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Noci - Europa Festival Jazz

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Jack Frusciante

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to
Cerco urgentemente programma del suddetto festival che riapre quest'anno
credo a Giugno. Forse č piů interessante di Umbria Jazz. Attendo nuove.
Saluti.


--
Jack Frusciante
e-mail: jackg...@yahoo.com
ICQ # 34363069
My home page:
http://www.geocities.com/jackguitar
My Music Magazine:
http://www.musicboom.net

"Datemi le mie mazze da golf, un po'
d'aria fresca e una bella ragazza
e potete anche tenervi le mazze e l'aria fresca."

(Jack Benny)
--

Giorgio Occhipinti

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May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
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Jack Frusciante ha scritto:

> Cerco urgentemente programma del suddetto festival che riapre quest'anno

> credo a Giugno. Forse è più interessante di Umbria Jazz. Attendo nuove.


> Saluti.
>
> --
> Jack Frusciante
> e-mail: jackg...@yahoo.com
> ICQ # 34363069
> My home page:
> http://www.geocities.com/jackguitar
> My Music Magazine:
> http://www.musicboom.net
>
> "Datemi le mie mazze da golf, un po'
> d'aria fresca e una bella ragazza
> e potete anche tenervi le mazze e l'aria fresca."
>
> (Jack Benny)
> --

Eccolo:

Europa Jazz Festival di Noci
una vetrina per la musica di ricerca
Dal 6 al 9 luglio in Puglia torna la storica manifestazione
Una buona notizia per gli appassionati del jazz di ricerca,
dell’improvvisazione creativa e della musica di qualità: dopo due anni di
silenzio l’Europa Jazz Festival di Noci riapre i battenti nel 2000 con
un’edizione centrata su quanto di nuovo è emerso negli ultimi tempi “a Sud”
della scena italiana, senza rinunciare alla consueta serie di ospiti di
prestigio da tutta Europa (tra cui si segnala il ritorno del sassofonista
britannico Evan Parker, che fu protagonista delle prime edizioni del
festival). Come sottolinea il fondatore e animatore della manifestazione, il
poeta/musicista Vittorino Curci, “si trattava in un certo senso di
ricominciare da capo ritrovando le motivazioni forti di dieci anni fa,
quando l’Europa Jazz Festival (nato nel 1989 - ndr.) si affermò come
laboratorio della nuova musica europea tenendo a battesimo tante magnifiche
avventure, a cominciare dall’Italian Instabile Orchestra. Credo che ci sia
più che mai bisogno oggi di luoghi dove rilanciare la funzione della ricerca
musicale e la pratica dell’improvvisazione, che considero una forma ancora
molto viva e vitale”.
Decisivo per la rinascita della manifestazione, organizzata
dall’associazione Bosco delle Noci, è il sostegno dell’amministrazione
comunale nocese e della Provincia di Bari. Come sottolinea il senatore
Nicola Fusillo, presidente onorario dell’associazione promotrice, “nei suoi
anni migliori il Festival è stata una risorsa per tutto il territorio, un
fattore di sviluppo culturale e anche economico. E’ per questa ragione che
non ci siamo mai rassegnati alla sua scomparsa; e il sostegno che oggi ci
arriva da parte delle amministrazioni locali non può che confortarci”.
Appuntamento a Noci dunque, da giovedì 6 luglio a domenica 9 luglio: il
programma prevede quindici concerti in quattro giorni, distribuiti in linea
di massima in una fascia pomeridiana dedicata agli organici più ridotti (dal
solo al trio) e in concerti serali per i gruppi più ampi.
Si comincia nel pomeriggio di giovedì 6 luglio con uno dei più grandi
innovatori del contrabbasso, il tedesco Peter Kowald, da oltre trent’anni
attento esploratore del suo strumento e delle pratiche di ricerca musicale
più radicali: a Noci suonerà in duo con il giovane sassofonista milanese
Alessandro Bosetti, gettando così un ponte tra la generazione storica
dell’avanguardia europea e coloro che oggi ne stanno raccogliendo l’eredità.
Si tratta di un’inaugurazione del festival quanto mai esemplare, quasi una
dichiarazione d’intenti.
La serata del 6 luglio prevede due concerti dal taglio più etnico/popolare:
il quartetto vocale femminile delle Faraualla, gruppo barese da poco
approdato al primo disco per l'etichetta Amiata rielaborando varie
tradizioni polifoniche popolari (dai Balcani fino all’Africa) e, a seguire,
l’ultimo progetto di un grande “viaggiatore” della musica, il napoletano
Daniele Sepe, questa volta alle prese con un omaggio alla poesia e alla
musica di Victor Jara in compagnia dell’ex Inti Illimani Josè Seves.
Venerdì 7 luglio lo spazio pomeridiano è dedicato a un trio siciliano di
recente costituzione, il Trionacria, che vede l’incontro fra i sassofoni di
Gianni Gebbia (uno degli improvvisatori italiani più apprezzati in Europa) e
la tromba di Roy Paci (musicista eclettico e aperto a ogni esperienza, già
negli As Sikilli di Stefano Maltese ma anche, su un versante più popolare,
con i Mau Mau e con Manu Chao). Nella serata invece il pianista pugliese
Gianni Lenoci presenta il progetto Afrika Metropolitaine e si rivede il Meta
Quartet di Salis, Satta e Lay, quanto di meglio abbia prodotto il jazz sardo
negli ultimi vent’anni.
Sabato 8 luglio doppio l’appuntamento pomeridiano: un solo di Claudio Lugo,
sassofonista che trova sempre nuove, affascinanti strade per accostare la
musica alla poesia lavorando sul suono e sul senso, e un quartetto di
improvvisatori (Innarella, Fuchs, Tedeschi e Spera) che, a dispetto della
sua geometria quasi “classica”, promette molte sorprese. Anche la serata
dell’8 ha un cartellone nutrito: ben tre appuntamenti, con il solo del
sassofonista inglese John Butcher, un talento che si va imponendo con
autorità, il quartetto Zu, guidato da Roy Paci sulle strade di un “hardcore
jazz” durissimo e decisamente europeo, ed il progetto Koinè del sassofonista
barese Roberto Ottaviano.
Due proposte per il pomeriggio di domenica 9 luglio, ancora una volta nel
segno del confronto tra l’avanguardia storica e le nuove leve della ricerca
musicale. Si comincia dal pianista e compositore siciliano Giorgio
Occhipinti che presenta le “Cello Sequences” per due violoncelli. A seguire,
il Gruppo Romano Free Jazz, che nel 1966 fece sensazione sulla scena
artistica della capitale con la sua incendiaria “new thing” all’insegna
dell’improvvisazione: a farne rivivere i fasti sono oggi il trombonista
Giancarlo Schiaffini, il sassofonista Mario Schiano e il contrabbassista
Bruno Tommaso. Due proposte anche per la serata di domenica:
dall’Inghilterra il Foxes Fox Quartet di Evan Parker (forte di altri
veterani della scena jazz britannica come Steve Beresford e Louis Moholo), e
dall’Olanda l’Instant Composers’ Pool, un ottetto guidato dal pianista Misha
Mengelberg che schiera, tra l’altro, i talenti di Michael Moore, Tristan
Honsinger, Han Bennink.

