Non capisco dove risiede la pallosità dello studio di un' approcio ( perchè
parlerei principalmente di approcio ) modale all' impovvisazione rispetto ad un'
approcio tonale.
Anzi, credo sia molto più semplice improvvisare su di un brano modale.....
Comunque credo che la maniera per rendere più interessante un' approcio modale
sia quello melodico, mi spiego.
Prendiamo So What brano stramodale che modula da una tonalità ad un' altra
analoga un semitono sotto per tutto il brano. In pratica hai due accordi per
tutto il pezzo.
Ora fare 2 scale identiche che distino un semitono l' uno dall' altra (parlo da
chitarrista) è fin troppo facile, il difficile è aggiungere sale pepe e
peperoncino ;-). Bisogna inventare linee melodiche, in pratica l' orecchio ed il
buongusto hanno una parte preponderante, fondamentale (come sempre), ma a mio
parere in un brano modale sono molto più liberi e rilassati data l'esiguità
della teoria da applicare. Il cervello meno concentrato su scale, tonalità e
quant' altro può rilassasrsi cercare melodie ascoltare quello che il resto del
corpo fa ......
E la pallosità dove stà ?
Forse non ho capito esattamante cosa intendevi...
Ciao
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E gia' che la verita' e' solo un' interpretazione
finche' il contrario non accadra'
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Non prenderei so what come esempio di brano modale, nonn perchè non lo sia ,
ma perchè è fin troppo semplice.
Forse lui si riferiva a qualcosa di più complesso armonicamente ( e anche di
più recente) vedi Shorter o Corea, in cui NON c'e nessun accordo che dura 8
misure...
matteo.
Non esiste il Jazz solo modale o solo tonale.
Certamente, non approfondire il sistema modale, è un peccato poichè si perde
un approccio differente alla lettura di certi fenomeni melodico-armonici.
Mi spiego.
Se utilizzando il sistema tonale dobbiamo, per venirne a capo, rapportare
tutto al centro tonale, nel sistema modale si ragiona in base alla sonorità.
Se io dico C lidia, nel sistema modale indico quella sonorità molto
mediterranea che contiene in se la 4°aug.....tonalmente dovrei segnalere
l'intervallo o riferirmi ad una scala maggiore di G.
Le cose però si complicano ulteriormente se si approda alla modalità
derivada dalla scala minore melodica....lì è una fusione mentale!!!
Per cui, se ti è antipatico il sistema modale puoi anche ignorarlo e
continuare a dibatterti nei Domin7/9/11b/13# etc.
Ciao
Konrad
Andreajazz.
"Konrad" <coco...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8b8a81$v4d$1...@lacerta.tiscalinet.it...
>Si può benissimamente fare a meno di studiare il sistema modale e andare
>avanti a fare TUTTO utilizzando il sistema tonale.
>
>Non esiste il Jazz solo modale o solo tonale.
Però un' approcio tonale ad Impressions o So What mi pare piuttosto improbabile
a patto di non snaturare copletamente i brani
>Certamente, non approfondire il sistema modale, è un peccato poichè si perde
>un approccio differente alla lettura di certi fenomeni melodico-armonici.
Per quel che vale concordo pienamente
>......
>Le cose però si complicano ulteriormente se si approda alla modalità
>derivada dalla scala minore melodica....lì è una fusione mentale!!!
Puoi spiegare meglio questo ? E' un' argomento che mi interessa molto
>
>Non prenderei so what come esempio di brano modale, nonn perchè non lo sia ,
>ma perchè è fin troppo semplice.
>Forse lui si riferiva a qualcosa di più complesso armonicamente ( e anche di
>più recente) vedi Shorter o Corea, in cui NON c'e nessun accordo che dura 8
>misure...
>
>matteo.
Sfiga ....., si è vero ho preso un esempio limite anche per evidenziare il fatto
che la fantasia dell' improvvisatore, la sua capacità ad uscire dagli schemi a
suonare melodicamente danno il succo dell' improvvisazione che altrimenti
diventa un andare su e giu per una scala dorica ....
Il succo, però, amche in un brano più complesso armonicamente, non credo cambi
di molto, In un brano modale la modalità è indicata o suggerita chiaramante dal
nome degli accordi e l' improvvisatore potrebbe benissimo limitarsi a modulare
la scala del modo (arghh) suggerito da un accordo all' altro per tutto il brano,
oppure ....
