Grazie, quante cose interessanti!
Però a me il Miserere di Allegri paice anche nella versione "liscia": sono
quattro note, ma le trovo suggestive come certa polifonia sarda.
E poi che prima del boom di dischi britannici il MIserere non fosse inciso mi
dice molto poco: non era inciso quasi nulla!
Vogliamo ricordare che nessuno in Italia ha ancora mia avuto l'idea d'incidere
l'integrale delle cento Messe palestriniane? Eppure costerebbe certo meno soldi
e meno sforzi che incidere tutte le cantatre di Bach (o forse perfino tutte le
Sinfonie di Beethoven).
Beh, se è per questo quando proposi a edizioni cattoliche di realizzare la
prima edizione integrale CD del Laudario di Cortona (un monumento il cui studio
dovrebbe essere obbligatorio in un Paese civile) mi risposero che non c'era
mercato.
Stefano
>.......... In conclusione, vi siete mai chiesti perchè fino alla comparsa
dei dischi di
> cori anglosassoni del miserere in Italia non si avesse traccia? La fama di
> quel brano in tutto il mondo deriva da tali incisioni. Sapete che "Alma
> redemptoris mater" a 4 voci di Palestrina (?? attribuito?) veniva cantato
in
> lingua inglese ed era considerato un anthem attribuito ad un polifonista
del
> regno unito?
E' vero che gli anglosassoni hanno un po' romanzato attorno a certe musiche
italiane e a certe vicende dell'800 ma il Miserere di Allegri era comunque
un appuntameno atteso e suggestivo. All'inizio del 1800 però nel diari della
cappella ci si lamenta per l'assenza di voci adatte ad eseguire il
Miserere (riferito ai solisti) e si dice che "non veniva più così bene come
un tempo", cioè fino
ad alcuni anni prima (più o meno verso la fine del 700 e primissimi 800).
Di fatto venne
rielaborato assieme a quello del Baj (che veniva eseguito anch'esso
alternato a quello di Allegri) e fu creata una versione che
comprendeva un po' di uno e un po' dell'altro. Erano questi interventi che
in Sistina capitavano ogni tanto: Francesco Soriano ad esempio, elaborò una
versione della Papae Marcelli di Palestrina a 8 voci.
Anche questo Miserere misto però non soddisfaceva il collegio dei cantori,
ragion per cui al Baini si chiese di comporre un nuovo Miserere, proprio per
sopperire al problema causato dalla mancanza di buoni solisti adatti a
quello di Allegri e a quello del Baj. Di fatto in alcuni anni all'inizio
dell'ottocento si fece pure una commistione Allegri - Baj- Baini.
Le variazioni erano il succo di questi Miserere come di altri lavori del
genere (sopratutto per Allegri e Baj, ma anche in Baini non erano da meno e
scusate i "giochi di cognomi"): erano una realtà musicale tutta
particolare... che difficilmente poteva essere scritta senza risultare
fuorviante a chi, vedendo solo la partitura, non l' avesse mai ascoltata.
Erano uno stile di canto unico nel suo genere, che indubbiamente risentiva
anche di influssi secenteschi e settecenteschi, ma comunque esclusivamente
destinato ai passi solistici. Già ai tempi di Palestrina però vi era
l'abitudine di infiorare certi passaggi, tanto che il Pierluigi,
probabilmente un po' restio a questi vezzi, in certi casi è lui stesso a
scrivere delle gorgie o delle riempiture, in maniera da costringere il
cantore a fare ciò che era pensato dall'autore, riducendo il campo
dell'arbitrarietà.
Più volte nell'800 maestri e cantori di Sistina tentarono di mettere per
iscritto lo stile di canto della cappella (variazioni e modi di
declamazione): capirono immediatamente che era impresa assai ardua, e molti
di questi esempi circolarono manoscritti tra alcuni addetti ai lavori, ma
con una esplicita richiesta del collegio al Santo Padre che vietasse in
assoluto qualsiasi tentativo di stampa degli stessi.
Saluti,
Simone
Anche tu con la polifonia sarda eh? ...anche a me piace molto!
- Alberto