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[Vanoni/Moraes allegato a Espresso questa settimana] bosse da non perdere

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Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 21, 2002, 1:23:01 PM6/21/02
to
Nel numero di questa settimana dell' Espresso c'è un disco
veramente 'storico' di Ornella Vanoni con Vinicius de Moraes e
Toquinho... date una occhiata a questa pagina:
http://utenti.lycos.it/mencarini/ornella.htm

bye


silvio

unread,
Jun 21, 2002, 1:31:39 PM6/21/02
to

"Bagnodoccia Fitness" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:VhJQ8.73775$5i1.2...@news2.tin.it...

questo è un disco meraviglioso, che si trova peraltro con
facilità in collana economica (le economiche di adesso, ma vabé).
Ha acclusi i testi, che valgono decisamente la pena - mi auguro
che l'Espresso non li sopprima.
Saluti
silvio


wag

unread,
Jun 21, 2002, 1:42:43 PM6/21/02
to
"Bagnodoccia Fitness"

> > Nel numero di questa settimana dell' Espresso c'è un disco
> > veramente 'storico' di Ornella Vanoni con Vinicius de Moraes e
> > Toquinho


"silvio"


> questo è un disco meraviglioso, che si trova peraltro con
> facilità in collana economica (le economiche di adesso, ma vabé).

assolutamente concorde...avevo una cassettina da piccolo, la Vanoni è
antipatica come pochi...ma canta benissimo
ciao
gianni


silvio

unread,
Jun 21, 2002, 1:58:38 PM6/21/02
to

"wag" <w...@zombie.it> ha scritto nel messaggio
news:nAJQ8.47232$Kt3.1...@twister2.libero.it...

> assolutamente concorde...avevo una cassettina da piccolo, la
Vanoni è
> antipatica come pochi...ma canta benissimo

dài che l'Ornella è simpatica - ha solo sbagliato il lifting, ma
di brutto brutto brutto.
Consiglierei anche il doppio live della tournée con Gino Paoli.
Un bel gatefoldone di quelli di una volta, non so se ristampato
in orrido cidì.
Saluti
silvio


Acherotipo e l'altrui presunzione di giudicare

unread,
Jun 21, 2002, 3:59:39 PM6/21/02
to

"wag" <w...@zombie.it>

| assolutamente concorde...avevo una cassettina da piccolo, la Vanoni č


| antipatica come pochi...ma canta benissimo

Non so perché, ma io non la sopporto per nulla come interprete. Sarň
banale, ma Mina mi piace molto di piů (nonostante sia assai meno
"saudade-oriented".


Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 22, 2002, 2:39:57 AM6/22/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

> dài che l'Ornella è simpatica - ha solo sbagliato il lifting,
ma
> di brutto brutto brutto.

Anche perchè, scusatemi, andiamo a rivalutare bosse e bossine di
cloni di n-esimo grado e poi, di fronte ad una operazione una
volta tanto 'culturale' di appropriazione, con tanto di maestro,
storciamo il naso...

> Consiglierei anche il doppio live della tournée con Gino Paoli.
> Un bel gatefoldone di quelli di una volta, non so se ristampato
> in orrido cidì.

Pensa che i primi della Vanoni sono usciti in digipack, quelli
dei 60s in cui cantava quelle mitiche canzoni tipo l'albergo a
Ore...peccato che si trovino con difficoltà, come ormai i
digipack di Dalida o di Gainsbourg...accidenti!!

ciao


Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 22, 2002, 2:48:44 AM6/22/02
to

"wag" <w...@zombie.it> ha scritto

>la Vanoni è > antipatica come pochi...ma canta benissimo

Non è antipatica, era snob ma adatta al pubblico impiegatizio
dell'italia post-boom.
Qualcuno si ricorderà la mitizzazione che ne faceva Giandomenico
Fracchia :-)
In effetti nei primi 70, momento in cui la Vanoni è diventata la
terza interprete fatale (dopo Mina e la Pravo) ha assunto
caratteristiche meno popolaresche e più distaccate, da diva, con
canzoni adatte come "Domani è un altro giorno si vedrà".
Un percorso che è, sotto certi punti di vista, proto-milviano:
come Milva si legherà al Tango, la Vanoni si lega alla Bossa, ma
in un ambito di sottile ricerca intellettuale. Come all'epoca fu
godibile il connubio Milva/Piazzolla (visti in teatro entrambi
erano piacevolissimi), altrettanto riuscito dovrebbe essere visto
il connubio Vanoni/DeMoraes. Entrambi sono stati certamente più
validi ed efficaci di quello Giorgia/Hancock.

bye

wag

unread,
Jun 22, 2002, 3:01:32 AM6/22/02
to
"Bagnodoccia Fitness"

> Non è antipatica, era snob ma adatta al pubblico impiegatizio
> dell'italia post-boom.
> Qualcuno si ricorderà la mitizzazione che ne faceva Giandomenico
> Fracchia :-)

Si ma l'aria da "donna fatale" e "draga del sesso" portata avanti anche in
età avanzata era ridicola, di Fracchia mi ricordo..
;-))

> In effetti nei primi 70, momento in cui la Vanoni è diventata la
> terza interprete fatale (dopo Mina e la Pravo) ha assunto
> caratteristiche meno popolaresche e più distaccate, da diva, con
> canzoni adatte come "Domani è un altro giorno si vedrà".

Grande pezzo..
Penso comunque che Mina avesse qualcosa in più..
Patti Pravo è sta nel mio immaginario erotico fino alla pubertà...
Ancora oggi pezzi come :
Pensiero Stupendo
Folle Idea
mi emozionano ricordandomi quel periodo..


> Un percorso che è, sotto certi punti di vista, proto-milviano:
> come Milva si legherà al Tango, la Vanoni si lega alla Bossa, ma
> in un ambito di sottile ricerca intellettuale. Come all'epoca fu
> godibile il connubio Milva/Piazzolla (visti in teatro entrambi
> erano piacevolissimi), altrettanto riuscito dovrebbe essere visto
> il connubio Vanoni/DeMoraes. Entrambi sono stati certamente più
> validi ed efficaci di quello Giorgia/Hancock.

sicuramente, ma a me anche la mitizzazione di Milva mi è sempre sembrata
ridicola, non credo basti cantare qualche brano di autori di livello,
Brecht, Piazzolla, De Moraes o chi altro per diventare delle "icone" della
cutlutra..
Credo anche che interpreti del livello di Mina, Vanoni, Pravo ed anche
Milva..non nascano tutti i giorni...
L'unica forse é Alice ha ad avere uno spessore simile...più che per la voce
per la forte personalità.
saluti
gianni

Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 22, 2002, 7:20:31 AM6/22/02
to
"wag" <w...@zombie.it> ha scritto

> Si ma l'aria da "donna fatale" e "draga del sesso" portata
avanti anche in
> età avanzata era ridicola,

Concordo, ma le case discografiche vogliono una 'immagine' per
vendere i prodotti...

> sicuramente, ma a me anche la mitizzazione di Milva mi è sempre
sembrata
> ridicola, non credo basti cantare qualche brano di autori di
livello,

Direi che per sostenere dei concerti interi si deve fare qualcosa
di più che 'qualche brano'. In ogni caso, sono d'accordo che in
Italia basti poco per riciclarsi in maniera 'acculturata'.

> Credo anche che interpreti del livello di Mina, Vanoni, Pravo
ed anche
> Milva..non nascano tutti i giorni...

Questo è il dato più spiazzante. Ci si chiede perchè nei 60/70 la
musica 'leggera' riuscisse ad essere tutto sommato, così pesante.
Perchè alla fine basta persino ascoltare la voce di Edda
dell'Orso, la vocalist preferita di Morricone, per capire come
non fosse questione solo di "interpretazione", ma proprio di
BELLA VOCE.
Avere una voce che non sia intrinsecamente stitica ed
autosteccante come quelle delle odierne exploitatrici di soul che
'se la tirano' senza saper fare nè cantare...

> L'unica forse é Alice ha ad avere uno spessore simile...più che
per la voce
> per la forte personalità.

Peccato che non abbia attinto a qualche patrimonio exotico anche
lei. Ne avrebbe giovato, come sfida, piuttosto che fare dischi
pieni di inutili cameo...

bye


BonnyPrinceMorris

unread,
Jun 22, 2002, 8:51:37 AM6/22/02
to
Bagnodoccia Fitness ha scritto:

Comprato tempo fa su vinile (ottime condizioni) a 2000 lire. Bel disco.


--
BonnyPrinceMorris

http://web.tiscali.it/sentireascoltare


silvio

unread,
Jun 22, 2002, 9:39:33 AM6/22/02
to

"Bagnodoccia Fitness" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:1ZUQ8.74973$5i1.2...@news2.tin.it...

> Anche perchè, scusatemi, andiamo a rivalutare bosse e bossine
di
> cloni di n-esimo grado e poi, di fronte ad una operazione una
> volta tanto 'culturale' di appropriazione, con tanto di
maestro,
> storciamo il naso...

ma dài, e se invece fossero stati amici davvero? Magari lei se
l'intendeva con Toquinho (grande chitarrista e superbo didatta),
mentre Vinicius chiacchierava con Ungaretti - so che non è un
quadro dei più vivaci, ma questo passa il convento.
No, sul serio, non mi sembra che quel disco abbia niente della
spocchia di altre operazioni del genere. A me, per dire, fa
ridere la Milva che fa lo Schoenbergkabarett: che poi lei si
limitava a Kurt Weill. Grande interprete, niente da dire, ma
ridere fa ridere.

> Pensa che i primi della Vanoni sono usciti in digipack, quelli
> dei 60s in cui cantava quelle mitiche canzoni tipo l'albergo a
> Ore...peccato che si trovino con difficoltà, come ormai i
> digipack di Dalida o di Gainsbourg...accidenti!!

ho qualche resistenza, dico la verità. Ci sono dischi della
Vanoni decisamente frequentabili, ancora fino ai 70's. In quelli
dei 60's trovi le prime versioni, ineguagliate, di classici come
"L'albergo a ore".
Saluti
silvio


Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 22, 2002, 10:12:52 AM6/22/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

> ma dài, e se invece fossero stati amici davvero? Magari lei se
> l'intendeva con Toquinho (grande chitarrista e superbo
didatta),
> mentre Vinicius chiacchierava con Ungaretti - so che non è un
> quadro dei più vivaci, ma questo passa il convento.
> No, sul serio, non mi sembra che quel disco abbia niente della
> spocchia di altre operazioni del genere.

Precisiamo allora che la Vanoni in tutto il disco usa una
allitterazione dei fonemi di stampo decisamente portoghese. Il
che non sarà spocchia, ma almeno attenzione filologica alla
"maniera" (se non al contenuto) degli originali.
Mi fa venire in mente quando uscirono i primi Police e certi
critici dicevano "date una botta in testa a Sting perchè insiste
a voler cantare in inglese ma con la cantilena giamaicana".

>A me, per dire, fa ridere la Milva che fa lo
Schoenbergkabarett: che poi lei si
> limitava a Kurt Weill. Grande interprete, niente da dire, ma>
ridere fa ridere.

Massì, in questo caso c'è quella grandeur tipica della 'Rossa'
:-)
Eppure, di questi tempi, non mi sento più di ridere dei *kabarett
(dove * sta per caratteri a piacere) di nessuno, vista la
bassezza di livello diffusa e la promiscuità della musica leggera
con ogni genere di stupidismo leggero.
Viva dunque anche il Weill incrociato con il Tango e con il
Battiato delle Alexander Platz, non ultimo per il fatto che c'era
la neve e hai le borse sotto gli occhi come ti trovi a Berlino
Est.

> ho qualche resistenza, dico la verità. Ci sono dischi della
> Vanoni decisamente frequentabili, ancora fino ai 70's. In
quelli
> dei 60's trovi le prime versioni, ineguagliate, di classici
come
> "L'albergo a ore".

Debbo dunque capire dove sta la resistenza :-) Se i 60s della
Vanoni sono frequentabili, era appunto quello di cui si parlava.
Ma se accendi una qualche radiolina e su qualche canale 'solo
musica italiana' al posto di Alexia Elisa e Jovanotti riesci
ancora a sentirti una 'Valentina', sara' la muffosità di cui
parlerebbe Wire154 che ci avvolge, saranno gli echi di una
canzone italiana che nel suo essere 'leggera' aveva una non
demordente dignità quasi felliniana che rimane tale anche quando
sfiorisce, puoi capire che forse le Grandi Interpreti avrebbero
dovuto ricevere un altro sguardo e un altra considerazione.

ciao


silvio

unread,
Jun 22, 2002, 11:51:23 AM6/22/02
to

"Bagnodoccia Fitness" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:EB%Q8.76311$5i1.2...@news2.tin.it...

> Precisiamo allora che la Vanoni in tutto il disco usa una
> allitterazione dei fonemi di stampo decisamente portoghese. Il
> che non sarà spocchia, ma almeno attenzione filologica alla
> "maniera" (se non al contenuto) degli originali.
> Mi fa venire in mente quando uscirono i primi Police e certi
> critici dicevano "date una botta in testa a Sting perchè
insiste
> a voler cantare in inglese ma con la cantilena giamaicana".

ma dài, e non ti fa tenerezza? A me da matti, guarda. Era poco
più che una ragazza, in fondo, e molto bella, molto molto bella.
Su RaiSat Album stanno ritrasmettendo, proprio di sabato, un suo
vecchio varietà, che lei conduceva con il terribile Gigi
Proietti. Quando canta la Vanoni, è come quando canta Rabagliati.
Una donna incantevole, una leggerezza che stregherebbe Giovanni
Grisostomo.
Anche la cosa di Sting mi ha sempre fatto sorridere. Su che ci
sta bene. E poi: tutti gli eroi, per essere eroi, devono avere i
talloni d'Achille (anche più di uno, no?).

> Massì, in questo caso c'è quella grandeur tipica della 'Rossa'
> :-)
> Eppure, di questi tempi, non mi sento più di ridere dei
*kabarett
> (dove * sta per caratteri a piacere) di nessuno, vista la
> bassezza di livello diffusa e la promiscuità della musica
leggera
> con ogni genere di stupidismo leggero.
> Viva dunque anche il Weill incrociato con il Tango e con il
> Battiato delle Alexander Platz, non ultimo per il fatto che
c'era
> la neve e hai le borse sotto gli occhi come ti trovi a Berlino
> Est.

Alexanderplatz
auf wiedersehen
c'era la neve, sì. Gran pezzo.
Su Battiato ha scritto cose definitive Tommaso Labranca, in uno
dei suoi vari librettini un po' tutti uguali. E' un midcult
volgarizzato di grande efficacia commerciale (una volta: ora non
saprei), ma non riesco a prenderlo sul serio. Sarà perché ho
ascoltato per intero la sua "Genesi" - non per scelta, era alla
radio, faceva caldo etc.
La Milva seria che canta il tango piace molto ai musicisti
classici. Ora non domandarmi perché: ne conosco una riga, e sono
uno più strano dell'altro. Ma ti assicuro che incontra.

> Debbo dunque capire dove sta la resistenza :-) Se i 60s della
> Vanoni sono frequentabili, era appunto quello di cui si
parlava.
> Ma se accendi una qualche radiolina e su qualche canale 'solo
> musica italiana' al posto di Alexia Elisa e Jovanotti riesci
> ancora a sentirti una 'Valentina', sara' la muffosità di cui
> parlerebbe Wire154 che ci avvolge, saranno gli echi di una
> canzone italiana che nel suo essere 'leggera' aveva una non
> demordente dignità quasi felliniana che rimane tale anche
quando
> sfiorisce, puoi capire che forse le Grandi Interpreti avrebbero
> dovuto ricevere un altro sguardo e un altra considerazione.

ecco, per me i dubbi iniziano con il periodo di "Valentina", che
pure è una canzone della mia tarda infanzia, che ricollego a una
mia Tina, vicina di casa e all'epoca circa 20enne
(irraggiungibile, come è ora, che è sposata in Germania e siamo
amici).
Qualcuno ha parlato, in altro post, di Alice. Ecco una che aveva
i mezzi, e poi ha cominciato a cantare Satie, pensando di darsi
chi sa che tono. La ricordo a Milano, a vedere le magnifiche
"Troiane" di Thierry Salmon - una prece per il Grandissimo
scomparso un paio d'anni fa - tutta minutina piccolina e
compassatissima (e te credo: due ore di greco antico declamato
possono essere letali per chiunque). "Il vento caldo dell'estate"
resta nella storia della canzone italiana, e anche "Per Elisa":
Saluti
silvio


Bagnodoccia Fitness

unread,
Jun 22, 2002, 12:18:10 PM6/22/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto nel messaggio

> ma dài, e non ti fa tenerezza?

Ovviamente!!

> Su RaiSat Album stanno ritrasmettendo, proprio di sabato, un
suo
> vecchio varietà, che lei conduceva con il terribile Gigi
> Proietti.

E' per caso qualcosa tipo "ci troviamo tutti a casa della
Vanoni"? (moh??)

> Quando canta la Vanoni, è come quando canta Rabagliati.

Vero.

> Una donna incantevole, una leggerezza che stregherebbe Giovanni
> Grisostomo.

Infatti. Pensa invece a Iva Zanicchi e alla sua matronesca
incombenza dalle reti TV.
Se si vuole anche lei ha fatto qualche bella interpretazione, ma
umanamente mi sembrano realtà antitetiche...

ciao


silvio

unread,
Jun 22, 2002, 12:37:37 PM6/22/02
to

"Bagnodoccia Fitness" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:6r1R8.76721$5i1.2...@news2.tin.it...
> Ovviamente!!

e non le faresti un mare di coccole? A Milano, ai bei tempi
indimenticati della Milano da bere (chi non li rimpiange?), aveva
frequentazioni spettacolari: come le ha sempre avute. Appena
cambiata l'aria, come per incanto, le ha scordate. Le vogliamo un
bene dell'anima, no?

> E' per caso qualcosa tipo "ci troviamo tutti a casa della
> Vanoni"? (moh??)

non proprio. E' una messinscena genere caravanserraglio, con loro
due che fanno gli attori di strada - sto esagerando, ma devo
andare a farmi la doccia e son di fretta - e cantano. Proietti
recita pure, purtroppo, e canta (gli ho sentito storpiare "La
fisarmonica di Stradella" con repellente accento paralombardo: ed
è una delle 2-3 canzoni di Conte da ricordare, come ha spiegato a
tutti Nada in quel bel disco dal vivo di qualche anno fa).

> Infatti. Pensa invece a Iva Zanicchi e alla sua matronesca
> incombenza dalle reti TV.
> Se si vuole anche lei ha fatto qualche bella interpretazione,
ma
> umanamente mi sembrano realtà antitetiche...

quando c'è stato il referendum scelllerato sulle tivù private
(cioè contro le tivù di Berlusconi), lei era scesa in campo,
assieme ad altri sgherri - anche simpatici dell'azienda. Ha i
suoi limiti.
Io, per me, la ricordo in un celebre servizio nudo su Playboy,
fine 70's, fotografata da Angelo Frontoni. Mi pare che fosse
prima del passaggio in carrozzeria per naso e tutto il resto, ma
insomma la sua figura la faceva ancora. E poi, certo, c'è un
abisso - ohéi, la Vanoni si è inventata le canzoni della mala
(non lei da sola, ma vabé).
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 2:47:24 AM6/23/02
to
On Sat, 22 Jun 2002 07:01:32 GMT, "wag" <w...@zombie.it> wrote:

>Credo anche che interpreti del livello di Mina, Vanoni, Pravo ed anche
>Milva..non nascano tutti i giorni...
>L'unica forse é Alice ha ad avere uno spessore simile...più che per la voce
>per la forte personalità.

Corro il rischi di essere spernacchiato e butto umilmente nella
mischia il nome di Fiorella Mannoia. Ho sempre apprezzato il suo non
volersi avventurare in un banale discorso cantautorale e di
selezionare sempre la qualita' delle collaborazioni, delle strategie
commerciali e delle uscite discografiche.

Anch'io penso che Alice sia una grossa occasione sprecata.

A piu' bassi livelli e con impostazione piu' rock mi spiace non si sia
evoluta abbastanza la carriera di Angela Baraldi.

Saluti,
Andrea

silvio

unread,
Jun 23, 2002, 3:01:48 AM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:3hrahu8id5rs9uv4r...@4ax.com...

> Corro il rischi di essere spernacchiato e butto umilmente nella
> mischia il nome di Fiorella Mannoia. Ho sempre apprezzato il
suo non
> volersi avventurare in un banale discorso cantautorale e di
> selezionare sempre la qualita' delle collaborazioni, delle
strategie
> commerciali e delle uscite discografiche.

questo è difficile negarlo. Più facile, magari, rilevare che la
voce è pochina, e non le consente grandi variazionii sul tema - e
a me non piace nemmeno questo timbro sempre aggressivo. O meglio:
mi piaceva molto al tempo degli esordi sanremesi ("ma anch'io
come Giuda / so prendermi nuda / distesa sul letto / mi prendo,
mi sbatto", che canzone, santa la polenta), e poi dopo è
diventato maniera di se stesso.

> Anch'io penso che Alice sia una grossa occasione sprecata.

è un equivoco frequente. Si pensa che, cantando un repertorio
colto, si diventi colti per la proprietà transitiva. Ma
Rodgers-Hammerstein componevano per musical, e non si sono mai
posti il problema: infatti, li si ascolta a quasi cent'anni di
distanza. Chi ricorda più Faurè cantato da Alice? Se era poi
Faurè.

> A piu' bassi livelli e con impostazione piu' rock mi spiace non
si sia
> evoluta abbastanza la carriera di Angela Baraldi.

uh, io questa la ricordo in un topless folgorante sfoggiato in
"Come due coccodrilli", di Giacomo Campiotti (It., col., 1994,
90'). Film irrilevante, ma lei ragguardevolissima.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 3:29:35 AM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 07:01:48 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>uh, io questa la ricordo in un topless folgorante sfoggiato in
>"Come due coccodrilli", di Giacomo Campiotti (It., col., 1994,
>90'). Film irrilevante, ma lei ragguardevolissima.

Il film e' veramente orribile, non ricordo nemmeno il topless!
Comunque AB ha recitato in altre pellicole, tra cui "Jack Frusciante
e' uscito dal gruppo" e un paio di serie tv.

Bolognese, restauratrice di mobili, penso sia un personaggio molto
autentico, tra i tanti rimasti imbrigliati nelle maglie del mercato
discografico italiano (un altro nome? Massimo Priviero). Scoperta da
Lucio Dalla, ricordo che ebbe il coraggio di sconfessare il suo
talent-scout qualche anno dopo durante un'intervista televisiva.

Il mio ricordo personale nasce ad un concerto bolognese di Francesco
De Gregori (quello poi registrato nel live "Bootleg"). Il pubblico era
gia' piuttosto spazientito per il ritardo nell'orario di inizio e la
povera Baraldi, chiamata ad aprire lo show, venne naturalmente accolta
da una selva di fischi. Malsana idea poi quella di iniziare con "Vado
via"... Nei suoi quattro pezzi conquisto' invece la simpatia della
folla, col suo rock abbastanza innocente, ma perlomeno onesto.

Nell'ultimo cd ("Rosasporco") ci sono cover di Wendy&Lisa, Filter e
Kinks, anche se per una puntatina nella sua discografia punterei senza
dubbio su "Mi vuoi bene o no?".

Saluti,
Andrea

Heyerdahl

unread,
Jun 23, 2002, 3:57:56 AM6/23/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

>Si pensa che, cantando un repertorio

> colto, si diventi colti per la proprietą transitiva. Ma


> Rodgers-Hammerstein componevano per musical, e non si sono mai
> posti il problema: infatti, li si ascolta a quasi cent'anni di

> distanza. Chi ricorda pił Faurč cantato da Alice? Se era poi
> Faurč.

E' una osservazione estremamente interessante. Il discorso di
Fauré su Alice potrebbe essere confacente ad un altro
'accentato', il Suppé dei Beggars Opera.
E non solo cantando, anche suonando. La logica alla fine č quella
del "tu suoni cose colte e pensi di essere colto", "tu ascolti
cose colte e pensi di essere colto".
Ma in quale misura una cultura fatta di repertori colti ci porta
davvero ad essere colti?

bye


silvio

unread,
Jun 23, 2002, 4:32:15 AM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:0btahu4lt1tj3ip2k...@4ax.com...

> Il film e' veramente orribile, non ricordo nemmeno il topless!
> Comunque AB ha recitato in altre pellicole, tra cui "Jack
Frusciante
> e' uscito dal gruppo" e un paio di serie tv.

vero vero.
Il topless non lo si coglie al volo perché il cattolico veneto
Campiotti lo ambienta di notte, direi su una barca. Però, ti
assicuro, quel che si vede è roba di prim'ordine. Ne rimase
stupita anche la mia cortese accompagnatrice dell'epoca.

> Bolognese, restauratrice di mobili, penso sia un personaggio
molto
> autentico, tra i tanti rimasti imbrigliati nelle maglie del
mercato
> discografico italiano (un altro nome? Massimo Priviero).
Scoperta da
> Lucio Dalla, ricordo che ebbe il coraggio di sconfessare il suo
> talent-scout qualche anno dopo durante un'intervista
televisiva.

ricordo anche questo.
Su Massimo Priviero, gran tecnico, ho qualche dubbio in più, nel
senso che non ha trovato modo di esprimere a pieno un talento che
non può essere discusso. Rimane nella categoria dei
vorrei-ma-non-ho-potuto, che non è delle più gradite.

