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Volontari o stipendiati?

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miglietta

unread,
Jun 9, 1998, 3:00:00 AM6/9/98
to

Vorrei entrare nel merito della questione tra personale volontario e
stipendiato all'interno della CRI.
In linea di massima credo che la CRI si debba basare sul volontariato, a
parte alcune funzioni particolarmente professionali che richiedono
persone di "professione".
La cosa è supportata dal fatto che lavorando con il 118, abbiamo
constatato diversi esempi poco qualificanti causati dall'utilizzo di
personale "stipendiato" che opera nel soccorso; in sostanza queste
persone ricevendo uno stipendio s'interessano poco della qualità del
servizio (vedi aiutare la persona che sta male).
Sono rimasto molto colpito dai precedenti scambi riguardo i componenti
della Croce Rossa Militare, avevo un'idea che loro operassero come la
Guardia Nazionale degli Stati Uniti, ossia civili che possono essere
richiamate in servizio in determinate circostanze e che ricevevano,
eventualmente, un indenizzo in relazione all'attività svolta; non avrei
mai immaginato che loro hanno lo stesso trattamento degli appartenenti
alle Forze Armate!
E' molto interessante la questione sollevata da Carlo Bianchini
relativamente all'evoluzione delle figure professionali operanti nel
soccorso; secondo me arriveremo alla figura del paramedico come negli
USA; la cosa è sicuramente giusta in considerazione che il soccorso non
può più essere basato sul volontariato, ma arriveremo a questa figura
soprattutto perché il soccorso richiede sempre maggiori conoscenze.
Nel nostro sottocomitato, c'è un notevole aggiornamento sui protocolli,
ma non tutti possono partecipare alle serate, perché essendo volontari,
hanno problemi di lavoro, famiglia etc. Se fare soccorso vuol dire
possedere tutte queste cognizioni, è logico arrivare ad una figura
professionale.


Efrem Miglietta
V.d.s. Sottocomitato CRI
Moncalieri (TO)

rfe

unread,
Jun 9, 1998, 3:00:00 AM6/9/98
to

In data Tue, 09 Jun 1998 08:08:27 -0700 miglietta <mas...@polito.it>
scrisse:

...omissis...


>Sono rimasto molto colpito dai precedenti scambi riguardo i
>componenti della Croce Rossa Militare, avevo un'idea che loro
>operassero come la Guardia Nazionale degli Stati Uniti, ossia civili

>che possono essere richiamate in servizio in determinate circostanze

Sin qui il parallelo (più o meno) funge.
Il militare di CRI, quando si trova in congedo (l'espressione, a
rigore, non è corretta ma è molto efficace) è un civile qualsiasi...
come uno che abbia fatto il militare di leva nell'esercito, ad
esempio, e che poi viene posto in "congedo illimitato provvisorio",
cioè richiamabile in qualsiasi momento nel caso di necessità.
Per il militare dell'esercito questa eventualità (richiamo) è
meramente teorica, per il militare di CRI che si trovi nel "Ruolo
Speciale Mobile" ovvero nel "Ruolo Normale Mobile" è una eventualità
sempre possibile (così DOVREBBE essere: io dopo decenni di
appartenenza al Corpo, e malgrado la mia illimitata ed incondizionata
disponibilità e malgrado encomii solenni scritti sul foglio
matricolare, non sono MAI stato richiamato per un vero servizio di
istituto...). Anzi, presentandosi la circostanza (ad esempio un
terremoto) il militare CRI ha l'obbligo di presentarsi sua sponte al
Centro Mobilitazione di appartenenza per mettersi a disposizione (per
un eventuale precetto), ma sono pochi a farlo...


>e che ricevevano, eventualmente, un indenizzo in relazione
>all'attività svolta;

E' così; nel senso che percepiscono lo stipendio per tutto (e solo) il
periodo di richiamo, cioè di attività.
La cosa non del tutto "regolare" è che se si tratta di un dipendente
pubblico egli percepisce, per un periodo massimo di tre mesi, SIA lo
stipendio dell'Ente pubblico cui appartiene, CHE lo stipendio da
militare CRI.
Questa "doppia" remunerazione è, infatti, una delle piaghe del Corpo
Militare perché ci sono moltissime persone che si arruolano per poter
fruire di tanto in tanto di "doppia retribuzione" e senza alcuna
motivazione "umanitaria".

