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eridania
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eridania's Profile: http://www.sonicbands.it/member.php?userid=4727
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> Esiste qualcosa
> di simile??
> Grazie a tutti per l'aiuto! ;)
>
>
Ne esistono di metodi, ma nulla che possa essere efficace senza il
supporto di un Maestro "dal vivo".
Allora: per il solfeggio ti consiglio il Poltronieri I e II corso.
Per la teoria puoi prendere l'APREDA
Per i dettati puoi prendere smepre il poltronieri così hai anche i
famosi CD.
Però vai da un maestro che da sola fai poco, molto poco.
--
eridania
Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna
soltanto di notte.
Edgar Allan Poe
Sono d'accordissimo: io ho cominciato lo scorso anno con la teoria e il
solfeggio e senza insegnante non mi sarei mai raccapezzata!
Io studio sul Bona e per la teoria ho un manuale di Zanettovich,
nessuno dei due ha cd allegati pero'
ciao
--
> Se ce ne sono tanti me ne potete gentilmente consigliare uno col cd?
Il nuovo Pozzoli è col cd.
serve a poco, si studia in 1 mese tutto.
> nessuno dei due ha cd allegati pero'
pozzoli e poltronieri............... hanno i CD
> Se ce ne sono tanti me ne potete gentilmente consigliare uno col cd?
>>Il nuovo Pozzoli č col cd.
Confermo, ma va richiesto a parte.
CIao
Il pozzoli č piů semplice comincia da li casomai.
Il Poltrieri dopo il 17 giŕ vola....
verissimo.
Dopo aver studiato il II poltronieri puoi pasare al Ciriaco da II
volume per proseguire col III e appendice al III (abbellimenti) per poi
concludere col IV volume.
Poi approfondire con manoscritti di Ciriaco, le 12 lezioni d'esame e il
mitico Pedron I e II.
Poi vai a sostenere il famoso esametto :) :) :)
verissimo.
Dopo aver studiato il II poltronieri puoi passare al Ciriaco dal II
volume per proseguire col III e appendice al III (abbellimenti) per poi
concludere col IV volume.
successivamente puoi approfondire con i manoscritti di Ciriaco, le 12
lezioni d'esame e il mitico Pedron I e II.
Poi vai a sostenere il famoso esametto e non dimenticare il solfeggio
cantato studiato sul Silvestri :) :)
Scusate, ma non vi pare un po' eccessivo per cantare in un coro?
Sarebbe meglio qualcosa alla portata di tutti, o no?
--
> Scusate, ma non vi pare un po' eccessivo per cantare in un coro?
A me sembra riduttivo.
> Sarebbe meglio qualcosa alla portata di tutti, o no?
>
Certo!
> Patrizia ha scritto:
>
> > Scusate, ma non vi pare un po' eccessivo per cantare in un coro?
>
> A me sembra riduttivo.
Mi sono espressa male, anche io canto in un coro, ma se la signorina in
questione ha iniziato senza la minima conoscenza teorica io deduco che
si tratti di un coro amatoriale, non penso che sia quello della Scala,
o sbaglio???
>
>
> > Sarebbe meglio qualcosa alla portata di tutti, o no?
> >
>
> Certo!
Ciao!!
--
> Ciao a tutti!
> Un anno fa ho iniziato a cantare in un coro lirico senza avere nessuna
> conoscenza di teoria. Mi sono appassionata :rolleyes: e quest'anno
> vorrei cimentarmi nel solfeggio per capirne un pochino di più ed evitare
> di fissare con gli occhi sbarrati il Maestro quando ci corregge
> :confused: (mi perdo interi discorsi sui mezzitoni, gli intervalli, le
> ottave e tutto il resto... sigh!!). Ora, oltre alle lezioni di Solfeggio
> ed Impostazione che seguirò alla Scuola (un'ora sola a settimana
> purtroppo!!) c'è qualcuno che mi sa consigliare un corso, un libro, un
> manuale, una qualsiasi cosa per poter studiare anche per conto mio??
> Magari col Cd allegato, così mi accorgo se sbaglio... :p Esiste qualcosa
> di simile??
> Grazie a tutti per l'aiuto! ;)
Potresti provare questo programma di ear training:
lo trovo utilissimo (da autodidatta)
Ciao
--
Emiliano Grilli
Linux user #209089
http://www.emillo.net
vorresti dire che basta il Silvestri ?
Diciamo che con il Silvestri impari tutto quello che ti serve per un
coro, però è riduttivo.......... troppo riduttivo.
> Sarebbe meglio qualcosa alla portata di tutti, o no?
Il Silvestri........... senza ombra di dubbio, però, secondo me,
dovrebbe studiare anche gli altri metodi consigliati.
non vuol dire nulla, anche tu a scuola hai studiato l'equazione della
retta, anche se poi nella vita fai la cameriera.
Tutto serve, mica cantare in un coro amatoriale esula dallo studio del
solfeggio.
� ampiamente sufficiente. La teoria non serve per questo uso.
> c'� qualcuno che mi sa consigliare un corso, un libro, un
> manuale, una qualsiasi cosa per poter studiare anche per conto mio??
> Magari col Cd allegato, cos� mi accorgo se sbaglio... :p Esiste qualcosa
> di simile??
C'� pi� che necessario sul Internet, prova google(solfeggio scala).
--
~~~~ clmasse da free Francia
http://www.last.fm/label/Nickel+Chrome
http://www.soundclick.com/nickelchrome
http://www.myspace.com/nickelchrome
http://www.zikpot.fr/artiste-Nickel+Chrome
Si , se vuole rimanere al livello che č, sicuramente...
>
>> c'č qualcuno che mi sa consigliare un corso, un libro, un
>> manuale, una qualsiasi cosa per poter studiare anche per conto mio??
>> Magari col Cd allegato, cosě mi accorgo se sbaglio... :p Esiste qualcosa
>> di simile??
>
> C'č piů che necessario sul Internet, prova google(solfeggio scala).
Questo č un consiglio megliore del precedente.
Oh qualche volta sei in gamba.
> Ciao a tutti!
> Un anno fa ho iniziato a cantare in un coro lirico senza avere nessuna
> conoscenza di teoria. Mi sono appassionata :rolleyes: e quest'anno
> vorrei cimentarmi nel solfeggio per capirne un pochino di più ed evitare
> di fissare con gli occhi sbarrati il Maestro quando ci corregge
> :confused: (mi perdo interi discorsi sui mezzitoni, gli intervalli, le
> ottave e tutto il resto... sigh!!). Ora, oltre alle lezioni di Solfeggio
> ed Impostazione che seguirò alla Scuola (un'ora sola a settimana
> purtroppo!!) c'è qualcuno che mi sa consigliare un corso, un libro, un
> manuale, una qualsiasi cosa per poter studiare anche per conto mio??