> Il mio ricordo personale nasce ad un concerto bolognese di
Francesco
> De Gregori (quello poi registrato nel live "Bootleg"). Il
pubblico era
> gia' piuttosto spazientito per il ritardo nell'orario di inizio
e la
> povera Baraldi, chiamata ad aprire lo show, venne naturalmente
accolta
> da una selva di fischi. Malsana idea poi quella di iniziare con
"Vado
> via"... Nei suoi quattro pezzi conquisto' invece la simpatia
della
> folla, col suo rock abbastanza innocente, ma perlomeno onesto.

questo era secondo me il suo limite magiore: di rock innocente
non c'è mai stato poi 'sto gran bisogno. Non dico che bisogna
Marylin Manson a tutti i costi (che è peraltro un'educanda), ma
mi sembra che la natura di 'sta musica sia un po' un'altra. La
Baraldi non è riuscita a emergere da questa incertezza di fondo,
da questo dubbio perenne fra trasgressione più o meno codificata
e ossequio alla tradizione gloriosa della canzone italiana.
Penso inoltre che, con un fisico come il suo, avrebbe potuto
giocarsi ben altre carte.

> Nell'ultimo cd ("Rosasporco") ci sono cover di Wendy&Lisa,
Filter e
> Kinks, anche se per una puntatina nella sua discografia
punterei senza
> dubbio su "Mi vuoi bene o no?".

mi incuriosisce molto la storia delle cover di Wendy&Lisa, che a
me sono sempre piaciute un sacco. Dei Kinks cosa fa?
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 23, 2002, 4:38:47 AM6/23/02
to

"Heyerdahl" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel messaggio
news:8cfR8.60608$TS.16...@news1.tin.it...

> E' una osservazione estremamente interessante. Il discorso di
> Fauré su Alice potrebbe essere confacente ad un altro
> 'accentato', il Suppé dei Beggars Opera.
> E non solo cantando, anche suonando. La logica alla fine è

quella
> del "tu suoni cose colte e pensi di essere colto", "tu ascolti
> cose colte e pensi di essere colto".
> Ma in quale misura una cultura fatta di repertori colti ci
porta
> davvero ad essere colti?

nella misura di zero, direi.
L'incomprensione di fondo è intanto quella che divide con una
cesoia il repertorio alto da quello basso da quello medio da
quello varie ed eventuali. Non è mica così facile. Bartòk ha
composto a partire da temi popolari: sono quelle musiche colte o
no? Ma anche la Settima di Beethoven ricicla in maniera sublime
materiale noto (e infatti tu vai ai concerti e la gente
canticchia).
Il musical americano dei 30's - semplifico perché fa caldissimo -
era concepito e destinato per uno sfruttamento commerciale
immediato: anche Gershwin scriveva per un pubblico piuttosto
ampio. E allora? Oggi Gershwin lo ascolti al Regio e alla Scala,
e i musical sono uno spettacolo d'élite. Cosa è successo? E'
successo che c'è del buono in ogni musica, ma bisogna conoscere
la musica per saperlo troare. Conoscere la musica non vuol dire
mandare a memoria migliaia di discografie - per quello, basta un
computer dignitoso - ma studiare uno o più strumenti, imparare un
po' di armonia, un po' di composizione e naturalmente il
solfeggio.
Ho amici concertisti che passano da Keith Jarrett a Vladimir
Askhenazy a Michel Petrucciani e non ci trovano niente di strano.
Ma studiano da una vita, e continueranno.
Saluti
silvio


Heyerdahl

unread,
Jun 23, 2002, 5:07:00 AM6/23/02
to
"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

> Su Massimo Priviero, gran tecnico, ho qualche dubbio in più,
nel
> senso che non ha trovato modo di esprimere a pieno un talento
che
> non può essere discusso. Rimane nella categoria dei
> vorrei-ma-non-ho-potuto, che non è delle più gradite.

Priviero in un certo senso è un precursore di Ligabue. In
sostanza, lui cercava di fare lo Springsteen italiano, ma con una
faccia che sprizzava buonismo massariniano e un look da Mister
Fantasy. Non poteva essere convincente, eppure verso la seconda
metà degli 80s lanciarono lui e Alessandro Bono, entrambi senza
carisma evidente (almeno dal mio pdv). Era una fase strana, in
cui i gruppi technopop non attiravano più e si andava verso un
rootsismo che faceva molto "rattle'n'hum belfast child y tracy
chapman". Persino gli Spandau Ballett dovettero riprendersi le
chitarrine folk per Through The Barricades. In questo ambito
precipitò Priviero, del quale direi non si è più saputo nulla,
una sparizione più totalizzante dei Vergnaghi e Jalisse direi...

bye


silvio

unread,
Jun 23, 2002, 5:14:20 AM6/23/02
to

"Heyerdahl" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel messaggio
news:UcgR8.60700$TS.16...@news1.tin.it...

> Priviero in un certo senso è un precursore di Ligabue. In
> sostanza, lui cercava di fare lo Springsteen italiano, ma con
una
> faccia che sprizzava buonismo massariniano e un look da Mister
> Fantasy. Non poteva essere convincente, eppure verso la seconda
> metà degli 80s lanciarono lui e Alessandro Bono, entrambi senza
> carisma evidente (almeno dal mio pdv). Era una fase strana, in
> cui i gruppi technopop non attiravano più e si andava verso un
> rootsismo che faceva molto "rattle'n'hum belfast child y tracy
> chapman". Persino gli Spandau Ballett dovettero riprendersi le
> chitarrine folk per Through The Barricades. In questo ambito
> precipitò Priviero, del quale direi non si è più saputo nulla,
> una sparizione più totalizzante dei Vergnaghi e Jalisse
direi...

quanta carne al fuoco.
Sì, Priviero Boss italiano mi sembra una chiave di lettura
convincente. Credo che i tempi non fossero maturi, e poi non è
che la qualità del prodotto fosse propriamente eccelsa, dài.
Alessandro Bono, cui molto e tristemente giovò la fine tragica,
aveva di suo una faccia soffeta, sulla quale avrebbe potuto
costruire una mezza carriera, forse. A Sanremo, lo si era notato.
Ricordo distintamente quel periodo, intanto perché non è un
secolo fa, e poi perché ho abbastanza sofferto - da
bastiancontrario perenne - l'eclisse dei technopoppers talebani:
diciamo dagli Heaven 17 (grandiosi, a ripensarci) ai Duran Duran
di "Her name is Rio, and she dances on the sand", che suonavo a
dismisura e con più di qualche riscontro. Non ho mai capito
l'infatuazione per lo stile U2-Simple Minds, se non sono gli U2
dei primi dischi e i Simple Minds di "Shine on, shine the light
on me, in all of my life so that much more I see" (vado a memoria
e ricordo male, ma quanto le si è ballate). Era anche il tempo
terribile dei Big Country e peggio.
Vergnaghi non è finito malissimo. E' nell'entourage di Zucchero
Fornaciari da parecchi anni ormai.
I Jalisse fanno serate un po' in tutta Italia. Ora che tolgono il
programma di Limiti (ma perché? Perché, santa polenta? E per
metterci Giletti, Gilletti, come si chiama, poi), è un'altra
bella occasione che, anche per loro, svanisce.
Saluti
silvio


Heyerdahl

unread,
Jun 23, 2002, 5:25:18 AM6/23/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

>e i Simple Minds di "Shine on, shine the light
> on me, in all of my life so that much more I see" (vado a
memoria
> e ricordo male, ma quanto le si è ballate)

E' il pezzo che apre "New Gold Dream" o sbaglio?

>. Era anche il tempo terribile dei Big Country e peggio.

Per peggio penso che intenderai gli Alarm, gasp!...:-))
Ma era l'era delle more e si ascoltavano anche i Martin
Stephenson & Daintees e Lloyd Cole & Commotions (chissà
quest'ultimo dove è precipitato)

> Ora che tolgono il programma di Limiti (ma perché? Perché,
santa polenta? E per
> metterci Giletti, Gilletti, come si chiama, poi)

Era uno dei pochi programmi retroattivi, e come tutte le cose
retroattive fa pensare troppo e usare il cervello è
pericoloso...Gilletti è devastante, fa quasi ripensare a cosa
abbiamno perduto perdendo Mino Damianto alla ricerca dell'arca
sulle braci ardenti gridante Ciro Ciro Ciro...blobbete!

bye
Heyerdahl


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 5:37:22 AM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 08:32:15 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>vero vero.
>Il topless non lo si coglie al volo perché il cattolico veneto

>Campiotti lo ambienta di notte, direi su una barca. Perň, ti
>assicuro, quel che si vede č roba di prim'ordine. Ne rimase


>stupita anche la mia cortese accompagnatrice dell'epoca.

E forse io non l'ho notato perche' da veneto immerso nel clima
cattolico non posso nemmeno immaginare che su una barca di notte si
possa andare in topless?!? ;-)

La mia cortese (?) accompagnatrice dell'epoca nemmeno ricordera' piu'
ne' chi sia Angela Baraldi, ne' il film, ne', forse, tantomeno il
sottoscritto, visto che mi ha salutato quasi senza un perche', ma
questo e' un altro (lungo) discorso... :-(

>ricordo anche questo.

Ho ammirato assai quella dichiarazione contro Dalla, perche' penso che
comunque il bolognese rappresenti un "potente" nella scena
discografica italiana e non dev'esser stato facile per una sua
creatura sconfessare in malo modo il proprio pigmalione.

>Su Massimo Priviero, gran tecnico, ho qualche dubbio in piů, nel


>senso che non ha trovato modo di esprimere a pieno un talento che

>non puň essere discusso. Rimane nella categoria dei
>vorrei-ma-non-ho-potuto, che non č delle piů gradite.

Ho un gran dispiacere nel concordare con quest'analisi, che e'
tuttavia priva di elementi contestabili osservando la parabola
artistica del rocker di Jesolo. Priviero e' rimasto prigioniero di
scelte produttive e strategie di comunicazione a dir poco ridicole, ma
ci ha messo anche del suo: perche' sforzarsi di scimmiottare artisti
piu' affermati e, soprattutto, di sforzare in maniera innaturale la
voce? Gli ultimi due dischi, usciti in maniera quasi clandestina (e il
Buscadero un giorno mi dovra' spiegare perche' Bubola - le cui
capacita' letterarie sono indiscutibili - va osannato sempre e
comunque, mentre su altri artisti italiani cala un rigoroso silenzio),
virano verso una dimensione piu' cantautoriale e non sono affatto
male, ma le scivolate nei difetti di sempre permangono.



>questo era secondo me il suo limite magiore: di rock innocente

>non c'č mai stato poi 'sto gran bisogno. Non dico che bisogna
>Marylin Manson a tutti i costi (che č peraltro un'educanda), ma


>mi sembra che la natura di 'sta musica sia un po' un'altra. La

>Baraldi non č riuscita a emergere da questa incertezza di fondo,
>da questo dubbio perenne fra trasgressione piů o meno codificata


>e ossequio alla tradizione gloriosa della canzone italiana.
>Penso inoltre che, con un fisico come il suo, avrebbe potuto
>giocarsi ben altre carte.

La tua analisi e' molto interessante. Penso che in quel bivio di cui
parli si siano persi molti artisti italiani, non ultimo il mio amore
musicale dell'adolescenza Eugenio Finardi, i cui ultimi dischi sono
l'emblema di questa tendenza.

Per quel che riguarda l'aspetto estetico della Baraldi ti comunico che
le foto che accomagnano i suoi dischi abbondano sempre di pose audaci,
comunque mai volgari e sempre all'insegna dell'ironia.

>mi incuriosisce molto la storia delle cover di Wendy&Lisa, che a
>me sono sempre piaciute un sacco. Dei Kinks cosa fa?

Ho ascoltato poco "Rosasporco" e ora non ho spazio nel multiplayer,
per cui mi affido unicamente alle note di copertina:
- CADUTA LIBERA: "E' stato un onore per me poter reinterpretare
"Waterfall" di Wendy & Lisa, un pezzo degli anni '80. Mentre
riadattavo il testo mi capitava sempre di sentirlo per radio, al
supermercato...č cosě solare!".
- DAVVERO MI HAI: "L'idea di fare l'adattamento in italiano di una
pietra miliare del rock ci divertě fin dall'inizio. Roberto aveva in
mente la mitica "You really got me" dei Kinks ancora prima di sapere
che Ray Davies č lo zio di Phil Palmer. E' stato proprio lui a
metterlo al corrente delle nostre "malsane" intenzioni!"
- FAMMI UNA FOTO: "E' un pezzo dei Filter, una band americana non
molto conosciuta qui. Le canzoni solari che non sono riuscita a
scrivere io le ho rubate ai decenni passati. Qui siamo alla fine degli
anni '90 ma il testo, che ho adattato rispettandone il senso, č valido
in ogni epoca. Parla di rinascita, di innocenza, di religione..."

Dall'afa padovana, salutoni!

Andrea

silvio

unread,
Jun 23, 2002, 6:31:24 AM6/23/02
to

"Heyerdahl" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel messaggio
news:2ugR8.60741$TS.16...@news1.tin.it...

> E' il pezzo che apre "New Gold Dream" o sbaglio?

direi di sì, ma chi si ricorda. Quel disco era pop allo stato
puro. Una meraviglia ai nostri occhi. L'avevano capito in
pochini, all'epoca, che magari rimpiangevano gli esordi, più
pretenziosi e meno risolti. In Italia, va sempre così.

> Per peggio penso che intenderai gli Alarm, gasp!...:-))
> Ma era l'era delle more e si ascoltavano anche i Martin
> Stephenson & Daintees e Lloyd Cole & Commotions (chissà
> quest'ultimo dove è precipitato)

ma guarda, gli Alarm erano coatti abbastanza per essere
tollerati. Non è che uno dovesse comprare i dischi (mai fatto),
ma se passavano alla radio facevi finta di essere un ultrà e
canticchiavi i ritornelli. Una specie di Piotta anglosassoni,
via.
Martin Stephenson, per carità, massimo rispetto - però poco sugo,
no? Le melodie celestiali vanno benissimo, ma alla lunga
stuccano.
Lloyd Cole è l'uomo di un solo disco e, come insegnano i Padri,
bisogna diffidarne. Io ne ho diffidato dopo un concerto a Nizza,
febbraio 1986, quando ripeté paro paro il disco e, senza
avvertire il bisogno di dire "ciao, pubblico di merda", se ne
uscì dopo tre quarti d'ora scarso. Nell'angolo, l'accompagnatrice
dell'epoca si sparava un cannone di dimensioni cosmiche, e io
pensavo alla vanità del mondo e delle cose.

> Era uno dei pochi programmi retroattivi, e come tutte le cose
> retroattive fa pensare troppo e usare il cervello è
> pericoloso...Gilletti è devastante, fa quasi ripensare a cosa
> abbiamno perduto perdendo Mino Damianto alla ricerca dell'arca
> sulle braci ardenti gridante Ciro Ciro Ciro...blobbete!

ho molta stima di questo presidente Baldassarre. Con 'sto nome da
Re Magio, ha scritto un libro su "Globalizzazione e democrazia"
che, nell'ipotesi fantastica per cui li si immagina lettori di
alcun che, tutti i no global adotterebbero a loro testo di
riferimento.
Ieri, però, stando non so dove, ma mi pare a New York, ha detto
che non vuole personaggi con trascorsi in politica. A Baldassa',
ma Del Noce non era mica stato onorevole con FI? Magari ricordo
male - ma ovviamente ricordo bene.
Sai che c'è? Io ho la paragola, e poco fa mi sono visto il
Cantagiro del '66, presentato da Mario Carotenuto (proprio lui).
Io vivo altrove.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 23, 2002, 6:50:49 AM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:eh5bhukud3hr537bv...@4ax.com...

> E forse io non l'ho notato perche' da veneto immerso nel clima
> cattolico non posso nemmeno immaginare che su una barca di
notte si
> possa andare in topless?!? ;-)

insomma, topless: con le bocce di fuori, tanto per essere
icastici.
Guarda, son cattolico anche io, ma 'ste cose le noti sempre.
Tanto più in quell'abbondanza, in quel trionfo di salute che era,
e ancora sarà, la Angela Baraldi.
'Tento che la mia ricostruzione (la barca, di notte etc.) può
anche essere fallace. Il tempo passa, la memoria svanisce.

> La mia cortese (?) accompagnatrice dell'epoca nemmeno
ricordera' piu'
> ne' chi sia Angela Baraldi, ne' il film, ne', forse, tantomeno
il
> sottoscritto, visto che mi ha salutato quasi senza un perche',
ma
> questo e' un altro (lungo) discorso... :-(

le accompagnatrici sono tutte cortesi. La mia in particolare, ma
anche la tua, ne sono certo. La mia ostentava sempre 'sti spacchi
oltraggiosi, sapendo che io li apprezzavo. Il punto è che li
apprezzavano in molti.
L'ultima volta che mi ha visto, l'ho fatta salire in casa. E'
stata gentile come sempre.

> Ho ammirato assai quella dichiarazione contro Dalla, perche'
penso che
> comunque il bolognese rappresenti un "potente" nella scena
> discografica italiana e non dev'esser stato facile per una sua
> creatura sconfessare in malo modo il proprio pigmalione.

Dalla è potente, ma l'ultimo disco (quello col titolo strano) ha
venduto una cìcca, e lui è stato costretto a mettere su quello
spettacolo inverecondo sul Primo, contando sull'amicizia di un
potente vero e indiscusso, com'è Bibi Ballandi. Ecco, se mi
dicessero chi è il padrone della Rai, Ballandi è uno dei primi
nomi che mi verrebbero in mente. Fa anche bene: è un imprenditore
privato, che lavora per il suo interesse.

> Ho un gran dispiacere nel concordare con quest'analisi, che e'
> tuttavia priva di elementi contestabili osservando la parabola
> artistica del rocker di Jesolo. Priviero e' rimasto prigioniero
di
> scelte produttive e strategie di comunicazione a dir poco
ridicole, ma
> ci ha messo anche del suo: perche' sforzarsi di scimmiottare
artisti
> piu' affermati e, soprattutto, di sforzare in maniera
innaturale la
> voce? Gli ultimi due dischi, usciti in maniera quasi
clandestina (e il
> Buscadero un giorno mi dovra' spiegare perche' Bubola - le cui
> capacita' letterarie sono indiscutibili - va osannato sempre e
> comunque, mentre su altri artisti italiani cala un rigoroso
silenzio),
> virano verso una dimensione piu' cantautoriale e non sono
affatto
> male, ma le scivolate nei difetti di sempre permangono.

non leggo il Busca da secoli, ma so di questa infatuazione per
Bubola. In tutta franchezza, la trovo fuori registro. Bubola è un
performer efficace, rende benino dal vivo, ma i dischi sono
vicini all'inascoltabilità. Sui testi, boh, sì, ha del talento -
ma interessano a qualcuno, i testi? A me, no, per niente. Se
voglio la poesia, mi leggo Sandro Sinigaglia e Guittone d'Arezzo.
Le parole per musica (le famigerate "liriche", a dimostrazione di
quanto poco e male si studiano le lingue in Italia) sono "Night
and day / you are the one" e poco altro. E' la musica a dover
parlare.
Altrimenti, perché le vie di mezzo non valgono, il "Winterreise"
di Schubert. Allora sì.

> La tua analisi e' molto interessante. Penso che in quel bivio
di cui
> parli si siano persi molti artisti italiani, non ultimo il mio
amore
> musicale dell'adolescenza Eugenio Finardi, i cui ultimi dischi
sono
> l'emblema di questa tendenza.

"sarà un amore diverso / grande come l'universo" - Finardi è uno
con delle doti naturali non comuni. Meritava miglior sorte, ma
anche lui ci ha messo molto del suo per procurarsi quella
corrente. A me resta simpatico, anche nella cialtroneria un po'
bauscia che, d'altra parte, è un po' il suo marchio di fabbrica.
Ho rivisto, qualche settimana fa, un vecchio Mister Fantasy, dove
lui era protagonista dello speciale. Non è manco invecchiato
troppo, tutto sommato.
Sulla Baraldi, sono andato a cercare in Rete, e ho trovato un
sito (carino). Le foto sono tutti primi piani, dove lei ostenta
pettinature da "Amica" di fine 60's. Consiglierei un rapido e
profondo aggiornamento.
"You really got me" è discreta, ma lontana dal diventare
memorabile.
Nel sito, non ricordo dove, c'era un link alla homepage dei Delta
V. Come si può non adorare un gruppo che si ispira al
Weltmeisterschaft del '74? Infatti, sono splendidi, con quegli
arrangiamenti e "Un'estate fa" (ma qui si torna a Califano, e io
non sono più attendibile).
C'è tanta musica italiana buona: o forse non tanta, ma ce n'è.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 7:31:52 AM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 10:50:49 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>"sarà un amore diverso / grande come l'universo" - Finardi è uno
>con delle doti naturali non comuni. Meritava miglior sorte, ma
>anche lui ci ha messo molto del suo per procurarsi quella
>corrente. A me resta simpatico, anche nella cialtroneria un po'
>bauscia che, d'altra parte, è un po' il suo marchio di fabbrica.
>Ho rivisto, qualche settimana fa, un vecchio Mister Fantasy, dove
>lui era protagonista dello speciale. Non è manco invecchiato
>troppo, tutto sommato.

Bazzico anch'io i canali satellitari, vera oasi di qualita' nel
panorama televisivo nostrano [questa sera, per esempio, serata
dedicata ai serial-tv su Canal Jimmy: si inizia con Dream On
(produttore John Landis!), poi That's 70's show e infine
due-puntate-due di Seinfield]. Ho visto la puntata di Mister Fantasy
con Ivan Graziani ospite e un memorabile duetto dialettico con Mario
Luzzato Fegiz. Qual e' l'esatto orario di trasmissione di queste
repliche?

I primi amori non si dimenticano mai e anche a me quindi Eugenio resta
assai simpatico. Penso sia difficile discuterne le doti naturali
(oltre a Madre Natura penso abbia contribuito anche il background
culturale della madre statunitense, apprezzata cantante lirica), ma
gli ultimi dischi sono veramente ben lontani sia dal sano rock degli
anni della Cramps che dalle apprezzabili prove in stile cantautoriale
("Il vento di Elora", "Millennio"), su cui penso abbiano avuto grande
incidenza e la produzione di Angelo Carrara e la collaborazione con il
pianista Vittorio Cosma.

Ognuno sceglie il look che gli pare, ma a me fa un po' tristezza
vedere Eugenio grasso come un bue, con i capelli brizzolati
lunghissimi raccolti in un'improbabile coda e orecchini spuntati come
funghi. Sia chiaro: fosse il suo marchio di fabbrica, nulla da dire!
Ma come tradire un liceale che credeva ciecamente alle parole tratte
dalla sua autobiografia (si', ammetto di averla comprata!): "...non ci
si puo' illudere di allungare in eterno questa falsa adolescenza.
Prendi i trasgressivi di oggi come Ozzy Osborne: a 50 anni fa pena, e'
del tutto fuori tempo..."

Salutoni,
Andrea

silvio

unread,
Jun 23, 2002, 9:19:42 AM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:4ibbhukr5afrjemai...@4ax.com...

> Bazzico anch'io i canali satellitari, vera oasi di qualita' nel
> panorama televisivo nostrano [questa sera, per esempio, serata
> dedicata ai serial-tv su Canal Jimmy: si inizia con Dream On
> (produttore John Landis!), poi That's 70's show e infine
> due-puntate-due di Seinfield]. Ho visto la puntata di Mister
Fantasy
> con Ivan Graziani ospite e un memorabile duetto dialettico con
Mario
> Luzzato Fegiz. Qual e' l'esatto orario di trasmissione di
queste
> repliche?

Mister Fantasy va il giovedì (ma non so per quanto ancora, perché
ne han trasmesse già due serie quasi intere), entro blocchi di
programmi che durano 4 ore. Poi qualcuno dovrà discutere anche
questa politica, magari, perché va bene che te li offrono in
tutti i bouquet, ma ampliare un po' l'offerta non dovrebbe essere
difficile.
Ivan Graziani l'ho scoperto a un leggendario speciale elezioni
del TG2, anno di grazia 1976. Mancavano due anni all'assassinio
di Moro, che stava già lavorando al progetto per il quale, tra
l'altro, è stato fatto fuori. La Seconda Rete era appannaggio del
PCI, con margini di manovra per i cattolici di sinistra. Il
programmone era condotto dal grandissimo Mario Pastore che, ogni
tanto, per stemperare la tensione (molto alta, perché il rischio
del sorpasso era circa nell'aria), passava la linea a uno studio
esterno. Lì c'erano nani, ballerine e cantanti, tra i quali il
Graziani di Pigro. Faceva un effetto folgorante, ti assicuro - ma
forse lo ricordi anche tu. Mai vista una roba del genere in tivù.

> I primi amori non si dimenticano mai e anche a me quindi
Eugenio resta
> assai simpatico. Penso sia difficile discuterne le doti
naturali
> (oltre a Madre Natura penso abbia contribuito anche il
background
> culturale della madre statunitense, apprezzata cantante
lirica),

ai bei tempi, questa parentela americana gli causò più di qualche
problema, ovviamente. Erano bei tempi, ma confusi. Mi pare di
avere in mente anche una breve schedina su di lui nel celebre
Fumagalli dell'Arcana, che ho regalato a un amico medico (molto
bravo, un fisiatra) e un po' mi dispiace.

>ma gli ultimi dischi sono veramente ben lontani sia dal sano
rock degli
> anni della Cramps che dalle apprezzabili prove in stile
cantautoriale
> ("Il vento di Elora", "Millennio"), su cui penso abbiano avuto
grande
> incidenza e la produzione di Angelo Carrara e la collaborazione
con il
> pianista Vittorio Cosma.

sì, il pianista Vittorio Cosma, che di per sé è un musicista
eccellente, non c'entra niente con Finardi. Allora perché non
direttamente Maurizio Pollini? O, per converso, Stephen Schlacks?
Ma a noi ascoltatori comuni sfuggono certe dinamiche
discografiche, che bisognerebbe invece conoscere (in questo,
Luzzatto Fegiz è un mago).


