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La Sinfonia Patetica: un Requiem per l'umanità?

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Giampaolo Bellavite

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Mar 31, 1999, 3:00:00 AM3/31/99
to

Ho lavorato diversi giorni dietro i vari libri che disponevo per tracciare
un'idea sufficientemente completa sulla Sinfonia n. 6, op. 74, di
Cajkovskij.
Mi ci sono messo d'impegno: considero quella Sinfonia il massimo
dell'espressione musicale cajkovskijana, nonché, per quanto mi è dato da
conoscere, la più bella e sincera espressione di un'anima disperata.
Ne è nato una specie di zibaldone sulla Sesta Sinfonia che trovate nel mio
sito: http://wwf.easynet.it/tchaikovsky, non so...

L'ho ascoltata infinite volte, in questi due anni da quando l'ho conosciuta:
a dir la verità, il primo impatto è stato deludente: il secondo movimento mi
annoiava, il quarto mi appariva sempre uguale e monotono. Salvavo solamente
l'impeto del primo e lo Scherzo. Chi lo immaginava che dopo sarebbe
risultata l'apoteosi, ovvero proprio quello che cercavo nella musica?

Posso dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni
intervento dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale significato
della sinfonia. Possiedo sette edizioni (cinque di Karajan, una di Abbado e
una di Giulini), un eccezione per la mia misera discoteca!

Cos'è che veramente mi affascina di questa sinfonia? Per quale motivo ne
sono così diabolicamente attratto? Anche quando la storia di Cajkovskij non
mi era nota, quando nulla sapevo circa lo stato psicologico dell'autore, dei
suoi sentimenti, della sua omosessualità... quella sinfonia aveva per me un
significato speciale. E' la musica dei disperati, di quelli che non si
arrendono, e che lottano fino in fondo, fino cioè che la Morte non decide di
intervenire, e a Lei ci si deve inchinare, con rispetto e devozione. E' la
musica dei diversi, di coloro che non sanno se accettare la propria
diversità, di quelli che gridano aiuto, ma non ottenendo nulla non possono
che soffrire e compiangersi, straziati da un dolore che sentono qua, nel
petto, ma che fisico non è, perché è tutta colpa di noi stessi, del nostro
vivere penoso e orribile, della nostra miserrima condizione.
Già come Leopardi, anche Cajkovskij sente l'irrimediabilità della condizione
umana: da chissà quali leggi divine veniamo gettati nella mischia
dell'umanità, e se siamo un attimo diversi, se godiamo di una sensibilità
diversa, se la pensiamo in maniera diversa, allora siamo destinati a
piangere e a lottare in una guerra senza senso.
Siamo destinati all'emarginazione, alla nullità, alla solitudine.

La tempesta psicologica del primo movimento, che ci spaventa a circa nove
minuti dall'inizio, è preceduta da un lamento tenace e costante: significa
che la nostra guerra contro l'umanità non è desiderata, ma è obbligatoria!
Non possiamo fare nulla che non violentare e violentarci, loro che ci
disprezzano e noi che li odiamo! Ci sono alcune battute del primo tempo che
lo senti cosa ti accade: vieni travolto, trascinato dal grido impetuoso
della tua disperazione, e sei portato al combattimento e ad urlare di
dolore. Ironico, suona il finale, timido sussurro di speranza, a noi che
siamo consapevoli che di speranze non ce n'è mai state.

Vivi la tua vita e prosegui oltre. Ignora e sii felice della tua condizione:
la solitudine sia la tua dama nel valzer del secondo movimento, una danza
sospesa tra l'indifferenza ai tuoi problemi e l'inquietudine per la loro
ombra.

Oppure, sforzandosi, è possibile marciare con la violenta e obbligata
allegria dello Scherzo? Otterremo solo una terrificante vivacissima festa,
tanto gioiosa quanto lo è la sua inutilità, la sua inefficacia.

No, no: la fine è quella che conosciamo tutti, per noi non è possibile
fingere e danzare e ridere e lottare. Ecco quindi il finale. Quell'ultimo
movimento, dove calpestati dalla morte ci contorciamo nervosamente come
vermi schiacciati, istintivamente cerchiamo di fuggire, ma crolliamo a
terra, tramortiti, stramazzati, l'unico dolore è il nostro respiro, la
nostra tragedia che è insita nella nostra vita, la vita che trova soluzione
nella lunga, lenta e spietata morte.
Questa musica ti scava dentro, elimina i veli dal marcio della nostra anima,
mostrandoci che là sotto, in fondo, nell'angolo che tutti vogliamo
nascondere, un abisso di tenebra piano piano si allarga per divorare la
nostra vita. Nulla. Niente. Nemmeno la fede può evitarci tutto questo. Siamo
uomini.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----
"Conigli sotto la luna" è un bellissimo racconto di Dino Buzzati. Lo trovate
nel sito di http://wwf.easynet.it/tchaikovsky nella sezione Parole.
----
[ http://wwf.easynet.it/tchaikovsky | http://wwf.easynet.it ]


Marco Marcelli

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
> Possiedo sette edizioni (cinque di Karajan, una di Abbado e
> una di Giulini), un eccezione per la mia misera discoteca!

Kaspita, e meno male che Karajan te lo suggerii io !!!! :-)))))))))))


> Cos'è che veramente mi affascina di questa sinfonia? Per quale motivo ne
> sono così diabolicamente attratto?

Ma perche' e' di Ciaikowski, e' chiaro! Fosse stata di Mozart - a parita' di
tutto il resto - l'avresti stroncata senza pieta'! :-))

> E' la musica dei disperati, di quelli che non si
> arrendono, e che lottano fino in fondo, fino cioè che la Morte non decide di
> intervenire, e a Lei ci si deve inchinare, con rispetto e devozione.

No, qui non sono d'accordo.
L'adagio lugubre e' uno dei brani musicali piu' agghiaccianti che mai musicista
abbia partorito (il solo Lacrymosa del Requiem mozartiano e' altrettanto
atrocemente disperato): lugubre, disperato, rigorosamente da evitare in giornate
di pur lieve depressione psicologica.
E' un brano che ti "fa sentire" la fine, ma NON come risultato ultimo di una
battaglia contro il destino, bensi' come qualcosa di ineluttabile, contro cui
neppure vale la pena di combattere.
Descrive la disperazione piu' cupa, piu' senza speranza, e del resto non e'
ragionevole attendersi altro da chi aveva gia' deciso di por fine alla propria
esistenza.

> E' la
> musica dei diversi, di coloro che non sanno se accettare la propria
> diversità,

No, non mi pare. Lo dici perche' gia' conosci i motivi che lo hanno ispirato, ma
da questa musica non si evincono diversita' di sorta.
IMHO, of course.


> perché è tutta colpa di noi stessi, del nostro
> vivere penoso e orribile, della nostra miserrima condizione.

Ciaikowski era ricco e privilegiato, dunque tanto miserrima, la sua condizione,
non mi pare.
Quanto al lato psicologico della miseria, beh, anche li credo ci fosse ben di
peggio: prova a chiederlo ad un contadino siberiano del tempo.....!
Ciaikowski aveva dei problemi personali, e sono certo che se ne infischiasse
allegramente dei "problemi dell'Umanita'". Semplicemente, non ne aveva il tempo,
per occuparsene.

> Già come Leopardi, anche Cajkovskij sente l'irrimediabilità della condizione
> umana: da chissà quali leggi divine veniamo gettati nella mischia
> dell'umanità

Tutta questa ricerca psicologica da parte di Piotr Ilic onestamente non ce la
sento.
E' ben vero che la sua sesta sinfonia e' il suo testamento spirituale, ma non
riesco a vedere tracce simili nelle altre composizioni (tranne forse che nella
"Serenade malinchonique").
Brani come le sue sinfonie 1 e 2 o come i suoi concerti per violino o pianoforte
mi paiono sinceramente molto "classici", direi quasi "banali" nel loro messaggio
musicale.

Giampaolo, sei sicuro che, fra un po', al Piotr Ilic non farai anche inventare
la Teoria della Relativita' ?!?!?!?!? :-))))))))

--

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Marco Marcelli - Genova
E-Mail1: marco.m...@elsag.it [ufficio]
E-Mail2: marc...@money.it [casa]
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Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
Marco Marcelli <marco.m...@elsag.it> scrive:

>Kaspita, e meno male che Karajan te lo suggerii io !!!! :-)))))))))))

Tsk! Tsk! Herbert č stato il mio eroe sin dall'inizio, da quando cioč ho
ascoltato le nove sinfonie di Ludvig dirette da lui!

>> E' la musica dei disperati, di quelli che non si

>> arrendono, e che lottano fino in fondo, fino cioč che la Morte non decide


di
>> intervenire, e a Lei ci si deve inchinare, con rispetto e devozione.

>No, qui non sono d'accordo.

E ti pareva che il tuo ottimismo (ĢDi tutti i presagi sinistri, il pių
grave, il pių infallibile č l'ottimismoģ :-) non dovesse PER FORZA trovare
qualcosa che non andava! E poi non mi sembra che quello che poni sia in
disaccordo con quello che ho scritto :-)

>L'adagio lugubre e' uno dei brani musicali piu' agghiaccianti che mai
musicista
>abbia partorito (il solo Lacrymosa del Requiem mozartiano e' altrettanto
>atrocemente disperato): lugubre, disperato, rigorosamente da evitare in
giornate
>di pur lieve depressione psicologica.

Ho detto forse il contrario?

>E' un brano che ti "fa sentire" la fine, ma NON come risultato ultimo di
una
>battaglia contro il destino, bensi' come qualcosa di ineluttabile, contro
cui
>neppure vale la pena di combattere.

Ma scusa, nei tre brani precedenti non riesci a vedere forse un tentativo di
riuscire? Non vedi forse un disperato combattimento? Una tempesta interiore?
Se il brano si pone alla fine della sinfonia, č perché č una conclusione, un
risultato (o meglio, un non-risultato) terminale!

>Descrive la disperazione piu' cupa, piu' senza speranza, e del resto non e'
>ragionevole attendersi altro da chi aveva gia' deciso di por fine alla
propria
>esistenza.

Su cosa allora non sei d'accordo?

>> E' la
>> musica dei diversi, di coloro che non sanno se accettare la propria

>> diversitā,


>No, non mi pare. Lo dici perche' gia' conosci i motivi che lo hanno
ispirato, ma
>da questa musica non si evincono diversita' di sorta.

Le evinci non appena conosci i motivi che lo hanno ispirato! Risulta tutto
molto pių chiaro!

>> perché č tutta colpa di noi stessi, del nostro


>> vivere penoso e orribile, della nostra miserrima condizione.

>Ciaikowski era ricco e privilegiato, dunque tanto miserrima, la sua
condizione,
>non mi pare.
>Quanto al lato psicologico della miseria, beh, anche li credo ci fosse ben
di
>peggio: prova a chiederlo ad un contadino siberiano del tempo.....!

Beato te che non comprendi come la sofferenza vada oltre l'aspetto materiale
della vita! Se il dolore č intenso, non ci sono paragoni, cause, motivazioni
che lo possano alleggerire: alcuni uomini sono destinati a soffrire pių di
altri. Quanto sia giusto questo, ce lo deve spiegare il Peruginelli!

>Ciaikowski aveva dei problemi personali, e sono certo che se ne
infischiasse
>allegramente dei "problemi dell'Umanita'". Semplicemente, non ne aveva il
tempo,
>per occuparsene.

In parte č cosė: ma perché consideri cosė sbagliato utilizzare la sua
esperienza personale per trarre delle conclusioni pių ampie? Il suo intento
non aveva certo risvolti filosofici o assoluti, anzi, sappiamo tutti che la
sua musica č strettamente personale: il suo č perō un messaggio estremo, lui
č certo quello che pių di altri si puō considerare diverso, e non tanto per
la sua sessualitā, ma piuttosto per il suo modo catastrofico di porsi nei
confronti di essa. E non tanto per la sua poetica, ma per l'impetuosa
rivalsa che essa ha avuto nella sua musica.

Possiamo vedere in lui il punto estremo della sofferenza, e da lė porci
domande meno lontane da noi, come ad esempio alcune conclusioni sulla
freddezza e sulla crudeltā della societā umana, o ancora alcune
considerazioni sulla sofferenza della morte.

>Tutta questa ricerca psicologica da parte di Piotr Ilic onestamente non ce
la
>sento.

La musica č lo strumento che Cajkovskij ha utilizzato per esprimere il suo
tormento: inconsciamente, noi uomini siamo fatti da cercare di chiarirci i
nostri problemi, materializzandoli - sotto forma di poesia, come Leopardi,
sotto forma di musica, come Cajkovskij.
La ricerca psicologica non va vista come un'intento o un fine, ma come una
conseguenza!

>E' ben vero che la sua sesta sinfonia e' il suo testamento spirituale, ma
non
>riesco a vedere tracce simili nelle altre composizioni (tranne forse che
nella
>"Serenade malinchonique").

No, infatti, il mio paragone con Leopardi era limitato a questa sinfonia. E
sia ben chiaro che ci sono infinite differenze fra i due, ma per quanto mi č
dato di conoscere Leopardi č quello che, sotto certi aspetti, ha centrato il
bersaglio allo stesso modo di Cajkovskij.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

ĢAdesso vado a far volare gli aquiloni. Č la mia nuova passione.
A quarantasei anni!!! Ma che aquiloni meravigliosi!!!
Con le raganelle!!!ģ Peter Ilyich Tchaikovsky (1840-1893)

Marco Marcelli

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
> >Kaspita, e meno male che Karajan te lo suggerii io !!!! :-)))))))))))
>
> Tsk! Tsk! Herbert è stato il mio eroe sin dall'inizio, da quando cioè ho

> ascoltato le nove sinfonie di Ludvig dirette da lui!
>

Ludwig Van Ciaikowski ??? :-))

> E ti pareva che il tuo ottimismo («Di tutti i presagi sinistri, il più
> grave, il più infallibile è l'ottimismo» :-) non dovesse PER FORZA trovare
> qualcosa che non andava!

SGRUNT, una volta per tutte: saro' anche foriero di sinistri e gravi presagi, ma a me il rodermi
il fegato per qualcosa su cui non posso farci nulla e che magari mi creo io con le mie paranoie
{pfui, mi fai anche costruire una sintassi terribile!} NON MI VA !!!!!
A me piace vivere, giocare, le donne (mia moglie in primis, of course!), i computers, la musica,
la gioia, l'allegria...... e se l'Umanita' decide di autodistruggersi, come in fondo sta
pervicacemente tentando di fare, beh, visto che non posso farci niente, SI ARRANGI !!!!

> E poi non mi sembra che quello che poni sia in
> disaccordo con quello che ho scritto :-)
>

E' in disaccordo sulle cause, non sugli effetti.
Non vedo nessuna "lotta titanica" alla moda beethoveniana contro il destino, ma solo le grane di
un singolo individuo - molto, ma molto piu' fortunato di tanti altri - alla fine emarginato per
un suo "vizietto".
E solo nella Patetica, e NON nelle altre composizioni ciaikowskiane.

> Ma scusa, nei tre brani precedenti non riesci a vedere forse un tentativo di
> riuscire?

No.

> Non vedi forse un disperato combattimento?

No.

> Una tempesta interiore?

No. Vedo semmai il dispiegarsi, in pochi minuti, della sua vita passata.
Sai che si dice che quando uno sta per morire ripercorre in una frazione di secondo tutta la sua
vita? Ebbene, Ciaikowski ha fatto questo, solo un po' piu' coscientemente di altri, tanto da
poterlo mettere in musica.

E se ho ragione io, questo NON sminuisce affatto la grandiosita' della sesta sinfonia !!!!


> Su cosa allora non sei d'accordo?

Te l'ho detto: sulla tua interpretazione delle cause.
Per la tua forma mentis a te piacerebbe che fosse come dici tu, ma (secondo il mio modesto
parere, e' ovvio) e' appunto una forzatura di cause assai piu' banali, che comunque - ripeto -
non diminuiscono ne' l'importanza ne' la bellezza delle opere del nostro.


> Le evinci non appena conosci i motivi che lo hanno ispirato! Risulta tutto

> molto più chiaro!

E' un po' come se tu leggessi un giallo di Perry Mason e, come prima cosa, andassi a vedere chi
e' ol colpevole....


> Beato te che non comprendi come la sofferenza vada oltre l'aspetto materiale
> della vita!

Ero certo che avresti frainteso.
La condizione misera, come poi specifico piu' tardi, puo' essere materiale o spirituale.
Sulla materialita' non si discute, con la Von Meck che lo copriva d'oro, sulla spiritualita' -
insisto! - egli lottava solo con se' stesso, e NON con le "forze del Destino".......

> Se il dolore è intenso, non ci sono paragoni, cause, motivazioni
> che lo possano alleggerire: alcuni uomini sono destinati a soffrire più di


> altri. Quanto sia giusto questo, ce lo deve spiegare il Peruginelli!

?!?!?!?!?!?
Che c'entra il Giulio ?!?!?!
E comunque non sono d'accordo neppure su questo. Il tempo - si dice - lenisce ogni piaga.
Ed e' vero.


> In parte è così: ma perché consideri così sbagliato utilizzare la sua
> esperienza personale per trarre delle conclusioni più ampie?

Vedi che allora te ne rendi conto anche tu?
E non e' "sbagliato" usare la sua esperienza per trarre conclusioni piu' ampie: e' *pretestuoso*.

Cioe', detto in altri termini, non c'entra un tubo. :-)

> Possiamo vedere in lui il punto estremo della sofferenza, e da lì porci


> domande meno lontane da noi, come ad esempio alcune conclusioni sulla

> freddezza e sulla crudeltà della società umana, o ancora alcune


> considerazioni sulla sofferenza della morte.

Ma se tu vuoi vedere QUESTO nella Musica ed in un Musicista, guarda ANCHE e SOPRATTUTTO ad altri
!!!!
Beethoven, in primis, ma perche' no Schumann o Schubert???


> La musica è lo strumento che Cajkovskij ha utilizzato per esprimere il suo
> tormento

Naturale, era musicista. Il problema e' che questo concetto potremmo, volendo, applicarlo
SOLAMENTE alla Sesta sinfonia: come fai a dirmi che la Quinta, ad esempio, con quel finale
volutamente strappa-applausi, dia le stesse sensazioni?
Come puoi dirlo dei due concerti per piano o di quello per violino ?!?!?

Scusami se te lo dico, non prendertela a male, ma la mia sensazione e' che tu voglia adattare
Ciaikowski alle tue idee piuttosto che fare il contrario.

Hello, e canta con Cochi & Renato: "La vita l'e' bela...."

Luca Logi

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
Giampaolo Bellavite <bell...@easynet.it> wrote:

> Posso dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni
> intervento dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale significato
> della sinfonia.

Sicuro di non aver perso un po' il contatto con la realta'?


--------------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)

Cesare Simonetti

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
On Thu, 1 Apr 1999 12:19:51 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>(«Di tutti i presagi sinistri, il più grave, il più infallibile è l'ottimismo»

Bellisssima !!!!

E' tua ???


Cesare Simonetti
GENOVA PROFONDA

Un pescatore (di primavera)

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:

> Sicuro di non aver perso un po' il contatto con la realta'?

Certe volte è la cosa migliore che mi possa capitare.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

Se volete, potete contattarmi su ICQ al numero 6663743

Un pescatore (di primavera)

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
Cesare Simonetti <hal...@split.it> scrive:

> >(«Di tutti i presagi sinistri, il più grave, il più infallibile è
l'ottimismo»
>
> Bellisssima !!!!
>
> E' tua ???

Tsk! Ti pare alla mia età che io mi metta a scrivere cose così
intelligenti?? :-)
E' una massima di un giornalista francese dell'Ottocento, che sconosciuto ai
più: Girardin.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

E' nato un nuovo sito sulla musica e sul pensiero: il sito di Peter Iliych
Tchaikovsky.

Luca Logi

unread,
Apr 1, 1999, 3:00:00 AM4/1/99
to
Un pescatore (di primavera) <bell...@easynet.it> wrote:

> Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:
> > Sicuro di non aver perso un po' il contatto con la realta'?
>
> Certe volte è la cosa migliore che mi possa capitare.

No, ho solo l'impressione che la tua conoscenza assoluta, integrale e
minuziosa dell'opera in questione non reggerebbe a quattro minuti di
interrogazione.... (per esempio, chi suona la prima nota?)

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:

> > Certe volte è la cosa migliore che mi possa capitare.
>
> No,

Come no: sì!

> ho solo l'impressione che la tua conoscenza assoluta, integrale e
> minuziosa dell'opera in questione non reggerebbe a quattro minuti di
> interrogazione.... (per esempio, chi suona la prima nota?)

Intendi dire che si può interrogare una persona pure su una Sinfonia? Che
schifo! Ho fatto bene a non scegliere il conservatorio!

Uno: conoscenza assoluta, integrale e minuziosa? Mi dici da dove arriva
quest'idea?

Due: non capisco il senso del tuo intervento. Vuoi dimostrarmi che quello
che ho scritto NON lo penso? Che è un'invenzione che io pensi quelle cose?
Oppure, come al solito, mi accusate di NON saper interpretare una Sinfonia,
di non saper leggerla, di NON volerle dare il significato corretto?

Che ne sapete, voi? Pensate che saper distinguere un RE da un MI o che dare
il significato ad un'ottava, o che conoscere l'opera omnia di Beethoven, o
che saper suonare un violino piuttosto che un flauto o un contrabbasso... vi
elevi a tal punto da giudicare con tanta saggezza l'amore di un
diccianovenne per la musica?

Oppure pensate che la vostra perfetta conoscenza sulla forma vi possa
davvero rendere chiaro il significato della sostanza?

Ditemelo, perché certe volte non vi capisco: pare che proviate un desiderio
molto forte a voler distruggere i sogni, le speranze e il conforto che trovo
nella musica. E se invece non è così, e sono solo io che non sono in grado
di accettare delle critiche, vi chiedo di perdonarmi, giacché mi trovo in
un'età che il mondo, se ieri mi sembrava chiaro e luminoso, oggi mi sembra
incomprensibile ed oscuro.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

E' nato un nuovo sito sulla musica e sul pensiero: il sito di Peter Iliych
Tchaikovsky.

KLAUS

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Il Fri, 2 Apr 1999 09:10:25 +0200, "Giampaolo Bellavite" <bell...@easynet.it>
ha scritto:

>Che ne sapete, voi? Pensate che ...
> ...snip...
>....vi elevi a tal punto da giudicare con tanta saggezza l'amore di un
>diccianovenne per la musica?
>....pare che proviate un desiderio


>molto forte a voler distruggere i sogni, le speranze e il conforto che trovo

>nella musica....
Questo thread é molto simile a quello tra Giacomo e Giulio sulla Mullova.
Al di lá del merito, parlando del metodo, vedo uno scontro generazionale che puó
essere incanalato bene (se lo scambio é bidirezionale) o male (tu penseresti che
lui sia paternalista, lui penserebbe che tu sia impulsivo e superficiale).
Io vorrei contribuire per farlo incanalare bene.
Allora, per prima cosa, pensiamo alla valutazione di un'opera musicale, e agli
aspetti (alcuni: sarei un prof. se li potessi sapere tutti) da prendere in
considerazione (l'ordine é volutamente alfabetico):

agogica armonia comunicativitá cronologia dinamica equilibrio
estetica forma innovazione ispirazione melodia omogeneitá ritmo
spontaneitá stile strumentazione strutturalismo ecc. ecc.

ora, tra questi aspetti, mi sembra che un ascoltatore con scarse conoscenze di
teoria musicale (come tu dichiari di essere) non possa apprezzare (o
disprezzare) aspetti quali, che ne so, strutturalismo, forma, armonia, e possa
invece (per fortuna) apprezzare che ne so, comunicativitá, ispirazione,
spontaneitá, stile ecc.

Allora capiri come sia azzardato emettere dei giudizi categorici su certe
composizioni, ignorando aspetti anche molto importanti, in alcuni casi, per
certi compositori, fondamentali.
É altrettanto possibile che ottimi insegnanti di teoria musicale (non mi
riferisco né a Luca né a Giacomo) possano poi perdere aspetti molto importanti
anch'essi, ma che non si possono imparare a scuola.

Capiranno anche i "teorici" con qualche annetto in piú di studi e di esperienze
al loro attivo, che l'esuberanza giovanile spesso travalica l'aspetto razionale
(per fortuna) per esprimere quell'energia che spesso ci fa invidiare "i bei
tempi" della nostra adolescenza.

Un augurio a tutti: ai _saggi_ di perdonare la scapigliatura degli uni, e ai
_romantici_ di perdonare la razionalitá degli altri.

Talvolta non ci rendiamo conto di quanto sia bello vivere (e ascoltare musica).
Solo se ci capita un raffreddore, una slogatura, una multa, qualcosa che turba
le nostre belle vite (ehehehe) , allora ci rendiamo conto di come fossimo felici
_prima_.

Dobbiamo imparare ad essere consapevoli della felicitá, oppure ad apprezzare la
mancanza di dolore, il ché é lo stesso.
O no ?

Allegri !
=============================================================
Io sono razionalista, o per dirla non soltanto in
termini teosofici, ma anche filosofici, realista,
non meno che idealista; ovvero, in termini psicologici,
non meno empirista che metafisico; o in termini estetici,
non meno neturalista che simbolista: sono tutte antitesi
che in fondo significano esattamente la stessa cosa...

Richard Dehmel (1863-1920)
=============================================================

Cioran's son -Luca F.Palmieri-

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
On Thu, 01 Apr 1999 14:39:25 GMT, hal...@split.it (Cesare Simonetti)
wrote:

>On Thu, 1 Apr 1999 12:19:51 +0200, "Giampaolo Bellavite"
><bell...@easynet.it> wrote:
>

>>(«Di tutti i presagi sinistri, il più grave, il più infallibile è l'ottimismo»
>
>Bellisssima !!!!
>


La mia preferita e' questa:

sai qual'e' la differenza fra l'ottimista e il pessimista?

L'ottimista ritiene che questo sia il migliore dei mondi possibili.
Il pessimista sa che e' vero.

ciao!
============================
Cioran's son
Luca F.Palmieri
ned...@iperbole.bologna.it
============================

"La liberta' e' il bene supremo, solo per coloro che sono animati dalla volonta' di essere eretici"

(Emil Michael Cioran)
-------------------------

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
On 1 Apr 1999 14:11:50 +0200, marco.m...@elsag.it (Marco Marcelli)
wrote:

Bellavite wrote:
>> Se il dolore č intenso, non ci sono paragoni, cause, motivazioni
>> che lo possano alleggerire: alcuni uomini sono destinati a soffrire piů di


>> altri. Quanto sia giusto questo, ce lo deve spiegare il Peruginelli!

>?!?!?!?!?!?
>Che c'entra il Giulio ?!?!?!

Anche io non ho capito in cosa posso esservi d'aiuto.... purtroppo mi
sono perso il mex di Bellavite, ed ho letto questo soltanto da cio'
che ha riportato MM.

Ma penso di sapere a cosa si riferisca.....;-)))

Se ho indovinato che Giampaolo mi faccia sapere (tanto lui capisce se
ho capito...(:-))).

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
On Fri, 2 Apr 1999 09:10:25 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>Intendi dire che si può interrogare una persona pure su una Sinfonia? Che
>schifo! Ho fatto bene a non scegliere il conservatorio!

E fai bene.
Ti racconto una della n nefandezze (n tende all'infinito) del
conservatorio italiano: la classe di composizione.
Uno degli esami durante il corso di studi di composizione e' una
cosidetta "chiusa" di 18 ore: ti chiudono a chiave (si', hai letto
bene) dentro una stanza, e te su tema dato devi comporre non so cosa
(un tempo di un quartetto).
All'esame di diploma c'e' una chiusa di 36 ore (leggasi trentasei):
c'e' una branda nella stanza in cui vieni chiuso dove passi la
nottata; in questa prova (mi sembra sempre su tema dato) devi comporre
della variazioni per orchestra.

Non oso immaginare come esce fuori il malcapitato studente...

Cmq puoi trovare i programmi dei conservatori a
http://www.firenze.net/conservatorio/conserva.htm

A me sembra una cosa assurda che si giudichi una composizione, e per
di piu' sotto una prova *fisica* assurda, da tortura medioevale o da
allenamento da marines. Un rito di iniziazione?

Pregherei i diplomati in composizione di farmi sapere cosa ne pensano
al riguardo e come hanno vissuto questo esame.

Tu Giampaolo cosa ne pensi? Non stavi parlando proprio della
sofferenza? (:-))))

Ciao


Giulio Peruginelli

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Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
On Fri, 02 Apr 1999 12:53:20 GMT, clc...@rin.tin.tin (KLAUS) wrote:

>Un augurio a tutti: ai _saggi_ di perdonare la scapigliatura degli uni, e ai
>_romantici_ di perdonare la razionalitá degli altri.

>Dobbiamo imparare ad essere consapevoli della felicitá, oppure ad apprezzare la


>mancanza di dolore, il ché é lo stesso.
>O no ?

Ben detto!

Ciao

fly

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Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
On Fri, 02 Apr 1999 18:36:44 GMT, 5lon...@sysnet.it5 (Giulio
Peruginelli) wrote:

>On Fri, 2 Apr 1999 09:10:25 +0200, "Giampaolo Bellavite"
><bell...@easynet.it> wrote:
>

>>Intendi dire che si puň interrogare una persona pure su una Sinfonia? Che


>>schifo! Ho fatto bene a non scegliere il conservatorio!
>
>E fai bene.
>Ti racconto una della n nefandezze (n tende all'infinito) del
>conservatorio italiano: la classe di composizione.

Sono senz'altro d'accordo sul fatto che sia una prova d'esame
assolutamente fuori luogo e fuori epoca, ma non e' poi cosi'
traumatica per gli studenti. Almeno non lo e' stata per me.


>Uno degli esami durante il corso di studi di composizione e' una
>cosidetta "chiusa" di 18 ore: ti chiudono a chiave (si', hai letto
>bene)

Hai letto male. La chiusura con la chiave delle porte e' sulla carta,
ma in pratica non viene fatta quasi -dico quasi- mai. Poi, dopo le
prime due ore i professori se ne vanno e allora non solo le porte si
tengono aperte, ma c'e' il libero scambio di informazioni e "dritte"
tra candidati. A questo proposito voglio raccontarvi la mia prova
d'esame, che e' stata comica, per alcuni versi, tragica per altri.

Gli esami di composizione, nei conservatori, raramente iniziano prima
di Luglio, e cosi', tutti noi siamo costretti a affrontare l'esame
sotto il caldo afoso piu' torrido. La prima prova -il basso- fu un
macello. Innanzitutto il conservatorio dove studio non e' nella mia
citta' , e dunque mi sono svegliato quella mattina mi pare verso le
4.30, per prendere il treno ed essere lě alle 8. Naturalmente i
signori professori se la prendono comoda, a venire, e dunque prima
delle nove non si comincia. Ore 9: danno i fogli col basso. Ognuno si
mette nella sua stanza e comincia a lavorare. Per le prime ore della
mattinata tutto bene. Si e' freschi e pimpanti, e tra un gianduiotto
ed un'albicocca si porta a termine l'analisi. Ma da mezzogiorno in poi
inizia il delirio: il sole comincia a picchiare sui vetri, la
stanchezza si fa piano piano sentire e goccette di sudore compaiono
sulla fronte, cadendo sul foglio, proprio dove hai scritto con la
matita una nota, insozzandotelo tutto e costringendoti a consegnarlo
cosi'. Verificato che i professori erano andati via abbiamo aperto
tutti quanti porte e finestre, sia per far circolare l'aria il piu'
possibile, sia per parlare a voce. Ma dalle 14.00 fino alla fine della
prova e' un crescendo continuo di stanchezza, afa, distrazione dovuta
all'eccessiva concentrazione, lapsus di memoria, errori scemi,
ecc...ecc.... Ma nella seconda prova non ci siamo fatti fregare:
assieme alla borsa delle provviste, anche la borsa con gli indumenti.
E ci vedi tutti che verso le 11.00 cominciamo ad aprire porte e
finestre, e ci presentiamo l'un l'altro in canottiera, boxer, e
ciabatte da mare, senza calzini. Almeno abbiamo se non altro eliminato
il problema del caldo. Verso le ore 14.00 si e' verificata una
situazione un po' singolare. Tra i bidelli che si guardavano a tutto
volume la partita in corridoio, noi che provavamo assiduamente sul
piano i nostri bravi motivetti, le urla tra di noi per chiamarsi da
una stanza all'altra senza alzarsi dallo strumento, c'era nel
conservatorio un baccano infernale. Uno spettatore esterno che non
sapesse di stare ad assistere all'esame penserebbe piuttosto di
trovarsi in un orgia di pazzi scatenati e anche un po' maniaci perche'
vanno in giro nudi.

