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Consorzio Produttori Indipendenti

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Gianni Maroccolo

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Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to
Salve a tutti,
ci eravamo sentiti ai tempi di Wyatt e siccome anch' io vi seguo, ho
pensato che forse era il caso di rifarmi vivo per qualche doverosa
delucidazione.
-E' vero il Cpi chiude.
-I Csi invece no.
-La Black Out con il Cpi non c' entra assolutamente niente.
-Black Out/Polygram é l' etichetta discografica dei Csi.
-Il Cpi era formato da Dischi del Mulo (Reggio Emila) e Sonica
(Firenze).
-I MK stanno andando benissimo (oltre 30.000 copie), 6° posto in
classifica, concerti strapieni ovunque.
-Altra banalità.............se il Cpi avesse dovuto sopravvivere delle
vendite dei suoi dischi non sarebbe nemmeno nato e quindi é da
escludersi che si chiuda per gli pseudo-flop di Here e Radio Derwish.

-Il Cpi ha prodotto la sua musica e i suoi cd solo ed esclusivamente con
le sue forze.
Non siamo mai stati "finanziati" da Polygram né tantomeno "foraggiati"
dal nostro benefattore.
Il Cpi ha prodotto e promosso i suoi artsiti e i suoi dischi a sue spese
e la Polygram non ha fatto altro che stampare e distribuire i cd nei
negozi.
-La Polygram ci ha solo anticipato le royalties di nostra spettanza
sulle vendite. Tutto qui.

-La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di tacere, ma
non riesco a rimanere del tutto indifferente quando si tratta a vanvera
e con leggerezza su argomenti per me importantissimi che sono parte
integrante della mia vita.
-Solo il Cpi, gli artisti del Cpi, gli amici che ci hanno sostenuto
sanno cosa abbia rappresentato questa avventura ed é solo per rispetto
nei loro confronti e in quelli che hanno sempre creduto in noi che cerco
di evitare qualsiasi mistificazione a tal riguardo.

-Il Cpi quindi chiude, mae non xché il suo "benefattore Polygram" non
sarà più presidente, cosa che ovviamente ci addolora, ma principalmente
perché un periodo bello e intenso della nostra vita é finito.
-Un ciclo, calcisticamente parlando, si é chiuso ed era giusto prenderne
consapevolezza e non esitare oltre.

-A qualcuno forse mancheremo, altri d' ora in poi dovranno cercarsi
bersagli alternativi.

Grazie per l' attenzione.
Gianni Maroccolo

p.s. Fra qualche giorno sul sito www.cpi.it, le ulteriori
informazioni.


stanz

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

Gianni Maroccolo ha scritto:

> Salve a tutti,
> ci eravamo sentiti ai tempi di Wyatt e siccome anch' io vi seguo, ho
> pensato che forse era il caso di rifarmi vivo per qualche doverosa
> delucidazione.

Ma perchè non intervieni più spesso?? :-))

>
> -Il Cpi era formato da Dischi del Mulo (Reggio Emila) e Sonica (Firenze).

Beh, infatti io avevo detto che Sonica sopravvive...o no? :-))

> -Altra banalità.............se il Cpi avesse dovuto sopravvivere delle
> vendite dei suoi dischi non sarebbe nemmeno nato e quindi é da escludersi
> che si chiuda per gli pseudo-flop di Here e Radio Derwish.

Cmq. qui se ne stava parlando perchè, almeno io e qualcun altro, ci siamo
stati veramente male. Non era mica per fare chiacchiere a vanvera. Ma
vabbé...

> -Il Cpi ha prodotto la sua musica e i suoi cd solo ed esclusivamente con
> le sue forze. Non siamo mai stati "finanziati" da Polygram né tantomeno
> "foraggiati"
> dal nostro benefattore. Il Cpi ha prodotto e promosso i suoi artsiti e i
> suoi dischi a sue spese e la Polygram non ha fatto altro che stampare e
> distribuire i cd nei
> negozi.

E quindi, tanto di cappello a tutta la operazione, che era almeno dai tempi
della Cramps dei '70 che non se ne vedeva una simile. Un ottima idea per
tutti.

> -La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di tacere, ma non
> riesco a rimanere del tutto indifferente quando si tratta a vanvera e con
> leggerezza su argomenti per me importantissimi che sono parte integrante
> della mia vita.

Mah...veramente se ne parlava e basta. Non è che si voleva scrivere un
epitaffio...si stava soltanto cercando di capirci qualcosa...non credo che
nessuno sapesse le cose esattamente, quindi...:-)

> -Solo il Cpi, gli artisti del Cpi, gli amici che ci hanno sostenuto sanno
> cosa abbia rappresentato questa avventura ed é solo per rispetto nei loro
> confronti e in quelli che hanno sempre creduto in noi che cerco
> di evitare qualsiasi mistificazione a tal riguardo.

Boh? Abbiamo mistificato qualcosa? :-?

> -Il Cpi quindi chiude, mae non xché il suo "benefattore Polygram" non sarà
> più presidente, cosa che ovviamente ci addolora, ma principalmente
> perché un periodo bello e intenso della nostra vita é finito.

Questa è una cosa che certamente vi fa onore. "Sordi ai tonfi dei corpi che
vengono abbattuti", continuiamo a sperare...

--
bye -stànz


Tiziano Martucci

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to
Onore al Consorzio per tutta quella grande musica che ci ha saputo dare
in questi anni. Memorabili le Notti del Maciste.
Tutto ciò rimarrà indelebile per chi ama la musica fatta in un 'certo' modo.
Tiziano


Splatz

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Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

-----Original Message-----
Da: Gianni Maroccolo <die...@nospam.it>
Newsgroup: it.arti.musica.rockitalia
Inviato il: martedì 16 febbraio 1999 9.49
Oggetto: Consorzio Produttori Indipendenti

>-La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di tacere, ma
>non riesco a rimanere del tutto indifferente quando si tratta a vanvera
>e con leggerezza su argomenti per me importantissimi che sono parte
>integrante della mia vita.

