Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

EHI SAPIENTONI !!!! Jazz e scale non vanno daccordo!, il vero jazz è quello del mississipi !!!!!

16 views
Skip to first unread message

JazzDio

unread,
Feb 24, 2001, 10:12:25 AM2/24/01
to
Penso che ciò che hai scritto sia molto stupido, Winton Marsalis porta
avanti un progetto(di cui non ricordo il nome) che si pone il fine di
proporre il vero, e solo, jazz originale. Questo è ovviamente segno di
sensibilità, ha capito che il jazz stà subendo troppe modifiche e
traslazioni, che portano fuori strada chi verso questa musica vuole
orientarsi. inoltre marsalis ci dà un grande consiglio, quello di continuare
ad ascoltare e studiare Armstrong ed il dixieland, il vero inizio del jazz!
non si può intendere che il jazz si evolve in nuove forme lasciando da parte
le vecchie, i jazzisti be bop non avevano niente ne in più ne in meno di
quelli dixieland anzi la cura del suono era maggiore. per me il vero
equilibrio tra suono tecnica e buon gusto era stato raggiunto proprio
all'inizio con il dixieland, le evoluzioni sucessive hanno sbilaciato troppo
il jazz, per questo è un paradosso dare del sorpassato ad un jazzista come
marsalis.
il vero jazz è quello dei battelli sul mississipi, e dopo aver ascoltato
marsalis mi sono convinto che il vero jazz è solo quello suonato dai neri,
io o tu bianchi potremmo arrivare vicino a suonare come loro ma non
raggiungeremo mai la loro concezione di jazz! mai

Jazzdio

PS: comunque se ascoltavi attentamente, marsalis è capace di grandi
virtuosismi ed inoltre gli arrangiamenti (scritti da lui) rispecchiavano
molto il sound del jazz moderno sebbene riproponessero i vecchi pezzi delle
march'in band jazz di New Orleans. il jazz moderno è una vera merda
confrontato con l'original! il jazz non è solo scale eseguite a velocità
incredibili, anzi in qualsiasi genere musicale se non segui anche il tuo
spirito e segui solo lo spartito non sei un musicista sei solo una macchina
un semplice traduttore!
rispondevo al messaggio di alessio roman su marsalis, voi cosa ne
pensate????

non vi preoccupate non ho spezzato il mail, ma ho riportato la risposta in
un nuovo messaggio


Luciano Comelli

unread,
Feb 24, 2001, 11:55:38 AM2/24/01
to
JazzDio wrote:

> Penso che ciň che hai scritto sia molto stupido, Winton Marsalis porta
> ...

> il vero jazz č quello dei battelli sul mississipi, e dopo aver ascoltato
> marsalis mi sono convinto che il vero jazz č solo quello suonato dai neri,


> io o tu bianchi potremmo arrivare vicino a suonare come loro ma non
> raggiungeremo mai la loro concezione di jazz! mai

Scusa DIO, se lo dici tu...
Spero che non mi manderai all'Inferno, se di dico il mio parere...
Secondo me non solo il jazz moderno č degno e vero jazz...
secondo me non solo il jazz della west coast č VERO e puro jazz...
secondo me neppure solamente Johann Sebastian Bach (che tanti jazzisti ignari
stupisce per lungimiranza) era jazzista...
MA ADDIRITTURA MOZART (si proprio lui, l'emblema del classicismo, il maestro
della forma sonata, il figlio della musica colta) ERA UN AUTENTICO JAZZISTA.
Di certo un jazzista fuori posto, un jazzista in un mondo di non-jazzisti... ma
un jazzista autentico.

Io credo che tu stia facendo una sottile confusione tra l'intento del musicista
e l'impressione che ha dato ad un certo periodo storico....

E ora... LAPIDATEMI!
Ciao!

Blumoon

unread,
Feb 24, 2001, 11:58:35 AM2/24/01
to

Sono molto d'accordo, il problema giorno d'oggi è proprio quello di voler
fare qualcosa che non ha niente che fare con il vero jazz e non lo si può
chiamare tale. Jazz moderno dovrebbe avere un'altro nome, altrimenti, si
sta dando torto a moltissime persone che ci hanno creduto in quello che
hanno fato!
Chiamatelo come volete ma non chiamatelo per favore JAZZ!!!!!!
Blumoon

>PS: comunque se ascoltavi attentamente, marsalis è capace
di grandi
>virtuosismi ed inoltre gli arrangiamenti (scritti da lui)
rispecchiavano
>molto il sound del jazz moderno sebbene riproponessero i
vecchi pezzi
>delle
>march'in band jazz di New Orleans. il jazz moderno è
una vera merda
>confrontato con l'original! il jazz non è solo scale
eseguite a velocità
>incredibili, anzi in qualsiasi genere musicale se non
segui anche il tuo
>spirito e segui solo lo spartito non sei un musicista
sei solo una
>macchina
>un semplice traduttore!
> rispondevo al
messaggio di alessio roman su marsalis, voi cosa ne
>pensate????

>non
vi preoccupate non ho spezzato il mail, ma ho riportato la risposta in
>un
nuovo messaggio

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

kork

unread,
Feb 24, 2001, 12:13:56 PM2/24/01
to
Blumoon wrote:

> Jazz moderno dovrebbe avere un'altro nome, altrimenti, si
> sta dando torto a moltissime persone che ci hanno creduto in quello che
> hanno fato!
> Chiamatelo come volete ma non chiamatelo per favore JAZZ!!!!!!

Ma qual'è il vostro problema? Vi perdete tra le corsie dei negozi di dischi?
Credo che nessun musicista di jazz moderno si dispererebbe se la propria
musica fosse etichettata con un neologismo.
Come credo che nessun jazzista "vero", per usare i vostri termini, si
offenderebbe nell'ascoltare ciò che chiamiamo jazz moderno. I jazzisti
"veri" che intendete voi, credo possedessero (o possiedano....) un così
intelligente senso della curiosità che se ne sbatterebbero alla grande
delle nuove o vecchie etichette.

ciao

kork

darkmagus

unread,
Feb 24, 2001, 12:25:10 PM2/24/01
to

> Penso che ciň che hai scritto sia molto stupido

evviva il rispetto delle opinioni altrui!

>il vero jazz č solo quello suonato dai neri

Mai sentito di parlare di Bill Evans, Chet Baker, Art Pepper, Red Mitchell,
Dave Holland, Shelly Manne, Paul Motian, Lee Konitz, Gil Evans o di Pee Wee
Russell, Jack Teagarden, Max Kaminsky per citare qualche "vecchio"?
Non ci crederai ma sono tutti bianchi!!!

> il jazz moderno č una vera merda

"dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior" cantava il poeta

> Jazzdio

amen!

Francesco

emmeffe

unread,
Feb 24, 2001, 3:03:32 PM2/24/01
to
JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message
tbQl6.44937$k55.9...@news.infostrada.it...

> Penso che ciò che hai scritto sia molto stupido, Winton Marsalis porta
> avanti un progetto(di cui non ricordo il nome) che si pone il fine di
> proporre il vero, e solo, jazz originale..........(omissis).....

Ehi ragazzino, rallenta!
e' vero che Marsalis vuole far riemergere la natura afro-americana del jazz
evidenziandone la superiorità esattamente come Miles Davis.
Non è vero che voglia concentrarsi solo nel dixieland o New Orleans: perchè
non il rag-time allora?
Ascolta Marsalis con i Jazz Messangers all'inizio degli anni '80 (c'era
anche Bobby Watson in quel periodo con Blackey), faceva puro hard bop.
Cosa intendi poi per jazz moderno?
Oggi sostanzialmente si suona mainstream o hard bop, e allora? Vorresti
forse dire che anche i musicisti degli anni '40 e '60, quelli che hanno
formato Marsalis, sarebbero da cancellare?
Non credo che Marsalis la veda in questo modo cosiccome non creda
nell'assoluta superiorità dei musicisti neri sui bianchi. Miles non la
vedeva così, eppure nella sua visione del jazz era più radicale di quel che
si creda.
Pensa comunque a quanti jazzisti bianchi hanno fatto la storia del jazz e
forse capirai di aver esagerato un pochino.
Ciao
Massimiliano

PS: fammi un favore, cambia nickname, è ridicolo!