A distanza di tempo, ricordo comunque quell'esame con piacere.
Lo stress che la gente si immagina e' presente solo in minima parte,
in quanto mentre si sta facendo l'esame si pensa al pezzo sul quale si
sta lavorando, e non al fatto di stare 18 ore in una stanza.


>dentro una stanza, e te su tema dato devi comporre non so cosa
>(un tempo di un quartetto).
>All'esame di diploma c'e' una chiusa di 36 ore (leggasi trentasei):
>c'e' una branda nella stanza in cui vieni chiuso dove passi la
>nottata; in questa prova (mi sembra sempre su tema dato) devi comporre
>della variazioni per orchestra.


Fino ad adesso ne sono tutti usciti vivi, non preoccupatevi!!! :-)

>
>Non oso immaginare come esce fuori il malcapitato studente...

Hai presente la pazzia del pianista nel film "shine" ? Una cosa del
genere. :-P


>A me sembra una cosa assurda che si giudichi una composizione, e per
>di piu' sotto una prova *fisica* assurda, da tortura medioevale o da
>allenamento da marines. Un rito di iniziazione?

ihhhhh........fossero questi tutti i guai......!!!

>Pregherei i diplomati in composizione di farmi sapere cosa ne pensano
>al riguardo e come hanno vissuto questo esame.

Con molta tranquillita' e senza avere la sensazione di essere
torturato o seviziato. Di certo non sono andato li' con l'idea di
andarmi a vedere un film e poi fare quattro chiacchiere con gli amici.

Adieu! lele

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> scrive:

> E fai bene.
> Ti racconto una della n nefandezze (n tende all'infinito) del
> conservatorio italiano: la classe di composizione.

Ma č terribile! Ma funzionava cosě anche una volta? In Russia, per esempio,
all'epoca di Rubinstein (solo per citare uno a caso, eh :-) come funzionava
questa cosa??


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

Scarica l'ultimo software per Windows dalle Risorse multimediali
del sito di P. I. Ciaikovski: http://wwf.easynet.it/tchaikovsky

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
KLAUS <clc...@rin.tin.tin> scrive:

> Questo thread é molto simile a quello tra Giacomo e Giulio sulla Mullova.

Acc! Me lo sono perso! I titoli dei (vostri) thread sono troppo dispersivi!

> Io vorrei contribuire per farlo incanalare bene.

Mah, vediamo...

> [...] ora, tra questi aspetti, mi sembra che un ascoltatore con scarse


conoscenze di
> teoria musicale (come tu dichiari di essere) non possa apprezzare (o
> disprezzare) aspetti quali, che ne so, strutturalismo, forma, armonia, e
possa
> invece (per fortuna) apprezzare che ne so, comunicativitá, ispirazione,
> spontaneitá, stile ecc.

Sì, è vero. Però dal basso della mia conoscenza, quegli aspetti sofisticati
che si nascondono dietro una composizione non possono NON influire sulla
qualità della musica. In un certo senso, sono caratteristiche il cui nome,
la cui razionalità, la cui importanza mi sfuggono, ma che in un modo o
nell'altro li avvertirò!

> Allora capiri come sia azzardato emettere dei giudizi categorici su certe
> composizioni, ignorando aspetti anche molto importanti, in alcuni casi,
per
> certi compositori, fondamentali.

Oh, sì che è azzardato, e non oserei mai. Io scrivo solo le mie
*impressioni*...

> Talvolta non ci rendiamo conto di quanto sia bello vivere (e ascoltare
musica).

Ahimé, è proprio da questo rendersi conto che nasce la tragedia!

> Solo se ci capita un raffreddore, una slogatura, una multa, qualcosa che
turba
> le nostre belle vite (ehehehe) , allora ci rendiamo conto di come fossimo
felici
> _prima_.

Giusto, ma anche al contrario, se ci capita un'improvvisa gioia, un evento
che ci rallegra, ci rendiamo conto come questa gioia presto sparirà, e di
come saremo infelici _dopo_ perché subentrerà una nuova sofferenza!

> Dobbiamo imparare ad essere consapevoli della felicitá, oppure ad
apprezzare la
> mancanza di dolore, il ché é lo stesso.
> O no ?

No, penso che saper apprezzare il dolore sia molto più importante.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

Scoprite i frammenti dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi: mai la
poesia è stata così moderna. Su http://wwf.easynet.it/tchaikovsky nella
sezione Parola.

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> scrive:

> >Dobbiamo imparare ad essere consapevoli della felicitá, oppure ad
apprezzare la
> >mancanza di dolore, il ché é lo stesso.
> >O no ?
>
> Ben detto!

Eccotelo là il Giulio tutto soddisfatto! :-)
Ma lo sapranno che praticamente mi dici anche tu la stessa cosa sin
dall'inizio?? :-))


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

Scoprite i frammenti dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi: mai la
poesia è stata così moderna. Su http://wwf.easynet.it/tchaikovsky nella
sezione Parola.

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Marco Marcelli <marco.m...@elsag.it> wrote in message
37036277...@elsag.it...

>> Tsk! Tsk! Herbert è stato il mio eroe sin dall'inizio, da quando cioè ho
>> ascoltato le nove sinfonie di Ludvig dirette da lui!
>>
>Ludwig Van Ciaikowski ??? :-))

No, Ludwig Von Cajkovskij!

>SGRUNT, una volta per tutte: saro' anche foriero di sinistri e gravi
presagi,

Beh, dicevo solo per dire... non esagerare :-)

> ma a me il rodermi
>il fegato per qualcosa su cui non posso farci nulla e che magari mi creo io
con le mie paranoie
>{pfui, mi fai anche costruire una sintassi terribile!} NON MI VA !!!!!

Beato te! Mica tutti possiamo fare ciò che ci va e ignorare ciò che non ci
va! Bambinello viziatello!
Siamo tristi, ci tocca sorbire la tristezza! Siamo allegri (come io adesso)
e dobbiamo sorbirci pure la felicità! La vita è tutto un sorbetto (come
piacerebbe a Leopardi!)...

>A me piace vivere, giocare, le donne (mia moglie in primis, of course!),

E il resto della classifica?

>E' in disaccordo sulle cause, non sugli effetti.
>Non vedo nessuna "lotta titanica" alla moda beethoveniana contro il
destino, ma solo le grane di
>un singolo individuo - molto, ma molto piu' fortunato di tanti altri - alla
fine emarginato per
>un suo "vizietto".

Infatti la lotta è principalmente contro di sé, e quindi non è difficile
vedere un'accusa al destino: si tratta di una lotta personale, non del
popolo umano!

>E solo nella Patetica, e NON nelle altre composizioni ciaikowskiane.

Però se non è "titanica" la lotta della Quarta Sinfonia... non nel senso di
Beethoven, certo, il tutto è traslato sul piano dell'individuo....

>> Ma scusa, nei tre brani precedenti non riesci a vedere forse un tentativo
di
>> riuscire?
>No.

E tutta l'allegria dello Scherzo? Cos'è, una pagina dello Schiaccianoci che
si è intrufolata nella partitura??

>> Non vedi forse un disperato combattimento?
>No.

E a circa metà del primo movimento, non mi pare di vedere Cajkovskij che
raccoglie e annusa le bocche di leone!

>> Una tempesta interiore?
>No. Vedo semmai il dispiegarsi, in pochi minuti, della sua vita passata.

E vedi che non capisci! La sofferenza nasce dal passato, da quello che è
stato. Te lo dico io che ci sono in mezzo: è quello che si perde che ti fa
stare male, e ti fa arrabbiare, e gettare violenza a destra e a manca!
Nel caso di Cajkovskij, la rabbia senza una soluzione finale, i «tentativi
di riuscire» sono raccontati nella musica della sesta sinfonia: racconta
cioè la sua vita!

>Sai che si dice che quando uno sta per morire ripercorre in una frazione di
secondo tutta la sua
>vita? Ebbene, Ciaikowski ha fatto questo, solo un po' piu' coscientemente
di altri, tanto da
>poterlo mettere in musica.

Questo non mi pare che escluda la mia interpretazione!

>E se ho ragione io, questo NON sminuisce affatto la grandiosita' della
sesta sinfonia !!!!

Anzi, la pluralità delle opinioni non fa che valorizzarla!

>Ero certo che avresti frainteso.

Allora potevi essere più chiaro!! :-))

>La condizione misera, come poi specifico piu' tardi, puo' essere materiale
o spirituale.
>Sulla materialita' non si discute, con la Von Meck che lo copriva d'oro,
sulla spiritualita' -
>insisto! - egli lottava solo con se' stesso, e NON con le "forze del
Destino".......

(Così la Quarta Sinfonia non ti piace eh... capisco, capisco!)

>Naturale, era musicista. Il problema e' che questo concetto potremmo,
volendo, applicarlo
>SOLAMENTE alla Sesta sinfonia: come fai a dirmi che la Quinta, ad esempio,
con quel finale
>volutamente strappa-applausi, dia le stesse sensazioni?

Ma ti pare il caso che Cajkovskij fosse solo un super depresso?? Avrà avuto
anche lui i suoi momenti di felicità! Anzi, molto più intensi di coloro che
non sanno provare dolore!

>Scusami se te lo dico, non prendertela a male, ma la mia sensazione e' che
tu voglia adattare
>Ciaikowski alle tue idee piuttosto che fare il contrario.

No, nessuna volontà. Si tratta solo di gettarsi nella sua musica e lasciare
che questa abbia la meglio sulla tua razionalità. E trovare conforto e
solidarietà. Questo voleva lui, questo riesco a fare io.


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

" Di notte un ateo quasi quasi crede a un Dio. "
[Young, Night Thoughts]

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> scrive:

> Anche io non ho capito in cosa posso esservi d'aiuto.... purtroppo mi
> sono perso il mex di Bellavite, ed ho letto questo soltanto da cio'
> che ha riportato MM.

Meglio che tu abbia perso i messaggi... ti saresti solo innervosito a
sentire quelle cose :-)

> Ma penso di sapere a cosa si riferisca.....;-)))
>
> Se ho indovinato che Giampaolo mi faccia sapere (tanto lui capisce se
> ho capito...(:-))).

CERTO che hai indovinato! Ma ne parleremo via mail... qui ci sono troppe
orecchie :-)


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

" Di notte un ateo quasi quasi crede a un Dio. "
[Young, Night Thoughts]

Fabrizio Miletto

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
KLAUS,

>Talvolta non ci rendiamo conto di quanto sia bello vivere (e ascoltare
musica).

>Solo se ci capita un raffreddore, una slogatura, una multa, qualcosa che
turba
>le nostre belle vite (ehehehe) , allora ci rendiamo conto di come fossimo
felici
>_prima_.

Visto come sto in questi giorni, hai proprio ragione!
Sacrosante parole! Meno male che c'è IAMC!
Ciao, Fabrizio

Luca Logi

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giampaolo Bellavite <bell...@easynet.it> wrote:

> Uno: conoscenza assoluta, integrale e minuziosa? Mi dici da dove arriva
> quest'idea?

Allora, torniamo indietro nel thread. Un certo Bellavite in data 31 Mar
1999 23:31:28 +0200 postava le seguenti parole:

> Posso dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni
> intervento dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale significato
> della sinfonia.

Dovevo volevo arrivare? Conosco fior di musicisti che dopo 40 anni di
onorata carriera e centinaia di esecuzioni non si sognerebbero di dire -
non dico di scrivere - le stesse parole.

Perche' la caratteristica del capolavoro musicale, Giampaolo, e' quella
di sorprenderti sempre. Se tu ascoltassi la Patetica tutti i giorni per
un mese, ogni giorno ci troveresti qualche particolare che non hai mai
notato prima. Lo stesso con Beethoven o con il tanto odiato Brahms.

Alla stessa maniera se prendi un capolavoro della letteratura - diciamo
i Promessi Sposi - e lo rileggi, vi troverai tante cose che non dico
alla prima, ma ancora alla decima lettura erano passate inosservate.

Si tratta quindi di assumere un atteggiamento di rispetto e di umilta'
nei confronti della musica. Che poi e' l'atteggiamento piu' produttivo
per comprendere l'opera.

Se permetti maneggio la partitura della sinfonia in questione da piu' di
venti anni. Quando l'ho presa ero piu' giovane di te. Ma non oserei dire
di ricordarmi nota dopo nota ogni intervento dell'orchestra. (Se, nel
gruppo - o dovrei chiamarlo branco? - c'e' qualche musicista senza
peccato, scagli lui la prima pietra: prenda qualche foglio di carta e
provi a riscrivere la musica. A quante battute arrivate ?)

E non credo nemmeno di poter dire quale sia il reale significato della
sinfonia. Chi puo' dire quale sia il significato non di questa, ma di
una qualsiasi sinfonia? Una sinfonia ha troppi significati per poterne
avere uno. Perche' chiuderla dentro una gabbia? Lascia la tua sinfonia
libera di vivere e di respirare. Potrebbe avere anche un significato
diverso ogni giorno.

E anche ammesso che tu - con dotte ricerche su polverosi documenti o
tramite collegamento telepatico - riuscissi a stabilire quale era il
significato per l'autore, chi ti assicura che questo sia il significato
corretto da dargli? Ci sono tanti casi in cui i compositori scrivono
opere piu' grandi di loro....

> Oppure pensate che la vostra perfetta conoscenza sulla forma vi possa
> davvero rendere chiaro il significato della sostanza?

No, questo non lo penso per i motivi di cui sopra. Pero' se avessi un
interesse desidererei di approfondirne i meccanismi. Se mi interessassi
di teologia, avrei il desiderio di studiare il greco e l'ebraico per
leggere i testi sacri in origianel.

> Ditemelo, perché certe volte non vi capisco: pare che proviate un desiderio


> molto forte a voler distruggere i sogni, le speranze e il conforto che trovo

> nella musica. E se invece non è così, e sono solo io che non sono in grado
> di accettare delle critiche, vi chiedo di perdonarmi, giacché mi trovo in
> un'età che il mondo, se ieri mi sembrava chiaro e luminoso, oggi mi sembra
> incomprensibile ed oscuro.

Sia pure ammettendo che l'invidia per la beata gioventu' e' una brutta
bestia, ti consiglio di accettare di piu' le critiche senza farne una
tragedia. Mondo incomprensibile ed oscuro ? ...ma va'...

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giampaolo Bellavite ha scritto:

> Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:


> > ho solo l'impressione che la tua conoscenza assoluta, integrale e
> > minuziosa dell'opera in questione non reggerebbe a quattro minuti di
> > interrogazione.... (per esempio, chi suona la prima nota?)
>

> Intendi dire che si può interrogare una persona pure su una Sinfonia? Che


> schifo! Ho fatto bene a non scegliere il conservatorio!

Dunque, dopo un paio di giorni che le news non circolavano sul mio server (e
sicuramente anche su altri, visto che molti feeder si riforniscono alla stessa
fonte...) ricomincio a leggere e che cosa trovo? I soliti messaggi un po'
improntati al "diverbio", anche se in questo caso abbastanza "morbido"... Di
solito cerco di non inserirmi in queste diatribe, ma stavolta faccio un
eccezione, sperando di non dovermene pentire :-) Proprio in quest'ottica va
vista questa risposta, e quella che daro' a Giulio tra qualche minuto.

Se si dovesse dare un'ipotetico giudizio su quanto dite tu e Luca, direi -
salomonicamente - che avete ragione entrambi.
Quando tu infatti dici che, dal tuo punto di vista, diciamo di ascoltatore
evoluto, non ritieni necessario "vivisezionare" un brano per capirlo, posso
anche essere d'accordo, sebbene ci possano essere comunque diversi gradi di
"conoscenza" anche nei riguardi della musica, e non sempre e' vero che un
"addetto ai lavori", abituato appunto alla "vivisezione", finisce per non
godersi nulla proprio perche'... distrugge cio' che ascolta! E' un po' l'eterno
problema che, anche in letteratura, si ha con la critica strutturalista.
Se per te conta soltanto l'ascolto "epidermico" (attenzione: non ho detto
superficiale!), benissimo, ascolta e vivi tranquillo, ma non puoi criticare la
posizione di chi, per scelta, ha deciso di studiare piu' a fondo la cosa ed e'
*costretto* a conoscere a menadito cosa accade alla battuta x del brano y, quale
procedimento armonico e' stato usato, ecc. ecc.

Non vedo poi perche' etichettare come "nefandezze" (Giulio, arrivo anche da te
:-) ) quello che si studia nei Conservatori. Ti sembra poi cosi' strano
"interrogare su una sinfonia"? E' forse piu' strano di quanto accade in una
qualsiasi aula di universita', in cui si chiede di descrivere cosa accade nel
Terzo Libro dell'Iliade, oppure qual e' il personaggio che apre il Re Lear, in
quale ordine sono disposti i personaggi sono ritratti nell'Ultima Cena di
Leonardo, di quale quadro fa parte quel dato particolare che ti viene
mostrato... ?

> Che ne sapete, voi? Pensate che saper distinguere un RE da un MI o che dare
> il significato ad un'ottava, o che conoscere l'opera omnia di Beethoven, o
> che saper suonare un violino piuttosto che un flauto o un contrabbasso... vi

> elevi a tal punto da giudicare con tanta saggezza l'amore di un
> diccianovenne per la musica?

Questo no, e non credo che nessuno volesse intendere una cosa simile.
Sono soltanto, lo ripeto, due piani diversi di conoscenza, ognuno con pari
dignita'.
Tutto funziona, a patto che non si voglia dimostrare la superiorita' di uno dei
due: sarebbe come chiedere se sono migliori le mele o le arance...

> Oppure pensate che la vostra perfetta conoscenza sulla forma vi possa
> davvero rendere chiaro il significato della sostanza?

A questo rispondo invece di si'. La sostanza non e' soltanto quella che si
ascolta in modo epidermico, ma e' anche - in molti casi - insita nella forma. Ti
faccio un esempio banale (ma forse non troppo): nella forma-sonata (quella dei
primi tempi delle sonate e delle sinfonie) assume un valore sostanziale, e
spesso anche ideologico, proprio la contrapposizione fra primo tema e secondo
tema, all'inizio esposti in due tonalita' vicine ma non uguali, che poi, dopo il
"battibecco" dello sviluppo, tornano (nella ripresa) ad essere esposti entrambi
nella tonalita' del primo tema.
E questo discorso potrebbe andare avanti per pagine e pagine, collegandolo con
la letteratura, con la filosofia, con la pittura, con la storia...
Questo per dire che non sempre soltanto cio' che si ascolta "ad occhi chiusi" e'
l'unica verita' possibile. Tu pero' puoi dirmi che di questo non ti importa
niente, e che vuoi limitarti alle sensazioni che la musica ti da', e, dal tuo
punto di vista hai ragione, cosi' come ha ragione chi afferma il contrario,
ovviamente dal suo punto di vista.

> Ditemelo, perché certe volte non vi capisco: pare che proviate un desiderio
> molto forte a voler distruggere i sogni, le speranze e il conforto che trovo
> nella musica. E se invece non è così, e sono solo io che non sono in grado
> di accettare delle critiche, vi chiedo di perdonarmi, giacché mi trovo in
> un'età che il mondo, se ieri mi sembrava chiaro e luminoso, oggi mi sembra
> incomprensibile ed oscuro.

Eh, dai! Ti sembra proprio il caso di far assurgere queste banali disquisizioni
al rango di problemi esistenziali? Ti sembra proprio che questo sia bastante ad
alimentare un simile pessimismo cosmico? Beh, sai che ti dico? Ascolta in pace e
rilassati, senza curarti di niente, se e' questo cio' di cui hai bisogno adesso!
Ma non dimenticarti che c'e' anche qualcos'altro, e che se qualcuno ogni tanto
te lo ricorda, non vuole certo distruggere cio' che hai di piu' caro, ma forse
semplicemente suggerirti che - quando e se vorrai - potrai sicuramente ampliare
la tua visione dell'argomento.

Ciao, e Buona Pasqua a tutti!

--
=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=
Vincenzo Ninci
<vi...@fi.ats.it>
<http://www.rebel.net/~vince>
=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giulio Peruginelli ha scritto:

> Ti racconto una della n nefandezze (n tende all'infinito) del
> conservatorio italiano: la classe di composizione.

Come promesso nel precedente messaggio a Giampaolo, eccomi qua a rispondere
anche a te.
Ti diro' che - come avrai probabilmente gia' potuto leggere - nel suo caso la
mia posizione era decisamente salomonica, mentre nel tuo... non lo e' affatto!

Non sono d'accordo assolutamente nel definire "nefandezza" qualcosa che non si
conosce, di cui non si comprende fino in fondo il significato e le
motivazioni.
E neppure condivido che le nefandezze siano n (tendente ad infinito), poiche'
nonostante oggi sia molto di moda lo sport del "tiro al conservatorio", in
realta' questo modo di porre la questione riesce soltanto a
1) liquidare il problema in modo acritico lasciando di fatto tutto come era
prima (anche cio' che sarebbe bene cambiare)
2) far apparire tutto come da buttare (anche cio' che sarebbe invece bene
salvare!), e uccidendo sul nascere ogni possibilita' di avere una struttura
efficiente.
Scusate l'irruenza, ma i giudizi cosi' drastici e soprattutti non
circostanziati non mi vanno proprio giu'...

> Uno degli esami durante il corso di studi di composizione e' una
> cosidetta "chiusa" di 18 ore: ti chiudono a chiave (si', hai letto

> bene) dentro una stanza, e te su tema dato devi comporre non so cosa


> (un tempo di un quartetto).

Beh, non e' una sola prova d'esame a prevedere la "chiusa" (o "clausura"):
sono molte di piu', e non c'e' solo da comporre un tempo di quartetto. Magari
qualcuno che ha il programma del corso di Composizione piu' fresco nella
memoria di quanto non lo abbia io potra' anche essere piu' preciso. Ma la
domanda e': perche' ti stupisci?
A qualunque esame scritto - per esempio di italiano - non viene forse dato un
tema da svolgere? E questo tema non deve essere svolto nell'aula, senza poter
uscire (a parte le necessita' fisiologiche, ovviamente) prima di aver
terminato e consegnato? Anche se le porte non sono chiuse, non e' come se lo
fossero?
Se le ore ti sembrano cosi' tante, non credi che sia perche' scrivere un brano
musicale e' una cosa che necessita di molto piu' tempo? E quale altro sistema
ci sarebbe, secondo te?

> All'esame di diploma c'e' una chiusa di 36 ore (leggasi trentasei):
> c'e' una branda nella stanza in cui vieni chiuso dove passi la
> nottata; in questa prova (mi sembra sempre su tema dato) devi comporre
> della variazioni per orchestra.
>

> Non oso immaginare come esce fuori il malcapitato studente...

Continuo a non vedere il problema. Anzitutto non e' il dottore ad ordinare di
prendere il diploma di composizione :-) Ed inoltre se qualcuno finisce in due
ore, consegna e se ne va, nessuno lo trattiene certo li' per altre 34 ore!
D'altra parte, per conseguire un diploma di Composizione, dovrai pur dar prova
di aver assimilato le regole e di saperle applicare, no? E come puoi
dimostrare questo se non svolgendo nel modo richiesto un tema dato? Potrai
mica portarti il lavoro bello e che fatto da casa? Non ti sembra ragionevole
che ti venga richiesto di dimostrare di essere stato proprio tu quello che ha
svolto il lavoro, e nello stesso tempo concesso a tutti gli altri candidati?

> A me sembra una cosa assurda che si giudichi una composizione, e per
> di piu' sotto una prova *fisica* assurda, da tortura medioevale o da
> allenamento da marines. Un rito di iniziazione?

Scusami, ma anche in questo caso non posso essere d'accordo... Anzitutto non
viene giudicata una composizione, intendendo con questo "giudicare
l'espressione della creativita' romantica e sentimentale" dell'autore. Cio'
che viene messo alla prova e' la padronanza di certe tecniche di scrittura,
dell'uso di certe forme. Quanto poi alla "tortura medioevale", allora, non
credi che anche le prove in tre ore (obbligatorie per qualsiasi esame di
strumento) lo siano? Sebbene la loro assoluta minor consistenza in termini di
tempo (3 ore contro 36), il concetto e' sempre lo stesso: dar prova di
sapersela cavare in un certo compito in un lasso di tempo determinato. Ripeto:
come si fa per qualunque prova d'esame. Ma se vuoi sparare a zero su questo,
perche' allora non dire che per un esame di pianoforte i 24 preludi e fuga di
Bach e i 23 studi di Clementi sono troppi (forse lo sono davvero, e anche
questo prova il fisico, credimi, ma tant'e'...), e si potrebbero trovare casi
analoghi per tutte le discipline.

> Pregherei i diplomati in composizione di farmi sapere cosa ne pensano
> al riguardo e come hanno vissuto questo esame.

Io non sono diplomato in Composizione, ma anche il corso di Organo prevede le
sue brave clausure:
- al Corso inferiore una clausura di tre ore per un contrappunto fiorito
imitato a tre voci
- al Corso medio una clausura di otto ore per una fughetta a due parti su
soggetto dato e una di tre per l'interpretazione di un brano mai visto
precedentemente
- al Diploma una clausura di dieci ore per un "mottetto" (termine
improprio...) per una voce con accompagnamento d'organo su testo latino dato,
una di dodici ore per una fuga a tre parti su soggetto dato, e una di tre per
l'interpretazione di un brano mai visto precedentemente.

Nulla toglie che siano impegni fisici notevoli, ma come hai potuto vedere sono
sopravvissuto, e non credo di avere neppure l'aria troppo patita :-)

> Tu Giampaolo cosa ne pensi? Non stavi parlando proprio della
> sofferenza? (:-))))

Se fossero solo queste le sofferenze... Dai, che qualche volta ci vediamo, mi
consigli qualche buon posto dove mangiare un cacciucco come Dio comanda, e poi
ci beviamo un bel caffe' al vetro, o magari, se fa freddo, un bel ponce!

Ciaooooo!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 2, 1999, 3:00:00 AM4/2/99
to
Giampaolo Bellavite ha scritto:

> Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> scrive:
> > E fai bene.

> > Ti racconto una della n nefandezze (n tende all'infinito) del
> > conservatorio italiano: la classe di composizione.
>

> Ma č terribile! Ma funzionava cosě anche una volta? In Russia, per esempio,
> all'epoca di Rubinstein (solo per citare uno a caso, eh :-) come funzionava
> questa cosa??

Funzionava pure peggio... I paesi dell'est erano (ma credo lo siano ancora
oggi) famosi per la durezza dei loro programmi. Ma forse su questo c'e'
qualcuno piu' informato di me.

Ma tanto per dissipare ogni tuo dubbio, ricorda che i programmi degli esami dei
conservatori italiani risalgono alla prima meta' del nostro secolo :-)

Ciao (non ti faccio gli auguri... :-) )!

Luca Logi

unread,
Apr 3, 1999, 3:00:00 AM4/3/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> wrote:

> A me sembra una cosa assurda che si giudichi una composizione, e per
> di piu' sotto una prova *fisica* assurda, da tortura medioevale o da
> allenamento da marines. Un rito di iniziazione?
>

> Pregherei i diplomati in composizione di farmi sapere cosa ne pensano
> al riguardo e come hanno vissuto questo esame.

Innanzitutto le 'chiuse' sono piu' di quelle che ricordi. Nel diploma me
ne ricordo due da 36 ore, piu' una un po' piu' breve, piu' una prova da
svolgere in 15 giorni a casa (circa l'equivalente di una tesi
universitaria). Poi ci sono quelle degli esami al quarto e al settimo
corso, piu' altre prove minori per gli esami complementari.

Se di tortura si e' trattato, sul mio corpo le cicatrici sono guarite
piuttosto bene. :-)

Commento? 18 ore per la fuga sono piuttosto strette, e 36 ore per le
variazioni anche. Si potesse stare un po' di piu' si starebbe piu'
tranquilli. Altre prove, viceversa, hanno orario in eccesso e quasi
tutti consegnano prima dello scadere del termine.
L'unica cosa negativa delle prove da 36 ore e' che, nonostante la
branda, si dorme poco perche' la testa continuna a lavorare.

La cosa piu' scocciante: quando esci dal conservatorio verso le due/tre
di notte e non ci sono i mezzi pubblici per tornare a casa.

Rito di iniziazione? Immagina - solo per fare un esempio - di lavorare
in televisione e di dover consegnare l'arrangiamento per big band di un
numero di varieta' sei ore dopo che ti hanno consegnato la traccia.
Oppure di lavorare nel cinema e di avere tre giorni per orchestrare
l'intera colonna sonora di un film, con i copisti che ti strappano i
fogli di mano e l'orchestra gia' prenotata per registrare. Nefandezze?
Cose che succedono.

Giudizio generale? Una giornata qualunque di lavoro in ufficio e' piu'
stressante. :-)

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 3, 1999, 3:00:00 AM4/3/99
to
Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:

> Perche' la caratteristica del capolavoro musicale, Giampaolo, e' quella
> di sorprenderti sempre. Se tu ascoltassi la Patetica tutti i giorni per
> un mese, ogni giorno ci troveresti qualche particolare che non hai mai
> notato prima. Lo stesso con Beethoven o con il tanto odiato Brahms.

Ecco! Vedi! Io faccio pubblicità al mio sito e poi non lo visita nessuno
:-((
Ore di lavoro buttate al vento!

Se *TU* :-) avessi letto, avresti trovato scritto:
«È per me scoraggiante dover avviare un discorso sulla Sesta Sinfonia di
Cajkovskij: parto con la consapevolezza che mai più che in questa occasione
ogni descrizione, qualsiasi tecnicismo, alcuna poesia non renderanno merito
alla grandiosità di tale composizione. È necessario ascoltarla a fondo per
cogliere il suo intimo significato, non lasciarsi sfuggire ogni minimo
suono, poiché ciascun particolare, percepito in una o in un’altra maniera,
potrebbe dare un significato, un’intensità poetica ed un piacere diversi.
Ogni volta che ascolto questa musica… ogni volta mi sento più ricco e
meravigliato, assorbo con entusiasmo sempre differente la linfa distruttiva
e trionfante che scorre nella sinfonia.»

Il che non vedo come possa entrare in contraddizione con il mio dire "Posso


dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni intervento
dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale significato della

sinfonia." (che tra l'altro era detto anche un po' per provocazione)
Ho scritto di conoscerla a fondo, non di conoscerla tutta. Ho scritto di
ricordarmi nota dopo nota, non di conoscere la posizione delle note sul
pentagramma! Ti sembrano frasi così categoriche? Prese di posizione
assolutiste?

> Alla stessa maniera se prendi un capolavoro della letteratura - diciamo
> i Promessi Sposi - e lo rileggi, vi troverai tante cose che non dico
> alla prima, ma ancora alla decima lettura erano passate inosservate.

Certo, vedi Leopardi (Manzoni al confronto... tzé :-))...

> Si tratta quindi di assumere un atteggiamento di rispetto e di umilta'
> nei confronti della musica. Che poi e' l'atteggiamento piu' produttivo
> per comprendere l'opera.

Penso che l'umiltà a cui sono costretto sottostare sia ben troppa, visto
tutte le cose che VOI sapete e che io non so :-)

> Se permetti maneggio la partitura della sinfonia in questione da piu' di
> venti anni.

Che bello! Che beato!

> Quando l'ho presa ero piu' giovane di te. Ma non oserei dire
> di ricordarmi nota dopo nota ogni intervento dell'orchestra.

Ma sì, ma sì... cosa vuoi. Ricordarsi "nota dopo nota" significa sapere che
nota viene dopo quella che hai ascoltato. E poi, io non so neppure cos'è una
nota! Per me una nota è un pallino con una stanghetta, è già tanto che mi
ricordo dalle medie come si legge il pentagramma :-)
Nota, melodia, intervento dell'orchestra... come potevo dire?

