ciao a tutti
fernando
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Il gibbone
No, non è questo il mio
paese. Qua
- fra tanta gente che viene,
tanta gente che va -
io sono lontano e solo
(straniero) come
l'angelo in chiesa dove
non c'è Dio. Come,
allo zoo, il gibbone.
Nell'ossa ho un'altra città
che mi strugge. E' là.
L'ho perduta. Città
grigia di giorno e, di notte,
tutta una scintillazione
di lumi - un lume
per ogni vivo, come,
qui al cimitero, un lume
per ogni morto. Città
cui nulla, nemmeno la morte
- mai, - mi ricondurrà.
1964
da IL "TERZO LIBRO"
di Giorgio Caproni
Giacomo
"fernando" ha scritto nel messaggio
> Una bellissima poesia
ciao a tutti
Giacomo Manuzio ha scritto:
> Purtroppo per noi e per la poesia, non č una critica,
> solo una amara constatazione, nessun viottolo origagnolo
> passa neppure vicino
> a questo come a nessun altro NG ;-(
Credo che nessuno quě pretenda, me per primo, o voglia cingersi il capo
con l'alloro del sommo poeta.
Siamo, o meglio, parlo per me, sono solo un dilettante
che vuole apprendere e che per passatempo legge e tenta di
scrivere qualche verso.
Non sarei cosě drastico, questo che seguo da tempo, č un bel Ng
e spesso si leggono versi apprezzabili.
Quel che manca č invece un discorso piů "critico" ( critica nel senso vero
del termine) sul fare e sul leggere poesia.
Pochi inviano riferimenti a nuovi siti o riviste poetiche e letterarie.
Non c'č un confronto su dove oggi stia andando la poesia, sui nuovi autori,
sui
nuovi libri usciti che converrebbe leggere ecc...
ciao
Giacomo
>> Purtroppo per noi e per la poesia, non è una critica,
>> solo una amara constatazione, nessun viottolo origagnolo
>> passa neppure vicino
>> a questo come a nessun altro NG ;-(
> Quel che manca è invece un discorso più "critico" ( critica nel senso vero
> del termine) sul fare e sul leggere poesia.
> Pochi inviano riferimenti a nuovi siti o riviste poetiche e letterarie.
> Non c'è un confronto su dove oggi stia andando la poesia, sui nuovi autori,
> sui
> nuovi libri usciti che converrebbe leggere ecc...
In effetti manca un confronto, si parla poco o niente di poeti
abbastanza noti come, aggiungendo altri nomi, Raboni, Neri,
Giuliani,Zanzotto, Erba,Roversi,Bertolucci, Luzi ecc...tutti abbastanza
datati ma poco conosciuti ai più.
Io stesso ne ho una conoscenza molto parziale.
Di alcuni ho letto solo poche cose...già dimenticate!
Personalmente sono molto carente, non seguo riviste di poesia e
conosco poco i siti che ne parlano seriamente in rete; inoltre
avrei difficoltà a citare i nomi di poeti attuali che hanno pubblicato
riscuotendo buona critica.
ciao
Convengo in parte se non in tutto:
Un buon mensile facilmente reperibile in edicola è "Poesia"
qui di seguito l'indirizzo dell'archivio internet dove sono raccolte
tantissime belle poesie ( c'è anche Caproni )
http://www.poesia.it/dailypoetry/Archivio_PDG.htm
ciao
giuseppe
>
> Un buon mensile facilmente reperibile in edicola è "Poesia"
> qui di seguito l'indirizzo dell'archivio internet dove sono raccolte
> tantissime belle poesie ( c'è anche Caproni )
>
> http://www.poesia.it/dailypoetry/Archivio_PDG.htm
altre risorse su internet potrebbero essere:
Atelier dove si possono scaricare degli e-book
per esempio sulla poesia di Luzi
Altro indirizzo di poeti italiani del 900
http://www.italian-poetry.org/index_principale.htm
se voi ne avete altri interessanti inviateli
ciao
Grazie per gli indirizzi ho trovato molte poesie e poeti o poetesse
interessanti come la Valduca o lo stesso Bertoni.
