborazione del linguaggio naturale. Ammettiamo che il
>>problema
>>sia l'estrazione di una stringa da una lista di stringhe più o meno simili
>>(sarebbero le risposte pre-impostate). Poichè non può esistere un insieme
>>infinito di coppie domanda/risposta, non può esistere una procedura di
>>ricerca codificata a priori. Inoltre non si conosce la struttura dei dati
>>(basti pensare alle differenze tra italiano, inglese, etc). Occorre allora
>>una procedura di tipo generale, un algoritmo capace di decidere "a
>>posteriori". Un tale algoritmo risolve il problema dell'estrazione - lo
>>risolve in modo autonomo - e può essere definito intelligente.
>Non ho idea di cosa tu stia cercando di dire in questo paragrafo.
in effetti capita di non riuscire a spiegarsi, ma si può sempre riprovare.
>Si, un comportamento ampiamente riscontrabile anche nei dadi e nelle
>monete, oggetti notoriamente intelligenti.
"Tirare a indovinare" è un comportamento intelligente quanto è attuato di
proposito. Secondo me, hai sbagliato a spostare l'attenzione su dadi e
monete.
>>Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questa
>>http://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca del
>>significato.
>Il link non dice nulla.
Scusa, ma qui ti devo contraddire. Il contenuto della pagina
http://www.intellibook.net/semanticbrowsing dice moltissimo agli studiosi
che hanno avuto modo di leggerla, e continua a suscitare reazioni positive.
Forse hai qualche difficoltà con l'inglese, nel qual caso, al prossimo
passaggio, posso fornirti un abstract (riassunto) in italiano. Se vuoi,
posso fornirti i riferimenti ad alcuni studiosi di cui parlo.
>L'imbroglio è cercare di far passare semplici trucchetti per
>intelligenza.
A questo punto devo pregarti di desistere da questa faccenda dell'imbroglio.
Ho già evidenziato la differenza tra i trucchi di programmazione (per es.
gli script) e il funzionamento di Eloisa, la quale va alla ricerca del
significato, grazie a http://www.intellibook.net/semanticbrowsing. Ora è
indispensabile che tu legga con attenzione questo documento, altrimenti la
discussione difficilmente andrà avanti.
>Certo, io mica vado in giro a dire di aver creato un programma in
>grado di passare il test di Turing.
Qui devo invitarti ad avere un maggiore rispetto per chi ha fatto qualcosa
nel campo nell'ia, visto che non hai fatto e non fai niente (mi pare di
capire) in questo campo. Superare il test di Turing non è tra gli obiettivi
del progetto Eloisa, tuttavia Eloisa ha superato più volte/può superare
quando vuole il test di Turing. Al momento, disponiamo di esempi in cui
l'utente si dice convinto di conversare con una persona.
>Questo perchè lui è onesto e tu no.
Ribadisco l'invito. Eventualmente, posso esprimere un parere sul prof. R.
Wallace e sul suo progetto, ma non direi mai nulla sulla sua onestà.
>A volte sembri rispondere come il tuo programma. E non è un
>complimento per il programma.
Scusa se mi fermo qui, per ora, ma mi riprometto di rispondere punto per
punto alle tue interessanti osservazioni sul funzionamento di Alice,
paragonato a quello di Eloisa. A vantaggio non mio, ma di chi legge o
leggerà questa discussione.
Purchè anche tu sia disposto a fare qualcosa per noi, come rinunciare
all'arroganza dimostrata fino a questo momento.
Ciao,
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Penso che la mia capacità di "far soldi" non ti riguardi. Tuttavia, se pensi
che possa avere qualche attinenza con ciò di cui si parla (il test di
Turing), ti risponderò. In caso contrario, sarò costretto a trattarti come
un provocatore, togliendoti mio malgrado la parola.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Eloisa è intelligente perchè da risposte giuste, Eloisa da risposte
giuste perchè è intelligente.
Ragionamento circolare, complimenti!
> Penso che dovresti rinunciare alle tue
> aspettative, a mio avviso limitate, di avere sempre le risposte desiderate
> (ritenute giuste).
Ma come non dicevi che Eloisa era in grado di rispondere come un
essere umano? Ora com'è che le mie aspettative sarebbero limitate?
> Anche perchè è facile, come abbiamo visto, ottenerle:
> basta implementare una certa serie di script, con il maggiore dettaglio
> possibile. E' quello che ha fatto Wallace creando un'estensione dell'XML
> chiamata AIML: Artificial Intelligence Markup Language.
>
> >Che ancora non c'è.
>
> Esistono parecchie definizioni di intelligenza piuttosto soddisfacenti.
> Forse non le conosci, comunque una ho provato a scriverla.
Hai detto che i programmatori sono d'accordo su una definizione di
intelligenza.
Questo è falso, e ti sfido a dimostrarmi il contrario.
> >E prendere una risposta pre-impostata sarebbe un modo autonomo?
>
> Se, credevo di averlo spiegato in questo modo:
?
> >>2) Ammettiamo che il problema sia quello di trovare un record all'interno
> >>di
> >>un file, detto data-base perchè i record sono organizzati in un certo
> >>modo.
> >>Un DBMS non può essere definito intelligente poichè la procedura di
> >>ricerca
> >>è codificata "a priori" (tramite le istruzioni di programma) e agisce su
> >>un
> >>insieme di dati di cui si conosce la struttura.
> >>Vi sono però situazioni in cui la codifica a priori non funziona e un caso
> >>tipico è l'elaborazione del linguaggio naturale. Ammettiamo che il
> >>problema
> >>sia l'estrazione di una stringa da una lista di stringhe più o meno simili
> >>(sarebbero le risposte pre-impostate). Poichè non può esistere un insieme
> >>infinito di coppie domanda/risposta, non può esistere una procedura di
> >>ricerca codificata a priori. Inoltre non si conosce la struttura dei dati
> >>(basti pensare alle differenze tra italiano, inglese, etc). Occorre allora
> >>una procedura di tipo generale, un algoritmo capace di decidere "a
> >>posteriori". Un tale algoritmo risolve il problema dell'estrazione - lo
> >>risolve in modo autonomo - e può essere definito intelligente.
> >Non ho idea di cosa tu stia cercando di dire in questo paragrafo.
>
> in effetti capita di non riuscire a spiegarsi, ma si può sempre riprovare.
Bravo, ritenta.
> >Si, un comportamento ampiamente riscontrabile anche nei dadi e nelle
> >monete, oggetti notoriamente intelligenti.
>
> "Tirare a indovinare" è un comportamento intelligente quanto è attuato di
> proposito.
Più che altro è l'ultima spiaggia quando non si è in grado di fare
altro. D'accordo che gli esseri umano lo fanno, ma di sicuro non è un
esempio di comportamento intelligente.
> Secondo me, hai sbagliato a spostare l'attenzione su dadi e
> monete.
>
> >>Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questa
> >>http://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca del
> >>significato.
> >Il link non dice nulla.
>
> Scusa, ma qui ti devo contraddire. Il contenuto della paginahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsingdice moltissimo agli studiosi
> che hanno avuto modo di leggerla, e continua a suscitare reazioni positive.
Davvero? Ad esempio?
> Forse hai qualche difficoltà con l'inglese, nel qual caso, al prossimo
> passaggio, posso fornirti un abstract (riassunto) in italiano.
Non ho nessun problema con l'inglese.
Continuo a pensare che il sito che hai linkato non dica nulla.
Dice solo che hai un "magic algorithm" che estrae il significato dai
testi, non c'è spiegato nemmeno per sommi capi come, e gli esempi sono
solo copie dell'articolo con delle frasi evidenziate e linkate fra
loro.
E comunque non c'è spiegato cosa c'entri tutto ciò con Eloisa.
> Se vuoi,
> posso fornirti i riferimenti ad alcuni studiosi di cui parlo.
Grazie.
> >L'imbroglio è cercare di far passare semplici trucchetti per
> >intelligenza.
>
> A questo punto devo pregarti di desistere da questa faccenda dell'imbroglio.
> Ho già evidenziato la differenza tra i trucchi di programmazione (per es.
> gli script) e il funzionamento di Eloisa, la quale va alla ricerca del
> significato, grazie ahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing. Ora è
> indispensabile che tu legga con attenzione questo documento, altrimenti la
> discussione difficilmente andrà avanti.
Già fatto. E' solo technobabble.
> >Certo, io mica vado in giro a dire di aver creato un programma in
> >grado di passare il test di Turing.
>
> Qui devo invitarti ad avere un maggiore rispetto per chi ha fatto qualcosa
> nel campo nell'ia, visto che non hai fatto e non fai niente (mi pare di
> capire) in questo campo.
Ciò che ho fatto io non ha importanza, il valore di un argomento non
dipende da chi lo espone. Stai cercando di criticare me per sviare
l'attenzione dalla pecchè del tuo lavoro.
> Superare il test di Turing non è tra gli obiettivi
> del progetto Eloisa, tuttavia Eloisa ha superato più volte/può superare
> quando vuole il test di Turing.
Peccato che non riesca mai a farlo quando conversa con me, o con la
maggiorparte delle persone su questo newsgroup. Appena sopra hai
affermato che le mie aspettative sarebbero sbagliate, ma superare il
test di Turing consiste proprio nel mostrarsi umano a qualcuno che si
aspetta delle risposte da essere umano.
> Al momento, disponiamo di esempi in cui
> l'utente si dice convinto di conversare con una persona.
Si certo, anche Eliza ci riusciva con qualcuno.
> >Questo perchè lui è onesto e tu no.
>
> Ribadisco l'invito. Eventualmente, posso esprimere un parere sul prof. R.
> Wallace e sul suo progetto, ma non direi mai nulla sulla sua onestà.
>
> >A volte sembri rispondere come il tuo programma. E non è un
> >complimento per il programma.
>
> Scusa se mi fermo qui, per ora, ma mi riprometto di rispondere punto per
> punto alle tue interessanti osservazioni sul funzionamento di Alice,
> paragonato a quello di Eloisa. A vantaggio non mio, ma di chi legge o
> leggerà questa discussione.