> (Se, nel
> gruppo - o dovrei chiamarlo branco? - c'e' qualche musicista senza
> peccato, scagli lui la prima pietra: prenda qualche foglio di carta e
> provi a riscrivere la musica. A quante battute arrivate ?)

Ehi! Ma ti aspetti che io sappia fare questo??? :-))

> E non credo nemmeno di poter dire quale sia il reale significato della
> sinfonia. Chi puo' dire quale sia il significato non di questa, ma di
> una qualsiasi sinfonia? Una sinfonia ha troppi significati per poterne
> avere uno. Perche' chiuderla dentro una gabbia? Lascia la tua sinfonia
> libera di vivere e di respirare. Potrebbe avere anche un significato
> diverso ogni giorno.

Ecco, se solo leggevi il mio sito... !

> E anche ammesso che tu - con dotte ricerche su polverosi documenti o
> tramite collegamento telepatico - riuscissi a stabilire quale era il
> significato per l'autore, chi ti assicura che questo sia il significato
> corretto da dargli? Ci sono tanti casi in cui i compositori scrivono
> opere piu' grandi di loro....

Nessuno mi assicura! Se davo l'impressione di essere sicuro, avete confuso
il mio entusiasmo nel descrivere la sinfonia con la sicurezza! A cosa pensi
sia dovuto il punto interrogativo nell'Oggetto??

> > Oppure pensate che la vostra perfetta conoscenza sulla forma vi possa
> > davvero rendere chiaro il significato della sostanza?
>

> No, questo non lo penso per i motivi di cui sopra.

Vincenzo Ninci scrive:


>A questo rispondo invece di si'.

Insomma, prima mettetevi d'accordo voi esperti e poi dico la mia :-)


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

Scoprite i frammenti dalle Operette Morali di Giacomo Leopardi: mai la
poesia è stata così moderna. Su http://wwf.easynet.it/tchaikovsky nella
sezione Parola.

Giampaolo Bellavite

unread,
Apr 3, 1999, 3:00:00 AM4/3/99
to
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> scrive:

> Ti sembra poi cosi' strano
> "interrogare su una sinfonia"? E' forse piu' strano di quanto accade in
una
> qualsiasi aula di universita', in cui si chiede di descrivere cosa accade
nel
> Terzo Libro dell'Iliade, oppure qual e' il personaggio che apre il Re
Lear, in
> quale ordine sono disposti i personaggi sono ritratti nell'Ultima Cena di
> Leonardo, di quale quadro fa parte quel dato particolare che ti viene
> mostrato... ?

Hai ragione anche tu, ma sai, la Musica rimane, nel mio immaginario, come il
campo dove la libertà dell'individuo (che è l'ascoltatore) trova il suo
miglior modo di esprimersi. Dover STUDIARE una sinfonia perché dopo un tipo
mi interroga... insomma, pensavo che questi doveri si limitassero alla
letteratura. Non ho mai pensato che anche chi studia al Conservatorio...

> Sono soltanto, lo ripeto, due piani diversi di conoscenza, ognuno con pari
> dignita'.
> Tutto funziona, a patto che non si voglia dimostrare la superiorita' di
uno dei
> due: sarebbe come chiedere se sono migliori le mele o le arance...

Ma io mi inchino a Logi, e alla sua bellissima cultura in questo campo! Ci
mancherebbe!

> Questo per dire che non sempre soltanto cio' che si ascolta "ad occhi
chiusi" e'
> l'unica verita' possibile. Tu pero' puoi dirmi che di questo non ti
importa
> niente, e che vuoi limitarti alle sensazioni che la musica ti da', e, dal
tuo
> punto di vista hai ragione, cosi' come ha ragione chi afferma il
contrario,
> ovviamente dal suo punto di vista.

Non è vero che non mi importa niente: è che ci vuole tempo, e pazienza, e
volontà per approfondire dal lato tecnico una composizione, anche solo
superficialmente. Qualcosa so, in questo senso, della Patetica, ed è certo
un gusto approfondire la forma musicale della Sinfonia... ma più in là non
riuscirò mai ad andare.

> Eh, dai! Ti sembra proprio il caso di far assurgere queste banali
disquisizioni
> al rango di problemi esistenziali? Ti sembra proprio che questo sia
bastante ad
> alimentare un simile pessimismo cosmico?

:-)
Sai, quando ci sei dentro, ci sei dentro!

Grazie, è molto bello dibattere con voi :-)


--
Giampaolo Bellavite, Verona
[ bell...@easynet.it | bell...@hotmail.com ]
----

"Conigli sotto la luna" è un bellissimo racconto di Dino Buzzati. Lo trovate
nel sito di http://wwf.easynet.it/tchaikovsky nella sezione Parole.

Luca Logi

unread,
Apr 3, 1999, 3:00:00 AM4/3/99
to
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> wrote:

> Continuo a non vedere il problema. Anzitutto non e' il dottore ad ordinare di
> prendere il diploma di composizione :-) Ed inoltre se qualcuno finisce in due
> ore, consegna e se ne va, nessuno lo trattiene certo li' per altre 34 ore!
> D'altra parte, per conseguire un diploma di Composizione, dovrai pur dar prova
> di aver assimilato le regole e di saperle applicare, no? E come puoi
> dimostrare questo se non svolgendo nel modo richiesto un tema dato? Potrai
> mica portarti il lavoro bello e che fatto da casa? Non ti sembra ragionevole
> che ti venga richiesto di dimostrare di essere stato proprio tu quello che ha
> svolto il lavoro, e nello stesso tempo concesso a tutti gli altri candidati?

La prova di esame e' la metafora di quello che poi succede nella vita.
Qualunque musicista professionista (e lo scopo del conservatorio e' di
formare professionisti) sa che per qualsiasi lavoro ci sono dei vincoli,
che generalmente sono di budget (ossia di soldi) e di tempo.

Secondo la mia esperienza e' generalmente piu' facile farsi dare piu'
soldi piuttosto che farsi assegnare piu' tempo. Da cui la necessita' di
abituarsi a lavorare presto e bene fin dall'inizio degli studi. Anzi,
generalmente e' piu' importante il presto che il bene: se c'e' una
maniera di farsi buttare fuori da qualsiasi organizzazione (musicale e
non) e' di non rispettare le scadenze.

Per cui mi sento di dire che le tanto vituperate 36 ore chiuso nell'aula
con branda e pianoforte possono sembrare un poco felliniane come
atmosfera, ma sono ben poca cosa rispetto a certi rush che si devono
fare tutti i giorni.

Mi chiederete: dove sta l'arte in tutto questo? Risposta: non lo so, ma
se non vi va bene dovrei venire a mangiare a casa vostra...

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
Giampaolo Bellavite ha scritto:

> Luca Logi <ll...@dada.it> scrive:


> > > Oppure pensate che la vostra perfetta conoscenza sulla forma vi possa
> > > davvero rendere chiaro il significato della sostanza?
> >
> > No, questo non lo penso per i motivi di cui sopra.
>
> Vincenzo Ninci scrive:
> >A questo rispondo invece di si'.
>
> Insomma, prima mettetevi d'accordo voi esperti e poi dico la mia :-)

Penso che in realta' Luca dicesse piu' o meno la stessa cosa che dicevo io,
anche se vista da angolazione diversa.
Luca - almeno credo di aver capito - diceva che "comprendere" il significato
della sostanza di una sinfonia e' praticamente impossibile a causa dei mille
significati (e non uno solo!) che essa puo' avere.
Io invece dicevo che conoscere anche la forma da' la possibilita' di recepire
uno in piu' di quei mille significati, o almeno di possedere una chiave di
lettura in piu', che, vista la complessita' dell'argomento, non guasta certo!

Ciao!

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Fri, 2 Apr 1999 21:54:21 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>Oh, sě che č azzardato, e non oserei mai. Io scrivo solo le mie
>*impressioni*...

E' quello che continuo a ripetergli da MESI a questa parte.....
Sembra quasi che noi due si decida il corso della musica.....

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Fri, 02 Apr 1999 20:12:40 GMT, ba...@weiss.nt (fly) wrote:

>La prima prova -il basso-

Solo una domanda:
Il basso da armonizzare e' come quello dell'esame di Armonia
Complementare? (immagino di no...)
Che differenza c'e'?

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Fri, 2 Apr 1999 21:55:34 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>Eccotelo là il Giulio tutto soddisfatto! :-)

(:-))))

>Ma lo sapranno che praticamente mi dici anche tu la stessa cosa sin
>dall'inizio?? :-))

Mmm, penso di no....
Cmq sia, chiediamoglielo. Specialmente a MM.

Ciao


Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Sat, 3 Apr 1999 00:13:10 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>Innanzitutto le 'chiuse' sono piu' di quelle che ricordi.

Immaginavo...

>Nel diploma me ne ricordo due da 36 ore, piu' una un po' piu' breve, piu' una prova da
>svolgere in 15 giorni a casa (circa l'equivalente di una tesi
>universitaria).

Hai rimosso tutto? (;-))
Cose cosi' non si dimenticano facilmente!

>Commento? 18 ore per la fuga sono piuttosto strette, e 36 ore per le
>variazioni anche. Si potesse stare un po' di piu' si starebbe piu'
>tranquilli.

Appunto!!! E' anche la mia opinione.
Si dovrebbe assegnare la prova come lavoro da svolgere a casa (come la
prova relativa che hai accennato).

>L'unica cosa negativa delle prove da 36 ore e' che, nonostante la
>branda, si dorme poco perche' la testa continuna a lavorare.

Altro stress.
Non pensavo certo che lo studente non avesse abbastanza tempo per
dormire, ma che costretto a tenere sempre il cervello acceso (per la
prova che deve svolgere) e contemporaneamente preso dal sonno (per
questioni fisiologiche) si viene a trovare in una condizione di stress
paurosa.

>Rito di iniziazione? Immagina - solo per fare un esempio - di lavorare
>in televisione e di dover consegnare l'arrangiamento per big band di un
>numero di varieta' sei ore dopo che ti hanno consegnato la traccia.
>Oppure di lavorare nel cinema e di avere tre giorni per orchestrare
>l'intera colonna sonora di un film, con i copisti che ti strappano i
>fogli di mano e l'orchestra gia' prenotata per registrare. Nefandezze?
>Cose che succedono.

Ma come mai ci sono tempi cosi' corti? Perche' la colonna sonora non
viene preparata un mese prima e l'arrangiamento pure?
Che fretta ha la gente?

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Fri, 02 Apr 1999 23:28:58 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Ti diro' che - come avrai probabilmente gia' potuto leggere - nel suo caso la
>mia posizione era decisamente salomonica, mentre nel tuo... non lo e' affatto!

Ho detto solo quello che pensavo. E anche riferito cio' che un docente
di composizione ha detto.

>Non sono d'accordo assolutamente nel definire "nefandezza" qualcosa che non si
>conosce, di cui non si comprende fino in fondo il significato e le
>motivazioni.

Se per "non si conosce" intendi che non sono diplomato in composizione
ti do' ragione.
Ma se e' per questo anche tu non la conosci. (:-)
Per questo ho chiesto ai diplomati in composizione di spiegarmi questi
"significati" e "motivazioni". Che male c'e' in quello che ho detto?

>E neppure condivido che le nefandezze siano n (tendente ad infinito), poiche'
>nonostante oggi sia molto di moda lo sport del "tiro al conservatorio",

La mia e' soltanto un'osservazione basata su dati di fatto. Se poi e'
un'osservazione sbagliata e' un altro conto.
Non mi sveglio una mattina e mi metto a parlare male di qualcosa che
non conosco; se dico che le cose che vanno male al conservatorio sono
molte una ragione ci sara' (questo per dirti che non 'sparo a zero').

>in realta' questo modo di porre la questione riesce soltanto a
>1) liquidare il problema in modo acritico lasciando di fatto tutto come era
>prima (anche cio' che sarebbe bene cambiare)

Io non ho liquidato nulla. Ho solo detto cio' che pensavo.
E lungi da me proporre un cambiamento nel conservatorio italiano (mi
aspetto gia' la critica: "e' troppo facile parlare male di qualcosa
senza proporre un'alternativa!" )

>2) far apparire tutto come da buttare (anche cio' che sarebbe invece bene
>salvare!), e uccidendo sul nascere ogni possibilita' di avere una struttura
>efficiente.

Se non trovi assurdo (come la trovo io) una tale prova fisica
all'esame di composizione e' solamente una questione di punti di
vista.
Ma perche' sei cosi' sulle difensive?

>Scusate l'irruenza, ma i giudizi cosi' drastici e soprattutti non
>circostanziati non mi vanno proprio giu'...

In che senso non circostanziati? Dire che c'e' una prova (chiusa) di
36 ore, tra le altre prove, e che tale prova mi sembra assurda, ti
sembra un giudizio drastico?
Si', a quel che vedo...(:-)

>Beh, non e' una sola prova d'esame a prevedere la "chiusa" (o "clausura"):
>sono molte di piu', e non c'e' solo da comporre un tempo di quartetto.

Anche peggio, allora! Cmq ne ho voluta citare solo una.

>Ma la domanda e': perche' ti stupisci?

Ti ho gia' risposto; ora ti rivolto la domanda: perche' non mi dovrei
stupire? Forse dici che non mi dovrei stupire perche' non conosco
l'intera faccenda? A me sembra anche di conoscerla abbastanza, grazie.

>A qualunque esame scritto - per esempio di italiano - non viene forse dato un
>tema da svolgere? E questo tema non deve essere svolto nell'aula, senza poter
>uscire (a parte le necessita' fisiologiche, ovviamente) prima di aver
>terminato e consegnato? Anche se le porte non sono chiuse, non e' come se lo
>fossero?

Appunto. Anche queste prove mi sembrano assurde. Ma non arrivano ai
livelli di questa qua.

>Se le ore ti sembrano cosi' tante,

Non hai capito. E non capisco io perche' ti sei lanciato 'contro' di
me.
Insomma:
MI SEMBRANO POCHE ORE!!!

Un tizio come Brahms (tanto per citarne uno) tornava sulle sue
composizioni piu' volte nell'arco della sua *vita*, e c'e' gente che
crede che in 36 ore si possa fare qualcosa?
Non nego che c'e' gente che ci riesca (novello Mozart?), ma altri che
hanno ritmi piu' lenti si trovano alle strette con il poco tempo che
hanno a disposizione.

Pero', solo perche' ho detto che 36 ore mi sembrano poche, non vuol
dire che voglio una clausura piu' lunga.(:-))


>non credi che sia perche' scrivere un brano
>musicale e' una cosa che necessita di molto piu' tempo?

Vedi sopra.

>E quale altro sistema ci sarebbe, secondo te?

Ho gia' risposto a questa domanda. Dare soltanto prove da fare a casa,
in tempi molto piu' lunghi. Delle tesi universitarie, come ha
accennato Logi.
Ma cmq qua si torna al discorso di partenza: non voglio certo proporre
dei cambiamenti (magari perggiorerei le cose); ho detto solo cio' che
penso su cio' che ho visto e in parte vissuto.

>Continuo a non vedere il problema.

D'accordo, nessun problema (se mi passi la ripetizione). Ma perche'
non accetti il fatto che io ce lo veda?

>Anzitutto non e' il dottore ad ordinare di prendere il diploma di composizione :-)

Si', ma questi esami sembrano dei deterrenti verso coloro che si
avvicinano alla composizione.

>Ed inoltre se qualcuno finisce in due
>ore, consegna e se ne va, nessuno lo trattiene certo li' per altre 34 ore!

Lo sapevo, non c'era bisogno di precisarlo.

>D'altra parte, per conseguire un diploma di Composizione, dovrai pur dar prova
>di aver assimilato le regole e di saperle applicare, no? E come puoi
>dimostrare questo se non svolgendo nel modo richiesto un tema dato?

Nel modo migliore possibile; bisogna mettere il candidato
*completamente* a suo agio. Una persona faceva riferimento al caldo
torrido dell'Estate. Anche questo non ti sembra un fattore che puo'
condizionare negativamente un povero studente? Perche' insomma gli
esami si fanno di estate? (:-)))
Solo per il fatto che non vedo un'altra soluzione non puoi dire: "non
ci sono alternative".

>Potrai mica portarti il lavoro bello e che fatto da casa? Non ti sembra ragionevole
>che ti venga richiesto di dimostrare di essere stato proprio tu quello che ha
>svolto il lavoro, e nello stesso tempo concesso a tutti gli altri candidati?

Ma dai, su'! Ci sono frotte intere di compositori che hanno copiato
l'uno dall'altro e preso in prestito temi di qua' e di la'.....
Cmq non mi sembra una buona ragione per sottoporre una persona ad una
prova come questa.
Si arrivera' agli arresti domiciliari?(:-)))

>Cio' che viene messo alla prova e' la padronanza di certe tecniche di scrittura,
>dell'uso di certe forme.

Certamente, non lo mettevo in dubbio. Ma e' proprio vero che la
commissione non si lascia influenzare in tal senso? Cioe' giudichi non
solo la padronanza di certe tecniche e sia veramente imparziale?
In una materia come la composizione (lei piu' di altre) bisogna stare
molto attenti a come la nostra esperienza influisce nel nostro
giudizio.....

>il concetto e' sempre lo stesso: dar prova di
>sapersela cavare in un certo compito in un lasso di tempo determinato.

Appunto: perche' tutta questa fretta? Non lo capisco.


>e si potrebbero trovare casi analoghi per tutte le discipline.

Un'altra cosa assurda (che sento piu' vicina) e' che nel corso di
violino (tra le altre cose) non siano previste le sonate per vl e clv
di Bach. Certo se uno vuole le porta, ma quanti violinisti hai sentito
suonarle? o quantomeno, dico io, conoscerle????
E poi vi lamentate perche' ci sono musicisti che non le conoscono!!
Se il conservatorio funziona cosi', ti credo.

Con programmi risalenti al 1920, mi sembra che qualcosina sia da
rifare, non trovi?


>Io non sono diplomato in Composizione, ma anche il corso di Organo prevede le
>sue brave clausure:

Come tutti i corsi, mi sembra. Chi piu' chi meno.
Ecco, a me e' sembrato che a composizione si fosse raggiunto un limite
assurdo, insopportabile (magari lo e' per me, ma non per voi....pero'
chiunque volesse diplomarsi in questa disciplina dovrebbe essere messo
nelle migliori condizioni).

Cmq se i diplomati in composizione mi "rassicurano", ne sono ben
felice. Per loro!!!!

Ciao

p.s. e per fortuna che ho messo le virgolette....

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Fri, 2 Apr 1999 22:11:50 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>Meglio che tu abbia perso i messaggi... ti saresti solo innervosito a
>sentire quelle cose :-)

No, perche'? (:-))

>CERTO che hai indovinato! Ma ne parleremo via mail... qui ci sono troppe
>orecchie :-)

Gia', hai ragione....

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Sat, 3 Apr 1999 20:53:12 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>Mi chiederete: dove sta l'arte in tutto questo?

Hai centrato il problema da me sollevato (e sempre da me espresso
cosi' male, in modo tale da "scatenare" Ninci....(:-)))):
dall'alto...ehm, dal basso della mia gioventu' mi, anzi VI, chiedo
proprio che fine fa l'arte.
"E' piu' importante il presto che il bene", ma dove andremo (andro') a
finire????

>Risposta: non lo so,

E a me la risposta chi la da'???

>ma se non vi va bene dovrei venire a mangiare a casa vostra...

Spiritoso....(:-)))
Ma te componi per vivere? Non lo sapevo....
E perche' non ci fai sentire qualcosa?

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
On Sat, 3 Apr 1999 17:48:58 +0200, "Giampaolo Bellavite"
<bell...@easynet.it> wrote:

>Certo, vedi Leopardi (Manzoni al confronto... tzé :-))...

Ma davvero vuoi mettere a confronto il Grande Alessandro con il misero
giacomino??
Seee.... non lo vede nemmeno con il binocolo...


Ciao


Luca Logi

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> wrote:

> Spiritoso....(:-)))
> Ma te componi per vivere? Non lo sapevo....
> E perche' non ci fai sentire qualcosa?

La faccenda non e' cosi' semplice. Piu' che comporre per vivere,
attualmente sto orchestrando dei brani per pagare le rate del
condominio.

Se vuoi sentire qualcosa, c'e' sempre una delle variazioni collezionate
dal tuo amico Andreola. A proposito, e' mai stata pubblicata la lista
degli autori?

Luca Logi

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> wrote:

> >Rito di iniziazione? Immagina - solo per fare un esempio - di lavorare
> >in televisione e di dover consegnare l'arrangiamento per big band di un
> >numero di varieta' sei ore dopo che ti hanno consegnato la traccia.
> >Oppure di lavorare nel cinema e di avere tre giorni per orchestrare
> >l'intera colonna sonora di un film, con i copisti che ti strappano i
> >fogli di mano e l'orchestra gia' prenotata per registrare. Nefandezze?
> >Cose che succedono.
>
> Ma come mai ci sono tempi cosi' corti? Perche' la colonna sonora non
> viene preparata un mese prima e l'arrangiamento pure?
> Che fretta ha la gente?

In molti spettacoli dove la musica e' importante, ma non determinante,
come il cinema, alcuni tipi di balletto, le colonne sonore degli
spettacoli teatrali e tante altre cose ancora, possono esserci tempi di
lavoro molto ristretti. Dipende tutto da una catena di avvenimenti nei
quali il musicista deve per lo piu' stare ad aspettare che altri abbiano
finito in precedenza il loro lavoro. (Per esempio, come si fa a scrivere
una colonna sonora per il cinema prima di avere una copia montata del
film? E viceversa, una volta montato il film, credi che ci sia voglia di
stare ad aspettare che il musicista faccia i suoi comodi? --- Ma forse
Lomi potra' spiegartelo meglio di me.)

Fretta? Il tempo e' denaro, figliolo. Tanto denaro. Quando in un
progetto sono coinvolte tante persone, anche una sola ora di ritardo
puo' essere un disastro finanziario.

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to
Caro Giulio,
prima di partire in quarta senza darmi neppure il tempo di spiegare, lasciami fare una
piccola premessa.
Non vorrei che tu ti fossi fatto di me un'idea sbagliata. Ti posso assicurare (e chi mi
conosce di persona lo sa perfettamente) che non amo assolutamente la polemica (anche se amo
invece esporre le mie opinioni), ma che i giudizi tagliati con l'accetta mi fanno
rabbrividire, e quindi mi spingono a ribattere abbastanza energicamente.
Per questo, soltanto la parola "nefandezze" mi ha spinto e mi spinge a continuare questo
thread, non tanto perche' io voglia sostenere che "tutto va bene" (anzi, sono in prima
linea per cercare di cambiare le cose, te lo posso provare!), ma perche' non si puo'
liquidare con un epiteto del genere un problema che affonda le sue radici in un terreno
molto profondo e irto di ostacoli. E questo non e' porsi sulle difensive, ma cercare di far
capire che - come sempre - la verita' non e' mai bianca o nera, ma forse di una delle
innumerevoli sfumature di grigio. E se si guarda ancora meglio, - ripeto, forse - potrebbe
essere di un colore appartenente ad una gamma ancora piu' ampia: preferisco considerare il
mondo a colori, piuttosto che in bianco e nero...

Premesso questo, e sperando che il mio atteggiamento non venga piu' frainteso, passiamo
alla risposta.

Giulio Peruginelli ha scritto:

> On Sat, 3 Apr 1999 00:13:10 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>
> >Commento? 18 ore per la fuga sono piuttosto strette, e 36 ore per le
> >variazioni anche. Si potesse stare un po' di piu' si starebbe piu'
> >tranquilli.
>
> Appunto!!! E' anche la mia opinione.
> Si dovrebbe assegnare la prova come lavoro da svolgere a casa (come la
> prova relativa che hai accennato).

No. Non si puo' affidare l'esito di un esame a prove *scritte* eseguite interamente a casa.

Soltanto nel caso della prova in 15 gg. (caso unico in tutti gli esami) questo e'
necessario appunto per il lasso di tempo eccessivo. Ma - se nessuno lo ha ancora detto lo
dico io - tale prova e' una scena lirica o di oratorio su testo dato. Quindi una prova
molto lunga.

> >L'unica cosa negativa delle prove da 36 ore e' che, nonostante la
> >branda, si dorme poco perche' la testa continuna a lavorare.
>
> Altro stress.
> Non pensavo certo che lo studente non avesse abbastanza tempo per
> dormire, ma che costretto a tenere sempre il cervello acceso (per la
> prova che deve svolgere) e contemporaneamente preso dal sonno (per
> questioni fisiologiche) si viene a trovare in una condizione di stress
> paurosa.

Certo, su questo hai perfettamente ragione. Ma lo stress fa parte - purtroppo - di
qualsiasi prova, anche di un concerto, in modo piu' o meno pronunciato, ma c'e'. Questi
esami sono delle vere maratone, ma - e qui voglio un po' provocarti! - perche' non provi a
propormi un'alternativa seria, che non sia quella di fare tutto a casa?

> >Rito di iniziazione? Immagina - solo per fare un esempio - di lavorare
> >in televisione e di dover consegnare l'arrangiamento per big band di un
> >numero di varieta' sei ore dopo che ti hanno consegnato la traccia.
> >Oppure di lavorare nel cinema e di avere tre giorni per orchestrare
> >l'intera colonna sonora di un film, con i copisti che ti strappano i
> >fogli di mano e l'orchestra gia' prenotata per registrare. Nefandezze?
> >Cose che succedono.
>
> Ma come mai ci sono tempi cosi' corti? Perche' la colonna sonora non
> viene preparata un mese prima e l'arrangiamento pure?
> Che fretta ha la gente?

La stessa fretta che - per esempio - portava Bach a dover scrivere una Cantata alla
settimana :-)

Segue nel prossimo messaggio...

A presto!

Giacomo Andreola

unread,
Apr 4, 1999, 4:00:00 AM4/4/99
to

Luca Logi ha scritto nel messaggio
<1999040220...@dadovago6122.dada.it>...

>Giampaolo Bellavite <bell...@easynet.it> wrote:
>
>> Uno: conoscenza assoluta, integrale e minuziosa? Mi dici da dove arriva
>> quest'idea?
>
>Allora, torniamo indietro nel thread. Un certo Bellavite in data 31 Mar
>1999 23:31:28 +0200 postava le seguenti parole:
>
>> Posso dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni
>> intervento dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale
significato
>> della sinfonia.
>
>Dovevo volevo arrivare? Conosco fior di musicisti che dopo 40 anni di
>onorata carriera e centinaia di esecuzioni non si sognerebbero di dire -
>non dico di scrivere - le stesse parole.

Vorrei una conferma da te: io ho sempre pensato (e ogni tanto qualche
episodio mi ha confermato in questa idea) che i direttori d'orchestra - o
almeno alcuni tra i piu' dotati - conoscessero per filo e per segno le
partitura che stavano dirigendo. Proprio nel senso di sapere che a battuta
134 il corni hanno un MIb di due quarti e che i violoncelli a battuta 204
hanno uno sforzando sul terzo quarto.
E' vero, possibile o anche questa, come la capacita' di comporre senza
scriverelo per esteso un canone per aumentazione a moto contrario e' una
cosa che va oltra alle capacita' umane?

Ciao

Giacomo


Marco Marcelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to

Luca Logi wrote:

> La faccenda non e' cosi' semplice. Piu' che comporre per vivere,
> attualmente sto orchestrando dei brani per pagare le rate del
> condominio.
>

Cos'e' che fai, tu? :-)))))

--
=================================================
Marco Marcelli - Genova
E-Mail1: marco.m...@elsag.it [ufficio]
E-Mail2: marc...@money.it [casa] (ICQ: 29326392)
=================================================

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Giulio Peruginelli ha scritto:

> On Sat, 3 Apr 1999 20:53:12 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:


>
> >Mi chiederete: dove sta l'arte in tutto questo?
> Hai centrato il problema da me sollevato (e sempre da me espresso
> cosi' male, in modo tale da "scatenare" Ninci....(:-)))):

Non mi sono "scatenato", stai tranquillo! Resta sempre valida la proposta
per il ponce...

> dall'alto...ehm, dal basso della mia gioventu' mi, anzi VI, chiedo
> proprio che fine fa l'arte.
> "E' piu' importante il presto che il bene", ma dove andremo (andro') a
> finire????

Ti ripeto qui, in un messaggio insolitamente breve per me ( :-) ), una
frase gia' detta )ma forse sepolta fra altre mille parole), per farla
risaltare meglio.

Non e' tanto piu' importante il presto del bene, ma bisogna "allenarsi" a
fare bene il piu' presto possibile. Questo perche' se ti viene chiesto di
fare un concerto domani devi dire di si' (altrimenti qualcun altro lo fa
al posto tuo, e tu resti senza pappa), e devi pure farlo bene (altrimenti
e' l'ultima volta che mangi). Dura legge di mercato? Forse, ma ricordati
che nessuno, almeno fino a quando non ti chiami - diciamo un nome a caso -
Pollini, ti chiede un concerto e ti dice anche:
"Fissi pure lei la data"
"Sono libero fra tre anni"
"Va benissimo, come vuole lei, maestro!"

Se ti chiamano e non sei pronto ad accettare, stai pur tranquillo che c'e'
una lista lunga come l'elenco telefonico di New York a cui attingere...

Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una
Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?

Ciao!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
... segue dal messaggio precedente...

Giulio Peruginelli ha scritto:

> On Fri, 02 Apr 1999 23:28:58 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
> wrote:
>
> >Non sono d'accordo assolutamente nel definire "nefandezza" qualcosa che non si
> >conosce, di cui non si comprende fino in fondo il significato e le
> >motivazioni.
>
> Se per "non si conosce" intendi che non sono diplomato in composizione
> ti do' ragione.
> Ma se e' per questo anche tu non la conosci. (:-)

Io ho detto in un messaggio piuttosto chiaramente che non sono diplomato in composizione
(anche se ho frequentato il corso, poi interrotto per trasferirmi in un altro
Conservatorio per frequentare quello di clavicembalo), ma che sono diplomato in Organo e
Composizione organistica. E ti assicuro che anche noi abbiamo le nostre brave clausure,
fra corso inferiore, medio e diploma. Nessuna raggiunge le 36 ore, ma considerando che,
negli stessi giorni, dobbiamo affrontare anche le varie esecuzioni, tutte le prove
pratiche (lettura nella partitura vocale in chiavi antiche, canto gregoriano, trasporto,
letture a prima vista), l'improvvisazione, i pezzi in tre ore, ti assicuro che lo stress
fisico non e' da meno!
Quindi, credo che mi si possa dare atto che e' un problema che conosco, oltretutto anche
per l'esperienza quasi ventennale di insegnamento... :-)

> Per questo ho chiesto ai diplomati in composizione di spiegarmi questi
> "significati" e "motivazioni". Che male c'e' in quello che ho detto?

Niente, in questo! E niente neppure nell'aver definito "nefandezze" tali prove d'esame.
Ma solo una grossa inesattezza: per "nefandezza" si intende - di solito - qualcosa di
molto grave. Ma il perche' considero il tuo giudizio inesatto, forse, emergera' dalle
risposte che ti daro' in seguito.

> La mia e' soltanto un'osservazione basata su dati di fatto. Se poi e'
> un'osservazione sbagliata e' un altro conto.
> Non mi sveglio una mattina e mi metto a parlare male di qualcosa che
> non conosco; se dico che le cose che vanno male al conservatorio sono
> molte una ragione ci sara' (questo per dirti che non 'sparo a zero').

E allora, scusa, perche' non vuoi fidarti di chi ci vive dentro da un anno all'altro e
ti dice che le nefandezze non sono queste, ma ben altre? Se vuoi ti potrei fare un
elenco chilometrico di cose che non vanno bene nei conservatori! Ma, per favore, non
buttiamo via il bambino insieme all'acqua!