> se voi ne avete altri interessanti inviateli
Posso dire una cosa un po' fuori del coro ?
Mi sono rotto i coglioni di leggere. E' una vita che leggo.
Basta, cazzo. Qui scrivono tutti, per la miseria, racconti, poesie,
saggi, biografie, etc. etc.
E che', me li devo leggere tutti io ?
Mo' mi voglio scrivere le mie cazzate, e chi se le vuole leggere se le
legge
e chi vuol vomitare vomita, e chi vuol venire a trovarmi per farmi il
culo, puo' provarci. :-)
nik56
Scusa ma se neanche chi le scrive sente l'esigenza
di leggere poesia, chi mai leggerà le sue poesie?
Giustamente tu non sei d'accordo, ma qui non si vuol
vietare a nessuno di scrivere versi.
Tutti possono e debbono scrivere versi
se lo desiderano.
La realtà della poesia oggi in italia è estremanente variegata
ma sicuramente non passa per i Ng, purtroppo.
Dopo i grandi poeti d'inizio novecento oggi
abbiamo una miriade di nomi
nessuno dei quali rappresentativo oltre un certo limite.
Non è detto che il grande studioso
abbia di per se il "dono" di poetare, ma
certamente nel caso dell'ipotetico genio autodidatta
con il "dono" un pochino di conoscenza in più
non gli potrà che fare bene!
Bisogna essere solo consci del proprio limite e livello.
Certamente qui ora noi non creiamo letteratura, ripeto purtoppo.
Comunque scambiarci, critiche, idee
eccetera, non credo possa farci male.
Se cresce il livello di conoscenza e consapevolezza
qualche verso decente in più sicuramente verrà fuori.
Si parla comunque sempre in senso generale, le eccezioni
si spera esistano...:-)
> Scusa ma se neanche chi le scrive sente l'esigenza
> di leggere poesia, chi mai leggerà le sue poesie?-
Ma hai letto cio' che ho scritto ? :-)
Oh, dovete leggere, ragazzi. :-)
nik56
> Dopo i grandi poeti d'inizio novecento oggi
> abbiamo una miriade di nomi
> nessuno dei quali rappresentativo oltre un certo limite.
Chi se ne strafotte.
Magari la leggo graffitata su un muro della metropolitana, una bella
frase.
A meno che tu non voglia istituire un ng moderato, che tagli via tutta
la fuffa. :-)
Ma no, tu eri cosi' contrario alla moderazione. :-)
nik56
> Scusa ma se neanche chi le scrive sente l'esigenza
> di leggere poesia, chi mai leggerà le sue poesie?-
Ma hai letto cio' che ho scritto ? :-)
Oh, dovete leggere, ragazzi. :-)
nik56
La frase doveva essere :
"Scusa ma se neanche chi le scrive NON sente l'esigenza
di leggere poesia, chi mai leggerà le sue poesie?"
A questo punto che
senso ha tutto?
Tanto vale lasciare in
fondo ad un cassetto
insieme com mutande e calze
toni e proprie fissazioni
Che senso a ruotare l'uovo
sotto il gonfio glande?
"Non" resta che inviare
(scotolando il prepuzio)
un saluto dal vostro
giacomo manuzio!
Dal manifesto del Ng riporto testualmente:
"Il newsgroup vuol essere un punto di riferimento per la poesia Italiana."
Azz...qui più che il riferimento rischiamo il deferimento...:-)
Ma tutto questo cosa ha da spartire con il discorso che andavo, andavamo
facendo?
Certo in un gruppo non moderato si corrono alcuni rischi ma se ne evitano
altri (censura).
Nessuno ha chiesto che tu , io, o qualche altro debbano diventare la
coscienza critica del gruppo.
Io personalmente speravo solo di stimolare qualche riflessione su dove sta
andando la poesia, cosa ne pensiamo noi e anche dove va o dove vorremmo
condurre la discussione (se se ne sente la necessità) nel Ng.