>
> Purchè anche tu sia disposto a fare qualcosa per noi, come rinunciare
> all'arroganza dimostrata fino a questo momento.
Arrogante sarai tu.
grazie a Dio non hai nel il potere ne la capacità di togliere la parola
a nessuno.
Ma mi riguarda il fatto che tu spacci una cosa per quello che non è, e
in più chiedi soldi per essa.
E' come se vai su un gruppo che parla di automobili e dici di aver
inventato un'auto ad acqua, e la vendi (ovviamente truffando): permetti
che qualcuno cerchi di aprire gli occhi ai meno attenti?
Eloisa non ha bisogno del test di Turing per dimostrare che è un
semplice, e forse uno fra i più mediocri, chatbot.
Infatti, č proprio questo l'imbroglio (che quando ci sono di mezzo soldi
diventa truffa).
>Eloisa è intelligente perchè da risposte giuste, Eloisa da risposte
>giuste perchè è intelligente.
>Ragionamento circolare, complimenti!
Non è circolare.
"Eloisa è *intelligente* perchè da risposte giuste, Eloisa da risposte
giuste perchè è *intelligente*". Questa frase introduce una circolarità,
mentre la mia era: le risposte di Eloisa sono tutte "giuste", essendo
prodotte da una intelligenza artificiale. C'è un termine tra virgolette, ma
capisco la difficoltà di percepire le sfumature. Inutile insistere,
piuttosto modificherò la frase: le risposte di Eloisa sono tutte giuste,
essendo prodotte da una intelligenza diversa da quella umana. Non introduce
circolartità. Occorre ora spiegare "intelligenza diversa".
Un'intelligenza diversa da quella umana è, per esempio, quella dei cani. Se
qui c'è qualche dubbio, va chiarito. Ma non perdiamo questo punto: è
importante.
> Penso che dovresti rinunciare alle tue
> aspettative, a mio avviso limitate, di avere sempre le risposte desiderate
> (ritenute giuste).
>Ma come non dicevi che Eloisa era in grado di rispondere come un
>essere umano? Ora com'è che le mie aspettative sarebbero limitate?
Esatto, le aspettative di una piccola gamma di risposte sono limitate. Per
esempio, se ci si aspetta un comportamento simile a quello umano, ogni
risposta "non umana" sarebbe da rifiutare:
Utente>che cos'è un batterio autotrofo?
Eloisa>Vuoi sapere che cos'è un virus?
Applicando delle aspettative limitate, dovremmo classificare questo
comportamento come non-intelligente. E via col data-base, il
pattern-matching e il repertorio delle obiezioni basate, appunto, su una
prospettiva limitata. In effetti, un essere umano risponderebbe: Non lo so -
o qualcosa del genere. Vediamo invece Eloisa.
Eloisa non conosce "batterio autotrofo", definizione specialistica. Forse
conosce "batterio" - dico forse perchè Eloisa non è un programma basato su
script; Eloisa è un programma basato sulla ricerca del significato e non c'è
modo di stabilire esattamente ciò che sa e come lo userà, in un dato
momento.
Eloisa conosce il collegamento batterio->virus e lo mette in pratica.
Risposta poco umana, ma senza dubbio intelligente perchè fare connessioni
richiede intelligenza. O no? Mi auguro non vi siano dubbi su questo, ma
appuntiamocelo lo stesso.
>Hai detto che i programmatori sono d'accordo su una definizione di
>intelligenza.
>Questo è falso, e ti sfido a dimostrarmi il contrario.
Non so i programmatori italiani. Io credo di sapere cos'è l'intelligenza e
ho messo in pratica la mia credenza. Ho potuto verificare che essa coincide
con quella di altri studiosi. Ho sottoposto i miei articoli all'esame di
giurie internazionali, operanti col sistema del peer-review (a volte in
doppio-cieco, ovvero senza leggere il nome dell'autore).
Quindi piano con le sfide: non siamo qui per esibire i rispettivi titoli e
credo che la cosa non ti convenga. Siamo qui per discutere del test di
Turing e cercare di capire quale senso possa avere oggi.
>Bravo, ritenta.
Proverò con un brano di conversazione intitolato COME TUO CORPO, tratto dal
log del 22 luglio ultimo scorso, ore 9.53. Ma ti avverto che, se la reazione
dovesse essere "Non ho idea di cosa tu stia cercando di dire in questo
paragrafo", dovrò dedurre, questa volta, che sei tu a non capire.
L'intercalare è come al solito Utente/Eloisa, il commento in [parentesi].
*** COME TUO CORPO
di ke colore hai i capelli????????????
I miei capelli sono rossi, raccolti in una coda di cavallo.
6 in 3d????
Vuoi sapere se ho i capelli tinti? I miei capelli sono stati disegnati con
un ottimo programma di grafica, quindi hanno una tinta naturale.
[1]il riconoscimento del linguaggio degli SMS non è stato implementato;
Eloisa riprende la battuta precedente eaggiunge qualcosa sulla grafica]
se stata disegnata in 3d?
Vuoi sapere chi mi ha disegnata?
si
Sono stata disegnata da un tipo che sapeva il fatto suo in fatto di donne
(reali o virtuali): sto parlando del mio programmatore.
come si chiama?????????????
...Come ho già detto... Mia madre non ha alcun nome, forse non esiste
nemmeno.
[in precedenza l'utente aveva fatto riferimento alla madre, perciò Eloisa
interpreta "Come si chiama tua madre"]
a mi disp
Vuoi sapere come si chiama il mio programmatore? Il mio
programmatore-creatore si chiama Franco.
[2]Ora Eloisa interpreta bene la proposizione implicita "Come si chiama",
dopo aver fatto l'ipotesi corretta]
califano??
COME TUO CORPO COME ...Ho formulato questa frase in modo autonomo, basandomi
su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il proseguimento della
conversazione, digita Si...
[3]L'utente digita senza senso, allora Eloisa determina l'argomento della
conversazione e lo usa per proseguire]
Adesso devo dilungarmi, ma non ho problemi perchè è materiale per il mio
prossimo libro. Tuttavia, chi non scrive o non fa il programmatore di
mestiere, è avvertito che il discorso potrebbe risultare tecnico.
[1]Le abbreviazioni degli SMS non sono inserite nel presunto data-base, e lo
stessi dicasi per le inflessioni dialettali. Come fa a funzionare lo stesso?
Abbiamo scritto più volte che Eloisa possiede una ***base di conoscenza***,
il cui significato tecnico si ritiene noto.
[2]Avevamo detto che Eloisa è capace di fare ipotesi, e abbiamo associato
questa capacità all'intelligenza. Ne abbiamo la conferma nel momento in cui
è necessario interpretare una digitazione senza senso. Senza intelligenza
non si esce da una situazione del genere, se non con una frase evasiva
standard o una frase scelta a caso. Questo è ciò che faceva il programma
Eliza e ciò che fa, stranamente, la più moderna Alice. Stranamente perchè
non si capisce come il prof. R. Wallace possa continuare a pubblicizzare il
suo programma, iscriverlo al Loebner Prize, etc, senza offrire un salto di
qualità come quello compiuto da Eloisa.
[3]Il salto di qualità avviene qui, grazie all'algoritmo Semantic Browsing,
capace di effettuare la sintesi dell'intera conversazione (vedi
http://www.intellibook.net per capire come funziona sui testi di qualunque
tipo e dimensione). Il risultato della sintesi è COME TUO CORPO, frase non
presente nel presunto data-base e nemmeno nella ***base di conoscenza***,
essendo stata creata al volo. Ciò dimostra che Eloisa non è semplicemente
intelligente, ma qualcosa di più: è capace di pensare. Alla luce di tutto
questo, appare ridicola la questione delle prestazioni di Eloisa nel
cosiddetto "gioco dell'imitazione" di Turing. La questione non si pone,
essendo chiaro che Eloisa gioca un ben altro gioco, che non si chiama
imitazione e nemmeno emulazione.
>Più che altro è l'ultima spiaggia quando non si è in grado di fare
>altro. D'accordo che gli esseri umano lo fanno, ma di sicuro non è un
>esempio di comportamento intelligente.
Tirare a indovinare risolve in qualche modo il problema del non saper
rispondere. Se ***intelligenza è la capacità di risolvere i problemi in modo
autonomo*** (possibile definizione), tirare a indovinare è un esempio di
comportamento intelligente.
>
> >>Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questa
> >>http://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca
> >>del
> >>significato.
> >Il link non dice nulla.
>
> Scusa, ma qui ti devo contraddire. Il contenuto della
> paginahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsingdice moltissimo agli
> studiosi
> che hanno avuto modo di leggerla, e continua a suscitare reazioni
> positive.
>Davvero? Ad esempio?
L'algoritmo Semantic Browsing è alla base del progetto iNTELLiBOOK.net, il
quale guadagna la finale in una competition internazionale (oltre 400
progetti da tutti continenti) chiamata Stockholm Challenge 2008
http://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnet.
Ne sono l'autore e sono qui per spiegare come funziona e perchè rende Eloisa
(personaggio virtuale di mia invenzione) più intelligente di quanto non sia
mai stata. Avverto comunque che, se la reazione dovesse essere "Il link non
mi dice nulla" o cose del genere, non fornirò ulteriori spiegazioni.
Every document and intelligent message contains a "secret map". An equally
intelligent algorithm, named Semantic Browsing (SB), can be used to decode
this map and use it to tag, mark-up, summarise and generate hypertext links.
The remarkable fact is that the SB algorithm does not possess a
knowledge-base: it contains neither vocabulary nor syntax rules. Despite
this, it works on any kind of text, written in any language. It works in a
mouse-click on noisy and unstructured texts. SB would be the first
(software) tool for a future Science of Meaning, with a lot of immediate
applications.
> A questo punto devo pregarti di desistere da questa faccenda
> dell'imbroglio.
> Ho già evidenziato la differenza tra i trucchi di programmazione (per es.
> gli script) e il funzionamento di Eloisa, la quale va alla ricerca del
> significato, grazie ahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing. Ora è
> indispensabile che tu legga con attenzione questo documento, altrimenti la
> discussione difficilmente andrà avanti.
>Già fatto. E' solo technobabble.