Andreajazz

unread,
Feb 24, 2001, 6:15:40 PM2/24/01
to
Sono convinto che tu sia un appassionato ma:

-Non credi che (forse per la giovane età) alcune affermazioni siano un po'
dogmatiche?

-Non pensi di doverti fare, col giusto fuoco della passione, una cultura
tale che ti consenta di venir fuori da affermazioni piuttosto banalotte in
relazione a ciò che è vero o meno in un percorso
artistico-culturale-sociale?

-Ti rendi conto che con quello che dici taglieresti fuori dal jazz non solo
i "bianchi" come li chiami tu con uno strano idioma di riflusso, imparato
dove non si sa, ma anche tantissimi neri che hanno contribuito alla musica
(senza stare a stabilire se ci sia evoluzione o semplice trasformazione)?
Sai che cosa dichiarava Armstrong circa la notevole importanza della
collaborazione tra neri e bianchi al jazz? Conosci Bix e i suo ruolo?

-Mi dici cosa c'entra il titolo del tuo intervento? Ma cosa credi che
Armstrong non conoscesse le scale? Ma di cosa parli?

-Ma hai ascoltato Marsalis, sai che ha inciso con E. Jones la suite "A Love
Supreme" in omaggio a J. Coltrane e che ha pubblicato una miriade di dischi
con reinterpretazioni in chiave mainstream di standards utilizzando
accorgimenti ritmici decisamente poliritmici e mutuati dalle esperienze (ad
esempio, ma non solo) del secondo quintetto di Davis?

-Sei consapevole che Marsalis è comunque un buon borghese che col Mississipi
(nell'epoca che favoleggi) non ha quasi nulla a che spartire? Lo sai sì che
proprio Marsalis ha fatto della perfezione tecnica un punto di merito tanto
che alcuni detrattori lo considerano eccessivamente pulito e leccato proprio
tecnicamente?

Comunque ammiro la tua energia, ma non dimenticare il beneficio del dubbio.
Per il resto che il jazz sia con tutti noi, ma come una energia pulsante che
ci arricchisce e non come argomento per stabilire divisioni nella comunità
dei musicisti.
Andrea.


"JazzDio" <cerv...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:tbQl6.44937$k55.9...@news.infostrada.it...

Alessio Roman

unread,
Feb 25, 2001, 6:06:16 AM2/25/01
to

"Andreajazz" <miao...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:wgXl6.49542$k55.1...@news.infostrada.it...

> Sono convinto che tu sia un appassionato ma:
>
> -Non credi che (forse per la giovane età) alcune affermazioni siano un po'
> dogmatiche?
>
> -Non pensi di doverti fare, col giusto fuoco della passione, una cultura
> tale che ti consenta di venir fuori da affermazioni piuttosto banalotte in
> relazione a ciò che è vero o meno in un percorso
> artistico-culturale-sociale?
>
> -Ti rendi conto che con quello che dici taglieresti fuori dal jazz non
solo
> i "bianchi" come li chiami tu con uno strano idioma di riflusso, imparato
> dove non si sa, ma anche tantissimi neri che hanno contribuito alla musica
> (senza stare a stabilire se ci sia evoluzione o semplice trasformazione)?
> Sai che cosa dichiarava Armstrong circa la notevole importanza della
> collaborazione tra neri e bianchi al jazz? Conosci Bix e i suo ruolo?
>
> -Mi dici cosa c'entra il titolo del tuo intervento? Ma cosa credi che
> Armstrong non conoscesse le scale? Ma di cosa parli?
>
> -Ma hai ascoltato Marsalis, sai che ha inciso con E. Jones la suite "A
Love
> Supreme" in omaggio a J. Coltrane e che ha pubblicato una miriade di
dischi
> con reinterpretazioni in chiave mainstream di standards utilizzando
> accorgimenti ritmici decisamente poliritmici e mutuati dalle esperienze
(ad
> esempio, ma non solo) del secondo quintetto di Davis?
>

Suonare il JAZZ del Missisipi, non ha senso: SIAMO NEL 2001 dobbiamo suonare
cose che si suonavano '80 anni!!!!!, stiamo veramente esagerando.
Ricordatevi che Satchmo, ed è finalmente ora di cambiare musica!!!!! Se un
musicista si mette a suonare roba anni '20 come pensate che possa diventare
famoso (un eccezione è Marsalis). Il jazz ha prestato molte cose alle altre
musiche e oggi è venuta l'ora di riprendersele. Bisognerà trovare una musica
ecumenica, un "JAZZ" che piace a tutti perché sempre meno ci saranno persone
che suoneranno jazz. Bisognerà aprirsi al rock, al funk, alla tecno
bisognerà sviluppare un nuovo uso dei suoni. Ieri sera ho avuto l'occasione
di ascoltare il Rava Electric Five, senza Rava: U.T. Gandhi batteria.
Giovanni Maier contrabbasso (era equalizzato in modo da sembrare un baso
elettrico), Domenico Caliri e Roberto Cecchetto alle chitarre elettriche.
Questa formazione insolita ha suonato un concerto tutto improvvisato e
secondo me, dopo aver fatto 400 concerti assieme in varie formazioni, hanno
svilluppato un nuovo uso dei suoni non necessariamente melodici ma casuali.
Entrato in sala si sentiva un battito regolare, sembrava il riscaldamento,
ma poi è entrato prima di tutti Caliri e ha cominciato a smanettare su dei
pedali pe chitarra posti sopra l'amplificatore passato qualche minuto sono
entrati gli altri e hanno cominciato a suoanare, no a IMPROVVISARE. Ho
finalmente ascoltato qualcosa non mainstream. dopo questo piccolo anedoto
secondo me il jazz deve diventare più improvvisato, libero, elettrico e
ipertecnologico.
Secondo me questo è uno dei modi di dare colore al jazz.
Il free jazz è da svilupare.

alessi...@interfree.it


Blumoon

unread,
Feb 25, 2001, 11:35:46 AM2/25/01
to
Mi sa, che l'unico qui, che non ha il senso sia tu!!!!!!!!!!!!! pare, che
l'hai perso proprio di tutto. Ma cosa è sta merda che vorresti far a
suonare ad altri??? No, no, tieni te la, tutta per te, sei troppo buono a
darla ai altri!
IL POPOLO DI JAZZISTI TI RINGRAZIA MA RINUNCIA, CON DOLORE
:-((((
Blumoon

Il 25 Feb 2001, 12:06, "Alessio Roman"
<alessi...@interfree.it> ha scritto:
>

>Suonare il JAZZ del
Missisipi, non ha senso: SIAMO NEL 2001 dobbiamo
>suonare
>cose che si
suonavano '80 anni!!!!!, stiamo veramente esagerando.

Bisognerà aprirsi


al rock, al funk, alla tecno
>bisognerà sviluppare un nuovo uso dei suoni.
Ieri sera ho avuto
>l'occasione
>di ascoltare il Rava Electric Five,
senza Rava: U.T. Gandhi batteria.
>Giovanni Maier contrabbasso (era
equalizzato in modo da sembrare un baso
>elettrico), Domenico Caliri e
Roberto Cecchetto alle chitarre elettriche.
>Questa formazione insolita ha
suonato un concerto tutto improvvisato e

.

>secondo me il jazz deve
diventare più improvvisato, libero, elettrico e
>ipertecnologico.
>Secondo me questo è uno dei modi di dare colore al jazz.
>Il free jazz è
da svilupare.

