Grazie a tutti coloro che risponderanno, salvandomi dai propositi di
amputazione :-D
Edoardo
Il primissimo esercizio è suonare.. non a casaccio però.. quando vuoi fare
esercizi sul mantenimento della posizione base suoni quello che vuoi, molto
molto lentamente (i quarti a 60 di metronomo) e facendo attenzione a rendere
le note più uguali e uniformi possibile.
Ti avverto subito che ci vogliono carrettate di pazienza.. è come una dieta:
non devi mai essere ansioso di vedere subito i risultati, tu devi farlo solo
perché è da fare. Se non stai lì ogni giorno a cercare dei miglioramenti
allora fra mesi ti renderai conto che qualcosa è cambiato. Io ho suonato da
autodidatta per tre anni prima di cominciare ad andare a lezione, e quando
ho cominciato a lavorarci quindi non ero a digiuno completo di tecnica base.
Beh c'è voluto veramente un botto di tempo (un anno e mezzo forse) prima di
notare evidenti miglioramenti, e tutt'ora comunque non riesco a piazzare le
dita appena dietro il fret, posizionate bene a martelletto e in maniera
naturale e immediata..
Per quanto riguarda esercizi "fisici" (stretching e/o piccoli carichi di
lavoro per i muscoli delle dita): c'è chi dice che sono pericolosi e basta
un ninete per farsi male (e forse in parte è vero); io comunque con molta
pazienza ho provato a fare qualcosa e mi è sembrato che talvolta servissero
e talvolta fossero inutili.
Una cosa che puoi fare: allargare medio e anulare della mano che sta sulla
tastiera (sinistra per i destri), dolcemente. Io lo facevo usando l'altra
mano. Fai molta attenzione alla delicatezza.. basta poco per farsi male..
non devi MAI avvertire fastidio, solo un leggero allungamento.
Un'altra: prendi un elastico e lo metti tra medio e anulare, dita stese, e
poi apri e chiudi. Anche qui: fai molto piano, parti con tre o quattro
ripetizioni e poi cerca di sentire se avverti fastidi.. se ti sembra di non
aver fatto niente prova con cinque o sei.. appena avverti il lavoro non
aumentare con le ripetizioni, hai trovato il numero giusto per ora. Fai una
o due serie ogni tanto, ma mi raccomando: non avere mai fretta di aumentare
le ripetizioni o di arrivare chissà dove, se ti fai male poi guarire è un
calvario..
Puoi fare lo stesso anche con anulare e mignolo.
NB: con questi esercizi non è che aprirai e chiuderai la mano come se fosse
una tenaglia.. qualcosa fanno, ma la tecnica e la scioltezza nel suonare
viene dall'aver molta esperienza, dall'aver suonato tanto e da mille cose
che con lo strumento non centrano e centrano con la tua testa..
Ciao,
Luca.
> Il primissimo esercizio è suonare.. non a casaccio però.. [CUT]
> Ti avverto subito che ci vogliono carrettate di pazienza.. è come una dieta:
> non devi mai essere ansioso di vedere subito i risultati, tu devi farlo solo
> perché è da fare. Se non stai lì ogni giorno a cercare dei miglioramenti
> allora fra mesi ti renderai conto che qualcosa è cambiato. [CUT]
> Beh c'è voluto veramente un botto di tempo (un anno e mezzo forse) prima di
> notare evidenti miglioramenti, e tutt'ora comunque non riesco a piazzare le
> dita appena dietro il fret, posizionate bene a martelletto e in maniera
> naturale e immediata..
Innanzitutto grazie per la risposta: utile e, fortunatamente,
confortante. Pazienza credo di averne e di tempo me ne sono dato
abbastanza, ovvero "tutto quello che servirà".
Suono da 6 anni il sax, chiaramente gli obiettivi cambiano con il tempo
e nel breve periodo mi sembra di non migliorare mai; ma se ripenso a
quello che facevo solo 2-3 anni fa mi accorgo di aver fatto parecchia
strada, pur suonando poco (da 2 a 6-8 ore la settimana, se il lavoro e
il resto lo permettono). Lì la pazienza è stata necessaria per altro
(per esempio, per avere un suono dignitoso), ma la dedizione e la
costanza non sono mai mancati.