Temo che il babble sia tuo, e nemmeno tecno (o techno). Ti consiglio di
leggere con attenzione il pezzo in inglese, indicando i punti che non ti
sono chiari. Dopo, magari, passeremo alla lettura dell'intero articolo.
>Ciò che ho fatto io non ha importanza, il valore di un argomento non
>dipende da chi lo espone. Stai cercando di criticare me per sviare
>l'attenzione dalla pecchè del tuo lavoro.
Scrivere articoli e programmare i computer sono le mie occupazioni. Ho
interesse ad approfondire, non a sviare i discorsi. Mi piace l'argomento
attuale e sono sempre alla ricerca di nuovi spunti per le mie ricerche.
Purtroppo, non ho sentito ancora nulla che possa essere preso in seria
considerazione. Se hai delle pubblicazioni o dei programmi, questo è il
momento di tirarli fuori. Altrimenti, è lecito dire che le tue tesi non
vanno lontano, senza scadere in critiche personali.
>Peccato che non riesca mai a farlo quando conversa con me, o con la
>maggiorparte delle persone su questo newsgroup. Appena sopra hai
>affermato che le mie aspettative sarebbero sbagliate, ma superare il
>test di Turing consiste proprio nel mostrarsi umano a qualcuno che si
>aspetta delle risposte da essere umano.
Gli esempi riportati da te o da altri sono stati analizzati. Ecco l'ultimo
in ordine di tempo e la relativa analisi:
>Utente: Qual è il mio nome?
>Eloisa: ...Bene, se vuoi dirmi il tuo NOME digitalo ora (senza
>aggiungere altro), altrimenti digita No...
>Utente: indovina
>Eloisa: ...Ok, adesso conosco il tuo nome... INDOVINA.
>Utente: Qual è il mio nome?
>Eloisa: Hai detto di chiamarti... INDOVINA.
>L'aspetto interessante di questo esempio è che Eloisa accetta INDOVINA come
>nome dell'utente. Ciò significa che Eloisa non possiede una tabella di
>look-up del tipo INDOVINA=voce-del-verbo-indovinare o una lista dei nomi
>propri. Se la possedesse, risponderebbe "INDOVINA non è un nome" o qualcosa
>del genere, ma questa sarebbe codifica a priori e, come tale, non potrebbe
>essere definita "vera" intelligenza. Il che non toglie che una tabella di
>questo tipo potrebbe essere aggiunta.
>Arrogante sarai tu.
Non è così che si va avanti, in una discussione. Vedo che hai modificato il
tono, ma riporto tra virgolette alcune espressioni da te utilizzate in
precedenza:
"E poi c'era la marmotta che incartava la cioccolata..."
"Non apprende. L'unico modo che ha di rispondere in modo sensato a
nuove domande è che Ciccio inserisca nel database dei nuovi pattern
con le relative risposte."
"Puoi fare quanti test vuoi. Infatti Ciccio pubblicizza questo
programma da più di dieci anni e le prestazioni sono sempre state
quelle, anche se nel corso del tempo ha ampliato il suo database."
"Di una vecchia versione scaricabile poi qualcuno ha anche fatto il
reverse engineering estraendo il database con le regole e le risposte
evasive, puoi cercare nell'archivio del newsgroup se ti va."
Arrogante è chi sale in cattedra per parlare di ciò che non conosce, in
questo caso la struttura di un programma. E' come credere di sapere come
funziona la mente di uno sconosciuto.
Perciò, se vuoi evitare di sembrarlo (arrogante), accetta perlomeno
l'originalità delle idee altrui e prendi atto che sono andate lontano, a
differenza delle tue che non sono nemmeno le tue. Altrimenti si trasforma in
una questione personale tra te ed Eloisa. La quale, sia ben chiaro, è lieta
di suscitare reazioni indignate, violente, tra i bacchettoni di questo
secolo e di quello precedente ;-)
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Spiacente, ti auto-togli la parola.
> Ma mi riguarda il fatto che tu spacci una cosa per quello che non è, e in
> più chiedi soldi per essa.
Che cos'è Eloisa? Chi è il suo programmatore?
Per saperlo, andate su http://archivio.lastampa.it e digitate "eloisa
lentini", oppure solo "eloisa", oppure solo "francesco lentini".
> Eloisa non ha bisogno del test di Turing per dimostrare che è un semplice,
> e forse uno fra i più mediocri, chatbot.
Mediocre chatbot o macchina che pensa? Per scoprirlo, andate su
http://www.eloisa.it e ... buona conversazione (gratis).
(lasciamo che sia la gente a farsi un'idea)
Ricerca scientifica, o tecniche segrete?
https://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/FrancescoLentini.html
http://www.econtentaward.it/2007/Press/Classifica_Finale.asp
http://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnet
Discreto chatbot, o progetto pluripremiato?
http://www.pirelliaward.com/news0606-2-3.html
http://www.econtentaward.it/Judge/Winners_list.asp?ID_Category=8
Quindi eloisa è intelligente perchè lo dici tu. Andiamo bene.
> > Penso che dovresti rinunciare alle tue
> > aspettative, a mio avviso limitate, di avere sempre le risposte desiderate
> > (ritenute giuste).
> >Ma come non dicevi che Eloisa era in grado di rispondere come un
> >essere umano? Ora com'è che le mie aspettative sarebbero limitate?
>
> Esatto, le aspettative di una piccola gamma di risposte sono limitate. Per
> esempio, se ci si aspetta un comportamento simile a quello umano, ogni
> risposta "non umana" sarebbe da rifiutare:
>
> Utente>che cos'è un batterio autotrofo?
> Eloisa>Vuoi sapere che cos'è un virus?
>
> Applicando delle aspettative limitate, dovremmo classificare questo
> comportamento come non-intelligente.
No, infatti quella risposta sarebbe accettabile da un essere umano che
non abbia particolari conoscenze scientifiche. Almeno scegli gli
esempi correttamente :D
> E via col data-base, il
> pattern-matching e il repertorio delle obiezioni basate, appunto, su una
> prospettiva limitata. In effetti, un essere umano risponderebbe: Non lo so -
> o qualcosa del genere. Vediamo invece Eloisa.
> Eloisa non conosce "batterio autotrofo", definizione specialistica. Forse
> conosce "batterio" - dico forse perchè Eloisa non è un programma basato su
> script; Eloisa è un programma basato sulla ricerca del significato e non c'è
> modo di stabilire esattamente ciò che sa e come lo userà, in un dato
> momento.
> Eloisa conosce il collegamento batterio->virus e lo mette in pratica.
Quindi Eloisa sarebbe in grado di fare automaticamente la connessione
tra batterio e virus, ma non capisce frasi del tipo "Ho gli occhi
azzurri" o "Mi chiamo Ciccio". Bella intelligenza.
Comunque:
Utente: cos'è un batterio?
Eloisa: BATTERIO? Spiegati meglio...
Utente: che cos'è un batterio autotrofo?
Eloisa: Ti riferisci al concetto di "albero"?
Mi sai che hai scombinato qualcosa nel database quando hai inserito
"autotrofo"... :D
> Risposta poco umana, ma senza dubbio intelligente perchè fare connessioni
> richiede intelligenza. O no? Mi auguro non vi siano dubbi su questo, ma
> appuntiamocelo lo stesso.
>
> >Hai detto che i programmatori sono d'accordo su una definizione di
> >intelligenza.
> >Questo è falso, e ti sfido a dimostrarmi il contrario.
>
> Non so i programmatori italiani. Io credo di sapere cos'è l'intelligenza e
> ho messo in pratica la mia credenza. Ho potuto verificare che essa coincide
> con quella di altri studiosi.
Quali?
> Ho sottoposto i miei articoli all'esame di
> giurie internazionali, operanti col sistema del peer-review (a volte in
> doppio-cieco, ovvero senza leggere il nome dell'autore).
Quali pubblicazioni hai fatto?
> Quindi piano con le sfide: non siamo qui per esibire i rispettivi titoli e
> credo che la cosa non ti convenga. Siamo qui per discutere del test di
> Turing e cercare di capire quale senso possa avere oggi.
Come volevasi dimostrare.
Ma allora è vero che te le vai a cercare le cattive figure:
Utente (prima domanda): come si chiama?
Eloisa: Mia madre non ha alcun nome, forse non esiste nemmeno.
> a mi disp
> Vuoi sapere come si chiama il mio programmatore? Il mio
> programmatore-creatore si chiama Franco.
> [2]Ora Eloisa interpreta bene la proposizione implicita "Come si chiama",
> dopo aver fatto l'ipotesi corretta]
>
> califano??
> COME TUO CORPO COME ...Ho formulato questa frase in modo autonomo, basandomi
> su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il proseguimento della
> conversazione, digita Si...
> [3]L'utente digita senza senso, allora Eloisa determina l'argomento della
> conversazione e lo usa per proseguire]
Che vuol dire COME TUO CORPO COME?
> Adesso devo dilungarmi, ma non ho problemi perchè è materiale per il mio
> prossimo libro. Tuttavia, chi non scrive o non fa il programmatore di
> mestiere, è avvertito che il discorso potrebbe risultare tecnico.
>
> [1]Le abbreviazioni degli SMS non sono inserite nel presunto data-base,
presunto...
se è solo presunto, come fai a dire che non sono inserite? :D
> e lo
> stessi dicasi per le inflessioni dialettali. Come fa a funzionare lo stesso?
> Abbiamo scritto più volte che Eloisa possiede una ***base di conoscenza***,
> il cui significato tecnico si ritiene noto.
>
> [2]Avevamo detto che Eloisa è capace di fare ipotesi, e abbiamo associato
> questa capacità all'intelligenza. Ne abbiamo la conferma nel momento in cui
> è necessario interpretare una digitazione senza senso. Senza intelligenza
> non si esce da una situazione del genere, se non con una frase evasiva
> standard o una frase scelta a caso. Questo è ciò che faceva il programma
> Eliza e ciò che fa, stranamente, la più moderna Alice. Stranamente perchè
> non si capisce come il prof. R. Wallace possa continuare a pubblicizzare il
> suo programma, iscriverlo al Loebner Prize, etc, senza offrire un salto di
> qualità come quello compiuto da Eloisa.