Se ti interessa fare bene il solfeggio (cioe' quell'inutile scioglilingua
antimusicale),
per farti dire "brava" dal Maestro Di Solfeggio di turno, quando gli fai gli
esercizietti, vanno bene un po' tutti quelli che ti hanno consigliato.
Se invece vuoi imparare a suonare, cantare, leggere bene, andare a tempo,
quello che serve veramente insomma, fuggi come la peste questi e gli
italiani in genere, e cercati qualcosa di "funzionale", tipo Hindemith, o
altro (specie gli americani sono 100 anni avanti a noi nella didattica del
solfeggio e non solo...).
Soprattutto, comunque, insisti molto col solfeggio cantato e, se puoi e
riesci, col dettato musicale, cosi' bistrattati dagli Esimii Maestri Di
Solfeggio nostrani, tutti attenti alla corretta pronuncia
doooo-si-soool-ffa-mmi-rreeeeee...
PS E possibilmente entra in un ng dalla porta principale, non da sonicbands.
:rolleyes:
:rolleyes:
:rolleyes:
carletto
beh, avrei molto da ridire su questa affermazione.
> C'è più che necessario sul Internet, prova google(solfeggio scala).
Questa poi non voglio nemeno prenderla in considerazione.
è come se dicessi div oler diventare medico studiando su internet
stai dimostrando di non sapere cosa è la musica, solo un'incompemntente
può fare simili affermazioni.
Facendo il confronto è come dire che il Greco e il Latino sono inutili.
> Se invece vuoi imparare a suonare, cantare, leggere bene, andare a tempo,
> quello che serve veramente insomma, fuggi come la peste questi e gli
> italiani in genere, e cercati qualcosa di "funzionale", tipo Hindemith, o
> altro (specie gli americani sono 100 anni avanti a noi nella didattica del
> solfeggio e non solo...).
ma fammi il piacere, non dire eresie
> riesci, col dettato musicale, cosi' bistrattati dagli Esimii Maestri Di
> Solfeggio nostrani, tutti attenti alla corretta pronuncia
> doooo-si-soool-ffa-mmi-rreeeeee...
scommetto che come attività fai il pizzettaro .)
>
> Se ti interessa fare bene il solfeggio (cioe' quell'inutile scioglilingua
> antimusicale),
Guido d'Arezzo si rivolterebbe nella tomba posto di fronte a siffatte
affermazioni.
> stai dimostrando di non sapere cosa è la musica, solo un'incompemntente
> può fare simili affermazioni.
> Facendo il confronto è come dire che il Greco e il Latino sono inutili.
Ti diro': conosco la musica, non mi interessa dimostrarti alcunche', e ho
fatto il liceo classico, quindi ho studiato greco e latino. Niente e'
completamente inutile: ma esiste il famoso rapporto costi-benefici.
Il tempo impiegato ieri per studiare greco e latino, poteva avere un senso.
Oggi, non piu' di tanto: esistono cose prioritariamente piu' importanti,
anche se il giorno dura comunque 24 ore, come 100 anni fa.
Ammenoche' non si voglia fare il poeta, o il professore di greco e di latino
a 1200 euro al mese... Non a caso si chiamano "lingue morte".
Per imparare a leggere e scrivere fluentemente, credo, con cognizione, che
si possa benissimo fare a meno del greco e del latino, per restare nel
paragone.
> ma fammi il piacere, non dire eresie
Informati, magari, prima di sparare a zero.
> scommetto che come attività fai il pizzettaro .)
Tu scommetto l'insegnante.... magari anche di solfeggio...
Professione onorabilissima, almeno quanto quella del pizzettaro,
ma, permettimi, il musicista e' proprio un'altra cosa (nel bene e nel male).
Spesso si tende a confondere le due cose.
Per fare l'insegnante, o per superare l'Esame Di Solfeggio Nel
Conservatorio, sono importanti i vari Pozzoli-Pedron-Poltronieri ecc...
Per imparare *veramente* cosa significhi andare a tempo, quindi a
suonare/cantare come si deve (e non come si sente spesso da quelli usciti
dai Conservatorii Italiani), esistono metodi *molto* piu' moderni,
funzionali e soprattutto redditizi.
carletto
> Guido d'Arezzo si rivolterebbe nella tomba posto di fronte a siffatte
> affermazioni.
Guido d'Arezzo e' vissuto tanti anni fa...
Poi, normalmente, ci si evolve pure, specie nella didattica, che e' una
disciplina come le altre, che si dovrebbe aggiornare come le altre, che
gioverebbe molto di un taglio piu' tecnico e pratico (non oso dire moderno),
evitando di crogiolarsi in un'accademica muffa vecchia di secoli.
carletto
"Jacopo Ortis" <L...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:SZZCk.69588$Ca.1...@twister2.libero.it...
"carletto" <sp...@stogaz.com> ha scritto nel messaggio
news:oI2Dk.69751$Ca.1...@twister2.libero.it...
> Ma comunque le nozioni di solfeggio parlato rimangono utilissime.
> Il ritmo è importante...
Sono fermamente convinto che il solfeggio ritmico puro, con uno strumento
qualunque, anche con la semplice mano, invece sia di gran lunga piu' utile
di quello parlato (che presenta fattori distraenti ed estranei come
l'articolazione delle parole), nell'interiorizzare la divisione ritmica.
Il solfeggio cantato, e l'ear training - anche attraverso il dettato
musicale ma non solo, credo siano invece fondamentali, per cantanti e non,
ed invece sono quelli meno approfonditi, nella didattica tradizionale
nostrana del solfeggio.
Poi ti vedi fior di cantanti diplomati che davanti ad una parte di Moses und
Aron non sanno che pesci prendere....
carletto
dipende da come la conosci, anche io conosco il latino........ però a
livello scolastico.
> Tu scommetto l'insegnante.... magari anche di solfeggio...
anche.........
> Professione onorabilissima, almeno quanto quella del pizzettaro,
ora stai esagerando.
> Per fare l'insegnante, o per superare l'Esame Di Solfeggio Nel
> Conservatorio, sono importanti i vari Pozzoli-Pedron-Poltronieri ecc...
