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[Enigmi rock] La fine di Rolf-Ulrich Kaiser

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stanz

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to
Chiunque abbia mai sfogliato una enciclopedia del rock e si
sia qualche volta soffermato sul rock tedesco –krautrock o
kosmische che dir si voglia – sicuramente sarà incappato per
non più di circa quattro o cinque parole in una descrizione
del ruolo focale di *un certo* Rolf-Ulrich Kaiser.

Ma chi era Rolf-Ulrich Kaiser? Solo un produttore
discografico tedesco che agli albori dei '70 trovò fortuna
con le label Ohr, Pilz e Kosmische Musik, scoprendo Ash Ra
Tempel e Tangerine Dream e decine di altri, o qualcosa
d'altro?

Rolf-Ulrich Kaiser nasce in Germania, a Buckow-Mark, nel
1943. Studia sociologia e storia del teatro prima a Berlino
poi a Colonia, dove lavora come giornalista e collabora con
la radio. Scrive e/o cura una serie di volumi, tra cui
"Protestfibel. Formen einer neuen Kultur" (1968),
"Underground? Pop? Nein! Gegenkultur!" (1969),
"Fabrikbewohner. Protokoll einer Kommune und 23 Trips"
(1970), "Die Gegenmedien. Neue Modelle von Kommunikation"
(1970)

L'unico che viene stampato in italia sarà "Das Buch der
Neuen Pop-Musik", del 1969 riveduto nel 1970, la cui prima
edizione Mondadori è del 1971, "Guida alla Musica Pop". Un
libro estremamente influente, che segnerà buona parte della
critica musicale rock italiana. E' difficile ipotizzare un
"Pop Story" di Bertoncelli (Arcana, 1973) senza l'influsso
antagonista proveniente da Kaiser, in qualche modo già
situato dietro "porte del cosmo" di natura acida.

Sì, perchè Kaiser a quanto pare è finito vittima delle sue
stesse rivelazioni e dei metodi "acidi" di registrazione che
vigevano in certi studi di registrazione nei primi '70s.
Secondo Klaus Schulze (via D.Tosi di 'Tempi Dispari'), RU
Kaiser sarebbe una vittima dell'acido e attualmente in
condizioni di natura barrettiana.

Si sanno veramente pochissime cose dell'attuale Rolf-Ulrich
Kaiser, pertanto è meglio non sbilanciarsi troppo. Certo è
che negli studi Stommeln dove registravano i Cosmic Jokers
(cfr.) vigeva la prassi che ogni musicista poteva entrare in
studio *solo se* aveva assunto dell'acido. Questo suonava
separatamente dagli altri, e dopo Dieter Dierks avrebbe
missato con l'aiuto di Kaiser e della Lettman ad insaputa di
tutti dette registrazioni...una prassi decisamente folle :-)

In questi giorni, per merito di Matthias Scheller (che
ringrazio), sono entrato in possesso di una copia di "Guida
alla Musica Pop" di Rolf Ulrich Kaiser. In realtà non è un
opera che abbia resistito al tempo dal punto di vista dei
dati e del gossip. Però ci sono ficcanti considerazioni
sulla mercificazione del rock dei primi '70 che fanno
pensare: e Kaiser aveva attorno una scena che oggi vedremmo
come quasi mitologica :-) Kaiser riesce a mettere lo stesso
il dito su una piaga che oggi si è amplificata decine di
migliaia di volte.

Considerazioni "avvertite", certo non frutto di droga, e
sempre valide, qualunque sia la fine che ha fatto questo
stranissimo uomo.

bye stanz


High Tide

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to

"stanz" <st...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:392EBEDD...@iol.it...