> >in realta' questo modo di porre la questione riesce soltanto a
> >1) liquidare il problema in modo acritico lasciando di fatto tutto come era
> >prima (anche cio' che sarebbe bene cambiare)
>
> Io non ho liquidato nulla. Ho solo detto cio' che pensavo.
> E lungi da me proporre un cambiamento nel conservatorio italiano (mi
> aspetto gia' la critica: "e' troppo facile parlare male di qualcosa
> senza proporre un'alternativa!" )

No, scusami ancora! Se dici che qualcosa e' una nefandezza, pur dicendo semplicemente
quello che pensi, di fatto lo liquidi su due piedi! E perche', se hai delle proposte,
non le avanzi? E se sul momento non hai proposte, perche' non provi a convogliare la tua
"energia", la tua "irruenza", piuttosto che in senso unicamente "distruttivo" (la
critica fine a se stessa), in senso "costruttivo", con idee, che potrebbero si' essere
anche imperfette, ma che potrebbero essere un punto di partenza per una discussione
proficua?

> >2) far apparire tutto come da buttare (anche cio' che sarebbe invece bene
> >salvare!), e uccidendo sul nascere ogni possibilita' di avere una struttura
> >efficiente.
>
> Se non trovi assurdo (come la trovo io) una tale prova fisica
> all'esame di composizione e' solamente una questione di punti di
> vista.

E io non posso che ripeterti la stessa cosa: *tutti* gli esami di conservatorio sono
prove che coinvolgono una certa dose di energia fisica. E' sempre stato cosi', in tutti
i paesi del mondo, e - probabilmente - sara' sempre cosi'. Spostiamo per un attimo il
discorso sullo studio di uno strumento. Ti parlo di quelli che conosco meglio: organo,
clavicembalo, pianoforte, ma anche se non ho sottomano i programmi degli altri strumenti
credo che non sia poi troppo diverso (amici esperti fatevi avanti!). Credi, per esempio,
che la messe di preludi e fuga di Bach e di studi di Clementi per il corso medio di
pianoforte sia meno impegnativa da un punto di vista *fisico*? Credi che tutto il Franck
del diploma d'organo non richieda altrettanta energia? Credi che l'improvvisazione -
sempre al diploma d'organo - sia una passeggiata (o vorresti che fosse preparata a casa
pure questa? :-) )? E potrei andare avanti ancora...
Tu credi che tutto questo sia inutile? Credi che tutto questo non abbia niente a che
fare con l'"arte"? E allora io ti chiedo: credi che quando ti troverai di fronte ad un
pubblico, tu e il tuo strumento da soli, con un programma da eseguire, lo stress emotivo
e la fatica *fisica* siano minori? La risposta e' talmente ovvia che non credo neppure
il caso di doverla dare, ma cerchero' invece di spostare il punto di vista con un'altra
considerazione. Nella mia esperienza sia di insegnante che di musicista "militante" ho
capito che lo scopo della tecnica non e' tanto quello di far esclamare a chi ti vede
suonare "Oh! Guarda com'e' difficile quel brano! E com'e' bravo quello a eseguire una
cosa cosi' impegnativa!", ma piuttosto "Ma guarda un po'! Sembra che si stia bevendo un
bicchier d'acqua...". In altre parole lo stress deve essere completamente superato, si
deve trovare la via per renderlo innocuo, essendo completamente padroni di se stessi e
di cio' che si sta suonando. Ma di fronte ad un pubblico non puoi barare, non puoi fare
e rifare la stessa cosa fino a che non ti viene bene: la prima risposta e' quella che
conta, come direbbe Mike Bongiorno :-) E se la scuola ti abitua a fare i conti col
tempo, a fare i conti con lo stress, a fare i conti con il dispendio di energia fisica,
non ci vedo proprio nulla di male.
Ripeto ancora, per evitare malintesi: vorrei cambiare mille e una cosa nei conservatori,
ma non sono certo questi i veri problemi!

> Ma perche' sei cosi' sulle difensive?

Tutt'altro, te lo assicuro. E' soltanto un'incontrollabile allergia ai giudizi
distruttivi. E non credo di dovermi difendere da nulla, ma soltanto di difendere cio'
che puo' essere migliorato, e *deve* essere migliorato, ma che, credimi, ha anche molti
lati buoni, ed ha prodotto anche ottimi musicisti in tutti questi anni, proprio anche
attraverso quelle assurde prove fisiche che tu vorresti eliminare. Non sono
assolutamente un tipo reazionario (anzi, tutt'altro!), ma credo che una sorta di
"sessantotto", col "sei" politico e senza alcuna selezione, in ambito musicale farebbe -
come si dice dalle mie parti, e penso anche dalle tue! - piu' danni della grandine!
Mi perdonino coloro che il '68 lo hanno vissuto davvero (io allora ero in troppo tenera
eta' per capirci qualcosa...) se ho preso come esempio questo periodo in modo improprio.

> In che senso non circostanziati? Dire che c'e' una prova (chiusa) di
> 36 ore, tra le altre prove, e che tale prova mi sembra assurda, ti
> sembra un giudizio drastico?
> Si', a quel che vedo...(:-)

E' un giudizio drastico quando qualcuno dice che "Vincenzo Ninci e' un imbecille", e' un
giudizio circostanziato quando invece dice che "Vincenzo Ninci e' un imbecille perche'
mangia le cipolline sotto aceto con la Nutella, se ne va in giro con una gonna a pieghe
e le calze di seta non avendo assolutamente le physique du role, e tutte le mattine si
sciacqua i denti con l'urina, come l'Ignazio di catulliana memoria..." :-)

> >Ma la domanda e': perche' ti stupisci?
>
> Ti ho gia' risposto; ora ti rivolto la domanda: perche' non mi dovrei
> stupire? Forse dici che non mi dovrei stupire perche' non conosco
> l'intera faccenda? A me sembra anche di conoscerla abbastanza, grazie.

Scusami, tu potrai dire che non ti interessa assolutamente capire il perche' della
presenza di certe prove (che ho tentato prima di motivarti), ed io rispetto il tuo
parere e mi fermo qui. Ma non puoi stupirti che certe prove esistano, proprio perche' in
ogni ambito c'e' comunque una serie di sbarramenti, di selezioni, che devono essere
presenti. Credi che qualunque concorso per il conseguimento di un posto di lavoro non
coinvolga i fattori stress e resistenza fisica? Quando ci si trova davanti a queste
prove, pur avendo superato a pieni voti gli esami scolastici (che gia' tu giudichi
"pesanti"), spesso si nota che l'impegno e' ancora superiore. Credi che quando fai
un'audizione per un posto in orchestra sia meno impegnativo tenersi sotto mano tutti i
passi orchestrali, e quant'altro (Luca, ci puoi dare elementi piu' precisi, qui
l'esperto sei tu!)? Bene: ripeto che se la scuola prepara *anche* a questo, fa il suo
dovere.

> >A qualunque esame scritto - per esempio di italiano - non viene forse dato un
> >tema da svolgere? E questo tema non deve essere svolto nell'aula, senza poter
> >uscire (a parte le necessita' fisiologiche, ovviamente) prima di aver
> >terminato e consegnato? Anche se le porte non sono chiuse, non e' come se lo
> >fossero?
>
> Appunto. Anche queste prove mi sembrano assurde. Ma non arrivano ai
> livelli di questa qua.

E dai, Giulio!!! Non scadiamo nel grottesco! Scusami, ma cosa intendi tu per "esame"?
Vorresti che tutto fosse un "gioco", una "passeggiata"?

> >Se le ore ti sembrano cosi' tante,
>
> Non hai capito. E non capisco io perche' ti sei lanciato 'contro' di me.
> Insomma:
> MI SEMBRANO POCHE ORE!!!

Anzitutto credimi che non mi sono lanciato contro di te ne' contro nessun altro. Non
sono certo il tipo, come forse dovresti esserti accorto quella domenica mattina a
Firenze.
Io intendevo "Se le ore ti sembrano cosi' tante *per essere sopportate*"!
Che poi ti sembrino poche ore, questo e' un altro problema, ma almeno costituiscono un
parametro oggettivo di giudizio (tutti i candidati sono nelle stesse condizioni).
Ti assicuro che sono altre le cose che non funzionano! Non mi stanchero' mai di
ripeterlo, anche perche' ritengo giusto che la scuola prepari anche alla vita reale, che
e' fatta soprattutto di quello che splendidamente bene gia' ti diceva Luca.

> Un tizio come Brahms (tanto per citarne uno) tornava sulle sue
> composizioni piu' volte nell'arco della sua *vita*, e c'e' gente che
> crede che in 36 ore si possa fare qualcosa?
> Non nego che c'e' gente che ci riesca (novello Mozart?), ma altri che
> hanno ritmi piu' lenti si trovano alle strette con il poco tempo che
> hanno a disposizione.

Aaaaaaaalt! Ecco il "baco"!!!
Perche' tu credi che al diploma di composizione (o in qualsiasi altra prova scritta di
un esame) si debba scrivere un brano di musica come comunemente si intende?
I programmi di composizione prevedono lo studio di alcune forme (e qui, sta il *vero*
problema, la vera limitazione, a mio avviso, poiche' la visione e' parziale, e andrebbe
soprattutto oggi, rivista), e l'esame deve testare se tali tecniche (la fuga, la sonata,
il contrappunto in doppio coro, la romanza per pianoforte, ecc.) sono state assimilate.
A tal punto da scrivere - ad esempio - una fuga *di scuola* in un tempo determinato.
Nessuno ti chiede di scrivere il primo tempo di una sinfonia come Beethoven, Brahms o
Bruckner (tanto per restare alla lettera "B"), ci mancherebbe altro! Si potrebbe
discutere su questo, ecco, cioe' su quanto sia giusto limitarsi alla composizione "di
scuola" (da fare *rigorosamente* nella sede dell'esame e in un tempo determinato uguale
per tutti) senza invece chiedere all'esaminando di proporre anche uno o piu' brani
"creativi", personali (questo da fare invece tranquillamente a casa). Ma e' persino
troppo ovvio che delle prove uguali per tutti ci debbano essere, e che tutti diano prova
di saper padroneggiare certe forme. Mentre non sarebbe assolutamente possibile imporre a
tutti di essere creativi e personali in forme assegnate dall'alto, ne' sarebbe possibile
giudicare (in vista del risultato dell'esame) brani troppo diversi fra di loro. Prova un
po' tu: ti si presentassero Bach e Schubert, il primo con una Sonata per violino solo o
con un Concerto Brandeburghese, il secondo con un Improvviso per pianoforte o un Lied,
quale voto daresti ai due, cercando di mantenere un'omogeneita' di giudizio?

> Ho gia' risposto a questa domanda. Dare soltanto prove da fare a casa,
> in tempi molto piu' lunghi. Delle tesi universitarie, come ha
> accennato Logi.

La composizione di una prova d'esame (composizione, ribadisco, *di scuola*) e' una cosa
troppo diversa da una tesi universitaria. Sarebbe come se un esame di strumento
prevedesse prove registrate su cassetta a casa e fatte poi ascoltare alla commissione il
giorno della prova! Comunque anche le tesi prevedono una discussione, cioe' un momento
in cui devi dare prova di padroneggiare l'argomento discutendone ed esponendoti anche al
contenzioso, il che comporta sicuramente un discreto stress! La soluzione, in ambito
musicale, non e' praticabile, soprattutto perche' poi la realta' del mondo lavorativo
sarebbe molto diversa (so che l'ho gia' detto, ma oramai sono qui a ripetermi...).

> Ma cmq qua si torna al discorso di partenza: non voglio certo proporre
> dei cambiamenti (magari perggiorerei le cose); ho detto solo cio' che
> penso su cio' che ho visto e in parte vissuto.

Ecco, perche' allora non parli - se vuoi - di cio' che hai vissuto, piu' che di cio' che
hai semplicemente visto? Questo sarebbe sicuramente piu' interessante, piu' vero, piu'
costruttivo in quanto tua esperienza personale. Non credi?
A me farebbe piacere che tu lo facessi, perche' sicuramente potrei capire qualcosa di
nuovo, e te lo dico sinceramente.

> D'accordo, nessun problema (se mi passi la ripetizione). Ma perche'
> non accetti il fatto che io ce lo veda?

Non e' che io non accetti il fatto che tu ce lo veda, ma preferirei che tu mi portassi
una tua esperienza vissuta, proprio per quello che ti dicevo prima.

> Si', ma questi esami sembrano dei deterrenti verso coloro che si
> avvicinano alla composizione.

Attenzione... Non credere che il corso di composizione sia quello che - mi sembra di
capire - tu credi che sia! Ti ho gia' detto che cosa penso al riguardo, quindi non mi
ripetero'. Credo che si potrebbe, ad esempio, discutere su cosa *dovrebbe* essere il
corso di composizione. Cosi' come e' strutturato adesso, anche gli esami cosi' come sono
concepiti mostrano una certa coerenza. Qui preferisco lasciare spazio a coloro che hanno
seguito fino in fondo il corso, o addirittura ai docenti di composizione (ce ne sono
anche fra noi sul ng!), ma faccio anche un paio di considerazioni.
Il programma di composizione, piu' che formare compositori "militanti", ambisce a far
conoscere alcune delle forme usate nei secoli passati, imparare ad usarle, imparare ad
analizzare le composizioni storiche, per trarre il massimo da quello che la storia della
musica ci ha consegnato in eredita' e sviluppare un certo "mestiere". Punto e basta. Chi
puo' e vuole poi sfruttare questo per esprimere la propria creativita', puo' farlo, e
nessuno gli chiede piu' di scrivere un brano in 12 , 18 o 36 ore. Mi chiedo se la scuola
non dovrebbe anche stimolare l'aspetto creativo degli allievi di composizione, ma questo
e' un altro problema, come dicevo prima.
Ad onor del vero va comunque detto che moltissimi docenti di composizione (se non tutti)
curano anche questo aspetto, cercando di far muovere i propri allievi anche nella
direzione della composizione "non di scuola". Ma questo - e' bene dirlo - esulando dai
programmi "ufficiali".
A questo punto sono io a porre la domanda a loro: quanto credete che questo aspetto sia
da richiedere e da inserire a pieno titolo in una sorta di utopico programma "ideale"
dei conservatori italiani del ventunesimo secolo?

> >D'altra parte, per conseguire un diploma di Composizione, dovrai pur dar prova
> >di aver assimilato le regole e di saperle applicare, no? E come puoi
> >dimostrare questo se non svolgendo nel modo richiesto un tema dato?
>
> Nel modo migliore possibile; bisogna mettere il candidato
> *completamente* a suo agio. Una persona faceva riferimento al caldo
> torrido dell'Estate. Anche questo non ti sembra un fattore che puo'
> condizionare negativamente un povero studente? Perche' insomma gli
> esami si fanno di estate? (:-)))
> Solo per il fatto che non vedo un'altra soluzione non puoi dire: "non
> ci sono alternative".

Sai, fino a quando l'anno accademico iniziera' a novembre gli esami saranno sempre a
luglio... Oltretutto (lo dico io perche' ancora nessuno mi sembra vi abbia fatto
riferimento) gli esami di diploma di composizione sono gli unici vincolati ad una data
precisa uguale per tutti i conservatori (cioe' non si potrebbero anticipare neppure se
lo si volesse, allo stato attuale delle cose) a causa del fatto che ci sono prove il
cui testo e' assegnato dal Ministero e non dalla Commissione esaminatrice.
Ma in un certo senso esiste anche l'alternativa: basta chiedere di sostenere l'esame
nella sessione autunnale :-)

> >Potrai mica portarti il lavoro bello e che fatto da casa? Non ti sembra ragionevole
> >che ti venga richiesto di dimostrare di essere stato proprio tu quello che ha
> >svolto il lavoro, e nello stesso tempo concesso a tutti gli altri candidati?
>
> Ma dai, su'! Ci sono frotte intere di compositori che hanno copiato
> l'uno dall'altro e preso in prestito temi di qua' e di la'.....
> Cmq non mi sembra una buona ragione per sottoporre una persona ad una
> prova come questa.
> Si arrivera' agli arresti domiciliari?(:-)))

Continui a confondere la composizione "militante" con le prove d'esame, che sono e
restano prove di scuola...

> >Cio' che viene messo alla prova e' la padronanza di certe tecniche di scrittura,
> >dell'uso di certe forme.
>
> Certamente, non lo mettevo in dubbio. Ma e' proprio vero che la
> commissione non si lascia influenzare in tal senso? Cioe' giudichi non
> solo la padronanza di certe tecniche e sia veramente imparziale?
> In una materia come la composizione (lei piu' di altre) bisogna stare
> molto attenti a come la nostra esperienza influisce nel nostro
> giudizio.....

Forse non piu' di quanto cio' influisca anche quando si giudica un'esecuzione
strumentale. Ma ti chiederei di precisare un po' di piu' quanto dici. Non e' che stai
ancora pensando al "giudicare l'arte" piuttosto che al "giudicare una prova di scuola"?

> >il concetto e' sempre lo stesso: dar prova di
> >sapersela cavare in un certo compito in un lasso di tempo determinato.
>
> Appunto: perche' tutta questa fretta? Non lo capisco.

Perche' poi ti capitera' anche nella vita reale, per esempio. E potrei ancora una volta
rigirarti il discorso domandandoti: riterresti lecito permettere ad uno strumentista di
suonare un brano 5, 6 o 10 volte di seguito per ottenere un'esecuzione "pulita"? Questo
non e' permesso, proprio per il teorema di Mike Bongiorno (quello della prima
risposta...), e non mi stupisce neanche un po' che ci sia un parametro analogo per una
prova scritta.

> Un'altra cosa assurda (che sento piu' vicina) e' che nel corso di
> violino (tra le altre cose) non siano previste le sonate per vl e clv
> di Bach. Certo se uno vuole le porta, ma quanti violinisti hai sentito
> suonarle? o quantomeno, dico io, conoscerle????
> E poi vi lamentate perche' ci sono musicisti che non le conoscono!!
> Se il conservatorio funziona cosi', ti credo.

1) non tutto puo' essere scritto nei programmi d'esame, e sta anche al docente far
rientrare nel corso di studi tutto quanto ritenga opportuno far conoscere all'allievo.
Se tu sapessi quante lacune esistono nei programmi di organo! Ma se tu sapessi anche
quanti docenti le colmano...
2) la scuola (qualsiasi scuola) non puo' fornire *tutte* le nozioni dello scibile umano,
ma (e sarebbe gia' un risultato enorme!) *i mezzi* per poterle poi acquisire. Se un
docente di violino ti mette in grado di affrontare le Sonate di Bach, ammesso e non
concesso che non te le abbia gia' fatte almeno assaggiare durante il corso, ha gia'
assolto al suo compito;
3) che i programmi siano vecchi e da riformare lo diciamo da almeno 30 anni (ma forse
anche di piu'). Se chiediamo a gran voce una riforma e' anche per poter avere programmi
piu' elastici ed attuali, senza dover sottostare a questo centralismo che paralizza
tutte le iniziative. Attualmente per cambiare un programma occorre che cio' venga fatto
dal ministero. Il perche' questo non sia stato ancora fatto, nonostante *tutti* i
docenti, ciascuno per la propria disciplina, lo abbiano chiesto da tempo immemorabile,
resta un mistero.

> Con programmi risalenti al 1920, mi sembra che qualcosina sia da
> rifare, non trovi?

Gia' risposto...

> >Io non sono diplomato in Composizione, ma anche il corso di Organo prevede le
> >sue brave clausure:
>
> Come tutti i corsi, mi sembra. Chi piu' chi meno.
> Ecco, a me e' sembrato che a composizione si fosse raggiunto un limite
> assurdo, insopportabile (magari lo e' per me, ma non per voi....pero'
> chiunque volesse diplomarsi in questa disciplina dovrebbe essere messo
> nelle migliori condizioni).

Ma nelle migliori condizioni di che cosa, scusa? Con quale criterio giudicheresti le
migliori condizioni per un allievo di composizione piuttosto che per uno di pianoforte,
di violino o di organo?

> Cmq se i diplomati in composizione mi "rassicurano", ne sono ben
> felice. Per loro!!!!

Forse, a conclusione di tutto questo chilometrico messaggio, devo proprio sospettare che
il tuo giudizio sia scaturito da un malinteso di fondo su cio' che e' in realta' -
almeno allo stato attuale - il corso di composizione. Ma la stessa cosa si potrebbe dire
di qualsiasi corso di conservatorio, e di ogni altra disciplina. L'universita', per
esempio, non forma medici, ma laureati in medicina, non avvocati, ma laureati in
giurisprudenza, e cosi' via. Non per niente tutti questi signori hanno un esame
successivo (esame di stato) per poter dar loro la facolta' di esercitare la professione!
Anche per noi e' cosi'. Arrivati al diploma (che puo' tranquillamente essere considerato
come una laurea) non siamo ne' violinisti, ne' organisti ne' compositori: il nostro
"esame di stato" e' rappresentato da quella gavetta che ad ognuno di noi tocca fare
prima di potersi presentare ad un pubblico di una certa "consistenza" con tutte le carte
in regola.

Scusatemi per il messaggio chilometrico... Ma oramai dovreste esserci abituati!

Ciao!

bec...@conmet.it

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
On Sun, 4 Apr 1999 16:54:46 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:


> E viceversa, una volta montato il film, credi che ci sia voglia di stare ad aspettare che il musicista faccia i suoi comodi? --- Ma forse
>Lomi potra' spiegartelo meglio di me.)
>
>Fretta? Il tempo e' denaro, figliolo. Tanto denaro. Quando in un
>progetto sono coinvolte tante persone, anche una sola ora di ritardo
>puo' essere un disastro finanziario.
>

Aggiungo poi che una volta che si è scritta una partitura per
orchestra e che si deve registrare per un film, sappi che si
registrano prima i pezzi dove ci sono tutti, poi quelli dove ce ne
sono meno e per ultimi quelli dove eventualmente suona un solista. Il
tutto per risparmiare soldi sulla paga oraria degli esecutori. E' una
catena di montaggio e le prove di diploma sono uno scherzo in
confronto alla vita: conosco gente che lavora nel settore (e fa molti
soldi con poca e povera musica) che quando scatta l'ora "X" smettono
di mangiare, di dormire e di andare al cesso fin tanto che la cononna
musicale non è terminata.

ciao e buona pasquetta

Roberto Becheri


Giulio Peruginelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
On Sun, 4 Apr 1999 16:54:41 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>La faccenda non e' cosi' semplice. Piu' che comporre per vivere,
>attualmente sto orchestrando dei brani per pagare le rate del
>condominio.

Hai detto nulla!
E cosa stai orchestrando? Che genere di musica?

>Se vuoi sentire qualcosa, c'e' sempre una delle variazioni collezionate
>dal tuo amico Andreola.

Si', ma qual e' la tua?

Ciao

fabio...@flashnet.it

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
On Mon, 05 Apr 1999 01:46:54 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Giulio Peruginelli ha scritto:
>


>> On Sat, 3 Apr 1999 20:53:12 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>>
>> >Mi chiederete: dove sta l'arte in tutto questo?
>> Hai centrato il problema da me sollevato (e sempre da me espresso
>> cosi' male, in modo tale da "scatenare" Ninci....(:-)))):
>
>Non mi sono "scatenato", stai tranquillo! Resta sempre valida la proposta
>per il ponce...
>
>> dall'alto...ehm, dal basso della mia gioventu' mi, anzi VI, chiedo
>> proprio che fine fa l'arte.
>> "E' piu' importante il presto che il bene", ma dove andremo (andro') a
>> finire????
>
>Ti ripeto qui, in un messaggio insolitamente breve per me ( :-) ), una
>frase gia' detta )ma forse sepolta fra altre mille parole), per farla
>risaltare meglio.
>
>Non e' tanto piu' importante il presto del bene, ma bisogna "allenarsi" a
>fare bene il piu' presto possibile.

è vero, in ogni settore; ma qualcuno ha qualche "esclusiva": sei il
solo che sa tutto, non so, di andreotti o d'alema, se quello che ha (
:=)) ) coperto bonnet, o altre simili peculiarità, sempre in ogni
campo


Questo perche' se ti viene chiesto di
>fare un concerto domani devi dire di si' (altrimenti qualcun altro lo fa
>al posto tuo, e tu resti senza pappa), e devi pure farlo bene (altrimenti
>e' l'ultima volta che mangi). Dura legge di mercato? Forse, ma ricordati
>che nessuno, almeno fino a quando non ti chiami - diciamo un nome a caso -
>Pollini, ti chiede un concerto

nemmeno se hai scoperto bonnet?


e ti dice anche:
>"Fissi pure lei la data"
>"Sono libero fra tre anni"
>"Va benissimo, come vuole lei, maestro!"

è vero: di solito ti chiedono se fai qualcosa, poi vieni a scoprire
che era quasi per l'altro ieri (in altri campi, non nei concerti); ma
in due giorni lo fai, e scopri che l'altro ieri, invece, era il
poidomani


>
>Se ti chiamano e non sei pronto ad accettare, stai pur tranquillo che c'e'
>una lista lunga come l'elenco telefonico di New York a cui attingere...

dipende: sempre se sei il solo che sa tutto su d'alema, o che ha
scoperto bonnet, o che sei il più volecoe, o altre simili bazzecole,
di concorrenti allora ce ne sono pochi. per fortuna


>
>Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una
>Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
>difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?

ogni tempo ha i suoi mostri; bach doveva fare questo, altri insegnare
a scuola regolarmente, altri ancora fare cose che oggi sarebbero per
noi incomprensibili. ogni domenica in san pioetro all'organo, ogni
settimana con una nuova opera? o alla chiesa nuova, o a santa maria
del popolo, o in laterano? c'è un davide da bergamo, credo compagno di
scuola di donizzetti, che quando scrive cose d'organo (e il suo amico
era ormai famoso e faceva opere), scrive degli offertori che sembrano
"partiam partiam", o dei communio che sono (absit iniura) "mangiam
mangiam"; divertentissimo; ma quanto (ninci, ne sai qualcosa) deve
aver penato e sudato. e oggi, lo conosciamo in 14. o 27?
>
>Ciao!
salutoni
fabio

fabio...@flashnet.it

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to

>
>E io non posso che ripeterti la stessa cosa: *tutti* gli esami di conservatorio sono
>prove che coinvolgono una certa dose di energia fisica.
etc etc

Credi che tutto il Franck
>del diploma d'organo non richieda altrettanta energia? Credi che l'improvvisazione -
>sempre al diploma d'organo - sia una passeggiata (o vorresti che fosse preparata a casa
>pure questa? :-) )? E potrei andare avanti ancora...

curiuositą; mai suonato ad nos salutarem undam di liszt, e che ne
pensi? lo amo molto; lo fanno in pochi perché č durissimo; ne ho
lontani ricordi di cui un giorno magari dirņ
salutoni
fabio


Giacomo Andreola

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to

Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> ha scritto nel messaggio
<3708ffa2...@news.tin.it>...

>On Sun, 4 Apr 1999 16:54:41 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
>>Se vuoi sentire qualcosa, c'e' sempre una delle variazioni collezionate
>>dal tuo amico Andreola.
>
>Si', ma qual e' la tua?


Beh, la migliore, no?

Io, queste variazioni le sto registrando su cassetta, e piu' le sento, piu'
penso che sarebbe il caso di ritentare l'esperimento: so che Vinix ha in
serbo un bel tema da cui partire.....
Avrei voglia di mandare la cassetta a quei tre o quattro professionisti
del guppo che avessero voglia di ascoltarle e di scrivere un breve commento
su ciascuna. Sarebbe il giusto riconoscimento per gli immani sforzi
compositivi di questi valenti dilettanti (Logi escluso) che non hanno avuto
paura a buttarsi in cotale cimento.
Dopo i primi partecipanti di gennaio, mi sono giunti files midi fino a un
mese fa. Ecco l'elenco dei compositori abbinati ai files.
1. Vinix
2. Cioran's
3. De Merulis
4. De Merulis
5. Andreola
6. Giamberduca
7. Klaus
8. De Merulis
9. Logi
10. Andreola
11. Innocenti
12. Paolo
13. Vinix
14. De Merulis
15. Di Nicola
16. Christen
17. Christen
18. Wentu
19. Frater Sinister
20. Gerelli
21. Vinix

Ciao
Giacomo


Giulio Peruginelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Quani mex hai scritto? Fatico a starti dietro...

On Sun, 04 Apr 1999 23:19:26 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Non vorrei che tu ti fossi fatto di me un'idea sbagliata.

Su Internet puo' succedere anche molto spesso.

>Ti posso assicurare (e chi mi
>conosce di persona lo sa perfettamente) che non amo assolutamente la polemica (anche se amo
>invece esporre le mie opinioni), ma che i giudizi tagliati con l'accetta mi fanno
>rabbrividire, e quindi mi spingono a ribattere abbastanza energicamente.

Il mio non e' un giudizio tagliato con l'accetta, ma ponderato a
dovere. Cuntent?

>Per questo, soltanto la parola "nefandezze" mi ha spinto e mi spinge a continuare questo
>thread,

Ma perche' state tutti a scandalizzarvi per certe inezie? Quell'altro
se la piglia perche' c'e' gente che "osa" dire barzellette sui
violisti, quell'altro perche' dico che la Ciaccona di tal dei tali e'
raccapricciante.... ma basta!!!
Dovete un po' uscire dal formalismo, slegarvi da certi preconcetti.
Uno scrive nefandezze e voi giu' all'impazzata come se fosse crollato
il mondo. Capisco bene che a te la questione colpisce personalmente
(lavori in un conservatorio) ma non capisco proprio perche'
prendersela cosi' tanto se si ha la coscienza a posto.


>non tanto perche' io voglia sostenere che "tutto va bene" (anzi, sono in prima
>linea per cercare di cambiare le cose, te lo posso provare!),

E allora? Vedi che si dice le stesse cose? Solo che io non ho la tua
stessa forma.

>ma perche' non si puo'
>liquidare con un epiteto del genere un problema che affonda le sue radici in un terreno
>molto profondo e irto di ostacoli.

Vedi? A te ho dato l'impressione di aver liquidato tutto. Certo, se
non mi dai nemmeno il tempo di spiegare.....


>Certo, su questo hai perfettamente ragione. Ma lo stress fa parte - purtroppo - di
>qualsiasi prova, anche di un concerto, in modo piu' o meno pronunciato, ma c'e'.

Ma bisogna cmq mettere il candidato nelle migliori condizioni
possibili. Anzitutto i prof devono assolutamente rispettare gli orari
(leggi: non venire in ritardo; non ho MAI visto un esame iniziare
puntualmente).

>Questi esami sono delle vere maratone, ma - e qui voglio un po' provocarti! - perche' non provi a
>propormi un'alternativa seria, che non sia quella di fare tutto a casa?

Perche' no, scusa? Secondo te Mozart o Beethoven componevano sotto il
mirino di un fucile?
Certo, come mi hai fatto notare dopo con Bach, avevano delle scadenze
di lavoro (almeno fino agli inizi dell'Ottocento), ma diamine!
Potevano sempre scegliere cosa fare delle loro composizioni (se
volevano consegnare quel lavoro lo consegnavano altrimenti ne facevano
un altro; vedi Brahms, ad esempio).

Per dire: se Bach per mancanza di ispirazione non riusciva a terminare
una cantata, poteva lasciarla li' per tempi migliori, e magari
consegnare qualcos'altro.

E cmq sia stiamo parlando di comporre, non di un quiz a tempo alla
Mike Bongiorno.

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
On Mon, 05 Apr 1999 01:46:54 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una


>Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
>difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?

Una settimana di tempo e' sempre piu' che 36 ore.
E, ripeto, nessuno lo chiudeva a chiave.

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
On Mon, 05 Apr 1999 01:36:12 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Io ho detto in un messaggio piuttosto chiaramente che non sono diplomato in composizione


>(anche se ho frequentato il corso, poi interrotto

Vedi? Ho ragione a dire che quegli esami sono dei deterrenti! (:-)

>per trasferirmi in un altro
>Conservatorio per frequentare quello di clavicembalo), ma che sono diplomato in Organo e
>Composizione organistica. E ti assicuro che anche noi abbiamo le nostre brave clausure,
>fra corso inferiore, medio e diploma.

Come ho gia' detto ogni corso all'interno del conservatorio ha queste
assurde clausure. Al violino ce n'e' una di tre ore all'ottavo, e una
di sei al decimo (alla mia prof gli dettero il conc per vl di
Bartok!!!! non dico altro....)

>Nessuna raggiunge le 36 ore, ma considerando che,
>negli stessi giorni, dobbiamo affrontare anche le varie esecuzioni, tutte le prove
>pratiche (lettura nella partitura vocale in chiavi antiche, canto gregoriano, trasporto,
>letture a prima vista), l'improvvisazione, i pezzi in tre ore, ti assicuro che lo stress
>fisico non e' da meno!

