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Perchè Rolling Stones

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Jeremy Bender

unread,
Mar 16, 2003, 5:05:07 PM3/16/03
to
E' impossibile, nel tentare di analizzare l'enorme importanza che i Rolling
Stones hanno avuto per lo sviluppo del rock (e non solo), poter prescindere
dal celebre dualismo che li ha sempre contrapposti ai Beatles e che ha fatto
di entrambi i gruppi i protagonisti assoluti di quel decennio sia a livello
musicale che per i profondi sconvolgimenti sociali e culturali provocati.
I Beatles e i Rolling Stones nacquero pressoché contemporaneamente, ma, a un
certo punto, la differenza di popolarità era abissale: a titolo di esempio
si può citare il fatto che il 7 giugno del '63, quando fu pubblicato il
primo singolo degli Stones ("Come On" di Chuck Berry accoppiato a "I Want to
be Loved" di Willie Dixon) i Beatles avevano già avuto due singoli ("Please
Please Me" e "From To You") e l'album di esordio al primo posto della
classifica. Il 31 marzo del 1964 i Beatles avevano 5 brani ai primi cinque
posti della classifica e altri 7 nei Top 100, un record mai più uguagliato,
mentre gli Stones avevano avuto solo un brano al 9° posto della classifica;
tra l'altro si trattava di "I Wanna Be Your Man", un brano firmato e
regalato loro da John Lennon & Paul McCartney, che li aiutò a superare un
momento di "impasse". Ma di lì a poco anche gli Stones sarebbero esplosi
arrivando a rivaleggiare per popolarità ed importanza con i Beatles: il 17
aprile del 1964 il singolo "Not Fade Away" (cover di un brano di Buddy
Holly, il vero idolo musicale di Jagger), fu il primo numero 1 degli Stones.
I Rolling Stones si misero inizialmente in evidenza per una serie di
rifacimenti blues e r & b di classici americani; oltre ai singoli citati c'è
l'e.p. del 1964 contenente 4 brani ("Bye Bye Johnny" di Chuck Berry, "Money"
di Berry Gordy jr., "Poison Ivy" dei Coasters e "You Better Move On" di
Arthur Alexander). Erano 5 ragazzi di provincia o dei quartieri operai, di
buona famiglia, inclini a qualche stravaganza ma niente più, nulla a che
vedere con l'immagine che si sarebbero costruiti in seguito. Gli Stones
furono sconcertati dal successo immediato e travolgente dei Beatles perché
la loro impostazione musicale e le loro idee erano completamente diverse.
La sterzata decisiva che ha cambiato la loro storia e quella del rock arrivò
grazie ad una geniale intuizione di Andrew Loog Oldham, un rampante
talent-scout londinese che non capiva nulla di musica ma che era scaltro e
abilissimo nella campagne promozionali e nel manovrare la stampa. Egli si
rese conto che i Rolling Stones, giunti ad un bivio, non avrebbero mai
potuto competere con i Beatles sul loro terreno; capì inoltre che c'erano
molti giovani che non si riconoscevano nella perfezione stilistica e formale
dei Beatles e decise, con una scelta tattica studiata a tavolino, di fare
degli Stones i paladini di quest'altro mondo giovanile, trasformandoli negli
antagonisti dei Beatles. Egli esaltò all'ennesima potenza i tratti dei loro
caratteri, contrapponendoli in tutti i modi possibili ai Fab Four e facendo
degli Stones un gruppo duro e oltraggioso.
In pratica compì l'operazione opposta a quella compiuta qualche mese prima
da Brian Epstein con i Beatles, che aveva deciso di costruire a tavolino la
loro immagine rassicurante e impeccabile che potesse piacere a quanta più
gente possibile (e infatti le cronache raccontano che John Lennon,
inizialmente, fu molto riluttante nei confronti di questa operazione).
L'operazione di marketing e pubblicitaria messa in opera da Oldham fu
massiccia e decisamente riuscita e comprendeva tutta una serie di evidenti
stravolgimenti: innanzitutto fu coinvolto il look esteriore degli Stones,