>
> Rolf-Ulrich Kaiser nasce in Germania, a Buckow-Mark, nel
> 1943. Studia sociologia e storia del teatro prima a Berlino
> poi a Colonia, dove lavora come giornalista e collabora con
> la radio. Scrive e/o cura una serie di volumi, tra cui
> "Protestfibel. Formen einer neuen Kultur" (1968),
> "Underground? Pop? Nein! Gegenkultur!" (1969),
> "Fabrikbewohner. Protokoll einer Kommune und 23 Trips"
> (1970), "Die Gegenmedien. Neue Modelle von Kommunikation"
> (1970)
>
> L'unico che viene stampato in italia sarà "Das Buch der
> Neuen Pop-Musik", del 1969 riveduto nel 1970, la cui prima
> edizione Mondadori è del 1971, "Guida alla Musica Pop". Un
> libro estremamente influente, che segnerà buona parte della
> critica musicale rock italiana. E' difficile ipotizzare un
> "Pop Story" di Bertoncelli (Arcana, 1973) senza l'influsso
> antagonista proveniente da Kaiser, in qualche modo già
> situato dietro "porte del cosmo" di natura acida.
>
*** Io avevo sia l'uno che l'altro dei libri che hai citato,
e preferivo decisamente quello di Ulrich Kaiser...
lasciando a Bertoncelli il suo "sogno americano".

> Sì, perchè Kaiser a quanto pare è finito vittima delle sue
> stesse rivelazioni e dei metodi "acidi" di registrazione che
> vigevano in certi studi di registrazione nei primi '70s.
> Secondo Klaus Schulze (via D.Tosi di 'Tempi Dispari'), RU
> Kaiser sarebbe una vittima dell'acido e attualmente in
> condizioni di natura barrettiana.
>
> Si sanno veramente pochissime cose dell'attuale Rolf-Ulrich
> Kaiser, pertanto è meglio non sbilanciarsi troppo. Certo è
> che negli studi Stommeln dove registravano i Cosmic Jokers
> (cfr.) vigeva la prassi che ogni musicista poteva entrare in
> studio *solo se* aveva assunto dell'acido. Questo suonava
> separatamente dagli altri, e dopo Dieter Dierks avrebbe
> missato con l'aiuto di Kaiser e della Lettman ad insaputa di
> tutti dette registrazioni...una prassi decisamente folle :-)
>

*** avevo sentito dire questa cosa da un mio vecchio
conoscente che già da oltre 20 anni si era trasferito in terre
germaniche per seguire (tardivamente...) le orme dei
Corrieri cosmici (ma che fine abbia fatto... è sparito
anche lui come Rolf-Ulrich! Neanche so se abbia mai
inciso qualcosa). Ma pensavo fosse una leggenda
sorta nell'ambiente tardo-psichedelico teutonico.
E poi la storia psicodislettica di Syd Barrett aveva
assunto contorni epici... Forse è l'essere umano
più mitico e anche mitizzato degli ultimi 100 anni.
Mitizzato sia in senso positivo che negativo.
E ipotizzare che il suo rapporto con la dietilamide
dell'acido destrogiro-lisergico abbia poi anche
influenzato parecchio la prassi e l'ambiente
di preparazione dei musicisti cosmici, non è
nemmeno cosa tanto ardita...
Parlandoci chiaramente: se ci sono stati dei
successori della psichedelia floydiana, questi
sono certamente più Klaus Schulze o il primo
Edgar Froese, o anche il primo Florian Fricke,
che non i Genesis o il Prog in genere, tranne
qualche eccezione.
Perciò, che anche la "follia" tipica dell'ambiente
psichedelico, o più precisamente la grande
propensione ad usare sostanze psicodislettiche
anche in vista di attività musicali, avesse attechito
negli studi dei Cosmic Jokers, poteva sembrare
una tipica leggenda Psych... ma forse si è trattato
di fatti reali, invece.

