*DOMANDE*
1) Quali sono le principali fonti di informazione sul basso?
2) Cosa si deve cercare nell'acquisto del primo basso e del primo
amplificatore?
3) Qual'è l'accordatura standard del basso?
4) A quali note "italiane" corrispondono le note "inglesi"?
5) Cos'è la tablatura (tab)?
6) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della tablatura?
7) Dove posso trovare delle tablature?
8) Chi sono i principali produttori di bassi? Quanto costano i loro
prodotti? Come posso contattare un costruttore in particolare?
9) Quali sono dei buoni testi sul basso?
10) Come si scrive e si legge la musica per basso?
11) Come sono accordati i bassi a 5 e 6 corde? Quali i loro vantaggi e
svantaggi? E i bassi a 8 e 12 corde?
12) Perchè accordare un basso per quinte?
13) Qual'è la differenza fra preamplificatore e amplificatore?
14) Cos'è la biamplificazione e come funziona?
15) Come posso sistemare il basso (altezza delle corde, intonazione, ecc.) ?
16) Qual'è la differenza fra i vari tipi di corde?
17) Come funziona un pickup? Quali sono le differenze fra i vari tipi?
18) Come posso registrare il basso su nastro?
19) Cos'è l' "emulazione" di un ampli o di un altoparlante?
20) Quali sono i più diffusi effetti per il basso e cosa fanno? Gli effetti
per chitarra sono diversi? In che ordine dovrei connetterli?
PROSSIMAMENTE
21) Qual'è la differenza fra elettronica analogica e digitale?
PROSSIMAMENTE
22) Cosa significano i dati sull'amplificatore e sugli altoparlanti? Cos'è
un watt, o un ohm? Quali fattori devo considerare quando connetto
l'amplificatore agli altoparlanti?
23) Devo suonare con il plettro o con le dita?
PROSSIMAMENTE
*RISPOSTE*
1) Quali sono le principali fonti di informazione sul basso?
Sulla rete (non commerciali):
Esiste una rivista elettronica (in lingua inglese), inviata tramite email e
dedicata al basso, The Bottom Line. Viene distribuita sulla base del
materiale ricevuto dai sottoscrittori. Per iscriversi a The Bottom Line, o
per altra corrispondenza amministrativa, basta spedire a
majo...@magpie.com un messaggio contenente termini quali "help," "info
bass-digest," o "subscribe bass-digest". L'indirizzo per sottoporre un
articolo alla pubblicazione è ba...@magpie.com. Non spedire corrispondenza
personale a questi indirizzi.
Moltissimi sono i siti dedicati al basso, di cui alcuni offrono lezioni (in
tablatura e non), audio e talvolta video. In italiano.
MegaBass
http://www.megabass.it
Per una panoramica selezionata si può partire da
http://www.harmony-central.com/Bass/#sit o da pagine come le seguenti, in
inglese:
Robby Gardner
http://web2.airmail.net/moonbase/bass.htm
Bass Lobster
http://www.aic.se/basslob/
Bob Gollihur's Upright Bass Page (contrabbasso)
http://www.gollihur.com/kkbass/dbt.html
The Libster
http://www.libster.com/
Wheat's BassBook 4.01
http:/www.wheatdesign.com/bassobook/
Grande raccolta di link
http://www.basssick.com/bplist.html
Il gruppo di discussione in italiano sul basso è
it.arti.musica.strumenti.basso, e due sono i gruppi di discussione in
inglese (salvo rari casi viene accettato anche un inglese approssimativo),
rec.music.makers.bass e alt.bass, . Il primo è stato creato per rimpiazzare
i gruppi alt, che sono però rimasti attivi generando qualche confusione. Non
esiste un gruppo dedicato alle tablature per basso che generalmente vanno
richieste e fornite su RMMB. rec.music.makers.guitar.tablature è per lo più
dedicato alle tablature per chitarra.
Rec.music.makers.bass è nato per soddisfare le richieste di bassisti
elettrici ed acustici. I generi comunemente discussi sono rock, funk e jazz
ma tutti i generi che prevedano un ruolo per il basso sono benvenuti.
Evita di lanciare provocazioni del tipo "Chi è il miglior bassista di tutti
i tempi" e "Chi è lo strumentista più musicale". Questi argomenti non
lasciano possibilità di discussione e scambio di esperienze. Le risposte
sono del tipo "Senza dubbio: Paul McCartney" e durano mesi. Da evitare anche
le classiche "Quali sono le corde migliori", "Qual'è il miglior ampli per lo
slap", "Qual'è il miglior basso per il punk" a meno che tu non debba
veramente chiederlo.
I messaggi relativi alla strumentazione sono i più frequenti. Alcuni
argomenti compaiono periodicamente (ad esempio molti desiderano chiarire
questioni relative all'impedenza dell'uscita). Scorri questa lista per
trovare una risposta alla tua domanda prima di porla al NG.
RMMB non ha scopi di lucro. Se vuoi vendere strumentazione di tua proprietà
in paesi di lingua inglese (ma è improbabile) o pubblicizzare la tua
attività commerciale, solamente se relativa al basso, sii gentile e fa
precedere l'oggetto del messaggio da FS: (for sale, in vendita).
Sulla rete (commerciali):
L'unico riferimento italiano sembra essere il sito della rivista Chitarre.
Molto più ampio il panorama in lingua inglese: le riviste americane, Bass
Player e Bass Frontiers, sono presenti sulla rete, come l' inglese Bassist.
Americana è anche Bassics (nata nel 1995 da una newsletter indirizzata agli
insegnanti di basso).
In francese il sito della rivista Guitar & Bass. In tedesco quello della
rivista Gitarre & Bass.
A stampa:
In Italia sono dedicate al basso alcuni sezioni della rivista Chitarre e di
Guitar Club. Per chi legge l'inglese Bass Player e Bass Frontiers forniscono
notizie e interviste su bassisti famosi e non, recensioni sulla
strumentazione, rubriche per lo studio e trascrizioni di linee e soli di
basso, spesso con le relative tablature.
Bass Player in Italia si trova nelle edicole internazionali (spesso in
quelle delle più grandi stazioni ferroviarie) e in alcuni negozi di
strumenti.
Ci si può abbonare a ciascuna di queste riviste tramite i rispettivi siti.
Molte riviste dedicate alla chitarra hanno una rubrica sul basso, a cui
occasionalmente dedicano articoli e tablature.
2) Cosa dovrei cercare al momento dell'acquisto del mio primo basso e
amplificatore?
Il modello usato dal bassista preferito non dovrebbe essere un elemento
guida nell'acquisto. L'estetica non influisce sul suono anche se è
importante essere attratti dallo strumento, avere voglia di imbracciarlo.
Per il basso si dovrebbero considerare tre aspetti: comfort, suono e prezzo.
Comfort. Dovresti essere in grado di maneggiare lo strumento con facilità.
Le abitudini prese sul primo strumento ti seguiranno sugli altri. Ecco
perché dovresti acquistarne uno che non ti causi dolori alle mani, sul quale
si riesca a raggiungere facilmente qualsiasi posizione sulla tastiera e che
non sia troppo pesante o con i pesi mal distribuiti. Ricorda che sul basso
elettrico si può sistemare l'altezza delle corde dalla tastiera. Se pensi
che siano troppo alte o troppo basse chiedi al negoziante di sistemarle per
te. Un manico piegato o dei tasti maldisposti sono molto più difficili da
sistemare e strumenti con questi problemi andrebbero scartati.
Suono. Pensa allo stile che ti interessa. Vuoi suonare jazz, rock, reggae...
? Vuoi usare le dita, una pennetta, slappare? Trova un basso che suoni bene
nello stile che ti interessa. Se vuoi suonare blues non preoccuparti se lo
strumento ha un cattivo suono quando slappi; se vuoi suonare funk non
dovrebbe interessarti molto il suono ottenuto con la pennetta. Ma se ti
interessano stili diversi hai bisogno di uno strumento versatile. La prima
cosa da fare è ascoltare il suono dello strumento senza collegarlo
all'amplificatore. Nella grande maggioranza dei casi il basso è fatto di
legno, materia viva e, anche a parità di modello, ogni pezzo è unico: tieni
l'orecchio vicino alle corde e suona una nota (se vicino a te non c'è
qualcuno che prova una Stratocaster distorta... ). Se non suona "bene"
probabilmente nessun amplificatore lo farà suonare meglio. L'equalizzazione
di un amplificatore offre comunque moltissimi modi di trattare il suono
"acustico" di un basso elettrico.