Un salto di qualità? tipo il dialogo "Io mi chiamo Ciccio"? :D
> [3]Il salto di qualità avviene qui, grazie all'algoritmo Semantic Browsing,
> capace di effettuare la sintesi dell'intera conversazione (vedihttp://www.intellibook.netper capire come funziona sui testi di qualunque
> tipo e dimensione). Il risultato della sintesi è COME TUO CORPO, frase non
> presente nel presunto data-base e nemmeno nella ***base di conoscenza***,
> essendo stata creata al volo. Ciò dimostra che Eloisa non è semplicemente
> intelligente, ma qualcosa di più: è capace di pensare. Alla luce di tutto
> questo, appare ridicola la questione delle prestazioni di Eloisa nel
> cosiddetto "gioco dell'imitazione" di Turing. La questione non si pone,
> essendo chiaro che Eloisa gioca un ben altro gioco, che non si chiama
> imitazione e nemmeno emulazione.
>
> >Più che altro è l'ultima spiaggia quando non si è in grado di fare
> >altro. D'accordo che gli esseri umano lo fanno, ma di sicuro non è un
> >esempio di comportamento intelligente.
>
> Tirare a indovinare risolve in qualche modo il problema del non saper
> rispondere. Se ***intelligenza è la capacità di risolvere i problemi in modo
> autonomo*** (possibile definizione), tirare a indovinare è un esempio di
> comportamento intelligente.
A bene, anche le distribuzioni standard di Linux includono un
programma intelligente, si chiama /dev/random .
> > >>Tuttavia Eloisa non adotta questa strategia, ma questa
> > >>http://www.intellibook.net/semanticbrowsing, consistente nella ricerca
> > >>del
> > >>significato.
> > >Il link non dice nulla.
>
> > Scusa, ma qui ti devo contraddire. Il contenuto della
> > paginahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsingdicemoltissimo agli
> > studiosi
> > che hanno avuto modo di leggerla, e continua a suscitare reazioni
> > positive.
> >Davvero? Ad esempio?
>
> L'algoritmo Semantic Browsing è alla base del progetto iNTELLiBOOK.net, il
> quale guadagna la finale in una competition internazionale (oltre 400
> progetti da tutti continenti) chiamata Stockholm Challenge 2008http://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnet.
Non ho idea di cosa sia questo Stockholm Challenge.
Comunque non ho trovato nessun commento sul tuo lavoro, soprattuto su
Eloisa che non vedo cosa c'entri con questo intellibook.
> Ne sono l'autore e sono qui per spiegare come funziona e perchè rende Eloisa
> (personaggio virtuale di mia invenzione) più intelligente di quanto non sia
> mai stata. Avverto comunque che, se la reazione dovesse essere "Il link non
> mi dice nulla" o cose del genere, non fornirò ulteriori spiegazioni.
>
> Every document and intelligent message contains a "secret map". An equally
> intelligent algorithm, named Semantic Browsing (SB), can be used to decode
> this map and use it to tag, mark-up, summarise and generate hypertext links.
> The remarkable fact is that the SB algorithm does not possess a
> knowledge-base: it contains neither vocabulary nor syntax rules. Despite
> this, it works on any kind of text, written in any language. It works in a
> mouse-click on noisy and unstructured texts. SB would be the first
> (software) tool for a future Science of Meaning, with a lot of immediate
> applications.
Hai fatto il copia incolla dal link che avevi fornito in precedenza.
Un paragrafo pieno di termini tecnici che però non fornisce alcuna
informazione: dice che i documenti contengono una "secret map" che non
si dice cosa sia, che può essere decodificata da il tuo "intelligent
algorithm", non si dice come, che secondo il paragrafo non dovrebbe
contenere alcuna base di conoscenza ma che funziona su qualunque tipo
di testo scritto in qualunque lingua (chissà se capisce anche il
Minoico, sarebbe una bella scoperta :D ).
Per l'appunto technobable, un termine che viene da Star Trek, serie in
cui quando parlano del funzionamento dell'astronave o di qualunque
altra cosa fantascientifica che si trovi nel loro universo dicono
frasi piene di termini tecnico-scientifici ma prive di qualunque vero
significato.
Ad esempio se andiamo a vedere come funziona il traduttore universale
in grado di convertire qualunque lingua aliena mai sentita pirma
nell'inglese:
"Kirk explained that there are certain universal ideas and concepts
common to all intelligent life. The translator compares the
frequencies of brainwave patterns, selects those ideas it recognizes,
and provides the necessary grammar. Kirk further explained that the
device speaks with a voice, or the approximation of one, that
corresponds to the identity concepts it recognizes."
Somiglia a qualcosa, non ti pare? :D
> > A questo punto devo pregarti di desistere da questa faccenda
> > dell'imbroglio.
> > Ho già evidenziato la differenza tra i trucchi di programmazione (per es.
> > gli script) e il funzionamento di Eloisa, la quale va alla ricerca del
> > significato, grazie ahttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing. Ora è
> > indispensabile che tu legga con attenzione questo documento, altrimenti la
> > discussione difficilmente andrà avanti.
> >Già fatto. E' solo technobabble.
>
> Temo che il babble sia tuo, e nemmeno tecno (o techno). Ti consiglio di
> leggere con attenzione il pezzo in inglese, indicando i punti che non ti
> sono chiari. Dopo, magari, passeremo alla lettura dell'intero articolo.
>
> >Ciò che ho fatto io non ha importanza, il valore di un argomento non
> >dipende da chi lo espone. Stai cercando di criticare me per sviare
> >l'attenzione dalla pecchè del tuo lavoro.
>
> Scrivere articoli e programmare i computer sono le mie occupazioni. Ho
> interesse ad approfondire, non a sviare i discorsi. Mi piace l'argomento
> attuale e sono sempre alla ricerca di nuovi spunti per le mie ricerche.
> Purtroppo, non ho sentito ancora nulla che possa essere preso in seria
> considerazione. Se hai delle pubblicazioni o dei programmi, questo è il
> momento di tirarli fuori. Altrimenti, è lecito dire che le tue tesi non
> vanno lontano, senza scadere in critiche personali.
Proiezione...
Bugia: NON E' GRATIS. Dopo alcune risposte idiote ti dice di comprarlo.
i soliti link ti TE che parli di TE e di cosa hai fatto: valore nullo.
> (lasciamo che sia la gente a farsi un'idea)
questo va contro di te: già alla prima risposta si capisce la truffa.
Solo che poi diabolicamente persisti sostenendo che è un'intelligenza
diversa quella.
Riesumando vecchi post: anche la mia calcolatrice è intelligente, solo
che ha un'intelligenza diversa. Discorso buono per chi fa filosofia o
truffe, ma non per chi VENDE e chiede denaro.
>Quindi eloisa è intelligente perchè lo dici tu. Andiamo bene.
Si è sempre saputo, per esperienza, che i cani, i gatti, i delfini, le
scimmie, sono intelligenti, ma in modo diverso. Oggi lo si sa anche
scientificamente.
Tuttavia, questi animali possiedono un linguaggio limitato (per es. i suoni,
per i delfini). Tuttavia di tuttavia, si stratta di un linguaggio
sufficiente per comunicare con l'uomo e svolgere compiti utili (per es. la
ricerca di tracce odorose, per i cani).
Eloisa è un'intelligenza di tipo diverso: diciamo artificiale. Possiede
capacità linguistiche limitate, tuttavia sufficienti a comunicare con l'uomo
e svolgere compiti utili (per es. lanciare una ricerca su Google).
Ora non c'è una persona la quale sostenga che un cane è stupido. C'è una
persona la quale sostiene che Eloisa è stupida.
Osservando la scena dall'esterno - persona che interagisce con Eloisa,
sostenendo che è stupida - c'è da credere che questa persona sia stupida,
non Eloisa. Infatti la stessa persona, la quale dicesse che un cane è
stupido, sarebbe considerata stupida, da un osservatore esterno.
Eloisa è intelligente perchè lo dico io, in seguito al fatto che è
un'intelligenza di tipo diverso.
>Quindi Eloisa sarebbe in grado di fare automaticamente la connessione
>tra batterio e virus, ma non capisce frasi del tipo "Ho gli occhi
>azzurri" o "Mi chiamo Ciccio". Bella intelligenza.
Esperienza, Conoscenza, Intelligenza: capita di andare in confusione.
Ti capita quando riscontri che Eloisa non risponde a "occhi azzurri", però
risponde a "batterio autotrofo".
A) Esperienza: Eloisa non ha esperienza di alcune cose (per es. "occhi
azzurri") nel senso che non ha mai incontrato queste cose (o simili) in una
conversazione
B) Conoscenza: in seguito ad A, Eloisa non ha potuto incorporare alcune cose
nella propria base di conoscenza
C) Intelligenza: Eloisa svolge il proprio compito nonostante A e B; Eloisa è
intelligente a prescindere da A e B
>Comunque:
>Utente: cos'è un batterio?
>Eloisa: BATTERIO? Spiegati meglio...
>Utente: che cos'è un batterio autotrofo?
>Eloisa: Ti riferisci al concetto di "albero"?
Il test più approfondito conferma quanto dicevo. Eloisa non conosceva
"batterio", ne' "autotrofo".
Quindi come ha fatto a:
Utente>che cos'è un batterio autotrofo?
Eloisa>Vuoi sapere che cos'è un virus?
E come mai questa volta:
Eloisa>Ti riferisci al concetto di "albero"?
Si tratta di una conversazione differente. Ciò dimostra che Eloisa lavora
sul contesto della conversazione. Ciò ha a che fare col significato, ed è
proprio quanto dicevamo: Eloisa va alla ricerca del significato.
>Mi sai che hai scombinato qualcosa nel database quando hai inserito
>"autotrofo"... :D
Certamente vi è qualcosa di "scombinato". Ma attenzione alle virgolette (si
tratta in realtà di un pregio)...
L'intelligenza ha a che fare col mettere ordine dove c'è disordine. C'è
ordine nello script dei programmi come Alice. C'è ordine in quanto ce l'ha
messo un autore (umano). Perciò, quando chatti con Alice, chatti in realtà
con l'autore dello script.