Per informazioni:
tel. 080.4979978
fax 080.4972778
e-mail: v.c...@mclink.it

PROGRAMMA
Giovedì 6 luglio
Auditorium Scuola Media “Gallo” (ore 18,00)
BOSETTI / KOWALD - duo - (Italia - Germania)
- Alessandro BOSETTI (sax)
- Peter KOWALD (contrabbasso)
Piazza Garibaldi (ore 21,00)
FARAUALLA (Italia - USA)
- Gabriella SCHIAVONE (voce)
- Teresa VALLARELLA (voce)
- Shannon ANDERSON (voce)
- Rosa SORICE (voce)
- Pippo ‘Ark’ D’AMBROSIO (percussioni)
- Cesare PASTANELLA (percussioni)

DANIELE SEPE & JOSE’ SEVES - ART ENSEMBLE OF SOCCAVO (Italia - Cile)
“CONOSCI VICTOR JARA?”

Venerdì 7 luglio
Auditorium Scuola Media “Gallo” (ore 18,00)
TRIONACRIA (Italia)
- Roy PACI (tromba)
- Gianni GEBBIA (sax)
- Francesco CUSA (batteria)

Anfiteatro di Via Pio XII (ore 21,00)
GIANNI LENOCI AFRIKA METROPOLITAINE (Italia)
- Gianni LENOCI (pianoforte)
- Vittorio GALLO (sax)
- Vittorino CURCI (sax)
- Giuseppe MARIANI (tromba)
- Nicola PUNTILLO (sax)
- Vito Maria LAFORGIA (contrabbasso)
- Marcello MAGLIOCCHI (batteria)

META QUARTET (Italia)
- Sandro SATTA (sax)
- Antonello SALIS (pianoforte, fisarmonica)
- Riccardo LAY (contrabbasso)
- Fabrizio SPERA (batteria)

Sabato 8 luglio
Auditorium Scuola Media “Gallo” (ore 17,30)
CLAUDIO LUGO:
“POESIE D’ACQUA (E D’ARIA): LETTURE AL SAXOFONO” (Italia)
- Claudio LUGO (sax)

INNARELLA / TEDESCHI / SPERA TRIO + WOLFGANG FUCHS (Italia - Germania)
- Pasquale INNARELLA (corno - sax)
- Gianfranco TEDESCHI (contrabbasso)
- Fabrizio SPERA (batteria)
- Wolfgang FUCHS (sax - clarinetti)

Anfiteatro di Via Pio XII (ore 21,00)
JOHN BUTCHER - solo - (Inghilterra)
- John BUTCHER (sax)

ZU (Italia)
- Luca MAI (sax)
- Roy PACI (tromba)
- Massimo PUPILLO (basso elettrico)
- Jacopo BATTAGLIA (batteria)

