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Steve Vai e Whitesnake...

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Judas

unread,
Nov 18, 2002, 2:19:02 PM11/18/02
to
Ma Steve Vai ha suonato nei Whitesnake? In quali canzoni?

Grazie!

Judas


Niccolo' Carli

unread,
Nov 18, 2002, 2:26:03 PM11/18/02
to

"Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:G2bC9.46687$8E3.1...@twister2.libero.it...

> Ma Steve Vai ha suonato nei Whitesnake? In quali canzoni?

In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in partenza
e rovinato ulteriormente dal pesce fuor d'acqua Steve Vai appunto.
Niccolo'.


Judas

unread,
Nov 18, 2002, 2:55:38 PM11/18/02
to

Niccolo' Carli <fu...@caen.it> wrote in message
arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...

> In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in
partenza
> e rovinato ulteriormente dal pesce fuor d'acqua Steve Vai appunto.
> Niccolo'.

Grazie per la risposta... Scusa la mia ignoranza, mi hanno passato il
greatest hits dei Whitesnake, appunto, e da quanto ho capito questo gruppo
ha cambiato spesso formazione... non conosco nulla della storia di questo
gruppo, che è successo? E' uno di quei "super-gruppi" tanto cari ai
japponesi? E si che a me piacevano un sacco le parti di chitarra su quel
disco, quando però ho scoperto che sono state suonate da un sacco di gente
diversa... delusione! Poi Steve Vai non lo sopporto!

Saluti

Judas


Mendoza

unread,
Nov 18, 2002, 3:27:36 PM11/18/02
to

"Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:G2bC9.46687$8E3.1...@twister2.libero.it...
> Ma Steve Vai ha suonato nei Whitesnake? In quali canzoni?
>
> Grazie!

...In tutto un disco, pensa te...*Slip of the tongue*.

Buon ascolto,

Mendoza.


crevice

unread,
Nov 18, 2002, 3:31:14 PM11/18/02
to

"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> ha scritto nel messaggio
news:arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...


Nono sono assolutamente d'accordo con te Niccolò. Io trovo Slip of the
tongue un grande album, lo ritengo certamente meglio di 1987 sia come
composizioni che come produzione e suono, sarà ma come suona John Sykes su
quel disco lo trovo odioso, scale velocissime con suono decisamente
impastato. Il buon Vai perlomeno è molto più nitido eppoi diciamolo, su quel
disco suona lui da solo perchè Vandemberg aveva dei problemi.
Mio parere!

crevice


> Niccolo'.
>
>


Shannara

unread,
Nov 19, 2002, 3:09:54 AM11/19/02
to
"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> wrote in message
news:arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...

> In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in
partenza

Non posso che essere d'accordo con te. Si salva Sailing ships anche se non
mi piace l'acutone finale di Coverdale.

--
"Everything is love and love is everything" Westworld
Shannara


Mendoza

unread,
Nov 19, 2002, 3:41:33 AM11/19/02
to

"Shannara" <rossan...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:arcrjg$glsst$1...@ID-147544.news.dfncis.de...

> "Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> wrote in message
> news:arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...
>
> > In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in
> partenza
>
> Non posso che essere d'accordo con te. Si salva Sailing ships anche se non
> mi piace l'acutone finale di Coverdale.

Mi periterei di aggiungere che già dal precedente 1987 aveva impostato la
voce in una maniera un po' grottesca...tanto più che dal vivo si scordava di
raggiungere le tonalità...
Cmq spezzo una lancia in favore di quei due albums, almeno per quanto
riguarda i suoni (la produzione è ottima per entrambi), e le rivisitazioni
dei vecchi hits della band, *attualizzati* con efficacia, In My Fucking
Opinion...

A proposito, bella gente, qualcuno mi dice come è il recente *Into the
light*, del fumatore più che incallito...?

Mendoza.


_Vide_

unread,
Nov 19, 2002, 4:03:26 AM11/19/02
to
I will take part in your damned fate (cit.), Shannara you cried:

> Non posso che essere d'accordo con te. Si salva Sailing ships anche se
> non mi piace l'acutone finale di Coverdale.

Io conosco solo quella e non mi sembra affatto male, anzi..

--
il Vide - ICQ# 5301833
IAMM - it.arti.musica.metal
http://www.heavy-metal.it

Shannara

unread,
Nov 19, 2002, 5:22:08 AM11/19/02
to
"_Vide_" <vi...@despammed.com> wrote in message
news:Xns92CB664CF...@195.31.190.131...

> Io conosco solo quella e non mi sembra affatto male, anzi..


Infatti quella è splendida ;)

Niccolo' Carli

unread,
Nov 19, 2002, 5:50:54 AM11/19/02
to
Il 18 Nov 2002, 20:55, "Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto:
>

> Grazie per la risposta... Scusa la mia ignoranza, mi hanno passato il
> greatest hits dei Whitesnake, appunto, e da quanto ho capito questo gruppo
> ha cambiato spesso formazione... non conosco nulla della storia di questo
> gruppo, che è successo? E' uno di quei "super-gruppi" tanto cari ai
> japponesi?

No, i Whitesnake sono la creature post-Deep Purple di David Coverdale, che
e' sempre stato il volubile leader del gruppo e di conseguenza ha cambiato
molte volte la formazione. Non so che pezzi contenga il GH, ma si puo'
dividere la carriera di questo gruppo in due tronconi: gli Whitesnake e i
Plasticsnake, ovvero il gruppo da "1987" in avanti. Fino a Saints And
Sinners compreso i Whitesnake hanno suonato un magnifico hard rock inglese
fino al midollo nei suoni e nel feeling, pregno di blues e di riferimenti
alla musica nera (soul e rhytm'n'blues) che Coverdale ha sempre amato -
Trouble, Lovehunter, Ready And Willing e Live In The Heart Of The City sono
l'espressione piu' fulgida del gruppo, R&W soprattutto che vedeva anche una
formazioen divina: oltre a Coverdale, Jon Lord alle tastiere e Ian Paice
alla batteria, mentre i chitarristi sono Bernie Marsden e Micky Moody,
splendidi chitarrari rock-blues semplicemente perfetti.
Con Slide It In i Whitesnake si fanno gia' piu' maericaneggianti, un disco
di transizione verso quel che verra' in 1987: un disco iperprodotto,
iperpompato, deluxe e ruffiano, anche un bel disco ma anche fin troppo
ffinto e costrutio a tavolino. Coverdale poi, anche a causa dell'operazione
subita, cambia modo di cantare verso una modalita' piu' da urlatore, che gli
procurera, da parte della gente piu' superficiale e ignorante, la dicitura
di imitatore di Plant quando in realta' la sua vera voce e' tutt'altra...
sigh...
Slip Of The Tongue completa il danno: in ogni caso 1987 aveva delle belle
canzoni, qui invece ci sono i difetti di quel disco e nessun pregio.

>Poi Steve Vai non lo sopporto!

E' cosa buona egiusta, figliuolo!

Ah, per Mendoza: Into The Light e' un bel disco che ritorna alle origini di
Coverdale stesso, alle ballate romatiche, al cantato caldo eprofondo, al
blues e al feeling che si taglia con la spada laser. Quasi una continuazione
di Northwinds e Whitesnake, poco hard rock ma tanta classe e belle canzoni.
Niccolo'.

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Mendoza

unread,
Nov 19, 2002, 6:21:30 AM11/19/02
to

"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> ha scritto nel messaggio
news:131Z114Z11Z52Y1...@usenet.libero.it...

> Fino a Saints And
> Sinners compreso i Whitesnake hanno suonato un magnifico hard rock inglese
> fino al midollo nei suoni e nel feeling, pregno di blues e di riferimenti
> alla musica nera (soul e rhytm'n'blues) che Coverdale ha sempre amato -

Pensa che io li considero *americani* proprio nel periodo che tu definisci
*inglese*, proprio per via delle influenze bluesy, e per lo stile dei 2
guitarristi....e *inglesi* nel periodo successivo, più stile NWOBHM...
...ma io e te siamo agli antipodi storicamente, non ne farei un caso.
...Se eri il Purrone eravamo già giù in strada a fare a pugni.

> Ah, per Mendoza: Into The Light e' un bel disco che ritorna alle origini
di
> Coverdale stesso, alle ballate romatiche, al cantato caldo eprofondo, al
> blues e al feeling che si taglia con la spada laser. Quasi una
continuazione
> di Northwinds e Whitesnake, poco hard rock ma tanta classe e belle
canzoni.
> Niccolo'.