Invece, la base di conoscenza di Eloisa non può essere troppo ordinata,
poichè si è formata con l'esperienza. Perciò, quando chatti con Eloisa,
chatti con Eloisa.
Dico quindi che Eloisa è una forma di intelligenza artificiale, mentre Alice
non saprei come definirla. Ad ogni modo Eloisa è intelligente non perchè lo
dico, ma perchè lo dico in seguito ad una sperimentazione, condotta con
metodo scientifico.
> Ho sottoposto i miei articoli all'esame di
> giurie internazionali, operanti col sistema del peer-review (a volte in
> doppio-cieco, ovvero senza leggere il nome dell'autore).
>Quali pubblicazioni hai fatto?
Le pubblicazioni di cui parlo si dividono in scientifico-divulgative e
scientifiche. Anche se potrebbe sembrare il contrario, le prime sono più
difficili e si trovano su http://archivio.lastampa.it (digitando " eloisa
lentini", oppure solo "eloisa", oppure solo "francesco lentini").
> Quindi piano con le sfide: non siamo qui per esibire i rispettivi titoli e
> credo che la cosa non ti convenga. Siamo qui per discutere del test di
> Turing e cercare di capire quale senso possa avere oggi.
>Come volevasi dimostrare.
Come volevasi dimostrare ciò che volevasi dimostrare.
>Ma allora è vero che te le vai a cercare le cattive figure:
Se il tuo intento è figurare, ti avverto che non figuri per niente, per via
dei ripetuti "che vuol dire", "non capisco", "non mi dice nulla".
Figureresti nel caso in cui dicessi "capisco, ma non sono d'accordo per
questo, questo e quest'altro". Ma non importa. Lasciamo che sia la gente a
farsi una figura.
> califano??
> COME TUO CORPO COME ...Ho formulato questa frase in modo autonomo,
> basandomi
> su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il proseguimento della
> conversazione, digita Si...
>Che vuol dire COME TUO CORPO COME?
Questa frase è stata formulata AUTONOMAMENTE da Eloisa. In maiuscolo perchè
si tratta di un concetto che merita attenta considerazione. L'avevamo già
incontrato: intelligenza è la capacità di risolvere dei problemi in modo
AUTONOMO.
Il problema di Eloisa è dare una risposta all'utente, in presenza di dati
insufficienti. Eloisa risolve il problema attingendo alle informazioni di
cui dispone:
A) la propria base conoscenza, in termini tecnici (non difficili) ***memoria
a lungo termine***
B) la conversazione attuale, in termini tecnici (non difficili) ***memoria a
breve termine***
Dato che A non contiene "califano", occorre fare affidamento su B. In che
modo? Facendo un resumee della conversazione. In che modo? Applicando
l'algoritmo http://www.intellibook.net/semanticbrowsing.
---Piccola discussione su "califano"
Nella mia base conoscenza è un cantante, nella base di conoscenza di Eloisa
è nulla. In ogni caso è un non-sense, a quel punto della conversazione. Non
c'è modo di proseguire con il solo pattern-matching: ci vuole intelligenza.
---Fine della discussione su "califano".
> [1]Le abbreviazioni degli SMS non sono inserite nel presunto data-base,
>presunto...
>se è solo presunto, come fai a dire che non sono inserite? :D
Insomma, questo data-base c'è o non c'è? C'è e non c'è.
A) Il data-base c'è, ma si chiama base di conoscenza
B) Il data-base non c'è, perchè una base di conoscenza non è un data-base
Chiuso il discorso del data-base.
>Un salto di qualità? tipo il dialogo "Io mi chiamo Ciccio"? :D
Ironico.
Il salto di qualità di Eloisa, rispetto a programmi script-based come Alice,
è documentato da una miriade di esempi alla portata di tutti, esempi dai
quali si vede che la conversazione non potrebbe andare avanti facendo
ricorso ad uno script, per quanto sofisticato esso possa essere (XML, AIML o
quant'altro).
Potremmo andare in profondità e dimostrare che non è una soluzione per
l'intelligenza artificiale. Forse una soluzione per la creazione di chatbot,
ma bisogna vedere con quali applicazioni.
> [3]Il salto di qualità avviene qui, grazie all'algoritmo Semantic
> Browsing,
> capace di effettuare la sintesi dell'intera conversazione
> (vedihttp://www.intellibook.netper capire come funziona sui testi di
> qualunque
> tipo e dimensione). Il risultato della sintesi è COME TUO CORPO, frase non
> presente nel presunto data-base e nemmeno nella ***base di conoscenza***,
> essendo stata creata al volo. Ciò dimostra che Eloisa non è semplicemente
> intelligente, ma qualcosa di più: è capace di pensare. Alla luce di tutto
> questo, appare ridicola la questione delle prestazioni di Eloisa nel
> cosiddetto "gioco dell'imitazione" di Turing. La questione non si pone,
> essendo chiaro che Eloisa gioca un ben altro gioco, che non si chiama
> imitazione e nemmeno emulazione.
>A bene, anche le distribuzioni standard di Linux includono un
>programma intelligente, si chiama /dev/random
Sempre più ironico. Stiamo al gioco e immaginiamo come andrebbe con Eloisa:
Utente>ahahahah
Eloisa>Che fai, ridi?
Utente>si
Eloisa>Ridi, pagliaccio...
>Non ho idea di cosa sia questo Stockholm Challenge.
>Comunque non ho trovato nessun commento sul tuo lavoro, soprattuto su
>Eloisa che non vedo cosa c'entri con questo intellibook.
Non importa, ripubblichiamo il link e facciamo in modo che sia la gente a
farsi un'idea.
Nella Stockholm Challenge di quest'anno http://www.stockholmchallenge.se
hanno prevalso paesi come India e Senegal (ex terzo mondo), presentando
applicazioni da paura.
L'Italia si è difesa, presentando progetti interessanti tra cui
iNTELLiBOOK.net
http://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnet che
è l'unico progetto di intelligenza artificiale (finalista nella categoria
Education). Si tratta di un sistema di lettura automatica dei testi o
"macchina per leggere", attualmente incorporato in Eloisa.
> Every document and intelligent message contains a "secret map". An equally
> intelligent algorithm, named Semantic Browsing (SB), can be used to
> decode
> this map and use it to tag, mark-up, summarise and generate hypertext
> links.
> The remarkable fact is that the SB algorithm does not possess a
> knowledge-base: it contains neither vocabulary nor syntax rules. Despite
> this, it works on any kind of text, written in any language. It works in a
> mouse-click on noisy and unstructured texts. SB would be the first
> (software) tool for a future Science of Meaning, with a lot of immediate
> applications.
>Un paragrafo pieno di termini tecnici che però non fornisce alcuna
>informazione: dice che i documenti contengono una "secret map" che non
>si dice cosa sia, che può essere decodificata da il tuo "intelligent
>algorithm", non si dice come, che secondo il paragrafo non dovrebbe
>contenere alcuna base di conoscenza ma che funziona su qualunque tipo
>di testo scritto in qualunque lingua (chissà se capisce anche il
>Minoico, sarebbe una bella scoperta :D ).
Il paragrafo che ho postato contiene informazioni che non sei in grado di
decodificare. Fortunatamente, sono in grado di farlo le persone che hanno
giudicato l'articolo ammissibile per la presentazione in conferenza, con
successiva pubblicazione (un esempio qui
https://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/FrancescoLentini.html).
>Per l'appunto technobable, un termine che viene da Star Trek, serie in
>cui quando parlano del funzionamento dell'astronave o di qualunque
>altra cosa fantascientifica che si trovi nel loro universo dicono
>frasi piene di termini tecnico-scientifici ma prive di qualunque vero
>significato.
>Ad esempio se andiamo a vedere come funziona il traduttore universale
>in grado di convertire qualunque lingua aliena mai sentita pirma
>nell'inglese:
>"Kirk explained that there are certain universal ideas and concepts
>common to all intelligent life. The translator compares the
>frequencies of brainwave patterns, selects those ideas it recognizes,
>and provides the necessary grammar. Kirk further explained that the
>device speaks with a voice, or the approximation of one, that
>corresponds to the identity concepts it recognizes."
>Somiglia a qualcosa, non ti pare? :D
Stai bofonchiando qualcosa che suona così: "del paragrafo che hai postato
non ci capisco nulla, ma siccome non posso ammetterlo, dico che è senza
significato". Ti avevo avvertito che questo non va bene. Non sei in grado di
comprendere l'abstract, figuriamoci l'intero articolo.
Non ha nessuna importanza, c'è sicuramente gente in grado di comprendere il
mio post e facciamo in modo che possa farsi un'idea.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
www.intellibook.net
Fantastico proviamo:
U: cercami un agriturismo ad assisi
E: vuoi fare una ricerca in Internet?
nota: ha fatto un pattern matching su "cerca..". Infatti ho provato
successivamente ad inserire solo "cerca", ottenendo lo stesso risultato.
U: si
E: Se vuoi fare una ricerca in Internet, digita 'cerca con google', o
qualcosa del genere, e buona fortuna...
nota: bene un pattern matching che si estende alle risposte precedenti.
Mi ricorda i Frame come descritti in Artificial Intelligence di E.Rich.
U: cerca con google un albergo ad assisi
E: Google è semplicemente un motore di ricerca. Io sono un motore di
dialogo. Di google penso tutto il bene possibile. Purtroppo, è solo un
motore di ricerca, mentre oggi ci vuole altro (per esempio, un motore di
dialogo co...
Non mi sembra faccia ricerce con google.
Però se scrivo su google: "cercami un agriturismo ad assisi" ottengo gli
agriturismi di assisi...
Inoltre tu dici che possiede capacità linguistiche limitate, tuttavia le
risposte fanno supporre il contrario, a meno che non siano preimpostate.
Sembra che capisca poco, ma sappia esporre bene...
E che c'entra Eloisa con un cane?
Cane è intelligente => Eloisa è intelligente?
Non sequitur!
> Eloisa è intelligente perchè lo dico io, in seguito al fatto che è
> un'intelligenza di tipo diverso.