Prezzo. Alcuni strumenti perdono valore monetario appena fuori dal negozio.
Le marche più famose, che non sono necessariamente le migliori, ne perdono
meno. Se hai intenzione di passare in futuro ad uno strumento migliore
vendendo il primo, assicurati che questo abbia un valore di mercato.
Attenzione però: ci si può pentire di vendere uno strumento e magari fare di
tutto per riaverlo.
Per quanto riguarda l'amplificatore, gli aspetti centrali sono: suono, peso
e potenza.
Il suono è ovviamente importante. Assicurati la possibilità di modificare il
suono attraverso l'equalizzazione: guadagno o "gain", toni, equalizzatore
grafico e/o parametrico, eventuali interruttori "bright" o simili. Più bande
di equalizzazione sono presenti, più ampie sono le possibilità di modificare
il suono (nel bene e nel male). Importante poi la grandezza
dell'altoparlante. In generale un cono grande (15 o 18 pollici di diametro)
trasmette meglio le frequenze basse e coni più piccoli (2 o 4 da 10 pollici)
rispondono con più prontezza e sono ovviamente più leggeri.
Ampli più pesanti suonano generalmente meglio ma sono difficili da
trasportare. Le ruote risolvono alcuni problemi (non certo le scale). Prima
di acquistare un ampli sollevalo e valutane la trasportabilità.
La potenza di un ampli è correlata al volume che può produrre, oltre che al
costo e al peso. Per studiare bastano pochi watt (è bene misurare i watt RMS
e non la potenza massima; generalmente i watt RMS sono metà della potenza
massima). Per suonare in un gruppo c'è bisogno di non meno di 50 watt per il
jazz, e almeno 100 per affiancare un batterista rock. Dal vivo l'ampli
dovrebbe essere più potente, anche se generalmente funziona come monitor e
il segnale viene amplificato e inviato alle casse rivolte al pubblico. Va
ricordato che due ampli con lo stesso wattaggio possono produrre volumi
differenti a seconda dei materiali usati e della qualità degli altoparlanti.
La potenza dichiarata dal costruttore non dà la certezza che il volume sia
sufficiente. In ogni caso ricorda che cambiare un ampli è molto più facile
che cambiare un basso.
Nuovo e usato:
I bassi usati costano spesso metà di quelli nuovi e difficilmente presentano
problemi nascosti. L'aiuto di un bassista esperto dovrebbe bastare a
valutare la bontà di uno strumento (non solo usato ovviamente) e ad evitare
di acquistare uno strumento economico ma inutilizzabile.
Gli ampli usati rivelano eventuali problemi ad un primo ascolto (come la
totale mancanza di segnale o un forte ronzio). Per la loro generale solidità
non sono molto più a buon mercato di quelli nuovi, ma un'occhiata all'usato
non guasta.
Dovresti provare il maggior numero possibile di bassi e amplificatori prima
di acquistarne uno. Anche fra strumenti ed apparecchi economici alcuni ti si
adatteranno più di altri. Le indicazioni di amici e negozianti sono e
restano opinioni personali valide quanto la tua. Una volta individuato uno
strumento che ti soddisfa, cercane il prezzo migliore presso tutti i
negozianti che conosci. Potresti risparmiare parecchio. Alcuni sono disposti
a trattare sul prezzo, in particolare in presenza di contanti, e un prezzo
già buono può scendere del 10% o più. Puoi cercare di trattare anche se i
modelli sono di marche differenti, menzionando esplicitamente la tua
indecisione fra quel modello e uno di altra marca più economico, disponibile
presso un altro fornitore (ovviamente senza provocare il negoziante).
Ricorda infine che acquistare sia il basso che l'ampli dallo stesso
negoziante può portare ad un ulteriore sconto.
Quando provi uno strumento il negoziante potrebbe cercare di farti suonare
su un ampli costoso. Ciò può creare false impressioni. Dovresti cercare di
utilizzare un'accoppiata che hai intenzione di acquistare. Questa
indicazione vale anche nel senso opposto. È inutile provare un ampli
economico con un basso costoso. Portati il tuo strumento o utilizza il
modello più vicino a quello che hai intenzione di acquistare.
3) A quali note "italiane" corrispondono le note "inglesi"?
Le note inglesi sono A=La, B=Si, C=Do, D=Re, E=Mi, F=Fa, G=Sol. Per la sua
facilità nell'indicare accordi in sigla e nelle tablature, la sequenza delle
note "inglesi" è di gran lunga la più diffusa nel mondo.
4) Qual'è l'accordatura standard del basso?
In breve (basato sulla versione inglese di James Martin)
L'accordatura standard di un basso a quattro corde è: Mi La Re Sol. Per
raggiungere note più basse a volte si abbassa il Mi a Re. Esiste anche un
dispositivo, l'Hipshot Bass Extender, che si sostituisce alla chiavetta con
cui accordare la corda più grossa. L'Hipshot presenta una levetta che
permette di annullarne l'effetto tornando all'accordatura tradizionale.
Tale dispositivo è inutile sui bassi a cinque corde che perlopiù sono
accordati secondo la sequenza Si Mi La Re Sol. Alcuni preferiscono lasciare
un Mi come corda più grossa e utilizzare un Do alto, secondo la sequenza Mi
La Re Sol Do, per estendere il registro superiore.
I bassi a sei corde estendono sia il registro alto che quello basso secondo
la sequenza: Si Mi La Re Sol Do.
La Conklin Guitars e altre case hanno distribuito (a volte solo su
richiesta) strumenti a sette corde con un ulteriore corda Fa ad estendere il
registro superiore.
Nozioni di fisica dei suoni
L'altezza di un suono si misura in hertz (hz). Il La sopra il Do centrale
del pianoforte va accordato convenzionalmente a 440 hz. La corda La di un
basso produce un suono inferiore di tre ottave. Dal momento che la frequenza
si dimezza per ogni ottava discesa la frequenza dell'La prodotta dalla corda
vuota dovrebbe essere 55 hz (440:2=220; 220:2=110; 110:2=55).
Le altezze delle altre note si possono ottenere in due modi. Secondo
l'accordatura naturale o secondo il sistema temperato.
L'accordatura naturale si basa sul fatto che un accordo maggiore suona nella
maniera migliore se il rapporto fra le frequenze è esattamente 4:5:6:8.
Perciò un accordo maggiore che avesse come nota fondamentale un La 440 hz
presenterebbe queste frequenze: La 440 hz, Do# 550 hz, Mi 660 hz, La 880hz.
Il basso è accordato per quarte giuste e, come si nota nel rapporto fra le
note Mi e La dell'esempio qui sopra, le frequenze di due note che formano un
intervallo di quarta giusta sono 6:8 (o 3:4). Usando questo rapporto, e
sapendo che il La prodotto dalla corda vuota vibra a 55hz, si può
individuare la frequenza delle altre corde moltiplicando o dividendo per 4/3
o 1.33333.
Il problema dell'accordatura naturale è la sua incoerenza interna. Secondo i
rapporti descritti sopra si possono produrre diverse frequenze "giuste" per
la stessa nota. Ad esempio, partendo da un La 440, si individua la frequenza
del La dell'ottava successiva in 880hz, secondo il rapporto 4:8.
Egualmente valido sarebbe il ragionamento che segue. Il Do# sopra il La 440
dovrebbe avere un rapporto di 5:4 con quel La, perciò la sua frequenza
dovrebbe essere 550 hz. Partendo da quel Do# è possibile costruire un
accordo maggiore di Do# che avrebbe un Fa come sua terza. Il rapporto fra
Do# e Fa deve essere 5:4, perciò quel Fa dovrebbe vibrare a 550x(5/4) =
687.5hz. Allo stesso modo un accordo maggiore di Fa avrebbe un La come sua
terza che, secondo il solito rapporto di 5:4, dovrebbe vibrare a 687.5 *
(5/4) = 859hz, una frequenza decisamente lontana dagli 880 hz individuati
col metodo precedente. Se in uno strumento accordaste il Fa a 687hz e il La
a 880 un accordo maggiore di Fa suonerebbe molto stonato.
La soluzione, resa canonica da Johann Sebastian Bach, è di calare
leggermente la frequenza "naturale" di ogni nota per "temperare" gli errori.
