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Sabato 17 Settembre: S.Arianna

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DisKre Panza

unread,
Sep 17, 2005, 5:37:36 AM9/17/05
to
Ma tu pensa...

(Sono ancora nei casini col server. Spero di risolvere entro la
settimana. Avevo in cantiere 11-reply-11, ma mi sa che molte se ne
andranno a peripatetiche, perché certe risposte se non le fai "al
volo" non servono granché, e poi "macari" qualcuno se le perde...
tutto sommato, meglio cosí...)

--
Cio` che ho scritto, ho scritto.

ary

unread,
Sep 17, 2005, 7:37:33 AM9/17/05
to

"DisKre Panza" <demo...@demokrito.org.asm> ha scritto nel messaggio
news:12172z3crzaml$.dlg@demokrito.org.asm...

> Ma tu pensa...
>
> (Sono ancora nei casini col server. Spero di risolvere entro la
> settimana. Avevo in cantiere 11-reply-11, ma mi sa che molte se ne
> andranno a peripatetiche, perché certe risposte se non le fai "al
> volo" non servono granché, e poi "macari" qualcuno se le perde...
> tutto sommato, meglio cosí...)

S. Arianna non esiste.
almeno...non fino a dopo la "mia" morte. :-)

ari


DisKre Panza

unread,
Sep 17, 2005, 8:20:38 AM9/17/05
to
sabato 17 settembre 2005 ary ha scritto:

> S. Arianna non esiste.
> almeno...non fino a dopo la "mia" morte. :-)

Infòrmati, 'gnurànt! :DDD

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Sant'Arianna (Ariadne) Martire

17 settembre

Etimologia: Arianna = decantata, la molto santa, dal greco

Emblema: Palma

Molte le discussioni fatte dai critici su questa martire della
Frigia.

Esistono infatti alcuni Atti leggendari composti di varie parti
collazionate da un poco abile redattore tra il V e il VI sec. Secondo
alcuni critici, ARIADNE è da identificare con una Maria martire
menzionata nel Martirologio Romano al 1° nov. e di cui si possiedono
atti latini, la passio S. Mariae ancillue. Questa identificazione
sembra suffragata da un passo del Si nassario del Sirmond.

(ndr. Da qui in poi si parla di "Arialdo". Non chiedermi perche')

Secondo altri, la passio di Arialdo e quella di Maria non sono che
pie invenzioni, scritte a edificazione dei cristiani dopo il periodo
delle persecuzioni. Infine, c'è chi propende ad ammettere l'esistenza
storica di Arialdo, negando però ogni valore agli Atti, ritenuti
anacronistici e irreali. Tuttavia Franchi de' Cavalieri ha mostrato
l'attendibilità di questo documento che, salvo alcuni passi, ha un
indubbio sapore di autenticità, come si può vedere confrontandolo con
monumenti letterari del II-III sec.

Sembra quindi che il redattore si sia servito di fonti contemporanee
ad Arialdo, interpolandole nelI'opera a passi di epoca chiaramente più
tarda. Franchi de' Cavalieri, esaminando la narrazione del martirio di
A., scoperta nel 1899 da Giovanni Mercati nel cod. Vaticano greco
1853, la divise in cinque parti, due sicuramente autentiche, e le
altre dubbie.

Riassumendo criticamente la leggenda, appaiono questi fatti: Adriano
e Antonino promulgarono un editto di persecuzione contro i cristiani,
in cui si contemplava la pena di morte per chi rifiutava i cibi
immolati agli dei, e si promettevano ai delatori i beni confiscati ai
cristani, e in più 400 denari. Parte di questo editto è senz'altro
falsa, perché un esame filologico conduce molti dei termini adoperati
fuori dell'ambito degli Antonini ed è del resto noto che né Adriano,
né Antonino emanarono editti contro i cristiani. Tuttavia la menzione
di una taglia di 400 denari riporta a un'epoca anteriore alla crisi
monetaria del sec. III: l'editto, quindi, certamente fu pubblicato,
non dall'imperatore, ma probabilmente da un magistrato locale.

