Il modello AG75 TBS (che si puō vedere a questo indirizzo
http://www.ibanez.com/guitars/guitar.asp?model=AG75&z=y&color=1) che ho
acquistato tre settimane fa nel negozio Tuttomusica di Cervignano del
Friuli č al primo impatto uno strumento bello da vedere che ricorda la
famosa GB10 di George Benson (stessa forma ma che perō monta i minihb
mentre qui abbiamo dei classici hb).
Le dimensioni dello strumento sono molto ridotte: la scala č quella corta
di 24,75" e la cassa č piuttosto piccola, 14,5" laddove una arch-top
classica ha dimensioni comprese tra i 16" e i 18". Questa caratteristica,
insieme alla cassa non troppo alta (7 mm.), rende la AG75 leggera e molto
maneggevole. In definitiva, la AG75 ha dimensioni di poco superiori ad una
Les Paul.
Il corpo č di acero e la tavola č, naturalmente, laminata. Questo vuol dire
che, come per la Gibson ES175 e le sue eredi, la tavola non č stata scavata
in un pezzo di legno massello ma č stata ricavata da due o pių fogli di
legno sovrapposti incollati e piegati a caldo. Come č noto questo
procedimento, meno costoso e pių pratico, incide sul suono dello strumento
non amplificato ma del resto fa parte della filosofia costruttiva delle
arch-top moderne che oramai vengono viste come chitarre elettriche a tutti
gli effetti in cui la cassa vuota serve solo a conferire al suono un timbro
pių morbido e non certo a consentire un impiego dello strumento in contesti
esclusivamente acustici.
Le classiche arch-top con la tavola "carved" cioč scavata nel legno e con
un pieno suono acustico anche senza che vengano amplificate, naturalmente,
esistono ancora (si pensi alla Gibson L5 o alla Super400 o ai modeli
artigianali di Bob Benedetto) ma hanno costi di gran lunga superiori alle
chitarre "laminated".
La finitura Transparent Blue Sunburst č molto bella ed originale (esiste
anche la classica brown sunburst). La finitura dello strumento č
sicuramente curata anche se qua e lā l'occhio indagatore rinviene un paio
di piccole imperfezioni sicuramente perdonabili in uno strumento di questa
fascia di prezzo.
Il binding č pressoché perfetto e circonda anche la tastiera e l'interno
dei tagli ad f di classica forma ibaneziana (cosa che non sempre accade con
gli strumenti di prezzo ridotto).
Il battipenna nero, tolta la pellicola che lo proteggeva si č rivelato
facilmente soggetto ai micrograffi da plettro che naturalmente si vedono
solo in controluce.
Di buona qualitā il ponte munito di dispositivo Tune-O-Matic. La cordiera
che (data la natura hollow della chitarra) č naturalmente a trapezio č
semplice ma al contempo elegante. Nel complesso lo strumento non tradisce
in alcun particolare la fascia economica cui appartiene.
Venendo al manico e alla tastiera, spesso punto dolente degli strumenti di
prezzo basso, anch'essi non tradiscono in alcun modo il basso prezzo di
acquisto. Il manico č in mogano e sufficientemente sottile e comodo. La
tastiera č in palissandro, con i segnatasti a blocchi (e non con i
tristissimi "dots" che si vedono spesso anche su chitarre di livello e
costo superiori) e i tastini di larghezza standard. Nel complesso la
tastiera č scorrevole ma leggermente pių dura degli altri strumenti che
possiedo.
La chitarra viene fornita con le corde raccomandate dalla casa (rw .010 -
.046) che sono in effetti molto adatte e consentono bendings morbidi ma
controllabili. Io dopo alcuni giorni ho comunque sostituito le corde con le
D'Addario fw .011 - .050 ed abbassando convenientemente l'altezza delle
corde (agendo solo sulla barra) la durezza dell'action, pur con la
scalatura superiore, si č attenuata
sensibilmente.