Ciascun accordo è leggermente stonato ma nessun accordo lo è molto, ed è
così possibile suonare in qualsiasi tonalità. Il "Clavicembalo ben
temperato" di Bach, che utilizza tutte e dodici le tonalità, è stato scritto
per dimostrare l'utilità del sistema temperato.
La formula che regola il sistema temperato si basa su una divisione
dell'ottava in 12 suoni equidistanti. Il rapporto fra le altezze di due note
che sono N semitoni distanti è dato da:
2^(N/12)
Questa formila permette un'accordatura precisa dell'ottava. Essendoci 12
semitoni fra due note distanti un'ottava: 2 ^ (12/12) or 2^1, or 2. Il
vantaggio di questa formula risiede nella precisione con cui indica
l'altezza di una nota, al di là della nota da cui si parte per calcolarla.
Il rapporto di terza maggiore è dunque: 2^(4/12) or 1.260. A partire da un
La 440 si individua un Do# = 554, Fa = 698, La = 880, poiché:
1.26^3 = [2^(4/12)]^3 = 2^(12/12) = 2.
Per una quarta giusta, un distanza di 5 semitoni, la formula rende un
rapporto di 2^(5/12) o 1.33484. Questo risultato è di poco superiore al
rapporto di 1.33333 dato dall'accordatura naturale, una differenza
trascurabile nella pratica.
Tornando alla domanda di partenza: la frequenza di una corda La è 55hz, e la
frequenza delle altre, in un basso a 6 corde, è:
Si Mi La Re Sol Do
naturale - 30.938 41.250 55.000 73.333 97.777 130.369
temperata - 30.868 41.203 55.000 73.416 97.999 130.812
Altre accordature sono rare. La più comune è l'abbassamento del Mi a Re, che
genera la sequenza Re La Re Sol. Anche l'abbassamento di un semitono per
tutte le corde: Mib, Lab, Reb, Solb. In questo modo si riduce la tensione
delle corde facilitando il bending (piegamento delle corde). Van Halen e il
suo bassista usano questa accordatura in modo che il chitarrista possa
beneficiare della minore tensione.
Alcuni utilizzano accordature ancora più ardite: per quinte, per terze
maggiori, per tritoni o addirittura all'unisono. Michael Manring è
probabilmente il bassista più noto fra questi sperimentatori. Va ricordato
che le corde sono pensate per produrre una data nota ad una data tensione e
per produrre una tensione equilibrata sul manico. Modificando l'accordatura
c'è il pericolo che lo squilibrio nella tensione delle varie corde pieghi il
manico in maniera irreparabile. Manring risolve il problema con un manico in
grafite, abbastanza costoso. Ma se avete uno strumento con il manico in
legno è meglio riaccordarlo in modo standard dopo i vostri esperimenti.
5) Cos'è la tablatura (tab)?
La tablatura (d'ora in poi tab) o intavolatura, è un metodo semplificato per
scrivere musica che può comparire, sotto forma di indicazione sulla
diteggiatura, assieme alla notazione tradizionale (ma le tab a stampa non
hanno le limitazioni del codice ASCII). Ve ne sono molte versioni
differenti, ma gli elementi che seguono sono comuni alla maggior parte delle
versioni. La tab cerca di rappresentare graficamente la tastiera del basso
vista da chi suona. Si utilizzano tante linee (spesso costituite da
trattini) quante sono le corde. Negli esempi che seguono la linea più bassa
corrisponde alla corda Mi(E) e, salendo, le altre linee indicano la corda La
(A), Re (D) e Sol (G). I numeri che compaiono su una data linea
rappresentano una nota da suonare sul tasto corrispondente di quella corda
(0 sta per corda aperta). Ad esempio per indicare un Sol da suonare sul
terzo tasto della corda Mi, si scrive:
G------------------------------------
D------------------------------------
A------------------------------------
E----3-------------------------------
Le note vanno lette da sinistra a destra; una scala maggiore ascendente di
Sol viene scritta:
G------------------------------------
D-------------------2--4--5----------
A----------2--3--5-------------------
E----3--5----------------------------
Oppure, utilizzando le corde aperte:
G-------------------------0----------
D----------------0--2--4-------------
A-------0--2--3----------------------
E----3-------------------------------
Gli accordi si possono scrivere indicando i numeri corrispondenti ai tasti
sullo stesso asse verticale. Un accordo maggiore di La si scrive:
G-----9------------------------------
D-----11-----------------------------
A-----0------------------------------
E------------------------------------
che significa: suona la corda La aperta, un Do# all'XI tasto sulla corda Re,
ed un Mi al IX tasto della corda Sol. È possibile inoltre indicare varie
tecniche facendo seguire alla nota un carattere del tipo:
h - (hammer on) premi la corda dove indicato con un dito della mano sinistra
senza pizzicare
p - (pull off) esegui la nota sollevando il dito dalla nota precedente senza
pizzicare
/ - glissa su fino a...
\ - glissa giù fino a...
b - (bend) piega
S - slappa la nota con il pollice della mano destra
P - (pull o pop) strappa la nota con un dito della mano destra
t - (tap) premi la corda sul tasto indicato con un dito della mano destra
H - (harmonic) armonico
Una linea funky potrebbe allora esser scritta così:
G---------5P-7h-5p-------------------
D------------------------3b----------
A---3S\5-----------3S-5S----5S-------
E------------------------------------
Una nota fantasma (ghost note o muted note), che si ottiene premendo la
corda ma non fino in fondo e genera un suono percussivo non definito in
altezza, si scrive piazzando una x sulla linea al posto del numero:
G------------5--7--------------------
D------------------------------------
A---5--x--x--------5--x--5-----------
E------------------------------------
Quando la diteggiatura non è ovvia può essere indicata da un numero scritto
sotto la nota (1=indice, 2=medio, 3=anulare, 4=mignolo e, raramente,
5=pollice):
G---------5--7--5--------------------
D------------------------------------
A---3--5-----------------------------
E------------------------------------
1 1 2 4
Alcuni indicano la durata delle note indicate con una lettera sopra ciascun
numero: s=sedicesimo (1/16, sixteenth note), e=ottavo (1/8, eighth note),
q=quarto (1/4, quarter note), h=minima (2/4, half note), w=semibreve (4/4,
whole note). È possibile indicare note puntate sebbene non sia comune. Barre
verticali sono normalmente usate per indicare le battute. Un esempio:
w q s s e q q q. e e e s s e w
G-----|----5--7--5-------|-------------5--7--7-|----
D-----|-------------------|-3--3--5--7----------|----
A---0-|-5-----------8--5-|----------------------|-5--
E-----|-------------------|----------------------|----
6) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della tablatura?
La tab rappresenta graficamente la tastiera dello strumento vista da chi lo
suona, indicando chiaramente il tasto su cui premere la corda. Lo svantaggio
principale è che le indicazioni di durata sono abbastanza rozze e
probabilmente, a causa dei limiti del corredo di caratteri ASCII, non
saranno mai flessibili quanto la notazione tradizionale.
7) Dove posso trovare delle tablature?
Ci sono molti siti web e FTP (Protocollo di Trasferimento di File; quelli
indicati non richiedono password).
1)The Bass Tab Archive
2)L'On-Line Guitar Archive (OLGA) , è il principale riferimento per molte
canzoni. Le trascrizioni sono scaricate (upload) nel sito da utenti della
rete. Si può effettuare una ricerca fra le sole tablature per basso
attraverso il motore di ricerca di Harmony Central.
2) ftp.uwp.edu ospita l'archivio della mailing list The Bottom Line e molto
altro. Prova ad esplorare la directory /pub/music.
3) ftp.nevada.edu (131.216.1.11) contiene molte tab sia per basso che per
chitarra.
8) Chi sono i principali produttori di bassi (e materiale relativo)? Quanto
costano i loro prodotti? Come posso contattare un costruttore in
particolare?
Per chi legge l'inglese (ma allora leggetevi una lista come questa presso
RMMB.FAQ) un utile riferimento è www.guitar-bass.com, anche se non tutti i
modelli presentati sono disponibili sul nostro territorio. In Italia, con
qualche cautela, ci si deve rivolgere al materiale pubblicitario dei vari
produttori.
Molti produttori inseriscono i loro recapiti (postale, telefonico e URL)
nella pubblicità che compare nelle riviste specializzate. Harmony Central e
altri forniscono un elenco di link verso produttori di bassi e materiale
relativo.
