Frac, cappello a cilindro, vistoso camicione a righe rosse… Si presentò
così sul palco di Sanremo, immortalando la propria identità a futura
memoria. Anno di grazia 1978. Vinsero il festival i Matia Bazar davanti
ad Anna Oxa, mentre a lui fu assegnato un onorevole terzo posto. Che si
tramutò in primo quando poi a emettere il giudizio definitivo furono
chiamate le classifiche di vendita dei 45 giri. Gianna spopolò quella
primavera: "chi vivrà vedrà", diceva l'ultimo verso del ritornello. Non
avrebbe visto molto altro, Rino Gaetano: poco più di tre anni dopo,
all'alba del 2 giugno 1981, perse la vita al volante della sua Volvo
lungo via Nomentana, a Roma. Una morte alla Buscaglione, scrissero i
giornali. Ma Rino Gaetano non aveva molto a che spartire con l'irruente
Fred, in verità. Tranne una cosa: l'ironia. Tratto che rende
inconfondibili le sue canzoni, tipo quella intitolata Mio fratello è
figlio unico, oppure quell'altra - Spendi spandi effendi - scritta
nell'Italia delle domeniche a piedi, in piena crisi petrolifera.
A suo modo faceva cronaca (e politica, sommessamente): Nuntereggae più
snocciola in filastrocca un elenco di situazioni e personaggi tuttora
"insostenibili". "Ladri di stato e stupratori/il grasso ventre dei
commendatori (…) Maurizio Costanzo Mike Bongiorno Villaggio Raffa e
Guccini/onorevole eccellenza cavaliere senatore/nobildonna eminenza
monsignore…". E a volte, invece, dava libero sfogo a passioni e
sentimenti: onorando il Sud, dov'era nato (a Crotone, il 29 ottobre
1950), com'è in Ad esempio a me piace il sud o Anche questo è sud, e poi
l'Italia intera, resa metaforicamente con la figura di Aida nella
canzone omonima, forse la più intensa del suo repertorio.
Eclettico nello stile - dal talkin' blues da dylaniano di provincia
esposto in Il cielo è sempre più blu alla squisita bossa nova di E
sfiorivano le viole - ed eccentrico nei comportamenti, Rino Gaetano fu
un cantautore sui generis. Niente a che vedere con la seriosità dei suoi
colleghi e contemporanei: perciò non divenne un simbolo, né un divo. Era
partito outsider - teatrante "di base" con aspirazioni musicali: debuttò
nel 1972 con il 45 giri I Love You Marianna, stravagante inno
antiproibizionista
firmato con lo pseudonimo salgariano Kammamuri's - e outsider tornò a
essere dopo la breve fiammata in hit parade.
Troppo sarcastico per le abitudini della musica leggera nazionale, ma
anche troppo poco "politico" per conquistare l'altrettanto conformista
pubblico "alternativo", Rino Gaetano faceva categoria a sé. E dunque
ricordarlo ora, a vent'anni dalla scomparsa, è affare che riguarda pochi
fedelissimi. Una biografia scritta da Yari Selvetella per l'editrice
Bastogi, edita in questi giorni, uno special radiofonico del network
Lattemiele e un raduno semiclandestino dei fan più tenaci (informazioni
presso www.digilander.iol.it/nuntereggae), null'altro. Qualcosa in più
accadde otto anni fa, quando il festival "Arezzo Wave" patrocinò la
compilation E cantava
le canzoni, in cui giovani artisti italiani (Afterhours, Ritmo Tribale,
99 Posse con Sergio Messina, Fratelli di Soledad, Statuto…) si
misuravano con alcuni suoi brani, dopo di che uscì anche un'antologia
chiamata Aida 1993.
E' quanto rimane adesso di Rino Gaetano: davvero poco, considerando
l'inimitabile qualità del personaggio.
--
Enrico 'magic' - mma...@tiscalinet.it -
Tu, forse non essenzialmente tu, un'altra, ma è meglio fossi tu"
cut
Abbiamo già parlato, in passato, della sua canzone così *apollinea*
"Ma il cielo è sempre più blu", il suo primo grande successo.
Che ha ispirato un bel film omonimo,nel quale, proprio come
canta la canzone che lo ispira, si assiste ad un mosaico di eventi belli e
brutti, atti mancati, gentilezze incomprensioni
e sofferenze e speranze.
Tutto sotto un cielo sostanzialmente, splendidamente, divinamente
indifferente.
Alla fine di questo film ci siamo ritrovati in tanti a volere rimanere
ancora seduti, ad ascoltare finalmente la canzone, messa in coda, a suggello
di un film che da essa ha tratto ispirazione.
Al-Farid
questo post è dedicato, circa il senso della Storia a Black.
:)
>Il 2 giugno del 1981 moriva in un incidente il più atipico dei
>cantautori del panorama musicale italiano. Di lui rimangono canzoni
>indimenticabili, una biografia e poco altro.
Onore a Rino, possa riposare con un ghigno sulle labbra.
Matthias
> Il 2 giugno del 1981 moriva in un incidente il più atipico dei
> cantautori del panorama musicale italiano. Di lui rimangono canzoni
> indimenticabili, una biografia e poco altro. Un ritratto per non
> dimenticarlo.
> (cut)
Un grandissimo. A volte mal interpretato o biecamente "banalizzato" (si
pensi a "Gianna" - un brano non memorabile ma cmq dignitoso - diventato vero
e proprio inno delle discoteche più commerciali...). Un artista inimitabile
che è stato un'autentica manna dal cielo per l'evoluzione della canzone
italiana. Un innovatore i cui insegnamenti sono ancora vivissimi in quelle
(sempre più rare) "isole felici" del cantautorato italiano che sanno ancora
discernere la poesia dall'ovvio...
Per omaggiare Gaetano, oggi posterò alcuni suoi testi che ritengo
particolarmente meritevoli...
--
Bonny Prince Morris
Now on playlist:
Ida - "The Braille night"
Sophia - "De nachten"
Red House Painters - "Old Ramon"
"Starir a mig lìtill àlfur / hleypur ad mér en. Hreyfist ekki /
ùr stad - sjalfur / staràlfur".
-sigh :...(
> Un grandissimo.
CUT
Vorrei dare il mio modesto contributo di testimone onde invitare alla
moderazione e ad un realistico senso storico.
A metà anni settanta ero all'incirca nel mezzo dei miei vent'anni e musica
ne ascoltavo, e nel movimento cosiddetto del sessantotto, c'ero.
E ho vissuto anche il cosiddetto riflusso a partire diciamo dal 1977 (il
famoso congresso di Bologna che sancì la dissoluzione del Movimento).
Rino Gaetano è stato un "minore" simpatico e vitale, ma niente di più.
La sua morte prematura ci ha impedito di saperne di più.
Mi sembra difficilmente argomentabile una chissà quale sua influenza sul
cantautorato italiano; soprattutto se andiamo a vedere chi fossero e che
cosa facessero in quel momento i nostri cantautori.
Credo che la sua sopravvalutazione discenda da un'errata collocazione
storica del fenomeno e da una scarsa conoscenza di quali
fossero le dinamiche culturali
fra la metà e la fine degli anni settanta.
Questo non significa ovviamente sottostimarlo o svalutarlo, ma evitare i
"coccodrilli".
Saluti al ng
Al-Farid
>E ho vissuto anche il cosiddetto riflusso a partire diciamo dal 1977 (il
>famoso congresso di Bologna che sancì la dissoluzione del Movimento).
>Rino Gaetano è stato un "minore" simpatico e vitale, ma niente di più.
>(snip)
>Credo che la sua sopravvalutazione discenda da un'errata collocazione
>storica del fenomeno e da una scarsa conoscenza di quali
>fossero le dinamiche culturali fra la metà e la fine degli anni settanta.
Finalmente una voce storicamente obiettiva e fuori dal coro.
Gaetano un genio? Verifichiamolo alla fonte.
All'epoca era visto tutt'al più come un giullare divertente, come
una alternativa al limite alle "Ramaya" di Afrik Simone e ai
Cugini di Campagna imperanti. Ma non perchè si stesse frodando la
storia...perchè era proprio quello che era.
Le cose alternative stavano da un altra parte. Per merito anche
dei Mollica, non si ricorderanno mai chi erano i primi utopistici
Sorrenti, o ancor meglio i Claudio Rocchi che hanno avuto solo la
disgrazia di non morire mai ma di avere lo stesso il genio di
fare dei "Volo Magico n.2" quali apici di tutto il pop italiano
(anche quello odierno).
Così va il mondo: i Demetrio Stratos non erano Robert Wyatt ma
valevano MILIARDI di volte i Rino Gaetano.
E' vero, siamo in un periodo di pensiero "eliano" e in fondo
Gaetano è simpatico, fa ridere e come Dario Fo insulta i potenti,
e di sicuro non fa sforzare l'attenzione con nessun "Metrodora".
Però i voli magici li hanno fatti altri, pagandoli con il
silenzio perpetuo delle TV e dei velinari.
bye stanz
Quello che dà fastidio è il fatto che, ribadisco, dischi come
"Volo magico n.2" di Rocchi non siano ricordati mai da nessun
"memorizzatore di scomparsi".
Voglio dire, sfido chiunque a non rimanere scioccati da un disco
del genere. E Claudio Rocchi è ancora vivo e vegeto, e se fosse
inglese avrebbe uno status di culto come un John Martyn o un Roy
Harper. Ma da noi no...
bye stanz
> "Al-Farid" <ety...@inwind.it> wrote:
>
> >E ho vissuto anche il cosiddetto riflusso a partire diciamo dal 1977 (il
> >famoso congresso di Bologna che sancì la dissoluzione del Movimento).
> >Rino Gaetano è stato un "minore" simpatico e vitale, ma niente di più.
> >(snip)
> >Credo che la sua sopravvalutazione discenda da un'errata collocazione
> >storica del fenomeno e da una scarsa conoscenza di quali
> >fossero le dinamiche culturali fra la metà e la fine degli anni settanta.
>
> Finalmente una voce storicamente obiettiva e fuori dal coro.
> Gaetano un genio? Verifichiamolo alla fonte.
> All'epoca era visto tutt'al più come un giullare divertente, come
> una alternativa al limite alle "Ramaya" di Afrik Simone e ai
> Cugini di Campagna imperanti. Ma non perchè si stesse frodando la
> storia...perchè era proprio quello che era.
A quell'epoca ero solo un bambino dunque - evidentemente - non posso portare
nessuna tesi difensiva sulle "dinamiche culturali" dell'epoca. So benissimo
che Gaetano ebbe un notevole successo di massa e andò anche a SanRemo. Ma il
mio ragionamento partiva semplicemente dall'"influenza" di Gaetano su larga
parte del cantautorato italiano contemporaneo (cito a caso Max Gazzé e Marco
Parente ma ci sarebbero decine di altri esempi)...
> Le cose alternative stavano da un altra parte.
Infatti - come tu hai giustamente affermato - mi pare che Gaetano non facesse
parte della cosiddetta "alternativa" ma fosse conosciuto da (quasi tutto i)l
pubblico di massa...
> Per merito anche
> dei Mollica, non si ricorderanno mai chi erano i primi utopistici
> Sorrenti, o ancor meglio i Claudio Rocchi che hanno avuto solo la
> disgrazia di non morire mai ma di avere lo stesso il genio di
> fare dei "Volo Magico n.2" quali apici di tutto il pop italiano
> (anche quello odierno).
Verissimo. Claudio Rocchi è un artista del quale si parla troppo poco. Ho la
sua discografia quasi completa e ritengo si tratti di opere realmente
geniali...
> Così va il mondo: i Demetrio Stratos non erano Robert Wyatt ma
> valevano MILIARDI di volte i Rino Gaetano.
