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cosa ne pensate dei jazzisti italiani?

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pianoman

unread,
Apr 29, 2003, 6:46:35 PM4/29/03
to

credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.
Forse qualcuno... uno..due...
Tutti usciti dal conservatorio con la loro bella tecnica, la
loro bella faccia da persone perbene, credono di essere chissà
chi ... ma poi quando li senti suonare...bbrrr

Chi spaccia da anni musica italiana(paoli,fossati,modugno
ecc..) come se fossero standards jazz... forse xchè preparare
un repertorio di questo genere ci si impiega al massimo una
settimana...

Chi su armonie di standards famosi ci crea le propri
composizioni....

Mi dispiace ma in Italia ci sono ottimi musicisti di musica
classica, ma per quanto riguarda il jazz... bbbrrrr
solo dei bravi lettori e basta,freddi come il marmo e tecnica
solistica meno di zero (solo clichè e scale imparate a memoria
dai vari omnibook ecc...)

Purtroppo in Italia il jazz è una musica per intellettuali e
fricchettoni (sia chi l'ascolta che chi la fà), mentre i veri
jazzisti(chi ha suonato a new york sà cosa intendo) sono
tutt'altra cosa.

Comunque qualcuno che si salva c'è... uno... due...STOP!!!!

pasquale

unread,
Apr 29, 2003, 7:11:14 PM4/29/03
to

"pianoman" <pian...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:b8mve6$mn5$1...@gossip.excite.it...

>
> credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.
> Forse qualcuno... uno..due...

E chi sono questi due?
Pensavo che ce ne fossero almeno un centinaio...

Ciao
Pasquale

Maurizio

unread,
Apr 29, 2003, 11:09:34 PM4/29/03
to
pianoman <pian...@excite.it> wrote:

> credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.
> Forse qualcuno... uno..due...
> Tutti usciti dal conservatorio con la loro bella tecnica, la

> loro bella faccia da persone perbene, credono di essere chissà


> chi ... ma poi quando li senti suonare...bbrrr
>
> Chi spaccia da anni musica italiana(paoli,fossati,modugno

> ecc..) come se fossero standards jazz... forse xchè preparare


> un repertorio di questo genere ci si impiega al massimo una
> settimana...


Le tue 2 possibilità sono:

1) spari delle corbellerie a caso giusto per provocare e stare in
sintonia con gli integralismi che a periodi caratterizzano il newsgroup

2) hai una bassissima sensibilità musicale (musicale, che è prima ancora
che jazzistica)


Mah...spero per te che sia la 1)

Ciao

Maurizio

facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 3:39:14 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 00:46, pianoman <pian...@excite.it> ha scritto:
>
> credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.

direi che il panorama presenta una distribuzione gaussiana tra il buono e il
gramo con un valor medio non troppo alto ma una varianza ampia :-))

> Forse qualcuno... uno..due...

esagerato, io arrivo come minimo ad una decina...


> Tutti usciti dal conservatorio con la loro bella tecnica, la

> loro bella faccia da persone perbene, credono di essere chissÃ


> chi ... ma poi quando li senti suonare...bbrrr

Vero e generico, ma come abbiamo visto anche qui sopra, esiste anche la
facciata "sporca" più swingante (forse), ma non meno arrogante e spocchiosa


>
> Chi spaccia da anni musica italiana(paoli,fossati,modugno

> ecc..) come se fossero standards jazz... forse xchè preparare


> un repertorio di questo genere ci si impiega al massimo una
> settimana...

Occorrerebbe sempre distinguere nel jazz e non parlare per categorie. C'è
chi fa un buon lavoro e chi meno. D'altronde chi suona mainstream in modo
poco originale ed espressivo su standards consunti non credo impieghi più di
un paio d'ore a prepararsi o forse meno.


>
> Chi su armonie di standards famosi ci crea le propri
> composizioni...

Che c'è di male? E' un procedimento usuale nel jazz


>
> Mi dispiace ma in Italia ci sono ottimi musicisti di musica
> classica, ma per quanto riguarda il jazz... bbbrrrr
> solo dei bravi lettori e basta,freddi come il marmo e tecnica

> solistica meno di zero (solo clichè e scale imparate a memoria
> dai vari omnibook ecc...)

Sì, ne conosco diversi anch'io di "pompieri" che salgono e scendono le scale
effettivamente ;-).
>
> Purtroppo in Italia il jazz è una musica per intellettuali e
> fricchettoni (sia chi l'ascolta che chi la fÃ), mentre i veri
> jazzisti(chi ha suonato a new york sà cosa intendo) sono
> tutt'altra cosa.

Parzialmente vero, ma se l'alternativa è quella dei musicisti "ruspanti" e
parecchio ignorantelli il gusto non credo ne guadagni molto, come per il
caffé :-)
>
R.F.

--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Maurizio Rolli

unread,
Apr 30, 2003, 3:58:28 AM4/30/03
to

"facchi.jazz" <facch...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:151Z99Z168Z82Y1...@usenet.libero.it...

> Il 30 Apr 2003, 00:46, pianoman <pian...@excite.it> ha scritto:
> >
> > credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.

non mi sembra che questo corrisponda a realtà

>
> > Forse qualcuno... uno..due...
>
> esagerato, io arrivo come minimo ad una decina...

Io ne vedo di più, non necessariamente noti ai più

>
>
> > Tutti usciti dal conservatorio con la loro bella tecnica, la
> > loro bella faccia da persone perbene, credono di essere chissÃ
> > chi ... ma poi quando li senti suonare...bbrrr

Questo può succedere, ma anche con musicisti di altre nazioni

> > Chi spaccia da anni musica italiana(paoli,fossati,modugno
> > ecc..) come se fossero standards jazz... forse xchè preparare
> > un repertorio di questo genere ci si impiega al massimo una
> > settimana...
>
> Occorrerebbe sempre distinguere nel jazz e non parlare per categorie. C'è
> chi fa un buon lavoro e chi meno. D'altronde chi suona mainstream in modo
> poco originale ed espressivo su standards consunti non credo impieghi più
di
> un paio d'ore a prepararsi o forse meno.

infatti......


> >
> > Chi su armonie di standards famosi ci crea le propri
> > composizioni...
>
> Che c'è di male? E' un procedimento usuale nel jazz

concordo con Facchi


> >
> > Mi dispiace ma in Italia ci sono ottimi musicisti di musica
> > classica, ma per quanto riguarda il jazz... bbbrrrr
> > solo dei bravi lettori e basta,freddi come il marmo e tecnica
> > solistica meno di zero (solo clichè e scale imparate a memoria
> > dai vari omnibook ecc...)

Credo che come sempre generalizzare sia un errore e, anche a nome dei miei
colleghi, non mi sento molto di apprezzare questo tipo di messaggio che si
vuole mandare... credo che sia giusto parlare di coloro che si ha in mente
piuttosto che , per non fare male a nessuno, offendere una categoria che,
nonostante 1000 difetti, forse andrebbe cmq sostenuta.


>
> Sì, ne conosco diversi anch'io di "pompieri" che salgono e scendono le
scale
> effettivamente ;-).
> >
> > Purtroppo in Italia il jazz è una musica per intellettuali e
> > fricchettoni (sia chi l'ascolta che chi la fÃ), mentre i veri
> > jazzisti(chi ha suonato a new york sà cosa intendo) sono
> > tutt'altra cosa.

il Jazz è un mondo veramente grande e variegato... credo che non bastino 4
righe di mail a tracciarne un resoconto anche esaustivo... io a New York ci
sono stato ed è vero che lì "è un'altra cosa" ma non disdegnerei cmq i
musicisti italiani... non sono sempre loro il male di questa musica ... anzi
ne sono le vittime.

Ti prego di identificare i veri jazzisti... in modo da poter offendere con
chiarezza i rimanenti.
(ma sei sicuro di averli sentiti tutti per poter generalizzare con questa
facilità?)


>
> Parzialmente vero, ma se l'alternativa è quella dei musicisti "ruspanti" e
> parecchio ignorantelli il gusto non credo ne guadagni molto, come per il
> caffé :-)

Incorreggibile :)

MR


Mario Fragiacomo

unread,
Apr 30, 2003, 4:52:33 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 00:46, pianoman <pian...@excite.it> ha scritto:
>
> credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.
> Forse qualcuno... uno..due...
> Tutti usciti dal conservatorio con la loro bella tecnica, la
> loro bella faccia da persone perbene, credono di essere chissÃ

> chi ... ma poi quando li senti suonare...bbrrr
>
> Chi spaccia da anni musica italiana(paoli,fossati,modugno
> ecc..) come se fossero standards jazz... forse xchè preparare

> un repertorio di questo genere ci si impiega al massimo una
> settimana...
>
> Chi su armonie di standards famosi ci crea le propri
> composizioni....
>
> Mi dispiace ma in Italia ci sono ottimi musicisti di musica
> classica, ma per quanto riguarda il jazz... bbbrrrr
> solo dei bravi lettori e basta,freddi come il marmo e tecnica
> solistica meno di zero (solo clichè e scale imparate a memoria
> dai vari omnibook ecc...)
>
> Purtroppo in Italia il jazz è una musica per intellettuali e
> fricchettoni (sia chi l'ascolta che chi la fÃ), mentre i veri
> jazzisti(chi ha suonato a new york sà cosa intendo) sono
> tutt'altra cosa.
>
> Comunque qualcuno che si salva c'è... uno... due...STOP!!!!
>


Prima di tutto: in Italia ci sono oltre mille jazzisti.
Tanti, tantissimi sono bravi, bravissimi. Molto, ma molto meglio della
schiera di "turnisti" americani che le star americane si portano dietro
spacciandoli per divi del jazz. In Italia fa chic proporre un gruppo di
americani, ancor meglio se di colore. Fa cassetta e tutti corrono (come
caproni)a vederli anche se nessuno ne ha sentito parlare. Basta una bella
presentazione di un "sedicente" critico sul Corriere della Sera e il "gioco"
è fatto.
Questo è il nostro Paese.
Un esempio attuale di ingiustizia è il bellissimo Blue Note Club di Milano.
Tutti americani (o comunque stranieri) e gli italiani relegati al lunedì
(quando tutti stanno a casa!)
Mario Fragiacomo
Un musicista di frontiera
www.jazzitalia.net/Artisti/MarioFragiacomo.asp

pianoman

unread,
Apr 30, 2003, 5:10:10 AM4/30/03
to

> Ti prego di identificare i veri jazzisti... in modo da
> poter offendere con
> chiarezza i rimanenti.
> (ma sei sicuro di averli sentiti tutti per poter
> generalizzare con questa
> facilità?)

ho suonato con molti di loro e ti posso garantire che la
maggior parte,e sopratutto quelli che sono spesso sul mercato
discografico, non valgono nemmeno la decima parte dei jazzisti
newyorkesi che suonano nei bar squallidi avendo come unica
fonte di quandagno ... le mance dei clienti

facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 5:42:00 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 09:58, "Maurizio Rolli" <mauriz...@hotmail.com> ha
scritto:

>
> > esagerato, io arrivo come minimo ad una decina...
>
> Io ne vedo di più, non necessariamente noti ai più

Infatti ho scritto "come minimo", visto che l'interlocutore stava già
stretto... :-)

> Credo che come sempre generalizzare sia un errore e, anche a nome dei miei
> colleghi, non mi sento molto di apprezzare questo tipo di messaggio che si
> vuole mandare... credo che sia giusto parlare di coloro che si ha in mente
> piuttosto che , per non fare male a nessuno, offendere una categoria che,
> nonostante 1000 difetti, forse andrebbe cmq sostenuta.

D'accordo, allora, faccio qualche nome (per il pollice verso), così, per
attirarmi addosso i soliti strali di Fragiacomo :-)


Gaetano Liguori, Paolo Damiani, Mario Schiano (e tutto il jazz ideologizzato
anni '70 e post anni'70 sopravvissuto solo tra i sarcofaghi degli "ottimi ed
abbondanti" attempati critici e giornalisti di sinistra installati ancora
col deretano sulle poltrone delle varie redazioni specializzate), Stefano
Maltese, Eugenio Colombo, Riccardo Fassi, Marco di Marco (un dilettante del
pianoforte), Tiziano Tononi, e in generale pressoché tutte le orchestre di
"gezz" tascabili e non, dirette da "professori" che per lo più mi annoiano a
morte

Evito di fare nomi sui bergamaschi perché tanto i più sanno come la penso.

>
> il Jazz è un mondo veramente grande e variegato... credo che non bastino 4
> righe di mail a tracciarne un resoconto anche esaustivo... io a New York
ci
> sono stato ed è vero che lì "è un'altra cosa" ma non disdegnerei cmq i
> musicisti italiani... non sono sempre loro il male di questa musica ...

onestamente, vero

anzi> ne sono le vittime.

mica sempre...alcuni la fanno "grassa" per quel che sanno fare e purtroppo
spesso non sono quelli più capaci.
>
> Incorreggibile :)

Esatto! Creiamo un nuovo "sano" scompiglio :-))

Andrea Lombardini

unread,
Apr 30, 2003, 5:42:19 AM4/30/03
to
pianoman in un momento dialettico dello spirito, scrisse:


> Chi su armonie di standards famosi ci crea le propri
> composizioni....

Chi? Parker? Coltrane? Konitz? Tristano? Mingus? Davis?

...imho...sei un troll...

Andrea


pianoman

unread,
Apr 30, 2003, 6:30:57 AM4/30/03
to
bravo 7
le conosci tutte le belle parole (imho...troll)che si usano in
rete???Forse ne capisci di internet che di jazz

Mario Fragiacomo

unread,
Apr 30, 2003, 6:31:59 AM4/30/03
to


No, no, no caro Facchi questa volta concordo con te. Però non fare di tutta
un'erba un fascio. L'avanguardia e il jazzisti degli anni '70 non sono tutti
dei falliti. Sui nomi che hai fatto concordo pienamente e ci aggiungerei
anche qualche altro. Tirerei fuori però Colombo, Tononi (che non tiene il
tempo però sforna validi progetti)e Maltese (che ha fatto anche dei progetti
interessanti anche se tecnicamente lascia un po'a desiderare).
Ma la tecnica non è tutto. Miles Davis faceva poche note. Ma erano note
giuste al momento giusto e questo è talento.
A buon intenditor poche parole.
Mario Fragiacomo
www.jazzitalia.net/Artisti/MarioFragiacomo.asp

Mario Fragiacomo

unread,
Apr 30, 2003, 6:43:57 AM4/30/03
to
Piuttosto perchč non interviene a dire la sua il nostro collega Basentini?
O ci snobba. O non sa che esistiamo. O gli basta gonfiarsi la bocca
sciorinando tutti i colleghi "americani" con cui ha suonato?!
Povera Italia.
Un musicista di frontiera

facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 7:55:22 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 12:31, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) ha
scritto:

>
> No, no, no caro Facchi questa volta concordo con te.

mi fa piacere...

Però non fare di tutta> un'erba un fascio.

Ho fatto nomi e cognomi, mi pare

L'avanguardia e i jazzisti degli anni '70 non sono tutti
> dei falliti.

Mario, hai la capacità sempre di stravolgere il mio pensiero. Ho parlato del
"jazz ideologizzato" e non di "jazz degli anni '70" e poi il termine falliti
io non l'ho usato.
Per me quella musica non è proprio mai esistita...come musica intendo.

Tirerei fuori però Colombo,

Può darsi...

Tononi (che non tiene il
> tempo

e dici poco, per un batterista...

però sforna validi progetti)

mah...

e Maltese (che ha fatto anche dei progetti
> interessanti anche se tecnicamente lascia un po'a desiderare)

Spero che tu non ti riferisca alla sua rilettura di pagine mingusiane che
per quanto mi riguarda sono semplicemente pietose, una delle cose più brutte
che abbia mai ascoltato, come altrettanto scadenti sono state per la verità
quelle che vidi, assai diverse, degli americani di Mingus Amungus a BJ del
2002.

per carità...

> Ma la tecnica non è tutto. Miles Davis faceva poche note. Ma erano note
> giuste al momento giusto e questo è talento.

non ho mai fatto questioni di tecnica sul jazz, ma quando la musica non vale
un cazzo occorrerebbe anche dirlo senza tanti giri di parole.

> A buon intenditor poche parole.

ma non ero l'Azzeccagarbugli, L'Also sprach Zarathustra del jazz? :-))

Ciao

P.S. Come va il braccio?

Maurizio Rolli

unread,
Apr 30, 2003, 9:11:35 AM4/30/03
to
> le conosci tutte le belle parole (imho...troll)che si usano in
> rete???Forse ne capisci di internet che di jazz

Giovanotto... un pņ di rispetto per il nonno che di jazz ci capisce e che ne
dą prova ogni giorno sui palchi...
Dimostra la stessa modestia se non la stessa bravura.

Troll vuol dire "provocatore" e bisogna dire che la tua prima mail sembra
una "provocazione" a cui io ho risposto... non saltare a conclusioni
affrettate specie se non conosci il significato di ciņ che dici o chi sono
quelli a cui ti rivolgi.

Sapere di non sapere potrebbe essere la prima cosa da imparare... e comunque
dovrebbe esserlo.

Stammi bene Pianoman (nessun legame con superman o spiderman ?)


basentini

unread,
Apr 30, 2003, 9:30:54 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 12:43, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) ha
scritto:
> Piuttosto perchè non interviene a dire la sua il nostro collega Basentini?

Perchè solo adesso realizzo quanto di jazz non ci capite un cazzo!

Mario Fragiacomo

unread,
Apr 30, 2003, 9:34:32 AM4/30/03
to

Ti piace vero essere "importante" caro Zarathustra, apparire sempre in primo
piano. Penso di aver azzeccato il nomignolo adatto (o forse intuito?)
perchè, forse non lo sai, ma mi affido molto all'intuizione, anche nella mia
musica, ma tu non l'hai capito perchè non mi hai mai ascoltato. In fin dei
conti ho sempre costruito dei progetti discografici dopo lunghi studi,
approfondimenti, ricerche musicali. Mai, dico mai, in studio e via come
fanno tanti. Sicuramente non hai mai ascoltato "Trieste, ieri un secolo fa",
presentato da Fulvio Tomizza, non hai mai ascoltato "Mitteleuropa" con
Markus Stockhausen, o "Latitudine Est" o "Frammenti" e nemmeno il nostro
gioiello ultimo "Balkan Project" presentato da Gianni Morelenbaum Gualberto.
www.jazzitalia.net/recensioni/balkanproject.asp
Se mi passi l'indirizzo (in privato s'intende) te lo omaggio e poi ne
riparliamo.
In fin dei conti, mi sono detto, se i nostri gusti coincidono, come i pareri
sulle qualità dei musicisti, a parte qualche piccolo misunderstanding, e mi
sembri un educato ingegnere, moderato e pieno di iniziative contro le
ingiustizie del jazz politicizzato o "ideologizzato" perchè dobbiamo
odiarci? E poi se la musica del Mitteleuropa Ensemble non funzionasse, sarei
il primo a sostenere che non va bene, che non funziona. Penso di avere la
consapevolezza sulla qualità della musica del gruppo. D'accordo in passato
avevo dei problemi con la ritmica, ma ora funziona. Mi fa strano quindi che
su questo punto i nostri pareri o gusti non coincidano.
Ti ringrazio per il pensiero ora il braccio funziona bene da tempo, tutto
quasi come prima.
Ciao "Zarathustra" (non ti offendi vero?) adesso sto partendo per Trieste.
Mi aspetta una performance al Knulp e poi sono in Slovenia per dei contatti
e ricerche per la realizzazione del prossimo disco "Histria ed oltre". Sul
campo di battaglia, quindi.