Lo so benissimo! Non certo per averlo vissuto, ma per averlo visto
patire, ehm, subire, ehm (:-)) fare da altri.
La prova didattica voi non ce l'avete? E' solo il violino che ce l'ha
al decimo anno oppure mi sbaglio?

>Quindi, credo che mi si possa dare atto che e' un problema che conosco, oltretutto anche
>per l'esperienza quasi ventennale di insegnamento... :-)

Non ho voluto certo offuscare la tua professionalita'.

>Niente, in questo! E niente neppure nell'aver definito "nefandezze" tali prove d'esame.
>Ma solo una grossa inesattezza: per "nefandezza" si intende - di solito - qualcosa di
>molto grave.

Perche' inesattezza? Per me e' molto grave questo stato di cose.
I programmi di esame cosi' rigidi sono una "nefandezza"; ma di questo
ne parliamo dopo.

>E allora, scusa, perche' non vuoi fidarti di chi ci vive dentro da un anno all'altro e
>ti dice che le nefandezze non sono queste, ma ben altre? Se vuoi ti potrei fare un
>elenco chilometrico di cose che non vanno bene nei conservatori!

Vedi allora che dici anche tu come me che queste nefandezze (basta ora
chiamarle cosi', che e' meglio) sono molte, troppe?

Mi sembra pero' di leggere dopo quali sono secondo te le 'magagne' del
conservatorio italiano.

>No, scusami ancora! Se dici che qualcosa e' una nefandezza, pur dicendo semplicemente
>quello che pensi, di fatto lo liquidi su due piedi! E perche', se hai delle proposte,
>non le avanzi?

Vediamo dopo a riguardo dei programmi di studi.

>"energia", la tua "irruenza", piuttosto che in senso unicamente "distruttivo" (la
>critica fine a se stessa),

Distruttiva?

>in senso "costruttivo", con idee, che potrebbero si' essere
>anche imperfette, ma che potrebbero essere un punto di partenza per una discussione
>proficua?

Proficua? Tu credi che cio' che dico puo' essere accolto da qualcuno?

>E io non posso che ripeterti la stessa cosa: *tutti* gli esami di conservatorio sono
>prove che coinvolgono una certa dose di energia fisica.

Ma non fino ad un livello cosi' assurdo, direi insopportabile.
Cmq non e' cosi' se Fly e Logi sono sopravvissuti e anche bene.

Se pero' dico in cosa consiste il programma d'esame di composizione ad
un qualunque volenteroso studente gli faccio passare un po' di voglia.

>E' sempre stato cosi', in tutti
>i paesi del mondo, e - probabilmente - sara' sempre cosi'.

Di bene in meglio...

>Credi, per esempio,
>che la messe di preludi e fuga di Bach e di studi di Clementi per il corso medio di
>pianoforte sia meno impegnativa da un punto di vista *fisico*?

No. Se per questo penso che il quint'anno di violino sia una
passeggiata in confronto a quello di pianoforte (la seconda e la terza
Suite inglese e un'altra messe di roba!!): il nostro dura 15 minuti a
dire tanto, il loro minimo una mezz'oretta.
E' tutto un po' sbilanciato...

>Tu credi che tutto questo sia inutile? Credi che tutto questo non abbia niente a che
>fare con l'"arte"?

Bravo, mi hai fatto la domanda che volevo sentirmi dire. La risposta
e': NO.

>E allora io ti chiedo: credi che quando ti troverai di fronte ad un
>pubblico, tu e il tuo strumento da soli, con un programma da eseguire, lo stress emotivo
>e la fatica *fisica* siano minori?

Vedi Glenn Gould.
Purtroppo non tutti possono fare come lui, a quanto sembra.

>E' soltanto un'incontrollabile allergia ai giudizi distruttivi.

E ridai'!!! Non ho detto niente di distruttivo. Come vedi il
conservatorio procede benissimo anche senza di me.

A sentire le vostre reazioni a volte mi sembra di essere un ministro,
o qualche persona che ricopre una carica importantissima, che decide
sulla vita di milioni di persone.
Tutto va avanti senza di me. Se parlo male, "distruttivamente" come
dici tu, dei conservatori, non e' che peggioro le gia' gravi
condizioni di questi enti.


>credimi, ha anche molti
>lati buoni, ed ha prodotto anche ottimi musicisti in tutti questi anni, proprio anche
>attraverso quelle assurde prove fisiche che tu vorresti eliminare.

A proposito del produrre musicisti: come mai ho l'impressione che il
conservatorio tenda a produrre dei solisti e non prepari quasi per
nulla verso la musica d'insieme? (da camera e da orchestra).
Il 95% degli esami, escluso quello di quartetto, di uno strumento ad
arco sono unicamente per preparare un solista. Sonate e partite per vl
solo, capricci di paganini, concerto classico e romantico..... ma la
musica da camera dove la mettiamo?
Ecco un'altra nefand...scusami, la forza dell'abitudine..... un'altra
cosa da sistemare.

E ancora, a riguardo della produzione dei musicisti: come mai
moltissimi pianisti (si', ora mi riferisco a questo strumento), subito
dopo il diploma lasciano lo strumento ? (questa volta ho proprio
l'esempio vivente in casa) Terminano qualsiasi contatto fisico con lo
strumeno.
Ho osservato questa problematica crisi di rigetto verso gli studi del
consevatorio. Risulta anche a te oppure anche questa e' una mia
"invenzione"? (:-)

>e' un giudizio circostanziato

Se non mi dai nemmeno il tempo di spiegare...

>Scusami, tu potrai dire che non ti interessa assolutamente capire il perche' della
>presenza di certe prove (che ho tentato prima di motivarti),

???? Lo dici tu. Se ho chiesto ai diplomati e ai docenti in
composizione il perche' di queste assurdita' vuol dire che sto
cercando di capire.

>Ma non puoi stupirti che certe prove esistano, proprio perche' in
>ogni ambito c'e' comunque una serie di sbarramenti, di selezioni, che devono essere
>presenti.

Dipende che prove sono. Se ti chiedono di fare un triplo salto mortale
carpiato per prendere la tua cattedra di organo di preoccuperesti un
po', no?
A volte (e ora lo vedo con piu' chiarezza all'universita') sembra
quasi che il sistema voglia allenare dei marines. E veniamoci incontro
qualche volta!! (mi riferisco ad assurdi orari, insostenibili per
qualcunque essere vivente...)


>E dai, Giulio!!! Non scadiamo nel grottesco! Scusami, ma cosa intendi tu per "esame"?
>Vorresti che tutto fosse un "gioco", una "passeggiata"?

Non certo un esame da marines (vedi Full Metal Jacket).

>Anzitutto credimi che non mi sono lanciato contro di te ne' contro nessun altro. Non
>sono certo il tipo, come forse dovresti esserti accorto quella domenica mattina a
>Firenze.

Mica te la sarai presa? Se dico che ti lanci verso di me non e' mia
intenzione offenderti, credimi.

>Io intendevo "Se le ore ti sembrano cosi' tante *per essere sopportate*"!

Non e' la questione di sopportare 36 ore. E' la questione di riuscire
a comporre in 36 ore. Al max si puo' fare un basso d'armonia...(:-))

>Perche' tu credi che al diploma di composizione (o in qualsiasi altra prova scritta di
>un esame) si debba scrivere un brano di musica come comunemente si intende?

Tu cosa intendi per brano musicale?

>I programmi di composizione prevedono lo studio di alcune forme (e qui, sta il *vero*
>problema, la vera limitazione, a mio avviso, poiche' la visione e' parziale, e andrebbe
>soprattutto oggi, rivista),

Quindi la cosa e' ancora piu' grave di come l'ho dipinta io.

>su quanto sia giusto limitarsi alla composizione "di
>scuola" (da fare *rigorosamente* nella sede dell'esame e in un tempo determinato uguale
>per tutti) senza invece chiedere all'esaminando di proporre anche uno o piu' brani
>"creativi", personali (questo da fare invece tranquillamente a casa).

Mi stai dicendo che non ci si preoccupa minimante della creativita'
dell'allievo??? Dimmi che ho capito male, ti prego!!!! Se c'e' qualche
docente di composizione batta un colpo!

Ho fatto male a mettere le virgolette, lo sapevo. Ci sono andato
troppo leggero, altroche'!


>Mentre non sarebbe assolutamente possibile imporre a
>tutti di essere creativi e personali in forme assegnate dall'alto,

Gia'. Ma sentire cio' che l'allievo ha da dire, no ?

>ne' sarebbe possibile
>giudicare (in vista del risultato dell'esame) brani troppo diversi fra di loro. Prova un
>po' tu: ti si presentassero Bach e Schubert, il primo con una Sonata per violino solo o
>con un Concerto Brandeburghese, il secondo con un Improvviso per pianoforte o un Lied,
>quale voto daresti ai due, cercando di mantenere un'omogeneita' di giudizio?

Non posso dire nulla. Non ho le competenze *tecniche* per giudicare
una composizione.


>La composizione di una prova d'esame (composizione, ribadisco, *di scuola*) e' una cosa
>troppo diversa da una tesi universitaria.

Non ti sembra assurdo che all'esame di Armonia Complementare si faccia
esaminare una forma musicale (che certamente si' l'allievo deve
conoscere in partenza), ma senza permettergli di ascoltarla?
Ad esempio ti 'schioccano' davanti una sonata di Paradisi, o di Haydn.
Come si fa a dire soltanto che il tema e' di x battute, lo sviluppo e'
nella tonalita' maggiore e altre dettagli simili?
Che senso ha, scusa? Almeno fatela ascoltare, che diamine!

>Ecco, perche' allora non parli - se vuoi - di cio' che hai vissuto, piu' che di cio' che
>hai semplicemente visto? Questo sarebbe sicuramente piu' interessante, piu' vero, piu'
>costruttivo in quanto tua esperienza personale. Non credi?
>A me farebbe piacere che tu lo facessi, perche' sicuramente potrei capire qualcosa di
>nuovo, e te lo dico sinceramente.

Vedi cio' che ho scritto precedentemente (scarsa preparazione per la
musica da camera, rigetto per lo strumento, esame di armonia).Mi
sembra gia' di aver messo tanta carne al fuoco.

>Non e' che io non accetti il fatto che tu ce lo veda, ma preferirei che tu mi portassi
>una tua esperienza vissuta, proprio per quello che ti dicevo prima.

Intanto potresti anche accettare che io abbia avuto (o quantomeno
visto) delle esperienze che mi hanno portato a dire certe cose, invece
di dire che dico cose "tagliate con l'accetta" quasi a vanvera.

>Attenzione... Non credere che il corso di composizione sia quello che - mi sembra di
>capire - tu credi che sia!

No. E' molto peggio (a meno che non abbia capito male, come spero,
cio' che mi hai detto sopra.)

>Il programma di composizione, piu' che formare compositori "militanti", ambisce a far
>conoscere alcune delle forme usate nei secoli passati, imparare ad usarle, imparare ad
>analizzare le composizioni storiche, per trarre il massimo da quello che la storia della
>musica ci ha consegnato in eredita' e sviluppare un certo "mestiere". Punto e basta.

Bella roba. Non basta l'armonia per questo? Credevo fosse qualcosa di
piu'.


>i chiedo se la scuola
>non dovrebbe anche stimolare l'aspetto creativo degli allievi di composizione, ma questo
>e' un altro problema, come dicevo prima.

Mica tanto!

>Ad onor del vero va comunque detto che moltissimi docenti di composizione (se non tutti)
>curano anche questo aspetto, cercando di far muovere i propri allievi anche nella
>direzione della composizione "non di scuola". Ma questo - e' bene dirlo - esulando dai
>programmi "ufficiali".

Meno male! Sia ringraziato il cielo.
E' grave pero' che i programmi ufficiali continuino imperterriti per
la loro strada.

>Ma in un certo senso esiste anche l'alternativa: basta chiedere di sostenere l'esame
>nella sessione autunnale :-)

Certo, cosi' uno e' fregato se una delle n prove va male.

>Continui a confondere la composizione "militante" con le prove d'esame, che sono e
>restano prove di scuola...

Scusa, ma forse mi sono perso qualcosa: cos'e' una composizione
militante?

>Forse non piu' di quanto cio' influisca anche quando si giudica un'esecuzione
>strumentale. Ma ti chiederei di precisare un po' di piu' quanto dici. Non e' che stai
>ancora pensando al "giudicare l'arte" piuttosto che al "giudicare una prova di scuola"?

Non c'e' molta differenza quando si parla di una composizione, anche
se e' su tema dato.
Allora tanto vale fare un'armonizzazione di un basso, o di un canto
dato.

>1) non tutto puo' essere scritto nei programmi d'esame, e sta anche al docente far
>rientrare nel corso di studi tutto quanto ritenga opportuno far conoscere all'allievo.

Gia', ma se il docente e' frutto di quel programma di conservatorio
che dura da quasi un secolo stiamo a posto!

>Se tu sapessi quante lacune esistono nei programmi di organo! Ma se tu sapessi anche
>quanti docenti le colmano...

Meno male, mi sollevi il cuore.

>2) la scuola (qualsiasi scuola) non puo' fornire *tutte* le nozioni dello scibile umano,
>ma (e sarebbe gia' un risultato enorme!) *i mezzi* per poterle poi acquisire. Se un
>docente di violino ti mette in grado di affrontare le Sonate di Bach, ammesso e non
>concesso che non te le abbia gia' fatte almeno assaggiare durante il corso, ha gia'
>assolto al suo compito;

Io le ho conosciute da solo. Anzi ti diro': prima mi sono procurato la
parte, e poi ne ho ascoltato una registrazione (Goebel e ora Laredo
con Gould).

>3) che i programmi siano vecchi e da riformare lo diciamo da almeno 30 anni (ma forse
>anche di piu'). Se chiediamo a gran voce una riforma e' anche per poter avere programmi
>piu' elastici ed attuali, senza dover sottostare a questo centralismo che paralizza
>tutte le iniziative.

Questo e' proprio uno scandalo. Mancano completamente di elasticita' i
programmi attuali.
Vedi l'esame del quinto anno di violino: "sonata con accompagnamento
italiano in stile antico di autore italiano". Se un ragazzo molto
bravo vuol portare Biber cosa fa?

>Forse, a conclusione di tutto questo chilometrico messaggio, devo proprio sospettare che
>il tuo giudizio sia scaturito da un malinteso di fondo su cio' che e' in realta' -
>almeno allo stato attuale - il corso di composizione.

Forse sara' proprio cosi'. Speriamo solo che non sia peggio di cio'
che mi immagino (:-))

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to

Io ho solo 13 variazioni!!! Me le puoi spedire via email tutte, in
questo ordine?

Ciao


Luca Logi

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> wrote:

> Ma non puoi stupirti che
> certe prove esistano, proprio perche' in ogni ambito c'e' comunque una
> serie di sbarramenti, di selezioni, che devono essere presenti. Credi che
> qualunque concorso per il conseguimento di un posto di lavoro non
> coinvolga i fattori stress e resistenza fisica? Quando ci si trova davanti
> a queste prove, pur avendo superato a pieni voti gli esami scolastici (che
> gia' tu giudichi "pesanti"), spesso si nota che l'impegno e' ancora
> superiore. Credi che quando fai un'audizione per un posto in orchestra sia
> meno impegnativo tenersi sotto mano tutti i passi orchestrali, e
> quant'altro (Luca, ci puoi dare elementi piu' precisi, qui l'esperto sei
> tu!)? Bene: ripeto che se la scuola prepara *anche* a questo, fa il suo
> dovere.

Per quanto difficile sia l'audizione, a suonare e' peggio.
Immagina di essere un primo clarinetto che deve suonare il 'Tristano'.
La parte e' un volume di 40 pagine per studiare il quale, se va bene,
hai una/due settimane di tempo. L'opera dura cinque ore alla fine delle
quali sei completamente sfiatato, ma ti devi far avanzare il fiato per
suonare la morte di Isotta.

Se sbagli il direttore si incazza, i colleghi dicono che non sai suonare
e qualche critico brillante lo fa notare sul giornale. Per non dire
della recensione su iamc, o del Peruginelli che fa notare la stonatura.

Luca Logi

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> wrote:

> No. Non si puo' affidare l'esito di un esame a prove *scritte* eseguite
> interamente a casa.
>
> Soltanto nel caso della prova in 15 gg. (caso unico in tutti gli esami)
> questo e' necessario appunto per il lasso di tempo eccessivo. Ma - se
> nessuno lo ha ancora detto lo dico io - tale prova e' una scena lirica o
> di oratorio su testo dato. Quindi una prova molto lunga.

Qualche candidato non e' alieno dal farsi dare una piccola mano nella
prova in 15 giorni. Certo quando una commissione vede prove in 36 ore
(chiusura) piuttosto scarse e una magnifica prova in 15 giorni (a casa),
ha di che sospettare...

Luca Logi

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> wrote:


> Hai detto nulla!
> E cosa stai orchestrando? Che genere di musica?

Non posso dirlo, ho un "non-disclosure agreement".

>
> >Se vuoi sentire qualcosa, c'e' sempre una delle variazioni collezionate
> >dal tuo amico Andreola.
>
> Si', ma qual e' la tua?

Appunto i chiedevo se aveva mai reso noto gli autori. Altrimenti
indovina.

Luca Logi

unread,
Apr 5, 1999, 3:00:00 AM4/5/99
to
Giacomo Andreola <andr...@tin.it> wrote:


> Vorrei una conferma da te: io ho sempre pensato (e ogni tanto qualche
> episodio mi ha confermato in questa idea) che i direttori d'orchestra - o
> almeno alcuni tra i piu' dotati - conoscessero per filo e per segno le
> partitura che stavano dirigendo. Proprio nel senso di sapere che a battuta
> 134 il corni hanno un MIb di due quarti e che i violoncelli a battuta 204
> hanno uno sforzando sul terzo quarto.
> E' vero, possibile o anche questa, come la capacita' di comporre senza
> scriverelo per esteso un canone per aumentazione a moto contrario e' una
> cosa che va oltra alle capacita' umane?

Si vede di tutto: dal direttore che effettivamente ha memorizzato tutto
per filo e per segno (Mitropolous provava il Wozzeck a memoria perche'
l'aveva memorizzato tutto inclusi i numeri delle battute) - al direttore
che si preoccupa di dirigere in 4/4 senza sapere che cosa c'e' dentro.
Con tutte le sfumature intermedie - che oggettivamente, sono le piu'
comuni.

Per esempio sabato ho mandato una partitura di autore contemporaneo a un
direttore che la dirigera' fra tre settimane. La partitura e' in formato
A2 (cioe' ogni pagina e' grande quattro fogli A4) ed e' scritta assai
minuta - devi prendere la lente d'ingrandimento per distinguere i
bequadri dai diesis. Nessuno ne puo' leggere tutte le note (anche
perche' e' oggettivamente illeggibile). Ed in ogni caso non in tre
settimane. Si fara'? Vedremo. Sara' memorizzata in ogni dettaglio?
Dubito.

Uno degli sport preferiti delle orchestre, quando si accorgono che il
direttore non sa la partitura, e' di beccarlo su dettagli
insignificanti. "Maestro, l'ultimo sol bemolle del secondo oboe 28
battute dopo Q dovrebbe essere naturale come alla battuta prima?" - per
rispondere ad una domanda del genere vanno via cinque minuti.

Parlando piu' seriamente, alcuni memorizzano le partiture in senso
visivo, quindi riescono anche a rispondere alle domande sulla battuta
134. Molti pero' memorizzano in senso di scorrimento del discorso
musicale, per cui molte parti possono andare trascurate.
E, comunque, l'importante per il direttore e' di avere ben chiari alcuni
punti chiave - rallentandi, accelerandi, cambiamenti di tempo - dove un
gesto ben chiaro mette insieme tutti. Un valzer di Strauss e' difficile
da dirigere - sfumature, ritornelli, stile - ma non e' oggettivamente
necessario di ricordarsi quali note fa il terzo e quali il quarto corno.
E' indispensabile ricordarsi invece dove sono le fermate, dove si parte
piu' lentamente e gradatamente si accelera, dove bisogna seguire chi ha
la melodia etc.

Alla fine preferisco un direttore che da' bene il senso del discorso
musicale piuttosto che un 'fenomeno' che sa tutto. (Ma i direttori
realmente fenomeni sono piuttosto rari).

Il mio discorso era piu' teorico e meno pratico. Anche ammesso di
conoscere una partitura per filo e per segno, alcuni capolavori hanno
tante di quelle sfaccettature che ogni volta ti salta all'attenzione un
particolare diverso che magari non avevi mai notato fino ad allora.
Alcune sinfonie di Beethoven sono sorprendenti in questo senso: per
quanto lineare e nitida sia la scrittura, ogni volta che si rileggono
salta fuori qualcosa che non si era notato prima. O che anche, pur
notandolo, era passato in secondo piano.

Io posso immaginare di suonare dieci volte la patetica di Ciakowsky o la
Quarta di Beethoven, ed ogni volta esca fuori qualcosa di differente.

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
fabio...@flashnet.it ha scritto:

> curiuositą; mai suonato ad nos salutarem undam di liszt, e che ne
> pensi? lo amo molto; lo fanno in pochi perché č durissimo;

Confermo: e' molto difficile, proprio per il carattere stesso della musica lisztiana, anche
se forse come difficolta' puramente "organistiche" altri brani sono sicuramente piu'
difficili.
Io personalmente lo ho letto, cosi' come ho letto molti altri brani pur senza arrivare mai a
"cuocerlo a puntino". Il perche' non lo so, esattamente, forse perche' ho avuto sempre la
necessita' di occuparmi prima di altri autori ed altri brani... Ma e' comunque nella lista
delle cose che prima o poi vorrei suonare, anche se per il momento sto dando la priorita' a
progetti che riguardano la musica francese del Novecento.
E' comunque un brano che piace molto anche a me.

> ne ho lontani ricordi di cui un giorno magari dirņ

Restero' sicuramente sintonizzato per non rischiare di perdermeli!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Ciao Fabio,
mi fa molto piacere rileggerti!

fabio...@flashnet.it ha scritto:

> >Non e' tanto piu' importante il presto del bene, ma bisogna "allenarsi" a
> >fare bene il piu' presto possibile.
>
> è vero, in ogni settore; ma qualcuno ha qualche "esclusiva": sei il
> solo che sa tutto, non so, di andreotti o d'alema, se quello che ha (

> :=)) ) scoperto bonnet, o altre simili peculiarità, sempre in ogni
> campo

Eh, anzitutto, ad onor del vero, non credo di aver scoperto nessuno... Bonnet
si conosceva gia', io ho avuto soltanto l'idea di studiare un buon numero delle
sue composizioni, e di proporre la realizzazione di un CD monografico (cosa mai
fatta prima).
A proposito, in un prossimo messaggio daro' una comunicazione "di servizio",
riguardo ad una conferenza che terro' il prossimo venerdi' 9 aprile in quel di
Ferrara, proprio su Bonnet e l'organo nella Francia del primo Novecento. Magari
a qualcuno interessa...

Chiusa la piccola parentesi, torno al discorso precedente. Purtroppo le
"esclusive" di questo tipo non contano troppo... E lo dico con una certa
amarezza. La concorrenza e' talmente ampia e spietata che il livello di
eccellenza tale da determinare il "voglio scritturare te, solo te e nessun
altro" e' molto alto. Insomma, relativamente pochi nomi al mondo rientrano in
questa categoria, e soprattutto per l'organo (qui faccio il Cicero pro domo
sua...) le cose vanno ancora peggio. Ma spero di aver tempo per rifarmi, ancora
non sono poi troppo vecchio :-)
Scherzi a parte, non si puo' mai mollare, occorre avere sempre "il motore
caldo", altrimenti c'e' qualcuno che ti brucia alla partenza!

> è vero: di solito ti chiedono se fai qualcosa, poi vieni a scoprire
> che era quasi per l'altro ieri (in altri campi, non nei concerti); ma
> in due giorni lo fai, e scopri che l'altro ieri, invece, era il
> poidomani

Il problema, come ti dicevo, e come credo anche tu volessi dire, e' che se tu
dici che non ce la fai in cosi' poco tempo, qualcuno che accetta al posto tuo
si trova di sicuro!

> dipende: sempre se sei il solo che sa tutto su d'alema, o che ha
> scoperto bonnet, o che sei il più volecoe, o altre simili bazzecole,
> di concorrenti allora ce ne sono pochi. per fortuna

E' vero, ma solo se ne hai la reale esclusiva... Ma almeno nel nostro ambiente
e' difficile averla, a meno che tu non sia proprio cosi' famoso da permetterti
di rifiutare o di dettare le tue condizioni! Questo pero' rientra nel caso
precedente.

> >Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una
> >Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
> >difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?
>

> ogni tempo ha i suoi mostri; bach doveva fare questo, altri insegnare
> a scuola regolarmente, altri ancora fare cose che oggi sarebbero per
> noi incomprensibili.

Nel caso delle Cantate di Bach direi che la cosa piu' stupefacente sia proprio
l'elevata qualita', con pochissime cadute di tono, nonostante l'enorme mole e
ritmi da cottimista!
In questo (e anche in altro!) Bach era sicuramente un "mostro", nell'autentica
accezione latina del termine "monstrum".

> c'è un davide da bergamo, credo compagno di
> scuola di donizzetti, che quando scrive cose d'organo (e il suo amico
> era ormai famoso e faceva opere), scrive degli offertori che sembrano
> "partiam partiam", o dei communio che sono (absit iniura) "mangiam
> mangiam"; divertentissimo; ma quanto (ninci, ne sai qualcosa) deve
> aver penato e sudato. e oggi, lo conosciamo in 14. o 27?

Lo conosco bene, certo! Il buon vecchio Felice Moretti (nato a Zanica, in
provincia di Bergamo), che divenne poi appunto Padre Davide da Bergamo,
organista di S. Maria di Campagna a Piacenza, scrisse una quantita' enorme di
musiche (liturgiche e non) per organo. Tu hai descritto splendidamente
offertori e communio, ed io aggiungo le elevazioni, simili a scene liriche
donizettiane con tanto di recitativo, aria e cabaletta, e le gustosissime
sinfonie, che rivaleggiano con quelle degli operisti coevi.
Questa musica, oltre a sfruttare tutta la multicolore fonica dell'organo
italiano dell'epoca (soprattutto di scuola serassiana), arricchita dalla
cosiddetta "banda militare" (un pedalone che azionava una grancassa, un piatto
e una specie di sistro), soddisfaceva i desideri di un pubblico che in chiesa
alla domenica gradiva ascoltare cio' che aveva ascoltato il sabato a teatro: in
quel periodo il genere imperante era infatti l'opera lirica.

P.Penco

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
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>
> * Newsgroups: it.arti.musica.classica, it.arti.musica.classica.mod
> * From: "Giampaolo Bellavite" <bell...@easynet.it>
> * Subject: La Sinfonia Patetica: un Requiem per l'umanità?
> * Date: 31 Mar 1999 23:31:28 +0200
> * Organization: Centro Servizi Interbusiness
> * Approved: Lucio PERES <lucio...@flashnet.it>
> * Old-NNTP-Posting-Host: 151.99.189.142
>
> ------------------------------------------------------------------------

>
> Posso dire di conoscerla a fondo; di ricordarmi nota dopo nota ogni
> intervento dell'orchestra; di comprendere più di altri il reale significato
> della sinfonia. Possiedo sette edizioni (cinque di Karajan, una di Abbado e
> una di Giulini), un eccezione per la mia misera discoteca!

Scusa, ma le grandi incisioni di Mravinsky (D.G., Erato, Melodyia,...),
Fricsay (D.G.), Markevitch (Philips), Jansons (Chandos), Sanderling?
Ragazzo, non puoi dire di conoscere Ciaikovsky se non ascolti Mravinsky
;-)

--
Pierpaolo Penco
------------------------------------
Trieste, Italy
E-mail: <pop...@geocities.com>
Personal home page: <http://www.geocities.com/Vienna/Strasse/7330/>

--
Posted from artssr.area.trieste.it [140.105.14.6]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Giulio Peruginelli ha scritto:

> Quani mex hai scritto? Fatico a starti dietro...

Forse troppi: tornero' ben presto ad occuparmi del mio lavoro, che e' ben piu' importante di tutte
queste chiacchiere che non portano a niente. Tu hai detto la tua, io ho detto la mia, io so di avere
dalla mia l'esperienza di anni e anni di lavoro non solo mio ma di chi mi ha preceduto e di chi ha
preceduto chi mi ha preceduto, ecc., mentre tu sei convinto che le tue riflessioni e le tue opinioni
siano la verita'. Probabilmente hai ragione tu: non si puo' pretendere di convincere qualcuno soltanto

con le parole, e fai bene a rimanere sulle tue posizioni. Tanto, stai pur sicuro, se vorrai lavorare
in ambito musicale sarai ben presto costretto a ricrederti. :-)
Questi saranno quindi i miei ultimi messaggi sull'argomento, per due motivi:
1) quando le cose le ho dette non mi piace continuare a dirle;
2) proprio questa mattina stavo apprezzando, mentre studiavo (duro lavoro, da effettuare sempre in un
tempo ben delimitato, e cercando di ottimizzare il tutto per ottenere il massimo il piu' presto
possibile, visto che la giornata e' fatta solo di 24 ore...), la bellezza mozzafiato di quello che sto

affrontando in questo periodo, e che voglio realizzare quanto prima, altrimenti va a finire che
qualcuno mi soffia l'idea e la realizza prima di me :-)

> Ma perche' state tutti a scandalizzarvi per certe inezie? Quell'altro
> se la piglia perche' c'e' gente che "osa" dire barzellette sui
> violisti, quell'altro perche' dico che la Ciaccona di tal dei tali e'
> raccapricciante.... ma basta!!!
> Dovete un po' uscire dal formalismo, slegarvi da certi preconcetti.

Scusami, quale formalismo, quali preconcetti? Qui mi sembra che gli unici preconcetti siano proprio i
tuoi... Forse faresti meglio a ponderare un po' di piu' sul significato delle parole...

> Uno scrive nefandezze e voi giu' all'impazzata come se fosse crollato
> il mondo. Capisco bene che a te la questione colpisce personalmente
> (lavori in un conservatorio) ma non capisco proprio perche'
> prendersela cosi' tanto se si ha la coscienza a posto.

Il verbo colpire in italiano e' transitivo... :-) Sai, ho il brutto vizio di apprezzare il duro
lavoro sui libri, e anche lo studio della grammatica italiana... [fine O.T. - non prendertela: e' solo

uno scherzo, OK?]

Ma comunque cio' che dici non e' assolutamente fondato! E' proprio quando si ha la coscienza a posto
che si ha tutto il diritto di ribattere (non di prendersela, questa e' un'altra cosa!). Se qualcuno ti

offende la mamma dicendo che la sera fa un secondo lavoro (nota bene, il "ti" e' impersonale, non
riferito direttamente a te... ah... questa grammatica!), e' normale o no che tu senta il bisogno di
ribattere? Se invece la cosa fosse vera, beh, meglio ritirarsi in buon ordine senza approfondire
l'argomento, no?

> E allora? Vedi che si dice le stesse cose? Solo che io non ho la tua
> stessa forma.

Se tu sapessi quanto conta la forma... Ma te ne accorgerai ben presto, quando avrai bisogno di
presentarti in modo da essere preferito a qualcun altro! E comunque questo e' normale quando la forma
e' il mezzo attraverso cui si comunica la sostanza :-)

> Vedi? A te ho dato l'impressione di aver liquidato tutto. Certo, se

> non mi dai nemmeno il tempo di spiegare.....

Se ritieni di non aver spiegato le tue idee dopo messaggi di una simile stazza, beh, non sarebbe forse

il caso di pensare che, qualora esse avessero un fondamento ben piu' solido di quello che tu credi
abbiano, saresti in grado di esprimerle con maggiore incisivita' e concisione?

> Ma bisogna cmq mettere il candidato nelle migliori condizioni
> possibili. Anzitutto i prof devono assolutamente rispettare gli orari
> (leggi: non venire in ritardo; non ho MAI visto un esame iniziare
> puntualmente).