>
> Ognuno sceglie il look che gli pare, ma a me fa un po'
tristezza
> vedere Eugenio grasso come un bue, con i capelli brizzolati
> lunghissimi raccolti in un'improbabile coda e orecchini
spuntati come
> funghi. Sia chiaro: fosse il suo marchio di fabbrica, nulla da
dire!
> Ma come tradire un liceale che credeva ciecamente alle parole
tratte
> dalla sua autobiografia (si', ammetto di averla comprata!):
"...non ci
> si puo' illudere di allungare in eterno questa falsa
adolescenza.
> Prendi i trasgressivi di oggi come Ozzy Osborne: a 50 anni fa
pena, e'
> del tutto fuori tempo..."

niente di male nel comprare l'autobiografia di Finardi, scherzi?
In III elementare, mio padre mi regalò E. Arantes do Nascimiento,
"La mia vita e il più bel gioco del mondo", Milano, Sperling &
Kupfer, 1976. Me lo son letto una ventina di volte, insieme ai
primi Brera e agli articoli di Arpino sulla Stampa. Oh, mica si
può cominciare direttamente con Tommaso d'Aquino o Euripide.
Finardi non si tiene, è vero, e questo addolora. Ma addolora di
più il fatto che abbia una compagna, una fidanzata, una moglie,
non lo so, e che questa non glielo faccia notare.
Sei di Padova? Quante volte ci ho lasciato il cuore, da giovane.
Saluti
silvio


Heyerdahl

unread,
Jun 23, 2002, 12:15:22 PM6/23/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

>poco fa mi sono visto il Cantagiro del '66, presentato da Mario
Carotenuto (proprio lui).

Beati voi che avete tutti questi canali sat. Io la TV ormai la
tengo perlopiù spenta e solo a tratti l'accendo, per inveire.

bye
H


silvio

unread,
Jun 23, 2002, 12:35:08 PM6/23/02
to

"Heyerdahl" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel messaggio
news:uumR8.79684$5i1.2...@news2.tin.it...

> Beati voi che avete tutti questi canali sat. Io la TV ormai la
> tengo perlopiù spenta e solo a tratti l'accendo, per inveire.

se hai 4 soldi da parte, puoi pensare all'investimento. Il
bouquet economico di Tele+ costa sul mezzo milione l'anno, mi
pare. Non vedi forse i film americani in prima visione, ma i
canali tematici Rai sì: e sono insospettabilmente gradevoli. Poi
ci sono quelli tedeschi, di qualità assai alterna, Al Jazeera,
che è da tempo imperdibile (da prima dell'11/9, dico) e altro
ancora.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 1:02:45 PM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 13:19:42 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>Faceva un effetto folgorante, ti assicuro - ma

>forse lo ricordi anche tu. Mai vista una roba del genere in tivů.

No, non ricordo: sono del 1975. Per quanto abbia iniziato - e non so
se sia un bene - forse a leggere prima Repubblica di Topolino e ho
sempre avuto una prematura passione per la cronaca e l'informazione
politica. Se non ricordo male Mario Pastore era in quota PSI, ma forse
allora i socialisti erano ancora socialisti...

>ai bei tempi, questa parentela americana gli causň piů di qualche


>problema, ovviamente. Erano bei tempi, ma confusi. Mi pare di
>avere in mente anche una breve schedina su di lui nel celebre
>Fumagalli dell'Arcana, che ho regalato a un amico medico (molto
>bravo, un fisiatra) e un po' mi dispiace.

So che Eugenio ha avuto parecchi problemi negli anni caldi, anche in
virtu' della sua idea molto liberale e non dogmatica dell'appartenenza
a sinistra. Il brano della discordia dovrebbe essere "Non diventare
grande mai"...

>niente di male nel comprare l'autobiografia di Finardi, scherzi?

Meno perdonabile e' l'acquisto di "Nudo", la vita di Francesco
Baccini. Anche se i primi due dischi non erano poi malaccio...

>Finardi non si tiene, č vero, e questo addolora. Ma addolora di
>piů il fatto che abbia una compagna, una fidanzata, una moglie,


>non lo so, e che questa non glielo faccia notare.

E ha pure lasciato di recente la moglie, per avere poco dopo un figlio
dalla nuova compagna. Per me che credevo (credo?) nell'amore eterno fu
uno shock. Sempre dalla biografia, zeppa di frase premonitrici: "...io
e Patrizia siamo consapevoli che staremo insieme per sempre...".
Comunque per non dover scrivere una nuova canzone, anche la nuova
compagna si chiama Patrizia ;-) Ha gli occhi verdi come il mare / di
un atollo tropicale/...

>Sei di Padova? Quante volte ci ho lasciato il cuore, da giovane.

Hai studiato o lavorato qui?

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 1:12:03 PM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 16:35:08 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:


>se hai 4 soldi da parte, puoi pensare all'investimento. Il
>bouquet economico di Tele+ costa sul mezzo milione l'anno, mi
>pare. Non vedi forse i film americani in prima visione, ma i

>canali tematici Rai sģ: e sono insospettabilmente gradevoli. Poi
>ci sono quelli tedeschi, di qualitą assai alterna, Al Jazeera,
>che č da tempo imperdibile (da prima dell'11/9, dico) e altro
>ancora.

Canali gratuiti, visibili solo attraverso l'acquisto di un decoder
(senza alcun abbonamento) ce ne sono parecchi, ma direi che con le
offerte di ogni mese abbinare l'acquisto di un decoder ad un
abbonamento minimo non e' una spesa folle. Ricordati solo di disdire
il rinnovo automatico dei canali oggetto dell'offerta. Non porti
nemmeno il problema della scelta tra Tele+ e Stream: io ho avuto tutti
e due e non c'e' proprio paragone. In famiglia siamo tutti soddisfatti
della spesa, anche se mia madre si e' beccata tuto il campionato
inglese e quello spagnolo, oltre naturalmente a quello italiano.

RaiSat offre davvero una buona offerta. L'unico timore e' relativo
alla recente spartizione di poltrone che ha portato su quella sedia un
nuovo individuo. Auguri.

Salutoni,
Andrea

silvio

unread,
Jun 23, 2002, 1:41:29 PM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:bjubhu8efi12p0b50...@4ax.com...

> No, non ricordo: sono del 1975. Per quanto abbia iniziato - e
non so
> se sia un bene - forse a leggere prima Repubblica di Topolino e
ho
> sempre avuto una prematura passione per la cronaca e
l'informazione
> politica. Se non ricordo male Mario Pastore era in quota PSI,
ma forse
> allora i socialisti erano ancora socialisti...

Mario Pastore era figlio di un leggendario sindacalista (direi
Uil, ma io ero ben lungi dall'essere concepito, al tempo, quindi
non mi assumo responsabilità). Negli ultimi anni, era diventato
anche presidente della Lipu, l'ente per la protezione degli
uccelli - nel senso dei volatili.
Eh, Repubblica è stato un bel giornale, ai suoi tempi. Mi
ricorderò fin che campo Zucconi padre, a una conferenza in
collegio, che, vecchio e scafatissimo giornalista, ci spiegava:
"Repubblica? Il segreto è dare un colpo al cerchio e uno alla
botte". Aveva ragione da vendere.

> So che Eugenio ha avuto parecchi problemi negli anni caldi,
anche in
> virtu' della sua idea molto liberale e non dogmatica
dell'appartenenza
> a sinistra. Il brano della discordia dovrebbe essere "Non
diventare
> grande mai"...

certo, anche se poi gli avevano dato di agente della CIA, tra
l'altro. Erano altre stagioni politiche, ma insomma. Le sue
difficoltà le ha avute (aggiungo che lavorare con Gianni Sassi
non doveva essere proprio un divertimento continuo: a titolo
personale, intendo).

> Meno perdonabile e' l'acquisto di "Nudo", la vita di Francesco
> Baccini. Anche se i primi due dischi non erano poi malaccio...

mah, lui è uno abbastanza vero, guarda. Poi le canzoni sono un
po' tutte uguali, e le ultime sarebbe meglio se non fossero mai
uscite. Ma sì, le prime cose, ma proprio le prime prime, non
sono malissimo.

> E ha pure lasciato di recente la moglie, per avere poco dopo un
figlio
> dalla nuova compagna. Per me che credevo (credo?) nell'amore
eterno fu
> uno shock. Sempre dalla biografia, zeppa di frase premonitrici:
"...io
> e Patrizia siamo consapevoli che staremo insieme per
sempre...".
> Comunque per non dover scrivere una nuova canzone, anche la
nuova
> compagna si chiama Patrizia ;-) Ha gli occhi verdi come il mare
/ di
> un atollo tropicale/...

mi', metafora dantesca. Complimentoni (ecco la prova che non si
devono mai leggere i testi di canzoni se non si conosce almeno la
melodia).
Non sapevo di questo interessante gossip matrimoniale. Hai
notizie sulla nuova fidanzata? Giovane, non giovane, bella,
bruttina stagionata, che altro?

> Hai studiato o lavorato qui?

ci ho avuto 3 anni secchi di fidanzata. Una quinta abbondante e
naturale, ma soprattutto un cervello sopraffino. Ora fa la
traduttrice e di me, giustamente, se n'impìpa (posto che non mi
detesti nel segreto del suo cuoricino).
Che bella città.
Oggi ho un buon amico, a Padova: lo scrittore Giulio Mozzi.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 23, 2002, 2:27:38 PM6/23/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 17:41:29 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>Mario Pastore era figlio di un leggendario sindacalista (direi
>Uil, ma io ero ben lungi dall'essere concepito, al tempo, quindi
>non mi assumo responsabilità). Negli ultimi anni, era diventato
>anche presidente della Lipu, l'ente per la protezione degli
>uccelli - nel senso dei volatili.

Ricordo il particolare di Mario Pastore presidente Lipu, sia perche'
leggo un po' di tutto, sia per una mia breve stagione animalista
interna alla LAV - Lega Anti Vivisezione. Piu' sfumato il ricordo come
giornalista, anche se a quei tempi in famiglia si vedeva sempre il
TG2. Sbaglio molto nel definirlo personaggio garbato, mite e
equilibrato?

>Eh, Repubblica è stato un bel giornale, ai suoi tempi. Mi
>ricorderò fin che campo Zucconi padre, a una conferenza in
>collegio, che, vecchio e scafatissimo giornalista, ci spiegava:
>"Repubblica? Il segreto è dare un colpo al cerchio e uno alla
>botte". Aveva ragione da vendere.

Il livello dei quotidiani italiani non e' granche' e dopo lungo
peregrinare sono tornato a Repubblica.
L'avevo abbandonata negli ultimi anni di direzione Scalfari, a favore
di un buon Corriere della Sera, diretto da Paolo Mieli. Penso che Ezio
Mauro stia oggi svolgendo un buon lavoro: forse il CdS e' ancora il
quotidiano piu' completo, ma senza dubbio Repubblica e' scritta assai
bene.

>mah, lui è uno abbastanza vero, guarda. Poi le canzoni sono un
>po' tutte uguali, e le ultime sarebbe meglio se non fossero mai
>uscite. Ma sì, le prime cose, ma proprio le prime prime, non
>sono malissimo.

Trovo estremamente gradevoli sia "Cartoons" che "Il pianoforte non e'
il mio forte", entrambi prodotti da Giorgio Conte. Interrotto quel
sodalizio, seguirono un progetto che avrebbe potuto essere piu'
graffiante ("Nomi e cognomi") e una serie di opere anonime.

Dici che Baccini e' "abbastanza" vero perche' escludi la capigliatura,
no? Ricordo una forte stempiatura gia' agli esordi, mentre ora vedo
manifesti promozionali con folti riccioloni...
Comunque, quando comprai il libro, era presente l'artista stesso e
anche a me aveva fatto una buona impressione.

>Non sapevo di questo interessante gossip matrimoniale. Hai
>notizie sulla nuova fidanzata? Giovane, non giovane, bella,
>bruttina stagionata, che altro?

Della nuova fidanzata non so nulla, almeno sul piano estetico.
Dovrebbe lavorare in ambito grafico, essendo la curatrice delle
copertine - identiche! - degli ultimi due cd di Finardi. Il figlio, il
terzo del cantautore milanese, si chiama Francesco.

A me piaceva assai la "vecchia" Patrizia, tra l'altro di origini
venete.

>ci ho avuto 3 anni secchi di fidanzata. Una quinta abbondante e
>naturale, ma soprattutto un cervello sopraffino. Ora fa la
>traduttrice e di me, giustamente, se n'impìpa (posto che non mi
>detesti nel segreto del suo cuoricino).

In questa domenica un po' solitaria rimpiango soprattutto un cervello
sopraffino ;-)

>Che bella città.

Senza dubbio piu' bella la citta' che i suoi abitanti, freddi e un po'
provinciali, nonostante la presenza dell'Universita'. Forse e' un po'
grigia, ma alcuni angoli forse poco noti mi tengono ancorato qui. La
Specola (l'osservatorio astronomico, luogo degli studi di Galileo)
illuminata di sera e' fantastica. Da vedere poi il restauro degli
affreschi della Cappella degli Scrovegni.

>Oggi ho un buon amico, a Padova: lo scrittore Giulio Mozzi.

E chissa' che io non mi decida una buona volta a iniziare "Questo e'
il giardino", comprato ormai molto tempo fa e in attesa che il destino
decida che sia giunto il tempo in cui la mia mano lo estrae dalla
mensola. L'ho comprato dopo aver letto una recensione entusiastica di
Marco Lodoli, non sapendo nemmeno che l'autore fosse un mio
concittadino. Bella l'idea dell'indirizzo di casa nella terza di
copertina. In seguito ho incontrato Mozzi a numerosi incontri,
dibattiti e manifestazioni.

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

silvio

unread,
Jun 23, 2002, 4:01:30 PM6/23/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:o53chuclkqr65u5mq...@4ax.com...

> Ricordo il particolare di Mario Pastore presidente Lipu, sia
perche'
> leggo un po' di tutto, sia per una mia breve stagione
animalista
> interna alla LAV - Lega Anti Vivisezione. Piu' sfumato il
ricordo come
> giornalista, anche se a quei tempi in famiglia si vedeva sempre
il
> TG2. Sbaglio molto nel definirlo personaggio garbato, mite e
> equilibrato?

era tutto questo e molto altro. Intanto, disponeva di un bel
timbro e di un'eccellente emissione di voce, priva di particolari
inflessioni dialettali (non avresti mai detto che era di Novara).
Di formazione cattolica, proveniva dal "Popolo" e di quell'area
aveva conservato appunto l'equilibrio - ma non era mica un
doroteo tra i tanti. Grande personalità, si realizzò a pieno
soprattutto nel Tg2 della riforma (periodo felicissimo per gli
spettatori Rai). Prima, era notista politico del Tg1, al tempo
piuttosto impomatato. Un fior di giornalista, che in tempi di
Giorgino manca a tutti quei che guardan la tivù.

> Il livello dei quotidiani italiani non e' granche' e dopo lungo
> peregrinare sono tornato a Repubblica.
> L'avevo abbandonata negli ultimi anni di direzione Scalfari, a
favore
> di un buon Corriere della Sera, diretto da Paolo Mieli. Penso
che Ezio
> Mauro stia oggi svolgendo un buon lavoro: forse il CdS e'
ancora il
> quotidiano piu' completo, ma senza dubbio Repubblica e' scritta
assai
> bene.

può darsi. Guarda, io leggerei soprattutto le pagine culturali (e
Paolo Di Stefano, che resta l'unico cronista culturale d'Italia,
scrive sul Corriere: gli altri non rilevano) e quelle di
economia, che in Italia sono tutte nojose da morire. Il resto mi
interessa meno. Repubblica ha qualche firma imperdibile (Gianni
Clerici, più che altro: e ora Cordero, che mi ricorda i tempi
andati e passati sul suo manuale), il Corriere è senz'altro più
completo. Poi non è che riesca a condividere tutti gli
schieramenti di Mauro/Scalfari, neh.
Ah, leggo volentieri Massimo Riva su Repubblica e Geminello Alvi,
se non fa troppo il gigione, sul Corriere.

> Trovo estremamente gradevoli sia "Cartoons" che "Il pianoforte
non e'
> il mio forte", entrambi prodotti da Giorgio Conte. Interrotto
quel
> sodalizio, seguirono un progetto che avrebbe potuto essere piu'
> graffiante ("Nomi e cognomi") e una serie di opere anonime.

Giorgio Conte è un altro che meriterebbe miglior fortuna. Dal
vivo, una forza, sebbene alquanto sommessa e cuneese - però
sempre gradevole e mai ostentato.
Il progetto graffiante era una specie di forattinata senza
l'organicità ai regimi tipica del vignettista laziale.
Un'occasione che sarebbe stato meglio non cogliere affatto. Il
resto, sì, è senz'arte né parte.

> Dici che Baccini e' "abbastanza" vero perche' escludi la
capigliatura,
> no? Ricordo una forte stempiatura gia' agli esordi, mentre ora
vedo
> manifesti promozionali con folti riccioloni...
> Comunque, quando comprai il libro, era presente l'artista
stesso e
> anche a me aveva fatto una buona impressione.

se ci parli, ti dà quell'impressione. Poi ci sbaglia su tutti, e
quindi magari anche su di lui. Ma a me fa piacere pensare di no.
Inoltre, è tifoso del Genoa Football Club, che è una dannazione
di per sé. No, credo che non ci marci.
Uno che invece ci marcia, ma ormai in maniera priva di ogni
possibile autocensura, è Paolo Belli. Un essere che ispira
ripugnanza fisica (dal punto di vista musicale, non esiste, né è
mai esistito).

> Della nuova fidanzata non so nulla, almeno sul piano estetico.
> Dovrebbe lavorare in ambito grafico, essendo la curatrice delle
> copertine - identiche! - degli ultimi due cd di Finardi. Il
figlio, il
> terzo del cantautore milanese, si chiama Francesco.

se è grafica, dev'essere graziosa per forza. Carine da matte, le
grafiche. Vestono per lo più in tubini impossibili, magari dai
colori anche un po' sgargianti. D'estate, girano in sandali, ma
in casa stanno scalze. Amano pettinarsi con frangette vezzose o
carré fuori moda, perché se lo possono permettere.
Adoro le grafiche.

> A me piaceva assai la "vecchia" Patrizia, tra l'altro di
origini
> venete.

non vale il campanilismo!

> In questa domenica un po' solitaria rimpiango soprattutto un
cervello
> sopraffino ;-)

apprezzo sinceramente la predilezione, ma ti assicuro che io di
quinte così non ne ho più incontrate. Il rimpianto è grande e
doloroso per ambo i dati forniti.

> Senza dubbio piu' bella la citta' che i suoi abitanti, freddi e
un po'
> provinciali, nonostante la presenza dell'Universita'. Forse e'
un po'
> grigia, ma alcuni angoli forse poco noti mi tengono ancorato
qui. La
> Specola (l'osservatorio astronomico, luogo degli studi di
Galileo)
> illuminata di sera e' fantastica. Da vedere poi il restauro
degli
> affreschi della Cappella degli Scrovegni.

ci verrei soltanto per gli Scrovegni (ma non è vero: ci verrei
per rivedere ogni angolo, dall'entrata in autostrada fino ai
ristorantini fuori porta. E magari farei un salto ad Abano, o
sulle colline. O niente di tutto ciò, perché, come ricordano
Thomas Wolfe e Snoopy, "non si può tornare a casa").
Sul provincialismo, guarda, la mia dolce amica dell'epoca aveva
le stesse tue opinioni. Poi, di fatto, e oramai è sulla trentina,
se n'è rimasta lì. Tu non hai idea di quanto siano invidiati i
provinciali: e soprattutto, quasi soltanto, dai cittadini.

> E chissa' che io non mi decida una buona volta a iniziare
"Questo e'
> il giardino", comprato ormai molto tempo fa e in attesa che il
destino
> decida che sia giunto il tempo in cui la mia mano lo estrae
dalla
> mensola. L'ho comprato dopo aver letto una recensione
entusiastica di
> Marco Lodoli, non sapendo nemmeno che l'autore fosse un mio
> concittadino. Bella l'idea dell'indirizzo di casa nella terza
di
> copertina. In seguito ho incontrato Mozzi a numerosi incontri,
> dibattiti e manifestazioni.

se tu scrivi a Giulio, anche all'indirizzo di posta elettronica,
lui ti risponde. E' una persona molto particolare, unico o quasi
nel panorama letterario italiano. Poi è forse l'unico autore
della sua età a essere riconoscibile a prima lettura. Se non
l'unico, perché queste son classifiche inesistenti, comunque uno
dei più efficaci.
Saluti
silvio


Doc

unread,
Jun 23, 2002, 5:19:11 PM6/23/02
to
In uOpR8.80286$5i1.2...@news2.tin.it, silvio, x...@dmw.it, il 23-06-2002
22:01 ha scritto:

>
> "Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
> news:o53chuclkqr65u5mq...@4ax.com...
>> Ricordo il particolare di Mario Pastore presidente Lipu,

> era tutto questo e molto altro. Intanto, disponeva di un bel


> timbro e di un'eccellente emissione di voce, priva di particolari
> inflessioni dialettali (non avresti mai detto che era di Novara).
> Di formazione cattolica, proveniva dal "Popolo" e di quell'area
> aveva conservato appunto l'equilibrio - ma non era mica un
> doroteo tra i tanti. Grande personalità, si realizzò a pieno
> soprattutto nel Tg2 della riforma (periodo felicissimo per gli
> spettatori Rai). Prima, era notista politico del Tg1, al tempo
> piuttosto impomatato. Un fior di giornalista, che in tempi di
> Giorgino manca a tutti quei che guardan la tivù.
>

io ho un ricordo che nn capisco se sia tale o allucinazione... Mario Pastore
che cade dalla bicicletta ed è pieno di cerotti in testa...
mah
Doc

Francesco Giannici

unread,
Jun 23, 2002, 6:12:37 PM6/23/02
to
silvio <x...@dmw.it> wrote:

> puň darsi. Guarda, io leggerei soprattutto le pagine culturali (e


> Paolo Di Stefano, che resta l'unico cronista culturale d'Italia,
> scrive sul Corriere: gli altri non rilevano) e quelle di
> economia, che in Italia sono tutte nojose da morire. Il resto mi
> interessa meno. Repubblica ha qualche firma imperdibile (Gianni

> Clerici, piů che altro: e ora Cordero, che mi ricorda i tempi
> andati e passati sul suo manuale), il Corriere č senz'altro piů

E Gianni Mura no?

Ciao
--
Francesco Giannici -- zena...@libero.it
http://iamr.cjb.net
"You should pay rent in my mind" -- Fugazi

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 1:17:06 AM6/24/02
to
On Sun, 23 Jun 2002 20:01:30 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>era tutto questo e molto altro. Intanto, disponeva di un bel
>timbro e di un'eccellente emissione di voce, priva di particolari
>inflessioni dialettali (non avresti mai detto che era di Novara).

Mi piace che qualcuno si soffermi ancora sulle qualita' vocali di un
giornalista televisivo. Oggi questa caratteristica sembra ignorata
alla grande: passi per i tg regionali (ma vi assicuro che il Tg3
Veneto e' una vergogna), ma a livello nazionale un po' di attenzione
al riguardo non guasterebbe.

>Di formazione cattolica, proveniva dal "Popolo" e di quell'area
>aveva conservato appunto l'equilibrio - ma non era mica un
>doroteo tra i tanti. Grande personalità, si realizzò a pieno
>soprattutto nel Tg2 della riforma (periodo felicissimo per gli
>spettatori Rai). Prima, era notista politico del Tg1, al tempo
>piuttosto impomatato. Un fior di giornalista, che in tempi di
>Giorgino manca a tutti quei che guardan la tivù.

Giornalisti tv apprezzabili dei giorni nostri? Me ne vengono in mente
assai pochi...

>può darsi. Guarda, io leggerei soprattutto le pagine culturali (e
>Paolo Di Stefano, che resta l'unico cronista culturale d'Italia,
>scrive sul Corriere: gli altri non rilevano) e quelle di
>economia, che in Italia sono tutte nojose da morire. Il resto mi
>interessa meno. Repubblica ha qualche firma imperdibile (Gianni
>Clerici, più che altro: e ora Cordero, che mi ricorda i tempi
>andati e passati sul suo manuale), il Corriere è senz'altro più
>completo. Poi non è che riesca a condividere tutti gli
>schieramenti di Mauro/Scalfari, neh.
>Ah, leggo volentieri Massimo Riva su Repubblica e Geminello Alvi,
>se non fa troppo il gigione, sul Corriere.

Tra le firme imperdibili di Repubblica metterei senza dubbio anche
Gianni Mura, che ha avuto anche il merito di non volersi mai misurare
con il maestro Brera, ma ha trovato una sua strada all'insegna
dell'etica sportiva. Trovo poi estremamente gradevoli - a livello di
fluidita', poi sulle idee e su uno stile un po' troppo alla Santoro si
puo' discutere- gli scritti di Sebastiano Messina, Concita Di
Gregorio, Curzio Maltese. Infine io ho un vero e proprio debole per
Michele Serra, almeno quando scende dalla sua dimensione
bucolico-salottiera di progressista che non cambierebbe una virgola
del mondo.

Di Clerici hai letto anche i romanzi? Ne ho sempre sentito parlare
assai bene...