Questo non necessariamente riferito solo a quanto scritto su questo Ng ma
più in generale. Per avere più che altro un aggancio al reale e ai tempi
che andiamo vivendo e soprattutto un appoggio morale quando ci scoraggiamo e
pensiamo di appendere la penna al chiodo.
ciao e non ti incazzare...:-)
cut...
> "Non" resta che inviare
> (scotolando il prepuzio)
> un saluto dal vostro
> giacomo manuzio!
Ah, ecco. Le rime.
nik56
> Io personalmente speravo solo di stimolare qualche riflessione su dove sta
> andando la poesia, cosa ne pensiamo noi e anche dove va o dove vorremmo
> condurre la discussione (se se ne sente la necessità) nel Ng.
Si, tutto molto bello, ma se cominci il discorso con
"nessun viottolo o rigagnolo
passa neppure vicino
a questo come a nessun altro NG ;-( "
Mi spieghi che parliamo a fare ?
> ...soprattutto un appoggio morale quando ci scoraggiamo e
> pensiamo di appendere la penna al chiodo.
Naaa... Se uno ha voglia di scrivere, scrive. Sull'NG, sul quadernetto
nascosto, sui muri di casa,
sulle riviste. Poi, quando finisce, finisce.
> ciao e non ti incazzare...:-)
Ma no, scusa qualche tono piu' vivace. :-)
nik56
e da dove passa a poesia?, italiana?
:)*
La poesia è morta a seguito della cura in clinica psichiatrica
"il martello - dice - la nave salpa verso il nuovo"
A me va di parlare di poesia anche perché qualche mese fa, Maria
Teresa C, durante un incontro di amici qui a Roma ha posto la seguente
domanda - Poesia – Quale futuro – senza punto interrogativo. Io ci ho
pensato e ripensato un po’ e ora dovrei rimanere poeticamente muto ed
anticipare tale futuro. D’altro canto non avendo mai preteso di essere
poeta mi sento autorizzato a dir qualcosa.
Penso di partire da quel poco che percepisco circa la situazione
attuale della «poesia» in genere.
Prima di tutto credo di non ravvisare gran differenza tra il «poetare»
locale e quello fuori porta, voglio dire il mondo.
Non sono in grado di fare sottilissimi distinguo. Forse i «poeti»
cittadini sono un po' più incazzati a causa del traffico.
Ad ogni buon conto posso azzardare un'affermazione: avendo noi appreso
a scuola che la poesia è morta siamo solo in grado di piangere in
prosa dietro al funerale.
Il crollo d'ogni vertigine creativa era inevitabile in quanto
coscienziosamente dovuto. Alcuni «poeti» cercano rimedi orecchiando
frammenti vari nel mentre girano la manopola della sintonia radio, TV
o navigando nel mare Internet, tirandone fuori white noise (rumore
bianco) oral-poetico, un blabla iperversale. Tutti gli altri scrivono/
recitano robe demozionanti, specialmente quelli che hanno meno fame.
Le migliaia, forse decine di migliaia di parole ritenute utili ai fini
poetici, sono state quasi del tutto permutate dai cosiddetti poeti e
dai media, quindi il linguaggio è diventato stantio, stanco,
consumato.
Per ragioni forse biologiche le Voci originali tacciono o quantomeno
si direbbe non transitano più dalla parte destra alla sinistra del
cervello. Possono apparire «poeti» forse i fisici, gli astrofisici, i
biologi; di sicuro gli ultimi genuini poeti sono gli schizofrenici:
questi sentono le Voci e non si preoccupano di scrivere alcunché.
Ricordo di averne incontrato uno qualche anno fa sul Lungotevere
all'altezza di Ponte Vittorio. Non so il Suo nome. Un Nessuno.
A me sembra che i testi di poesia, nella forma espressiva che
sappiamo, usino un linguaggio non più praticabile, inadatto a
stimolare una qualsiasi emozione o meraviglia. Emoziona di più un buon
testo di fisica delle particelle, di astrofisica o di biologia.
Forse occorre introdurre un nuovo concetto e un diverso essere-uomo
che, fatti propri i nuovi mezzi, lo trasformi in un «linguaggio» ex
novo (come avvenne con l'avvento della scrittura), adeguato a questa
coscienza nuova.
