Musica di sottofondo while writing

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Soviet_Mario

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Jun 10, 2022, 2:13:45 PMJun 10
to

Riuscite a scrivere SENZA ?

Io no, zero assoluto (però solo nella "composizione", se
scrivo per altre ragioni più triviali è indifferente).

Tuttavia ho scoperto che il tipo di musica è più critico
anche sotto il punto di vista "tematico", cioè mi ispira
meglio se la musica è intonata all'umore del pezzo.

In generale (90 %) sento classica, meglio se strumentale, ma
i requiem anche cantati.
I più gettonati sono pezzi grossi come Bruckner, Dvorak,
Brahms, Mahler, Sibelius, Schuman, Rachmaninov e meno grossi
come Cherubini, Fauré, Durufle, Arvo Part.
Beethoven (anche un po' Mahler è in una zona grigia per cui
alcuni pezzi si adeguano, altri cominciano a interferire), e
idem Berlioz.

*BACH* ... Bach è un mistero ed è la ragione di questo post.
Prima di "postare" tuttavia ho provato anche altri
"organisti" (Theleman, Buxteude o come si scrive) e sono
nella stessa barca.

Allora, torniamo a Bach : mi rende IMPOSSIBILE concentrarmi
sulla scrittura, anche se non tutto allo stesso modo. I
concerti Brandeburghesi li posso ascoltare, le FUGHE NO. È
come una calamita inesorabile che mi attira sulla struttura
musicale.
Non ci avevo mai fatto caso e ho voluto indagare sul PERCHÈ
succede ?

Io non so leggere la musica e non ho abilità "analitiche"
razionali sulla sua struttura, neppure da autodidatta.
Dico questo perché vidi dei doc. in cui si esaminavano le
risonanze magnetiche funzionali (fNMR imaging) di persone
intente ad ascoltare musica, confrontando in particolare le
persone che, pur amanti della stessa, non avessero cultura
musicale "sintattica", strutturale, con persone con la
massima cultura, i Direttori d'Orchestra.
Le prime, più numerose, all'ascolto attivano quasi solo il
"cervello DESTRO", quello creativo-artistico (e strutture
emozionali, se il caso).
Questa attività permane anche ai Diretori d'Orchestra, ma in
costoro si attivano anche aree del LINGUAGGIO del cervello
SINISTRO (tipo Aree di Broca e Wernicke) che negli altri
sono inattive.
Ciò perché CAPISCONO la struttura della musica come sintassi
di una lingua in sé, la analizzano e la scompongono in modo
razionale.

Sapendo questo, quindi ho fatto qualche sorta di ipotesi
relativa a Bach ed agli organisti "contrappuntisti".
1) timbricamente, è possibile che i toni usati dall'organo
nelle fughe abbiano più somiglianza con la voce umana ? E
che interferiscano per quella ragione ? Col violino però non
mi succede.

2) presentano un mix di due caratteristiche : una struttura
interna contemporaneamente semplice (suoni "staccati" e non
blended come in grandi orchestre, che invogliano alla
percezione analitica invece che "corale" ed olistica) ma al
contempo troppo complessa : il contrappunto in particolare
ti "depista" su più ritmi intrecciati, in una sorta di
frastornamento. È come se pretendesse di avere più cervelli
in parallelo capaci di ascoltare più discorsi simili e di
capirli.
In definitiva Bach mi COSTRINGE a tentare di seguirlo e poi
mi beffa con la sua complessità che trascende la mia
capacità di tenergli dietro. Sembrerebbe che possa, ancorché
incolto musicalmente, cercare di farsi comprendere ad un
livello più "linguistico" che sonoro.
Non che non mi piaccia, in realtà lo adoro, ma mi crea
fatica e mi getta in uno stato inerte in cui TUTTA la mia
attenzione è attirata nel suo vortice, e se anche mi
costringo a leggere (non dico scrivere !) capisco poco o
niente di quel che leggo. Sembrerebbe quindi un po' in grado
di irrompere a forza brutta nelle stesse aree del cervello
insolitamente inattive nell'"incolto".
Boh.


Stravinskj non so, tende a distrarmi come lui, spesso, lo
trovo complesso ed imprevedibile.

Ah, tra la non classica (fino a un certo punto), mi sono
preso di brutto coi TWO STEPS FROM HELL. Definirla classica
o meno diventa sfumato cmq.


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)

Dan

unread,
Jun 16, 2022, 7:39:03 AMJun 16
to
Il 10/06/2022 15:54, Soviet_Mario ha scritto:
>
> Riuscite a scrivere SENZA ?
>
> Io no, zero assoluto (però solo nella "composizione", se scrivo per
> altre ragioni più triviali è indifferente).
>
> Tuttavia ho scoperto che il tipo di musica è più critico anche sotto il
> punto di vista "tematico", cioè mi ispira meglio se la musica è intonata
> all'umore del pezzo.
>
> In generale (90 %) sento classica, meglio se strumentale, ma i requiem
> anche cantati.