>non avrei mai immaginato che loro hanno lo stesso trattamento degli
>appartenenti alle Forze Armate!

Il vero problema sta nel fatto che un volontario (ad esempio un
V.d.S.) NON percepisce alcunché: non vedo il motivo per cui un
volontario militare, invece, debba percepire qualcosa... (salvo che
non si tratti di periodi molto lunghi, ovviamente).
Quanto al fatto che il trattamento sia eguale a quello degli altri
militari... be' (una volta accettato il concetto del "pagamento") mi
sembra più che giusto. Il Corpo Militare CRI è una Forza Armata dello
Stato, come le altre (se pure anomala nei suoi fini), e come le altre
è giusto che sia remunerata...

...omissis...


>il soccorso non può più essere basato sul volontariato,

La struttura "valida" (a mio avviso) era quella originaria.
Un Ente dello Stato che fornisce una "impalcatura" di piena
funzionalità "minima" e che è, poi, capace di assorbire tutta la
attività volontaria che i benemeriti cittadini vogliono aggiungere...
In quest'ottica (prevalentemente orientata verso la soluzione
militare, stante anche l'epoca in cui fu pensata) era anche stata
prevista la possibilità di assegnare militari di leva alla CRI qualora
i militari volontarii non fossero sufficienti a coprire i servizii
minimi.
Una "architettura" esattamente identica era (all'epoca) quella della
M.V.S.N. dove esisteva uno "zoccolo" permanente (cioè remunerato) per
mantenere la funzionalità e la quasi totalità delle forze veniva, poi,
rappresentata da personale volontario che, nella sua molteplicità
riusciva a dare un servizio continuativo. Ed in effetti bisogna dire
che dimostrò piena efficacia.

Cordialità


--
r...@xsplit.it

Importante: per eventuale corrispondenza di ritorno rimuovere la "x" dall'indirizzo.


Fabrizio Accatino

unread,
Jun 10, 1998, 3:00:00 AM6/10/98
to

rfe wrote:
>
> ...

> E' così; nel senso che percepiscono lo stipendio per tutto (e solo) il
> periodo di richiamo, cioè di attività.
> La cosa non del tutto "regolare" è che se si tratta di un dipendente
> pubblico egli percepisce, per un periodo massimo di tre mesi, SIA lo
> stipendio dell'Ente pubblico cui appartiene, CHE lo stipendio da
> militare CRI.

Il limite dei tre mesi e' rinnovabile?
Cioe' se faccio 3 mesi, poi torno a lavorare per un mese e poi faccio
altri 3 mesi in CRI, quante mesi di doppia paga ho ? 3 o 6?


> ...


> Il vero problema sta nel fatto che un volontario (ad esempio un
> V.d.S.) NON percepisce alcunché: non vedo il motivo per cui un
> volontario militare, invece, debba percepire qualcosa... (salvo che
> non si tratti di periodi molto lunghi, ovviamente).

PERFETTAMENTE D'ACCORDO!!!!

Per i periodi lunghi si apre il discorso precettazione: quindi evento
disatroso che richiede molto lavoro e lunghi tempi di intervento --->
QUINDI ---> precettazione.
Se, invece, per tempi lunghi intendi vari mesi in "groppa" all'ambulanza
per la citta', allora NO, non sono proprio d'accordo!



saluti

------------------------------------------------------
Fabrizio Accatino
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Tel. ++39-11-646143
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miglietta

unread,
Jun 11, 1998, 3:00:00 AM6/11/98
to

Fabrizio Accatino wrote:
>
> La cosa non del tutto "regolare" è che se si tratta di un dipendente
> pubblico egli percepisce, per un periodo massimo di tre mesi, SIA lo
> stipendio dell'Ente pubblico cui appartiene, CHE lo stipendio da
> militare CRI.
>
> ...
> Il vero problema sta nel fatto che un volontario (ad esempio un
> V.d.S.) NON percepisce alcunché: non vedo il motivo per cui un
> volontario militare, invece, debba percepire qualcosa... (salvo che
> non si tratti di periodi molto lunghi, ovviamente).
>
> Per i periodi lunghi si apre il discorso precettazione: quindi evento
> disatroso che richiede molto lavoro e lunghi tempi di intervento --->
> QUINDI ---> precettazione.
>
Secondo me la precettazione ti deve permettere di intervenire in
calamità senza perdere il posto di lavoro o ricevere un risultato
negativo ai fini della carriera; dato che ricevi lo stipendio dal tuo
ente di appartenenza, perché devi prendere un secondo stipendio in
relazione al servizio CRI?

