On Thu, 12 Jun 2014 19:25:00 +0200, ga.n wrote:
> Nel suo scritto precedente, Sopranopoulos ha sostenuto :
>> On Thu, 12 Jun 2014 19:20:31 +0200, ga.n wrote:
>
>>> Dopo dura riflessione, Capoccetta ha scritto :
>>>> Il giorno giovedì 12 giugno 2014 19:16:32 UTC+2, ga. n ha scritto:
>>>>> porchittio chiamatele polpette che chissà cimminchia mi parevano e ò
>>>>>
>>>>> guglato
>>>>>
>>>> "polpette" è una parola generica per indicare tante cose diverse.
>>>> "cevapcici"
>>>> indica un particolare tipo di polpetta balcanica da arrostire. qui
>>>> non si scherza su certe cose
>>>
>>> polpette non è assolutamente generico
>>>
>>> se tu mi dici polpette io penzo ai cevapcici (devo ammettere però solo
>>> con manzo) anche se fino a due minuti fa non sapevo manco cimminchia
>>> erano
>
>> non sono polpette
>
> porchittio dimmi cosa sono per te le polpette
La polpetta è una pietanza solitamente a base di carne tritata, spezie,
aromi e ingredienti leganti (ad esempio l'uovo e il pangrattato,farina),
servita a tavola di norma come seconda portata. Una volta preparato
l'impasto, si prendono via via tante piccole porzioni le quali vengono
schiacciate e lavorate a mano, fino al raggiungimento della
caratteristica forma rotondeggiante. Le si può cuocere in umido, in forno
o, previa impanatura, fritte in abbondante olio.
Polpettone
La parola polpettone è l'accrescitivo di polpetta e, in effetti, è la sua
variante tutta d'un pezzo. Al di là degli ingredienti, che sono
grossomodo gli stessi - macinati, tagliuzzati o spezzettati - ciò che
cambia è la forma finale della pietanza portata a tavola. Se, come detto,
le polpette sono molte e piccole, il polpettone è costituito da un unico
grande pezzo, dalla forma più o meno cilindrica, il quale viene servito
ai commensali affettandolo al momento. Per la sua la cottura si
privilegia la lessatura, l'umido o il forno. Meno usata, anche a causa
delle dimensioni, la frittura. In alcune ricette, il polpettone può
essere farcito, ad esempio, di verdure (specialmente spinaci) e formaggio.
In alcune regioni d'Italia, il termine "polpettone" viene usato anche per
indicare un tipo di torta di verdure ricoperta non dalla pasta sfoglia ma
dal pan grattato, come - ad esempio - il Polpettone di fagiolini, tipico
della Liguria[1][2][3].
Storia
Basilica Patriarcale di Aquileia, del cui Camerlengo, nel secolo XV,
Maestro Martino da Como fu cuoco personale.
Fino al Trecento, nei ricettari non v'è traccia della parola
"polpetta" (anche se devono essere esistite ricette simili). La prima
apparizione avviene nel secolo XV, grazie al Libro de Arte Coquinaria di
Maestro Martino, cuoco dell'allora Camerlengo Patriarca di Aquileia.
Nel Capitolo I di questo libro - scritto in lingua volgare - l'autore
delinea, a suo giudizio, i modi migliori per cucinare vari tagli di carne
di differenti animali. Tra l'altro, scrive: «[...] carne de vitello, zioè
il pecto davanti è bono allesso, et la lonza arrosto, et le cosse in
polpette. [...] De la carne del cervo la parte denanzi è bona in brodo
lardieri, le lonze se potono far arrosto, et le cosse son bone in
pastello secco o in polpette».[4]
Nel descrivere poi la preparazione di quella che lui definisce polpetta,
Maestro Martino pare però alludere ad una pietanza che noi, oggi,
chiameremmo involtino allo spiedo. In ogni caso, nella storia della
letteratura culinaria italiana, questa è la prima ricetta in assoluto
espressamente dedicata alle polpette: «Per fare polpette di carne de
vitello o de altra bona carne.In prima togli de la carne magra de la
cossa et tagliala in fette longhe et sottili et battile bene sopra un
tagliero o tavola con la costa del coltello, et togli sale et finocchio
pesto et ponilo sopra la ditta fetta di carne. Dapoi togli de
petrosimolo, maiorana et de bon lardo et batti queste cose insieme con un
poche de bone spetie, et distendile bene queste cose in la dicta fetta.