Questo mi fa pensare ad un frammento di informazione che proviene da una
delle mie fonti storiche ("spigolature" e "forse non tutti sanno che..."
dalla settimana enigmistica :-) )
Orbene, parrebbe che la musica classica abbia un benefico effetto sulle
capacità mentali (oltre all'altro frammento che afferma che le mucche
producono più latte se si fa loro ascoltare musica classica...)

Sono probabilissime fakes ma divertenti.

Io non riesco più a fare nulla se non sono nel silenzio. La musica non
mi aiuta molto.

> I più gettonati sono pezzi grossi come Bruckner, Dvorak, Brahms, Mahler,
> Sibelius, Schuman, Rachmaninov e meno grossi come Cherubini, Fauré,
> Durufle, Arvo Part.
> Beethoven (anche un po' Mahler è in una zona grigia per cui alcuni pezzi
> si adeguano, altri cominciano a interferire), e idem Berlioz.
>
> *BACH* ... Bach è un mistero ed è la ragione di questo post. Prima di
> "postare" tuttavia ho provato anche altri "organisti" (Theleman,
> Buxteude o come si scrive) e sono nella stessa barca.
>
Con Bach ho avuto alcuni fenomeni di ossessione musicale. Ascoltavo in
un certo periodo un brano dell'offerta musicale ("alio modo fuga")
incessantemente. Mi rimbombava costantemente nella mente e io
programmavo il computer completamente immerso nei miei algoritmi e in
quella incessante ripetizione di note. Alla fine si è rotto il lettore
CD e la cosa è finita lì.

> Allora, torniamo a Bach : mi rende IMPOSSIBILE concentrarmi sulla
> scrittura, anche se non tutto allo stesso modo. I concerti
> Brandeburghesi li posso ascoltare, le FUGHE NO. È come una calamita
> inesorabile che mi attira sulla struttura musicale.
> Non ci avevo mai fatto caso e ho voluto indagare sul PERCHÈ succede ?
>
> Io non so leggere la musica e non ho abilità "analitiche" razionali
> sulla sua struttura, neppure da autodidatta.
> Dico questo perché vidi dei doc. in cui si esaminavano le risonanze
> magnetiche funzionali (fNMR imaging) di persone intente ad ascoltare
> musica, confrontando in particolare le persone che, pur amanti della
> stessa, non avessero cultura musicale "sintattica", strutturale, con
> persone con la massima cultura, i Direttori d'Orchestra.
> Le prime, più numerose, all'ascolto attivano quasi solo il "cervello
> DESTRO", quello creativo-artistico (e strutture emozionali, se il caso).
> Questa attività permane anche ai Diretori d'Orchestra, ma in costoro si
> attivano anche aree del LINGUAGGIO del cervello SINISTRO (tipo Aree di
> Broca e Wernicke) che negli altri sono inattive.
> Ciò perché CAPISCONO la struttura della musica come sintassi di una
> lingua in sé, la analizzano e la scompongono in modo razionale.
>
E su questo ho avuto innumerevoli discussioni con mio cuggino musicista,
che io accusavo di essere ormai incapace di godersi un brano musicale
per quello che è a livello emozionale, perché lui cominciava subito ad
analizzare qualsiasi frase musicale in termini di originalità del giro
armonico, soluzioni (=da un accordo a quale accordo passi, in soldoni),
ecc. ecc. Troppo cerebrale, dicevo io. Ma no, anzi, capisci meglio
diceva lui.
E' una questione interessante: conoscere una cosa ti priva o ti
arricchisce nella semplice percezione di quella cosa, dal punto di vista
emotivo?

...

>
> Ah, tra la non classica (fino a un certo punto), mi sono preso di brutto
> coi TWO STEPS FROM HELL. Definirla classica o meno diventa sfumato cmq.
>

Uhm, non conosco, indagherò.
Dan


Soviet_Mario

unread,
Jun 17, 2022, 12:40:34 PMJun 17
to
On 16/06/22 13:38, Dan wrote:
> Il 10/06/2022 15:54, Soviet_Mario ha scritto:
>>
>> Riuscite a scrivere SENZA ?
>>
>> Io no, zero assoluto (però solo nella "composizione", se
>> scrivo per altre ragioni più triviali è indifferente).
>>
>> Tuttavia ho scoperto che il tipo di musica è più critico
>> anche sotto il punto di vista "tematico", cioè mi ispira
>> meglio se la musica è intonata all'umore del pezzo.
>>
>> In generale (90 %) sento classica, meglio se strumentale,
>> ma i requiem anche cantati.
>
> Questo mi fa pensare ad un frammento di informazione che
> proviene da una delle mie fonti storiche ("spigolature" e
> "forse non tutti sanno che..." dalla settimana enigmistica
> :-) )
> Orbene, parrebbe che la musica classica abbia un benefico
> effetto sulle capacità mentali (oltre all'altro frammento
> che afferma che le mucche producono più latte se si fa loro
> ascoltare musica classica...)
>
> Sono probabilissime fakes ma divertenti.

