Il giorno mercoledì 1 luglio 2015 15:36:23 UTC+2, luzy reloaded ha scritto:
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http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-di-minerva/2015/06/24/news/un-appello-alla-stampa-responsabile-1.218531
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>Umberto Eco wrote:
>Mi sono molto divertito con la storia degli imbecilli del web. Per chi non >l'ha seguita, è apparso on line e su alcuni giornali che nel corso di una >cosiddetta "lectio magistralis" a Torino avrei detto che il web è pieno di >imbecilli. È falso. La "lectio" era su tutt'altro argomento, ma questo ci dice >come tra giornali e web le notizie circolino e si deformino.
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CUT
Si tenga però anche conto del fatto che grazie a internet è possibile risalire immediatamente alla fonte originale bypassando così il giornalista di turno.
https://www.youtube.com/watch?v=u10XGPuO3C4
In questo modo anche una eventuale rettifica dell'autore dovrà fare i conti con la fonte stessa che ormai (ermeneutica) è staccata dall'autore stesso. Il fatto poi che l'autore rettifichi, spieghi il senso, importa poco se non per chiedere scusa o spiegare a chi fa fatica a capire il linguaggio.
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> È giusto che la rete permetta di esprimersi anche a chi non dice cose >sensate, però l'eccesso di sciocchezze intasa le linee.
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Non c'è dubbio che gli esseri umani pur di dialogare, di stare insieme, dicano spesso tante cose stupide. Spesso capita che per non dire stupidaggini si usino i convenevoli, cioè una serie di frasi fatte. Per es. si parla del tempo nuvoloso, del grande freddo, del grande caldo ecc ecc.
Oppure si parla di calcio, del grande calciatore o del premio nobel.
Ogni pretesto è buono quindi per poter iniziare un dialogo, cioè iniziare una forma di comunicazione per stare insieme, stare in compagnia e non isolati.
Il soggetto che viene scelto quindi deve essere il più noto possibile, come il tempo atmosferico che tutti possono condividere, o la squadra nazionale di calcio o il famoso premio nobel.
Inoltre, grazie a tv e giornali sia il tempo che la squadra nazionale di calcio che il premio nobel diventano ancora più famosi. Quindi si va a condividere quello che la tv e i giornali gia diffondono quotidianamente.
Perfino persone appassionate di pianoforte che scrivono su questo ng, si sono trovare a dover dialogare su Lang Lang e questo perché la RAI ha trasmesso un suo concerto in diretta. Quindi il dialogo spesso nasce su soggetto comune,in modo che chiunque (anche una persona affetta da ritardo mentale lieve) sia in grado di riconoscere il soggetto (il topic) come noto.
Questo significa che fino a quando le persone si limitano a parlare del tempo non succede nulla. Se poi parlano della nazionale di calcio, pure ognuno ha la sua opinione e gli addetti ai lavori(allenatori) neppure intervengono sapendo che di calcio parlano tutti.
Quando poi il soggetto diventa un autore di romanzi ecco che c'è la possibilità che questi intervenga facendo notare come il suo pensiero sia stato distorto, interpretato male. E qui però non è chiaro se l'autore sia a conoscenza dell'ermeneutica filosofica o meno.
Il fatto che molte persone stiano lì a interpretare il discorso di un noto scrittore di narrativa implica che quello scrittore è noto OLTRE il pubblico dei propri lettori.
E questo avviene grazie alla tv, ai giornali, che prendono quell'autore e lo eleggono a oracolo. Quindi, appena le persone che neppure hanno mai letto nulla di quell'autore, capiscono che questi è un oracolo, ecco che lo ascoltano e intervengono.
Quindi sarebbe il caso di dividere tra i lettori dell'autore e i lettori dei giornali o di chi guarda la tv e vede in quell'autore un oracolo perché così viene trattato dai giornalisti tv e di carta stampata.
I personaggi politici ad esempio neppure fanno più caso a quello che si dice di loro, ben sapendo che sono talmente esposti da poter creare una enormità di opinioni.
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>E alcune scomposte reazioni che ho poi visto in rete confermano la mia >ragionevolissima tesi. Addirittura, qualcuno aveva riportato che secondo me in >rete hanno la stessa evidenza le opinioni di uno sciocco e quelle di un premio >Nobel, e subito si è diffusa viralmente una inutile discussione sul fatto che >io avessi preso o no il premio Nobel. Senza che nessuno andasse a consultare >Wikipedia. Questo per dire come si è inclini a parlare a vanvera.
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Allo stesso modo si parla del tempo, senza consultare le previsione, o della nazionale di calcio senza essere allenatori, o di Pippo Baudo o di altri. Il problema è la tv che crea dei personaggi. Questi personaggi sono noti a tutti e servono per avere un soggetto comune di cui poter parlare.
La tv unisce nella misura in cui espone tutti (o quasi) agli stessi stimoli. In questo modo oltre che del tempo atmosferico o di quello che succede nel paesino è possibile parlare di quello che si vede in tv.