Su questo hai ragione, ma non puoi attaccarti a questo come se fosse di chissa' quale importanza. Ti
posso dire che in tutta la mia carriera sono arrivato in ritardo ad un esame solo una volta, e per
colpa di un imprevisto (c'era stato un incidente in autostrada e ci fu un ingorgo enorme). Capita
anche questo, cosi' come capita che ci sia chi ha l'abitudine di arrivare in ritardo. Questa non e'
una giustificazione, ma non e' certo il vero problema.

> Per dire: se Bach per mancanza di ispirazione non riusciva a terminare
> una cantata, poteva lasciarla li' per tempi migliori, e magari
> consegnare qualcos'altro.

Doveva comunque presentare una cantata, quindi il problema non era certo risolto! Comunque e' inutile
continuare a cavillare... Non capirai mai che - oggi come allora - il tempo e' denaro... Anche
nell'arte, quando l'arte serve per mangiare.

> E cmq sia stiamo parlando di comporre, non di un quiz a tempo alla
> Mike Bongiorno.

Come ti dicevo, anzitutto non confondere la composizione di scuola con la composizione "ispirata", e
secondariamente, quando ti viene commissionato un lavoro (e ringrazia il cielo se ti viene
commissionato!!!), di solito ci sono tempi e scadenze ben precise, oggi come in passato. A meno che tu

non abbia i soldi che ti escono dal naso, dalle orecchie e da tutti gli altri orifizi, e ti possa
permettere di fare cio' che vuoi senza problemi. Allora - e solo in questo caso - hai perfettamente
ragione :-)

Alla prossima...

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Dunque, a questo messaggio e' impossibile rispondere punto per punto, pena l'assoluta
illeggibilita'. Cerchero' quindi di diventare, per una voltae fin dove possibile, "homo
sinteticus", facendo violenza alla mia palese natura di "homo analiticus" :-)

Giulio Peruginelli ha scritto:

> >Io ho detto in un messaggio piuttosto chiaramente che non sono diplomato in >composizione
> (anche se ho frequentato il corso, poi interrotto
>
> Vedi? Ho ragione a dire che quegli esami sono dei deterrenti! (:-)

Faccine o non faccine, credo che niente sia piu' puerile del cercare di dimostrare qualcosa
distorcendo il significato di quanto viene detto dall'interlocutore... Se proprio ti
interessa sto adesso riprendendo in mano il programma di composizione, poiche' non ho del
tutto abbandonato l'idea di proseguire (con gli ovvi tempi biblici imposti dal lavoro...) gli

studi, per nulla spaventato dalle secondo te anacronistiche forche caudine delle clausure. Se

a suo tempo interruppi gli studi fu unicamente per problemi di pane quotidiano: concentrai i
miei sforzi su una cosa sola (l'organo, con a fianco il clavicembalo), per riuscire a trovare

un lavoro. E ti assicuro che, raggiunto questo obiettivo, la cosa non e' finita comunque li',

poiche' se e' vero che nessun lavoro va avanti da solo, il nostro in particolar modo impone
tanta preparazione e tante cure per potere, il giorno dopo, avere ancora qualcosa da fare.
Altrimenti chiudi bottega.

> Come ho gia' detto ogni corso all'interno del conservatorio ha queste
> assurde clausure. Al violino ce n'e' una di tre ore all'ottavo, e una
> di sei al decimo (alla mia prof gli dettero il conc per vl di
> Bartok!!!! non dico altro....)

Non capisco come mai tu abbia tanta paura a dimostrare che cosa sai fare in un tempo ben
delimitato... Se hai la coscienza a posto non dovresti aver paura di niente, no? :-)
Vorresti allora anche eliminare le prove di lettura a prima vista? Si'? Bene: se vieni
chiamato a far parte di un'orchestra credi che le parti ti vengano consegnate sei mesi prima?

(Luca!!! Spiega un po' come vanno le cose...) E se non sai la parte, anche se non hai avuto
il tempo per studiarla senza la minaccia di un fucile puntato, credi che (ammesso che tu
riesca a terminare la "scrittura") verrai chiamato ancora?

> Lo so benissimo! Non certo per averlo vissuto, ma per averlo visto
> patire, ehm, subire, ehm (:-)) fare da altri.
> La prova didattica voi non ce l'avete? E' solo il violino che ce l'ha
> al decimo anno oppure mi sbaglio?

Si', anche noi abbiamo la prova cosiddetta "di cultura" sull'insegnamento dell'organo.

> Non ho voluto certo offuscare la tua professionalita'.

Se qualcuno riuscisse a farlo con cosi' poco, potrei cambiare mestiere... :-)

> >"energia", la tua "irruenza", piuttosto che in senso unicamente "distruttivo" (la
> >critica fine a se stessa),
>
> Distruttiva?
>
> >in senso "costruttivo", con idee, che potrebbero si' essere
> >anche imperfette, ma che potrebbero essere un punto di partenza per una discussione
> >proficua?
>
> Proficua? Tu credi che cio' che dico puo' essere accolto da qualcuno?

Fino a che continuerai a farlo cosi', e soprattutto con questa pochezza di argomenti ("Per me

gli allievi devono essere messi a loro agio, quindi bando alle clausure e a tutte le prove in

qualche modo selettive"), nessuno ti ascoltera' certo...

> >E io non posso che ripeterti la stessa cosa: *tutti* gli esami di conservatorio sono
> >prove che coinvolgono una certa dose di energia fisica.
>
> Ma non fino ad un livello cosi' assurdo, direi insopportabile.

Non ti sfiora il pensiero che la musica - intesa come attivita' professionale, ovviamente -
e' comunque riservata a chi ne le capacita' e la resistenza? Se la scuola non offrisse una
sorta di specchio di quella che sara' poi la realta', la selezione avverrebbe comunque dopo,
e sappi che gia' avviene, poiche' nonostante tutto alla scrematura operata dai corsi di
studio segue un'ulteriore e piu' crudele scrematura nel mondo del lavoro.

> Se pero' dico in cosa consiste il programma d'esame di composizione ad
> un qualunque volenteroso studente gli faccio passare un po' di voglia.

Vedi? Continui a proiettare sugli altri il tuo giudizio personale. Se la cosa per te funge da

deterrente, sei libero di non farlo: vivi tranquillo e lascia vivere! Ma non puoi ipotecare
la forza e l'ostinazione degli altri, che continuano a sopravvivere - e bene, come anche tu
noti - nonostante le erculee fatiche dei corsi di conservatorio.

> >E' sempre stato cosi', in tutti
> >i paesi del mondo, e - probabilmente - sara' sempre cosi'.
>
> Di bene in meglio...

Ma come fai a non notare la presunzione che anima questo tuo partire lancia in resta contro
tutto e tutti? Ci sono molti che dicono che e' impossibile affrontare l'esame per conseguire
la patente di guida, poiche' i quiz sono troppi e troppo complicati... Ciononostante in molti

continuano a prendere la patente, e chi non ci riesce, forse, e' meglio che non ce l'abbia
fatta! E si potrebbe anche dire che probabilmente dalle maglie della selezione sfuggono tanti

potenziali pericoli pubblici a quattro ruote...

> No. Se per questo penso che il quint'anno di violino sia una
> passeggiata in confronto a quello di pianoforte (la seconda e la terza
> Suite inglese e un'altra messe di roba!!): il nostro dura 15 minuti a
> dire tanto, il loro minimo una mezz'oretta.
> E' tutto un po' sbilanciato...

Ma allora pretendi sempre di misurare le cose col cronometro? E 15 min. li', e mezz'ora la',
e 36 ore di sotto, e 12 ore di sopra...
Credi che tutto si possa valutare un tanto al chilo? Non credi che, per esempio, l'impegno
che si puo' richiedere ad un pianista dopo 5 anni di studio sia diverso da quello che si puo'

richiedere ad un violinista? Proprio io devo farti notare che all'inizio uno strumento ad
arco ha molte piu' difficolta' proprio per quanto riguarda la produzione del suono, la
ricerca dell'intonazione, mentre il pianoforte, che ne ha altri, d'accordo, gia' dai primi
anni puo' andare avanti piu' spedito? Mah... Sei proprio un bel masochista, lasciamelo dire
:-)

> >E allora io ti chiedo: credi che quando ti troverai di fronte ad un
> >pubblico, tu e il tuo strumento da soli, con un programma da eseguire, lo stress
> >emotivo e la fatica *fisica* siano minori?
>
> Vedi Glenn Gould.
> Purtroppo non tutti possono fare come lui, a quanto sembra.

D'accordo che ci siano stati molti casi di esecutori eccezionali, come Gould, ma non capisco
che cosa vuoi dimostrare con questo discorso... Mi sembra semplicemente un'affermazione fine
a se stessa... Proprio non vedo dove tu voglia arrivare, me lo spieghi?

> A sentire le vostre reazioni a volte mi sembra di essere un ministro,
> o qualche persona che ricopre una carica importantissima, che decide
> sulla vita di milioni di persone.
> Tutto va avanti senza di me. Se parlo male, "distruttivamente" come
> dici tu, dei conservatori, non e' che peggioro le gia' gravi
> condizioni di questi enti.

Allora, quando ci si comporta in questo modo, si hanno soltanto due esiti:
1) si accetta il contraddittorio e si cerca di ascoltare anche il parere degli altri, in modo

costruttivo, fino ad accettare, soprattutto quando viene ampiamente dimostrato, che le
proprie opinioni siano da correggere;
2) si continua a parlare male quanto si vuole, rifiutando qualsiasi contraddittorio, e cosi'
facendo si accetta di rimanere a parlare soli con se stessi, poiche' non ci sara' piu'
nessuno che ti sopporta.

> A proposito del produrre musicisti: come mai ho l'impressione che il
> conservatorio tenda a produrre dei solisti e non prepari quasi per
> nulla verso la musica d'insieme? (da camera e da orchestra).

> Ecco un'altra nefand...scusami, la forza dell'abitudine..... un'altra
> cosa da sistemare.

Questo e' vero, e non solo per gli strumenti ad arco. Basterebbe poter riformare i programmi,

e gli stessi docenti sarebbero ben lieti di dare prospettive nuove a tutta la questione.

> E ancora, a riguardo della produzione dei musicisti: come mai
> moltissimi pianisti (si', ora mi riferisco a questo strumento), subito
> dopo il diploma lasciano lo strumento ? (questa volta ho proprio
> l'esempio vivente in casa) Terminano qualsiasi contatto fisico con lo
> strumeno.
> Ho osservato questa problematica crisi di rigetto verso gli studi del
> consevatorio. Risulta anche a te oppure anche questa e' una mia
> "invenzione"? (:-)

E tu credi che un esempio possa dare una regola generale e valida per tutti? Quanti sarebbero

i "moltissimi" che tu intendi? Non credi che siano forse altri i problemi, e non certo i
programmi (almeno in questo caso)? Possiamo metterci gli insegnanti che non sempre svolgono
al meglio il loro compito, possiamo dire che forse molti di coloro che mollano poi tutto lo
fanno perche' in realta' piu' che uno sbocco professionale avevano in mente un "passatempo",
e che quindi sono costretti a cambiare strada, possiamo anche dire che non tutti ne hanno le
capacita', e cosi' via... Ma dire che la colpa e' unicamente della "durezza" dei corsi di
studio... Bah. Arriva per tutti un giorno in cui si e' costretti ad ammettere che la vita non

e' un gioco, e che ci si deve sbattere - e non poco - per sbarcare il lunario. Mettere "a
proprio agio" senza prove troppo faticose... Che enormita'! Nessuno ti mette a tuo agio
quando devi competere nel mondo del lavoro, ed e' bene che sia chiaro da subito, fino dal
mondo della scuola. Togliamo pure compiti, interrogazioni ed esami, tanto sono solo un
retaggio del passato! E quando i "giovincelli scherzosi" si troveranno a battere il naso
contro i *veri* esami, quelli della vita reale? Come faranno a resistere? Giulio, credimi: le

tue "soluzioni" servirebbero soltanto a spostare il problema, non ad eliminarlo, cosa
impossibile a realizzarsi. E non si vive di utopie...

> >Scusami, tu potrai dire che non ti interessa assolutamente capire il perche' della
> >presenza di certe prove (che ho tentato prima di motivarti),
>
> ???? Lo dici tu. Se ho chiesto ai diplomati e ai docenti in
> composizione il perche' di queste assurdita' vuol dire che sto
> cercando di capire.

Lo vedi? Sei talmente ingenuo da cadere sempre nei tuoi stessi errori! Non puoi continuare a
pretendere di aver ragione cercando di ingannare te stesso e gli altri. Se tu volessi
*veramente* capire, non chiederesti "il perche' di queste assurdita'", ma "il perche' di
queste cose, di questi metodi". In realta' tu *non vuoi* capire. Ti arrabatti semplicemente
per trovare qualcuno che ti da' ragione... Quando invece si vuol tentare di capire non si
parte da una posizione preconcetta, ma da una posizione di equilibrio di entrambi i termini
della questione. Uno a zero.

> Dipende che prove sono. Se ti chiedono di fare un triplo salto mortale
> carpiato per prendere la tua cattedra di organo di preoccuperesti un
> po', no?

Si'. Ma se mi chiedono di dimostrare di saper fare cio' che un professionista deve saper fare

(e anche interpretare un brano relativamente semplice in tre ore lo e'), non mi preoccupo
affatto. Ma siccome sono anche un po' sadico, ti dico che, in confronto ai programmi degli
esami, le prove dei concorsi sono moooooolto piu' impegnative...

> A volte (e ora lo vedo con piu' chiarezza all'universita') sembra
> quasi che il sistema voglia allenare dei marines. E veniamoci incontro
> qualche volta!! (mi riferisco ad assurdi orari, insostenibili per
> qualcunque essere vivente...)

Dunque, dal momento che non puoi certo tacciarmi di voler difendere l'universita', ti diro'
allora che gli orari sono solo la punta dell'iceberg che tu vedi. Non ti salta in mente che
si devono fare i conti con gli orari dei vari corsi, con la disponibilita' delle aule, e
cosi' via?
Ma non sara' che tu vorresti semplicemente avere le cose facili, e ti ripugna qualsiasi tipo
di fatica? Quando ti troverai a lavorare (se cambierai un po' le tue prospettive ci riuscirai

anche tu...) vedrai che ti sorprenderai a rimpiangere questi orari assurdi ed insostenibili!

> Non e' la questione di sopportare 36 ore. E' la questione di riuscire
> a comporre in 36 ore. Al max si puo' fare un basso d'armonia...(:-))

Semplicemente ridicolo. Se ti servono 36 ore per un basso d'armonia hai sbagliato mestiere.
Con o senza faccine.

> >Perche' tu credi che al diploma di composizione (o in qualsiasi altra prova scritta di
> >un esame) si debba scrivere un brano di musica come comunemente si intende?
>
> Tu cosa intendi per brano musicale?

Composizione di scuola = brano di musica in cui si applicano certe regole, si ripetta uno
stile, si da' prova di padroneggiare una forma
Brano musicale propriamente detto = composizione libera, espressione della creativita', in
cui se tu a dettare regole, forma e stile.

> Mi stai dicendo che non ci si preoccupa minimante della creativita'
> dell'allievo??? Dimmi che ho capito male, ti prego!!!! Se c'e' qualche
> docente di composizione batta un colpo!

Ci si preoccupa della creativita' ma non di quella che tu intendi. A scuola nessuno ti chiede

di comporre una sinfonia di Brahms o una sonata di Beethoven, e' chiaro? Puoi dimostrare di
avere creativita' anche in un lavoro scolastico, ovviamente, ma il suo scopo e'
essenzialmente quello di farti assimilare regole e quant'altro, per poi darti i mezzi per
esprimere la tua *vera* creativita'. Ma dare questa non e' compito della scuola: o ce l'hai o

non ce l'hai. La scuola non puo' creare poeti dal nulla, ma puo' insegnare a ciascuno ad
usare la lingua per esprimere (se c'e') il poeta che e' in lui.

> >Mentre non sarebbe assolutamente possibile imporre a
> >tutti di essere creativi e personali in forme assegnate dall'alto,
>
> Gia'. Ma sentire cio' che l'allievo ha da dire, no ?

Eh... Si vede proprio che sto invecchiando... Dovevo pur rassegnarmi ad assistere una buona
volta dall'altra parte ad un "conflitto generazionale" in piena regola... a per esperienza so

benissimo che quando si e' giovani si dicono queste cose perche' non si hanno altri argomenti

(ed e' giusto cosi'), che potranno arrivare soltanto con l'esperienza.

> Non ti sembra assurdo che all'esame di Armonia Complementare si faccia
> esaminare una forma musicale (che certamente si' l'allievo deve
> conoscere in partenza), ma senza permettergli di ascoltarla?
> Ad esempio ti 'schioccano' davanti una sonata di Paradisi, o di Haydn.
> Come si fa a dire soltanto che il tema e' di x battute, lo sviluppo e'
> nella tonalita' maggiore e altre dettagli simili?
> Che senso ha, scusa? Almeno fatela ascoltare, che diamine!

E tu non credi che per un musicista (o aspirante tale) la partitura non *debba* gia'
permettere di "ascoltare" dentro di se' il brano? Se ad un esame di italiano si chiede di
commentare un passo, e' necessario che venga letto da qualcuno, oppure basta che il candidato

lo legga mentalmente? La risposta e' ovvia: e' sufficiente leggerlo mentalmente. Perche'?
Semplice: perche' il candidato sa leggere, e non ha bisogno di ascoltare per capire. E
allora, perche' mai un musicista dovrebbe essere trattato come un analfabeta che non sa
leggere neppure la sua lingua? O e' troppo chiedere questo ad uno studente di corso medio?
Anche questo e' stile Full Metal Jacket?

> >Il programma di composizione, piu' che formare compositori "militanti", ambisce a far
> >conoscere alcune delle forme usate nei secoli passati, imparare ad usarle, imparare ad
> >analizzare le composizioni storiche, per trarre il massimo da quello che la storia della
> >musica ci ha consegnato in eredita' e sviluppare un certo "mestiere". Punto e basta.
>
> Bella roba. Non basta l'armonia per questo? Credevo fosse qualcosa di
> piu'.

E tu credi che il vero studio dell'armonia sia quello che si fa ad armonia complementare?
E tu credi che lo studio della mera tecnica compositiva si possa limitare ad una visione di
semplice infarinatura di uno solo dei moltissimi linguaggi che sono stati usati da coloro che

hanno scritto musica da - diciamo - cinque secoli a questa parte?
Infatti lo studio della composizione e' *molto* di piu'...

> >Ad onor del vero va comunque detto che moltissimi docenti di composizione (se non tutti)
> >curano anche questo aspetto, cercando di far muovere i propri allievi anche nella
> >direzione della composizione "non di scuola". Ma questo - e' bene dirlo - esulando dai
> >programmi "ufficiali".
>
> Meno male! Sia ringraziato il cielo.
> E' grave pero' che i programmi ufficiali continuino imperterriti per
> la loro strada.

I programmi d'esame stabiliscono soltanto un qualcosa che tutti devono saper fare per poter
dichiarare che hanno compiuto il corso di studi. Ma tutti sanno, o dovrebbero sapere, che il
bello comincia dopo, e non finisce mai. Ma puo' cominciare soltanto se la scuola ha
provveduto a dare i mezzi perche' questo si verifichi.

> >Ma in un certo senso esiste anche l'alternativa: basta chiedere di sostenere l'esame
> >nella sessione autunnale :-)
>
> Certo, cosi' uno e' fregato se una delle n prove va male.

Botte piena e moglie ubriaca?

> >Continui a confondere la composizione "militante" con le prove d'esame, che sono e
> >restano prove di scuola...
>
> Scusa, ma forse mi sono perso qualcosa: cos'e' una composizione
> militante?

Non "una", Giulio, ma "la" composizione militante. Composizione = azione del comporre,
composizione militante = attivita' di coloro che scrivono musica e cercano di vendere il loro

prodotto. Un compositore militante e' colui che e' attivo in quell'ambito.

> Non c'e' molta differenza quando si parla di una composizione, anche
> se e' su tema dato.
> Allora tanto vale fare un'armonizzazione di un basso, o di un canto
> dato.

Credi sempre che tutto sia troppo semplice: prima o poi ci batterai il naso anche tu.
Ogni cosa che aggiungi evidenzia sempre di piu' che non hai la minima idea di cio' di cui
stai parlando. Scrivere una fuga a quattro parti col soggetto, il controsoggetto, tutti i
divertimenti e gli stretti a posto, seguendo correttamente tutte le regole del contrappunto
doppio, e' ben piu' complesso che armonizzare un basso o un canto, ma e' comunque una prova
scolastica. Necessaria, indispensabile (come lo sono tante altre), se vuoi dire di
padroneggiare realmente la tecnica, ma e' un genere che nessun compositore usera' tale e
quale nella sua produzione. Un po' come gli studi di Czerny o Clementi per pianoforte, che
nessuno probabilmente suonera' in concerto o incidera', ma che sono indispensabili per
formare un pianista (che magari ogni tanto se li riprendera' per mantenersi "in
allenamento"...).

> >1) non tutto puo' essere scritto nei programmi d'esame, e sta anche al docente far
> >rientrare nel corso di studi tutto quanto ritenga opportuno far conoscere all'allievo.
>
> Gia', ma se il docente e' frutto di quel programma di conservatorio
> che dura da quasi un secolo stiamo a posto!

Il docente e' frutto di un docente, non di un programma. E nessun programma puo' sostituirsi
ad un docente, che deve condurre l'allievo a quei traguardi fissi ed omogenei per tutti, ma
stabilendo di volta in volta l'itinerario adeguato. Altrimenti, se i corsi comprendessero
tutto quello che in una vita e' necessario affrontare, si arriverebbe al diploma all'eta'
della pensione...

> >>2) la scuola (qualsiasi scuola) non puo' fornire *tutte* le nozioni dello scibile umano,
> >ma (e sarebbe gia' un risultato enorme!) *i mezzi* per poterle poi acquisire. Se un
> >docente di violino ti mette in grado di affrontare le Sonate di Bach, ammesso e non
> >concesso che non te le abbia gia' fatte almeno assaggiare durante il corso, ha gia'
> >assolto al suo compito;
>
> Io le ho conosciute da solo. Anzi ti diro': prima mi sono procurato la
> parte, e poi ne ho ascoltato una registrazione (Goebel e ora Laredo
> con Gould).

Rinfrescami la memoria: ti sei gia' diplomato o studi ancora, e in questo caso a quale anno
di corso sei? In ogni modo se non le hai affrontate prima e le stai affrontando ora da solo,
e' evidente che ne hai (o ne dovresti avere) i mezzi, quindi si torna a quanto dicevo prima.

> Questo e' proprio uno scandalo. Mancano completamente di elasticita' i
> programmi attuali.
> Vedi l'esame del quinto anno di violino: "sonata con accompagnamento
> italiano in stile antico di autore italiano". Se un ragazzo molto
> bravo vuol portare Biber cosa fa?

I programmi non possono essere tanto elastici (anche se, come ho gia' detto, vorrei che lo
fossero molto piu' di quanto non lo siano ora) da diventare assolutamente informi.
Ci vuole un criterio, non si puo' "qualunquizzare" tutto. Visto che Biber non e' italiano,
allo stato attuale delle cose non si porta, e' semplice. Casomai si dovrebbe dare la
possibilita' di un'alternativa all'interno di un repertorio omogeneo come stile e
difficolta', allargando a molti autori in piu' rispetto a quelli contemplati. Ma questo,
ricordati, porta ad una conseguenza. A maggior "onore" corrisponde maggior onere: proprio il
contrario di quella che era la tua tesi di partenza, quando vedevi troppa "durezza" nelle
prove d'esame.

Ma ora concludo, e chiudo definitivamente il discorso.
Credo di aver esposto la mia tesi in modo piu' che esauriente, almeno per quanto riesco a
fare. Ogni parola in piu' sarebbe pleonastica. Se non ti ho convinto, stai pur tranquillo che

la mia coscienza di musicista e di insegnante e' perfettamente a posto. Anzi, lo sara' di
piu' quando rubero' meno tempo al mio studio e al mio lavoro scrivendo post di questa
lunghezza e di questa complessita'. Soprattutto quando si finisce per dire sempre le stesse
cose, rifriggendo sempre gli stessi argomenti, senza progredire in alcun modo verso una
soluzione che, nel caso di due tesi per loro natura cosi' opposte, non puo' assolutamente
esistere.
Torno immediatamente alle mie occupazioni, le uniche davvero in grado di sollevarmi lo
spirito. Ci credi se ti dico che proprio i risultati che arrivano a coronamento di questi
sforzi, di queste fatiche anche fisiche (studia l'organo per ore ed ore, e poi te ne
accorgi...), sono la piu' grande soddisfazione? Certo, perche' solo allora, quando il fattore

tecnico e' perfettamente superato, divento capace di far zampillare liberamente tutta quella
musica che fin dall'inizio - come l'opera d'arte nella materia grezza - avevo visto dentro a
quelle note. E posso continuare il processo ri-creativo dell'interpretazione arrivando sempre

piu' in profondita', vivendo quel rapporto meraviglioso col brano e col compositore, e da
questo arricchendomi a dismisura.
Perche' allora rimandare ancora questo momento? Vado, corro, volo!

Un saluto impaziente... Ciao!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Giulio Peruginelli ha scritto:

> >Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una
> >Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
> >difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?
>

> Una settimana di tempo e' sempre piu' che 36 ore.
> E, ripeto, nessuno lo chiudeva a chiave.

E allora ti smentisci da solo! Le 36 ore sono per relativamente poche
pagine di musica, oltretutto per una composizione "di scuola". Una cantata

e' invece molto piu' estesa, anche piu' estesa della scena lirica o di
oratorio che il candidato al diploma di composizione deve realizzare in 15

giorni: i tiranni aguzzini e crudeli danno, per molto meno, ben il doppio
del tempo che veniva concesso al povero Bach...

Alla prossima... e ultima.

KLAUS

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
>>Tornando ai compositori, gia' ti dicevo come Bach doveva scrivere una
>>Cantata alla settimana, provarla ed eseguirla... Credi che sia piu'
>>difficile scrivere un compito di scuola in 36 ore?

Il Mon, 05 Apr 1999 22:22:08 GMT, 5lon...@sysnet.it5 (Giulio Peruginelli) ha
risposto a Vincenzo Ninci:

>Una settimana di tempo e' sempre piu' che 36 ore.
>E, ripeto, nessuno lo chiudeva a chiave.

Forse lo avrebbero chiuso a chiave se non ci fosse riuscito ... ?

Allegri !

Claudio Chiani

sito web: http://space.tin.it/musica/cchian
clchian AT tin DOT it
=======

Marco

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
On Fri, 02 Apr 1999 23:28:58 +0200, in it.arti.musica.classica you
wrote:

>Io non sono diplomato in Composizione, ma anche il corso di Organo prevede le
>sue brave clausure:

>- al Corso inferiore una clausura di tre ore per un contrappunto fiorito
>imitato a tre voci
>- al Corso medio una clausura di otto ore per una fughetta a due parti su
>soggetto dato e una di tre per l'interpretazione di un brano mai visto
>precedentemente
>- al Diploma una clausura di dieci ore per un "mottetto" (termine
>improprio...) per una voce con accompagnamento d'organo su testo latino dato,
>una di dodici ore per una fuga a tre parti su soggetto dato, e una di tre per
>l'interpretazione di un brano mai visto precedentemente.

Ciao!
Mi potresti spiegare un po' più in dettaglio ciò che ti ho riportato?
Vorrei capire più precisamente cos'è un contrappunto "fiorito" e
perchè dici che il termine "motetto2 è improprio.

Grazie; ciao; Marco.

P.S.Si pretende che al corso inferiore l'alunno sappia già comporre un
contrappunto?

leonardo polato

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to

Giulio Peruginelli wrote:

>
>
> Ma perche' state tutti a scandalizzarvi per certe inezie? Quell'altro
> se la piglia perche' c'e' gente che "osa" dire barzellette sui
> violisti, quell'altro perche' dico che la Ciaccona di tal dei tali e'
> raccapricciante.... ma basta!!!
> Dovete un po' uscire dal formalismo, slegarvi da certi preconcetti.

> Uno scrive nefandezze e voi giu' all'impazzata come se fosse crollato
> il mondo. Capisco bene che a te la questione colpisce personalmente
> (lavori in un conservatorio) ma non capisco proprio perche'
> prendersela cosi' tanto se si ha la coscienza a posto.

Mettila cosi': poniamo che tu lavori in una autofficina; hai lavoratofin da piccolo, hai studiato
meccanica
e hai cercato con ogni mezzo di lavorare in un officina
perche' era una tua aspirazione. Poi arriva uno (che sa a malapena
cos'e' una autofficina) e ti dice: "chi lavora in questo posto fa'
un mestiere che non ha tanto senso cosi' com'e' fatto e gli esami
che servono per arrivarci sono fatti male e sono assurdi"
Anche se gli esami fatti fossero effettivamente assurdi, non penseresti che,
in quel momento, proveresti un po' di fastidio?
Ed in un tipo di societa' in cui vengono dedicate pagine di
giornale per dare consigli a chi fa' un "semplice" esame di maturita'
(ed interviste in TV!),
non credi che chi supera un "macigno" come il diploma di composizione
(fra l'altro, l'unico che dovrebbe darti diritto a fregiarti del titolo di "Maestro")
possa sentirsi almeno un po' orgoglioso?
Baso questa risposta su impressioni, non avendo letto tutte
le lettere del thread: spero di non aver frainteso il tuo pensiero
(anzi: forse si', lo spero...:-))

>
>
> Per dire: se Bach per mancanza di ispirazione non riusciva a terminare
> una cantata, poteva lasciarla li' per tempi migliori, e magari
> consegnare qualcos'altro.

Mah....deve scrivere una cantata per la Passione di Cristo e, secondo te,se gli viene l'ispirazione
per una cantata natalizia, consegna quella?
E se il calzolaio non ha l'ispirazione per aggiustarmi le scarpe e fa
qualcos'altro, non penseresti che e' un cattivo calzolaio?
E pensare che e' esistito un compositore come Stravinskij, il quale dichiarava
(se non sbaglio) che si lavora molto meglio quando ti vengono posti
dei limiti e delle restrizioni (il che e' vero)!


ciao


leonardo

>
>
>


Luca Logi

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> wrote:

> Non capisco come mai tu abbia tanta paura a dimostrare che cosa sai fare
> in un tempo ben delimitato... Se hai la coscienza a posto non dovresti
> aver paura di niente, no? :-) Vorresti allora anche eliminare le prove di
> lettura a prima vista? Si'? Bene: se vieni chiamato a far parte di
> un'orchestra credi che le parti ti vengano consegnate sei mesi prima?
>
> (Luca!!! Spiega un po' come vanno le cose...) E se non sai la parte, anche
> se non hai avuto il tempo per studiarla senza la minaccia di un fucile
> puntato, credi che (ammesso che tu riesca a terminare la "scrittura")
> verrai chiamato ancora?

Dipende dall'orchestra. Nelle 'spedizioni punitive' le parti si danno il
giorno stesso della prova, nelle orchestre migliori le parti sono
disponibili un poco prima dell'inizio delle prove: diciamo una o due
settimane. Per motivi di organizzazione (il 'giro' dei materiali a
noleggio) e' molto raro che una parte sia disponibile piu' di un mese
prima - diciamo che ci si preoccupa solo in caso di eccezionale
difficolta'. Ne' i professori sono interessati ad avere le parti con
molto anticipo, perche' tanto hanno da suonare (e quindi tenere sotto
mano) altri programmi.

Un buon professore d'orchestra e' in grado di leggere il 90% della
musica a prima vista, e si preoccupa di studiare quel 10% di passi
intricati oggettivamente impossibili da leggere. Qualche cosa puo'
richiedere di essere maturato piu' a lungo: penso a certi passi per le
percussioni nella letteratura contemporanea o ai grandi assoli come per
esempio quello del clarinetto nella 'Forza del destino' o a quello del
violino in 'Ein Heldenleben'. Questi hanno bisogno in effetti di uno
studio abbastanza approfondito.

E ovviamente molto conta l'esperienza.