Mario Fragiacomo

unread,
Apr 30, 2003, 9:49:03 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 15:30, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha scritto:
> Il 30 Apr 2003, 12:43, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) ha
> scritto:
> > Piuttosto perchи non interviene a dire la sua il nostro collega

Basentini?
> > O ci snobba. O non sa che esistiamo. O gli basta gonfiarsi la bocca
> > sciorinando tutti i colleghi "americani" con cui ha suonato?!
> > Povera Italia.
> > Un musicista di frontiera
> > www.jazzitalia.net/Artisti/MarioFragiacomo.asp
> >
> >
> > --------------------------------
> > Inviato via http://usenet.libero.it
> >
>
> Perchи solo adesso realizzo quanto di jazz non ci capite un cazzo!

>
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it


Ullllalalааааааааа.
Ma come ti permetti a dire che non capisco un cazzo di jazz se non sai
neanche che esisto!
Sai chi sono?
"Sono pietra del Carso/amo la Bora./Mastico, solo,/la brutta malora
/d'essere un povero diavolo"
Un musicista di frontiera
www.ijm.it/fragiacomo.html

facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 9:57:13 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 15:34, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) ha
scritto:

> Ti piace vero essere "importante" caro Zarathustra, apparire sempre in


primo
> piano. Penso di aver azzeccato il nomignolo adatto (o forse intuito?)

Non esageriamo, in primo piano....a spaccare i marroni sicuramente :-)
In effetti il libro di Nietzsche č uno dei miei preferiti, e ho appena
comprato prprio or ora il CD della DGR a buon mercato dell'opera di Strauss,
ma paragonarmi a Zarathustra mi semra eccessivo...:-))

> perchč, forse non lo sai, ma mi affido molto all'intuizione, anche nella
mia
> musica, ma tu non l'hai capito perchč non mi hai mai ascoltato.

diciamo che ti ho ascoltato poco e male sul Sentierone...

Sicuramente non hai mai ascoltato "Trieste, ieri un secolo fa",
> presentato da Fulvio Tomizza, non hai mai ascoltato "Mitteleuropa" con
> Markus Stockhausen,

Perň Markus l'ho ascoltato a BJ 2002 e non mi era dispiaciuto, anzi.

il nostro
> gioiello ultimo "Balkan Project" presentato da Gianni Morelenbaum
Gualberto.
> www.jazzitalia.net/recensioni/balkanproject.asp

lo so, lo so e a giudicare dal numero di accessi sei piů seguito di Chick
Corea, perbacco :-)

> Se mi passi l'indirizzo (in privato s'intende) te lo omaggio e poi ne
> riparliamo.

con piacere, non ho pregiudizi, ma se poi non mi piace come faccio a
dirtelo?
Manda una email a facch...@libero.it, poi ti rispondo perché ho perso la
tua email

> In fin dei conti, mi sono detto, se i nostri gusti coincidono, come i
pareri

> sulle qualitŕ dei musicisti, a parte qualche piccolo misunderstanding, e


mi
> sembri un educato ingegnere, moderato e pieno di iniziative contro le

> ingiustizie del jazz politicizzato o "ideologizzato" perchč dobbiamo
> odiarci?

Mi fa piacere che l'hai capito, ma a proposito di Zarathustra ti invito a
leggere il paragrafo "Dell'amico" del libro di Nietzsche per comprendere che
non dovresti dare retta alle lingue biforcute di certi "dattilografi" mezzi
"pompieri", miei compaesani che fanno il gioco delle tre carte sparlando di
me a te e di te a me. Non fidarti di certi cialtroni e ragiona con la tua
testa e perché no con le tue intuizioni :-)

E poi se la musica del Mitteleuropa Ensemble non funzionasse, sarei
> il primo a sostenere che non va bene, che non funziona.

Mario, Mario, non pretendere troppo dal tuo spirito critico :-)

Penso di avere la
> consapevolezza sulla qualitŕ della musica del gruppo. D'accordo in passato


> avevo dei problemi con la ritmica, ma ora funziona. Mi fa strano quindi
che
> su questo punto i nostri pareri o gusti non coincidano.

Beh, non ci trovo niente di strano, Mario e comunque č difficile giudicare
se stessi.

> Ciao "Zarathustra" (non ti offendi vero?)

ci vuol altro...

ciao e buona fortuna

R.F.>

Maurizio

unread,
Apr 30, 2003, 10:16:57 AM4/30/03
to
pianoman <pian...@excite.it> wrote:

> ho suonato con molti di loro e ti posso garantire che la
> maggior parte,e sopratutto quelli che sono spesso sul mercato
> discografico, non valgono nemmeno la decima parte dei jazzisti
> newyorkesi che suonano nei bar squallidi avendo come unica
> fonte di quandagno ... le mance dei clienti


Ma...dicci, dall'alto della tua esperienza:
dal momento che il mercato discografico esiste anche negli USA e anche
là c'è chi ha successo e chi no, COME MAI questi jazzisti straordinari
così tanto bravi (soprattutto PIU' BRAVI DEGLI ITALIANI CON CUI HAI
SUONATO TU) sono costretti a suonare nei bar squallidi guadagnando con
le mance dei clienti ?

Grazie

Ciao
Maurizio

facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 11:09:45 AM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 15:30, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha scritto:

> Perchè solo adesso realizzo quanto di jazz non ci capite un cazzo!

mangiate pesante anche oggi?

Comunque hai ragione, non capisco proprio un cazzo di jazz. Mi ero infatti
dimenticato di aggiungere nella lista della muzak jazzistica Arbore, con o
senza Basentini alla chitarra è tutto sommato ininfluente :-))

R.F.

pianoman

unread,
Apr 30, 2003, 11:40:22 AM4/30/03
to
perchè a NYC il jazz è cultura popolare.Se vai a Napoli senti
cantare canzoni napoletane in ogni vicolo e non c'è un
Pavarotti o un Bocelli che possa competere con loro.Certo
Pavarotti e Bocelli hanno più tecnica, ma non hanno il cuore e
la passionalità tipica napoletana nel cantare quelle tipo
canzoni.
Così è per New York.Il Jazz lo respiri in ogni angolo di
strada.Loro fanno jazz perchè è nel loro DNA

Maurizio

unread,
Apr 30, 2003, 3:19:00 PM4/30/03
to
pianoman <pian...@excite.it> wrote:

> perchè a NYC il jazz è cultura popolare.Se vai a Napoli senti
> cantare canzoni napoletane in ogni vicolo e non c'è un


> Pavarotti o un Bocelli che possa competere con loro.Certo

> Pavarotti e Bocelli hanno piÃ' tecnica, ma non hanno il cuore e
> la passionalità tipica napoletana nel cantare quelle tipo
> canzoni.
> Così è per New York.Il Jazz lo respiri in ogni angolo di
> strada.Loro fanno jazz perchè è nel loro DNA


Questa non è la risposta alla mia domanda, ma ad un altra che nessuno ti
ha fatto anche perchè la risposta già la si sapeva.

Forse sbaglio io a mettermi a "parlare" con te, lasciamo perdere va...

Ciao
Maurizio

basentini

unread,
Apr 30, 2003, 3:56:27 PM4/30/03
to
mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) wrote in message news:<207Z83Z33Z67Y1...@usenet.libero.it>...

So che esisti perchи,pur senza mai essermi rivolto a te ne aver mai
sentito il tuo nome,hai iniziato ad offendermi.( vedi,gonfiarsi la
bocca... povera Italia ecc...) Che poi di jazz ne capite poco lo
deduco dai vostri interventi del tutto inconsapevoli.

basentini

unread,
Apr 30, 2003, 4:02:19 PM4/30/03
to
mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) wrote

>
> Ullllalalааааааааа.
> Ma come ti permetti a dire che non capisco un cazzo di jazz se non sai
> neanche che esisto!
> Sai chi sono?
> "Sono pietra del Carso/amo la Bora./Mastico, solo,/la brutta malora
> /d'essere un povero diavolo"
> Un musicista di frontiera
> www.ijm.it/fragiacomo.html
>
Comunque non vorrei litigare con te.Piu' che altro perchи hai capito
anche tu che Facchi non ci capisce niente. Cordialitа

Andrea Lombardini

unread,
Apr 30, 2003, 4:26:54 PM4/30/03
to

guarda...conosco anche questa...PLONK!

nonno


Message has been deleted

pasquale

unread,
Apr 30, 2003, 6:18:41 PM4/30/03
to

"Maurizio" <contr...@jazz.it> ha scritto nel messaggio
news:1fu8ktu.1p15wf611m0eioN%contr...@jazz.it...

Bisognerebbe riproporre l'argomento in maniera meno drastica di come hai
fatto, caro pianoman.
Sto seguendo le tue frammentarie argomentazioni, in parte ragionevoli,
benché con altre frammentarie argomentazioni ti stai attirando
l'addossoall'untore anche da parte mia e ...di Maurizio.

Ma tu, Maurizio, pare che prendi il successo come parametro di valutazione
di un jazzista.
Grave, mi pare, molto grave.

Ho detto che esistono almeno 100 jazzisti in Italia, degni di tale nome.
Ma non intendevo jazzisti di successo.
Ne ho sentito alcuni non nei luoghi sacri del jazz, concerti, recensioni,
sale, hall, festival..., ma, appunto, in qualche bar con un pianoforte
sgangherato (verticale)...
Oppure jazzisti eremiti che sbarcano il lunario senza essersi fatto un nome
al di fuori della propria provincia.

Che se ne fanno, del resto, del nome e, appunto, del successo? Loro sono
felici così come sono.

Ciao
Pasquale


pasquale

unread,
Apr 30, 2003, 6:31:06 PM4/30/03
to

>
> "Maurizio" <contr...@jazz.it> ha scritto nel messaggio
> news:1fu8ktu.1p15wf611m0eioN%contr...@jazz.it...
> > pianoman <pian...@excite.it> wrote:

E mi sono dimenticato degli umilissimi jazzisti che accompagnano nelle
piazze meridionali i cantanti pop o i canzonettieri di San Remo.
Potrei contarne altre decine.
Costoro, prima dell'arrivo del cantante di successo, il quale assorbe quasi
tutta la raccolta di denaro della festa patronale per neanche un'ora
dispettacolo, suonano.
E spesso suonano jazz.
Ed č spesso un jazz di altissima qualitą.

Ciao
Pasquale


facchi.jazz

unread,
Apr 30, 2003, 6:32:41 PM4/30/03
to
Il 30 Apr 2003, 22:02, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha scritto:

Piu' che altro perchè hai capito


> anche tu che Facchi non ci capisce niente.

Gallina che canta ha fatto l'uovo...

R.F.

Zac

unread,
May 1, 2003, 3:15:26 AM5/1/03
to
On Wed, 30 Apr 2003 17:40:22 +0200, pianoman wrote:

> Cosě č per New York.Il Jazz lo respiri in ogni angolo di
> strada.Loro fanno jazz perchč č nel loro DNA

Cazzate, la cultura non si scrive nel DNA, il jazz e' cultura e come
tale puo' essere recepito da chiunque in qualsiasi parte del mondo. Come
del resto un libro puo' essere apprezzato allo stesso modo da un cinese
o da un africano.
Evidentemente se un italiano suona il jazz lo fara' con sentimento
diverso da quello di un americano o di un coreano ma se c'e' onesta' e
sincerita' in quello che sta facendo sara' comunque jazz ed il livello
sara' dato solo dalle capacita' del musicista non dal suo passaporto.
Un italiano potrebbe essere benissimo un jazzista migliore di tanti
musicisti americano.

Il problema e' semmai che molti musicisti italiani (da quanto leggo qui)
hanno scambiato la capacita' di muovere velocemente le dita a tempo con
la capacita' di fare musica.
Una volta in un circo ho visto un giocoliere che faceva cose incredibili
con un pallone, palleggi favolosi, meglio di Maradona. Ma sono sicuro
che in mezzo ad un campo di calcio non avrebbe combinato niente, ed
infatti stava a palleggiare in un circo.

Cosa voglio dire? Sono sicuro che avete capito. :)
--
Zac

Zac

unread,
May 1, 2003, 3:17:49 AM5/1/03
to
On Wed, 30 Apr 2003 20:26:54 GMT, Andrea Lombardini wrote:

> guarda...conosco anche questa...PLONK!

Sono li' li' anche io. ;-)
--
Zac

facchi.jazz

unread,
May 1, 2003, 5:24:40 AM5/1/03
to
Il 01 Mag 2003, 09:15, Zac <z...@despammed.com> ha scritto:
>
> Il problema e' semmai che molti musicisti italiani (da quanto leggo qui)
> hanno scambiato la capacita' di muovere velocemente le dita a tempo con
> la capacita' di fare musica.
> Una volta in un circo ho visto un giocoliere che faceva cose incredibili
> con un pallone, palleggi favolosi, meglio di Maradona. Ma sono sicuro
> che in mezzo ad un campo di calcio non avrebbe combinato niente, ed
> infatti stava a palleggiare in un circo.


Caro Zac, condivido il tuo scritto pressoché integralmente, ma cosa vuoi...
noi altri non si capisce nulla di jazz...

pasquale

unread,
May 1, 2003, 5:52:15 AM5/1/03
to

"Zac" <z...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:1vj34m4hoar1b$.mqezkeqehamu$.dlg@40tude.net...

Ottimo paragone.
In mezzo al campo bisogna interagire col gruppo.
Il palleggiatore da circo 'suona' da solo.

Se pianoman ci facesse almeno un nome degli unici due o tre jazzisti che
esistono in Italia, potremmo anche capire cosa intende lui per jazz. Se ne
potrebbe discutere concretamente.

Negli anni 50/60 si discuteva sui jazzisti americani, divisi in bianchi e
neri.
I veri jazzisti erano i neri!
S'è poi visto che lo erano, meno male, anche i bianchi.

Ora sembra che i veri jazzisti, per chissà quale partito preso, siano solo
gli americani, quando anche turchi, algerini, marocchini, pur non
rinunciando alle loro tradizioni musicali, sanno fare benissimo quello che
ci hanno insegnato a fare i jazzisti, bianchi e neri, americani.
Per non parlare delle scuole jazzistiche europee (polacchi, francesi, cechi,
slovacchi, tedeschi, inglesi, olandesi... italiani).

Ciao
Pasquale


ml

unread,
May 1, 2003, 6:43:26 AM5/1/03
to
"Zac"

> Il problema e' semmai che molti musicisti italiani (da quanto leggo qui)
> hanno scambiato la capacita' di muovere velocemente le dita a tempo con
> la capacita' di fare musica.
> Una volta in un circo ho visto un giocoliere che faceva cose incredibili
> con un pallone, palleggi favolosi, meglio di Maradona. Ma sono sicuro
> che in mezzo ad un campo di calcio non avrebbe combinato niente, ed
> infatti stava a palleggiare in un circo.
>

Stare sul tempo significa essere con gli altri e per gli altri. Visto che
hai attivato il paragone calcistico...in mezzo ad un campo devi muoverti in
modo armonioso rispetto a tutti gli altri. Se fai uno scatto in avanti lo
devi fare a tempo con gli altri, se lo fa un altro, lo devi seguire con lo
stesso passo altrimenti potresti finire in fuori gioco e rovinargli
l'azione. Se sai che il tuo compagno ti ha seguito puoi passargli la palla
senza neanche guardarlo, senza fargli dei cenni allucinanti (che si vedono
su molti palchi). Inoltre, grazie anche al tempo che tutti hanno seguito,
l'azione risultera' fluida :-)
buon 1° maggio...
marco


Gianni M. Gualberto

unread,
May 1, 2003, 6:51:03 AM5/1/03
to
Il 01 Mag 2003, 11:52, "pasquale" <pasq...@manuali.it> ha scritto:
> Ora sembra che i veri jazzisti, per chissà quale partito preso, siano solo
> gli americani,

Curioso, a me pare -e spesso per l'ignoranza che contraddistingue certe
smanie eurocentriche- che si dica esattamente il contrario, e ben spesso a
sproposito.


quando anche turchi, algerini, marocchini, pur non
> rinunciando alle loro tradizioni musicali, sanno fare benissimo quello che
> ci hanno insegnato a fare i jazzisti, bianchi e neri, americani.

Davvero? A me non pare. Pare, invece, che si tratti di esperienze valide, ma
culturalmente ben diverse dal jazz, da cui comunque prendono le mosse. Direi
che il jazz ha donato alla musica del Novecento lo strumento
dell'improvvisazione, nonché quello di un rapporto aperto, disinibito e
generoso con altre culture, partendo dalla poli-etnicità della cultura e
della società americane. Da tali premesse taluni artisti extra-americani
hanno proseguito sul percorso dell'ortodossìa jazzistica (ed in cui
l'idiomaticità dei musicisti africani-americani e americani tende ancora a
primeggiare), altri hanno invece articolato codici che utilizzano
l'improvvisazione di matrice jazzistica ma non il linguaggio stabilito dal
Canone africano-americano, al cui continuum gli improvvisatori
africani-americani continuano ad aggiungere informazioni e aggiornamenti,
pur in assenza di grandi catalizzatori. Trovo lecito e interessante che
l'improvvisazione e certi materiali jazzistici servano per costruire nuove e
diverse ricerche contemporanee, spesso indifferenti o estranee al jazz, e
preoccupate di innovare in altri campi linguistici. Ma la fola che ormai
ovunque si possa eguagliare l'esperienza idiomatica africana-americana mi
pare rischi di privare gli stessi africani-americani dei meriti della loro
straordinaria esperienza culturale, che non è così facilmente mutuabile o
smerciabile come un formulario.


> Per non parlare delle scuole jazzistiche europee (polacchi, francesi,
cechi,
> slovacchi, tedeschi, inglesi, olandesi... italiani).

Vedi sopra. Eviterei accuratamente certe conclusioni, che seppur in buona
fede, oltre a travisare determinate cose, rischiano di sfociare in un
inconscio razzismo culturale. E' vero che oggi esistono tanti eccellenti
musicisti europei ed extra-europei. Senza l'apporto africano-americano e
americano oggi sarebbero privi di non piccola parte della loro identità.
Pensiamoci su, ogni tanto, prima di sottovalutare determinati fenomeni, dati
troppo facilmente per scontati e acquisiti.

GMG

Zac

unread,
May 1, 2003, 7:07:54 AM5/1/03
to
On Thu, 01 May 2003 10:43:26 GMT, ml wrote:

> Stare sul tempo significa essere con gli altri e per gli altri. Visto che
> hai attivato il paragone calcistico...in mezzo ad un campo devi muoverti in
> modo armonioso rispetto a tutti gli altri.

E' anche un problema di obiettivi. Un giocoliere ha l'obiettivo di
stupire il pubblico un calciatore quello di vincere una partita. Sono
due cose profondamente diverse anche se richiedono apparentemente la
stessa tecnica. Ed e' la stessa differenza che esiste tra il *suonare*
ed il *fare musica*.

Differenza che evidentemente non e' cosi' semplice da comprendere,
almeno da quanto mi capita di leggere su questi schermi.