ROBERTO OTTAVIANO KOINE’ (Italia)
- Roberto OTTAVIANO (sax)
- Diego CONTI (violino)
- Beppe CARUSO (trombone - tuba)
- Roberto CECCHETTO (chitarra elettrica)
- Roberto DANI (percussioni)

Domenica 9 luglio
Auditorium Scuola Media “Gallo” (ore 17,30)
GIORGIO OCCHIPINTI CELLOS SEQUENCES (Italia)
- Tiziana Agata Olga CAVALERI (violoncello)
- Vito AMATULLI (violoncello)

GRUPPO ROMANO FREE JAZZ 1966 (Italia)
- Mario SCHIANO (sax)
- Giancarlo SCHIAFFINI (trombone)
- Bruno TOMMASO (contrabbasso)

Anfiteatro di Via Pio XII (ore 21,00)
EVAN PARKER FOXES FOX QUARTET (Inghilterra - Sud Africa)
- Evan PARKER (sax)
- Steve BERESFORD (pianoforte)
- John EDWARDS (contrabbasso)
- Louis MOHOLO (batteria)

MISHA MENGELBERG INSTANT COMPOSERS POOL (Olanda)
- Misha MENGELBERG (pianoforte)
- Ab BAARS (sax)
- Michael MOORE (sax)
- Thomas HEBERER (tromba)
- Ernst GLERUM (contrabbasso)
- Tristan HONSINGER (violoncello)
- Joost BUIS (trombone)
- Han BENNINK (batteria)

gianni m. gualberto

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to

Sì, sono un razzista, lo devo dire: quando sento gli europei che parlano delle loro conquiste
culturali, dopo i secoli di sopraffazione (non solo culturale) che hanno imposto al mondo, mi vengono i
brividi. Mi vengono i brividi al pensiero che i buoni europei non si rassegnino alla triste (solo per loro)
realtà che, dal 1945 in poi, si sono avviati verso un bell'ocaso culturale. Con questo non voglio dire che
essi debbano rinunciare a esprimersi, dico solo che è ora che comincino a imparare dagli altri. I festival
come Noci invece mi sanno di trionfo dell'eurocentrismo: "ragioni forti", l'improvvisazione europea
sbandierata come un'icona (in realtà, il più delle volte, è uno straccio un po' sporco), il che
suona come il solito tentativo di apparire più interessanti e persino più legittimati a creare rispetto
agli africani-americani...
Sarà gusto polemico, ma questo sbandierare l'Europa come la solita culla della civiltà (ma che ne
potranno sapere di civiltà gli europei, loro che di solito hanno mortificato, calpestato, ucciso, colonizzato
quella degli altri?) è urtante, anzi urticante per chi europeo non è. Premesso che amerei sapere cosa
si intende per “hardcore jazz durissimo e decisamente europeo" (quel "decisamente" mi appare
violentemente politically uncorrect), mi chiedo dove è il progresso musicale europeo se ancora siamo
alle banalità informi e aggriccianti di Peter Kowald, al solito ritorno di un revenant come Misha
Mengelberg (bravo, per carità: sono un paio di decenni che ripete se stesso, pur con molta intelligenza
ed eleganza... Meglio Breuker, allora: nella sua previdibilità, è più imprevedibile)... E a proposito
di revenants: Gebbia, tanto per cambiare, il Gruppo Romano Free Jazz (che di incendiario ebbe ben poco salvo, nel 1966, l'imperizia dei suoi componenti, eccezion fatta per Giancarlo Schiaffini, ottimo
strumentista che da qualche secolo propone e ripropone la più vieta, vetusta, polverosa e accademica avanguardia conservatrice e reazionaria), Mario Schiano, persona adorabile in modo direttamente
proporzionale alla sua imperizia strumentale... E poi, Tristan Honsinger, Han Bennink... Certo, tutti
artisti rispettabili, che da qualche decennio propongono il proprio autoritratto, se non l'autocaricatura...
Lecito anche questo, per carità: non si può pretendere che degli artistino esercitino la rivoluzionarietà
per mestiere o per sollazzare i nostri desideri... Ma come si fa, allora, a blaterare contro gli africani-
americani "che suonano sempre la stessa cosa" (però lo fanno nell'idioma che hanno creato loro, senza
appropriazioni indebite), o contro quelli che "suonano sempre i soliti standard" (che fanno parte di
una tradizione ben solida, e non solo le pseudo-canzonette che alcuni cercano di spacciare), quando
qui si suona "la solita avanguardia" (fermo restando che già la parola avanguardia è un po' cretina
e impropria), si fanno le "solite sperimentazioni" (mutano gli abiti, ma lo scheletro è sempre lo
stesso), si invoca il "solito europeismo" fatto del "solito" miscelare ricerche vecchie di mezzi secoli,
ricordi culturali dei tempi pre-scolastici, "poetiche dell'urlo" che non sconvolgono più nessuno perché
forse è rimasto l'urlo ma la poetica è scomparsa da un bel pezzo...
Interessante è che se qualcuno facesse un festival di soli artisti americani verrebbe lapidato come
una sorta di razzista cretino; se si fa un festival di soli artisti europei, escludendo artatamente
(roba veramente reazionaria, che puzza di quel fascismo culturale che è così comune in Europa) i
creatori del linguaggio improvvisato nel Novecento, si passa per interessanti e stimolanti intellettuali...
Beh, permettetemi di dire che un'impostazione del genere è anti-storica, elitista, conservatrice da un
punto di vista ideologico. Sono mie opinioni personali, è ovvio... Personalmente, non ho nulla nei
confronti di Bennink o Mengelberg (sebbene "spompati" esattamente come tanti "young lions" o
"old lions" spesso criticati a vanvera), o altri ancora: musicisti creativi, che hanno già dato, ma che non
per questo non meritano rispetto. Merita meno rispetto, secondo me, chi crea per loro questi ghetti,
questi festival-ghetto, come se si trattasse di difendere dei panda, o delle "razze superiori" da chissà
quale contaminazione... Tutti europei fra di loro: che bello questo ghetto-lager dove manca il confronto
più creativo, quello fra diversi, non fra affini eomologhi... Di questo passo i musicisti europei finiranno
come i faraoni in Egitto, a sposarsi fra di loro: con prevedibili risultati...
Ribadisco, sono opinioni personali, che non inficiano il rispetto per la creatività di certi artisti
(sulla creatività di altri mi permetto di avere profondi e consolidati dubbi)... Ma lascia l'amaro in
bocca, lo ripeto, questo incontro per soli indo-europei, a dare quest'idea di una cultura orgogliosamente
arroccata in una torre d'avorio le cui crepe sono manifeste dai tempi di Mahler (at least...).