Efrem Miglietta
V.d.s. Moncalieri (TO)

Fabrizio Accatino

unread,
Jun 11, 1998, 3:00:00 AM6/11/98
to

miglietta wrote:
>
> ...

> Secondo me la precettazione ti deve permettere di intervenire in
> calamità senza perdere il posto di lavoro o ricevere un risultato
> negativo ai fini della carriera; dato che ricevi lo stipendio dal tuo
> ente di appartenenza, perché devi prendere un secondo stipendio in
> relazione al servizio CRI?

Infatti, non lo devi prendere! Se non sbaglio durante il periodo di
precettazione prendi il tuo normale stipendio e non ci sono "aggiunte"
da parte della CRI. O no?

saluti

Fabrizio Accatino - V.d.S. CRI Moncalieri (TO)

Carlo Biancini

unread,
Jun 12, 1998, 3:00:00 AM6/12/98
to

Miglietta wrote:

> ...
> Secondo me la precettazione ti deve permettere di intervenire in
> calamità senza perdere il posto di lavoro o ricevere un risultato
> negativo ai fini della carriera;dato che ricevi lo stipendio dal tuo
> ente di appartenenza, perché devi prendere un secondo stipendio in
> relazione al servizio CRI?

Infatti, non lo devi prendere! Se non sbaglio durante il periodo di
precettazione prendi il tuo normale stipendio e non ci sono "aggiunte"
da parte della CRI. O no?

Fabrizio Accatino - V.d.S. CRI Moncalieri (TO)

Carlo Biancini wrote :

Effettivamente, credo che Miglietta si riferisse al corpo militare, e
non ad un V.d.S. "generico", che percepisce un doppio stipendio in caso
di "precetto".
Per quanto riguarda il mantenere il posto di lavoro, credo che lo
sappiano tutti che in caso di precettazione, il datore di lavoro e'
legalmente tenuto a conservare posto di lavoro e stipendio del
precettato.

NOTA X MIGLIETTA : Mi chiamo Biancini, non Bianchini, scusa la
pignoleria, ma sono anni che la gente si sbaglia ;)

In Generale volevo aggiungere che secondo me' un corpo militare C.R.I.
e' una contraddizione in partenza.
La prima regola di un qualsiasi corpo militare e' la disciplina, mentre
in C.R.I. abbiamo i nostri 7 pricipi e per quanto importante la
disciplina, non deve andare ad anteporsi ai principi base !
L' applicazione dell' obbedire senza discutere e' ben diversa da quella
militare (grazie a Dio !) ed il rischio che le cose si mischino
pericolosamente non e' da sottovalutare. (a me e' capitato !)
Sembrero' ingenuo, ma umanita' e disciplina non mi pare vadano
perfettamente d' accordo, o quantomeno possono cozzare facilissimamente,
cosi' come con altri principi, anche se meno palesemente (ad es.
imparzialita').

I militari sono militari, i volontari, volontari, in campo sanitario
poi...la definirei una convivenza forzata.

Senza paraocchi, dico solo, dimostratemi il contrario.

Ciao a tutti

--==KarlO==--

Aspirante V.d.S.
Delegazione di S.Donato Mil.se

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Maximilian Busnelli

unread,
Jun 12, 1998, 3:00:00 AM6/12/98
to

Carlo Biancini wrote:

> Effettivamente, credo che Miglietta si riferisse al corpo militare, e
> non ad un V.d.S. "generico", che percepisce un doppio stipendio in caso
> di "precetto".

??? In che senso? Chi percepisce il doppio stipendio ? il militare o il
vds?
I VdS quando vengono precettati, per esigenze di PC solitamente, non
percepiscono alcun stipendio ma solo l'eventuale indennita' di missione.
Miglietta si riferiva solo ai dipendenti di ente pubblico, se non
ricordo male. Per evitare cose del genere a Milano non si puo' essere
precettati se non si e' disoccupati...