Torniamo sempre al discorso "comunicatività" vs. "sperimentazione". Per quanto
io sia sempre stato un *grandissimo* ammiratore di Stratos e degli Area,
ritengo che Gaetano fosse "utile" e "perfettamente al suo posto" nel
comunicare *quelle* cose in *quel* preciso modo. Dopotutto non penso proprio
che fosse obiettivo di Gaetano essere ricordato come uno "sperimentatore
avanguardista" (quali erano invece Stratos e Wyatt). Sono due pesi e due
misure assai differenti...
> E' vero, siamo in un periodo di pensiero "eliano" e in fondo
> Gaetano è simpatico, fa ridere e come Dario Fo insulta i potenti,
> e di sicuro non fa sforzare l'attenzione con nessun "Metrodora".
> Però i voli magici li hanno fatti altri, pagandoli con il
> silenzio perpetuo delle TV e dei velinari.
Questo è ovvio. Ma prima di seppellire definitivamente Gaetano nel pozzo
dell'"inutilità" inviterei almeno ad analizzare i suoi testi che, dietro
un'apparente "ilarità" nascondevano una visione amara, beffarda e spesso anche
disincantata e "crepuscolare" della società di fine anni '70. D'accordo,
Gaetano insultava i potenti ma con un piglio specularmente opposto a quello di
un Guccini o di un Pietrangeli, cantautori buoni solo a far comizi. Per non
parlare poi della musica che, per quanto non originalissima, riuscì ad
introdurre elementi inconsueti (etnici, reggae, anche velatamente folk) nella
tradizionale "melodia all'italiana". Secondo me l'originalità di Gaetano
consiste proprio in questo: nell'aver saputo dare una voce schiettamente
"popolare" al malcontento verso la società contemporanea imperante in quegli
anni. Rimanendo (saggiamente) fuori dal discorso politico fine a sé stesso.
Altro che Dario Fo...
--
Bonny Prince Morris
Qui, Stanz, sono "stra-d'accordo" con te. Ma ahimé non ho il potere di
influenzare i media... ;-))
--
Bonny Prince Morris
>Torniamo sempre al discorso "comunicatività" vs. "sperimentazione". Per quanto
>io sia sempre stato un *grandissimo* ammiratore di Stratos e degli Area,
>ritengo che Gaetano fosse "utile" e "perfettamente al suo posto" nel
>comunicare *quelle* cose in *quel* preciso modo. Dopotutto non penso proprio
>che fosse obiettivo di Gaetano essere ricordato come uno "sperimentatore
>avanguardista" (quali erano invece Stratos e Wyatt). Sono due pesi e due
>misure assai differenti...
Indubbiamente, ma in un epoca di pensieri deboli e debolissimi
esaltare troppo quelle parti sonore di un epoca fin troppo
rimossa e vista come "fastidiosa" nelle sue componenti
"fastidiose", fa a mio avviso il gioco di una graduale e costante
alterazione della storia. D'altronde, comprendo che non si possa
stare sempre con il breviario in mano e recitare rosari "giusti",
tuttavia inviterei ad uscire dalla spirale della celebrazione del
"martire del giorno" funzionale a quello che quel giorno stanno
dicendo tutti.
> D'accordo,Gaetano insultava i potenti ma con un piglio specularmente opposto a quello di
>un Guccini o di un Pietrangeli, cantautori buoni solo a far comizi.
Anche Lolli era buono solo a far comizi ?;-)
Purtroppo gli anni 70s sono stati un eterno e lungo comizio,
d'altronde l'Italia era campo di battaglia e la gente esprimeva
reazioni a quello che viveva. Il problema è che oggi però si
debba parlare riferendoci a quell'allora o dell'estremamente
fatuo, o dell'estremamente politicizzato. La musica più
interessante, a mio avviso, stava in mezzo e spesso altrove, nei
meandri di quell'hippismo naif che avrebbe potuto esprimere molto
più spesso di "mele di odessa" ma che doveva però convivere con
la pressione insostenibile di queste polarità. Soprattutto per il
solito strapotere della canzonetta che innesta questo e quello ma
che alla fine rimane canzonetta canzonetta e canzonetta.
bye stanz
-omissis-
> Gaetano ebbe un notevole successo di massa e andň anche a SanRemo.
Notevole fino ad un certo punto, Morris.
Non ha mai avuto un grandissimo successo.
CUT
>mi pare che Gaetano non facesse
> parte della cosiddetta "alternativa" ma fosse conosciuto da (quasi tutto
i)l
> pubblico di massa...
Non sarei troppo sicuro neanche di questo.
Quanti dischi ha venduto?
Quanto andava in radio e su quali radio?
CUT
> un Guccini o di un Pietrangeli,
>cantautori buoni solo a far comizi.
Tieni presente la dimensione storica, altrimenti l'analisi diventa
impressionistica e soggettiva.
Allora i "comizi" erano movimento, erano cultura.
Mi sono comunque procurato da tempo una raccolta di Rino Gaetano.
E, ripeto, "Ma il cielo č sempre piů blu" mi pare una bella canzone.
Di quelle sue che conosco č quella che mi piace di piů.
Ebbi la fortuna, quando uscě, di sentirne una presentazione in radio dello
stesso Gaetano.
Al-Farid
> Troppo sarcastico per le abitudini della musica leggera nazionale, ma
> anche troppo poco "politico" per conquistare l'altrettanto conformista
> pubblico "alternativo", Rino Gaetano faceva categoria a sé. E dunque
> ricordarlo ora, a vent'anni dalla scomparsa, è affare che riguarda pochi
> fedelissimi.
Valerio HT:
Come ho gia' postato l'anno scorso, io lo vidi in concerto. Era "la spalla",
però, non "la star".
Il problema, e lo dico per chi quasi certamente come l'anno scorso
vorrebbe sapere qualcosa su quel evento, è che in realtà ricordo ben
poco. Addirittura non sono sicuro della identità del gruppo a cui
Rino Gaetano faceva da spalla... in quel periodo talvolta andavo
persino a 4 o 5 concerti al mese.
Ricordo che "Il cielo è sempre più blu" fu la sua seconda canzone
in quella esibizione (della durata di qualcosa meno di mezz'ora,
mi pare).
[omissis]
> E' quanto rimane adesso di Rino Gaetano: davvero poco, considerando
> l'inimitabile qualità del personaggio.
Valerio HT:
Certo, unico lo era. Inimitabile pure, ma anche perché interessava poco
imitarlo. Rino Gaetano rappresenta il caso opposto rispetto a quello
spesso citato di artisti che susciterebbero "immancabilmente" o grande
amore o grande rifiuto. In realtà pochi lo rifiutavano: e sempre in realtà,
pochi lo amavano veramente (se volete ci metto l'IMO, ma la mia
esperienza del periodo circa RG è molto chiara e focalizzata a tal
riguardo). Il punto è che RG raramente suscitava "grandi passioni",
sia in senso positivo che negativo. Diciamo che fosse disapprovato
dalla parte piu' conservatrice del pubblico, questo si.
Quanto al pubblico "alternativo", ad esso spesso appariva gradito
RG nelle sue forme, nelle sue descrizioni, nel suo parlare con
toni "surreali" di cose assai reali, ovviamente anche del suo sarcasmo.
Ma appariva a molti anche come una specie di "innovatore incompiuto":
esistevano le forme, esistevano anche i modi (appunto, ironia e
sarcasmo); ma i suoi contenuti non apparivano tanto palesemente
contestatori, spesso neppure chiaramente finalizzati. Faceva come
delle "fotografie" di eventi umani, anche sociali (come appunto
le citate "Spendi spandi effendi" oppure "Nuntereggae più"):
ma non pareva proporre delle "alternative".
Poteva anche esprimere le sue passioni in "Anche questo è sud"
oppure in "Aida", ma dava ai piu' la sensazione che si trattasse
in fondo del suo "personale" rapporto col Sud o con l'intera Italia.
Gettava certamente uno sguardo in questioni di costume, in
situazioni storico/sociali: ma appariva limitarsi alla descrizione,
sia pure ironica e acuta, delle questioni di cui parlava, e al massimo
appunto esprimendo la sua personale relazione "affettiva" con
dette questioni.
Ecco perché negli anni '70, mentre un Claudio Baglioni veniva
denigrato dalla "cultura alternativa" e un Lucio Battisti guardato
senza troppa simpatia, Rino Gaetano era in sostanza accettato,
ma senza destare particolari entusiasmi se non a pochi altrettanto
particolari ascoltatori.
Forse e' opportuno sottolineare che io non sono mai stato
appassionato di cantautori in genere: la maggiore eccezione
essendo per me rappresentata in Italia da Fabrizio De Andrè...
per il resto mettiamoci pure Syd Barrett post-Pink Floyd
e Nick Drake. A suo tempo non mi dispiaceva il Donovan
"psichedelico", e a suo modo IMO era abbastanza suggestivo
il nostrano Claudio Rocchi: anch'esso visto da me in concerto nel
1972, ad una manifestazione alternativa nel vero senso della
parola in cui tra l'altro ci fu un'ora di concerto degli Amon Duul II,
e altre cosette fra cui i Pholas Dactylus che eseguirono il loro
"Concerto delle Menti", esso sarebbe uscito circa un mese dopo
su LP, e gruppi rimasti "underground".
HT e la memoria: piu' persistente su certe cose, meno su altre.
E' che paradossalmente ricordo piu' i concerti dei primi
anni '70 piuttosto che quelli post 1974... :-°°°··..
(per la serie: visto, Moroni, che il periodo sino al 1974
è totalmente diverso da quello dei tardi anni '70? ;-) )
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/\/\/\/\/\/ High Tide \/\/\/\/\/
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> A metà anni settanta ero all'incirca nel mezzo dei miei vent'anni e musica
> ne ascoltavo, e nel movimento cosiddetto del sessantotto, c'ero.
Io ero di poco più giovincello, ma c'ero anch'io :-)
> E ho vissuto anche il cosiddetto riflusso a partire diciamo dal 1977 (il
> famoso congresso di Bologna che sancì la dissoluzione del Movimento).
Nel Palasport c'ero anch'io! Fammi pensare... marzo? aprile?
Ricordo che venni a Bologna con un amico soprannominato Pol-Pot per via
della sua bontà.
> Rino Gaetano è stato un "minore" simpatico e vitale, ma niente di più.
> La sua morte prematura ci ha impedito di saperne di più.
Sono d'accordo. Le canzoni di Rino Gaetano erano carine, gradevoli,
divertenti, orecchiabili, ma non allarghiamoci...
--
D I E G O C U O G H I
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www.diegocuoghi.com
> All'epoca era visto tutt'al più come un giullare divertente, come
> una alternativa al limite alle "Ramaya" di Afrik Simone e ai
> Cugini di Campagna imperanti. Ma non perchè si stesse frodando la
> storia...perchè era proprio quello che era.
Scusa se tiro fuori delle "cattiverie" (non si dovrebbe) ma quando leggo
il nome di Rino Gaetano mi viene sempre in mente questa storia:
un mio amico lavorò per un pò di tempo con lui, come tecnico audio, nei
concerti, e una volta mi disse che non riusciva proprio a capire come
potesse avere successo. Secondo lui, non sapeva scrivere le canzoni;
gliele sistemavano altri musicisti "veri" del suo entourage... non solo,
ma diceva anche che dal vivo era piuttosto scarso...
Può anche essere stato il commento di un invidioso, ma allora gli diedi
ragione, perchè nemmeno a me Gaetano piaceva, non era né carne né
pesce...
> Le cose alternative stavano da un altra parte.
