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Scaruffi, Wyatt and the Greatest rock drummers of all times

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forAirports

unread,
Mar 25, 2008, 7:40:37 AM3/25/08
to
Lasciando da parte le solite battute su Scaruffi, secondo voi come mai
Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiù?
Sopravvaluto io o sottovaluta lui?


1. Jaki Liebezeit (Can)
2. Charlie Watts (Rolling Stones)
3. Bill Bruford (Yes)
4. Zig Modeliste (Meters)
5. Klaus Dinger (Neu)
6. Keith Moon (Who)
7. Tim Alexander (Primus)
8. Damon Che Fitzgerald (Don Caballero)
9. Anton Fier (Golden Palominos)
10. William Calhoun (Living Colour)
11. Mike Shrieve (Santana)
12. Neil Peart (Rush)
13. Stanley Demeski )Feelies)
14. Yuval Gabay (Soul Coughing)
15. Doug Scharin (Codeine)
16. Charlie Ondras (Unsane)
17. Maureen Tucker (Velvet Underground)
18. Charles Hayward (This Heat)
19. Ginger Baker (Cream)
20. Dave Kerman (5UU's)
21. Stomu Yamashta
22. Vincent Signorelli (Swans)
23. Jon Hiseman (Colosseum)
24. Ted Epstein (Blind Idiot God)
25. Martin Atkins (Killing Joke, Public Image, Pigface)
26. Fred Maher (Material)
27. Jim Sclavunos (Lydia Lunch, Sonic Youth)
28. Toby Dammit

* Mani Neumeier (Guru Guru)
* Lou Ciccotelli (Laika, Spleen)
* Josh Blair (Orthrelm, (Supersystem)
* Glenn Kotche (Wilco, Loose Fur)
* Blake Fleming (Laddio Bolocko)
* Britt Walford (Slint)
* John McEntire (Bastro, Seam, Tortoise)
* Grant Hart (Husker Du)
* Freddy Votel (Cows)
* Jim Kimball (Laughing Hyenas, Mule)
* Chris Cutler (Henry Cow, Art Bears)
* Rick Brown (Fish And Roses, Run On)
* John French (Captain Beefheart)
* Rey Washam (Scratch Acid, Rapeman, Ministry, Shellac)
* King Coffey (Butthole Surfers)
* Merv Pepler (Ozric Tentacles)
* William Rieflin (Ministry)
* Alexis Fleisig (Girls Against Boys)
* Brann Dailor (Today Is The Day)
* Brad Elrod (Today Is The Day)
* Russell Simins (Jon Spencer)
* Todd Trainer (Rifle Sport, Shellac)
* Alan John "Reni" Wren (Stone Roses)
* Mike Portnoy (Dream Theater)
* Joey Waronker (Walt Mink)
* James Yu (Bugskull)
* John Bonham (Led Zeppelin)
* Danny Carey (Tool)
* Nick Knox (Scratch Acid)
* Mimi Parker (Low)
* Sara Lund (Unwound)
* Berit Immig (Karamasov)
* Tatsuya Yoshida (Ruins)
* Steve Stapleton (Terminals)
* Matt Cameron (Soundgarden)
* Steve Shelley (Sonic Youth)
* Chuck Oken (Djam Karet)
* Scott Krauss (Pere Ubu)
* Phil Collins (Genesis)
* Bob Bert (Bewitched, Sonic Youth, Pussy Galore, Action Swingers)
* Jerry Nolan (NY Dolls)
* Bruce Smith (Pop Group)
* Budgie (Siouxsee)
* Sandy Nelson
* Vinnie Colaiuta (Sting, Frank Zappa)
* Ron Wilson (Surfaris)
* Al Jackson (MG's)
* Robert Wyatt (Soft Machine)

http://www.scaruffi.com/music/drums.html


--
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rock

sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 25, 2008, 7:44:39 AM3/25/08
to
forAirports ha scritto:

> Lasciando da parte le solite battute su Scaruffi, secondo voi come mai

> Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiů?

per quanto mi riguarda, vale piů il cantante del batterista. il *laggiů*
poi non č esatto, visto che si trova in una lista senza ordine particolare.

mik

Alessandro

unread,
Mar 25, 2008, 8:19:41 AM3/25/08
to
forAirports ha scritto:

> Lasciando da parte le solite battute su Scaruffi, secondo voi come mai
> Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiů?
> Sopravvaluto io o sottovaluta lui?

A me piace Wyatt piace molto, onestamente lo metterei molto piů in alto,
ma quelle classifiche sono palesemente soggettive, dovrebbero essere
rinominate in "i batteristi preferiti di Scaruffi" "i chitarristi
preferiti di Scaruffi" etc.

--
Deijd/Alessandro.

http://rateyourmusic.com/~deijd

fake mexican tourist (ilnoia)

unread,
Mar 25, 2008, 10:23:47 AM3/25/08
to

"forAirports" <rainb...@curved.air>

, secondo voi come mai
> Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiù?
> Sopravvaluto io o sottovaluta lui?

