Personalmente ritengo Petrucciani uno dei migliori pianisti jazz di sempre !
>Personalmente ritengo Petrucciani uno dei migliori pianisti jazz di sempre !
Impossibile.
LC
>>Personalmente ritengo Petrucciani uno dei migliori pianisti jazz di sempre !
>Impossibile.
Se non uno dei migliori (poi migliori in che senso) penso anche io che
Petrucciani sia stato un piansta estremamente personale, capace di
sintetizzare diversi linguaggi senza per questo apparire banale o con
quel gusto di "dejà vu".
--
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:
Dizzy Gillespie "Something Old, Something New" Philips (PHS 091)
>Se non uno dei migliori (poi migliori in che senso) penso anche io che
>Petrucciani sia stato un piansta estremamente personale, capace di
>sintetizzare diversi linguaggi senza per questo apparire banale o con
>quel gusto di "deją vu".
C'č una bella differenza.
Ciao, Luca
Ti consiglio anche "Conference de presse" in duo con Eddy Louis (ottimo
organista)....
Cià, Antonio.
Mai sentito parlare di "questione di gusti"???
paolo.
Mai sentito parlare di "questione di gusti personali"???
mmmm, forse no...
Paolo
A casa mia questo vuol dire essere "uno dei migliori pianisti di sempre". Se
poi vogliamo perdere tempo a pesare troppo le parole e a parlare di sintassi
dei casi e del periodo invece che di musica, allora non mi troverete a
rispondervi di nuovo.
Saluti
Luca, mi piacerebbe che tu esplicitassi meglio quello che pensi.
Grazie,
Gianni
[Personalmente ritengo Petrucciani uno dei migliori pianisti jazz di
sempre]
>Mai sentito parlare di "questione di gusti personali"???
Sono due cose molto ben distinte. Sotto la bandiera del gusto
personale non si possono far passare delle affermazioni assolutamente
insostenibili.
Non c'č una ragione al mondo, una sola, che possa portare a
considerare Petrucciani "uno dei migliori pianisti di sempre".
Oppure, se ne siete proprio cosě convinti, cercate di spiegarmi il
perché.
Luca Conti
>>"Se non uno dei migliori (poi migliori in che senso) penso anche io che
>>Petrucciani sia stato un pianista estremamente personale, capace di
>>sintetizzare diversi linguaggi senza per questo apparire banale o con
>>quel gusto di "dejā vu"."
>A casa mia questo vuol dire essere "uno dei migliori pianisti di sempre".
A casa mia, invece, vuol dire né pių ne meno quello che ha detto
Sallustio, la cui descrizione del pianista Petrucciani si adatta
benissimo, che so, anche a Renato Carosone (uno dei migliori pianisti
di sempre?).
>Se poi vogliamo perdere tempo a pesare troppo le parole e a parlare di sintassi
>dei casi e del periodo invece che di musica,
Comincia a parlare di musica, allora, con dati e fatti alla mano. Le
classifiche lasciale ai tornei di tennis.
>allora non mi troverete a
>rispondervi di nuovo.
Se questo č il tuo atteggiamento, vuol dire che se ne farā a meno.
Ciao, Luca
Luca Conti
E' ben vero che una mia amica di recente mi ha intimato da rimanere alla
larga dai cosidetti "troll" che affollano i newsgroup, ma io nella mia
infinita ingenuita' pensavo di non cascarci, ed invece eccomi a dover
giustificare a un non ben precisato Luca Conti i miei gusti personali.
Maurizio nel suo primo post ha chiesto titoli di Petrucciani, glieli ho
forniti con sommo piacere e doveva essere finita li'. Se poi ho aggiunto un
piccolo commento PERSONALE su Petrucciani non vedo alcun motivo di scatenare
le polemiche da bar, che tu caro Luca alimenti...e allo stesso tempo
critichi.
A me non interessa nulla se a te Petrucciani o Coltrane o Casadei Raoul
(sisi...il re del lissssioooo) piacciono o meno... se qualcuno mi chiede dei
titoli di un musicista, io per quanto posso glieli fornisco e lascero'
giudicare alle sue orecchie, in base alla sua sensibilita', al suo gusto
personale e alla sua esperienza. E mi interessa ancor meno convincerti della
bravura di Petrucciani. Se non sei in grado di capirla o di apprezzarla fino
ad ora non e' certo con qualche riga di commento che cambierai idea; l'unica
cosa che posso dirti e' di ascoltare meglio i suoi dischi (li hai ascoltati
vero ??).
>Non c'č una ragione al mondo, una sola, che possa portare a
>considerare Petrucciani "uno dei migliori pianisti di sempre".
>Oppure, se ne siete proprio cosě convinti, cercate di spiegarmi il
>perché.
Non e' corretto rispondere ad una domanda con una domanda ma
tant'e'.....spiegaci tu perche' Petrucciani non e' quello che ho sostenuto
io. PERSONALMENTE non sono di quelli che si perdono in tremila termini del
tipo "fraseggio incommensurabilmente melodico con tocchi di hardbop spinto
fino alle alte leve del free-jazz modale" che vogliono dire tutto e niente.
Se poi tu ritieni il sottoscritto incompetente dal punto di vista
critico-musicale....beh......come dicono a Roma.... 'sti cazzi ! La mia
cultura e sensibilita' personale me la tengo cosi' com'e' e la faro'
evolvere come pare a me non come dici tu.
Ho finito...anzi no....quasi quasi scateno un'altra polemica e qui saro'
curioso di vedere come andra' a finire...
Il pianista piu' bravo di sempre e Keith Jarrett (affermazione assoluta).
CIAO :)
> ma io nella mia infinita ingenuita' pensavo di non cascarci, ed invece eccomi
> a dover
> giustificare a un non ben precisato Luca Conti i miei gusti personali.
luca conti e' uno che sa moltissimo del jazz e, anche solo su questo ng, lo ha
dimostrato tante volte in tanti anni; soprattutto e' uno che il jazz lo capisce
molto bene, per inclinazione ma anche perche' lo ha studiato come pochi e in
tanti aspetti che molti non sospettano nemmeno che esistano.
a parte questo, la tua affermazioni (uno dei migliori di sempre) non e'
sostenibile come affermazione di gusto: si possono fare tanti nomi di pianisti
che indiscutibilmente, in una sempre discutibile classifica, starebbero davanti
a petrucciani: "just off the top of my head", bud powell, cecil taylor, fats
waller, martial solal, hampton hawes, art tAatum, hank jones, earl hines,
herbie nichols, thelonious monk, duke ellington, bill evans, mccoy tyner,
herbie hancock, oscar peterson, teddy wilson, chick corea, lennie tristano,
keith jarrett, tommy flanagan, barry harris, posso andare avanti finche' non mi
fermano.
questi sono gia' circa una ventina, e non credo che si possa motivatamente
sostenere da parte di chi il jazz conosce che petrucciani sia nello loro
medesima classe.
ciao, paronzini
>Io non capisco perche' si debba fare sempre cosi' tanta polemica gratuita...
Ma li leggi i post prima di rispondere?
Trova, in ciò che ho scritto, un solo punto in cui io faccia
*polemica* (gratuita o a pagamento, è lo stesso).
Non solo nei post su Petrucciani, ma in anni e anni di partecipazione
a questo NG.
Se questo è il tuo modo di condurre un contraddittorio, hai sbagliato
bersaglio.
>E' ben vero che una mia amica di recente mi ha intimato da rimanere alla
>larga dai cosidetti "troll" che affollano i newsgroup, ma io nella mia
>infinita ingenuita' pensavo di non cascarci, ed invece eccomi a dover
>giustificare a un non ben precisato Luca Conti i miei gusti personali.
Eh, lo so, lo so. E' sempre più dura, la vita del troll.
Nel disappunto per essere stato smascherato, in fondo, sono contento
che esistano ancora persone come te e la tua amica, a rappresentare
l'ultimo baluardo di civiltà contro la decadenza della navigazione
internettiana (come dice sempre Vincenzo Mollica).
Se penso che uno come Mancuso, a fare il troll, ci si mette d'impegno
e ci studia la notte (e lo beccano subito), e a me, invece, basta una
sola parola (*Impossibile*! Ah, ma lo sentite il peso specifico di
questa parola?)... Degno d'un Tacito, sono, altro che.
E comunque è vero: non sono Luca Conti, bensì Stanislao Moulinsky,
falso barone spagnolo.
Ah, poi, quando hai concluso di farti intimare dalla tua amica, fa'
una breve ricerca su Google e precisati a piacere sul sottoscritto.
>Maurizio nel suo primo post ha chiesto titoli di Petrucciani, glieli ho
>forniti con sommo piacere e doveva essere finita li'.
Che fosse finita lì, lo dici tu. Ci troviamo in un luogo pubblico, che
prevede (concede, consente, autorizza) la partecipazione di chiunque
abbia da, o intenda, dire qualcosa.