> i primi utopistici
> Sorrenti, o ancor meglio i Claudio Rocchi che hanno avuto solo la
> disgrazia di non morire mai
Li vidi entrambi diverse volte dal vivo proprio tra il 72 e il 73, anche
ad un disgraziato Festival Rock di Domodossola, annunciato su Ciao 2001
come uno sfracello mondiale con gruppi famosissimi (dovevano esserci
anche King Crimson, Amon Duul e Hawkwind!), ma poi ridotto ad ospitare
su uno squallido palchetto di legno in mezzo a una pineta solo pochi
musicisti alternativi italiani. In qualche album devo avere una foto
proprio di Sorrenti, con la chitarra e una lunga sciarpa, in quella
sciagurata occasione.
Anche di Claudio Rocchi ero proprio un fan... e ricordo con gran piacere
un bel concerto al Teatro Carani di Sassuolo, illuminato solo da una
lunghissima fila di candele sul bordo del palco :-)
>Gettava certamente uno sguardo in questioni di costume, in
>situazioni storico/sociali: ma appariva limitarsi alla descrizione,
>sia pure ironica e acuta, delle questioni di cui parlava, e al massimo
>appunto esprimendo la sua personale relazione "affettiva" con
>dette questioni.
In un certo senso, da questa frase, emerge un Gaetano
potenzialmente qualunquista. In un epoca di qualunquismo come la
nostra, sembra che RG abbia una presa superiore, anche perchč chi
ha fatto la storia profonda del rock italiano "sembra" piů su un
asse che va da Zappa ad Elio (e quindi RG ci starebbe dentro) che
su un asse da Daolio a Ferretti.
>e a suo modo IMO era abbastanza suggestivo
>il nostrano Claudio Rocchi: anch'esso visto da me in concerto nel
>1972,
Secondo me č proprio un dramma che di Rocchi non si parli mai.
Veramente, guardate che "Volo Magico n.2" č forse in assoluto il
disco piů bello mai uscito in Italia e il meno ricordato.
Non riesco a non rabbrividire ogni volta che penso che oggi
questo disco č fuori catalogo.
bye stanz
>Anche di Claudio Rocchi ero proprio un fan... e ricordo con gran piacere
>un bel concerto al Teatro Carani di Sassuolo, illuminato solo da una
>lunghissima fila di candele sul bordo del palco :-)
Peccato che fossi bambino allora :-)
Hai presente Giuliano Ghini di Antenna Uno Rock Station? Lui
conobbe di persona Alan Sorrenti ai tempi di "Aria" e si fece
fotografare assieme a lui...ma quelli erano tempi di Tim Buckley
"italiani" oltre a quelli di cieli e aide sempre più blu.
ciao stanz
> Nel Palasport c'ero anch'io! Fammi pensare... marzo? aprile?
Settembre forse?
> Ricordo che venni a Bologna con un amico soprannominato Pol-Pot per via
> della sua bontà.
Fu la cosa che maggiormente mi colpì in senso negativo: il viraggio verso
forme militaristiche e l'eccesso di violenza.
Durante il Congresso, fra le scazzottate dei gruppi fra di loro,
circolavano manifestini di gruppi terroristici.
Ce ne andammo il giorno prima della manifestazione ed io appesi
la mia A cerchiata ad un chiodo.
Ciao Diego, è sempre un piacere:
tu mi facesti da padrino, sul ng,insieme a S. Benzi (che non si è più visto)
Al-Farid
Saluti al ng
Al-Farid
* "L'isola non trovata" del 70, se non erro, è un disco significativo al
riguardo.
Fra parentesi è il mio preferito fra quelli di
Guccini, per via di "Asia".
> Scusa se tiro fuori delle "cattiverie" (non si dovrebbe) ma quando leggo
> il nome di Rino Gaetano mi viene sempre in mente questa storia:
> un mio amico lavorò per un pò di tempo con lui, come tecnico audio, nei
> concerti, e una volta mi disse che non riusciva proprio a capire come
> potesse avere successo. Secondo lui, non sapeva scrivere le canzoni;
> gliele sistemavano altri musicisti "veri" del suo entourage... non solo,
> ma diceva anche che dal vivo era piuttosto scarso...
"Un mio amico...". Pessime queste chiacchere da caserma. Come pessimo
l'intero thread che sputa su Gaetano senza analizzarlo nelle sue parole e
nelle sue canzoni. Dischi come Aida, Mio Fratello è figlio unico, Ingresso
Libero sono patrimonio della grande musica (ma Claudio Rocchi è meglio,
certo :-(
--
Enrico 'magic' - mma...@tiscalinet.it -
"Between thought and expression
lies a lifetime"
>ma Claudio Rocchi č meglio, certo :-(
Dammi retta, Claudio Rocchi *č* veramente meglio.
Ma di quanto non ne hai ancora idea.
ciao stanz
> Dammi retta, Claudio Rocchi *č* veramente meglio.
> Ma di quanto non ne hai ancora idea.
Tanto piacere.
Allora, se č possibile, parlate bene di Claudio Rocchi e lasciate in
pace Gaetano
(chesecondounmioamicononsapevaaccordarelachitarraepoilecanzoninoneranosuee...)
--
Enrico
> "Un mio amico...". Pessime queste chiacchere da caserma.
Hai ragione, ma l'avevo premesso che erano "cattiverie", e ho anche
chiuso dicendo che forse era "il commento di un invidioso"...
Quell'aneddoto (che, ripeto, mi viene sempre in mente quando penso a
Rino Gaetano) mi serviva per far capire quale fosse allora la
considerazione di molte persone verso questo cantante simpatico, buffo,
ma non molto di più...
Forse il mio è un giudizio molto settoriale, riferito ad un ambiente un
pò "snob" (si discuteva per ore, alla "Ecce Bombo", su cosa fosse musica
"commerciale", e quindi da evitare), ma tra le decine (azzardo? mi
allargo? centinaia) di persone che frequentavo in quegli anni e che
avevano fortissimi interessi musicali, non ne ricordo una che amasse
Rino Gaetano.
Potevi trovare perfino chi amava Lou Reed contemporaneamente a Fabrizio
De André, gli Area assieme a Patty Pravo, o Claudio Rocchi assieme a
Mina (io), ma non Rino Gaetano.
Mi vengono in mente canzoni come "Spendi Spandi Effendi", o "Berta
filava" o "Mio fratello è figlio unico", che strappavano qualche sorriso
quando le si ascoltava alla radio, o si intravedeva in TV, ma ho
l'impressione che il suo "impatto" fosse inferiore a quello che ha oggi
Max Gazzé (molto più preparato e interessante musicalmente).
E poi lasciami dire che il buonismo imperante e celebrativo di qualunque
scomparso è altrettanto irritante. Dove sono finite le buone stroncature
di una volta?
>un ambiente un
>pò "snob" (si discuteva per ore, alla "Ecce Bombo", su cosa fosse musica
>"commerciale", e quindi da evitare
Ih ih ih...sarà stato "snob" (sic), ma la pressione del PoMo era
ancora così bassa che si poteva separare la musica pop dalla sua
commercialità, quasi fosse effettivamente un arte.
Oggi che persino il mondo alternativo rivendica una sua nicchia
di vendibilità, la "commercialità" è una sorta di assioma che
viene prima e sopra ogni cosa, basta conoscere il target a cui ci
si rivolge e proporre solo quello.
> Dove sono finite le buone stroncature di una volta?
Chiediamolo a uno che le fa spesso, il Mollica.
s.
> E poi lasciami dire che il buonismo imperante e celebrativo di qualunque
> scomparso è altrettanto irritante. Dove sono finite le buone stroncature
> di una volta?
E allora facciamo un rilievo senza peli sulla lingua: il decesso ha impedito
a Gaetano di proseguire una devoluzione musicale e contenutistica che si
avverte dal 1979 con l'uscita di "Resta, vile maschio dove vai?" (se non da
prima).
Ma rileviamo anche, se è possibile, tutto il buono che contengono molti dei
suoi brani, almeno fino al 1977. Lavori, poi, come Aida e Mio fratello...
sono e restano indimenticabili, nonostante tutto il veleno che possiate
versare. Che dire, tornate ad ascoltarli. In definitiva Gaetano resta una
personalità tra le più valide del cantautorato italiano, volenti o nolenti.
Canzonette? Sia, ma canzonette intelligenti, comunicative, argute, che
restano impresse nel cervello. Maledette malelingue :-p
Autori come Rocchi, Stratos, Fausto Rossi e il primo Sorrenti hanno pagato a
duro prezzo il peso della propria scelta artistica, della propria sublime,
algida arte poetica, ermetica per un pubblico più vasto e quindi relegata ai
margini del mercato. E non si dia la colpa a Gaetano, per questo.
>Rocchi ha aperto una radio in Nepal che trasmette anche su Internet, se interessa
>potrň comunicare l'indirizzo.
Interessa moltissimo.
Grazie.
stanz
>Autori come Rocchi, Stratos, Fausto Rossi e il primo Sorrenti hanno pagato a
>duro prezzo il peso della propria scelta artistica, della propria sublime,
>algida arte poetica, ermetica per un pubblico più vasto e quindi relegata ai
>margini del mercato. E non si dia la colpa a Gaetano, per questo.
Ovviamente l'ermetismo non paga. Nick Drake si è probabilmente
suicidato per qualcosa del genere, quindi seguendo il tuo
ragionamento era colpa sua, della sua "algida arte poetica".
Di conseguenza, disprezziamo tutti gli algidi poeti e
riconosciamoci beatamente soltanto nei Rino Gaetano che ci passa
il convento.
Quanto all'evolutività di un Gaetano del 1978, prova a
confrontarla con l'evolutività di un Faust'O del medesimo anno, e
vedrai il gap incolmabile che c'era tra la sua visione sanremese
e quella di chi realmente viveva sulla propria pelle una
disperazione e una visionarietà di natura veramente "artistica".
Da qui il mio consiglio di guardare le cose DIETRO al sole, di
non lasciarsi abbagliare dalle facili conclusioni sulle
canzonette evolutive e/o "intelliggggenti".
bye stanz
> Enrico <mma...@tiscalinet.it> wrote:
>
> >ma Claudio Rocchi è meglio, certo :-(
>
> Dammi retta, Claudio Rocchi *è* veramente meglio.
> Ma di quanto non ne hai ancora idea.
Ancora due pesi e due misure. Non si possono paragonare Gaetano e
Rocchi, né come musica, né come poetica. Laddove Gaetano era
comunicativo e "popolaresco" Rocchi era schivo e "intellettualistico".
Gaetano era un dissacratore, Rocchi era un "mistico" (entrò anche negli
Hare Krishna). C'è una differenza abissale tra canzoni come "Mio
fratello è figlio unico" e "Lascia Gesù" come c'è una differenza
abissale tra le ritmiche "pop - mediterranee" di Gaetano e quelle
decisamente più ricercate, vicine alla musica indiana e orientale in
genere, di Rocchi. E soprattutto i due artisti si rivolgevano a due tipi
di pubblico totalmente differenti.
Che poi Rocchi non abbia avuto i giusti "tributi", beh, questo è un
altro problema. Ma ritengo che un personaggio come Rocchi, proprio per
la sua scelta di vita che lo ha portato per lunghi anni all'isolamento
dal mondo, i "tributi" li abbia sempre visti come fumo negli occhi...
--
Bonny Prince Morris
>Ancora due pesi e due misure. Non si possono paragonare Gaetano e
>Rocchi, né come musica, né come poetica. Laddove Gaetano era
>comunicativo e "popolaresco" Rocchi era schivo e "intellettualistico".
Visto che si sosteneva che Gaetano fosse un personaggio in
progresso, ho preso come confronto un altro evidente personaggio
in progresso della stessa era. Il problema è che di fronte ad un
vero "esploratore", i Gaetano mostrano la corda, una corda
prettamente banale, commerciale, PoMo e quant'altro.