> Per imparare *veramente* cosa significhi andare a tempo, quindi a
> suonare/cantare come si deve (e non come si sente spesso da quelli usciti
> dai Conservatorii Italiani), esistono metodi *molto* piu' moderni,
> funzionali e soprattutto redditizi.
che noi chiamiamo fumo negli occhi, vedi i vari metodi ...........che
sono al livello dell'omeopatia :)
è indispensabile, chi dice il contrario è un incompetente.
quindi tu sei uno che ha studiato il Bona ed ora canta brani jazz :)
certo, prova a cantare un solfeggio del IV ciriaco e poi ne riparliamo.
Oppure prova a cantare Islamey di Bakalariev
e non solo il d'Arezzo, ma Ciriaco, Pedron, Poltronieri, Slvestri,
......
quindi ci consigli di studiare le canzoni di Jovanotti per l'esame di
teoria e solfeggio ?
> dipende da come la conosci, anche io conosco il latino........ però a
> livello scolastico.
La conosco quanto mi basta per fare il musicista (di mestiere), non il
teorico, filosofo, moralizzatore o Maestro Insegnante Di Solfeggio
Parlato....
> > Tu scommetto l'insegnante.... magari anche di solfeggio...
> anche.........
Ecco, appunto. Dalle mie parti si dice: "Acquaio', l'acqua e' fresca?
> > Professione onorabilissima, almeno quanto quella del pizzettaro,
> ora stai esagerando.
Per nulla, anzi a volte il pizzettaro e' anche piu' utile.
> che noi chiamiamo fumo negli occhi, vedi i vari metodi ...........che
> sono al livello dell'omeopatia :)
Informarsi, prego, sul perche' all'estero generalmente non si usa il
solfeggio parlato pare cosi' brutto, prima di sputare sentenze?
E non stiamo parlando dei metodicchi "maestro in 24 ore" ma di percorsi di
studio seri ed ufficiali.
E poi ci si lamenta che i musicisti stranieri ci fanno il culo perche' sono
mediamente piu' economici e preparati...
carletto
> > Poi ti vedi fior di cantanti diplomati che davanti ad una parte di Moses
und
> > Aron non sanno che pesci prendere....
> quindi tu sei uno che ha studiato il Bona ed ora canta brani jazz :)
Ma che stai a di'?
Non capisco cosa c'entrino il Bona e i brani jazz (ed io) con quanto ho
scritto qua sopra.
carletto
> è indispensabile, chi dice il contrario è un incompetente.
Il ritmo e' indispensabile, mai detto il contrario, e' il solfeggio parlato
che e' inutile, quando non dannoso, viste le vittime che miete tra i
principianti, per abbandono dovuto a noia ed alienazione.
carletto
> quindi ci consigli di studiare le canzoni di Jovanotti per l'esame di
> teoria e solfeggio ?
Prova a far trascrivere, velocemente e magari senza strumento, una
canzoncina di Jovanotti (visto che lo citi), al migliore dei tuoi allievi
(ma anche diplomati).... Vedi cosa tirano fuori....
carletto
"no" <norg...@norgilio.it> a écrit dans le message de
news:48dad738$0$18156$4faf...@reader3.news.tin.it...
> Si , se vuole rimanere al livello che è, sicuramente...
Dipende di cosa chiami teoria. Sapere cosa è un ritardo o una sostituzione
tritonica non ha importanza per il canto, sapere leggere uno spartito sì.
mhhhhhhhhhhh.
c'entra, rifletti e capirai anche tu.
ti hanno bocciato all'esame ?
> quando non dannoso,
penso tu stia scherzando, è come dire che la grammatica non serve a
nulla.
> viste le vittime che miete tra i
> principianti, per abbandono dovuto a noia ed alienazione.
Hai visto che avevo ragione tu hai abbandonato proprio perchè non hai
superato tale esame.
Suonare romagna e sangiovese nelle pizzerie è da musicanti, musicista è
ben altro.
> non il teorico, filosofo, moralizzatore o Maestro Insegnante Di Solfeggio
> Parlato....
da ciò si deduce che anche volendo non potresti farlo.
> Ecco, appunto. Dalle mie parti si dice: "Acquaio', l'acqua e' fresca?
Da noi si dice ben altro.
Ricordando Esopo: quando la volpe non arriva all'uva dice che è acerba.
> Per nulla, anzi a volte il pizzettaro e' anche piu' utile.
Non quando c'è il musicante ad allietare la serata.
> Informarsi, prego, sul perche' all'estero generalmente non si usa il
> solfeggio parlato pare cosi' brutto, prima di sputare sentenze?
Solo per far soldi facilmente, come i tanti metodi..............in usp
in tante scuole private.
> E non stiamo parlando dei metodicchi "maestro in 24 ore" ma di percorsi di
> studio seri ed ufficiali.
come mai non si usano nei conservatori europei ?
> E poi ci si lamenta che i musicisti stranieri ci fanno il culo perche' sono
> mediamente piu' economici e preparati...
ma quando mai.
L'Italia è sempre stata la culla dei musicisti.
Ed oggi non siamo da meno nel mondo.
Per Jovanotti basta una nota, al massimo 2, qualsiasi ragazzo dopo 1
mese di studi ne è capace.
Mentre prova tu a trascrivere la ballata in Lab di Chopin dopo averla
sentita.
> Per imparare a leggere e scrivere fluentemente, credo, con cognizione, che
> si possa benissimo fare a meno del greco e del latino, per restare nel
> paragone.
>
Assolutamente no.
Tutte le lingue del mediterraneo, in primis l'italiano, sono in debito
con il latino ed il greco, ed hanno bisogno di pagare tale debito per
essere lette, scritte e capite.
> Informarsi, prego, sul perche' all'estero generalmente non si usa il
> solfeggio parlato pare cosi' brutto, prima di sputare sentenze?
Il cosiddetto "solfeggio" così come il "solfeggio parlato" -
terminologia tutta italiana - sono utilizzati universalmente in tutte le
strutture accademiche ed universitarie musicali mondiali mutando la
nomenclatura ma non i contenuti della disciplina, contenuti peraltro via
via aggioranti e tuttora in corso di aggiornamento dai tempi di Guido
D'Arezzo fino ai giorni nostri.
> Guido d'Arezzo e' vissuto tanti anni fa...
> Poi, normalmente, ci si evolve pure, specie nella didattica, che e' una
> disciplina come le altre, che si dovrebbe aggiornare come le altre, che
> gioverebbe molto di un taglio piu' tecnico e pratico (non oso dire moderno),
> evitando di crogiolarsi in un'accademica muffa vecchia di secoli.
>
> carletto
>
>
Pura retorica.
Condizionali, forme riflessive, avverbi riempitivi quali
"normalmente"... pura retorica = zero contenuti.
> Pura retorica.