>Se poi ho aggiunto un
>piccolo commento PERSONALE su Petrucciani non vedo alcun motivo di scatenare
>le polemiche da bar, che tu caro Luca alimenti...e allo stesso tempo
>critichi.
Vedi sopra. Scrivere che Petrucciani è uno dei migliori pianisti di
sempre è una dichiarazione rilevante assai. Chiedere un
approfondimento di una frase del genere non è certo fare polemica (a
meno che il buon Petrucciani non sia già avviato sulla via della
beatificazione).
>A me non interessa nulla se a te Petrucciani o Coltrane o Casadei Raoul
>(sisi...il re del lissssioooo) piacciono o meno... se qualcuno mi chiede dei
>titoli di un musicista, io per quanto posso glieli fornisco e lascero'
>giudicare alle sue orecchie, in base alla sua sensibilita', al suo gusto
>personale e alla sua esperienza. E mi interessa ancor meno convincerti della
>bravura di Petrucciani.
Non devi convincere me. Come ho già scritto poco sopra, tu fa' pure le
affermazioni che credi, ma non stupirti se qualcuno, poi, ti chiede di
darne una spiegazione attendibile.
Quella del gusto personale è un'autentica bufala che, da qualche anno
in qua, è diventata un ombrello sotto il quale si giustifica tutto,
anche le nefandezze più terrificanti (non è il caso di Petrucciani,
beninteso).
Tu non devi giustificare a me (o a chicchessia) i tuoi gusti
personali, ci mancherebbe. Nel segreto della tua cameretta, puoi
benissimo ascoltare, e godere di ciò che credi senza doverne rendere
conto a nessuno.
Il punto è quando il tuo gusto personale diventa una sorta di cavallo
di Troia per fare delle valutazioni quantomeno azzardate.
.
Vuoi farle? Benissimo. Ma non stupirti se trovi chi te ne chiede
conto.
>Se non sei in grado di capirla o di apprezzarla fino
>ad ora non e' certo con qualche riga di commento che cambierai idea;
Lo dici tu. Puoi sempre provare. E' un utile esercizio, che male non
fa.
>l'unica cosa che posso dirti e' di ascoltare meglio i suoi dischi (li hai ascoltati
>vero ??).
Tutti quanti, dal primo all'ultimo. E comprati via via che uscivano.
>Non e' corretto rispondere ad una domanda con una domanda
E' vero, lo insegnano a scuola, ma anche all'epoca io facevo di testa
mia.
> ma tant'e'.....spiegaci tu perche' Petrucciani non e' quello che ho sostenuto io.
Non lo devo spiegare io. Lo spiega la storia stessa del jazz.
>PERSONALMENTE non sono di quelli che si perdono in tremila termini del
>tipo "fraseggio incommensurabilmente melodico con tocchi di hardbop spinto
>fino alle alte leve del free-jazz modale" che vogliono dire tutto e niente.
Nemmeno io. Documentati, che è meglio.
>Se poi tu ritieni il sottoscritto incompetente dal punto di vista
>critico-musicale....
No davvero. E che ne so io della tua competenza critico-musicale? E'
proprio per questo che ti ho chiesto di spiegare le tue opinioni...
>beh......come dicono a Roma.... 'sti cazzi ! La mia
>cultura e sensibilita' personale me la tengo cosi' com'e' e la faro'
>evolvere come pare a me non come dici tu.
Evolvi, evolvi. Fa' con comodo. Poi facci sapere com'è andata, mi
raccomando :-)
>Ho finito...anzi no....quasi quasi scateno un'altra polemica e qui saro'
>curioso di vedere come andra' a finire...
>Il pianista piu' bravo di sempre e Keith Jarrett (affermazione assoluta).
Impossibile (ma è molto più importante di Petrucciani).
Ciao, Luca
Luca Conti
allora visto che non capite quello che voglio dire vi tratto da scemi e vi
frego facendo un conto di stampo ingegneristico : quanti pianisti esistono e
sono esistiti sul nostro pianeta, anche solo a voler prendere tutti i
diplomati in pianoforte (sono pianisti credo...) ? Milioni ? Bene, tu ne hai
citati 20 ? Citane anche 100 e metti Petrucciani al 101 : rimarrebbe sempre
uno dei + bravi pianisti di sempre.
Ma preferisco dire che petrucciani fa cagare cosi' siete tutti contenti e la
finite con 'sta storia.
E se non siete contenti ascoltatevi Promenade with Duke. E se non siete
ancora contenti moriro' felice di aver tentato di donarvi un po' di
felicita'.
>allora visto che non capite quello che voglio dire
Il problema è proprio questo. Non capiamo quel che vuoi dire, perché
quel che vuoi dire non l'hai detto :-)
>vi tratto da scemi
Sì, dai, facci male.
>e vi frego facendo un conto di stampo ingegneristico : quanti pianisti esistono e
>sono esistiti sul nostro pianeta, anche solo a voler prendere tutti i
>diplomati in pianoforte (sono pianisti credo...) ? Milioni ? Bene, tu ne hai
>citati 20 ? Citane anche 100 e metti Petrucciani al 101 : rimarrebbe sempre
>uno dei + bravi pianisti di sempre.
'azz, ci ha fregato. Dovevamo citarne diecimila.
>Ma preferisco dire che petrucciani fa cagare cosi' siete tutti contenti e la
>finite con 'sta storia.
Signora Maestra, Emerenziano mi ha rubato la merenda (e quel troll di
Luca Conti gli faceva da palo).
>
>E se non siete contenti ascoltatevi Promenade with Duke.
Abbiamo gia dato, grazie.
>E se non siete
>ancora contenti moriro' felice di aver tentato di donarvi un po' di
>felicita'.
Commesso del negozio di elettrodomestici: "Ma voi siete proprio
incontentabili!"
Giampiero Albertini e famiglia (dopo aver messo a ferro e fuoco il
negozio alla ricerca di una lavatrice): "SI!"
[vecchia pubblicità anni '70]
Ciao, Luca
> qualcuno puň consigliarmi qualke titolo (anke raccolte se esistono) di
> M.Petrucciani, vorrei conoscerlo meglio.
> grazie, saluti
> maurizio
>
>
Con Petruccviani dove metti le mani le metti bene. Posso segnalarti
"conference de presse" sono due dischi di Michel con incise caravan,
summartine oppure, anzi anche,"live solo" con ancora "caravan", besame
mucho e altre cose.
carlo
"paperino" <paperi...@libero.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:xQ3b9.113845$lu5.2...@twister1.libero.it...
> qualcuno può consigliarmi qualke titolo (anke raccolte se esistono) di
> M.Petrucciani, vorrei conoscerlo meglio.
Io ho *A Michel, la musica piu' bella di Michel Petrucciani* della EMI, l'ho
acquistato
dopo averlo ascoltato dal vivo ad Arona poco prima della sua scomparsa.
E' un doppio CD di facile ascolto, inciso abbastanza bene, oltretutto lo trovi a
prezzo di poco superiore ad un singolo; puo' essere una prima infarinatura
per conoscere meglio il suo modo di suonare, per passare poi a delle incisioni
di livello artistico indiscutibilmente migliori di questa.
Non sono un intenditore, solo un semplice appassionato, mi piace Petrucciani,
uno dei miei artisti preferiti
> grazie, saluti
> maurizio
Ciao
Piergiorgio Casero
Busto Garolfo (MI)
e-mail pgcaser...@libero.it
togli NOSPAM per rispondere
"Federico Pari" <fp...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:rz6b9.116206$n04.2...@twister2.libero.it...
grazie dei consigli
saluti
maurizio
Sv
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Inviato via http://usenet.libero.it
>Io non capisco perche' si debba fare sempre cosi' tanta polemica gratuita...
>Il pianista piu' bravo di sempre e Keith Jarrett (affermazione assoluta).
Impossibile (ma è molto più importante di Petrucciani).
Ciao, Luca
Luca Conti
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Forse Federico non sa che Luca è uno di quelli che le polemiche le
evita quasi sistematicamente (a differenza mia) e, per essere un
toscano, mi sembra dote assai rara.
Più che polemica mi sembra che Luca risponda in modo apparentemente
paradossale, ma correttamente, perché nemmeno io che sono sfegatato
oserei dire certe cose su Jarrett, per far capire che certo modo di
fare classifiche nel jazz e nell'arte non ha senso.
Concordo con quell'"impossibile" anche perchè su che basi potremmo dire
che pianisti come Tatum, Monk o Powell, ma anche J.P.Johnson, tanto per
dire, sono inferiori a Jarrett?
Mi sembra che su questo personaggio si riesca sempre ad estremizzare
i concetti dicendo tutto e il contrario di tutto, non rendendogli in
fondo mai giustizia critica.
R.F.
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
> Decidere se sia o meno "uno dei piu' grandi" è in effetti discorso un po'
> ozioso, considerando che se è vero che tanti sono indubbiamente da
> considerare più importanti di lui, un numero spropositato di pianisti lo è
> molto meno.
