Mi fermo qui anche se avrei altri quesiti, ma 9 ? mi sembrano eccessivi.
Ringrazio in anticipo per i consigli.
Ciao
Fabrizio
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Ideaplatonica?..... mah.
Saluti.....Davide
Ciao,
> Un grosso dubbio sulla circolazione dell'aria: esiste qualche sistema di
> ventilazione che permetta il corretto passaggio dell'aria ma allo stesso
> tempo "freni" la trasmissione acustica verso l'esterno ?
Non esiste nulla di pronto.
Tieni presente che:
- maggiore sara' l'area in comunicazione con l'esterno, maggiore sara' l'energia
che potra' uscire.
- minore area=ventole piu' veloci (e quindi rumorose) per muovere lo stesso
volume nello stesso tempo.
Il piu' semplice consiglio che posso darti e' di non far percorrere all'aria un
tragitto rettilineo.
Cerca di fare almeno una U, o un piccolo labirinto, isolando con un pesante
assorbente acustico (fibra+piombo) sia l'interno che l'esterno del condotto.
In questo modo uscira' solo il suono riflesso, con una prevalenza di basse
frequenze.
Purtroppo le basse non potrai abbatterle; dovrai cercare di orientare l'uscita
del tubo verso l'alto, in modo che non crei ne riflessioni ne risonanze col
vicinato.
A quel punto l'unico problema sara' di progettare il condotto a prova di pioggia
; )
Queste sono le stesse norme che si applicano nel progetto di un auditorium in
ambito cittadino.
Buon lavoro!
Cristian Luca Atzori
>Un saluto a tutti.
Ciao.
>Ne approfitto nuovamente, dopo l'acquisto del basso ora è venuto il momento di
>allestire una sala prove.
>Qualche consiglio sui materiali da adottare come isolamento acustico delle
>pareti ?
>Ai miei tempi si usava il classico polistiloro con l'aggiunta dei contenitori
>per uova, penso cha ad oggi si possa fare di meglio.
Sicuro, è principalmente un problema di soldi e di qualità della
manodopera. L'importante è che non ci siano spifferi di alcun tipo: se
usi i pannelli di polistirolo devono formare un tutt'uno, non devono
esserci spiragli. Una piccola fessura in una parete può vanificare
drasticamente la qualità dell'insonorizzazione.
>E per il pavimento ?
>Moquette o lineoleum o..... niente ?
Dato che il locale è interrato non hai bisogno di isolarlo
acusticamente. Al limite puoi vedere se, in seguito, sarà necessaria
una moquette in caso di reverbero troppo lungo.
E' bene, pure, creare un piccolo palco per la batteria: non per
sollevarla, ma per isolarla dal pavimento: quando si percuote la
batteria parte del colpo viene scaricata sul pavimento, che assimeme
ai muri è un ottimo conduttore di suono.
Infatti, anche se appena fuori dalla stanza non si sente niente, è
possibile che la struttura del palazzo stia trasmettendo il tutto al
piano di sopra, proprio lì dove vive quella simpatica vecchietta che
sta alzando il telefono per chiamare l'ufficio di igiene... ;-).
>Il locale, posto sotto il livello stradale con dimensioni di c.a. 6 metri per 4
>con altezza di 5(occorrerà controsoffittare ?),
Le dimensioni vanno bene, sono molto vicine a quelle suggerite da un
certo Sepmeyer (più precisamente dovrebbero essere 6x3,9x4). In questo
modo, non dovendo controsoffittare hai un notevole risparmio, perchè i
controssoffitti comportano risonanze (e quindi rimbombi).
>sarà ricavato da un salone più
>ampio mediante la costruzione di una parete di cartongesso:
>due pannelli da 2,5 Cm affiancati con interposto del materiale isolante, quale
>e in che spessore ?.
Si può arrivare ad attenuare fino a una sessantina di dB montando i
due pannelli su montanti di legno (5x10cm) in modo che ciascuna
struttura (ciascun foglio deve avere la sua) sia separata dall'altra.
In mezzo va interposto materiale fonoassorbente (tipicamente, lana di
vetro, se puoi permettertelo).
Per maggiori dettagli cfr. Everest Alton, Manuale di acustica, Milano,
Ulrico Hoepli Editore, 1996, pp. 132-134.
in ogni caso i due pannelli non doveno formare un'unica struttura:
devono rimanere separati, non devono toccarsi e non devono essere
fissati sulla stessa struttura.
>Qualche consiglio sulla disposizione degli strumenti ? (due ampli-mono-cassa
>per chitarra, uno tastiere, batteria, PA 4 casse + due trombe, un ampi-bi-cassa
>x basso).
Considera, in linea del tutto generale, che una cassa, se messa vicino
a una parete, aumenta la sua sonorità, specialmente per quanto
riguarda le note gravi. Si può, ad esempio, aumentare il rendimento di
una cassa per basso posizionandola in un angolo della stanza rivolta
verso il centro (della stanza).
>Io avrei pensato, per le casse più impegantive come dimensioni(impianto voce),
>la loro disposizione in alto per lasciare il più possibile spazio a terra;
> è una cazzata o si può fare ?
>Preciso che la strumentazione non verrà mai movimentata (utilizzo esclusivo in
>sala).
Se sollevata, la cassa potrebbe risultare maggiormente fastidiosa per
le orecchie. Sta' più attento semmai che non ci siano troppi cavi in
mezzo ai piedi, che sono pericolosi.
>Un grosso dubbio sulla circolazione dell'aria: esiste qualche sistema di
>ventilazione che permetta il corretto passaggio dell'aria ma allo stesso
>tempo "freni" la trasmissione acustica verso l'esterno ?