Ricorda che il prezzo indicato dalle case produttrici è indicativo. Al
dettaglio il prezzo normalmente scende di almeno il 20%.
9) Quali sono dei buoni testi sul basso?
Riferimenti generali:
Un catalogo quasi completo dei testi disponibili in diverse lingue presso il
sito italiano www.spartiti.com, dotato di un motore di ricerca molto
efficace.
Vi sono molti libri indirizzati ai principianti, senza sostanziali
differenze fra uno e l'altro. Molti comprendono una cassetta o un cd.
Purtroppo i testi migliori sono scritti in inglese, anche se non è difficile
afferrare la terminologia e la notazione è, ovviamente, quella tradizionale.
Chuck Rainey ha scritto un metodo in 4 volumi, di cui il primo introduttivo.
In 6 volumi il metodo scritto da Dan Dean Electric Bass (i volumi 4, 5 e 6
sono intitolati The Studio Bassist).
Presuppongono la conoscenza dei fondamentali Modern Electric Bass di Jaco
Pastorius, Electric Bass di John Patitucci e il testo più completo per un
bassista moderno:
The Improviser's Bass Method
Chuck Sher
Sher Music Co.
Il testo del contrabbassista Rufus Reid (che nello stesso volume riporta le
versioni tedesca e francese) resta un classico per il jazz:
The Evolving Bassist
Rufus Reid
Myriad 1974
A titolo di informazione, lo standard per il contrabbasso classico sono i
due volumi intitolati:
New Method for String Bass
Franz Simandl
International Music Company
Jazz e Walking Bass:
Walkin' bass
Attilio Zanchi
Nuova Carisch 1995
(ottimo e in italiano!)
Building Walking Bass Lines
Ed Friedland
Hal Leonard 1996 Bass Builders Series
Expanding Walking Bass Lines
Ed Friedland
Hal Leonard 1996 Bass Builders Series
Ed Friedland ha recentemente pubblicato Jazz Bass, che copre più aspetti del
basso jazz.
Lettura:
L'ottimo sito di Libby Bee contiene una serie di lezioni in inglese sulla
notazione tradizionale.
Armonia:
Qualsiasi sia il genere (i generi) in cui avete intenzione di cimentarvi, la
conoscenza dell'armonia nella musica moderna non può che giovarvi. Fra tutti
i testi:
The Jazz Theory Book
Mark Levine
Sher Music Co.
e, tradotti in italiano:
Concetti fondamentali di armonia moderna (2 volumi)
Dick Grove
Edizioni Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica
Relazioni armoniche moderne (2 volumi)
Dick Grove
Edizioni Piccolo Conservatorio Nuova Milano Musica
Generi specifici
Brasiliana:
Brazilian Music Workshop
Antonio Adolfo
Advance Music 1993
Latina:
The Latin Bass Book
Oscar Stagnaro
Sher Music Co. 2001
che è il più completo e tratta specificamente del basso, oppure
The Salsa Guide Book
Rebeca Mauleón
Sher Music Co.
Funk:
Standing in the Shadows of Motown. The Life and Music of Legendary Bassist
James Jamerson.
Dr Licks (Allan Slutsky)
Dr Licks Publishing
The Funkmasters (The Great James Brown Rhythm Sections 1960- 1973)
Allan Slutsky and Chuck Silverman
Manhattan Music 1997
Improvvisazione jazz:
Concepts for Bass Soloing
Chuck Sher and Mark Johnson
Sher Music Co.
Questi sono solo alcuni dei molti testi disponibili. Visita i negozi di
musica della tua zona e sfoglia tutto quello che trovi.
10) Come si scrive e si legge la musica per basso?
Il basso elettrico e il contrabbasso leggono in chiave di basso o "di Fa"
(per le note più alte si utilizza anche la chiave di violino o "di Sol"). La
chiave di basso è quella che compare anche nel rigo inferiore delle
partiture per pianoforte con una differenza sostanziale: la stessa nota
viene eseguita un'ottava più bassa dal basso, questo per evitare l'utilizzo
di troppi tratti addizionali (i trattini usati per espandere il rigo sopra e
sotto).
Nonostante sia difficile rendere la notazione tradizionale con il codice
ASCII, ecco alcuni esempi. La maggioranza dei testi sul basso, specie quelli
indirizzati anche ai principianti, offrono queste nozioni fondamentali.
In chiave di basso le note sulle righe (con l'aggiunta di un tratto
addizionale sopra ed uno sotto il rigo) sono:
--C--
--------------A------------
------------F--------------
----------D----------------
--------B------------------
------G--------------------
--E-- (nota più bassa in un 4 corde)
Le note sugli spazi (con l'aggiunta delle note sullo spazio sopra e sullo
spazio sotto il rigo) sono:
____________B______________
__________G________________
________E__________________
______C____________________
____A______________________
F
Ovviamente la notazione tradizionale offre il modo di definire non solo
l'altezza di una nota ma anche la sua durata.
11) Come sono accordati i bassi a 5 e 6 corde? Quali i loro vantaggi e
svantaggi? E i bassi a 8 e 12 corde?
Nei bassi a 5 corde si può aggiungere alle quattro corde tradizionali un Si
più grosso (Si Mi La Re Sol) o un Do più fino (Mi La Re Sol Do). La prima
soluzione è la più frequente: estendendo il registro basso si aumentano le
possibilità di creare linee interessanti. L'estensione del registro alto è
più utile a chi intende servirsene per eseguire temi o improvvisare. I bassi
a 6 corde hanno entrambe le estensioni (Si Mi La Re Sol Do). Sul basso a 6
corde alcuni utilizzano due corde fine (Mi La Re Sol Do Fa). Negli anni
Sessanta alcuni produttori (fra cui Danelectro e Fender) cosrtuirono bassi a
6 corde pensati per un'accordatura Mi La Re Sol Si Mi, simile a quella della
chitarra ma un'ottava più bassa. L'idea, nata in un periodo in cui il basso
elettrico era definito, comunemente e non a caso, "chitarra basso" non ebbe
séguito ed è oggi molto raro sentire uno strumento accordato in quel modo.
Un altro vantaggio dato dalle corde aggiuntive è la possibilità di eseguire
più note a parità di posizione. Gli svantaggi, oltre al breve periodo di
ambientazione necessario a chi è abituato a suonare uno strumento a 4 corde,
sono la maggiore larghezza del manico, a volte il peso dello strumento, e
l'aumento del costo di una muta di corde.
I bassi ad 8 corde seguono l'idea che ha portato alla costruzione di
chitarre a 12 corde: a ciascuna corda ne viene affiancata un'altra da
accordare un'ottava sopra. Ciascuna coppia va pizzicata simultaneamente. La
maggior parte dei bassi a 12 corde è pensata in quattro gruppi di tre corde,
di cui una identica al tradizionale 4 corde, e due da accordare un'ottava
sopra, per rafforzare appunto l'ottava superiore. Alcuni 12 corde hanno sei
paia di corde, così come i bassi a 10 corde che ne hanno cinque secondo lo
schema visto sopra. Sono stati costruiti anche dei bassi a 18 corde ma più
per dimostrare la resistenza dei manici in grafite che per un uso proprio.
Il vantaggio degli strumenti a 8, 10 e 12 corde è la maggior pienezza del
suono rispetto ai bassi tradizionali. Gli svantaggi sono la difficoltà nel
colpire le coppie di corde simultaneamente e la reperibilità delle corde
stesse. Molti costruttori di questo tipo di bassi è in grado di venderle
direttamente o di indirizzarti verso un fornitore. Altra soluzione è farsele
inviare per posta.
12) Perchè accordare un basso per quinte?
Alcuni bassisti jazz come Red Mitchell accordano il loro strumento per
quinte. Certi bassisti elettrici che preferiscono suonare un 4 corde, ma
desiderano aumentarne l'estensione, usano questa accordatura, di tipo
violinistico. Sascha Erni suggerisce questi diametri per le corde di un
basso fretless (senza tasti) accordato come un violoncello, dalla più grossa
alla più fina:
Do .085"
Sol .065"
Re .045"
La .025"
13) Qual'è la differenza fra un preamplificatore ed un finale?
