I capi in testa
Con i distintivi sfavillanti
Si sbracciano come dannati
Solo per sentirsi piu' importanti
Sale sul palco
Il numero 24 dalla lista
Che per far pressa sulla folla
Continua a ripetere
E' ora di finirla adesso basta!
Tutti d'accordo
E si puo' andare avanti
E come previsto dal programma
Arrivano i cantanti
Adesso e' il turno
Di quello un po' introverso
Che mentre si esibisce stancamente
Pensa che e' solo tempo perso
E tutto a un tratto
Arriva l'attrazione
La gente applaude nervosamente
Per mascherare un po' di delusione
Tutto e' finito
Si smonta il palco in fretta
Perche' anche l'ultimo degli addetti ai lavori
Ci ha a casa qualcuno che l'aspetta
Restano sparsi
Disordinatamente
I vuoti a perdere mentali
Abbandonati dalla gente
Dalla gente
Abbandonati dalla gente
--
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(...)
questa canzone non era, per cosě dire e con ogni cautela, una lagna
inesorabile?
Saluti
silvio
> questa canzone non era, per cosě dire e con ogni cautela, una lagna
> inesorabile?
non capisci un cazzo
e tu sei un raffinato conversatore secentesco.
Saluti
silvio
> e tu sei un raffinato conversatore secentesco.
Attenzione, non c'entro con costui.
Concordo che il testo di Bennato non sia un granchč, ma mi č sempre
piaciuto il finale.
saluti
i.
--
E poi le parolacce che ti lasci scappare
che servono a condire il tuo discorso d’autore
come bava di lumaca stanno li a dimostrare
che č vero, č vero non si puň migliorare
col tuo schifo d’educazione
col tuo schifo di educazione.
Ivan Graziani, Pigro
ohéi, lo so. Invecchio, ma non a quel punto.
> Concordo che il testo di Bennato non sia un granchè, ma mi è sempre
> piaciuto il finale.
mai fatto caso, veramente. Mi si è chiesto per troppi anni di suonarla,
quella lì e Un giorno credi di esser giusto / e di essere un grande uomo,
che è un disastro di metrica e uno strazio insopportabile in quanto ai
suoni.
> E poi le parolacce che ti lasci scappare
> che servono a condire il tuo discorso d'autore
> come bava di lumaca stanno li a dimostrare
> che è vero, è vero non si può migliorare
> col tuo schifo d'educazione
> col tuo schifo di educazione.
e questo invece è stato quasi un grande (un altro del quale àuspico
riascolti è Mimmo Cavallo, naturalmente).
Saluti
silvio
p.s.: temo di aver già raccontato di quando Graziani era stato ospite del
Tg2, nello spettacolo di varietà abbinato alla diretta monstre sulle
elezioni politiche del '76. Faceva un effetto spiazzante nemmeno da ridere.
ricordavo si chiamasse 'Festa di Piazza'.
Comunque, una delle canzoncine più inutili e irritanti di uno dei personaggi
più inflazionati e sopravvalutati del panorama della musica leggera
italiana.
La 'musica' e il cantato, con un timbro anonimo-sgradevole e un vero
massacro della metrica, erano davvero stomachevoli.
Anche il testo da solo, però, non scherza.
Un concentrato della peggior retorica bennatiana.
MA non si è ancora reso conto di essere lui il n.24 della lista ?
esatto ! il massacro della metrica è una costante nella carriera del tristo
figuro.
Per la verità, però, questa ha una sua certa dignità musicale, nonchè
qualche scopiazzatura vagamente betlesiana negli arrangiamenti.
Forse l'unica cosa degna di nota del secondo periodo (il primo, quello
sopportabile, si esaurì con la pubblicazione
de 'l'ultimo fiammifero').
> Concordo che il testo di Bennato non sia un granchč, ma mi č sempre
> piaciuto il finale.
>
tutte 'ste storie per la trovatina dei vuoti a perdere mentali abbandonati
dalla gente ?
parole di un qualche effetto, ma dal significato assai vago, tanto che se
glielo chiedevi forse nemmeno lui sapeva dirtelo ?
un altro che di metrica capisce quanto io so della coltivazione dei pagùri
in Indostan è Roberto Vecchioni. Gli ho sentito dire che Saffo componeva in
distici elegiaci e che quindi deriva da lei la canzone d'autore. Nessuno
della platea ha obiettato alcun che - alcuni per compassione verso l'anziano
canzonettista, molti perché nemmeno sapevano di che si parlasse.