Gianni, sono Federico Bernardi,chitarrista degli Splatterpink.
innanzitutto grazie per tutte le spiegazioni ; come ti ha già risposto
qualcuno non vi era
alcun intento polemico sulla faccenda, al contrario : preoccupazione
derivante dalle voci
che come al solito vanno ascoltate per quello che sono....ti rispondo perchè
avevo originariamente io chiesto delucidazioni, e l'allusione a Senardi non
intendeva certo essere una polemica ...avere un dirigente di major che stima e
supporta il lavoro non è certo una colpa !
Non solo ho una stima immensa per il lavoro che avete fatto e per quello che
ancora farete, anche quando musicalmente non era di mio gradimento - il che
non conta -
ma come io stesso musicista "indipendente" sono sempre preoccupato quando
leggo o sento che interventi diretti di una major causano problemi ; mi fa
un grande piacere leggere quello che hai scritto, per i MK (che io giudico
grandissimi e meritevoli di grande successo), per voi.
Mi dispiace che finisca questa realtà, ma se hai letto gli altri messaggi
avrai visto che spero
"che dall'inverno nasca una nuova primavera".
Con la massima stima,
Federico


Tiziano Toniutti

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

Gianni Maroccolo wrote tante cose...


Che il CPI chiuda è comunque una perdita grave, credo anche per chi come me
si era un po' distaccato dai dischi del consorzio. Per via di una certa
aria un po' snobbina, certi comunicati in cui quasi si tendeva a
giustificare con giri di parole molto evocative e "ferrettiane" il fatto
che il disco da promuovere cercasse un suo spazio sul mercato. E anche
perché i CSI assumevano sempre più un'aria di seriosità e perdevano lo
smalto dell'ironia. Che c'era in "celluloide" e già non c'era più in
"mimporta nasega", quando bisognava scrivere nei comunicati stampa che la
canzone era "un volo basso, ma un volo". Come se uno fosse prigioniero del
proprio status da guru e non si potesse permettere cadute di tono o di dire
semplicemente quello che gli pare. Magari ho "completely missed the point"
ma vedere i CSI in tour che neanche dicono "grazie" quando il pubblico
applaude un po' mi disturbava. Contemporaneamente il Maciste era diventato
illegibile, perso in un autocompiacimento che allontanava parecchio
dall'idea calda di famiglia che il consorzio voleva trasmettere. E i dischi
che uscivano sembravano sempre più tesi a far sentire più intelligente
degli altri chi li avrebbe comprati e ascoltati, per lo meno è una mia
impressione. Va bene cercare l'identità dell'etichetta, ma Divine, Afa e
EstAsia erano spesso dei pastoni indigeribili, un pochino pretenziosi e
ottimi per conciliare il sonno. rimangono bellissime cose dei Marlene,
"trasudamerica", "sonica", bellissimi suoni dei CSI ("Ongii","Inquieto"),
ma anche una certa puzzetta sotto al naso per cui poi assieme agli arivo
(my sweet band!) e un po' di amici compiacenti avevamo messo su il
consorzio produttori indifferenti (http://come.to/cpi), soprattutto per
affetto, e per mettere su CD masterizzati canzoni assolutamente stupide
tipo quelle del meraviglioso duo Pisellone&Pippagialla, che prima o poi
avranno la gloria che meritano. E non aver mai visto uscire su CPI un
gruppo proveniente da sotto la Toscana (Roberto Mariani pare la classica
eccezione che conferma la regola) era un'altra cosa per cui, parlo per me e
per qualche amico, al consorzio ci si disaffezionava, e parecchio.

L'altro giorno in sala prove si parlava un po' di questa cosa. I dischi del
consorzio li prendevamo, li ascoltavamo, per quanto riguarda Marlene e
primi due degli ust li sparavamo anche a palla in macchina. Personalmente
per la perdita dell'etichetta, del nome e di quello che ha significato,
sono dispiaciuto. Ma c'è anche chi, pur rispettando il valore del CPI per
chi l'ha vissuto da dentro, ha detto che un'etichetta così gestita non era
grande cosa. Si parla di un mercato piccolo, in cui 30mila copie sono
considerate "un successo". In cui, a livelli davvero bassi, le invidie tra
artisti sono una realtà. In cui c'è una discrepanza evidente tra chi i
dischi li fa e tra chi poi dovrebbe comprarli, tra il significato del disco
presunto e reale. Il CPI faceva musica "colta" o "popolare"? Per me la
musica popolare è anche Alex Britti. E' un prodotto easy, pop, che ha
quella funzione. E può, se fatto bene, anche essere gradevole. L'aria
pesante, quasi deprimente che gira intorno al rock italiano è una realtà. I
giornali di musica chi li compra? A chi arrivano le idee del consorzio?
nella stragrande maggioranza, a figli di papà con la pappa pronta sotto al
muso che alzano il pugno nel 1998 durante Emilia Paranoica. Grande è la
confusione sotto al cielo ma mai come oggi non è cosa positiva. E' solo una
sensazione, eh. Ma talvolta la ricerca ossessiva di distinzione coincide
con la fighetteria fine a se' stessa. Tanto è vero che i CSI, nonostante
gli ottimi musicisti che lo compongono, sono Giolindo Ferretti e basta agli
occhi di chi va ai concerti. Magari sono influenzato dalla scena deprimente
di Roma, radiorock è una pena, una srl mancata e che ancora si arroga il
diritto di essere la voce dell'intelligenza.
Anche se il Consorzio non c'è più, sono fiducioso nella nascita di un
qualcosa di nuovo. Dopotutto un mercato c'è. Speriamo solo che quello che
verrà sia meglio di quello che è stato.
ciao
Tiz

Acty

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

Gianni Maroccolo wrote:

> -La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di tacere, ma
> non riesco a rimanere del tutto indifferente quando si tratta a vanvera
> e con leggerezza su argomenti per me importantissimi che sono parte
> integrante della mia vita.

> -Solo il Cpi, gli artisti del Cpi, gli amici che ci hanno sostenuto
> sanno cosa abbia rappresentato questa avventura ed é solo per rispetto
> nei loro confronti e in quelli che hanno sempre creduto in noi che cerco
> di evitare qualsiasi mistificazione a tal riguardo.