Suonare e' solo questione di allenamento, chiunque se si applicasse con
costanza potrebbe suonare pulito, veloce ed a tempo. Ma la musica e'
un'altra cosa, quella o l'hai dentro o non ce l'hai.
--
Zac

pasquale

unread,
May 1, 2003, 7:27:49 AM5/1/03
to

"Gianni M. Gualberto" <gianni.g...@uni-bocconi.it> ha scritto nel
messaggio news:151Z29Z231Z43Y1...@usenet.libero.it...

> Il 01 Mag 2003, 11:52, "pasquale" <pasq...@manuali.it> ha scritto:

> Curioso, a me pare -e spesso per l'ignoranza che contraddistingue certe
> smanie eurocentriche- che si dica esattamente il contrario, e ben spesso a
> sproposito.
>

*****
Certamente. Non avevo alcun interesse a far capire il contrario ...del
contrario.
Forse ha ragione la Calvitti, sono troppo confuso nell'esprimermi.
Devo dedicare più tempo nelle risposte.
Oppure limitarmi a scrivere 'd'accordo', 'per niente d'accordo'.


> quando anche turchi, algerini, marocchini, pur non
> > rinunciando alle loro tradizioni musicali, sanno fare benissimo quello
che
> > ci hanno insegnato a fare i jazzisti, bianchi e neri, americani.

(Pasquale)


>
> Davvero? A me non pare. Pare, invece, che si tratti di esperienze valide,
ma
> culturalmente ben diverse dal jazz, da cui comunque prendono le mosse.

(GMG)

*****
Non nel senso naturalmente che le altre culture abbiano prodotto dei Charlie
Parker o dei Mingus. Ma hanno afferrato lo'spirito' della musica jazz
americana.
O meglio, ne hanno ritrovato nelle loro tradizioni musicali,
riappropriandosene.
Scontato che quando parliamo di jazz si pensa giustamente all'America e a
certe 'zone' culturali dell'America.


Direi
> che il jazz ha donato alla musica del Novecento lo strumento
> dell'improvvisazione, nonché quello di un rapporto aperto, disinibito e
> generoso con altre culture, partendo dalla poli-etnicità della cultura e
> della società americane.

*****
Sì, un dono. Bello. Mi piace l'espressione. Un vero dono alla cultura
musicale europea, secondo me, morente.

Da tali premesse taluni artisti extra-americani
> hanno proseguito sul percorso dell'ortodossìa jazzistica (ed in cui
> l'idiomaticità dei musicisti africani-americani e americani tende ancora a
> primeggiare), altri hanno invece articolato codici che utilizzano
> l'improvvisazione di matrice jazzistica ma non il linguaggio stabilito dal
> Canone africano-americano, al cui continuum gli improvvisatori
> africani-americani continuano ad aggiungere informazioni e aggiornamenti,
> pur in assenza di grandi catalizzatori. Trovo lecito e interessante che
> l'improvvisazione e certi materiali jazzistici servano per costruire nuove
e
> diverse ricerche contemporanee, spesso indifferenti o estranee al jazz, e
> preoccupate di innovare in altri campi linguistici.


*****
Un dono che ogni cultura ha utilizzato a modo proprio: sia con la riscoperta
delle proprie radici musicali, sia, come descrivi molto bene, ripercorrendo
i vari percorsi della storia del jazz americana, e sia, cosa che io ho
espresso in maniera grossolana, utilizzandolo 'per costruire nuove e diverse
ricerche contemporanee'.

Ma la fola che ormai
> ovunque si possa eguagliare l'esperienza idiomatica africana-americana mi
> pare rischi di privare gli stessi africani-americani dei meriti della loro
> straordinaria esperienza culturale, che non è così facilmente mutuabile o
> smerciabile come un formulario.

> > GMG

*****
Non avevo intenzione di dire una cosa del genere (uguagliare l'esperienza
idiomatica africana-americana). A parte il fatto che non si può uguagliare
alcuna cultura, neanche in altri ambiti artistici. Uguagliare il
Rinascimento? L'Atene di Pericle? Uguagliare Bach? Armstrong? Duke?

Quanto nascerà dall'influenza del jazz nelle altre culture musicali non sarà
sicuramente la stessa cosa di quanto è nato in America.
Né superiore né inferiore. Sarà un'altra cosa, come un'altra cosa è stata
l'arte romana rispetto a quella greca.

Ciao
Pasquale


pasquale

unread,
May 1, 2003, 7:35:54 AM5/1/03
to

"pasquale" <pasq...@manuali.it> ha scritto nel messaggio
news:5ZXra.46605$%p6.27...@news.edisontel.com...

Errata:

> Ho detto che esistono almeno 100 jazzisti in Italia, degni di tale nome.
> Ma non intendevo jazzisti di successo.

Corrige:

Ho detto che esistono almeno 100 jazzisti in Italia, degni di tale nome.

Ma non intendevo soltanto jazzisti di successo.

Altrimenti cado nell'eccesso opposto: un jazzista che abbia successo non č
degno di tale nome!

Chiedo scusa.
Pasquale


facchi.jazz

unread,
May 1, 2003, 8:38:24 AM5/1/03
to
Il 01 Mag 2003, 13:07, Zac <z...@despammed.com> ha scritto:
> On Thu, 01 May 2003 10:43:26 GMT, ml wrote:

Sono
> due cose profondamente diverse anche se richiedono apparentemente la
> stessa tecnica. Ed e' la stessa differenza che esiste tra il *suonare*
> ed il *fare musica*.

Vorrei dare una mia opinione più articolata su questo, eventualmente da
utilizzare come argomento di discussione, se vorrete.

Per quel poco che ho suonato e per quel molto che ho ascoltato, sono
arrivato alla conclusione che questa differenza nel jazz si coglie
nitidamente, più o meno a parità di valenza strumentale, proprio nel
musicista di straordinario talento estetico e formale, con una visione
innata di insieme della musica, supportata non trascurabilmente anche dalla
cultura (nel senso più ampio del termine) e preparazione musicale (non solo
strumentale e tecnica quindi) che ha maturato.

In questo senso, Basentini, inconsapevolmente IMHO, ha parlato correttamente
di "jazz no ego", frase giusta sulla bocca sbagliata (probabilmente,
suppongo, riportata per sentito dire da qualche suo maestro americano di
riferimento, ma di cui dimostra di non averne assolutamente compreso e
metabolizzato il senso, stando a quello che sostiene e scrive qui sopra), ed
in effetti deve essere così quando si vuol "fare musica" e non "suonare".
Ossia, nell'atto del suonare (attività necessaria ma non sufficiente per
produrre musica), occorre che il centro dell'attenzione del musicista sia
spostato sulla musica stessa (prodotta individualmente o di gruppo in fondo
è la stessa cosa, anche se a prima vista non sembrerebbe) e non su colui
(magari se stesso) che la suona, come inconsapevolmente si tende a fare.
Questa cosa riusciva e riesce benissimo anche a musicisti con un ego
individuale (o forse bisognerebbe parlare più correttamente di personalità)
assai pronunciato, come Mingus, Davis, Ellington e lo stesso Jarrett, perché
no e ad esempio, ma che hanno un senso estetico ed una capacità
organizzativa ed una visione d'insieme in musica fuori dal comune. Ed è
questa, a mio avviso, la vera dote rara da riscontrarsi nel jazz ed in
generale nella musica improvvisata e che personalmente apprezzo moltissimo.

La jam session interpretata come sembra essere interpretata dai nostri
"baldi eroi", autodefinitisi depositari esclusivi del vero jazz e della vera
sapienza jazzistica, tende a favorire invece, non solo un sano confronto e
scambio di idee (come dovrebbe essere) in una esperienza comune, ma il
concentrarsi dell'attenzione più sulla prestazione individuale e la capacità
o bravura del solista a trattare il proprio strumento e il materiale
musicale prescelto, non preoccupandosi minimamente del risultato
complessivo, producendo a volte stancanti brani di inaudita lunghezza, fatti
solo di sequenze di assoli, più o meno validi e riusciti, anche tra i
maestri del jazz. Figuriamoci per gli altri cosa può succedere.

Questo può favorire ovviamente un approccio meramente competitivo nel jazz
(ed in fondo la jam diventa così l'equivalente di un buon allenamento
sportivo, utile all'atleta-musicista, meno allo spettatore-ascoltatore che è
interessato alla gara-concerto) che in sé non è negativo, anzi, ma lo può
diventare se considerato tratto esclusivo nel e del produrre musica, specie
se "strumento" in mano e alla portata, ribadisco, di musicisti limitati e/o
comunque non di talento solistico straordinario.

Chiaro cioè che, fino a quando un atteggiamento del genere lo tengono (ma
solo transitoriamente e in occasione di una jam, appunto) geni come Parker,
Hawkins o Young, la cosa può funzionare, eccome, con risultati comunque
brillanti, in mano a solisti con non adeguato talento MUSICALE e/o mediocri
(si può essere tali anche avendo una tecnica strumentale grandiosa per
quanto mi riguarda) si ottiene un risultato musicale di scarso interesse
artistico, fatto di muscolarità, esibizionismo e conseguente scarsa
originalità ed espressività, quindi in definitiva poco comunicativo ed
interessante per l'ascoltatore (almeno per me è così, per altri non so).

Ognuno poi può vedervi e apprezzare quel che vuole nel jazz e nella musica,
quindi può apprezzare anche solo questo aspetto, per carità. Altro discorso
è quello di generalizzare e venire qui sopra a dettare legge e sostenere che
il jazz E' competizione, come hanno fatto Basentini e i suoi amici, dando a
tutti dei cretini.

> Differenza che evidentemente non e' cosi' semplice da comprendere,
> almeno da quanto mi capita di leggere su questi schermi.
>

Puoi dirlo forte e temo (per loro) che continuerà cocciutamente a non essere
compresa, magari insultando il prossimo a colpi di "non capite un cazzo di
jazz", ma tant'è...chissenefrega

R.F

Zac

unread,
May 1, 2003, 9:22:58 AM5/1/03
to
On Thu, 01 May 2003 12:38:24 GMT, facchi.jazz wrote:

> Puoi dirlo forte e temo (per loro) che continuerà cocciutamente a non essere
> compresa, magari insultando il prossimo a colpi di "non capite un cazzo di
> jazz", ma tant'è...chissenefrega

Infatti, credo che sia un problema piu' loro che mio.
--
Zac

ml

unread,
May 1, 2003, 2:50:13 PM5/1/03
to
"Zac"

> > Stare sul tempo significa essere con gli altri e per gli altri. Visto
che
> > hai attivato il paragone calcistico...in mezzo ad un campo devi muoverti
in
> > modo armonioso rispetto a tutti gli altri.
>
> E' anche un problema di obiettivi. Un giocoliere ha l'obiettivo di
> stupire il pubblico un calciatore quello di vincere una partita. Sono
> due cose profondamente diverse anche se richiedono apparentemente la
> stessa tecnica. Ed e' la stessa differenza che esiste tra il *suonare*
> ed il *fare musica*.
>
> Differenza che evidentemente non e' cosi' semplice da comprendere,
> almeno da quanto mi capita di leggere su questi schermi.

Scusami, non voglio assolutamente peccare di presunzione, ma io avevo dato
per scontato che stessimo parlando solo di *fare musica*. Pertanto la
distinzione che tu correttamente poni, la intendevo come ipotesi di
partenza.
Il giocoliere lo intendevo come un musicista in una performance solo, che
puņ si' stupire, ma sempre facendo musica, con o senza piroette, anche se la
pregevolezza tecnica, se inserita al momento giusto, e' gradita e funzionale
alla musica che si sta facendo...Rimane il fatto che quando si suona in
gruppo, lo stare sul tempo, a mio avviso, e' una condizione essenziale
proprio per fare quel gioco di squadra che intendi tu.

>
> Suonare e' solo questione di allenamento, chiunque se si applicasse con
> costanza potrebbe suonare pulito, veloce ed a tempo. Ma la musica e'
> un'altra cosa, quella o l'hai dentro o non ce l'hai.

il tempo, secondo me, non e' solo frutto di allenamento, lo devi sentire,
devi sentire dentro quel qualcosa che ti pulsa che ti fa muovere
armoniosamente senza il bisogno di contare rigidamente. Il tempo, nel jazz,
non e' solo solfeggio, non e' la frazione scritta in cima ad uno spartito,
e' un elemento basilare insieme allo spazio che definisci. Una nota la
esegui in un certo istante, e la fai durare un certo tempo che solo tu puoi
decidere, sei solo tu che inserisci suoni all'interno dello spazio definito
(anche quando non lo e', in realta' non lo e' solo in apparenza). Senza una
chiara concezione del tempo, la musica non la fai, secondo me.
Pensa ad un ballerino e a come cerca di volteggiare nel modo piu' armonioso
possibile in relazione alla musica. Un coreografo inventa i movimenti che
piu' si avvicinano alla scansione ritmica della musica rimanendo nel
contesto musicale, creando cioe' figurazioni che rispettano la tensione
della musica stessa e cio' che vuole narrare, ma sempre a tempo. Pensa ad un
attore che recita. Le parole sono li', tutti le saprebbero dire, ma non
tutti le sanno recitare. Il tempo, anche qui e' importantissimo. In tutta
l'arte e' cosi'.
L'allenamento fa molto, certo, e' fondamentale per riuscire a stare sul
tempo, ma al di la' di uno standard piu' o meno elevato che tutti possono
raggiungere c'e' proprio quel qualcosa che hai dentro e che ti fa
differenziare dagli altri, che ti rende riconoscibile dopo una sola nota. La
stessa nota la possono fare tutti, ma l'istante in cui la fai e il tempo che
la fai durare, insieme all'intensita' con cui l'hai emessa, creano la
differenza, sono la tua voce. E' tutto li', l'anticipo, il ritardo, il
silenzio, l'intensita' sonora, tutto e' dinamica, e questo crea l'emozione
nell'ascoltatore e nel musicista stesso che ha il compito di trasmettere
tutto cio'. Insieme agli altri e' tutto piu' complesso perche' devi
conoscerli, devi "sfruttarli", ti devi dare, ti devi integrare,
sincronizzare, sintonizzare, devi ascoltare, devi appartenere alla musica
che stai facendo e ti devi far appartenere, devi anche rischiare, se sei un
vero professionista, e tutto sempre in uno spazio e in un tempo in cui sta a
te trovare la tua dimensione. Puoi anche scegliere di essere un gregario ma
sarai fondamentale come gli altri.
Lo sappiamo che non sono necessarie 2000 note, anche una e' sufficiente, non
dimentichiamoci pero' che la semplicita' e' una derivata della complessita'.
Se non hai fatto percorsi complessi, allora dobbiamo parlare di banalita'
non di semplicita'. Alla semplicita' visiva, di ascolto, si approda dopo
tanto. La maggiorparte dei musicisti, quando arrivano molto al di la' della
loro carriera, cominciano ad essere quasi essenziali. Pensa alla natura e a
come ci appaiono estremamente semplici tutti i suoi fenomeni, risultato di
una complessita' enorme, frutto di mutazioni milllenarie e, in molti casi,
ancora tutta da scoprire. Ed e' proprio questo che su alcuni musicisti ci si
ritrova a fare. Tu ascolti Armstrong, Monk e dici: "bello, tutto sommato e'
semplice". Esiste qui uno di noi che non sappia "suonare" Blue Monk?
E invece poi scopri una complessita' e una profondita' nel ragionamento che
ti lascia senza parole.

Ora sono anch'io senza parole. Spero di non avervi ammorbato...Non e' facile
scrivere quello che si pensa realmente...in effetti anche per gli scrittori
vale quanto detto...

marco


Zac

unread,
May 1, 2003, 3:06:06 PM5/1/03
to
On Thu, 01 May 2003 18:50:13 GMT, ml wrote:

> Scusami, non voglio assolutamente peccare di presunzione, ma io avevo dato
> per scontato che stessimo parlando solo di *fare musica*.

Beh evidentemente non hai letto i thread precedenti perche' li' di *fare
musica* non vi era proprio traccia. C'e' un bel post di Facchi due righe
sopra a questo che mi sembra abbia colto perfettamente il senso delle
mie parole.
--
Zac

ml

unread,
May 1, 2003, 4:46:21 PM5/1/03
to

"Zac"

>
> > Scusami, non voglio assolutamente peccare di presunzione, ma io avevo
dato
> > per scontato che stessimo parlando solo di *fare musica*.
>
> Beh evidentemente non hai letto i thread precedenti perche' li' di *fare
> musica* non vi era proprio traccia. C'e' un bel post di Facchi due righe
> sopra a questo che mi sembra abbia colto perfettamente il senso delle
> mie parole.

Li ho letti e ho letto anche il post di Facchi. Sostanzialmente lo condivido
ma non era quello il punto su cui mi volevo soffermare. E ho visto che tu
del mio post hai estratto solo l'inizio. Evidentemente non sono riuscito a
spiegarmi. Io sono partito dal concetto di "stare sul tempo" che e' stato
letteralmente ignorato, beffeggiato, ridicolizzato, trattato con
superficialita'. Probabilmente, anzi sicuramente, Basentini ha illustrato il
concetto in modo irruento e inopportuno ma cio' non modifica questo concetto
che e' al di la' di Basentini stesso e di tutti noi. E' un elemento del fare
musica jazz che, ripeto, ritengo essenziale, pertanto ho voluto
sottolinearlo.

marco

MarKco

unread,
May 1, 2003, 5:40:20 PM5/1/03
to
On Wed, 30 Apr 2003 00:46:35 +0200, pianoman <pian...@excite.it>
wrote:

>
>credo che di jazzisti veri in italia non ce ne siano molti.
>Forse qualcuno... uno..due...

Io di jazz non ne so tanto, ma questa č una cazzata

L'anno scorso al festival jazz del mio paesino ho visto un paio di
gruppi (un trio ed un quartetto) in due bar che mettevano un'energia
ed un sentimento in quello che suonavano decisamente maggiori dei
jazzisti americani che sono stati invitati per suonare in teatro.


MarKco

"Watching as the sun goes down
i sit inside this plane
Notice how the city lights
are like the nerves inside the brain"
Peter Gabriel, 2002

Paolax

unread,
May 1, 2003, 8:21:34 PM5/1/03
to
Ci sarà un perchè o no?
Fuori i nomi allora !Possibile che neanche un nome sia venuto fuori?
Bravi bravissimi.........ma chi sono?

> Prima di tutto: in Italia ci sono oltre mille jazzisti.
> Tanti, tantissimi sono bravi, bravissimi. >

Maurizio

unread,
May 1, 2003, 9:59:52 PM5/1/03
to
ml <m...@ml.it> wrote:

> Io sono partito dal concetto di "stare sul tempo" che e' stato
> letteralmente ignorato, beffeggiato, ridicolizzato, trattato con
> superficialita'. Probabilmente, anzi sicuramente, Basentini ha illustrato il
> concetto in modo irruento e inopportuno ma cio' non modifica questo concetto
> che e' al di la' di Basentini stesso e di tutti noi. E' un elemento del fare
> musica jazz che, ripeto, ritengo essenziale, pertanto ho voluto
> sottolinearlo.


Anche se suoni una mazurka devi avere dello swing, anche se ovviamente
si chiamerà in altro modo.

Se lo vogliamo chiamare "timing", *tutti* i generi musicali vengono
valorizzati dal modo in cui i musicisti stanno sul tempo, ma è un
aspetto come un altro, frutto in parte del talento e in parte dello
studio.