Dapoi involtela inseme et polla nel speto accocere. Ma non la lassare
troppo seccar al focho»[5].
Le polpette secondo l'Artusi
Frikadeller danesi appena cotte.
Polpetta di melanzane
Polpette alla mammolese, preparate con carne di maiale, tipiche della
Calabria
Pellegrino Artusi (1820-1911)
Pellegrino Artusi, nel suo ben noto manuale La Scienza in cucina e l'Arte
di Mangiar bene (1881), così ci presenta le polpette: «Non crediate che
io abbia la pretensione d'insegnarvi a far le polpette. Questo è un
piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse
il primo a darne il modello al genere umano. Intendo soltanto dirvi come
esse si preparino da qualcuno con carne lessa avanzata; se poi le voleste
fare più semplici o di carne cruda, non è necessario tanto condimento.
Tritate il lesso colla lunetta e tritate a parte una fetta di prosciutto
grasso e magro per unirla al medesimo. Condite con parmigiano, sale,
pepe, odore di spezie, uva passolina, pinoli, alcune cucchiaiate di
pappa, fatta con una midolla di pane cotta nel brodo o nel latte, legando
il composto con un uovo o due a seconda della quantità. Formate tante
pallottole del volume di un uovo, schiacciate ai poli come il globo
terrestre, panatele e friggetele nell'olio o nel lardo. Poi con un
soffritto d'aglio e prezzemolo e l'unto rimasto nella padella passatele
in una teglia, ornandole con una salsa d'uova e agro di limone».
Al di là della raffinata salsa in fricassea con cui l'Artusi ci
suggerisce di condire il piatto, questo scritto ci ricorda come, almeno
in determinati periodi storici, le polpette siano state anche un modo per
riciclare gli avanzi di carne, specialmente del lesso. Il trito ci
permette di mescolare e "nascondere" gli ingredienti originali,
lasciandoci solo da assaporare il gusto finale. Com'è accaduto per altri
cosiddetti "piatti poveri", anche le polpette hanno conosciuto la loro
evoluzione, divenendo un piatto a sé stante, preparato acquistando
appositamente gli ingredienti ed evitando, quasi completamente, il
riciclo di eventuali avanzi. Oggigiorno, si privilegiano materie prime
"ricche", quali: carne macinata fresca, Parmigiano grattugiato,
prosciutto o mortadella (sempre triturati); oppure le si prepara col
pesce (ad esempio il baccalà), o di verdure. Il polpettone, generalmente,
lo si preferisce di carne e/o verdure (melanzane in primis); esistono,
tuttavia, delle apprezzate varianti a base di pesce.
Etimologia
L'etimologia del termine "polpetta" è, ancora oggi, non del tutto chiara.
Secondo alcune interpretazioni, potrebbe derivare dal francese paupière
(palpebra), poiché si vuol individuare, nella loro preparazione, un
movimento delle mani simile a quello delle palpebre, quando si chiudono
per proteggere gli occhi. Considerando però - come ci dice Maestro
Martino - che in origine le polpette non erano fatte con carne macinata e
quindi non c'era nessuna particolare manualità alla quale poter collegare
la parola paupière, è più probabile che l'etimo sia da individuare nel
tipo di carne anticamente privilegiata per questa pietanza: il taglio più
tenero del vitello o del cervo, cioè la polpa. Come già accennato,
polpettone è il conseguente accrescitivo di polpetta.
Varianti
Una variante cinese della polpetta sia di carne che di pesce.