>Gaetano era un dissacratore, Rocchi era un "mistico" (entrò anche negli
>Hare Krishna). C'è una differenza abissale tra canzoni come "Mio
>fratello è figlio unico" e "Lascia Gesù"
Se permetti, "per fortuna" ;-)
E' un bene che Rocchi si sia preservato intatto e ancora tutto da
scoprire e analizzare, a differenza del "metodo
ironico-qualunquista" di massa propostoci dal Gaetano. Mi pare
ben differente l'approccio percettivo, fortunatamente. E anche il
livello delle "cose" che Rocchi riesce fortunatamente a
comunicare, navigando sopra il ciarpame istantaneo delle
reminiscenze dei 'Cazzaniga'.
>Che poi Rocchi non abbia avuto i giusti "tributi", beh, questo è un
>altro problema. Ma ritengo che un personaggio come Rocchi, proprio per
>la sua scelta di vita che lo ha portato per lunghi anni all'isolamento
>dal mondo, i "tributi" li abbia sempre visti come fumo negli occhi...
Da quello che era uscito ai tempi della manifestazione Starship a
Milano, Rocchi sembrava ben più "terreno" e meno "extraterrestre"
di quanto può essere colto da un fruitore casuale. Se poi si
leggono i vari dischi in controluce si nota quanto ci fosse di
concreto e tangibile nelle sue canzoni, solo apparentemente
mistiche, ma molto più legate ad un senso realistico e
intelligente dell'esistenza ormai perduto, quello dei sentimenti
primari e veri dell'essere umano.
bye stanz
Grazie!!
>Bene, siccome di Claudio Rocchi non conosco nulla (mentre di Ivan ho
>stratutto) vi chiedo di consigliarmi qualcosa.
Il disco che si trova in giro più di frequente è "Viaggio", che è
ancora giovanile e non espanso come i due pazzeschi "Volo
Magico". Non è brutto, ma è ingenuo.
Se puoi orientati *solo* su Volo Magico n.2 (altrimenti
conosciuto come "La Norma del Cielo"), ristampato in CD da Vinyl
Magic VM 048.
ciao s.
---
"Gli specchi ci danno immagini riflesse,
lo specchio è se stesso quando è vuoto"
Claudio Rocchi, "La Norma del Cielo"
>Diego Cuoghi wrote:
>> Nel Palasport c'ero anch'io! Fammi pensare... marzo? aprile?
>Settembre forse?
Forse... mi confondo con gli scontri all'università
> Fu la cosa che maggiormente mi colpì in senso negativo: il viraggio verso
> forme militaristiche e l'eccesso di violenza.
Quello fu chiaramente un punto di non ritorno. Chi da una parte
(respinti come revisionisti o sopportati perchè "artisti") chi
dall'altra (i duri e puri). Ma quando, l'anno dopo, si arrivò al
rapimento di Moro, non mi imbarazza dire che la simpatia per le BR era
molto diffusa, anche in ambienti non sospetti.
Ma solo fino all'assassinio, che spiazzò tutti e ridusse i simpatizzanti
più oltranzisti a pochissimi, ma decisi a tutto.
Nello stesso 1978 ci fu chi "fotografò" quel primo momento movimentista
(il contestatissimo comizio di Luciano Lama all'Università di Roma) con
una bella canzone, "Coda di lupo":
"e forse avevo diciott'anni
e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga,
un cappello, una fionda
e una notte di gala
con un sasso a punta
uccisi uno smoking
e glielo rubai
e al dio della Scala
non credere mai
...
Ed ero già vecchio
quando vicino a Roma
a Little Big Horn
capelli corti generale
ci parlò all'università
dei fratelli in tuta blu
che seppellirono le ascie
ma non fumammo con lui
non era venuto in pace
e a un dio fagli il culo
non credere mai..."
(F. De André, in "Rimini")
> Bonny Prince Morris <universi...@NOSPAMlibero.it> wrote:
>
> >Ancora due pesi e due misure. Non si possono paragonare Gaetano e
> >Rocchi, né come musica, né come poetica. Laddove Gaetano era
> >comunicativo e "popolaresco" Rocchi era schivo e "intellettualistico".
>
> Visto che si sosteneva che Gaetano fosse un personaggio in
> progresso, ho preso come confronto un altro evidente personaggio
> in progresso della stessa era. Il problema è che di fronte ad un
> vero "esploratore", i Gaetano mostrano la corda, una corda
> prettamente banale, commerciale, PoMo e quant'altro.
Anche Rocchi, cmq, ebbe un periodo di "crisi", o almeno di basso livello
compositivo. Penso ad esempio al sincretismo Hare-Krishna portato alle
estreme conseguenze di "Un gusto superiore" con Paolo Tofani (con un brano
come "Macellazione", vero capolavoro di cattivo gusto ;-))
> >Gaetano era un dissacratore, Rocchi era un "mistico" (entrò anche negli
> >Hare Krishna). C'è una differenza abissale tra canzoni come "Mio
> >fratello è figlio unico" e "Lascia Gesù"
>
> Se permetti, "per fortuna" ;-)
> E' un bene che Rocchi si sia preservato intatto e ancora tutto da
> scoprire e analizzare, a differenza del "metodo
> ironico-qualunquista" di massa propostoci dal Gaetano. Mi pare
> ben differente l'approccio percettivo, fortunatamente. E anche il
> livello delle "cose" che Rocchi riesce fortunatamente a
> comunicare, navigando sopra il ciarpame istantaneo delle
> reminiscenze dei 'Cazzaniga'.
Però credo che Rocchi comunicasse a 1000 persone mentre Gaetano comunicava a
100.000...
Di Gaetano, cmq, si ricordano troppo spesso i brani "cabarettistici" e di
largo successo popolare come "Nuntereggaepiù", "Gianna" e "Berta filava" ma
si tende a dimenticare con fin troppa facilità il disincantato surrealismo
dei testi dei primi tre album ("Ingresso libero", "Mio fratello è figlio
unico" e "Aida")...
> >Che poi Rocchi non abbia avuto i giusti "tributi", beh, questo è un
> >altro problema. Ma ritengo che un personaggio come Rocchi, proprio per
> >la sua scelta di vita che lo ha portato per lunghi anni all'isolamento
> >dal mondo, i "tributi" li abbia sempre visti come fumo negli occhi...
>
> Da quello che era uscito ai tempi della manifestazione Starship a
> Milano, Rocchi sembrava ben più "terreno" e meno "extraterrestre"
> di quanto può essere colto da un fruitore casuale. Se poi si
> leggono i vari dischi in controluce si nota quanto ci fosse di
> concreto e tangibile nelle sue canzoni, solo apparentemente
> mistiche, ma molto più legate ad un senso realistico e
> intelligente dell'esistenza ormai perduto, quello dei sentimenti
> primari e veri dell'essere umano.
Stanz, se vuoi potremmo anche pensare di organizzare un sito Internet
dedicato a Rocchi... ;-) Come ti ho detto, è un autore che ho ascoltato
molto in passato (soprattutto nella mia ormai lontana fase "prog" ;-)))
dunque ritengo di conoscerlo discretamente...
--
Bonny Prince Morris
>Da quello che era uscito ai tempi della manifestazione Starship a
>Milano, Rocchi sembrava ben più "terreno" e meno "extraterrestre"
>di quanto può essere colto da un fruitore casuale. Se poi si
>leggono i vari dischi in controluce si nota quanto ci fosse di
>concreto e tangibile nelle sue canzoni, solo apparentemente
>mistiche, ma molto più legate ad un senso realistico e
>intelligente dell'esistenza ormai perduto, quello dei sentimenti
>primari e veri dell'essere umano.
si , certo facciamoci questa risata , Rocchi "terreno" ma mi faccia il
piacere , anzi vallo a dire a lui cosi si mette a ridere , ti da una pacca
sulle spalle e se ne va scuotendo la testa ...
All'epoca Claudio era il rappresentante (dichiarato) della parte più
sognatrice del movimento (la fantasia al potere) , quella comunque "fuori"
dalla realtà , di più , quella parte che veniva considerata deviante
rispetto alla realtà ( la realtà non esiste ... ricordi ? o meglio :sentita
?)
La lettura in controluce cos'è ? un nuovo metodo per sentire i dischi ?
O si tratta di una interpretazione personale ?
Sentimenti primari ... mah ?
La Contrapposizione poi con Rino Gaetano mi sembra proprio ridicola ... due
personaggi che non hanno nulla in comune ... forse ( dimenticavo) di essere
entrambi degli ottimi musicisti ... meglio Rino come paroliere però !
r.
CUT
> In definitiva Gaetano resta una
> personalità tra le più valide del cantautorato italiano, volenti o
nolenti.
CUT
Esagerato! :P
E' sempre così quando, in una qualsivoglia Letteratura si riscopre un minore
con la sensibilità del dopo -di *un* dopo.
Ma la Storia è un'altra cosa.
Ciao Fabione :)
Al-Farid
>si , certo facciamoci questa risata , Rocchi "terreno" ma mi faccia il
>piacere , anzi vallo a dire a lui cosi si mette a ridere , ti da una pacca
>sulle spalle e se ne va scuotendo la testa ...
Credo che invece sarebbe ben contento di essere stato capito
almeno una volta dopo 30 anni che suona.
>All'epoca Claudio era il rappresentante (dichiarato) della parte più
>sognatrice del movimento (la fantasia al potere) , quella comunque "fuori"
>dalla realtà , di più , quella parte che veniva considerata deviante
>rispetto alla realtà ( la realtà non esiste ... ricordi ? o meglio :sentita
>?)
A prescindere dal fatto che non necessariamente tutte le
impostazioni filosofiche orientaleggianti implicano che la gente
che se ne appropri siano permanentemente fuori di testa, Rocchi
ha semplicemente portato nelle sue canzoni tematiche legate ad un
approccio zen che mira non a confondere la gente, ma a svelare in
sé quelle potenzialità che rimangono sepolte da attitudini
sbagliate, impostazioni negative e malattie sociali varie.
I fini, quindi, sono tutt'altro che fuori di testa, e infatti
Rocchi non è morto con un ago nelle vene come tanti della sua
generazione.
bye stanz
> "metodo ironico-qualunquista" di massa propostoci dal Gaetano.
Peccato che le migliori canzoni di Gaetano siano assolutamente intime e
personalissime. Certo se poi ci si attacca al brano da classifica allora
siamo tutti buoni a criticare. Ma dove vedi il qualunquismo in brani come
Mio Fratello č figlio Unico o Tu, forse non essenzialmente tu?
CUT
> Quello fu chiaramente un punto di non ritorno.
Per me di sicuro. :)
Ma se vogliamo,sia pure in maniera compendiaria, continuare questo excursus
partendo dal tuo riferimento agli indiani metropolitani (lasciamo perdere
per il momento gli "autonomi" e il filone pitrentottista) e al bisogno assai
diffuso fra di noi
di essere meno seri, di divertirci di più, di trasgredire la disciplina
"rivoluzionaria", di uscire dal sogno -o meglio ancora di farne altri
diversi- ecco che si spiega almeno in parte il cosiddetto riflusso.
Certe forme di rilancio del nonsense quando non di autentico stupidismo
beota si possono spiegare solo in questo modo.
Altro che Gaetano!
E' stupefacente, per esempio, ricordare con quanta attenzione si seguissero
anni dopo certe trasmissioni di Arbore che riviste adesso mostrano tutta la
loro povertà -*considerazione critica alla luce della situazione attuale*
(nota metodologica per Fabio e Morris).
Eppure ce le siamo ciucciate -*considerazione storica*- anche se adesso
magari duole ammetterlo.
(nota metodologica per Fabio e Morris).
:)
Storace si sbagliava, comunque: se c'è un limite della nostra generazione, è
proprio quello di non avere voluto veramente trasmettere il testimone.
A quelli dopo di noi abbiamo soprattutto racomandato di non fare come noi,
abbiamo trasmesso,anche troppo,
diseducative immagini da back-stage.