Sulle pagine economiche concordo pienamente con te, ma e' un problema
di fondo. Io ho studiato Economia all'Universita' e ti assicuro che
pure li' l'unica preoccupazione (almeno degli studenti, ma temo anche
di molti insegnanti) e' quella di trovare il modo di eludere il Fisco
per portare avanti l'aziendina di papa' oppure individuare il
portafoglio di azioni su cui investire. Delle dinamiche internazionali
e dei movimenti macroeconomici sembra interessare assai poco, per
questo penso che le pagine economiche dei quotidiani siano cosi'
povere in termini di contenuti.

Per quel che riguarda le pagine culturali rimpiango il tentativo
editoriale fatto da Veltroni diversi anni fa con l'Unita' 2. Si
trattava di un dorso tematico, separato dal quotidiano "tradizionale",
e trattava argomenti culturali diversi con cadenza settimanale
(Filosofia il lunedi', Ambiente, Scienza, Musica e cosi' via). Dopo
hanno preso il sopravvento le figurine e le videocassette, ma il
risultato non era assolutamente disprezzabile. Peccato per i refusi
(vizio storico del giornale fondato da Gramsci).

>Giorgio Conte è un altro che meriterebbe miglior fortuna. Dal
>vivo, una forza, sebbene alquanto sommessa e cuneese - però
>sempre gradevole e mai ostentato.

Giorgio Conte l'ho conosciuto solo attraverso le collaborazioni con
altri artisti. Prima o poi mi decidero' ad ascoltare un suo disco.

>Il progetto graffiante era una specie di forattinata senza
>l'organicità ai regimi tipica del vignettista laziale.
>Un'occasione che sarebbe stato meglio non cogliere affatto. Il
>resto, sì, è senz'arte né parte.

Salverei solo il brano contro Antonello Venditti, anche se il
bersaglio era facile facile...

>se ci parli, ti dà quell'impressione. Poi ci sbaglia su tutti, e
>quindi magari anche su di lui. Ma a me fa piacere pensare di no.

Si spera sempre...

>Inoltre, è tifoso del Genoa Football Club, che è una dannazione
>di per sé. No, credo che non ci marci.

Genova, you're red and blue... ;-)

>Uno che invece ci marcia, ma ormai in maniera priva di ogni
>possibile autocensura, è Paolo Belli. Un essere che ispira
>ripugnanza fisica (dal punto di vista musicale, non esiste, né è
>mai esistito).

Vidi Paolo Belli e i Ladri di Biciclette, assolutamente sconosciuti,
ad una sagra paesana del Lido di Venezia. Assolutamente trascinanti,
ma nulla piu' di una discreta cover band. Oggi e' veramente
ripugnante, ma forse ha capito tutto lui: l'Italia da eterno clima da
villaggio turistico questo chiede e lui ci sguazza alla grande... :-(

Butto li' un altro nome che agli esordi mi aveva impressionato e che
si e' rivelato un enorme bluff: Orazio Grillo, alias Brando (pure una
copertina sul Mucchio mensile!).

> se è grafica, dev'essere graziosa per forza. Carine da matte, le
>grafiche. Vestono per lo più in tubini impossibili, magari dai
>colori anche un po' sgargianti. D'estate, girano in sandali, ma
>in casa stanno scalze. Amano pettinarsi con frangette vezzose o
>carré fuori moda, perché se lo possono permettere.
>Adoro le grafiche.

Aggiungerei, sempre a loro vantaggio, l'utilizzo del Macintosh! ;-)

>non vale il campanilismo!

;-)

>Sul provincialismo, guarda, la mia dolce amica dell'epoca aveva
>le stesse tue opinioni. Poi, di fatto, e oramai è sulla trentina,
>se n'è rimasta lì. Tu non hai idea di quanto siano invidiati i
>provinciali: e soprattutto, quasi soltanto, dai cittadini.

Penso sia vero. Magari potrei discuterne con la tua amica, no? ;-)

>se tu scrivi a Giulio, anche all'indirizzo di posta elettronica,
>lui ti risponde. E' una persona molto particolare, unico o quasi
>nel panorama letterario italiano. Poi è forse l'unico autore
>della sua età a essere riconoscibile a prima lettura. Se non
>l'unico, perché queste son classifiche inesistenti, comunque uno
>dei più efficaci.

A questo punto, dopo aver finito Jonathan Coe, metto sulla rampa di
lettura il buon Mozzi. mica posso scrivergli cosi', senza motivo...

In tema di scrittori patavini consiglio caldamente Massimo Carlotto,
forse l'unico vero autore noir nostrano.

In partenza verso il lavoro...

Andrea

silvio

unread,
Jun 24, 2002, 1:36:15 AM6/24/02
to

"Doc" <lfs...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:B93C07EE.1DB60%lfs...@tiscali.it...

> In uOpR8.80286$5i1.2...@news2.tin.it, silvio, x...@dmw.it, il
23-06-2002
> io ho un ricordo che nn capisco se sia tale o allucinazione...
Mario Pastore
> che cade dalla bicicletta ed č pieno di cerotti in testa...
> mah

belěn, Doc, io capisco la deformazione professionale, ma 'sto
pulp di prima mattina, santa polenta.
Sě, ho un vago ricordo anch'io, comunque.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 24, 2002, 1:38:08 AM6/24/02
to

"Francesco Giannici" <zena...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:1fe96xo.1xz53kuo5bgqgN%zena...@libero.it...
> E Gianni Mura no?

Gianni Mura, oramai, fa le messe cantate, con il Pontificale e
tutto il resto. Non è manco andato ai mondiali, dài. Per uno di
60 anni, mi è sembrata una scelta assurda: sei la prima firma del
giornale, e te ne stai a casa? Capisco Tosatti, che con quella
mole non va manco a San Siro, ma Mura no.
Poi è diventato abbastanza prevedibile, via.
Saluti
silvio


wag

unread,
Jun 24, 2002, 3:36:29 AM6/24/02
to
"Bagnodoccia Fitness"
> In ogni caso, sono d'accordo che in
> Italia basti poco per riciclarsi in maniera 'acculturata'.

Una delle operazioni più di moda nel "bel paese", due citazioni storiche un
po' di poesia qualche riferimento a Brecht, Marx, Nietzche ed anche la
Parietti o l'Arcuri o chi si vuole diventa un personaggio di "spessore" la
cui unica sfortuna è quella di essere considerate solo per il corpo..
A quando un "Ferrilli sings Gerswhin"?

> Questo è il dato più spiazzante. Ci si chiede perchè nei 60/70 la
> musica 'leggera' riuscisse ad essere tutto sommato, così pesante.
> Perchè alla fine basta persino ascoltare la voce di Edda
> dell'Orso, la vocalist preferita di Morricone, per capire come
> non fosse questione solo di "interpretazione", ma proprio di
> BELLA VOCE.
> Avere una voce che non sia intrinsecamente stitica ed
> autosteccante come quelle delle odierne exploitatrici di soul che
> 'se la tirano' senza saper fare nè cantare...

Credo che oltre alla caratura dei cantatti, la differenza maggiroe stia
negli autori...
Rimandi jazz, aperture orchestrali ed un po' di swing casereccio erano parte
del patrimonio degli autori dei sixties, ora tutti fanno la stessa roba
nessuno osa un arrangiamento più pieno o più particolare..
Riascoltavo il grande Buscaglione, c'è anche la musica oltre al personaggio
(grandissimo:.)
bye


Francesco Giannici

unread,
Jun 24, 2002, 5:39:10 AM6/24/02
to
silvio <x...@dmw.it> wrote:

> Gianni Mura, oramai, fa le messe cantate, con il Pontificale e
> tutto il resto. Non è manco andato ai mondiali, dài. Per uno di
> 60 anni, mi è sembrata una scelta assurda: sei la prima firma del
> giornale, e te ne stai a casa? Capisco Tosatti, che con quella
> mole non va manco a San Siro, ma Mura no.
> Poi è diventato abbastanza prevedibile, via.

Mah, non saprei. I "sette giorni di cattivi pensieri" della domenica
riscattano ampiamente gli articoli/pubblicita' che proliferano nelle
altre sezioni (fare un articolo, magari a tutta pagina, per parlare del
cd che si vende insieme al giornale mi sembra terrificante).
E poi, insomma, se e' andato o no ai Mondiali mi interessa poco. Io non
ci sarei andato, a posteriori.
Il resto l'ha detto bene Andrea.

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 6:07:30 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 11:39:10 +0200, zena...@libero.it (Francesco
Giannici) wrote:

>Mah, non saprei. I "sette giorni di cattivi pensieri" della domenica
>riscattano ampiamente gli articoli/pubblicita' che proliferano nelle
>altre sezioni (fare un articolo, magari a tutta pagina, per parlare del
>cd che si vende insieme al giornale mi sembra terrificante).

A mio avviso "Sette giorni di cattivi pensieri" e' una delle rubriche
che da sole valgono l'acquisto del quotidiano.

Sugli articoli-truffa osservo purtroppo che i giornali hanno adottato
la pessima abitudine televisiva di autopromuoversi: non ho mai visto
nulla di piu' ridicolo di un telegiornale che annuncia gli ospiti
della trasmissione che seguira' sulla stessa rete. E' giornalismo
questo?



>E poi, insomma, se e' andato o no ai Mondiali mi interessa poco. Io non
>ci sarei andato, a posteriori.

Anche secondo me e' questione di poco conto, soprattutto in un evento
comunque iperesposto e copertissimo. Ben piu' grave e' il fatto che
solo due quotidiani (Gazzetta e Repubblica) abbiano inviati sui
quattro campi del Grande Slam tennistico: evidentemente l'assenza di
atleti nostrani rende assolutamente superfluo il dovere di cronaca.
Altro segno della nostra immensa cultura sportiva.

Gianni Mura sara' presente, almeno spero, come ogni anno sulle strade
del Tour de France. Anche in questo caso i resoconto
sportivo-gastronomici sono ottime pagine di giornalismo sportivo.

>Il resto l'ha detto bene Andrea.

Grazie mille!

>Ciao

Salutoni,
Andrea
--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"Un uomo pieno di tramonti, d'istanti, di racconti e d'orizzonti,
che ti guarda e dice "Cosa senti?" come se leggesse nei tuoi sentimenti.
Un uomo senza senso, anche un po' fragile, ma cosi' intenso..."
(Eugenio Finardi, "Un uomo")

silvio

unread,
Jun 24, 2002, 7:51:40 AM6/24/02
to

"Francesco Giannici" <zena...@libero.it> ha scritto nel
messaggio news:1fea54s.1fkv6589n8yyoN%zena...@libero.it...

> Mah, non saprei. I "sette giorni di cattivi pensieri" della
domenica
> riscattano ampiamente gli articoli/pubblicita' che proliferano
nelle
> altre sezioni (fare un articolo, magari a tutta pagina, per
parlare del
> cd che si vende insieme al giornale mi sembra terrificante).
> E poi, insomma, se e' andato o no ai Mondiali mi interessa
poco. Io non
> ci sarei andato, a posteriori.
> Il resto l'ha detto bene Andrea.

fin che se l'è sentita, Gianni Brera ha commentato le partite
seduto in tribuna stampa e sostenendo, a ragione o a torto (ma a
ragione), che altro è guardare il campo, altro è guardare il
televisore. Gianni Mura aderiva a questa tesi. Ora, è naturale
che certe scelte le facciano i capiservizio, e io ignoro chi sia
il caposervizio dello sport di Repubblica. D'altro canto, dubito
che abbia un peso superiore a quello di Mura.
In ogni caso, anche Gianni Brera, negli ultimi anni, faceva il
commentatore onnicomprensivo. I pastoni del martedì, che per lui
dovevano essere una sofferenza, riletti oggi fan brillare gli
occhi dalla commozione.
Per me, perdona, son proprio i "Cattivi pensieri" a esser
diventati, col tempo, una messa cantata. Succede a ogni rubrica,
non è un male, ma mi pare difficile negarlo.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 24, 2002, 7:57:36 AM6/24/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:4frdhugc0louugent...@4ax.com...

> A mio avviso "Sette giorni di cattivi pensieri" e' una delle
rubriche
> che da sole valgono l'acquisto del quotidiano.

ho già risposto sopra, e non rubo altra banda (i vecchi problemi
di Usenet).
Ma ci sono, on-line e gratis, o bisogna pagarli?

> Sugli articoli-truffa osservo purtroppo che i giornali hanno
adottato
> la pessima abitudine televisiva di autopromuoversi: non ho mai
visto
> nulla di piu' ridicolo di un telegiornale che annuncia gli
ospiti
> della trasmissione che seguira' sulla stessa rete. E'
giornalismo
> questo?

questo non è giornalismo, ma di giornalismo se ne fa sempre meno.
E' che il giornalismo cambia, si adegua. Non migliora né
peggiora, forse: ma deve stare al passo coi tempi. I libri
regalati con Repubblica hanno consentito un incremento di vendite
magistrale. Al Corriere, si sono mangiati unghie e gomiti per
varie settimane, fino a concepire un'idea parallela e sbilenca.
Il giornale è un prodotto, e un prodotto o lo vendi o ti occupa
spazio nei magazzini, cioè è un costo (semplifico, ma credo di
rendere l'idea: è ovvio che non ci sono magazzini di arretrati).

> Anche secondo me e' questione di poco conto, soprattutto in un
evento
> comunque iperesposto e copertissimo. Ben piu' grave e' il fatto
che
> solo due quotidiani (Gazzetta e Repubblica) abbiano inviati sui
> quattro campi del Grande Slam tennistico: evidentemente
l'assenza di
> atleti nostrani rende assolutamente superfluo il dovere di
cronaca.
> Altro segno della nostra immensa cultura sportiva.

Repubblica ci manda Clerici perché lui è già lì con Tele+.
Altrimenti, ho i miei dubbi che investirebbe sul tennis - dove
hanno quel giovane, Paolo Rossi, che ha i suoi numeri, pòra
stèla.
Gianni Mura è una prima firma. Al Mondiale è andato persino
Franco Ordine, per il Giornale, che ha un paio d'inviati in
tutto. Cosa ci voleva a imbarcarsi su un aereo e farsi un mese di
lavoro là? E' vero che, come dici sotto, ha poi il Tour, che è
una massacrata non da ridere.

> Gianni Mura sara' presente, almeno spero, come ogni anno sulle
strade
> del Tour de France. Anche in questo caso i resoconto
> sportivo-gastronomici sono ottime pagine di giornalismo
sportivo.

e piacciono moltissimo a Patrizia Valduga, per di più (ma credo
che la passione sia ricambiata. Non so che ne pensi il Raboni).
Saluti
silvio


antonio bardi

unread,
Jun 24, 2002, 8:04:36 AM6/24/02
to
Andrea Sartorati wrote:

> In tema di scrittori patavini consiglio caldamente Massimo Carlotto,
> forse l'unico vero autore noir nostrano.


ce l'ho in lista acquisti da un po'...
cosa consigli?
se c'e di mezzo il campanile, e il noir italiano, allora io calo l'amico
giampaolo simi.
campanile si fa per dire, lui e' di viareggio.
ma "direttissimi altrove" VoxNoir/DeriveApprodi, 1999 e' tutto
ambientato dalle mie parti, livorno-tirrenia, ed ispirato alle atmosfere
di "gelaterie sconsacrate" che e' poi il disco d'esordio dei virginiana
miller.
per completare lo spot, sta per uscire in francia per la Série Noire di
Gallimard.

ciao
-antonio-

http://www.coopfirenze.it/info86.dir/00.htm
http://www.deriveapprodi.org/libri/simi.html

silvio

unread,
Jun 24, 2002, 8:17:04 AM6/24/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:vn8dhuo77kdki1n5o...@4ax.com...

> Mi piace che qualcuno si soffermi ancora sulle qualita' vocali
di un
> giornalista televisivo. Oggi questa caratteristica sembra
ignorata
> alla grande: passi per i tg regionali (ma vi assicuro che il
Tg3
> Veneto e' una vergogna), ma a livello nazionale un po' di
attenzione
> al riguardo non guasterebbe.

l'avete ancora Ferruccio Gard? Era un gigante della cultura.
A me piace da matti l'Ongarato del Tg5. A parte che deve coprire
tutta la regione, per una scelta editoriale ammirevole e tutta
all'insegna del risparmio, ha una pettinatura fantasmagorica - io
credo di avergliela vista il giorno della Cresima - e camicie di
fattura inaudita. Farà strada. Certo, gli dessero da fare altro
dalla nera, magari si toglierebbe anche un po' 'sta aria lugubre
che lo accompagna.
I giornalisti Rai sono convinti di pronunciare benissimo. Si
vantano, anzi, di seguire corsi di dizione. "Iari lu prasidante
ha pusto la prima piatra", tipo.

> Giornalisti tv apprezzabili dei giorni nostri? Me ne vengono in
mente
> assai pochi...

se facciamo nessuno e via andare? Inutile star lì a sforzarsi.
Io auspicherei il ritorno agli speaker e, soprattutto, un
telegiornale unico, anche a reti unificate (o no, se c'è
necessità di dislocarlo in orari diversi), preparato in redazione
e poi affidato a un lettore. Eliminerei quasi tutti i servizi con
immagini di repertorio (la pm dell'omicidio di Cogne, quante
volte l'abbiamo vista che entra nella villetta, e si pulisce le
ghette sullo zerbino? Per mesi e mesi e mesi) e soprattutto i
collegamenti in esterno con gente che non vede l'ora di andare in
video, tipo le Cristine Stanescu e Safirie Leccese.

> Tra le firme imperdibili di Repubblica metterei senza dubbio
anche
> Gianni Mura, che ha avuto anche il merito di non volersi mai
misurare
> con il maestro Brera, ma ha trovato una sua strada all'insegna
> dell'etica sportiva. Trovo poi estremamente gradevoli - a
livello di
> fluidita', poi sulle idee e su uno stile un po' troppo alla
Santoro si
> puo' discutere- gli scritti di Sebastiano Messina, Concita Di
> Gregorio, Curzio Maltese. Infine io ho un vero e proprio debole
per
> Michele Serra, almeno quando scende dalla sua dimensione
> bucolico-salottiera di progressista che non cambierebbe una
virgola
> del mondo.

bé, la Di Gregorio è una notista di costume. La leggi una volta
ogni tanto, ha buone fonti e ottime, ma non è che il sugo
abbondi, neh.
Maltese e Messina mi convincono meno. Maltese soprattutto. Ma
questi, in vita loro, han mai fatto i cronisti? O sono nati
scrivendo editoriali? No, perché la differenza si vede. Messina
direi che un po' di cronaca l'ha fatta, Maltese, onestamente, non
ne ho memoria.
Michele Serra lo leggo da quand'ero piccolo, su Linus. Non lo
sopporto tanto, anche perché si ostina a scrivere quei versi
terrificanti, con le rime facili e tutto quanto. E' un bravo
umorista, ma non so che ci faccia su un quotidiano. In Francia,
uno così non scrive davvero su Le Monde o Figaro.

> Di Clerici hai letto anche i romanzi? Ne ho sempre sentito
parlare
> assai bene...

carini, aggraziati, non privi di un velo di ambiguità. Un Bassani
anglofilo? Mi viene così, non l'ho preparata e fuori si sta
schiantando dal caldo.

> Sulle pagine economiche concordo pienamente con te, ma e' un
problema
> di fondo.

(...)

questo delle pagine economiche è un problema che non ha
soluzioni. Delle dinamiche macroeconomiche, non interessa a quasi
nessuno - prendi il 24 Ore, specie l'ultima versione, e te ne
accorgerai molto meglio di me. D'altro canto, ci sono fenomeni
che non è possibile spiegare se non alla luce dell'analisi di
scenari sovranazionali. Allora vien bene un Turani, che spiega
tutte in tre parole, sole cuore amore, son tutti amici suoi (ma
lì sarebbe interessante sapere a che prezzo: tanto è chiaro) e
via andare.
Va forse un pochino meglio sul Corriere, ma perché si ricorre a
professori d'università, che hanno questa scrittura
impomatatissima, però qualcosa raccontano.

> Per quel che riguarda le pagine culturali rimpiango il
tentativo
> editoriale fatto da Veltroni diversi anni fa con l'Unita' 2. Si
> trattava di un dorso tematico, separato dal quotidiano
"tradizionale",
> e trattava argomenti culturali diversi con cadenza settimanale
> (Filosofia il lunedi', Ambiente, Scienza, Musica e cosi' via).
Dopo
> hanno preso il sopravvento le figurine e le videocassette, ma
il
> risultato non era assolutamente disprezzabile. Peccato per i
refusi
> (vizio storico del giornale fondato da Gramsci).

lo ricordo, il tentativo. Interessante, ma molto ambizioso.
Capisci che tu non puoi pretendere di parlare di filosofia una
volta alla settimana. E dove siamo, a Heidelberg? Un quotidiano è
un quotidiano, che il giorno dopo ci incarti i chiodi.
Non farei il caposervizio della cultura manco se mi pagassero oro
e platino. Paolo Mauri, di Repubblica, è un bravo signore
barbuto, oratore terrificante ma piacevole di persona.

> Giorgio Conte l'ho conosciuto solo attraverso le collaborazioni
con
> altri artisti. Prima o poi mi decidero' ad ascoltare un suo
disco.

meglio dal vivo, comunque. I dischi sbiadiscono al confronto.

> Salverei solo il brano contro Antonello Venditti, anche se il
> bersaglio era facile facile...

è vero, molto carino. Ma su Venditti, ha detto l'ultima parola il
Guzzanti, per cui.

> Genova, you're red and blue... ;-)

mah, questa è un'altra cosa che non ho capito. Sarà che non muoio
per il calcio.

> Vidi Paolo Belli e i Ladri di Biciclette, assolutamente
sconosciuti,
> ad una sagra paesana del Lido di Venezia. Assolutamente
trascinanti,
> ma nulla piu' di una discreta cover band. Oggi e' veramente
> ripugnante, ma forse ha capito tutto lui: l'Italia da eterno
clima da
> villaggio turistico questo chiede e lui ci sguazza alla
grande... :-(

ma vogliamo parlare di Fiorello, che canta (?!) "You are the
sunshine of my life" al tributo per Alex Baroni? La scena
musicale italiana è strapiena di questi fantocci. Jovanotti, che
era tanto tanto simpatico al tempo di "Gimme five", adesso
pretende persino di pensare. Roba da matti. Aridatece Piero
Focaccia.

> Butto li' un altro nome che agli esordi mi aveva impressionato
e che
> si e' rivelato un enorme bluff: Orazio Grillo, alias Brando
(pure una
> copertina sul Mucchio mensile!).

Brando me lo ricordo soltanto di nome e di faccia, forse (non era
un ossigenato ante litteram? Ma no - o sì?). Certe cose le si
dimenticano così, senza nemmeno volerlo.

> Aggiungerei, sempre a loro vantaggio, l'utilizzo del Macintosh!
;-)

ma guarda, lo adopero anche io, a lavoro. Tutta una balla che sia
meglio del picì. Son due cose diverse e basta. I Mac su cui
lavoro, in compenso, si piantano a ogni pié sospinto - ma lì
suppongo che sia anche una questione di obsolescenza delle
macchine.

> Penso sia vero. Magari potrei discuterne con la tua amica, no?
;-)

non posso darti nome e cognome sull'ennegì. Tu capisci, vero?

> A questo punto, dopo aver finito Jonathan Coe, metto sulla
rampa di
> lettura il buon Mozzi. mica posso scrivergli cosi', senza
motivo...

brào. Poi sàppimi dire le impressioni di lettura. Meglio di Coe,
lo è senz'altro.

> In tema di scrittori patavini consiglio caldamente Massimo
Carlotto,
> forse l'unico vero autore noir nostrano.

massimo rispetto per la vicenda umana, totale e colpevole
disinteresse per il genere. So che è bravo, ma non mi attira.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 8:23:13 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 11:57:36 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:


>Ma ci sono, on-line e gratis, o bisogna pagarli?

C'erano.
Da un mesetto o poco piu' per consultare la versione cartacea di
Repubblica on line bisogna pagare un contributo mensile. Il sito del
quotidiano ha una propria redazione piu' o meno indipendente, diretta
da Vittorio Zucconi.

>questo non è giornalismo, ma di giornalismo se ne fa sempre meno.
>E' che il giornalismo cambia, si adegua. Non migliora né
>peggiora, forse: ma deve stare al passo coi tempi. I libri
>regalati con Repubblica hanno consentito un incremento di vendite
>magistrale. Al Corriere, si sono mangiati unghie e gomiti per
>varie settimane, fino a concepire un'idea parallela e sbilenca.
>Il giornale è un prodotto, e un prodotto o lo vendi o ti occupa
>spazio nei magazzini, cioè è un costo (semplifico, ma credo di
>rendere l'idea: è ovvio che non ci sono magazzini di arretrati).

Qualche anno fa Repubblica e Corriere avevano promesso di farla finita
con l'assurda guerra condotta a suon di allegati e gadget, ma
evidentemente la pax e' durata assai poco.

A dire il vero non trovo disdicevole a priori l'abbinamento
libro-quotidiano, anche se naturalmente sarebbe preferibile vedere
qualche persona in piu' in libreria o in biblioteca.

Grottesca invece la contromossa del Corriere, che si e' ritrovata ad
offrire libri di indubbio minor valore letterario, ma evidentemente il
target cui si mira con queste operazioni e' interessato soprattutto
all'idea di biblioteca come riempispazio casalingo e non ad un qualche
filo logico che leghi i diversi titoli..

>Repubblica ci manda Clerici perché lui è già lì con Tele+.