Grazie per essere intervenuto.
Comunque qui nessuno parlava a vanvera o con cattiveria, ma si cercava di
capire quanto fossero vere delle voci che circolano intorno al nome del CPI,
che da piu' parti veniva dato in crisi per vari motivi.

> -Il Cpi quindi chiude, mae non xché il suo "benefattore Polygram" non
> sarà più presidente, cosa che ovviamente ci addolora, ma principalmente
> perché un periodo bello e intenso della nostra vita é finito.

> -Un ciclo, calcisticamente parlando, si é chiuso ed era giusto prenderne
> consapevolezza e non esitare oltre.

Si pero' non ci hai spiegato perche chiude eh... se i Marlene vanno bene, la
gente vi ama, i soldi ci sono... ci sara' qualche altro motivo credo... e'
inevitabile che nascano dei tentativi di interpretazione di un fatto simile
da parte dei vostri affezionati!
Pretendere che non se ne parli non mi sembra giusto dato che rappresentate
il punto di riferimento per il panorama alternativo italiano e che ci
lasciate un vuoto incolmabile eh!
Bye
Acty / Stefano
http://www.rockit.it


Paola

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to
die...@nospam.it (Gianni Maroccolo) ha scritto:

>Salve a tutti,
>ci eravamo sentiti ai tempi di Wyatt e siccome anch' io vi seguo, ho
>pensato che forse era il caso di rifarmi vivo per qualche doverosa
>delucidazione.

>[...]


>-La cosa migliore da fare in questi casi sarebbe quella di tacere, ma
>non riesco a rimanere del tutto indifferente quando si tratta a vanvera
>e con leggerezza su argomenti per me importantissimi che sono parte
>integrante della mia vita.

Il CPI nel bene e nel male ha rappresentato un'istituzione
"scioccante" per il business discografico. Era logico che una
posizione "nuova" come la vostra non avrebbe incontrato le
simpatie ne' delle major, ne' tantomeno delle etichette di
settore. Per qualche anno avete rappresentato un'alternativa,
anche se legata soprattutto al carisma dei CSI. Ci si interrogava
solo sulle "reali" ragioni per cui questa terza via non puo' piu'
esistere. Domande alle quali magari nessuna figura istituzionale
come la tua puo' rispondere "pubblicamente", forse per questo
motivo ancora piu' significative.

>-Solo il Cpi, gli artisti del Cpi, gli amici che ci hanno sostenuto
>sanno cosa abbia rappresentato questa avventura ed é solo per rispetto
>nei loro confronti e in quelli che hanno sempre creduto in noi che cerco
>di evitare qualsiasi mistificazione a tal riguardo.

La mistificazione se ci sara', non sara' certo qui sul newsgroup;
purtroppo combatterete con ben altre mistificazioni :(

>-Il Cpi quindi chiude, mae non xché il suo "benefattore Polygram" non
>sarà più presidente, cosa che ovviamente ci addolora, ma principalmente
>perché un periodo bello e intenso della nostra vita é finito.

E qui ci starebbe un "perche'?", ma mi rendo conto che restera'
senza risposta.

>-A qualcuno forse mancheremo, altri d' ora in poi dovranno cercarsi
>bersagli alternativi.

e' uno sfogo molto amaro, in parte comprensibile; ma creando una
figura discografica "nuova" come il CPI, di mediazione tra la
potenza delle major e la liberta' espressiva delle piccole
produzioni, non potevate non sapere che il settore avrebbe
reagito in maniera schizofrenica! Spero solo che queste
considerazioni non abbiano influenzato piu' di tanto questo
scioglimento: la credibilita' si conquista con gli anni
(purtroppo o per fortuna), e i nervi devono essere ben saldi.

>Grazie per l' attenzione.

spero tornerai a sollecitarla :)

Paola

PS niente piu' Taccuini, quindi? :(

ANKH

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to
Nel libro di Destino dei sette eterni sta scritto che Paola disse:

> PS niente piu' Taccuini, quindi? :(

:-(((
Parafrasando uno slogan di Tetsuo: Se mi togliete i Taccuini mi mettete nei
casini!
:-(((
ANKH
--
"Omnes vulnerant, Ultima necat"
icq #: 15879263
gc98: CVaida5GaWcaiaaaGbaa24e$MZURsjaievbeiZae3FacTa6
t7Occ5iaeGaqCcehGVcabcajBmk6baasNbasZRUFbhaaaabitRome

stanz

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

Tiziano Toniutti ha scritto:

> Per via di una certa aria un po' snobbina, certi comunicati in cui quasi si
> tendeva a giustificare con giri di parole molto evocative e "ferrettiane" il
> fatto che il disco da promuovere cercasse un suo spazio sul mercato.

Tuttavia, ammetterai che è un sapersi "vendere" assolutamente dignitoso:
conoscendo le motivazioni e continuando a esprimere quello che si è sempre
stati. Vedi forse qualcosa plateale o smaccato nel CPI? Secondo me, proprio
perchè c'era profondo rispetto per la musica, ce n'era anche per il *modus
comunicandi* tra musica e stampa

> Come se uno fosse prigioniero del proprio status da guru e non si potesse
> permettere cadute di tono o di dire semplicemente quello che gli pare.

Qui credo che ci sia la prevenzione anti-ferrettiana più evidente. Ferretti non
dice cose da guru perchè lo vuol fare, ma perchè "necessita" di quelle parole.
E' chiaro che il CPI ha risentito di GLF, ma è altrettanto chiaro che lo stile
di GLF *è quello che distingue il CPI*, che lo fa stare in una zona differente,
e a me non pare troppo sforzato. L'intelligenza, del resto, non può che essere
pensata, sentita e studiata: altrimenti sarebbe acqua che scorre e va...

> Magari ho "completely missed the point"
> ma vedere i CSI in tour che neanche dicono "grazie" quando il pubblico
> applaude un po' mi disturbava.