Questo nuovo linguaggio sta spontaneamente iniziando senza il
contributo dei cosiddetti letterati professionisti? Boh!
Ciao a tutti
e non vi arrabbiate
Gianni
mi piace quello che hai scritto; non sono tuttavia d'accordo che
la poesia sia morta o che debba emozionare, può emozionare: colorata
come quell'arcobaleno, una statua greca appena scolpita, oppure può
abitare il futuro, magari ricordato, "bianco-tempo"***, una "bella gioventù"
alla Gottfied Benn:
La bella gioventù.
La bocca d’una ragazza, a lungo distesa tra le canne,
pareva tutta rosicchiata.
Squarciatole il petto, l’esofago era tutto forato.
Alla fine, in un pergolato sotto il diaframma
una tana di sorcetti fu scovata.
Una minuscola sorellina giaceva morta.
Gli altri si nutrivano di fegato e reni,
ingoiando il gelido sangue e qui dentro
avevano trascorso una bella gioventù.
E rapida e bella giunse anche per loro la fine:
annegati tutti quanti in acqua.
Oh, come squittivano quei piccoli musi!
Così fuori o dentro una clinica psichiatrica, la poesia è lo spazio vuoto
tra elettrone e elettrone, il suo linguaggio "sub specie aeternitatis" letto
con le lenti di Baruch,,, Spinoza.
***tra sapere e credere, qua:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/15/Fra_angelico_luca_signorelli_orvieto.jpg
... solo, pensa! il muro senza il velo dell'affresco, la roccia senza la
parola, solo "a", a.nokhi... .
Ciao
)*
cut...
> quindi il linguaggio � diventato stantio, stanco,
> consumato.
E' quello il guaio. Troppi matrimoni tra consanguinei.
Continua ad assillarmi, invece, quell'oscuro, vagamente minaccioso,
riferimento ad una Maria Teresa C.
Chi sara' mai costei, questa Kafkiana presenza incombente.
bye
nik56
...azz... mi stavo facendo prendere dall'ansia poi una ricerca fruttuosa in
rete
ha dato il seguente risultato:
Maria Teresa Ciammaruconi, nata a Roma nel 1952, ha collaborato nel 1992 e
nel 1993 a Paese Sera, alla pagina settimanale dedicata alla poesia ed è
redattrice della rivista Folium, con interventi teorici sulla letteratura
(Emilio Villa, Gesualdo Bufalino ed Andrea Zanzotto, ecc.). Ha pubblicato
varie raccolte di poesie, è presente in diverse antologie ed è
particolarmente interessata all'incontro tra poesie e altre arti.
Poesia burlesca all'impronta dedica a Maria Teresa
Come sono ignorante...ne ignoravo
completamente l'esistenza e dire che senza
per anni sono stato bebe, si bene lo ripeto
chi è che mette zizzania seminando il dubbio?
o beee...talvolta ho avuto vertigini un giramento
come il presentimento che mancasse
alla mia formazione qualcosa ma
mai avrei l'avrei supposta una
mancanza di Ciammaruconi...col sugo o senza?
lo vuole il parmigiano, che strano sto
a fare qui il sofista e poi sparo a zero su una
tale artista dal nome così strano ma accattivante
perchè ricorda tante cose buone da mangiare
cucinate con amore dalle nostre sante mamme
Scusate sono fatto così quando mi prende l'estro non riesco
a fermarmi e sparo cazzate.
Comunque il discorso si sta facendo interessante.
Ho apprezzato alcune parti dell'intervento di gianni, ma credo che
Biancastella sia nel giusto qiando dice che la poesia non è morta.
A che punto sia e dove si vada dirigendo non lo saprei proprio dire
un poco per mia ignoranza personale, ne ho da vendere credetemi, eun poco
perchè credo che nessuno lo sappia.
Non sarà che la poesia è come lo spirito di dio che aleggia dove vuole
abbandonando chiese , fedeli e sacerdoti grassi ricchi e crapuloni,
accompagnandosi invece agli umili ai diseredati, agli ultimi?
by
Giulio