> In Generale volevo aggiungere che secondo me' un corpo militare C.R.I.
> e' una contraddizione in partenza.
> La prima regola di un qualsiasi corpo militare e' la disciplina, mentre
> in C.R.I. abbiamo i nostri 7 pricipi e per quanto importante la
> disciplina, non deve andare ad anteporsi ai principi base !

Il CM CRI e' una componente della Croce Rossa Italiana, la piu' antica
fra l'altro e la sua presenza e' richiesta dalle Convenzioni di Ginevra.
In caso di conflitto armato le Convenzioni prevedono la militarizzazione
della Croce Rossa... non vorrai mica mandare i VdS sui campi di
battaglia ? (qs. sono ricordi del corso per Asp. Uff. CM: se mi sbaglio
liberi di correggermi).
Sul fatto di mantenere una struttura fissa militare anche in tempo di
pace le opinioni sono le piu' varie...

> L' applicazione dell' obbedire senza discutere e' ben diversa da quella
> militare (grazie a Dio !) ed il rischio che le cose si mischino
> pericolosamente non e' da sottovalutare. (a me e' capitato !)

Scusa Carlo, ma questa non l'ho capita... non mi pare che i VdS
obbediscano senza discutere, anzi (per esperienza personale :-)).
Quello che e' capitato a te e' un caso particolare di "ignoranza
applicata" (se vogliamo essere gentili :-)))

> Sembrero' ingenuo, ma umanita' e disciplina non mi pare vadano
> perfettamente d' accordo, o quantomeno possono cozzare facilissimamente,
> cosi' come con altri principi, anche se meno palesemente (ad es.
> imparzialita').

dipende sempre da chi mantiene la disciplina... conta piu', a mio
avviso, l'autorevolezza della autorita'.

Ciao

Maximilian Busnelli

Commissario VdS Delegazione San Donato Milanese (MI)

--
Maximilian Busnelli
Universita' degli Studi di Milano
Cattedra di Medicina Nucleare
Palazzo LITA - Segrate
Tel. +39-2-26423.458
Fax +39-2-26423.407
email ma...@mednuc.hsr.it

Fabrizio Accatino

unread,
Jun 12, 1998, 3:00:00 AM6/12/98
to

Maximilian Busnelli wrote:
>
> ??? In che senso? Chi percepisce il doppio stipendio ? il militare o il
> vds?
> I VdS quando vengono precettati, per esigenze di PC solitamente, non
> percepiscono alcun stipendio ma solo l'eventuale indennita' di missione.
> Miglietta si riferiva solo ai dipendenti di ente pubblico, se non
> ricordo male. Per evitare cose del genere a Milano non si puo' essere
> precettati se non si e' disoccupati...
>

Per chiarezza e per conoscenza di tutti, e' possibile sapere come DEVONO
ESSERE le cose e come SONO o sono applicate?
Leggendo le tue righe mi chiedo:
- cosa vuol dire "eventuale" indennita' di missione? cos'e'?
- c'e' differenza fra dipendente di ente pubblico e no?
- il sistema di Milano e' corretto?

Grazie


> dipende sempre da chi mantiene la disciplina... conta piu', a mio
> avviso, l'autorevolezza della autorita'.

VERISSIMO: dire che sono d'accordo con te, e' dire poco!
L'autorevolezza dovrebbe essere la caratteristica prima di ogni
ispettore, presidente, delegato, ecc.


Fabrizio Accatino - V.d.S. CRI Moncalieri (TO)

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Fabrizio Accatino
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rfe

unread,
Jun 12, 1998, 3:00:00 AM6/12/98
to

In data 10 Jun 1998 19:11:13 +0200 s67...@cclinf30.polito.it (Fabrizio
Accatino) scrisse:

...omissis...
>Il limite dei tre mesi e' rinnovabile? =

>Cioe' se faccio 3 mesi, poi torno a lavorare per un mese e
>poi faccio altri 3 mesi in CRI, quante mesi di doppia paga ho ?
>3 o 6?

NON sono in grado di rispondere a questo quesito.
Suppongo (sottolineo che si tratta di una mia supposizione) che,
essendo l'ipotizzato secondo richiamo, del tutto indipendente dal
primo, non risenta di esso e che quindi dia luogo anc'esso ad una
doppia retribuzione...
C'è da puntualizzare, però, che il richiamo avviene (a parte i corsi
di addestramento e le esercitazioni) solo per questioni GRAVI quali
potrebbero essere terremoti, alluvioni, ecc. ecc.
Intendo dire che è possibile (e "normale") che qualcuno si faccia
richiamare per fare un qualche corso al solo fine di percepire il
doppio stipendio... ma è inverosimile che ciò possa ri-verificarsi in
tempi brevi... (anche perché ci sono altri con medesime
"aspirazioni").