Come (mi sembra) ti è già stato detto, è opportuno usare condotti
lunghi e aiutarli con una ventola. Alla estremità che dà all'interno
della stanza applichi materiale fonoassorbente molto poroso (la solita
lana di vetro), all'altra estremità, quella che dà all'esterno, monti
una ventola.
Ricorda che la lana di vetro è tossica e va contenuta dentro qualcosa
(ad esempio sacchi di stoffa, nel caso del condotto di ventilazione).
>Ringrazio in anticipo per i consigli.
Spero di esserti stato utile.
A presto.
Sandro. Panormitanense.
Grazie Sandro, ottimi consigli.
Come polistirolo intendi i classici pannelli bianchi ?
Io avevo pensato a quei pannelli preformati (tronchi di piramide) che si usano
nelle camere anecoiche ma, visto i prezzi !!!! (c.a 3,5 ML per tutte le pareti)
mi sono ricreduto.
Ciao, Fabrizio
>
> Ricorda che la lana di vetro è tossica e va contenuta dentro qualcosa
> (ad esempio sacchi di stoffa, nel caso del condotto di ventilazione).
>
Ah ecco....aspettavo di trovare questa fase xche' dopo tutte le volte che l'hai
citata pareva normale il suo utilizzo..
Esistono produttori di materiali edilizi, come la RDB, che vendono lana di vetro
in rotoli perimballati (come una trapunta) rispettando tutte le norme igieniche
contro la formazione di muffe e l'emissione di pulviscolo (altamente
cancerogeno, oltre che irritante), o in panetti formati da un conglomerato di
ldv e un aggregante gommoso ignifugo.
A voi la scelta, ma non usate assolutamente quella venduta sfusa (vale anche per
la lana di roccia).
ciao e ribuonlavoro.
Cristian Luca
>Esistono produttori di materiali edilizi, come la RDB, che vendono lana di vetro
>in rotoli perimballati (come una trapunta) rispettando tutte le norme igieniche
>contro la formazione di muffe e l'emissione di pulviscolo
questa è una cosa veramente molto interessante! mi informo subito sui
prezzi!!!
A presto.
Sandro. Panormitano.
>Come polistirolo intendi i classici pannelli bianchi ?
Di, proprio quelli. Soluzione classica: pannelli di polistirolo e
cartoni delle uova. Ricopri le pareti con il polistirolo (attenzione
alle fessure!), possibilmente lasciando una intercapedine fra pannelli
e muro (in modo che, essendo separati, vi sia una minore trasmissione
alla parete). I cartoni vanno incollati con il silicone, altrimenti la
colla si mangia il polistirolo.
>Io avevo pensato a quei pannelli preformati (tronchi di piramide) che si usano
>nelle camere anecoiche ma, visto i prezzi !!!! (c.a 3,5 ML per tutte le pareti)
>mi sono ricreduto.
Si, infatti. I consigli che ho voluto darti sono quelli che danno
risultati discreti con una spesa minima. Poi, potendo spendere di più,
ci sono soluzioni già pronte, alcune veramente molto valide.
A presto.
Sandro. Panormitanense.
>L'importante è che non ci siano spifferi di alcun tipo: se
>usi i pannelli di polistirolo devono formare un tutt'uno, non devono
>esserci spiragli. Una piccola fessura in una parete può vanificare
>drasticamente la qualità dell'insonorizzazione.
Mi sono ricordato: per chiudere tutti gli spiragli (ad esempio quelli
che sicuramente si creeranno lungo il bordo della parete) puoi usare
una cosa bellissima che è la schiuma poliuretanica. E' venduta in
bombole da 750ml, costano intorno alle 10Klit (oppure 5euro, minchia
l'Europa!), la spruzzi lungo lo spigolo con lo spiraglio e questa,
espandendosi, vi si in infila dentro e lo chiude. Ottima, economica e
funziona.
Mi raccomando, leggi attentamente le modalita' d'uso. Il risultato del
lavoro dipende principalmente da questo.
A presto.
Sandro. Il panormitanista.
> On Fri, 28 Sep 2001 14:23:29 GMT, sandroNO....@liberoAM.it
> (Sandro) wrote:
>
> Mi sono ricordato: per chiudere tutti gli spiragli (ad esempio quelli
> che sicuramente si creeranno lungo il bordo della parete) puoi usare
> una cosa bellissima che è la schiuma poliuretanica. E' venduta in
> bombole da 750ml, costano intorno alle 10Klit (oppure 5euro, minchia
> l'Europa!), la spruzzi lungo lo spigolo con lo spiraglio e questa,
> espandendosi, vi si in infila dentro e lo chiude. Ottima, economica e
> funziona.
Un grazie di cuore a tutti per l'interessamento e i consigli.
Buona l'idea dell'utilizzo della schiuma, non ci avevo pensato.
L'avevo utilizzata tempo fa per adattare l'interno di una custodia ridida
per il basso con ottimi risultati, il "bimbo" rimane ben avvolto e saldo
all'interno.
Un ciao a tutti
> Esistono produttori di materiali edilizi, come la RDB, che vendono lana di
vetro
> in rotoli perimballati (come una trapunta) rispettando tutte le norme
igieniche
> contro la formazione di muffe e l'emissione di pulviscolo (altamente
> cancerogeno, oltre che irritante),
E provoca anche la silicosi.
> o in panetti formati da un conglomerato di
> ldv e un aggregante gommoso ignifugo.
>
> A voi la scelta, ma non usate assolutamente quella venduta sfusa (vale
anche per
> la lana di roccia).
Se si usa la lana di roccia, anche se confezionata a regola d' arte, bisogna
sempre pretendere dal fornitore un certificato che ne attesti la non
radioattività. E' molto importante, in quanto non mi pare il caso di
pigliarsi delle malattie solo per insonorizzare un locale!
Wiz