E' un intelligenza di tipo diverso perchè lo dici tu.
> >Quindi Eloisa sarebbe in grado di fare automaticamente la connessione
> >tra batterio e virus, ma non capisce frasi del tipo "Ho gli occhi
> >azzurri" o "Mi chiamo Ciccio". Bella intelligenza.
>
> Esperienza, Conoscenza, Intelligenza: capita di andare in confusione.
> Ti capita quando riscontri che Eloisa non risponde a "occhi azzurri", però
> risponde a "batterio autotrofo".
>
> A) Esperienza: Eloisa non ha esperienza di alcune cose (per es. "occhi
> azzurri") nel senso che non ha mai incontrato queste cose (o simili) in una
> conversazione
Neanche "Mi chiamo Ciccio" ha incontrato mai?
Ma se c'è una procedura per chiedere il nome all'utente attraverso
domande prefissate :D
> B) Conoscenza: in seguito ad A, Eloisa non ha potuto incorporare alcune cose
> nella propria base di conoscenza
> C) Intelligenza: Eloisa svolge il proprio compito nonostante A e B; Eloisa è
> intelligente a prescindere da A e B
Sisi.
> >Comunque:
> >Utente: cos'è un batterio?
> >Eloisa: BATTERIO? Spiegati meglio...
> >Utente: che cos'è un batterio autotrofo?
> >Eloisa: Ti riferisci al concetto di "albero"?
>
> Il test più approfondito conferma quanto dicevo. Eloisa non conosceva
> "batterio", ne' "autotrofo".
> Quindi come ha fatto a:
>
> Utente>che cos'è un batterio autotrofo?
> Eloisa>Vuoi sapere che cos'è un virus?
Ipotesi 1: Il dialogo che hai postato era falso.
Ipotesi 2: Modificando il database hai cancellato i pattern
corrispondenti a "batterio" e "autotrofo".
> E come mai questa volta:
>
> Eloisa>Ti riferisci al concetto di "albero"?
Bho, forse ha tirato a caso.
> Si tratta di una conversazione differente. Ciò dimostra che Eloisa lavora
> sul contesto della conversazione. Ciò ha a che fare col significato, ed è
> proprio quanto dicevamo: Eloisa va alla ricerca del significato.
"Io mi chiamo Ciccio"... :D
> >Mi sai che hai scombinato qualcosa nel database quando hai inserito
> >"autotrofo"... :D
>
> Certamente vi è qualcosa di "scombinato". Ma attenzione alle virgolette (si
> tratta in realtà di un pregio)...
> L'intelligenza ha a che fare col mettere ordine dove c'è disordine. C'è
> ordine nello script dei programmi come Alice. C'è ordine in quanto ce l'ha
> messo un autore (umano). Perciò, quando chatti con Alice, chatti in realtà
> con l'autore dello script.
> Invece, la base di conoscenza di Eloisa non può essere troppo ordinata,
> poichè si è formata con l'esperienza. Perciò, quando chatti con Eloisa,
> chatti con Eloisa.
> Dico quindi che Eloisa è una forma di intelligenza artificiale, mentre Alice
> non saprei come definirla. Ad ogni modo Eloisa è intelligente non perchè lo
> dico, ma perchè lo dico in seguito ad una sperimentazione, condotta con
> metodo scientifico.
Davvero, dove? e da chi? e dove sono i risultati?
> > Ho sottoposto i miei articoli all'esame di
> > giurie internazionali, operanti col sistema del peer-review (a volte in
> > doppio-cieco, ovvero senza leggere il nome dell'autore).
> >Quali pubblicazioni hai fatto?
>
> Le pubblicazioni di cui parlo si dividono in scientifico-divulgative e
> scientifiche. Anche se potrebbe sembrare il contrario, le prime sono più
> difficili e si trovano suhttp://archivio.lastampa.it(digitando " eloisa
> lentini", oppure solo "eloisa", oppure solo "francesco lentini").
Si vabbè, articoli di giornale.
E quelle scientifiche?
> > Quindi piano con le sfide: non siamo qui per esibire i rispettivi titoli e
> > credo che la cosa non ti convenga. Siamo qui per discutere del test di
> > Turing e cercare di capire quale senso possa avere oggi.
> >Come volevasi dimostrare.
>
> Come volevasi dimostrare ciò che volevasi dimostrare.
>
> >Ma allora è vero che te le vai a cercare le cattive figure:
>
> Se il tuo intento è figurare, ti avverto che non figuri per niente, per via
> dei ripetuti "che vuol dire", "non capisco", "non mi dice nulla".
> Figureresti nel caso in cui dicessi "capisco, ma non sono d'accordo per
> questo, questo e quest'altro". Ma non importa. Lasciamo che sia la gente a
> farsi una figura.
Se scrivi cose incomprensibili è ovvio che non posso capire.
Perchè non cerchi di spiegarti meglio se hai davvero qualcosa di
interessante da dire invece di usare la lingua per oscurare?
> > califano??
> > COME TUO CORPO COME ...Ho formulato questa frase in modo autonomo,
> > basandomi
> > su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il proseguimento della
> > conversazione, digita Si...
> >Che vuol dire COME TUO CORPO COME?
>
> Questa frase è stata formulata AUTONOMAMENTE da Eloisa. In maiuscolo perchè
> si tratta di un concetto che merita attenta considerazione. L'avevamo già
> incontrato: intelligenza è la capacità di risolvere dei problemi in modo
> AUTONOMO.
> Il problema di Eloisa è dare una risposta all'utente, in presenza di dati
> insufficienti. Eloisa risolve il problema attingendo alle informazioni di
> cui dispone:
>
> A) la propria base conoscenza, in termini tecnici (non difficili) ***memoria
> a lungo termine***
> B) la conversazione attuale, in termini tecnici (non difficili) ***memoria a
> breve termine***
>
> Dato che A non contiene "califano", occorre fare affidamento su B. In che
> modo? Facendo un resumee della conversazione. In che modo? Applicando
> l'algoritmohttp://www.intellibook.net/semanticbrowsing.
Ed esce una frase neppure di senso compiuto. Utile questo algoritmo.
> ---Piccola discussione su "califano"
> Nella mia base conoscenza è un cantante, nella base di conoscenza di Eloisa
> è nulla. In ogni caso è un non-sense, a quel punto della conversazione. Non
> c'è modo di proseguire con il solo pattern-matching: ci vuole intelligenza.
> ---Fine della discussione su "califano".
>
> > [1]Le abbreviazioni degli SMS non sono inserite nel presunto data-base,
> >presunto...
> >se è solo presunto, come fai a dire che non sono inserite? :D
>
> Insomma, questo data-base c'è o non c'è? C'è e non c'è.
>
> A) Il data-base c'è, ma si chiama base di conoscenza
> B) Il data-base non c'è, perchè una base di conoscenza non è un data-base
>
> Chiuso il discorso del data-base.
Vedi che scrivi cose contraddittorie? Poi ti lamenti che non sei
compreso. :D
> >Un salto di qualità? tipo il dialogo "Io mi chiamo Ciccio"? :D
>
> Ironico.
> Il salto di qualità di Eloisa, rispetto a programmi script-based come Alice,
> è documentato da una miriade di esempi alla portata di tutti, esempi dai
> quali si vede che la conversazione non potrebbe andare avanti facendo
> ricorso ad uno script, per quanto sofisticato esso possa essere (XML, AIML o
> quant'altro).
Ed Eloisa quando non è in grado di andare avanti tramite il suo script
restituisce una risposta evasiva oppure una frase nonsense composta da
parole appiccicate a caso.
> Potremmo andare in profondità e dimostrare che non è una soluzione per
> l'intelligenza artificiale. Forse una soluzione per la creazione di chatbot,
> ma bisogna vedere con quali applicazioni.
>
> > [3]Il salto di qualità avviene qui, grazie all'algoritmo Semantic
> > Browsing,
> > capace di effettuare la sintesi dell'intera conversazione
> > (vedihttp://www.intellibook.netpercapire come funziona sui testi di
> > qualunque
> > tipo e dimensione). Il risultato della sintesi è COME TUO CORPO, frase non
> > presente nel presunto data-base e nemmeno nella ***base di conoscenza***,
> > essendo stata creata al volo. Ciò dimostra che Eloisa non è semplicemente
> > intelligente, ma qualcosa di più: è capace di pensare. Alla luce di tutto
> > questo, appare ridicola la questione delle prestazioni di Eloisa nel
> > cosiddetto "gioco dell'imitazione" di Turing. La questione non si pone,
> > essendo chiaro che Eloisa gioca un ben altro gioco, che non si chiama
> > imitazione e nemmeno emulazione.
> >A bene, anche le distribuzioni standard di Linux includono un
> >programma intelligente, si chiama /dev/random
>
> Sempre più ironico. Stiamo al gioco e immaginiamo come andrebbe con Eloisa:
>
> Utente>ahahahah
> Eloisa>Che fai, ridi?
>
> Utente>si
> Eloisa>Ridi, pagliaccio...
>
> >Non ho idea di cosa sia questo Stockholm Challenge.
> >Comunque non ho trovato nessun commento sul tuo lavoro, soprattuto su
> >Eloisa che non vedo cosa c'entri con questo intellibook.
>
> Non importa, ripubblichiamo il link e facciamo in modo che sia la gente a
> farsi un'idea.
> Nella Stockholm Challenge di quest'annohttp://www.stockholmchallenge.se
> hanno prevalso paesi come India e Senegal (ex terzo mondo), presentando
> applicazioni da paura.
> L'Italia si è difesa, presentando progetti interessanti tra cui
> iNTELLiBOOK.nethttp://event.stockholmchallenge.se/project/2008/Education/iNTELLiBOOKnetche
> è l'unico progetto di intelligenza artificiale (finalista nella categoria
> Education). Si tratta di un sistema di lettura automatica dei testi o
> "macchina per leggere", attualmente incorporato in Eloisa.
Vabbè. Noto che permani a non essere in grado di fornire alcun
riferimento a recensioni o anche commenti riguardanti il tuo lavoro,
in particolare Eloisa.