Gli amplificatori per basso, sia compatti, o combo, che a più unità,
contengono tre componenti: un preamplificatore, un amplificatore di potenza,
o finale, e uno o più altoparlanti. Il segnale del basso attraversa tre
stadi prima di giungere agli altoparlanti, con un amplificatore fra ciascuno
stadio. Dallo strumento ti puoi collegare direttamente a eventuali effetti a
pedale che trattano il segnale. Il segnale processato a questo primo livello
viene amplificato dal preamplificatore. È a questo stadio che viene
trasferito ad eventuali effetti montati sul rack (la struttura che può
contenere preampli, finale, effetti, accordatore, ecc. e che tende a
somigliare ad un grosso frigo). Dato che il segnale è stato amplificato, gli
effetti sul rack aggiungono meno rumore (ronzio, soffio, ecc.) degli effetti
a pedale, ed è per questo che sono preferiti dai professionisti. Alcuni
modelli di preamplificatore offrono effetti di questo tipo nello stesso
contenitore. Dopo essere stato processato dagli effetti il segnale passa
attraverso uno o più amplificatori di potenza, o finali. La maggior parte
degli oggetti che chiamiamo "amplificatori", ma di cui in realtà
l'amplificatore vero e proprio è solo un elemento, sfruttano un solo
amplificatore di potenza. Quelli che prevedono la biamplificazione ne usano
due. Il finale amplifica il segnale ai livelli, molto più alti, usati per
guidare gli altoparlanti. La potenza di un ampli si riferisce al wattaggio
indirizzato agli altoparlanti dal finale.
È possibile acquistare i tre elementi in un unico contenitore ("combo"), o
separatamente. In quest'ultino caso la formula più frequente è la coppia
testata (che alloggia preampli e finale) e cassa (che contiene uno o più
altoparlanti). I vantaggi del combo sono trasportabilità e convenienza. Nel
caso di elementi separati, ad una spesa generalmente maggiore, si
accompagnano flessibilità di utilizzo e il vantaggio di poter cambiare un
solo elemento della catena di amplificazione alla volta.
Molti combo sono dotati di un'uscita per il segnale preamplificato che
permette di inviarlo verso un elemento diverso dal finale. Per esempio:
L' amplificazione esterna di tutti gli strumenti di un gruppo, generalmente
chiamato "mixer" dal nome di uno dei suoi componenti.
Un registratore su nastro, o altro supporto.
Un insieme di effetti, separati o contenuti in un processore di segnale. A
questo scopo molti ampli permettono di miscelare il segnale processato al
segnale pulito tramite due prese, una in uscita e una in entrata, ed un
apposito comando, che si aggiunge alle consuete manopole per volume, toni ed
altro.
Inoltre alcuni combo permettono l'ingresso di un segnale preamplificato
esterno che viene inviato direttamente al finale. La maggior parte dei combo
forniscono il segnale amplificato dal finale in un'uscita aggiuntiva che
permette di collegare una cassa esterna, sia in aggiunta che in sostituzione
di quella in dotazione. I combo che permettono tutte queste opzioni hanno
una versatilità di utilizzo simile a quella di una catena di amplificazione
distribuita su più elementi.
14) Cos'è la biamplificazione e come funziona?
Il termine biamplificazione si riferisce all'uso di diversi finali di
potenza per l'amplificazione di diversi spettri di frequenze. In particolare
la biamplificazione permette l'uso di un finale per amplificare le frequenze
alte e di un finale diverso per amplificare quelle basse. Nella maggior
parte degli ampli il segnale proveniente dal preamplificatore è inviato alle
casse, dove può essere suddiviso da un crossover fra i vari altoparlanti:
alte frequenze verso i coni più piccoli o gli altoparlanti a "tromba" e
basse frequenze verso i coni più grandi.
Il crossover è un filtro che scompone il segnale nella componente ad alte
frequenze e in quella a basse frequenze: può essere comandato da una
manopola che permette di assegnare il punto di divisione.
Con la biamplificazione, invece di scomporre il segnare dopo lo stadio
finale di amplificazione, si scompone quello proveniente dal
preamplificatore spedendo i segnali risultanti a differenti finali di cui,
normalmente, uno gestisce i coni piccoli o a tromba per le alte frequenze e
l'altro i coni più grandi per le frequenze basse. Inoltre il crossover usato
nella biamplificazione di solito è attivo (cioè alimentato), mentre quelli
che si trovano nelle casse di solito sono passivi.
La biamplificazione comporta parecchi vantaggi:
I crossover attivi non hanno induttori e comportano meno distorsione.
I crossover attivi non esauriscono la potenza del segnale per operare.
Ogni amplificatore resta in grado di fornire tutta la potenza necessaria
aldilà delle richieste di ciascun spettro di frequenze.
Quest'ultimo punto è importante dal momento che c'è bisogno di maggiore
potenza per riprodurre le frequenze basse. Un settaggio tipico per la
biamplificazione invia le frequenze alte ad una cassa 4x10 (4 coni da 10
pollici; le misure indicano il diametro del cono e sono in pollici perché
così vengono normalmente indicate) e le basse ad una 1x15, 1x18, o altri
grandi coni subwoofer. Se le frequenze alte vengono inviate al subwoofer il
suono ne risentirà e probabilmente diventerà "cupo" (in inglese muddy, cioè
"fangoso"). Se le frequenze basse vengono inviate ai coni da 10 pollici
questi non forniranno la spinta che fornirebbe il subwoofer. Con la
biamplificazione si possono inviare le frequenze basse al subwoofer e allo
stesso tempo ottenere un suono presente e completo dai coni da 10 pollici
senza obbligarli a spendere la maggior parte della loro capacità nel
riprodurre frequenze molto basse.
Per ottenere il meglio dalla biamplificazione è neccessario prestare
attenzione all'abbinamento fra crossover, amplificatori e casse. Un cattivo
abbinamento può avere una resa peggiore di quella di un singolo
amplificatore con cassa. È meglio utilizzare un sistema appositamente
pensato per la biamplificazione piuttosto che assemblare i componenti uno
per uno.
15) Come posso sistemare il basso (altezza delle corde, intonazione, ecc.)?
Se le corde sono ragionevolmente nuove possono rimanere. Non c'è nemmeno
bisogno di cambiarle.
1) procurati gli utensili:
Cacciaviti standard e a stella di varie misure.
Brugole (sono quelle chiavi ad elle con testa esagonale) della misura giusta
per sistemare le sellette del ponte ed eventualmente l'anima metallica che
corre sotto il manico.
Un accordatore elettronico (per aiutare anche l'orecchio più "educato").
Un attrezzo utile a sistemare l'anima in metallo che attraversa il manico o
truss rod. Ti è stato fornito con il basso? Il tipo di attrezzo varia a
seconda del produttore del basso. Puoi sempre comprarlo (specie se è una
brugola), altrimenti sarai costretto a portare lo strumento da uno
specialista.
Un regolo per misurare con esattezza la distanza fra le corde e i tasti.
Carta e penna.
2) Accorda il basso. Controlla che la curva concava del manico sia corretta.
Tieni premuta la corda Sol fra il primo e il sedicesimo tasto. Quanto spazio
c'è (se ce n'é) fra l'ottavo tasto e la corda? Per un buon manico la
distanza dovrebbe essere di circa 0,75 millimetri. Se la distanza è maggiore
o minore dovresti agire sull'anima per diminuirla o aumentarla. Per i
dettagli passa al punto 3). Ricorda che se la distanza fra corda e tasto è
vicina a quella indicata non è necessario alcun aggiustamento e puoi saltare
al punto successivo. La sistemazione dell'anima è un processo delicato da
intraprendere solo se necessario.
3) Stai per aggiustare l'anima. Fallo con gentilezza! Probabilmente ci sarà
bisogno solamente di un quarto di giro o di mezzo giro in una direzione. Se
ciò non basta l'anima è probabilmente danneggiata o rotta. Annota ogni
sistemazione operata (O per orario, A per antiorario) cosicchè sia possibile
tornare alla sistemazione originale se qualcosa non funziona.
Controlla il libretto delle istruzioni del tuo basso. Scopri in che
direzione operare per aumentare la concavità (ovviamente in direzione
opposta la concavità diminuirà). Se non ti è stato fornito o l'hai perso si
può procedere per tentativi. Fai fare all'anima un quarto di giro in senso
orario e scrivi O sul tuo pezzo di carta. Controlla se la distanza
all'ottavo tasto (sempre tenendo la corda Sol fra il primo e il sedicesimo
tasto) è aumentata o diminuita. Ora sai se, girando in senso orario, la
concavità aumenta o diminuisce. Aggiusta l'anima fino a quando la distanza è
vicina a 0.75 millimetri all'ottavo tasto.