> Diciamo che nella top ten non entra, ma ha un senso tutto cio'? Qual è
> l'ultimo posto in classifica che dà diritto di essere annoverato tra i
piu'
> grandi? E il primo dei non classificati?
Questo era il mio "calcolo ingegneristico" messo li' tanto per fare mucchio,
ma che ovviamente (spero che qualcuno lo abbia capito) non aveva il minimo
senso. Mea culpa....mi sono comportato da "troll" :)
> E' stato un grande pianista, ha lasciato cose belle, che vale la pena
> ascoltare, pace all'anima sua.
> cià
> Antonio
Amen.... Grazie Antonio
>Proverei a cercare un equilibrato punto di incontro tra le varie tesi.
>Petrucciani è stato un grande artista, dalla carriera purtroppo breve e
>sarebbe stato interessante sentirlo all'età attuale di un Jarrett, dopo
>altri lustri di maturazione.
>Ha comunque lasciato dischi molto belli (parlando da pianista penso
>soprattutto ai dischi da solo)
Parlando da pianista, trovo nei dischi in solo di Petrucciani una
tendenza rapsodica che, a mio modo di vedere, bordeggia
pericolosamente sull'autoindulgenza.
Parlando sempre da pianista, le cose che mi sembrano più interessanti
nell'opera di Petrucciani sono quelle in cui la presenza di un partner
particolarmente solido, e meno tendente alla divagazione, lo
costringono ad esercitare un controllo più saldo sulla materia sonora.
Penso soprattutto ai duetti pianoforte-contrabbasso con Ron McClure
(Cold Blues, OWL, 1985) e con NHOP (il secondo CD del cofanetto
Concerts Inédits della Dreyfus, un live del 1994).
Questo è il Petrucciani che mi interessa di più. Può trattarsi di un
mio limite, ma credo che il piano solo sia una brutta bestia, un rebus
che hanno risolto in pochi.
>che hanno quella particolare capacità di
>colpire e appassionare anche gli ascoltatori meno smaliziati senza tuttavia
>scendere a compromessi con la qualità della musica.
Alcuni dei Blue Note elettrici sono abbastanza compromessi, direi, e
la qualità della musica ne risente parecchio.
>Catturava l'energia e la
>vitalità di quella musica e continua ad essere incredibile pensare alle
>sofferenze dell'uomo che la produceva.
Su questo mi trovo in assoluto disaccordo. Un gran numero di jazzisti
ha avuto, e ha, menomazioni fisiche o mentali di vario genere. Per
restare tra i pianisti, Art Tatum, Carl Perkins, Horace Parlan,
Phineas Newborn. O, tra i sassofonisti, un Roland Kirk. Non credo sia
giusto, nel caso di Petrucciani così come per gli altri nomi citati,
associare automaticamente la musica da lui prodotta alla sua
condizione fisica. In particolare perché, in tutti questi casi, si
tratta di gente che ha lottato con gran fatica per superare una
situazione sfavorevole in partenza. Tutta gente che ha cercato di far
dimenticare i propri problemi e che, guarda un po', se li è sempre
visti riproporre da pubblico e critica come tratto distintivo della
loro musica.
Se la musica di Petrucciani (Kirk, Tatum, eccetera) è bella,
interessante, significativa, lo è indipendentemente dal fatto che chi
la produce sia bianco, nero, alto, basso, con una gamba sola o un
occhio di vetro.
Altrimenti, la musica di uno come Oscar Peterson (che, apparentemente,
è sempre stato un uomo felice e sano, fino a qualche anno fa) dovrebbe
valere poco o punto.
Purtroppo, il cliché dell'artista maledetto e/o sfigato funziona
sempre, anche e soprattutto a discapito dell'artista stesso (guarda il
caso Chet Baker; meno nel caso di Art Pepper, che era un po' figlio di
puttana e se ne vantava pure).
>Decidere se sia o meno "uno dei piu' grandi" è in effetti discorso un po'
>ozioso, considerando che se è vero che tanti sono indubbiamente da
>considerare più importanti di lui, un numero spropositato di pianisti lo è
>molto meno.
>Diciamo che nella top ten non entra, ma ha un senso tutto cio'?
No, non ce l'ha. Sono anni che il sottoscritto combatte questa
battaglia, anche qua dentro, ma la fissa delle classifiche è dura da
debellare (specialmente la micidiale variante "classifiche/gusti
personali").
>Qual è l'ultimo posto in classifica che dà diritto di essere annoverato tra i piu'
>grandi? E il primo dei non classificati?
Soprattutto, chi se ne frega?
>E' stato un grande pianista, ha lasciato cose belle, che vale la pena
>ascoltare, pace all'anima sua.
Vero.
Ciao, Luca
> Parlando da pianista, trovo nei dischi in solo di Petrucciani una
> tendenza rapsodica che, a mio modo di vedere, bordeggia
> pericolosamente sull'autoindulgenza.
>
Concordo integralmente. Petrucciani è stato un fenomeno d'attualità, presto
diventato inattuale, senza nulla togliere ai suoi indubbi meriti di
musicista. Dal punto di vista dell'evoluzione o innovazione linguistica è
stato del tutto ininfluente. Lo è stato, comunque, anche nel campo del
mainstream, dove ha dato bella prova di sé, certamente, ma senza andare al
di là di una raffinata e brillante superficialità. Salvo i casi, come indica
Conti, in cui qualche partner lo costringeva a superare l'esteriorità di un
bel virtuosismo più che attraente e gioioso.
GMG
ecco parliamo di quest'ultimo, Phineas Newborn che per me aveva un tocco
assolutamente incredibile e che pochi conoscono.
Su questo punto mi trovo in perfetto accordo con Luca Conti (incredibile
vero?).
Tengo a precisare che il mio giudizio personale su Petrucciani non e'
nemmeno in minima parte influenzato da quella che e' stata la sua condizione
fisica.
Vorrei solo ancora fare una precisazione sulla leggenda del "gusto
personale". Voglio dire...sono perfettamente d'accordo con te Luca quando
dici che e' una bandiera pericolosa, che un suonatore di padelle percosse
con la cucchiarella di legno "se piace a me tu non puoi dire niente" non e'
un discorso da farsi; quello che cerco di fare capire e' che ammessa la
grandezza di un musicista (e Petrucciani non lo discute nessuno su questo,
nemmeno tu), ad un certo punto DEVE entrare in gioco il gusto personale. E'
un processo inevitabile secondo me, ed e' quello che da' il giusto "pepe"
all'arte (in generale). Vorrei fare un piccolo esempio tanto per rendere
chiaro quello che voglio dire : Chick Corea. Nessuno puo' negare che sia uno
dei jazzisti piu' controversi della storia (sui motivi si potrebbe aprire un
altro post...); ora...c'e' un mio caro parente che il jazz lo studia, lo
suona, lo ascolta da circa 30 anni e pur ammettendo la bavura di Corea, se
deve sceglere che disco mettere sul piatto, Corea lo mette all'ultimo posto,
perche' prima di lui PREFERISCE ascoltare altri, senza pero' sminuire quello
che e' stato Corea nel passato (lasciando perdere l'elektric band...). E'
gusto personale !
Altro esempio brevissimo : Charlie Parker. Io non mi mettero' certo a
discutere chi e' stato, cosa ha dato al jazz ecc ecc; e' stato un
grandissimo e vale tutto quello che e' stato detto di positivo su di lui;
eppure, posso sostenere senza aridare qualcuno che Parker dopo 3 pezzi mi
stufa ? Posso sostenere che preferisco, per il mio gusto personale,
ascoltare Coltrane ? Se non posso allora casca tutto !
Se invece posso, allora tu Luca ascolta chi vuoi tu, e io, Federico, ascolto
quello che voglio io (come ho gia' detto) e amici come prima.
Saluti a tutti.
Posso chiedere umilmente se c'e' qualcuno al giorno d'oggi che ha innovato
in maniera importante il linguaggio jazzistico (a parte Jarrett) ?
Yancey volevi dire...suppongo :-)
Lo so, lo so bene come la pensi, ma devi anche tenere conto che a tutti
questi c'è qualcuno che preferisce Ludovico Einaudi e, su questo piano,
non possiamo dir proprio nulla, caro Sergio.
Piuttosto volevo riportatarti, a tal proposito, uno scritto di E.
Pieranunzi del 1984 o '85 su Musica jazz, in cui ad una conclusione di
recensione scriveva:
"Jarrett non sarà un nuovo Tristano, né un nuovo Bley, né un nuovo Bill
Evans ma di questi tre pianisti rappresenta certamente una sintesi
artisticamente originale. Della loro linea estetica, di una scuola che
tanto ha significato per la storia del moderno pianismo jazzistico egli
è indiscutibilmente il continuatore diretto. Changes e Standards vol.1
hanno riaperto in maniera efficace un discorso sul trio che nessun
pianista, dopo la scomparsa di Bill Evans, ha saputo o voluto tentare.