>alessi...@interfree.it

--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Blumoon

unread,
Feb 25, 2001, 11:40:18 AM2/25/01
to
Il 24 Feb 2001, 18:25, "darkmagus" <darkmag...@quipo.it> ha scritto:
>
>> il jazz moderno č una vera merda

>"dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono i fior" cantava il
>poeta

>> Jazzdio

>amen!
>Francesco

Tieni ti allora il tuo letame!!!!!!!!!!!!!
Blumoon

Andreajazz

unread,
Feb 25, 2001, 1:00:08 PM2/25/01
to

> Suonare il JAZZ del Missisipi, non ha senso: SIAMO NEL 2001 dobbiamo
suonare
> cose che si suonavano '80 anni!!!!!, stiamo veramente esagerando.
> Ricordatevi che Satchmo, ed è finalmente ora di cambiare musica!!!!! Se un
> musicista si mette a suonare roba anni '20 come pensate che possa
diventare
> famoso (un eccezione è Marsalis).

Non sono d'accordo. Oggi puoi suonare tutto (come sempre del resto). Se vuoi
fare Dixie va benissimo. Il problema nasce quando cerchi di stabilire una
superiorità genetica di quello che fai.


Il jazz ha prestato molte cose alle altre
> musiche e oggi è venuta l'ora di riprendersele. Bisognerà trovare una
musica
> ecumenica, un "JAZZ" che piace a tutti perché sempre meno ci saranno
persone
> che suoneranno jazz. Bisognerà aprirsi al rock, al funk, alla tecno
> bisognerà sviluppare un nuovo uso dei suoni.

Se è per questo le cose che dici sono state ampiamente fatte.

Ieri sera ho avuto l'occasione
> di ascoltare il Rava Electric Five, senza Rava: U.T. Gandhi batteria.
> Giovanni Maier contrabbasso (era equalizzato in modo da sembrare un baso
> elettrico), Domenico Caliri e Roberto Cecchetto alle chitarre elettriche.
> Questa formazione insolita ha suonato un concerto tutto improvvisato e
> secondo me, dopo aver fatto 400 concerti assieme in varie formazioni,
hanno
> svilluppato un nuovo uso dei suoni non necessariamente melodici ma
casuali.
> Entrato in sala si sentiva un battito regolare, sembrava il riscaldamento,
> ma poi è entrato prima di tutti Caliri e ha cominciato a smanettare su dei
> pedali pe chitarra posti sopra l'amplificatore passato qualche minuto sono
> entrati gli altri e hanno cominciato a suoanare, no a IMPROVVISARE. Ho
> finalmente ascoltato qualcosa non mainstream. dopo questo piccolo anedoto
> secondo me il jazz deve diventare più improvvisato, libero, elettrico e
> ipertecnologico.
> Secondo me questo è uno dei modi di dare colore al jazz.
> Il free jazz è da svilupare.

L'improvvisazione totale è estemporaneità, che se abusata e non bilanciata
da uno spessore musicale e culturale notevole può diventare la cosa peggiore
che esista in musica: la vuota casualità che pretende un senso un quanto non
ne ha uno definito. Per il resto il free jazz più che da sviluppare è da
diffondere meglio e magari svincolato dall'elemento politico protestatario
(non necessariamente ma anche) per battere delle piste che (e mi ripeto)
sono state ampiamente percorse ed essere amato da un pubblico più vasto.

Dolphy, Hawkins, B. Little, 'Trane non sono mai casuali.

Antonucci Alessandro

unread,
Feb 25, 2001, 12:22:44 PM2/25/01
to
On Sun, 25 Feb 2001 12:06:16 +0100, "Alessio Roman"
<alessi...@interfree.it> wrote:

>Suonare il JAZZ del Missisipi, non ha senso: SIAMO NEL 2001 dobbiamo suonare
>cose che si suonavano '80 anni!!!!!, stiamo veramente esagerando.
>Ricordatevi che Satchmo, ed è finalmente ora di cambiare musica!!!!!

Non ho capito cosa intendi.

>Se un
>musicista si mette a suonare roba anni '20 come pensate che possa diventare
>famoso (un eccezione è Marsalis).

Chi ha detto che si fa musica per diventare famosi

>Il jazz ha prestato molte cose alle altre
>musiche e oggi è venuta l'ora di riprendersele.

Non capisco.
In musica esistono prestiti a termine ?

>Bisognerà trovare una musica
>ecumenica, un "JAZZ" che piace a tutti

Io non credo.
La musica che 'piace a tutti' di solito fa schifo.

>perché sempre meno ci saranno persone
>che suoneranno jazz.

Non ce ne sono mai state moltissime.
Ma spesso si e' trattato dei musicisti migliori,
quindi forse non e' una gran tragedia.

>Bisognerà aprirsi al rock, al funk, alla tecno
>bisognerà sviluppare un nuovo uso dei suoni.

Non e' una novita' e ci sono molti musicisti
(per fortuna non tutti) che lavorano proprio
in questa direzione.

>Ieri sera ho avuto l'occasione
>di ascoltare il Rava Electric Five, senza Rava: U.T. Gandhi batteria.
>Giovanni Maier contrabbasso (era equalizzato in modo da sembrare un baso
>elettrico), Domenico Caliri e Roberto Cecchetto alle chitarre elettriche.
>Questa formazione insolita ha suonato un concerto tutto improvvisato e
>secondo me, dopo aver fatto 400 concerti assieme in varie formazioni, hanno
>svilluppato un nuovo uso dei suoni non necessariamente melodici ma casuali.
>Entrato in sala si sentiva un battito regolare, sembrava il riscaldamento,
>ma poi è entrato prima di tutti Caliri e ha cominciato a smanettare su dei
>pedali pe chitarra posti sopra l'amplificatore passato qualche minuto sono
>entrati gli altri e hanno cominciato a suoanare, no a IMPROVVISARE.

Premesso che il Rava Electric Five e' uno dei miei gruppi preferiti e
che non li ho mai visti senza Rava, dubito che si trattasse di un
concerto puramente improvvisato o con suoni 'casuali' (aleatori).

Sono musicisti fantastici (secondo me) e grandi improvvisatori,
ma si muovono all'interno di un linguaggio codificato.

>Ho
>finalmente ascoltato qualcosa non mainstream.

non ne sarei cosi' sicuro (e peraltro non c'e' niente
di male ad ascoltare del buon jazz, anche se mainstream)

>dopo questo piccolo anedoto
>secondo me il jazz deve diventare più improvvisato

l'improvvisazione e' (e d'altronde e' sempre stata)
una degli elementi fondamentali del jazz

>libero

quel concerto ti ha mostrato come si possa creare
musica bellissima all'interno di uno schema del quale,
se i musicisti sono davvero bravi, tu non avverti la presenza.

A questo proposito ascoltati il quintetto di Davis con Shorter,
magari in registrazioni dal vivo e soprattutto quando Davis non
suonava.

>, elettrico e

e chi l'ha detto. Si dice che il musicista deve essere
consapevole del fatto che i propri limiti sono ben piu' grossi di
quelli del proprio strumento e cercare innanzitutto di superare
i propri.

Certe volte chi usa lo strumento elettrico lo fa solo
per mascherare le proprie carenze musicali.

Non credo vi sia ancora un solo strumento musicale
sul cui potenziale espressivo si sia finiti di fare ricerca.

>ipertecnologico.

come sopra.

Ben venga una ricerca sulle nuove possibilita'
ma non si dimentichi di quanto resta ancora da
dire con gli strumenti tradizionali.