Probabile, ma penso ci andasse anche prima. Piu' grave comunque
l'assenza dei due quotidiani sportivi, pronti a seguire anche la
carabina purche' ci sia un po' di azzurro e a tralasciare discipline
storiche, dove invece i portabandiera azzurri sono assenti.

>e piacciono moltissimo a Patrizia Valduga, per di più (ma credo
>che la passione sia ricambiata. Non so che ne pensi il Raboni).

Il fido Google mi istruisce su questi nomi, sin qui a me poco noti.
Bella la dedica iniziale dell'ultima raccolta della poetessa!

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"La destra e la sinistra non cambieranno mai,
hanno sempre gli stessi vizi:
la destra perche' e' stupida,
la sinistra perche' e' sentimentale"
(Philippe Labro, "Una storia americana")

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 8:34:13 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 11:51:40 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>fin che se l'è sentita, Gianni Brera ha commentato le partite
>seduto in tribuna stampa e sostenendo, a ragione o a torto (ma a
>ragione), che altro è guardare il campo, altro è guardare il
>televisore. Gianni Mura aderiva a questa tesi. Ora, è naturale
>che certe scelte le facciano i capiservizio, e io ignoro chi sia
>il caposervizio dello sport di Repubblica. D'altro canto, dubito
>che abbia un peso superiore a quello di Mura.

Manca a tutti il Gioann e di eredi e' proprio meglio non parlare...

Tra quelli che si salvano, oltre a Gianni Mura, lancerei il nome di
Gigi Garanzini...

>In ogni caso, anche Gianni Brera, negli ultimi anni, faceva il
>commentatore onnicomprensivo. I pastoni del martedì, che per lui
>dovevano essere una sofferenza, riletti oggi fan brillare gli
>occhi dalla commozione.

Qualche mese fa comprai la raccolta di cd con l'archivio di tutti gli
articoli di Repubblica. Uno dei massimi piaceri e' stato proprio
quello di rileggersi gli articoli del martedi' di Brera oppure le
presentazioni domenicali delle partite. Sara' vero che Osvaldo Bagnoli
non sedette mai sulla panchina rossonera per la definizione datagli
dal nostro di "comunista", di fronte alla quale SB avrebbe fatto,
spaventatissimo, un salto all'indietro?



>Per me, perdona, son proprio i "Cattivi pensieri" a esser
>diventati, col tempo, una messa cantata. Succede a ogni rubrica,
>non è un male, ma mi pare difficile negarlo.

Parzialmente hai ragione, pero' alcuni lampi di saggezza ci sono. Il
divenire messa cantata e' forse il destino implicito di tutte le
rubriche. A volte capita in maniera ancora piu' netta: vedi Michele
Serra che pontifica ogni giorno dalla sua amaca.

Salutoni,
Andrea
--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"Ti ho cercata nella folla, fra le strade giu' in citta'
ho pregato nella pioggia fra le lacrime, piu' in la'
lungo stanze di diluvio, senza te, camminando dentro il buio senza te"
(Massimo Bubola, "Stanze di diluvio (Sei sola come me)")

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 8:55:12 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 14:04:36 +0200, antonio bardi
<antoni...@pi.infn.it> wrote:

Ciao Antonio!

>ce l'ho in lista acquisti da un po'...
>cosa consigli?

Mumble, mumble, che domanda difficile!

Premetto che non sono un esperto del genere e che mi sono avvicinato
a Carlotto (tra l'altro protagonista di un noto episodio di
criminalita' nera e, conseguentemente, di cronaca giudiziaria, con eco
anche internazionale) esclusivamente per questioni di campanile, ma
nell'arco di un'estate mi ha conquistato e ho letto di un fiato tutti
i suoi libri, trovandolo senz'altro superiore, come intreccio e come
gradevolezza di lettura, ad altri giallisti italiani (Lucarelli, per
esempio) nei quali mi ero precedentemente imbattuto.

Di solito io amo seguire uno scrittore in senso cronologico, quindi
consiglierei di partire da "Il fuggiasco", ma se proprio devo indicare
un solo titolo allora non esiterei a proporti "Arrivederci amore
ciao", che pero' non e' ancora uscito in versione economica. Puoi
comunque trovare i quattro volumi dedicati all'Alligatore
(l'investigatore protagonista dei racconti di Carlotto) in un unico
cofanetto e ti assicuro che ne vale la pena. Tra questi, sempre
costretto alla scelta, punterei su "Nessuna cortesia all'uscita".

Ricordo a tutti che la musica (soprattutto il blues) e' molto presente
nei romanzi di Massimo Carlotto e nel suo sito
(www.massimocarlotto.it) potete trovare sia la "colonna sonora" di
ciascun libro, sia la storia del gruppo musicale nato sulla scia di
questi romanzi. Nel secondo libro, per esempio, l'incipit e'
nientemeno che la fedele descrizione del Banale, storico e fumosissimo
circolo Arci di Padova, da poco trasferito in altra sede.

Per chiudere ti ricordo che "Le irregolari" non e' propriamente un
noir, ma e' dedicato alla vicenda delle madri dei desaparecidos
argentini.



>se c'e di mezzo il campanile, e il noir italiano, allora io calo l'amico
>giampaolo simi.

Accetto volentieri la tua indicazione e ti chiedo, per ricambiare, di
indicarmi tu i titoli consigliati di questo autore!

Salutoni,
Andrea
--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"Buonanotte questa notte e' per te.
Buonanotte, buonanotte fiorellino,
buonanotte fra le stelle e la stanza,
per sognarti, devo averti vicino,
e vicino non è ancora abbastanza"
(Francesco De Gregori, "Buonanotte fiorellino")

antonio bardi

unread,
Jun 24, 2002, 9:01:45 AM6/24/02
to

silvio wrote:

> Ivan Graziani l'ho scoperto a un leggendario speciale elezioni
> del TG2, anno di grazia 1976.

mi dicono che sia di ivan graziani la frase di chitarra di "amarsi un
po'", battisti anno 1977.
avete presente?
quella e' l'idea d'un genio, altroche'.

ciao
-antonio-

antonio bardi

unread,
Jun 24, 2002, 9:41:00 AM6/24/02
to
silvio wrote:

> è un equivoco frequente. Si pensa che, cantando un repertorio
> colto, si diventi colti per la proprietà transitiva. Ma
> Rodgers-Hammerstein componevano per musical, e non si sono mai
> posti il problema: infatti, li si ascolta a quasi cent'anni di
> distanza. Chi ricorda più Faurè cantato da Alice? Se era poi
> Faurè.

si.
altrettanto nefasto e' l'equivoco opposto, ricorrere al repertorio
popolare per diventare popolari.
o peggio, per alimentare l'illusione che la musica colta comprenda
necessariamente quella popolare.
quanti gezzisti de noantri credono che il rock sia un sottoinsieme del
gezz e mettono in repertorio battisti e i beatles?
oppure "london philarmonic orchestra plays the beatles" o eltonjohn o i
queen, roba da pavarotti & friends.

tra le eccezioni, una versione di "purple haze" per quartetto d'archi
sentita qualche anno fa.
e sempre hendrix secondo gil evans.
e molte altre, senz'altro.

ciao
-antonio-

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 9:43:48 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 12:17:04 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>l'avete ancora Ferruccio Gard? Era un gigante della cultura.

Causa impegni sportivi dirigenziali a livello medio-alto (serie A/1 di
volley), ho qualche contatto con il giornalismo locale e devo dire che
al nome Ferruccio Gard e' tutto un ricorrere a scaramanzie varie,
toccatine e quant'altro. Questa e' la fama (attuale?) di FG. Al tg
regionale dovrebbe seguire lo sport e la cronaca veronese, se non
sbaglio.

>bé, la Di Gregorio č una notista di costume. La leggi una volta
>ogni tanto, ha buone fonti e ottime, ma non č che il sugo
>abbondi, neh.

Concordo, ma nel deserto attuale si apprezzano pure le notiste di
costume... Al riguardo trovo ottima Maria Laura Rodota', che pero' non
leggo da quando ha lasciato L'Espresso.

>Maltese e Messina mi convincono meno. Maltese soprattutto. Ma
>questi, in vita loro, han mai fatto i cronisti? O sono nati
>scrivendo editoriali? No, perché la differenza si vede. Messina
>direi che un po' di cronaca l'ha fatta, Maltese, onestamente, non
>ne ho memoria.

Maltese a me piace, ma ho sempre avanzato la tua stessa critica e la
differenza si vede eccome.

>Michele Serra lo leggo da quand'ero piccolo, su Linus. Non lo
>sopporto tanto, anche perché si ostina a scrivere quei versi
>terrificanti, con le rime facili e tutto quanto. E' un bravo
>umorista, ma non so che ci faccia su un quotidiano. In Francia,

>uno cosě non scrive davvero su Le Monde o Figaro.

Forse uno spazio quotidiano e' effettivamente eccessivo, anche se il
resoconto di qualche anno fa dei litorali italiani a bordo di una
Panda era un appuntamento imperdibile. E che fine ha fatto Fulvia
Serra, direttrice di uno dei Linus peggiori della storia?

>carini, aggraziati, non privi di un velo di ambiguitŕ. Un Bassani
>anglofilo? Mi viene cosě, non l'ho preparata e fuori si sta
>schiantando dal caldo.

Io non li ho letti, ma la definizione mi pare azzeccatissima. Il caldo
fa miracoli, non c'e' dubbio.

>meglio dal vivo, comunque. I dischi sbiadiscono al confronto.

Attendo in zona, allora.

>č vero, molto carino. Ma su Venditti, ha detto l'ultima parola il
>Guzzanti, per cui.

Semplicemente straordinario.

>Brando me lo ricordo soltanto di nome e di faccia, forse (non era

>un ossigenato ante litteram? Ma no - o sě?). Certe cose le si
>dimenticano cosě, senza nemmeno volerlo.

Non ricordo Brando ossigenato, forse ti confondi.

Orazio Grillo nasce artisticamente come cantante dei Boppin' Kids,
gruppo catanese di rockabilly. L'incontro con il produttore Francesco
Virlinzi porta ad un avvicinamento alle sonorita' americane e a due
dischi discreti ("Santi e peccatori" e "Fuori dal branco"), poi il
baratro.

>non posso darti nome e cognome sull'ennegě. Tu capisci, vero?

Capisco, capisco... E comunque penso di avere ben poche chances...

>brŕo. Poi sŕppimi dire le impressioni di lettura. Meglio di Coe,
>lo č senz'altro.

Ti sapro' dire.

>massimo rispetto per la vicenda umana, totale e colpevole

>disinteresse per il genere. So che č bravo, ma non mi attira.

Come scritto altrove, letto piu' che altro per curiosita' e conoscenza
dei luoghi descritti.

Salutoni,
Andrea

--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"Guarda quel cielo scuro,
vedrai che cambiera'
quel che sembrava piu' nero
domani brillera'"
(Massimo Bubola, "Sandy)

antonio bardi

unread,
Jun 24, 2002, 10:16:29 AM6/24/02
to
andrea,
grazie molte delle indicazioni.
aggiungo alla lista della spesa per la prossima gita in libreria.


Andrea Sartorati wrote:

> Premetto che non sono un esperto del genere e che mi sono avvicinato
> a Carlotto (tra l'altro protagonista di un noto episodio di
> criminalita' nera e, conseguentemente, di cronaca giudiziaria, con eco
> anche internazionale) esclusivamente per questioni di campanile,

altrettanto per me con simi.
diciamo che il suo "direttissimi altrove" mi riguardava in qualche modo,
cosi' ci siamo conosciuti.
direttissimi altrove merita, soprattutto per l'ambientazione.
la decadente costa tirrenica livornese, in inverno, tra lo stabilimento
cinematografico abbandonato di tirrenia, le colonie d'epoca fascista, la
raffineria di livorno sullo sfondo, un dedalo di viuzze e villette
incrostate, e quartieri di livorno dai nomi esotici, corea, shanghai.

ti rimando a questa bella recensione, di simone lenzi:

http://www.dadascanner.com/libri/simi.htm

> Nel secondo libro, per esempio, l'incipit e'
> nientemeno che la fedele descrizione del Banale, storico e fumosissimo
> circolo Arci di Padova, da poco trasferito in altra sede.

conosco, conosco.
ci suonai nel marzo 2000.

>
> "Buonanotte questa notte e' per te.
> Buonanotte, buonanotte fiorellino,
> buonanotte fra le stelle e la stanza,
> per sognarti, devo averti vicino,
> e vicino non è ancora abbastanza"
> (Francesco De Gregori, "Buonanotte fiorellino")


cosi' non si fa.
mi strappi un luccicone.
son cose di quando eravamo giovani.
e no, non si fa.

-antonio-

Andrea Sartorati

unread,
Jun 24, 2002, 10:52:09 AM6/24/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 16:16:29 +0200, antonio bardi
<antoni...@pi.infn.it> wrote:

>andrea,
>grazie molte delle indicazioni.
>aggiungo alla lista della spesa per la prossima gita in libreria.

Ribadisco che questo newsgroup e' potenzialmente molto pericoloso per
le mie finanze: oltre alle liste di ricerca musicali, ora inizio ad
aggiornare pure quelle letterarie!

Ringrazio anch'io per le tue indicazioni, spero che il libro di Simi
sia facilmente reperibile.

>altrettanto per me con simi.
>diciamo che il suo "direttissimi altrove" mi riguardava in qualche modo,
>cosi' ci siamo conosciuti.

Questioni geografiche o anche altro?

>direttissimi altrove merita, soprattutto per l'ambientazione.
>la decadente costa tirrenica livornese, in inverno, tra lo stabilimento
>cinematografico abbandonato di tirrenia, le colonie d'epoca fascista, la
>raffineria di livorno sullo sfondo, un dedalo di viuzze e villette
>incrostate, e quartieri di livorno dai nomi esotici, corea, shanghai.

Ricordi livornesi sparsi (tutti belli!): le vacanze da bambino a
Castiglioncello, "Il sorpasso", "Ovosodo".

>conosco, conosco.
>ci suonai nel marzo 2000.

Ora e' stato trasferito in altra sede. Gia' ultimamente la
programmazione live era alquanto misera, almeno per quel che riguarda
il roots rock. Tuttavia continuano ad essere apprezzatissime in ambito
universitario le serate.

Posso chiederti come mai ci hai suonato?

>cosi' non si fa.
>mi strappi un luccicone.
>son cose di quando eravamo giovani.
>e no, non si fa.

Il generatore di firme pesca a caso, a volte (spesso) e' crudele. ;-)

>-antonio-

Salutoni,
Andrea
--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"Ho dormito cosi' a lungo e ora non ricordo piu'
questi graffi sul mio viso, questo sangue su di me
lungo giorni tutti uguali senza te, sotto spari e temporali senza te"

Francesco Giannici

unread,
Jun 24, 2002, 11:37:50 AM6/24/02
to
Andrea Sartorati <andr...@net24.it> wrote:

> A mio avviso "Sette giorni di cattivi pensieri" e' una delle rubriche
> che da sole valgono l'acquisto del quotidiano.

E diciamolo, su'.

> Sugli articoli-truffa osservo purtroppo che i giornali hanno adottato
> la pessima abitudine televisiva di autopromuoversi: non ho mai visto
> nulla di piu' ridicolo di un telegiornale che annuncia gli ospiti
> della trasmissione che seguira' sulla stessa rete. E' giornalismo
> questo?

Certo che no. Per questo Repubblica e' un giornale abietto, che nelle
prime pagine e' tutto rigore morale e poi scende giu' giu' fino alle
peggio porcherie, che farebbero arrossire pure Dell'Utri.
(A proposito, per il nuovo sovrintendente del Teatro Massimo si aspetta
la decisione di *Dell'Utri*. Si'. Mahler, Schoenberg, Mozart, Weill. E
aspettiamo la decisione di *Dell'Utri*. Ole').

> Gianni Mura sara' presente, almeno spero, come ogni anno sulle strade
> del Tour de France. Anche in questo caso i resoconto
> sportivo-gastronomici sono ottime pagine di giornalismo sportivo.

Il ciclismo, da quando fanno i blitz con le siringhe che volano giu'
dalle finestre, si stenta a prenderlo sul serio. Pero' un viaggio
gastronomico in Francia e' una cosa buona e giusta.

Craise Finton Kirk

unread,
Jun 24, 2002, 12:07:33 PM6/24/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

> Aridatece Piero Focaccia.

Anche i Domodossola, Peppino Gagliardi e Annarita Spinaci.

ciao


Yacky

unread,
Jun 24, 2002, 4:33:47 PM6/24/02
to
"Heyerdahl" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel messaggio
news:2ugR8.60741$TS.16...@news1.tin.it...
> > Ora che tolgono il programma di Limiti (ma perché? Perché,
> santa polenta? E per
> > metterci Giletti, Gilletti, come si chiama, poi)
>
> Era uno dei pochi programmi retroattivi, e come tutte le cose
> retroattive fa pensare troppo e usare il cervello è
> pericoloso...

Limiti ha competenza e passione, sarebbe bello averne una versione
rock'n'roll...evviva la tv per gli anziani, cmq.

Ciao, Stefano

Yacky

unread,
Jun 24, 2002, 4:34:16 PM6/24/02
to
"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto nel messaggio
news:lJ1R8.76773$5i1.2...@news2.tin.it...
[Iva Zanicchi]
> Io, per me, la ricordo in un celebre servizio nudo su Playboy,
> fine 70's, fotografata da Angelo Frontoni. Mi pare che fosse
> prima del passaggio in carrozzeria per naso e tutto il resto, ma
> insomma la sua figura la faceva ancora.

Forse inizi '80, quel Playboy.
Lo porto' a scuola Sandro, leggera eccitazione all'inizio della prima ora :
poi, Zanicchi in copertina accolta da una risata generale e Sandro
sbeffeggiato per anni.
C'e' anche da dire che Playboy era un po' come gli Eagles, tecnicamente
indiscutibile ma povero di emozioni...noi giovani tosti, quando capitava,
preferivamo i tre accordi di un Caballero o l'ifix tcen tcen di Pontelliana
memoria.

Ciao, Stefano

silvio

unread,
Jun 25, 2002, 12:42:44 AM6/25/02
to

"Yacky" <spamma...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:af7vr5$ccfe6$1...@ID-119663.news.dfncis.de...

> Forse inizi '80, quel Playboy.
> Lo porto' a scuola Sandro, leggera eccitazione all'inizio della
prima ora :
> poi, Zanicchi in copertina accolta da una risata generale e
Sandro
> sbeffeggiato per anni.
> C'e' anche da dire che Playboy era un po' come gli Eagles,
tecnicamente
> indiscutibile ma povero di emozioni...noi giovani tosti, quando
capitava,
> preferivamo i tre accordi di un Caballero o l'ifix tcen tcen di
Pontelliana
> memoria.

se è inizi 80's, è giusto '80 o '81.
Playboy vers. it. era stata una grande rivista a metà 70's
(quando collaboravano Manganelli, Pasolini, Moravia). Nel periodo
successivo, sì, era un po' una via di mezzo. Però le ragazze
americane mi sembravano bellissime. Insomma, visto che non s'è
ancora detto: la classe non è acqua.
Caballero e Gabriel Pontello, vabé, ma quella è un'altra storia,
meno affascinante.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 12:44:56 AM6/25/02
to

"Yacky" <spamma...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:af7vq8$cb2cg$1...@ID-119663.news.dfncis.de...

> Limiti ha competenza e passione, sarebbe bello averne una
versione
> rock'n'roll...evviva la tv per gli anziani, cmq.

sai che Limiti rock lo vedo benissimo?
E poi, che noja quest'ossessione per i giovani. I giovani stanno
attaccati all'Internet dal mattino alla sera. Che glien'importa a
loro della tivů? Non scherziamo, suvvěa.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 12:55:41 AM6/25/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:903ehu4hsjc2n6vp5...@4ax.com...

> C'erano.
> Da un mesetto o poco piu' per consultare la versione cartacea
di
> Repubblica on line bisogna pagare un contributo mensile. Il
sito del
> quotidiano ha una propria redazione piu' o meno indipendente,
diretta
> da Vittorio Zucconi.

ecco, appunto. Direi che se la tengono, la versione on-line. Ti
pare che devo pagare per leggere un giornale diretto dal figlio
di Zucconi?

> Qualche anno fa Repubblica e Corriere avevano promesso di farla
finita
> con l'assurda guerra condotta a suon di allegati e gadget, ma
> evidentemente la pax e' durata assai poco.

ma sai, lì è una questione di conti. Quando l'editore stabilisce
che non si guadagna abbastanza, il commerciale (inteso come
ufficio) deve bene inventarsi qualcosa. Siccome questi non sono
dei maghi di fantasia, abbinano a caso, e il risultato spesso
c'è.

> A dire il vero non trovo disdicevole a priori l'abbinamento
> libro-quotidiano, anche se naturalmente sarebbe preferibile
vedere
> qualche persona in piu' in libreria o in biblioteca.

no, dài.
E chi se n'impìpa se la gente non va in bibioteca o in libreria?
Affari loro, no? Non riesco a pormi questi problemi
socio-antropologici, un po' perché son vecchio, e soprattutto
perché sono egoista.
A parte il fatto che il problema rischia di essere mal posto: non
vale forse domandarsi se meglio sia vendere più libri alle stesse
persone che più libri, gli stessi, a nuove persone, e diverse? Si
vogliono più lettori o più libri venduti agli stessi fedeli,
affidabili lettori?

> Grottesca invece la contromossa del Corriere, che si e'
ritrovata ad
> offrire libri di indubbio minor valore letterario, ma
evidentemente il
> target cui si mira con queste operazioni e' interessato
soprattutto
> all'idea di biblioteca come riempispazio casalingo e non ad un
qualche
> filo logico che leghi i diversi titoli..

però, fa' attenzione, sono bei libretti, ben rilegati e toccano
un target che Repubblica ha in gran parte ignorato, cioè quello
dei semianalfabeti. Il ritorno è stato infatti discreto, per il
Corriere.

> Probabile, ma penso ci andasse anche prima. Piu' grave comunque
> l'assenza dei due quotidiani sportivi, pronti a seguire anche
la
> carabina purche' ci sia un po' di azzurro e a tralasciare
discipline
> storiche, dove invece i portabandiera azzurri sono assenti.

Clerici va a Wimbledon da quando ci giocava Big Bill Tilden,
sicuro. E' che un giornale sta attento a tutti i costi, e un
inviato fuori per 15 giorni è una balla mica da ridere, come
spese (poi Clerici è un signore del Lario, e quindi secondo me
compila le note spese con una precisione da cistercense).
L'altra osservazione mi ricorda quello del maestro Tommasi:
l'Italia è un paese a monocultura sportiva.

> Il fido Google mi istruisce su questi nomi, sin qui a me poco
noti.
> Bella la dedica iniziale dell'ultima raccolta della poetessa!

lei è celebre autrice di due libretti nella bianca Einaudi, con
quartine porche e (le ultime) anche un po' lugubri. Lui è un
ormai quasi anziano signore, tra le prime firme critiche del
Corriere, poeta di buone qualità e uomo di potere nel settore
editoriale. Sono fidanzati da tempo, cioè da quando lui ha
cominciato a poter essere almeno lo zio di lei.
Saluti
silvio

silvio

unread,
Jun 25, 2002, 1:04:46 AM6/25/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:pp3ehu02b6nhn9jft...@4ax.com...

> Manca a tutti il Gioann e di eredi e' proprio meglio non
parlare...

no, senza dubbio è molto meglio non parlarne. Qua voglio
raccontare una cosa che mi ha sorpreso.
Mura aveva recensito, mesi fa, la ristampa del "Calciolinguaggio
di G.B.", di Andrea Maietti, ampliata da ricordi personali
dell'ormai non più giovanissimo professore, autentico custode e
apostolo dell'eredità breriana. L'ha recensita, ma il libro non
si trovava. Ho chiamato l'editore, e nicchiavano.
Alla fine, il libro non è mai stato distribuito. Ora, che gioco è
questo?

> Tra quelli che si salvano, oltre a Gianni Mura, lancerei il
nome di
> Gigi Garanzini...

eccellente per la conoscenza degli interna corporis, certo
lievemente impomatato. Lo ascolto a Radio24 e trovo che abbia una
discreta voce radiofonica. Si legge sulla Stampa, ogni tanto, e
lo stile non è discutibile. Me piàs.

> Qualche mese fa comprai la raccolta di cd con l'archivio di
tutti gli
> articoli di Repubblica.

uscita largamente incompleta, no?

> Uno dei massimi piaceri e' stato proprio
> quello di rileggersi gli articoli del martedi' di Brera oppure
le
> presentazioni domenicali delle partite. Sara' vero che Osvaldo
Bagnoli
> non sedette mai sulla panchina rossonera per la definizione
datagli
> dal nostro di "comunista", di fronte alla quale SB avrebbe
fatto,
> spaventatissimo, un salto all'indietro?

Brera aveva la capacità di raccontare aneddoti facendoli sembrare
più veri del vero, quando forse qualche dubbio ce lo si poteva
consentire.
Dopo di che, su questo non dubiterei molto. Considera che Brera
andava a cena con Craxi a inizio 70's, era socialista di antica
stirpe e, a Milano, non c'era persona che lui non conoscesse.
Tendo a ritenerlo un racconto di fatto autentico.

> Parzialmente hai ragione, pero' alcuni lampi di saggezza ci
sono. Il
> divenire messa cantata e' forse il destino implicito di tutte
le
> rubriche. A volte capita in maniera ancora piu' netta: vedi
Michele
> Serra che pontifica ogni giorno dalla sua amaca.