PS. Potresti indicarmi un brano modale di quelli a cui fai riferimento nella tua
risposta, magari presente sul Real Book 2, tanto per studiarmelo un pò ed essere
sicuro di non dire troppe scemenza in futuro ;-). (Scherzo per le scemenze ma
non per la richesta di indicazione del brano).
Grazie, Marcello
Teoricamente è molto semplice.
I 7 modi della scala maggiore e cioè
ionico-dorico-frigio-lidio-misolidio-eolio-locrio, scaturiscono dalla
successione di toni e semitoni proprio della scala maggiore.
Se tu prendi come scala generatrice della modalità una scala con differente
successione di toni e semitoni (scala minore melodica-scala minore
armonica-esatonale etc.) si ottengono ugualmente 7 modi che avranno
sonorità differenti.
Nel jazz moderno si utilizzano molto quelli derivati dalla scala minore
melodica e cioè:
Minore melodico-Dorico 2b-Lydio Aumentato-Lydio di Dominante*-Hindù-Locrio
2#-Superlocrio.
* attribuito a Bela Bartok
Per ottenere il meglio da questi modi comincia ad analizzane uno ad uno....i
più utilizzati sono il lidio di dominante e il superlocrio, ma mi capita
anche di utilizzare con piacere infinito il locrio#2 che in pratica è una
scala semidiminuita con la 2 maggiore.
Ciao
Non so se stanno su quel real book, ma cosě a braccio ti posso suggerire
come esempio di armonia modale Naima di Coltrane, ESP e Nefertiti di
Shorther, ma sono sicuramente piů "abbordabili" Cantaloupe island e
Footprints di Hancock ,Song from Bilbao di Metheny.
C'č anche da dire che i pezzi modali piů complessi e interessanti
armonicamente sono quelli che utilizzano sia i modi derivati dalla scala
maggiore che quelli ottenuti dalle scale minori armoniche e melodiche, e
perchč no , anche la esatonale e le due scale diminuite.
matteo chimenti
>
>Nel jazz moderno si utilizzano molto quelli derivati dalla scala minore
>melodica e cioè:
>
>Minore melodico-Dorico 2b-Lydio Aumentato-Lydio di Dominante*-Hindù-Locrio
>2#-Superlocrio.
>
Questo lo sapevo ( anche se non sono modalità con cui mi destreggio facilmente )
quello che non capivo era l' assunto che le cose si "complicassero" con il modo
minore. A meno che per "complicare" non intendessi semplicemente il fatto che
abbiamo 7 modi in più ....
matteo chimenti.
> Se io dico C lidia, nel sistema modale indico quella sonorità molto
> mediterranea che contiene in se la 4°aug.....tonalmente dovrei segnalere
> l'intervallo o riferirmi ad una scala maggiore di G.
>
> Le cose però si complicano ulteriormente se si approda alla modalità
> derivada dalla scala minore melodica....lì è una fusione mentale!!!
>
>Questo lo sapevo ( anche se non sono modalità con cui mi destreggio
facilmente )
>quello che non capivo era l' assunto che le cose si "complicassero" con il
modo
>minore. A meno che per "complicare" non intendessi semplicemente il fatto
che
>abbiamo 7 modi in più ....
Mi riferivo alla complicazione legata al fatto di dover abbandonare la scala
maggiore che, normalmente, è la più conosciuta.
Se per alcuni "digerire" il sistema modale derivato dalla maggiore risulta
un problema, figurarsi doverlo assimilare a partire da una scala generatrice
differente.....
Intendevo semplicemente quello.
Ciao
Konrad
Ciao Konrad.
Un piccolo appunto alla tua dettagliata e chiara spiegazione.
[snip]
> Se tu prendi come scala generatrice della modalità una scala con
differente
> successione di toni e semitoni (scala minore melodica-scala minore
> armonica-esatonale etc.) si ottengono ugualmente 7 modi che avranno
> sonorità differenti.
[snip]
Nel caso di scale simmetriche (la cui distanza tra suoni vicini sia
identica, cioé cromatica ed esatonale) i modi, ovviamente, non differiscono
dalla scala generatrice e, comunque, sarebbero rispettivamente 6 e 12.
Ciao a tutti
Lello
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