Boh, a me non sembrava così vistosa...mi sembra anche naturale. In fondo
Ferretti facendo musica fa della psicoterapia in pubblico, non è che sia facile
dire le cose che dice e, a qualche concerto, si può anche capire che sia così
stressato da non salutare nemmeno...poi anche la faccenda di essere diventato
famoso, non credo gli si attagli più di tanto.

> E i dischi che uscivano sembravano sempre più tesi a far sentire più
> intelligente degli altri chi li avrebbe comprati e ascoltati, per lo meno è
> una mia
> impressione.

Secondo me però è questo lo sforzo da premiare. In questo siamo abbastanza agli
antipodi, tu sei *anti-intellettualistico*, io il contrario. A me infastidisce
la riduttività trash-izzante. Forse il mondo è bello perchè è vario :-)))

> E non aver mai visto uscire su CPI un
> gruppo proveniente da sotto la Toscana (Roberto Mariani pare la classica
> eccezione che conferma la regola)

Boh...vorresti dire che il CPI è "leghista" ? :-)) Secondo me è stata una
semplice coincidenza.

> una realtà. In cui c'è una discrepanza evidente tra chi i dischi li fa e tra
> chi poi dovrebbe comprarli, tra il significato del disco presunto e reale.

Forse sbaglierò, ma invece ho la sensazione che il CPI abbia sempre cercato di
far guardare allo specchio i propri "compratori", proponendo dischi che li
faceva spesso meditare su se' stessi. Molti non amano sentirsi sbattere in
faccia le proprie paranoie, preferiscono musica spensierata, che distragga.

> Il CPI faceva musica "colta" o "popolare"? Per me la
> musica popolare è anche Alex Britti. E' un prodotto easy, pop, che ha quella
> funzione. E può, se fatto bene, anche essere gradevole. L'aria
> pesante, quasi deprimente che gira intorno al rock italiano è una realtà.

Ergo: meglio Britti che fa musica superficiale, ma divertente, che i CSI che
infastidiscono con le loro introspezioni e i loro abissi. :-)


> Grande è la confusione sotto al cielo ma mai come oggi non è cosa positiva.
> E' solo una sensazione, eh. Ma talvolta la ricerca ossessiva di distinzione
> coincide
> con la fighetteria fine a se' stessa.

Non credo che si possa essere particolarmente "fighetti" se si riesce ad amare
profondamente un brano come "Irata" o "Memorie di una testa tagliata". Una
canzone del genere è militante, ma ad un livello, esclusivamente, interiore. Se
non si coglie questo, allora è meglio vendere tutti i dischi dei CSI che si
sono comprati.

> Magari sono influenzato dalla scena deprimente

Ho il sospetto che *tu* sia in una fase profondamente deprimente. Scusami, ma
dovevo dirtelo. I dischi dei CSI sono dischi di gioia, vanno "oltre" la miseria
individuale che a volte raccontano.

ciao stanz

Tiziano Toniutti

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

stanz wrote:

>
>
> Tuttavia, ammetterai che è un sapersi "vendere" assolutamente dignitoso:
> conoscendo le motivazioni e continuando a esprimere quello che si è sempre
> stati. Vedi forse qualcosa plateale o smaccato nel CPI? Secondo me, proprio
> perchè c'era profondo rispetto per la musica, ce n'era anche per il *modus
> comunicandi* tra musica e stampa

Non vedo niente di plateale e smaccato nel CPI se non una certa omologazione.
Quando gli Ust hanno iniziato ad essere vendibili si sono distaccati dall'ala del
consorzio. Non ci vedo manovre particolari dietro, ma ormai erano un gruppo che il
CPI non poteva più considerare veramente suo. E poi qualcuno, tra i fan del
consorzio avrebbe potuto trovare i baci col soffio della redeghieri
insopportabili. E lo erano comunque anche fuori dal consorzio. Vabbè che sparare
sul CPI è sport nazionale, ma comunque il fatto che tutti i gruppi del CPI siano
così fortemente derivativi da liftiba e cccp è evidente, e dopo un po' stanca. Non
solo, quando poi bisogna inventarsi una ricerca mistica per giustificare il suono
alla bristol degli afa uno un po' ci rimane anche male. Non vedo perchè il
consorzio non poteva scrivere sui comunicati stampa "abbiamo fatto un disco coi
suoni che tirano adesso perchè nun ce dispiacerebbe vende quarche copia anche in
europa". Rispetto la ricerca di Taver, ma...boh, non lo so.

> Boh, a me non sembrava così vistosa...mi sembra anche naturale. In fondo
> Ferretti facendo musica fa della psicoterapia in pubblico

No. Ferretti sta facendo musica. E per di più rock. E anche piuttosto vendibile.

> , non è che sia facile
> dire le cose che dice e, a qualche concerto, si può anche capire che sia così
> stressato da non salutare nemmeno...

Ma per favore!

> poi anche la faccenda di essere diventato
> famoso, non credo gli si attagli più di tanto.

Su questo siamo d'accordo.

> Secondo me però è questo lo sforzo da premiare. In questo siamo abbastanza agli
> antipodi, tu sei *anti-intellettualistico*, io il contrario. A me infastidisce
> la riduttività trash-izzante. Forse il mondo è bello perchè è vario :-)))
>

Non mi sento anti-intellettualistico. Però neanche razzista. Durante "america e
provincia" cantiamu un pezzetto de l'ora delle tentazioni. E poi facciamo la cover
acustica di "l'estate sta finendo". Non sento alcun attrito.

>
>
> Boh...vorresti dire che il CPI è "leghista" ? :-)) Secondo me è stata una
> semplice coincidenza.

Non dico che è leghista. Dico che ad esempio gli elettrojoyce poteva pubblicarli
benissimo CPI/Polygram perchè valgono e parecchio. tanto è vero che Maroccolo li
ha votati a Scenaperta. E invece li ha pubblicati la Epic Sony.

> Ergo: meglio Britti che fa musica superficiale, ma divertente, che i CSI che
> infastidiscono con le loro introspezioni e i loro abissi. :-)
>

Naaaa, macchè, anzi. Ci sono momenti diversi per sentire (ascoltare) cose diverse.
tutto qua.