Gianni M. Gualberto

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ermes

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to

gianni m. gualberto <g...@israelmail.com> wrote in message
392aada3$1...@wwwnews.globalnews.it...
> alle banalità informi e aggriccianti di Peter Kowald.

Può essere più preciso nell'argomentazione di questa osservazione critica,
per favore?

Grazie
Ermes

gianni m. gualberto

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to

Sono anni che sento Peter Kowald reiterare una ricerca che, nella sua formazione del suono, è stata
già abbondantemente praticata nella musica accademica di area germanica. Molti esponenti della
Ruhr hanno sperimentato l'improvvisazione radicale, che è concezione ormai "passé", per
quanto mi riguarda. Penso che "repetita non juvant", e che alla lunga conduca alla banalità, come
tutto ciò che è reiterato con modifiche solo apparenti, non sostanziali. Come ho già detto, sono mie
opinioni personali, sebbene, in ambito accademico, quanto fatto da Kowald sia francamente
obsoleto. Senza voler fare paragoni forzati, e a titolo puramente personale, reputo il processo
compositivo/improvvisativo di Barry Guy -per rimanere in ambito europeo- assai più interessante e
creativo, tanto per fare un esempio. E nell'ambito del contestato (da me, per carità) festival di
Noci, l'unico artista che mi ispira autentico e riverente rispetto per la sua costante, incessante capacità
creativa di ricerca, è Evan Parker. Credo che, in definitiva, sia un tipo di ricerca che, purtroppo, alla
fine approdi a poco, nel senso di un radicale cambiamento evolutivo estetico (lo stesso potrei dire per
Allan Holdsworth), ma non posso non rispettare il demone che sembra possedere questi artisti, alla
costante ricerca di ostacoli da superare, e ostacoli sempre più fitti, difficili. Sono artisti che si
mettono costantemente alla prova. Non ne condivido l'estetica, ma ne ammiro e rispetto l'onestà
e l'integrità. Che è quanto più si avvicina all'Arte in una ricerca così difficile.

Gianni M. Gualberto

ermes

unread,
May 23, 2000, 3:00:00 AM5/23/00
to
Grazie per la risposta chiarificatrice, ma ritengo sommessamente che Kowald
non possa essere criticato facendo riferimento ai parametri della musica
accademica, ai quali egli è estraneo sotto il profilo della propria
formazione musicale, pur effettuando -come tutti gli improvvisatori
"consapevoli"- una ricerca molto attenta sui timbro e sul linguaggio
musicale alla quale non può essere aliena una certa frequentazione -
quantomeno sul piano dell'ascolto - delle tecniche esecutive appunto...
accademiche più innovative!
Inoltre mi sembra che notevole sia stata la sua evoluzione musicale tramite
esperienze con musicisti - extraeuropei! nel caso di Kowald l'accusa di
"eurocentrismo" mi pare poco pertinente!- che ben poco hanno a che fare con
l' Accademia con la A maiuscola (quali Sainkho Namtchylak, cantante
tuvana, purtoppo recentemente convertitasi alla new age, penso alle
collaborazioni con Butch Morris e Takeisha Kosugi- musicista accademico, ma
tra molte virgolette; con i giapponesi Seizan Matsuda - virtuoso dello
Shakouachi- o Kazue Sawai (grande kotoista, collaboratrice, fra l'altro, di
Juji Takahashi) o ancora con lo straodinario percussionista francovietnamita
Ninh Le Quan (di formazione accademica, certo, ma in grado di mettersi in
gioco anche con l'improvvisazione (che l'Accademia ha sempre ampiamente
osteggiato, salvi i casi in cui ha preteso di mantenere un qualche controllo
su di essa, vedasi Aus des sieben Tagen di Stockhausen).... e potremmo
continuare ancora!
Mi pare che Kowald abbia dato una apertura importantissima agli sviluppi
dell'improvvisazione, superandone le connaturali tendenze
autoconformistiche e autoreferenziali, al di fuori della ristretta cerchia
anglo-tedesco-neerlandese, in una direzione dunque non compromessa con
l'eurocentrismo cui Lei annette -non senza qualche ragione - una siffatta
protervia elitista... rispetto alla quale, peraltro, proprio l'Accademia
deve essere chiamata in correità.
Concordo comuque sulla statura superiore di Evan Parker e di Barry Guy.