> Condizionali, forme riflessive, avverbi riempitivi quali
> "normalmente"... pura retorica = zero contenuti.
Doppiamente sbagliato:
- il "normalmente" era ironia, forse troppo fine per cogliere nel segno.
- gli avverbi riempitivi non sono li' a scopo di roboante retorica, o aria
fritta, ma solo per raccontare con eufemismi (risparmiando ben altre
definizioni) una situazione di stagnazione e corporativismo che da troppo
affligge una certa parte della "scuola" italiana, in tutti i campi.
carletto
> c'entra, rifletti e capirai anche tu.
No, mi spiace, cosi' e' troppo semplice.
Hai buttato (molto maldestramente, a quanto pare) la pietra, adesso spiega
tu quello che volevi dire, se ne avevi da dire.
(anche se temo che non arrivera' risposta, ne' che ci sia molto da spiegare,
se non uno strafalcione cui e' ora difficile mettere una pezza....)
carletto
> Assolutamente no.
> Tutte le lingue del mediterraneo, in primis l'italiano, sono in debito
> con il latino ed il greco, ed hanno bisogno di pagare tale debito per
> essere lette, scritte e capite.
Sono in debito anche con l'ebraico, l'aramaico, l'arabo e chissa' cos'altro
ancora, se e' per questo: il debito reale sarebbe immane. Ma qua si sta
parlando di parlare e scrivere fluentemente, non di glottologia e lana
caprina.
carletto
>> Informarsi, prego, sul perche' all'estero generalmente non si usa il
>> solfeggio parlato pare cosi' brutto, prima di sputare sentenze?
> Il cosiddetto "solfeggio" così come il "solfeggio parlato" -
Il solfeggio parlato (come metodo, non come terminologia)?
Sicuro sicuro?
carletto
> ti hanno bocciato all'esame ?
Mai fatto esame. Non serve un pezzo di carta, per suonare, tanto non si puo'
barare: prima o poi bisogna dimostrarlo, a chi paga, con uno strumento in
mano.
Per (tentare di) insegnare sicuramente....
> penso tu stia scherzando, è come dire che la grammatica non serve a
> nulla.
Non e' la grammatica in se' che non serve a nulla. E' la grammatica (anzi le
grammatiche) fine a se' stessa, e non funzionale a qualcos'altro, a servire
a ben poco, se non ai linguisti, portaborse, glottologi, e ad autoalimentare
il bacino di insegnanti e maestri (scusa, Insegnanti e Maestri) e relativi
somari.
> Hai visto che avevo ragione tu hai abbandonato proprio perchè non hai
> superato tale esame.
Mai sentito il bisogno, nemmeno di pensare a provare. Vedi sopra.
Questo non significa che non abbia studiato: ho studiato (tanto, e lo faccio
ancora), quello che serviva a me, man mano, e non quello che serviva agli
Insegnanti
per riempirsi la bocca di parole e il frigorifero di derrate...
carletto
> Suonare romagna e sangiovese nelle pizzerie è da musicanti, musicista è
> ben altro.
Potrei anche essere d'accordo, con la sostanza, meno con la forma
spocchiosa.
> da ciò si deduce che anche volendo non potresti farlo.
Deduci quello che ti pare.
Se non riuscissi a vivere di musica (che non e' solo fare serate e concerti,
ma tante altre cose di cui forse manco immagini l'esistenza), piuttosto che
fare l'insegnante farei un altro lavoro.
Non e' per disprezzo, e' che che proprio non mi piace e non rientra nelle
mie attitudini.
> ma quando mai.
> L'Italia è sempre stata la culla dei musicisti.
La culla una volta, adesso magari ne sta diventando il sarcofago...
carletto
Io posso solo dire che lo studio del solfeggio, parlato e cantato che
sia è DETERMINANTE alla formazione del musicista. Purtroppo i metodi
sono tanti ma i risultati devono essere sempre gli stessi: ovvero la
conoscenza della MUSICA; della grammatica della musica. Per far questo
SI DEVE studiare con il metodo classico, Poltronieri, Ciriaco, Pozzoli,
Pedron, ed altri sempre a quel livello.
Non esiste proprio che il solfeggio cantato possa sostituire quello
parlato.
Ci sono tecniche troppo diverse che nel cantato non possono essere
applicate.
La lettura a prima vista si sviluppa solo con i parlati studiati col
metronomo.
Tutto il resto è fumo negli occhi.
Allora devi stare zitto nell'angolo.
E come se volessi proferir parola sulla Fisica senza averla studiata.
Come vedi sei l'ultimo a poter parlare.
Parla di cose che conosci.
> Non serve un pezzo di carta, per suonare, tanto non si puo'
> barare: prima o poi bisogna dimostrarlo, a chi paga, con uno strumento in
> mano.
Prova a fare un concorso poi ne riparliamo se il pezzo di carta serve.
Riguardo a suonare, dacci il link così ascolteremo le acrobazie di
Carletto.
> Per (tentare di) insegnare sicuramente....
Prima di insegnare bisogna saper suonare.
> a ben poco, se non ai linguisti, portaborse, glottologi, e ad autoalimentare
> il bacino di insegnanti e maestri (scusa, Insegnanti e Maestri) e relativi
> somari.
Io metterei tra i somari quelli che fanno affermazioni simili alla tua
senza dimostrare il contrario.
Anche Pavarotti non ha fatto mai un giorno di conservatorio, però ha
avuto maestri con i controfiocchi.
Ma ora usciamo dal seminato.
> Mai sentito il bisogno, nemmeno di pensare a provare.
Dicono tutti così.
Ho un amico che afferma che studiare musica non serve a nulla, basta un
buon libro e tutto si risolve.
Lo dice anche per le altre materie e lui ha solo la III media.
> Questo non significa che non abbia studiato: ho studiato (tanto, e lo faccio
> ancora), quello che serviva a me, man mano, e non quello che serviva agli
> Insegnanti
Non sei credibile se non dimostri che cosa fai, certo se suoni al piano
bar le tue parole valgono meno di zero, se invece fai il compositore o
l'arrangiatore per Vasco Rossi allora la cosa cambia.
> per riempirsi la bocca di parole e il frigorifero di derrate...
La musica non è solo quello che leggi sul pentagramma, opps,
endecalineo, c'è tanto altro sotto che solo avendo studiato veramente
riesci a percepire.
> carletto
Studia Carletto altrimenti mi ricordi la canzone di Corrado.
Per esempio: tu cosa suoni ?
Cosa intendi per musicista e TU cosa fai per definirti tale.
