Alessandro Paterlini
CADELBOSCO SOPRA. Con l'intervista del critico musicale Ernesto De
Pascale a Massimo Bubola, e il concerto dell'artista veronese, si č
conclusa sabato sera, al Bocciodromo di Cadelbosco Sopra, la seconda
edizione di "Dedicato a De Andrč", manifestazione ideata dal circolo
Arci "Manzoni" di Villa Argine, organizzata in collaborazione con Arci
provinciale e Comune, per un omaggio all'indimenticato cantautore
genovese a due anni dalla scomparsa.
Chi ha partecipato ad entrambe le serate non puň non essere stato
colpito dalla diversa chiave di lettura che gli ospiti invitati per
ricordare Faber - Luigi Viva, biografo ufficiale di De Andrč, venerdě
sera ad Argine, Massimo Bubola sabato sera a Cadelbosco - hanno fatto
dell'amico scomparso. Affettuoso e piů incline a lodarne i pregi che a
criticarne i difetti il primo, quasi impietoso il secondo nel
rimarcare le differenze che li dividevano.
Massimo Bubola ha parlato di De Andrč come di una persona "tormentata
nel suo mestiere, collerica e litigiosa, maniacalmente puntigliosa al
punto da creare tensione nei propri musicisti" e come di un uomo "che
voleva sfidare l'impossibile". Come se ciň non bastasse, Massimo
Bubola ha stigmatizzato quello che, a suo parere, per De Andrč si
prefigura come un tentativo di "beatificazione". "Non vorrei - ha
detto Bubola - che De Andrč fosse messo nella boccia con la neve
insieme a Padre Pio... i suoi problemi, la sua fatica di vivere, il
suo rapporto con l'alcool sono cose che non scopro io. Questo
tentativo di farne una sorta di Teresa di Calcutta mi sembra un po' un
travisamento".
Massimo Bubola non ha poi mancato di sottolineare le distanze che lo
separavano da De Andrč sul piano artistico. "Aveva un rapporto sacrale
con la sua musica - ha detto Bubola - concepiva le sue canzoni come
un'iconografia. Io, come Bob Dylan, credo che una canzone col tempo
possa anche cambiare".
Quanti si erano aspettati l'ennesimo "santino" su Faber, probabilmente
sono rimasti delusi.
Massimo Bubola si č poi esibito in concerto accompagnato da Roberto
Ortolani (chitarra) e da Moreno Marchesin (batteria). I pezzi piů
applauditi sono stati quelli portati al successo da De Andrč (Fiume
Sand Creek, Hotel Supramonte, Sally, Don Raffač) che perň Bubola ha
presentato alla sua maniera, in versione rock, sicuramente apprezzata
dal pubblico piů giovane e un po' meno dai tanti cinquantenni
presenti.
http://www.gazzettadireggio.kataweb.it/gazzettareggio/arch_15/reggio/cultura/et104.htm
non mi sembra che abbia "sparato". mi sembra che sia stato onesto e poco
retorico, finalmente
napra
> Massimo Bubola ha parlato di De Andrè come di una persona "tormentata
> nel suo mestiere, collerica e litigiosa, maniacalmente puntigliosa al
> punto da creare tensione nei propri musicisti" e come di un uomo "che
> voleva sfidare l'impossibile". Come se ciò non bastasse, Massimo
> Bubola ha stigmatizzato quello che, a suo parere, per De Andrè si
> prefigura come un tentativo di "beatificazione". "Non vorrei - ha
Non so cosa pensare, non è l'unico grande artista che ha litigato con de
Andrè, dopo anime salve ci fu un litigio anche con Ivano Fossati, e se devo
dirti la verità io ho avuto la fortuna di assistere a uno dei suoi ultimi
concerti, e lui ha parlato molto, e sempre a mio giudizio, qualche volta
anche a sproposito.
Tengo comunque a sottolineare che rimane uno dei miei grandi e che non
voglio scendere in una inutile polemica, anzi sono perplesso e insicuro io
per primo.
Ciao
Matteo
--
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via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
>CUT
immagino che lo stesso de andre', che non ho conosciuto, si sarebbe
opposto alla propria beatificazione.
d'altra parte chi ha conosciuto personalmente mauro pagani ha sentito di
peggio sul conto di de andre', questo e' certo.
insomma qualcosa di vero sui lati peggiori del suo carattere ci
dev'essere.
fatto sta che alla morte di de andre' "repubblica" pubblico' un
commovente articolo del bubola, di tenore ben diverso dalle
dichiarazioni rilasciate adesso.
si vede che adesso sente la necessita' di ristabilire un po' di
equilibrio...
ciao
-antonio-
napra wrote:
>
> non mi sembra che abbia "sparato". mi sembra che sia stato onesto e poco
> retorico, finalmente
è un giorno da segnare con un sassolino bianco: sono d'accordo con te;
r
--
If I had my way
I'd have all of you shot
[Roger Waters, In the flesh]
http://digilander.iol.it/ramapage/
http://www.fantascienza.net/sfcity/crono.sf
<acrobat> ha scritto nel messaggio
> A Cadelbosco, omaggio "a sorpresa" al cantautore
> CUT
Beh, che De Andrè avesse un caratteraccio non era un mistero neanche da
vivo; del resto è vero che esiste la fastidiosa abitudine di beatificare
automaticamente chi non c'è più e un po' di onestà non può che fare piacere.
Io penso che per noi pubblico tutto ciò non ha importanza: quello che conta,
quello che a noi spetta di giudicare è l'opera dell'artista, e su quella di
De Andrè non si possono che tessere lodi (lo pensavo quand'era in vita, lo
penso adesso); tutto il resto riguarda solo chi ci ha avuto direttamente a
che fare.
Bye, E.
--
Sul trono di MrElandia = Inchiniamoci a: Genesis - "Nursery Crime"
Nella lotta per il possesso dello stereo di MrE, oggi hanno prevalso =
Jane's addiction - "Nothing schocking"
Ben Harper - "The will to live"
Genesis - "Nursery Crime"
"My name is Elisabeth, my life is shit and piss"
Eels - 'Elisabeth on the bathroom floor'