Tyrynnanzy
unread,Mar 20, 2014, 1:05:56 PM3/20/14You do not have permission to delete messages in this group
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to
--- Prologo (1)
Ho avuto la chitarra in questione per una decina d'anni e l'ho rivenduta
recentemente. Un po' mi manca, un po' no, ho pensato di farci una
recensione atipica (visto che in genere uno la fa di chitarre che
possiedi, che è un po' in conflitto di interessi)
--- Prologo (2)
Un po' di storia: le principali repliche commerciali della chitarra del
Brian (escludendo liutai troppo fighi o compagnie esotiche troppo
scarse) sono state:
- Guild (1993-1995), costava l'anima de li mortà, ponte molto fedele
all'originale, repliche duncan al posto dei pickup burns, pare che uno
dei motivi del disamore guild/Brian fu che voleva fare robe
qualitativamente buone ma economicamente più accessibili
- Burns (2001-2004), dopo scansione a raggi X dell'originale per
ricavare esatta posizione camere tonali ecc, legni un poco più
economici, produzione coreana, ponte che centrauncazzo con l'originale,
pickup (indovina) burns, prezzo finalmente più accessibile
- Brian May Guitars (dal 2005 o giù di lì), la transizione pare sia
stata più commerciale che di produzione, il Brian ha rilevato la
produzione Burns aggiungendo colorini buffi e un ponte un po' più decente
poi vabbé, a livello di meri numeri dalle nostre parti gira anche la Jim
Reed ma (parere personale) è più una fender fatta a forma di red special
(che può non essere un male, poi vedremo perché)
--- Il primo appuntamento
Ci sono un vaccaio di chitarre iconiche, ma una strato o una les paul
sono un po' come sasha gray, sai che ti daranno enormi soddisfazioni ma
è meglio non pensare a quante mani ci son passate sopra. Avere fra le
mani una replica della chitarra del Brian è un po' diverso, hai una
chitarra monogama legata a doppio filo con il tuo Brian di fiducia. I
pickup che sbrilluciccano, il colorino cherry che ti lascia intravedere
le venature, 6 switch intriganti, lo zero fret, la paletta a picca, ti
lacrimano gli occhi e senti gli echi di brighton rock. Dici, perché non
la suoni al posto che ammirarla? Perché ero andato a piedi all'ufficio
postale a prenderla ed essendo in uno scatolo non agevole da portare ero
arrivato a casa con dita iper-anchilosate e non riuscivo manco a tenerla
in mano.
Ripresomi, la suonai virilmente. Ora, sapevo che il manico della red
special per essere filologicamente corretto sarebbe stato di diametro
tronco-di-betulla, ma non immaginavo TANTO. E per tanto intendo che ho
un'acustica silvertone senza trussrod degli anni '50 che al confronto ha
un manico più snello.
O meglio, spiazza un po' il mix strano di tastiera larga e
(relativamente) piatta, spessore elevato del manico, action assassina
(veramente bassa) e scala 24' (più corta delle gibson, per capirci).
Dopo un po' di adattamento ci si prende la mano e va tutto a vantaggio
di pulizia d'esecuzione anche in accordi particolarmente ragnosi.
Arpeggini agevoli ma pure sugli sleghi si articola egregiamente, bending
burrosi grazie alla tensione ridotta (ask slash).
Amplificata, ha un pulito che se non ti commuovi sei arido dentro. A
temperatura variabile dal caldo (pickup ponte) o caldone (pickup ponte
in fase col middle, pseudo humbucker) fino ad acidità alla andy summers
(ponte in controfase con il middle) ma le combinazioni di fasi/pickup
sono tantine. Quante? Troppe: ogni pickup ha il suo switch on/off e un
secondo switch per controllare la fase. Con due (o più) pickup in fase
aumenta anche l'output quindi se l'attacchi ad un ampli saturello hai il
necessaire per un controllo bizantino del suono.
A livello puramente di forme: è un poco sbilanciata e con tracolla tende
a scendere dalla parte del manico, forse a causa delle dimensioni di
quest'ultimo o forse a causa del body... fra parentesi pur essendo a
scala corta la ragazza è culacchiona, diventai stronzo a trovare
custodia rigida finendo per usare quella di un'acustica con un po' di
polistirolo sul fondo.
--- La crisi del settimo anno
Passammo momenti felici. La usai principalmente in maniera impropria per
roba indie-seventies (quando questa definizione suonava figa) attaccata
ad un pre della matchless, viggiùro avevo un suono che ad avermi sentito
in quel periodo m'avreste detto "minchiachessuono, però macari falla
suonare a qualcun altro".
Andai pure a vedere i (rimasugli dei) Queen con Paul Rodgers nel 2005 a
Pesaro, e l'unica nota positiva della trasferta è che ci vendevano la
riedizione della moneta che usa Brian per suonare, quella col bordino
zigrinato fuori conio, così provai pure quell'esperienza.
Col tempo, iniziai a toccare con mano alcuni limiti. Ma non era lei, ero
io, come si dice in questi casi.
Come gli amanti della continuity sanno, vengo dall'agricoltura e ho la
mano pesantina, che è una cosa che può dare soddisfazioni con
determinati setup (con una strato replica SRV, per dire) mentre la Red
Special è la chitarra di uno che suona con una moneta (o a dito). Con la
moneta mica suoni come con un plettro. (io ci ho provato e ci ho
lasciato un po' di corde). Ha una resa dinamica egregia nei registri
delicati, ma quando cominci a pestarci (che per me è uno standard) tende
ad appiattirsi. Almeno, è quello che m'è parso di aver notato.
In più, per paranoie tutte mie tendo a portarmi dietro nei live due
chitarre, e il passaggio istantaneo da red special a qualsiasialtracosa
prevede un minimo di riadattamento che mi causava qualche problemino.
E'chitarra monogama, si diceva.
Così ne parlammo, decidemmo che era ora di frequentare altra gente, io
andai a spassarmela con una sua cugina, la burns hank marvin (minchia
checchittarra, ma ne riparleremo) e la lasciai nelle mani di un
queentusiasta che fra parentesi ci suonava tie your mother down meglio
di quanto sarei mai riuscito a fare io.
Non era la chitarra per me, ma le auguro tutto il bene del mondo. Non
credere a quel liutaio che ti diceva che hai un ponte di merda, a me
piaceva. E scusa se ti ho lasciato i segni della cintura, quella sera
stavo imbriaco.