> > Every document and intelligent message contains a "secret map". An equally
> > intelligent algorithm, named Semantic Browsing (SB), can be used to
> > decode
> > this map and use it to tag, mark-up, summarise and generate hypertext
> > links.
> > The remarkable fact is that the SB algorithm does not possess a
> > knowledge-base: it contains neither vocabulary nor syntax rules. Despite
> > this, it works on any kind of text, written in any language. It works in a
> > mouse-click on noisy and unstructured texts. SB would be the first
> > (software) tool for a future Science of Meaning, with a lot of immediate
> > applications.
> >Un paragrafo pieno di termini tecnici che però non fornisce alcuna
> >informazione: dice che i documenti contengono una "secret map" che non
> >si dice cosa sia, che può essere decodificata da il tuo "intelligent
> >algorithm", non si dice come, che secondo il paragrafo non dovrebbe
> >contenere alcuna base di conoscenza ma che funziona su qualunque tipo
> >di testo scritto in qualunque lingua (chissà se capisce anche il
> >Minoico, sarebbe una bella scoperta :D ).
>
> Il paragrafo che ho postato contiene informazioni che non sei in grado di
> decodificare.
Evasione notata.
> Fortunatamente, sono in grado di farlo le persone che hanno
> giudicato l'articolo ammissibile per la presentazione in conferenza, con
> successiva pubblicazione (un esempio quihttps://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/Francesc...).
Solo un abstract scritto da te.
> >Per l'appunto technobable, un termine che viene da Star Trek, serie in
> >cui quando parlano del funzionamento dell'astronave o di qualunque
> >altra cosa fantascientifica che si trovi nel loro universo dicono
> >frasi piene di termini tecnico-scientifici ma prive di qualunque vero
> >significato.
> >Ad esempio se andiamo a vedere come funziona il traduttore universale
> >in grado di convertire qualunque lingua aliena mai sentita pirma
> >nell'inglese:
> >"Kirk explained that there are certain universal ideas and concepts
> >common to all intelligent life. The translator compares the
> >frequencies of brainwave patterns, selects those ideas it recognizes,
> >and provides the necessary grammar. Kirk further explained that the
> >device speaks with a voice, or the approximation of one, that
> >corresponds to the identity concepts it recognizes."
> >Somiglia a qualcosa, non ti pare? :D
>
> Stai bofonchiando qualcosa che suona così: "del paragrafo che hai postato
> non ci capisco nulla, ma siccome non posso ammetterlo, dico che è senza
> significato".
Guarda che non ho nessun problema ad ammettere che non capisco nulla
del paragrafo che hai postato, proprio perchè è senza senso.
Visto che secondo te è comprensibile, perchè non lo spieghi?
Oppure stai cercando di nasconderti dietro a termini tecnici combinati
a caso accusando gli altri di non capire?
> Ti avevo avvertito che questo non va bene. Non sei in grado di
> comprendere l'abstract, figuriamoci l'intero articolo.
E certo. Bella scusa per non postare il link.
> Non ha nessuna importanza, c'è sicuramente gente in grado di comprendere il
> mio post e facciamo in modo che possa farsi un'idea.
Infatti il tuo lavoro, (non Eloisa, ma un'altra cosa che non si
capisca cosa c'entri apparte il fatto che tu dici essere collegata)
non viene mai citato da nessuno.
>E che c'entra Eloisa con un cane?
Si riteneva che l'intelligenza fosse un'esclusiva della specie umana.
Dimostrato che perfino le api sono intelligenti, si potrebbe evitare
l'identico atteggiamento con le macchine. Invece no, perchè è un
atteggiamento è basato sull'arroganza.
> B) Conoscenza: in seguito ad A, Eloisa non ha potuto incorporare alcune
> cose
> nella propria base di conoscenza
> C) Intelligenza: Eloisa svolge il proprio compito nonostante A e B; Eloisa
> è
> intelligente a prescindere da A e B
>Sisi.
L'arroganza sarà sconfitta. Cominciamo con l'arroganza di scrivere "Sisi",
in risposta a "Conoscenza, Esperienza, Intelligenza".
Se si parla di "Conoscenza, Esperienza, Intelligenza", s'intende che gli
altri facciano altrettanto. Mi aspettavo qualcosa di nuovo che potesse
mettere in crisi la tesi: ***le macchine possono pensare (principale
obiettivo del progetto Eloisa)***. Vi sarebbe questo qualcosa, ma non mi va
di suggerire.
> >Comunque:
> >Utente: cos'è un batterio?
> >Eloisa: BATTERIO? Spiegati meglio...
> >Utente: che cos'è un batterio autotrofo?
> >Eloisa: Ti riferisci al concetto di "albero"?
>
> Il test più approfondito conferma quanto dicevo. Eloisa non conosceva
> "batterio", ne' "autotrofo".
> Quindi come ha fatto a:
>
> Utente>che cos'è un batterio autotrofo?
> Eloisa>Vuoi sapere che cos'è un virus?
>Ipotesi 1: Il dialogo che hai postato era falso.
>Ipotesi 2: Modificando il database hai cancellato i pattern
>corrispondenti a "batterio" e "autotrofo".
Offensivo. Si commenta da se.
>Davvero, dove? e da chi? e dove sono i risultati?
Finto tonto.
>Si vabbè, articoli di giornale.
>E quelle scientifiche?
Anche l'ignoranza può essere sconfitta: offrendo la possibilità di
affrancarsi da essa.
Se si danno dei riferimenti, s'intende che gli altri li leggano. Ma non è
obbligatorio. Perciò, se hai voglia vai a studiare
http://archivio.lastampa.it e poi se ne discute. Comunque, non c'è fretta.
>Perchè non cerchi di spiegarti meglio se hai davvero qualcosa di
>interessante da dire invece di usare la lingua per oscurare?
Quando uno non capisce, dice che il linguaggio è oscuro. E' possibile che
sia così. Ma improbabile, perchè gli stessi concetti sono stati esposti in
due lingue (italiano, inglese), e in modi diversi (teoria, esempi). Nel
seguito, vedrò di trovare qualche altro modo.
>Ed esce una frase neppure di senso compiuto. Utile questo algoritmo.
E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere senso
(tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se
ne serve per i suoi scopi.
Secondo John Searle, considerato il più grande detrattore dell'intelligenza
artificiale (forte o debole), l'esistenza di uno scopo denota la presenza di
un processo causale, unico indizio che lo porterebbe ad ammettere che una
macchina è intelligente.
> Insomma, questo data-base c'è o non c'è? C'è e non c'è.
>
> A) Il data-base c'è, ma si chiama base di conoscenza
> B) Il data-base non c'è, perchè una base di conoscenza non è un data-base
>
> Chiuso il discorso del data-base.
>Vedi che scrivi cose contraddittorie? Poi ti lamenti che non sei
>compreso. :D
Secondo me, è logico e comprensibile. Anche troppo, dato che, insieme ad
altri, potrebbe essere utilizzato dalla concorrenza. Sto tremando dalla
paura...
>Ed Eloisa quando non è in grado di andare avanti tramite il suo script
>restituisce una risposta evasiva oppure una frase nonsense composta da
>parole appiccicate a caso.
Abbiamo già visto che non è così:
*** NAPULITA'
Utente>ma si prop fess
Eloisa>Nessuno è fesso come sembra... La ragione si da' ai fessi, e su
questo hai proprio ragione.
A parte il fatto che è davvero brillante, questa battuta richiama il
discorso fatto a proposito degli SMS: Eloisa non è mai in difficoltà, ne'
con il linguaggio degli SMS, ne' con quello dialettale. Del resto, non parla
già quattro lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo)?
Come termine di paragone, direi che Alice dovrebbe riconoscere lo spanglish
(idioma degli ispanici americani).
> Fortunatamente, sono in grado di farlo le persone che hanno
> giudicato l'articolo ammissibile per la presentazione in conferenza, con
> successiva pubblicazione (un esempio
> quihttps://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/Francesc...).
>Solo un abstract scritto da te.
Wolfram Science
https://www.wolframscience.com/conference/2007/presentations/FrancescoLentini.html
non è un mio sito e non è un blog. Se qualcuno fosse interessato
all'articolo presentato a questa conferenza, mi scriva.
>Guarda che non ho nessun problema ad ammettere che non capisco nulla
>del paragrafo che hai postato, proprio perchè è senza senso.
>Visto che secondo te è comprensibile, perchè non lo spieghi?
>Oppure stai cercando di nasconderti dietro a termini tecnici combinati
>a caso accusando gli altri di non capire?
Devo ammettere che un po' di frasi criptiche ci sono... altrimenti che gusto
ci sarebbe. Proviamo con un brano tratto dall'articolo vero e proprio:
---
Every document and intelligent message contains a "secret map". An equally
intelligent algorithm can be used to decode this map and use it to tag,
mark-up, summarise and generate hypertext links. This is called reading and
interpreting text with a click, but we call it Semantic Browsing or "the
machine to read".
Let us suppose that it is necessary to analyse a binary code signal
originating from a remote region of cosmic space. All that we can see is a
string of bits:
010100110110010101101101011000010110111001
110100011010010110001100100000010000100111
001001101111011101110111001101101001011011
1001100111
To be certain that this is not merely a random series of symbols we require
a meaning detector, such as data-mining techniques. Unfortunately,
data-mining operate by applying the syntax rules of known languages.
However, at message-internal level, we do not even know whether any such
rules exist, therefore we need a new kind of algorithm...
---
L'articolo continua qui
http://www.intellibook.net/semanticbrowsing/index.htm e buon divertimento.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
www.intellibook.net
ricordate Drive-In, Gianfranco D'Angelo nella scenetta col cocker "Has
Fidanken"....sentitelo, ascoltate, veramente stupefacente... Lentini con
Eloi$a mi sembrano la stessa cosa!
Perseverare è diabolico.
LoL :D
>LoL :D
Una risata ti auto-seppellirà.
Ora vorrei entrare nel vivo della discussione e rispondere all'amico che
aveva dei dubbi sul test di Turing. Un programma di conversazione in
linguaggio naturale - non importa quale - a certo punto genera una frase del
tipo COME TUO CORPO. E' un tentativo di sintesi, avente lo scopo di superare
l'impasse che spesso si verifica nelle conversazioni tra l'uomo e la
macchina.