dal loro modo di vestire (indossavano sovente divise nazi), trasandato,
capelli lunghissimi e spettinati, che divenne decisamente controcorrente
rispetto allo stile da bravi ragazzi dei Beatles e poi il loro comportamento
con i media, che affrontavano a muso duro digrignando sovente i denti.
Non a caso Ian Stewart, tastierista e considerato il sesto Stones, fu fatto
fuori dall'organico ufficiale da Oldham perchè con la sua giacca, la sua
cravatta e i suoi capelli corti avrebbe potuto rovinargli l'operazione di
marketing.
I Rolling Stones diventarono il punto di riferimento dell'altra metà della
realtà giovanile, quella che, come già detto, non si riconosceva nella
perfezione formale e stilistica dei Beatles, di quella, cioè, ribelle,
rabbiosa, dura, talvolta perfino violenta, che vestiva in modo trasandato e
che si ribellava alle regole del gioco; coloro che vi facevano parte vennero
definiti "rockers". I primi, invece, quelli che seguivano i Beatles,
venivano chiamati "mods", ed erano l'immagine dell'Inghilterra allegra e
spensierata, vestivano in maniera ricercata ed avevano un aspetto estetico
molto curato. Le battaglie tra "mods" e "rockers" in Inghilterra nella prima
metà dei '60 sono passate alla storia; spesso questi ragazzi arrivavano ad
affrontarsi per strada, mettendo a soqquadro interi quartieri.
I Rolling Stones, quindi, come fenomeno nacquero non in modo autonomo ma
come reazione al fenomeno Beatles.
Sul dualismo Beatles - Stones e su tutte le profonde mutazioni sociali e
culturali che i due gruppi apportarono sono stati scritti fiumi d'
inchiostro, in particolare sul dualismo tra le due ideologie opposte che
rappresentavano: da un lato la spensieratezza, la normalità, il buonumore;
dall'altro la rabbia, la ribellione, l'anarchia, la trasgressione.
Anche se, come ha osservato qualche critico, la grande utopia dei seguaci
della seconda ideologia, al culmine di un oltre un quinquennio di sesso,
droga & rock'n'roll, si è disintegrata simbolicamente nel dicembre '69 ad
Altamont, California, durante il drammatico concerto degli Stones,
caratterizzato dall'assassinio di Meredith Hunter, un diciottenne di colore,
e dagli orrendi pestaggi degli Hell's Angels.
Queste le parole di Tony Sanchez a tal proposito: "Ad Altamont l'utopia
della Stones-Generation è stata demolita ed è venuta a galla la menzogna che
navigava sotterranea. L'anarchia di questi ragazzi funzionava solo se
fondata sulla società borghese che loro tanto disprezzavano. Qui non c'erano
guerrafondai, niente uomini d'affari, niente vecchi - solo la semplice
realtà sanguinaria e mortale dell'anarchia. Ecco la società permissiva che
gli Stones per tanto tempo avevano osannato, la libertà universale di cui
continuavano a cianciare dalla televisione e dai giornali. Era una realtà
orrenda, stupida, cieca, buia e spaventosa.".
Io mi limito ad affrontare il discorso puramente musicale e qui esamino
quindi l'altra rivoluzione operata dai Rolling Stones, rivoluzione che ha
avuto un'importanza pari a quella dei Beatles ma chi è si svolta su un piano
totalmente diverso.
Io personalmente annetto maggiore importanza ai Beatles poiché secondo il
mio modestissimo e personalissimo parere essi hanno avuto, musicalmente
parlando, una portata più ampia e innovativa, ma sarei cieco a non
riconoscere la quasi altrettanto importanza delle Pietre Rotolanti.
Piano totalmente diverso, dicevo: se i Beatles si rifecero al rock'n'roll
bianco, o anche a quello nero però gradito ai bianchi, gli Stones furono i
primi a pescare direttamente nel serbatoio del rhythm & blues nero. Qualcosa
di molto più selvaggio quindi, dall'impatto durissimo, con i testi delle
loro canzoni che riflettevano la rabbia interna che per anni li ha animati.
Fino al '65-'66 il vero leader degli Stones era Brian Jones, ottimo