Questo però non significa che sia l'unico requisito importante per fare
buona musica. Un musicista potrebbe avere un ottimo timing ma un
fraseggio poco interessante; un altro potrebbe essere provvisto di un
particolare estro creativo a livello melodico ma con un senso del tempo
meno sviluppato, o refrattario ai timing stringenti di un jazz di stampo
boppistico.

Alcuni musicisti come sensibilità sono più vicini a certi tipi di ritmi
(e quindi anche generi e sottogeneri musicali) piuttosto che ad altri
e si esprimeranno meglio sui primi.

Io non credo che il tuo discorso sia stato ignorato o beffeggiato,
ma semplicemente che sia quasi marginale rispetto al topic di partenza.
Che l'avere un buon timing sia una caratteristica importante nonché
anelata da ogni musicista è fuori discussione, ma il considerarlo come
l'unico aspetto sul quale porre l'attenzione per fare musica (quale
poi?) ad un certo livello è riduttivo.
Diventa semplicistico se portato agli estremismi che si sono letti negli
interventi dei giorni passati.

Ciao !

Maurizio

ml

unread,
May 2, 2003, 12:40:41 AM5/2/03
to
"Maurizio"

> Io non credo che il tuo discorso sia stato ignorato o beffeggiato,
> ma semplicemente che sia quasi marginale rispetto al topic di partenza.

Non era un discorso che avevo fatto io, l'ho solo ripreso perche' in un suo
post, di questo thread, Zac menzionava l'andare a tempo che, a sua volta,
era stato introdotto in un altro thread, molto "dibattuto"...

> Che l'avere un buon timing sia una caratteristica importante nonché
> anelata da ogni musicista è fuori discussione

sicuro? Se e' cosi' per me va bene.

> ma il considerarlo come
> l'unico aspetto sul quale porre l'attenzione per fare musica (quale
> poi?) ad un certo livello è riduttivo.

Non l'ho considerato affatto l'*unico* aspetto. E' pero' un aspetto tra i
piu' complessi da assimilare perche' non c'e' una teoria scritta da
imparare, come nel caso dell'armonia. Lo devi sentire, lo devi assimilare
col tempo.

> Diventa semplicistico se portato agli estremismi che si sono letti negli
> interventi dei giorni passati.

Gli estremismi letti non mi interessano da ovunque siano arrivati. Ognuno e'
responsabile di cio' che scrive. Ho letto cose sulle quali ho sorriso, altre
mi hanno un po' disgustato ma, tra le righe, ogni tanto, ci sono state, da
un po' tutte le parti, cose che mi hanno interessato. Tra queste, lo stare
sul tempo.

>
> Ciao !
>
> Maurizio

Ciao!?!
marco


Zac

unread,
May 1, 2003, 5:47:53 PM5/1/03
to
On Thu, 01 May 2003 20:46:21 GMT, ml wrote:

> Io sono partito dal concetto di "stare sul tempo" che e' stato
> letteralmente ignorato, beffeggiato, ridicolizzato, trattato con
> superficialita'.

Non mi sembra che sia successo questo.
--
Zac

Maurizio

unread,
May 2, 2003, 7:31:40 AM5/2/03
to
ml <m...@ml.it> wrote:


> > ma il considerarlo come
> > l'unico aspetto sul quale porre l'attenzione per fare musica (quale
> > poi?) ad un certo livello è riduttivo.
>
> Non l'ho considerato affatto l'*unico* aspetto. E' pero' un aspetto tra i
> piu' complessi da assimilare perche' non c'e' una teoria scritta da
> imparare, come nel caso dell'armonia. Lo devi sentire, lo devi assimilare
> col tempo.


Anche se l'armonia è scritta e teorizzata, la sua applicazione sul piano
artistico-musicale non è affatto più semplice da assimilare del timing,
o di altri aspetti.
Tra studiare, apprendere e mettere in pratica ci sono _sempre_ dei
percorsi personali che portano a risultati molto diversi.

Sui libri di armonia si imparano delle nozioni, ma nesse non sono
garanzia di fare della buona musica. Quello rimane sempre un compito
dell'individuo, e lo devi sentire e assimilare col tempo esattamente
come il timing.
Almeno a mio parere. :-)

Ciao !
Maurizio

basentini

unread,
May 2, 2003, 11:03:53 AM5/2/03
to
facch...@libero.it (facchi.jazz) wrote in message news:<151Z99Z168Z82Y1...@usenet.libero.it>...

TUTTO, MA PROPRIO TUTTO SBAGLIATO. Complimenti.

Zac

unread,
May 2, 2003, 12:59:47 PM5/2/03
to
On 2 May 2003 08:03:53 -0700, basentini wrote:

> TUTTO, MA PROPRIO TUTTO SBAGLIATO.

Qui di sbagliato ci sei solo tu. Forse un giorno capirai che (forse) sei
solo un discreto musicista a cui manca pero' la cultura necessaria per
fare il salto di qualita', magari avrai anche un po' di notorieta',
forse andrai anche ad Sanremo ad accompagnare un cantautore e ti
sembrera' di aver fatto chissacche', per lo piu' camperai suonando bingo
bongo ai villaggi vacanze o a qualche convention e ti rifarai spancando
il culo in qualche jam stupendo i gonzi in qualche locale.
Ah, non sentirti realizzato se qualche musicista americano ti dice che
sei bravo, che il livello del jazz nel locale dove spacchi i culi e'
alto... se fossi piu' sveglio ti saresti accorto che gli americani
vengono qui per soldi, e come non si e' mai visto un attore che alle
interviste promozionali per il suo ultimo film spara a zero sul paese
che lo ospita cosi' non vedrai un musicista che fa altrettanto. A meno
che non sia un coglione come certi musicisti che incrociano da queste
parti che per campare devono vendere un prodotto (se stessi) e danno del
coglione a chi questo prodotto lo dovrebbe comprare.

Saluti.
--
Zac

facchi.jazz

unread,
May 2, 2003, 4:42:03 PM5/2/03
to
Il 02 Mag 2003, 18:59, Zac <z...@despammed.com> ha scritto:
> On 2 May 2003 08:03:53 -0700, basentini wrote:
>
> > TUTTO, MA PROPRIO TUTTO SBAGLIATO.
>
> Qui di sbagliato ci sei solo tu.

Zac, non prendertela a cuore. Sai, devi scusarlo, ma quella è la frase che
la maestra di scuola gli ha riferito dopo che ha corretto il suo compito di
aste, tutto sbagliato, appunto.

E' un paio di giorni che gli rintrona nella testa e continua a ripeterla a
chiunque...un' ossessione...

R.F.

Mario Fragiacomo

unread,
May 5, 2003, 5:34:51 AM5/5/03
to
Ritorno solo oggi da Trieste e vedo la tua risposta.
Caro Basentini,
devi capire una cosa. Nella vita si incontrano persone ignoranti e persone
che non lo sono.
Io non ignoro la tua esistenza (leggo, mi informo)so che esisti. Tu invece
non hai mai sentito nominare nè il Mitteleuropa Ensemble
www.ejn.it/mus/mitteleuropa.htm che è il gruppo con cui suono e coordino da
oltre dieci anni (certo non ha una risonanza come il gruppo di Arbore che
appare in televisione ecc.) però, diciamo che è conosciuto nel campo dei
gruppi di jazz italiano (anche per aver fatto parte dell'AMJ per dieci anni
e per aver fatto centinaia di concerti in rassegne e festival, anche
all'estero e per aver inciso 5 dischi recensiti da tutte le riviste
specializzate (anche all'estero). I vari Fresu, Tommaso B., Trovesi, Rava,
Bollani ecc. ecc. mi conoscono eccome. Non è colpa mia se tu mi ignori,
quindi non è che voglio dirti apertamente che sei un ignorante (perchè poi
ti offendi ancora) però lascio a te e a chi ci legge le conclusioni.
Vedi caro Basentini,
uno che si presenta sciorinando l'elenco dei musicisti americani con cui ha
suonato, così d'istinto, mi sta antipatico, mi da fastidio. Non per invidia
(non fraintendere) ma perchè non rispecchia il mio modo di vedere un collega
musicista. Mi da subito l'idea dello strafottente, arrogante, buzzurro di
borgata, che appunto, gode gonfiandosi la bocca (mi ripeto) elencando i
musicisti stranieri con cui ha suonato per farti apparire una "merda" un
"inferiore" nei suoi confronti.
Scusami, ma la mia sensibilità artistica mi fa dedurre ciò.
Mario Fragiacomo
Musicista di frontiera
www.jazzitalia.net/Artisti/MarioFragiacomo.asp


Il 30 Apr 2003, 21:56, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha scritto:
> mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) wrote in message
news:<207Z83Z33Z67Y1...@usenet.libero.it>...
> > Il 30 Apr 2003, 15:30, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha
scritto:
> > > Il 30 Apr 2003, 12:43, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo)
ha
> > > scritto:
> > > > Piuttosto perchè non interviene a dire la sua il nostro collega
> > Basentini?
> > > > O ci snobba. O non sa che esistiamo. O gli basta gonfiarsi la bocca
> > > > sciorinando tutti i colleghi "americani" con cui ha suonato?!
> > > > Povera Italia.
> > > > Un musicista di frontiera
> > > > www.jazzitalia.net/Artisti/MarioFragiacomo.asp


> > > >
> > > >
> > > > --------------------------------
> > > > Inviato via http://usenet.libero.it
> > > >
> > >

> > > Perchè solo adesso realizzo quanto di jazz non ci capite un cazzo!


> > >
> > > --------------------------------
> > > Inviato via http://usenet.libero.it
> >
> >
> >
> >

> > Ullllalalààààààààà.
> > Ma come ti permetti a dire che non capisco un cazzo di jazz se non sai
> > neanche che esisto!
> > Sai chi sono?
> > "Sono pietra del Carso/amo la Bora./Mastico, solo,/la brutta malora
> > /d'essere un povero diavolo"
> > Un musicista di frontiera
> > www.ijm.it/fragiacomo.html


> >
> > >
> >
> > --------------------------------
> > Inviato via http://usenet.libero.it
>
>
>

> So che esisti perchè,pur senza mai essermi rivolto a te ne aver mai
> sentito il tuo nome,hai iniziato ad offendermi.( vedi,gonfiarsi la
> bocca... povera Italia ecc...) Che poi di jazz ne capite poco lo
> deduco dai vostri interventi del tutto inconsapevoli.

basentini

unread,
May 5, 2003, 11:08:27 AM5/5/03
to
Il 05 Mag 2003, 11:34, mariofr...@hotmail.com (Mario Fragiacomo) ha
scritto:
Ho elencato i musicisti con cui ho suonato solo per dire che le mie
posizioni sono condovise da ben piu' importanti personalità ,oltre la mia
persona. Quella era l'intenzione. Nonsolo,ma mi vanto di essere un loro
figlioccio. Come so di non essere assolutamente alla loro altezza. Ma mi
hanno insegnato molto sulla storia e sul senso di questa musica.Mi hanno
insegnato anche a diffidare dei musicisti che tu hai nominato ,ed a
combattere tutte quelle contaminazioni europee che spesso si associono al
nome "jazz" ma che con quest'ultimo non hanno niente a che fare,banalazzando
e compromettendo una tradizione ed una cultura che con piu' attenzione
andrebbe studiata,affrontandola esclusivamente con parametri di giudizio
afro-americani,e non europei,come spesso ,colpevolmente, fate. Auguri e
lunga vita Mitteleuropa Ensamble ma aldifuori dei circuiti del Jazz. Il Jazz
sia restituito ai jazzisti.

Mario Fragiacomo

unread,
May 6, 2003, 9:54:45 AM5/6/03
to
>> Ho elencato i musicisti con cui ho suonato solo per dire che le mie
> posizioni sono condovise da ben piu' importanti personalità ,oltre la mia
> persona. Quella era l'intenzione. Nonsolo,ma mi vanto di essere un loro
> figlioccio. Come so di non essere assolutamente alla loro altezza. Ma mi
> hanno insegnato molto sulla storia e sul senso di questa musica.Mi hanno
> insegnato anche a diffidare dei musicisti che tu hai nominato ,ed a
> combattere tutte quelle contaminazioni europee che spesso si associono al
> nome "jazz" ma che con quest'ultimo non hanno niente a che
fare,banalazzando
> e compromettendo una tradizione ed una cultura che con piu' attenzione
> andrebbe studiata,affrontandola esclusivamente con parametri di giudizio
> afro-americani,e non europei,come spesso ,colpevolmente, fate. Auguri e
> lunga vita Mitteleuropa Ensamble ma aldifuori dei circuiti del Jazz. Il
Jazz
> sia restituito ai jazzisti.
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it


Da quale pulpito viene la predica. Questo signor Basentini mi parla di
diffidare dei musicisti che ho nominato e di combattere tutte le
contaminazioni europee che si associano al jazz. Ma non è forse lui stesso
che con il suo osannato Arbore attinge a piene mani da un repertorio
napoletano (dal folklore partenopeo) contaminando con un para-swing anche la
canzone italiana? Non fanno parte del suo repertorio i vari "Bingo Bongo",
"Maramao perchè sei morto" e "parlami d'amore Mariù" per toccare il fondo
del kitsch jazzistico con "il clarinetto"?
Ben ha descritto in un intervento precedente su "Renzo Arbore e Napoli"
Gianni Gualberto tale situazione per cui caro Basentini Lei è il primo della
lista dei contaminatori europei (o Napoli non è in Europa?). Sì, Lei è
proprio un contaminatore come me, come il mio Mitteleuropa Ensemble (con la
"e" perchè ensemble non si scrive con la "a") che Lei augura lunga vita
fuori dal jazz (ma dove non me lo indica!) che i suoi amici "amerikani "Le
hanno insegnato di diffidare. Ma quando mai. Fuori i nomi e non dica
stupidaggini. Anzi, mi faccia parlare direttamente con questi colleghi che
le hanno insegnato questo. Un amico letterato di Trieste, recentemente mi
parlava di certi "buzzurri morali". Sa chi sono? Sono persone come Lei che
hanno dimenticato la sensibilità artistica. La sua diagnosi sul jazzista
perfetto ne è la conferma ed è un aspetto della sua coscienza foderata di
trippa perchè Lei se ne infischia sostanzialmente dello stato d'animo del
musicista, della sua sensibilità, della sua indole e della sua origine.
Pensa soltanto all'aspetto tecnico (chi fa più note è il più bravo!) ma la
smetta di dire fandonie. Questo sì devo dirle apertamente. Come jazzista
"mitteleuropeo" non europeo badi bene, mi vergogno. Sì mi vergogno per
l'indegna rappresentazione che Lei ha fatto del musicista jazz italiano.
Un musicista di frontiera
www.allaboutjazz.com/italy/articles/arti0101_015_it.htm

basentini

unread,
May 7, 2003, 5:24:14 AM5/7/03
to
Ma cosa dice...si é ammattito?
Credo proprio che faccia una gran confusione mio caro mittleleuropeo.
Prima cosa vorrei precisare che ho l'onore ed il piacere di suonare negli
"Swing Maniacs"di Renzo Arbore e non nell'"Orchestra Italiana" a cui
appartiene giustappunto il repertorio napoletano a cui lei fa riferimento.
Mai suonato un brano dell folklore partenopeo. "Bongo bongo bongo" che é un
po' il nostro cavallo di battaglia é,come ho avuto modo di illustrare
molteplici volte,uno standard della tradizione dei musical di broadway, che
è entrato nel repertorio,come nella maggiorparte degli standard,dei
piu'grandi jazzisti tra cui:L.Prima,L.Young,F.Sinatra,L.Armstrong solo per
citarne alcuni. Ma la sua malinformazione non finisce qui. Nel nostro
repertorio non v'é mai stato "maramao perchè sei morto" ,e neppure "Parlami
d'amore mariu'" ,bensi'suoniamo canzoni swing degli anni trenta ,e,solo
alcune,col testo in italiano ,come avveniva appunto in quegli anni. Il
repertorio di N.Otto a cui facciamo riferimento,non ha proprio niente a che
fare con la musica napoletana ,ne con contaminazioni di alcun genere.Voleva
fare del jazz in italia,come lo vorrei fare io. Forse nella musica di Luis
Prima si potrebbe vedere qualche inflessione di origine italica,anche se ,a
dir il vero, la cultura a cui si riferisce é piu' quella
italoamericana,nella quale lo swing ha ragione di tutto e prevale ad ogni
tentativo di contaminazione. Seconda cosa credo,e non sono il solo ,che i
vari Rava,Fresu,Bollani,B.Tommaso,non siano dei veri e propri jazzisti,in
quanto manchi a loro la tradizione e l'intenzione del suonare jazz. Sono
fermamente convinto (per averlo visto anche con i miei occhi)che
troverebbero seri problemi nel suonare in qualche jam ad Harlem,o nel
suonare con qualche nero della tradizione a cui faccio riferimento. terzo ed
ultimo ,il suo stato d'animo puo' non interessarmi. Mi interessa cosa ha da
dire e come lo dice e non credo che cio'rientri in quello che é il jazz.
saluti

Ultimo tango a Zagarolo

unread,
May 7, 2003, 5:47:51 AM5/7/03
to


MA VAI A FARE IN CULO STRONZETTO!!!!! SUONI DI MERDA E SCRIVI DI CACCA E
DICI SOLO STRONZATE. SUONI PURE MUSICA DEMMERDA. E PIGLI PURE I SOLDI. SEI
UN LECCACULO PARACULETTO CHE ROMPE IL CAZZO, SPAMMARO DI MERDA. HAI ROTTO IL
CAZZO!!!! A TE I NERI DI HARLEM POSSONO SOLO ROMPERTI IL CULO. FAMMELO
SAPERE QUANDO TE LO ROMPONO CHE CI FICCO ANCHE LA TUA CHITARRA DEL CAZZO.
STRONZO.

The Squash Delivery Boy

unread,
May 7, 2003, 6:30:38 AM5/7/03
to
basentini wrote:

> Sono
> fermamente convinto (per averlo visto anche con i miei occhi)che
> troverebbero seri problemi nel suonare in qualche jam ad Harlem

Basentini, soddisfi una mia curiosita' assolutamente non polemica ne'
maliziosa: non ha mai pensato di trasferirsi negli USA, magari proprio a
New York, per lavorare?

sq

Message has been deleted

pifferomagico

unread,
May 7, 2003, 7:57:27 AM5/7/03
to
Rosanna Calvitti wrote:

> Basentini, una fondamentale caratteristica le manca, per cui, fino a che non
sara' capace di esibirla in maniera credibile, lei ai miei occhi
equivarra'esattamente ad uno zero: il rispetto per i colleghi e per la
liberta' creativa altrui.Impari a ponderare le parole , e' ancora giovane ed
e' una responsabilita'che spetta a tutti.


Ma cosa state a perdere tempo con certa gente?. Chi volete convincere? Un
mulo impuntato? Lasciatelo perdere, non ne vale la pena. Lasciategli dare
aria ai denti e non cagatelo, vedrete che col tempo la pianterà di
scrivere cazzate di ogni genere.


> > MA VAI A FARE IN CULO STRONZETTO!!!!!

> Ci diamo tutti una calmata per favore ? Questo NG e' di recente
> attraversato da furori , nervosismi ed indisponenze ridicole .
> Pensare che l'eta' media dei suoi partecipanti e' sui 30 anni. Leggendo la
> gratuita' irriflessiva di certi post non parrebbe.