Arialdo era una giovane schiava di Tertullo, decurione di Primnesso
nella Frigia Salutare, che essendosi rifiutata di rompere il digiuno
nel giorno del compleanno del figlio di Tertullo, fu scoperta
cristiana e, dopo essere stata flagellata, rinchiusa nella prigione
domestica per un mese, al termine del quale Tertullo venne denunciato
da spie al preside Gordio, con l'accusa di nascondere una cristiana.

Tertullo, condotto in giudizio, fu abilmente difeso da Nicagora ed
uscì assolto dal processo, sostenendo che Arialdo faceva parte della
dote della moglie e che egli nulla sapeva della sua fede.

Segue quindi l'interrogatorio di Arialdo, che, proclamandosi
cristiana di famiglia cristiana, rifiutò di sacrificare agli dei.

Condannata alla tortura sul cavalletto, fu salvata da un intervento
del popolo impietosito dalla sua giovinezza, intervento che per la sua
illegalità suscitò le ire di Gordio, costretto tuttavia a concedere ad
A. una dilazione di tre giorni perché potesse recedere dai suoi
propositi e sacrificare, salvandosi la vita.

Queste due parti, la difesa di Tertullo e l'interrogatorio di
Arialdo, sono senz'altro autentiche, per la loro straordinaria vivezza
e precisione e per il ricordo di un procedimento (il processo coram
populo) anteriore alle persecuzioni di Diocleziano.

Allo scadere dei tre giorni, Arialdo fuggì verso una zona
montagnosa, ma, vedendosi inseguita, elevò a Dio la preghiera di
essere accolta nella roccia, e Dio l'esaudì.

Gordio diede allora ordine al capo dei custodi del tempio di aprire
il masso e trarne fuori Arialdo per mostrare al popolo la potenza
degli dei. Ma un temporale, in cui comparvero due angeli, disperse la
folla impaurita.

Così termina la leggenda di Arialdo.

Quest'ultima parte è la più sospetta: infatti non si vede come
Arialdo abbia potuto ottenere la corona di martire, senza aver subìto
il martirio.

Si può quindi concludere che l'autore si sia fatto influenzare da
altre leggende, come quelle di s. Tecla e di s. Barbara (che d'altra
parte riecheggiano la storia di Dafne): ma queste sante hanno a buon
diritto titolo di martiri, ché tentavano di sfuggire a chi minacciava
la loro verginità, mentre Arialdo, stando al testo, non corse mai
questo pericolo.

Per quel che riguarda la commemorazione di Arialdo, il
Martirologio Romano la celebra il 17 settembre, mentre il Sinassario
Costantinopolitano il 18 sett. e il 27 (assieme a s. Ripsimia).

Autore: Gian Domenico Gordini

Fonte: Bibliotheca Sanctorum
======================================================================

Tratto da www.santiebeati.it.

ary

unread,
Sep 17, 2005, 8:46:32 AM9/17/05
to

"DisKre Panza" <demo...@demokrito.org.asm> ha scritto nel messaggio
news:1bzfr2jmd6avm$.dlg@demokrito.org.asm...

> sabato 17 settembre 2005 ary ha scritto:
>
> > S. Arianna non esiste.
> > almeno...non fino a dopo la "mia" morte. :-)
>
> Infòrmati, 'gnurànt! :DDD
>
> ======================================================================
> Sant'Arianna (Ariadne) Martire
>
> 17 settembre
>
> Etimologia: Arianna = decantata, la molto santa, dal greco
>
> Emblema: Palma
>

Toh...ma guarda...
c'è da dire che non mi sono mai interessata ai santi canonizzati da Santa
Madre Chiesa, nè ho mai festeggiato l'onomastico.
L'etimologia esatta , in greco, però, è "purissima" "venerabile".
Il nome Ario (mio padre si chiamava così, che coicidenza) era appartenuto a
un tizio che proclamava la "verità" nel tardo periodo del romano impero (ho
il libro ma non ricordo la pagina) in una religione che veniva dal medio
oriente.
Da qui forse la parola "ariana"? pura. vera?.
Se lo trovo te lo faccio sapere.