> Se non riuscissi a vivere di musica (che non e' solo fare serate e concerti,
Concerti di che cosa, non mi dire che suonare la fisarmonica nelle gare
di liscio sia essere concertisti.
> ma tante altre cose di cui forse manco immagini l'esistenza), piuttosto che
> fare l'insegnante farei un altro lavoro.
De gustibus, elnaci le mirabolanti cose che fai con lamusica ed allora
ti faremo la riverenza ed innalzeremo agli onori della gloria il
novello maestro ad honoris causa.
> Non e' per disprezzo, e' che che proprio non mi piace e non rientra nelle
> mie attitudini.
Sempre Esopo mi ricorda.
> La culla una volta, adesso magari ne sta diventando il sarcofago...
Guarda che in Italia ci sono Maestri che il mondo ci invidia.
Il nostro Abbado, Muti, Morricone, Pollini............ sono inviadti da
tutto il mondo per non parlare degli altri....... e ce ne sono.
>
> carletto
Almeno in Eurpa è così, preciso preciso.
Forse il nostro Carletto si riferiva all'uso della musica negli
aborigeni australiani.
Lui ha studiato la teoria Di Hornbostel :) :)
Certamente vai nel conservatorio di Parigi, Londra, Madrid e capirai,
fanno le stese cose che facciamo noi.
I vari metodi ultrarapidi li hanno inventai i produttori di strumenti
per vendere ................ vedi metodo Yamaha.................
Sono d'accordo con te al 100%
> Tutte le lingue del mediterraneo, in primis l'italiano, sono in debito con il
> latino ed il greco,
Vedi la magna grecia
>ed hanno bisogno di pagare tale debito per essere lette,
> scritte e capite.
Precisamente e questo pè il motivo per cui lo studio del greco, del
latino, della filosofia sono importanti ai fini della formazione
culturale di un individuo.
con questo hai proprio dimostrato che sai di musica molto meno che di
latino e greco.
Chiudo perchè è impossibile avere un dialogo serio e costruttivo con
chi mi parla di lana e capre.
Stiamo parlando di musica, quella era se non l'hai capito, i concerti
alle gare di liscio li lascio fare ai musicanti del sabato sera.
Condivido al 100%
> - il "normalmente" era ironia, forse troppo fine per cogliere nel segno.
> - gli avverbi riempitivi non sono li' a scopo di roboante retorica, o aria
> fritta, ma solo per raccontare con eufemismi (risparmiando ben altre
> definizioni) una situazione di stagnazione e corporativismo che da troppo
> affligge una certa parte della "scuola" italiana, in tutti i campi.
>
> carletto
>
>
Retorica, retorica, pura retorica!
"Una certa parte della scuola italiana"... che immonda retorica!!!
Le denunce si fanno circostanziate, con nomi, cognomi, luoghi e tempi.
Altre lamentele costituiscono semplicemente il classico "parlarsi addosso".
> ai fini della formazione
> culturale di un individuo.
>
>
Ed in particolare di quella musicale!
Esiste una sterminata letteratura musicale "bellissima" in latino.
Ed un mio collega ha composto appena 2 mesi fa un appassionante brano
per soli, coro e orchestra in greco antico!
> Il solfeggio parlato (come metodo, non come terminologia)?
> Sicuro sicuro?
>
Non esiste alcun metodo chiamato "solfeggio parlato".
Ne sei sicuro ?
Certamente.
"Cl.Massé" <a...@c.com> ha scritto nel messaggio
news:48dd18e1$0$9471$426a...@news.free.fr...
>>> Č ampiamente sufficiente. La teoria non serve per questo uso.
>
> "no" <norg...@norgilio.it> a écrit dans le message de
> news:48dad738$0$18156$4faf...@reader3.news.tin.it...
>
>> Si , se vuole rimanere al livello che č, sicuramente...
>
> Dipende di cosa chiami teoria. Sapere cosa č un ritardo o una
> sostituzione
> tritonica non ha importanza per il canto, sapere leggere uno spartito sě.
>
> --
> ~~~~ clmasse da free Francia
> http://www.last.fm/label/Nickel+Chrome
> http://www.soundclick.com/nickelchrome
> http://www.myspace.com/nickelchrome
> http://www.zikpot.fr/artiste-Nickel+Chrome
>
>
>
> Ti diro': conosco la musica, non mi interessa dimostrarti alcunche', e ho
> fatto il liceo classico, quindi ho studiato greco e latino. Niente e'
> completamente inutile: ma esiste il famoso rapporto costi-benefici.
Come č meglio studiare altre lingue viventi, che ha lo stesso effetto in piů
di un uso immediato, č meglio studiare altre genere, e le tecniche e gerghi
afferenti, anzi di approfondire ciň che non č profondo.
certo, è lapalissiano, solo chi non ha titoli può dire che non servono.
Allora leggi il frontespizio del Ciriaco.............
>
> Allora leggi il frontespizio del Ciriaco.............
>
>
E... ?
> Concerti di che cosa, non mi dire che suonare la fisarmonica nelle gare
> di liscio sia essere concertisti.
Purtroppo non suono la fisarmonica.
Vedo che da una discussione specifica su una questione tecnica come quella
del solfeggio sei scivolato, molto poco elegantemente, sul personale.
> Sempre Esopo mi ricorda.
Personale per personale: la mia unica esperienza da insegnante risale a
sette otto anni fa. Ero gia' molto perplesso, comunque dopo tante insistenze
fui coinvolto in una scuola privata: dopo due mesi abbandonai, ufficialmente
per altri progetti in corso per i quali avrei dovuto allontanarmi per un
po', ma in realta' dentro di me era soprattutto per stanchezza,
demotivazione, insomma non amavo quel lavoro.
La' ho capito che non avrei mai potuto fare l'insegnante: ci vuole un
metodo, un rigore, una pazienza, insomma doti che non mi appartengono. Sarei
un pessimo insegnante, probabilmente perche' non avendone mai avuto uno,
"ufficiale" almeno, non ho proprio cognizioni di metodo e gradualita'.
Non ce l'ho con la categoria insegnanti in generale. E' un lavoro molto
difficile, sul piano umano, organizzativo e psicologico, e certamente non e'
per tutti, farlo bene almeno. E poi, ripeto, e' un lavoro che bisogna prima
di tutto amare.
carletto
> Certamente vai nel conservatorio di Parigi, Londra, Madrid e capirai,
> fanno le stese cose che facciamo noi.
Fanno il solfeggio parlato con la notazione anglosassone?
Ma non mi dire... E questa da dove ti e' venuta, improvvisata adesso o e'
ignoranza antica?