Bah, insomma, quando ce vo' ce vo'. Ogni tanto un bel vaffanculo a chi
dimostra largamente di non rispettare gli altri non guasta.
Con i bambini cocciuti valgono di più gli sculaccioni, anche se ormai si è
persa la sana abitudine, e Basentini è appunto una persona poco cresciuta
che ha bisogno solo di prenderle...


Migliore alternativa è addirittura in questi casi il silenzio

Saluti

Piffero


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


pasquale

unread,
May 7, 2003, 9:01:23 AM5/7/03
to

"basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:217Z59Z76Z38Y1...@usenet.libero.it...
>

credo,e non sono il solo ,che i
> vari Rava,Fresu,Bollani,B.Tommaso,non siano dei veri e propri jazzisti,in
> quanto manchi a loro la tradizione e l'intenzione del suonare jazz. Sono
> fermamente convinto (per averlo visto anche con i miei occhi)che
> troverebbero seri problemi nel suonare in qualche jam ad Harlem,o nel
> suonare con qualche nero della tradizione a cui faccio riferimento. terzo
ed
> ultimo ,il suo stato d'animo puo' non interessarmi. Mi interessa cosa ha
da
> dire e come lo dice e non credo che cio'rientri in quello che é il jazz.
> saluti
>
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it


A questo punto non sono jazzisti neanche i jazzisti americani che utilizzano
linguaggi musicali della tradizione europea.

Il jazz, tentiamo un po' di guardare senza paraocchi, è tante cose.
Proviamo a discuterne con motivazioni meno categoriche, o, come dice
Gualberto, senza posizioni 'integraliste'.

T'ho già detto che alcune delle cose che dici sono, per me, interessanti.
Pessimo il modo in cui le dici, attirandoti anche indegni insulti in
maiuscolo.
Altre cose sono ridicole (il jazz italiano non esiste! a parte quello di
Renzo Arbore!).
Altre sono addirittura ripugnanti: un Rava o un Tommasi o un Urbani che non
saprebbero suonare con i ...neri.
Quali neri?
Penso che con un Hornette Coleman avrebbero tante cose da suonare insieme...
Se vuoi, ci andiamo insieme a suonare, lì, in America, tu la chitarra, io il
pianoforte e, per batterista/contrabassista/fiati, tre o quattro bei neri.
Facciamo una bella improvvisazione su un bel circolo delle quarte o, (come
ci ha insegnato Endrix), su un bel circolo di quinte.
Reggerai un'improvvisazione, da solo, per più di quattro chorus?

Ciao
Pasquale

basentini

unread,
May 8, 2003, 7:20:01 AM5/8/03
to
"pasquale" <pasq...@manuali.it> wrote in message news:<Cs7ua.128$_l1....@news.ediso

>
> A questo punto non sono jazzisti neanche i jazzisti americani che utilizzano
> linguaggi musicali della tradizione europea.
>

Certo che non sono jazzisti ! Improvvisatori piu o meno bravi ma non
jazzisti!


> Il jazz, tentiamo un po' di guardare senza paraocchi, è tante cose.
> Proviamo a discuterne con motivazioni meno categoriche, o, come dice
> Gualberto, senza posizioni 'integraliste'.
>

Se tutto é jazz,niente é jazz. Il jazz é una musica gigantesca e
composita ma che ha delle caratteristiche imprescindibili ,come un
particolare senso del tempo (swing) ,un particolare senso
dell'impovvisazione ,una tradizione ed un linguaggio comune. Queste
compononti mancano parzialmente o totalmente in un sacco di musica
maldestramente etichettata come "jazz".


> Altre cose sono ridicole (il jazz italiano non esiste! a parte quello di
> Renzo Arbore!).

il jazz italiano esiste e come
(Urbani,Nocella,Moroni,Atti,D'Avola,Pozza,Farao',Ciancagliniecc...) ma
non é certo quello che additate voi.


> Altre sono addirittura ripugnanti: un Rava o un Tommasi o un Urbani che non
> saprebbero suonare con i ...neri.

Urbani é il jazz. E' abbastanza imbarazzante la differenza tra lui e
gli altri citati; Urbani conosce il linguaggio ,ha swing ed ha
personalita' e genialita'. Poi parlavo di Tommaso,non Amedeo Tommasi
che stimo molto.


> Quali neri?
> Penso che con un Hornette Coleman avrebbero tante cose da suonare insieme...
> Se vuoi, ci andiamo insieme a suonare, lì, in America, tu la chitarra, io il
> pianoforte e, per batterista/contrabassista/fiati, tre o quattro bei neri.
> Facciamo una bella improvvisazione su un bel circolo delle quarte o, (come
> ci ha insegnato Endrix), su un bel circolo di quinte.
> Reggerai un'improvvisazione, da solo, per più di quattro chorus?
>

Ripeto ,ho suonato con molti di quei neri americani. Abbastanza da
capire come si suona il jazz. Magari non lo so fare ,ma so di che si
tratta molto bene.


> Ciao

emanuele

mn

unread,
May 8, 2003, 8:54:36 AM5/8/03
to
> Ripeto ,ho suonato con molti di quei neri americani. Abbastanza da
> capire come si suona il jazz. Magari non lo so fare ,ma so di che si
> tratta molto bene.
>
>
> > Ciao
>
> emanuele

Anch'io ho visto tirare su i muri dai muratori, cambiare i tubi dagli
idraulici,
fare impianti elettrici dagli elettricisti, ma non lo so fare.
Posso pertanto ritenermi un mura-idrauli-elettricista?

Il più grande complimento che io abbia mai ricevuto è stato quando ho
suonato (il sax) parecchi anni fa
con il grande, grande, grande Jimmy Witherspoon che mi ha detto "great
sound, man" e detto da lui, che ha
cantato con Ben Webster e altri mostri sacri del sax, è la cosa più bella
che potessi sentirmi dire.
Posso ritenermi un jazzista?

basentini

unread,
May 8, 2003, 9:19:30 AM5/8/03
to

...ma....diciamo che ho fatto qualcosina in piu'...

Dorham

unread,
May 8, 2003, 6:25:24 PM5/8/03
to

"Rosanna Calvitti" <R.Cal...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:716ua.98183$iy5.3...@twister2.libero.it...
>
> "Ultimo tango a Zagarolo" <burro....@optimus.it> ha scritto nel
> messaggio news:209Z234Z166Z56Y...@usenet.libero.it...

> > Il 07 Mag 2003, 11:24, emanuele...@hotmail.com (basentini) ha
> scritto:
> > > >
> "Bongo bongo bongo" che é
> > un
> > > po' il nostro cavallo di battaglia
>
> Cut

> credo,e non sono il solo ,che i
> > > vari Rava,Fresu,Bollani,B.Tommaso,non siano dei veri e propri
> jazzisti,in
> > > quanto manchi a loro la tradizione e l'intenzione del suonare jazz.


Analizzando attentamente dei personaggi in questione : (1)la caratura
musicale (eccletticità), (2)l'elevazione artistica (capacità compositive e
di organizzazione della musica d'insieme), (3)scelta timbrica
(personalizzazione del suono)e la carica umana (4)(non sottovalutabile come
requisito d'analisi globale) possiamo riscontrare ben pochi punti deboli
...i signori in questione (lasciandone fuori rava che negli anni 70 suonava
e registrava dischi con j.abercrombie e j:dejonette c.bley p.motian e tanti
altri compositori strumentisti apparteneti ala storia del jazz mondiale e
presenti nelle più belle e simpatiche nonchè aggiornate, enciclopedie della
Musica universale )
possiamo ben dire che
(1)hanno espresso musica con tantissimi organici e registrato su supporto
nonchè depositato partitura in copia firmata aqlla benemerita siae ,un
numero adeguato di composizioni....
(2)vinto diversi premi della critica internazionale e ricevuto consensi
adeguati da un gran numero di musicisti compositori e non....
(3)collaborazioni internazionali o transnazionali o anche solo con musicisti
americani(che brutto termine...)...(a parte bollani che essendo più giovane
calca la scena da meno tempo e il su citato rava)risalgono almeno a 15 anni
fa e continuano a fioccare come neve in cima.....
si freggiano (beati loro...) di avere attivi almeno 5 gruppi con cui fanno
concerti e session in studio....


> Basentini, una fondamentale caratteristica le manca, per cui, fino a che
non
> sara' capace di esibirla in maniera credibile, lei ai miei occhi
equivarra'
> esattamente ad uno zero :
> il rispetto per i colleghi e per la liberta' creativa altrui.
> Impari a ponderare le parole , e' ancora giovane ed e' una responsabilita'
> che spetta a tutti.

Non si potrebbe certo fare di meglio per cogliere nel segno........
> pienamente d'accordo


> Sono
> > > fermamente convinto (per averlo visto anche con i miei occhi)che
> > > troverebbero seri problemi nel suonare in qualche jam ad Harlem,o nel
> > > suonare con qualche nero della tradizione a cui faccio riferimento.


E sempre bene avere dei punti di riferimento ma è quasi obbligatorio
esplicitarne tutto o quasi ...compresi : nome e cognome.....
pensi che se bach avesse potuto suonare insieme (di punto in bianco) con
racmaninoff
ci sarebbe riuscito ? a chi veniva meglio secondo te ?.....chi era piu
agevolato?
improvissavano e componevano egreggiamente tutte e due (le signorine) o
sbaglio ?

>
> Ho seri dubbi sulla serieta' del suo tour operator.
> La complessita' della realta' americana passata e recente sembra sfuggirle
> in continuazione. La prego di astenersi da considerazioni basate su miopi
e
> frettolose frequentazioni turistiche e di formulare le sue future
> valutazioni con maggiore senso di maturita' storica e musicale. A meno che
> non cerchi unicamente la rissa ed il dialogo non sia di suo interesse...


> >
> > MA VAI A FARE IN CULO STRONZETTO!!!!!

mha..dove vivete ?
roma ?
padania ?
siculi?
Sarebbe bene scegliere il tour operator sicuramente in maniera più seria e
non bisogna badare a spese per questo ....bisogna andare direttamente a casa
delle persone e suonarci assieme (consiglio).


>
> Ci diamo tutti una calmata per favore ? Questo NG e' di recente
> attraversato da furori , nervosismi ed indisponenze ridicole .
> Pensare che l'eta' media dei suoi partecipanti e' sui 30 anni. Leggendo la
> gratuita' irriflessiva di certi post non parrebbe.

> Saluti
> Rosanna

si anch'io ho circa 30 anni.....

Vi saluto cordialmente.


>
>


pasquale

unread,
May 8, 2003, 7:00:49 PM5/8/03
to

"basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:359362e6.03050...@posting.google.com...

> "pasquale" <pasq...@manuali.it> wrote in message
news:<Cs7ua.128$_l1....@news.ediso
> >
> > A questo punto non sono jazzisti neanche i jazzisti americani che
utilizzano
> > linguaggi musicali della tradizione europea. (Pasquale)

> >
>
> Certo che non sono jazzisti ! Improvvisatori piu o meno bravi ma non
> jazzisti!
>
*****
Già qui sei categorico!
Sarebbe bello discuterne. Ma ci porterebbe troppo lontano: nella discussione
lunghissima su cosa è jazz.

>
> Se tutto é jazz,niente é jazz. Il jazz é una musica gigantesca e
> composita ma che ha delle caratteristiche imprescindibili ,come un
> particolare senso del tempo (swing) ,un particolare senso
> dell'impovvisazione ,una tradizione ed un linguaggio comune. Queste
> compononti mancano parzialmente o totalmente in un sacco di musica
> maldestramente etichettata come "jazz".
>

******
D'accordo con te. Ho già discusso su 'paesaggi mediterranei' di Pieranunzi.
neanche per me si tratta di jazz, bensì di musica 'classica' con alementi
ritmici e armonici rubati al jazz, ma nulla di più.


> il jazz italiano esiste e come
> (Urbani,Nocella,Moroni,Atti,D'Avola,Pozza,Farao',Ciancagliniecc...) ma
> non é certo quello che additate voi.

******
Dunque, meno male, non solo due o tre, come hai affermato qualche settimana
fa!

>
> Urbani é il jazz. E' abbastanza imbarazzante la differenza tra lui e
> gli altri citati; Urbani conosce il linguaggio ,ha swing ed ha
> personalita' e genialita'. Poi parlavo di Tommaso,non Amedeo Tommasi
> che stimo molto.

*****
Non solo e non per forza il solo grande Urbani e quelli che citi.
Non sottovalutiamo i vecchi e nuovi jazzisti italiani.
Ascoltiamoli meglio. Lo stesso Pieranunzi, ha una tecnica raffinatissima.
Devo comprare ancora i suoi CD più spiccatamente jazzistici.

> >
> Ripeto ,ho suonato con molti di quei neri americani. Abbastanza da
> capire come si suona il jazz. Magari non lo so fare ,ma so di che si
> tratta molto bene.
>
>
> > Ciao
>
> emanuele

Nessuno di noi nasce musicista e tanto meno jazzista.
Non è che uno compra un buon sassofono e, solo perché ha buone dote
musicali, diventa il giorno dopo un Charlie Parker.

Ciao
Pasquale


pasquale

unread,
May 8, 2003, 7:06:15 PM5/8/03
to

"pasquale" <pasq...@manuali.it> ha scritto nel messaggio
news:BkBua.329$B8.1...@news.edisontel.com...

>
> "basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:359362e6.03050...@posting.google.com...
> > "pasquale" <pasq...@manuali.it> wrote in message
> news:<Cs7ua.128$_l1....@news.ediso

Correggere:
'solo perché ha buone dote'
con
'solo perché ha buone doti'.


> Ciao
> Pasquale
>


basentini

unread,
May 9, 2003, 10:41:11 AM5/9/03
to
Il 09 Mag 2003, 00:25, "Dorham" <ciccio...@tiscali.it> ha

>
> Analizzando attentamente dei personaggi in questione : (1)la caratura
> musicale (eccletticità), (2)l'elevazione artistica (capacità compositive e
> di organizzazione della musica d'insieme), (3)scelta timbrica
> (personalizzazione del suono)e la carica umana (4)(non sottovalutabile
come
> requisito d'analisi globale) possiamo riscontrare ben pochi punti deboli
> ...i signori in questione (lasciandone fuori rava che negli anni 70
suonava
> e registrava dischi con j.abercrombie e j:dejonette c.bley p.motian e
tanti
> altri compositori strumentisti apparteneti ala storia del jazz mondiale e
> presenti nelle più belle e simpatiche nonchè aggiornate, enciclopedie
della
> Musica universale )

Non sono requisiti che riguardano un jazzista.


> possiamo ben dire che
> (1)hanno espresso musica con tantissimi organici e registrato su supporto
> nonchè depositato partitura in copia firmata aqlla benemerita siae ,un
> numero adeguato di composizioni....


Tantissimi grandi del jazz non hanno mai scritto brani originali ed hanno
suonato in pochi organici.E'molto piu' importante analizzare il loro saper
suonare al di la del mero numero di pubblicazioni o di gruppi al seguito.


> (2)vinto diversi premi della critica internazionale e ricevuto consensi
> adeguati da un gran numero di musicisti compositori e non....


Sull'incompetenza della critica c'e' da scrivere un enciclica. Sui consensi
ricevuti da alti musicisti sono sicuro di poter testimoniare altrettanti
dissensi.


> (3)collaborazioni internazionali o transnazionali o anche solo con
musicisti
> americani(che brutto termine...)...(a parte bollani che essendo più
giovane
> calca la scena da meno tempo e il su citato rava)risalgono almeno a 15
anni
> fa e continuano a fioccare come neve in cima.....
> si freggiano (beati loro...) di avere attivi almeno 5 gruppi con cui fanno
> concerti e session in studio....

Se sono collaborazioni con musicisti americani di nascita ma che suonano
come o peggio degli europei allora l'imbroglio è fatto:le ricordo che la
maggiorparte di loro,spesso "ripudiati"in patria,lavorano soprattutto in
europa dove,approfittando dell'incompetenza dell'audience jazzistica,passano
intere estati a fare scorte per l'inverno. E comunque sia chiaro che anche
in america (come lamentava ultimamente Lou Donaldson)il grado di cultura
musicale si è drasticamente abbassato. Nonostante cio' vive ancora una
generazione che il jazz vero, lo ha visto e fatto,e cerca di tramandare alle
nuove generazioni questa sapienza (Barry Harris, Jonny Griffin, Steve
Grossman,George Brown,John Hics,Bill Saxton,per citarne alcuni che
sicuramente non collaborerebbero agevolmente con i nostri rava e compagnia
bella)


> > Basentini, una fondamentale caratteristica le manca, per cui, fino a che
> non
> > sara' capace di esibirla in maniera credibile, lei ai miei occhi
> equivarra'
> > esattamente ad uno zero :
> > il rispetto per i colleghi e per la liberta' creativa altrui.
> > Impari a ponderare le parole , e' ancora giovane ed e' una
responsabilita'
> > che spetta a tutti.
> Non si potrebbe certo fare di meglio per cogliere nel segno........
> > pienamente d'accordo
>

Rispetto i colleghi come uomini e lavoratori nel campo musicale ma non come
jazzisti. Molti di loro conoscono poco il jazz ma continuano imperterriti a
prescindere da tutto cio'pur di continuare ad avere i falsi onori delle
cronache.Quello che stanno perpetuando a questa bellissima e particolare
vicenda musicale che è il jazz, è, secondo me ,un danno di dimensioni
titaniche.Io studio Bach tutti i giorni ,ma se dovessi proporlo a platee di
musica classica mi caccerebbero a calci perchè sarei irrispettoso nel
suonare una musica nella quale non sono dentro fino in fondo.Farebbero bene.
Non capisco perche le platee piu prestigiose del jazz italiano sono piene
(fatta qualche rara dovuta eccezzione)di finti originali,di scimmiottatori
che non riescono a suonare a tempo sugli accordi di un anatole!
>

> saluti , Emanuele

Dorham

unread,
May 9, 2003, 7:46:05 PM5/9/03
to

"basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:80Z181Z113Z124Y...@usenet.libero.it...

> Il 09 Mag 2003, 00:25, "Dorham" <ciccio...@tiscali.it> ha
> >
> > Analizzando attentamente dei personaggi in questione : (1)la caratura
> > musicale (eccletticità), (2)l'elevazione artistica (capacità compositive
e
> > di organizzazione della musica d'insieme), (3)scelta timbrica
> > (personalizzazione del suono)e la carica umana (4)(non sottovalutabile
> come
> > requisito d'analisi globale) possiamo riscontrare ben pochi punti deboli
> > ...i signori in questione (lasciandone fuori rava che negli anni 70
> suonava
> > e registrava dischi con j.abercrombie e j:dejonette c.bley p.motian e
> tanti
> > altri compositori strumentisti apparteneti ala storia del jazz mondiale
e
> > presenti nelle più belle e simpatiche nonchè aggiornate, enciclopedie
> della
> > Musica universale )
>
> Non sono requisiti che riguardano un jazzista.

Quali sono i requisiti ideali allora...?
aver suonato con musicisti che ora sono citati nelle enciclopedie non è
richiesto....
quindi tanto meno fare cd con queste pietre miliari (p.wood , k.wheller ,
g.shuller ,trilok.gurtu ((ha.... è vero il gurtu nonostante improvisi come
una madonnina ritmica e abbia suonato con tutti ...non perchè il suo manager
sia particolarmente professionale ...purtroppo di jazz non capisce granchè
....e se si mettesse veramente a studiare....magari su cherrokky.....)).