Il mio maestro mi ha sempre ricordato (e tuttora continua a farlo) che
gli esercizi, soprattutto quelli "palestra" (chiamo così quelli molto
monotoni e ripetitivi, normalmente poco "musicali"), DEVONO sempre
essere fatti avvertendoli - in qualche modo - "faticosi": la "fatica"
deriva però da quanto siamo attenti a curare gli obiettivi
dell'esercizio, perchè quando vengono eseguiti in modo routinario,
quasi automatico, non servono a nulla.
Per questo motivo voglio credere che le mie dita della mano sinistra,
un po' "ingovernabili", abbiano solo bisogno di essere pazientemente
educate, così da superare la non naturalezza del gesto, i vari
dolorini e quell'anulare che sembra voler fare la curva al contrario
proprio per farmi arrabbiare (e ci scappò pure la rima!).
Grazie davvero, anche per le dritte sulla "ginnastica": seguendo il tuo
consiglio, non ne abuserò, concentrandomi piuttosto sugli esercizi con
lo strumento. Niente amputazione, dunque; almeno per ora... :-D
Edoardo
Si in questo senso sono d'accordo
>i vari dolorini
Occhio ai dolorini, mi raccomando.. quando sei stanco fermati.. il basso è
uno strumento bastardo.. nessuno te lo insegna ma andrebbe studiato con la
stessa puntigliosità del contrabbasso (e n generale degli strumenti
classici)
> Occhio ai dolorini, mi raccomando.. quando sei stanco fermati.. il basso è
> uno strumento bastardo.. nessuno te lo insegna ma andrebbe studiato con la
> stessa puntigliosità del contrabbasso (e n generale degli strumenti
> classici)
Che cosa intendi?
Io per ora, e finchè me lo potrò permettere, preferisco fare questi
esercizi a più riprese (per esempio, 2-3 volte al giorno per max 10-15
minuti, oltre penso comincerei davvero a sentire male, mentre ora
avverto solo formicolii, un po' di calore e l'indolenzimento tipico di
qualcosa che non hai mai mosso in quel modo), alternandoli a quelli -
meno impegnativi fisicamente - per la mano destra.
Non capivo la "puntigliosità"...
Edo
Precisione.. cura.. non so come dire.. negli strumenti di musica classica te
lo dicono che le dita dovrebbero stare così e così.. e che devi stare così e
così.. e che devi fare attenzione qui e qui e a questo e quest'altro punto
del corpo.. e ci stai verametne su queste cose, che sembrano putigliosità
eccessive, ma sono importanti.. e ti ci fanno lavorare su fin che davvero
non lo fai alla perfezione..
Nel basso elettrico non ho trovato insegnanti così.. magari ti dicono "cerca
di tenere le dita abbastanza a martelletto", ma poi se non ti viene naturale
non ti ci fanno stare su per due anni, intanto che comunque vai avanti e fai
il resto, fin che non si vede che adesso l'esercizio lo fai proprio bene e
ne sei completamente padrone.. ho avuto come la sensazione che certe cose le
considerassero "sottigliezze".. e forse all'inizio lo sono.. ma poi quando
vuoi crescere troppe "sottigliezze" lasciate al caso ti limitano..
Ad esempio: uno come Jaco ha un'esecuzione PERFETTA.. arriva dove vuole con
le mani, le dita cadono come delle martellate sul manico, precisissime,
senza mai una sbavatura, arrivano a fare pressione una frazione di
millisecondo prima del colpo della mano destra.. ed è questa precisione e
questa incredibile scioltezza che gli permette di fare quello che vuole..
magari lui non è stato puntiglioso come un maestro di musica classica con se
stesso, magari gli veniva naturale facendo un po' di esercizio. non so...
però la tecnica è per lo più una cosa che si allena.. con la dovuta forza
d'animo.. :P
Una cosa semplice semplice: hai messo delle 40-100 (DR Marcus Miller) o
addirittura delle Ernie Ball azzurre (40-95)? Cambia tantissimo e
iniziare è più facile. Io ho avuto problemi non banali agli inizi,
come un "dito a scatto", cioè un'infiammazione dei tendini. Tutto
questo perché dopo decine di anni di bending sulla chitarra ho tentato
innocentemente un bending sulla seconda corda.