Grazie per la risposta franca, giustificata ed obbiettiva.
Sarebbe bello continuare questa discussione...
Ermes


gianni m. gualberto <g...@israelmail.com> wrote in message

392ababb$1...@wwwnews.globalnews.it...

gianni m. gualberto

unread,
May 24, 2000, 3:00:00 AM5/24/00
to

Grazie per la risposta, da persona indubbiamente assai preparata e conscia delle proprie ragioni.
Non nascondo che vi possano essere, da parte mia, questioni di gusti, e puramente
personali, essendo poco propenso ad apprezzare certi corsi e ricorsi storici
dell'area culturale tedesca. Corsi e ricorsi che, alla fine, pur affascinanti, tendono
a proporre una visione dominatrice, da Sacro Romano Impero culturale: che si tratti
di cantanti siberiane o interpreti orientali, mi pare che la sperimentazione di
certi artisti tenda a essere assimilatrice, fondamentalmente poco collaborativa. Vi è,
da parte di interpreti come Kowald la curiosità algida dell'entomologo, abbinata a
una dimensione cooperativa che è più ideologica che naturalmente e idealmente sentita...
L'area neerlandese, come giustamente la definisce Lei, è per tradizione meno
accentratrice, più disgregativa, meno gerarchica, più anarchica se vogliamo... (vi è una tradizione politica libertaria, in Olanda, che è certamente meno opprimente di quella tedesca: in fin dei conti, persino
in un'area politicamente molto "marcata" come quella della Ruhr dove si trova Wuppertal, certe tradizioni
ideologiche, per quanto segnate da una eredità socialista, paiono lutulente e figlie di una Sinistra
hegeliana non ben digerita (pensi ai balletti di Pina Bausch, per quanto apprezzabili sia l'ispirazione
che li anima...): è più ironica, più giocosa e ludica. Ciò, agli occhi di alcuni, la fa deprezzare: e credo
che sia sbagliato. Dunque, è anche una questione di tradizioni culturali. Le mie mi inducono a
diffidare (ideologicamente e culturalmente) di interpreti come Kowald o come Peter Broetzmann, che
probabilmente non capisco o, addirittura, mi rifiuto di capire (ma se qualcosa da capire vi è...).
Diffido profondamente dell'eurocentrismo, che è residuo di un processo imperialista e colonialista e che
indica una sonora (è il caso di dirlo...) mancanza di autocritica. Diffido ancora di più quando
l'eurocentrismo fa la sua comparsa in un ambito idiomatico in cui il processo creativo è stato
messo essenzialmente in atto, a livello culturale come più concretamente linguistico, da popolazioni
extra-europee, che nel jazz (di ciò per l'appunto si tratta) hanno visto esattamente il contrario di
quanto alcuni vanno predicando: il jazz è stata una reazione all'imposizione della cultura europea, di
quella cultura che circolava fortemente negli Stati Uniti. Il jazz ribalta i concetti della cultura europea, pur
dovendone fare uso di taluni stilemi (per forza, trattandosi di un retaggio imposto con la forza). Il
jazz sbeffeggia il jeu perlé, gli arpeggi, i trilli terzinati, le strutture enfaticamente romantiche, il gusto
per le grandiose logiche architettoniche che -come nella Passacaglia dalla
Quarta Sinfonia di Brahms- nel dolersi della propria caducità si gongolano nell'elogio della propria
passata grandezza (grandezza che può dirsi solo europea, non esistendo per l'europea altra
cultura in grado di porsi vicino). Il jazz sbeffeggia il tocco (così caro alla musica pianistica eurocolta,
che ne ha fatto un vero e proprio oggetto di culto: legittimo, per carità. A ciascuno il suo), disdegna
l'omogeneità strumentale che è alla base di quella comunanza di famiglie sul cui dialogo si basa
il sinfonismo europeo; anzi, ogni strumentista deve possedere una sua radicale individualità... Sono
molteplici gli elementi che ci indicano come l'improvvisazione africana-americana tenda a sovvertire
le regole del gioco create dagli europei... Oggi assistiamo invece al lepenismo culturale di questi
festival in cui gli interpreti europei si incontrano, lontani da ogni possibile dialettica con quella
"alterità" che tanto li intimorisce ma da cui è nata l'arte di cui pretendono l'appropriazione, per un
"embrassons nous" onanistico e autorassicurante, residuo di una reazionarietà pericolosa e arrogante.
Insomma, per dirla volgarmente, se la cantano e se la suonano (male, in verità), cercando, da buoni
ex-colonialisti, di delegittimare gli extra-europei persino della loro originalità culturale, attribuendo
ad essa l'inconfondibile marchio DOC di un'influenza europea cercata a tutti i costi, anche a costo di
rimestare fra la spazzatura.
Opinioni personali, ribadisco.
Grazie mille, Ermes, per l'attenzione e per la cortesia. E per la puntuale e motivatissima
risposta, che certamente mi trova impreparato per -come ha visto- esacerbata diffidenza.
Certo, sono i razzismi all'incontrario, ne sono ben conscio.