Tenendo conto della situazione generale del jazz di oggi, non sono
questi motivi sufficienti per seguire senza pregiudizi la produzione di
questo musicista?"
A distanza di altri 17 anni da questo scritto Sergio, vedendoti sempre
scrivere in un certo modo su Jarrett, mi viene da porti, chissà perchè,
la stessa domanda di Pieranunzi e credimi, senza offesa, non è una
bella constatazione da farsi nei tuoi confronti.
Ciao
Riccardo
>
> Posso chiedere umilmente se c'e' qualcuno al giorno d'oggi che ha innovato
> in maniera importante il linguaggio jazzistico (a parte Jarrett) ?
altrettanto umilmente, rispondo: forse nessuno (fra l'altro, Jarrett non può
dirsi un contemporaneo di Petrucciani, appartenendo a una generazione
precedente). Ma questo non aggiunge un gran che alla discussione: nel senso
che, pur non innovando, credo che vi siano pianisti di gran lunga più
interessanti di Petrucciani, più consistenti nell'elaborazione del
linguaggio musicale. Ciò senza nulla togliere all'innegabile abilità di
Petrucciani, alla sua bravura, alla sua caratura di musicista. Per quanto,
come ha fatto rimarcare Conti, il rischio dell'indulgenza fose lì, a due
passi...
>Altro esempio brevissimo : Charlie Parker. Io non mi mettero' certo a
>discutere chi e' stato, cosa ha dato al jazz ecc ecc; e' stato un
>grandissimo e vale tutto quello che e' stato detto di positivo su di lui;
>eppure, posso sostenere senza aridare qualcuno che Parker dopo 3 pezzi mi
>stufa ? Posso sostenere che preferisco, per il mio gusto personale,
>ascoltare Coltrane ? Se non posso allora casca tutto !
Beh, è comprensibile. Al di là dell'orecchio storico richiesto
dall'ascolto di Parker ( e con orecchio storico intendo anche il non
lasciarsi smontare dalla qualità sonora delle incisioni di Parker
rispetto a quelle odierne), il linguaggio di Coltrane, oltre ad aver
caratterizzato pesantemente il jazz contemporaneo, è diventato di uso
comune anche in così tante produzioni rock (vedi, che so, Santana o i
primi Allman Brothers, o ancora i Grateful Dead) da essere ormai
familiare.
La musica di Parker, paradossalmente, richiede più concentrazione
all'ascoltatore (anche perché è più concentrata di suo). D'altra
parte, il fatto che Parker (come Coltrane) sia uno dei massimi
musicisti del Novecento, non implica automaticamente che la sua musica
sia di facile ascolto. Quantomeno, non è facilissimo superare lo
strato, per così dire, epidermico del solismo parkeriano per scoprire
l'incredibile complessità ritmica e armonica nascosta dietro un
virtuosismo trascendentale.
Lo stesso vale per Dizzy Gillespie, che ha voluto e saputo spingere
ancora più in avanti la dote, tipica del grande artista afroamericano,
di fare discorsi molto seri nascondendoli sotto una patina
assolutamente scherzosa.
Nessuno può ragionevolmente sostenere che sia difficile o impegnativo
ascoltare Gillespie, ma è' altrettanto vero che pochi, come lui, hanno
saputo così bene incarnare il più autentico spirito del *double talk*
afroamericano.
*Thinkin' One Thing And Doin' Another*, come sosteneva Miles Davis su
*On the Corner".
>Se invece posso, allora tu Luca ascolta chi vuoi tu, e io, Federico, ascolto
>quello che voglio io (come ho gia' detto) e amici come prima.
Come ti ho già scritto più volte, ascolta pure quel che credi. Non è
rilevante. E' solo il tuo atteggiamento, ad essere sbagliato.
Ciao, Luca
Ah si? E' un musicista? Il jazz č musica e "studiare" il jazz ha senso solo
se inteso come conseguimento dello stile sul proprio strumento.
Il resto sono chiacchiere. L.C. va bene per fornire le track listing dei cd
o per fare i necrologi.
Appunto: a distanza di 17 anni... Mi pare che oggi ci siano molte cose nuove
sotto il sole, soprattutto nel piano: qualche nome?
Brad Mehldau, Petrucciani (visto che 17 anni fa non era poi cosě noto),
Kenny Barron, Uri Caine, John Taylor, E.Svenson, tutti i pianisti latini
(Rubalcaba, Perez, Camilo), E poi molti pianisti sono ancora in vita e
vegeti: Ahmad Jamal, Hancock, Corea, Tyner, Taylor, Bley...
Non cito gli italiani anche se gente come D'Andrea e Pieranunzi dicono la
loro..
Tutti questi possono piacere o no certo ma non ricordarsene e dire che
esiste solo Jarrett o che lui ha dato una nuova via al trio č questo si,
preoccupante.
gianni
Possibile non ti piaccia qualcosa che ti è proprio? Basta leggere questo
periodo per trovarci una, cito a memoria, "tendenza rapsodica che, a mio
Benvenuto all'ennesimo fesso del Villaggio Globale... intanto, veh, firmati
e facci sapere chi sei, così almeno Conti potrà farti il necrologio.
Intanto, un "coccodrillo" non ci starebbe mica così male... Te lo sei
meritato appieno...
GMG
non diciamo cazzate. Un altro caprone ignorante che suona (male) il jazz si
aggiunge alla
lista
Joe
> Il jazz č musica
Sě, e non ci sono neanche piů le mezze stagioni.
> e "studiare" il jazz ha senso solo
>se inteso come conseguimento dello stile sul proprio strumento.
Grazie delle precisazioni. C'č sempre bisogno di qualcuno che detta le
regole.
Dal che si deduce (si decifra, piů che altro) che solo i musicisti
possono parlare o scrivere di jazz. Anche se come musicisti fanno
schifo.
Lo so che la tendenza č questa. Prima si fa i direttori artistici, poi
si fa suonare il proprio gruppo e infine ci si fa anche la recensione.
Ah, scordavo. Poi si imperversa su Internet, possibilmente parlando
male (sotto falso nome, perché non si sa mai) dei colleghi con cui si
č suonato la sera prima.
E via da capo, dopo aver venduto la mamma o la moglie pur di fregare
una serata o un concerto a qualcun altro.
Eccetera, eccetera. A scelta, si puň anche dire che Miles Davis (o
qualche altro musicista, possibilmente americano) č sopravvalutato, e
poi andare a suonare Bingo Bongo con Arbore.
>Il resto sono chiacchiere.
Eh, lo so. Mentre voi deliziate il pubblico pagante con qualche
*progetto originale*, noi abbiamo tempo da perdere in chiacchiere.
>L.C. va bene per fornire le track listing dei cd
>o per fare i necrologi.
Boh, c'č di peggio nella vita. Pensa che sfiga se facessi il
produttore discografico... magari mi toccherebbe pure ascoltare i tuoi
demo.
Torna a studiarti Oleo, va', e quando l'hai *conseguita* faccela
sentire.
Ciao, Luca
gianni
---------------------------------------------------
quello che è veramente preoccupante è che c'è gente piena di pregiudizi
come te che mette in bocca ad altri cose che non sono state dette (chi
ha detto o sostenuto che esiste solo Jarrett?) o che non sono state
dette da me (la frase riportata per Veschi era di Pieranunzi e non mia).
Se vuoi certe cose riferiscile direttamente a Pieranunzi e non
prendertela con me che le ho solo riportate semplicemente ai fini del
discorso di Sergio.
R.F.
Mi permetto: 17 anni fa KB era più che noto. Ben più che noto.
> Benvenuto all'ennesimo fesso del Villaggio Globale... intanto, veh,
firmati
> e facci sapere chi sei, così almeno Conti potrà farti il necrologio.
> Intanto, un "coccodrillo" non ci starebbe mica così male... Te lo sei
> meritato appieno...
>
> GMG
>
Però che argomentazioni.. Ottimo modo per avere sempre ragione, eliminare
fisicamente ogni possibile antagonista.
Ho pestato i piedi a un tuo compagno di merende?
Mi hai dato una lezione di stile. Grazie.
E grazie per il benvenuto nel club che presiedi.
> Il 29 Ago 2002, 15:23, "Oleo" <si...@lava.com> ha scritto:
>>
>> Ah si? E' un musicista? Il jazz č musica e "studiare" il jazz ha senso
>> solo se inteso come conseguimento dello stile sul proprio strumento.
>
> non diciamo cazzate. Un altro caprone ignorante che suona (male) il
> jazz si aggiunge alla lista
>
> Joe
Da lurkatore abituale, vedo che c'č in IAJ di nuovo
una enorme epidemia di spocchia.
Calmatevi, ragazzi!