> Per la verità, però, questa ha una sua certa dignità musicale, nonchè
> qualche scopiazzatura vagamente betlesiana negli arrangiamenti.
> Forse l'unica cosa degna di nota del secondo periodo (il primo, quello
> sopportabile, si esaurì con la pubblicazione
> de 'l'ultimo fiammifero').
stante la comprensibile e molto condivisibile tua severità nel giudizio
complessivo, queste osservazioni mi sembrano troppo generose.
Saluti
silvio
p.s.: ho visto però una replica di un servizio su Odeon, che sarà stato
quindi del '76-77. Raccontava la tournée del losco in giro per l'Italia. La
tournée se la facevano in un furgoncino, lui, Tony Esposito e non mi ricordo
chi altri. E' evidente che l'impianto coreografico non sarà stato quello del
grottesco Zooropa Tour, ma insomma onore al merito.
> Ivan Graziani, Pigro
>
> --
mitico, mitico, mitico.
"tu sai citare i classici a memoria, ma non distingui il ramo dalla foglia"
:-)))
ciao
--
Il Salta
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> Forse l'unica cosa degna di nota del secondo periodo (il primo, quello
> sopportabile, si esaurģ con la pubblicazione
> de 'l'ultimo fiammifero').
a me sono sempre piaciuti molto "burattino senza fili" e "sono solo
canzonette": č grave? :-)
Ciao
ma non c'č niente che sia grave: a me piace il Califfo, mi sono appena
comprato un suo doppio cidě e me lo ascolto nei momenti acconci, con grande
e intensa soddisfazione.
Di Bennato, perň, infastidisce questo timbro didattico e didascalico e
soprattutto queste prese di posizione presuntamente contarie alle logiche di
chi sa quale sistema. Quello non lo si regge proprio, ecco, ma su quello lui
ha costruito buona parte della sua fortuna.
Dopo di che, qualche canzone passabile gli č pure scappata, ci mancherebbe.
Saluti
silvio
Sono d'accordo su tutto, anche se da giovane mi piaceva molto anche
(soprattutto?) per questo demagogismo un po' banale ma che a 15-16 anni è
difficile decrittare.
Lo ascolto però ancora ogni tanto, credo che qualche buona intuizione
l'abbia avuto specie nei passaggi più vicini allo sberleffo.
In fondo la musica Pop è nata come musica per ragazzini, ha 15-16-18 anni
non si perde tempo a fare le pulci ad un testo di una canzone, si canticchia
in compagnia e si spende il tempo in altre cose più interessanti...
Credo che spesso l'argomento testo, ma anche l'argomento musica venga
trattato con troppa seriosità, in fondo sono solo canzonette..
w
molto d'accordo sulla conclusione. Le parole delle canzoni hanno poco peso.
Difficile ricordarle, se non appunto a 15-16 anni, quando uno ha il tempo di
impararsi a memoria interi ellepì dei Jam (ehm ehm) e altro del genere.
Meno d'accordo sullo sberleffo. A me Bennato mi è sempre sembrato uno che si
prendeva sul serio da matti. Magari sbaglio, anzi di sicuro, ma
l'impressione è quella lì.
Saluti
silvio
Beh, avete abbastanza ragione sul "demagogismo banale"...
A me piacciono proprio i 2 album citati per la capacità di tirar fuori un
album concept da fiabe conosciute, elaborare delle metafore (magari già
presenti nelle fonti usate) e metterle in forma di canzone.
"dopo il liceo che potevo far" arrangiata con l'orchestrina jazz la trovo
divertente; "nel covo dei pirati" è un'ottima canzone "di formazione", se mi
passate la definizione...nel panorama musicale italiano c'è di molto, molto
peggio...
C'erano molti dischi di "chitarrosi" brutti e pesanti in quegli anni, che
sono invecchiati assai peggio (penso appunto ad alcune cose di vecchioni).
Almeno, Bennato era un po' vivace...
e poi, se "mangiafuoco" fosse una canzone che non serve più, con la sua
demagogia spicciola, non ci troveremmo col nano premier pelato.
:-)))
ciao a tutti
Probabilmente hai ragione, ma credo che tutti gli artisti si prendano
"maledettamente" sul serio, anzi quelli che fingono di non farlo più degli
altri.