> Ho il sospetto che *tu* sia in una fase profondamente deprimente. Scusami, ma
> dovevo dirtelo. I dischi dei CSI sono dischi di gioia, vanno "oltre" la miseria
> individuale che a volte raccontano.

Magari è come dici tu ma non mi pare. La sento, la gioia nei dischi dei CSi. Che
infatti reggono da soli tutto il consorzio. Non la sento nelle produzioni del CPI,
è di questo che stavamo parlando. Che i CSi siano un gruppo maturo è fuori
discussione. I gruppetti del CPI non mi piacciono, tutto qua. Saranno grandi
musicisti, Here era un bel disco, ma insomma oltre quello mi piace poco.buona vita

tiz


Diego Cuoghi

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to
Tiziano Toniutti <t.ton...@repubblica.it> wrote:

> E non aver mai visto uscire su CPI un
> gruppo proveniente da sotto la Toscana (Roberto Mariani pare la classica
> eccezione che conferma la regola)

Anche i Radiodervish sono mooolto del sud. Uno è pugliese e l'altro
libanese. :-)

--
D I E G O C U O G H I
---------------------------------
http://www.giramondo.com/~diegoc

june

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

>Non dico che è leghista. Dico che ad esempio gli elettrojoyce poteva
pubblicarli
>benissimo CPI/Polygram perchè valgono e parecchio. tanto è vero che
Maroccolo li
>ha votati a Scenaperta. E invece li ha pubblicati la Epic Sony.
>

un gruppo che al momento del salto con una major ripete al 100% il
precedente
ma meno diffuso cd cambiando l'ordine degli accordi ed 'instupidendo' seppur
nel
limite della decenza i testi ai miei occhi non è un gruppo valido
se un artista nel comporre un nuovo lavoro deve copiare esattamente il
precedente
solo perchè abbastanza riuscito secondo il mio parere farebbe meglio a non
produrre nulla....nel caso degli elettrojoyce la voglia di arrivare al
successo è chiarissima
da tempo, la mancanza della voglia di fare musica per il semplice gusto di
farla è altrettanto
percepibile dalle esibizioni live...mi stupisci se prima dici di individuare
nelle produzioni
del consorzio una certa 'puzza sotto al naso', se critichi radiorock e poi
mi esalti
gli elettrojoyce, chiaro esempio di progetto retorico studiato a tavolino,
non a caso preso
a cuore dalla mercenaria radiorock.... se devo essere sincero nel consorzio
ci avrei
visto mooooolto meglio gli epsilon indi

au revoir

june

unread,
Feb 16, 1999, 3:00:00 AM2/16/99
to

>Che il CPI chiuda è comunque una perdita grave, credo anche per chi come me
>si era un po' distaccato dai dischi del consorzio. Per via di una certa

>aria un po' snobbina, certi comunicati in cui quasi si tendeva a
>giustificare con giri di parole molto evocative e "ferrettiane" il fatto
>che il disco da promuovere cercasse un suo spazio sul mercato.
beh...credo sia normale cercare uno spazio nel mercato, d'altronde
se vuoi essere sicuro di raggiungere almeno quello che pensi possa essere
il tuo tipo di pubblico dovrai pubblicizzarti in qualche modo, altrimenti
ognuno
si mette a suonare ed incidere i cd nella propria camera e buonanotte...
poi volevo ricordarti che anche etichette gloriose come la 4AD per evitare
il fallimento si sono messe a produrre musica techno (tipo PUMP ON
THE VOLUME...DANCE...DANCE....PUMP...PUMP...ecc...ecc.....), ma senza
di questa probabilmente non avremmo mai conosciuto i pixies e i throwing
muses che sono stati prodotti con il ricavato dlele vendite dei MARRS.....


>E anche
>perché i CSI assumevano sempre più un'aria di seriosità e perdevano lo
>smalto dell'ironia. Che c'era in "celluloide" e già non c'era più in
>"mimporta nasega", quando bisognava scrivere nei comunicati stampa che la
>canzone era "un volo basso, ma un volo".

guarda, a me l'ultimo cd dei CSI non è affatto piaciuto, lo trovo un po'
ripetitivo
come suoni e detto in poche parole non mi ha 'preso'...ad ogni modo non mi
sembra
di riscontrare in esso una qualche voglia di allargare il proprio pubblico,
forse ci
trovo una mancanza di ispirazione, tutto qui....idem per quanto riguarda la
'seriosità',
non ci vedo una arroganza di fondo in questo attuale comportamento, ma la
vedo
come semplice specchio esteriore del periodo che la band sta attraversando

>Contemporaneamente il Maciste era diventato
>illegibile, perso in un autocompiacimento che allontanava parecchio

>dall'idea calda di famiglia che il consorzio voleva trasmettere. E i dischi


>che uscivano sembravano sempre più tesi a far sentire più intelligente
>degli altri chi li avrebbe comprati e ascoltati, per lo meno è una mia
>impressione.

non credo dovresti vederla come colpa del consorzio, anche se concordo sul
fatto che molta gente si senta particolarmente intelligente solamente perchè
ascolta un cd di david sylvian o va a vedere un film di
kubrick.....personalmente
ho ascoltato molti dischi del consorzio, ma non per questo mi sento più
intelligente della media...anzi...a volte mi ritrovo pure a fischiettare
canzoni
degli aqua... = )

>Va bene cercare l'identità dell'etichetta, ma Divine, Afa e
>EstAsia erano spesso dei pastoni indigeribili, un pochino pretenziosi e
>ottimi per conciliare il sonno.

punti di vista, secondo me il cd degli estasia è GRANDIOSO e la voce
di romina unica nel panorama musicale attuale italiano...


>E non aver mai visto uscire su CPI un
>gruppo proveniente da sotto la Toscana (Roberto Mariani pare la classica

>eccezione che conferma la regola) era un'altra cosa per cui, parlo per me e
>per qualche amico, al consorzio ci si disaffezionava, e parecchio.

questo significa che se nessun gruppo della propria regione incide per
il consorzio ci si debba disaffezionare?