Un piatto di polpette svedesi (Köttbullar).
Zuppa di noodles indonesiana con polpette basko.
Almondigas filippine.
Klopsy con purè di pomodori dalla Polonia.
Una grossa polpetta bulgara, la tatarsko kufte
In Afghanistan, le polpette vengono consumate come piatto tradizione
assieme a varie zuppe casalinghe. Recentemente vengono anche aggiunte
grigliate come guarnizione della pizza.
In Albania vengono servite fritte e prendono il nome di qofte të
fërguara. Nella preparazione viene aggiunta anche la feta.
In Austria, vengono invece chiamate Fleischlaibchen o Fleischlaberl.
In Belgio, le polpette sono indicate come ballekes o bouletten nelle
Fiandre, vengono solitamente preparate con una mistura di carne di manzo
e maiale unita a pangrattato e cipolle affettate. Esistono molteplici
varianti a seconda della mistura di carne o delle verdure utilizzate.
Nella cucina cinese le polpette (in particolare, nella cucina
tradizionale di Shanghai) sono solitamente preparate con carne di maiale
e cotte a vapore o bollite, con l'aggiunta di salsa di soia. Questo tipo
di polpette sono particolarmente grosse e vengono chiamate testa di
leone, con un diametro dai 5 ai 10 centimetri. Varianti più piccole
vengono chiamate palle di maiale e vengono usate per le zuppe. Una
variante della cucina cantonese, le polpette al vapore, sono preparate
con il manzo e vengono servite come parte della cucina dim sum. Piatti
simili sono le palle di manzo e le palle di pesce, queste ultime
preparate con pesce precedentemente seccato e poi ridotto in polvere. Nel
nord della Cina polpette dalla forma irregolare preparate con carne
macinata e farina vengono fritte per immersione e servite in cerimonie
particolari.
In Danimarca le polpette sono conosciute come frikadeller e vengono
preparate con carne di maiale, talvolta anche vitello, cipolle, uova,
sale e pepe per poi essere trasformate in pallette solitamente
schiacciate. Vengono poi fritte in padella in burro o margarina.
In Finlandia invece vengono chiamate lihapullat e vengono preparate
con carne di manzo, maiale e talvolta anche di renna, unita a pangrattato
immerso nel latte e cipolle finemente tritate. Vengono aromatizzate con
pepe bianco e sale, prima di essere servite assieme a patate bollite,
marmellata di mirtillo rosso (lingoberry) e talvolta da cetrioli
sottaceto.
Nella cucina tedesca le polpette prendono il nome di frikadelle,
fleischpflanzerl, bulette o klopse. Una delle varianti più note sono le
Königsberger Klopse (o polpette di Königsberg) che vengono preparate con
acciughe o aringhe saltate e servite con salsa di capperi.
In Grecia le polpette fritte prendono il nome di keftédes (κεφτέδες)
includendo oltre alla carne macinata, anche cipolle e foglie di menta. Le
polpette al forno sono invece chiamate yuvarlákia (γιουβαρλάκια: dalla
parola in lingua turca yuvarlak, che significa "tondo") ed includono,
talvolta, piccole quantità di riso.
In Iran i tipi di polpette sono molteplici. Se cucinate al forno
prendono il nome di kufteh ("macinato" in lingua persiana). Se fritte
(tipicamente di dimensioni molto piccole) vengono chiamate kal-e
gonjeshki (letteralmente "testa di passero"). Entrambi i tipi vengono
consumati assieme a pane iraniano o riso e sono solitamente speziate o
aromatizzate con erbe. La kufteh, in particolare, può contenere delle
uova sode o frutta secca nella mistura di carne.
Italia, per estensione, il termine "polpetta" indica anche tutte le
analoghe pallottole contenenti ingredienti diversi dalla carne, come le
polpette di riso, le polpette di aragosta o le polpette di melanzane.