chitarrista abbastanza noto in Inghilterra, uno dei primi a suonare la slide
e patito di Elmore James. Mick Jagger, sebbene fosse già un ottimo cantante,
era ancora ben lungi dal diventare quello straordinario personaggio che
sarebbe diventato in seguito. La gente andava a vedere gli Stones per Brian
Jones, era lui il vero personaggio, bello, biondo, dannato, perverso,
brutale, sensuale, dal feeling istintivo; Jagger è ancora in disparte. Poi
però accade che Jones comincia a deviare dalla reinvenzione del r&b ed
inizia ad appassionarsi di psichedelia e del suono "alla Beatles"
(infatuazione che era iniziata anni prima, nel '63, quando i Rolling Stones
al completo erano andati a vedere un concerto dei Beatles alla Royal Albert
Hall di Londra). Allora Jagger e Richards cominciano a tentare di liberarsi
di Jones, operazione facilitata dal fatto che Brian è pesantemente
condizionato dalle droghe. Il suo apporto va sempre più diminuendo, fino a
"Beggar's Banquet" dove diventa talmente marginale che, dopo l'uscita dell'
album, abbandona il gruppo, e viene sostituito da Mick Taylor.
E' proprio con "Beggar's Banquet" che i Rolling Stones diventano quelli che
sono ancora oggi. La cosa più evidente è il nuovo ruolo di Jagger: senza
Jones, diventa il front-man indiscusso e attrae su si sé l'immagine perversa
del gruppo. Ma la vera rivoluzione, quella musicale, la fa Keith Richards,
che abbandona la chitarra solista per passare alla ritmica, compiendo un'
operazione che potrebbe sembrare un'involuzione ma che invece rivoluziona
completamente il modo di concepire e suonare la chitarra ritmica. Prima di
lui era sempre stata la chitarra solista ad avere il ruolo principale mentre
il chitarrista ritmico era relegato al ruolo di quasi semplice
accompagnatore; con Keith Richards, invece, la chitarra ritmica diventa il
perno attorno al quale gira tutto il suono del gruppo. Normalmente, infatti,
la sezione ritmica è composta da basso e batteria e tutti gli elementi del
gruppo seguono uno dei due (più spesso la batteria); Keith fa invece in modo
che tutti seguano lui; così facendo la loro musica assume quel colore
"sporco" che il rhythm & blues di grande livello deve avere ed assume una
espressività ed un feeling prima sconosciute per il r&b rifatto dai bianchi.
Il merito della svolta degli Stones è quindi tutto di Richards, perché Mick
Taylor, che a livello tecnico è di gran lunga il miglior chitarrista che gli
Stones abbiano mai avuto, difetta proprio di quella espressività necessaria
per fare del grande rhythm & blues.
Con questa svolta, gli Stones danno alla musica rock un contributo
straordinario: mentre tanti altri facevano la corsa per aggiungere qualcosa
e per rendere sempre più ridondante il loro suono, gli Stones invece tolgono
e semplificano ed acquistano una espressività ed un feeling inedito per dei
musicisti bianchi e che erano conosciute solo nei musicisti ed, in
particolare, chitarristi neri.
Infine, i testi: Jagger e Richards descrivono e si fanno interpreti di
quella rabbia urbana che pervadeva molti appartenenti alle giovani
generazioni; non provano nemmeno a ripetere i testi tipici dei bluesmen
neri, sarebbe stato impossibile perché il vero blues nero nasce da una
condizione profondamente personale e perciò intrasferibile; invece riportano
nei loro rhythm & blues le insoddisfazioni e la rabbia tipiche dei giovani
bianchi. I testi degli Stones sono essenzialmente proprio questo: pure
espressioni di rabbia e supporto per la loro musica che essi impiegavano per
aumentare e sottolineare l'espressività della loro musica.
Tutte queste considerazioni secondo me, fanno dei Rolling Stones il più
importante fenomeno musicale della storia del rock insieme ai Beatles, Elvis
Presley e Bob Dylan.