Credo sia un fenomeno intrinseco alla professione, credo ci si debba
prendere molto sul serio e considerarsi persone che hanno cose importanti da
dire per fare l'artista ( ma anche il giornalista o l'opinionista).
Mi pare che in un album come "I Buoni e i cattivi" Bennato riesca in diversi
pezzi a porsi sulla linea di confine tra scherzo e seriosità certi pezzi mi
paiono se non altro divertenti ed un minimo inusuali, certo ci marciava
sulla capacità di abboccare all'amo del suo pubblico.
ciao
gianni
sì, concordo anche su questo. Ma chi lo sa se anche i carpentieri o i
falegnami, nel loro piccolo o grande, non si prendono sul serio? Quelli che
conosco io, che non sono migliaia, non si prendono sul serio affatto - ma
non sono indicativo sul piano statistico, ci mancherebbe.
> Mi pare che in un album come "I Buoni e i cattivi" Bennato riesca in
diversi
> pezzi a porsi sulla linea di confine tra scherzo e seriosità certi pezzi
mi
> paiono se non altro divertenti ed un minimo inusuali, certo ci marciava
> sulla capacità di abboccare all'amo del suo pubblico.
ci ha marciato parecchio. A me è questo che urta - ma in realtà non mi urta
nemmeno, perché poi Bennato è quello di Notti magicheeeee / inseguendo un
gooool, e allora si spiega tutto.
Saluti
silvio
è grave? :-)
> >
> più che altro, è greve
> ;-)
eheheh...in chianti? ;-))
a parte gli scherzi...gli voglio trovare per forza qualche pregio, a quel
bravo guaglioncello che mi ha allietato l'adolescenza...dai, almeno è un
bravo disegnatore...la copertina di "La torre di babele" se l'è disegnata da
solo :)
ciao
> ci ha marciato parecchio. A me è questo che urta - ma in realtà non mi
urta
> nemmeno, perché poi Bennato è quello di Notti magicheeeee / inseguendo un
> gooool, e allora si spiega tutto.
in effetti, ricordo di averlo anche visto dal vivo, la prima volta credo nel
81 e mi era piaciuto (ma avevo 16 anni..), la seconda volta lo vidi nel
86-87 è mi fece quasi compassione
w
e adesso, peraltro, che fine ha fatto? Mai più sentito da una vita, ma
ammetto di essere disattento.
Invece, a una mostra romana, c'era una sala di riposo in cui si
trasmettevano, a flusso continuo, un noioso video live degli U2 e il recente
di Springsteen a Barcellona. Insomma. C'è stato un tempo, nemmeno
lontanissimo, in cui sollevare obiezioni su Springsteen era più o meno
insultare Garibaldi.
Saluti
silvio
Ma credo stia cercando di sbarcare il lunario, lo vidi anche 2-3 anni fa in
un concerto gratutito sulla spiaggia di Rimini, ora che ci penso abbiamo
anche giocato a pallone insieme (credo abbia la ragazza di Rimini o avesse
non so).
> Invece, a una mostra romana, c'era una sala di riposo in cui si
> trasmettevano, a flusso continuo, un noioso video live degli U2 e il
recente
> di Springsteen a Barcellona. Insomma. C'è stato un tempo, nemmeno
> lontanissimo, in cui sollevare obiezioni su Springsteen era più o meno
> insultare Garibaldi.
Io su Springsteen ho sempre avuto delle riserve, almeno a livello di album
di studio, credo gli manchi un pizzico di genialità, sono convinto comunque
abbia scritto diversi ottimi pezzi e credo anche che live nel periodo
78-81fosse piuttosto divertente e trascinante.
Sempre parlando di intoccabili :
visto ieri sera Presley nel comeback del 68, ottimo ed anche divertente
ciao gianni
mi', Bennato un concerto gratuito? Ma organizziamo una colletta per
l'anziano cantautore. 10 euri a testa, con tutti quelli che bazzicano Iamr e
Iamrp e gli facciamo svoltare qualche settimana, per lo meno.
> Io su Springsteen ho sempre avuto delle riserve, almeno a livello di album
> di studio, credo gli manchi un pizzico di genialità, sono convinto
comunque
> abbia scritto diversi ottimi pezzi e credo anche che live nel periodo
> 78-81fosse piuttosto divertente e trascinante.
può darsi, guarda. Ricordo persone altrimenti stimabilissime che spendevano
l'anima de li mortacci loro per procurarsi improbabili bootleg tripli
svedesi, di quelli con le confezioni cartonate che pareva contenessero non 3
ma 30 ellepì.