Grazie, caro. Finisco di downloadare La Mitchell con Pastorius, che mi
mancava, e mi metto in caccia.

Mendoza.


Luca Carrera

unread,
Nov 19, 2002, 7:15:52 AM11/19/02
to
On Tue, 19 Nov 2002 10:50:54 GMT, fu...@caen.it (Niccolo' Carli) wrote:


>>Poi Steve Vai non lo sopporto!
>
>E' cosa buona egiusta, figliuolo!
>

Calma calma... Lo Steve Vai autore in proprio non lo conosco, ma
suonando per altri non mi pare abbia fatto tanto male... Slip Of The
Tongue per me vale la metà di 1987 e lì Steve Vai non mi dice nulla,
ma se penso allo Steve Vai che suonava pe David Lee Roth ed Alice
Cooper... bè, giù il cappello!

Boris

Judas

unread,
Nov 19, 2002, 9:56:31 AM11/19/02
to

Niccolo' Carli <fu...@caen.it> wrote

> No, i Whitesnake sono la creature post-Deep Purple di David Coverdale, che

[CUT]
> Niccolo'.

Grazie alle tue informazioni ho notato come effettivamente le canzoni
presenti sul GH prese da "1987" sono quelle che più mi avevano affascinato
per la loro atmosfera molto "hard-rock-melodico-anni'80"... sperando che tu
non sia svenuto dopo questa definizione =) , potresti consigliarmi qualche
gruppo dalle sonorità altrettanto interessanti, sulla falsariga dei
whitesnake?
Almeno quando vado a prendere "1987" mi porto a casa anche qualcos'altro...

Ciao e grazie!

Judas


Zakk Wylde (tm)

unread,
Nov 19, 2002, 11:55:40 AM11/19/02
to
"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> ha scritto nel messaggio
news:arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...

> In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in
partenza
> e rovinato ulteriormente dal pesce fuor d'acqua Steve Vai appunto.

Guarda, non sono un grande fan di Steve, ma credo che chiunque (pure io
:-) ) avrebbe suonato le stesse cose su quel disco - nel senso che non credo
proprio che Coverdale abbia lasciato la minima liberta' , e che quindi Vai
abbia svolto un puro lavoro di turnista.

--
..--- ZAKK WYLDE ---
..- The Original One -
TFC #039 - BAT #014
MGCFC #031 - MDZIS #005


Niccolo' Carli

unread,
Nov 19, 2002, 12:19:46 PM11/19/02
to

"Zakk Wylde (tm)" <zakkwild...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:g2uC9.50249$8E3.1...@twister2.libero.it...

> Guarda, non sono un grande fan di Steve, ma credo che chiunque (pure io
> :-) ) avrebbe suonato le stesse cose su quel disco - nel senso che non
credo
> proprio che Coverdale abbia lasciato la minima liberta' , e che quindi Vai
> abbia svolto un puro lavoro di turnista.

Ovviamente. Ma e' il suo stile di assolo che trovo gia' di per se fastidioso
e li' poi bestialmente fuori posto. Anche se cmq SOTT non mi sarebbe
piaciuto nemmeno con Fast Eddie Clark, sia chiaro.
Niccolo'.


Niccolo' Carli

unread,
Nov 19, 2002, 11:20:22 AM11/19/02
to

"Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:zisC9.49745$8E3.1...@twister2.libero.it...

>
> Grazie alle tue informazioni ho notato come effettivamente le canzoni
> presenti sul GH prese da "1987" sono quelle che più mi avevano affascinato
> per la loro atmosfera molto "hard-rock-melodico-anni'80"... sperando che
tu
> non sia svenuto dopo questa definizione =) , potresti consigliarmi qualche
> gruppo dalle sonorità altrettanto interessanti, sulla falsariga dei
> whitesnake?

Sull'hard anni '80 posso consigliarti Dokken (Tooth And Nail) e Tesla
(Mechanical Resonance), fra i pochissimi gruppi davvero bravi di quella
scena! Anche se non poi cosi' vicini ai Whitesnake di 1987.
Niccolo'.


Niccolo' Carli

unread,
Nov 19, 2002, 11:10:46 AM11/19/02
to

"Luca Carrera" <bor...@interfree.it> ha scritto nel messaggio
news:0laktus81m05k0e2m...@4ax.com...

> Calma calma... Lo Steve Vai autore in proprio non lo conosco, ma
> suonando per altri non mi pare abbia fatto tanto male... Slip Of The
> Tongue per me vale la metā di 1987 e lė Steve Vai non mi dice nulla,

> ma se penso allo Steve Vai che suonava pe David Lee Roth ed Alice
> Cooper... bč, gių il cappello!

Con Roth si, con AC non ricordo che disco abbia fatto, ci sta anche che lo
conosca ma anche che sia uno dei suoi orribili dischi degli anni '80.
Comunque non lo sopporto in generale come modo di suonare.
Niccolo'.


TheJack v.2.0

unread,
Nov 19, 2002, 1:46:28 PM11/19/02
to
Giunto da una dimensione parallela Luca Carrera <bor...@interfree.it>
ancora sconvolto dal diverso fuso orario ha detto:

>Calma calma... Lo Steve Vai autore in proprio non lo conosco, ma
>suonando per altri non mi pare abbia fatto tanto male... Slip Of The

>Tongue per me vale la metā di 1987 e lė Steve Vai non mi dice nulla,


>ma se penso allo Steve Vai che suonava pe David Lee Roth ed Alice

>Cooper... bč, gių il cappello!

Ma non era Joe Satriani che suono' con Alice Cooper?


--
TheJack v.2.0 [ King Puzzer delle rocce dure ]

On Air: "Forbidden colors" HARLAN CAGE
Writer on: www.stargazer.it and www.heavy-metal.it
_## www.melodicrock.com Daily Reader ##_
Undernet #Ldri! Channel Co-Founder

Daniele "Gommapane" Merlerati

unread,
Nov 19, 2002, 2:20:57 PM11/19/02
to
"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> ha scritto nel messaggio
news:arbeq0$fhj$1...@grillo.cs.interbusiness.it...

> In tutto "Slip Of The Tongue", a parer mio un pessimo disco gia' in
partenza
> e rovinato ulteriormente dal pesce fuor d'acqua Steve Vai appunto.

Si dice "meno bello", non pessimo.
Cmq concordo con Niccolo', Death to False Whitesnake! :D

--
Ciao
Daniele,aka Sua Sobrieta',Araldo di Sasatabassu,Comandante di un branco di
assassini,figlio spirituale di Mork
ICQ #127560843 - irc.azzurra.com #grv_corvi_scarlatti
I Cavalieri della Torre Pusterla http://digilander.libero.it/Icavalieri/
it.arti.musica.metal - IAMM on line http://www.iammol.com
"Odiatemi quanto volete, ma non mi sconfiggerete perche' io odio la vita"


StEvE_vAi_FaN

unread,
Nov 19, 2002, 2:40:03 PM11/19/02
to
In news:64baPcW2pZxqPC...@4ax.com, TheJack v.2.0 typed:

> Ma non era Joe Satriani che suono' con Alice Cooper?

Cd Hey stoopid suonano Satriani, Vinnie Moore e Steve Vai (in 1 canzone con
Satriani)

--
------
Bye
StEvE_VaI_FaN
www.fantabacardi.da.ru
Remove NOSPAM for private reply


Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 19, 2002, 6:41:47 PM11/19/02
to
_Vide_ <vi...@despammed.com> wrote:

> Io conosco solo quella e non mi sembra affatto male, anzi..

Infatti quello e' un capolavoro di canzone :-)

Daniele

--
"I'm born to Rock'n'Roll... I'm here to stay!" (Ozzy Osbourne)
STARGAZER: www.stargazer.it - Le stelle della scena Hard & Heavy!

NP: nothing

Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 19, 2002, 6:43:49 PM11/19/02
to
Zakk Wylde (tm) <zakkwild...@libero.it> wrote:

> Guarda, non sono un grande fan di Steve, ma credo che chiunque (pure io
> :-) ) avrebbe suonato le stesse cose su quel disco - nel senso che non credo
> proprio che Coverdale abbia lasciato la minima liberta' , e che quindi Vai
> abbia svolto un puro lavoro di turnista.