Sopravvaluti tu, per quel che mi pare. Una che non avrebbe dovuto stare così
in alto, semmai, è Maureen Tucker, che - sì - ha avuto un modo tutto suo di
pulsare dietro i deliri velvettiani, ma di per sé era una nullità alle pelli
(o, meglio, ai bidoni). Mi sorprende l'inserimento di Neil Peart, che non
dovrebbe essere precisamente la cup of tea scaruffiana. Il suo inserimento
dimostra che, in fondo, il vecchio scaruffo non è poi del tutto sordo.
Personalmente, avrei messo Hiseman e Baker (quet'ultimo, unico batterista
rock citato da Max Roach tra i suoi preferiti, tra l'altro) più su. Si
potrebbe ridire sull'inserimento di gente come Sclavunos e Fier o sul
drummer dei Girls against Boys, ma tant'è...


roberto

unread,
Mar 25, 2008, 11:20:12 AM3/25/08
to
forAirports ha scritto:
Non mancherei di inserire Brendan Canty, batterista dei Fugazi. Insieme
a Joe Lally ha stabilito secondo me una delle piu' belle sezioni
ritmiche di sempre

sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 25, 2008, 11:33:07 AM3/25/08
to
roberto ha scritto:

> Non mancherei di inserire Brendan Canty, batterista dei Fugazi.

che infatti è presente nella pagina originale.

mik (quotare meglio, please)

sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 25, 2008, 11:38:36 AM3/25/08
to
fake mexican tourist (ilnoia) ha scritto:

> Una che non avrebbe dovuto stare così
> in alto, semmai, è Maureen Tucker, che - sì - ha avuto un modo tutto suo di
> pulsare dietro i deliri velvettiani,

o ha proprio inventato (o trapiantato, tradotto) di netto uno stile?

> ma di per sé era una nullità alle pelli

quel *di per sè* significa tutto e niente.

> (o, meglio, ai bidoni).

bidoni?

> Personalmente, avrei messo Hiseman e Baker (quet'ultimo, unico batterista
> rock citato da Max Roach tra i suoi preferiti, tra l'altro) più su.

due batteristi che, in effetti, non si distinguono al pari della tucker.

> Si
> potrebbe ridire sull'inserimento di gente come Sclavunos e Fier o sul
> drummer dei Girls against Boys, ma tant'è...

lo si potrebbe fare se fosse la tecnica a farla da padrone, ma - fortuna
per me e (a quanto ho capito) purtroppo per te - così non è.

mik

fake mexican tourist (ilnoia)

unread,
Mar 25, 2008, 12:50:15 PM3/25/08
to

"sanctio*Laughing Stock*"

vabbé, se si fa una classifica dei batteristi, prendere in considerazione
solo l'aspetto "creativo" secondo me non è giusto.

> due batteristi che, in effetti, non si distinguono al pari della tucker.

Beh, beh... forse per Hiseman sì, ma Baker ha uno stile del tutto
riconoscibile (prescindendo dalla tecnica, comunque inferore a quella di
altri batterai) e del tutto "suo", non si limita a fare "l'accompagnamento
blues-rock" (e lo dico pur non amando particolarmente Cream e Blind Faith).

>> Si potrebbe ridire sull'inserimento di gente come Sclavunos e Fier o sul
>> drummer dei Girls against Boys, ma tant'è...
>
> lo si potrebbe fare se fosse la tecnica a farla da padrone, ma - fortuna
> per me e (a quanto ho capito) purtroppo per te - così non è.

I meriti dei summenzionati, secondo me, derivano più dal tipo di musica che
suonavano (effettivamente molto incentrata sulla ritmica) i loro gruppi che
da particolari capacità di inventiva (mettiamola così: io listerei i loro
bassisti in un elenco relativo a quello strumento, più che altro). Cioè,
vedo un certo scarto tra questi tre e un Hayward (e tu mi dirai: è per
questo che uno fa parte dei primi venti e gli altri no)


forAirports

unread,
Mar 25, 2008, 1:09:34 PM3/25/08
to
Il Tue, 25 Mar 2008 15:23:47 +0100, fake mexican tourist (ilnoia) ha
scritto:

> "forAirports" <rainb...@curved.air>


>
> , secondo voi come mai
>> Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiù?
>> Sopravvaluto io o sottovaluta lui?
>
> Sopravvaluti tu, per quel che mi pare. Una che non avrebbe dovuto stare così
> in alto, semmai, è Maureen Tucker,

Assolutamente d'accordo, magari è stata funzionale all'ensamble.

> Personalmente, avrei messo Hiseman e Baker (quet'ultimo, unico batterista
> rock citato da Max Roach tra i suoi preferiti, tra l'altro) più su. Si
> potrebbe ridire sull'inserimento di gente come Sclavunos e Fier o sul
> drummer dei Girls against Boys, ma tant'è...

Credo che parecchie uscite di S. per forza di cose sono arruffate, visto
l'enormità delle classifiche prodotte, dunque per forza sono almeno
imprecise e pittosto soggettive.
Ma è cmq da lodare.


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sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 25, 2008, 3:44:18 PM3/25/08
to
forAirports ha scritto:

> Assolutamente d'accordo, magari č stata funzionale all'ensamble.

o era qualcosa di piů di una semplice batterista funzionale all'ensAmble?

> dunque per forza sono almeno
> imprecise e pittosto soggettive.

> Ma č cmq da lodare.

scusami, o č impreciso/soggettivo o č da lodare, dalle mie parti.
cerchiamo di non essere sempre e comunque catto-demo-benpenso-comunisti,
dai.

mik

sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 25, 2008, 3:49:21 PM3/25/08
to
fake mexican tourist (ilnoia) ha scritto:

> vabbé, se si fa una classifica dei batteristi, prendere in considerazione

> solo l'aspetto "creativo" secondo me non è giusto.

cosa che infatti non ho detto. una classifica che si rispetti deve imho
avere un unico o prominente criterio di compilazione: l'equilibrio tra
creatività e talento. la tecnica è solo marginale, o quantomeno
secondaria, o funzionale.

> ma Baker non si limita a fare "l'accompagnamento
> blues-rock"

e ci mancherebbe! la tucker, da questo punto di vista, sta proprio su di
un altro pianeta: involontariamente, mi stai dando ragione.

> I meriti dei summenzionati, secondo me, derivano più dal tipo di musica che
> suonavano

sì, ma *il tipo di musica che suonavano* non era mica un dogma che
pioveva dal cielo, eh. se *il tipo di musica che suonavano* è quello che
conosciamo è anche grazie alla tucker. nessuno la obbligava a suonare
così (ascoltare terzo disco per credere, prego): eppur si muove.

mik

forAirports

unread,
Mar 25, 2008, 5:40:18 PM3/25/08
to
Il Tue, 25 Mar 2008 20:44:18 +0100, sanctio*Laughing Stock* ha scritto:

> scusami, o è impreciso/soggettivo o è da lodare, dalle mie parti.

Scusami: è impreciso ma lodare.
Davvero non riesci a immaginare che non c'è un solo (il tuo) modo di vedere
le cose?


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sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 26, 2008, 4:27:20 AM3/26/08
to
forAirports ha scritto:

> Davvero non riesci a immaginare che non c'č un solo (il tuo) modo di vedere
> le cose?

questa la reputo come una specie di offesa: lo immagino benissimo e l'ho
tollerato per anni, ma č ora di finirla con i giudizi perbenisti.
cerchiamo di non passare per ignavi, adesso.

mik

forAirports

unread,
Mar 26, 2008, 6:32:15 AM3/26/08
to
Il Wed, 26 Mar 2008 09:27:20 +0100, sanctio*Laughing Stock* ha scritto:

> forAirports ha scritto:
>
>> Davvero non riesci a immaginare che non c'è un solo (il tuo) modo di vedere


>> le cose?
>
> questa la reputo come una specie di offesa: lo immagino benissimo e l'ho

> tollerato per anni, ma è ora di finirla con i giudizi perbenisti.

> cerchiamo di non passare per ignavi, adesso.

E allora:


"sono almeno imprecise e pittosto soggettive.

Ma è cmq da lodare." significa solo che lodo l'enorme lavoro che ha
prodotto, ma che per forza, all'interno, ci sono sbavature.


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rock

roberto

unread,
Mar 26, 2008, 6:56:16 AM3/26/08
to
forAirports ha scritto:

> Il Wed, 26 Mar 2008 09:27:20 +0100, sanctio*Laughing Stock* ha scritto:
>
>> forAirports ha scritto:
>>
>>> Davvero non riesci a immaginare che non c'č un solo (il tuo) modo di vedere

>>> le cose?
>> questa la reputo come una specie di offesa: lo immagino benissimo e l'ho
>> tollerato per anni, ma č ora di finirla con i giudizi perbenisti.
>> cerchiamo di non passare per ignavi, adesso.
>
>
> E allora:
> "sono almeno imprecise e pittosto soggettive.
> Ma č cmq da lodare." significa solo che lodo l'enorme lavoro che ha

> prodotto, ma che per forza, all'interno, ci sono sbavature.
>
>
Ma e' cosi' importante dopotutto il giudizio del signor Scaruffi?
Da come la vedo io e' solo un essere pieno di se'che a volte tenta di
essere originale ad ogni costo

forAirports

unread,
Mar 26, 2008, 7:04:14 AM3/26/08
to
Il Wed, 26 Mar 2008 10:56:16 GMT, roberto ha scritto:

> Ma e' cosi' importante dopotutto il giudizio del signor Scaruffi?
> Da come la vedo io e' solo un essere pieno di se'che a volte tenta di
> essere originale ad ogni costo

E va bene.
È innegabile che però ha messo su un database che pochi critici hanno
costruito e ha pure una sua linea critica che può sucuramente essere
criticata, ma che ha una sua logica ben definita e netta.

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Pikkio

unread,
Mar 26, 2008, 7:05:10 PM3/26/08
to

"forAirports" <rainb...@curved.air> ha scritto nel messaggio
news:swzuvne5gf6k.1d...@40tude.net...

> Lasciando da parte le solite battute su Scaruffi, secondo voi come mai
> Wyatt, come batterista (grandissimo secondo me) S. l'ha relegato laggiů?

> Sopravvaluto io o sottovaluta lui?

Ma č cosě difficile capire che Scaruffi non capisce un cazzo e nemmeno
ascolta il 90% dei dischi che recensisce?

Pikkio


sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 27, 2008, 4:23:03 AM3/27/08
to
Pikkio ha scritto:

> Ma è così difficile capire che Scaruffi non capisce un cazzo e nemmeno

> ascolta il 90% dei dischi che recensisce?

ed eccolo, finalmente, l'altro luogo comune che puntualmente erutta
quando si parla di scaruffi. sai dimostrare quello che dici?

mik

SPAM@tele2.it Aleph

unread,
Mar 27, 2008, 5:06:59 AM3/27/08
to

"sanctio*Laughing Stock*" <mic#NOSPAM#sa...@tin.it> ha scritto nel messaggio

Credo che in questa ricorrente critica vi sia una certa "invidia penis"
(parlo di pikkio, mic, tranquillo)

Piuttosto invece, perchè non segnalare quelli che sono i limiti veri del
critico, almeno, quelli che io vedo come limiti.
1- Scaruffi ha un'impostazione enciclopedica. La sua intera opera (la sua
intera vita, probabilmente) non è altro che un indice di voci. Più che la
realizzazione di schede per singolo gruppo/musicista non si va.
Se la cosa può essere utile su internet, e in effetti è stato un antesignano
di allmusic e discogs, o almeno un'alternativa, soprattutto per noi italici,
che così non abbiamo neanche da tradurre, su libro l'effetto è disastroso. I
vari volumi della storia del rock nulla spiegano, né in senso prettamente
cronologico, né dal punto di vista socio culturale, e, in fin dei conti
cosa ancor più grave, non danno una visione critica d'insieme, anche a
livello di scene circoscritte in grado di illustrare ramificazioni,
contatti, influenze.
Nome-scheda, nome-scheda, nome-scheda. (si aggiungano i famigerati votini su
internet)

2- Scaruffi ha sicuramente una sua visione che persegue caparbiamente, e ciò
è un bene. Indubbiamente è stata (sottolineo "è stata") originale e fuori
dal coro e ha portato un minimo di attenzione su molte realtà un tempo
trascurate. Tuttavia questa visione è troppo vincolata al proprio gusto
personale, anche dove questo dovrebbe fare un passo indietro e dovrebbero
entrare in gioco molti altri elementi di analisi che allarghino il campo per
una corretta comprensione del fenomeno. Vedi alla voce Beatles, insomma, che
mi pare l'esempio più lampante.

3- Scaruffi ha dei grossi limiti di scrittura. Vocabolario ridotto, ricorso
a topos che implacabilmente fanno capolino tra righe, asetticità da camera
operatoria.
Letto sulla breve distanza (una scheda dal sito quando serve) va anche bene.
Sulla pagina stampata i limiti diventano molto evidenti e diventa
illeggibile.

Che dici tu, che per studi nel campo sei sicuramente più ferrato?

A.


Dave Astator

unread,
Mar 27, 2008, 8:27:17 AM3/27/08
to
"sanctio*Laughing Stock*" <mic#NOSPAM#sa...@tin.it> ha scritto nel messaggio news:47eb5967$0$10628$4faf...@reader2.news.tin.it...

> Pikkio ha scritto:
>> Ma è così difficile capire che Scaruffi non capisce un cazzo e nemmeno ascolta il 90% dei dischi che recensisce?
> ed eccolo, finalmente, l'altro luogo comune che puntualmente erutta quando si parla di scaruffi. sai dimostrare quello che dici?

sapendo il numero totale dei dischi recensiti e dividendoli per i giorni auditivi vissuti
da scary si potrebbe fare una stima approssimativa del tempo dedicatoviglisi.
così a occhio direi pochino.

forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 8:42:07 AM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 10:06:59 +0100, Aleph ha scritto:

Sono in parte d'accordo con quanto scrivi

> Se la cosa può essere utile su internet, e in effetti è stato un antesignano
> di allmusic e discogs, o almeno un'alternativa, soprattutto per noi italici,
> che così non abbiamo neanche da tradurre

ma:

> I
> vari volumi della storia del rock nulla spiegano, né in senso prettamente
> cronologico, né dal punto di vista socio culturale, e, in fin dei conti
> cosa ancor più grave, non danno una visione critica d'insieme, anche a
> livello di scene circoscritte in grado di illustrare ramificazioni,
> contatti, influenze.
> Nome-scheda, nome-scheda, nome-scheda. (si aggiungano i famigerati votini su
> internet)

Questo non è vero: quelli che non cita, ed è ovvio sono molti, non valgono
nulla.
Alcuni mostri sacri li snobba con votacci.
Il 50 % delle valutazioni è difficile non condivedere e per il resto ha una
sua leggittima impostazione musicale rock che cerca di far valere.
Dunque la mancanza di 'criticità' a favore di un'asettico enciclopedismo io
non cw la vedo.

>
> 2- Scaruffi ha sicuramente una sua visione che persegue caparbiamente, e ciò
> è un bene. Indubbiamente è stata (sottolineo "è stata") originale e fuori
> dal coro e ha portato un minimo di attenzione su molte realtà un tempo
> trascurate.

Non capisco: allora fa il critico ed è bravo.

> Tuttavia questa visione è troppo vincolata al proprio gusto
> personale,

Non capisco 2, allora non dovrebbe fare il critico ma scrivere una storia
della vendita di musica. O la nomenclatura delle influnze tra musicisti e
generi.

> anche dove questo dovrebbe fare un passo indietro e dovrebbero
> entrare in gioco molti altri elementi di analisi che allarghino il campo per
> una corretta comprensione del fenomeno. Vedi alla voce Beatles, insomma, che
> mi pare l'esempio più lampante.

Un po' ho capito: per te c'è una sola storia del rock, non mille.
Allora sì, che bisogna raccontare le cose come stanno (peccato che tale
impostazione dal punto di vista dell'epistemologia della storia sia
recentemente stata criticata in maniera feroce e, ahitè, irreversibile.
Ma se vedi uno sviluppo della Storia come sviluppo dello Spirito, non puoi
che avere ragione.

> 3- Scaruffi ha dei grossi limiti di scrittura. Vocabolario ridotto, ricorso
> a topos che implacabilmente fanno capolino tra righe, asetticità da camera
> operatoria.

Non condivido, non sarà Prust, ma se la cavicchia dai, a volte è anche
divertente con certi neologismi o forzature semantiche.

> Letto sulla breve distanza (una scheda dal sito quando serve) va anche bene.
> Sulla pagina stampata i limiti diventano molto evidenti e diventa
> illeggibile.

Un critico (due?) da carta stampata?


--
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rock

forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 8:45:10 AM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 13:42:07 +0100, forAirports ha scritto:

> Non condivido, non sarà Prust,

Proust

forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 8:46:39 AM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 13:27:17 +0100, Dave Astator ha scritto:

> sapendo il numero totale dei dischi recensiti e dividendoli per i giorni auditivi vissuti
> da scary si potrebbe fare una stima approssimativa del tempo dedicatoviglisi.
> cosě a occhio direi pochino.

Poi ci devi mettere il tempo a fare tutto il resto (solo quello che si vede
nel sito).
Vabbč, si fa aiutare.


--
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rock

SPAM@tele2.it Aleph

unread,
Mar 27, 2008, 10:39:05 AM3/27/08
to
"forAirports" <rainb...@curved.air> ha scritto nel messaggio

> Questo non è vero: quelli che non cita, ed è ovvio sono molti, non valgono
> nulla.

Me non comprende.
Cosa vuol dire che se non li cita lui non valgono nulla? Ha forse ascoltato
tutto lo scibile? E' forse dotato di gusto assoluto ed incontestabile?


> Dunque la mancanza di 'criticità' a favore di un'asettico enciclopedismo
> io
> non cw la vedo.

E infatti abbiamo approfondite e sentite analisi del genere:
http://www.scaruffi.com/vol4/joydivis.html

>> 2- Scaruffi ha sicuramente una sua visione che persegue caparbiamente, e
>> ciò
>> è un bene. Indubbiamente è stata (sottolineo "è stata") originale e fuori
>> dal coro e ha portato un minimo di attenzione su molte realtà un tempo
>> trascurate.

> Non capisco: allora fa il critico ed è bravo.

Non fraintendere (volutamente), è ovvio che anche solo l'assegnare un voto è
esercitare un giudizio critico.
Epperò, dalla superficialità del 6+, 7/5, delle schedine formato wikipedia a
una dimensione più ampia imho ce ne passa.
Diciamo che ha conquistato una fetta di pubblico dai gusti meno
standardizzati ormai esausto da un certo modo di vedere la musica pop/rock,
apparentemente fatta di pochi e intoccabili numi tutelari. Ma a mio modo di
vedere l'ha fatto più con numeri (in tutti i sensi) piuttosto che con un
apparato teorico di un certo livello.


>> Tuttavia questa visione è troppo vincolata al proprio gusto
>> personale,
>
> Non capisco 2, allora non dovrebbe fare il critico ma scrivere una storia
> della vendita di musica. O la nomenclatura delle influnze tra musicisti e
> generi.

Fare il critico dovrebbe voler anche dire tener conto delle classifiche di
vendita (perchè no?), della nomenclatura delle influenze tra musicisti e
generi (perchè no?), tener conto della storia del costume (perchè no?) e
mille altri aspetti, a livello macro e a livello micro.
Ma mi pare che il nostro ragioni più per monografiche scatole chiuse che
difficilmente comunicano tra loro e con il resto. Ma d'altronde a voler
maneggiare un tale mole di materiale probabilmente questa è la via più
breve. Poche notizie biografiche e poi via a scorrere la discografia,
possibilmente brano per brano andando a qualificarlo con un paio di
appellativi/aggettivi.
E' comodo, è pratico, è pulito. E se non si esagera in superficialità, come
nel caso della scheda beatlesiana, pure difficlmente
attaccabile/contestabile.
Non si gettano ponti, non si azzardano ipotesi, non si riannodano fili, non
si cerca il rapporto interdisciplinare.
Un'enciclopedia, insomma. Io ti do le voci, i collegamenti li fai tu.


> Un po' ho capito: per te c'è una sola storia del rock, non mille.
> Allora sì, che bisogna raccontare le cose come stanno (peccato che tale
> impostazione dal punto di vista dell'epistemologia della storia sia
> recentemente stata criticata in maniera feroce e, ahitè, irreversibile.
> Ma se vedi uno sviluppo della Storia come sviluppo dello Spirito, non puoi
> che avere ragione.

Me non comprende 2. Ma fa lo stesso.
Dicevo che nei libri di Scaruffi, che si chiamano Storia della musica Rock,
o nel sito che si chiama History of Rock Music, di storia (una delle tante
possibili, se ciò ti rende felice) ne ho sempre trovata pochina. A meno che
non si ritengano esaustivi in merito questi bigini:
http://www.scaruffi.com/history/icpt2.html
Poi vedi te se ho scritto cose di cui non mi sono reso conto con
l'inchiostro simpatico come sopra.


>> Letto sulla breve distanza (una scheda dal sito quando serve) va anche
>> bene.
>> Sulla pagina stampata i limiti diventano molto evidenti e diventa
>> illeggibile.
>
> Un critico (due?) da carta stampata?

Reynolds, sicuramente.
Ho un debole anche per Morley, lo confesso (letto Metapop?)
A livello di scrittura, senza andare troppo oltre, direi che più o meno
tutto lo staff di Blow up (unica rivista che leggo, attualmente), esclusi
Bertone che mi annoja oltremodo e Veronese, di cui, non so perchè, riesco a
leggere solo una riga ogni 4, se lo magni a colazione per capacità di
scrittura.
Cilìa è un altro che trovo sempre godibilissimo da leggere, molto
coinvolgente e comunicatico pur rimanendo il più delle volte nell'ambito
della monografia.

A.


Dave Astator

unread,
Mar 27, 2008, 11:49:22 AM3/27/08
to
"Aleph" <slambertiNO SP...@tele2.it> ha scritto nel messaggio news:47ebb18a$0$4796$4faf...@reader4.news.tin.it...

Ha forse ascoltato
> tutto lo scibile? E' forse dotato di gusto assoluto ed incontestabile?

temo che ne sia intimamente convinto, anche se probabilmente non
lo ammetterà mai pubblicamente.

forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 12:16:40 PM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 15:39:05 +0100, Aleph ha scritto:

> "forAirports" <rainb...@curved.air> ha scritto nel messaggio
>
>> Questo non è vero: quelli che non cita, ed è ovvio sono molti, non valgono
>> nulla.
>
> Me non comprende.
> Cosa vuol dire che se non li cita lui non valgono nulla? Ha forse ascoltato
> tutto lo scibile? E' forse dotato di gusto assoluto ed incontestabile?

Infatti, lo sapevo, mi sono espresso male.
Volevo dire: quelli che non cita, per forza di cose, dal suo punto di
vista, non valgono neanche una parola.

>
>
>> Dunque la mancanza di 'criticità' a favore di un'asettico enciclopedismo
>> io
>> non cw la vedo.
>
> E infatti abbiamo approfondite e sentite analisi del genere:
> http://www.scaruffi.com/vol4/joydivis.html

Qui non capisco io. Cioè?

>
>
>
>>> 2- Scaruffi ha sicuramente una sua visione che persegue caparbiamente, e
>>> ciò
>>> è un bene. Indubbiamente è stata (sottolineo "è stata") originale e fuori
>>> dal coro e ha portato un minimo di attenzione su molte realtà un tempo
>>> trascurate.
>
>> Non capisco: allora fa il critico ed è bravo.
>
> Non fraintendere (volutamente), è ovvio che anche solo l'assegnare un voto è
> esercitare un giudizio critico.

Figurati se faccio pure finta! ;-) già è difficile capire davvero...



> Ma a mio modo di
> vedere l'ha fatto più con numeri (in tutti i sensi) piuttosto che con un
> apparato teorico di un certo livello.

Secondo me, invece, da un'ottica molto personale, ma sa cosa vuole dire ed
è coerente.



> Fare il critico dovrebbe voler anche dire tener conto delle classifiche di
> vendita (perchè no?), della nomenclatura delle influenze tra musicisti e
> generi (perchè no?), tener conto della storia del costume (perchè no?) e
> mille altri aspetti, a livello macro e a livello micro.

E non sono molto d'accordo, un critico così, mi sarebbe utile per Storia
della Musica, non per capirne il contenuto.

> Ma mi pare che il nostro ragioni più per monografiche scatole chiuse che
> difficilmente comunicano tra loro e con il resto.

Come fanno i musicisti, in verità.

> Non si gettano ponti, non si azzardano ipotesi, non si riannodano fili, non
> si cerca il rapporto interdisciplinare.

Infatti ci piacerebbe leggere cose diverse, un critico così, mi
annoierebbe.

> Un'enciclopedia, insomma. Io ti do le voci, i collegamenti li fai tu.

Penso che qui ti riferisca a Scruffi.
Infatti i collegamenti li fa chi legge, giusto.



> Dicevo che nei libri di Scaruffi, che si chiamano Storia della musica Rock,
> o nel sito che si chiama History of Rock Music, di storia (una delle tante
> possibili, se ciò ti rende felice) ne ho sempre trovata pochina.

Ma è vero quello che hai detto prima, se ho inteso bene, i collegamenti li
fa che legge.
Secondo me non è molto interessante di Bob Dylan, sapere la cronaca dei
concerti o chi ci suona o chi gli ha insegnato a suonare, o, meglio, a me
non interessa. Quello che conta sono la musica e i testi, e se conosco il
folk americano, la grandezza dell'artista mi passa attraverso la musica, il
resto è cronaca rosa, o grigia o blu o nera, non crtica musicale.



>> Un critico (due?) da carta stampata?
>
> Reynolds, sicuramente.
> Ho un debole anche per Morley, lo confesso (letto Metapop?)

Poche pagine, piaciucchiato, ma mi annoia.

> A livello di scrittura, senza andare troppo oltre, direi che più o meno
> tutto lo staff di Blow up (unica rivista che leggo, attualmente), esclusi
> Bertone che mi annoja oltremodo e Veronese, di cui, non so perchè, riesco a
> leggere solo una riga ogni 4, se lo magni a colazione per capacità di
> scrittura.

Sei giovane, io di Blow Up ne avrò letti 10 numeri a dir tanto, non è il
mio giro. ;-)

--
good
rock

SPAM@tele2.it Aleph

unread,
Mar 27, 2008, 12:16:37 PM3/27/08
to

"Dave Astator" <J_K...@geocities.com> ha scritto nel messaggio

> Ha forse ascoltato
>> tutto lo scibile? E' forse dotato di gusto assoluto ed incontestabile?
>
> temo che ne sia intimamente convinto, anche se probabilmente non
> lo ammetterà mai pubblicamente.

Ma no.
Ti ricordi l'intervista sul NY Times pubblicata da Punkinaro?

"Mr. Scaruffi’s music site is colorful but stark, consisting mainly of
simple text with basic color backdrops, with limited advertising. The ads
help cover the $1,000 to $2,000 a month he spends on CD’s (adding to a
collection of an estimated 20,000)"

Probabilmente ha più dischi Moroni.

A.


Dave Astator

unread,
Mar 27, 2008, 12:20:38 PM3/27/08
to
"Aleph" <slambertiNO SP...@tele2.it> ha scritto nel messaggio news:47ebc866$0$4785$4faf...@reader4.news.tin.it...

stai cercando di convicermi che scaruffi è un tipo umile nei giudizi e per nulla
assolutista nelle sue convinzioni paragonandolo a Moroni?

SPAM@tele2.it Aleph

unread,
Mar 27, 2008, 12:25:40 PM3/27/08
to

"forAirports" <rainb...@curved.air> ha scritto nel messaggio

>> E infatti abbiamo approfondite e sentite analisi del genere:


>> http://www.scaruffi.com/vol4/joydivis.html
>
> Qui non capisco io. Cioè?

+

>> Fare il critico dovrebbe voler anche dire tener conto delle classifiche
>> di
>> vendita (perchè no?), della nomenclatura delle influenze tra musicisti e
>> generi (perchè no?), tener conto della storia del costume (perchè no?) e
>> mille altri aspetti, a livello macro e a livello micro.
>
> E non sono molto d'accordo, un critico così, mi sarebbe utile per Storia
> della Musica, non per capirne il contenuto.

Basta mi fermo. Parlammo e non ce capaimmo (cit.) #1


>> Ma mi pare che il nostro ragioni più per monografiche scatole chiuse che
>> difficilmente comunicano tra loro e con il resto.
>
> Come fanno i musicisti, in verità.

????


>
>> Non si gettano ponti, non si azzardano ipotesi, non si riannodano fili,
>> non
>> si cerca il rapporto interdisciplinare.
>
> Infatti ci piacerebbe leggere cose diverse, un critico così, mi
> annoierebbe.

Basta mi fermo. Parlammo e non ce capaimmo (cit.) #2


>> Un'enciclopedia, insomma. Io ti do le voci, i collegamenti li fai tu.
>
> Penso che qui ti riferisca a Scruffi.

Anche prima a dire il vero...

> Infatti i collegamenti li fa chi legge, giusto.

Un'enciclopedia, insomma...


> Ma è vero quello che hai detto prima, se ho inteso bene, i collegamenti li
> fa che legge.
> Secondo me non è molto interessante di Bob Dylan, sapere la cronaca dei
> concerti o chi ci suona o chi gli ha insegnato a suonare, o, meglio, a me
> non interessa. Quello che conta sono la musica e i testi, e se conosco il
> folk americano, la grandezza dell'artista mi passa attraverso la musica,
> il
> resto è cronaca rosa, o grigia o blu o nera, non crtica musicale.

Basta mi fermo. Parlammo e non ce capaimmo (cit.) #3


> Sei giovane

Abbastanza, non mi lamento. ;-)

A.


sanctio*Laughing Stock*

unread,
Mar 27, 2008, 1:06:47 PM3/27/08
to
Aleph ha scritto:

> 1- Scaruffi ha un'impostazione enciclopedica. La sua intera opera (la sua
> intera vita, probabilmente) non è altro che un indice di voci. Più che la
> realizzazione di schede per singolo gruppo/musicista non si va.

l'hai letto bene? contiene anche schede di movimenti e generi dagli anni
'50 ai 2000, e per di più le ha realizzate a tre diversi livelli di
difficoltà di lettura.

il terzo, il più approfondito, è tendente all'incompiutezza, e lì - ma
solo lì - davvero si può ammettere si sia imbarcato in un progetto più
grande di lui.

> Se la cosa può essere utile su internet, e in effetti è stato un antesignano
> di allmusic e discogs, o almeno un'alternativa, soprattutto per noi italici,
> che così non abbiamo neanche da tradurre, su libro l'effetto è disastroso. I
> vari volumi della storia del rock nulla spiegano, né in senso prettamente
> cronologico, né dal punto di vista socio culturale, e, in fin dei conti
> cosa ancor più grave, non danno una visione critica d'insieme, anche a
> livello di scene circoscritte in grado di illustrare ramificazioni,
> contatti, influenze.

non possiedo i volumi di scaruffi, quindi qui il mio giudizio conta
poco. si sarà pure semplicemente limitato a riversare i testi telematici
su carta, ma così facendo ha anche aperto gli occhi un po' a tutti:
non occorrono poemi fiume (magari infarciti dei revisionismi
bertoncelliani di dubio gusto) che trattano ogni santo musicista al pari
di qualsiasi altro, dimostrandosi così pure ciechi e sragionanti, ma una
serie di testi essenziali che rendano le idee che davvero contano.

> Nome-scheda, nome-scheda, nome-scheda. (si aggiungano i famigerati votini su
> internet)

la storia delle critiche ai votini stento sempre di più a capirla, dato
che in tutto il web (ma anche nel fantastico mondo della carta stampata)
abbondano numeri e numeretti, classifiche e classichette (e talvolta
classificone ben più pretenziose e sballate di quelle di scaruffi),
stelline e stellette e pallottoline.

> Indubbiamente è stata (sottolineo "è stata") originale e fuori
> dal coro e ha portato un minimo di attenzione su molte realtà un tempo
> trascurate.

quell'*è stata*, per quanto si tratti di un verbo al passato, non è mica
da passare sottogamba e/o da sottovalutare. in pratica ha dato una
controlettura ai criteri di valutazione che andavano per la maggiore
nelle recensioni rock. che guardacaso sono solo relativamente inerenti
al rock in quanto tale.

in ogni caso, questa controlettura continua ad essere tale.

> Tuttavia questa visione è troppo vincolata al proprio gusto
> personale,

non ci vedo nulla di sbagliato, ad essere sincero. un critico musicale
deve parlare di musica secondo il proprio gusto o secondo il gusto del
pubblico o peggio della pubblicità o delle tendenze?

> anche dove questo dovrebbe fare un passo indietro e dovrebbero
> entrare in gioco molti altri elementi di analisi che allarghino il campo per
> una corretta comprensione del fenomeno.

tipo?

> Vedi alla voce Beatles, insomma, che
> mi pare l'esempio più lampante.

si è limitato a parlare di musica, e l'ha ben distinta da tutto il
resto: dove sta il problema?

> 3- Scaruffi ha dei grossi limiti di scrittura. Vocabolario ridotto, ricorso
> a topos che implacabilmente fanno capolino tra righe, asetticità da camera
> operatoria.

assolutamente in disaccordo. forse questa è la cosa che ammiro di più,
la sua capacità di sintesi, la sua ricerca di lemmi e parole quasi
sempre adattissimi a descrivere l'oggetto (sia esso un brano, una suite,
un disco o una parte di essi) in un batter d'occhio.

nessuna asetticità da camera operatoria, ma una piena spigliatezza, una
piena libertà di espressione non scadente.

all'inizio ero scettico anch'io, ma dopo aver notato come web e carta
stampata ora siano infestati da poeti che scambiano recensioni e
monografie per nauseabondi banchi di prova estetici e stilistici, ora
comincio a considerarlo un autentico toccasana.

> Letto sulla breve distanza (una scheda dal sito quando serve) va anche bene.
> Sulla pagina stampata i limiti diventano molto evidenti e diventa
> illeggibile.

per nulla illeggibile, anzi. leggibile al punto da diventare imbarazzante.

la mia critica maggiore a scaruffi riguarda il volersi occupare
dell'intero scibile (anche se è l'ennesima dimostrazione di coerenza),
che lo porta a contraddirsi o a omettere/abbozzare/sbavare.

mik

forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 1:11:30 PM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 17:25:40 +0100, Aleph ha scritto:

> Basta mi fermo. Parlammo e non ce capaimmo (cit.) #3

Vedo che ti sei sforzato.


--
good
rock

Bogus

unread,
Mar 27, 2008, 3:29:50 PM3/27/08
to
forAirports ha scritto:

> Vedo che ti sei sforzato.

come un po' chiunque in questo ng. ma non č che si puņ passare tutto il
proprio tempo a darti ripetizioni gratuite. con pochi risultati peraltro.


--
Bog

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


forAirports

unread,
Mar 27, 2008, 3:47:09 PM3/27/08
to
Il Thu, 27 Mar 2008 20:29:50 +0100, Bogus ha scritto:

> forAirports ha scritto:
>
>> Vedo che ti sei sforzato.
>
> come un po' chiunque in questo ng. ma non č che si puņ passare tutto il
> proprio tempo a darti ripetizioni gratuite. con pochi risultati peraltro.

Triiiiste!


--
good
rock

Bogus

unread,
Mar 29, 2008, 8:30:44 AM3/29/08
to
forAirports ha scritto:

> Triiiiste!

http://www.youtube.com/watch?v=zSsvcT9cDZ0

forAirports

unread,
Mar 29, 2008, 8:36:02 AM3/29/08
to
Il Sat, 29 Mar 2008 13:30:44 +0100, Bogus ha scritto:

> forAirports ha scritto:
>
>> Triiiiste!
>
> http://www.youtube.com/watch?v=zSsvcT9cDZ0

http://www.youtube.com/watch?v=WZ88oTITMoM


--
good
rock

Pikkio

unread,
Apr 8, 2008, 10:37:56 AM4/8/08
to

"sanctio*Laughing Stock*" <mic#NOSPAM#sa...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:47eb5967$0$10628$4faf...@reader2.news.tin.it...

Ovviamente no. Ma ribadisco che la mia opinione è quella.

Pikkio


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