Il mio Springsteen, se così posso dire senza ridere, è Atlantic city. Quasi
soltanto quella canzone lì, ma quella lì è una gran bella canzone.
> Sempre parlando di intoccabili :
> visto ieri sera Presley nel comeback del 68, ottimo ed anche divertente
concerto splendido, altro che. Dove l'hai visto?
Su Elvis è uscito dagli Editori Riuniti un pratico volumetto di 128 pagine
(costo meno di 10 euri). Si chiama fantasiosamente Elvis Presley e l'ha
scritto Carmelo Genovese, che è amico mio. Lo suggerisco tuttavia non per
questo, ma perché è un'introduzione succinta e insieme compendiosa a una
materia sterminata.
Nella stessa collana, è disponibile anche un buon libretto su John Coltrane,
dovuto al noto pubblicista Roberto Valentino.
Saluti
silvio
;-)
Seriamente penso che molti vadano ancora in giro e facciano dischi solo per
cercare di mantenere l'alto tenore di vita che hanno sempre avuto , credo
sappiano benissimo quello che stanno facendo e ne siano (spero) anche un po'
intristiti.
> può darsi, guarda. Ricordo persone altrimenti stimabilissime che
spendevano
> l'anima de li mortacci loro per procurarsi improbabili bootleg tripli
> svedesi, di quelli con le confezioni cartonate che pareva contenessero non
3
> ma 30 ellepì.
Tantissime, vero io ho un triplo live che mi hanno doppiat, bello tra
l'altro, credo sia del 81.
> Il mio Springsteen, se così posso dire senza ridere, è Atlantic city.
Quasi
> soltanto quella canzone lì, ma quella lì è una gran bella canzone.
Sì, nebraska è un bell'album, certo tende un po' ad annoiare, a me piace
molto "The Wild, The Innocente & The E Street Shuffle" un album pieno di
difetti ma ricco di gioia e di passione con quegli arrangiamenti ipertrofici
e quasi carnevaleschi.
> concerto splendido, altro che. Dove l'hai visto?
Ho comprato il dvd (brasiliano!) su ebay, sembra sia anche abbastanza raro
> Su Elvis è uscito dagli Editori Riuniti un pratico volumetto di 128 pagine
> (costo meno di 10 euri). Si chiama fantasiosamente Elvis Presley e l'ha
> scritto Carmelo Genovese, che è amico mio. Lo suggerisco tuttavia non per
> questo, ma perché è un'introduzione succinta e insieme compendiosa a una
> materia sterminata.
Interessante, a me la voglia di riascoltare Elvis è venuta rileggendo il
capitolo che gli dedicò Greil Marcus su "Mistery Train".
> Nella stessa collana, è disponibile anche un buon libretto su John
Coltrane,
> dovuto al noto pubblicista Roberto Valentino.
Non so chi sia (Valentino), non vorrei fosse il (bel) libretto che comprai
l'anno passato a Umbria Jazz.
stasera ci guardo, purtroppo (anzi per fortuna) la mia memoria sta
diventando sempre più labile e lacunosa.
ciao
gianni
ma sě. Io non penso che i cantautori fossero (o siano) in malafede. Se a un
certo momento vedi che fai un po' di soldi cantando certe cose, perché non
dovresti cantarle? Poi naturalmente i gusti cambiano e tu ti ritrovi un
rudere dalla mattina alla sera (piů o meno), ma questo fa parte del gioco,
direi, e vale per quasi tutti i mestieri.
> Tantissime, vero io ho un triplo live che mi hanno doppiat, bello tra
> l'altro, credo sia del 81.
il celebre live svedese? Che all'epoca costava davvero uno sproposito, una
cifra ridicola che ora non ricordo, ma potevano anche essere 100mila lire.
> Sě, nebraska č un bell'album, certo tende un po' ad annoiare, a me piace
> molto "The Wild, The Innocente & The E Street Shuffle" un album pieno di
> difetti ma ricco di gioia e di passione con quegli arrangiamenti
ipertrofici
> e quasi carnevaleschi.
no, a me quello lě non piace, anche se mi pare ci siano 1 o 2 canzoni
salvabili.