Afra

unread,
Mar 16, 2003, 7:41:46 PM3/16/03
to
Il 16 Mar 2003, 23:05, "Jeremy Bender" <lung...@alrock.it> ha scritto:
.
> La sterzata decisiva che ha cambiato la loro storia e quella del rock
arrivò
> grazie ad una geniale intuizione di Andrew Loog Oldham, un rampante
> talent-scout londinese che non capiva nulla di musica ma che era scaltro e
> abilissimo nella campagne promozionali e nel manovrare la stampa. Egli si
> rese conto che i Rolling Stones, giunti ad un bivio, non avrebbero mai
> potuto competere con i Beatles sul loro terreno; capì inoltre che c'erano
> molti giovani che non si riconoscevano nella perfezione stilistica e
formale
> dei Beatles e decise, con una scelta tattica studiata a tavolino, di fare
> degli Stones i paladini di quest'altro mondo giovanile, trasformandoli
negli
> antagonisti dei Beatles. Egli esaltò all'ennesima potenza i tratti dei
loro
> caratteri, contrapponendoli in tutti i modi possibili ai Fab Four e
facendo
> degli Stones un gruppo duro e oltraggioso.


su questo aspetto della storia degli Stones ho scritto,piu' di un anno
orsono,quello che pensavo.
E' vero che l'intuizione di Oldham fu geniale e che,senza di essa la storia
(e la popolarità) degli Stones non sarebbe stata la stessa,ma sul
personaggio Oldham e sui "costi" della sua operazione non posso non avere
delle riserve.


> Fino al '65-'66 il vero leader degli Stones era Brian Jones, ottimo
> chitarrista abbastanza noto in Inghilterra, uno dei primi a suonare la
slide
> e patito di Elmore James. Mick Jagger, sebbene fosse già un ottimo
cantante,
> era ancora ben lungi dal diventare quello straordinario personaggio che
> sarebbe diventato in seguito. La gente andava a vedere gli Stones per
Brian
> Jones, era lui il vero personaggio, bello, biondo, dannato, perverso,
> brutale, sensuale, dal feeling istintivo; Jagger è ancora in disparte. Poi
> però accade che Jones comincia a deviare dalla reinvenzione del r&b ed
> inizia ad appassionarsi di psichedelia e del suono "alla Beatles"
> (infatuazione che era iniziata anni prima, nel '63, quando i Rolling
Stones
> al completo erano andati a vedere un concerto dei Beatles alla Royal
Albert
> Hall di Londra).


non avevo mai dato questa lettura della dolorosa emarginazione di Brian
Jones.Trovo che essa sia interessante e certamente non priva di verità.
Personalmente sono molto legata ala figura di Brian ,che per me sarà sempre
"il vero Rolling Stone".Incarnava in sè il conflitto tra l'appartenenza
oggettiva a quella "middle class" portatrice dei valori che gli Stones,nei
loro contenuti,volevano distruggere,e la ribellione ad essa.Era quello in
cui maggiormente,un giovane di quegli anni ,proveniente dalla piccola-media
borghesia e con ansia di ribellione,poteva identificarsi.Bello e
maledetto,geniale musicista quanto persona fragile e emotivamente
instabile,insaziabile sperimentatore dotato di grande spirito di ricerca
quanto disordinato e discontinuo nell'impegno.
La definizione di Brian Jones con cui,maggiormente,concordo,la dà Giancarlo
Nanni nel suo sito.L'amico Nanni dice,piu' o meno, che Brian aveva il ruolo
e la capacità di rendere straordinario cio' che,senza il suo apporto,sarebbe
stato ordinario,banale.
Ed è stata proprio questa sua statura artistica che,favorita dalla sua
fragilità ,mal si sposava con la gestione Oldham e che,non potendosi
esprimere,ha provocato quei comportamenti riottosi e indisciplinati(
nell'ultimo periodo si presentava alle prove in ritardo di ore,non si è
presentato ad alcuni concerti ed è dovuto essere sostituito all'ultimo
momento),e autolesionisti che sono culminati col suo abbandono del gruppo e
con la sua morte.Non si è suicidato ma,di sicuro,ce l'ha messa tutta per
morire.