Gianni

Jack Frusciante

unread,
May 25, 2000, 3:00:00 AM5/25/00
to
Sono contento che ci sia un po' di dibattito anche se i toni si sono subito
accesi, i due partiti sembrano ancora forti ... per quanto mi riguarda, come
dicevo altrove, io abito a 6 km da Noci e d'estate (da Giugno a Settembre)
me ne vado in campagna proprio tra Putignano e Noci e la sera riesco a
sentire la musica da 3 km lontano ... dunque questa è casa mia anche se per
trovare il programma ho dovuto scomodare Occhipinti (grazie!).
Cosa ne penso ?
Conosco poco Vittorino Curci, ma per quel poco che conosco lo stimo di meno,
nel senso che forse come dice Veschi dovrebbe imparare a suonare prima di
metetrsi a farlo, e negli ultimi anni è migliorato, perchè gli anni passati
era terribile :-) ad ogni modo il mio giudizio sulla musica che si fa a Noci
è ... in-formato nel senso che non le lo sono ancora formato per bene e ne
riparleremo a Luglio, devo dire che Gualberto ha espresso un giudizio
artistico le cui basi mi sembrano fondate e condivisibili, poi c'è la musica
... sapete il bello di questo ng è che l'approccio al jazz è differente per
tutti noi proprio perchè facciamo cose diverse, chi suona, chi scrive, chi
ascolta, chi produce, etc. per cui è sempre il caso di filtrare tutte le
opinioni con questa ottica, io ritengo che, progetto eurocentrico a parte,
andrò al festival (forse a piedi, a Luglio è un piacere) e mi godrò la
musica. Spero che riuscirà a comunicarmi emozioni, se sarà così sono
contento punto e basta.
Mi ritengo fortunato perchè abito a pochi minuti da un posto ove in genere
vengono da tutta Italia e non solo per ascoltare la musica, per cui sono
contento che quell'impedito di Curci ;-) sia riuscito a mettere
amministratori e politici daccordo (per questo gli altri anni non si è fatto
...) per continuare questa esperienza, bella o brutta ve lo dirò più in là.

Poi chi di voi volesse godersi questo angolo della Murgia lo faccia senza
remore, che qualche dritta gliela do io, sarà che sono nato e vissuto qui,
ma per me è il posto più bello del mondo, sole, natura, mare a venti minuti
(uno dei mari più belli d'Italia a detta di tutti), cibo sano e musica ...
che volete di più ?

Chi di voi dovesse decidere di venire non manchi di chiamarmi (0338-3607981)
perchè la posta d'estate la leggo raramente, il PC è a casa; io credo che mi
farò l'abbonamento a tutte le serate se non è proibitivo (se non riesco a a
farmelo avere gratisssss), per cui ...
Ciao

gianni m. gualberto

unread,
May 25, 2000, 3:00:00 AM5/25/00
to

Pur vivendo e lavorando a Milano, rivendico la mia sicilianità d'adozione, per cui invito a venire a Catania
e dintorni. Essendo mediorientale d'abitudini (l'unica che mi è stata preclusa è l'harem, ma in effetti non
me lo potevo neanche permettere, se non altro in base a quei versi ribaldi di Marziale che più o meno
recitavano così: "Tizio ha sette donne, che se ne farà che ha un cazzo solo"...), mi basta lo spettacolo
della Pescheria (oltretutto, i catanesi se la tirano meno dei palermitani, che hanno più pretese di nobiltà).
Anzi, visto che qui si discute animatamente, propongo uno scannamento anche su paradisi naturali
e altro. Io mi schiero contro la Murgia a favore, diciamo, ma va là, di Letojanni e dintorni... Attendo a
piè fermo molotov a favore di Pitigliano e colpi di baionetta pro-Abetone e squarciamenti per non
dimenticare la Valtellina... Propongo anche scontri acerrimi per chi è a favore del pecorino senese contro
chi invece sogna di rendere sapida la zuppa di fagioli con la 'nduja calabrese, nonché sbudellamenti
e smembramenti fra chi predilige il culatello e chi il salame di Felino...
Comunque, caro Jack, in Murgia ci verrei volentieri... Si beve bene? Si mangia bene? Ci sono orari
di vita civili che permettano la profonda pennica pomeridiana (uno fra i pochi residuati di civiltà, sebbene
in via d'estinzione)?