--
"Non mi piace il football, sta troppo ovunque: secondo me, l'eccesso di
calcio va a discapito del fosforo." (Marc 'O Chivec)
http://www.geocities.com/fabienstein
> non diciamo cazzate. Un altro caprone ignorante che suona (male) il jazz
si
> aggiunge alla
> lista
>
> Joe
Un' altro complessato e frustrato per cui suonare non č una forma di
espressione ma una prova di forza; che si riduce a due modalitą: suonare
bene o suonare male.
Che triste che sei.
Inoltre secondo me sei tu Luca ad avere un atteggiamento sbagliato, perche'
continui a rispondere con dei post che non c'entrano nulla con quello che
volevo dire : hai preso l'esempio di Parker come argomento centrale, mentre
l'argomento centrale era il famigerato "gusto personale".
Gradirei avere un tuo commento sulla prima parte del post.
Mi sembra che di pianisti giovani che ci provano a fare delle cose, che però
hanno scarsa o nulla visibilità, di un certo interesse ce ne siano molti
cosi come di sassofonisti, chitarristi e trombettisti. Ma il discorso cade
sempre lì. Jarrett, Jarrett, Jarrett.......suvvia non se ne può più.
Parliamo di Barry Harris, di Sonny Clark, di Tomy Flanagan, di Cedar Walton,
Kenny Barron, John Hicks, Mulgrew Miller, George Cables, James Hurt, Orrin
Evans, Bennie Green, Geoffrey Keezer, Bill Charlap, Ed Simon (di cui ad
esempio Charlie Haden parla benissimo), Gonzalo Rubalcaba, Stephen Scott,
Bruce Barth, Dave Kikoski, un pianista polacco che suona bebop in maniera
impressionante e di cui oggi non ricordo il nome ma di cui ho parlato l'anno
scorso e di cui su Jazzitalia esisteva una bio e degli esempi musicali
......et. etc. etc.
....e anche in Italia i pianisti di ottimi o eccellente livello addirittura
si sprecano e nessuno mai ne parla ma in compenso si parla sempre di
Pieranunzi, Danilo Rea (che pur essendo molto bravi non esistono comunque
solo loro). Insomma il mondo è pieno di pianisti di eccellente livello di
cui nessuno se ne occupa anhe chi istituzionalmente dovrebbe farlo.
Andando in giro per l'Italia, parlando con un po di addetti ai lavori ho
constatato, che queste cose o si ignorano (nella stragrande maggioranza dei
casi e questo mi sembra grave) o si tende a sottovalutarle dicendo che
questi musicisti non fanno mercato.
Certo se nessuno se ne occupa, li promuove, li fa sentire, offre loro delle
chances rimarranno purtroppo sempre degli sconosciuti. E c'è sempre qualcuno
pronto a dire, per quelle etichette marginali come la red,
crisscross,sunnyside, steplechase, justin records, etc..
che siamo degli ignobili sfruttatori e che ingrassiamo l'epa fra un hot dog,
una salamella, tick vari e prognatismi di vari genere.
Come mai io che non sono un critico - e che mi sentirei offeso se qualcuno
mi definisse tale -
queste cose le conosco e gli altri le ignorano ????
Certe conoscendo certi musicisti ho la possibilità di essere informato in
anticipo su quello che succede in giro, facendo le dovute tare, però mi
sembra che chi controlla il rubinetto dell'informazione ai vari livelli e
dell'organizzazione NON sia esente da critiche anche molto pesanti.
Ovviamente siccome più che di critica spesso si parla di turismo "critico" e
NON conviene disturbare il manovratore pena non essere invitati (magari con
la fidanzata, l'amante o la moglie).
Tanto per fare un esempio a Ravenna ho sentito Charles Lloyd (non più di 450
persone). Trovo che di sassofonisti più bravi di lui in Italia ce ne siano
una dozzina e con il suo cachet si potrebbe addirittura organizzare un
festival di jazzisti italiani di eccellente livello.
Voi cosa ne pensate ????
Facciamoci un di pubblicità che non fa mai male:
www.redrec.net
offerte speciali, saldi, liquidazione, etc...
sv
Non sono d'accordo, limitare lo studio del jazz solo a questo aspetto č
limitativo.
Ciao,
F
Chiedo scusa per la ripetitivitą..non me ne sono accorto!! :-)
F
> >
>
> Però che argomentazioni..
Le tue, invece... Mirabili, eleganti, consistenti, acute, argute,
motivate,sostanziose, briose e spumeggianti...
Ottimo modo per avere sempre ragione, eliminare
> fisicamente ogni possibile antagonista.
Addirittura... Sembra di leggere la sceneggiature de "Lo Zappatore" con
Mario Merola...
> Ho pestato i piedi a un tuo compagno di merende?
Che originalone...
> Mi hai dato una lezione di stile.
Chiunque avrebbe potuto dartela, dopo avere letto il tuo profondo scritto.
Grazie.
Prego. Ripassa pure quando vuoi.
> E grazie per il benvenuto nel club che presiedi.
Sono felice comunque: in te ho trovato un degno erede. E sì che la lista già
vantava, in questo NG, un paio di forti candidature...
SV
> Conoscendo certi musicisti ho la possibilità di essere informato in
> anticipo su quello che succede in giro, facendo le dovute tare e in certi
casi, però mi
> sembra che chi controlla il rubinetto dell'informazione ai vari livelli e
> dell'organizzazione NON sia esente da critiche anche molto pesanti.
E soprattutto se parli di certe cose pensano immediatamente che o non
capisci un c****
o che lo fai per interesse personale.
Forse hanno ragione anche se io ne dubito molto perchè gli interessi sono
ridicoli e sul fatto che nun c'azzecco la mi a storia dimostra che la cosa
non corrisponde al vero (comunque senza esagerare troppo).
sv
SV
Anche io penso di avere i neuroni limitati cmq.... :)
Grazie SV...
Gentili (litiganti) signori, mi son letto tutto il 3d, chi ha dato consigli
(e si e' pure parlato di piano solo!!!) non ha citato il doppio live "At
Theatre Des Champs Elysees" ... grave ... paperino, su hai un po' di dindi,
ti consiglierei anche Concerts Inedits, si tratta di un bel cofanetto di
3CD: uno in solo, uno in duo, uno in trio. Il duo con Nils Pedersen e' da
ascoltare, secondo me e' molto piu' interessante di Concert De La Presse
(pur nell'estrema diversita' dello strumento del partner di turno).
Per quel che riguarda Petrucciani, confesso di averlo amato troppissimo e di
averlo profondamente ammirato nel suo ultimo concerto, quello dato nella mia
Verona, trasmetteva umilta' e gioia di vivere anche allora, come sempre ...
si e' addirittura scusato (con contrizione!!!) del ritardo con cui e'
iniziato il concerto (cosa che il _mio_ Jarrett ... nzomma), quando la colpa
in realta' era del nostro scalcinatissimo sistema ferroviario ... pensavo
anch'io fosse uno dei piu' grandi (lo dico per Federico) ed ora mi rendo
conto di quanto sbagliassi: all'epoca infatti ero ancora piu' ignorante di
adesso anche nella semplice conoscenza dei nomi che han fatto la storia del
piano jazz.
Ovviamente non ci sono Mancusi o Gualberti (perdonate la storpiatura del
cognome, non e' cattiveria, ma tant'e' non penso Mancuso mi legga ...) che
possano farmi recedere dal particolare legame che ho con la sua musica, il
fatto e' che non si sognano nemmeno di far quello (... forse Mancuso si' a
dir il vero ...) solo di far notare che Petrucciani non puo', nei gusti di
alcuno, figurare come il "piu' grande", ma solo il preferito.
La differenza non e' cosi' sottile, i vari "impossibile" di Luca penso
stiano a significare questo.
Kali'.
ps. sempre per Federico, quando hai dato del troll a Luca ho avuto una crisi
di riso isterico, e' ben visto (per competenza e modi) in qualsiasi NG,
bazzico infatti per caso in alcuni dei suoi ... ovviamente io lurko e basta,
lui partecipa ...