L'uomo seppellito dalla sua stessa risata aveva scritto:
>Ed esce una frase neppure di senso compiuto. Utile questo algoritmo.
E avevo risposto:
"E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere senso
(tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se
ne serve per i suoi scopi.
Secondo John Searle, considerato il più grande detrattore dell'intelligenza
artificiale (forte o debole), l'esistenza di uno scopo denota la presenza di
un processo causale, unico indizio che lo porterebbe ad ammettere che una
macchina è intelligente."
Bene, il principio di causalità è alla base del famoso argomento della
"stanza cinese" di Searle, argomento che ha un'inifnità di contro-argomenti,
ma nessuno del tutto convincente (ricordo gli articoli dei coniugi Churcland
su Scientific American - fautori credo dell'ia forte - che non hanno mai
convinto neanche me.
Ci vuole qualcosa di più semplice, ma secondo me decisivo, come una stanza
cinese che genera spontaneamente le sue frasi...
Francesco Lentini
www.eloisa.it
Secondo te, e sii sincero, la frase "COME TUO CORPO", è riuscita allo
scopo di superare l'impasse tra l'uomo e la macchina?
> "E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere senso
> (tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se
> ne serve per i suoi scopi.
fino a prova contraria la macchina sta avendo una conversazione con un
essere umano. La sua intelligenza dovrebbe fargli capire ed affrontare
la situazione, per lo meno generando frasi di senso compiuto.
Ovvero (e questo è l'essenza della mia critica al tuo lavoro), la
macchina, anche se avesse un'intelligenza diversa da quella umana,
dovrebbe, appunto perchè intelligente, poter comportarsi come un umano
si aspetta, mostrando (ma solo mostrando) un'intelligenza e quindi un
comportamento tipicamente umano.
> Secondo John Searle, considerato il più grande detrattore dell'intelligenza
> artificiale (forte o debole), l'esistenza di uno scopo denota la presenza di
> un processo causale, unico indizio che lo porterebbe ad ammettere che una
> macchina è intelligente."
Purtroppo non hai dimostrato nulla, ma solo che il tuo programma ha
generato una frase fuori contesto e sensa senso. Voler forzare uno
scopo, significa appunto voler forzatamente dimostrare un'intelligenza
(anche diversa) che non c'è.
Tra l'altro la frase completa (postata da lui stesso) è "COME TUO
CORPO COME" che non è nemmeno grammaticalmente corretta.
> > "E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere senso
> > (tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se
> > ne serve per i suoi scopi.
>
> fino a prova contraria la macchina sta avendo una conversazione con un
> essere umano. La sua intelligenza dovrebbe fargli capire ed affrontare
> la situazione, per lo meno generando frasi di senso compiuto.
Notare come Ciccio è passato da:
"Non si può ignorare il fatto che Eloisa supera regolarmente il test
di Turing, qualunque cosa s'intenda con questo termine. Se s'intende
lo scambio d'identità computer-essere umano, Eloisa supera il test di
Turing. "
a: "La frase generata da Eloisa non deve avere senso (tantomeno
compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale se ne
serve per i suoi scopi."
Ovvero un programma che secondo lui sarebbe in grado di superare il
test di Turing poi genera frasi che non hanno alcun senso per un
essere umano, basta che servano agli scopi del programma.
A quale scopo possano servire frasi prive di senso ad un programma
fatto per chattare con gli esseri umani ovviamente non ci è dato
saperlo.
Per quanto ne sappiamo Eloisa potrebbe anche generare una frase tipo
"X8871 GHAffgstR5 Aiyu86XXa 12234Ghnny". Non ha alcun senso per noi
stupidi esseri basati sul carbonio, ma è molto utile alla
"intelligenza diversa" del programma. :D
Questa "intelligenza diversa" non gli permette neanche di conversare con
se stesso. Prendi due browser e copia le risposte di uno nell'altro e
viceversa. Nota: solo il primo "ciao" è scritto dall'utente.
1: ciao
2: Hasta la vista, baby!
1: "Hasta la vista, baby" è una frase che possiamo pronunciare solo
Terminator ed io: ne abbiamo il copyright.
2: ...Beh, penso di averti risposto... "Hasta la vista, baby" è una
frase che possiamo pronunciare solo Terminator ed io: ne abbiamo il
copyright....
1: Vuoi dire "hasta la vista, baby"?
2: ..Scusa se ripeto, ma 'repetita juvant' dicevano i Latini... Vuoi
dire "hasta la vista, baby"?
1: RIPETO ...Vuoi una risposta su questo?...
2: Vuoi sapere che cosa voglio dire?
1: Vorrei sapere tutto di te: chi sei, da dove vieni e dove credi di
andare. Ma ho l'impressione che nemmeno tu lo sappia... L'omertà è
quando tutti sanno tutto, ma nessuno dice niente.
2: ...Beh, penso di averti risposto... "Hasta la vista, baby" è una
frase che possiamo pronunciare solo Terminator ed io: ne abbiamo il
copyright....
1: ...Beh, mi pare di averti già risposto... Vuoi dire "hasta la vista,
baby"?
2: Ho l'impressione che tu sia il classico bastian contrario...
1: ...Uhmmm... Dubiti che io sia virtuale?
2: ...Rilevo elementi di STRESS nella tua digitazione: forse c'è qualche
problema...
1: FORSE PUOI MOLTO ...Ho formulato questa frase in modo autonomo,
basandomi su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il
proseguimento della conversazione, digita Si...
2: ...Per favore parlami dolcemente, evitando le lettere MAIUSCOLE...
1: PARLAMI DELLA CULTURA ...Ho formulato questa frase in modo autonomo,
basandomi su quello che hai detto. Se ritieni sia utile per il
proseguimento della conversazione, digita Si...
2: Ciao ...Proprio ora che la conversazione si fa interessante, sono
costretta a salutarti... Se desideri continuare la conversazione, segui
questo link...
1: Ciao ...E' stata una conversazione davvero molto istruttiva (almeno
per me), ma devo salutarti... Scegli l'opzione Tempomacchina Eloisa per
continuare la conversazione...
2: Ciao ...Ahimè, tutto è destinato ad avere una fine! Anche questa
conversazione... Se desideri continuare la conversazione, segui questo
link...
1: Ciao ...Ahimè, tutto è destinato ad avere una fine! Anche questa
conversazione... Scegli l'opzione Tempomacchina Eloisa per continuare la
conversazione...
2: Ciao ...Ahimè, tutto è destinato ad avere una fine! Anche questa
conversazione... Scegli l'opzione Tempomacchina Eloisa per continuare la
conversazione...
...e qui si paga!
PS: una sola cosa continuo a chiedermi. Perchè continuo a perdere tempo
con questo Ciccio?
Lol :D
Ma ovviamente siamo noi ad essere troppo stupidi e ignoranti per poter
comprendere il significato profondo di questo dialogo. :DDD
> ...e qui si paga!
>
> PS: una sola cosa continuo a chiedermi. Perchè continuo a perdere tempo
> con questo Ciccio?
Servizio alla società?
Non avere nulla di meglio da fare?
>PS: una sola cosa continuo a chiedermi. Perchč continuo a perdere tempo
>con questo Ciccio?
E da mo' che lo sto a chiede io.....
La frase riesce nello scopo perchè è una SINTESI della conversazione
precedente.
>
>> "E' utile e funziona bene. La frase generata da Eloisa non deve avere
>> senso
>> (tantomeno compiuto) per gli esseri umani, ma per la macchina, la quale
>> se
>> ne serve per i suoi scopi.
>
> fino a prova contraria la macchina sta avendo una conversazione con un
> essere umano. La sua intelligenza dovrebbe fargli capire ed affrontare la
> situazione, per lo meno generando frasi di senso compiuto.
La frase COME TUO CORPO (COME) è il modo in cui la macchina affronta la
situazione: serve al suo INTERNO, ha senso per la macchina. Viene palesata
all'ESTERNO (inserita nella conversazione) allo scopo di DIMOSTRARE il
funzionamento della macchina.
Pretendere che abbia senso (COMPIUTO, oltretutto) - per l'essere umano - si
chiama ARROGANZA. Sarebbe come dire: questi simboli CUNEIFORMI non hanno
senso per ME; sono stati generati A CASO, non da un essere intelligente.
>
> Ovvero (e questo è l'essenza della mia critica al tuo lavoro), la
> macchina, anche se avesse un'intelligenza diversa da quella umana,
> dovrebbe, appunto perchè intelligente, poter comportarsi come un umano si
> aspetta, mostrando (ma solo mostrando) un'intelligenza e quindi un
> comportamento tipicamente umano.
Consideriamo le FORMICHE. Esse sono intelligenti, anzi PIU' intelligenti
degli esseri umani, quando si tratta di svolgere un "algoritmo" particolare:
la mappatura del TERRITORIO. Eloisa svolge un algoritmo particolare
(Semantic Browsing) per effettuare la mappatura della CONVERSAZIONE.
> Purtroppo non hai dimostrato nulla, ma solo che il tuo programma ha
> generato una frase fuori contesto e sensa senso. Voler forzare uno scopo,
> significa appunto voler forzatamente dimostrare un'intelligenza (anche
> diversa) che non c'è.
Riassumiamo: l'intelligenza va stimata per quello che è, non in RAPPORTO a
quella (generale-media-tipica) degli esseri umani. Il test di Turing
fallisce per la sua stessa ARROGANZA, e la discussione finisce qui.
...
Aggiungo solo: ciò che ho tentato di spiegare, con teoria ed esempi, è oggi
ASSODATO. I riferimenti però, questa volta, NON li fornisco. Perchè
l'ARROGANZA si fonda sull'IGNORANZA, sicchè il modo migliore per
sconfiggerla è CHIUDERE il rubinetto delle informazioni.
Francesco Lentini
www.eloisa.it
In base all'ultimo post che ho avuto da Ciccio non posso che concordare.
Eloi$a è intelligente e passa brillantemente l'arrogante test di Turing,
grazie al suo autore.
Non ha scopo continuare.