è proprio la serialità che, in generale, mi spaventa e stucca.
Perché toujours perdrix? E oggi magari ci facciamo una carbonara,
no? E invece, niente, perdrix. I "Cattivi pensieri" avranno quasi
15 anni oramai.
L'amaca svela il lato piccolo-borghese di un signore che fattura
annualmente come una società satellite del gruppo Fiat. Non
piacevole, in verità.
Saluti
silvio
p.s.: i versi di Bubola che hai citato sono Gozzano redivivo!

silvio

unread,
Jun 25, 2002, 1:15:13 AM6/25/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:m77ehus9420a6vd3p...@4ax.com...

> Causa impegni sportivi dirigenziali a livello medio-alto (serie
A/1 di
> volley), ho qualche contatto con il giornalismo locale e devo
dire che
> al nome Ferruccio Gard e' tutto un ricorrere a scaramanzie
varie,
> toccatine e quant'altro. Questa e' la fama (attuale?) di FG. Al
tg
> regionale dovrebbe seguire lo sport e la cronaca veronese, se
non
> sbaglio.

ah, bé, sarà per l'aria non proprio rubizza, come succede.
Curioso, in un giornalista, cioè in un personaggio che lavora
nella categoria meglio protetta e pagata d'Italia.
Sport e cronaca di Verona non è mica una roba da ridere.
Complimenti a FG, che a questo mi astengo dal nominare
ulteriormente, per non causare danno.

> Concordo, ma nel deserto attuale si apprezzano pure le notiste
di
> costume... Al riguardo trovo ottima Maria Laura Rodota', che
pero' non
> leggo da quando ha lasciato L'Espresso.

la leggi abbastanza regolarmente sulla Stampa, che online è
ancora gratis. Lei è stata anche molto bella, da giovane (si vede
da come scrive).

> Maltese a me piace, ma ho sempre avanzato la tua stessa critica
e la
> differenza si vede eccome.

voglio dire che Maltese, a 30 anni, scriveva quello che scrive
adesso. Montanelli e Igor Man, per dirne due a caso, a 30 anni
seguivano le guerre. Non pretendo che siano questi i modelli, ma
c'è giornalismo e giornalismo.

> Forse uno spazio quotidiano e' effettivamente eccessivo, anche
se il
> resoconto di qualche anno fa dei litorali italiani a bordo di
una
> Panda era un appuntamento imperdibile. E che fine ha fatto
Fulvia
> Serra, direttrice di uno dei Linus peggiori della storia?

Fulvia Serra è rimasta nel gruppo RCS, credo con funzioni
amministrativo-dirigenziali. Il Linus delle donne era una péppia,
in effetti.
Sì, forse quel viaggio in Panda era carino. E' che lui suona
finto, perché poi ha la villa fuori Bologna, capisci? Comprata
con i suoi soldi e pagando le tasse, si capisce, ma poi non giri
in Panda, su.
Serra, ai tempi dei paninari, girava in Timberland e poi le
metteva in burla. Mai capito 'sto genere, guarda.

> Io non li ho letti, ma la definizione mi pare azzeccatissima.
Il caldo
> fa miracoli, non c'e' dubbio.

ma sai, lì è tutta una questione di età e di mestiere. Quando
avrai i miei anni, capirai che voglio dire.

> Attendo in zona, allora.

sì, anche perché d'estate suona molto (e chiedendo 4 soldi,
anche. Un signore, che se lo può permettere).

> Non ricordo Brando ossigenato, forse ti confondi.
> Orazio Grillo nasce artisticamente come cantante dei Boppin'
Kids,
> gruppo catanese di rockabilly. L'incontro con il produttore
Francesco
> Virlinzi porta ad un avvicinamento alle sonorita' americane e a
due
> dischi discreti ("Santi e peccatori" e "Fuori dal branco"), poi
il
> baratro.

ah, ma aspetta.
I Boppin' Kids non erano del tutto orrendi. Un gruppo decoroso,
no? In quel genere, in quel periodo, via. E, a pensarci, avevo
dato un ascolto anche a "Santi e peccatori", sì.

> Capisco, capisco... E comunque penso di avere ben poche
chances...

never say never. Ora ha 32 anni e penso giri ancora in motorino
per le vostre magnifiche piazze.
Saluti
silvio

silvio

unread,
Jun 25, 2002, 1:16:39 AM6/25/02
to

"Craise Finton Kirk" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:9tHR8.64083$TS.17...@news1.tin.it...

> Anche i Domodossola, Peppino Gagliardi e Annarita Spinaci.

mi addolora che tu abbia volutamente trascurato Ciro
Sebastianelli, col quale a me č capitato di far colazione non piů
tardi di qualche mese fa.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 1:18:39 AM6/25/02
to

"antonio bardi" <antoni...@pi.infn.it> ha scritto nel
messaggio news:3D171839...@pi.infn.it...

> mi dicono che sia di ivan graziani la frase di chitarra di
"amarsi un
> po'", battisti anno 1977.
> avete presente?
> quella e' l'idea d'un genio, altroche'.

confermo e sottoscrivo. Era un chitarrista molto curioso, perché
adoperava tecniche non proprio ortodosse, ma con risultati
eccellenti (in quegli anni senz'altro).
"Amarsi un po'" č una grande canzone. Santa polenta, ma vedi come
passa il tempo? A me sembra ieri che si sentiva per radio.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 1:23:30 AM6/25/02
to

"antonio bardi" <antoni...@pi.infn.it> ha scritto nel
messaggio news:3D17216C...@pi.infn.it...

> si.
> altrettanto nefasto e' l'equivoco opposto, ricorrere al
repertorio
> popolare per diventare popolari.
> o peggio, per alimentare l'illusione che la musica colta
comprenda
> necessariamente quella popolare.
> quanti gezzisti de noantri credono che il rock sia un
sottoinsieme del
> gezz e mettono in repertorio battisti e i beatles?

ne ho parlato con alcuni di loro, tra cui Rava. Quello è
purtroppo anche un problema commerciale. Un disco di cover di
Battisti gezzàto vende più di tutta la loro discografia
ordinaria. Non sto a fare discussioni, di fronte ai soldi. Poi
certo che è patetico swingare temi del tutto e giustamente privi
di swing, o inventare armonie coi rivolti a canzoncine tutte
giocate sul famigerato giro delle quinte - ma se si guadagna,
come puoi dargli torto? Molti di loro (non tutti) tengono
famiglia.

> oppure "london philarmonic orchestra plays the beatles" o
eltonjohn o i
> queen, roba da pavarotti & friends.

questi sono casi un po' più gravi, e specialmente l'ultimo. Assai
più grave e riprovevole. L'idea che si possa cantare un'aria
d'opera al di fuori dell'opera da cui è tratta suona come un
bestemmione in Sant'Antonio a Padova, visto che siamo in zona.

> tra le eccezioni, una versione di "purple haze" per quartetto
d'archi
> sentita qualche anno fa.

questo è il Kronos Quartet, se mi ricordo (ma chi sa se mi
ricordo).

> e sempre hendrix secondo gil evans.
> e molte altre, senz'altro.

molte non saprei dire.
Hendrix/Evans è una buona operazione, non del tutto riuscita.
Saluti
silvio


Craise Finton Kirk

unread,
Jun 25, 2002, 6:45:04 AM6/25/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto

> mi addolora che tu abbia volutamente trascurato Ciro
> Sebastianelli, col quale a me č capitato di far colazione non
piů
> tardi di qualche mese fa.

Massč! Davvero lui? E che fa oggi codesto personaggio?

bye


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 6:48:33 AM6/25/02
to

"Craise Finton Kirk" <bb...@bhxbh.njnjbnjn> ha scritto nel
messaggio news:QQXR8.1927$Jj7....@news1.tin.it...
> Massè! Davvero lui? E che fa oggi codesto personaggio?

sta incidendo un disco napoletano per una piccola etichetta
milanese, della quale dimentico (Sebastianelli goes indie). E' un
po' ingrassato, anche perché mangia come il pio bove, ma è una
persona di garbo squisito e perfida ironia. Non riferirò tutti i
giudizi che gli ho sentito emanare, anche perché ne ho
dimenticati molto: ma certo era commosso alla vista di uno che si
ricordava ancora di lui.
Fa anche serate, ma soprattutto nel fortunatissimo Sud.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 10:17:40 AM6/25/02
to
On Tue, 25 Jun 2002 04:55:41 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>ecco, appunto. Direi che se la tengono, la versione on-line. Ti
>pare che devo pagare per leggere un giornale diretto dal figlio
>di Zucconi?

A dire il vero la versione on-line di Zucconi e' (potrebbe essere
altrimenti?) gratuita, mentre la consultazione di quella cartacea e' a
pagamento.

>ma sai, lì è una questione di conti. Quando l'editore stabilisce
>che non si guadagna abbastanza, il commerciale (inteso come
>ufficio) deve bene inventarsi qualcosa. Siccome questi non sono
>dei maghi di fantasia, abbinano a caso, e il risultato spesso
>c'è.

Certe operazioni possono anche esser giustificabili dal punto di vista
culturale, anche se dubito che Le Monde o El Pais regalino l'atlante
stradale, come un benzinaio qualsiasi. L'importante e' non tirare
troppo la corda: fra un po' l'Unita' di Veltroni regalava direttamente
le videocassette vergini! Tra l'altro spesso i film allegati hanno una
qualita' pessima, sia video che audio.

>no, dài.
>E chi se n'impìpa se la gente non va in bibioteca o in libreria?
>Affari loro, no? Non riesco a pormi questi problemi
>socio-antropologici, un po' perché son vecchio, e soprattutto
>perché sono egoista.

Hai ragione. Ho sprecato una spruzzata di sano qualunquismo di
sinistra per nulla. Ah, l'eta'... ;-)

>A parte il fatto che il problema rischia di essere mal posto: non
>vale forse domandarsi se meglio sia vendere più libri alle stesse
>persone che più libri, gli stessi, a nuove persone, e diverse? Si
>vogliono più lettori o più libri venduti agli stessi fedeli,
>affidabili lettori?

La domanda e' quella giusta. Purtroppo sappiamo che in Italia la
lettura non e' diffusa, ma distribuita attorno ad uno zoccolo duro di
fruitori fedeli.

>però, fa' attenzione, sono bei libretti, ben rilegati e toccano
>un target che Repubblica ha in gran parte ignorato, cioè quello
>dei semianalfabeti. Il ritorno è stato infatti discreto, per il
>Corriere.

Non dico che debba essere direttamente il Corriere a porsi il
problema, ma non si corre il rischio che a quel prezzo i volumi
vengano comprati piu' per riempire un po' di spazi nel mobile in
salotto che per reale interesse?

>Clerici va a Wimbledon da quando ci giocava Big Bill Tilden,
>sicuro.

Leggi l'articolo di oggi...

> E' che un giornale sta attento a tutti i costi, e un
>inviato fuori per 15 giorni è una balla mica da ridere, come
>spese (poi Clerici è un signore del Lario, e quindi secondo me
>compila le note spese con una precisione da cistercense).

Le note spese sono un male di tutte le imprese italiane. Se fossi il
direttore generale di un'azienda come contappasso dantesco obbligherei
i dipendenti a comportarsi nella vita privata, anche solo per un mese,
come quando sono fuori per lavoro. Voglio vedere quanti comprerebbero
a cuor leggero le noccioline (!) da un frigobar di un albergo a prezzi
astronomici.

>L'altra osservazione mi ricorda quello del maestro Tommasi:
>l'Italia è un paese a monocultura sportiva.

Difficile da contestare.

>lei è celebre autrice di due libretti nella bianca Einaudi, con
>quartine porche e (le ultime) anche un po' lugubri. Lui è un
>ormai quasi anziano signore, tra le prime firme critiche del
>Corriere, poeta di buone qualità e uomo di potere nel settore
>editoriale. Sono fidanzati da tempo, cioè da quando lui ha
>cominciato a poter essere almeno lo zio di lei.

Ho letto qualche commento ironico sull'opportunita' di questo
fidanzamento tra autrice e critico.

In tema di Einaudi, ho appena terminato "Io non ho paura" di Ammaniti.
Capisco gli incroci societari, ma un tempo quella bella copertina
bianca e il simbolo dello struzzo non mettevano parzialmente al riparo
da acquisti incauti?

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 10:19:54 AM6/25/02
to
On Mon, 24 Jun 2002 17:37:50 +0200, zena...@libero.it (Francesco
Giannici) wrote:

>(A proposito, per il nuovo sovrintendente del Teatro Massimo si aspetta
>la decisione di *Dell'Utri*. Si'. Mahler, Schoenberg, Mozart, Weill. E
>aspettiamo la decisione di *Dell'Utri*. Ole').

Brrr....

>Il ciclismo, da quando fanno i blitz con le siringhe che volano giu'
>dalle finestre, si stenta a prenderlo sul serio. Pero' un viaggio
>gastronomico in Francia e' una cosa buona e giusta.

Almeno Gianni Mura queste cose le racconta! Trovo molto piu'
scandalosi gli altri giornali,sportivi e non, che ancora la menano con
la storia del complotto, dei ciclisti perseguitati, di Pantani
incastrato...

>Ciao

Saluti,
Andrea

Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 10:31:00 AM6/25/02
to
On Tue, 25 Jun 2002 05:04:46 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>eccellente per la conoscenza degli interna corporis, certo
>lievemente impomatato. Lo ascolto a Radio24 e trovo che abbia una
>discreta voce radiofonica. Si legge sulla Stampa, ogni tanto, e
>lo stile non è discutibile. Me piàs.

Ho sfogliato i libri di Garanzini su Nereo Rocco - il mitico Paron,
allenatore di Tristina, Padova e Milan - e non li ho trovatti affatto
malvagi. Apprezzo molto i suoi interventi a Radio 24 e mi ero tuffato
con entusiasmo nell'avventura editoriale di "Rigore", settimanale,
gia' fallito, di calcio e cultura, cui il nostro Gigi collaborava
assiduamente. Visto dove bazzica ora l'ex direttore Teotino posso
pero' capire le ragioni dell'insuccesso.

>uscita largamente incompleta, no?

Perche' incompleta? Non ho gli elementi per stabilirlo, ma le mie
misere ricerche hanno dato sempre esito soddisfacente.

>Brera aveva la capacità di raccontare aneddoti facendoli sembrare
>più veri del vero, quando forse qualche dubbio ce lo si poteva
>consentire.
>Dopo di che, su questo non dubiterei molto. Considera che Brera
>andava a cena con Craxi a inizio 70's, era socialista di antica
>stirpe e, a Milano, non c'era persona che lui non conoscesse.
>Tendo a ritenerlo un racconto di fatto autentico.

Anch'io ho sempre creduto piu' alle parole di Brera che alle succesive
smentite, un po' imbarazzate, di Bagnoli.

>Saluti
> silvio
>p.s.: i versi di Bubola che hai citato sono Gozzano redivivo!

Il generatore di firme opera in modalita' random. Comunque temo che
uno dei pregi di Bubola, ossia la capacita' (indubbia) di saper
scrivere bene, rischi di trasformarsi in uno sterile maniersimo.
Apprezzatissimo dai critici di matrice buscaderiana, immagino il buon
Massimo alla scrivania con decine di tomi aperti alla ricerca di
sinonimi sempre piu' ricercati, di espressioni auliche,
allitterazioni, metafore ardite e cosi' via...

Saluti,
Andrea

Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 10:41:00 AM6/25/02
to
On Tue, 25 Jun 2002 05:15:13 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>ah, bé, sarà per l'aria non proprio rubizza, come succede.
>Curioso, in un giornalista, cioè in un personaggio che lavora
>nella categoria meglio protetta e pagata d'Italia.
>Sport e cronaca di Verona non è mica una roba da ridere.
>Complimenti a FG, che a questo mi astengo dal nominare
>ulteriormente, per non causare danno.

Le redazioni de Il Mattino di Padova e de Il Gazzettino ringraziano
sentitamente.



>la leggi abbastanza regolarmente sulla Stampa, che online è
>ancora gratis. Lei è stata anche molto bella, da giovane (si vede
>da come scrive).

Ne sono convinto, anche se su Maria Novella Oppo sbagliai in pieno un
giudizio simile. E ritenevo assai piacente anche Laura Pellegrini,
ossia la vignettista Ellekappa.

>Fulvia Serra è rimasta nel gruppo RCS, credo con funzioni
>amministrativo-dirigenziali. Il Linus delle donne era una péppia,
>in effetti.

Adesso e' in lieve ripresa, anche se hanno parcheggiato OdB ad un
finto ruolo di direttore honoris causa. Sul fronte fumetti mancano da
troppi anni Bristow, BC e il mago Wiz...

>sì, anche perché d'estate suona molto (e chiedendo 4 soldi,
>anche. Un signore, che se lo può permettere).

So che anche Elliott Murphy chiede veramente poco, cosi' come, mi si
dice, Luigi Grechi, l'autore de "Il bandito e il campione", nonche'
fratello di Francesco De Gregori.

Un mio amico obiettore di coscienza che doveva organizzare una festa
estiva per la CGIL si e' invece stupito di fronte alle cifre richieste
da artisti italiani di medio successo. Non faccio nomi per decenza.

>ah, ma aspetta.
>I Boppin' Kids non erano del tutto orrendi. Un gruppo decoroso,
>no? In quel genere, in quel periodo, via. E, a pensarci, avevo
>dato un ascolto anche a "Santi e peccatori", sì.

Assolutamente dignitosi i Boppin' Kids. Ripeto che io trovai piacevole
anche il primo Brando, compresa una sua partecipazione ad un tributo
statunitense ai Rem. E' evidente che in quel periodo Francesco
Virlinzi, recentemente scomparso, fece un ottimo lavoro a Catania:
Brando, Kaballa' (Pippo Rinaldi), Flor de Mal, Carmen Consoli, etc...

>never say never. Ora ha 32 anni e penso giri ancora in motorino
>per le vostre magnifiche piazze.

E sappiamo come riconoscerla, no? :-)

Le piazze sono bellissime. E ancora di piu' di sera tardi, deserte e
con una leggerissima nebbiolina. Attraversarle in questa condizione:
sembra di vivere in un film, mentre scorrono i titoli di coda...

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

Yacky

unread,
Jun 25, 2002, 3:03:29 PM6/25/02
to
"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto nel messaggio
news:8xSR8.1646$vm5....@news2.tin.it...

> se è inizi 80's, è giusto '80 o '81.

Esatto, il nanetto e' del settembre '80.

> Playboy vers. it. era stata una grande rivista a metà 70's
> (quando collaboravano Manganelli, Pasolini, Moravia). Nel periodo
> successivo, sì, era un po' una via di mezzo. Però le ragazze
> americane mi sembravano bellissime.

E' per quello che siamo insorti. Noi ci aspettavamo un angelo di Charlie,
andava bene anche una Bo Derek...trovarci la zia Iva e' stato un colpo
basso.

> Insomma, visto che non s'è
> ancora detto: la classe non è acqua.
> Caballero e Gabriel Pontello, vabé, ma quella è un'altra storia,
> meno affascinante.

Avevamo un approccio punk, noialtri :-)

Ciao, Stefano


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 3:21:34 PM6/25/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:m6ughu00li3mbgufj...@4ax.com...

> A dire il vero la versione on-line di Zucconi e' (potrebbe
essere
> altrimenti?) gratuita, mentre la consultazione di quella
cartacea e' a
> pagamento.

uh, ma quella allora me l'han messa a mia insaputa su un picì, al
lavoro. M'interessa niente. La qualità dei contributi è, per lo
più, da modesta a irrilevante.

> Certe operazioni possono anche esser giustificabili dal punto
di vista
> culturale, anche se dubito che Le Monde o El Pais regalino
l'atlante
> stradale, come un benzinaio qualsiasi.

fai bene a dubitarne. Nemmeno il Guardian o la Frankfurter
Allgemeine Zeitung, diacritici a parte. Ma quelli sono giornali,
i nostri servono come raccoglitori di pubblicità.

> L'importante e' non tirare
> troppo la corda: fra un po' l'Unita' di Veltroni regalava
direttamente
> le videocassette vergini! Tra l'altro spesso i film allegati
hanno una
> qualita' pessima, sia video che audio.

ma direi quasi tutti, per usare un eufemismo. D'altra parte,
costavano niente - inutili aspettarsi qualità da dvd (specie in
un tempo in cui dvd non voleva dir niente).

> Hai ragione. Ho sprecato una spruzzata di sano qualunquismo di
> sinistra per nulla. Ah, l'eta'... ;-)

ma sai, non è questione di destra o sinistra. E' che, tante
volte, ci si formano pseudoconcetti, in perfetta buona fede, ma
prescindendo da qualsivoglia valutazione del problema. Tutto lì,
e proprio niente di grave.

> La domanda e' quella giusta. Purtroppo sappiamo che in Italia
la
> lettura non e' diffusa, ma distribuita attorno ad uno zoccolo
duro di
> fruitori fedeli.

che però si sta progressivamente erodendo. E' questo che inquieta
gli editori. I c.d. lettori forti vanno pian piano scemando in
numero. La speranza, ben che possa parere incredibile, risiede in
certo pubblico giovanile, una volta però che acquisti maggiore
possibilità di spesa.

> Non dico che debba essere direttamente il Corriere a porsi il
> problema, ma non si corre il rischio che a quel prezzo i volumi
> vengano comprati piu' per riempire un po' di spazi nel mobile
in
> salotto che per reale interesse?

sai che io mi domanderei piuttosto se chi compra i libretti del
Corriere abbia un'idea spanta di come accostare i colori? O mi
buttan giù dei ton sur ton tanto per fare, in modo da creare
macchie unitarie? Non so, eh. Son questioni anche 'ste qui.

> Leggi l'articolo di oggi...

lo devo ancora fare. Ora, magari, prima di andare a dormire.

> Le note spese sono un male di tutte le imprese italiane. Se
fossi il
> direttore generale di un'azienda come contappasso dantesco
obbligherei
> i dipendenti a comportarsi nella vita privata, anche solo per
un mese,
> come quando sono fuori per lavoro. Voglio vedere quanti
comprerebbero
> a cuor leggero le noccioline (!) da un frigobar di un albergo a
prezzi
> astronomici.

e come li controlli, però? Ci vuole un intelligence addestrata e
affidabile, ma poi devi pagare pure quella, e non ci stai dentro
lo stesso. Non c'è storia: in Italia, la tendenza al furtarello è
iscritta nel codice genetico nazionale. Non il furto in grande
stile, quello no: l'arraffo, il piccolo inghippo.

> Difficile da contestare.

Tommasi è un po' nojoso a ripeterlo sempre, ma è la verità.

> Ho letto qualche commento ironico sull'opportunita' di questo
> fidanzamento tra autrice e critico.

illazioni, cattiverie, maldicenze. Mormorate, mormorate: Valduga
resterà (la sua traduzione del "Cimitero marino" di Valéry è
tuttavia tra le più inadeguate mai lette. Ha deciso di scontrarsi
coi giganti, e ne è stata schiacciata).

> In tema di Einaudi, ho appena terminato "Io non ho paura" di
Ammaniti.
> Capisco gli incroci societari, ma un tempo quella bella
copertina
> bianca e il simbolo dello struzzo non mettevano parzialmente al
riparo
> da acquisti incauti?

Severino Cesari e Paolo Repetti, cioè gli editor di Stilelibero,
hanno a che fare con Einaudi dal punto di vista commerciale e
distributivo. Sul piano editoriale, escludo che le loro scelte
passino per viale Biancamano.
Ammaniti è uno molto protetto, è un figlio di papà che lévati, ma
è molto ammirato dai suoi colleghi, e soprattutto per il libro
che dici. A me interessa poco, ma gli riconosco un'autorevolezza
e una perizia tecnica non comuni - per non dire molto rare - in
uno di 37 o 38 anni. Basta non pensare ai 37 anni di Dickens,
s'intende, o a quelli di Dostoevskij.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 3:24:51 PM6/25/02
to

"Yacky" <spamma...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:afaf2g$caqkk$2...@ID-119663.news.dfncis.de...

> Esatto, il nanetto e' del settembre '80.

ammiro ogni gusto archivistico, sai? Complimenti per la
precisione, mai tanto richiesta.

> E' per quello che siamo insorti. Noi ci aspettavamo un angelo
di Charlie,
> andava bene anche una Bo Derek...trovarci la zia Iva e' stato
un colpo
> basso.

vero. Avessi ancora quel numero, andrei a spulciare chi altro
c'era. Resta il fatto che il fascino della nonnetta aveva un che
di dannatamente perverso, no?

> Avevamo un approccio punk, noialtri :-)

e intanto, siamo qua a raccontarcela. Alla salute.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 25, 2002, 3:31:29 PM6/25/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:m0vghugmfbglddmfr...@4ax.com...

> Ho sfogliato i libri di Garanzini su Nereo Rocco - il mitico
Paron,
> allenatore di Tristina, Padova e Milan - e non li ho trovatti
affatto
> malvagi.

nel genere, sono tra i prodotti migliori degli ultimi anni.

> Apprezzo molto i suoi interventi a Radio 24

dove sfoggia una capacità di sintesi che dovrebbe essere presa a
modello.

> e mi ero tuffato
> con entusiasmo nell'avventura editoriale di "Rigore",
settimanale,
> gia' fallito, di calcio e cultura, cui il nostro Gigi
collaborava
> assiduamente. Visto dove bazzica ora l'ex direttore Teotino
posso
> pero' capire le ragioni dell'insuccesso.

il problema è di nuovo quello: perché calcio e cultura? Il calcio
basta e avanza da solo. Gianni Brera cronista, e diciamo quindi
almeno fino al Mondiale di Spagna, ne è stato il miglior esempio.
Oggi ho letto sulla Stampa un grande esercizio di stile di Javier
Marias, sopra il Real di Alfredo Di Stefano. Buona letteratura,
ma calcio pochino, e fantasticato. Non apprezzo il genere,
davvero.
E' il limite dei Pastorin, era in parte il limite di "Rigore".