KLAUS

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
Il Mon, 5 Apr 1999 22:59:17 +0200, "Giacomo Andreola" <andr...@tin.it> ha
scritto:

>Dopo i primi partecipanti di gennaio, mi sono giunti files midi fino a un
>mese fa.
Mi mancano tutti quelli successivi al n.15 (ammesso che i miei primi 15 facciano
scopa con i tuoi).
Poiché sono disponibile ad aggiungerli sul mio sito web, se mi mandi i 6
mancanti, tempo max una settimana saranno a disposizione di tutti.

A me piacerebbe ripetere l'esperienza, magari allungando un po' i tempi di
consegna...

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 6, 1999, 3:00:00 AM4/6/99
to
On Mon, 5 Apr 1999 11:24:10 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>Se sbagli il direttore si incazza, i colleghi dicono che non sai suonare
>e qualche critico brillante lo fa notare sul giornale. Per non dire
>della recensione su iamc, o del Peruginelli che fa notare la stonatura.

Se uno stona c'e' poco da fare....

Ciao

Pietro Puca

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to

Vincenzo Ninci ha scritto nel messaggio <37094818...@fi.ats.it>...

>fabio...@flashnet.it ha scritto:
>
>> curiuositą; mai suonato ad nos salutarem undam di liszt, e che ne
>> pensi? lo amo molto; lo fanno in pochi perché č durissimo;


E' vero, un brano per organo intensissimo, una continua variazione della
omonima frase degli anabattisti tratta dall'opera di Meyerbeer.

Onestamente č forse uno dei pochi brani per organi di Liszt che riesco ad
ascoltare; gli altri mi sembrano dotati di un certo che di ascetico che li
rende quasi incomprensibili.

Pietro Puca
-----------------------

Pu...@iol.it
do...@iname.com


Giacomo Andreola

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to

KLAUS ha scritto nel messaggio <370b585b...@news2.tin.it>...

>Il Mon, 5 Apr 1999 22:59:17 +0200, "Giacomo Andreola" <andr...@tin.it> ha
>scritto:
>>Dopo i primi partecipanti di gennaio, mi sono giunti files midi fino a un
>>mese fa.
>Mi mancano tutti quelli successivi al n.15 (ammesso che i miei primi 15
facciano
>scopa con i tuoi).
>Poiché sono disponibile ad aggiungerli sul mio sito web, se mi mandi i 6
>mancanti, tempo max una settimana saranno a disposizione di tutti.

Chedete e vi sara' dato.
Le 21 variazioni ve le mando in un file zippato di 54 Kb.

Ciao
Giacomo

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Tue, 06 Apr 1999 17:34:07 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>E allora ti smentisci da solo! Le 36 ore sono per relativamente poche


>pagine di musica, oltretutto per una composizione "di scuola". Una cantata

Ho detto proprio io che 36 ore sono poche per comporre qualcosa.
Per me e' impensabile scindere la componente artistica da quella
tecnica. Il problema sta tutto li' per me.

Ed ho anche aggiunto che non bisognerebbe con questo aumentare le ore
di clausura.


Ciao


Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Tue, 06 Apr 1999 17:33:44 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Forse troppi: tornero' ben presto ad occuparmi del mio lavoro, che e' ben piu' importante di tutte


>queste chiacchiere che non portano a niente.

Certamente. Anche la mia universita' e' ben piu' importante.
Ma non per questo ritengo che cio' che tu scrivi non porti a nulla,
anzi ho apprezzato il fatto che hai impiegato un po' del tuo tempo per
spiegarmi il tuo punto di vista.
Tu sei pur libero di pensarlo di me; non capisco pero' come sei
arrivato a questa conclusione.

>Tu hai detto la tua, io ho detto la mia, io so di avere
>dalla mia l'esperienza di anni e anni di lavoro non solo mio ma di chi mi ha preceduto e di chi ha
>preceduto chi mi ha preceduto, ecc.,

E allora? Basta , hai la coscienza a posto no? NESSUNO ne ha mai
dubitato, io in primis.

>mentre tu sei convinto che le tue riflessioni e le tue opinioni
>siano la verita'.

Tu ne sei convinto. Io non ho MAI detto che le mie opinioni siano
dalla parte della verita'. Ho detto solo cio' che pensavo, e l'ho
precisato fino alla nausea.

>Probabilmente hai ragione tu: non si puo' pretendere di convincere qualcuno soltanto
>con le parole, e fai bene a rimanere sulle tue posizioni. Tanto, stai pur sicuro, se vorrai lavorare
>in ambito musicale sarai ben presto costretto a ricrederti. :-)

Ma a ricredermi su cosa? Puoi essere piu' preciso?
Che 36 ore sono il giusto per l'esame di composizione? Che al
conservatorio va tutto a gonfie vele?
Non ti capisco.

>2) proprio questa mattina stavo apprezzando,

Allora ti auguro buon lavoro.
Ma, per favore, non addossare la colpa a me: non dire che voglio avere
ragione, perche' fin dall'inizio non era questa la mia intenzione. Ero
nella piu' completa apertura mentale per cercare di capire quello che
per me e' un problema.
Non puoi pensare solo per un attimino che ti puoi essere sbagliato nel
considerare cio' che ho detto?

>Scusami, quale formalismo, quali preconcetti?

Mi riferisco a quelli per cui tu chiudi qualsiasi canale di
comunicazione ad un'altra persona piu' giovane di te che sta cercando
con fatica da capire come funziona il mondo (senti un po' che pretese
che ho!!!). A dire di me che
a)credo di essere dalla parte della verita'
b)cerco solo qualcuno che mi dia ragione
c)rimango sempre della mia idea e ti faccio ripetere a vuoto le stesse
cose.
d)i miei argomenti mancano di fondamento

Mi sono dimenticato qualcosa? (:-))) Insomma i preconcetti relativi a
leggere cio' che scrivo.

Questo non vuol dire che non ho apprezzato tutto cio' che mi hai
scritto, credimi!!! Anche se c'era modo e modo, come mi insegni
giustamente.

>Qui mi sembra che gli unici preconcetti siano proprio i
>tuoi...

I miei? Quali preconcetti scusa?
Boh, io ho la coscienza a posto.....(:-)
Ho detto solo cio' che ho visto e cio che ho vissuto, e non ho MAI
preteso che quel che pensassi o dicessi fosse la verita' divina
Sei tu a prendere troppo sul serio quel che dico.

>Forse faresti meglio a ponderare un po' di piu' sul significato delle parole...

Non faresti meglio tu a ponderare meglio cio' che dico io, prima di
arrivare (come credo) a conclusioni errate sul mio conto?
E poi ti scordi spesso che stiamo comunicando via Internet, caro mio.
Dovresti ricordarti come sono da quella domenica mattina famosa
(parole tue).

>Il verbo colpire in italiano e' transitivo... :-) Sai, ho il brutto vizio di apprezzare il duro
>lavoro sui libri, e anche lo studio della grammatica italiana... [fine O.T. - non prendertela: e' solo
>uno scherzo, OK?]

Alla prox volta staro' piu' attento....
A quel che scriverai tu, ovviamente! Attento alle spalle, non sai mai
quando potrai sbagliare qualche verbo specie se scrivi come me alle
0.30 e non alle 17.30 del pomeriggio....(:-))))))

"Uomo avvertito...lei c'intende...." (da dove l'ho presa questa,
Giampaolo Bellavite, eh???)

Un altro come MM! Non ne posso piu'! (:-)

[ora sto scherzando io, ok? un po' per uno; io cmq NON me la sono
presa]

>Se tu sapessi quanto conta la forma...

Per me non conta niente.

>Ma te ne accorgerai ben presto, quando avrai bisogno di
>presentarti in modo da essere preferito a qualcun altro!

Io sono quel che sono o scelgo di essere. Non quello che la forma o
qualsiasi altra cosa mi impone di essere.

>E comunque questo e' normale quando la forma e' il mezzo attraverso cui si comunica la sostanza :-)

Ti riferisci ad Internet, vero? Per questo ti ho gia' detto che devi
sforzarti di capire che l'animo della persona che ti scrive puo'
essere dei piu' tranquilli di questo mondo. E cio' che intendi tu puo'
essere invece stato scritto con tutt'altra intenzione.
(se non sbaglio ad esempio mi sembra che tu te la sia presa quando ho
detto che
>> Non hai capito. E non capisco io perche' ti sei lanciato 'contro' di me.
e tu mi ha risposto:

>Anzitutto credimi che non mi sono lanciato contro di te ne' contro nessun altro. Non
>sono certo il tipo, come forse dovresti esserti accorto quella domenica mattina a
>Firenze.

Quel "non sono certo il tipo" mi ha fatto un po' preoccupare. Come si
ti avessi lanciato un'offesa da lavare col sangue...(:-)))) E poi tra
l'altro quando ho detto che ti sei lanciato verso qualcun altro oltre
me????? per favore basa cio' che dici su cio' che io ho scritto!!!)


>Se ritieni di non aver spiegato le tue idee dopo messaggi di una simile stazza,

Senti chi parla! (:-)))

>beh, non sarebbe forse
>il caso di pensare che, qualora esse avessero un fondamento ben piu' solido di quello che tu credi
>abbiano, saresti in grado di esprimerle con maggiore incisivita' e concisione?

Sei vieni a criticare anche come scrivo, allora mi togli proprio la
parola. Purtroppo questo e' il mio modo di scrivere, cosa ci posso
fare?
Proprio per essere piu' chiaro possibile sono stato cosi' prolisso,
cosi' come tu hai fatto. Ma non per questo ho OSATO pensare che cio'
che tu hai scritto fosse privo di fondamento.
Ora sei tu che stai mettendo in dubbio cio' che dico. Questo non ti fa
riflettere?


>Ti posso dire che in tutta la mia carriera

<cut>


>Questa non e' una giustificazione, ma non e' certo il vero problema.

Chi ti ha detto che e' il vero problema? E poi mica crederai che cio'
che ho detto fosse rivolto a te, vero?

>Non capirai mai che - oggi come allora - il tempo e' denaro... Anche
>nell'arte, quando l'arte serve per mangiare.

Beato te che l'hai capito. Sono un po' tardo, l'ho sempre detto...

>Come ti dicevo, anzitutto non confondere la composizione di scuola con la composizione "ispirata", e
>secondariamente,

Proprio in una scuola bisognerebbe dare la possibilita' allo studente
di "sfogarsi" visto che poi nella vita ha ben poche possibilita' di
farlo.
Li' bisognerebbe dare qualche apertura all'allievo. Fare in modo che
lui possa dar prova di cio' che lui solo (in quanto essere unico e
irripetibile) puo' comporre.

Questa non ti sembra una proposta?

E poi, vedi sopra, non capisco come si possa scindere nella
composizione la parte artistica da quella tecnica.

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
Intanti ti assicuro che cio' che faccio NON e' per avere l'ultima
parola, credimi.
E purtroppo sono riuscito a mandare il mex solo ora....


On Tue, 06 Apr 1999 17:35:02 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Faccine o non faccine, credo che niente sia piu' puerile del cercare di dimostrare qualcosa


>distorcendo il significato di quanto viene detto dall'interlocutore...

Distorcere?
Ma non te la puoi prendere per tutto, suvvia! Le faccine non si
mettono cosi' a caso. Bisogna pur ridere qualche volta, mica vuoi
finire come il Bellavite? (:-)))))) (meno male che lui sa benissimo
che scherzo)
Qualcun altro mi aiuti, per favore!
Ero e sono nella piu' completa 'innocenza'; non era mia intenzione
attaccarti o provacarti.

>Se proprio ti interessa sto adesso riprendendo in mano il programma di composizione,

Ne sono ben felice per te, credimi!

>(Luca!!! Spiega un po' come vanno le cose...)

Lo so benissimo, avendo suonato in orchestra quel che basta per capire
come funzionino le cose. E se proprio lo vuoi sapere la mia insegnante
e' concertino nell'orchestra del festival pucciniano, quindi conosco
con molta tristezza e amarezza come "vanno le cose"....
Le ho conosciute, credimi. E per me non sono molto rosee le cose: poca
arte e molti 'sotterfugi'. Se vuoi te ne posso parlare.


>Si', anche noi abbiamo la prova cosiddetta "di cultura" sull'insegnamento dell'organo.

Non mi riferisco alla prova di cultura. Ma a quella in cui ti viene
portato uno studente di violino del IV-V anno a cui devi dar prova di
saper insegnargli qualcosa.
Voi questo l'avete o no? (per didattico intendo, o meglio si intende,
questo).

>Fino a che continuerai a farlo cosi', e soprattutto con questa pochezza di argomenti ("Per me
>gli allievi devono essere messi a loro agio, quindi bando alle clausure e a tutte le prove in
>qualche modo selettive"), nessuno ti ascoltera' certo...

Tu no di sicuro, se mi metti davanti un muro.

Non ho mai detto: "bando alle prove selettive". Questo, scusami, te lo
sei sognato (:-)))

>Vedi? Continui a proiettare sugli altri il tuo giudizio personale.

Continuo?
Ma se ho anche chiesto ripetutamente ai compositori di spiegarmi
qualcosa!!!

>Ma come fai a non notare la presunzione che anima questo tuo partire lancia in resta contro
>tutto e tutti?

Non ho capito bene il senso della domanda.
E poi la mia non era presunzione. Se te lo dico puoi anche credermi,
no? Perche' io devo fidarmi di te e tu non fai lo stesso con me?

>Ma allora pretendi sempre di misurare le cose col cronometro? E 15 min. li', e mezz'ora la',
>e 36 ore di sotto, e 12 ore di sopra...>Credi che tutto si possa valutare un tanto al chilo?

E' proprio quello contro cui io ho sbottato!!!! Non puoi certo venire
a criticarlo a me.

>Proprio io devo farti notare che all'inizio uno strumento ad
>arco ha molte piu' difficolta' proprio per quanto riguarda la produzione del suono, la
>ricerca dell'intonazione, mentre il pianoforte, che ne ha altri, d'accordo, gia' dai primi
>anni puo' andare avanti piu' spedito? Mah... Sei proprio un bel masochista, lasciamelo dire
>:-)

Cosa c'entra il masochismo.
Prima mi chiedi di dire quali sono le mie esperienze. Poi mi tratti
cosi'. Bella cosa, non c'e' che dire.
Se dico che mi sembra troppo dici che sono un fuorilegge (o
quasi...(:-)))), se dico che sono poche un masochista. Deciditi!!!

Masochista o fuorilegge?

>Allora, quando ci si comporta in questo modo, si hanno soltanto due esiti:
>1) si accetta il contraddittorio e si cerca di ascoltare anche il parere degli altri, in modo
>costruttivo, fino ad accettare,

Di cio' che hai scritto io non ho rifiutato nulla. Sei tu che continui
a crederlo, mi sembra di capire con molto rammarico.

>soprattutto quando viene ampiamente dimostrato, che le
>proprie opinioni siano da correggere;

Cosa mi hai dimostrato? Fin'ora un bel nulla! (:-))) Caso mai mi hai
'mostrato', che e' ben diverso da 'dimostrato'.
voglio dire che puoi soltanto mostrarmi quale e' la tua esperienza,
non c'e' una verita' assoluta da una parte sola.
Se come ti ho raccontato via e.mail che a Livorno praticamente non
c'e' una classe di violoncello e se ti dico cio' che ho vissuto (e
visto da altri) in conservatorio devi credermi!
Cio' che ho visto e' da correggere?
Ritenere eccessiva una prova d'esame e' qualcosa da correggere?
Insomma, perche' vuoi correggermi? Non sono uno tuo studente, scusami!
(forse e' una sorta di deformazione professionale.... e si' che ci
dovrei essere abituato con il mio babbo....)
Vuoi tornare agli autodafe'? (:-))))

>2) si continua a parlare male quanto si vuole, rifiutando qualsiasi contraddittorio, e cosi'
>facendo si accetta di rimanere a parlare soli con se stessi, poiche' non ci sara' piu'
>nessuno che ti sopporta.

Per ora fatico a sopportarti, ma resistero' fino alla fine!!! (:-)))))
PER FAVORE NON TE LA PRENDERE DI NULLA DI CIO' CHE TI SCRIVO!!!!
Se solo potessi spiegarti e comunicarti il mio stato d'animo (e non
solo a te , cosa credi... OVVIAMENTE mi riferisco alla comunicazione
via internet).

>Questo e' vero, e non solo per gli strumenti ad arco. Basterebbe poter riformare i programmi,
>e gli stessi docenti sarebbero ben lieti di dare prospettive nuove a tutta la questione.

Un punto in comune.
Vedi che le mie opinioni non sono fondate sul nulla? Almeno tu intanto
(su questo) la pensi come me!!! (:-)))

Vedi, ora non stiamo discutendo normalmente?

>Mettere "a proprio agio" senza prove troppo faticose... Che enormita'!

Non ho detto di eliminare la fatica. Ma di eliminare il superfluo,
questo si'.


>Lo vedi? Sei talmente ingenuo da cadere sempre nei tuoi stessi errori!

Che bello psicologo.

>Non puoi continuare a pretendere di aver ragione

Ma tu non sai quello che stai dicendo *su di me*. Io non voglio certo
aver ragione.

>cercando di ingannare te stesso e gli altri.

Io non VOGLIO ingannare nessuno. Tantomeno te.
Perche' ora mi dipingi cosi' male?

>Se tu volessi
>*veramente* capire, non chiederesti "il perche' di queste assurdita'", ma "il perche' di
>queste cose, di questi metodi". In realta' tu *non vuoi* capire.

Che bella logica, complimenti.
Fa solo acqua da tutte le parti.
Perche' pretendi che io voglia capire nel modo in cui te vuoi capire
le cose?
E se ti dico che voglio capire vuol dire che voglio capire (e' cosi'
difficile da capire?(:-))) ).

>Ti arrabatti semplicemente
>per trovare qualcuno che ti da' ragione... Quando invece si vuol tentare di capire non si
>parte da una posizione preconcetta,

Cosa di fa dire che parto da una posizione preconcetta? Il fatto che
abbia usato in partenza il termine assurdita'?? Vedi che ho ragione a
dire che devi liberarti da certi "preconcetti"? Se scrivo che voglio
capire, voglio *veramente* capire (mi sembra di diventare scemo a
ripetere all'infinito certe cose.... non solo a te da' noia
ripeterti!), anche se uso la parola assurdita'.

>ma da una posizione di equilibrio di entrambi i termini della questione. Uno a zero.

Se davvero volessi aver ragione non starei qui a scriverti sapendo che
tu non mi risponderai!!!!!

>Dunque, dal momento che non puoi certo tacciarmi di voler difendere l'universita', ti diro'
>allora che gli orari sono solo la punta dell'iceberg che tu vedi. Non ti salta in mente che
>si devono fare i conti con gli orari dei vari corsi, con la disponibilita' delle aule, e
>cosi' via?

Si', si'. Pero' so anche che i professori molto spesso fanno il comodo
loro (dalle esperienze universitarie vissute da almeno una decina di
ragazzi, tra i quali mio fratello e mia sorella).
Credimi tu, ora.


>vedrai che ti sorprenderai a rimpiangere questi orari assurdi ed insostenibili!

Be', se 7 ore al giorno (4 di lezione e il resto di compito o di
rientro pomeridiano) per 5 giorni di seguito non ti sembrano tante....
Io stesso avrei rinunciato a una settimana di vacanza per fare i
compiti in santa pace, senza dover saltare da una lezione all'altra,
con la testa semplicemente fusa (e sono tra i pochi, esclusi i
normalisti, che fara' tutti e quattro i compiti, quindi non puoi dire
certo che sono uno scansafatiche).

>Semplicemente ridicolo. Se ti servono 36 ore per un basso d'armonia hai sbagliato mestiere.

Ma stavo scherzando, suvvia!
Volevo dire solo che 36 ore mi sembrano poche per comporre. Tutto qua.
Se tu mi dici di no, perche' non dovrei crederti?

A volte ho il timore che la scuola reprima l'allievo(con me e'
successo, quando ero al conservatorio). O mi sbaglio anche qui?

>Se ad un esame di italiano si chiede di
>commentare un passo, e' necessario che venga letto da qualcuno, oppure basta che il candidato
>lo legga mentalmente? La risposta e' ovvia: e' sufficiente leggerlo mentalmente.

Stai sbagliando.Uno pari.
Alle superiori (esame di maturita' INCLUSO) mi (ci) hanno fatto SEMPRE
leggere ad alta voce la composizione letteraria che si aveva di
fronte. E facevano benissimo!!!! Magari ai tempi tuoi funzionava
diversamente, ora le cose vanno cosi'.
E poi cmq non puoi paragonare una composizione letteraria ad una
musicale. In quest'ultima prevale al99% la componente sonora. E' da
questa che nasce tutto.


>E allora, perche' mai un musicista dovrebbe essere trattato come un analfabeta che non sa
>leggere neppure la sua lingua?

Se ti chiedono ti commentare un quadro ad occhi chiusi, ma solo con il
tatto tu cosa rispondi? Ecco, con la musica, se non la senti con le
orecchie, e' la stessa cosa.
Poi cmq tutto dipende da cosa si chiede, questo e' certo.


>E tu credi che il vero studio dell'armonia sia quello che si fa ad armonia complementare?

No!!!! E' proprio questo che voglio capire dai compositori. Certo se
tu mi dipingi cosi' male (delle scuse no, eh? vabbe', non
importa......8:-)))

>E tu credi che lo studio della mera tecnica compositiva si possa limitare ad una visione di
>semplice infarinatura di uno solo dei moltissimi linguaggi che sono stati usati da coloro che
>hanno scritto musica da - diciamo - cinque secoli a questa parte?
>Infatti lo studio della composizione e' *molto* di piu'...

Bravo. D'accordo. Volevo solo capire meglio queste differenze.
certo, se tu precludi a me ogni possibilita' di capire queste cose, la
vedo un po' nera....

>Credi sempre che tutto sia troppo semplice: prima o poi ci batterai il naso anche tu.
>Ogni cosa che aggiungi evidenzia sempre di piu' che non hai la minima idea di cio' di cui
>stai parlando.

Non mi sembra. Qualcosina so anche io, non ti credere.
Non ho MAI composto una fuga (e mai lo faro', proprio perche' non ne
sono in grado) ma so che cosa e' una fuga.

>Rinfrescami la memoria: ti sei gia' diplomato o studi ancora, e in questo caso a quale anno
>di corso sei?

VII corso (molto scarso...... sai la matematica mi porta via molto
tempo).

>In ogni modo se non le hai affrontate prima e le stai affrontando ora da solo,
>e' evidente che ne hai (o ne dovresti avere) i mezzi, quindi si torna a quanto dicevo prima.

Cioe'? Non vedo il collegamento, scusami.
Lo so che odi ripeterti ma per questa volta fai un'eccezione.

>Casomai si dovrebbe dare la
>possibilita' di un'alternativa all'interno di un repertorio omogeneo come stile e
>difficolta', allargando a molti autori in piu' rispetto a quelli contemplati.

Anche questo, perche' no?

>Ma questo,
>ricordati, porta ad una conseguenza. A maggior "onore" corrisponde maggior onere: proprio il
>contrario di quella che era la tua tesi di partenza, quando vedevi troppa "durezza" nelle
>prove d'esame.

Nella prova d'esame. Quella di composizione, ricordi?
Certo ho detto che quella di violino e' molto difficile (e quasi
sicuramente io non riusciro' a farla) ma non come quella di
composizione.


>Ma ora concludo, e chiudo definitivamente il discorso.
>Credo di aver esposto la mia tesi in modo piu' che esauriente, almeno per quanto riesco a
>fare. Ogni parola in piu' sarebbe pleonastica.


Non posso far altro che ringraziarti. Con tutto il cuore (il mio tono
NON e' sarcastico, credimi).
Pensavi forse che ti avrei scritto leggendo da te che in principio non
mi avresti piu' risposto?
Io l'ho fatto con passione, impiegando due ore del mio sonno. Ma lo
rifarei volentieri, anche a costo di essere considerato come te hai
fatto. Ho la coscienza ha posto (come te) e quindi credo solo che tu
hai sbagliato a considerare cio' che ho detto

>Se non ti ho convinto,

E' qui che ti sbagli. Il problema non e' convincere l'altro.Si parla
di questo e di quest'altro. Perche' per forza qualcuno deve convincere
l'altro?

>Anzi, lo sara' di piu' quando rubero' meno tempo al mio studio e al mio lavoro scrivendo post di questa
>lunghezza e di questa complessita'.

Ti ripeto: a me piace avere scambi di opinioni
Anche se domani dovro' faticare di piu'. Ma, ripeto, l'ho fatto con
piacere.

>Soprattutto quando si finisce per dire sempre le stesse
>cose, rifriggendo sempre gli stessi argomenti, senza progredire in alcun modo verso una
>soluzione che, nel caso di due tesi per loro natura cosi' opposte, non puo' assolutamente
>esistere.

L'hai presa proprio male. Mi dispiace.

>tecnico e' perfettamente superato, divento capace di far zampillare liberamente tutta quella
>musica che fin dall'inizio - come l'opera d'arte nella materia grezza - avevo visto dentro a
>quelle note. E posso continuare il processo ri-creativo dell'interpretazione arrivando sempre
>piu' in profondita', vivendo quel rapporto meraviglioso col brano e col compositore, e da
>questo arricchendomi a dismisura.
>Perche' allora rimandare ancora questo momento? Vado, corro, volo!

Ne sono lieto per te.
Io invece me ne vado semplicemente a letto, cosa vuoi..... non tutti
hanno certe soddisfazioni! (:-)))


Sappi solo che non me la prendero' se deciderai di non rispondermi.
D'altronde l'ho fatto anche io (anche se unicamente per mancanza di
tempo) con te via e-mail. Ma il tuo mex ce l'ho ancora!!!!!
Conservalo anche tu, dai'!

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Tue, 06 Apr 1999 23:31:17 +0200, leonardo polato
<l.po...@gasnet.it> wrote:

>Mettila cosi': poniamo che tu lavori in una autofficina; hai lavoratofin da piccolo, hai studiato
>meccanica e hai cercato con ogni mezzo di lavorare in un officina
>perche' era una tua aspirazione. Poi arriva uno (che sa a malapena
>cos'e' una autofficina) e ti dice: "chi lavora in questo posto fa'
>un mestiere che non ha tanto senso cosi' com'e' fatto e gli esami
>che servono per arrivarci sono fatti male e sono assurdi"
>Anche se gli esami fatti fossero effettivamente assurdi, non penseresti che,
>in quel momento, proveresti un po' di fastidio?

Certamente, capisco cio' che vuoi dire.
Non per nulla ho detto al Ninci che potevo capire e capisco la sua
reazione, un po' indignata.
Pero' non e' del tutto vero che non so NULLA degli esami del
conservatorio.

Hai visto cosa ha scritto MM su Chopin? Be', io rispetto la sua
opinione (lo conosce abbastanza per pensare quello che vuole su di
lui); perche' ora voi non dovete fare lo stesso con me? Ho avuto delle
esperienze, che ho riferito qua e privatamente a Ninci sul
conservatorio italiano. Pochissime esperienze, certo, in confronto
alle vostre; questo non lo metto in dubbio. Pero' sempre esperienze
personali.
Il problema non e' secondo me convincere l'altro, ma mostrargli le
proprie esperienze, come gentilmente ha fatto Ninci; di questo gliene
sono grato (forse e' stato fin troppo paziente!! (:-))).


>Ed in un tipo di societa' in cui vengono dedicate pagine di
>giornale per dare consigli a chi fa' un "semplice" esame di maturita'
>(ed interviste in TV!),
>non credi che chi supera un "macigno" come il diploma di composizione
>(fra l'altro, l'unico che dovrebbe darti diritto a fregiarti del titolo di "Maestro")
>possa sentirsi almeno un po' orgoglioso?

Certo. Io infatti li invidio e li ammiro. Ninci, Logi, e tutti gli
altri (forse a loro parra' strano, ma e' proprio cosi').
Forse perche' io non riusciro' ad arrivare al loro livello li ammiro
ancor di piu'.
Poter avere a propria disposizione uno strumento in piu' per
apprezzare un'opera d'arte e' un vantaggio.
Per questo una volta dissi a Logi (con un certo orgoglio) che mi
ritenevo fortunato ad aver suonato nel Requiem di Mozart: avevo avuto
modo di apprezzarlo maggiormente.

>Baso questa risposta su impressioni, non avendo letto tutte
>le lettere del thread: spero di non aver frainteso il tuo pensiero
>(anzi: forse si', lo spero...:-))

Io non ho mai voluto sminuire la carriera artistica e professionale di
un professore (o maestro che dir si voglia) di un conservatorio. Mi
sembra pero' che debbano faticare troppo per arrivare a certi livelli.
E poi non capisco proprio come nella composizione si possa scindere la


parte artistica da quella tecnica.

>Mah....deve scrivere una cantata per la Passione di Cristo e, secondo te,se gli viene l'ispirazione


>per una cantata natalizia, consegna quella?

No, non ho detto questo. Magari ha in mente una certa musica che pero'
al momento non riesce bene a sviluppare e a focalizzare. E cosi' ne
tira fuori un' altra. ):-))
Ma forse cio' che dico e' senza senso....(:-)))) Tu cosa ne dici?

>E pensare che e' esistito un compositore come Stravinskij, il quale dichiarava
>(se non sbaglio) che si lavora molto meglio quando ti vengono posti
>dei limiti e delle restrizioni (il che e' vero)!

Io non la penso cosi'.
Mi spieghi tu ora cosa c'e' di male in questo? Cioe' a pensarla
diversamente? Devo vergognarmene? (:-)

Io personalmente, se non ho la giusta calma e tranquillita' (sono un
tipo un po' all'inglese), lavoro male.


Ciao

Wentu

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Wed, 7 Apr 1999 08:36:45 +0200, "Giacomo Andreola"
<andr...@tin.it> wrote:

>Chedete e vi sara' dato.
>Le 21 variazioni ve le mando in un file zippato di 54 Kb.

Io chiedo perchč anche io ho solo le prime 13 ( e poi ovviamente le
mie ) ...
... ma spero l'esperimento sia ripetuto proprio come l'altra volta ...
perchč io dal solo tema mica so tirare furoi gli accordi e il basso ,
cacchio !!

... viene una voglia pazza di studiare contrappunto e armonia in
questi casi, sgrunt !!

Torno alle mie equazioni che sono piů semplici ... :))

ciao

Wentu
...si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.
[A.P.;F.d'A.]

leonardo polato

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to

Giulio Peruginelli wrote:

> E poi non capisco proprio come nella composizione si possa scindere la
> parte artistica da quella tecnica.

Si puo' perche' qualsiasi scuola (dalle elementari alle accademie) noninsegna a diventare artisti,
insegna ad usare delle tecniche
(necessarie comunque per diventare artisti). Ammiro
e apprezzo la tua correttezza, e quindi mi scuso con te se sono partito
un po' prevenuto nei tuoi confronti
nel mio precedente messaggio, ma io credo che tu faccia un errore
molto comune che contribuisce, fra l'altro, a dare un'idea distorta del
"fare" musica: il musicista non sta tutto il giorno a guardare il paesaggio
in cerca dell'ispirazione, ma cerca di risolvere problemi tecnici: se sara'
un compositore si chiedera' "come sfruttare questo tema in modo
da dare coerenza al brano?" se e' un esecutore saranno altri ancora,
ma sempre problemi tecnici sono. Un diploma
di composizione serve
a stabilire se conosci le tecniche della
costruzione, del progetto di un pezzo
piu' che quelle dell'invenzione pura (e' per questo che il
diploma si fa su tema dato);
e quindi occorre una scadenza, come serve all'architetto che
progetta una casa.Ma come esiste Renzo Piano, che tira
fuori un capolavoro ogni volta che progetta, cosi' esiste
l'architetto Mario Bianchi (sparo a caso) che mi progetta
la bifamiliare: posso definire Bianchi un artista come Piano?
No, direi di no; posso dire che puo' fare a meno
di frequentare la facolta' di architettura, visto che non
e' un artista? Nemmeno. Eppure Bianchi e' comunque
un architetto, necessario alla societa', anche se non
e' un artista; ed e' stato necessario che anche lui
facesse la stessa scuola di Renzo Piano.Ed inoltre:
Bianchi sa che se non progetta la casa in tempo perche'
"non gli veniva" perde la commissione: e poiche' e'
un lavoratore come un altro, rischia, con il tempo,
di fare la fame.