In Indonesia le polpette prendono il nome di basko e vengono
solitamente servite in ciotole o tazze come zuppa, assieme a noodles,
beancurd (un tipo di tofu), uova, siomay (carne cotta al vapore) e wonton
croccanti. La polpetta basko è cucinata in tutta l'Indonesia in modi
spesso differenti tra loro, tuttavia le varianti bakso Solo e bakso
Malang (dalle città di Solo e Malang) sono le più diffuse e note. Data
l'alta percentuale di musulmani in Indonesia, le polpette sono
solitamente preparate con carne di manzo, talvolta mescolata alla carne
di pollo.
Nella cucina giapponese vi sono i hanbāgu una sorta di polpetta/
hamburger preparata con carne di manzo, panko (pangrattato) bagnato nel
latte e un trito di cipolle sauté. Vengono consumate assieme ad una salsa
preparata con ketchup e salsa Worcester.
In Norvegia prendono il nome di kjøttkaker (letteralmente "torta di
carne") e ricordano le frikadeller danesi. Tuttavia la preparazione
prevede l'uso del "magro" (ovvero solo la parte magra della carne
macinata) di manzo. Vengono servite assieme a patate bollite, salsa
gravy, marmellata di mirtillo rosso e talvolta piselli lessati o cipolle
caramellate.
Nelle Filippine le polpette vengono chiamate almondigas o bola-bola e
vengono solitamente servite in una zuppa di riso e vermicelli chiamata
misua assieme ad aglio tostato e ciccioli di maiale.
Nei Paesi bassi le polpette sono chiamate gehaktbal e sono
solitamente servite con patate bollite e verdure cotte. Questa
combinazione fu uno dei più popolari piatti di tutta la Germania per
molti anni.
In Polonia vengo invece preparate le pulpety o klopsy (pulpet e klops
al singolare) e le pulpeciki (letteralmente "piccole pulpety"). Vengono
servite cotte con una varietà di salse (come salsa di pomodoro, salsa
gravy o salsa di funghi) e servite assieme a patate, riso o ad un tipico
porridge locale chiamato kasha. La preparazione prevede solitamente
l'utilizzo di magro di carne aromatizzato, unito a cipolle e uova,
pangrattato bagnato in latte o acqua. Possono essere sia di forma sferica
che schiacciate. Queste ultime, in vari paesi, vengono considerate alla
stregua dell'hamburger. Solitamente cotte al forno, la variante fritta
prende il nome di mielony (abbreviativo di kotlet mielony - letteralmente
"cotoletta macinata") e viene preparata in grosse quantità industriali e
venduta nei supermercati.
In Portogallo e Brasile le polpette vengono chiamate almôndegas e
vengono solitamente fritte e servite assieme al riso.
In Romania prendono il nome di chiftele o pârjoale e vengono
solitamente fritte per immersione e preparate con carne di maiale o
pollame, pangrattato inumidito e aglio. Le chiftele sono di dimensioni
più ridotte e contengono una quantità inferiore di carne. Una variante
più rozza e semplice viene utilizzata per preparare una tipica zuppa
acida locale, la ciorbă de perişoare.
In Spagna e America Latina le polpette vengono chiamate albóndigas,
che deriva dall'arabo al-bunduq (che significa nocciola, o per
estensione, un oggetto rotondo). Le albóndigas hanno avuto origine
infatti come piatto arabo o berbero, importato in Spagna durante il
periodo della colonizzazione mussulmana. Vengono servite solitamente come
antipasto o come portata principale, accompagnate da salsa di pomodoro.
In Svezia le polpette sono il piatto nazionale e vengono chiamate
köttbullar. Vengono preparate con un misto di carne di maiale, manzo e
talvolta vitello, pangrattato inumidito nel latte, cipolle fritte
finemente tritate, brodo di carne e, secondo alcune ricette, anche panna
da cucina. Vengono aromatizzate con pepe bianco, pimento e sale[6].
Vengono servite, come in Finlandia, con salsa gravy, patate bollite,
marmellata di mirtillo rosso e talvolta cetrioli sottaceto.