Devo dire che, per certi versi, abbiamo fatto bene.
Ma adesso si può (anzi si deve) ricominciare un po' a parlare di certe cose
e trasmettere delle testimonianze anche su ciò che c'è stato di buono (non è
stata solo violenza e ciclostile)
senza paura che si facciano male.
Spetterà a loro farne buon uso;
del resto così è successo a noi
quando ci siamo confrontati con i valori e i disvalori del ventennio
post-bellico.
Dal punto della storia della musica
credo che i vecchietti possano mettere a disposizione di questi ciofanastri
del ng soprattutto delle esperienze, con le quali potranno corroborare
un'indubbia notevole preparazione, magari non sempre sorretta da adeguato
senso storico (anche per colpa nostra).
Per cui se hai sistemato il sito e venduto abbastanza ceramiche, fra una
copertina e l'altra dei CSI, torna ogni tanto da queste parti.
Saluti
Al-Farid
NP: Pretty Things "SF sorrow".
> Esagerato! :P
>
> E' sempre così quando, in una qualsivoglia Letteratura si riscopre un minore
> con la sensibilità del dopo -di *un* dopo.
>
> Ma la Storia è un'altra cosa.
Almeno per quanto mi riguarda, la Storia è fatta di personaggi e autori
"minori".
--
Bonny Prince Morris
> > Ma la Storia è un'altra cosa.
> Almeno per quanto mi riguarda, la Storia è fatta di personaggi e autori
> "minori".
I minori in quanto minori e i maggiori in quanto maggiori.
Visto che i termini sono complementari e che l'unilateralità
preclude la comprensione.
Il problema si pone quando dobbiamo stabilire: rispetto a quali parametri?
Ciao :)
Al-Farid
>Credo che invece sarebbe ben contento di essere stato capito
>almeno una volta dopo 30 anni che suona.
Credi veramente di averlo capito ?
Probabilmente questa è la tua percezione, spesso si scambia la propria
percezione) del prodotto musicale (artistico) con il messaggio dell'artista
.
>A prescindere dal fatto che non necessariamente tutte le
>impostazioni filosofiche orientaleggianti implicano che la gente
>che se ne appropri siano permanentemente fuori di testa, Rocchi
>ha semplicemente portato nelle sue canzoni tematiche legate ad un
>approccio zen che mira non a confondere la gente, ma a svelare in
>sé quelle potenzialità che rimangono sepolte da attitudini
>sbagliate, impostazioni negative e malattie sociali varie.
Rocchi , probabilmente, cercava un'altra strada che era al di fuori della
realtà che lo circondava .
>I fini, quindi, sono tutt'altro che fuori di testa, e infatti
non ho detto che Rocchi fosse fuori di testa , era "fuori" o meglio altrove
dalla realtà che lo circondava ..come tale all'epoca veniva percepito.
>Rocchi non è morto con un ago nelle vene come tanti della sua
>generazione.
neanche Mick Lagger , ne Finardi, ne Fabbri, ne Stratos ...
Persone che hanno fatto scelte diverse , del tutto rispettabili come quelle
di Rocchi .
r.
> Ma dove vedi il qualunquismo in brani come
> (...) Tu, forse non essenzialmente tu?
a parte che la suddetta meraviglia mi ha sempre ricordato, per inquietudine,
qualcosa del primo volo Mmagico di Rocchi ("giusto amore"), inviterei molti
di voi a minimizzare.
Non vi accorgete che zio utilizza la stessa sdegnosa frase per default in
ogni thread?
Io non ci faccio più caso.
Zio quand'è che parleremo di Lounge?
Evviva Rino, evviva Claudio.
Np- Clouddead, David Axelrod
>Rocchi , probabilmente, cercava un'altra strada che era al di fuori della
>realtà che lo circondava .
Meno male che stavolta hai usato la parola "probabilmente" ;-)
>>I fini, quindi, sono tutt'altro che fuori di testa, e infatti
>
>non ho detto che Rocchi fosse fuori di testa , era "fuori" o meglio altrove
>dalla realtà che lo circondava ..come tale all'epoca veniva percepito.
La contemporaneità crea distorsioni... secondo me è oggi invece
che ci accorgiamo di quanto Rocchi avesse intuito la catastrofe
incipiente nel rapporto individuo/società tardo-capitalistica.
> Secondo me è proprio un dramma che di Rocchi non si parli mai.
> Veramente, guardate che "Volo Magico n.2" è forse in assoluto il
> disco più bello mai uscito in Italia e il meno ricordato.
> Non riesco a non rabbrividire ogni volta che penso che oggi
> questo disco è fuori catalogo.
Valerio HT:
Personalmente ho piu' volte pensato che Claudio Rocchi in una
classifica dei cantautori piu' sottovalutati di tutti i tempi sarebbe
in ottima posizione... ho anche qualche idea del "perché".
Negli anni '70, C.Rocchi era un musicista "folk-psichedelico"
che interpretava in Italia e partendo anche da stimoli "nostrani"
lo spirito del Flower Power degli anni '60: compreso e anzi
soprattutto quella componente "mistica", che, lo ricordo, era
parte integrante del movimento Beat iniziato in America,
e che nei musicisti Psych britannici rimase piuttosto in sottofondo,
come è noto.
Il problema consisteva nel fatto che lui agiva in un periodo in cui
"la svolta" dalla psichedelia al rock progressivo c'era gia' stata, ed in
particolare quella al rock sinfonico.
Sotto un fondamentale punto di vista (IMO), Claudio Rocchi in realtà
era ben piu' "al di fuori dagli schemi" di quanto lo fosse già un Rino
Gaetano (che pure lo era). Un discorso il suo che appariva troppo
poco tecnico e troppo "hippy" per i numerosi (allora) seguaci del
rock sinfonico, mentre il suo approccio apparentemente "naïf"
(e sempre "hippy") appariva slegato con le scelte di altri cantautori
e musicisti italiani degli anni '70. Probabilmente la differenza reale
stava nel fatto che C.Rocchi non era affatto un illuso utopista,
eppure parlava di un modo alternativo di vivere e d'intendere
la realtà, e questo in perfetta evidente buona fede e senza gridare
proclami. Ed anche nel sound delle sue canzoni, nei suoi tipicissimi
e inconfondibili ambienti, emerge questo suo diverso rapporto
tra il suo anelito ad una realtà piu' "spirituale" e il modo in cui
egli lo esplicava: ben poco ideologico e molto interiorizzato,
sinceramente sentito. Disponibile a condividere le sue "scoperte
umane" con altri, non v'è dubbio, ma senza chiasso, senza clamore,
senza opportunismo, senza fretta: in perfetta coerenza con se' stesso.
Un ricercatore dell'interiorità umana e uno sperimentatore
del significato dell'esistenza, come altri furono invece piu'
esploratori di suoni o di tecniche musicali.
Ergo, Claudio Rocchi già allora non era alla portata di tutte
le coscienze, poiché occorre pur dire che nel movimento giovanile
ed "alternativo" dei tempi vi erano anche aspetti piu' superficiali
e soprattutto vi erano anche persone piu' superficiali.
Oggi forse potrebbe sembrare piu' alieno di un extraterrestre,
a molti.
/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/
/\/\/\/\/\/ High Tide \/\/\/\/\/
/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/
bella questa ... insomma ci penseranno i posteri !
secondo me è oggi invece
> che ci accorgiamo di quanto Rocchi avesse intuito la catastrofe
> incipiente nel rapporto individuo/società tardo-capitalistica.
Tu ,invece, continui a usare il plurale ( majestatis ?)
Anche Marx aveva capito qualcosa riguardo la incipiente catastrofe nel
rapporto individuo/società tardo-capitalistica ( no, tardo no, diciamo :
del capitalismo)
ma dai ... stai parlando seriamente ?
r.
>"Fabio R." <michette...@tiscalinet.it> wrote:
>
>>Autori come Rocchi, Stratos, Fausto Rossi e il primo Sorrenti hanno pagato a
>>duro prezzo il peso della propria scelta artistica, della propria sublime,
>>algida arte poetica, ermetica per un pubblico più vasto e quindi relegata ai
>>margini del mercato. E non si dia la colpa a Gaetano, per questo.
>
>Ovviamente l'ermetismo non paga. Nick Drake si è probabilmente
>suicidato per qualcosa del genere,
E probabilmente dopo questa tua frase si rivolta nella tomba.
>D'accordo,
>Gaetano insultava i potenti ma con un piglio specularmente opposto a quello di
>un Guccini o di un Pietrangeli, cantautori buoni solo a far comizi.
Liquidare ad esempio Guccini come "cantautore buono solo a far comizi"
mi sembra quantomeno azzardato e semplicistico, specie se non si
conosce la sua produzione.
Ciao
--
| Claudio Galeota ( wal...@vene.ws )
| "Life is what happens to you while you're busy making other plans"
| (John Lennon)
| * RFD per it.fan.musica.beatles in preparazione *
>> La contemporaneità crea distorsioni...
>
>bella questa ... insomma ci penseranno i posteri !
Non so se ti sei già accorto che noi siamo i posteri.
> Il giorno Sat, 02 Jun 2001 20:09:25 GMT, Bonny Prince Morris
> <universi...@NOSPAMlibero.it> ha scritto:
>
> >D'accordo,
> >Gaetano insultava i potenti ma con un piglio specularmente opposto a quello di
> >un Guccini o di un Pietrangeli, cantautori buoni solo a far comizi.
>
> Liquidare ad esempio Guccini come "cantautore buono solo a far comizi"
> mi sembra quantomeno azzardato e semplicistico, specie se non si
> conosce la sua produzione.
Ovviamente non l'avrei mai scritto se non conoscessi (almeno in parte) la sua
produzione. Guccini č un cantautore che, dopo 2-3 album interessanti, ha vissuto di
rendita per decenni sulla variazione degli stessi 10 accordi e su testi altrettanto
"cartacarbone" che, riletti alla luce della storia, mi sembrano un'accozzaglia di
retorica e demagogia populistica di proporzioni colossali... Tutto questo IMHO,
ovviamente...
--
Bonny Prince Morris
>Ovviamente non l'avrei mai scritto se non conoscessi (almeno in parte) la sua
>produzione.
Temo davvero "molto in parte" ...
>Guccini è un cantautore che, dopo 2-3 album interessanti, ha vissuto di
>rendita per decenni sulla variazione degli stessi 10 accordi
Su questo ci si può stare ma da un punto di vista di espressività è
francamente quasi irrilevante, nella fattispecie. In generale non
sarebbe un pregio, certo.
>e su testi altrettanto
>"cartacarbone"
Questo è un clamoroso falso storico.
>che, riletti alla luce della storia, mi sembrano un'accozzaglia di
>retorica e demagogia populistica di proporzioni colossali...
Paroloni buttati via così...
A che ti riferisci, scusa? Le canzoni propriamente "politiche" di
Guccini si contano sulle dita di una mano sola; e il non considerare
quest'aspetto è il più grande e fuorviante errore che si può fare
sulla musica e sulla poetica del cantautore pavanese. Se vuoi possiamo
andare su esempi concreti. Oppure evitare di trarre giudizi dopo aver
ascoltato solo una frazione della produzione di un artista. Sarebbe
come giudicare i Beatles dopo "Love me do" o gli Stones dopo "I wanna
be your man"...
>Tutto questo IMHO,
>ovviamente...
Idem dicasi per me. :-)
Ciao
--
| Claudio Galeota ( wal...@vene.ws )
| "Eleanor Rigby è una delle 10 canzoni più belle dei Beatles
| il che automaticamente vuol dire che è una delle
| canzoni più belle che siamo mai state scritte" (Enrico)
un bel: ma vai a raccattare patate mi sembra più appropriato
napra
>A prescindere dal fatto che non necessariamente tutte le
>impostazioni filosofiche orientaleggianti implicano che la gente
>che se ne appropri siano permanentemente fuori di testa, Rocchi
>ha semplicemente portato nelle sue canzoni tematiche legate ad un
>approccio zen che mira non a confondere la gente, ma a svelare in
>sé quelle potenzialità che rimangono sepolte da attitudini
>sbagliate, impostazioni negative e malattie sociali varie.