Gianni M. Gualberto


"Jack Frusciante" <jackg...@yahoo.com> wrote:
>Sono contento che ci sia un po' di dibattito anche se i toni si sono subito
>accesi, i due partiti sembrano ancora forti ... per quanto mi riguarda, come
>dicevo altrove, io abito a 6 km da Noci e d'estate (da Giugno a Settembre)
>me ne vado in campagna proprio tra Putignano e Noci e la sera riesco a
>sentire la musica da 3 km lontano ... dunque questa è casa mia anche se per
>trovare il programma ho dovuto scomodare Occhipinti (grazie!).
>Cosa ne penso ?
>Conosco poco Vittorino Curci, ma per quel poco che conosco lo stimo di meno,
>nel senso che forse come dice Veschi dovrebbe imparare a suonare prima di
>metetrsi a farlo, e negli ultimi anni è migliorato, perchè gli anni passati
>era terribile :-) ad ogni modo il mio giudizio sulla musica che si fa a Noci
>è ... in-formato nel senso che non le lo sono ancora formato per bene e ne
>riparleremo a Luglio, devo dire che Gualberto ha espresso un giudizio
>artistico le cui basi mi sembrano fondate e condivisibili, poi c'è la musica

>.... sapete il bello di questo ng è che l'approccio al jazz è differente per


>tutti noi proprio perchè facciamo cose diverse, chi suona, chi scrive, chi
>ascolta, chi produce, etc. per cui è sempre il caso di filtrare tutte le
>opinioni con questa ottica, io ritengo che, progetto eurocentrico a parte,
>andrò al festival (forse a piedi, a Luglio è un piacere) e mi godrò la
>musica. Spero che riuscirà a comunicarmi emozioni, se sarà così sono
>contento punto e basta.
>Mi ritengo fortunato perchè abito a pochi minuti da un posto ove in genere
>vengono da tutta Italia e non solo per ascoltare la musica, per cui sono
>contento che quell'impedito di Curci ;-) sia riuscito a mettere
>amministratori e politici daccordo (per questo gli altri anni non si è fatto

>....) per continuare questa esperienza, bella o brutta ve lo dirò più in là.


>
>Poi chi di voi volesse godersi questo angolo della Murgia lo faccia senza
>remore, che qualche dritta gliela do io, sarà che sono nato e vissuto qui,
>ma per me è il posto più bello del mondo, sole, natura, mare a venti minuti
>(uno dei mari più belli d'Italia a detta di tutti), cibo sano e musica ...
>che volete di più ?
>
>Chi di voi dovesse decidere di venire non manchi di chiamarmi (0338-3607981)
>perchè la posta d'estate la leggo raramente, il PC è a casa; io credo che mi
>farò l'abbonamento a tutte le serate se non è proibitivo (se non riesco a a
>farmelo avere gratisssss), per cui ...
>Ciao
>
>
>
>