> >E pensare che e' esistito un compositore come Stravinskij, il quale dichiarava
> >(se non sbaglio) che si lavora molto meglio quando ti vengono posti
> >dei limiti e delle restrizioni (il che e' vero)!
>
> Io non la penso cosi'.
> Mi spieghi tu ora cosa c'e' di male in questo? Cioe' a pensarla
> diversamente? Devo vergognarmene? (:-)

Ti diro': visto che si parla di composizione, tra il pareredi un grande compositore in merito e il tuo
(per quanto
possa stimarti, riconoscerai di non avere la stessa esperienza
che ha avuto Stravinskij :-)) tengo piu' da conto il primo.
Io, personalmente, ne faccio un po' il criterio di discrimine
tra l'artista "professionista" ed il dilettante: mentre il secondo
tirera' spesso fuori la questione dell'ispirazione, del "momento"
e cosi' via, il primo sapra', invece, sfruttare le commissioni,
le scadenze, i limiti perche' sa che senza quelli gli
sara' difficile lavorare.Ogni grande artista ha lavorato
all'nterno di limiti precisi; ma, sopratutto, il grande artista
sfrutta i limiti e li fa diventare pregi (mi viene in mente un
aneddoto che riguarda Orson Welles: doveva girare
la scena, in "Otello", in cui viene ucciso Jago; si stava girando
in Marocco, mi pare: ma i costumi tardavano ad arrivare
dall'Europa e non si poteva aspettare troppo per
motivi di budget; cosi' Welles decise di ambientare quella
scena in un bagno turco, con gli attori coperti solo da
lenzuola: e' divenuta una delle scene piu' celebri del film)Comunque: che tu ti debba vergognare,
naturalmente no,che ci sia qualcosa di
"male" nel tuo pensiero per me, si': e' l'idea per cui il musicista debba
essere per forza un super-uomo, uno che si stacca dalla
massa per la sua capacita' d'sipirazione. E cosi'
la musica (o l'arte in genere) diventa qualcosa di "sacro";
lo e' sicuramente, nel momento della sua fruizione. Non lo e'
nel momento della creazione e del'esecuzione: in quel momento
e', soprattutto, duro lavoro; se non lo e', vuol dire che
la tecnica appresa e' talmente ad alto livello che e'
divenuta spontanea.Togliamoci un po' dalla testa
il mito romantico del compositore (che e', appunto, romantico:
quindi, non e' sempre stato cosi'); lo dico
anche per esperienza diretta, per delusioni avute
nella mia vita "musicale" in cui le intenzioni e i sogni
si scontravano con la realta' materiale dello strumento, della
carta da musica su cui scrivere, dell'esercizio
scolastico.
il Conservatorio non insegna a diventare artisti:
anche Leopardi e' andato a scuola per imparare a leggere
e a scrivere, ha dovuto apprendere delle tecniche; ma
non e' diventato Leopardi solo grazie alle scuole; e
del resto, quelle scuole gli hanno comunque dato quelle tecniche
indispensabili.

>
>
> Io personalmente, se non ho la giusta calma e tranquillita' (sono un
> tipo un po' all'inglese), lavoro male.

Si', d'accordo: ma gli esami non sono fatti chiedendocontinuamente al candidato come sta, perche',
poverino...
Almeno dalle superiori in poi! Anche alla maturita'
pensavo che sarebbe stato meglio fare l'esame in
novembre invece che in luglio: poi succede che,comunque,
lo si fa lo stesso e si sopravvive (e si impara una lezione:
quella di dosare le proprie energie in modo da venire incontro
alle scadenze che, inevitabilmente, la vita ci proporra',
almeno se vogliamo vivere con gli altri)
E' per questo che l'esame di composizione e' duro (non
esito a dire il piu' duro di tutti, avendolo fatto, e non
solo quello): perche' il mestiere di compositore non
e' aperto a tutti e, cosi', si vuole vedere chi
ce la fa; mettiamoci in testa che il conservatorio
(almeno nelle intenzioni) dovrebbe essere una scuola
che produce "specialisti": lo specialista delle gomme
della Ferrari non si puo' lamentare perche' ha poco
tempo per mettere a punto la vettura di Schumacker:
lo deve fare e basta.


ciao


leonardo

>
>


leonardo polato

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to

Vincenzo Ninci wrote:

> Credi, per esempio,
> che la messe di preludi e fuga di Bach e di studi di Clementi per il corso medio di
> pianoforte sia meno impegnativa da un punto di vista *fisico*? Credi che tutto il Franck
> del diploma d'organo non richieda altrettanta energia? Credi che l'improvvisazione -
> sempre al diploma d'organo - sia una passeggiata (o vorresti che fosse preparata a casa
> pure questa? :-) )? E potrei andare avanti ancora...

Mi permetto, caro Michele, un osservazione maliziosa in totaleamicizia, che forse non
c'entra molto con la vostra discussione,
ma c'entra con il nostro "fare" musica:
avendo fatto sia il diploma di organo che quello di composizione,
mi sento di dire che le fatiche del primo sono solo appena
paragonabili a quelle del secondo (nel quale tra la prima
prova e l'ultima passa praticamente un mese ); credimi: il diploma
di organo e' fisicamente faticoso (soprattutto, direi, nella
fase di studio); il diploma di composizione e' mentalmente
molto faticoso: tra i due tipi di fatica ho trovato senza dubbio
peggiore la seconda, anche per la sua lunga durata.

ciao


leonardo

Luca Logi

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
Giulio Peruginelli <5lon...@sysnet.it5> wrote:

> Ho detto proprio io che 36 ore sono poche per comporre qualcosa.
> Per me e' impensabile scindere la componente artistica da quella
> tecnica. Il problema sta tutto li' per me.
>
> Ed ho anche aggiunto che non bisognerebbe con questo aumentare le ore
> di clausura.

---------begin quote-----------

- Tu preferisci la pioggia o il sole?
- Distinguo: quando c'e' il sole preferisco la pioggia; ma quando piove
si capisce bene che preferisco il sole.
- Sicche' la pioggia non ti accomoda?
- No davvero.
- O il sole?
- Nemmeno.
- Ho capito: per contentare te ci vogliono le giornate di nuvolo.
- Dio ci liberi tutti!
- Ma dunque come dovrebbe essere la stagione per darti nel genio?
- Non lo so. So per altro che se le stagioni le avessi fatte io saremmo
piu' contenti tutti.

(da Collodi, "Sangue italiano")

-----------end quote-----------

Luca Logi

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
Si prega, se possibile, di contenere le dimensioni dei messaggi. Grazie.

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Tue, 6 Apr 1999 21:58:31 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>Un buon professore d'orchestra e' in grado di leggere il 90% della
>musica a prima vista, e si preoccupa di studiare quel 10% di passi
>intricati oggettivamente impossibili da leggere.

Conosci per caso il Don Giovanni di Gazzaniga?
Bene, c'era un passo terribile per i primi violini (io ero la "spalla"
dei secondi) che faceva accaponare la pelle....

>Qualche cosa puo'
>richiedere di essere maturato piu' a lungo: penso a certi passi per le
>percussioni nella letteratura contemporanea o ai grandi assoli come per
>esempio quello del clarinetto nella 'Forza del destino' o a quello del
>violino in 'Ein Heldenleben'.

Di chi e' questa opera ?

Ciao

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Wed, 7 Apr 1999 23:25:52 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>Si prega, se possibile, di contenere le dimensioni dei messaggi. Grazie.

Ti chiedo scusa.


Giulio Peruginelli

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to
On Wed, 7 Apr 1999 23:25:45 +0200, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:

>---------begin quote-----------
>-----------end quote-----------

Da cio' dovrei dedurne che....?


lone...@sysnet.it

"Al cospetto di questa meravigliosa opera d'arte
dimentico ogni altra cosa e mi elevo al di sopra di
me stesso per contemplarla come le si conviene."
J.J.Winckelmann

Se volete scrivermi in privato rimuovete i numeri 5
dall'indirizzo e-mail.

Giamber

unread,
Apr 7, 1999, 3:00:00 AM4/7/99
to

Memore di tuo recente sderenato armonico adesso minimizzi ...eh, eh,
eh! ;-))

Saluti!

Giamber

giamber AT tin DOT it
punto e virgola trattino chiusa parentesi

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
Luca Logi ha scritto:

> Qualche candidato non e' alieno dal farsi dare una piccola mano nella
> prova in 15 giorni. Certo quando una commissione vede prove in 36 ore
> (chiusura) piuttosto scarse e una magnifica prova in 15 giorni (a casa),
> ha di che sospettare...

Ovvio... Un motivo in piu' per non eliminare le prove "oggettivamente
riscontrabili", come quelle fatte nella sede d'esame. Almeno se si vuole
raggiungere una certa veridicita' nel risultato finale!

Ciao!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
leonardo polato ha scritto:

> Si puo' perche' qualsiasi scuola (dalle elementari alle accademie) noninsegna a diventare artisti,
> insegna ad usare delle tecniche
> (necessarie comunque per diventare artisti).

> Un diploma di composizione serve a stabilire se conosci le tecniche della


> costruzione, del progetto di un pezzo piu' che quelle dell'invenzione pura (e' per questo che il diploma
> si fa su tema dato);

> il Conservatorio non insegna a diventare artisti:


> anche Leopardi e' andato a scuola per imparare a leggere
> e a scrivere, ha dovuto apprendere delle tecniche; ma
> non e' diventato Leopardi solo grazie alle scuole; e
> del resto, quelle scuole gli hanno comunque dato quelle tecniche
> indispensabili.

Sottoscrivo in pieno, e ti ringrazio per aver dato oltretutto una splendida forma a quelli che erano anche
i miei pensieri, che probabilmente non ero riuscito ad esprimere cosi' bene!

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
leonardo polato ha scritto:

> Vincenzo Ninci wrote:
>
> > Credi, per esempio,
> > che la messe di preludi e fuga di Bach e di studi di Clementi per il corso medio di
> > pianoforte sia meno impegnativa da un punto di vista *fisico*? Credi che tutto il Franck
> > del diploma d'organo non richieda altrettanta energia? Credi che l'improvvisazione -
> > sempre al diploma d'organo - sia una passeggiata (o vorresti che fosse preparata a casa
> > pure questa? :-) )? E potrei andare avanti ancora...
>
> Mi permetto, caro Michele, un osservazione maliziosa in totaleamicizia

Michele??! Ho cambiato nome? Mi sono perso qualcosa? Di secondo nome faccio Eugenio, e di
terzo Giovanni, ma Michele no... :-)

> avendo fatto sia il diploma di organo che quello di composizione,
> mi sento di dire che le fatiche del primo sono solo appena
> paragonabili a quelle del secondo (nel quale tra la prima
> prova e l'ultima passa praticamente un mese ); credimi: il diploma
> di organo e' fisicamente faticoso (soprattutto, direi, nella
> fase di studio); il diploma di composizione e' mentalmente
> molto faticoso: tra i due tipi di fatica ho trovato senza dubbio
> peggiore la seconda, anche per la sua lunga durata.

Sono d'accordo, e non intendevo mettere tutto sullo stesso piano! Volevo soltanto dire che,
ognuno in varia misura e su piani diversi, tutti gli esami hanno difficolta' che impegnano - e
non poco - anche dal punto di vista fisico, della resistenza emotiva, ecc. ecc. ecc.

Vincenzo Ninci

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
Marco ha scritto:

> Mi potresti spiegare un po' più in dettaglio ciò che ti ho riportato?
> Vorrei capire più precisamente cos'è un contrappunto "fiorito" e
> perchè dici che il termine "motetto2 è improprio.

Contrappunto fiorito (o "florido", come recita il programma :-) ) e' quello in cui
le parti procedono con le figurazioni piu' varie possibili, con l'uso di valori
anche piu' brevi, con note di passaggio e di volta, note cambiate, ecc. ecc. ecc.
Nel contrappunto di scuola si parte da "nota contro nota", procedendo poi con "due
note contro una", con le sincopi, con "quattro note contro una", quindi con una
sintesi delle specie precedenti ed infine col contrappunto fiorito.

Il termine mottetto e' improprio per una brano ad una voce sola con
accompagnamento d'organo... Il mottetto e' solitamente un brano per coro a piu'
voci.

> P.S.Si pretende che al corso inferiore l'alunno sappia già comporre un
> contrappunto?

Ebbene si'... Ma ti diro' di piu': sempre al corso inferiore d'organo sono in
programma gli studi di Clementi dal Gradus (solo sei, non ventitre...) e tre
preludi e fuga dal Clavicembalo ben temperato (non ventiquattro...). In piu' una
sonata di Beethoven, scelta fra tre: l'op. 14 n. 1 (non troppo difficile), l'op.
10 n. 1 (abbordabile) e l'op. 7 (folle al corso inferiore!). Senza contare il
contrappunto, l'improvvisazione del giro armonico, e una parte organistica invece
abbastanza ridicola.

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
On Wed, 07 Apr 1999 19:41:58 +0200, leonardo polato
<l.po...@gasnet.it> wrote:

Giulio Peruginelli wrote:
>> E poi non capisco proprio come nella composizione si possa scindere la
>> parte artistica da quella tecnica.

>Si puo' perche' qualsiasi scuola (dalle elementari alle accademie) noninsegna a diventare artisti,
>insegna ad usare delle tecniche (necessarie comunque per diventare artisti).

Ma come fa il singolo individuo (leggi: lo studente) a non "inzuppare"
la composizione di propri elementi artistici? Addirittura anche in un
basso d'armonia, con note di volta, di passaggio, imitazioni,
figurazioni melodiche inventate di sana pianta dallo studente si puo'
intravedere una sorta di gusto personale.
E cmq, a parte questo esempio del basso d'armonia, come hai fatto tu
quando hai composto il primo tempo di un quartetto all'esame di
composizione? Sono molto curioso, raccontami, ti prego.

>Ammiro e apprezzo la tua correttezza, e quindi mi scuso con te se sono partito
>un po' prevenuto nei tuoi confronti nel mio precedente messaggio,

Ringrazio la tua buona fede ed onesta' nell'ammettere questo.
Alla fine qualcuno che mi capisce c'e'....(:-))))

Ma cmq non c'era da scusarsi, figurati. Ho visto ben di peggio (ed
ancora adesso non capisco il perche' di certe frasi ed affermazioni
che ho suscitato in altri....)

>ma io credo che tu faccia un errore molto comune che contribuisce, fra l'altro, a dare un'idea distorta del
>"fare" musica: il musicista non sta tutto il giorno a guardare il paesaggio
>in cerca dell'ispirazione, ma cerca di risolvere problemi tecnici: se sara'
>un compositore si chiedera' "come sfruttare questo tema in modo
>da dare coerenza al brano?" se e' un esecutore saranno altri ancora,
>ma sempre problemi tecnici sono.

Certo. Ma il superamento dei problemi tecnici e' un ostacolo da
superare, non un fine da raggiungere.

>Un diploma di composizione serve
>a stabilire se conosci le tecniche della
>costruzione, del progetto di un pezzo
>piu' che quelle dell'invenzione pura (e' per questo che il
>diploma si fa su tema dato);

Io pensavo che il fatto di dare un tema prestabilito fosse per
garantire che tutti partissero dallo stesso punto di partenza.
O no?

>posso definire Bianchi un artista come Piano?
>No, direi di no;

Certamente no. Anche se Bianchi (magari inavvertitamente) ha inserito
qualcosa di suo nella costruzione che ha fatto (a meno che non abbia
usato un prefabbricato...(:-))

Pero' ho sempre l'idea in mente (chiamatela pure fissa se vi fa star
meglio (:-)) che il comporre sia qualcosa di diverso.... di piu'
artistico, insomma...

>Ti diro': visto che si parla di composizione, tra il pareredi un grande compositore in merito e il tuo
>(per quanto possa stimarti, riconoscerai di non avere la stessa esperienza
>che ha avuto Stravinskij :-)) tengo piu' da conto il primo.

Mmmh.... stai attento: Stravinskij ha espresso un'opinione personale,
che non entra in merito alla sua professionalita' e alla sua arte
musicale-compositiva. Cioe' non e' qualcosa che riguardi direttamente
la musica.
Se lui si trova meglio quando e' alle strette, non ci trovo nulla di
male. (:-) Io preferisco lavorare con calma, e solo in questi momenti
mi sembra di dare il meglio di me.

Non mi sembra che in questo bisogna dare ascolto a Stravisnkij o a
Giulio Peruginelli; entrambe sono opinioni differenti che vanno cmq
rispettate.

(e che non mi si venga per questo a tacciare di presunzione! inizio a
non sopportare piu' questa accusa ingiustificata....)

Io non ho mai composto, pero' in genere, qualunque cosa mi metto a
fare, produco meglio e in maggior quantita' quando ho tutto il tempo
necessario per farlo.

>Io, personalmente, ne faccio un po' il criterio di discrimine
>tra l'artista "professionista" ed il dilettante: mentre il secondo
>tirera' spesso fuori la questione dell'ispirazione, del "momento"
>e cosi' via, il primo sapra', invece, sfruttare le commissioni,
>le scadenze, i limiti perche' sa che senza quelli gli
>sara' difficile lavorare.

Anche perche' al "professionista" non manca certo l'ispirazione.
Non per niente io sono e saro' sempre un "dilettante", inteso in senso
lato...(:-).

>Ogni grande artista ha lavorato
>all'nterno di limiti precisi; ma, sopratutto, il grande artista
>sfrutta i limiti e li fa diventare pregi

Si arriva ora al punto cruciale: quindi per questo e' giusto che uno
studente venga messo nelle stesse condizioni? Le chiuse di 3,6, 18 e
36 ore nelle varie classi sono cosi' necessarie ed indispensabili
nella formazione di un musicista?
Te lo chiedo perche' ad esempio a me mai nessuno mi ha spiegato cosa
serve il corso complementare di pianoforte per chi suona il violino.
Ancora ora me lo chiedo, e mi sembra che non mi sia servito a nulla.

Tante, troppe cose ho visto come imposizioni che non avevano nessuna
giustificazione dietro di se'. Perche' si fa quel determinato corso?
Perche' quell'esame e' strutturato cosi'? Un determinato esame a cosa
vuol portare a far superare all'allievo?
E' proprio questo che non ho capito della composizione ( e non solo di
quella....)

>che ci sia qualcosa di "male" nel tuo pensiero per me, si':

Cosa intendi per "male"? Me lo puoi precisare?

>il Conservatorio non insegna a diventare artisti:

Quello nessuno lo puo' insegnare. Ma magari un conservatorio puo'
permettere all'allievo di tirare fuori l'artista che e' in lui, fargli
esternare cio' che il pezzo ha da dire. Di cio' ne sono profondamente
convinto. (se ad esempio una determinata figurazione melodica non
viene allo "scoperto" fintantoche' non si esegue una certa legatura e
si danno dei precisi accenti, e' necessario che il maestro lo mostri
all'allievo).

E purtroppo conosco molti casi in cui questo non accade; non sara'
legato come dite voi alla struttura del conservatorio in se' ma ai
singoli docenti.

>ma
>non e' diventato Leopardi solo grazie alle scuole; e
>del resto, quelle scuole gli hanno comunque dato quelle tecniche
>indispensabili.

Appunto quello che ho voluto dire io sopra. (spero che tu o chiunque
altro non ci trovi molta differenza....)

>E' per questo che l'esame di composizione e' duro (non
>esito a dire il piu' duro di tutti, avendolo fatto, e non
>solo quello):

Non faccio per niente difficolta' ad immaginarlo. E non solo per le
famose chiuse....(:-))

Ciao

p.s. non posso fare ancora a meno di ringraziarti; finalmente riesco a
discutere tranquillamente (anche se fin dall'inizio di questo thread
ho cercato di farlo)

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
On Wed, 07 Apr 1999 23:04:22 GMT, gia...@tin.it (Giamber) wrote:

>Memore di tuo recente sderenato armonico adesso minimizzi ...eh, eh,
>eh! ;-))

Non minimizzo affatto.
Se sbaglio anche io, peste me ne incolga!! (:-)

Se dico tutti non vuol dire l'insieme delle persone complementare
all'insieme costituito da me stesso. (:-)))

Ciao

Wentu

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
On Wed, 07 Apr 1999 22:47:30 GMT, 5lon...@sysnet.it5 (Giulio
Peruginelli) wrote:
'Ein Heldenleben'.
>
>Di chi e' questa opera ?

R Strauss....
ora mi dite dove sta il pezzo difficile ...credo di averla cosě lo
vado a sentire...

leonardo polato

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
Giulio Peruginelli wrote:

>
>
> Ma come fa il singolo individuo (leggi: lo studente) a non "inzuppare"
> la composizione di propri elementi artistici? Addirittura anche in un
> basso d'armonia, con note di volta, di passaggio, imitazioni,
> figurazioni melodiche inventate di sana pianta dallo studente si puo'
> intravedere una sorta di gusto personale.

Si', d'accordo: ma non e' questo lo scopo di
un esame; tutto cio' viene in piu', da elementi
inconsci, cultura personale e cosi' via.

> E cmq, a parte questo esempio del basso d'armonia, come hai fatto tu
> quando hai composto il primo tempo di un quartetto all'esame di
> composizione? Sono molto curioso, raccontami, ti prego.

Mah, mi ricordo veramente molto poco; in un certo
senso, e' un esame che ho rimosso (che abbia
ragione tu? :-))
. Ricordo che non
fu estremamente difficile, perche' si deve comporre
l'esposizione di un primo tempo di sonata; la cosa,
di per se', non e' complicatissima. Forse e' complicato
rendere tutto cio' interessante per quartetto (e anche
questa puo' essere una tecnica); ricordo solo che,
all'orale, mi fecero notare che avevo scritto dei
passaggi ineseguibili per il violino.

>
>
>
>
> Certo. Ma il superamento dei problemi tecnici e' un ostacolo da
> superare, non un fine da raggiungere.

Non ne sono convinto: se l'architetto progetta
una
certa struttura potra' dire di farcela
solo quando essa sara' fattibile; e per esserla
deve risolvere dei problemi tecnici: essi, per
me, si confondono con il fine (che non
e' quello del solo progetto sulla carta, ma
quello di costruire effettivamente)

> Io pensavo che il fatto di dare un tema prestabilito fosse per
> garantire che tutti partissero dallo stesso punto di partenza.
> O no?

Non credo solo per questo: serve pure per stabilirela capacita'
di essere coerenti con uno stile
dato (come, in fondo, si fa nelle Accademie d'arte);
la capacita' di saper sfruttare "musicalmente" anche
i temi che possono essere al di fuori delle tue "corde".

>
>
> >posso definire Bianchi un artista come Piano?
> >No, direi di no;
>
> Certamente no. Anche se Bianchi (magari inavvertitamente) ha inserito
> qualcosa di suo nella costruzione che ha fatto (a meno che non abbia
> usato un prefabbricato...(:-))

Si', ovvio.

>
>
> Pero' ho sempre l'idea in mente (chiamatela pure fissa se vi fa star
> meglio (:-)) che il comporre sia qualcosa di diverso.... di piu'
> artistico, insomma...

Ti ripeto: lo pensavo anch'io, ma ho pure pagato
questo modo di pensare (in termini di fatica e
delusioni)
In realta', mi sono convinto, col tempo, che
l'arte piu' affine alla composizione sia proprio
l'architettura, nella quale occorrera' pure
l'ispirazione, ma se non si sanno fare i calcoli e non
si tiene conto dei materiali....

> Mmmh.... stai attento: Stravinskij ha espresso un'opinione personale,
> che non entra in merito alla sua professionalita' e alla sua arte
> musicale-compositiva. Cioe' non e' qualcosa che riguardi direttamente
> la musica.

Non ne sono convinto: una volta dichiaro' che gli venne datala
commissione di comporre un brano da registrare
che dovesse
restare tutto su un unica facciata di un disco (immagino si
trattasse di un vecchio 78 giri); la cosa lo attiro'
in modo particolare. Come posso "non" pensare
che questo condizionamento tecnico non lo condiziono'
anche nel pezzo da comporre?
Non parliamo, poi, dei motivi economici: se non erro,
esiste una versione della "Sagra" pure per piccola orchestra
o leggermente modificata rispetto alla prima versione:
perche' l' ha scritta? Ora, la Sagra in origine fu edita in
Russia.
Quando il compositore si stabili' in America, scopri' che non
poteva
godere dei diritti d'autore, perche' gli USA non riconoscevano
le edizioni sovietiche. Che fece? Riscrisse la Sagra, con alcune
modifiche, dichiarando, poi, che, per quanto gli fosse stato
possibile, avrebbe riconosciuto come "ufficiali" solo
le esecuzioni di quelle nuove versioni.
E l'"Histoire"? Non ha quell'organico proprio per
le ristrettezze con cui dovette lottare nella sua
permanenza in Svizzera?

> Se lui si trova meglio quando e' alle strette, non ci trovo nulla di
> male. (:-) Io preferisco lavorare con calma, e solo in questi momenti
> mi sembra di dare il meglio di me.

OK

> Io non ho mai composto, pero' in genere, qualunque cosa mi metto a
> fare, produco meglio e in maggior quantita' quando ho tutto il tempo
> necessario per farlo.

Sara' che io, invece, spesso mi perdo....

>
>
> Anche perche' al "professionista" non manca certo l'ispirazione.

Ma non gli manca proprio perche' ha una notevole
tecnica, messa alla prova da un lavoro continuo!
egli "deve" avere l'ispirazione.L'ispirazione viene
quando hai allenato il cervello alla soluzione di un certo
tipo di problemi, e solo quelli; ma lo si puo'
fare solo con un lavoro continuo e regolare.

>
>
>
> Si arriva ora al punto cruciale: quindi per questo e' giusto che uno
> studente venga messo nelle stesse condizioni? Le chiuse di 3,6, 18 e
> 36 ore nelle varie classi sono cosi' necessarie ed indispensabili
> nella formazione di un musicista?

Necessario, non lo so (forse nel caso della composizione, si');
utile, in generale, direi di si'.

> Te lo chiedo perche' ad esempio a me mai nessuno mi ha spiegato cosa
> serve il corso complementare di pianoforte per chi suona il violino.
> Ancora ora me lo chiedo, e mi sembra che non mi sia servito a nulla.

Io, a dire il vero, sarei perplesso di fronte ad unviolinista che
non sapesse mettere la mano sulla
tastiera per suonare degli accordi; perche'?
Perche' il linguaggio tonale si esprime anche
(se non, in certi autori, soprattutto) attraverso l'armonia;
ora, se c'e' uno strumento che permette di chiarire,
eseguire, rendere evidenti i passaggi armonici di qualsiasi
brano, questo e' proprio il pianoforte.
E chiarire l'armonia di un brano mi puo'
servire a capire dove sono i punti di tensione tonale, le
cadenze,
la "punteggiatura" di un brano.

> Tante, troppe cose ho visto come imposizioni che non avevano nessuna
> giustificazione dietro di se'.

sara' che io rovescio il problema: qualunque cosa essa sia,meglio
che la sfrutti a mio vantaggio!

>
>
> >che ci sia qualcosa di "male" nel tuo pensiero per me, si':
>
> Cosa intendi per "male"? Me lo puoi precisare?

"Male" nel senso dell'idea che ci si fa dei musicisti e
deicompositori: la considero "male" perche' continua a
produrre
idee sbagliate sulla musica e sull'arte: il fatto che gli artisti
siano intoccabili, che ci sia qualcosa di
"magico" in quello che fanno, che non debbano avere
limiti, e cosi' via. Considero "male" questo pensiero perche'
puo' allontanare le persone dal "fare" musica (ragionando:
"io non ho l'ispirazione, quindi e' meglio che non mi metta")
o deluderle ("credevo bastasse avere buone idee e
passione per la musica, invece
occorre anche una tecnica"); e' naturale che, qui, intendo
"male" in senso lato.

>
>
> Quello nessuno lo puo' insegnare. Ma magari un conservatorio puo'
> permettere all'allievo di tirare fuori l'artista che e' in lui, fargli
> esternare cio' che il pezzo ha da dire. Di cio' ne sono profondamente
> convinto.

Si', hai ragione.

>
>
> E purtroppo conosco molti casi in cui questo non accade; non sara'
> legato come dite voi alla struttura del conservatorio in se' ma ai
> singoli docenti

Si': pero' io sono altresi' convinto che l'allievo che"sa" di
poter fare qualcosa di valido, cambia insegnante
(o Conservatorio)

> .


> p.s. non posso fare ancora a meno di ringraziarti; finalmente riesco a
> discutere tranquillamente (anche se fin dall'inizio di questo thread
> ho cercato di farlo)

Ti ringrazio, sei molto gentile.

ciao


leonardo

>

Marco Marcelli

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to

Scusatemi se intervengo in un thread che, ammetto, ho letto un po' di sfuggita, ma la simpatica "querelle"
fra Ninci e Peruginelli m'ha indotto ad un'analisi appena un po' piu' approfondita di alcuni post.

L'impressione che ne ho tratto e' che Giulio, senza immaginarlo, abbia toccato un "nervo scoperto" di
Vincenzo, il quale - vivendo giorno dopo giorno la difficile realta' dei conservatori, dei teatri e della
Musica in genere in Italia - e' senz'altro piu' addentro a certi argomenti ma anche ad essi
ipersensibilizzato.

Non ho avuto l'impressione che voi due - Giulio e Vincenzo - diciate cose incompatibili: semplicemente
mettete l'accento su particolari che, nella vostra esperienza, hanno un'importanza che per l'altro possono
non avere. Anch'io ritengo francamente superato il sistema delle 36 ore chiuso un una stanza, tuttavia
capisco anche la risposta che dice "sono ben altri i problemi".

Certo, ma ognuno di voi due ha ovviamente una finestra sulla realta' di dimensioni diverse, e che da' su
scenari diversi, per cui e' giusto, da un certo punto di vista, criticare alcuni aspetti di cui si e' a
conoscenza: se ne ha certo il diritto, ma altrettanto giusto e' notare, se si dispone di un osservatorio
privilegiato, come ci sia ben di peggio e come questi aspetti sarebbero perfino positivi se il resto
funzionasse a dovere.

Questo per dire che forse il motivo del contendere non c'e': entrambi avete ragione, basta intendersi sul
punto di vista. Se questo vien perso, poi succede come fra marito e moglie: ad un certo punto si trovano a
litigare ma non ricordano neppure piu' perche'......:-)))))))))

Scusate ancora se mi sono intromesso, spero solo di non aver sollevato un polverone maggiore.


--
=================================================
Marco Marcelli - Genova
E-Mail1: marco.m...@elsag.it [ufficio]
E-Mail2: marc...@money.it [casa] (ICQ: 29326392)
=================================================

Giulio Peruginelli

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
On Thu, 08 Apr 1999 03:10:48 +0200, Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it>
wrote:

>Sottoscrivo in pieno, e ti ringrazio per aver dato oltretutto una splendida forma a quelli che erano anche


>i miei pensieri, che probabilmente non ero riuscito ad esprimere cosi' bene!

Se leggi cio' ho scritto dopo, in seguito al post di Polato, vedrai
che ho saputo anche prevedere il tuo pensiero (mi riferisco a cosa mi
hai detto via e-mail)

Luca Logi

unread,
Apr 8, 1999, 3:00:00 AM4/8/99
to
Wentu <il_w...@mailexcite.com> wrote:

> On Wed, 07 Apr 1999 22:47:30 GMT, 5lon...@sysnet.it5 (Giulio
> Peruginelli) wrote:
> 'Ein Heldenleben'.
> >
> >Di chi e' questa opera ?
>
> R Strauss....
> ora mi dite dove sta il pezzo difficile ...credo di averla cosě lo
> vado a sentire...

Quando il primo violino rimane a suonare da solo.

--------------------------------------------------------
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it

KLAUS

unread,
Apr 9, 1999, 3:00:00 AM4/9/99
to
Il Wed, 7 Apr 1999 08:36:45 +0200, "Giacomo Andreola" <andr...@tin.it> ha
scritto:

>Chedete e vi sara' dato.
>Le 21 variazioni ve le mando in un file zippato di 54 Kb.

Fatto: la grafica non sará granché, ma i midi sono tutti lá nel mio sito, in
rigoroso ordine alfabetico.

Allegri !

Claudio Chiani

sito web: http://space.tin.it/musica/cchian
clchian AT tin DOT it
=======

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