Hai mangiato un enciclopedia?
Mi fai vergognare...

ary


DisKre Panza

unread,
Sep 17, 2005, 10:13:35 AM9/17/05
to
Ma tu pensa... ;)

DisKre Panza

unread,
Sep 17, 2005, 11:25:11 AM9/17/05
to
Sabato 17 Settembre 2005 ary ha scritto:

>> Etimologia: Arianna = decantata, la molto santa, dal greco

> L'etimologia esatta , in greco, però, è "purissima" "venerabile".

Beh, piu` o meno ci siamo...

> Il nome Ario (mio padre si chiamava così, che coicidenza) era
> appartenuto a un tizio che proclamava la "verità" nel tardo periodo
> del romano impero (ho il libro ma non ricordo la pagina) in una
> religione che veniva dal medio oriente.

«Verso l'anno 320 le chiese d'Egitto, della Siria e dell'Asia Minore
furono prese da una grande passione religiosa [...] Ecco che un
addetto alle terme arringa i clienti dicendo che il Figlio e` venuto
dal nulla [...] La gente discuteva questioni cosi` astruse con la
stessa passione con cui oggi si discute di calcio. La controversia era
stata sollevata da Ario, un attraente e carismatico presbitero di
Alessandria, dalla voce dolce e suadente e dal viso straordinariamente
triste. Egli lancio` una sfida che il suo vescovo Alessandro non
poteva ignorare, ma alla quale non sapeva come rispondere: come poteva
Gesu` Cristo essere stato Dio allo stesso modo di Dio Padre? [...]»

> Da qui forse la parola "ariana"? pura. vera?.

«Nel XVII secolo p.e.c. (Prima dell'Era Comune: notazione utilizzata
dall'Autrice per rispetto del "punto di vista ebraico, cristiano e
musulmano") gli ariani, spostandosi dalla regione che corrispondeva
all'odierno Iran, invasero la valle dell'Indo, sottomisero la
popolazione indigena, e imposero ad essa le proprie idee religiose,
che si trovano nella raccolta di odi conosciuta sotto il nome di
"RigVeda" [...]».

> Hai mangiato un enciclopedia?

Macche`... lo spunto m'e` venuto da un tizio che - nella cosiddetta
"intro" (cioe` a dire quella cosa nella prima riga, che in questo post
e` «Sabato 17 Settembre 2005 ary ha scritto:» ), ci metteva pure
il Santo del giorno. Era da un bel po' che volevo trovare un
"Martirologio" completo, e questo e` il risultato... ;)

> Mi fai vergognare...

Maddai!... Diciamo che quando ci ri-vediamo ti presto io un libro.
E` veramente "molto interessante". Soprattutto, e` scritto da una
Donna che e` pure stata "Suora". Raffronta Ebraismo, Cristianesimo
e Islam nel corso della Storia, e non ho mai letto nulla di
cosi` "equilibrato". Uno spettacolo. Certo, potrebbe "scandalizzare"
parecchie persone, su Ias, ma sono sicuro che a te piacera`. ;)))

Ti cito solo un altro pajo di "passettini":

«Nel Cinquecento e nel Seicento, insomma, la parola "ateo" aveva
ancora solo un uso polemico: si chiamavano "atei" tutti gli avversari,
piu` o meno allo stesso modo in cui nell'Ottocento e nel primo
Novecento si dava a qualcuno dell'"anarchico" e del "comunista"» [...]
«La parola "ateo" era dunque un insulto, e nessuno si sarebbe sognato
di chiamare ateo "se' stesso": quello non era ancora un distintivo da
portare con orgoglio.»

Mica male, 'sta tizia, eh? ;)))

--
«Ho trovato una mirabile dimostrazione, ma il margine di questo libro
è troppo piccolo per contenerla»
(Cio` che ho scritto, ho scritto.)

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