Nebraska annoia, certo. Ricordo Bertoncelli che, su Linus, scrisse piů o
meno: ma questo disco lo fa anche il mio vicino di casa. Retrospettivamente,
non aveva troppo torto (ma era un giudizio pesante lo stesso, oppure il suo
vicino di casa disponeva di talento ragguardevole. Chi lo sa. Io
quest'inverno ho visto Bertoncelli che elogiava Morgan dei Bluvertigo e ho
pensato che alla fine teniamo tutti famiglia).
> Non so chi sia (Valentino), non vorrei fosse il (bel) libretto che comprai
> l'anno passato a Umbria Jazz.
> stasera ci guardo, purtroppo (anzi per fortuna) la mia memoria sta
> diventando sempre piů labile e lacunosa.
Roberto Valentino ha scritto su parecchie riviste musicali e soprattutto ha
organizzato concerti in mezza Italia. E' uno che conosce il suo mestiere e
la sua musica.
Il libro č uscito da poco. Forse tu potresti aver preso lo splendido
Coltrane di Marcello Piras che, nonostante la limitazione temporale, č la
miglior cosa uscita in Italia sull'argomento.
Saluti
silvio
Sono d'accordo fanno benissimo, massimo rispetto a chi si mantiene scrivendo
canzonette e facendo concerti, altro che stare in ufficio 8-9 ore la giorno!
> Poi naturalmente i gusti cambiano e tu ti ritrovi un
> rudere dalla mattina alla sera (più o meno), ma questo fa parte del gioco,
> direi, e vale per quasi tutti i mestieri.
Credo sia un fenomeno trasversale a tutte le professione ed a tutte le
attività, televisione esclusa..
> il celebre live svedese? Che all'epoca costava davvero uno sproposito, una
> cifra ridicola che ora non ricordo, ma potevano anche essere 100mila lire.
No, ho controllato "Passac Night" del 1978.
> Nebraska annoia, certo. Ricordo Bertoncelli che, su Linus, scrisse più o
> meno: ma questo disco lo fa anche il mio vicino di casa.
Retrospettivamente,
> non aveva troppo torto (ma era un giudizio pesante lo stesso, oppure il
suo
> vicino di casa disponeva di talento ragguardevole.
Credo che ci sia un fondo di ragione, non ci vedo niente di eroico a
registrare su un 4 piste, mi sembra più che altro una furbata.
Chi lo sa. Io
> quest'inverno ho visto Bertoncelli che elogiava Morgan dei Bluvertigo e ho
> pensato che alla fine teniamo tutti famiglia).
;-)
Sopravvivere scrivendo di musica sui giornali musicali italiani merita il
massimo rispetto, ci vuole un talento fuori dal comune.
> Roberto Valentino ha scritto su parecchie riviste musicali e soprattutto
ha
> organizzato concerti in mezza Italia. E' uno che conosce il suo mestiere e
> la sua musica.
> Il libro è uscito da poco.
E' questo, comunque hai ragione un bel libro ben fatto e soprattutto
comprensibile.
> Forse tu potresti aver preso lo splendido
> Coltrane di Marcello Piras che, nonostante la limitazione temporale, è la
> miglior cosa uscita in Italia sull'argomento.
Sai anche la casa editrice?
Ti chiederei un favore, l'anno passato sponsorizzavi un album brasiliano di
cui, naturalmente; non ricordo il titolo.
Mi sembrava fosse di Celia Fonseca se non erro.
Siccome ho scoperto soulseek, pensava se non altro di scaricarlo, ho
scaricato i Tribalistas e mi piacciono parecchio.
Niente di nuovo ma classe da vendere.
ciao
gianni
sì, rispetto e naturalmente invidia - la stessa che magari hanno loro per i
più sconosciuti travet (non so, eh, dico a caso).
> No, ho controllato "Passac Night" del 1978.
mi sembra di averlo sentito, ma non ne sono sicuro. Altre stagioni
politiche, comunque.
> Credo che ci sia un fondo di ragione, non ci vedo niente di eroico a
> registrare su un 4 piste, mi sembra più che altro una furbata.
per qualche motivo ignoto, mi ostino a considerare Springsteen alieno dalle
furbate. Si capisce che è un pregiudizio positivo fondato su niente, ma a me
pare così. Poi ho sentito ieri a Studio Aperto che ha il record di
indennizzo per i soldi versati alla moglie (la magnifica Julianne Phillips)
a motivo della separazione e l'ho subito avvertito fratello - ma è durata
poco, perché poi mi è venuto in mente che ha mollato la Phillips per quella
cozza burina della Patti Scialfa, santa la polenta.
