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miserere allegri e prassi

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Filippo Bressan

unread,
Apr 20, 2003, 4:34:39 AM4/20/03
to
Nei suoi interessanti post Stefano Torelli ha introdotto altri due elementi
di riflessione. Le ante chiudibili degli organi potevano essere chiuse in
qualsiasi momento. Perchè proprio in quaresima e non a natale? Forse sono
dipinte con soggetti "quaresimali" nella parte esterna, ma anche questo
sarebbe solo elemento indiretto. Ad ogni modo la discussione potrebbe andare
all'infinito e credo verrà risolta solo quando qualcuno metterà a
disposizione la tecnologia necessaria per un bel viaggetto nel tempo. Credo
se ne sentiranno delle belle, tanto da far apparire le "esecuzioni
filologiche" cosi' lontane dall'originale quanto se fossero suonate col
computer (e del pari le esecuzioni "tradizionali"!).
Veniamo alla questione miserere (a parte la sottile ironia della storia che
ha voluto che un compositore di nome Allegri divenisse celebre
esclusivamente per un...miserere! Una contraddizione nei termini mai
rilevata, penso, anche perchè gli anglosassoni ai quali si deve la fama del
brano nella sua versione più comune non hanno la sensibilità linguistica
italiana per capirla).
Del brano in questione esistono piu' versioni che di "volare". Studiosi
hanno dedicato parte delle loro energie a ricomporre il mosaico, tirando
fuori una questione cosi' ingarbugliata che sostenere adesso che il miserere
di Allegri è di Allegri è come dire che l'"adagio" di Albinoni è di Albinoni
(quello orribile con organo e violino, per intenderci) o che il requiem di
Mozart è di Mozart.
L'origine del misesere è quella di un falso bordone. Una composizione
noiosissima, declamata su note lunghe. La leggenda di Mozart che la
"trascrive a memoria dopo averla sentita solo una volta" non aggiunge nulla
al genio del salisburghese: prova solo che aveva un normalissimo orecchio da
musicista dotato. Trascrivere 4-5 accordi non è gran cosa, no?
Una dettagliatissima analisi delle molteplici fonti del miserere, compresa
la loro descrizione, si trova in lingua inglese a questo indirizzo,
liberamente consultabile:
http://www.cappella.demon.co.uk/music/sources.html
Per chi non ha voglia di leggerla (è lunga mooolto piu' dei miei posts!) o
chi non conosce l'inglese riassumo dicendo che:
-la fama del miserere deriva dalla cultura romantica inglese ed è permeata
da quel "sapore misteriosamente esotico" che l'Italia aveva per i romantici
d'oltralpe.
-la tradizione di cantare la versione "attuale" è figlia di quello spirito,
basata su opinabili interpretazioni di versioni "ornamentate"
settecentesche.
In conclusione, vi siete mai chiesti perchè fino alla comparsa dei dischi di
cori anglosassoni del miserere in Italia non si avesse traccia? La fama di
quel brano in tutto il mondo deriva da tali incisioni. Sapete che "Alma
redemptoris mater" a 4 voci di Palestrina (?? attribuito?) veniva cantato in
lingua inglese ed era considerato un anthem attribuito ad un polifonista del
regno unito?
Filippo


st.torelli

unread,
Apr 20, 2003, 8:50:08 AM4/20/03
to
Filippo Bressan wrote:

Grazie, quante cose interessanti!
Però a me il Miserere di Allegri paice anche nella versione "liscia": sono
quattro note, ma le trovo suggestive come certa polifonia sarda.
E poi che prima del boom di dischi britannici il MIserere non fosse inciso mi
dice molto poco: non era inciso quasi nulla!
Vogliamo ricordare che nessuno in Italia ha ancora mia avuto l'idea d'incidere
l'integrale delle cento Messe palestriniane? Eppure costerebbe certo meno soldi
e meno sforzi che incidere tutte le cantatre di Bach (o forse perfino tutte le
Sinfonie di Beethoven).
Beh, se è per questo quando proposi a edizioni cattoliche di realizzare la
prima edizione integrale CD del Laudario di Cortona (un monumento il cui studio
dovrebbe essere obbligatorio in un Paese civile) mi risposero che non c'era
mercato.