>I fini, quindi, sono tutt'altro che fuori di testa, e infatti
>Rocchi non è morto con un ago nelle vene come tanti della sua
>generazione.
A me gaetano pia ce. Non capisco perché tune parli male.
Voglio dirie tue sei stam nz e lui e ra Geaano. el allora?
lui faceva le camnzoni, tu le fai?
se tu facevi le can zoni allora potevo capire che giudicavi male,
perché dicevi, questo accordo è bello e questo è brutthissmo, ma
allora perché lodici?
sai che ti dico? ora me lo ascolto!
>> Dove sono finite le buone stroncature di una volta?
>
>Chiediamolo a uno che le fa spesso, il Mollica.
ecco, adesso lparli di mollica che è uno verament bravissimo.
insomma, anceh se fa la trasmissione in rai, non significua che è
cattivo.
e poi una volta ho visto che ha fatto lo special su nuick drake.
tu lo hai isto? no? e allora perche é parli?
era fatrta motlo bene e io ho conociuto drake da liì.
ma tu che ne sai? non ti piacciono neppure i rem
>un bel: ma vai a raccattare patate mi sembra più appropriato
Per curiosità, riferito a chi?
> Per curiosità, riferito a chi?
a quello che parlava male di G.
napra
>
>"Claudio Galeota" <xd95nxtf...@sneakemail.com> ha scritto
>
>> Per curiosità, riferito a chi?
>
>
>a quello che parlava male di G.
Ah, ok non ero io... :-)
> lui faceva le canzoni,
"...che sentiva sempre allu maaaare...."
PS- torna ad Itaca.
--
"When Mr Davies go shopping
He says hello to David... Charlie Wats
He gave up pop music
To play squash with Ringo Starr"
> Il giorno Tue, 05 Jun 2001 09:02:56 GMT, "napra" <na...@libero.it> ha
> scritto:
>
> >
> >"Claudio Galeota" <xd95nxtf...@sneakemail.com> ha scritto
> >
> >> Per curiosità, riferito a chi?
> >
> >
> >a quello che parlava male di G.
>
> Ah, ok non ero io... :-)
> Ciao
Ma che bel thread...
--
Bonny Prince Morris
>Ma che bel thread...
Ma chi l'ha cominciato?...
> Il giorno Tue, 05 Jun 2001 20:47:01 GMT, Bonny Prince Morris
> <universi...@NOSPAMlibero.it> ha scritto:
>
> >Ma che bel thread...
>
> Ma chi l'ha cominciato?...
> Ciao
Ok. Finiamolo qui.
--
Bonny Prince Morris
>Secondo me è proprio un dramma che di Rocchi non si parli mai.
>Veramente, guardate che "Volo Magico n.2" è forse in assoluto il
>disco più bello mai uscito in Italia e il meno ricordato.
>Non riesco a non rabbrividire ogni volta che penso che oggi
>questo disco è fuori catalogo.
Anche De de lind e Cherry five sembrano definitivamente s.o. .
--
LF
Quando Dio inventò il mondo
Ci si mise d'impegno
E provò a farlo di legno
Ma benchè fosse nuovo di zecca
Gli sembrò una prugna secca
E difetto ancor più brutto
Scricchiolava dappertutto.
(Venetian power - Quando Dio inventò il mondo - 1971).
>
>"Diego Cuoghi" <di...@nospam.com> ha scritto nel messaggio
>news:1euehba.nvzhgdw2cym8N%di...@nospam.com...
>
>> Nel Palasport c'ero anch'io! Fammi pensare... marzo? aprile?
>
>Settembre forse?
Marzo.
Schillogeno
-----------
Giornalisti musicali: gente che non sa scrivere,
che intervista gente che non sa parlare, per un
pubblico che non sa leggere. (Frank Zappa)
>Ovviamente non l'avrei mai scritto se non conoscessi (almeno in parte) la sua
>produzione. Guccini è un cantautore che, dopo 2-3 album interessanti, ha vissuto di
>rendita per decenni sulla variazione degli stessi 10 accordi
Vero
>e su testi altrettanto
>"cartacarbone" che, riletti alla luce della storia, mi sembrano un'accozzaglia di
>retorica e demagogia populistica di proporzioni colossali...
Falso.
Lo si può accusare di aver scritto innumerevoli inni alla depressione,
e forse solo quelli.Ma a mio parere i testi di Guccini sono splendidi.
E' uno dei rarissimi casi in cui, con origine nella produzione
musicale, non è azzardato parlare di poesia.
>On Mon, 04 Jun 2001 10:37:13 GMT, Bonny Prince Morris
><universi...@NOSPAMlibero.it> wrote:
>
>
>>Ovviamente non l'avrei mai scritto se non conoscessi (almeno in parte) la sua
>>produzione. Guccini è un cantautore che, dopo 2-3 album interessanti, ha vissuto di
>>rendita per decenni sulla variazione degli stessi 10 accordi
>
>Vero
Vero sui 10 accordi, ma non sulla rendita, imho.
>>e su testi altrettanto
>>"cartacarbone" che, riletti alla luce della storia, mi sembrano un'accozzaglia di
>>retorica e demagogia populistica di proporzioni colossali...
>
>Falso.
>Lo si può accusare di aver scritto innumerevoli inni alla depressione,
>e forse solo quelli.
Peraltro tutti diversi tra loro. :-)
>Ma a mio parere i testi di Guccini sono splendidi.
>E' uno dei rarissimi casi in cui, con origine nella produzione
>musicale, non è azzardato parlare di poesia.
Concordo alla lettera. Da questo punto di vista la sua produzione
continua tutt'oggi a mantenersi illuminante.
Ciao
--
| Claudio Galeota ( wal...@vene.ws )
Al-Farid <ety...@inwind.it> wrote:
> Dal punto della storia della musica
> credo che i vecchietti possano mettere a disposizione di questi ciofanastri
> del ng soprattutto delle esperienze, con le quali potranno corroborare
> un'indubbia notevole preparazione, magari non sempre sorretta da adeguato
> senso storico (anche per colpa nostra).
A volte però mi sembra di essere un po' "reduce", raccontando, come ho
fatto in certe recenti risposte, i giorni del punk-new wave come se
fossero cose dei "vecchi tempi" (signora mia, sembra ieri!)
> Per cui se hai sistemato il sito e venduto abbastanza ceramiche, fra una
> copertina e l'altra dei CSI, torna ogni tanto da queste parti.
Sistemato il sito?
Mi sembrava che di recente fosse a posto. C'è qualcosa che non funziona?
E per quanto riguarda le copertine, mah, chissà se ne farò altre, ora
che hanno chiuso definitivamente anche i CSI, oltre che il CPI...
Ero a Marzabotto venerdì sera ed è stato uno strano concerto,
affascinante sotto certi aspetti, sconcertante per altri.
Anche il posto era contemporaneamente affascinante e inquietante: un
anfiteatro naturale tra dolcissimi prati e boschi e panorami limpidi, ma
c'era fortissimo anche la consapevolezza che proprio in quei prati, in
quei boschi, venne perpetrata la più orrenda strage di civili della
seconda guerra mondiale, più di 1800 persone, soprattutto bambini (250),
donne e vecchi. Gente ammassata dai nazisti (aiutati anche dai fascisti
nostrani) dentro le case e uccisa a forza di bombe, bruciata viva,
bambini falciati dalle mitragliatrici... Ferretti diceva che non si è
trattato di barbarie ma di una lucida e consapevole (e per questo più
terrificante) opera di eliminazione pianificata, come si fa con la
derattizzazione, col disboscamento. Tutte le case di quella frazione
montana vennero bruciate, rase al suolo, compresa la chiesa, il
cimitero, le stalle... non venne lasciata in piedi che qualche pietra.
Ma tornando al concerto, illuminato da centinaia di candele e
inframmezzato da letture di testimonianze dei pochissimi scampati, gli
ex CSI hanno proposto riletture estremamente rarefatte di tanti brani, i
più drammatici del repertorio, con puntate anche a cose dei CCCP
(Morire, Madre), arrangiamenti dilatati e diluiti, con gran presenza del
pianoforte di Magnelli e di tastiere elettroniche-rumoristiche suonate
da Maroccolo. Anche Canali usava la chitarra più per tirare fuori suoni
lancinanti, quasi delle pugnalate piuttosto che dei classici arpeggi per
quanto rock.
Niente ritmica.
Ginevra con voce soave ha cantato quasi tutti i brani in coppia con
Ferretti, che in veste decisamente mistica non ha concesso niente alle
aspettative di chi si immaginava di assistere a un concerto dei CSI.
E' stato un'altra cosa, che non so se porterà a sviluppi in questo
senso, a un nuovo gruppo con altro nome.
Vedremo...
Per il momento ascoltiamo...
--
D I E G O C U O G H I
---------------------------------
www.diegocuoghi.com
giusto un paio di righe per dirti che ti leggo da tanto tempo, sempre con
grande piacere.
greetings
stefano
" L`avanguardia e` molto dura, e per questo fa paura"............SKIANTOS
Rece perfetta altro che quello svogliato di Nello....mi avrebbe fatto
veramente piacere incontrarti, per il resto sembra che abbiano intenzione di
fare qualcosa d'altro con una nuova sigla, almeno cosě dice Nello che ci ha
parlato il pomeriggio...
bye
wag
>
> Rece perfetta altro che quello svogliato di Nello....mi avrebbe fatto
> veramente piacere incontrarti, per il resto sembra che abbiano intenzione di
> fare qualcosa d'altro con una nuova sigla, almeno così dice Nello che ci ha
> parlato il pomeriggio...
Le parole più o meno precise di Ginevra sono state "abbiamo abbozzato
qualcosa, ma i C.S.I. non esistono più."
Questo può voler dire tutto o niente, sufficiente comunque a sperare.
ciao
nello
--
Inviato il lun 02 lug 2001 08:24:19 CEST da 195.7.17.4 [195.7.17.4]
http://www.neuromante.net/
omissis-
> A volte però mi sembra di essere un po' "reduce", raccontando,
cut
Il *reducismo* mi pare che si ponga quando compare la componente "nostalgia
canaglia" e non mi pare proprio che tu ci rientri.
A dire il vero, sempre restando fra i "triarii" , neanche Valerio HT , per
lo meno da quanto leggo di lui: vedo che si sforza parecchio di
>contestualizzare<
per comunicare meglio; la cosa mi sembra corretta, visto che altrimenti la
comprensione storica (e anche estetica direi)
sfugge e, che certe volte, le cantonate maggiori le prendono proprio i i
più preparati -quando non si è sorretti da testimonianze e dati di fatto è
facile infatti scivolare in forme di analisi aprioristica o unilaterale.
Vedo però alcuni che riescono *anche*
ad evocare bene: per esempio Enrico riesce a cogliere parecchio dei sixties
(anche perché gli piacciono,ovviamente) pur essendo piuttosto giovane.
E senza mitizzarli.
[Non parliamo di stanz che ne rappresenta emblematicamente la figura del
cultore: possiamo senz'altro criticarne certe enfatizzazioni, ma non se ne
può negare certo la competenza complessiva -non limitata cioé al solo
aspetto musicale.]
Faccio qualche esempio: la visione idilliaca degli anni sessanta oppure la
svalutazione musicale degli anni cinquanta; il confondere il proprio
percorso musicale
con l'unica possibile forma di rilevanza storica, ecc..
