TEATRO POLIVALENTE OCCUPATO
Via Irnerio 45/c - Bologna
Ingresso £. 10.000
MARC RIBOT
A seguire "All night black music" con dj Inkling (Radio Onda d'Urto - BS)
Marc Ribot è conosciuto soprattutto per essere stato il chitarrista di Tom
Waits in alcuni dei suoi migliori lavori: lo si ascolta in incisioni quali
«Rain Dogs» e «Big Time».
Ribot è nato a Newark nel New Jersey nel 1954. Oltre alla chitarra suona il
banjo, la cornetta, la tromba e il piano.
Da ragazzo ha studiato con il chitarrista e compositore classico Frantz
Casseus a cui renderà omaggio nel 1993 con un disco in solo di sue
composizioni.
Si trasferisce a New York nel 1978 dove lavora come sideman fino al 1983
per l'organista Jack McDuff e il cantante soul Wilson Pickett. Suona con
Chuck Berry, Carla Thomas, Rufus Thomas, Salomon Burke («Soul Alive») e
altri.
Nel 1984 subentra ad Arto Linday nei Lounge Lizard di John & Evan Lurie con
cui rimarrà cinque anni, facendo lunghi tours e registrando tre albums (più
«Mysterie Train» a nome del solo John Lurie). Registra e suona anche con
Elvis Costello in «Spike» e in «Mights Like a Rose», con David Sanborn
«Another Hand» e altri.
Dal 1989 viene in contatto con l'avanguardia newyorkese registrando con
John Zorn («Cynical, Histerical Hour» e «Kristallnacht») e suonando con
Anthony Coleman, Elliot Sharp, Peter Zummo, Peter Kotik senza dimenticare i
suoi vecchi amici dei "Lounge Lizard", Evan Lurie (4 CD tra cui la colonna
sonora de «Il piccolo diavolo») e i "Jazz Passangers" (3 CD). Nel 1992
forma i "Rootless Cosmopolitans" con cui incide due CD, poi gli "Shrek".
Incide inoltre con Allen Ginsberg («The Lion for Real»), Syd Straw
(«Surprise»), Caetano Veloso («Circulado»), Marianne Faithfull (Blazing
Away!»), Marisa Monte («Mais»), Arto Lindsay, David Shea, Nana Vasconcelos,
Cyro Baptista («Vira Loucos»), Trey Anastasio (il chitarrista dei "Phish"),
T-Bone Burnett («The Criminal Under My Own Hat»), Sam Philips («Cruel
Invention» e «Martians and Bikinis»), Alain Bashung («Chatterton»), Freedy
Johnson («This Perfect World») e altri.
Registra a suo nome «Short Stories Symphoniette» e lavora alla riedizione
dei pezzi di Zorn per chitarra solo («The Book of Heads»), precedentemente
registrati da Eugene Chadbourne.
Sempre in solitudine ha registrato l'ottimo «Don't blame me» in cui Ribot
si cimenta in «standards» quali "Ghosts" di Albert Ayler, «Song for Che» di
Charlie Haden (scritta dal contrabbassista alla morte di Che Guevara) e
«Body and Soul». In solitudine viene fuori il particolare musicista che usa
attacchi percussivi o troncati, intevalli di seconda minore, riminescenze
alla Django, arpeggi sbilenchi, dinamiche contrapposte tra note basse e
alte e dissonanze che sembrano state prese a prestito da Thelonious Monk.
Il tutto in uno stile a cavallo tra il blues, il jazz e un certo rock.
Ha partecipato alla registrazione dell'ultima incisione di Laurie Anderson
per la «Elektra».
Nonostante come compositore sia influenzato dalla New Music newyorkese,
Ribot si considera tuttora un musicista soul.
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