Nel Regno Unito vengono cucinate le faggot, piccole polpette speziate
a base di carne di maiale, in particolare il cuore, il fegato e la
pancetta (o bacon) dell'animale. Vengono aggiunte erbe per aromatizzare e
talvolta il pangrattato.
Negli Stati Uniti le polpette vengono chiamate meatball
(letteralmente palla di carne) e vengono servite assieme al piatto italo-
americano spaghetti e polpette. Negli Stati Uniti meridionali la
preparazione differisce leggermente, prevedendo un maggiore utilizzo di
spezie nella miscela di carne e una maggiore dimensione della polpetta.
Un'altra variante è la porcupine meatball ("polpetta porcospino") che
prevede l'utilizzo del riso in fase di preparazione.
In Ungheria, a seconda della zona di produzione, le polpette vengono
chiamate fasirt (ˈfɒʃirt) o fasirozott (ˈfɒʃirozotː) entrambe provenienti
probabilmente dall'austro-germanico faschierte Laibchen, parola che
indicava appunto le polpette. Una variante preparata con il fegato, la
májgombóc, viene consumata nella zuppa.
In Vietnam le polpette, chiamate thịt viên, vengono utilizzate come
ingrediente per il phở. È molto comune, altrimenti, la cottura delle
polpette assieme alla salsa di pomodoro, cipolle finemente tritate e
peperoni. Nel bún chả (specialità vietnamita a base di noodles di riso),
le polpette vengono grigliate (chả) e aggiunte ai noodles di riso (bún)
per essere poi immerse in una salsa a base di pesce aromatizzato con
aceto, zucchero, aglio e peperoncini.
Espressioni idiomatiche
Polpetta e polpettone offrono alla lingua italiana una considerevole
quanto amena varietà di interpretazioni.
Fare qualcuno a polpette, oppure, fare polpette di qualcuno, in tono
scherzoso, vuol dire che lo abbiamo fatto a pezzi, conciato male, sia
fisicamente che moralmente; in contesto sportivo significa aver stravinto
su di lui.
La polpetta può anche indicare un boccone avvelenato somministrato ad
un animale al fine di sopprimerlo. Si può anche usare l'espressione
completa "polpetta avvelenata", tuttavia, nello specifico contesto, frasi
come «Qualcuno ha gettato delle polpette ai cani», possono essere
considerate sufficientemente eloquenti.
L'espressione polpetta avvelenata trova spazio nel linguaggio della
politica. Può accadere che, tra avversari, ci si combatta anche a suon di
"elogi", i quali, però, non producono un effetto positivo, ma, al
contrario, rischiano di mettere in cattiva luce colui che li riceve. In
ambito regionale, come ad esempio in alcune zone della provincia di
Cosenza (Calabria), la polpetta (purpetta, in dialetto) rappresenta il
simbolo della logica clientelare che sottende alla politica meridionale:
prima e durante il periodo elettorale, un favore personale, un posto di
lavoro o un appalto, possono diventare merce di scambio con i voti. La
polpetta è dunque un contentino dato dal politico o dal potente di turno
all'elettore allo scopo di mantenerlo nello stato di bisogno fino alla
prossima tornata elettorale quando sarà necessaria una nuova polpetta.
Più in particolare, la polpetta con elastico è la polpetta che viene
promessa prima delle elezioni ma poi viene negata.
Nelle zone della Sicilia Occidentale, specialmente nel trapanese,
viene usata la frase " 'Un fari pupette " (Non fare polpette) per
indicare alla persona con cui si parla di evitare di avere atteggiamenti
di superiorità.
Passando infine a polpettone, questa parola viene usata, con
disprezzo, per indicare qualcosa di particolarmente noioso, pesante e
farraginoso; ad esempio un libro, un film, un oratore etc., in quanto si
vuole alludere ad una vera (o presunta) difficoltà nel "digerire" la
pietanza.
--
Sopranopoulos