Faccio adesso invece un esempio di contributo: nel momento in cui
testimonio credibilmente che
negli anni settanta Rino Gaetano non aveva chissà quale incidenza, sto
aiutando i suoi sostenitori a comprenderlo più realisticamente.
Voglio dire in sintesi: è legittimo preferire Guido Cavalcanti a Dante, ma è
bene sapere quali siano state le rispettive rilevanze.
Tenenedo conto peraltro del fatto che ci saranno future rilevanze e future
ermeneutiche- ma mi pare importante non confondere il piano ermeneutico con
quello dell'oggettività storica.
> Sistemato il sito?
> Mi sembrava che di recente fosse a posto. C'è qualcosa che non funziona?
Ma no :)
Ricordo come ai vecchi tempi ti lamentassi del poco tempo a disposizione
anche per via del sito!
Adesso non hai più quella giustificazione.
> Ero a Marzabotto venerdì sera ed è stato uno strano concerto,
> affascinante sotto certi aspetti, sconcertante per altri.
Questo mi consente di aprire un altro filone di discussione: quello
dell'impegno
nel contesto del rock.
A volte mi pare che lo si richieda a cantanti e gruppi -che lo si richieda
*agli altri*insomma, quale certificazione di qualità -e quindi che si corra
il rischio di farne mercato e consumo passivo, senza porsi il problema del
*proprio* impegno
nella realtà quotidiana.
Insomma occhio alla mitizzazione dell'indipendenza *degli altri* .
Ci sono questioni vitali oggi, non ultima la sopravvivenza stessa del
pianeta,circa le quali riscontro poca attenzione, magari parallelalemente
all'esaltazione dell'impegno di certi gruppi negli anni settanta.
Saluti al ng
Al-Farid
> Rece perfetta altro che quello svogliato di Nello....mi avrebbe fatto
> veramente piacere incontrarti,
Avevo letto un post di Nello, in cui diceva "una testa pelata con
pizzetto che verso le 20.00 si aggirerà sotto il palco".
Alle 20 ho provato a cercare un tipo simile ma non l'ho individuato...,
ma non ho nemmeno avuto la sfacciataggine di urlare i vostri nomi :-)
Io invece mi aggiravo con una ridicola macchinetta fotografica con la
quale ho fatto foto che NON sono venute di sicuro (mi sono accorto solo
una volta tornato a casa che le pile erano ossidate e l'esposimetro non
aveva funzionato).
> Alle 20 ho provato a cercare un tipo simile ma non l'ho individuato...,
> ma non ho nemmeno avuto la sfacciataggine di urlare i vostri nomi :-)
Lo sapevo che non c'era da fidarsi del piagnone di poggibonsi...
pensa che io sono arrivato verso le 2.20..eravamo seduti a circa 30 metri
dal palco spostati un po' sulla sinistra..
> Io invece mi aggiravo con una ridicola macchinetta fotografica con la
> quale ho fatto foto che NON sono venute di sicuro (mi sono accorto solo
> una volta tornato a casa che le pile erano ossidate e l'esposimetro non
> aveva funzionato).
succede, ma a volte certi ricordi è più bello tenerseli nella memoria..
bye
wag
>[Non parliamo di stanz che ne rappresenta emblematicamente la figura del
>cultore: possiamo senz'altro criticarne certe enfatizzazioni, ma non se ne
>può negare certo la competenza complessiva -non limitata cioé al solo
>aspetto musicale.]
Chiariamo una cosa (piccola piccola): non ho "studiato da sixties
e seventies" per diventare un "cultore". Sono uno che, piombato
negli NG, di fronte a delle questioni o a dei dati, ha iniziato a
*pensarci* sopra e alla fine dalla sensatezza di alcune deduzioni
ne è rimasto cambiato. Non ci sono testi o trattati su cui stanz
si possa essere formato come "cultore", per cui le riflessioni di
stanz sarebbero sempre spunti di fondo per allargare il discorso,
per cercare altri dati, altre riflessioni.
Non mi è mai sembrato sensato dare sentenze, però se trovi
centoventi punti in fila strettissima, per il cosiddetto rasioio
di Occam (vedi qui)
http://naomi.bo.astro.it/%7ebedogni/extra0/vita0.html
http://www.dipmat.unipg.it/%7ebartocci/ep3-20.htm
è più facile che ci passi una retta che una sinusoide. Io ho
sempre sperato che la gente che dice di ascoltare rock da un
numero ragionevolmente sensato di anni iniziasse a pensare
all'evoluzione del pop-rock sulle basi fattuali, sui dati, sul
principio che le cose, occamisticamente, vengono sempre spiegate
meglio dalla soluzione più semplice possibile (che non significa
la soluzione necessariamente più scema).
Questo non perchè sia così alienato da credere che il rock sia
una scienza esatta, ma per la semplice ragione che, pur nella sua
categoria "arte", anche il rock ha una inevitabile connessione
con il mondo reale, che funziona proprio secondo il rasoio di
Occam.
Invito quindi tutti coloro che hanno a cuore le proprie teorie
sul rock a cercare di dimostrarle fattualmente e passarle
*sempre* al c.d. rasoio di Occam, onde verificare che non ci si
stia prendendo in giro da soli.
bye stanz
A§§RGH!!! Alle 20:05 ero sotto il palco: mi sono guardato intorno, il tempo
di sentirmi uno stupido in piedi di fronte a tutta quella gente placidamente
seduta, e sono tornato al mio posticino.
Ti aggiravi con una macchina fotografica? Sai che potrei averti notato?
Dimmi com'eri vestito...
ciao
nello
> Ti aggiravi con una macchina fotografica? Sai che potrei averti notato?
> Dimmi com'eri vestito...
Avevo una macchinetta fotografica minuscola (una Lomo, ovviamente di
produzione russa), e ho scattato qualche foto in giro, come ho spesso
fatto ai concerti dei CCCP/CSI.
...camicia rossa e jeans scuri.
> Questo non perchè sia così alienato da credere che il rock sia
> una scienza esatta, ma per la semplice ragione che, pur nella sua
> categoria "arte", anche il rock ha una inevitabile connessione
> con il mondo reale, che funziona proprio secondo il rasoio di
> Occam.
Ciao Stanz, perdonami ma questa frase me ne ha fatta venire in mente
un'altra:
"Esistono due modi per non apprezzare l'arte. Il primo consiste nel non
apprezzarla; il secondo nell'apprezzarla con razionalità".
Chi l'ha scritta? Ma il solito, noioso, Oscar Wilde ;-)
>
>Ciao Stanz, perdonami ma questa frase me ne ha fatta venire in mente
>un'altra:
>"Esistono due modi per non apprezzare l'arte. Il primo consiste nel non
>apprezzarla; il secondo nell'apprezzarla con razionalitą".
Diego, si sta parlando di TEORIE sul rock, non di rock!
Avevo gią detto che NON ritengo il rock una faccenda razionale,
ma il suo muoversi nella storia č stata una sequenza di fatti
storici che tendono a "dimostrarsi" da soli: il nostro compito č
di uscire ogni tanto dall' *apprezzare tout court* tipico dei fan
e usare in questo contesto la legge di Occam, non tirando fuori
cavilli per dimostrare la semplice evidenza del DEGRADO che il
rock ha avuto negli ultimi 30 anni. Semplice perchč dimostrabile
con centinaia di dati, quindi occamisticamente evidente.
Credo quindi che la frase di Wilde non c'entri per niente, visto
che ognuno puņ essere "fan" di questo o quello, ma un conto č
cio' che piace, un conto č cio' che oggettivamente si sviluppa, o
regredisce nel fluire del tempo.
ciao stanz
> di...@nospam.com (Diego Cuoghi) wrote:
> >Ciao Stanz, perdonami ma questa frase me ne ha fatta venire in mente
> >un'altra:
> >"Esistono due modi per non apprezzare l'arte. Il primo consiste nel non
> >apprezzarla; il secondo nell'apprezzarla con razionalità".
>
> Diego, si sta parlando di TEORIE sul rock, non di rock!
Hai ragione si parlava di teorie, ma da citazionista noioso e incallito
mi viene in mente un'altra frase famosa, quella secondo cui "Parlare di
musica è come ballare di architettura". :-)
Anche questa, come l'altra, non la intendo però in senso letterale, sono
paradossi, esagerazioni, ma sono pensieri che ci provocano, e propongono
più dubbi che certezze.
> il nostro compito è
> di uscire ogni tanto dall' *apprezzare tout court* tipico dei fan
> e usare in questo contesto la legge di Occam, non tirando fuori
> cavilli per dimostrare la semplice evidenza del DEGRADO che il
> rock ha avuto negli ultimi 30 anni.
C'è chi dice la stessa cosa del romanzo o dell'arte, del cinema.... In
ogni epoca c'è sempre stato il diverbio tra chi sostiene che è tutto in
decadenza e che l' "età dell'oro" è già passata e chi, più ottimista,
cerca di trovare l'oro anche oggi.
Ricordo quando, molti anni fa, seguivo spesso acriticamente certi
critici autorevoli: Bertoncelli negli anni di "Gong", più o meno tutta
la redazione di "Muzak", Bolelli in quella di "Musica '80".
Se Bertoncelli diceva che l'unico Buckley "buono" era quello di
"Starsailor" e di "Lorca" ci credevo e NON compravo gli altri dischi (a
proposito, grazie per avermi fatto conoscere "Blue Afternoon").
Ma il Bertoncelli comunque non riusciva a impormi di non amare King
Crimson o Genesis o Yes, o "Atom earth mother", che lui riteneva
decadenti e barocchi; o i Beatles del periodo pdsichedelico che lui
catalogava come opportunisti, falsi e produttori di paccottiglia.
Ma un po' mi sentivo in colpa per questi gusti disdicevoli, non consoni
a un "duro & puro".
Se Bolelli esaltava cofanetti quintupli di Anthony Braxton o tripli di
Muhal Richard Abrahams, o doppi di George Lewis, o Richard Teitelbaum
tutti a esaltarsi per questi fulgidi esempi d'avanguardia (frequentando
anche i loro concerti), salvo poi non arrivare mai non dico a un terzo,
ma forse nemmeno ad un secondo ascolto (a proposito, qualcuno li ricorda
ancora, oggi?).
Tornando al Bertoncelli, già in "Pop story" e in "Un sogno americano",
del 1973 e 1974, sostiene che il rock "vero" è già finito e il presente
è praticamente solo decadenza e cedimento all'industria, con pochissime
eccezioni.
Forse sono diventato un pò insofferente, ma oggi faccio fatica a
interessarmi alla "critica", che sia d'arte, musicale, letteraria,
cinematografica...
Ma se a parlarmi di letteratura o di arte sono Eco, Borges o Arbasino
allora mi interesso. Perchè loro stessi sono artisti e usano l'arte di
altri come materiale per produrre la loro arte critica. Non mi viene in
mente un nome in campo musicale rock, ma da tempo non frequento più le
riviste specializzate. Perdo qualcosa?
> ma un conto è
> cio' che piace, un conto è cio' che oggettivamente si sviluppa, o
> regredisce nel fluire del tempo.
Non credi che sia un pò pericoloso fare paragoni troppo stretti con le
scienze naturali e con la teoria dell'evoluzione? Infatti ci troveremmo
a sostenere che è il più adatto all'ambiente quello che giustamente
"vince" la competizione e si diffonde di più; e che i geni meno
"conformisti" è inevitabile che spariscano dal pool genetico.
Certo, a volte avvengono mutazioni inaspettate, che si rivelano migliori
di altre nella lotta per la sopravvivenza, o più adatte alle condizioni
climatiche, e producono discendenze di successo.
Questo succede in natura, ma non è né un bene né un male.