> I vari metodi ultrarapidi li hanno inventai i produttori di strumenti
> per vendere ................ vedi metodo Yamaha.................
Lascia sare i metodi ultrarapidi e il metodo Yamaha.
Stavamo parlando di percorsi di studio *ufficiali*.
Non esistono scorciatoie e metodi ultrarapidi in musica, ma esistono metodi
molto piu' efficienti, a parita' di sforzo e tempo richiesto.
carletto
> Retorica, retorica, pura retorica!
> "Una certa parte della scuola italiana"... che immonda retorica!!!
Chiamala come ti pare, la sostanza non cambia.
> Le denunce si fanno circostanziate, con nomi, cognomi, luoghi e tempi.
> Altre lamentele costituiscono semplicemente il classico "parlarsi
addosso".
Denunce? E che vuoi che mi interessi?
Non sono ne' studente, ne' docente: e' un problema che non mi sfiora.
Dico solo quello che mi risulta: un panorama stantio e deprimente, pieno di
burocrati stretti alle proprie cattedre e stipendi, e gonfi di boria. Ma
didatticamente sottozero, spesso.
D'altronde quello che dico e' sotto gli occhi di tutti.
E i risultati pure.
cartetto
> Almeno in Eurpa č cosě, preciso preciso.
Si' si', preciso preciso....
carletto
> E come se volessi proferir parola sulla Fisica senza averla studiata.
Se per esercitare la professione di musicista fosse richiesto un pezzo di
carta,
penso proprio che avrei gia' provveduto diversi lustri fa.
Siccome, fortunatamente, suonare non e' come fare il medico o l'avvocato,
permetti che me ne frego altamente.
> Come vedi sei l'ultimo a poter parlare.
> Parla di cose che conosci.
Stai tranquillo che, almeno io, parlo di cose che conosco bene, standoci
immerso tutti i giorni, per un verso o per un altro, da tanti anni....
Anche senza pezzo di carta.
> Prova a fare un concorso poi ne riparliamo se il pezzo di carta serve.
Ancora una volta, ma ne sei sicuro?
Concorso da musicista, of course, non da burocrate o insegnante.
> Riguardo a suonare, dacci il link cosě ascolteremo le acrobazie di
> Carletto.
Cosi' vediamo chi ce l'ha piu' lungo, dai....
> Prima di insegnare bisogna saper suonare.
Aspe' come faceva? Chi sa fa, chi non sa....
> Non sei credibile se non dimostri che cosa fai, certo se suoni al piano
> bar le tue parole valgono meno di zero, se invece fai il compositore o
> l'arrangiatore per Vasco Rossi allora la cosa cambia.
Nell'ambito di una discussione su un ng il "chi" non cambia nulla, e' il
"cosa" che conta.
Per quanto ti riguarda potrei essere chiunque. Come potrei raccontare un
sacco di frottole. Di sicuro non mi interessa dimostrare nulla, ne' a te ne'
ad altri, in un ng.
carletto
> Non esiste alcun metodo chiamato "solfeggio parlato".
Hai capito benissimo cosa voglio dire, anche se ci giri attorno e fai
l'indiano.
Il solfeggio parlato, ovvero lo scioglilingua del nominare le note mentre si
fa la scansione ritmica, all'estero *non* esiste. E non mi sembra che siano
degli asini nella lettura, anzi.
carletto
> Io posso solo dire che lo studio del solfeggio, ecc. ecc.
No, un momento:
tu hai scritto "quindi tu sei uno che ha studiato il Bona ed ora canta brani
jazz "
Senza glissare, ora dovresti spiegare cosa c'entra con quello che dicevo.
Poi:
> Non esiste proprio che il solfeggio cantato possa sostituire quello
> parlato.
Forse ti e' sfuggito, o forse sono stato poco incisivo, ho detto che il
solfeggio parlato "all'italiana" e' inutile e dannoso. Molto piu' proficuo
e' invece il solfeggio ritmico puro + quello cantato (fatto in modo piu'
approfondito, il cantato, di come si fa abitualmente nei conservatori
italiani). Non ho mai detto che si puo' fare a meno del solfeggio in
generale.
> La lettura a prima vista si sviluppa solo con i parlati studiati col
> metronomo.
Si', ti vorrei vedere a solfeggiar parlando una polifonia complessa...
La lettura a prima vista, a mio parere, si sviluppa leggendo e suonando il
proprio strumento. Ovviamente dopo avere solide basi di solfeggio ritmico, e
sicurezza su tutti i tipi di suddivisione (attraverso il solfeggio ritmico).
carletto
> Dico solo quello che mi risulta: un panorama stantio e deprimente, pieno di
> burocrati stretti alle proprie cattedre e stipendi, e gonfi di boria. Ma
> didatticamente sottozero, spesso.
Nomi, cognomi, luoghi, tempi.
Altrimenti è melensa retorica, reiterata retorica, vana retorica.
> Il solfeggio parlato, ovvero lo scioglilingua del nominare le note mentre si
> fa la scansione ritmica, all'estero *non* esiste. E non mi sembra che siano
> degli asini nella lettura, anzi.
>
C'è l'asino e c'è lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. Il
solfeggio parlato all'estero esiste eccome, ed è oggetto di approfonditi
studi.
> Se per esercitare la professione di musicista fosse richiesto un pezzo di
> carta,
> penso proprio che avrei gia' provveduto diversi lustri fa.
> Siccome, fortunatamente, suonare non e' come fare il medico o l'avvocato,
> permetti che me ne frego altamente.
>
Non possiamo fregarcene, della Legge.
Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297
Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione
Art. 246 - Disciplina delle professioni di docente di materie musicali
in scuole di musica e di orchestrale
1. Nessuno può esercitare la professione di docente di materie musicali
in istituti o scuole di musica, ne fare parte di orchestre che si
producono in luoghi pubblici o aperti al pubblico, se non abbia
conseguito in un conservatorio di musica o in un istituto musicale
pareggiato il titolo previsto rispettivamente ai commi 2 e 3.
2. Per esercitare la professione di docente di materie musicali in
istituti o scuole di musica è prescritto il possesso del diploma
relativo allo strumento o agli strumenti che formano la rispettiva
materia d'insegnamento.
3. Per far parte delle orchestre di cui al comma 1 si richiede:
a) il diploma, quando si voglia far parte di orchestre sinfoniche o liriche;
b) l'attestato di compimento del periodo medio oppure, se il corso
regolare di studi consti di due soli periodi, l'attestato di compimento
del periodo inferiore, quando si voglia far parte di orchestre di operette.