Ha avuto la completa liberta' di arrangiare le sue parti, tanto che Vai
ha impegnato da solo lo studio per la quasi totalita' del tempo di
registrazione, lasciando pochissimi giorni a Sarzo, Aldridge e i
tastieristi per registrare i loro contributi.

Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 19, 2002, 6:58:34 PM11/19/02
to
Judas <casellagui...@libero.it> wrote:

> Grazie per la risposta... Scusa la mia ignoranza, mi hanno passato il
> greatest hits dei Whitesnake, appunto, e da quanto ho capito questo gruppo
> ha cambiato spesso formazione... non conosco nulla della storia di questo
> gruppo, che è successo? E' uno di quei "super-gruppi" tanto cari ai
> japponesi?

In fondo a questo messaggio c'e' una discografia commentata che ho
beccato da qualche parte su internet... ;-)

Daniele

-------------

Gli Whitesnake, per chi non lo sapesse, sono una delle band seminali
dell'hard rock e hanno segnato tutti gli anni '80 con una serie di album
spettacolari: protagonista assoluto il leader David Coverdale, gia'
fenomenale cantante dei Deep Purple di Burn, Stormbringer e Come Taste
The Band, e oramai sorto al ruolo di grande leggenda della storia del
rock. Ecco quindi una carrellata completa e commentata dei lavori non
solo degli Whitesnake, ma anche della carriera solista del cantante,
partendo dai suoi primi passi post-Purple, passando per la controversa
collaborazione con l'ex Led Zeppelin Jimmy Page e arrivando alle sue
ultimissime fatiche. Camminando all'ombra del blues!


David Coverdale: Whitesnake (1977)
Da poco uscito dalla turbolenta storia dei Purple, appena scioltisi per
via dei molti conflitti interni, David assolda il suo vecchio amico
Micky Moody (chitarra) e si mette nelle sapienti mani dell'altro ex
Purple Roger Glover, cui vengono affidati la produzione e il
reclutamento dei musicisti (fra cui l'allora fedelissimo di Roger, Simon
Phillips alla batteria). Il risultato e' un disco valido e rilassato, in
cui Coverdale lascia da parte la potenza hard del Profondo Porpora per
recuperare al meglio le sue radici rock, blues, e soul. Fra i pezzi
spiccano la bluesy opener 'Lady' (impreziosita, come buona parte
dell'album, da un bell'uso dei fiati e dei cori femminili), la dura
Whitesnake, la sofferta Peace Lovin' Man (che Joe Cocker sara' piu'
volte tentato di coverizzare), l'acustica 'Hole In The Sky' e
soprattutto il capolavoro 'Blindman', intensissima ballata forse un po'
troppo debitrice di 'Be My Friend' dei Free (ma d'altronde Paul Rodgers
e' sempre stato assieme a Jimi Hendrix il grande idolo di Coverdale, e
David non l'ha mai nascosto).


David Coverdale: Northwinds (1977)
Nel giro di meno un anno il terzetto Coverdale/Moody/Glover ha gia'
rilasciato un nuovo disco, e la cosa sorprendente e' che questo
Northwinds riesce a suonare ancora piu' convincente e riuscito del suo
pur valido predecessore, di cui comunque ricalca le variegate orme.
Questa volta a brillare particolarmente sono la titletrack, 'Only My
Soul' e la conclusiva 'Breakdown'. Quest'ultima e' la canzone che piu'
si avvicina allo stile dei Deep Purple, ma d'altronde narra proprio
degli ultimi sofferti giorni della storia del gruppo. Degna di nota la
presenza di Ronnie James Dio alle backing vocals di 'Give Me Kindness'.


Whitesnake: Snakebite (1978)
The time has come! Dopo essersi spurgato delle fatiche accumulate
durante gli estenuanti tour coi Purple, David decide che e' il momento
di tornare "on the road" e costituisce il primo nucleo degli Whitesnake.
Con lui, oltre al fido Micky Moody, ci sono Bernie Marsden (la prima
scelta di David era Mel Galley, che pero' aveva appena riformato i
Trapeze) all'altra chitarra, Neil Murray al basso e Dave Dowle alla
batteria. La prima fatica della neonata band (cui si aggiunge il
sessionman Pete Solley alle tastiere) e' questo eccellente EP di puro
hard rock di stampo blues che contiene due capolavori destinati a
diventare dei classicissimi delle esibizioni live (la trascinante 'Come
On' e la sentita cover di 'Ain't No Love In The Heart Of The City') e
due canzoni di ottimo livello come il rock'n'roll 'Bloody Mary' e la
cadenzata marcia blues 'Steal Away'. Alla produzione, questa volta, non
c'e' piu' Roger Glover, ma viene reclutato direttamente Martin Birch,
gia' fonico responsabile di tutti i capolavori dei Purple. Curiosita':
Snakebite sara' in seguito ristampato come full-lenght, con l'aggiunta
di tutto il Lato B di Northwinds.


Whitesnake: Trouble (1978)
Primo album degli Whitesnake, con Coverdale che affida il vacante posto
di tastierista addirittura al suo vecchio amico e compagno Jon Lord!
'Trouble' e' un disco meraviglioso, che lascia intravedere, seppure
ancora in maniera un po' acerba, tutte le potenzialita' della band:
rispetto ai Purple il sound e' sicuramente piu' diretto, bluesy e
immediato, e molto meno spazio viene lasciato alle partiture solistiche,
affidate quasi esclusivamente all'eccellente coppia di "twin guitars"
(forse l'unica colpa di David e' proprio di non avere dato spazio al
talento di Jon Lord e, in seguito, Ian Paice), ma il risultato e'
davvero convincente, impreziosito – fra l'altro – dal delizioso feeling
jazzy della sezione ritmica. Destano entusiasmi, in particolare, i
divertiti rock'n'roll di 'Take Me With You' (che ricorda un po' 'We're
Gonna Groove' dei Led Zeppelin, tanti anni prima del caso 'Still Of The
Night'/'Black Dog') e 'Lie Down', la cover di 'Day Tripper' (Beatles) e
la caldissima titletrack. Gran lavoro!


Whitesnake: Lovehunter (1979)
Capolavoro atto I. Sin dalla sensualissima copertina ci si rende conto
che questo non sara' un "semplice" buon disco di hard rock, e infatti la
band realizza appieno le premesse dell'album precedente e realizza il
suo primo vero masterpiece: il suono si fa ancora piu' grintoso, i due
chitarristi incantano, la band e' ormai affiatatissima e ne esce fuori
un disco da brivido, che conquista a partire dalle calde note
dell'opener 'Long Way From Home'. Ma ogni canzone e' un gioiello, e se
l'autobiografica 'Walking In The Shadow Of The Blues' e 'Love Hunter'
diventeranno dei nuovi grandi classici in sede live, le altre
composizioni, come 'Mean Business' (con uno dei pochi veri grandi assoli
di Lord, che normalmente si deve consolare di sviluppare le sue
capacita' di rifinitore del sound) e 'Rock'n'Roll Women' (come avrete
capito Coverdale ha spostato definitivamente l'aspetto lirico su
tematiche di sfondo sessusale) non sono certo da meno. Conclude il
toccante saluto ai fan 'We Wish You Well', destinata ad essere diffusa
dagli amplificatori alla fine di ogni concerto a partire da questo tour,
tour che inizia con un'incredibile novita': desideroso di ottenere un
suono ancora piu' rock, Coverdale allontana il troppo funky (ma comunque
apprezzabilissimo) David Dowle, andando a reclutare l'altro vecchio
compagno porpora Ian Paice. E il legame con i Purple si fa sempre piu'
forte!


Whitesnake: Ready An' Willing (1980)
Capolavoro atto II. La line-up definitiva registra l'album definitivo
degli Whitesnake, con una nuova serie di grandi classici di grande,
caldissimo heavy rock di stampo blues. L'accattivante opener 'Fool For
Your Loving' diventera' un grande hit (e il pezzo piu' famoso della
band... curioso se pensiamo che David l'aveva scritta per il suo idolo
B.B.King!), e un'altra serie di grandissime song (su tutte la
titletrack, la deliziosa semiacustica 'Ain't Gonna Cry No More', e il
rifacimento del masterpiece 'Blindman') segnano il definitivo trionfo
artistico di David Coverdale e dei suoi pard. E ora manca solo la
consacrazione live!