Succede e basta.
ciao
--
Fil
@ fil_...@libero.it o sul forum dell'asphalto http://www.asphalto.org/
-----------------------------------------------------
16 tons and what do ya get
Another day older and deeper in debt
St Peter dont ya call me cause I cant go
I owe my soul to the company store
-----------------------------------------------------
omissis rebus-
> non abbiamo a disposizione
> dei criteri riduzionistici per valutare della necessità degli enti.
Ma qualche strumento di verifica sì, che diàmine, altrimenti si potrebbe
dire di tutto a vanvera -e devo dire che le sparate non argomentate non sono
mancate, talvolta, ma si sono evidenziate per quello che erano, magari
suggestioni
generalizzate. :)
> E se da un lato una "teoria" che mostri economia di esposizione a prova
> di rasoio di Occam possiamo considerarla elegante e convincente, le
> stesse ragioni possono portarci a considerarla schematica e dogmatica
> nelle sue premesse implicite.
Non vedo proprio perché.
A meno che non si insista sull'equazione
semplice=banale.
E se c'è qualcosa di irritante nel critichese è appunto quel suo sbrodolarsi
addosso tirandola per le lunghe.
Saluti al ng
Al-Farid
e in ogni caso il principio di non-contraddizione è più antico di Ockham
(Iamr sunt iamrers, iamrers sunt iamr).
> E se c'è qualcosa di irritante nel critichese è appunto quel suo sbrodolarsi
> addosso tirandola per le lunghe.
Senz'altro.
Irritante, nella misura in cui ritengo che lo stesso concetto potesse
essere espresso con tre frasi invece di dieci; lo stesso concetto, però.
E se il concetto è un altro?
Avevo scritto:
>> A meno che non si insista sull'equazione
> > semplice=banale.
Ma forse avrei dovuto scrivere
semplice=dogmatico.
Ha ben ragione Nietzsche a dire di vedere interpretazioni laddove i
positivisti vedono "fatti", ma esiste comunque una dimensione
dell'oggettività
che *resiste*.
Marx direbbe: "marmorea".
> Ma se si parte da premesse differenti arrivando a diverse conclusioni il
> raffronto sotto il profilo dell'economia argomentativa non mi sembra
> molto utile, no?
Purché si chiariscano le premesse e le regole e quindi non ci si faccia un
alibi sofistico di tutto questo.***
> > E se c'è qualcosa di irritante nel critichese è appunto quel suo
sbrodolarsi
> > addosso tirandola per le lunghe.
> Senz'altro.
> Irritante, nella misura in cui ritengo che lo stesso concetto potesse
> essere espresso con tre frasi invece di dieci; lo stesso concetto, però.
> E se il concetto è un altro?
Un altro concetto, anche opposto, può essere espresso con altr--ettanta
chiarezza.
Ha un senso il detto "aurea simplicitas"?
In realtà la capacità di essere brevi
e laconici è un grande pregio e la sintesi è sempre manifestazione di
padronanza.
Senza contare che una proposizione chiara è più facilmente falsificabile.
Molti giovani sono spesso insofferenti nei confronti dell'evidenza - ma la
cosa è anche bella ;-)
Ciao
Al Farid
***(lo scetticismo) "profferisce l'assoluto dileguare; ma il profferire
è..."
Hegel "Fenomenologia dello
Spirito"
>Molti giovani sono spesso insofferenti nei confronti dell'evidenza -
ma la
>cosa è anche bella ;-)
a proposito di giovani...ma quanti ne ha
bocciato? :-)
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
>Non credi che sia un pò pericoloso fare paragoni troppo stretti con le
>scienze naturali e con la teoria dell'evoluzione? Infatti ci troveremmo
>a sostenere che è il più adatto all'ambiente quello che giustamente
>"vince" la competizione e si diffonde di più; e che i geni meno
>"conformisti" è inevitabile che spariscano dal pool genetico.
Il rasoio di Occam è molto più sottile dei pensiero
malthusiano/darwinista. Quando si parla di "conformismo" e
"naturalità" sono intesi nel loro fluire spontaneo, non in una
costrizione. Nessuno ha imposto ai Beatles le loro scelte, però
le loro scelte sono diventate quasi "coercitive" in decine e
decine di gruppi della fine dei 60s.
Una delle tante conclusioni del discorso del rasoio di Occam
sottende, a ben vedere, che la complicazione che genera
complicazione paga sempre lo scotto di essere una complicazione
"al quadrato": la complicazione deve "suonare semplice" pur
nascondendo la sua natura complicata, pena l'uscire dalla logica
della popular music.
Di conseguenza è importante stabilire nell'oggi della
transglobalità/postmodernità quanto sia reso veramente semplice
il complicato. I Kraftwerk ad esempio resero semplice la logica
complicata dell'elettronica, i Floyd la logica complicata del
concept album, i Beatles la logica complicata del multitracking.
La mia sensazione è che i gruppi di oggi complichino, astraggano
dal già complesso, generando un output che è ancora più
complesso, ma che è comunicativamente inerme.
Di conseguenza l'ausilio del rasoio di Occam diventerebbe
determinante. Cosa è davvero necessario? Quali gruppi di oggi
sono imperdibili perchè hanno un input complesso finchè si vuole
ma un output essenziale, sobrio, intenso?
ciao stanz
> a proposito di giovani...ma quanti ne ha
> bocciato? :-)
Solo due: una perché fan di Laura Pausini
ed un altro perché sentito suonare in un localino col distorsore a manetta!
Al-Farid
> Di conseguenza l'ausilio del rasoio di Occam diventerebbe
> determinante. Cosa è davvero necessario? Quali gruppi di oggi
> sono imperdibili perchè hanno un input complesso finchè si vuole
> ma un output essenziale, sobrio, intenso?
E chi decide come applicare il rasoio? Chi decide cosa è imperdibile? O
necessario? Non è una domanda polemica, solo per capire.
> E chi decide come applicare il rasoio?
Mauro Moroni.
--
Enrico 'magic' - mma...@tiscalinet.it -
"Between thought and expression
lies a lifetime"
>> E chi decide come applicare il rasoio?
>
> Mauro Moroni.
Ehm, e chi č Mauro Moroni?
(scusa eh, ma ti giuro che non ne ho idea, siete un po' troppo
autoreferenziali qua dentro ;))
> Ehm, e chi č Mauro Moroni?
>
> (scusa eh, ma ti giuro che non ne ho idea, siete un po' troppo
> autoreferenziali qua dentro ;))
Un amico di Roger McGuinn.
--
Enrico
> >> E chi decide come applicare il rasoio?
> > Mauro Moroni.
> Ehm, e chi è Mauro Moroni?
Uno che si interessa di depilazioni.
Al-Farid
scusatemi ,non ho resistito: era telefonata , ma non ne dico più, lo
prometto
(00)
>Solo due: una perché fan di Laura Pausini
>ed un altro perché sentito
suonare in un localino col distorsore a
>manetta!
ROLFT!
Ettore:
hai dato le risposte piu' divertenti dell'ultimo mese dell'intero
newsgroup....
:-)))
ciao a presto
Max
mi viene in mente il Battiato dei primi anni '80
> La mia sensazione è che i gruppi di oggi complichino, astraggano
> dal già complesso, generando un output che è ancora più
> complesso, ma che è comunicativamente inerme.
mi vengono in mente gli ultimi RadioHead
> Quali gruppi di oggi
> sono imperdibili perchè hanno un input complesso finchè si vuole
> ma un output essenziale, sobrio, intenso?
qui non mi viene in mente niente (forse Morphine o Blue Nile, ma non
sono recentissimi).
Io però faccio poco testo. Non sono molto informato sulle ultime "waves"
rock. Quel poco che sento mi arriva dalla solita AntennaUnoRockStation,
e spesso mi basta, nel senso che poi non corro a comprare i dischi.
Negli ultimi anni ho acquistato quasi solo musica di tipo sinfonico
contemporaneo, a parte i soliti preferiti sempreverdi ai quali sono
abbonato, come Byrne, Bowie, Reed, Eno, Fripp, XTC, Waits, Sylvian;
oppure acquisto in CD album che avevo già in vinile.
Mi devo preoccupare? Sarà l'età? :-)
>> Ehm, e chi č Mauro Moroni?
>>
>> (scusa eh, ma ti giuro che non ne ho idea, siete un po' troppo
>> autoreferenziali qua dentro ;))
>
> Un amico di Roger McGuinn.
Ho ho! Te le tieni segnate nel quadernetto eh?
Grazie per l'esaudiente risposta, ora posso dormire sonni tranquilli
finalmente avendo soddisfatto la mia curiositą. Eternamente grata.
>>> Mauro Moroni.
>
>> Ehm, e chi č Mauro Moroni?
>
> Uno che si interessa di depilazioni.
Ok, deduco sia ricercato dall'FBI se non si puņ manco dire chi sia.
Grazie, di nuovo.
> > Un amico di Roger McGuinn.
> Ho ho! Te le tieni segnate nel quadernetto eh?
>
> Grazie per l'esaudiente risposta, ora posso dormire sonni tranquilli
> finalmente avendo soddisfatto la mia curiosità. Eternamente grata.
Per queste perle non c'è bisogno del quadernetto. Sono impresse a fuoco
nella mia memoria, forevvar!
Non sapere chi è Mauro Moroni è persino più grave di non conoscere Roger
McGuinn, anche se il primo non suonava nei Byrds (o sbaglio?)
>>> Un amico di Roger McGuinn.
>> Ho ho! Te le tieni segnate nel quadernetto eh?
>>
>> Grazie per l'esaudiente risposta, ora posso dormire sonni tranquilli
>> finalmente avendo soddisfatto la mia curiosità. Eternamente grata.
>
> Per queste perle non c'è bisogno del quadernetto. Sono impresse a fuoco
> nella mia memoria, forevvar!
Miiinchia, devi avere ben poche cose valide nella memoria per tenerci
dentro queste. :)
> Non sapere chi è Mauro Moroni è persino più grave di non conoscere Roger
> McGuinn, anche se il primo non suonava nei Byrds (o sbaglio?)
Gravissime entrambe le cose, non so come ho fatto a vivere finora con
queste laGune, ma sarebbe carino semplicemente *rispondere*, sai. Ma
ora chissà perché mi è svanita ogni curiosità, su entrambi, pensa te.
Ciao, e salutameli anzi no, non mi interessa.
>Negli ultimi anni ho acquistato quasi solo musica di tipo sinfonico
>contemporaneo, a parte i soliti preferiti sempreverdi ai quali sono
>abbonato, come Byrne, Bowie, Reed, Eno, Fripp, XTC, Waits, Sylvian;
>oppure acquisto in CD album che avevo già in vinile.
>Mi devo preoccupare? Sarà l'età? :-)
No...
ciao s
mmmm, no, sei passato inosservato, almeno per quello che mi riguarda. Sarà
per la prossima volta :-)
ciao
nello
> mmmm, no, sei passato inosservato, almeno per quello che mi riguarda. Sarà
> per la prossima volta :-)
Ma come?
e io che pensavo di rifulgere di una particolare luce interiore... ;-)
>>>> Mauro Moroni.
>>
>>> Ehm, e chi è Mauro Moroni?
>>
>> Uno che si interessa di depilazioni.
>
>Ok, deduco sia ricercato dall'FBI se non si può manco dire chi sia.
Nella scheda dell'FBI Mauro Moroni è un avvocato sanremese, famoso
collezionista di vinili di rock progressivo e folk, proprietario della
Mellow (etichetta di rock progressivo), appassionato di depilazione
intima femminile e noto puttaniere.
Conosciuto anche come Faraone, la sua residenza per elezione è
it.arti.musica.rock.progressive, senza disdegnare di fare qualche rara
capatina su it.arti.musica.rock
Sayonara !!
--
Gabriele Orlando ---> p...@libero.it
<<Un atteggiamento critico dello spettatore é un atteggiamento
innegabilmente artistico>>
(Bertolt Brecht)