La cosa più evidente è il nuovo ruolo di Jagger: senza
> Jones, diventa il front-man indiscusso e attrae su si sé l'immagine
perversa
> del gruppo.


beh...un gran bel front-man.....;-)

Ma la vera rivoluzione, quella musicale, la fa Keith Richards....

---------------CUT-----------------

niente da aggiungere sul resto...
hai fatto un bel post .
Grazie Jeremy.....


Afra

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Leningrad Cowboy

unread,
Mar 17, 2003, 4:09:53 AM3/17/03
to
On Mon, 17 Mar 2003 00:41:46 GMT, affra...@tiscali.it (Afra) wrote:

>Il 16 Mar 2003, 23:05, "Jeremy Bender" <lung...@alrock.it> ha scritto:
>.
>> La sterzata decisiva che ha cambiato la loro storia e quella del rock

>arrivň


>> grazie ad una geniale intuizione di Andrew Loog Oldham, un rampante
>> talent-scout londinese che non capiva nulla di musica ma che era scaltro e
>> abilissimo nella campagne promozionali e nel manovrare la stampa. Egli si
>> rese conto che i Rolling Stones, giunti ad un bivio, non avrebbero mai

>> potuto competere con i Beatles sul loro terreno; capě inoltre che c'erano


>> molti giovani che non si riconoscevano nella perfezione stilistica e
>formale
>> dei Beatles e decise, con una scelta tattica studiata a tavolino, di fare
>> degli Stones i paladini di quest'altro mondo giovanile, trasformandoli
>negli

>> antagonisti dei Beatles. Egli esaltň all'ennesima potenza i tratti dei


>loro
>> caratteri, contrapponendoli in tutti i modi possibili ai Fab Four e
>facendo
>> degli Stones un gruppo duro e oltraggioso.
>
>
>su questo aspetto della storia degli Stones ho scritto,piu' di un anno
>orsono,quello che pensavo.
>E' vero che l'intuizione di Oldham fu geniale e che,senza di essa la storia

>(e la popolaritŕ) degli Stones non sarebbe stata la stessa,ma sul


>personaggio Oldham e sui "costi" della sua operazione non posso non avere
>delle riserve.

Tra l'altro Oldham non poteva manovrare proprio nessuno perché
nell'ambiente contava quanto il due di coppe quando briscola č
bastoni. Aveva delle discrete idee promozionali, ma nulla piů.
Inoltre gli Stones non gareggiavano proprio coi Beatles: facevano una
musica completamente diversa fin dagli esordi, e non certo per volere
di Oldham.

L.C.
^^^

Al-Farid

unread,
Mar 17, 2003, 11:34:06 AM3/17/03
to

"Jeremy Bender" <lung...@alrock.it> ha scritto nel messaggio
news:ny6da.96583$zo2.2...@news2.tin.it...
> E' impossibile
(omissis)

>poter prescindere
> dal celebre dualismo che li ha sempre >contrapposti ai Beatles

A quanto pare i primi a prescinderne erano proprio loro, i due gruppi, che
si accordavano per non fare accavallare le uscite dei loro 45 giri, che ogni
tanto si sono frequentati, reciprocamente citati ed hanno anche collaborato.
Nel 1967 si arrivò persino a parlare di una loro possibile "fusione."***

La contrapposizione riguardava i rispettivi fans, ed entrambe le tifoserie
tagliavano trasversalmente le categorie.
Esempio: durante il cosiddetto sessantotto li potevi trovare trovare tanto
fra l'estrema destra che fra l'estrema sinistra o nella cosiddetta
maggioranza silenziosa. Soprattutto i bitolsiani.

cut

> "I Wanna Be Your Man", un brano firmato e
> regalato loro da John Lennon & Paul McCartney, che li aiutò

Fu un successo che contribuì al loro lancio.

La composizione di questa canzone, che onestamente non è un granché né nella
versione degli uni né in quella degli altri, fu ultimata da Lennon-McCartney
nello studio degli Stones e si dice che abbia avuto il merito di far capire
a Jagger e Richards che avrebbero potuto fare altrettanto.