>Ma c'è anche chi, pur rispettando il valore del CPI per
>chi l'ha vissuto da dentro, ha detto che un'etichetta così gestita non era
>grande cosa. Si parla di un mercato piccolo, in cui 30mila copie sono
>considerate "un successo".

purtroppo è vero, siamo in italia, ed effettivamente se i marlene arrivano
a 30.000 copie si deve parlare di successo, ma non dipende certo dal
consorzio,
bisognerebbe ripulire un attimo le radio private forse.....

>In cui, a livelli davvero bassi, le invidie tra
>artisti sono una realtà.

sapessi quante ce ne sono tra i gruppi romani che passano ad un localino
all'altro senza vedere mai una lira.....purtroppo quella delle invidie è una
realtà con cui bisogna convivere in ogni momento ed in ogni situazione della
vita...comunque a me è capitato di parlare con diversi artisti del consorzio
e
queste invidie non le ho notate...anzi...

>In cui c'è una discrepanza evidente tra chi i
>dischi li fa e tra chi poi dovrebbe comprarli, tra il significato del disco
>presunto e reale.

questo non lo trovo negativo, anzi credo che l'attribuire un significato
personale ad un disco sia la maniera migliore per farlo proprio.....la
musica
è molto legata all'immaginazione e la possibilità di scegliere una propria
interpretazione lo trovo un pregio e non un difetto.....

>Il CPI faceva musica "colta" o "popolare"? Per me la
>musica popolare è anche Alex Britti. E' un prodotto easy, pop, che ha
>quella funzione. E può, se fatto bene, anche essere gradevole.

su questo siamo d'accordo, infatti Alex Britti oltre a saper scrivere un
buon
pop è un grandissimo musicista e se ti è mai capitato di vederlo live con
la sua chitarra negli anni passati sarai rimasto incantato anche
tu....rimane
comunque il fatto che per farsi conoscere è dovuto (purtroppo) passare a
suonare un pop facilotto, anche se fatto bene....

>A chi arrivano le idee del consorzio?
>nella stragrande maggioranza, a figli di papà con la pappa pronta sotto al

>muso che alzano il pugno nel 1998 durante Emilia Paranoica. Grande è la


>confusione sotto al cielo ma mai come oggi non è cosa positiva. E' solo una
>sensazione, eh. Ma talvolta la ricerca ossessiva di distinzione coincide
>con la fighetteria fine a se' stessa.

concordo in pieno, ma a questo purtroppo non c'è rimedio...certo se però
giudichi
male il consorzio perchè malauguratamente ha fatto tendenza tra i figli di
papà
commetti anche tu l'errore inverso.....se un cd mi piace mi piace e basta,
al di là
del fatto che esca per il consorzio, per la sony o per la angel di roma e al
di là
del fatto che al concerto della band mi ritrovo a fianco di ragazzi con
l'orologio
sul polsino.....

>Magari sono influenzato dalla scena deprimente

>di Roma, radiorock è una pena, una srl mancata e che ancora si arroga il
>diritto di essere la voce dell'intelligenza.

la voce della deficienza forse...basta guardare il 'capo'....ti
giuro...preferisco
ascoltare radio dimensione suono, almeno nel loro essere commerciali sono
veri e non ti prendono per il cxxo...

>Anche se il Consorzio non c'è più, sono fiducioso nella nascita di un
>qualcosa di nuovo. Dopotutto un mercato c'è. Speriamo solo che quello che
>verrà sia meglio di quello che è stato.

si spera sempre nel meglio


ciao!

Tiziano Toniutti

unread,
Feb 17, 1999, 3:00:00 AM2/17/99
to

june wrote:

> poi volevo ricordarti che anche etichette gloriose come la 4AD per evitare
> il fallimento si sono messe a produrre musica techno (tipo PUMP ON
> THE VOLUME...DANCE...DANCE....PUMP...PUMP...ecc...ecc.....), ma senza
> di questa probabilmente non avremmo mai conosciuto i pixies e i throwing
> muses che sono stati prodotti con il ricavato dlele vendite dei MARRS..

e dai che i MARRS erano anche carucci per sbatacchiare il sedernone, non erano
sicuramente un disco 4AD nello stile, però il livello di raffinatezza pop era
lo stesso alto. Cioè, pur essendo una cosa ultravendibile, non mancava comunque
di gusto ne' per suoni ne' per arrangiamenti.Era piuttosto innovativo al tempo,
poi è chiaro che pure a me piacciono di più la Hersch e i pixies. Ma per i
MARRS su 4AD non si è lamentato nessuno, mentre invece per i wolfango su CPI
si. Anche se effettivamente sono senza futuro, nel primo disco qualche spunto
intrigante c'era eccome. Insomma si toccava anche quella fascia di gruppi
italiani veramente fuori dalle solite cose. Che piacciano o meno i Wolfango li
riconosci al primo ascolto, in un marasma di cloni e di innesti brit-italiani
in fondo non erano per niente male. Era molto facile sparargli addosso e
infatti è stato prontamente aperto il fuoco. Anche dalle riviste di settore,
che per farsi dire "guardate quanto siamo bravi, bastoniamo anche il consorzio"
non hanno esitato un attimo a massacrare un disco che neanche troppo in fondo
offriva molti più spunti dei Luciferme o degli Afa "new style" (ma ve la
ricordate "Sciamano" quanto era bella?)

> non ci vedo una arroganza di fondo in questo attuale comportamento dei CSI,


> ma la
> vedo
> come semplice specchio esteriore del periodo che la band sta attraversando

E vabbé ma ci vuole tanto a ringraziare qualcuno che paga per venirti a
vedere? Cazzo, viene naturale anche a chi potrebbe sbattersene davvero. Eddie
Vedder ancora si commuove quando la gente canta "black" appresso a lui.
Potrebbe però anche essere che i CSi siano disgustati dal proprio pubblico
attuale. E' solo un'ipotesi, non mi massacrate! :-)

> personalmente
> ho ascoltato molti dischi del consorzio, ma non per questo mi sento più
> intelligente della media...anzi...a volte mi ritrovo pure a fischiettare
> canzoni
> degli aqua... = )

Ao, in finale tra un June del 44 e una Spencer explosion, "dr.Jones" ce la puoi
pure mettere. Poi gli UNKLE, poi Blonde Redhead, poi rimetti Zappa e poi
ribecchi Buggles e Righiera. Viva i masterizzatori!