Perdonami ma abbassati per un momento a livello super-dummy :-)
Le corde sono quelle che erano già montate (il basso è un Ibanez
GSR180) e non ho idea di quali possano essere. Se c'è un modo per
riconoscerle...
Riguardo all'infiammazione, intendi alla mano sinistra? Se però è
così, non riesco a capire perchè possano fare la differenza... Puoi
essere più preciso?
In ogni caso, ieri ho provato a curare di più la posizione del polso,
evitando di fargli fare un bell'angolo retto (o quasi). Finchè sono
sulla quarta e sulla terza corda, riesco a tenere una posizione
rilassata, con il polso quasi dritto; sulla seconda, e soprattutto
sulla prima, un po' di angolo mi risulta necessario. Complessivamente,
però, meno affaticamento e dolorini vari.
Non so se siano soltanto masturbazioni mentali, però guardando qualche
filmato trovato in rete non ho mai visto polsi troppo piegati...
Grazie, mi scuso per il bombardamento di domande!
Edo
è importante imparare con un'impostazione ed una postura corrette; quando si
raggiunge poi padronanza dello strumento, è altresì importante modificare
soprattutto la postura per andare incontro alla propria fisicità e
assecondare la struttura del proprio fisico, perchè andare "contro" al
proprio fisico può risultare molto dannoso.
faccio un esempio: io stesso ho avuto modo di studiare con un grande
strumentista italiano, il quale mi ha impostato con un basso decisamente
"ascellare", ovvero come lo porta lui. sta di fatto che poi, col tempo, ho
dovuto far scendere lo strumento di un buon palmo (vuoi perchè sono più alto
di lui, vuoi perchè lui è uno scoiattolo di 60 Kg e io un gorilla da un
quintale...). idem dicasi per la mano sinistra, correttamente impostata "a
cavolo", salvo poi negli anni raggiungere una impostazione leggeremente
differente (cioè molto inclinata sull'asse "parallelo" al manico) per venire
più in contro alle mie dita molto corte e tozze.
> ho avuto come la sensazione che certe cose le considerassero
> "sottigliezze".. e forse all'inizio lo sono.. ma poi quando vuoi crescere
> troppe "sottigliezze" lasciate al caso ti limitano..
no, non sono sottigliezze, solo che l'impostazione, come dicevo, va
parzialmente rielaborata in relazione alla propria struttura fisica, e
spesso gli insegnanti si trovano un po' all'empasse di fronte a certe
questioni.
naturalmente non andrebbero lasciate "al caso" queste cose.
> però la tecnica è per lo più una cosa che si allena.. con la dovuta forza
> d'animo.. :P
esatto, raggiungere una buona precisione nell'esecuzione (tenendo conto
anche di raggiungere padronanza delle varie tecniche: finger style, slap,
tapping, apojando, e chi più ne ha, più ne metta...) è solo questione di
allenamento, di fare "palestra" sullo strumento. l'importante è non
scoraggiarsi all'inizio. poi con gli anni, ciascuno arriva ad elaborare una
propria "routine" quotidiana di esercizi per mantenersi "in forma". quindi,
orsù, giuovinotti, non deprimetevi e continuate ad esercitarvi!
/SPAM mode on :
per chi fosse interessato impartisco lezioni di strumento in zona Milano
nord a prezzi onesti :)
/SPAM mode off.
Wiz
> Riguardo all'infiammazione, intendi alla mano sinistra? Se però è
> così, non riesco a capire perchè possano fare la differenza... Puoi
> essere più preciso?
Beh, avevo tentato un bending usando l'anulare da solo e un tendine
deve averlo trovato un po' troppo macho come esercizio. Col tempo mi è
passato tutto e faccio anche di peggio adesso.
> In ogni caso, ieri ho provato a curare di più la posizione del polso,
> evitando di fargli fare un bell'angolo retto (o quasi).
Se il polso è ad angolo retto stai sbagliando tutto e la posizione non
è a cavolo, ma a $&%&% :-)
Metti la mano davanti a te e piega il medio verso il palmo della mano.