Whitesnake: Live... In The Heart Of The City (1980)
Capolavoro atto III: live nel cuore della citta'! Semplicemente uno dei
dischi dal vivo fondamentali della storia dell'heavy rock, 'Live In The
Heart Of The City' e' un fenomenale doppio che raccoglie il meglio delle
prime due line-up del Serpente Bianco, quella con Dowle e quella con
Paice. Se infatti il primo disco racchiude un'avvincente registrazione
di due date consecutive del tour di 'Ready An' Willing', il secondo
vinile e' in realta' la ristampa del primo album dal vivo degli
Whitesnake, quel 'Live At Hammersmith' (originariamente edito solo in
Giappone) che vede ancora all'opera la formazione di 'Trouble'. Ma,
nonostante lasso di due anni che separa le due registrazioni, il
risultato finale non e' per niente disomogeneo, e rende perfettamente
giustizia al valore live della band, con esecuzioni strepitose di
classici vecchi e nuovi come 'Come On', 'Love Hunter', 'Walking In The
Shadow Of The Blues', 'Fool For Your Loving', e della sempre
intensissima 'Ain't No Love In The Heart Of The City'. Da segnalare, sul
disco del 1978, anche la presenza di 'Might Just Take Your Life' e
'Mistreated', a segnare il legame con il passato Purple (da Burn) di
Coverdale e Lord. 'Mistreated', in particolare, restera' nel set fino a
tutto il 1982, quando sara' sostituita dall'altro pianto disperato
'Crying In The Rain'.


Whitesnake: Come An' Get It (1981)
Il primo platter dopo questa triade d'oro e' l'eccellente 'Come An' Get
It', che prosegue solidamente la strada intrapresa con i dischi
precedenti, alla ricerca di un sempre maggiore indurimento del suono
(gli episodi piu' acustici e jazzati vanno pian piano diminuendo). Poco
da dire: anche qui troverete una serie di rockers trascinantissimi, come
la cadenzata titletrack, come la maleducata 'Wine, Women An' Songs' e
soprattutto l'arrabbiata 'Don't Break My Heart Again' (grandissimo hit
in Germania. Unica ballata del lotto la stupenda 'Lonely Days, Lonely
Nights'.
Curiosita': la copertina raffigura il "solito" Serpentone Bianco in posa
ammiccante, ma la novita' questa volta e' data dal fatto che, ad una
visione attenta, le sue fauci aperte rappresentano chiaramente e in modo
inequivocabile una vagina umana. Questo dara' modo ad alcuni benpensanti
di dire che la band utilizza messaggi "subliminali" per spingere la
gioventu' verso il sesso... come se di sesso Coverdale non parlasse gia'
apertamente e senza alcun problema nelle liriche!!!


Whitesnake: Saints And Sinners (1982)
Canto del cigno per la line-up classica: alla fine delle registrazioni
David si rivelera' insoddisfatto della situazione e comincera' la lunga
serie di epurazioni che stravolgeranno il volto della band negli anni a
venire. I primi a doversene andare sono Neil Murray, Bernie Marsden (che
pure era stato responsabile di gran parte degli hits del gruppo) e
addirittura Ian Paice (per le motivazioni leggete l'intervista al
drummer che trovate su questo stesso numero di Stargazer!)
Nonostante le critiche che gli piovvero addosso all'epoca, 'Saints And
Sinners' resta un ottimo disco di hard viscerale, che – a parte qualche
fase di stanca (vedi la titletrack) - ha momenti di eccellenza assoluta
nell'opener dal riff assassino 'Young Blood', nel rock'n'roll di 'Rough
An' Ready' e soprattutto nei nuovi grandissimi masterpiece 'Here I Go
Again' e 'Crying In The Rain', qui nettamente superiori (quantomeno la
prima) ai remake che appariranno 5 anni dopo su '1987'.
Per il tour nuova line-up stellare, con lo sconosciuto (ma bravo)
bassista Colin "Bomber" Hodgkinson, con il grandioso Cozy Powell dietro
le pelli (l'unico che, agli occhi dei fan, non avrebbe mai fatto
rimpiangere Paice) e con, a cinque anni dal primo tentativo di David,
Mel Galley alla chitarra (ma non immaginerete mai chi era la prima
scelta del cantante questa volta!). Questa formazione, fra le altre
cose, terra' un fantastico concerto da headliner al Monsters Of Rock di
Donington, a salvare temporaneamente la situazione proprio nel momento
in cui David pensava di mollare tutto, poiche' il vero successo (in
termini di vendite) ancora non si vedeva.


Whitesnake: Slide It In (1984)
PROLOGO:
Ed ecco che la situazione si fa "leggermente" complicata, dal momento
che di questo album esistono _due_ versioni differenti, registrate da
_due_ line-up differenti.
Ma andiamo con calma: ormai fermamente determinato a riconquistare il
grandissimo successo che aveva solamente assaggiato di sfuggita nei suoi
tre anni scarsi coi Purple, David decide che e' il momento di puntare
sul rinnovamento. La band e' nuova e ci vuole anche un produttore nuovo:
ecco quindi che, al posto del veterano (e fin qui fondamentale) Martin
Birch, viene chiamato Eddie Kramer, altra vecchia gloria del mondo della
produzione rock britannica. Kramer lavora sul singolo di 'Guilty Of
Love' (che esce in seguito al gia' citato concerto di Donington, dove la
canzone viene eseguita per la prima volta in pubblico), ma al momento di
lavorare sull'album sorgono dei seri problemi, e David, che non riesce a
far rendere la sua voce come vorrebbe, medita addirittura di lasciare la
band (!). Celebre, in questo senso, una frase di Cozy Powell, che anni
dopo dira': "David ogni giorno licenziava qualcuno. Un giorno licenzio'
perfino se stesso, ma quando si rese conto che la band senza di lui non
avrebbe mai potuto continuare torno' sui suoi passi". Fatto sta che
David torna effettivamente sui suoi passi e, resosi conto che il
problema e' Kramer, lo rimanda a casa immediatamente e richiama a se'
Martin Birch, che deve quindi completare il lavoro in fretta e furia. Ma
ormai il baraccone degli Whitesnake non sta piu' in piedi e presto
anche Moody (il braccio destro del cantante negli ultimi sette anni!) e
Hodgkinson devono andarsene, sostituiti dall'ex Tygers Of Pan Tang e
Thin Lizzy John Sykes e dal rientrante (sembra una comica!) Neil Murray.
La band va quindi in tour con la nuova line-up
(Coverdale/Galley/Lord/Murray/Powell/Sykes) mentre nei negozi di
tutt'Europa esce l'album registrato da quella vecchia... e questa non e'
certo la prima volta per gli Whitesnake. Ma ecco il colpo di scena:
l'etichetta Geffen si accorge del potenziale commerciale degli
Whitesnake, e finalmente David ha il tanto sospirato deal americano, che
nelle sue intenzioni gli spalanchera' le porte dei veri guadagni. Bene:
quando pero' la label si rende conto della questione delle due line-up,
teme che il pubblico americano (che non conosce la band e la sua storia)
possa rimanere spiazzato da questo fatto e impone che i nuovi membri
diano anch'essi il loro contributo al disco, visto che tanto si dovra'
comunque procedere a un remix per renderlo piu' appettibile all'audience
di oltreoceano. Ecco quindi che vengono cancellate tutte le parti di
basso e una buona parte di quelle di Moody (per fortuna NON quelle,
stupende, di 'Slow An' Easy'), con Murray e Sykes che possono
sopraincidere le loro rispettive. Ma non e' ancora finita: nel frattempo
succede che Lord si rende conto che in futuro il suo ruolo sara' ancora
piu' limitato ("volevano fare di me un'orchestrina portatile") e, stanco
degli avvicendamenti e da cio' che portera' il corso americano, molla
tutto (nel giro di poco tempo si avvieranno le trattative che porteranno
alla reunion dei Purple), mentre Galley rimane improvvisamente bloccato
da una tendinite ed e' costretto a 18 mesi di inattivita' assoluta
(naturalmente non rientrera' mai piu' nella band). Alla fine quindi,
ecco che a girare i videoclip promozionali ('Slow An' Easy'), sara' una
formazione oramai ridotta a quartetto (Coverdale/Murray/Powell/Sykes),
alla faccia di tutti i timori sul confondere gli ascoltatori con
line.up diverse.