Kome osi usare mio nome!!! Vade retro Janni!!! Io sono il Vostro vero
e uniko Keith Jarrettiera; diffidate dalle imitazioni, konsumatori
della mia musika! Janni, non ti piaccio e usi il mio nome per elogiare
altri pianisti??? Sei skorretto e ingrato!!! :-(((((((
P.S. Se mi kiedi skusa pubblikamente ti regalo un mio disko
(Restoration Ruin), ma ti prego..... non trattarmi kosě..... mi sento
solo... :-((((((
Keith Jarrettiera
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
"Un attore ke mi piace? Eddie Murphy, mi mette di buon umoreeee....
ehehe ihihihi..." - Keith Jarrettiera
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Ma, veramente... non intendo far recedere qualcuno da alcunché... Si sono
fatte delle considerazioni che, a torto o a ragione, non sono vincolanti e,
ovviamente, lasciano il tempo che trovano. Peraltro, dire che Petrucciani è
stato ininfluente, non significa attribuirgli dei demeriti, né credo che
qualcuno si sogni di avvertire della negatività nel fatto di amare
Petrucciani. Ci si deve pur abituare, però, a discutere anche sui propri
mostri sacri (ognuno di noi ne ha), perché spesso sono tali solo per
questioni personali, non per valutazioni reali (diverse, spesso e
volentieri, da quelle sentimentali). Personalmente, ho molto amato Gato
Barbieri, mi sono immensamente divertito ad ascoltare Jerry Garcia e ho
sbagliato all'ascolto di qualche cassazione di Mozart, il che non dovrebbe
impedire -immagino- di attribuire la giusta "collocazione" a Mozart, Garcia
e Barbieri... Che poi qualcuno abbia fatto notare, non per fanatismo
esacerbato, che Jarrett è stato assai più importante di Petrucciani... beh,
ha fatto notare un dato persino ovvio, il che non toglie che si possa
continuare pacificamente ad amare Petrucciani e a disdegnare Jarrett: una
cosa è il dato di fatto, un altro è il proprio piacere... Oltretutto,
l'amare Petrucciani o Jarrett non toglie -al contrario di quel che pensa
qualche appassionato di auto da fé- che si possano amare Sonny Clark o Mike
LeDonne, John Hicks o Stanley Cowell, Bud Powell o chissà chi...
Ciò detto, il fatto rimane, senza che appaia un'eresia: Petrucciani è stato
un notevole strumentista. Che è diverso da importante. Le consuete diatribe
pro o contro Jarrett sono invece piuttosto pleonastiche: Jarrett è stato un
grande esploratore del linguaggio in trio, che piaccia o meno, è una
personalità notevole e dai notevoli raggiungimenti. Che sia più o meno
simpatico di Petrucciani è altro dato ininfluente: Karajan era notevolmente
più antipatico di tanti altri, però dirigeva meglio... Altri artisti suoi
contemporanei hanno offerto notevoli contributi, senza però avere il suo
carisma (perché la faccenda si riduce a questo non trascurabile dato:
Jarrett possiede un carisma di notevole spessore, e questo ha un suo peso
nell'articolazione di una popolarità), e perciò certi squilibri affiorano,
che sono inevitabile e, in fin dei conti, innocui. Che si cessi di ascoltare
Keith Jarrett non vuol dire che le masse si precipiteranno a innalzare
monumenti a Stanley Cowell... semplicemente, aspetteranno un altro Jarrett
da venberare. Ed è sempre meglio venerare Keith Jarrett che Shakira, che
volete... Avere il nasino all'insù non necessariamente qualifica
positivamente il proprio olfatto...
GMG
Ehmmmmmmmmmmmm, Sergio, ma la signature ed il nome visualizzato nei post,
una volta
scritti, mica si devono ridgt ...
Ciao.
Kali'.
butto lì le cose come vengono, sono sbadato, smemorato. insomma mi viene
così.
tanto i voti me li hanno già dati. pessimi come sempre.
Va bene Sergio, ma questo che fai è allora un altro discorso che potrei
anche condividere. Ossia, se il problema è che Jarrett è sovraesposto è
un conto, se bisogna arrivare a dire che vale di più Jimmy Yancey e
minimizzare gratuitamente la sua arte un po' come fa Mancuso con KOB
allora la cosa non mi sta più bene. E' il metodo che non mi va e non è
un problema di fanatismo o non fanatismo, ma di obiettività per la
quale nemmeno tu mi sembri brillare.
Resta poi il fatto di capire perché Jarrett non ha innovato nulla, cosa
della quale ci sarebbe molto da discutere (prova a chiedere a un po' di
pianisti che si tirano giù le trascrizioni dei suoi assoli e se li
studiano per benino), specie al piano solo, e poi invece si debbano
considerare degli innovatori Kenny Barron o Cedar Walton, quando si sa
benissimo che questi signori validissimi si sono messi sempre in un
ambito musicale assai più ristretto ed ortodosso rispetto a Jarrett.
Scusa Sergio, ma se il mio discorso è di parte allora il tuo cos'è?
Vabbè comunque ne abbiamo già parlato tante volte anche in privato e
capisco perfettamente il tuo punto di vista e le tue motivazioni che
non condivido, ma che accetto e rispetto senza problemi.
Ciao
Facchi
Perche' estrapoli una parte del periodo e ci costruisci un mega post che non
fa altro che ripetere cio' che ho espresso nel mio primo? Forse non hai
letto tutto quel che ho scritto?
Ecco qui, completo il periodo che hai mozzato autocitandomi, porto la tua
attenzione sulla parte soprallineata, aggiungila a quanto hai quotato tu ...
_______________________________________
>, il fatto e' che non si sognano nemmeno di far quello (... forse Mancuso
si' a
>dir il vero ...) solo di far notare che Petrucciani non puo', nei gusti di
>alcuno, figurare come il "piu' grande", ma solo il preferito.
Visto? Ero ben cosciente del tuo punto di vista.
Ciao.
Kali'.
[snip]
> Commesso del negozio di elettrodomestici: "Ma voi siete proprio
> incontentabili!"
> Giampiero Albertini e famiglia (dopo aver messo a ferro e fuoco il
> negozio alla ricerca di una lavatrice): "SI!"
Ma non era Renzo Palmer e non diceva "sempre"???
Ciao
Lello
Be', se e' mai possibile fare un'ipotesi di una persona da cio' che scrive
su un ng, t'avevo indovinato: Paperoga versione incazzoso ... ^______^
Ciao.
Kali'.
Hai colto Luca in fallo. Notevole.
Kali'.
Ciao Max
stai parlando di te stesso? Da come hai aggredito Luca Conti non mi sembra
ti manchi nulla in merito.
per cui suonare non č una forma di
> espressione ma una prova di forza; che si riduce a due modalitą: suonare
> bene o suonare male.
suonare deve avere il fine principale di produrre buona musica per avere
qualche speranza
di riscontro critico e di pubblico, ammesso che tu ti esibisca in pubblico e
produca CD's.
Anche bestemmiare č una forma di espressione, ma non richiede il consenso
altrui.
Se quindi ti esprimi nelle tue quattro mura domestiche hai ragione tu, in
tutti gli altri casi
sei in cerca solo di alibi per giustificare che quando suoni fai ridere.
> Che triste che sei.
in certi casi č meglio essere tristi che far ridere, appunto, ma il problema
č che sono colleghi come te a rendermi triste.
Joe
>Ma non era Renzo Palmer e non diceva "sempre"???
Sicuro? Renzo Palmer interpretava l'ispettore Cramer nei Nero Wolfe
con Tino Buazzelli e Paolo Ferrari.
Per gli Incontentabili ho un netto ricordo della faccia da vero duro
di Giampiero Albertini :-)
Poi, č passato qualche annetto, e ci sta anche di far confusione...
Fatti vivo pių spesso, che si sente la tua mancanza :-))
Ciao, Luca
Ne approfitto nel rendere delle scuse a Luca se l'ho chiamato troll, ma la
mia era solo una polemica sulle sue...come dire...non risposte.
Mi e' comunque piaciuto questo
>il che non toglie che si possa
>continuare pacificamente ad amare Petrucciani e a disdegnare Jarrett: una
>cosa è il dato di fatto, un altro è il proprio piacere... Oltretutto,
>l'amare Petrucciani o Jarrett non toglie -al contrario di quel che pensa
>qualche appassionato di auto da fé- che si possano amare Sonny Clark o
>Mike
>LeDonne, John Hicks o Stanley Cowell, Bud Powell o chissà chi...
preso da un post di Gianni, perche' sintetizza esattamente quello che
intendevo dire.
> > Giampiero Albertini e famiglia (dopo aver messo a ferro e fuoco il
> > negozio alla ricerca di una lavatrice): "SI!"
>
> Ma non era Renzo Palmer e non diceva "sempre"???
no, ha ragione luca.
(non e' che sia ritornato dalle ferie con il nuovo impiego di fare il
difensore non richiesto e innecessario di luca: e' che in questo momento
mi stanno crollando parecchie certezze. mi tengo stretta almeno quella
dell'infallibilita' del lc).
ciao, paronzini
Che grande cumulo di cazzate.
ciao e cordialmente,
sv
>Non è affatto vero che KB 17 anni fa era noto (purtroppo). Era ancora un
>artista cult per pochi.
Beh, non esagerare. a tutto il novembre 1985 Barron aveva inciso, come
leader, la bellezza di 13 album (tredici, non uno o due).
Dico novembre 1985 perché è la data del primo disco per la Red (ma
come membro degli Sphere).
>Infatti ha fatto dischi per la RR e non per la ECM.
Barron ha passato un'intera carriera ad incidere per etichette
indipendenti. L'unica volta in cui è stato sotto contratto per una
major è nel caso della Verve (e forse era meglio se si tirava una
martellata su un dito, visto il livello non eccelso dei dischi che ha
sfornato per loro e il modo con cui lo hanno buttato fuori. Spero
almeno che abbia fatto qualche soldo).