...omissis...


>Per i periodi lunghi si apre il discorso precettazione: quindi
>evento disatroso che richiede molto lavoro e lunghi tempi di

>intervento ---> QUINDI ---> precettazione. =
Certo. Ma forse non è chiara una cosa. Il militare viene richiamato
(SOLO ED ESCLUSIVAMENTE) con precetto, anche se si tratta di andare a
seguire un corso di caricamento e trasporto aereo...


>Se, invece, per tempi lunghi intendi vari mesi in "groppa"
>all'ambulanza per la citta', allora NO, non sono proprio d'accordo!

Volesse il cielo che i militari fossero impegnati a lavorare anche in
ambiete "quotidiano" (ci sarebbe la fuga in massa...!).
I militari vengono richiamati solo in circostanze tanto particolari...
che non se ne verificano mai...!

rfe

unread,
Jun 12, 1998, 3:00:00 AM6/12/98
to

In data Thu, 11 Jun 1998 07:49:35 -0700 miglietta <mas...@polito.it>
scrisse:

...omissis...


>Secondo me la precettazione ti deve permettere di intervenire in
>calamità senza perdere il posto di lavoro o ricevere un risultato
>negativo ai fini della carriera; dato che ricevi lo stipendio dal
>tuo ente di appartenenza, perché devi prendere un secondo stipendio
>in relazione al servizio CRI?

Vorrei dare "un colpo al cerchio ed uno alla botte"...
Dopo aver criticato questa situazione (critiche che ribadisco), vorrei
anche spiegarne alcuni ragionevoli motivi.
Il militare di CRI viene precettato solo in situazioni di gravi
calamità: è ovvio, quindi, che venga a trovarsi ad operare i
situazioni di grave disagio... Tutti i dipendenti dello Stato godono
di un "sovrassoldo" in caso di impiego in condizioni particolarmente
disagiate...
Da notare che, in tempo di operazione, esistono oggettivamente
situazioni di (molto) maggiore spesa. Faccio il più stupido degli
esempii che mi vengono a mente... a casa mia quando mi tolgo la
camicia la butto nella lavatrice e dopo due o tre giorni faccio un
bucato: in zona operativa (dove debbo comunque mantenere la divisa in
condizioni di decoro) debbo cercare una lavanderia (magari a 30 Km. di
distanza) e farmi lavare le camicie... con costi decisamente maggiori.
Non dimentichiamo che il militare non viene precettato per un paio di
giorni... se si vericano le condizioni per precettare i militari è
verosimile che questi rimangano in servizio per mesi e mesi...
Da ultimo c'è da considerare che l'Ufficiale deve provvedere a proprie
spese a TUTTE le sue spese personali, dalle divise (che cambiano al
meno una volta all'anno e che debbono essere aggiornati anche in
assenza di richiami) all'equipaggiamento... E Vi assicuro che se
l'Ufficiale intende rispettare alla lettera le Norme non se la cava
coi proverbiali "due soldi"...

Maximilian Busnelli

unread,
Jun 15, 1998, 3:00:00 AM6/15/98
to

Fabrizio Accatino wrote:

> Leggendo le tue righe mi chiedo:
> - cosa vuol dire "eventuale" indennita' di missione? cos'e'?

L'indennita' di missione dovrebbe comprendere le spese sostenute dal VdS
per raggiungere il luogo in cui svolge la missione: benzina, usura del
proprio automezzo, biglietti del treno, pasti, ecc...
Non ho sottomano il libro di Gerbi con i riferimenti per le indennita' e
non ricordo se l'indennita' comprende altro, mi pare che sul sito CRI ci
sia qualcosa che tratta delle indennita'.

> - c'e' differenza fra dipendente di ente pubblico e no?

a livello di precettazione penso di no, per altre cose non so

> - il sistema di Milano e' corretto?

secondo me si.

Ciao
Maximilian Busnelli

Commissario VdS Delegazione di San Donato Mil.se

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