Accorda il basso. Attendi che il manico si assesti (circa mezzora) e
controlla di nuovo la distanza. Puoi continuare diminuendo l'ampiezza dei
giri fino ad una sistemazione soddisfacente.
4) Ora che il manico è sistemato si può aggiustare l'azione di ciascuna
corda (la distanza delle corde dal manico). Collegati all'accordatore per
riaccordare lo strumento dopo ogni aggiustamento delle sellette.
Bisogna considerare che l'azione è soggetta a preferenze personali. Alcuni
considerano gli svantaggi di un'azione bassa (perdita di suono e maggiore
ronzio prodotto dalle corde sui tasti) compensati da una maggiore
suonabilità. Altri preferiscono tenere le corde a grande distanza dai tasti.
L'opzione più frequente è la prima.
Se dopo il punto 3) l'azione di una corda sembra troppo alta si devono usare
il cacciavite o una brugola per abbassare un poco la relativa selletta sul
ponte. Dopo aver riaccordato l'intero strumento (la tensione di ciascuna
corda a volte influisce sulla curva del manico e dunque sull'accordatura
delle altre) bisogna colpire la corda con decisione per controllare il
ronzio prodotto dalla corda sugli altri tasti. È bene farlo suonando prima
la corda libera e poi ciascun tasto. Come detto sopra si può continuare ad
abbassare la selletta fino ad un ideale compromesso fra altezza e ronzio.
Nel caso che il ronzio sia già presente e lo si voglia eliminare le sellette
andranno progressivamente alzate. Normamente le sellette non si assestano
sulla stessa altezza poiché le corde più grosse hanno bisogno di più spazio
per vibrare.
5) Controlla l'intonazione. Ciò è più facile quando le corde sono abbastanza
nuove e pulite. Dopo aver accordato il basso controlla che anche la nota
prodotta al dodicesimo tasto sia corretta. Se la nota è calante (più bassa)
la selletta va spostata verso il manico per accorciare la lunghezza
complessiva della corda e farle produrre le note previste per ciascun tasto.
Se è crescente (più alta) la lunghezza della corda va aumentata spostando la
selletta nell'altro senso. In genere si agisce su una vite posta sulla parte
del ponte posta verso l'estremità dello strumento. Riaccorda e controlla,
ecc. Se sei costretto a spostare le sellette di molto potresti dover tornare
al punto 4) per risistemare l'azione.
16) Qual'è la differenza fra i vari tipi di corde?
Risposta corta (basato sulla versione inglese di James Martin)
Sono tre i tipi di corda per il basso elettrico più diffusi, chiamati in
inglese:
1) Roundwound
2) Flatwound (o flats)
3) Groundwound o Half-wound
Le Roundwound, inventate negli anni Sessanta, sono le più vendute perché
offrono un suono brillante ricco di armoniche alte (descritte a volte come
"pianistiche"). Le Flatwound generano un suono più morbido, preferito da
molti musicisti di blues e da alcuni jazzisti. Le Flatwound inoltre erodono
meno i tati e la tastiera, cosa gradita a molti bassisti che utilizzano un
basso senza tasti (fretless). Le Groundwound e/o Half-wound sono corde
ibride che cercano di fornire in parte la brillantezza delle roundwounds
senza danneggiare la tastiera e i tasti.
Le corde sono di due lunghezze: "long scale", lunga e "short scale", corta.
Le corde lunghe sono per bassi con distanza fra ponte e capotasto di 32
pollici o maggiore (le distanze vengono fornite in pollici perché così sono
normalmente indicate). Le corde corte sono per bassi "short scale",
generalmente 30 pollici. La maggior parte dei bassi elettrici ha una
distanza di 34 pollici fra ponte e capotasto, sebbene una distanza di 35
pollici stia diventando comune per gli strumenti a cinque e sei corde,
poiché una scala più lunga permette una maggiore chiarezza nel registro
basso.
Le corde variano anche in spessore, da extra-light (Jaco Pastorius
utilizzava un Sol di .030 pollici) a heavy (Sol .050, ecc.). Corde più
spesse tendono a suonare "meglio" e a durare più a lungo ma richiedono più
energia nel farle vibrare. Si deve cercare un compromesso fra suono e
suonabilità. Va ricordato che la scelta delle corde è forse la più
personale. Vale la pena di investire qualche soldo per trovare marca e
modello adeguati.
Risposta lunga
Vi sono praticamente tre fattori che influiscono sul suono e sulla
suonabilità: il primo è il tipo di corda (flatwound o roundwound), il
secondo è il diametro delle corde e il terzo è il metallo di cui sono fatte.
Quasi tutte le corde per basso sono fatte di una corda centrale su cui sono
avvolte altre spire di corda metallica per incrementarne lo spessore. La
corda centrale, detta nucleo, è generalemente rotonda, sebbene esistano
nuclei esagonali. Le spire aggiuntive possono essere di filo piatto o
rotondo. Nel primo caso le corde sono dette flatwound, hanno un suono
"scuro" e sono liscie, cosa che giova alla tastiera e ai tasti, specialmente
nei bassi senza tasti (fretless). Nel secondo sono dette roundwound, hanno
un suono molto brillante, che le fa preferire ai più, ma tendono a logorare
tasti, tastiera e, in qualche caso, le dita.
Vi sono anche due tipi di corda ibrida: le groundround e le half-flatwound
(o half-wound). Entrambi sono piatti su un lato e rotondi sull'altro, un
risultato ottenuto appiattendo un lato nelle corde roundwound o avvolgendo
il nucleo con un filo che sia alternativamente piatto e rotondo. Queste
ultime non sono semplici da trovare.
Il diametro di una corda è definito dal suo spessore misurato in pollici.
Spessori comuni per una muta light sono 0.040, 0.060, 0.075, 0.090 (dal Sol
al Mi). Una muta medium potrebbe essere 0.050, 0.070, 0.085, 0.105. Mute
heavy sono molto difficili da trovare. la maggior parte dei costruttori
fornisce mute light, medium-light e medium. Alcuni costruttori forniscono
corde singole per rimpiazzare una corda rotta, ma è consigliabile
rimpiazzare l'intera muta poiché la differenza fra le corde vecchie e quella
nuova è generalmente troppo marcata.
Le corde fine tendono ad avere un suono più brillante ma più "fino". Il
suono delle corde spesse è più "solido". Uno dei più grandi vantaggi
derivati dall'uso di mute light è la minor energia necessaria a farle
vibrare e piegare.
Il terzo fattore è il metallo usato. Quasi tutte le corde sono fatte di
acciaio inossidabile o di nickel. Non vi sono differenze sostanziali.
L'acciaio inossidabile ha un suono più brillante ma è leggermente più duro
al tatto. Certe corde sono cromate, dorate o rivestite di metalli scuri, ma
solamente a fini estetici, poiché il suono non cambia.
Le corde per strumenti acustici possono essere fatte di nylon o di budello,
queste ultime sono costose ma suonano molto bene.
Vi sono altri fattori da considerare. Molte corde, non quelle economiche,
presentano alle estemità un rivestimento in seta che previene lo svolgimento
delle spire metalliche. Tale rivestimento non è necessario per corde con il
nucleo esagonale da cui è meno probabile che l'avvolgimento si svolga. Altra
cosa da ricordare è che certi bassi (come gli Steinberger) richiedono corde
con un pallino per parte, contrariamente alle corde più diffuse che hanno un
pallino per il ponte ed un'estremità da avvolgere sulla chiave. Purtroppo
alcuni strumenti senza paletta, come i Kubicki, usano corde ad un solo
pallino. I due tipi di corde non sono intercambiabili ed è bene documentarsi
su quale sia il tipo richiesto sul tuo basso.
Vanno acquistate corde della scala appropriata. La lunghezza della scala è
la distanza, misurata in pollici, fra il ponte e il capotasto, cioè la
distanza sulla quale la corda vibra. La maggior parte dei bassi hanno una
scala lunga di 34 pollici. Alcuni bassi, ad esempio i vecchi Gibson, hanno
una scala corta di 30 pollici. I Modulus Graphite hanno tutti una scala di
35 pollici, scala sempre più diffusa per i bassi a cinque e sei corde.
Esiste anche una scala media di 32 pollici su cui sono costruiti alcuni
bassi acustici.