4. Le orchestre della RAI - Radiotelevisione italiana - S.p.a. sono
comprese, agli effetti della presente legge, nel novero delle orchestre
sinfoniche o liriche.
5. Il diploma o l'attestato, rispettivamente a norma del presente
articolo, debbono essere relativi allo strumento o agli strumenti che si
vogliono suonare in orchestra.
6. Le disposizioni di cui al comma 1, non si applicano né ai luoghi di
culto, e, in generale, agli istituti, collegi o convitti religiosi o che
siano sotto la dipendenza di autorità ecclesiastiche, sempre che le
rispettive attività artistiche e didattiche siano dirette a scopo di
culto, né ai conservatori di musica e agli istituti pareggiati.
7. Le disposizioni di cui al comma 3 non si applicano: alle orchestre
dei caffè, cinematografi e delle sale da ballo, con un numero di persone
non superiori a sei; alle orchestre costituite, in occasione di saggi
scolastici, da allievi di istituzioni pubbliche di assistenza e di
beneficenza di collegi o convitti; alle orchestre costituite per feste
di beneficenza; alle bande musicali.
8. Coloro che ai sensi del presente articolo possono insegnare materie
musicali o far parte di orchestre possono essere iscritti in appositi
albi. Le norme concernenti la formazione degli albi, le condizioni per
esservi iscritto, la determinazione dell'oggetto professionale e la
disciplina sugli iscritti sono stabilite con decreto del Ministro di
grazia e giustizia, di concerto con i ministri del tesoro e della
pubblica istruzione.
> Il solfeggio parlato all'estero esiste eccome, ed è oggetto di
approfonditi
> studi.
Bene: all'estero dove?
carletto
> Bene: all'estero dove?
>
> carletto
>
Sarebbe uno sterminato elenco.
Tanto per non fare retorica:
- Università statale artistica "Ansa del Danubio" di Esztergom in Ungheria;
- Università statale "College Station" in Texas;
- ecc.ecc.ecc.
Come già scritto, la nomenclatura "solfeggio parlato" è tipicamente
italiana; all'estero la disciplina viene nomenclata differentemente.
Inoltre, per rimanere IT, sta per essere edito un nuovo rivoluzionario
testo che darà un grande supporto al settore della teoria musicale, di
cui il solfeggio parlato è una branca; di tale testo vi darò notizia
appena disponibile negli stores internazionali.
>> Bene: all'estero dove?
> Sarebbe uno sterminato elenco.
> - Università statale artistica "Ansa del Danubio" di Esztergom in
Ungheria;
> - Università statale "College Station" in Texas;
Davvero sterminato, nel senso di sterminio...
> Come già scritto, la nomenclatura "solfeggio parlato" è tipicamente
> italiana; all'estero la disciplina viene nomenclata differentemente.
Nomenclala come ti pare: a me non risultano scioglilingua all'estero, in
genere.
Poi esisteranno pure eccezioni, ma non e' la norma.
> Inoltre, per rimanere IT, sta per essere edito un nuovo rivoluzionario
> testo che darà un grande supporto al settore della teoria musicale, di
> cui il solfeggio parlato è una branca; di tale testo vi darò notizia
> appena disponibile negli stores internazionali.
E sempre per rimanere IT, visto che non ti piace la retorica, guardati pure
questo
(forse non sono l'unico ignorante visionario, chissa'...)
carletto
>> Non possiamo fregarcene, della Legge.
>> Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297
Prendo atto. Ne terro' presente qualora volessi partecipare a qualche
audizione alla Scala...
So pero', per esperienza diretta, che, per esempio, agli artisti del coro
non e' in genere richiesto nessun pezzo di carta, in nessun teatro o
formazione stabile.
Come conosco musicisti che hanno lavorato continuativamente in Rai senza
alcun pezzo di carta.
Tht's all.
carletto
> Come conosco musicisti che hanno lavorato continuativamente in Rai senza
> alcun pezzo di carta.
> Tht's all.
>
Senza il "pezzo di carta", non puoi suonare in un bar con più di 6
persone. Questo secondo la citata Legge.
> Senza il "pezzo di carta", non puoi suonare in un bar con più di 6
> persone. Questo secondo la citata Legge.
Ah ecco: quindi manco la fisarmonica in pizzeria.
Un paese di navigatori, santi e delinquenti, siamo in pratica.
carletto
E' un nodo dolente. C'è chi non la capisce, e qualcuno invece fa finta di
non capire come si deve insegnare!
"carletto" <sp...@stogaz.com> ha scritto nel messaggio
news:_EtDk.70718$Ca.1...@twister2.libero.it...
>
> "SBIANCO" <sbianco_qui...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
>> Senza il "pezzo di carta", non puoi suonare in un bar con pių di 6
diciamo che tu sei il classico tipo che spar sentenza solo perchè non
ho consguito il titolo e quindi non avendo frequentato un corso serio
pensa sia inutile.
Forse anche io penso sia inutile studiare l'anabasi di senofonte.
> Forse ti e' sfuggito, o forse sono stato poco incisivo, ho detto che il
> solfeggio parlato "all'italiana" e' inutile e dannoso.
Quello che tu chiami solfeggio parlato all'italiana si studia in tutto
il mondo civile.
Dico tutto e non solo Italia e Francia
Ovunque sono stato ho trovato metodi di solfeggio parlato, e l'europa
l'ho girata tutta ed ovunque sono stato la prima visita era nel
conservatorio di stato.
>Molto piu' proficuo e' invece il solfeggio ritmico puro + quello cantato
> (fatto in modo piu' approfondito,
Manco per nulla, il solfeggio ritmico, Pozzoli in primis, è molto utile
per studiare le divisioni, le cellule ritmiche particolare, per il
resto è uno studio a se.
Lo studio ad unità di tempo, a suddivisione è determinante alla
formazione dello studente.
> il cantato, di come si fa abitualmente nei conservatori
> italiani).
Lo studio del cantato per uno strumentista è propedeutico ma non
determinante, lo dimostra il fatto che molti strumentisti che non hanno
l'orecchio assoluto non riescono a cantare un semplice brano
intonandolo perfettamente.
Conosco fior di concertisti che non riescono a ritrovare le note di un
brano manco a pagarli a peso d'oro, eppure suonano in tutto il mondo.
Hai un po di confusione mentale sull'argomento.
> Non ho mai detto che si puo' fare a meno del solfeggio in
> generale.
Ci mancherebbe, però quando una critica viene da chi non ha mai
studiato almeno il III e IV ciriaco devo dire che è poco costruttiva.
Se io non avessi studiato Fisica non potrei criticare le metodologie di
insegnamento nelle universitò italiane, sarei altamente fuori luogo.