> ;-)
> Sopravvivere scrivendo di musica sui giornali musicali italiani merita il
> massimo rispetto, ci vuole un talento fuori dal comune.
no, non lo credo. Richiede mestiere e capacità di adattamento. Sono doti di
rilievo, non tutti ce le hanno e quindi onore al merito. Ma nessuno che
scriva di musica sui quotidiani ha talento. Forse Cesare G. Romana, sul
Giornale, che però è molto limitato come interessi. Castaldo si è
addormentato da tempo. Luzzatto Fegiz conosce la discografia e i
discografici come nessuno, ma parlare di musica è ancora un'altra cosa (però
LF lo leggo molto volentieri. E' quello, fra tutti, che regge meglio la
prima persona singolare).
> > Forse tu potresti aver preso lo splendido
> > Coltrane di Marcello Piras che, nonostante la limitazione temporale, è
la
> > miglior cosa uscita in Italia sull'argomento.
>
> Sai anche la casa editrice?
certo. E' uscito per Stampa Alternativa, nella bellissima collana Jazz
People, che ha in catalogo testi di Gaslini su Monk, Maurizio Giammarco su
Sonny Rollins, Franco Fayenz su Tristano ed Enrico Pieranunzi su Bill Evans.
Per me, è da avere tutta.
> Ti chiederei un favore, l'anno passato sponsorizzavi un album brasiliano
di
> cui, naturalmente; non ricordo il titolo.
> Mi sembrava fosse di Celia Fonseca se non erro.
> Siccome ho scoperto soulseek, pensava se non altro di scaricarlo, ho
> scaricato i Tribalistas e mi piacciono parecchio.
> Niente di nuovo ma classe da vendere.
giustissimo il giudizio sui Tribalistas. Sarebbe come se, in Italia,
facessero un discaccio insieme, che so, Celentano, Amedeo Minghi e, come
donna, boh, Loretta Goggi.
Ho fatto pubblicità a Celso Fonseca? Bene, la merita. Il disco da cercare è
Natural, ma penso che su Soulseek si trovi un po' di tutto.
A proposito: qualcuno riesce a usare Em**e? A me mi dà sempre i server
sconnessi, acciderba.
Saluti
silvio
> per qualche motivo ignoto, mi ostino a considerare Springsteen alieno
dalle
> furbate. Si capisce che è un pregiudizio positivo fondato su niente, ma a
me
> pare così.
Non so difficile a dirsi, credo che l'operazione "artista che registra il
suo dolore solo soletto con un 4 piste dove urla fuori tutta la sua rabbia"
non sia credibile.
Avrei preferito un bel 24 piste, qualche pezzo arrangiato meglio, qualche
pezzo più rifinito.
> Poi ho sentito ieri a Studio Aperto che ha il record di
> indennizzo per i soldi versati alla moglie (la magnifica Julianne
Phillips)
> a motivo della separazione e l'ho subito avvertito fratello - ma è durata
> poco, perché poi mi è venuto in mente che ha mollato la Phillips per
quella
> cozza burina della Patti Scialfa, santa la polenta.
Sulla Scialfa confermo il tuo parere, l'altra non so chi sia..
> no, non lo credo. Richiede mestiere e capacità di adattamento. Sono doti
di
> rilievo, non tutti ce le hanno e quindi onore al merito. Ma nessuno che
> scriva di musica sui quotidiani ha talento.
Ma io intendevo ciò che hai appena detto tu.
> certo. E' uscito per Stampa Alternativa, nella bellissima collana Jazz
> People, che ha in catalogo testi di Gaslini su Monk, Maurizio Giammarco su
> Sonny Rollins, Franco Fayenz su Tristano ed Enrico Pieranunzi su Bill
Evans.
> Per me, è da avere tutta.
Bene, mi fa piacere e me li segno tutti.
I libri sul jazz ,tra quelli musicali, sono indubbiamente i più
interessanti.
> giustissimo il giudizio sui Tribalistas. Sarebbe come se, in Italia,
> facessero un discaccio insieme, che so, Celentano, Amedeo Minghi e, come
> donna, boh, Loretta Goggi.
oddio credo che verrebbe peggio, io direi Mina, Conte e Fossati.
> Ho fatto pubblicità a Celso Fonseca? Bene, la merita. Il disco da cercare
è
> Natural, ma penso che su Soulseek si trovi un po' di tutto.