> In questi giorni, per merito di Matthias Scheller (che
> ringrazio), sono entrato in possesso di una copia di "Guida
> alla Musica Pop" di Rolf Ulrich Kaiser. In realtà non è un
> opera che abbia resistito al tempo dal punto di vista dei
> dati e del gossip. Però ci sono ficcanti considerazioni
> sulla mercificazione del rock dei primi '70 che fanno
> pensare: e Kaiser aveva attorno una scena che oggi vedremmo
> come quasi mitologica :-) Kaiser riesce a mettere lo stesso
> il dito su una piaga che oggi si è amplificata decine di
> migliaia di volte.
>
> Considerazioni "avvertite", certo non frutto di droga, e
> sempre valide, qualunque sia la fine che ha fatto questo
> stranissimo uomo.
>
> bye stanz
>

*** Si, ricordo quelle considerazioni... ma allora chissà
cosa mai direbbe della attuale situazione musicale?!?
Se il rock già gli appariva mercificato nel 1970,
figuriamoci ora!!! :-((((((((((

/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/
/\/\/\/\/\/ High Tide \/\/\/\/\/
/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/


stanz

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to

High Tide wrote:

> chissà cosa mai direbbe della attuale situazione musicale?!? Se
> il rock già gli appariva mercificato nel 1970, figuriamoci
> ora!!! :-((((((((((

E' un andazzo strano, che si è andato consolidando dalla metà dei
70 fino ad oggi. La cosa curiosa è che l'entusiasmo di Kaiser per
un era dell'oro, quella 'fine dei 60s' di cui tanto su IAMR si è
parlato, dimostra in buona sostanza che detta epoca ed atmosfera
*era reale*: cioè la si percepiva già tale nel 1970. Quindi,
quando io sostengo che la visione di uno Scaruffi è errata a
priori nel suo tentativo di ridurre i 60s/70s ad una serie di
'grandi nomi' "mediocri" (sic) che fanno un prodromo degli
80s/90s, non sostengo una visione basata su teorie nostalgiche, ma
su una dimensione oggi perfettamente chiara sia a livello sociale,
culturale e addirittura merceologico.

Purtroppo la mancanza di una valutazione storica e di veri storici
'spassionati' (che non riciclino i dischi usati nei negozi di
Berkeley come fa lui) fa sì che tutta la teoretica di un RU Kaiser
sia finita in pappa come il cervello di troppi.

ciao stanz


Gianni Mantini

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to
"High Tide"

> Parlandoci chiaramente: se ci sono stati dei
> successori della psichedelia floydiana, questi
> sono certamente piů Klaus Schulze o il primo

> Edgar Froese, o anche il primo Florian Fricke,
> che non i Genesis o il Prog in genere, tranne
> qualche eccezione.
> /\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/
> /\/\/\/\/\/ High Tide \/\/\/\/\/
> /\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/\/

Certamente il *prog* non č mai stato (generalmente) molto psychedelico!
Sicuramente i primi Floyd non erano *prog* erano molto meno autoindulgenti
della maggioranza dei gruppi *prog*.
Inoltre erano molto + sperimentali ...
quindi le analogie da te citate sono perfette..
wagner
NP : Bach - Goldberg Variations *Glenn Gould* 1981


Emiliano

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to
On Sun, 28 May 2000 07:26:12 GMT, stanz <st...@iol.it> wrote:

>Quindi,
>quando io sostengo

non solo tu... ci sono anch'io!

>che la visione di uno Scaruffi è errata a
>priori nel suo tentativo di ridurre i 60s/70s ad una serie di
>'grandi nomi' "mediocri" (sic) che fanno un prodromo degli
>80s/90s, non sostengo una visione basata su teorie nostalgiche, ma
>su una dimensione oggi perfettamente chiara sia a livello sociale,
>culturale e addirittura merceologico.
>

>...che non riciclino i dischi usati nei negozi di
>Berkeley come fa lui...

ecco svelati un sacco di segreti: la maggior parte dei dischi
recensiti da Scaruffi finisce infatti a tre carte su TopTen! :)

High Tide

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to

"Gianni Mantini" <megapte...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:9IaY4.13309$VM3.1...@news.infostrada.it...
> "High Tide"

> > Parlandoci chiaramente: se ci sono stati dei
> > successori della psichedelia floydiana, questi
> > sono certamente piů Klaus Schulze o il primo

> > Edgar Froese, o anche il primo Florian Fricke,
> > che non i Genesis o il Prog in genere, tranne
> > qualche eccezione.
> > /\/\/\/\/\/ High Tide \/\/\/\/\/
> >

> Certamente il *prog* non č mai stato (generalmente) molto psychedelico!