>
>
> > possiamo ben dire che
> > (1)hanno espresso musica con tantissimi organici e registrato su
supporto
> > nonchè depositato partitura in copia firmata aqlla benemerita siae ,un
> > numero adeguato di composizioni....
>
>
> Tantissimi grandi del jazz non hanno mai scritto brani originali ed hanno
> suonato in pochi organici.E'molto piu' importante analizzare il loro saper
> suonare al di la del mero numero di pubblicazioni o di gruppi al seguito.


nomi e cognomi ....please

che bello esistono ancora le mosche bianche modello chet baker che non
scrivono nuova musica non scrivono arrangiamenti ma collaborano a
riutilizzare materiale altrui((ma era un jazzista o non sapeva
semplicemente leggere o scrivere musica e quindi non lo era o meglio lo era
proprio per questo ?....anche se poi comunque sembra che in carcere abbia
scritto finalmente qualcosa)) di chet ne nasce uno ogni tre o quattro papi
cristiani e praticanti ......e poi forse uno che stimi (credo ,visto come
sei orientato.caro basentini) come boltro ultimamente compone e fà dischi a
suo nome .....Prova a chiedergli cosa ne pensa di rava ,fresu e compagnia
bella.....


>
>
> > (2)vinto diversi premi della critica internazionale e ricevuto consensi
> > adeguati da un gran numero di musicisti compositori e non....
>
>
> Sull'incompetenza della critica c'e' da scrivere un enciclica. Sui
consensi
> ricevuti da alti musicisti sono sicuro di poter testimoniare altrettanti
> dissensi.

i compensi sono direttamente proporzionati in base alla effettiva proposta
artistica musicale quasi esxclusivamente contenuta in quei formati che
prendono il nome moderno di CD e che poi all'ascolto sono in certi casi
interessanti in altri poco interessanti ed infine delle ciofeche molto ben
confezionate (forse dal punto di vista meramente strumentale)ma piene di
presunzione , con idee (ormai ) antidiluviane e prive di una componente
umana unica e irripettibile , altamente suscettibile nonchè arbitraria che
rende la cifra stilistica più vicina all'artista (DNA).... a volte si
ascolta in certa musica più i miti o punti di riferimento che aleggiano
nell'aria piuttosto che altro....parlo sia di musica scritta che di
standars.....ovviamente....


ricordati che l'anatole nasce negli anni 20/30 circa (stò inventando ma non
mi sto allontanando di tanto), con la stessa successione accordale
odierna...è quindi un vecchiarello che ha già detto tanto ed è che ci si
confronti ancora ,dato che i miti lo hanno fatto....ma adesso sarebbe ora di
"allenarsi" con queste piroette a tutta velocità su il classico giro I -
VI - II - V - che fa parte di una parte della A dell' anatole insieme poi al
bellissimo (B) rubato alla musica colta ovvero il giochetto delle dominanti
secondarie (o dominante della dominante etc.etxc.) III7 - VI7 -II7 - V7 -
da fare appena ci si alza da tavola in tutte le tonalità...ma poi suonare
veramente la propria musica e nelle proprie modalità........a meno che non
ti vedi come un prete che porta la parola di ............___ . bach anche mi
sà che ha scritto tante belle successioni di accordi per l'improvisazione e
lo studio strumentale dei suoi figli.....ma a distanza di tanto tempo
nessuno è più in grado di riprendere in mano un lavoro tanto colossale per
utilizzarlo come meriterebbe......
non esistono solo gli standars e gli americani di nascita.......esiste anche
bush........

Con devozione verso me stesso....
un simpatico saluto.
Dorham

basentini

unread,
May 10, 2003, 10:44:36 AM5/10/03
to
Il 10 Mag 2003, 01:46, "Dorham" <cicciogazzani@tiscali

>
> Quali sono i requisiti ideali allora...?
> aver suonato con musicisti che ora sono citati nelle enciclopedie non è
> richiesto....
> quindi tanto meno fare cd con queste pietre miliari (p.wood , k.wheller ,
> g.shuller ,trilok.gurtu ((ha.... è vero il gurtu nonostante improvisi come
> una madonnina ritmica e abbia suonato con tutti ...non perchè il suo
manager
> sia particolarmente professionale ...purtroppo di jazz non capisce granchè
> ....e se si mettesse veramente a studiare....magari su cherrokky.....)).
> >


Wheller non è un jazzista. La sua intenzione è piu' vicina ad un genere che
potremo definire "musica classica improvvisata":Non ha dimestichezza con lo
swing, con i tempi ed il linguaggio della storia del jazz. Magari è a suo
agio su alte cose, ma non sul jazz. Anche Gurtu non è un jazzista e non ha
confidenza con l'enorme letteratura della batteria jazz, piuttosto conosce
altre cose, forse altri linguaggi ma non quello del jazz: Questo è evidente.


> > > possiamo ben dire che
> > > (1)hanno espresso musica con tantissimi organici e registrato su
> supporto
> > > nonchè depositato partitura in copia firmata aqlla benemerita siae ,un
> > > numero adeguato di composizioni....
> >
> >
> > Tantissimi grandi del jazz non hanno mai scritto brani originali ed
hanno
> > suonato in pochi organici.E'molto piu' importante analizzare il loro
saper
> > suonare al di la del mero numero di pubblicazioni o di gruppi al
seguito.
>
>
> nomi e cognomi ....please
>

Certo: C.Baker,Sonny Stitt,Lockjaw Davis,"Sweet" Edison,L.Young,C
Hawkins,Art Tatum,O.Peterson,Pepper Adams,F.Sinatra,Ben Webster,J.Griffin
Red garland,ecc...ecc.. alcuni di loro hanno scritto poco o niente,altri
hanno scritto qualcosina (spesso solo pretesti per improvvisare o per
prenderne i diritti, )ma certo non sono da considerarsi
compositori.Aggingerei anche moltissimi altri batteristi, bassisti ma la
lista sarebbe lunghissima.


> che bello esistono ancora le mosche bianche modello chet baker che non
> scrivono nuova musica non scrivono arrangiamenti ma collaborano a
> riutilizzare materiale altrui((ma era un jazzista o non sapeva
> semplicemente leggere o scrivere musica e quindi non lo era o meglio lo
era
> proprio per questo ?....anche se poi comunque sembra che in carcere abbia
> scritto finalmente qualcosa)) di chet ne nasce uno ogni tre o quattro papi
> cristiani e praticanti ......e poi forse uno che stimi (credo ,visto come
> sei orientato.caro basentini) come boltro ultimamente compone e fà dischi
a
> suo nome .....Prova a chiedergli cosa ne pensa di rava ,fresu e compagnia
> bella.....
>

Boltro è un ragazzo gentile che non si vuole compromettere, ma immagino cosa
ne persa a riguardo.Tu chiedilo a Grossman o ad Harris a Griffin, a Scott a
Donaldson ecc ...visto che ci sei ,parlagli di Gurtu o Wheeler,con tanti
auguri...


> >
> > > (2)vinto diversi premi della critica internazionale e ricevuto
consensi
> > > adeguati da un gran numero di musicisti compositori e non....
> >
> >
> > Sull'incompetenza della critica c'e' da scrivere un enciclica. Sui
> consensi
> > ricevuti da alti musicisti sono sicuro di poter testimoniare altrettanti
> > dissensi.
>
> i compensi sono direttamente proporzionati in base alla effettiva proposta
> artistica musicale quasi esxclusivamente contenuta in quei formati che
> prendono il nome moderno di CD e che poi all'ascolto sono in certi casi
> interessanti in altri poco interessanti ed infine delle ciofeche molto ben
> confezionate (forse dal punto di vista meramente strumentale)ma piene di
> presunzione , con idee (ormai ) antidiluviane e prive di una componente
> umana unica e irripettibile , altamente suscettibile nonchè arbitraria che
> rende la cifra stilistica più vicina all'artista (DNA).... a volte si
> ascolta in certa musica più i miti o punti di riferimento che aleggiano
> nell'aria piuttosto che altro....parlo sia di musica scritta che di
> standars.....ovviamente....
> >

Idee un po'confuse,comunque...

> > >
>
>
> ricordati che l'anatole nasce negli anni 20/30 circa (stò inventando ma
non
> mi sto allontanando di tanto), con la stessa successione accordale
> odierna...è quindi un vecchiarello che ha già detto tanto ed è che ci si
> confronti ancora ,dato che i miti lo hanno fatto....ma adesso sarebbe ora
di
> "allenarsi" con queste piroette a tutta velocità su il classico giro I -
> VI - II - V - che fa parte di una parte della A dell' anatole insieme poi
al
> bellissimo (B) rubato alla musica colta ovvero il giochetto delle
dominanti
> secondarie (o dominante della dominante etc.etxc.) III7 - VI7 -II7 - V7 -
> da fare appena ci si alza da tavola in tutte le tonalità...ma poi suonare
> veramente la propria musica e nelle proprie modalità........a meno che non
> ti vedi come un prete che porta la parola di ............___ . bach anche
mi
> sà che ha scritto tante belle successioni di accordi per l'improvisazione
e
> lo studio strumentale dei suoi figli.....ma a distanza di tanto tempo
> nessuno è più in grado di riprendere in mano un lavoro tanto colossale per
> utilizzarlo come meriterebbe......
> non esistono solo gli standars e gli americani di nascita.......esiste
anche
> bush........
>

Tra gli anni venti e i trenta c'e un abisso.Non generalizzerei con questa
faciloneria.
Il giro armonico dell'anatole nella struttura che noi conosciamo,deriva dal
brano "i Got Rhythm" inserito nel musical dal 1930 "Girl Crazy di George
Gershwin (nella versione originale credo abbia due battute in piu').
Nonostante i suoi settantanni e passa di età credo sia e rimanga una
struttora attualissima con cui cui un jazzista deve necessariamente
confrontarsi. Grandissimi jazzisti hanno suonato anatole per tutta la vita
(S. Stitt fra tutti) sostenendo che fosse il giro armonico piu'stimolante e
rappresentativo. La modernita di un pezzo non è un valore relativo all' anno
in cui è stato composto bensi'un valore assoluto proprio della composizione
stessa e della sua lungimiranza e longevità(Bach è senzaltro piu moderno di
Baglioni). Cosi mi sento di dire che l'anatole è sicuramente uno dei brani
piu'moderni mai scritti! La sua struttura rimane attualissima in ogni
circostanza,terreno ideale per ogni tipo di improvvisatore che abbia
dimestichezza col materiale musicale (scale accordi, timing,linguaggio ecc)
e qualcosa da dire.Sicuramente piu'moderno dei brani di Rava, Fresu e
compagnia,rimasti costantemente inchiodati agli anni settanta anche se
nascono nel 2003. Per chiudere vorrei citere una frase di Dexter Gordon che
spero le faccia riflettere;ebbene ,interrogato su cosa ne pensasse delle
forme di presunto jazz che stavano prendendo piede negli ultimi anni della
sua vita e sulla loro presunta modernità lui chiuse dicendo"Bebop is the
music of the future!". Saluti. Emanuele

Luca Conti

unread,
May 10, 2003, 1:17:08 PM5/10/03
to
On Sat, 10 May 2003 14:44:36 GMT, emanuele...@hotmail.com
(basentini) wrote:

> Wheller non è un jazzista. La sua intenzione è piu' vicina ad un genere che
>potremo definire "musica classica improvvisata":Non ha dimestichezza con lo
>swing, con i tempi ed il linguaggio della storia del jazz. Magari è a suo
>agio su alte cose, ma non sul jazz.

Difatti, non essendo un jazzista, a Wheeler è stato tranquillamente
consentito di suonare e incidere con Woody Herman (1959, un intero
tour europeo), con John Dankworth (1959-65) con Tubby Hayes (1966),
con Joe Harriott (1967), con Ronnie Scott (1968), con Philly Joe Jones
(1989), con la Clarke Boland Big Band (1969), con Paul Gonsalves
(1969), con Pepper Adams, Tommy Flanagan e Louis Hayes (1983).

Bisognerà che qualcuno si prenda la briga di comunicare a Wheeler che,
purtroppo, non è un jazzista. Ci pensa lei?

Luca Conti


sv

unread,
May 10, 2003, 1:31:16 PM5/10/03
to

> Difatti, non essendo un jazzista, a Wheeler è stato tranquillamente
> consentito di suonare e incidere con Woody Herman (1959, un intero
> tour europeo), con John Dankworth (1959-65) con Tubby Hayes (1966),
> con Joe Harriott (1967), con Ronnie Scott (1968), con Philly Joe Jones
> (1989), con la Clarke Boland Big Band (1969), con Paul Gonsalves
> (1969), con Pepper Adams, Tommy Flanagan e Louis Hayes (1983).


Tutto vero !!!
Sta di fatto però che Wheeler è diventato "popolare" in certe aree del
pubblico e della critica e di certe zone di musicisti proprio per il suo
approccio, nato mi in ambito strettamente ECM, degli ultimi 20/30 anni che
tende ad abolire lo swing e che ricasca perfettamente nella definizione di
musica classica o contemporanea improvvisata coniata da Basentini e che
sostanzialmente mi vede concorde.

Quindi penso dovremmo notificare al buon Wheeler di stare attento perchè il
suo tasso di jazzismo, di cui non mi sembra d'avere sentito, certo per mia
colpa, degli exploit memorabili, tende vieppiù ad annacquarsi da quando
frequenta certe compagnie.

Ciao,

Sergio

Luca Conti

unread,
May 10, 2003, 1:49:01 PM5/10/03
to
On Sat, 10 May 2003 17:31:16 GMT, redre...@iol.it (sv) wrote:

>Tutto vero !!!
>Sta di fatto però che Wheeler è diventato "popolare" in certe aree del
>pubblico e della critica e di certe zone di musicisti proprio per il suo
>approccio, nato mi in ambito strettamente ECM, degli ultimi 20/30 anni che
>tende ad abolire lo swing e che ricasca perfettamente nella definizione di
>musica classica o contemporanea improvvisata coniata da Basentini e che
>sostanzialmente mi vede concorde.

Guarda che Basentini sostiene che Wheeler

>Non ha dimestichezza con lo
>swing, con i tempi ed il linguaggio della storia del jazz

il che - e basta avere un paio di orecchie funzionanti per
accorgersene - è una fesseria bella e buona.

>Quindi penso dovremmo notificare al buon Wheeler di stare attento perchè il
>suo tasso di jazzismo, di cui non mi sembra d'avere sentito, certo per mia
>colpa, degli exploit memorabili, tende vieppiù ad annacquarsi da quando
>frequenta certe compagnie.

Non so cos'hai sentito del Wheeler degli ultimi 20-30 anni, ma anche i
suoi famigerati dischi ECM hanno swing da vendere (per non parlare di
quelli col quartetto di Braxton su Arista, eccetera eccetera).

In realtà, riascoltare (o ascoltare con orecchio meno prevenuto) anche
un po' di queste cose, non vi farebbe che bene :-)

Ciao, Luca


Message has been deleted

sv

unread,
May 11, 2003, 5:39:04 AM5/11/03
to
Basentini lo apprezzo come musicista di jazz. Per il resto le sue opinioni
sono le sue e talora coincidono con le mie e spesso non coincidono.
Per quello che riguarda l'ECM ne abbiamo parlato tante volte e francamente
non mi interessa riprendere questa discussione. Credo d'essere ferrato sul
concetto di swing, e tutto ciò che ne deriva, tanto quanto Basentini e molti
altri. Forse lei potrebbe avere dei problemi inconsapevolmente con il
quattro ma non mi sembra francamente decisivo ne per Lei ne per me
disquisire questa questione.
La pregherei di astenersi dal fare esami sulla contiguità di chichessia.
Basentini l'ho visto due volte a Villa Celimontana l'anno scorso e,la
seconda, l'ho gentilmento pregato di lasciarci lavorare. Questo non cambia
nulla della mia stima musicale nei suoi confronti, per quello che suona non
per quello che dice.
Mancuso mi risulta abbia altri interessi nella vita da tempo ormai.

Per quello che riguarda Braxton/Wheeler convengo sul fatto che quel
quartetto sia stato fra le cose migliori di Braxton. Riconosco tuttavia che
attualmente quella musica non mi interessa proprio. Trovo più interessante
Woody Shaw, Terence Blanchard, Terell Stafford, Tim Hagans, Jim Rotondi, Tom
Harrell, etc... Insomma caro Luca, Wheeler non è nelle mie corde anche se
riconsco che è un musicista con un certo pregio e una certa finezza.

SV

Dorham

unread,
May 11, 2003, 5:55:56 AM5/11/03
to

"Luca Conti" <luca....@spacespa.it> ha scritto nel messaggio
news:74eqbvk4h800dcjuc...@4ax.com...
ringrazio Luca per aver ricordato con date e nomi ,e che un musicista non
viene considerato come jazzista dalla massa "sana e reattiva" di questo
genere perchè per tutta la vita si ostina a suonare come quando aveva il
rivolo di latte che le scorreva sulla bocuccia . Ma per la sua escalation
(si scrive così ? tanto non mi interessa ...faccio errori continuamente
...mi scuso....ma i concetti spero siano chiari..._) artistica...nel caso
del jazz per natura dovrebbe essere quanto più varia possibile ...e anche
prevedendo situazioni al limite della virtuosistica comprensione
auditiva.....penso... Che cosa entusiasmante dedicare tutta una vita per la
musica del 700 scritta ovviamente , ma forse si ha poco tempo per
comprendere e suonare berio o ciccio varese, ma stiamo parlando di un salto
di circa 200 anni e ben evidente....la differenza che passa tra gli anni 20
e 30 e poca cosa cosi come tra gli anni 40/60 e il 2003 quando si ascolta
gente che non offre alternative al hard new be bop ...magari suonato
veramente sugli standar e con gli stessi arrangiamenti .....Haa molto
interessante potrei definire questa situazione musicale con "musica classica
be bop contemporanea" o "musica classica contemporanea be bop " poiche
necessita o di grande memoria (ricordarsi tutti i pattern....per avere un po
di scelta...ed essere coerenti ....mica ci si possono inventare i patterns a
gusto personale....che bel mestiere.....) oppure delle partiture contenenti
i soli trascritti degli eroi antenati e fondatori.... In questo modo si
riesce a prendere per i fondelli e a confondere tutti in maniera assai
adeguata....... per una vita sullo stilema (be bop) ........


mi meraviglia (almeno) S.V che non si rende conto della maturità e
freschezza strumentale-compositiva nonche del invidiabile suono personale e
autoctono...(ho detto tutto...) dell'amico k.wheller...
eppure è a capo di una casa discografica di jazzzz........(new hard bop
prevalentemente)
Se siano dignitosi i poveri e umili i ricchi ....non si saprà quasi mai
..... ma per certo beati gli invitati all'ascolto del omnicomprensivo
stilema swing....ne trarranno beneficio....

Invidioso di me stesso....mai degli altri .....
Vi saluto simpaticamente
Dhoram .
gazzanica.