non ne sarei sicuro in ogni caso. Sui bovini non mi esprimo
perché li conosco poco e non sono eccessivamente
intelligenti (oh, nemmeno stupidi eh).
Però ci sono specie alquanto portate a vocalizzare per i
fini più svariati, su cui per contro non mi sembra
improbabile immaginare a influenze.

Es molti uccelli "cantano" (termine rozzo) molto, ed alcuni
al top di gamma (pappagalli, merli indiani) imparano pure a
imitare strabene la voce umana (ignoro con quanta proprietà
di linguaggio la usino, ma non mi stuperei di una certa
perizia).
Poi nei cetacei pare che il "canto" abbia una certa funzione
sociale. E chiudo coi miei soliti gatti, un po' intrusi in
una discussione sul canto, perché cmq linguisticamente sono
più raffinati dei cani nella comunicazione sonora, dal
momento che col padrone creano una neolingua ad hoc che non
usano coi loro consimili, o cmq perfezionata ed ampliata, in
un disperato tentativo di emulazione (non avendo l'apparato
fonico del pappagallo più di tanto ...), mentre il cane, che
magari ritiene parlare al padrone ancora più cruciale, usa
cmq solo le sue "parole" native poi sta a te interpretare.
Non conia "La Parola Nuova" (auto-cit !).

>
> Io non riesco più a fare nulla se non sono nel silenzio. La
> musica non mi aiuta molto.

per la scrittura "tecnica" anche a me è indifferente, perché
non mi comporta nessun coinvolgimento emozionale e non
richiede "catalizzatori" audio.

>
>> I più gettonati sono pezzi grossi come Bruckner, Dvorak,
>> Brahms, Mahler, Sibelius, Schuman, Rachmaninov e meno
>> grossi come Cherubini, Fauré, Durufle, Arvo Part.
>> Beethoven (anche un po' Mahler è in una zona grigia per
>> cui alcuni pezzi si adeguano, altri cominciano a
>> interferire), e idem Berlioz.
>>
>> *BACH* ... Bach è un mistero ed è la ragione di questo
>> post. Prima di "postare" tuttavia ho provato anche altri
>> "organisti" (Theleman, Buxteude o come si scrive) e sono
>> nella stessa barca.
>>
> Con Bach ho avuto alcuni fenomeni di ossessione musicale.
> Ascoltavo in un certo periodo un brano dell'offerta musicale
> ("alio modo fuga") incessantemente. Mi rimbombava
> costantemente nella mente e io programmavo il computer
> completamente immerso nei miei algoritmi e in quella
> incessante ripetizione di note. Alla fine si è rotto il
> lettore CD e la cosa è finita lì.

A HAH HA HAH HA HA HA :D
evidentemente questa abilità aggiuntiva non gli ha inibito e
represso in modo eccessivo la sensibilità "nativa"

> E' una questione interessante: conoscere una cosa ti priva o
> ti arricchisce nella semplice percezione di quella cosa, dal
> punto di vista emotivo?

sulla musica non posso rispondere, non ho capacità
analitiche della sua struttura.