> Sicuramente i primi Floyd non erano *prog* erano molto meno autoindulgenti
> della maggioranza dei gruppi *prog*.
> Inoltre erano molto + sperimentali ...
> quindi le analogie da te citate sono perfette..
> wagner
> NP : Bach - Goldberg Variations *Glenn Gould* 1981
>

*** Hai detto giusto, infatti:
1) i primi Pink Floyd erano molto meno autoindulgenti
della maggioranza dei gruppi Prog.
2) i primi Pink Floyd erano molto piů sperimentali della
maggioranza dei gruppi Prog.

Lo so che č una semplice ripetizione... ma ci tengo a
sottolineare queste cose.
Aggiungo che, come corollario, si ha che in generale
NON č vero che si trovino nel Prog le punte di massima
avanguardia musicale. E certo NON nel Prog sinfonico,
non nei Genesis e tantomeno negli Yes (per non parlare
di Emerson Lake & Palmer). Personalmente trovo
molta piů ricerca (ed arditezza...) musicale per esempio
nella triade di "Radio Gnome Invisible" dei Gong
che nei soliti classici del Prog (va bene che in genere
anche i Gong sono fatti rientrare "dalla finestra" come
gruppo di Prog).

silvio

unread,
May 29, 2000, 3:00:00 AM5/29/00
to

"High Tide" <sa...@ummagumma.it> ha scritto nel messaggio
news:%jiY4.18324$VM3.1...@news.infostrada.it...
(...)

> Aggiungo che, come corollario, si ha che in generale
> NON č vero che si trovino nel Prog le punte di massima
> avanguardia musicale. E certo NON nel Prog sinfonico,
> non nei Genesis e tantomeno negli Yes (per non parlare
> di Emerson Lake & Palmer). Personalmente trovo
> molta piů ricerca (ed arditezza...) musicale per esempio
> nella triade di "Radio Gnome Invisible" dei Gong
> che nei soliti classici del Prog (va bene che in genere
> anche i Gong sono fatti rientrare "dalla finestra" come
> gruppo di Prog).

piu' in generale, non e' nella musica rock o prog o leggera
etc. che si trovano le 'punte di massima avanguardia
musicale'. Dopo di che, fa piacere ascoltarsela, di quando
in quando.
Saluti
silvio
p.s.: di Rolf-Ulrich Kaiser abbiamo parlato con stanz un
due-tre anni fa. E' una documentazione d'epoca. Sul piano
critico, vale pochino.

stanz

unread,
May 29, 2000, 3:00:00 AM5/29/00
to

silvio wrote:

> Sul piano critico, vale pochino.

Rolf Ulrich Kaiser, pag.203

Una sera a Berlino

Mi viene in mente una sera a Berlino, nel novembre 1969, in un
capannone di fabbrica adibito ad abitazione, tinteggiato di
nero: lo Schwarzer Raum, la Sala Nera. In quei giorni ero
ospite di una comune solo per ascoltare, osservare. Quella sera
, siccome avevano trovato dei soldi, si era preparata una
buonissima cena. Tutti dunque spensierati, rilassati, allegri.
Poi scendemmo nella Sala Nera; uno prese il flauto, un altro la
batteria, una ragazza delle stoviglie di latta, un'altra una
chitarra, un altra ancora un'armonica a bocca. Due pizzicavano
le corde di un pianoforte rotto. Alcuni ballavano. Suoni,
dapprima disordinati, si levarono, si accordarono, l'uno con
l'altro, crearono tensione, si distesero, cantarono
bisbigliarono. Una strana musica che non si è abituati ad
ascoltare; un clima di spontaneità. Community nella Sala Nera.
Il suono diventato comunicazione, gioia, unione, solidarietà.