Ecco, QUESTO e' il prologo. Potete quindi immaginare che cavolo di
schifezza possa quindi essere un disco nato da tutto questo macello...
beh, SBAGLIATO! Non solo 'Slide It In' e' un grandissimo disco di puro
hard rock, almeno in una delle sue due versioni, ma e' a tutti gli
effetti il miglior disco degli Whitesnake uscito dopo il fenomenale
doppio live. "Almeno in una delle due versioni?" Si, perche' veramente
bisogna fare dei distinguo, ed effettivamente l'edizione americana e'
nettamente superiore a quella Europea, grazie a un mixaggio "pumped-up"
molto piu' efficace (Keith Olsen, gia' all'opera sui Foreigner, ebbe a
disposizione un buon budget, ed anche tutto il tempo che invece era
stato negato al povero Birch) che valorizza gli spettacolari inserti
chitarristici di Sykes e il solido basso di Murray, decisamente piu'
adatto alle canzoni di quello del pur incolpevole Hodgkinson.
Ecco quindi che la titletrack (sfido chiunque a non muoversi nel
sentirla!), la commovente 'Slow An' Easy' (dove splende per l'ultima
volta la calda slide guitar blues di Moody), l'intensa 'Love Ain't No
Stranger', e la conclusiva (occhio, che la tracklist e' diversa rispetto
all'edizione nostrana) brillano di luce doppia a fianco della gia'
citata 'Guilty Of Love', a dimostrazione del fatto che, pur nella
transizione fra il vecchio e il nuovo, gli Whitesnake sono sempre in
grado di fare grandi cose: il feeling e' ancora quello dei vecchi tempi,
ma effettivamente le esplosive parti di chitarra del giovane Sykes e il
mix piu' moderno riescono, su 'Slide It In', a svecchiare un suono che
effettivamente si stava facendo un po' stagnante, senza pero' rinnegare
quello che era stato e senza quella sensazione di "plastica" che
macchiera' le due prove immediatamente successive.
L'edizione europea, quindi, pur essendo di per se' valida, appare invece
decisamente grigia se paragonata al piu' brillante relifting USA, e
molte delle canzoni perdono parecchio in splendore. Ma se non riuscite a
procurarvi l'edizione d'oltreoceano accattatevi comunque quella uscita
dalle nostre parti: a parte la produzione un po' opaca si tratta pur
sempre di un grande disco degli Whitesnake!


Whitesnake: 1987
Titolo negli Stati Uniti: Whitesnake. In Giappone: Serpens Album (1987)

PROLOGO:
Passano tre lunghi anni, durante i quali le registrazioni del nuovo
album devono essere ritardate per una serie di problemi, fra cui un
polipo alla gola che blocca il cantante e lo costringe a un'operazione e
una lunga degenza. Nel frattempo nella band si registra un nuovo
avvicendamento: Cozy Powell ha di meglio da fare e se ne va con Keith
Emerson e Greg Lake e al suo posto arriva il sessionman di lusso Aynsley
Dunbar, gia' con Frank Zappa e i Journey.
Naturalmente, pero', non tutto fila liscio a livello personale e, appena
completate le registrazioni, David fa tabula rasa della band e la
ricostruisce da zero, affidandosi all'ex sezione ritmica di Ozzy (Rudy
Sarzo al basso e Tommy Aldridge alla batteria), e alle chitarre
dell'olandese Adrian Vanenberg (precedentemente nella band a suo nome) e
dell'ex Dio Vivian Campbell. Ma questa nuova rivoluzione non sconvolge
il pubblico americano: quando il nuovo album – registrato appunto dalla
vecchia line-up - esplode sulle scene il successo e' incredibile, e gli
Whitesnake (che per gli americani sono una band al secondo album, sempre
se qualcuno si ricorda ancora di 'Slide It In') diventano
improvvisamente (e prevedibilmente) delle star in terra d'America.

Le opinioni su questo album sono parecchio controverse, e dividono i fan
vecchi e nuovi sul valore di questa incarnazione degli Whitesnake:
sparito il caldo blues britannico pieno di feeling e sudore che aveva
sempre contraddistinto il sound della band fino a quel momento, ecco
arrivare rombanti chitarre metalliche che si innestano su un impalcatura
di tastiere decisamente pop, per un suono contemporaneamente
iperpompato, esplosivo ma anche perfettamente radiofonico e commerciale.
Indubbiamente il lavoro di produzione Olsen e' in questo caso fantastico
e rivoluzionario, dal momento che, mai, prima di allora, un album aveva
avuto un sound cosi' potente ed accessibile allo stesso tempo.
La rivoluzione non si limita' pero' solo all'apparato sonoro, ma David e
compagni rinascono con un look aggiornato ai tempi, fatto di capelli
biondi cotonati e appariscenti, make up e pose ultracool, che ammaliano
le ragazzine americane ma lasciano terribilmente perplessi i vecchi fan
che seguono David sin dai suoi esordi e che non apprezzano la svolta "di
plastica".
Quel che e' certo e' che, pero', '1987' e' un disco epocale che, nel
bene e nel male, ha contribuito a fare la storia del metal moderno:
d'altronde la bonta' delle canzoni che lo compongono e' indiscutibile, e
poco importa che la comunque sensazionale 'Still Of The Night' sia in
pratica la versione aggiornata di 'Black Dog' dei Led Zeppelin (i
maligni sentenzieranno che l'operazione alla gola e' in realta' servita
a David per raggiungere tonalita' piu' alte, ed imitare lo stile di
Robert Plant), o se il rifacimento pop di 'Here I Go Again' non regge il
confronto con la sofferta versione originale di 'Saints And Sinners'...
le due canzoni gia' citate, assieme all'intensa ballad 'Is This Love',
alle avvincenti 'Children Of The Night' e 'Bad Boys', e alla nuova
'Crying In The Rain' rappresentano il top di un album che comunque non
deve mancare nella discografia di ogni hard rocker che si rispetti; e
poco importa che questi non siano i veri Whitesnake, o che comunque
questo disco non raggiunga i livelli emotivi dei capolavori passati.
'1987' e' semplicemente un grandissimo album, e questo non si puo'
negare, seppure con un certo rammarico di fondo per determinate scelte
artistiche.


Whitesnake: Slip Of The Tongue (1989)
Atto due della versione "hair metal" degli Whitesnake... e questa volta
e' il crollo.
Ma andiamo con calma: i guai non smettono di tormentare il Serpente
Bianco, e nuovi problemi di voce di Coverdale impongono alla band di
cancellare il ramo europeo del tour di supporto a '1987', dopo i
megasuccessi delle date americane e giapponesi. Dopo che David ha la
possibilita' di riprendersi apprendiamo che la band e' in procinto di
registrare un nuovo album, con David che si affida per il songwriting al
nuovo amico Adrian Vandenberg (Campbell a questo punto non fa gia' piu'
parte della band). Ma la sfiga colpisce ancora, e un'infiammazione ai
tendini (si dice causata da esercizi pianistici!) mette fuori uso Adje.
Il mercato ha fretta di un nuovo prodotto e David decide quindi di
affidarsi al mercenario Steve Vai, virtuosissimo chitarrista lanciato da
Frank Zappa e reso celebre da David Lee Roth. Ma il risultato e'
disastroso: Vai pretende che la maggior parte del tempo a disposizione
venga utilizzato per le sue parti di chitarra, tanto che alla fine tutti
gli altri strumenti restano enormemente penalizzati in fase di
produzione. Inoltre il chitarrista offre una prova che dire scandalosa
e' poco: assoli completamente insipidi e totalmente privi di feeling,
probabilmente anche per il disagio di dover suonare pezzi che non gli
piacevano per niente. A questo aggiungiamo che anche la sezione ritmica
fa di tutto per fare rimpiangere chi li aveva preceduti, che Coverdale
canta in maniera odiosa puntando troppo sullo screaming alla Plant, che
la presenza di Glenn Hughes alle backing vocals di alcuni pezzi viene
letteralmente cancellata nel mixaggio, che molte delle canzoni sono
oggettivamente brutte e inascoltabili ('Cheap An' Nasty', 'Kittens Got
Claws', il pietoso remake del classicissimo 'Fool For Your Loving') e
capirete perche' 'Slip Of The The Tongue' viene oramai quasi indicato
all'unanimita' come il peggior disco mai realizzato a nome Serpente
Bianco. Non tutto pero' e' da buttare e splendono le due gemme di 'Now
You're Gone' e 'Sailing Ship'. La seconda, in particolare, e' una
stupenda ballata "alla 'Stairway To Heaven'" su cui David tira fuori,
una volta di piu', tutto il suo cuore. In ogni caso, l'album sara'
stroncato dalla critica e si rivelera' un mezzo flop commerciale, anche
a causa del terribile tour di supporto (con Vai che dimostrera' di
essere a tutti gli effetti un corpo doppiamente estraneo in una band di
mercenari), e Coverdale, dopo aver inciso una ballata a nome suo sulla
colonna sonora del film 'Giorni Di Tuono', decidera' che e' il momento
di ripensare tutto.