> secondo me il cd degli estasia è GRANDIOSO e la voce
> di romina unica nel panorama musicale attuale italiano...

Infatti la voce è molto bella e ben utilizzata, solo che sentire di fila tutto
il disco degli Estasia mi risulta difficile. Anche se si sente che è un lavoro
fatto e pensato con parecchie buone intenzioni.

> questo significa che se nessun gruppo della propria regione incide per
> il consorzio ci si debba disaffezionare?

Non volevo dire questo. Notavo solo che per esempio da Roma non è mai uscito
nulla, tutto qua. E sono uscite cose che potevano benissimo rimanere in cantina
per un altro po'. Alla fine i gruppi di Roma che in qualche modo dovevano
venire fuori lo hanno fatto in qualche altra maniera, i Goah per conto loro, i
Frangar non Flectar con un disco bruttino e gli Ejoyce con la sony. Per gli
ARiVO c'è da aspettare un altro pochino, non disperate! :-)

> sapessi quante ce ne sono tra i gruppi romani che passano ad un localino
> all'altro senza vedere mai una lira.....

Nun me lo di, te prego, nun me lo di...

> Alex Britti oltre a saper scrivere un
> buon
> pop è un grandissimo musicista e se ti è mai capitato di vederlo live con
> la sua chitarra negli anni passati sarai rimasto incantato anche
> tu....

Oh yes, oltre a esibire un chitarrismo blues per niente invadente o retorico ha
anche un grande gusto. Ma se ascolti it.pop noterai che comunque è un lavoro
molto equilibrato, perfettamente a suo agio con la natura pop che voleva avere.
C'è anche musica che può andare bene come sottofondo mentre cucini o rifai i
letti, Britti ogni tanto lo metto quando sistemo casa e non mi dispiace
proprio.

> concordo in pieno, ma a questo purtroppo non c'è rimedio...certo se però
> giudichi
> male il consorzio perchè malauguratamente ha fatto tendenza tra i figli di
> papà
> commetti anche tu l'errore inverso....

Yes, capisco la posizione. Forse ho fatto confusione tra l'atteggiamento
discografico del consorzio e il pubblico dei suoi dischi, ad un certo punto non
mi riconoscevo più in nessuna delle due parti e ho un po' mescolato. Se hai
visto i CSI a Roma tutte le volte che sono venuti ti sarai intristito pure te
buttando l'occhio tra il pubblico. Non è comunque questo l'elemento di
disamore, sono anche contento che ferretti e zamboni facciano un sacco di
soldi, anche perché poi è molto bello pensare che nel momento in cui tutto
finirà ferretti se ne torna coi cavalli e zamboni a portare il trattore come
Bill Berry. Solo che, se i concerti sono anche un'esperienza collettiva oltre
che individuale, allora in quel pubblico non mi ci sentivo più bene.bye
tiz

Tiziano Toniutti

unread,
Feb 17, 1999, 3:00:00 AM2/17/99
to

june wrote:

> un gruppo che al momento del salto con una major ripete al 100% il
> precedente
> ma meno diffuso cd cambiando l'ordine degli accordi ed 'instupidendo' seppur
> nel
> limite della decenza i testi ai miei occhi non è un gruppo valido

Rispetto la tua opinione ma non sono d'accordo. Mi sembra che il disco nuovo
contenga alcune bellissime canzoni, "mediana", "poliziotto", "aeroporti" su
tutte. Sono semplicemente più facili da assimilare di prima, ma conoscendoli
sono che si tratta di ricerca e lavoro sul loro stile piuttosto che voglia di
vendersi. Alla fine è rock. Sono sempre gli stessi accordi. Se ascolti bene il
secondo disco noterai che deriva chiaramente dal primo ma è molto, molto più
asciutto e consapevole.

> nel caso degli elettrojoyce la voglia di arrivare al
> successo è chiarissima
> da tempo, la mancanza della voglia di fare musica per il semplice gusto di
> farla è altrettanto
> percepibile dalle esibizioni live...

Non mi pare, sai. Loro vogliono fare canzoni. Canzoni che la gente canti. E
quello fanno. E ti assicuro che, come tutti quelli come loro che per vivere
lavorano da qualche altra parte, la musica la fanno solo perchè ne hanno
bisogno fisico. Il buon Andrea Salvati, pressatissimo da impegni di lavoro
piuttosto pesantucci, ha trovato tempo e voglia per venire a registrare le
parti di piano per alcune canzoni del mio gruppo. E si è puppato il missaggio
fino alle tre di mattina anche se si sarebbe svegliato quattro ore dopo per
andare a lavorare. Magari la mia è una visione un po' più interna della cosa,
ma quando annamo a magnà dar buiaccaro alla garbazza e parliamo dei dischi che
abbiamo scovato chissà dove ci esaltiamo come coi pink floyd quando avevamo 15
anni.
E comunque non mi pare che ci sia niente di male nel voler arrivare al
successo. Soprattutto con un buon disco come quello che hanno.

> gli elettrojoyce, chiaro esempio di progetto retorico studiato a tavolino

Puoi non credermi ma ti assicuro che non è davvero il caso. Se li contendevano
tre major e alla fine l'ha spuntata la sony, ma il disco era già tutto scritto
e nessuno ha messo bocca sul contenuto. Alcune delle canzoni sul disco le fanno
dal vivo da due anni, quando non se li inculava nessuno.

> non a caso preso
> a cuore dalla mercenaria radiorock...

bah, loro servivano alla radio e la radio è servita a loro. Stai certo che se
cominciano a richiederti una canzone in cento tu inizi a passarla. E cerchi di
tirare fuori il fenomeno perchè ti fa anche comodo. Il fatto è che loro,
semplicemente, piacciono a molti. Al contrario, purtroppo, dei bellissimi
ARiVO (http://come.to/arivo).