Stefano


Simone Baiocchi

unread,
Apr 21, 2003, 6:24:35 AM4/21/03
to

"Filippo Bressan" <fbre...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:zYsoa.38034$LB6.8...@news1.tin.it...
>

>.......... In conclusione, vi siete mai chiesti perchè fino alla comparsa


dei dischi di
> cori anglosassoni del miserere in Italia non si avesse traccia? La fama di
> quel brano in tutto il mondo deriva da tali incisioni. Sapete che "Alma
> redemptoris mater" a 4 voci di Palestrina (?? attribuito?) veniva cantato
in
> lingua inglese ed era considerato un anthem attribuito ad un polifonista
del
> regno unito?

E' vero che gli anglosassoni hanno un po' romanzato attorno a certe musiche
italiane e a certe vicende dell'800 ma il Miserere di Allegri era comunque
un appuntameno atteso e suggestivo. All'inizio del 1800 però nel diari della
cappella ci si lamenta per l'assenza di voci adatte ad eseguire il
Miserere (riferito ai solisti) e si dice che "non veniva più così bene come
un tempo", cioè fino
ad alcuni anni prima (più o meno verso la fine del 700 e primissimi 800).
Di fatto venne
rielaborato assieme a quello del Baj (che veniva eseguito anch'esso
alternato a quello di Allegri) e fu creata una versione che
comprendeva un po' di uno e un po' dell'altro. Erano questi interventi che
in Sistina capitavano ogni tanto: Francesco Soriano ad esempio, elaborò una
versione della Papae Marcelli di Palestrina a 8 voci.
Anche questo Miserere misto però non soddisfaceva il collegio dei cantori,
ragion per cui al Baini si chiese di comporre un nuovo Miserere, proprio per
sopperire al problema causato dalla mancanza di buoni solisti adatti a
quello di Allegri e a quello del Baj. Di fatto in alcuni anni all'inizio
dell'ottocento si fece pure una commistione Allegri - Baj- Baini.
Le variazioni erano il succo di questi Miserere come di altri lavori del
genere (sopratutto per Allegri e Baj, ma anche in Baini non erano da meno e
scusate i "giochi di cognomi"): erano una realtà musicale tutta
particolare... che difficilmente poteva essere scritta senza risultare
fuorviante a chi, vedendo solo la partitura, non l' avesse mai ascoltata.
Erano uno stile di canto unico nel suo genere, che indubbiamente risentiva
anche di influssi secenteschi e settecenteschi, ma comunque esclusivamente
destinato ai passi solistici. Già ai tempi di Palestrina però vi era
l'abitudine di infiorare certi passaggi, tanto che il Pierluigi,
probabilmente un po' restio a questi vezzi, in certi casi è lui stesso a
scrivere delle gorgie o delle riempiture, in maniera da costringere il
cantore a fare ciò che era pensato dall'autore, riducendo il campo
dell'arbitrarietà.
Più volte nell'800 maestri e cantori di Sistina tentarono di mettere per
iscritto lo stile di canto della cappella (variazioni e modi di
declamazione): capirono immediatamente che era impresa assai ardua, e molti
di questi esempi circolarono manoscritti tra alcuni addetti ai lavori, ma
con una esplicita richiesta del collegio al Santo Padre che vietasse in
assoluto qualsiasi tentativo di stampa degli stessi.

Saluti,

Simone


Tuco

unread,
Apr 21, 2003, 10:20:56 AM4/21/03
to
"st.torelli" <st.to...@agora.it> ha scritto nel messaggio
news:3EA29780...@agora.it...

> Grazie, quante cose interessanti!
> Però a me il Miserere di Allegri paice anche nella versione "liscia": sono
> quattro note, ma le trovo suggestive come certa polifonia sarda.

Anche tu con la polifonia sarda eh? ...anche a me piace molto!

- Alberto


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