> Anch'io ho sempre creduto piu' alle parole di Brera che alle
succesive
> smentite, un po' imbarazzate, di Bagnoli.

ma sai, Bagnoli è un signore d'altri tempi. Magari aveva esigenze
che ignoriamo.

> Il generatore di firme opera in modalita' random. Comunque temo
che
> uno dei pregi di Bubola, ossia la capacita' (indubbia) di saper
> scrivere bene, rischi di trasformarsi in uno sterile
maniersimo.
> Apprezzatissimo dai critici di matrice buscaderiana, immagino
il buon
> Massimo alla scrivania con decine di tomi aperti alla ricerca
di
> sinonimi sempre piu' ricercati, di espressioni auliche,
> allitterazioni, metafore ardite e cosi' via...

"i critici di matrice buscaderiana" mi piace tantissimo!
Sì, forse Bubola compone come dici tu. Temo tuttavia che certe
cose gli vengano fuori spontanee, come di getto.
Di persona, è molto simpatico, nonostante un caratterino
sull'ombroso.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 5:14:18 PM6/25/02
to
On Tue, 25 Jun 2002 19:21:34 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>che però si sta progressivamente erodendo. E' questo che inquieta
>gli editori. I c.d. lettori forti vanno pian piano scemando in
>numero. La speranza, ben che possa parere incredibile, risiede in
>certo pubblico giovanile, una volta però che acquisti maggiore
>possibilità di spesa.

Ogni volta che entro da Feltrinelli ne esco rinfrancato perche' mi
pare di vedere comunque una massa di lettori informati, attenti e
disposti alla spesa. Anche tra i giovanissimi osservo un certo
interesse per la lettura, a volte bastano anche autori generazionali
per appassionarli: ai miei tempi puo' esser stata la sfornata dei
Brizzi, Culicchia, Ballestra, oggi potrebbe essere, ahime' (solo per
la provenienza televisiva: non ho letto nemmeno una riga, magari
vale), Fabio Volo (almeno a sentire le colleghe).

>sai che io mi domanderei piuttosto se chi compra i libretti del
>Corriere abbia un'idea spanta di come accostare i colori? O mi
>buttan giù dei ton sur ton tanto per fare, in modo da creare
>macchie unitarie? Non so, eh. Son questioni anche 'ste qui.

Temo assai l'accostamento per colore...

>e come li controlli, però? Ci vuole un intelligence addestrata e
>affidabile, ma poi devi pagare pure quella, e non ci stai dentro
>lo stesso. Non c'è storia: in Italia, la tendenza al furtarello è
>iscritta nel codice genetico nazionale. Non il furto in grande
>stile, quello no: l'arraffo, il piccolo inghippo.

E' proprio cosi!

>Severino Cesari e Paolo Repetti, cioè gli editor di Stilelibero,
>hanno a che fare con Einaudi dal punto di vista commerciale e
>distributivo. Sul piano editoriale, escludo che le loro scelte
>passino per viale Biancamano.
>Ammaniti è uno molto protetto, è un figlio di papà che lévati, ma
>è molto ammirato dai suoi colleghi, e soprattutto per il libro
>che dici. A me interessa poco, ma gli riconosco un'autorevolezza
>e una perizia tecnica non comuni - per non dire molto rare - in
>uno di 37 o 38 anni. Basta non pensare ai 37 anni di Dickens,
>s'intende, o a quelli di Dostoevskij.

Ricordo che anche per altri titoli della collana Stilelibero ci sono
state levate di scudi dell'intellighenzia. Il libro di Ammaniti non e'
da buttare, ma io tutta questa perizia tecnica e autorevolezza non la
vedo. Saranno schematismi superati e sicuramente idioti, ma io abbino
ancora Einaudi a Cesare Pavese, a Beppe Fenoglio, a Primo Levi, non
alle videocassette dei comici tv...

>Saluti
> silvio

Saluti,
Andrea

Andrea Sartorati

unread,
Jun 25, 2002, 5:23:17 PM6/25/02
to
On Tue, 25 Jun 2002 19:31:29 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>nel genere, sono tra i prodotti migliori degli ultimi anni.

Qui a Padova il ricordo di Rocco e' ancora molto vivo. Ricordo ancora
le domeniche pomeriggio con mio padre sui gradoni dei distinti del
mitico stadio Appiani (uno dei pochi in Italia all'inglese, con il
pubblico a ridosso delle linee di fondo e laterali) ad ascoltare,
bambino, i racconti di tutte quelle persone che avevano assistito di
persona allo spettacolo di quel Padova guidato dal Paron.

>dove sfoggia una capacità di sintesi che dovrebbe essere presa a
>modello.

Dei conduttori che si alternano ai microfoni di Radio24, Garanzini e'
senza dubbio il migliore.

>il problema è di nuovo quello: perché calcio e cultura? Il calcio
>basta e avanza da solo. Gianni Brera cronista, e diciamo quindi
>almeno fino al Mondiale di Spagna, ne è stato il miglior esempio.
>Oggi ho letto sulla Stampa un grande esercizio di stile di Javier
>Marias, sopra il Real di Alfredo Di Stefano. Buona letteratura,
>ma calcio pochino, e fantasticato. Non apprezzo il genere,
>davvero.
>E' il limite dei Pastorin, era in parte il limite di "Rigore".

Ho comprato due libri di Pastorin e sono davvero illeggibili.
Bravissima persona, ma raccontare di sport e' un'altra cosa. In
"Rigore" invece la parte legata all'attualita' e alla tattica era
distinta da quella "culturale", ma a quanto sembra le vendite erano
davvero minime. Ma siamo sicuri che sia meglio il decaduto "Guerin
Sportivo"? Spero che almeno ci siano ancora quei giochi di parole da
favola nei titoli: "La coscienza di Zeman", "Nedo (Sonetti, ndA) alla
meta"...

>"i critici di matrice buscaderiana" mi piace tantissimo!
>Sì, forse Bubola compone come dici tu. Temo tuttavia che certe
>cose gli vengano fuori spontanee, come di getto.
>Di persona, è molto simpatico, nonostante un caratterino
>sull'ombroso.

Anche qui avrei gossip gustosi, ma si entra troppo nel personale (di
Bubola!). Anche a me e' abbastanza simpatico, ma tra tutti quelli che
l'hanno frequentato a lungo questo giudizio e' assai raro. Piu' che
ombroso lo definirei tendente al vittimismo...

>Saluti
> silvio

A prestissimo,
Andrea

Suarez dall'ufficio

unread,
Jun 26, 2002, 3:52:12 AM6/26/02
to
questo č il thread del mese imvho :-)

Saliu't L.

----------
I miti sono necessari: i giovani devono avere delle T-shirt in cui
credere (Ellekappa)

silvio

unread,
Jun 26, 2002, 7:32:09 AM6/26/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:5hmhhu0vpb7djamrv...@4ax.com...

> Ogni volta che entro da Feltrinelli ne esco rinfrancato perche'
mi
> pare di vedere comunque una massa di lettori informati, attenti
e
> disposti alla spesa.

uh, quanti pomeriggi a Feltrinelli di Padova! Quanti baci di
nascosto! E soprattutto all'International, poco più avanti, sotto
quel portico. Mi sto commuovendo intensamente.
I giovani sono meglio disposti alla spesa di quelli della mia e
della tua generazione, nel senso che i genitori (miei coetanei o
circa) li caricano di soldi.

> Anche tra i giovanissimi osservo un certo
> interesse per la lettura, a volte bastano anche autori
generazionali
> per appassionarli: ai miei tempi puo' esser stata la sfornata
dei
> Brizzi, Culicchia, Ballestra, oggi potrebbe essere, ahime'
(solo per
> la provenienza televisiva: non ho letto nemmeno una riga,
magari
> vale), Fabio Volo (almeno a sentire le colleghe).

massì, grosso modo è così.
Magari in Veneto avrà un po' di mercato regionale Tiziano Scarpa,
non so, o il Carlotto di cui parlavate con Antonio Bardi,
l'ottimo. E ogni regione avrà poi le sue nicchiette da
preservare. Ma, alla fine, vendi quello che passa in tivù, di là
non si scappa.

> Temo assai l'accostamento per colore...

e non è mica una questione dappoco. E' come la classificazione
dei dischi: per ordine alfabetico, per genere, per colore del
dorso di copertina, come altro? Il diavolo si nasconde nei
dettagli.

> E' proprio cosi!

dopo di che, io avevo un conoscente, a Milano, noto in ogni dove
per la sua abilità di arraffare LP. Erano tempi in cui non si
pensava nemmeno ai sistemi di sicurezza, ma questo era capace di
entrare in un negozio, parlare mezz'ora col titolare e uscirne
con 30 dischi sotto il cappotto. C'è stato un periodo in cui lo
ammiravop perversamente.

> Ricordo che anche per altri titoli della collana Stilelibero ci
sono
> state levate di scudi dell'intellighenzia. Il libro di Ammaniti
non e'
> da buttare, ma io tutta questa perizia tecnica e autorevolezza
non la
> vedo. Saranno schematismi superati e sicuramente idioti, ma io
abbino
> ancora Einaudi a Cesare Pavese, a Beppe Fenoglio, a Primo Levi,
non
> alle videocassette dei comici tv...

torno a ripetere: Stilelibero è Einaudi soltanto dal punto di
vista amministrativo-commerciale. E' evidente che le
videocassette non hanno niente a che fare con Pavese. Mi domando
tuttavia che cosa abbia a che fare Pavese (o Fenoglio, per
questo) con il mondo di oggi.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 26, 2002, 6:51:28 PM6/26/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:l9nhhu4or3loav27c...@4ax.com...

> Qui a Padova il ricordo di Rocco e' ancora molto vivo. Ricordo
ancora
> le domeniche pomeriggio con mio padre sui gradoni dei distinti
del
> mitico stadio Appiani (uno dei pochi in Italia all'inglese, con
il
> pubblico a ridosso delle linee di fondo e laterali) ad
ascoltare,
> bambino, i racconti di tutte quelle persone che avevano
assistito di
> persona allo spettacolo di quel Padova guidato dal Paron.

su Rocco c'è anche una miniera di aneddoti abbastanza apocrifi,
ma tutti abbastanza verosimili da poter essere creduti. Mi
sembra, ma non ho mezzi a sufficienza per valutare, che non ci
siano più personaggi di quella levatura.
Ogni tanto passa in Rai, alle ore meno probabili, una storica
intervista davanti a un bicèr de quel bòn, condotta da Gianni
Brera con interventi di un Minà forse ventenne (no, qualcosa in
più). Dovrebbe andare in prima serata ogni giorno.

> Dei conduttori che si alternano ai microfoni di Radio24,
Garanzini e'
> senza dubbio il migliore.

è tutta la radio a essere di livello buono, eccetto quelle
continue interruzioni per notiziari insulsi di 4 minuti l'uno e,
ogni 2 minuti, gli aggiornamenti sulla viabiltà. Non è che in
Italia esistano soltanto pendolari e autotrasportatori, no?

> Ho comprato due libri di Pastorin e sono davvero illeggibili.
> Bravissima persona, ma raccontare di sport e' un'altra cosa. In
> "Rigore" invece la parte legata all'attualita' e alla tattica
era
> distinta da quella "culturale", ma a quanto sembra le vendite
erano
> davvero minime. Ma siamo sicuri che sia meglio il decaduto
"Guerin
> Sportivo"? Spero che almeno ci siano ancora quei giochi di
parole da
> favola nei titoli: "La coscienza di Zeman", "Nedo (Sonetti,
ndA) alla
> meta"...

un mio amico, che è stato corrispondente del Guerino negli anni
d'oro, è ancora abbonato. Come giornale, mi trova del tutto
disinteressato. Non che sia un cattivo prodotto, ma la qualità di
scrittura, che una volta era il punto forte, è passata in
cavalleria: e poi si parla solo e soltanto di calcio.
I titoli, no, sono rimasti grosso modo quelli. Ma sai, almeno lo
riconosci, come dire.

> Anche qui avrei gossip gustosi, ma si entra troppo nel
personale (di
> Bubola!). Anche a me e' abbastanza simpatico, ma tra tutti
quelli che
> l'hanno frequentato a lungo questo giudizio e' assai raro. Piu'
che
> ombroso lo definirei tendente al vittimismo...

questo è un problema di molti che suonano più o meno 'sto genere.
Dan Stuart è un altro così, per dire. Mi dicono peraltro, e
confermerebbe il Bertoncelli, che Brian Eno è un menoso, e lui
non suona roots o altre gàbole del genere. No rules, come al
solito.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 26, 2002, 6:59:00 PM6/26/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:slvghu8qdm2skico9...@4ax.com...

> Le redazioni de Il Mattino di Padova e de Il Gazzettino
ringraziano
> sentitamente.

scusa, ma come fa a collaborare con due giornali così diversi?
Neh che sul Mattino, di quando in quando, si legge ancora P. V.
Mengaldo, l'irraggiungibile? E molto molto simpatico, di persona.

> Ne sono convinto, anche se su Maria Novella Oppo sbagliai in
pieno un
> giudizio simile. E ritenevo assai piacente anche Laura
Pellegrini,
> ossia la vignettista Ellekappa.

mi ha detto un suo collega che una davvero ragguardevole era la
Marinella Venegoni giovane. Non si parla dell'altrieri,
ovviamente.
Ellekappa ha un bel visino, ma direi che sul resto si può
sorvolare.

> Adesso e' in lieve ripresa, anche se hanno parcheggiato OdB ad
un
> finto ruolo di direttore honoris causa. Sul fronte fumetti
mancano da
> troppi anni Bristow, BC e il mago Wiz...

ma chi li capirebbe, oggi?
A parte che han deciso di cambiare target di riferimento, e per
loro stessa ammissione. Puntano a un pubblico più giovane, e gli
dànno roba che sia a quel livello, cioè medio-basso o
basso-basso.
La cosa più interessante tra le nuove (tipo) è quella specie di
fattoria degli animali con la ragazza bellissima in mezzo.

> So che anche Elliott Murphy chiede veramente poco, cosi' come,
mi si
> dice, Luigi Grechi, l'autore de "Il bandito e il campione",
nonche'
> fratello di Francesco De Gregori.
> Un mio amico obiettore di coscienza che doveva organizzare una
festa
> estiva per la CGIL si e' invece stupito di fronte alle cifre
richieste
> da artisti italiani di medio successo. Non faccio nomi per
decenza.

uno lo faccio io, per indecenza (che non è la mia, come ovvio): i
Gang.
Elliott Murphy, se lo fai suonare, ti offre la pizza. Di Grechi
non so, anche perché siamo veramente un po' oltre il mio genere.
Se mi parli di Telenapoli International, ti seguo volentieri: ma
Grechi e Locasciulli (dico per dire), proprio non tanto.

> Assolutamente dignitosi i Boppin' Kids. Ripeto che io trovai
piacevole
> anche il primo Brando, compresa una sua partecipazione ad un
tributo
> statunitense ai Rem. E' evidente che in quel periodo Francesco
> Virlinzi, recentemente scomparso, fece un ottimo lavoro a
Catania:
> Brando, Kaballa' (Pippo Rinaldi), Flor de Mal, Carmen Consoli,
etc...

sai che io la Consoli non la reggo proprio. A parte la cellulite
(dichiarata, ma gravissima lo stesso), mi pare una fanatica. Poi,
dovessi dire, dovessi scegliere con la pistola puntata alla
tempia, scelgo Nathalie Merchant, che in certi video sembra
persino bella. La Consoli è uno scricciolo con voce stridula.
Francesco Virlinzi, certo. Produttore capace e originale.

> E sappiamo come riconoscerla, no? :-)

tu mi tocchi dov'è il mio debole.

> Le piazze sono bellissime. E ancora di piu' di sera tardi,
deserte e
> con una leggerissima nebbiolina. Attraversarle in questa
condizione:
> sembra di vivere in un film, mentre scorrono i titoli di
coda...

se devo dire una città del Nord più bella di Padova, mi viene in
mente solo Treviso: ma non sono sicuro (però le trevigiane son la
fine del mondo conosciuto, sul serio).
Saluti
silvio


zivotinjica

unread,
Jun 27, 2002, 2:52:26 AM6/27/02
to
Il Wed, 26 Jun 2002 22:59:00 GMT, il baldo "silvio" <x...@dmw.it> ha
appiccicato le dita alla tastiera e ha scritto:

>uno lo faccio io, per indecenza (che non è la mia, come ovvio): i
>Gang.

Falso, contattati pochi mesi fa, non si era fatto niente per spesa
troppo alta, ma era il costo del viaggio soltanto.

Ciao
Zivotinjica
------------------------------------------
...e allora uno cerca di troncarsi molto
forse perchè è l'unico modo di competere con una montagna.
(V. Capossela, Tavagnasco, 26 aprile 2002)

mi trovate su icq # 62812570
http://iamr.cjb.net
http://www.split.it/users/aboz/

Andrea Sartorati

unread,
Jun 27, 2002, 3:24:17 AM6/27/02
to
On Wed, 26 Jun 2002 22:59:00 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>scusa, ma come fa a collaborare con due giornali così diversi?

FG, se scrive ancora, dovrebbe farlo solo sul Gazzettino, ma la sua
fama e' nota, e temuta, anche dai collaboratori del Mattino.

>Neh che sul Mattino, di quando in quando, si legge ancora P. V.
>Mengaldo, l'irraggiungibile? E molto molto simpatico, di persona.

Penso che la collaborazione si sia interrotta qualche anno fa, quando
una polemica con Ferdinando Camon (anch'egli collaboratore saltuario
del tabloid patavino) sfocio' in un poco elegante scambio di insulti,
con riferimenti personali e illazioni varie. Ora sul Mattino si
possono leggere i fondi di Vera Slepoj, non so se mi spiego. :-(

>ma chi li capirebbe, oggi?
>A parte che han deciso di cambiare target di riferimento, e per
>loro stessa ammissione. Puntano a un pubblico più giovane, e gli
>dànno roba che sia a quel livello, cioè medio-basso o
>basso-basso.
>La cosa più interessante tra le nuove (tipo) è quella specie di
>fattoria degli animali con la ragazza bellissima in mezzo.

Mi spiace ferirti, ma hanno gia' eliminato pure quello (liberty
Meadows)... La ragazza era comunque eccezionale! ;-)

In ogni caso i nuovi arrivi in campo fumettistico (Robotman, Mutts,
Get Fuzzy, Zits) non sono malaccio, piuttosto e' la parte
giornalistica ad essere scaduta in maniera clamorosa. L'adesione
acritica e superficialotta ai movimenti no-global ne e' l'esempio piu'
lampante. Avrei da ridire anche su qualche assurda copertina
acchiappa-lettori (5 numeri consecutivi dedicati ai Simpsons, che,
fortunatamente (la versione in strip e' assolutamente infantile), poi
occupavano solo due pagine)

>uno lo faccio io, per indecenza (che non è la mia, come ovvio): i
>Gang.

Butto li' anch'io un gruppo dai compensi spropositati, almeno quando
erano in auge: Pitura Freska.

>Elliott Murphy, se lo fai suonare, ti offre la pizza. Di Grechi
>non so, anche perché siamo veramente un po' oltre il mio genere.
>Se mi parli di Telenapoli International, ti seguo volentieri: ma
>Grechi e Locasciulli (dico per dire), proprio non tanto.

Su TeleNapoli International ogni tanto mi concedo qualche bella seduta
trash con l'esilarante cartomante riccioluta, che si lamenta sempre
per l'assenza di telefonate!

>sai che io la Consoli non la reggo proprio. A parte la cellulite
>(dichiarata, ma gravissima lo stesso), mi pare una fanatica. Poi,
>dovessi dire, dovessi scegliere con la pistola puntata alla
>tempia, scelgo Nathalie Merchant, che in certi video sembra
>persino bella. La Consoli è uno scricciolo con voce stridula.

Natalie Merchant rientra di sicuro tra le donne della mia vita! Sono
certo che gradirebbe assai trascorrere una serata al chiaro di luna a
parlare di letteratura europea e sogni da realizzare...

Dal punto di vista musicale a me piace assai (ma ho un debole per le
voci femminili) e trovo assurdo che il Buscadero si sia accorto delle
sue qualita' solo con l'ultimo lavoro ("Motherland") e solo perche'
prodotto da T-Bone Burnett.



>Francesco Virlinzi, certo. Produttore capace e originale.

E' scomparso recentemente. Gli artisti scovati possono piacere o meno,
ma di certo la sua attivita' e' da apprezzare. Tra l'altro, se non
ricordo male, porto' i REM in Sicilia...

>tu mi tocchi dov'è il mio debole.

Io ammiro di piu' una certa moderazione in quel campo!

>se devo dire una città del Nord più bella di Padova, mi viene in
>mente solo Treviso: ma non sono sicuro (però le trevigiane son la
>fine del mondo conosciuto, sul serio).

Treviso (sia citta' che dintorni) e' bella, ma penso che a livello di
monumenti abbia assai meno da offrire rispetto a Padova.
Sulle trevigiane nessuna esperienza.

>Saluti
> silvio

Salutoni,
Andrea

--
Andrea Sartorati - Padova - Icq 35853140
andr...@net24.it - andrea.s...@libero.it

"E mi trascino la notte e il giorno come un fantasma di bar in bar
bevendo birra, tossendo lacrime sfidando la forza di gravità
con un bicchiere sopra la testa ed una voce dentro di me
che mi ripete, che mi ricorda, che non ho niente se non ho te
...molto di niente se non ho te"
(Massimo Bubola, "Ma non ho te")

Andrea Sartorati

unread,
Jun 27, 2002, 3:43:10 AM6/27/02
to
On Wed, 26 Jun 2002 11:32:09 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>uh, quanti pomeriggi a Feltrinelli di Padova! Quanti baci di
>nascosto! E soprattutto all'International, poco più avanti, sotto
>quel portico. Mi sto commuovendo intensamente.

Guarda, sara' anche la conoscenza approfondita del posto, ma ci sono
pochi luoghi in cui mi sento a mio agio come la libreria Feltrinelli
di Padova.

Purtroppo nel mio eterno sognare, immagino sempre che le commesse si
aprano in un sorriso infinito alla visione dei libri che compro e
inizino a discutere con me, invece pure loro generalmente non sfuggono
ad una certa freddezza e cafonaggine tipica del commerciante del
NordEst.

Con l'eta' poi si iniziano sempre a rimpiangere i tempi passati:
proprio sabato notavo disgustato l'assenza della filodiffusione in
sottofondo, sostituita da un'inadeguata musica proveniente da una
qualsiasi radio commerciale.

>I giovani sono meglio disposti alla spesa di quelli della mia e
>della tua generazione, nel senso che i genitori (miei coetanei o
>circa) li caricano di soldi.

Personalmente non sono critico su questo punto, soprattutto se ripenso
alle mostre, ai concerti, ai film e ai libri persi da molti amici e
compagni universitari, perche' mancavano sempre i fondi (che, tra
l'altro, magicamente riapparivano per triviali cene e sbevazzate,
nelle quali mi sono sentito raramente a mio agio).

>massì, grosso modo è così.
>Magari in Veneto avrà un po' di mercato regionale Tiziano Scarpa,
>non so, o il Carlotto di cui parlavate con Antonio Bardi,
>l'ottimo. E ogni regione avrà poi le sue nicchiette da
>preservare. Ma, alla fine, vendi quello che passa in tivù, di là
>non si scappa.

Si', Tiziano Scarpa (anche lui in Einaudi: mah...) ha un discreto
seguito locale, com'anche il prosindaco di Mestre Gianfranco Bettin
(decisamente gradevole "Qualcosa che brucia").

>e non è mica una questione dappoco. E' come la classificazione
>dei dischi: per ordine alfabetico, per genere, per colore del
>dorso di copertina, come altro? Il diavolo si nasconde nei
>dettagli.

Qui si entra in una delle questioni fondamentali della vita, peraltro
affrontata ottimamente da Nick Hornby in "Alta fedelta'".
Esperienza personale: ordine alfabetico per i dischi (a seguire
criterio cronologico), provenienza geografica per i libri di
narrativa.

Suarez dall'ufficio

unread,
Jun 27, 2002, 5:11:26 AM6/27/02
to
On Wed, 26 Jun 2002 22:59:00 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:


>uno lo faccio io, per indecenza (che non č la mia, come ovvio): i
>Gang.

Strano, ho collaborato all'organizzazione di un loro concerto non +
di un pajo di anni fa, e la cifra sborsata non mi sembrň cosě esosa,
anzi furono molto comprensivi anche con la sistemazione che gli
rifilammo per la notte. Vero č, perň, che gia si organizzavano i
concerti da soli avendo abbandonato il precedente managment.

>Elliott Murphy, se lo fai suonare, ti offre la pizza.

vero, un grande uomo, nonchč il responsabile di una delle piů rovinose
sbronze della mia vita (1987 o giů di lě) a causa della quale non
riesco piů a bere un goccio di wiskey senza provare un filino di ansia
allo stomaco. Mi dicono che in Francia ad inizio anni 90 abbia
conosciuto un certo successo anche come romanziere, ma nel mio
soggiorno parigino non ho trovato traccia dei suoi libri.

silvio

unread,
Jun 27, 2002, 5:31:42 AM6/27/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:7qflhu4esdg66o0nt...@4ax.com...

> Guarda, sara' anche la conoscenza approfondita del posto, ma ci
sono
> pochi luoghi in cui mi sento a mio agio come la libreria
Feltrinelli
> di Padova.

e quella volta, un pomeriggio, che la Lella Costa presentava un
suo libro e faceva tutte quelle menate insopportabili
sull'impegno, e la testimonianza e non so che, e la si è fatta
infuriare con le domandine? Ma eravamo così giovani, anche.