>Secondo me questo è uno dei modi di dare colore al jazz.
>Il free jazz è da svilupare.

questo e' ovvio, ma vale
per tutta la musica
di ogni epoca e genere

>alessi...@interfree.it
>
>
Per finire vorrei ripeterti quello che ti scrissi quando ascoltai il
tuo mp3. Butta via i tuoi pedali e concentrati sul tuo sax.

impara a conoscerne ogni suo elemento,
esploralo in ogni sua parte
(se fossi un po' piu' grandicello ti direi come
il corpo di una donna :) ) , prova ad usarlo
in maniera inconsueta, maltrattalo
(qui ovviamente il paragone con la donna non regge piu'),
smontalo, ruttaci pure dentro (come sopra :) ),
ma non pensare mai che ti abbia detto tutto
(e qui forse il paragone torna valido)
quello che aveva da dire.

Ricorda i limiti sono dentro di noi.

Bird, Ornette, Don Cherry ci hanno fatto venire
la pelle d'oca con degli strumenti giocattolo.

Superiamo i nostri limiti
(sempre che sia possibile, io temo di no)
e solo allora potremo pensare a quelli
dei nostri strumenti.

Un in bocca al lupo per il tuo percorso musicale.
-----------------------------
Alessandro Antonucci
E-mail: aflta...@inwind.it

Togli NOSPAM per scrivermi

Sallustio

unread,
Feb 26, 2001, 12:27:22 PM2/26/01
to
On Sun, 25 Feb 2001 12:06:16 +0100, "Alessio Roman"
<alessi...@interfree.it> wrote:

> Ho
> finalmente ascoltato qualcosa non mainstream. dopo questo piccolo anedoto
> secondo me il jazz deve diventare più improvvisato, libero, elettrico e
> ipertecnologico.
> Secondo me questo è uno dei modi di dare colore al jazz.
> Il free jazz è da svilupare.

Non è detto che il jazz deve diventare ipertecnologico. Inoltre c'è
ancora molto nel jazz del passato che ha bisogno di essere
approfondito, come ad esempio il free jazz. E fare free jazz non
significa semplicemente suonare con strumenti strani, elettrici o
altro, ma è una "idea di musica". E secondo te perché il jazz non ha
colore, per me ne ha molti. Sono appensa stato al "Bergamo Jazz" ed ho
sentito diversi concezioni di jazz, anche non mainstream, (hanno
suonato Coscia-Trovesi con una orchestra da camera, Galliano e
Fieldman, il pianista giapponese Yamashita, Giuliani, Turnam, Corea,
tanto per citare alcuni nomi) e l'impressione che ho avuto è questa:
oggi come oggi il jazz deve essere approfondito tenendo conto di
*tutta* la sua (breve) storia. Non si può continuare a sperare in una
"evoluzione infinita" del jazz, bisogna approfondire e studiare,
studiare, studiare...

> alessi...@interfree.it

p.s. un consiglio firmati alessioroman(at)interfree.it o qualcosa di
simile, ti eviti un sacco di casini con spam e virus.

---
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:
Hector "Costitia" Bisignani - A noite è minha - Red Records 123270

Sallustio

unread,
Feb 26, 2001, 12:27:20 PM2/26/01
to
On Sat, 24 Feb 2001 15:12:25 GMT, "JazzDio" <cerv...@libero.it>
wrote:

> Penso che ciň che hai scritto sia molto stupido,

???????

> Winton Marsalis porta
> avanti un progetto(di cui non ricordo il nome) che si pone il fine di
> proporre il vero, e solo, jazz originale.

Jazz Originale? Spiega meglio, cosa č il jazz secondo te? Io ancora
non l'ho capito, forse riesci a illuminarmi.

> dixieland

jazz = dixieland mi sembra una equazione azzardata, quasi dogmatica.

> i jazzisti be bop non avevano niente ne in piů ne in meno di


> quelli dixieland anzi la cura del suono era maggiore. per me il vero
> equilibrio tra suono tecnica e buon gusto era stato raggiunto proprio
> all'inizio con il dixieland,

Qui mi sembra che si rasenti il blasfemo: allora se un musicista č in
possesso di una grande tecnica tanto da apparire virtuoso non puň fare
jazz? E chi studia a lungo uno strumento (pensa a Bosso che č
venntitre anni che studia la tromba) non puň fare "sfoggio" della sua
tecnica. Il virtuosismo fine a se stesso, sono (spero) d'accordo con
te, non serve a nulla e a nessuno, ma se ci sono delle idee musicali
da portare avanti, dei validi progetti allora č tutto un altro
discorso.

> il vero jazz č quello dei battelli sul mississipi,

Per fortuna che poi si č esteso anche a tutto il mondo, io non ho i
soldi per andare sul mississipi tutte le volte che ho voglia di
ascoltare un po' di jazz :-PPPP

> e dopo aver ascoltato
> marsalis mi sono convinto che il vero jazz č solo quello suonato dai neri,


> io o tu bianchi potremmo arrivare vicino a suonare come loro ma non
> raggiungeremo mai la loro concezione di jazz! mai

Non te la prendere, ma perché ascolti e/o suoni il jazz visto che č
una musica "nera"? Tanto non la capirai mai. E perché hai fatto questo
post? Tanto il jazz non ti appartiene. E perché hai scelto come nick
Jazzdio? Tanto sei un biano, come fai a essere il "dio della musica
nera"? E perché esistono tanti bianchi che amano il jazz? Tanto non lo
capisco, sono solo degli idioti che ascoltano jazz perché "fa figo".
Molti punti non reggono, spiega meglio il tuo pensiero.

> Jazzdio


> rispondevo al messaggio di alessio roman su marsalis, voi cosa ne
> pensate????
> non vi preoccupate non ho spezzato il mail, ma ho riportato la risposta in
> un nuovo messaggio

Ao, ma come ca77o posti? Inannzitutto non hai spezzato il THREAD, ne
hai fatto uno nuovo, il messaggio di alessioroman a cui ti riferivi č
il seguente e dovevi citarlo e quotarlo in modo corretto:
<3a93e...@news.dada.it>
inoltre hai riportato il messaggio due volte uguale uguale, uno č
questo e l'altro č:
<sbQl6.44935$k55.9...@news.infostrada.it>
in risposta a alssioroman.
Pensi che io sia cosě ricco da potermi permettere lunghissime
connessioni per scaricare i tuoi messaggiu piů di una volta? Hai detto
la tua e giŕ allora avevi avuto la risposta di qualcuno, non č che ai
tuoi messagg dobbiamo rispondere tutti. Inoltre potevi mettere un
Subject piů consono all'argomento Marsalis.

---
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:

Hector "Costitia" Bisignani - A noite č minha - Red Records 123270

Sallustio

unread,
Feb 26, 2001, 12:39:29 PM2/26/01
to
On Sun, 25 Feb 2001 18:00:08 GMT, "Andreajazz" <miao...@libero.it>
wrote:

> > Suonare il JAZZ del Missisipi, non ha senso: SIAMO NEL 2001 dobbiamo
> > suonare
> > cose che si suonavano '80 anni!!!!!, stiamo veramente esagerando.
> > Ricordatevi che Satchmo, ed è finalmente ora di cambiare musica!!!!! Se un
> > musicista si mette a suonare roba anni '20 come pensate che possa
> diventare
> > famoso (un eccezione è Marsalis).
>
> Non sono d'accordo. Oggi puoi suonare tutto (come sempre del resto). Se vuoi
> fare Dixie va benissimo. Il problema nasce quando cerchi di stabilire una
> superiorità genetica di quello che fai.

Concordo in pieno, è il senso dei due post che ho inviato per questo
3D, come sempre ho fatto un gran casino.


---
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:

Hector "Costitia" Bisignani - A noite è minha - Red Records 123270

Emerenziano Paronzini

unread,
Feb 26, 2001, 1:02:30 PM2/26/01
to

Sallustio wrote:

> Ao, ma come ca77o posti?