Dorham

unread,
May 11, 2003, 9:24:15 AM5/11/03
to

"Dorham" <ciccio...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:b9l6lo$5n5$1...@lacerta.tiscalinet.it...
> ringrazio Luca per aver ricordato con date e nomi , che un musicista non

> viene considerato come jazzista dalla massa "sana e reattiva"
frequentatrice di questo
> genere ,a ragion del fatto che per tutta la vita si ostina a suonare come
quando aveva il
> rivolo di latte che le scorreva sulla bocuccia ..... Ma per la sua

escalation
> (si scrive così ? tanto non mi interessa ...faccio errori continuamente
> ...mi scuso....ma i concetti spero siano chiari..._) artistica...nel caso
> del jazz per natura dovrebbe essere quanto più varia possibile ...e anche
> prevedendo situazioni al limite della virtuosistica comprensione
> auditiva.....penso... Che cosa entusiasmante dedicare tutta una vita allo
studio ed esecuzione di > musica del 700 scritta ovviamente , ma forse si ha

poco tempo per
> comprendere e suonare berio o ciccio varese, ma stiamo parlando di un
salto
> di circa 200 anni e ben evidente....((come inciso, i più grandi musicisti
dal 900 in poi di qualsiasi genere e filosofia, eccletticamente eseguono o
hanno eseguito quasi tutti gli stili con personalità ,rigore e trasgressione
........))se consideriamo la differenza che passa tra gli anni 20

Tony Mancuso

unread,
May 11, 2003, 9:39:58 AM5/11/03
to
Il 10 Mag 2003, 21:31, "Rosanna Calvitti" <R.Cal...@libero.it> ha scritto:

"Lascerei da parte la questione dello swing ,dal momento che non
vedo ferrati ne' lei ne' il Basentini (Mancuso rimira con la mamma la
copertina di MJ e sorvola dimentico col piglio di chi sia arrivato"

---------------------------------------------------
Cara Rosanna, nn ricordo se mi avevi concesso il "del tu". Mi prendo cmq la
libertà di scriverti ricorrendo a una forma confidenziale dal momento che
anche mammina (che a dire il vero ignora cosa sia MJ... ma se a te piace
immaginare una signora di 45 anni col figlio 27enne in grembo col succhetto
di frutta in mano mentre sfoglia l'ultimo numero di MJ e riceve affettuosi
paccottini sulle spalle fai pure...) mi consiglia di rivolgerti a te come se
parlassi a una mamma (i tuoi toni su questo ng olezzano un po' di finto
maternalismo, nn credi? ... senza offesa, per carità... ) ricordandomi però
che lei, a differenza tua (nonostante siate quasi coetanee), tiene in schifo
il jazz, nn le interessa minimamente e per questo nn si azzarda a parlarne,
mentre tu, invece,... insomma, credo che l'atteggiamento di mammina sia più
coerente del tuo che mi sembra, a essere sincero, quello dell'arrivata... un
po' in ritardo... nn credi?

Detto questo, passiamo alle questioni più serie...
A costo di dire un'ovvietà, è ormai un dato scontato e acquisito da molti
anni che Wheeler nn faccia jazz. Quindi, cara Rosanna, "fatte servì" perché
stavolta hai preso un bel granchio... "a chi tocca nun se 'ngrugna"... Vedi,
se proprio dovessi etichettare l'ECM e Wheeler direi, strizzandomi le palle
(of course) per evitare di dire veramente ciò che penso, che la loro
produzione musicale nn appartiene al Jazz, al Vero Jazz (sissignore, perché
a differenza di quanto si voglia far credere, il Jazz come tutte le Arti
possiede quei tratti incancellabili di genuinità e tipicità che derivano
direttamente dalla tradizione di un linguaggio e dalla sua evoluzione nel
tempo che si basa su alcuni grandi personaggi che hanno creato e
rappresentano degli indiscutibili punti di riferimento ai quali nè la ECM nè
Wheeler si ispirano: Bessie Smith, Big Bill Bronzy, la Jackson per il
blues-gospel; King Oliver, Jelly Roll, Satchmo, Bechet, Bix per il trad-new
orleans-derivativo; Hawkins, Tatum, Lester, Charlie Christian, Django,
Eldridge, Sidney Catlett, Blanton, Garner, Satchmo come autentici maestri di
improvvisazione che dovrebbero essere studiati da tutti; Fletcher Henderson,
Duke, Count Basie, Lionel Hampton, Goodman per le big band; ancora
Armstrong, Fats Waller, Cab Calloway, Ella, Billie Holiday, la Vaughan, King
Cole e pure Ray Charles ma anche Sinatra e Bing Crosby e anche Joe Williams,
e ne dimentico al momento tanti e tante di altrettanta importanza se nn
superiore; Dizzy, Monk, Parker, Dorham, Clarke e ancora un'infinità per il
bop; ma anche lo stesso vituperato Davis, Getz, Clifford, Rollins, Roach,
Coltrane; e ancora Trane, John Lewis, Mingus e Ornette e Shaw per certe
forme di post bop e free; e per finire, se proprio dopo tutti questi
accorpamenti e colpi d'accetta, di cui ovviamente mi scuso, vogliamo stare
larghi, perché no, un Fats Domino, un Chuck Berry e pure un Hendrix per gli
sviluppi del rock, di cui, se devo essere sincero, conosco ben poco... ti
ricordo sempre, infatti, che a me la musica nn piace... mi piace solo il
jazz... senz'altro avrai ascoltato almeno un disco per ogni succitato
musicista... ritrovi forse in Wheeler e nella ECM qcs che abbia la parvenza
o ricordi quel messaggio? nn credo... scusa le eventuali gravissime
omissioni presenti in quell lista che nn ha alcun valore se non quello di
indicare sommariamente un "percorso"...), ma è una produzione di tipo jazzy,
con la "j" + minuscola possibile per favore. Nel senso che, a voler essere
buoni, possiede alcune caratteristiche del Jazz ma è come la pasta scotta,
nel senso che ciancichi ciancichi e ti rimane sempre fastidiosamente in
mezzo ai denti, specialmente se, come nel mio caso, hai una dentatura
devastata da carie e purulenti ascessi piorreici.
Già lo scrissi altrove, e qui lo ripeto: sul piano tecnico e delle
condizioni di produzione e, in un senso più ampio, di mero business, il jazz
(cioè quello che ci vogliono far credere che sia jazz per conferire un
equivoco e ambiguo connotato esotico alle politiche di mrktng che fa tanto
trendy... con la "y" alla fine, proprio come jazzy... come vedi tutte le
etichette di vacue, inani e fasulle finiscono in "y";-)... dimenticavo...
"il suono del silenzio"... hahaha... lo diceva sempre il mio professore di
macroeconomia avanzata, il mancato nobel Pierangelo Garegnani, che detestava
qualsiasi forma di arte sonora e per questo, ignorando totalmente
l'esistenza dell'ECM, ricorreva a questa formula per richiamarmi alla
puntualità quando mi presentavo a lezione in ritardo con la custodia della
cornetta perché magari o ero andato a studiare a casa di amici o avevo
provato in saletta) nn è mai stato trattato così bene, ma la musica di
origine afroamericana, o forse dovremmo dire neroamericana, nn è mai stata
tradita fino a questo punto, perché resa asettica e "messa in proprio" in
tutti i sensi.

Quindi, cercando di mettere da parte questi insani pregiudizi verso i
musicisti preparati come Basentini, limitiamoci a prendere atto
dell'inadeguatezza della critica di fronte al fatto musicale quando nn lo si
pratica su uno strumento (e viene, in questo modo, appeso al muro come una
vecchia crosta, come direbbe il buon Finocchiaro, "feticciandolo" con
disquisizioni varie al fine di scovarne i significati intrinseci... quando,
in realtà, in molti dimenticano una questione terra-terra: il jazz deve far
battere il piede a prescindere da tutti i ghirigori
intellettual-scervelloidi che gli si vogliono appioppare per nobilitarne
certi estremismi... il jazz è una sberla, un calcio in culo... altro che le
carezze dell'anima del "suono del silenzio") e andiamo un po' più spesso ai
concerti di Jazz (che nn mi risulta costino così tanto... ), magari quando
vieni a Roma andiamoci insieme così ti mostrerò quanti musicisti vanno ad
ascoltare Basentini e Carlo Atti, e quanta gente fa la fila per ascoltare la
loro musica... Poi saranno loro, perché forse nn hai fiducia in quel che
dico, a raccontarti di quella volta in cui ebbi la fortuna di assistere a un
concerto di Basentini ed Eric Alexander faceva il pazzo, in preda a una
simpatica e isterica euforia (trattenuto a fatica dagli amici) pur di
ascoltare ancora un altro refrain di Lover suonato da Emanuele. Ma se
continui a rapportarti al jazz in modo contemplativo e a trattarlo come un
feticcio passivo e a snobbare i jazz club, alcuni dei quali e fortunatamente
nn solo a Roma sono la vera fucina della tradizione genuina del jazz... i
locali dove i musicisti suonano ancora that old feeling, this can't be love,
the eternal trianglem shiny stockings, groovin' high e se ne sbattono delle
composizioni originali..., certe cose purtroppo nn riuscirai mai a capirle e
dubito fortemente, ma spero che tu intervenga puntualmente per smentirmi,
che tu abbia compreso qcs del concetto di swing dal momento che inviti un
musicista che il jazz lo vive 24 ore su 24 sulla propria pelle e un
produttore, ma prima di tutto un sincero appassionato da più di 40 anni, a
lasciar perdere la questione swing. mi sa tanto che chi glissa
sull'argomento sei proprio tu, cara Rosanna. Ma la musica che ascolti, il
nordic jazzy?, tradisce spudoratamente questo tuo atteggiamento... prendi
tempo, prendi tempo... ma angrammando e togliendo potremmo dire anche: perdi
tempo, perdi tempo...;-))))

Non me ne volere cara Rosanna, nn volevo intervenire ma visto che mi hai
chiamato in ballo ti ho detto con la massima sincerità ciò che penso.
Spero di essermi sbagliato sul tuo conto e spero nn ti sia offesa.
Un affettuoso saluto
Tony Mancuso

Zac

unread,
May 11, 2003, 11:22:53 AM5/11/03
to
On Sun, 11 May 2003 13:39:58 GMT, Tony Mancuso wrote:

> il jazz è una sberla, un calcio in culo... altro che le
> carezze dell'anima del "suono del silenzio"

Quindi uno come Evans non ha mai fatto jazz. O almeno non al livello di
tonimancuso & basentini o della scuola del grreggoris. (tutte le
minuscole sono volute)
Certo che e' brutto vedere tutto questo nozionismo maniacale esibito
solo per mascherare una totale mancanza di sensibilita' ed incapacita'
di comprendere nella sua interezza un fenomeno musicale come jazz. La
mia impressione e' che alcuni qui siano dei teppisti che utilizzano la
scusa del jazz come un ultra' usa la scusa della partita per
accapigliarsi con gli altri.

Sapete che vi dico? Ma andatevelapijanderculo.

Stacco il NG perche' sono veramente schifato. Ci si risente dopo la
disintossicazione.

fancu'!
--
Zac

sv

unread,
May 11, 2003, 12:52:42 PM5/11/03
to
Il 11 Mag 2003, 17:22, Zac <z...@despammed.com> ha scritto:
> On Sun, 11 May 2003 13:39:58 GMT, Tony Mancuso wrote:
>
> > il jazz è una sberla, un calcio in culo... altro che le
> > carezze dell'anima del "suono del silenzio"
>
> Quindi uno come Evans non ha mai fatto jazz.

Evans è un grande del piano jazz !!!
Forse non è il mio preferito ma è sicuramente un grande.

sv

basentini

unread,
May 11, 2003, 1:21:16 PM5/11/03
to
Luca Conti <luca....@spacespa.it> wrote in message news:<m8cqbvoq6ndgdsa5j...@4ax.com>...

Gia fatto,non si preoccupi. Ho anche suonato con lui. Anch'io ho
collaborato con molti artisti della sfera Ecm,pur non essendo un
musicista"europeo". errori di gioventu'. Che Wheeler non abbia
dimestichezza con il linguaggio jazzistico(cosa che ho sentito
asserire anche dal vostro amato Rava) è un'altra cosa,certamente non
confutabile elencando sue collaborazioni equivoche,frutto di chissà
quali strambe circostanze. Anche C.Taylor ha collaborato con un bopper
quale Dohram.Questo è il dato.Che poi il grandissimo trombettista non
lo guardasse in faccia dalla vergogna di suonare con lui ,questo forse
a voi non interessa?. Saluti.

basentini

unread,
May 11, 2003, 1:27:08 PM5/11/03
to
Luca Conti <luca....@spacespa.it> wrote in message news:<74eqbvk4h800dcjuc...@4ax.com>...

> On Sat, 10 May 2003 17:31:16 GMT, redre...@iol.it (sv) wrote:
>
> >Tutto vero !!!
> >Sta di fatto però che Wheeler è diventato "popolare" in certe aree del
> >pubblico e della critica e di certe zone di musicisti proprio per il suo
> >approccio, nato mi in ambito strettamente ECM, degli ultimi 20/30 anni che
> >tende ad abolire lo swing e che ricasca perfettamente nella definizione di
> >musica classica o contemporanea improvvisata coniata da Basentini e che
> >sostanzialmente mi vede concorde.
>
> Guarda che Basentini sostiene che Wheeler
>
> >Non ha dimestichezza con lo
> >swing, con i tempi ed il linguaggio della storia del jazz
>
> il che - e basta avere un paio di orecchie funzionanti per
> accorgersene - è una fesseria bella e buona.
>

Esattamente il contrario. E' cosi vero tanto da essere stata la sua
forza commerciale. Il suo non avere "time",il suo suonare "glaciale",
è stato cio'che ha convinto i critici europeisti incompetenti, non
convince certo harlem, ne New Orleans....


> >Quindi penso dovremmo notificare al buon Wheeler di stare attento perchè il
> >suo tasso di jazzismo, di cui non mi sembra d'avere sentito, certo per mia
> >colpa, degli exploit memorabili, tende vieppiù ad annacquarsi da quando
> >frequenta certe compagnie.
>
> Non so cos'hai sentito del Wheeler degli ultimi 20-30 anni, ma anche i
> suoi famigerati dischi ECM hanno swing da vendere (per non parlare di
> quelli col quartetto di Braxton su Arista, eccetera eccetera).

Ma lei è matto?? Sa cos'è la swing??????


> In realtà, riascoltare (o ascoltare con orecchio meno prevenuto) anche
> un po' di queste cose, non vi farebbe che bene :-)
>
> Ciao, Luca

......a siamo a posto!!!

basentini

unread,
May 11, 2003, 1:45:59 PM5/11/03
to
"Dorham" <ciccio...@tiscali.it> wrote in message news:<b9l6lo$5n5$1...@lacerta.tiscalinet.it>...

Poche idee,ma confuse. Ripeto:la modernità non è un concetto legato al
tempo cronologico di un artista. La musica di Bird ed il suo modo di
suonare è infinitamente piu'moderno e futurista della musica di
Wheeler e del suo modo di suonare che al cospetto sembra l'era della
pietra. questo lo capirebbe anche un bambino. Lo stesso vale per
moltissimi jazzisti che ho ripetutamente citato. per quanto riguarda
le sue confusioni sull hard new be bop, queste sono pippe mentali da
incompetenti. Il jazz, non si tratta cosi'. Io non suono certo cio che
lei vuole etichettare con queste improbabili invenzioni letterarie de
critico europeo. Cosa suonava Coleman Hawkins...cosa Art Tatum... cosa
Lockjaw... fuori le etichette...ma che dici...suonaveno solo
jazz...cosi come lo suonava Urbani ,Nocella,Nistico,e cosi come lo
suona Moroni, Atti, Grossman, D'avola e tanti altri. Quando i critici
stupidi chiedevano a C.Parker che stile di musica fosse quel suo
"strano"modo di suonare,o cosa fosse il bebop,lui rispondeva
candidamente di suonare il jazz ed il blues, la musica della sua gente
come ha sempre sentito fare. saluti. Emanuele

Dorham

unread,
May 11, 2003, 4:13:06 PM5/11/03
to

"basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:359362e6.03051...@posting.google.com...

Asciugati il rivolino che devi crescere ...caro poche idee e pure
narcise.......

P.S ......... la creatività musicale non si impara ideologicamente
......può essere implicita e involontaria nel "verduraio non musicista"
.....lo stile "tal dei tali" si impara a tavolino e con buone partiture((i
soli più belli dei musicisti preferiti da copiare rigorosamente e
sciorinare.....)) hard- be- bop....urbani con rava , tommaso , gatto
(credo) facevano free estremamente creativo ; urbani ah suonato pezzi
moderni scritti da contemporanei che avevano poco a che vedere con il bebop
e la struttura canzone .....che gran lavoro è stato registrare la ritmica
moderna (r.carter e altri)e appicicarci a forza parker del 53 o giù di li
....ma r.carter oltre a suonare benissimo parker suona, anche e altrettanto
bene, dolphy e... free... funk....bossa.... sinfonica.......contemporanea
colta....non suona solo questi fantomatici standars .... così come la
maggior parte delle persone sane di cervello......

Bye.

Dhoram .
(l' eteronimo).

Luca Conti

unread,
May 11, 2003, 5:26:52 PM5/11/03
to
On 11 May 2003 10:21:16 -0700, emanuele...@hotmail.com
(basentini) wrote:

>Gia fatto,non si preoccupi. Ho anche suonato con lui. Anch'io ho
>collaborato con molti artisti della sfera Ecm,pur non essendo un
>musicista"europeo". errori di gioventu'. Che Wheeler non abbia
>dimestichezza con il linguaggio jazzistico(cosa che ho sentito
>asserire anche dal vostro amato Rava) è un'altra cosa,certamente non
>confutabile elencando sue collaborazioni equivoche,frutto di chissà
>quali strambe circostanze. Anche C.Taylor ha collaborato con un bopper
>quale Dohram.Questo è il dato.Che poi il grandissimo trombettista non
>lo guardasse in faccia dalla vergogna di suonare con lui ,questo forse
>a voi non interessa?. Saluti.

Sì, buonanotte. Meglio suonare con Arbore che con Philly Joe Jones o
con Paul Gonsalves, difatti.

Chiudiamola qui, che non ci sta facendo una bella figura.

LC

basentini

unread,
May 11, 2003, 7:48:16 PM5/11/03
to
Meglio suonare a casa davanti i diplomi di conservatorio esposti alle
pareti!Di sicuro non fara'brutta figura.
Ma che dice??Con Arbore ho suonato e mi sono divertito molto di piu'di
quando lo ho fatto con Wheeler(per fortuna solo un paio di brani). Quella
musica depressiva da pippe intellettuali non è jazz,e ve la lascio tutta!
Magari potessi suonare con Philly Joe Jones o con Paul Gonsalves,ma il fatto
che io abbia suonato con molti grandi jazzisti a voi non interessa,come non
vi interessa che loro mi hanno insegnato che chi scrive di jazz come voi,
senza mai averlo realmente praticato, ci capisce poco o niente. Senza
offesa. Saluti. Emanuele
Message has been deleted

basentini

unread,
May 11, 2003, 8:05:35 PM5/11/03
to
Il 11 Mag 2003, 22:13, "Dorham" <cicciogazzani@

>
>
>
> Asciugati il rivolino che devi crescere ...caro poche idee e pure
> narcise.......
>
> P.S ......... la creatività musicale non si impara ideologicamente
> ......può essere implicita e involontaria nel "verduraio non musicista"
> .....lo stile "tal dei tali" si impara a tavolino e con buone partiture((i
> soli più belli dei musicisti preferiti da copiare rigorosamente e
> sciorinare.....)) hard- be- bop....