> . se devo essere sincero nel consorzio
> ci avrei
> visto mooooolto meglio gli epsilon indi

Yeah, soprattutto quando il caro Ale Sordi suonava le percussioni...


® noise.it staff ®

unread,
Feb 17, 1999, 3:00:00 AM2/17/99
to
Viva la libertà di parola...e di discussione

june

unread,
Feb 17, 1999, 3:00:00 AM2/17/99
to

>Rispetto la tua opinione ma non sono d'accordo. Mi sembra che il disco
nuovo
>contenga alcune bellissime canzoni, "mediana", "poliziotto", "aeroporti" su
>tutte. Sono semplicemente più facili da assimilare di prima, ma
conoscendoli
>sono che si tratta di ricerca e lavoro sul loro stile piuttosto che voglia
di
>vendersi.

in quanto al lavoro sul loro stile mi trovi perfettamente d'accordo, tra
l'altro
di personalità ne hanno da vendere, è giusto che la tirino fuori.....per
quanto riguarda
la ricerca facevo tantissima fatica a trovarla sul primo, in quello nuovo
non
ne percepisco assolutamente la presenza....

>Alla fine è rock. Sono sempre gli stessi accordi. Se ascolti bene il
>secondo disco noterai che deriva chiaramente dal primo ma è molto, molto
più
>asciutto e consapevole.

io l'ho trovato solo più scontato e con molto meno impatto, inoltre i testi
mi sembrano
più retorici e meno interessanti

>
>Non mi pare, sai. Loro vogliono fare canzoni. Canzoni che la gente canti. E
>quello fanno.

anche l'ultimo pino daniele scrive canzoni per farle cantare alla gente, ma
lo preferivo
decisamente quando scriveva i pezzi per tirare fuori l'anima....

>E ti assicuro che, come tutti quelli come loro che per vivere
>lavorano da qualche altra parte, la musica la fanno solo perchè ne hanno
>bisogno fisico.

innanzitutto beati loro che lavorano, perchè c'è anche chi come me lavora
6/7 ore al giorno da mesi e non ha ancora visto una lira... = )
comunque personalmente mi è capitato di vederli 4 volte, almeno 3 delle
quali
avevano l'aria di chi sale sul palco, timbra il cartellino e riscende...poi
una frase con
cui spesso hanno chiuso i concerti... " ce la faremo... ".....a fare cosa, a
scrivere
un gran disco o a balzare in cima alla hit parade?

>Il buon Andrea Salvati, pressatissimo da impegni di lavoro
>piuttosto pesantucci, ha trovato tempo e voglia per venire a registrare le
>parti di piano per alcune canzoni del mio gruppo.

beh...se siete amici...certo che se lo chiedevo io non credo che sarebbe
venuto... = )

>Magari la mia è una visione un po' più interna della cosa,
>ma quando annamo a magnà dar buiaccaro alla garbazza e parliamo dei dischi
che
>abbiamo scovato chissà dove ci esaltiamo come coi pink floyd quando avevamo
15
>anni.

che significa...anche red ronnie esalta tanto i take that, ma poi gode come
un pazzo
se gli parli dei masada.....

>E comunque non mi pare che ci sia niente di male nel voler arrivare al
>successo. Soprattutto con un buon disco come quello che hanno.

infatti non lo trovo assolutamente negativo il fatto che un gruppo cerchi
anche di arrivare al successo, anzi, ben felice che una realtà romana riesca
finalmente ad emergere, ne critico solamente i modi e i tempi, avrei
preferito
un cd più pensato che avesse potuto rappresentare una vera evoluzione....
sony o non sony un cd si registra se hai qualcosa da dire e secondo me
questa volta non ne avevano....tutto qui....

>
>> gli elettrojoyce, chiaro esempio di progetto retorico studiato a
tavolino
>
>Puoi non credermi ma ti assicuro che non è davvero il caso. Se li
contendevano
>tre major e alla fine l'ha spuntata la sony, ma il disco era già tutto
scritto
>e nessuno ha messo bocca sul contenuto. Alcune delle canzoni sul disco le
fanno
>dal vivo da due anni, quando non se li inculava nessuno.

oddio, ho avuto la fortuna (o sfortuna) di conoscere molta gente nel music
business
e posso non solo mettere la mano sul fuoco, ma mettermi tutto intero dentro
un forno
a microonde sul fatto che *nessuna* major lascia libertà totale ad una band,
soprattutto
se giovane e poco esperta.....
sicuramente alla sony è piaciuto il primo cd e credo che di conseguenza
abbia chiesto
al gruppo di ripetersi con quelle sonorità, con quel modo di cantare, con
testi simili
ma più *decifrabili*...da qui deducevo la mia impressione di progetto
retorico studiato a tavolino...
insomma...la mia *sensazione* è quella di un cd totalmente privo di
spontaneità...tutto qui....

>
>> non a caso preso
>> a cuore dalla mercenaria radiorock...
>
>bah, loro servivano alla radio e la radio è servita a loro.

perchè un gruppo giovane dovrebbe servire alla radio? vabbè che
hanno sempre avuto un piccolo seguito sin dall'inizio, ma non credo fossero
fondamentali per la sopravvivenza della radio....

>Stai certo che se
>cominciano a richiederti una canzone in cento tu inizi a passarla.

ti assicuro che puoi anche richiedere un pezzo 1000 volte senza mai essere
passato, esperienza direttamente provata da alcuni miei amici...e ti
assicuro
che il loro prodotto non è assolutamente da buttare.....

>E cerchi di
>tirare fuori il fenomeno perchè ti fa anche comodo. Il fatto è che loro,
>semplicemente, piacciono a molti.

se non ti passano a diversi orari con una buona frequenza mi sembra
difficile
per un gruppo, anche se si chiamassero U2, riuscire ad avere un seguito che
non
siano amici e parenti, soprattutto a roma dove la frequentazione dei locali
per andare
a sentire musica nuova (e non i soliti gruppi cover...) è tutt'altro che
massiccia.....

ad ogni modo...punti di vista....

ciao!!!

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