> Purtroppo nel mio eterno sognare, immagino sempre che le
commesse si
> aprano in un sorriso infinito alla visione dei libri che compro
e
> inizino a discutere con me, invece pure loro generalmente non
sfuggono
> ad una certa freddezza e cafonaggine tipica del commerciante
del
> NordEst.

'scolta: il commerciante à da fatturà, vero? Nel fatturato, che
peso hanno i sorrisi e le discussioni? Se grande o almeno
rilevante, possiamo parlarne. Diversamente, non si può perdere il
tempo.
Comprendo commessi e commercianti, in verità - e comprendo i tuoi
afflati, d'altronde.

> Con l'eta' poi si iniziano sempre a rimpiangere i tempi
passati:
> proprio sabato notavo disgustato l'assenza della filodiffusione
in
> sottofondo, sostituita da un'inadeguata musica proveniente da
una
> qualsiasi radio commerciale.

questo è un peccato, ma anche un bene. La musica, qualunque
musica, non può essere sottofondo a niente. Nemmeno la Music for
Ambients famigerata, e misteriosamente di moda molti anni fa. La
musica esiste di per sé e richiede attenzione, concentrazione,
dedizione.

> Personalmente non sono critico su questo punto, soprattutto se
ripenso
> alle mostre, ai concerti, ai film e ai libri persi da molti
amici e
> compagni universitari, perche' mancavano sempre i fondi (che,
tra
> l'altro, magicamente riapparivano per triviali cene e
sbevazzate,
> nelle quali mi sono sentito raramente a mio agio).

bé, però una giovinezza passata tra mostre e concerti e film,
insomma, anche quella lì rischia di non essere tra le
propriamente invidiabili.
Le cene e le sbevazzate, temo, ci si passa tutti - nolenti
dolenti, come direbbe Trapattoni.

> Si', Tiziano Scarpa (anche lui in Einaudi: mah...) ha un
discreto
> seguito locale, com'anche il prosindaco di Mestre Gianfranco
Bettin
> (decisamente gradevole "Qualcosa che brucia").

che però è l'unico suo libro discreto, per quanto incline a un
patetismo gauchiste che a me mi fa venire un po' il latte alle
ginocchia. Ma ha una sua tenuta, un suo decoro formale.

> Qui si entra in una delle questioni fondamentali della vita,
peraltro
> affrontata ottimamente da Nick Hornby in "Alta fedelta'".
> Esperienza personale: ordine alfabetico per i dischi (a seguire
> criterio cronologico), provenienza geografica per i libri di
> narrativa.

nessuno mi aveva mai detto che sostengo tesi affini a quelle di
Nick Hornby. In effetti, vengo da un periodo di invincibile
spossatezza e frequenti mal di capo.
Spero passi tutto quanto al più presto, e prima ancora.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 27, 2002, 5:32:50 AM6/27/02
to

"zivotinjica" <zivot...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:3d1ab5dc...@news.cis.dfn.de...

> Falso, contattati pochi mesi fa, non si era fatto niente per
spesa
> troppo alta, ma era il costo del viaggio soltanto.

prendo atto con gioja e mi rincresco di aver usato un episodio
personale per trarne conclusioni definitive.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 27, 2002, 5:39:01 AM6/27/02
to
On Thu, 27 Jun 2002 09:11:26 GMT, l.giamm...@figc.it (Suarez
dall'ufficio) wrote:

>vero, un grande uomo, nonchè il responsabile di una delle più rovinose
>sbronze della mia vita (1987 o giù di lì) a causa della quale non
>riesco più a bere un goccio di wiskey senza provare un filino di ansia


>allo stomaco. Mi dicono che in Francia ad inizio anni 90 abbia
>conosciuto un certo successo anche come romanziere, ma nel mio
>soggiorno parigino non ho trovato traccia dei suoi libri.

Confermo le esperienze letterarie di Elliott Murphy, alcune delle
quali anche in Italia (articoli giornalistici per Mucchio Selvaggio e
recentemente per Jam, oltre all'introduzione di un libro di Labrianca
su Springsteen).

A livello narrativo nel sito ufficiale ci sono alcuni racconti in
inglese (www.elliottmurphy.com/writngs), mentre le opere pubblicate
dovrebbero essere tutte in lingua francese e precisamente:

COLD AND ELECTRIC (Editions Entreligne 1990)
CAFÉ NOTES (Hachette Literatures 2002)
LE LION DORT CE SOIR (Librairie Gibert Joseph 1992)
NOUVELLE REVUE DE PARIS (???)

Personalmente le mie ricerche non hanno mai dato esito positivo,
tranne il secondo che e' rintracciabile nel sito francese della Fnac.

Per chiudere ricordo che EM da anni si e' trasferito stabilmente a
Parigi e che in una recente intervista ha affermato "literature is my
religion, but Rock'n'roll is my addiction".

Au revoir,

silvio

unread,
Jun 27, 2002, 5:45:14 AM6/27/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:l1clhuopamf079neq...@4ax.com...

> FG, se scrive ancora, dovrebbe farlo solo sul Gazzettino, ma la
sua
> fama e' nota, e temuta, anche dai collaboratori del Mattino.

mi', ma è così nefando? Sai che mi fa ancora più simpatia?

> Penso che la collaborazione si sia interrotta qualche anno fa,
quando
> una polemica con Ferdinando Camon (anch'egli collaboratore
saltuario
> del tabloid patavino) sfocio' in un poco elegante scambio di
insulti,
> con riferimenti personali e illazioni varie.

non ho seguito la polemica, ma so che aveva ragione da vendere
Mengaldo. E' di una categoria troppo superiore a quella di
chiunque altro. A volte, per la verità, fatichi un po' a
leggerlo: ma ti dà una soddisfazione che basta.

> Ora sul Mattino si
> possono leggere i fondi di Vera Slepoj, non so se mi spiego.
:-(

bé, però è una donna di mondo e, à mon avis, una bottarella,
vero.

> Mi spiace ferirti, ma hanno gia' eliminato pure quello (liberty
> Meadows)... La ragazza era comunque eccezionale! ;-)

Liberty Meadows (grande titolo)! Dicevo quella. La ragazza era
sublime, ma anche gli animaletti non erano niente male.

> In ogni caso i nuovi arrivi in campo fumettistico (Robotman,
Mutts,
> Get Fuzzy, Zits) non sono malaccio, piuttosto e' la parte
> giornalistica ad essere scaduta in maniera clamorosa.
L'adesione
> acritica e superficialotta ai movimenti no-global ne e'
l'esempio piu'
> lampante.

eh, ma appunto. C'è una ricerca, d'altronde comprensibile, di un
pubblico che non ha grandi punti di riferimento fumettistici.
Non conosco una delle strip che indichi, ma temo di non sentire
il bisogno d'approfondimento.

Avrei da ridire anche su qualche assurda copertina
> acchiappa-lettori (5 numeri consecutivi dedicati ai Simpsons,
che,
> fortunatamente (la versione in strip e' assolutamente
infantile), poi
> occupavano solo due pagine)

ma scherzi, le copertine? Sono metà del giornale? Una copertina
giusta e una sbagliata determinano il destino di un numero. No,
su quello non mi sentirei di accusarli.
Con l'età, mi capita spesso di stare dalla parte del capitale.

> Butto li' anch'io un gruppo dai compensi spropositati, almeno
quando
> erano in auge: Pitura Freska.

sui Gang, sono stato già stroncato: ben mi sta.
I Pitura Freska erano di una simpatia, però.

> Su TeleNapoli International ogni tanto mi concedo qualche bella
seduta
> trash con l'esilarante cartomante riccioluta, che si lamenta
sempre
> per l'assenza di telefonate!

guarda che però c'è anche gente di livello discreto, neh. Non è
tutta monnezza.
Poi, sai, quello che adesso chiamano trash (e lo chiamano tutti,
belli e brutti) è giusto una deformazione semplicistica del
glorioso mid-cult. Alvaro Vitali non è trash - alla fine, niente
è trash, oppure lo è la vita intera.

> Natalie Merchant rientra di sicuro tra le donne della mia vita!
Sono
> certo che gradirebbe assai trascorrere una serata al chiaro di
luna a
> parlare di letteratura europea e sogni da realizzare...

io la vedo piuttosto come una iena da letto, una femmina totale
dai desideri inesauribili. Un'altra così dev'essere la Margo
Timmins dei Cowboy Junkies. Quelle che non ti bastano le notti e
i giorni per dargli soddisfazione e requie.

> Dal punto di vista musicale a me piace assai (ma ho un debole
per le
> voci femminili) e trovo assurdo che il Buscadero si sia accorto
delle
> sue qualita' solo con l'ultimo lavoro ("Motherland") e solo
perche'
> prodotto da T-Bone Burnett.

ma il Busca era (è?) bello per questo, dài. C'è ancora la rubrica
sui gruppi ignoti di country o roots americano? Roba che in
America la cerchi e non la trovi, ma a Gallarate sì. Strepitosi.

> E' scomparso recentemente. Gli artisti scovati possono piacere
o meno,
> ma di certo la sua attivita' e' da apprezzare. Tra l'altro, se
non
> ricordo male, porto' i REM in Sicilia...

non aveva anche organizzato e pubblicato un tribute album, ai
Rem? Ma forse mi confondo.

> Io ammiro di piu' una certa moderazione in quel campo!

qual era il campo? Forse la chiappa, vero? Ne parlo spesso.

> Treviso (sia citta' che dintorni) e' bella, ma penso che a
livello di
> monumenti abbia assai meno da offrire rispetto a Padova.
> Sulle trevigiane nessuna esperienza.

ma senza dubbio, sui monumenti non c'è partita. E' che, anche a
Padova, tu ti prendi un mese e te li guardi con una certa
attenzione. Dopo di che, si avverte invincibile l'esigenza di una
compagnia meno prestigiosa, forse, ma più immediata.
Saluti
silvio


Andrea Sartorati

unread,
Jun 27, 2002, 5:59:47 AM6/27/02
to
On Thu, 27 Jun 2002 09:31:42 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>e quella volta, un pomeriggio, che la Lella Costa presentava un
>suo libro e faceva tutte quelle menate insopportabili
>sull'impegno, e la testimonianza e non so che, e la si è fatta
>infuriare con le domandine? Ma eravamo così giovani, anche.

Non ho mai capito perche' una libreria seria come Feltrinelli non
disponga di un'adeguata saletta per le presentazioni dei libri: sempre
stipati al piano inferiore, seduti per terra o, peggio, appoggiati al
maltrattato espositore delle cartine turistiche e delle guide
viaggio... Poi non so se hai mai assistito alle esilaranti scene di
affermati autori che, in assenza dell'impianto di amplificazione,
parlavano all'interfono della libreria come se fosse un microfono!

Io ho sempre trovato insopportabili le presentazioni di Stefano Benni,
soprattutto perche' rigorosamente uguali a se stesse. In una di queste
tra l'altro, se non erro, fu proprio il tuo amico Mozzi a moderare
l'incontro e mi pare che malcelasse un sottile fastidio.

>'scolta: il commerciante à da fatturà, vero? Nel fatturato, che
>peso hanno i sorrisi e le discussioni? Se grande o almeno
>rilevante, possiamo parlarne. Diversamente, non si può perdere il
>tempo. Comprendo commessi e commercianti, in verità - e comprendo
>i tuoi afflati, d'altronde.

Nulla da obiettare. Ma chissa' perche' ingenuamente si pensa che la
commessa di una libreria debba essere diversa da quello di un negozio
di elettrodomestici...

>questo è un peccato, ma anche un bene. La musica, qualunque
>musica, non può essere sottofondo a niente. Nemmeno la Music for
>Ambients famigerata, e misteriosamente di moda molti anni fa. La
>musica esiste di per sé e richiede attenzione, concentrazione,
>dedizione.

Concordo e temo che si esprimerebbe cosi' pure Michele Serra (specie
sulla terribile Music for Ambients: o sono ancora piu' mostruosi
quegli orribili emettitori di sound samples con cui hanno invaso le
librerie di tutta Italia?), dondolandosi sulla sua amaca... ;-)

>bé, però una giovinezza passata tra mostre e concerti e film,
>insomma, anche quella lì rischia di non essere tra le
>propriamente invidiabili.

In effetti non lo e' affatto. Purtroppo.

>che però è l'unico suo libro discreto, per quanto incline a un
>patetismo gauchiste che a me mi fa venire un po' il latte alle
>ginocchia. Ma ha una sua tenuta, un suo decoro formale.

Gianfranco Bettin era accanto a me a Firenze per il concerto del TGOTJ
Tour di Springsteen e, piu' o meno velatamente, mi ha confermato pure
lui di considerare il solo "Qualcosa che brucia" come opera di qualche
valore. Il romanzo successivo (uscito per Feltrinelli) e'
assolutamente mediocre, poi ho rinunciato a seguirne i passi nel mondo
dei libri.

zivotinjica from work

unread,
Jun 27, 2002, 6:07:47 AM6/27/02
to

"silvio" <x...@dmw.it> ha scritto nel messaggio
news:6ZAS8.11645$vm5.4...@news2.tin.it...

> prendo atto con gioja e mi rincresco di aver usato un episodio
> personale per trarne conclusioni definitive.

Magari fanno differenze tra richiesta e richiesta...
Il mio esempio era una richiesta per un momento politico.

Ciao
Zivotinjica


Andrea Sartorati

unread,
Jun 27, 2002, 6:49:05 AM6/27/02
to
On Thu, 27 Jun 2002 09:45:14 GMT, "silvio" <x...@dmw.it> wrote:

>mi', ma è così nefando? Sai che mi fa ancora più simpatia?

Pure a me.

>bé, però è una donna di mondo e, à mon avis, una bottarella,
>vero.

Non mi piace il genere (ne' donna di mondo, ne' bottarella e via: sono
ancora idealista!).

>eh, ma appunto. C'è una ricerca, d'altronde comprensibile, di un
>pubblico che non ha grandi punti di riferimento fumettistici.
>Non conosco una delle strip che indichi, ma temo di non sentire
>il bisogno d'approfondimento.

Qualcuna non e' affatto male, tra l'altro le strips sono tradotte
veramente bene. Che esista anche nei fumetti una scuola di
"doppiaggio" (mi pare si dica lettering nei fumetti) italiana, valida
come quella cinematografica?

>ma scherzi, le copertine? Sono metà del giornale? Una copertina
>giusta e una sbagliata determinano il destino di un numero. No,
>su quello non mi sentirei di accusarli.

Se non erro, L'Espresso ha definitivamente perso quote di mercato
rispetto a Panorama da quando ha fortemente attenuato il ricorso a
tette e culi in copertina.

>Con l'età, mi capita spesso di stare dalla parte del capitale.

Si cambia. Ricordo quando giovane rifondarolo prendevo animatamente in
giro i miei genitori perche' troppo moderati, posizionati sotto
l'ombra di una quercia... Oggi rifuggo dal subcomandante Fausto... ;-)

>sui Gang, sono stato già stroncato: ben mi sta.
>I Pitura Freska erano di una simpatia, però.

Mai piaciuti.

>ma il Busca era (è?) bello per questo, dài. C'è ancora la rubrica
>sui gruppi ignoti di country o roots americano? Roba che in
>America la cerchi e non la trovi, ma a Gallarate sì. Strepitosi.

C'e' ancora e quello che tu dici e' assolutamente vero. Stellette
assegnate in base alle giacenze di magazzino: geniale!

>non aveva anche organizzato e pubblicato un tribute album, ai
>Rem? Ma forse mi confondo.

Non ti confondi. Ho quel disco in vinile e non era affatto male.
Il titolo e' "Surprise your pig" e questa e' la track list:

Just Say No - Radio Free Europe
Band of Susans - 1,000,000
Gumball - Stumble
Steelpole Bathtub - We Walk
Sampson And The Philistines - Talk About The Passion
Jawbreaker - Pretty Persuasion
J Church - RockvilleLyrics; Tab; Bass tab
Phleg Camp - Feeling Gravity's Pull
Mr T. Experience - Can't Get There From Here
Flor de Mal - Good Advice
The Punchline - Bandwagon
When People Were Shorter And Lived Near The Water - I Believe
Vic Chestnutt - It's The End Of The World As We Known It
King Missile - Get Up
Tesco Vee's Hate Police - Losing My Religion
Jawbox - Low
Mitch Easter - Shiny Happy People

antonio bardi

unread,
Jun 27, 2002, 11:10:20 AM6/27/02
to
silvio wrote:

> > Temo assai l'accostamento per colore...
>
> e non è mica una questione dappoco. E' come la classificazione
> dei dischi: per ordine alfabetico, per genere, per colore del
> dorso di copertina, come altro? Il diavolo si nasconde nei
> dettagli.

meaculpa.
non nascondo che ho scelto - oppure scartato - libri e dischi per la
copertina.
cosi' come ho scelto autori per il nome, che dev'essere adeguato.
Heitor Villa-Lobos, oppure Empire State McNamara.
e Wes Montgomery, Clifford Brown, Django Reinhardt.
ognuno, nel genere, perfetto.
il nome e' importante, altroche'.

fuori dalla musica - dritti al diritto - chiamarsi "Avv. Ugo Boirivant"
e occuparsi di diritto fallimentare a livorno mi sembra inevitabile e
letterario.
e Luciano Villevieille-Bideri, ex-presidente SIAE?
siamo ai livelli del Visconte Cobram.


-antonio-

silvio

unread,
Jun 27, 2002, 4:20:49 PM6/27/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:4onlhuk5dd8mn7ano...@4ax.com...

> Non ho mai capito perche' una libreria seria come Feltrinelli
non
> disponga di un'adeguata saletta per le presentazioni dei libri:
sempre
> stipati al piano inferiore, seduti per terra o, peggio,
appoggiati al
> maltrattato espositore delle cartine turistiche e delle guide
> viaggio...

per terra, per terra, come a un raduno di fine 60's (credo ci
fosse una discreta scena underground, a Paova, ma ho perso tutti
i libri che raccontavano l'epoca).

> Poi non so se hai mai assistito alle esilaranti scene di
> affermati autori che, in assenza dell'impianto di
amplificazione,
> parlavano all'interfono della libreria come se fosse un
microfono!

bé, Lella Costa parlava senza microfono direttamente. Eravamo
tutti seduti uno sull'altro (love, beads and meditation, appunto)
e lei stava seduta alla prima cassa, entrando (o mi ricordo male
la dislocazione? Sono passati i secoli).

> Io ho sempre trovato insopportabili le presentazioni di Stefano
Benni,
> soprattutto perche' rigorosamente uguali a se stesse. In una di
queste
> tra l'altro, se non erro, fu proprio il tuo amico Mozzi a
moderare
> l'incontro e mi pare che malcelasse un sottile fastidio.

che a Giulio possa interessare Mozzi lo escluderei a prescindere.
Però lui è uno sempre molto disponibile, come peraltro denota il
fatto che pubblica il suo indirizzo in IV di copertina.
Benni è insopportabile ed è l'uomo di un solo libro. Coi Padri,
ne sto alla larga.

> Nulla da obiettare. Ma chissa' perche' ingenuamente si pensa
che la
> commessa di una libreria debba essere diversa da quello di un
negozio
> di elettrodomestici...

c'è da dire che, mediamente, le commesse di libreria son più
attraenti. Anche perché non è che mi vengano in mente tutte 'ste
commesse di elettrodomestici, invero. Da voi ce ne sono?

> Concordo e temo che si esprimerebbe cosi' pure Michele Serra
(specie
> sulla terribile Music for Ambients: o sono ancora piu'
mostruosi
> quegli orribili emettitori di sound samples con cui hanno
invaso le
> librerie di tutta Italia?), dondolandosi sulla sua amaca... ;-)

tu mi hai già dato di Michele Serra e Nick Hornby. A me non
sembrava di averti fatto del male, ma pare invece che sì, santa
la polenta.

> In effetti non lo e' affatto. Purtroppo.

> Gianfranco Bettin era accanto a me a Firenze per il concerto


del TGOTJ
> Tour di Springsteen e, piu' o meno velatamente, mi ha
confermato pure
> lui di considerare il solo "Qualcosa che brucia" come opera di
qualche
> valore. Il romanzo successivo (uscito per Feltrinelli) e'
> assolutamente mediocre, poi ho rinunciato a seguirne i passi
nel mondo
> dei libri.

io lo ascolto ogni tanto a Radioradicale, ed è sicuramente una
brava persona. Mi piacerebbe averlo come prosindaco, e anche come
sindaco diretto. Penso tuttavia che non sia nato per la
scrittura: il che non è un male, ma appena una valutazione di
fatto.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 27, 2002, 4:26:41 PM6/27/02
to

"antonio bardi" <antoni...@pi.infn.it> ha scritto nel
messaggio news:3D1B2ADC...@pi.infn.it...

> meaculpa.
> non nascondo che ho scelto - oppure scartato - libri e dischi
per la
> copertina.
> cosi' come ho scelto autori per il nome, che dev'essere
adeguato.
> Heitor Villa-Lobos, oppure Empire State McNamara.
> e Wes Montgomery, Clifford Brown, Django Reinhardt.
> ognuno, nel genere, perfetto.
> il nome e' importante, altroche'.

santa la polenta, ma hai fatto nomi tra i massimi.
Di Villa-Lobos, spero tu abbia preso l'integrale per chitarra,
suonata magari da Narciso Yepes. Gli studi, che sono meno
appariscenti dei preludi, malcelano ricchezze melodiche e
armoniche inaudite.
Clifford Brown e Wes Montgomery sono la musica di tutta una vita.
Qualunque cosa suonassero, diventava magìa pura.

> fuori dalla musica - dritti al diritto - chiamarsi "Avv. Ugo
Boirivant"
> e occuparsi di diritto fallimentare a livorno mi sembra
inevitabile e
> letterario.

ehm, perdona: il legame tra Ugo Boirivant (inteso come name) e il
diritto fallimentare? Perché non piuttosto diritto della
navigazione (lì a Livorno lavorerebbe parecchio, no?) o
direttamente diritto societario? Mi hai incuriosito.

> e Luciano Villevieille-Bideri, ex-presidente SIAE?
> siamo ai livelli del Visconte Cobram.

e il nuovo amm. del. della Fiat? E il presidente della Juve? Che
hanno però l'attenuante di essere nobili.
Nomina sunt consequentia rerum, e su questo non ci piove.
Saluti
silvio


silvio

unread,
Jun 27, 2002, 4:36:26 PM6/27/02
to

"Andrea Sartorati" <andr...@net24.it> ha scritto nel messaggio
news:3kqlhusirqgu5usvl...@4ax.com...
> Pure a me.

faceva elegantissimi servizi dalle mostre a Palazzo Grassi, per
esempio. Chi ha piů visto niente del genere? A parte che, se non
ricordo male, č lui stesso pittore.

> Non mi piace il genere (ne' donna di mondo, ne' bottarella e
via: sono
> ancora idealista!).

eh, ma considera che io sono anziano. Guardo con simpatia a ogni
idealismo, ma sono costretto, anche dalle esigue forze rimaste, a
tenermene distante.

> Qualcuna non e' affatto male, tra l'altro le strips sono
tradotte
> veramente bene. Che esista anche nei fumetti una scuola di
> "doppiaggio" (mi pare si dica lettering nei fumetti) italiana,
valida
> come quella cinematografica?

io i doppiatori italiani, cioč romani, li sopporto pochissimo. Un
film splendido come "Fucking Amal" reso con slang di
Torpignattara (č ambientato sopra Stoccolma) me li ha resi nemici
per la vita - ma avevo molti dubbi anche prima.
Erano straordinari i doppiatori di prima della guerra. Voci di
altra classe, dizione forse un po' rigida, lievemente impostata,
ma praticamente perfetta. Mica 'sti sciancati di adesso.

> Se non erro, L'Espresso ha definitivamente perso quote di
mercato
> rispetto a Panorama da quando ha fortemente attenuato il
ricorso a
> tette e culi in copertina.

ma sai, lě ci dev'essere anche qualche problema con la direzione
nuova (scelta strana, in ogni caso).
Dopo di che, Rossella č un direttore coi controfiocchi. Puoi
essere piů o meno d'accordo con le sue scelte, ma il prodotto lo
confeziona, e con un'identitŕ molto precisa.

> Si cambia. Ricordo quando giovane rifondarolo prendevo
animatamente in
> giro i miei genitori perche' troppo moderati, posizionati sotto
> l'ombra di una quercia... Oggi rifuggo dal subcomandante
Fausto... ;-)

e come si fa, a non rifuggirne? Ma fosse solo lui, oltretutto.
Guarda, parliamo d'altro, va', che mi vien la malinconia (qua
rientriamo magicamente IT: "E' uno di quei giorni che / ti prende
la malinconia...". Grande canzone).

> C'e' ancora e quello che tu dici e' assolutamente vero.
Stellette
> assegnate in base alle giacenze di magazzino: geniale!

di questo ho parlato con un collega, tempo fa. E' naturalmente
vero, ma l'aggravante č che, a Carů, 'sta roba piace sul serio.
Cioč, č evidente che piazza il suo prodotto - ma il suo prodotto
se lo ascolta anche a casa, magari con la dolce Anna (che non so
se sia dolce, e non so manco se sia la moglie o la sorella).


> Non ti confondi. Ho quel disco in vinile e non era affatto
male.
> Il titolo e' "Surprise your pig" e questa e' la track list:

(...)

tra questi gruppi e solisti, miglior fortuna avrebbero forse
meritato i Mr. T Experience, vero?
Saluti
silvio


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