Jack Frusciante

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to
Beh, caro Gianni,
devo dire che ognuno tira l'acqua al suo mulino ... qui si beve
*discretamente* anche se il buon vino non mancherebbe ma manca la cultura
del vino per cui al ristorante difficilmente trovi qualcuno che ne capisce e
ti da una bella bottiglia locale, ma a volte (e se paghi) ti può succedere.
Tipicamente occorre avere culo, e beccare il Primitivo di Turi, anche se se
ne fa in tutta la Puglia, specie a Manduria (TA) ed è un vino che quando
macchia una tovaglia non lascia scampo, l'ideale con i percochi (pesche
locali, esclusaivamente di qui direi). Ve lo immaginate il vino rosso con le
pesche ? Provateci. Oppure qualche bel vino bianco da bere coi piedi sotto
la tavola (stappare e bere immediatamente).
Di mangiare si mangia bene, anche qui ci vuole c ... ma diciamo che si può
essere più fortunati, e beccare tanti bei ristorantini, soprattutto quelli
che fanno cucina tipica pugliese, e stanno aumentando, dopo che per tanti
anni ci siamo sentiti chissà perchè in dovere di fare grande cucina solo con
le classiche portate italiane (specie del nord), ma adesso il vento del
naturale, del TE-BIO al contrario, ha restituito dignità alla cucina
regionale, e qui si mangia oltre che bene, SANO, per tradizioni alimentari
estremamente bilanciate in apporti nutritivi tra tutti i componenti base (la
famosa dieta mediterranea...). Verdure e orteggi freschi, frutta in
quantità, olio come se ne fa solo qui (e io modestamente faccio un olio coi
miei pochi ulivi, per niente acido, verde intenso e di un profumo ...),
carne locale (la bassa murgia è coltivata soprattutto per il pascolo più che
per il grano, che domina nella Alta Murgia). Insomma ce ne è per tutti.
Volendo andare a mare si va a Monopoli in macchina in 20 minuti (da Noci),
sulle rive dell'Adriatico, o sotto Taranto, all'altezza di Pulsano, in 40
minuti, a seconda di come tira il vento (un mare sarà agitato e l'altro
calmo ...). C'è un sole che spacca le pietre (infatti ci manca l'acqua ...),
che sono dappertutto e con cui abbiamo tirato su paesi interi senza un
grammo di cementi o malte dai tempi dei romani ed anche prima, e parieti, e
architettura ... c'è verde e colline da goderne, masserie da visitare, la
bellissima valle d'Itria, con l'asino più grande e poderoso del mondo,
l'asino murgiano, e i cavalli, l'ultima razza di cavalli realmente autoctona
... poi i paesi, Martina Franca, Locorotondo, Ostuni, Alberobello, le
magnifiche Grotte di Castellana, forse nemmeno seconde a quelle di Frasassi,
Conversano, Polignano a mare (visto che parliamo anche di musica, patria di
Mimmo Modugno) (e sede di un piccolo ma bel festival mainstream jazz ad
Agosto), insomma l'unica pecca vera sono I TRENI che da Bari in giù sono
delle Ferrovie del Sud Est e sono lentissimi, binario unico ... ma per il
resto sapendo dove andare c'è da vedere per un paio di settimane buone.
Basta una macchinetta e una prenotazione in un agriturismo qualsiasi, ce ne
sono tanti. Poi volendo esagerare uno si visita anche il Salento e sta in
pace col mondo.
Quanto alla pennica, quando cantano le cicale e non si muove un alito non si
può fare altro. Si dice anche da voi, la "controra" ? L'ora in cui non si
può fare altro che digerire tra sonno e veglia. E la sera, la vita. Per
tutti.
Beh, ho finito lo spot ;-) scusate mi sono dilungato troppo ...
Ciao !

gianni m. gualberto

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

Splendida e allettante descrizione (le pesche al vino sono la
mia passione: vino rosso con le "percoche" -così si
chiamano dalle mie parti- vino bianco con le pesche
bianche). Hai vinto tu: essendo un po' nomade, non
riuscirei, in fondo, a descrivere nessun posto così bene
come tu hai descritto quelle parti...
A presto (dalle tue parti... Se vuoi venire dalle mie, sei
il benvenuto).

Gianni M. Gualberto

>.... poi i paesi, Martina Franca, Locorotondo, Ostuni, Alberobello, le

Marco Bertoli

unread,
May 26, 2000, 3:00:00 AM5/26/00
to

"gianni m. gualberto" wrote:

> Splendida e allettante descrizione

E gia'. Io vivo a Milano, piemontese d'origine.

Che cosa posso opporvi, culinariamente? La "cassoeula", laboriosa da digerire
non meno che da pronunciare (immaginate: rigaglie di porco e verze) da una
parte, la "bagna cauda" dall'altra... Cibi, entrambi, tristi e brutali,
evocatori di climi malsani e gargantuesche flaulenze.

Burp, Marco


Jack Frusciante

unread,
May 28, 2000, 3:00:00 AM5/28/00
to

gianni m. gualberto <g...@israelmail.com> wrote in message
392e7306$1...@wwwnews.globalnews.it...

>
> Splendida e allettante descrizione (le pesche al vino sono la
> mia passione: vino rosso con le "percoche" -cosě si

> chiamano dalle mie parti- vino bianco con le pesche
> bianche).

eeeesattamente

> Hai vinto tu: essendo un po' nomade, non

> riuscirei, in fondo, a descrivere nessun posto cosě bene


> come tu hai descritto quelle parti...
> A presto (dalle tue parti... Se vuoi venire dalle mie, sei
> il benvenuto).
>
> Gianni M. Gualberto
>

Sono stato a Giardini nel 1996 per una settimana, girando per tutta la
Sicilia (Agrigento, Siracusa, Palermo, l'Etna e l'Alcantara ...) e un giorno
ci tornerň volentieri, pensate che per i soci Legambiente come me si puň
fare un campo di volontariato nel Parco dell'Etna con 350.000 lire tessera
Legambiente inclusa per chi non ce l'ha, vitto e alloggio per 2 settimane
tra fine Luglio e primi di Agosto a fare sorveglianza antincendio e pulizia
di alcuni sentieri (per chi ha voglia di fare un minimo di volontariato). Si
sta benissimo, si dorme in un rifugio a 2000 metri a 20 gradi a vista di
Catania, 2000 metri piů giů, dove ce ne sono 38. Ad ogni modo grazie
dell'invito, quando mi laureo ne approfitterň, questa estate sto di tesi, da
fine a Giungno a (mi auguro) Novembre.
Se vieni da queste parti fatti vivo, fra breve saluto tutti e me ne vado in
campagna e vi lascerň i miei recapiti.
Ciao

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