Stai dimostrando di essere in dilettante. Nessuno ha mai imparato uno stile
nè tantomeno il bebop in questo modo! Si vede che sei proprio agli inizi.
Cresci. E' ora!!!

urbani con rava , tommaso , gatto
> (credo) facevano free estremamente creativo ; urbani ah suonato pezzi
> moderni scritti da contemporanei che avevano poco a che vedere con il
bebop
> e la struttura canzone .....che gran lavoro è stato registrare la ritmica
> moderna (r.carter e altri)e appicicarci a forza parker del 53 o giù di li
> ....ma r.carter oltre a suonare benissimo parker suona, anche e
altrettanto
> bene, dolphy e... free... funk....bossa.... sinfonica.......contemporanea
> colta....non suona solo questi fantomatici standars .... così come la
> maggior parte delle persone sane di cervello......
>
> Bye.
>
> Dhoram .
> (l' eteronimo).
>

1)Urbani (del quale ho avuto il grandissimo onore di essere amico,nonchè suo
allievo) non suonava altro che Urbani.Non riuscire a sentire cio' è un
ulteriore sintomo del tuo dilagante dilettantismo.
2)Ron Carter (con tutto il rispetto per lui)di certo non potrà suonare
Parker...i tuoi sono miti da ragazzino.
3)Gli standard li suonano ancora oggi e piu che mai tutti i piu grandi
jazzisti tra cui: Steve Grossman,James Moody,Oscar Peterson,Ponomariev,Frank
Foster, Frank Wess,Lou Donalson,ecc...ecc... Non so se sono sani di cervello
,ma di sicuro sono il jazz.Come è sicuro che di jazz non ci capisci nulla.
Vai a studiare da Mancuso, 100 euro all'ora e ti insegna a dire "yea".

Tony Mancuso

unread,
May 12, 2003, 2:05:21 AM5/12/03
to
Il 12 Mag 2003, 01:50, "Rosanna Calvitti" <R.Cal...@libero.it> ha scritto:
> Lungi da me crearti casi di coscienza, se preferisci continua ad essere
> sicuro di tutto , perfino di me :-)


Brava, ci sai fare Rosanna! Ho notato che anche tu hai imparato a glissare
sulle questioni (vedi la nozione di swing...) con un certo gusto per un
velato vittimismo apotropaico, appioppandomi anche squilibri del sistema
psichico riconducibili a improbabilissime turbe edipiche dal momento che nel
mio caso verrebbe a mancare quella valenza catartica della ripetizione
triangolare visto che mio padre, purtroppo, nn c'č da un bel po' di tempo e
avrei quindi il piů totale "campo libero"...
Sono rimasto sorpreso dalla tua prosa, inspiegabilmente artata e debole nel
vano tentativo di sostegno delle tue argomentazioni.
Su una cosa ti sbagli: a differenza di quanto tu possa credere ho poche
certezze (ma tanti punti fermi), troppo giovane per concedermi questo lusso,
ma sono sicuro che se venissi a lezione da me ti insegnerei in poche sedute
a dire "yeah" rispettando la punteggiatura di un assolo. Dai che nn costo
cosě tanto come dice Basentini, e a te certamente uno sconto lo faccio. Dai,
pensaci su...
Simpaticamente,

Jazz Panurge!

unread,
May 12, 2003, 4:30:08 AM5/12/03
to
basentini wrote:


> Meglio suonare a casa davanti i diplomi di conservatorio esposti
alle pareti!

In America, dove io ho abitato a lungo e dove tu faresti bene a passare
un po' di tempo (piu' di qualche settimana, dico) a lavorare, come
vedo qualcun altro qui ti ha suggerito, in America dunque si direbbe
che a questo proposito tu hai 'a big chimp on your shoulder' (qui si
dice 'la coda di paglia', chissa' perche'). Va be', fatti tuoi.

Trovo piu' interessante, per quel che puo' servire, commentare un'altra
tua frase:

> chi scrive di jazz come voi,
> senza mai averlo realmente praticato, ci capisce poco o niente.

La stragrande maggioranza del pubblico di qualunque genere
musicale, ma direi di qualunque arte o forma di spettacolo, non ha
alcuna pratica di quel genere o arte o forma. Sono certo che questo
vale anche per chi viene a sentire te e i tuoi amici nel bar di via
Gregoriana in cui suonate.

Ma allora, Basentini, io mi domando, che vita di cacca e' mai al tua?
Tu, un musicista cosi' abile e coltivato (su questo, credi, non ho dubbi)
ridotto a suonare per chi e' certo non lo possa capire? Davvero ti
appaga il suonare per riceverere l'apprezzamento eclusivo di Carlo
Atti, di Max D'Avola e di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni e magari
Barry Harris in vacanza o in missione promozionale dei suoi
seminari?

Tristezza!

Ciao


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Jazz Panurge!

unread,
May 12, 2003, 4:32:38 AM5/12/03
to
basentini wrote:


> Meglio suonare a casa davanti i diplomi di conservatorio esposti

alle pareti!

In America, dove io ho abitato a lungo e dove tu faresti bene a passare
un po' di tempo (piu' di qualche settimana, dico) a lavorare, come
vedo qualcun altro qui ti ha suggerito, in America dunque si direbbe
che a questo proposito tu hai 'a big chimp on your shoulder' (qui si
dice 'la coda di paglia', chissa' perche'). Va be', fatti tuoi.

Trovo piu' interessante, per quel che puo' servire, commentare un'altra
tua frase:

> chi scrive di jazz come voi,


> senza mai averlo realmente praticato, ci capisce poco o niente.

La stragrande maggioranza del pubblico di qualunque genere

musicale, ma direi di qualunque arte o forma di spettacolo, non ha
alcuna pratica di quel genere o arte o forma. Sono certo che questo
vale anche per chi viene a sentire te e i tuoi amici nel bar di via
Gregoriana in cui suonate.

Ma allora, Basentini, io mi domando, che vita di cacca e' mai al tua?
Tu, un musicista cosi' abile e coltivato (su questo, credi, non ho dubbi)
ridotto a suonare per chi e' certo non lo possa capire? Davvero ti
appaga il suonare per riceverere l'apprezzamento eclusivo di Carlo
Atti, di Max D'Avola e di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni e magari
Barry Harris in vacanza o in missione promozionale dei suoi
seminari?

Tristezza!

Tanto piu' che non devi essere un giovanotto sciocco, tutt'altro: in sole
due o tre settimane, vedi come hai migliorato il tuo uso della tastiera
del computer e perfino la tua espressione scritta, che prima ti dava
tanta pena (e vedi dunque che perfino la compagnia di noialtri
squadrati e' servita a migliorarti in qualcosa).

Ciao Basentini! Metti a vero frutto i tuoi talenti prima che sia tardi,
che il
tempo fugge e non s'arresta un'ora!

The Squash Delivery Boy

unread,
May 12, 2003, 7:45:03 AM5/12/03
to
basentini wrote:

> 100 euro all'ora e ti insegna a dire "yea".

Dammene 50 e t'insegno a scriverlo. Caprone!

sq

PS Sei cosi' inarticolato che sei perfino simpatico :-)

Marco Valente

unread,
May 12, 2003, 6:48:50 AM5/12/03
to
> se proprio dovessi etichettare l'ECM e Wheeler direi, strizzandomi le
palle
> (of course) per evitare di dire veramente ciň che penso, che la loro

> produzione musicale nn appartiene al Jazz, al Vero Jazz (sissignore,
perché
> a differenza di quanto si voglia far credere, il Jazz come tutte le Arti

Sarebbe bello prendere Mancuso, Veschi, Basentini (e magari anche Wynton
Marsalis e i tipi della PBS) e metterli in una bella bacheca di un bel museo
del Vero Jazz.
Ragazzi, siamo nel 2003... e' successo TANTO altro nel frattempo.
Che sia "Vero Jazz" o "falso jazz" .....
Dall'ultimo disco che ammirate (e che, sia chiaro, ammirano anche gli altri
che leggono questo NG) ad oggi sono passati circa 50 anni...
La differenza e' che voi vi siete fermati a quei dischi (o, peggio, alle
imitazioni odierne di essi).
Comunque la storia serve a qualcosa...
M


facchi.jazz

unread,
May 12, 2003, 8:46:20 AM5/12/03
to
Il 12 Mag 2003, 12:48, "Marco Valente" <marco....@jazzengine.com> ha
scritto:

> > se proprio dovessi etichettare l'ECM e Wheeler direi, strizzandomi le
> palle
> > (of course) per evitare di dire veramente ciò che penso, che la loro

> > produzione musicale nn appartiene al Jazz, al Vero Jazz (
>
>
> Sarebbe bello prendere Mancuso, Veschi, Basentini (e magari anche Wynton
> Marsalis e i tipi della PBS) e metterli in una bella bacheca di un bel
museo
> del Vero Jazz.


Eviterei però di fare i minestroni che fanno i nostri baldi e ruspanti
giovani "verijazzisti". Marsalis suona e parla della SUA musica con ben
altra conoscenza, intelligenza e spessore culturale.

Tipi come Basentini che scrivono su questo ng sono personaggi della
sottocultura jazzistica italiota, provinciale ed ideologica che
sostanzialmente cercano di identificarsi in ciò che non sono e che non
potranno mai essere, scimmiottando musica e blaterando un verbo musicale
che, tra l'altro, loro non rappresentano in alcun modo e ad alcun titolo né
in Italia né nel mondo.

Esprimono (pre)giudizi su musicisti che non comprendono e non ascoltano e
che sono su livelli musicali ed artistici che nemmeno riescono ad
immaginare. Sono solo dei poveri di spirito che continuo a trovare
affannosamente velleitari e tristemente comici.

R.F.

P.S. Detto per inciso. Ebbi modo di ascoltare Kenny Wheeler una decina
d'anni fa al Bobadilla di Dalmine suonare un set di soli standards in
maniera assolutamente jazzistica e con swing notevole ed invidiabile.

Dorham

unread,
May 12, 2003, 12:26:23 PM5/12/03
to

"basentini" <emanuele...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:81Z115Z184Z34Y1...@usenet.libero.it...


la tua conoscenza , il tuo senso estetico e di analisi è pari a un
ragazzino che vede la prima bella figa in vita sua......


Non riuscire a sentire cio' è un
> ulteriore sintomo del tuo dilagante dilettantismo.

non si capisce cosa vuoi dire...............
in ogni caso e per fugare inutili dubbi sono sicuro di suonare, comporre e
arrangiare musica meglio di te........
anche se non amo confrontarmi con gli altri a parole, sul livello di
performance...tanto meno di questo o di quello...dovrebbero essere tutt'e
due perfettamente nello stesso numeretto da 1 a 6 che ho elencato nella
guida alla comprensione stilistica-umana del jazz ....sotto ...come non mi
sognerei di paragonare un 100 metrista con uno dei 10000 siepi......
caro pippo come persona non mi dici niente........mi comunichi solo
ignoranza e presunzione.....


> 2)Ron Carter (con tutto il rispetto per lui)di certo non potrà suonare
> Parker...i tuoi sono miti da ragazzino.

E si r.carter è un dilettante.....del be bop ........((penso che sia
doveroso a questo punto fare una netta distinzione tra (guida alla
comprensione stilistica-umana del jazz) ....(1)be bop --(2)cool-- (3)hard
bop---(4)jazz di ricerca---(g.russel--g.evans---etc)(5)fome aperte programmi
educazionali per uomini liberi da vincoli estetici tipo possiamo coniare
dada jazz e (6) free (fatto un po da tutti i grandi forse solo b.evans non
si è lasciato andare e tanti fedeli alla parola di.......quelo)---
quindi questi 6 modi base contengono molti altri che a loro volta generano
dei sottogeneri dei sottogeneri........
direi strettamente relazionati tra loro e si possono tutti chiamare
genericamente jazz.... >
Quindi quando parliamo di bebop non stiamo parlando di free è evidente, ma
è jazz e viceversa
quando dico la parola sport non posso intendere il torneo di scacchi o la 50
km.
.....caro......


3)Gli standard li suonano ancora oggi e piu che mai tutti i piu grandi
> jazzisti tra cui: Steve Grossman,James Moody,Oscar
Peterson,Ponomariev,Frank
> Foster, Frank Wess,Lou Donalson,ecc...ecc... Non so se sono sani di
cervello
> ,ma di sicuro sono il jazz.Come è sicuro che di jazz non ci capisci nulla.

apparte grossman e probabbilmente ponomariev età media 70 anni.....
a. hart .... r.hargrove.... ....k.garrett... etc. età media 30/35


> Vai a studiare da Mancuso, 100 euro all'ora e ti insegna a dire "yea".

guarda che questo mancuso manco lo conosco e te lo puoi certamente baciare
in bocca, per non dire in altri posti, a volonta tu....
nel caso saresti tu a venire da me a lezione per 50 euro .....più o meno
quello che prendo........(n.d.r.c)
e penso che ne avresti per molto se ti fidi del tuo maestro.....
Saluti Cordiali.

Dhoram .
> > (l' eteronimo).

Andrea Lombardini

unread,
May 12, 2003, 2:28:58 PM5/12/03
to
Dorham in un momento dialettico dello spirito, scrisse:


> non si capisce cosa vuoi dire...............
> in ogni caso e per fugare inutili dubbi sono sicuro di suonare,
> comporre e arrangiare musica meglio di te........

Giancarlo Gazzani?

Andrea


basentini

unread,
May 13, 2003, 11:44:06 AM5/13/03
to
Il 12 Mag 2003, 18:26, "Dorham" <ciccio...@tiscali.it

>
> E si r.carter è un dilettante.....del be bop ........((penso che sia
> doveroso a questo punto fare una netta distinzione tra (guida alla
> comprensione stilistica-umana del jazz) ....(1)be bop --(2)cool-- (3)hard
> bop---(4)jazz di ricerca---(g.russel--g.evans---etc)(5)fome aperte
programmi
> educazionali per uomini liberi da vincoli estetici tipo possiamo coniare
> dada jazz e (6) free (fatto un po da tutti i grandi forse solo b.evans non
> si è lasciato andare e tanti fedeli alla parola di.......quelo)---
> quindi questi 6 modi base contengono molti altri che a loro volta generano
> dei sottogeneri dei sottogeneri........
> direi strettamente relazionati tra loro e si possono tutti chiamare
> genericamente jazz.... >
> Quindi quando parliamo di bebop non stiamo parlando di free è evidente, ma
> è jazz e viceversa
> quando dico la parola sport non posso intendere il torneo di scacchi o la
50
> km.
> .....caro....


Non ci capisci un cazzo. Sei penoso: Sai suonare il Dixie, il bop,il free?
Ne sai qualcosa? Al quanto mi dicono sei solo un incapace a cui piace
parlottare. Hai bisogno di una trentina di anni di cura Mancuso,o di farti
un giro ad harlem,prenderesti un sacco di calci in culo..poi te ne accorgi
di cos'è il jazz!

> 3)Gli standard li suonano ancora oggi e piu che mai tutti i piu grandi
> > jazzisti tra cui: Steve Grossman,James Moody,Oscar
> Peterson,Ponomariev,Frank
> > Foster, Frank Wess,Lou Donalson,ecc...ecc... Non so se sono sani di
> cervello
> > ,ma di sicuro sono il jazz.Come è sicuro che di jazz non ci capisci
nulla.
> apparte grossman e probabbilmente ponomariev età media 70 anni.....
> a. hart .... r.hargrove.... ....k.garrett... etc. età media 30/35

Ma sai di che parli o parli come suoni?


Tu hai seri problemi mentali.


> > Vai a studiare da Mancuso, 100 euro all'ora e ti insegna a dire "yea".
>
> guarda che questo mancuso manco lo conosco e te lo puoi certamente baciare
> in bocca, per non dire in altri posti, a volonta tu....
> nel caso saresti tu a venire da me a lezione per 50 euro .....più o meno
> quello che prendo........(n.d.r.c)
> e penso che ne avresti per molto se ti fidi del tuo maestro.....
> Saluti Cordiali.
>
> Dhoram .
> > > (l' eteronimo).
>

Mancuso è un trombettista valido ,fine conoscitore della tradizione e non
solo, del jazz e non solo. Ha una bellissima ragazza rumena da cui ricevera
baci sparsi dove piu'desidera.Avrebbe da insegnarti molto,ma sai a lavare la
testa all'asino si perde l'acqua ed il sapone.

Un consiglio per la tua vita:LASCIA STARE TUTTO COME STA. Un bel lavoro alle
poste...poi fra qualche anno la pensione...e che non se ne parli piu'...

basentini

unread,
May 13, 2003, 11:49:36 AM5/13/03
to
Il 12 Mag 2003, 14:46, facch...@libero.it (

>
> P.S. Detto per inciso. Ebbi modo di ascoltare Kenny Wheeler una decina
> d'anni fa al Bobadilla di Dalmine suonare un set di soli standards in
> maniera assolutamente jazzistica e con swing notevole ed invidiabile.
>
>
>
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it
>
Lascia perdere. Il jazz non fa per te.Tredici anni fa ho suonato degli
standard con lui. Aveva uno swing,un timing ed un fraseggio jazzistico quasi
assente nonostante ci provasse in tutti i modi. Che sia migliorato in tre
anni?

sv

unread,
May 13, 2003, 5:28:32 PM5/13/03
to
Aveva uno swing,un timing ed un fraseggio jazzistico quasi
> assente nonostante ci provasse in tutti i modi.

swing, timing ????
che termini sono mai questi !!!!

Un'altro che in termini di swing e timing ha dei seri problemi è John Taylor
a mio avviso. Almeno per quello che l'ho ascoltato.
Tutta la musica ECM, con poche eccezioni e Jarrett è una di queste, ma anche
di altre etichette europee e italiane o in generale quelle di tendenza
musica improvisata contemporanea vive sull'assenza di questi due concetti
cardine del linguaggio jazzistico.
Per non parlare di groove, feeling, blues, etc.... per inciso tutti i grandi
jazzisti
sono dei grandi interpreti del blues. Lo stesso KOB è una meditazione sul
blues e sul ruolo che ha svolto sia nella cultura nera che, in senso lato,
nella vita dell'uomo moderno prescindendo da nazionalità, razza, religione,
cultura, etc.
Lennie Tristano, Tony Fruscella, Bill Evans, Stan Getz per non parlare di
Powell, Parker, Henderson, Mingus, Hancock, Cannonball, Wes Montgomery etc.
e senza ovviamente scomodare Armstrong, Ellington, Jelly Roll, etc.....
erano dei grandi interpreti delle blues forms.

Vorrà, questo, pur dire qualcosa o no ???
Come mai questo è pressochè assente nel cosiddetto jazz eurocolto o
mediterraneo che dir si voglia ??

Temi come Bedouin di Duke Pearson, Medina di Bobby Hutcherson o Sketch of
Spain di Davis hanno molto a che fare con lo Spanish o Latin Ting e mi
risulta che la Spagna, come il Nord Africa, si affacciano sul Mediterraneo
sia pure guardato dall'Hudson River.

Se avete intenzione di discutere su questi temi fatelo pure ma senza di me
perchè da domani sono a Torino per la Fiera del libro.

Cordialità varie,

SV

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