Vorrei chiedere alcune informazioni a chi conosce bene violini e
liutai di ogni dove e di ogni quando.
Io ho un violino fatto da Mario Girardi nel 1923.
Qualcuno di voi sa dirmi qualcosa riguardo questo liutaio? E' vero ciò
che mi dice il "liutaio cremonese" locale che un pezzo di quel liutaio
si valuta dai 12 ai 15 Megalire?
Grazie solamente a chi mi risponde ;)
Marco
--
Claudio Rampini Liutaio
http://space.tin.it/musica/claramp
http://www.angelfire.com/vt/violinmaker
Marco <marcoguz....@tin.it> wrote in message
370a6ac5...@194.243.154.18...
> Ciao a tutti!
>
> Vorrei chiedere alcune informazioni a chi conosce bene violini e
> liutai di ogni dove e di ogni quando.
> Io ho un violino fatto da Mario Girardi nel 1923.
> Qualcuno di voi sa dirmi qualcosa riguardo questo liutaio? E' vero ciň
>Non conosco il nome di questo liutaio, proverò a consultare meglio i "sacri
>testi". Comunque, se non si tratta dell'opera di un amatore e se lo
>strumento è fatto bene e secondo le regole, la cifra è più o meno quella che
>hai citato.
>Tientelo stretto. Ciao
E oltretutto (il liutaio mi corregga se sbaglio) quei 70 e passa anni
che ha possono solo aver fatto bene al legno (non si spiega altrimenti
com'e' che strumenti anche di fabbrica della fine 800 e inizio 900
suonino cosi' bene)
ciao
Francesco
________________________________________________________
se per qualche ragione questo messaggio non dovesse esservi arrivato,
avvertite "ross...@sincon.it" e vi sarà rispedito al piu' presto.
Francesco Rossetti <j...@lautensuite.bwv.995>
wrote in message 3
> E oltretutto (il liutaio mi corregga se sbaglio) quei 70 e passa anni
> che ha possono solo aver fatto bene al legno (non si spiega altrimenti
> com'e' che strumenti anche di fabbrica della fine 800 e inizio 900
> suonino cosi' bene)
>
> ciao
>
> Francesco
>
>
>
> ________________________________________________________
>
> se per qualche ragione questo messaggio non dovesse esservi arrivato,
> avvertite "ross...@sincon.it" e vi sarą rispedito al piu' presto.
>
>>Tientelo stretto. Ciao
Lo tengo sotto controllo come la sacra sindone :)
ho persino l'igrometro nella custodia
>E oltretutto (il liutaio mi corregga se sbaglio) quei 70 e passa anni
>che ha possono solo aver fatto bene al legno (non si spiega altrimenti
>com'e' che strumenti anche di fabbrica della fine 800 e inizio 900
>suonino cosi' bene)
Certo che no, non sbagli. L'ho portato a farlo restaurare questo
dicembre, poiché le due tavole superiori e inferiori si erano separate
e la catena aveva un po' ceduto. Ora ha una tale forza che nel sol
sembra quasi di sentire una viola. In più è suonabilissimo: entra
tutto in risonanza con decisione su ogni nota... quando suono il do#
basso trema anche il pavimento :))))))
I violini hanno questo pregio: più tempo passa meglio suonano. Questo
però a patto che li conservi bene, in un luogo non troppo secco, non
troppo umido, e che li suoni spesso. Come ere già stato detto nel ng,
se trascuri il violino ti fa il broncio e devi coccolarlo un po' prima
che ritorni allegro. Il mio violino lo comprò mia nonna negli anni '20
ad un prezzo di circa un milione (di adesso). Ora vale attorno i
13-15...
Il contrario vale per i pianoforti, che più tempo passa, peggio
diventano. Qualcuno sa spiegarmi qual'è la differenza tra la
stagionatura dei violini e l'invecchiamento dei pianoforti?
Ciao!
--
Claudio Rampini Liutaio
http://space.tin.it/musica/claramp
http://www.angelfire.com/vt/violinmaker
Marco <marcoguz....@tin.it> wrote in message
370e21c6...@194.243.154.18...
Marco wrote:
> ...