Calma, Gaio Sallustio: questo thread, con Jazzdio e Alessio Roman, e' una
specie di "children's corner" (god bless the children). Io ho passato l'eta' da
un pezzo, e da poco anche tu. Lasciali divertire e torna a scrivere di jazz...

Ciao, Paronzini

Sallustio

unread,
Feb 28, 2001, 12:39:58 PM2/28/01
to
On Tue, 27 Feb 2001 19:43:48 +0200, Emerenziano Paronzini
<eme...@hotmail.com> wrote:

> Sallustio wrote:
>
> > Ma secondo te quanti anni ho io?
>
> Ehm, mi pareva di averlo letto in un tuo messaggio recente - venti?

Mi sembrava di averlo detto, ma non ero sicuro. Dal tuo precendente
post sembrava che fossi uno "scafato" (anche musicalmente e
culturlamente) cosa che non sono, altrimenti non sarei qui a
discutere, per me questo è l'unico posto dove posso imparare "il
jazz", è la mia unica scuola

> Ciao, Paronzini


---
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:

Doctor 3 "The Song Remains The Same" - Via Veneto Jazz, vv024

Emerenziano Paronzini

unread,
Feb 28, 2001, 12:47:10 PM2/28/01
to
Sallustio wrote:

> Dal tuo precendente
> post sembrava che fossi uno "scafato" (anche musicalmente e
> culturlamente) cosa che non sono

Neanch'io sono "scafato", e vado per i trentasette; volevo dire
semplicemente che si capisce che non sei un ragazzino (cosa che a
vent'anni e' doverosa, se non si ha il culto del giovanilismo!).

Ciao, Paronzini

JazzDio

unread,
Feb 28, 2001, 4:06:07 PM2/28/01
to
Ciň che ho scritto non mi sembrava affatto banale!
Anche nel blues( quello con solo chitarra e basso e pochi fiati non il blues
dei battelli! ), forse piů che nel jazz, ho notato la divisione tra bianchi
e neri, per eccellenza BB King e Eric Clapton, BB č piů profondo ma ha meno
tecnica, Clapton č fantastico in quano tecnica e ritmo ma č un po' meno
profondo č piů "duro".
Non ho diviso o scartato il jazz bianco ho semplicemente detto che FORSE č
visto in un altro modo tutto qua!

jazzDio.

bye bye !

PS: nessuno ha letto il libro "le origini" di Guten Schuler


JazzDio

unread,
Feb 28, 2001, 4:06:06 PM2/28/01
to
Ma non ti sembra di non afferrare bene i concetti?
qua non si parlava ne di etichette ne di
dischi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

leggi bene prima di ironizzare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

JazzDio


JazzDio

unread,
Feb 28, 2001, 4:06:03 PM2/28/01
to
per fare qualcosa di buono bisogna conoscere molto bene le origini, sono
daccordo con te, e non rinnego l'evoluzione del jazz, ma per fare ciň che
dici te bisogna avere buone basi, questo molti non lo capiscono e si credono
dei fenomeni ma la musica che fanno rimane campata in aria! soprattutto
negli altri generi
hai sentito Saint German ( si scrive cosě?)

JazzDio


Andreajazz

unread,
Feb 28, 2001, 6:22:01 PM2/28/01
to

> Ciò che ho scritto non mi sembrava affatto banale!

A me un pochino che ti devo dire?

> Anche nel blues( quello con solo chitarra e basso e pochi fiati non il
blues

> dei battelli! ), forse più che nel jazz, ho notato la divisione tra
bianchi
> e neri, per eccellenza BB King e Eric Clapton, BB è più profondo ma ha
meno
> tecnica, Clapton è fantastico in quano tecnica e ritmo ma è un po' meno
> profondo è più "duro".

A parte il fatto che Clapton non è un tecnico nel seso puro (slow hand è il
soprannome) ma comunque ci riferiamo a due fenomeni abbastanza commerciali
che spostano l'asse della discussione. Secondo me la sintesi di tecnica e
passione è S. R Vaugahn (non sono sicuro di come è scritto, scusate). Questa
connessione neri=meno tecnica e più cuore bianchi=più tecnica meno cuore è
una delle più grosse stupidaggini che possano esistere, stavolta veramente
banale. Scusami se ti sembro offensivo ma certe affermazioni di principio
non avevano senso più nemmeno all'inizio del secolo.

> Non ho diviso o scartato il jazz bianco ho semplicemente detto che FORSE è


> visto in un altro modo tutto qua!

No, no. Rileggiti il post ed eventualmente cerca di essere più chiaro.
Comunque se colleghi Armstrong ad una eventuale divisione neri bianchi sei
fuori strada. Al limite W. Marsalis ha fatto delle affermazioni
(deprecabili) circa l'incompatibilità neri e bianchi sullo swing.

Andreajazz

unread,
Feb 28, 2001, 6:31:34 PM2/28/01
to
Diciamo meglio: la connesione che suggerirebbe la tua affermazione...segue
quello che ho scritto

kork

unread,
Mar 1, 2001, 5:26:08 AM3/1/01
to
JazzDio wrote:

> leggi bene prima di ironizzare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

se tu avessi letto la frase che ho quotato forse avresti potuto capire. forse.

Sallustio

unread,
Mar 1, 2001, 12:34:43 PM3/1/01
to

lui non sa quotare. ;-)

JazzDio

unread,
Mar 8, 2001, 6:28:11 AM3/8/01
to
Non hai capito ciň che ho scritto č inutile che prendi in considerazione
solo pezzettini del messaggio cosa fai leggi come uno scanner a
pacchetti??????????? c'era ben scritto che oggi si predilige la tecnica
trascurando, spesso (non sempre), il suono, la bellezza del suono.
per jazz originale intendo dal dixieland fino al be-bop, senza influenze
troppo moderne.

>> il vero jazz č quello dei battelli sul mississipi,

>Per fortuna che poi si č esteso anche a tutto il mondo, io non ho i
>soldi per andare sul mississipi tutte le volte che ho voglia di
>ascoltare un po' di jazz :-PPPP

Cosa fai ironizzi? non scrivo al newsgroup per farmi prendere dal culo da
te, sai? e comunque intendevo che il jazz da studiare e da rivedere č il
jazz dei battelli che nasconde un senso che molti jazzmen moderni
trascurano, il jazz ai primordi puň ancora dare molto!!!!!!!!!!!!!!!!!!

>Non te la prendere, ma perché ascolti e/o suoni il jazz visto che č
>una musica "nera"? Tanto non la capirai mai. E perché hai fatto questo
>post? Tanto il jazz non ti appartiene. E perché hai scelto come nick
>Jazzdio? Tanto sei un biano, come fai a essere il "dio della musica
>nera"? E perché esistono tanti bianchi che amano il jazz? Tanto non lo
>capisco, sono solo degli idioti che ascoltano jazz perché "fa figo".
>Molti punti non reggono, spiega meglio il tuo pensiero.

Non intendevo che i bianchi sono degli idioti ho SEMPLICEMENTE PENSATO CHE I
BIANCHI FORSE NON CAPISCONO FINO INFONDO IL JAZZ IN QUANTO NASCENTE DA
MUSICA TRIBALE E DA RITI CHE NON APPARTENGONO AL MONDO OCCIDENTALE
spero che ora tu abbia capito!!!!!!
ce ne voluto perň!!!!!

>Pensi che io sia cosě ricco da potermi permettere lunghissime
>connessioni per scaricare i tuoi messaggiu piů di una volta? Hai detto
>la tua e giŕ allora avevi avuto la risposta di qualcuno, non č che ai
>tuoi messagg dobbiamo rispondere tutti. Inoltre potevi mettere un
>Subject piů consono all'argomento Marsalis

oooooh ma che pare ti fai ? ma ti sei sentito sembri un bambino che
frigna!!!!!!!!!