Coverdale/Page (1993)
Ecco l'album che i fan dei Led Zeppelin considerano come un disco degli
Whitesnake con Jimmy Page alla chitarra e quelli degli Whitesnake come
uno dei Led Zeppelin con Coverdale alla voce: in pratica, come non
accontentare nessuno! Ma andiamo con calma: la collaborazione
Coverdale/Page era qualcosa che si ventilava da almeno undici anni,
visto che nel 1982 David aveva cercato, senza riuscirci, di convincere
Jimmy a diventare il nuovo chitarrista del Serpente Bianco. Ma i due
erano rimasti in contatto, e si erano ripromessi di lavorare assieme
prima o poi nel futuro; finalmente, con la decisione di David di mettere
da parte gli Whitesnake, l'occasione e' quella giusta. Rimandato a lungo
per via dei noti problemi di artrite che hanno bloccato spesso le mani
di Jimmy negli ultimi 20 anni, 'C/P' e' un disco che non si merita
assolutamente molte delle critiche che gli sono piovute addosso, dal
momento che si tratta di un piccolo gioiello di blues pesante di stampo
Zeppeliniano. Certo, non tutto e' perfetto: David sembra soffrire di
raucedine per buona meta' del disco, mentre Jimmy rinuncia quasi
totalmente (sempre per via dell'artrite) a quei grandi assoli che lo
avevano innalzato a dio della chitarra ai tempi dei Led Zeppelin... ma
tornano ad essere protagonisti il feeling e il calore del miglior blues
rock, i riff di Page sono quasi belli come ai vecchi tempi, e le canzoni
di questo disco si rivelano una piacevole sorpresa per tutti gli amanti
del genere, a partire dalla terremotante opener 'Shake My Tree',
passando per le ballads 'Take Me For A Little While' e 'Take A Look At
Yourself', per lo stomp di 'Pride And Joy' e chiudendo con il blues
ultraelettrico di 'Don't Leave Me This Way' e 'Whisper A Prayer For The
Dying". Purtroppo, questa piccola gemma di disco non vendera' quanto
previsto (siamo in pieno minimalismo grunge) e, anche per colpa di
alcuni contrasti fra i management dei due musicisti, il secondo album di
Coverdale e Page (che hanno gia' scritto delle nuove canzoni assieme)
sara' destinato a non essere mai registrato.


Whitesnake: Greatest Hits (1994)
Greatest hits per modo di dire, visto che in realta' comprende una
selezione delle tre uscite americane degli Whitesnake. Si segnala solo
ed esclusivamente perche' contiene due pezzi che non possono essere
trovati su nessun altro album: la prima e' una terza versione di 'Here I
Go Again', quella che fu trasmessa, nel 1987 dalle radio americane
spingendo il singolo al successo. La cosa caratteristica di questa
traccia e' che fu registrata da David nell'inter-regno fra
l'allontanamento di Sykes, Murray e Dunbar e il reclutamento della nuova
formazione, ed e' quindi registrata da una line-up di estemporanei
sessionman. L'altro inedito e' la grintosissima 'Sweet Lady Luck', uno
dei pezzi migliori usciti dalle registrazione di 'Slip Of The Tongue' e
criminalmente pubblicata solo come b-side di un singolo. Puo'
interessare anche il fatto che questo CD e' l'unica maniera per avere le
versioni americane delle canzoni di 'Slide It In' senza ricorrere
all'import.
Per supportare questo disco Coverdale assemblo' una nuova band che,
oltre a lui e Vandenberg, comprendeva la sezione ritmica di
Coverdale/Page e l'ex chitarrista dei Ratt Warren DeMartini. Ma alla
fine del tour anche questi Whitesnake andarono in pensione.


David Coverdale & Whitesnake: Restless Heart (1997)
Atto di addio in studio per il Serpente Bianco, con David che, fin dal
monicker, si prepara ad un crepuscolo di carriera come solista. Restless
Heart e' un disco in cui, finalmente, David (col sempre fedele
Vandenberg al suo fianco) recupera definitivamente il suo passato di
bluesman, abbandonando anche quei lustrini, quei capelli biondi e quel
make-up che tanto avevano perplesso i suoi vecchi fan. Coverdale torna
con 'Restless Heart' ad essere quello che e' realmente, senza cercare
piu' di riproporsi come una fotocopia modernizzata (nella voce e
nell'aspetto) di Robert Plant. E il risultato e' il miglior disco a nome
Whitesnake dai tempi di 'Slide It In', un album caldo e intriso di
feeling dalla prima all'ultima nota. Attenzione, pero', non siamo a un
recupero totale della vecchia esuberanza hard rock, perche' un David
quarantacinquenne non puo' piu' avere l'attitudine di 15 anni prima, e
lui e' il primo a saperlo. Ecco quindi che 'Restless Heart' e' anche un
disco molto rilassato e introspettivo, parecchio incentrato sulle
ballate e l'autoriflessione, e in cui Coverdale sembra quasi voler
chiedere scusa dei troppi errori degli anni passati. Le canzoni? E'
davvero impossibile non citare almeno 'Don't Fade Away', 'Too Many
Tears', e la grande cover di 'Stay With Me', ripresa dal repertorio di
Janis Joplin.


Whitesnake: Starkers In Tokyo (1997)
E' il tempo degli addii, e David e Adrian si imbarcano in un
meraviglioso farewell tour in cui, per la prima volta in 13 anni, la
band tornera' ad eseguire dal vivo anche i grandi classici dell'era
"british" degli Whitesnake. L'atto commemorativo non e' pero', come
avrebbe voluto Coverdale, un doppio live album preso da questo tour, ma
la registrazione di una nottata di Tokyo in cui cantante e chitarrista
(senza il resto della band) si esibiscono di fronte a un ristretto
numero di fan reinterpretando in chiave acustica pezzi vecchi e nuovi
della carriera di David. Purtroppo il risultato e', dispiace dirlo,
davvero deludente: Vandenberg (che sceglie troppo di puntare su fini
arpeggi, anche quando una plettrata di accordi sarebbe stata piu'
efficace) non e' assolutamente in grado di dare vigore ai pezzi, che
diventano quindi veramente troppo soporiferi in questa resa acustica a
due. Di per se' non c'e' nulla di realmente disprezzabile, David canta
con la passione dei vecchi tempi, ma riuscire ad arrivare in fondo a
questo disco e' veramente un'impresa. Peccato, perche' qui c'e' anche la
meravigliosa 'Soldier Of Fortune' dei Purple, eseguita per la prima
volta in maniera completa (ma purtroppo anche un po' noiosetta) da
quando e' stata registrata su 'Stormbringer' (1974)


David Coverdale: Into The Light (2000)
Primo vero disco solista di Coverdale degli ultimi 23 anni, 'Into The
Light' prosegue il discorso intrapreso con 'Restless Heart', il tutto,
pero', con un'incisivita' ancora maggiore, che rende il disco persino
piu' riuscito. Torrido hard blues (a volte moderno, a volte con
riferimenti hendrixiani), grandi ballate e una delle voci piu' belle di
sempre. Per un commento piu' completo vi mando alla recensione di questo
disco che trovate nella sezione Reviews.

Purple74

Luca Carrera

unread,
Nov 20, 2002, 4:31:40 AM11/20/02
to
On Tue, 19 Nov 2002 19:40:03 GMT, "StEvE_vAi_FaN"
<rocco_ant...@inwind.it> wrote:

>In news:64baPcW2pZxqPC...@4ax.com, TheJack v.2.0 typed:
>
>> Ma non era Joe Satriani che suono' con Alice Cooper?
>
>Cd Hey stoopid suonano Satriani, Vinnie Moore e Steve Vai (in 1 canzone con
>Satriani)

Appunto a quello mi riferisco. Vai, Satriani, e Vinnie Moore (solo in
un pezzo mi pare). E non so se mi sono spiegato. Bellissimo disco, non
date retta a Niccolò, ballads come Burning our bed, l'hit Feed my
Frankestein (sentitevi il lavoro dei due chitarristi in questione), il
"lento" di sei minuti e passa I might as well be on Mars con finale
modulante e sviolinante, l'inquietante Wind-up toys. Alice potè
permettersi i due guitar hero grazie all'incredibile successo
commerciale di Trash e ne venne fuori il miglior disco dal 1975.