La paletta, circondata anch'essa dal binding, č molto elegante e rifinita,
ma soprattutto merita evidenziare l'ottima qualitā delle meccaniche
assolutamente sorprendente su uno strumento del genere. A prima vista
sembrano le Grover e delle Grover hanno tutto, anche la morbidezza e
progressivitā, all'infuori del marchio ;-)
I Pick Up sono degli Humbucker abbastanza classici e tutto l'hardware č
cromato.
Venendo al suono, ho provato dapprima la chitarra senza collegarla
all'ampli e lo strumento suona egregiamente anche se il volume di suono
(per i particolari costruttivi di cui sopra) č piuttosto ridotto (ma sempre
eccessivo per suonarla alle due di notte in condominio).
Collegata all'ampli, ho trovato all'inizio i pick up molto "squillanti", di
pių, per esempio, di quelli che monta la mia Gibson 335 (che perō hanno
sulle spalle 12 anni di vita). Questo suono piacerā, credo, a chi voglia
impiegare lo strumento in ambiti rock/pop/fusion. Dal canto mio,
prediligendo un suono pių ovattato ho attenuato questa caratteristica con
l'impiego delle corde fw .011; mettendo poi i toni a metā si riesce ad
ottenere con il pu al manico un bel suono ā la George Benson :-) Il pu al
ponte, invece, dā un bel suono chiaro ed elettrico molto adatto in ambito
rock/pop.
Specie con il pu al manico il suono offre quella tipica componente acustica
dele hollow body che consiste in una sorta di "ammortizzazione del
suono", come se la cassa vuota assorbisse le componenti pių dure del suono.
In ogni caso ho trovato il sustain molto buono (per essere una hollow
chiaramente), sicuramente superiore a quello di una chitarra arch-top
"pura" (come puō essere una Epiphone Emperor Regent ad es.).
Anche la cassa stretta influisce sul suono, in quanto lo strumento, anche
distorto, non va facilmente in feed back al contrario, per esempio di una
Epiphone Casino che, pur avendo la cassa molto bassa (come una 335) non
tollera il minimo di distorsione senza partire con laceranti fischi. Questo
conferma che, in linea di massima, č la larghezza della tavola armonica e
non tanto il volume della cassa ad influenzare la tendenza all'effetto
larsen di uno strumento.
Il prezzo č il vero piatto forte. Uno strumento del genere, sensibilmente
migliore di una Epi, ci si aspeterebbe costi attorno ai 5-600 euro, mentre
il costo di listino č di "solo" 344 euro pari cioč a quello di una Epi 175.
Indubbio, pertanto, il notevole rapporto qualitā/prezzo che non ha
paragoni. Naturalmente č esclusa la custodia.
In conclusione uno strumentino molto carino o "coccolo", come si dice a
Trieste, con un suono di tutto rispetto e molto versatile.
Lo consiglio a chi voglia prendersi una hollow body senza spendere cifre
astronomiche ma avendo comunque uno strumento buono per poi passare
eventualmente a strumenti pių impegnativi o anche a chi voglia fare (o
farsi) un bel regalo senza spendere un patrimonio.
Per chi volesse uno strumento pių specifico per il jazz esiste anche la
sorella della AG75 che č la AF75 con stesse caratteristiche ma la cassa
pių ampia (15,5") con conseguente maggior dimensione acustica (e maggiore
soggezione all'effetto larsen).
--
Domingo
http://web.tiscali.it/guitarjazz
lucrocessa...@libero.it
ICQ# 74281872
ci vorrebbe qualché sample.... eh, che ne dici?
:)
ciao,
--
Me lo voglio fare questo regalo, quando il porcellino sarà pieno al punto
giusto.
Ciao
p.s. la vendi? ;))
> p.s. la vendi? ;))
Fossi matto...!!! Io l'ho pagata 330 euro con custodia semimbottita in
omaggio!
--
Domingo
lucrocessa...@libero.it
http://web.tiscali.it/guitarjazz
ICQ# 74281872