> Si', ti vorrei vedere a solfeggiar parlando una polifonia complessa...
Perchè tu col tuo metodo riesci a cante un canone a 4 voci
contemporaneamente ?
Complimenti, hai 4 corde vocali ?
> La lettura a prima vista, a mio parere, si sviluppa leggendo e suonando il
> proprio strumento.
Questa poi è enorme, confondi la lettura a prima vista con la tecnica
strumentale.
Vorrei vederti leggere a prima vista lo studio N. 1 di Chopin se
suonassi il pianoforte, oppure lo studio N.12 di Villa Lobos se
suonassi la chitarra, oppure Toccata e fuga in Rem di Bach se suonasi
l'organo, oppure il capriccio n.24 di paganini se suonassi il violino.
Provaci e poi ne riparliamo.
>Ovviamente dopo avere solide basi di solfeggio ritmico, e
> sicurezza su tutti i tipi di suddivisione (attraverso il solfeggio ritmico).
Il solfeggio ritmico te lo sbatti se non riesci a riconoscere le note,
il solfeggio ritmico te lo sbatti quando devi trasportare un brano, il
sofeggio ritmico te lo sbatti quando devi fare l'analisi armonica di un
brano.
Trovati un buon maestro e tra 3 anni ne riparliamo.
dipende da cosa intendo per musicista e pezzo di carta.
Dicci cosa fai così capiremo se il pezzo di carta è indispensabile
oppure no.
> Siccome, fortunatamente, suonare non e' come fare il medico o l'avvocato,
> permetti che me ne frego altamente.
Guarda che anche fare il pittore non implica direttamente lo studio in
accademia delle belle arti, così lo scultore ecc. ecc.
> Stai tranquillo che, almeno io, parlo di cose che conosco bene, standoci
> immerso tutti i giorni, per un verso o per un altro, da tanti anni....
Già te l'ho chiesto csa fai per definirti musicista ?
> Anche senza pezzo di carta.
Figurati che ci sono ciarlatani che si spacciano per medici,
figuriamoci se non possono esserci quelli che si definiscono musicisti.
Io ne conosco tanti nella mia città che da 30 anni hanno alunni, si
fanno chiamare maestri eppure poi nelle serate suonano la cumparsita e
speranza perdute.
> Ancora una volta, ma ne sei sicuro?
certamente
> Concorso da musicista, of course, non da burocrate o insegnante.
certamente
> Cosi' vediamo chi ce l'ha piu' lungo, dai....
No, solo vorrei vedere da dove vengono queste prese di posizione, certo
se tu fossi Andrea Braido, alzerei le mani e ti darei ragione.......
> Aspe' come faceva? Chi sa fa, chi non sa....
è vecchia, i sembra che nei conservatori italiani ci siano docenti di
tutto rispetto.
Vengono anche dall'estero a studiare in Italia.
> Nell'ambito di una discussione su un ng il "chi" non cambia nulla, e' il
> "cosa" che conta.
allora dicci cosa
> Per quanto ti riguarda potrei essere chiunque. Come potrei raccontare un
> sacco di frottole. Di sicuro non mi interessa dimostrare nulla, ne' a te ne'
> ad altri, in un ng.
Quindi sei un troll, ho capito
non dimentichiamoci che oggi il diplomato di conservatorio è equiparato
a tutti gli effetti ad un laureato, quindi può anche partecipare a
concorsi da dirigente.
Come facchino ?
> So pero', per esperienza diretta, che, per esempio, agli artisti del coro
> non e' in genere richiesto nessun pezzo di carta, in nessun teatro o
> formazione stabile.
Dipende, se il coro è stabile occorre minimo l'attestato di compimento
inferiore.
> Come conosco musicisti che hanno lavorato continuativamente in Rai senza
> alcun pezzo di carta.
Dove, ti faccio un esmepio: quelli della Corrida del Maestro Pregadio,
sono tutti diplomati, li conosco personalmente.
Questo è esagerato, ho almeno 10 amici che lo fanno regolarmente, a
Roma e da 20 anni.
Dicci cosa suoni
> Vedo che da una discussione specifica su una questione tecnica come quella
> del solfeggio sei scivolato, molto poco elegantemente, sul personale.
Sei tu che hai attaccato il sistema di studio nei conservatori
definendo il solfeggio parlato inutile, allora io ti domando: e tu chi
sei per fare simili affermazioni ?
> Personale per personale: la mia unica esperienza da insegnante risale a
> sette otto anni fa.
Se non hai il titolo mi domando cosa puoi insegnare oltre che: "la
musica è l'arte dei suoni"
> demotivazione, insomma non amavo quel lavoro.
de gustibus, ci sono persone, concertisti che hanno abbandonato
l'attività concertistica per dedicarsi a tempo pieno all'insegnamento.
E non perchè erano scarsi...
> La' ho capito che non avrei mai potuto fare l'insegnante:
Solo perchè non avevi titoli per farlo.
Io non posso insegnare Anatomia anche se ho studiato questo esame e lo
conosco a menadito, non ho i titoli per poterlo fare.
> un pessimo insegnante, probabilmente perche' non avendone mai avuto uno,
> "ufficiale" almeno, non ho proprio cognizioni di metodo e gradualita'.
Diciamo che non hai la preparazione per poterlo fare, è molto diverso.
> per tutti, farlo bene almeno. E poi, ripeto, e' un lavoro che bisogna prima
> di tutto amare.
condivido l'ultima frase, ed aggiungo, bisogna avere la preparazione
per poterlo fare, suonare in pizzeria potrà solo creare studenti
suonatori di piazza, cosa ben diversa dai veri musicisti.
E come credi solfeggino ?
Anche in germania, come fanno secondo te ?
> Ma non mi dire... E questa da dove ti e' venuta, improvvisata adesso o e'
> ignoranza antica?
Non è antica mi deriva dal fatto che sono stato nei conservatori da te
citati, oltre che a quelli di buona parte d'europa.
> Non esistono scorciatoie e metodi ultrarapidi in musica, ma esistono metodi
> molto piu' efficienti, a parita' di sforzo e tempo richiesto.
Facceli conoscere, dicci i nomi di questi fantomatici metodi didattici.
C'è scritto chiaro............ e tondo..............
dove non esisterebbe ?
in europa esiste, forse ti riferisci ai popoli indiani dove usano le
ragas :)
mi sembra normale e logico.
Figurati che fanno solfeggio cantato anche in Cina, chiedilo ad Hong
Mei.
Tutti i paesi d'europa,,,,,,,,,,,,,,,,,,, tutti