Il perché di questa domanda, scusami?
Valutare un "critico" non è così semplice come appare a molti (che, in
genere -e questo capita anche fra i musicisti, nonostante tutta la loro
enfasi sulla pratica musicale, cui spesso si accompagna una pratica della
cultura musicale e, vieppiù della cultura tout court, pari a zero- si basa
sul parametro della maggiore o minore concordanza del giudizio del critico
con il proprio), anche perché lo"scritto" può essere "traditore" (se uno
dovesse giudicare taluni dal loro modo di scrivere, ci sarebbe da mettersi
le mani nei capelli, oltre al fatto che si può, magari, essere ferratissimi
in teoria e poco o nulla in storia, conoscere eccellentemente la tecnica ma
non saperla analizzare in termini linguistici, ecc., ecc., ecc.)... In
questo luogo leggo spesso tirate contro la critica, ma in genere mi paiono
dettate soltanto dalla diversità di gusti personali, il che è
fondamentalmente iniquo.
Detto questo, Marco Crisostomi è, per come l'ho conosciuto (pur con fasi
alterne, siamo amci da molti anni, per cui il mio giudizio è probabilmente
"viziato"), un competente (specie in ambito hard-bop, essendo anch'egli un
"Blue Note addicted") e un appassionato (ha amato il jazz, per quanto ne so,
fin dalla più tenera età, essendo oltretutto figlio di un ottimo musicista
come Ettore Crisostomi), sebbene preferisca fare il recensore e, se
vogliamo, il "cronista", non avendo ambizioni né di storico né di musicologo
(credo che abbia altro, e di meglio, da fare) e non essendo perciò costretto
ad ingessarsi in determinati percorsi obbligatori di gusto od altro. Questo
non toglie che, pressoché sicuramente, egli avrà i suoi detrattori e i suoi
sostenitori: fra Destra e Sinistra, fra Guelfi e Gjibellini, fra buonafede e
malafede, noncé manicheismi varii, è difficile godere di valutazioni
equanimi in questo paese...
GMG
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Inviato via http://usenet.libero.it
SV
E chi č? Avessi almeno detto "Gualberto", allora sě...
Per tue informazione Crisostomi è stato per anni il responsabile del settore
jazz
di Millerecords, uno dei negozi in passato più forniti della capitale a cui
si rivolgevano numerosissimi jazz fans di tutta Italia, e attualmente si
occupa del settore jazz di Rai Sat.
Crisostomi è stato fino ad un paio di anni fa responsabile del settore
musica della rivista Audioreview incluso il jazz, sulla quale tutt'ora
scrive, di cui è attualmente caposervizio per il jazz.
Audioreview è una rivista che si rivolge al mercato degli audiofili e delle
apparecchiature Hi End, alta fedeltà del suono, di cui è la rivista leader.
E' commercialmente molto importante. Anzi la più importante rivista del
settore anche per i dischi.
Io compro Audioreview esclusivamente per le recensioni :-)
Massimo
Ho letto queste prime parole ed ho già capito che non hai inteso un cazzo
del mio post...
Succede di non capire...qualcuno invece pensa di capire sempre tutto e
sempre più di tutti gli altri..
saluti,
sv
Se sei di Milano ne comperiamo una in due! ;-P
(non e' vero: leggo le recensioni anch'io, quando la compero, ma ormai
lo faccio solo quando tratta qualche tematica tecnica che mi interessi
particolarmente)
--
SNAFU
NOTA BENE: per scrivermi cambia snuphoo con snafu
Semplice necessita' di "inquadrare" un recensore. Grazie per la risposta.
>
> Succede di non capire...qualcuno invece pensa di capire sempre tutto e
> sempre più di tutti gli altri...
Hai perfettamente ragione. Io rientro sicuramente tra questi.
>
> saluti,
>
> sv
SAS.