> Il contrario vale per i pianoforti, che più tempo passa, peggio
> diventano. Qualcuno sa spiegarmi qual'è la differenza tra la
> stagionatura dei violini e l'invecchiamento dei pianoforti?
>
> Ciao!
Ciao,
violino e pianoforte sono due strumenti molto diversi dal punto di vista
costruttivo. Il violino non possiede parti in movimento mentre il
pianoforte ne ha parecchie (la cosi` detta "meccanica"). La "meccanica"
e` un insieme di leve che necessariamente col passare del tempo e a
causa del continuo uso si rovinano come un qualunque sistema meccanico.
Ancora piu' facilmente si deteriora il feltro dei martelletti con
profonde conseguenze sulla produzione del suono. E` piu` corretto quindi
parlare piu` di usura che non di stagionatura. Con la dovuta e periodica
manutenzione comunque lo strumento regge bene.
Potrei riassumere citando il principio fondamentale dell'ingengneria:
"meno pezzi ci sono in un oggetto meno sono le possibili rotture" ;-).
Il violino, in questo senso, si avvicina alla perfezione: poche parti
composte in modo mirabile.
Magari l'amico G. Andreola puo` dirci qualcosa sulla stagionatura dei
flauti. Ho il sospetto che quanto detto per i violini valga anche i
flauti anche se il fiato dell'esecutore e' potenzialmente piu`
aggressivo verso lo strumento.
--
A. Alberto Rovelli (IBM Italia - Engineering Software Development)
e-mail: alberto...@it.ibm.com
phone: +39 600 4381
fax: +39 39 6005015
Per i flauti, come sapete, si usa perlopiu' il bosso (poi l'ebano, il
palissandro e per quelli rinascimentali anche l'acero o il ciliegio).
Il legno puo' essere usato dopo un'adeguata stagionatura (piu' o meno
calcolo il doppio degli anni rispetto allo spessore del blocco di legno: un
pezzo di 4x4x30 cm e' meglio che riposi per 8 anni circa).
Questo comunque non impedisce a un flauto in bosso di curvarsi (capita una
volta su 50).
Per preservare al meglio il legno, che appunto e' vittima degli sputacchi
del suonatore, nonche' della condensa che si forma ogniqualvolta lo si suona
in ambiente fresco, dopo averlo quasi ultimato, lo metto sott'olio.
Proprio come i funghi o le melanzane. Ho un bidone con 10 litri di olio di
mandorle dolci allungato con 3 litri di essenza di trementina. Qui si vanno
insaporendo i flauti che man mano vado terminando. Solo il becco rimane
all'asciutto: il canale dell'aria, se fosse unto, non assorbirebbe
l'umidita' del fiato. Ci stanno due o tre settimane. Dopodiche' li appendo
come panni a farli sgocciolare. Frizionati energicamente con un panno
assumono bei riflessi, senza avere quel brutto lucido dei flauti
commerciali.
La cosa curiosa e' che quando il flauto mi viene rimandato per la revisione
(dopo un anno di uso), lo spettacolo che mi si presenta e' quanto mai vario:
alcuni sembrano nuovi di zecca, altri hanno il becco e il blocco annerito
dalle muffe e dai funghi.
Frugando nel canale dell'aria trovo le solite bucce di cocomero, scarafaggi,
zoccoli di mulo, butillaggine ecc...
Probabilmente, oltre all'umidita' del luogo (Lodi e' un brutto posto per i
flauti, a Palermo invece si trovano benissimo) conta anche la composizione
chimica della saliva, diversa da persona a persona.
A un amico che ogni 2 mesi mi rimandava il flauto in stato pietoso, ho
consigliato un bell'Aulos in pura plastica, che non teme l'umidita' ne'
tampoco un lavaggio di acqua e sapone...
Ciao
Giacomo
>
>
>Per i flauti, come sapete, si usa perlopiu' il bosso (poi l'ebano, il
>palissandro e per quelli rinascimentali anche l'acero o il ciliegio).
>Il legno puo' essere usato dopo un'adeguata stagionatura (piu' o meno
>calcolo il doppio degli anni rispetto allo spessore del blocco di legno: un
>pezzo di 4x4x30 cm e' meglio che riposi per 8 anni circa).
Post come questi ti riconciliano con la vita.
Grazie.
Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA