L’ex leader dei Genesis ha presentato in anteprima mondiale il nuovo album
“Up” che uscirà il 21 settembre
Il regalo di Peter Gabriel alla Sardegna
Un concerto (al posto di Raf!) gratis in piazza ad Arzachena
Il miracolo di Peter Gabriel sul palco di paese, nell’inverosimile ruolo
di star universale per la festa dei Santi patroni, si è avverato sabato
sera ad Arzachena, per il tripudio di migliaia di fans increduli. Troppo
bello per essere vero, avere l’idolo di una vita a pochi centimetri dal
balcone di casa, respirare con lui la stessa aria che sa di panini
imbottiti con salsicce e cipolla mentre risuonano le note di Don’t give up
e Sledgehammer. Un’ora e mezza di concerto, con tanto di anteprima di
alcuni brani ancora inediti inclusi nel disco di prossima uscita, forse
5000 persone a pestarsi i piedi sui lastroni di una piazza Risorgimento
gremita come mai la si era vista. Festa improvvisata, perché Gabriel ha
ricevuto la richiesta e dato il suo assenso ad esibirsi in settimana. E
vale la pena raccontare come sia nato questo sensazionale fuori programma.
Mercoledì scorso gli organizzatori delle celebrazioni di campanile sono
stati informati dell’improvvisa defezione di Raf, il cui concerto avrebbe
dovuto rappresentare l’evento clou della festa. Sazio dalla recente
affermazione nella rassegna canzonettistica Festivalbar, Raf ha disdetto
l’impegno all’ultimo momento. Messi in serie ambasce da questa inattesa
rinuncia, quelli della Pro loco tentano una carta disperata. Chiamano il
capo dell’ufficio tecnico comunale Antonello Matiz, che si dice sia in
buoni rapporti con l’entourage di Peter Gabriel, e gli spiegano il
problema. Gabriel - tutti ormai lo sanno - ha preso casa sul golfo delle
Saline, tra Arzachena e Palau, e per tutto il mese di agosto ha provato la
scaletta della sua imminente tournée autunnale in una palestra nei pressi
di Porto Cervo. Matiz raggiunge il suo manager, poi proprio il sogno
impossibile degli organizzatori. E gli espone la proposta indecente,
arciconvinto di incassare una risposta indignata. «Con tutto il rispetto,
ti andrebbe di sostituire Raf?». A Gabriel, al grande Peter Gabriel con
milioni di dischi venduti alle spalle e qualche Grammy awards in bacheca,
quella richiesta sembra una liberazione: stava proprio pensando a come
sdebitarsi con Arzachena, voleva dare prova della sua gratitudine per
quella gente che lo ha accolto con calore e simpatia. Ma non sapeva come
fare. Ora lo sa, non chiede una lira e non detta condizioni. Anzi, una la
pone: vuole suonare nella piazza del paese, in mezzo alla gente, non nello
stadio grande ma un po’ fuori mano.
Alle 21,50 di sabato l’ex leader dei Genesis esce dal palazzo comunale -
gli organizzatori hanno messo a disposizione una stanza per lui, la sua
giovane moglie e la figlia Melanie - e con un balzo raggiunge il palco.
Come farebbe un qualsiasi cantante sul viale del tramonto costretto ad
accettare ingaggi facili per sbarcare il lunario. Camicione e pantaloni
neri, la barba candida che invecchia un volto vivacizzato da occhi
guizzanti, Gabriel riceve la prima ovazione. Il sindaco Piero Filigheddu
non resiste alla tentazione di presentarlo alla folla, lo qualifica come
amico di Arzachena, spedisce frecciate «a quell’altro cantante poco
serio», infine lo ringrazia in francese per quella che è di fatto la prima
tappa del suo tour europeo. Lui un po’ d’italiano lo sa e prima di cantare
ogni canzone lo spende per una breve introduzione. Poche parole e molta
musica, comunque grande spazio al nuovo album Up - in uscita il 21
settembre - e qualche tuffo senza nostalgia nel passato degli esordi. Red
Rain, «una canzone vecchia quasi come me», poi ecco le nuove More than
this,Growning up, la brillante e ironica Barry Williams show, un ritratto
parodistico della real television che infesta i piccoli schermi di tutto
il mondo, il gran finale con l’immortale Sledgehammer. Le ascoltano
cinquantenni dalla chioma grigia raccolta senza complessi in una coda,
signori di mezza età che furono rockettari e col tempo hanno ceduto alle
lusinghe di una giacca dal taglio istituzionale, giovanotti che lo
conoscono di fama e vecchietti che neppure sanno chi sia eppure hanno
fiutato l’aria del grande evento. Non tutti, ad essere sinceri: uno,
chissà perché, è arrivato ad Arzachena convinto che la stella della serata
sia Biagio Antonacci. Appresa la terribile verità, raccoglie stizzito la
sua sedia pieghevole e fila via borbottando. Oggi, leggendo i giornali, si
sarà forse morsicato le mani.
Francesco Giorgioni
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