>17 anni fa Jarrett aveva fatto dei dischi che giustificano il discorso di
>Pieranunzi. Non credo che Pieranunzi ora farebbe lo stesso discorso. E
>comunque Jarrett ora sta cercando una nuova via e non è più così innovativo
>come prima. Giusto quindi il discorso di Veschi.
>La novità è altrove.
Il punto è che SV parla di pianisti giovani sottoesposti rispetto a
Jarrett, e poi butta giù una lista in cui, oltre a un paio davvero
giovani (James Hurt, Orrin Evans), e altri che stanno sulla piazza da
almeno una decina d'anni (Keezer, Simon, Charlap, Bennie Green,
Stephen Scott, Kikoski) figura gente ormai in carriera da venticinque
anni, tipo Mulgrew Miller, veterani come Barron, Walton, Cables, e
grandi maestri come Barry Harris. Poi c'è anche qualcuno ormai
consegnato alla storia per cause di forza maggiore, come Tommy
Flanagan. E Sonny Clark, scomparso quarant'anni fa :-))
Perché Sonny Clark sì e Duke Jordan (che peraltro è ancora vivo e ha
appena compiuto ottant'anni) no?
Perché Tommy Flanagan sì e un geniaccio come Sal Mosca (che è
recentemente tornato a suonare) no?
E il problema è che in questa lista si mischiano allegramente grandi
maestri e onesti professionisti; opppure gente con un chiaro indirizzo
estetico assieme a strumentisti di grandi capacità tecniche, ma di
ridotte capacità da leader.
Gli è che gran parte dei pianisti citati da SV con Jarrett ha ben poco
a che fare, trovandosi a operare in ambiti espressivi ben diversi (a
meno che non si voglia sostenere che basta suonare standard per essere
paragonabili).
Se si vuol parlare di novità, sarà forse il caso di aggiornare la
lista. Sarà forse il caso di provare ad ascoltare, che so, pianisti
come Craig Taborn, come Matthew Shipp, come lo svizzero Michel
Wintsch, che trovo interessantissimo, o l'altrettanto brillante Achim
Kaufmann; come John Bickerton, Pandelis Karayorgis, come Jessica
Williams e Marilyn Crispell (che non sono più due ragazzine, ma
mantengono una coerenza artistica invidiabile), Paul Plimley, David
Berkman, Ethan Iverson, Cooper-Moore, Georg Grawe, eccetera eccetera.
Questa sì che è gente sottoesposta (e molti di loro affrontano, da
tempo, e con risultati spesso di grande originalità, la formula del
trio). Su questi musicisti sì, che ci sarebbe da fare un discorso
interessante.
Ciao, Luca
LC
caro luca,
le liste sono opinabili per definizione e qualsiasi lista non può essere
esaustiva.
quindi mi vanno benissimo anche quelli che indichi tu e che altri potrebbero
indicare.
della tua lista alcuni non li conosco e altri li conosco poco e altri che
conosco non mi interessano molto. a me e questo no significa che per altri
invece possano esserlo.
ovviamente nulla da dire sia su duke jordan che su sal mosca.
berkman mi sembra molto interessante, craig taborn pure ma certamente non di
più o di meno di altri compresi nella mia lista che, ripeto non vuole certo
essere LA LISTA ma solo
una indicazione valida come altre.
in quanto a barry harris credo che il discorso sia leggermente diverso.
viene in Italia da diversi anni e nessuno se l'è mai cagato nonostante che
sia universalmente riconosciuto come un maestro del piano bop.
solo quest'anno e dopo svariati anni che viene in Italia si sono degnati, e
meritoriamente, di fargli un'intervista ma visto che ci siamo qualcuno
potrebbe anche invitarlo con l'attenzione e il rispetto che si merita in un
posto rilevante. ad esempio: villa celimontana, la palma, verona, fano,
umbria jazz, roccella, berchidda,-trenzano (?)- etc.. etc..
penso che sentirlo in trio e con una ritmica adeguata in qualche grande
festival sia un atto dovuto in qualche modo proprio per ciò che rappresenta
nella storia del jazz in generale e del piano jazz in particolare.
gli eventi non solo si subiscono ma si creano e credo che Barry Harris possa
essere a suo modo un evento come lo è stato Flanagan al Manzoni.
In quanto a kenny barron è vero che le sue cose migliori le ha incise per le
etichette indipendenti ma visto che è nelle etichette indipendenti che si
trova il meglio del jazz di oggi sarebbe anche ora che qualcuno che spende
denaro pubblico dia anche spazio e visibilità a queste realtà che, a mio
parere ma penso anche tuo, rappresentano il meglio del jazz di oggi senza
essere sempre a rimorchio delle grandi multinazionali e relative agenzie di
management.
La lista è lunga e la Red è solo una delle tante. Visto che sei un
enciclopedico perchè non buttiamo giù una lista delle indipendenti europee e
american e vediamo chi incide per chi e dove.
Abbiamo una testa ?? usiamola visto che molti che dispongono di mezzi e
possibilità o non l'hanno o sono prigionieri di logiche che li porta a
spacciare monnezza per grande musica per seguire la logica del gigantismo e
dei grandi numeri che alla fine li travolgerà.
SV
To', chi si risente. Gią di ritorno dai campi? Deposta la vanga? Fatta
la doccia? Pronto per provare a fare il jazzista? Studia, mi
raccomando, che se no nelle jam ti fanno il culo e non riesci a
conseguire il tuo stile.
E poi va' a letto presto, fa' il bravo, che la vita del colono č
impegnativa e pare ci si alzi ancora a buio. Non ti crederai mica che
č come fare quattro pernacchiette su Oleo.
Non vorrai certo che tutti si accorgano che le tue sono, davvero,
braccia strappate a viva forza all'agricoltura.
Ah - e cito a memoria - ricordati che il jazz č musica.
Ciao, Luca
> To', chi si risente.
Prego?
>Già di ritorno dai campi? Deposta la vanga? Fatta
> la doccia? Pronto per provare a fare il jazzista? Studia, mi
> raccomando, che se no nelle jam ti fanno il culo e non riesci a
> conseguire il tuo stile.
Si impara certo di più a osservare i ritmi della natura che a mandare a
memoria le copertine dei dischi.
> E poi va' a letto presto, fa' il bravo, che la vita del colono è
> impegnativa e pare ci si alzi ancora a buio.
Ma cosa ne vuoi sapere tu. Parli solo per sentito dire.
Come di musica del resto.
>
> Ah - e cito a memoria - ricordati che il jazz è musica.
Si infatti devi averlo letto da qualche parte, tanto tempo fa.
>per esempio penso che Tu, Luca Conti, potresti essere un ottimo direttore
>artistico se qualcuno te ne desse la chance e semprechč tu voglia farlo.
Abbiamo giŕ dato, grazie.
Sai bene che l'ho fatto per piů di dieci anni. E' un'esperienza che
all'attuale stato delle cose jazzistiche non so se ripeterei. Forse,
di nuovo, tra qualche anno.
A proposito, stasera ho ritrovato i nastri dei due concerti di Firenze
del quintetto di Watson e Lewis. 16 e 17 maggio 1993, ti ricordi?
Visto che si č appena parlato di Stephen Scott...
Ciao, Luca
Soldi o voglia?
:-)))
Massimo
>Si impara certo di più a osservare i ritmi della natura che a mandare a
>memoria le copertine dei dischi.
Ecco, bravo, torna ad osservare i ritmi della natura, che per imparare
ad osservare quelli del jazz ti ci vorrà ancora qualche decennio.
E non essere troppo invidioso, che ti fa male al fegato.
Premessa: la discussione in oggetto non mi riguarda...ci tengo comunque a
fare un paio di brevi considerazioni.
Non credo che al buon Luca abbia bisogno e tanto meno si addicano di
difensori, ma tengo a precisare che grazie a lui ed ai suoi consigli ho
conosciuto artisti ed ascoltato albums di cui in precedenza personalmente
ignoravo l'esistenza.
Voglio sperare che una cosě sterile polemicuccia da quattro soldi non lo
spinga a smettere di postare sul ng, sarebbe una grave perdita.
Quando la discussione si sposta da argomenti prettamente musicali ad altri
(inclusi i post diffamatori, le polemiche da bar, insulti gratuiti, ecc.) si
č pregati di apporre un OT distintivo sull'oggetto del post in questione,
onde evitare che altri non interessati perdano il proprio tempo a scartare
messaggi poco interessanti. Grazie per l'attenzione.
Cosě scrissi,
F
ciao e cordialmente,
sv
--------------------------------
ammetto,ammetto...anche perché anche se non ammettessi la cosa è di
totale evidenza :-)
Comunque sai che non ascolto e non mi piace solo Jarrett, anche se mi
manca qualche disco Blue Note dei tuoi preferiti... :-)
R.F.
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Questo è un aiuto che qualsiasi commesso di negozio che abbia un reparto
jazz e che abbia la passione per quello che fa,
potrebbe darti.