PPPPPSSSSSS: ho scritto questo messaggio per avere un sano colloquio e
scambio di
punti di vista, invece, come altre volte, le risposte si sono rivelate piene
di scadenti puntualizzazioni su pezzi di frasi, e con nessun apporto
informativo e nessun scambio culturale, devo forse dedurre che il popolo
jazz č pieno di ignoranti schizzignosi???


JazzDio

unread,
Mar 8, 2001, 6:28:13 AM3/8/01
to
Scusa, ma cosa fai? tagli fuori quelli più piccoli di te? ma come ti
permetti !!!,
se bisognava avere una certa età per sottoscrivere il newsgroup dovevate
dirlo prima!
mi sto proprio scocciando di questi comportamenti da saputelli chi vi
credete di essere?

JazzDio


Emerenziano Paronzini

unread,
Mar 8, 2001, 6:36:13 AM3/8/01
to
"JazzDio" <cerv...@libero.it> wrote:

> devo forse dedurre che il popolo
> jazz č pieno di ignoranti schizzignosi???

E' cosi'. E non ti meritiamo.

Addio.

Riccardo & Gianmarco

unread,
Mar 8, 2001, 9:36:31 AM3/8/01
to
 "devo forse dedurre che il popolo
jazz è pieno di ignoranti schizzignosi???"
 
su questo punto sono d'accordo con te. sul resto...... a proposito di diatribe bianchi-neri, credi che il jazz sarebbe potuto nascere ed essere quello che è senza la compenetrazione avvenuta in Usa tra tradizioni musicali afroamericane e folklore bianco (bluegrass, zydeco.....non so come si chiamasse nel XIX secolo quella musica, ma ascoltandola mi sembra evidente una sua affinità con il blues e quindi........)
senza dimenticare che molti dei più grandi artisti neri hanno sempre riconosciuto la grandezza degli autori europei di musica sinfonica degli ultimi trecento anni e l'influenza che l'ascolto e lo studio di quella musica ha avuto su di loro.....
bye
 
Gianmarco 
 
p.s. mi sono accorto con un giorno di ritardo che sono l'unico scemo che entra nel ng con l'outlook.....ho solo quello! ma se non si può lasso perde!!!!! aribye
 
 

emmeffe

unread,
Mar 8, 2001, 4:30:41 PM3/8/01
to
JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message
f1Kp6.124906$Y93.3...@news.infostrada.it...

>
> Non intendevo che i bianchi sono degli idioti ho SEMPLICEMENTE PENSATO CHE
I
> BIANCHI FORSE NON CAPISCONO FINO INFONDO IL JAZZ IN QUANTO NASCENTE DA
> MUSICA TRIBALE E DA RITI CHE NON APPARTENGONO AL MONDO OCCIDENTALE

Alcuni tra i più rappresentativi musicisti nero-americani che hanno fatto la
storia del jazz nonchè scuola:

Bill Evans
Lennie Tristano
Gerry Mulligan
Chet Baker
Stan Getz
Paul Desmond
Woody Hermann
Gil Evans
Charlie Haden
Paul Motian
Keith Jarrett
.........
.........

Tutti quanti con radici africane :-))))

Caro Cervetti, rilassati e accetta che l'hai sparata un po' fuori
pentagramma: nonostante il tuo nick non sei onniscente. Rientra tra le righe
e vedrai che le cose saranno diverse. Altrimenti, come dice Paronzini, non
ti meritiamo nel NG e quindi........

Adieu!

Massimiliano

PS: quando torni nel NG presentati con un nickname meno presuntuoso, anche
quello fa la differenza!


Fabiuccio

unread,
Mar 9, 2001, 3:22:08 AM3/9/01
to

> Alcuni tra i più rappresentativi musicisti nero-americani che hanno fatto
la
> storia del jazz nonchè scuola:
>
> Bill Evans
> Chet Baker
> Paul Desmond
> Keith Jarrett
> ...omissis...

> Tutti quanti con radici africane :-))))

Almeno questi mi ricordavo fossero "bianchi".

Riccardo & Gianmarco

unread,
Mar 9, 2001, 11:04:19 AM3/9/01
to
Phil Woods
Gato Barbieri
Martial Solal
Paul Bley
Carla Bley........
 
Gianmarco

Sallustio

unread,
Mar 9, 2001, 12:31:45 PM3/9/01
to
On Thu, 08 Mar 2001 11:28:11 GMT, "JazzDio" <cerv...@libero.it>
wrote:

> c'era ben scritto che oggi si predilige la tecnica
> trascurando, spesso (non sempre), il suono, la bellezza del suono.

Sono andato a sentire Kontiz e mio sembra che il suono lo curi
tantissimo, forse addirittura troppo.

> Cosa fai ironizzi?

L'ironia è l'unico mezzo per raggiungere la verità (quasi cit.)

> Non intendevo che i bianchi sono degli idioti ho SEMPLICEMENTE PENSATO CHE I
> BIANCHI FORSE NON CAPISCONO FINO INFONDO IL JAZZ IN QUANTO NASCENTE DA
> MUSICA TRIBALE E DA RITI CHE NON APPARTENGONO AL MONDO OCCIDENTALE
> spero che ora tu abbia capito!!!!!!

Non ho di certo inteso che i bianchi sono idioti, certo è che i
bianchi si sono impossessati (ormai a pieno titolo) del jazz. Il jazz
nasce da ciò che dicevo: spirituals, blues, crie, work song ecc. per
cui appartengono al mondo occidentale eccome, sono forme musicali
sviluppatesi negli Stati Uniti, anche se hanno una cultura fortemente
africana. La sintesi di questi due mondi si è soliti chiamarla musica
afroamericana. Ti "consiglio" di leggerti l'articolo su Konitz al sito
www.ciaojazz.com dove si parla di negritudine. Troverai che molto di
ciò che tu hai detto è condiviso da altri. Bisogna però prestare
attenzione a non considerare il jazz musica esclusivamente
afro-americana e quindi di esclusiva "proprietà" dei neri.

> scadenti puntualizzazioni su pezzi di frasi, e con nessun apporto
> informativo e nessun scambio culturale, devo forse dedurre che il popolo

> jazz è pieno di ignoranti schizzignosi???

No, io sono ignorante e sono qui per imparare. Conosci un modo
migliore?


---
SVBEEQV Sallustio
Disco del mese:

JazzDio

unread,
Mar 9, 2001, 1:07:20 PM3/9/01
to
Grazie
Per aver speso il tuo prezioso tempo e il tuo importantissimo denaro per
leggere il mio post
Ma soprattutto grazie per la gentilezza e l'educazione

Un grazie sentito al filosofo Emerziano
Paronzini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

con affetto JazzDio

PS: grazie inoltre per aver quotato positivamente la mia presenza


JazzDio

unread,
Mar 9, 2001, 1:07:21 PM3/9/01
to
Mi sono spiegato male,
non volevo fare una divisione, definita da alcuni razzista, va bč....., ma
intendevo dire che il jazz appartiene piů ai neri che ai bianchi nel senso
che i neri, probabilmenti(forse non č vero), vedono il jazz come forma di
espressione diversa rispetto alla visione del jazz bianca, in quanto il jazz
si ricollega direttamente alle loro origini. Non volevo assolutamente
togliere il merito a tutti i jazzisti bianchi che hanno fatto e faranno la
storia del jazz.
Mi devi perň dar atto che il blues( lo intendo come origine del jazz) č nero
ed č espressione di profonditŕ e malinconia, e che l'influenza della musica
occidentale su di esso si puň riassumere nell'evoluzione tecnica di
esecuzione.
In fondo il jazz non č definito come la rilettura in "chiave" nera della
musica classica?
Scusa se a volte sono stato un po' presuntoso e pressapochista.

Ciao

JazzDio


emmeffe

unread,
Mar 9, 2001, 7:04:15 PM3/9/01
to
JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message
tZ8q6.41914$Xj7.2...@news.infostrada.it...