RU Kaiser, 1970

silvio

unread,
May 29, 2000, 3:00:00 AM5/29/00
to

"stanz" <st...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:39329B0A...@iol.it...

>
> silvio wrote:
> > Sul piano critico, vale pochino.
>
> Rolf Ulrich Kaiser, pag.203
>
> Una sera a Berlino
>
> Mi viene in mente una sera a Berlino, nel novembre 1969
(...)
ecco, appunto. Vale pochino. Anche come poeta idillico.
Saluti
silvio

stanz

unread,
May 29, 2000, 3:00:00 AM5/29/00
to
silvio wrote:

> ecco, appunto. Vale pochino. Anche come poeta idillico.

Ahimè, non hai capito :-)): queste cose lui le *aveva
vissute* e aveva, intuitivamente, colto la dinamica di un
suono che nasce karmicamente e non industrialmente. Da qui,
poi, la sua produzione di dischi che hanno proprio questa
struttura, vedi gli Annexus Quam su OHR tanto per fare un
nome. Da qui, ancora, tutto il krautrock, e il post rock
"illuminato" (vedi GYBE e Cerberus Shoal).
Tutta musica che *nasce prima* dell'industria, proprio come
quella session casuale raccolta in questo trafiletto, che tu
erroneamente cogli solo come 'poesia idilliaca' e non come
metodo di fondo usato oggi come ieri per spiazzare il music
biz e -soprattutto- l'opacità della musica rock nei suoi
formalismi più beceri e banali.
Rolf Ulrich Kaiser è ancora con noi, caro Silvio.

ciao stanz


silvio

unread,
May 30, 2000, 3:00:00 AM5/30/00
to

"stanz" <st...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:3932D7CE...@iol.it...

> Ahimè, non hai capito :-)): queste cose lui le *aveva
> vissute* e aveva, intuitivamente, colto la dinamica di un
> suono che nasce karmicamente e non industrialmente. Da
qui,
> poi, la sua produzione di dischi che hanno proprio questa
> struttura, vedi gli Annexus Quam su OHR tanto per fare un
> nome. Da qui, ancora, tutto il krautrock, e il post rock
> "illuminato" (vedi GYBE e Cerberus Shoal).
Annexus Quam non mi dispiaceva, in effetti. Si trova in
cidì?
Mmh, questa cosa del suono karmico mi fa tanto new age,
raeliani e altro.

> Tutta musica che *nasce prima* dell'industria, proprio
come
> quella session casuale raccolta in questo trafiletto, che
tu
> erroneamente cogli solo come 'poesia idilliaca' e non come
> metodo di fondo usato oggi come ieri per spiazzare il
music
> biz e -soprattutto- l'opacità della musica rock nei suoi
> formalismi più beceri e banali.
> Rolf Ulrich Kaiser è ancora con noi, caro Silvio.

no, con me no. Ti consiglierei ancora L. Cerchiari, "Il
jazz", Milano, Bompiani, 1998, se solo non avessimo parlato
di 'ste cose da due anni e mezzo in qua. Quel brano,
ribadisco, era poesia idillica e arcadica e non credo ci sia
nessun modo, ora come ora, di spiazzare il biz: qualunque
biz. Questo vedo sul lavoro e, per quel che posso, nel
mondo.
Saluti
silvio
p.s.: compra il disco di Bebel Gilberto, e' un ordine.
> ciao stanz
>

stanz

unread,
May 30, 2000, 3:00:00 AM5/30/00
to

silvio wrote:

>
> Annexus Quam non mi dispiaceva, in effetti. Si trova in
> cidì?

Sì, su Spalax, in splendido digipack oltretutto.

>
> Mmh, questa cosa del suono karmico mi fa tanto new age,
> raeliani e altro.