> Voglio sperare che una così sterile polemicuccia da quattro soldi non lo
> spinga a smettere di postare sul ng, sarebbe una grave perdita.
Io ho fatto un attacco a LC non come persona, e l'ho anche specificato in un
post, nei confronti della quale non ho un motivo al mondo di risentimento,
ma a lui come rappresentante di quel nozionismo a mio avviso inutile e
deleterio alla musica stessa.
I toni sono stati volutamente provocatori, anche per suscitare delle
reazioni, e infatti sia lui sia altri non ci hanno pensato due volte e hanno
subito portato il terreno sull'offesa personale, come c'era da immaginarsi.
>
> Quando la discussione si sposta da argomenti prettamente musicali ad altri
Appunto. Che il tal dei tali abbia fatto X cd nell'anno Y con z nm come
musicisti ( e ho visto decine di post così) non è parlare di musica secondo
me, allora l'OT valga anche per questo.
> è pregati di apporre un OT distintivo sull'oggetto del post in questione,
> onde evitare che altri non interessati perdano il proprio tempo a scartare
> messaggi poco interessanti. Grazie per l'attenzione.
>
> Così scrissi,
> F
>
>
>
Non è affatto vero che KB 17 anni fa era noto (purtroppo). Era ancora un
artista cult per pochi. Infatti ha fatto dischi per la RR e non per la
ECM.
Altrimenti avrebbe avuto un'altra esposizione o sovraesposizione.
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anche questo mi sembra chiaramente un discorso di parte. Pensare che la
musica e i musicisti si affermino solo per esposizione, mode o case
discografiche di appartenenza mi fa ridere per la scarsissima
obiettività e senso della misura. Neanche si trattasse della musica
commerciale.
Del resto il buon Barron è anche andato alla Verve, con i risultati
artistici e di successo che tutti conosciamo e che anche Conti ha
riferito.
Confrontare Kenny Barron con Keith Jarrett, due musicisti totalmente
differenti in tutto, dimostra scarsa
conoscenza del percorso artistico ed estetico dei due (soprattutto del
secondo mi pare). L'ultimo che fece un paragone del genere mi ricordo
fu Claudio Angeleri sul suo forum e ebbe una risposta esplicativa ai
massimi livelli da Gualberto (se volete ve la posto visto che dovrei
averla ancora in memoria da qualche parte) che confutò ampiamente una
tale sciocca tesi. Poi se si parla di gusti, allora è tutto un altro
paio di maniche.
17 anni fa Jarrett aveva fatto dei dischi che giustificano il discorso
di
Pieranunzi. Non credo che Pieranunzi ora farebbe lo stesso discorso.
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non mi sembra che i dischi che ha fatto successivamente (quasi tutti
quelli in trio e non solo) siano inferiori e penso che Pieranunzi
avrebbe parecchi argomenti che confermerebbero la sua lungimirante tesi.
Non a caso avevo citato quella frase con la domanda retorica finale,
perchè, forse non ricordi, ma in quel periodo Jarrett era parecchio
bastonato dalla critica, specie per le sue esibizioni di piano solo e
non gli era affatto riconosciuto, nemmeno allora, un ruolo primario
nel jazz. Solo Sessa aveva scritto un bel saggetto sul quartetto
americano, ma Piras scrisse ad esempio il famoso pezzo dal titolo
"Quelle cattedrali sono di cartone" commentando una sua esibizione dal
vivo a Roma. Quindi, allora era contestato, oggi non è più innovativo,
mi sembra che come sempre la mistificazione e il pregiudizio critico
la fanno da padroni sul personaggio, ma come sempre la musica e il
jazz vanno dove vogliono loro e non dove vuole una critica e degli
appassionati ammuffiti e pieni di pregiudizi. Per questo motivo
purtroppo si deve ancora, purtroppo, parlare di Jarrett anche su questo
NG.
comunque Jarrett ora sta cercando una nuova via e non è più così
innovativo
come prima. Giusto quindi il discorso di Veschi.
La novità è altrove.
Gianni
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a 57 anni Jarrett tenta una strada nuova per tua stessa ammissione,
cioè cerca di essere ancora creativo ed innovativo, rischiando di suo,
partendo da una posizione che farebbe sedere chiunque.
Dei nomi che hai fatto tu prima credo che solo Uri Caine sia veramente
innovativo, mentre citare Mehldau e Svensson significa implicitamente
affermare la grandezza di Jarrett, visto che entrambi partono e sono
partiti da posizioni, specie nel trio, chiaramente impensabili prima
dell'avvento del trio di Jarrett.
Ma tu cosa intendi per novità? solo un nome nuovo che viene alla ribalta
come se fosse una moda rock, o un apertura a nuovi sentieri e nuovi
linguaggi e nuove estetiche? Mi sembra che nei tuoi discorsi il
pregiudizio e l'invidia del successo altrui abbondino in maniera
paurosa. Ma non è che sei un "gezzista" per caso? :-)))
Petrucciani ha trasmesso attraverso il pianoforte, l'amore per la vita e
l'amore per se stesso.
E' una delle più grandi lezioni che un musicista abbia mai dato.
Petrucciani è uno dei più grandi pianisti e tra i più grandi musicisti.
Secondo me.
Nel merito, poi, per quanto possa essere vero che non è indispensabile
conoscere il coloro delle mutande indossate da parker nel 1942, è
altrettanto vero che conoscere la storia del jazza aiuta a comprenderne i
contenuti. per questo invidio e ammiro la preparazione di chi ha studiato il
jazz e ne conosce approfonditamente la storia.
sotto altro profilo, poi, lo studio approfondito di una materia è indice di
passione. quindi chi studia e conosce la storia del jazz dimostra di esserne
un appassionato (e, nel caso di luca, anche un intenditore, seppure talvolta
un poco polemico)
con affetto.
gianni
A differenza di Facchi credo, soprattutto oggi, che il successo derivi
propio dal MKTG, dall'importanza della casa discografica, dai media e da
motivi prevalentement extramusicali.
Ovviamente poi il prodotto deve corrispondere a certe aspettative.
Meldahu e Caine sono un perfetto esempio di questo a mio avviso.
Credo comunque che non serva continuare questa polemica. Prendiamo atto che
Facchi è un
fans da curva nord di Jarrett. ovviamente lui non sarà d'accordo su questo.
Basta con sto Jarrett. A proposito ho sentito il trio di Meldahu queste
estate e la mia impressione è che sia un Bill Evans con il silenziatore.
Suona bene il ragazo ovviamente ma senza manager, major, media mooolttoo
compiacenti sarebbe solo un oscuro pianista bravo come molti altri.
Invece quello che mi sembra assolutamente interessante è la ritmica del
gruppo di Wayne Shorter -Danilo Perez, Patitucci, Brian Blade - che suonano
in maniera impressionante e in modo totalmente NUOVO. Li ho sentiti una sola
volta a Pescara. Non hanno fatto trenta secondi in quattro. Armonicamente
sono molto europei (Bartok/Debussy) in un contesto ritmico totalmente Black.
Sembra free ma non lo è assolutamente. Ogni strumento sembra suonare su
linee indipendenti ma del tutto coordinate. Il batterista non accompagna ma
suona
sugli altri due che a loro volta suonano sul batterista. Interplay ???
certamente ma non ha niente a che fare con quanto io abbia ascoltato fino ad
ora che possa essere definito con quel termine. Potrebbe ricordare per
alcuni versi alcuni gruppi di Cecil Taylor - Unit structure, El Conquistador
- ma suona totalmente diverso, perchè ci sono molti frammenti melodici
coordinati e che si susseguono fra di loro direi in modo circolare
Musica di grandissimo interesse. Assolutamente non commerciale e certo non
fatta per piacere. Quelle cose lì nessuno le ha mai fatte prima e Brian
Blade suona in maniera impressionante ed in modo nuovo e assolutamente
personale la batteria (Notare ci sono decine di Cd di Blade dove suona
benisimo e swinga in contesti Mainstream).
SV
hai sentito Wayne Shorter ?? cosa pensi della ritmica ??? impresionanti per
me e realmente nuovi (non so neppure se mi piacciono ma decisamente
innovativi e interessanti).
Le diro' di piu' una volta lessi,quando andava di moda quella musica
chiamata free e che uno piu' era bravo se piu' starnazzava e sfrigolava
dentro lo strumento e sembrava quasi che non eri bravo se sfrigolavi poco,
che un musicista americano,prima di tenere un concerto in italia venne
bloccato da alcuni credo di autonomia che iniziarono una pappardella sul
senso del free in contrapposizione alla musica borghese e alle regole del
sistema oppressore,insomma lo elogiavano con parole che lo ritraevano come
difensore dei derelitti e cosi' via.Si dice che appena gli rilasciarono il
microfono,ringrazio' e disse che comunque lui voleva solo suonare musica.Non
so cosa c'entra con il suo post,ma a me e' un aneddoto che piace.
saluti