> In fondo il jazz non č definito come la rilettura in "chiave" nera della
> musica classica?

PROPRIO PER NIENTE!
Per favore leggi e comprendi libri sul jazz e poi quota!

> Scusa se a volte sono stato un po' presuntoso e pressapochista.

"Un po'" č riduttivo!

Ciao
Massimiliano

Sallustio

unread,
Mar 10, 2001, 9:03:37 AM3/10/01
to
On Sat, 10 Mar 2001 00:04:15 GMT, "emmeffe" <dyc...@tin.it> wrote:

> > In fondo il jazz non è definito come la rilettura in "chiave" nera della


> > musica classica?
> PROPRIO PER NIENTE!

(per Jazzdio)
Condivido, ti basti pensare come è nato il jazz (quello nero, quello
che come dici giustamente tu discende dal blues): non può essere la
"musica classica nera" perché la muscia classica ha un'aurea culturale
che è "millenaria", mentre il jazz è diventato una musica da
"intellettuali" grazie soprattutto all'apporto dei bianchi, altrimenti
sarebbe rimasto confinato nel ghetto (esagero, ovviamente) nero. Il
discorso è un po' sommario e andrebbe approfondito meglio.

JazzDio

unread,
Mar 10, 2001, 11:52:40 AM3/10/01
to
Per la cronaca,
ho letto il libro di Guten Schuler "JAZZ le origini" da cui ho compreso che
il jazz è reso "speciale" dallo "stile nero"(SOLO I NERI LO POSSEGGONO)
analizzabile, nella sua forma più pura, nelle jam di percussioni indigene
africane, stile nero caratterizzato da continui cambi di tempo e cadenza, ma
soprattutto da continui spostamenti di accento dal tempo forte al tempo
debole (sincope).Poi ho iniziato, senza finirla, la raccolta Jazz &
Dintorni, ed è qui che ho trovato l'affermazione: "il ragtime è la rilettura
in chiave nera della musica classica", e siccome il jazz deriva anche dal
ragtime....... anche il jazz può essere più o meno definito come la
rilettura nera della musica classica. L'affermazione che ho scritto deriva
inoltre dall'attento ascolto di brani classici in cui ho trovato parecchie
analogie con brani jazz e viceversa brani jazz che presentano analogie con
brani classici, persino Duke Ellington! Ricordo inoltre molti artisti jazz
durante le improvvisazioni spesso riprendono temi o passaggi di brani di
musica classica, e ti dirò che si sposano benissimo con il brano jazz, anche
il 20 febbraio a bologna il pianista della lincoln orchestra( che suonava
con winton Marsalis ) mentre improvvisava ha ripreso un passaggio di mozart.
l'affermazione che ho fatto non mi pare, quindi, del tutto errata! Inoltre
ricordo che il jazz ha avuto origine dalle March'in band, all'inizio, esse
suonavano marce classiche, scritte da autori classici, che scrivevano musica
classica!( verdi scriveva marce che tra l'altro sono state ritrovate da
poco) poi, le march'in band hanno iniziato a suonare i blues improvvisati
che probabilmente trovavano origine dalle marce classiche, naturalmente con
una sostanziosa dose di stile e creatività neri!!!!!!
Hai mai suonato in una banda marciante, o in una militare? o ne hai mai
minimamente ascoltata una? beh io sì e vi continuo a suonare!, ti ripeto e
ti assicuro che le marce hanno una notevole congruenza con il dixieland. Un
esempio monolitico è il brano "American Patrol" di cui esiste una versione
classica ed una piu famosa versione swigata( Glenn Miller dirigeva una Banda
Militare).
Lo stesso Winton Marsalis è noto prima nel mondo della musica classica poi
nel jazz! pensi che l'esperienza classica non lo influenzi? per me ci si
basa sopra!

Forse non sono stato l'unico a dettare conclusioni affrettate!?


>PROPRIO PER NIENTE!
>Per favore leggi e comprendi libri sul jazz e poi quota!

no?

Ricordo che non conviene ragionare a compartimenti stagni! il jazz è il
genere che per eccellenza che non esiste! perchè frutto di un infinità di
influenze provenienti da tutto il mondo e più o meno direttamente e
incisivamente! Inoltre i musicisti con la maggiore tecnica( indispensabile
soprattutto nel be-bop e nello swing) sono quelli classici; per questo non
credo nelle scuole o conservatori jazz o blues, il jazz viene da dentro e la
tecnica gli dà più espressione, non ha senso uno studio basato sul jazz, se
la gente si mette a studiare solo jazz, il jazz non avrà più evoluzioni,
perchè non subentreranno più influenze che lo modellano.

Ciao

JazzDio

PS: pensi davvero che parlo a vanvera?

Frankie

unread,
Mar 10, 2001, 7:51:04 PM3/10/01
to

"JazzDio" <cerv...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:sZsq6.54164$Xj7.5...@news.infostrada.it...

> PS: pensi davvero che parlo a vanvera?

si, e anche troppo: prenditi un pò di tempo e dacci una tregua.

Frankie


emmeffe

unread,
Mar 11, 2001, 6:37:13 AM3/11/01
to
JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message
sZsq6.54164$Xj7.5...@news.infostrada.it...

> Per la cronaca,
> ho letto il libro di Guten Schuler "JAZZ le origini" da cui ho compreso
che
> il jazz è reso "speciale" dallo "stile nero"(SOLO I NERI LO POSSEGGONO)
..........omissis........

Caro Cervetti (poi mi dirai anche il nome vero),
non credo che Schuller abbia detto una cosa così riduttiva.
Ti spiego perchè:
il jazz nasce dall'incontro del nero-americano con la musica europea
(attento, non la classica, l'europea che comprende il valzer ma anche le
songs anglo-scozzesi di tradizione popolare e militare) e si caratterizza
per "swing" (inteso come rapporto con il tempo), la spontaneità e la
vitalità della produzione musicale (Improvvisazione) e dall'individualità
del musicista.
Non è allora riconducibile alla musica classica e i suoi grandi archi
tensionali ma riflette un insieme di piccoli elementi tensionali che creano
intensità, che vengono continuamente distrutti e ricostruiti.
Quindi il punto fondamentale e che il jazz nasce dall'incontro tra il
"bianco" e il "nero" e che quindi non ptrebbe esistere né come un dato di
fatto solo afrcano né come un dato di fatto solo europeo.

Ciao
Massimiliano

Gianni M. Gualberto

unread,
Mar 12, 2001, 11:21:56 AM3/12/01
to

Non vedo perché il jazz non possa definirsi in qualche modo
come la "musica colta" degli africani-americani... E' errato
pensare che solo la musica accademica europea disponga di un
patrimonio di dati evolutivi millenario: la tradizione musicale
africana è persino più antica, ed è un errore pensare, come
fanno alcuni, che sia rimasta statica per decine di secoli. La
centralità della cultura europea non è altro che il frutto
di un prolungato disconoscimento di altre realtà culturali
non meno antiche e valide ma che, per effetto dell'imperialismo
culturale europeo e per la sua azione colonizzatrice, sono state
considerate aprioristicamente meno o punto significative. Oggi,
infatti, riscontriamo l'esistenza di molteplici codici espressivi
extra-europei che hanno poco o nulla da invidiare all'esperienza
europea, senza togliere a quest'ultima la sua innegabile
validità.
Che il jazz sia divenuto arte "intellettuale" (v'è qualche
forma d'arte che non è intellettuale? Non conosco nulla di più
intellettuale, ad esempio, dell'assolo di Armstrong in
"West End Blues", o di certi arrangiamenti di Fletcher Henderson
o di certi assoli di Charlie Parker o Joe Henderson) per il solo
contributo dei bianchi mi pare tesi difficile da sostenere, basti
pensare, che so, a Jelly Roll Morton, Miles Davis o Charlie
Mingus. Che sia stato il pubblico bianco a "consumare" il jazz
apprezzandone il coté sofisticato è vero, ma era processo
ineludibile, date le condizioni imposte dalla segregazione razziale... Ciò non toglie che non pochi artisti bianchi, da
Bix Beiderbecke a Stan Getz, da Benny Goodman a Lennie Tristano,
da Bob Graettinger a Bill Evans, abbiano contribuito
all'impostazione "intellettuale" dell'improvvisazione jazzistica.
Non direi che Herbie Nichols e Sonny Rollins, Elmo Hope e Wynton
Kelly, tanto per citare a caso, abbiano fatto di meno.