È utile notare che, di fatto, i principali costruttori americani di corde
sono tre e ve sono pochi altri in Europa. Molte marche comprano le corde dai
costruttori principali e le rivendono con il proprio nome. La varietà di
corde è dunque minore dei marchi con cui sono vendute e, dato che la
confezione non influisce sul suono, è bene documentarsi prima di comprarle
(magari ad un prezzo gonfiato dalla pubblicità).
17) Come funziona un pickup? Quali sono le differenze fra i vari tipi?
Un normale pickup consiste di uno o più magneti avvolti in spire di filo. Il
pickup rileva i cambiamenti prodotti dalla vibrazione delle corde di metallo
in movimento nel campo magnetico del pickup stesso. Ciò produce un voltaggio
attraverso i due capi dell'avvolgimento. Tale voltaggio può essere rilevato
e amplificato da un ampli per basso e riconvertito in "suono"
dall'altoparlante.
Il segnale prodotto dal pickup ha bisogno di essere amplificato per essere
udito. I pickup passivi non amplificano affatto il segnale e delegano del
tutto tale processo all'amplificatore. I pickup attivi contengono nel loro
alloggiamento un piccolo amplificatore che amplifica il segnale. Gli ampli
più completi hanno due ingressi, uno per i bassi attivi ed uno per i
passivi. Alcuni bassi hanno dei preamplificatori incorporati (a volte dotati
di controlli di tono ed altri controlli) che non fanno parte del pickup. Un
ristretto numero di costosi pickup attivi presentano dei controlli di tono
nell'alloggiamento dei pickup.
I pickup si possono modificare in tre modi: usando un magnete più potente
(aumento del campo magnetico), aumentando il numero degli avvolgimenti di
filo sul magnete (le corde in movimento producono una maggiore differenza di
voltaggio nel campo magnetico), o alzando il pickup più vicino alle corde
(il pickup si inserisce in una zona più sensibile). Ognuno di questi
accorgimenti crea una maggiore differenza di voltaggio risultante in un
segnale più alto. Modificare i pickup ha anche un effetto sul suono che
potresti gradire o meno. Se si sistema un pickup troppo vicino alle corde
queste potrebbero sbattervi contro.
Non esiste una distanza ottimale fra pickup e corde. I pickup si possono
sistemare ad altezze diverse ed è generalmente possibile sistemare ad
altezze diverse ciascun lato minore di un singolo pickup. Ciò risulta utile
nel caso in cui una o più corde tendessero a suonare meno di altre. In
alcuni casi è possibile sistemare l'altezza di ogni singolo magnete.
I pickup sono di due tipi, detti single-coil e double-coil dal numero dei
magneti e relativi avvolgimenti. Il vantaggio della maggior parte dei
double-coil è che il filo è avvolto al contrario e i magneti sono fuori
fase. Dal momento che i magneti sono invertiti nei due avvolgimenti
raccolgono il segnale della corda fuori fase, ma raccolgono qualsiasi rumore
o ronzio in fase. Dato che gli avvolgimenti sono avvolti al contrario, il
segnale di uno dei due avvolgimenti è di fatto invertito prima che i due
segnali siano sommati di nuovo: ciò rimette i segnali dalle corde in fase ma
cancella qualsiasi disturbo il pickup abbia ricevuto. Questi pickup sono a
volte chiamati humbucker ("cattura rumori") per questo motivo. Non tutti i
double-coil sono humbucker. In alcuni double-coil i due avvolgimenti sono in
fase e non cancellano il ronzio come gli humbucker.
Un altro effetto collaterale dei double-coil è che gli avvolgimenti, non
trovandosi esattamente nello stesso posto, raccolgono segnali leggermente
diversi. Quando i segnali sono sommati di nuovo alcune alte frequenze
vengono cancellate insieme al rumore e al ronzio. Ciò dà un suono
particolare al pickup humbucking.
Alcuni double-coil non sistemano entrambi gli avvolgimenti sotto tutte le
corde e sono chiamati anche split coil. La configurazione più comune è la
sistemazione di un avvolgimento sotto le corde Mi e La e dell'altro sotto le
corde Re e Sol. È di questo tipo il pickup del basso Fender Precision.
Pickup di questo tipo non cancellano il ronzio come i normali double-coil,
dato che gli avvolgimenti sono più lontani fra loro, ma non comportano
nemmeno la cancellazione delle alte frequenze dal segnale che viene raccolto
da un solo avvolgimento.
I pickup single-coil, gli split, e gli humbucker hanno ciascuno un suono
caratteristico e vengono perciò usati comunemente aldilà della loro capacità
di ridurre il ronzio. Un basso con due single-coil o due double-coil in fase
è inoltre in grado di cancellare il ronzio se i due pickup hanno fase
opposta e sono sistemati a volume uguale: in questo caso ogni single-coil
agisce esattamente come uno dei due avvolgimenti di un double-coil. Dato che
i pickup sono più lontani fra loro di quanto sarebbero i due avvolgimenti di
un singolo pickup, la cancellazione delle alte frequenze è in qualche modo
differente, meno pronunciata ma operante su un più ampio spettro di
frequenze. La maggior parte dei bassi Fender Jazz sono costruiti con due
pickup single-coil fuori fase e possono cancellare il ronzio in questo modo
(a volume uguale). Alcuni bassi hanno un "deviatore di fase" che permette di
cambiare la fase dell'avvolgimento di un pickup in modo tale da ottenere il
suono "fuori fase" con la cancellazione del ronzio, o il suono in fase con
qualche rumore.
Alcuni double-coil presentano anche un interruttore detto "pickup tap" che
permette di far passare il segnale attraverso uno solo dei due avvolgimenti,
convertendo di fatto il double-coil in un single-coil. E altri pickup, sia
single che double-coil, presentano un interruttore detto "coil tap" che
prende il segnale dal pickup dopo che ha attraversato solo parte
dell'avvolgimento (di solito la metà). Questo dispositivo è pensato per dare
ad un pickup suoni diversi, dal momento che il suono di un pickup è
influenzato dal numero di giri di ogni avvolgimento.
Alcuni bassi costosi hanno dei pickup non magnetici, detti piezo o
piezoelettrici. Questi non contengono magneti, ma operano invece attraversi
un piccolo cristallo sistemato sul ponte. Quando la corda vibra contro il
cristallo la vibrazione produce un segnale elettrico che viene inviato
all'amplificatore. Bassi che utilizzano corde non metalliche sono dotati di
pickup piezoelettrici, e alcuni bassi (ad esempio lo Yamaha TRB-6P) li
utilizzano in aggiunta ai pickup magnetici per offrire una più ampia varietà
di suoni. Comunque i pickup piezoelettrici hanno un'impedenza molto più alta
di quelli magnetici e richiedono degli speciali preamplificatori e altri
dispositivi sullo strumento per suonare bene.
18) Come posso registrare il basso su nastro?
Si tratta di un processo abbastanza difficile dato che la maggior parte
delle apparecchiature di registrazione è pensata pensata per lavorare al
meglio con frequenze più alte di quelle generate da un basso. In ogni caso,
con l'equipaggiamento giusto, non è difficile ottenere una registrazione di
qualità vicina a quelle professionali.
La cosa più semplice da fare è dotarsi di un registratore a nastro con un
ingresso microfonico e collegarvi il tuo basso direttamente o dopo uno
stadio di preamplificazione. Questo ti permetterà di registrare una sola
traccia, ma è molto semplice e le apparecchiature necessarie sono poche e
facili da trovare. Si può utilizzare un microfono sistemato di fronte
all'amplificatore, ma ciò tenderà ad introdurre rumore esterno e, a meno di
non essere in uno studio di registrazione, è più semplice collegare il basso
"in diretta".
Se vuoi registrare più strumenti, o più tracce di un singolo strumento,
avrai bisogno di un registratore multitraccia. Registratori a quattro tracce
su nastro sono reperibili nella maggior parte dei negozi di strumenti. Gli
studi professionali hanno registratori su 16, 24, 32 o più tracce.
Una volta che si ha a disposizione un registratore la principale decisione
da prendere è se mandare il segnale direttamente al registratore, se farlo
passare attraverso un preamplificatore o se mandarlo agli altoparlanti
usando un microfono per registrare il suono così prodotto.