Saluti

Boris

Luca Carrera

unread,
Nov 20, 2002, 4:42:18 AM11/20/02
to
On Wed, 20 Nov 2002 00:58:34 +0100, purp...@despammed.com (Daniele
Purrone - Avatar of Chaos) wrote:

[megacuttone]

Ma veramente C/P ha avuto critiche negative? Io mi ricordo un generale
entusiasmo del "pubblico", però non leggendo riviste il lato della
critica mi è sconosciuto. Non ho trovato nessuno che l'avesse
ascoltato a cui non piacesse comunque... fuori i nomi!!! :-PPPP

Boris

Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 20, 2002, 5:28:45 AM11/20/02
to
Luca Carrera <bor...@interfree.it> wrote:

> ne venne fuori il miglior disco dal 1975.

Puo' darsi, pero' i due successivi lo surclassano :-P

Luca Carrera

unread,
Nov 20, 2002, 6:14:21 AM11/20/02
to
On Wed, 20 Nov 2002 11:28:45 +0100, purp...@despammed.com (Daniele

Purrone - Avatar of Chaos) wrote:

>Luca Carrera <bor...@interfree.it> wrote:
>
>> ne venne fuori il miglior disco dal 1975.
>
>Puo' darsi, pero' i due successivi lo surclassano :-P
>

The last temptation no di sicuro :-PP

Boris

Niccolo' Carli

unread,
Nov 20, 2002, 8:52:55 AM11/20/02
to
Il 20 Nov 2002, 10:31, Luca Carrera <bor...@interfree.it> ha scritto:
> E non so se mi sono spiegato. Bellissimo disco, non
> date retta a Niccolò, ballads come Burning our bed, l'hit Feed my
> Frankestein (sentitevi il lavoro dei due chitarristi in questione), il
> "lento" di sei minuti e passa I might as well be on Mars con finale
> modulante e sviolinante, l'inquietante Wind-up toys. Alice potè
> permettersi i due guitar hero grazie all'incredibile successo
> commerciale di Trash e ne venne fuori il miglior disco dal 1975.

Si, e Last Temptation dove lo metti?
Hey Stoopuid sara'meglio di quella schifosa merdaccia di Trash (ma ci vuol
poco), ma resta comunque un disco veramenre imbarazzante... E poi guitar
heroes (a esclusione dell'ottimo satriani) non valgono una scureggia di
Glenn Buxton, ricorda! :)
Niccolo'.
PS non accettate caramelle da Boris! :)

Luca Carrera

unread,
Nov 20, 2002, 9:05:51 AM11/20/02
to
On Wed, 20 Nov 2002 13:52:55 GMT, fu...@caen.it (Niccolo' Carli) wrote:

>Si, e Last Temptation dove lo metti?
>Hey Stoopuid sara'meglio di quella schifosa merdaccia di Trash (ma ci vuol
>poco), ma resta comunque un disco veramenre imbarazzante... E poi guitar
>heroes (a esclusione dell'ottimo satriani) non valgono una scureggia di
>Glenn Buxton, ricorda! :)
>Niccolo'.
>PS non accettate caramelle da Boris! :)
>

Scusa hai detto? Non ti sento, ho Steve in una cassa che duetta con
Joe nell'altra... Richard Burton? Glenn Hughes?
Vabbè, ci sentiamo un'altra volta...

Ciao caro :-)))

Boris

Judas

unread,
Nov 20, 2002, 9:07:07 AM11/20/02
to

Daniele Purrone - Avatar of Chaos <purp...@despammed.com> wrote

[CUT]

Grazie mille!!!!!!

Judas


Judas

unread,
Nov 20, 2002, 9:59:06 AM11/20/02
to
Niccolo' Carli <fu...@caen.it> wrote
[CUT]

>E poi guitar
> heroes (a esclusione dell'ottimo satriani)
[CUT]

Naaaah!!! Satriani č anche peggio di Vai... meno tocco, meno sensibilitŕ...
anche se tra tutti e due =) !

Ciao!

Judas


Niccolo' Carli

unread,
Nov 20, 2002, 1:20:14 PM11/20/02
to

"Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:_qNC9.786$2B1....@twister2.libero.it...
> Naaaah!!! Satriani è anche peggio di Vai... meno tocco, meno
sensibilità...

> anche se tra tutti e due =) !

Non sono ne' un fan ne' un esperto di Satriani, ma ho sentito vari brani
suoi molto piacevoli e feeelingosi. Poi magari ha fatto anche le merdate
sbrodolone, non lo escludo.
Niccolo'.


Dario

unread,
Nov 20, 2002, 5:18:09 PM11/20/02
to
> Slip Of The Tongue completa il danno: in ogni caso 1987 aveva delle belle
> canzoni, qui invece ci sono i difetti di quel disco e nessun pregio.

La versione presente su quest'album di Fool For Your Lovin' vale da sola
l'acquisto e anche l'altro singolo The Deeper Of Love non era male (il resto
č scarsino), Steve Vai č un grandissimo (anche se č stato migliore il suo
periodo con David Lee Roth)...

Ciao Dario


Fabio -TM-

unread,
Nov 20, 2002, 6:17:01 PM11/20/02
to
"Judas" <casellagui...@libero.it> ha scritto nel messaggio...

> potresti consigliarmi qualche
> gruppo dalle sonorità altrettanto interessanti, sulla falsariga dei
> whitesnake?

nooooo!! non chiedere a Niccolegno consigli sull'hard rock anni 80!!! :-D
Non gli piace quasi niente ;-PpPpP
Tu ascolti metal-garage-space-punk-doom-core psichedelico e lisergico,
giusto Nic? :-D

Ottimi comunque i consigli che ti ha dato, prendi tutto quello che trovi dei
Tesla perchè non hanno mai fatto un disco brutto... ad esempio io ti
consiglio il doppio live appena uscito, che è davvero una figata e riassume
un po' la discografia (che a parte Mechanical Resonance non è che sia poi
così facile da trovare, io ci ho messo un pezzo...)
Ottimi anche i Dokken, riguardo ai quali puoi chiedere a Vincenzo il quale
ti saprà illuminare meglio di chiunque altro. Io comunque consiglio Under
Lock and Key e Back For The Attack.

Ci sono un'infinità di altri ottimi gruppi, ad esempio per nominare qualche
classico ti direi gli Extreme (Pornograffitti è un must), i Mr.Big
(l'omonimo e Lean Into It), i Cinderella (Night Songs e Long Cold Winter), i
Giant (Last of the Runaways e Time to Burn, ma anche III... insomma, tutti
:-D), i Def Leppard (Pyromania, Hysteria e Adrenalize), ovviamente i Van
Halen, poi gli Slaughter, i Tora Tora, i Firehouse, i Britny Fox etc. etc.
:-D
--
Ciao,
Fabio
============================
I'm Metal Thrashing Maaaaaaaad!!!
============================


Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 21, 2002, 2:31:02 AM11/21/02
to
Dario <darioba...@REMOVEinwind.it> wrote:

> La versione presente su quest'album di Fool For Your Lovin' vale da sola
> l'acquisto

Ma non scherziamo!
"Come massacrare una grande canzone!"

Sezione ritmica ridotta al nulla, assolo di chitarra che non c'entra un
emerito tubo con il pezzo, il cambio di tonalita' che la imbruttisce...
Mai sentita la versione originale?

> Steve Vai è un grandissimo (anche se è stato migliore il suo


> periodo con David Lee Roth)...

Belli anche l'album degli Alcatrazz e quello con il Devino.

Mendoza

unread,
Nov 21, 2002, 2:41:06 AM11/21/02
to

"Daniele Purrone - Avatar of Chaos" <purp...@despammed.com> ha scritto nel
messaggio news:1flzovn.r64eeywqkjgcN%purp...@despammed.com...

> Dario <darioba...@REMOVEinwind.it> wrote:
>
> > La versione presente su quest'album di Fool For Your Lovin' vale da sola
> > l'acquisto
>
> Ma non scherziamo!
> "Come massacrare una grande canzone!"
>
> Sezione ritmica ridotta al nulla, assolo di chitarra che non c'entra un
> emerito tubo con il pezzo, il cambio di tonalita' che la imbruttisce...