E infatti la grandezza dei Rolling Stones è emersa veramente quando hanno
cominciato a scriversi le canzoni, con l'apporto determinante di Brian Jones
per ciò che riguara gli arrangiamenti e le contaminazioni.
Personalmente, scusate se mi ripeto, gli Stones con Brian erano un'altra
cosa, avevano maggiore ricchezza.

cut

> facendo
> degli Stones un gruppo duro e oltraggioso.

John Lennon si disse una volta contrariato per il fatto che i Beatles
fossero stati privati di quella connotazione, loro che
ad Amburgo frequentavano prostitute, prendevano anfetamine e suonavano
R&B.***

cut

> l'altra rivoluzione operata dai Rolling Stones, rivoluzione che ha
> avuto un'importanza pari a quella dei Beatles ma chi è si svolta su un
piano
> totalmente diverso.

Essendosi inserita in un varco già aperto che sarebbe riduttivo considerare
semplice precursione, se ne deve dedurre -senza polemiche- che ha avuto
un'importanza inferiore vista anche la maggiore gamma di aperture musicali
dei Beatles.
[Che poi ha rappresentato la ragione del loro momentaneo calo di popolarità
e la loro parziale svalutazione negli anni settanta.]

Ma, come ben scrive in questo bel pezzo, l'ottimo JB:

>sarei cieco a non
> riconoscere la quasi altrettanto importanza delle Pietre Rotolanti.

cut

>Jagger e Richards cominciano a tentare di liberarsi
> di Jones, operazione facilitata dal fatto che Brian è pesantemente
> condizionato dalle droghe.

Secondo qualcuno,un giornalista anglosassone -ahimé non ricordo né l'autore
né il titolo del libro, ma c'entrava, guarda caso, il Diavolo- ci sarebbe
stato un vero e proprio lucido mobbing.

Ma non se sa abbastanza ed è una cosa triste, come veramente spettrale è il
filmato
del concerto commemorativo tenuto a Hide Park.

E comunque, quando non gigioneggiano troppo, gli Stones trasmettono tanta
energia
e tanta solarità.

Al-Farid


***vedi la voce "Rolling Stones,The" in Bill Harry "Beatles -
L'encicolpedia", Arcana Musica, 2001 (euro 20,3)


antonello

unread,
Mar 18, 2003, 6:22:42 AM3/18/03
to
> >poter prescindere
> > dal celebre dualismo che li ha sempre >contrapposti ai Beatles
>
Musicalmente le atmosfere di Back street girl, we love you, Ruby tuesday,
Let's spender night together, paint it black, mother little helper, sono
parenti del periodo Help, rubber soul, fino a rain e paperback compreso.
E stanno bene vicino alle coeve cose dei -Kinks,... e ad Evolution degli
hollies; o nooo?

Al-Farid

unread,
Mar 18, 2003, 3:05:37 PM3/18/03
to

"antonello" <asev...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z19Z243Z98Y1...@usenet.libero.it...

> Musicalmente le atmosfere di Back street girl, we love you, Ruby tuesday,
> Let's spender night together, paint it black, mother little helper, sono
> parenti del periodo Help, rubber soul, fino a rain e paperback compreso.
> E stanno bene vicino alle coeve cose dei -Kinks,... e ad Evolution degli
> hollies; o nooo?

Potresti spiegarti meglio?

Ciao
Al-Farid


Afra

unread,
Mar 18, 2003, 6:36:06 PM3/18/03
to

"antonello" <asev...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:80Z19Z243Z98Y1...@usenet.libero.it...
----------------------------------------------

Antonello!!!!!!
ho letto in ritardo i tuoi saluti e il tuo invito a un nuovo
scio'....beh...con piacere! (anche se in questo periodo sono piuttosto nei
guai per questioni soprattutto familiari...)
cmq questa rentrée s'ha da fare,eccome!
bentornato,a proposito..
ah...
non so se sei stato avvisato...
quando ci sono io nei paraggi si deve stare moooooolto attenti nel parlare
degli Stones...
un abbraccio
Afra


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