GMG

------------------------------------------
Posted via web with GlobalNews
The first european Free Usenet Web Portal
www.globalnews.it
------------------------------------------

Gianni M. Gualberto

unread,
Mar 12, 2001, 11:49:15 AM3/12/01
to

Mi pare l'affermazione più azzeccata di tutto il thread:
ricondurre il jazz all'esperienza accademica europea (che è solo
uno dei molteplici elementi fondanti dell'improvvisazione
africana-americana) è assolutamente riduttivo e anti-storico.
Peraltro, l'esperienza africana, così come quella africana-
americana, è estremamente variegata (si pensi solo all'area
caraibica) e di multipla valenza. Che le marching-band fossero
poi dedite solo alla musica accademica è dato errato; la marcia
americana è radicalmente diversa da quella europea
(fenomeno musicalmente minoritario, peraltro), ed ha una sua
precipua personalità (si pensi a John Philip Sousa) che è
legata al jazz ben più della produzione bandistica europea.
Il jazz è un sincretismo di complessa molteplicità: individuarne
l'interezza delle fonti è impresa pressoché impossibile.
Inoltre, non esiste la "musica classica", esiste forse la musica
colta o, meglio ancora, accademica. Classica era la musica
del periodo classico: se vogliamo, in soldoni, quella di Haydn e Mozart.

GMG


"emmeffe" <dyc...@tin.it> wrote:
>JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message
>sZsq6.54164$Xj7.5...@news.infostrada.it...
>> Per la cronaca,
>> ho letto il libro di Guten Schuler "JAZZ le origini" da cui ho compreso
>che
>> il jazz è reso "speciale" dallo "stile nero"(SOLO I NERI LO POSSEGGONO)

>...........omissis........


>
>Caro Cervetti (poi mi dirai anche il nome vero),
>non credo che Schuller abbia detto una cosa così riduttiva.
>Ti spiego perchè:
>il jazz nasce dall'incontro del nero-americano con la musica europea
>(attento, non la classica, l'europea che comprende il valzer ma anche le
>songs anglo-scozzesi di tradizione popolare e militare) e si caratterizza
>per "swing" (inteso come rapporto con il tempo), la spontaneità e la
>vitalità della produzione musicale (Improvvisazione) e dall'individualità
>del musicista.
>Non è allora riconducibile alla musica classica e i suoi grandi archi
>tensionali ma riflette un insieme di piccoli elementi tensionali che creano
>intensità, che vengono continuamente distrutti e ricostruiti.
>Quindi il punto fondamentale e che il jazz nasce dall'incontro tra il
>"bianco" e il "nero" e che quindi non ptrebbe esistere né come un dato di
>fatto solo afrcano né come un dato di fatto solo europeo.
>
>Ciao
>Massimiliano
>
>
>

Sallustio

unread,
Mar 12, 2001, 12:56:03 PM3/12/01
to
On 12 Mar 2001 17:21:56 +0100, "Gianni M. Gualberto"
<g...@israelmail.com> wrote:

> Non vedo perché il jazz non possa definirsi in qualche modo
> come la "musica colta" degli africani-americani...

Si hai ragione. Effettivamente mi sono espresso male nel mio
precedente messaggio e non volevo certo dire che il jazz non si una
musica colta: la mia era una risposta all'affermazione "il jazz è la
rilettura in chiave nera della musica classica europea" che è, a mio
avviso, sbagliatissima. Infatti, il jazz è "un genere" a se stante,
che con la musica classica a poco a che vedere. Come cercavo di
dimostrare non è che il jazz (alle origini, adesso ci sono già dei
punti in comune) abbia degli agganci con la musica classica, quindi
non si può affermare che "da essa discende" (in senso lato). Che poi
sia "la musica colta" degli africani-americani lo penso anche io, ma
non ho elementi a sufficenza per poterlo affermare con forza (a parte
il jazz non so se gli africani-americani abbiano qualche altra musica,
anche se non credo).

Sallustio

unread,
Mar 12, 2001, 12:57:18 PM3/12/01
to
On 12 Mar 2001 17:49:15 +0100, "Gianni M. Gualberto"
<g...@israelmail.com> wrote:

> ricondurre il jazz all'esperienza accademica europea (che è solo
> uno dei molteplici elementi fondanti dell'improvvisazione
> africana-americana) è assolutamente riduttivo e anti-storico.

Vedi mio precedente messaggio. Era quello che cercavo di dire.

Moreno Tassi

unread,
Mar 21, 2001, 3:27:03 PM3/21/01
to
Ciao! Campione!!
Vengo poi a sentirti suonare, per vedere se tutta la tua Sapienza è anche
degna della tua bravura ,perchè se così non fosse ,meriteresti di essere
preso in giro da qui all' eternità.Ti invito a riflettere molto ,ma molto
bene su ciò che affermi.
W WOODY SHAW;W FREDDY HUBBARD:::::

JazzDio <cerv...@libero.it> wrote in message

tbQl6.44937$k55.9...@news.infostrada.it...
> Penso che ciò che hai scritto sia molto stupido, Winton Marsalis porta
> avanti un progetto(di cui non ricordo il nome) che si pone il fine di
> proporre il vero, e solo, jazz originale. Questo è ovviamente segno di
> sensibilità, ha capito che il jazz stà subendo troppe modifiche e
> traslazioni, che portano fuori strada chi verso questa musica vuole
> orientarsi. inoltre marsalis ci dà un grande consiglio, quello di
continuare
> ad ascoltare e studiare Armstrong ed il dixieland, il vero inizio del
jazz!
> non si può intendere che il jazz si evolve in nuove forme lasciando da
parte
> le vecchie, i jazzisti be bop non avevano niente ne in più ne in meno di
> quelli dixieland anzi la cura del suono era maggiore. per me il vero
> equilibrio tra suono tecnica e buon gusto era stato raggiunto proprio
> all'inizio con il dixieland, le evoluzioni sucessive hanno sbilaciato
troppo
> il jazz, per questo è un paradosso dare del sorpassato ad un jazzista come
> marsalis.
> il vero jazz è quello dei battelli sul mississipi, e dopo aver ascoltato
> marsalis mi sono convinto che il vero jazz è solo quello suonato dai neri,
> io o tu bianchi potremmo arrivare vicino a suonare come loro ma non
> raggiungeremo mai la loro concezione di jazz! mai
>
> Jazzdio
>
> PS: comunque se ascoltavi attentamente, marsalis è capace di grandi
> virtuosismi ed inoltre gli arrangiamenti (scritti da lui) rispecchiavano
> molto il sound del jazz moderno sebbene riproponessero i vecchi pezzi
delle
> march'in band jazz di New Orleans. il jazz moderno è una vera merda
> confrontato con l'original! il jazz non è solo scale eseguite a velocità
> incredibili, anzi in qualsiasi genere musicale se non segui anche il tuo
> spirito e segui solo lo spartito non sei un musicista sei solo una
macchina
> un semplice traduttore!
> rispondevo al messaggio di alessio roman su marsalis, voi cosa ne
> pensate????
>
> non vi preoccupate non ho spezzato il mail, ma ho riportato la risposta in
> un nuovo messaggio
>
>
>
>


0 new messages