Io la penso come Dario...coverar se' stessi in quell'album e nel precedente
è stata a mio avviso una rivisitazione efficace.

> Mai sentita la versione originale?

..Io si...ho comprato il disco quando è uscito, una ventiduina d'anni fa...

Mendoza.


Shannara

unread,
Nov 21, 2002, 3:28:43 AM11/21/02
to
"Fabio -TM-" <fmaratzNU...@libero.it> wrote in message
news:arh55p$hvmpt$1...@ID-83634.news.dfncis.de...

> [cut] etc. etc.

E dato che ci sei prendi anche l'ultimo Pretty Maids-Planet Panic e l'ultimo
Pink Cream 69-Endangered

--
"Everything is love and love is everything" Westworld
Shannara


Dario

unread,
Nov 21, 2002, 3:46:35 AM11/21/02
to
> E dato che ci sei prendi anche l'ultimo Pretty Maids-Planet Panic e
l'ultimo
> Pink Cream 69-Endangered

E perchè no? ..Skid Row, Great White, White Lion;-)

Ciao Dario


Dario

unread,
Nov 21, 2002, 3:49:59 AM11/21/02
to
> > La versione presente su quest'album di Fool For Your Lovin' vale da sola
> > l'acquisto
>
> Ma non scherziamo!
> "Come massacrare una grande canzone!"

Io la trovo esplosiva ed ha un tiro fantastico, purtroppo l'originale mi
manca (ho solo 1987 e Slip..)

> Belli anche l'album degli Alcatrazz e quello con il Devino.

Devino Townsend?;-PPPP

Anche gli Alcatrazz 'li voglio' (chiedo al mitico Mimmo, stasera lo vedo:
5000 vinili e altrettanti CD rock metal, dovrebbe averli;-)

Ciao Dario


Shannara

unread,
Nov 21, 2002, 4:07:11 AM11/21/02
to
"Dario" <darioba...@REMOVEinwind.it> wrote in message
news:X61D9.3536$2B1....@twister2.libero.it...

Se vuoi ascoltare qualcosa senza aspettare stasera ;)
http://heavyharmonies.com/cgi-bin/audio.cgi?Letter=A

Che bello ci sono pure Share a dream e Rise Or Fall dei Leatherwolf. Quanti
ricordi... Ci trovi più o meno tutti i succitati compresi tre samples dei
Giant, dei Firehouse , degli Extreme, Tora Tora, Bangaloire Choir, Tall
Stories, TnT, Stryper e mi fermo qui perchè sò troppi.
Buon ascolto e buon recupero

Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 21, 2002, 4:08:02 AM11/21/02
to
Dario <darioba...@REMOVEinwind.it> wrote:

> Io la trovo esplosiva ed ha un tiro fantastico, purtroppo l'originale mi
> manca (ho solo 1987 e Slip..)

Ecco, prendila!
Ascolta il groove di basso e batteria, il calore dell'hammond, gli
assoli misurati e perfetti. Non ce n'e' :-)

> Devino Townsend?;-PPPP

Lui proprio.
"Sex And Religion" di Vai.

Niccolo' Carli

unread,
Nov 21, 2002, 4:54:06 AM11/21/02
to

"Fabio -TM-" <fmaratzNU...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:arh55p$hvmpt$1...@ID-83634.news.dfncis.de...

> Tu ascolti metal-garage-space-punk-doom-core psichedelico e lisergico,
> giusto Nic? :-D

No. Solo epico metallo nobile, quello da cavalieri che percorrono le lande
del Regno di Walga al servizio di Re Garjulo.

>
> Ci sono un'infinità di altri ottimi gruppi, ad esempio per nominare
qualche
> classico ti direi gli Extreme (Pornograffitti è un must), i Mr.Big
> (l'omonimo e Lean Into It), i Cinderella (Night Songs e Long Cold Winter),

Ecco, questi sono bravi. Qui Fabio ha ragione.

i
> Giant (Last of the Runaways e Time to Burn, ma anche III... insomma, tutti
> :-D), i Def Leppard (Pyromania, Hysteria e Adrenalize), ovviamente i Van
> Halen, poi gli Slaughter, i Tora Tora, i Firehouse, i Britny Fox etc. etc.

Slaughter carini, DL e Britny Fox orribili, Van Halen almeno il primo e'
indispendabile, gli altri non li conosco.
Niccolo'.


Niccolo' Carli

unread,
Nov 21, 2002, 4:50:39 AM11/21/02
to

"Dario" <darioba...@REMOVEinwind.it> ha scritto nel messaggio
news:BSTC9.2630$3l.5...@twister1.libero.it...

>
> La versione presente su quest'album di Fool For Your Lovin' vale da sola
> l'acquisto

Ma e' letteralmente bestiale! :)
Niccolo'.


Dario

unread,
Nov 21, 2002, 6:17:41 AM11/21/02
to
> Lui proprio.
> "Sex And Religion" di Vai.
>

Quello l'avrei considerato come album solista di Vai, in ogni caso non è un
gran che, nonostante Terry Bozzio, Devin ha rischiato di bruciarsi dopo
l'esperienza come da lui stesso ammesso...anche se nel susseguente tour pare
abbia fatto vedere sul palco cosa era in grado di fare;-)

Ciao Dario

P.S. Goodbye Blue Sky dei Floyd (on Air) mitica.........


Daniele Purrone - Avatar of Chaos

unread,
Nov 21, 2002, 6:21:24 AM11/21/02
to
Dario <darioba...@REMOVEinwind.it> wrote:

> Quello l'avrei considerato come album solista di Vai,

In realta' "Vai" era un progetto di band, naufragato clamorosamente
perche' tutti volevano sentire Steve fare solo sbrodolate chitarristiche
e non un album di canzoni.

> in ogni caso non è un
> gran che

E' quello che preferisco, e di gran lunga, di tutta la discografia
solista solista di Vai (o almeno di quelli che ho, ovvero gli orribili
Flex-Able e Passion & Warfare e il discreto ALS). La prova istrionica
del Devino poi e' da antologia.

Fabio -TM-

unread,
Nov 21, 2002, 8:56:52 AM11/21/02
to
"Niccolo' Carli" <fu...@caen.it> ha scritto nel messaggio...

> No. Solo epico metallo nobile, quello da cavalieri che percorrono le lande
> del Regno di Walga al servizio di Re Garjulo.

hahaha!! il Re Garjulo me lo segno ;-D

> Slaughter carini, DL e Britny Fox orribili, Van Halen almeno il primo e'
> indispendabile, gli altri non li conosco.

Hehehe... CVD... dai, come fai a definirli orribili? ;-)
Dei Van Halen a me piacciono tutti, comunque il primo è sicuramente da
prendere al volo, poi consiglierei anche il mio preferito cioè "5150" (che è
anche il primo con Sammy Hagar)...a seguire, gli altri.

Luca Carrera

unread,
Nov 21, 2002, 8:57:21 AM11/21/02
to
On Thu, 21 Nov 2002 00:17:01 +0100, "Fabio -TM-"
<fmaratzNU...@libero.it> wrote:


> i Cinderella (Night Songs e Long Cold Winter),

Heartbreak station ancora + di Night songs.

Boris

Dario

unread,
Nov 21, 2002, 5:25:10 PM11/21/02
to
> E' quello che preferisco, e di gran lunga, di tutta la discografia
> solista solista di Vai (o almeno di quelli che ho, ovvero gli orribili
> Flex-Able e Passion & Warfare e il discreto ALS). La prova istrionica
> del Devino poi e' da antologia.
>

Io ho anche Fire Garden da evitare, e l'ultimo (in studio) The Ultra Zone
dove ci sono le Meravigliose:-))
-Frank (dedicata a Zappa, feelingosa e melodiosa),
-Jibbom (ovvero dimostrazione di tecnica al servizio del groove,
impressionante, penso sia la cosa più incredibile che ho ascoltato fare da
un chitarrista dai tempi dei Cacophony anche se incredibile per motivi
diversi) e
-Window of the soul (il giusto seguito di For the love of god), scaricale ad
occhi chiusi, poi dimmi;-)

Ciao Dario


Alessandro Lo Verde

unread,
Nov 22, 2002, 4:58:35 AM11/22/02
to
Niccolo' Carli <fu...@caen.it> wrote:

[cut]
> Ma e' il suo stile di assolo che trovo gia' di per se fastidioso

Steve Vai fastidioso???? Eretico! :-)

ciao
Alessandro

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