Se si decide per il segnale diretto si dovrà convertire il segnale in una
forma che il registratore riconosca come input. Ciò può essere ottenuto con
un dispositivo detto direct box, generalmente disponibile negli studi di
registrazione, che convertirà il tuo segnale in un segnale bilanciato, a
bassa impedenza, lasciandone inalterata ogni altra componente. È anche
possibile usare il tuo preamplificatore per portare il segnale al giusto
livello, utilizzando allo stesso tempo qualsiasi processore di segnale tu
preferisca. Il tuo preamplificatore potrebbe fornire un'uscita bilanciata,
altrimenti puoi normalmente inviare il segnale preamplificato in una direct
box. In uno studio il tecnico del suono può utilizzare effetti, come
l'equalizzatore e il reverbero, migliori di quelli a pedale o incorporati
nei preamplificatori. Se riesci ad ottenere la sua attenzione per 15 o 20
minuti considera l'opzione di utilizzare le apparecchiature dello studio. Il
lato negativo sta nel tempo speso nel sistemarle, oltre al fatto che devi
spiegare al tecnico quale suono vuoi ottenere mentre il preamplificatore è
sotto il tuo controllo. Ricorda che è possibile intervenire sul segnale già
registrato in fase di missaggio.
Un altro problema comune è fornire un segnale costante dal basso. In
particolare se suoni molte parti slap, o se ami suonare accordi, potrebbe
riuscirti difficile registrare una traccia pulita senza l'aiuto di un
compressore. Il compressore abbasserà il livello dei suoni più forti e
aumenterà quello dei suoni più deboli al fine di livellare il volume di
tutta la registrazione. Se non hai a disposizione un compressore puoi
cercare di simularlo agendo sul volume di registrazione mentre suoni la
traccia (o, più probabilmente, puoi chiedere a qualcuno di farlo per te).
Allo stesso modo puoi alzare il volume durante un solo.
Potresti trovare utile un riduttore del rumore per eliminare il rumore
portato dal segnale proveniente dal basso, dall'amplificatore o dal
compressore. Se il registratore che stai usando ha un dispositivo dbx,
questo ti fornirà circa 90db di dinamica e una quasi totale assenza di
fruscio.
Probabilmente noterai che alcune note suonano più forte di altre. Si tratta
dei cosiddetti "punti morti" che sono presenti nella maggior parte degli
strumenti, sebbene manici in grafite possano ridurne l'effetto o eliminarli.
Il tuo registratore dovrebbe avere un indicatore di livello (Vu meter o
altro) che ti dirà quanto alto è il segnale registrato. Tale indicatore
dovrebbe spostarsi sulla zona rossa solo raramente senza restarci mai a
lungo o la tua registrazione potrebbe risultare distorta.
19) Cos'è l' "emulazione" di un ampli o di un altoparlante?
L'invio diretto del segnale in uscita dal basso verso un mixer può essere
adatto a certi stili di musica ma molti preferiscono il suono del basso
proveniente dagli altoparlanti collegati ad un amplificatore, dato che
questo possiede un più completo profilo delle alte frequenze. Sul mercato vi
sono vari prodotti che cercano di rimediare agli aspetti negativi della
"diretta". Sono chiamati emulatori, dal momento che cercano di ricreare il
suono prodotto dagli altoparlanti.
Gli emulatori si inseriscono dopo il preamplificatore (alcuni funzionano
anche da preamplificatori). Quelli con uscita XLR e uscita parallela (da
collegare agli effetti) possono funzionare, dal vivo, anche da direct box.
Alcune direct box permettono la registrazione di un segnale proveniente da
amplificatori valvolari privi di uscita del segnale preamplificato (come i
modelli più vecchi). Gli ampli valvolari dovrebbero di norma essere
collegati agli altoparlanti per funzionare correttamente, e la direct box
tende sia ad inserirsi fra finale e altoparlanti, prendenone il segnale in
uscita (caso tipico), che a formare un carico simulato per l'amplificatore.
20) Quali sono i più diffusi effetti per il basso e cosa fanno? Gli effetti
per chitarra sono diversi? In che ordine dovrei connetterli?
PROSSIMAMENTE
21) Qual'è la differenza fra elettronica analogica e digitale?
PROSSIMAMENTE
22) Cosa significano i dati sull'amplificatore e sugli altoparlanti? Cos'è
un watt, e un ohm? Quali fattori devo considerare quando connetto
l'amplificatore agli altoparlanti?
I WATT espressi dai costruttori possono essere intesi WATT MAX, WATT
MUSICALI, WATT RMS e ognuno vale la metà dell'altro. Il sistema piu' pratico
per determinare la POTENZA in uscita , espressa in WATT, e' quello di
leggere ... l'etichetta (obbligatoria) che indica il consumo massimo dell'
apparecchiatura quando e' collegata in rete. Se consuma 100W di sicuro non
ne suona 200! Altrimenti spesso e' indicato l'assorbimento in Ampère. In
questo caso calcolate ad occhio i WATT (220 x A.). In entrambi i casi questi
WATT calcolati vanno moltiplicati per un buon 0,6 - 0,7. Una regola da
ricordare è questa: se voglio duplicare il volume devo QUADRUPLICARE la
potenza dell' amplificatore. Su Alcuni Amplificatori e' espressa l'impedenza
di ENTRATA. Regola: un'alta impedenza accetta ottimamente tutti i segnali
(ronzii compresi). Una bassa impedenza accetta solo segnali provenienti da
bobine (microfoni, pickup magnetici). L' impedenza di USCITA
dell'amplificatore e' espressa in OHM. Se un amplificatore indica 8ohm non
posso collegare altoparlanti da 4 o da 2, pena la probabile bruciatura dell'
amplificatore in quanto raddoppia il carico sui transistor finali. Se un
amplificatore indica 4ohm in uscita e gli collego un altoparlante da 8ohm
rende LA META' senza altri inconvenienti. Regola: 2 altoparlanti da 4ohm
collegati in serie mi danno 8ohm. Se collegati in parallelo mi danno 2ohm.
Gli altoparlanti hanno una polarità che è bene rispettare nel caso se ne
colleghi piu' di uno. Altrimenti è garantita una resa al 50% proprio sui
bassi. Prova pratica per capire cos'è l'IMPEDENZA: 2 tubi congiunti in
verticale (diametro = impedenza), nei quali fate scorrere dell' acqua (il
segnale musicale). Provate con diametri diversi cercando di sprecare meno
acqua possibile. ANCHE L'ARIA HA UNA IMPEDENZA!!! Quindi un altoparlante da
20cm con 100W rende come uno da 40cm con 50W. Il nostro udito è piu'
sensibile alle alte frequenze, e' bene che il basso abbia potenza DOPPIA
rispetto agli altri strumenti. Questo e' l'ABC che un bassista deve sapere
di un amplificatore e che purtroppo tanti ignorano.
23) Devo suonare con il plettro o con le dita?
PROSSIMAMENTE
La prossima sarà più corta :-)
--
Metal Lord
http://digilander.iol.it/metallord
.....credo tu mi abbia frainteso....
..io non ti ho suggerito di postare le faq di Lello Gnesutta in modo
integrale....
...ti ho solo consigliato di andarle a vedere per farti un'idea di come si
fa una signora Faq ..8-))....
...il materiale che hai postato e' di proprieta' di Lello Gnesutta
ed avresti dovuto chiedere a lui il permesso di postarlo su IAMSB....
...ti consiglio di mandargli subito una mail per spiegargli il malinteso....
Ciao
Orazio
www.megabass.it
>...il materiale che hai postato e' di proprieta' di Lello Gnesutta
> ed avresti dovuto chiedere a lui il permesso di postarlo su IAMSB....
>...ti consiglio di mandargli subito una mail per spiegargli il malinteso....
E oltretutto postare un msg di 1261 linee mi sembra lunghetto, eh?
Marco Brancalion
Grignano (RO)
bra...@iol.it
http://users.iol.it/branka
--
Metal Lord
Metal Lord
> ho diritto ad una riduziona della pena??
Questo veve deciderlo il buon Lello...
Wiz
> Già fatto... conto di ricevere una risposta quanto prima... cmq non credo
> che a qualcuno sia venuta la voglia di leggersi tutto il post!!!! :-)
> Scusa per il malinteso... e... spero che possa valere a mia discolpa
l'aver
> citato in testa il proprietario...
...sono sicuro che Lello comprendera' la tua effettiva buona fede...
> ho diritto ad una riduziona della pena??
...non so....
....magari solo 2 ore di scale per seste a 2 ottave a 190 bpm...
...con il solo pollice.....8-))))
Ciao
Orazio
www.megabass.it
Ooo niente di speciale :-DDD
Metal Lord