*PURTROPPO*, e mi dispiace enormemente, dopo qualche anno
che scrivevo, mi sono accorto che mi era capitata la
medesima cosa con la lettura di cose non tecniche, di
"evasione" : ho perso completamente il piacere (e di lì a
poco la voglia) di leggere fantasy e fantascienza.
Non riesco più a disinserire l'analizzatore, non riesco ad
effettuare "il drift" (cit), l'immedesimazione. Quando ero
giovane trovare personaggi con cui effettuare "il drift"
duro era quasi una necessità fisica. Ora a stento riesco coi
miei, e solo con la catalisi musicale.
La capacità non è mai più tornata, è stata una perdita
irreversibile.
In una certa parziale misura mi capita anche coi films ...
però se hanno la musica buona, ancora ancora quelli riesco a
godermeli (però non amo la moderma mania dell'aggressione
sensoriale fisica di forza bruta) : hanno anche un orizzonte
temporale diverso, staccare la spina per un paio d'ore
ancora ancora riesce, ma non sempre manco quello.
Con un libro era diverso. Il drift durava praticamente H24,
si estendeva anche ai periodi di non lettura.
Mi ricordo un paio delle volte di drift intensissimi (anni 90).
Uno con un personaggio di Terry Brooks (un discendente di
Shannara) che si innamorava di una sacertotessa, Amberle
Elessedil, un'elfa, che alla fine del libro si immolava
diventando un albero-anatema contro i demoni. Quando ho
iniziato a intuire come sarebbe andata a finire, angoscia
terribile, speranza disperata in un finale diverso. Era
stata come un'amputazione.
Un'altra volta mi era capitato con Clive Barker, Il mondo in
un Tappeto (ci hanno anche fatto un filmettinuccio ... e ho
detto tutto), sottofondo di Elton John (Healing Hands) :
come sento quella canzone, riattiva il link del drift in
automatico, anche se è rimasto un sito vuoto ormai. Anche lì
il protagonista incontrava una con cui pareva necessario che
condividessero le esperienze soprannaturali, e il
dannatissimo Barker ha diviso i loro destini per tipo
150-200 pagine, lui la cercava ma non aveva nessun contatto,
poi è diventato infelice, si è come dimenticato, si è
rimesso con la vecchia fidanzata ... disperazione e
depressione come se stesse capitando a me ! Poi li ha fatti
reincontrare : esultanza da camminare col sorriso.
Mi manca parecchio questa cosa, eppure sono cambiato troppo
e non riesco a ritrovarla.

E non credo sia una coincidenza che sia capitato in maniera
inversamente proporzionale alla capacità di scrivere e
analizzare. Un tempo nei personaggi cercavo degli avatar
"compatibili" per potermici proiettare. Oggi ci vedo degli
oggetti, degli elementi da costruzione, e non c'è verso.
Magari è una questione solo di età, ma non penso, perché con
la musica non mi capita. La musica è ancora in grado di
catalizzare il drift (in quel contesto però si producono
delle narrazioni a ritmo iperveloce e parallelo tipiche
della LINGUA INTERNA ... se ne era parlato anche altrove,
delle misteriose caratteristiche di questa modalità del
pensiero, e di quali salti accecanti consenta).


* P.S. "il drift" (cit. Pacific Rim), aka
Tsaheylu una parola Na'vi usata in Avatar, per la
connessione nervosa diretta tra due distinti individui di
Pandora, è un concetto che attrae molte persone da molti
contesti, probabilmente, ed implica una parziale
spersonalizzazione o almeno una scomparsa di contesto, e di
immedesimazione profonda con un'entità altra da sé, a volte
anche persistente.
Chiaramente richiede una compatibilità, se non caratteriale,
almeno valoriale ed aspirazionale (o almeno così capitava a
me), ossia sentivo il drift più facile non tanto con chi mi
somigliava, ma con chi assomigliava a ciò che avrei voluto
essere. Come conseguenza c'è un'evasione molto forte dalla
realtà, proprio a causa dell'acquisizione di un altro piano
di realtà in sé.
Immagino che dietro agli investimenti nei metaversi ci sia
la consapevolezza "economica" di questa esigenza sentita da
molti (diciamo a cui fa schifo o la propria vita, o sé
stessi, o entrambi nello stesso tempo), la cui domanda
aumenterà col peggioramento delle possibilità di
realizzazione nel mondo reale, a cui questi metaversi
virtuali offriranno a pagamento la possibilità di
autodeterminarsi e "ridefinirsi".

P.P.S. sono stato un estimatore di Asimov, ma NESSUN libro
di Asimov mi ha mai provocato alcun drift. Apprezzavo la
costruzione complessiva, ma zero sintonia con alcun personaggio.
Ed il libro che forse amo di più, Lord of the Rings, ebbene,
nemmeno lui mi ha mai scatenato drift per nessun
personaggio, a cui mi ci sono anche affezionatissimo, ma
tutti restavano cmq parti terze, distinte da me.

Aprirò un altro 3D non tanto sul drift, ma sulle "cotte" per
personaggi fittizi, e non per forza solo create con la
scrittura, ma con anche arti figurative in senso lato.

Visto che sei programmatore, il Drift è un'ereditarietà tra
classi del tipo "IS A", ma vorrei discutere il legame del
tipo "HAS A", diciamo, che non è certamente più debole, al
limite più raro.


>
> ...
>
>>
>> Ah, tra la non classica (fino a un certo punto), mi sono
>> preso di brutto coi TWO STEPS FROM HELL. Definirla
>> classica o meno diventa sfumato cmq.
>>
>
> Uhm, non conosco, indagherò.

hanno una parte metallo e una parte classica. Imho pezzoni
cmq. Ma non sconfinano mai nel puro frastuono o ritmi
forsennati come certo metal fantasy

> Dan
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