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>Un utente normale della rete dovrebbe essere in grado di distinguere idee >sconnesse da idee ben articolate, ma non è sempre detto, e qui sorge il >problema del filtraggio, che non riguarda solo le opinioni espresse nei vari >blog o twitter, ma è questione drammaticamente urgente per tutti i siti web, >dove (e vorrei vedere chi ora protesta negandolo) si possono trovare sia cose >attendibili e utilissime, sia vaneggiamenti di ogni genere, denunce di >complotti inesistenti, negazionismi, razzismi, o anche solo notizie >culturalmente false, imprecise, abborracciate.
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Il cittadino sovrano è in grado di farsi la sua personale opinione. Che poi questa opinione non coincida con l'opinione di persone più colte non è un problema. Se si vuole aiutare il cittadino sovrano ad avere maggiore cultura, biosogna fare in modo tale da farlo studiare meglio a scuola. E' a scuola che si forma il cittadino (riguardo la cultura) e non altrove.
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>Come filtrare? Ciascuno di noi è capace di filtrare quando consulta siti che >riguardano temi di sua competenza, ma io per esempio proverei imbarazzo a >stabilire se un sito sulla teoria delle stringhe mi dica cose corrette o meno.
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In tv il filtraggio è sempre avvenuto ad opera dei partiti (censura) o degli editori. Su internet il filtraggio non è possibile perché chi immette i contenuti sono anche gli UTENTI stessi.
Tuttavia un filtraggio è presente sui siti MODERATI, come alcuni ng di Usenet o anche diversi siti dove c'è un webmaster.
Anche chi legge i giornali on line e poi interviene è sottoposto alla moderazione.
Quindi in molti casi il filtraggio esiste. Tuttavia bisogna capire che ognuno ha diritto di dire la sua opinione, come viene sancito nella Carta costituzionale.
E allora il filtraggio può ledere questo diritto costituzionale o diventare vera e propria diffamazione.
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>Nemmeno la scuola può educare al filtraggio perché anche gli insegnanti si >trovano nelle mie stesse condizioni, e un professore di greco può trovarsi >indifeso di fronte a un sito che parla di teoria delle catastrofi, o anche >solo della guerra dei trent'anni.
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Che ci siano professori incapaci di orientarsi tra le diverse discipline è vero. Ma gli stessi sapranno che esistono le rinomate enciclopedie on line come la Treccani, la Britannica,la utet. Quindi per orientarsi possono iniziare a studiare da questi articoli (che sono gli stessi che abbiamo sul supporto cartaceo)e leggere la bibliografia, consultare quindi questa per approfondimenti.
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> Rimane una sola soluzione. I giornali sono spesso succubi della rete, perché >ne raccolgono notizie e talora leggende, dando quindi voce al loro maggiore >concorrente - e facendolo sono sempre in ritardo su Internet. Dovrebbero >invece dedicare almeno due pagine ogni giorno all'analisi di siti web (così >come si fanno recensioni di libri o di film) indicando quelli virtuosi e >segnalando quelli che veicolano bufale o imprecisioni.
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Qui bisogna fare attenzione al reato di diffamazione. Abbiamo gia avuto il caso del giornalista Sallusti ad esempio. La stampa italiana è troppo compromessa con il potere politico ed economico per svolgere anche questa funzione. Lascio gia immaginare come un giornale della famiglia Berlusconi possa stare lì a diffamare siti di sinistra ad esempio.
E' solo la scuola che può insegnare la cultura, insegnare il pensiero critico, insegnare a vagliare le fonti ecc.
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>Sarebbe un immenso servizio reso al pubblico e forse anche un motivo per cui >molti navigatori in rete, che hanno iniziato a snobbare i giornali, tornino a >scorrerli ogni giorno.
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Le tv e i giornali di Berlusconi avrebbero tutto da guadagnare se si mettessero a svolgere una attività del genere.
I giornali e le tv non sono centri di ricerca, non sono centri universitari e quindi non hanno nessuna patente per poter svolgere una attività del genere. Inoltre la svolgerebbero contro diretti concorrenti.
Tutto quello che si può fare è formare bene a scuola il cittadino sovrano, in modo tale che sia in grado DA SOLO di capire se si trova difronte alla bufala o meno e di saper selezionare le fonti.
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> Naturalmente per affrontare questa impresa un giornale avrà bisogno di una >squadra di analisti, molti dei quali da trovare al di fuori della redazione. È >un'impresa certamente costosa, ma sarebbe culturalmente preziosa, e segnerebbe >l'inizio di una nuova funzione della stampa
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Azioni sistematiche del genere che vengono proposte sono anticostituzionali perché tendono a diffamare il libero pensiero.
Un conto è recensire un'opera d'arte altro è recensire la attendibilità di un sito o di un giornale.
Un giornale straniero potrebbe fare la stessa cosa in riferimento a diversi giornali italiani ad esempio.
Operazioni del genere fatte in modo sistematico e su vasta scala sono un vero e proprio atto di diffamazione. Non si tratta di censura perché chi diffama non ha il potere di bloccare la pubblicazione.