Grazie per non avere rimarcato come avessi sbagliato completamente il nome
ed anche il sesso.
> A proposito: qualcuno riesce a usare Em**e? A me mi dà sempre i server
> sconnessi, acciderba.
Io lo uso, ma non ci capisco molto, comunque anche il mio prima di trovare
un server libero ci mette un po' di tempo.
A me a volte da your port 4662 is not reachable, però vedo che va lo stesso,
probabilmente dovrei fare qualcosa il più sarebbe sapere cosa..
Se vuoi provo a chiedere al mio consulente, francofx da iamr...
;-)
Io credo che noi siamo un po' vecchi per capire queste cose, quindi
necessitiamo di più tempo...
ciao
gianni
credo che la tua visione pragmatica abbia piů senso della mia. Considera
perň che Nebraska č l'unico ellepě springsteeniano che io abbia mai comprato
e mi sa che da qualche parte ce l'ho pure ancora, anche se non suonato da
millenni.
> Sulla Scialfa confermo il tuo parere, l'altra non so chi sia..
un memento veloce all'URL http://www.super-hair.net/phillips2.html (ma in
rete ho trovato tutte foto bruttine, debbo dire).
> Bene, mi fa piacere e me li segno tutti.
> I libri sul jazz ,tra quelli musicali, sono indubbiamente i piů
> interessanti.
č difficile parlare in generale, ma la media della critica jazz italiana č
piů alta di quella rock. Le punte, poi, sono incomparabilmente migliori
(oltre a Piras, che č propriamente un musicologo, ci sono anche Stefano
Zenni e Alberto Bazzurro, giusto per dire i primi che mi vengono in mente).
> oddio credo che verrebbe peggio, io direi Mina, Conte e Fossati.
no, quei tre lě sono troppo presuntuosi. Insieme non canterebbero manco la
mula de Parčnso / l'ha meso su botéga.
> Io lo uso, ma non ci capisco molto, comunque anche il mio prima di trovare
> un server libero ci mette un po' di tempo.
> A me a volte da your port 4662 is not reachable, perň vedo che va lo
stesso,
> probabilmente dovrei fare qualcosa il piů sarebbe sapere cosa..
> Se vuoi provo a chiedere al mio consulente, francofx da iamr...
> ;-)
eh, va', se hai tempo, quando te ne avanza e senza nessuna fretta.
> Io credo che noi siamo un po' vecchi per capire queste cose, quindi
> necessitiamo di piů tempo...
io penso di essere l'unico utente di Internet che non si č mai fatto non si
dice un cidě, ma nemmeno un filino smunto di roba scaricata. Hai ragione tu:
siamo superati dalle cose e dagli eventi, dannazione.
Saluti
silvio
Io invece ne ho diversi, tra cui anche "Nebraska", non credo di essere
pragmatico semplicemente giudico cio' che ascolto;
della presunta sincerità non mi importa punto.
> un memento veloce all'URL http://www.super-hair.net/phillips2.html (ma in
> rete ho trovato tutte foto bruttine, debbo dire).
Sicuramente una bella donna, comunque non la conosco.
> è difficile parlare in generale, ma la media della critica jazz italiana è
> più alta di quella rock. Le punte, poi, sono incomparabilmente migliori
> (oltre a Piras, che è propriamente un musicologo, ci sono anche Stefano
> Zenni e Alberto Bazzurro, giusto per dire i primi che mi vengono in
mente).
D'accordo, credo anche che leggersi le biografia di artisti come Miles,
Monk, Bird ecc. aiuti a capire un po' come fosse l'America dell'epoca.
> io penso di essere l'unico utente di Internet che non si è mai fatto non
si
> dice un cidì, ma nemmeno un filino smunto di roba scaricata. Hai ragione
tu:
> siamo superati dalle cose e dagli eventi, dannazione.
Io ho iniziato ultimamente :
- 1 cd dei Tribalistas
- 50-60 pezzi dal 55 al 60 (i primordi della musica rock)
- diversi filmati d'epoca, che mediamente si vedono male ma sono piuttosto
interessanti
Quindi più o meno sono nelle tue condizioni, non dico di voler diventare un
hacker ma vorrei almeno sfruttare un minimo delle possibilità che la rete
offre.
Certo che spesso mi sento stupido, più leggo meno ci capisco...
ciao
gianni