Domandati dove si trova il muscolo che piega il dito.
Non è nel dito stesso, quelli servono solo ad arcuarlo. Il muscolo è
nell'avambraccio e vedrai molto chiaramente l'avambraccio che si muove
quando fletti un dito.
Come fa il muscolo nell'avambraccio a tirare il dito nella mano? Ci
sono dei tiranti, i tendini, che collegano il dito al muscolo.
Tutti questi tiranti passano per il polso e, come è logico passano in
un tubo, altrimenti il polso si allargherebbe quando fletti le dita.
Questo è il tunnel carpale.
Il tunnel carpale si stringe quando pieghi il polso.
Capito perché non è bello fare un'attività in cui flettere le dita
è la cosa principale con il polso piegato?
Ergo, prendi la tracolla e regolala in modo di avere il basso non più
di una spanna sotto il mento, anzi per iniziare ancora meno. Alza la
paletta del manico fino a guardare negli occhi il capotasto. Vedrai che
se suoni così il polso non è più costretto a fare la penitenza.
Guardati allo specchio e metti la mano davanti alla tastiera cerca di
capire in quale posizione la mano sta naturalmente allineata coi tasti.
Certo non è fico suonare così. D'altra parte chi tiene il basso sopra
il ginocchio probabilmente suona solo in prima posizione tenendo la
paletta molto vicino alla spalla, altrimenti sai che dolori.
Il GSR180 mi sembra di stretta osservanza Fender, due single coil e 20
tasti e dovrebbe avere un equilibrio corretto.
Billy Sheehan consigliava in un video di tenere il basso in modo che
stia nella stesssa posizione in piedi e da seduto, così non devi avere
due impostazioni o scoprire quando suoni in piedi che le tue mani sanno
il pezzo in quell'altra posizione.
Sono perfettamente d'accordo.. quando sei padrone delle cose che ti hanno
insegnato poi ognuno se le adatta al proprio corpo e a come preferisce
suonare.. ma dubito che anthony Jackson, per sbagliata che sia la sua
tecnica rispetto a quello che ti insegnano, non sia in grado di mettersi lě
con la mano a cavolo e la mano destra normale e farci il culo a tutti...
Ciao,
Luca.
Un saluto a tutti
Edoardo
> Grazie a tutti coloro che risponderanno, salvandomi dai propositi di
> amputazione :-D
dove metti il pollice sul manico? e dove lo mette la tua
ragazza (e non diamo adito a doppi sensi, please...)?
può essere quella la chiave di lettura...
> dove metti il pollice sul manico? e dove lo mette la tua
> ragazza (e non diamo adito a doppi sensi, please...)?
> può essere quella la chiave di lettura...
Raramente mi viene da "avvolgere" il manico facendolo spuntare verso la
prima corda, diciamo che normalmente il polpastrello si appoggia a
metà del manico o poco sopra. In questo senso, sono stati utili alcuni
video che ho osservato in giro per il web.
Piuttosto, mi è impossibile tenere il pollice dritto (con la prima
falange allineata alla seconda) e parallelo ai fret, come ho visto in
un caso. Quasi sempre lo tengo con la prima falange un po' piegata e un
po' inclinato, diciamo 45 gradi a nord-est :-) per capirci. Così lo
trovo più naturale e mi sembra di fare meno sforzo.
Ieri è stato qui un amico che strimpellava discretamente la chitarra e
ha strimpellato qualcosa. Ho guardato con curiosità e attenzione la
sua postura, osservando che in molte situazioni il suo polso è più
piegato del mio.
Questo andrebbe a confermare che è anche un po' questione di
abitudine, a patto di sentirsi in una posizione abbastanza rilassata e
non troppo innaturale. A supporto di questo c'è anche il fatto che
ieri ho esercitato la mano sinistra per una mezz'ora abbondante e alla
fine (a parte il primo minuto, in cui l'ho dovuto sciogliere un po')
non ho praticamente avvertito dolori o fastidi, a differenza dei giorni
precedenti.
Per quanto riguarda la mia ragazza (che sta provando a imparare insieme
a me), sta seguendo la mia stessa impostazione.
Edo