Perchè non hai focalizzato bene IMHO la problematica di Kaiser.
Mentre il post rock ha dietro una non indifferente
acculturazione 'contemporanea' che a mio avviso in certe fasce
lo raggela, Kaiser aveva attorno gruppi dall'attitudine e dalla
cultura in gran parte 'rockista'. Tutt'altro insomma che
qualsiasi "new age": anzi, è molto più probabile trovare della
new age in certi nomi che vengono riciclati ai margini del post
rock, tipo i vari Robert Rich o Steve Roach. Un Annexus Quam era
come cultura molto più vicino ai Rolling Stones che ai dischi
new age (per quanto possa sembrare strano!), e per "cultura"
intendo la metodica empatica di Kaiser, tendenzialmente
improvvisativa e spontaneista.

> Quel brano, ribadisco, era poesia idillica e arcadica e non
> credo ci sia nessun modo, ora come ora, di spiazzare il biz:

Naturalmente, d'altronde siamo circondati da una realtà che
Kaiser aveva previsto e oculatamente trattato: **La nuova musica
pop, così come oggi viene spinta commercialmente, è diventata un
enorme surrogato che fa sembrare il *cambiamento* un fatto già
avvenuto e scoraggia dall'intraprenderne l'effettiva attuazione"

[RUK, p.9]

bye stanz


silvio

unread,
May 30, 2000, 3:00:00 AM5/30/00
to

"stanz" <st...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:39339918...@iol.it...

> Perchè non hai focalizzato bene IMHO la problematica di
Kaiser.

ti correggo: non l'ho focalizzata affatto. Il libro l'ho
letto almeno vent'anni fa e, all'epoca, m'aveva irritato,
perche' studiavo la musica seria e m'infastidivano le
chiacchiere generiche sociopolitiche utopiche etc.. Poi l'ho
dato a un amico fisioterapista, il quale credo ancora me ne
ringrazi. Questo per dire che non ce l'ho piu' molto
presente.

> Mentre il post rock ha dietro una non indifferente
> acculturazione 'contemporanea' che a mio avviso in certe
fasce
> lo raggela, Kaiser aveva attorno gruppi dall'attitudine e
dalla
> cultura in gran parte 'rockista'. Tutt'altro insomma che
> qualsiasi "new age": anzi, è molto più probabile trovare
della
> new age in certi nomi che vengono riciclati ai margini del
post
> rock, tipo i vari Robert Rich o Steve Roach.

be', Robert Rich e Steve Roach hanno seguito percorsi molto
diversi, dai.
In tutta franchezza, quel non molto che ho ascoltato di post
rock mi lascia non freddo: gelido.

> Un Annexus Quam era
> come cultura molto più vicino ai Rolling Stones che ai
dischi
> new age (per quanto possa sembrare strano!), e per
"cultura"
> intendo la metodica empatica di Kaiser, tendenzialmente
> improvvisativa e spontaneista.

no no, ma su questo non discuto: Annexus Quam, e altre sue
produzioni (magari non tantissime) hanno resistito con
decoro all'usura del tempo.

> Naturalmente, d'altronde siamo circondati da una realtà
che
> Kaiser aveva previsto e oculatamente trattato: **La nuova
musica
> pop, così come oggi viene spinta commercialmente, è
diventata un
> enorme surrogato che fa sembrare il *cambiamento* un fatto
già
> avvenuto e scoraggia dall'intraprenderne l'effettiva
attuazione"

sì, appunto. Ma quando si attaccano 'sti discorsi, io prendo
cappello, ringrazio e me ne vado. Non mi interessano - non
che mi siano mai interessati in particolare, peraltro. A me
piace la musica, come anche a te. Adesso ho 'sta cotta per
Bebel Gilberto. Domani l'avro' per un inedito di Erich
Kleiber. Dopodomani per il prevedibilmente quadruplo di
Donald Byrd con le session fino al '67 (o '68? Ora
dimentico). Son banale.
Saluti
silvio

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