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La Barcaccia e Turandot

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Marco Daverio

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Jan 27, 1999, 3:00:00 AM1/27/99
to
Vorrei esprimere un parere personale sulla Turandot di Domenica, o
meglio, su quel "pasticciaccio" della Turandot, scostandomi però dai
giudizi così scandalizzati e catastrofici già espressi in questo news
group.
Premetto che in genere trovo molto positive le edizioni delle opere,
anche in forma ridotta, in sale diverse dai teatri d'opera
convenzionali, anche se con l' accompagnamento del pianoforte. Così
come trovo positivo che vi siano cori "alla buona", fatti di persone
che per l' amore della musica si trovano magari la sera, dopo una
giornata di lavoro, a provare, ovviamente con risultati nettamente
inferiori ai cori professionali. E' un pò come per il teatro.
Immaginate se in una città come Milano vi fosse un' unico teatro a
fare attività teatrale, per esempio il Piccolo, e basta! Che poi è
esattamene quello che succede alla Scala. Un unico cartellone lirico
"di regime" con lavori, artisti ed opere scelte da una stretta cerchia
di persone che spesso obbediscono a canoni e regole che non sono certo
quelle dell' amore per la lirica. Questo sistema fa man bassa di un
giro di miliardi, offerti anche dallo Stato e praticamente non rende
possibile un' alternativa operistica, detenendo l' assoluto monopolio
nel settore. Certo che se Muti per fare il direttore musicale prende
un miliardo all' anno più 30 milioni a sera. più tutte le trasferte e
i concerti della filarmonica, più le percentuali sulle incisioni, cosa
può restare per gli altri? A Milano. per esempio, a parte la recente
apertura del Piccolo, oltre alla Scala per ascoltare "altro" di lirica
bisogna andare al Rosetum (che è un oratorio parrocchiale!) o dalla
"Felix Company", o alle premiazioni dei concorsi di canto. Non c'è,
come in tutte le principali città europee un teatro lirico alternativo
alla "casa madre", cosa che ritengo gravissima sotto ogni profilo.
Non dimentichiamo poi che queste esperienze dovrebbero, e purtroppo lo
fanno solo in pochi casi, lanciare nuove voci o comunque dare la
possibilità di cimentarsi e farsi esperienza in un ambito meno
impegnativo.
Detto questo, aggiungo che non provo scandalo se la radio ufficiale
italiana offre uno spazio a queste attività musicali "della domenica",
manifestazioni organizzate con poco tempo e denaro e con chiari
limiti. Si tratta semmai di una questione di buon gusto.
E veniamo alla Turandot di domenica sotto l' organizzazione della
trasmissione la Barcaccia.
ll difetto principale che ho riscontrato in questa esecuzione è
appunto una mancanza generale di buon gusto o meglio, una carrellata
di cattivo gusto. Devo però riconoscere due cose. La prima è che
questo cattivo gusto ha fatto parte e ne fa tuttora del teatro lirico,
ne è insomma una componente storica e trova moltissimi sostenitori in
merito. Lo stereotipo della "mano calcata" , del tenore "virile" e
"tenorile" (come si definiva Kraus!), misurato sui decibel , ecc..
sono componenti che fanno parte di una tradizione lirica precisa e
sostenuta da molti. La seconda cosa è che in tal senso lo spettacolo
della Barcaccia è stato molto coerente e chiaro nei suoi principi
misicali che non sono, lo si deve riconoscere, infondati. Prova ne è
il successo e la soddisfazione dei suoi seguaci.
Insomma uno spettacolo che aveva poco di filologico ma rispecchiava
con grande coerenza una mentalità operistica che oggi non viene più
rappresentata, che può piacere o non piacere, ma che c'è, fa parte del
mondo dell' opera e si deve dar merito alla trasmissione radiofonica
di essere stati in grado di riproporla e di aver fatto felice la massa
di ascoltatori a cui questa modalità esecutiva piace e che possono
avere l' opportunità di sentirla anche per radio.
Non condivido quindi il senso di scandalo di chi ha vivamente
protestato per la trasmissione radiofonica dello spettacolo. Suozzo e
Stinchelli sono stati coerenti con le loro idee, con il loro pubblico,
con la loro linea culturale. Ripeto, può piacere e non piacere, ma c'è
una coerenza di fondo.
Che è anche la linea dell' umorismo, del sarcasmo, della dissacrazione
tipica della loro trasmissione. Non potrei leggere in altro senso il
canto dei tre consiglieri Ping, Pong, Pang con la presenza di
Stinchelli (che canta anche la parte di Altum). Credo sia stato tutto
risolto in chiave di gioco, di presa in giro, di divertimento con i
propri ascoltatori. Non credo, o almeno lo spero, che Stinchelli possa
prendersi seriamente come cantante. Il coro ha fatto quello che
poteva così come più che dignitoso è stato Antonio Pirozzi. Buono il
pianista Boemi che ha dovuto ovviamente sacrificare la maggior parte
dell' opera concentrandola nelle pagine più popolari. Molto brava
Michela Sburlati dalla voce limpida, educata, ben impostata, sicura
negli acuti e nella tecnica. La protagonista, Katly Maccallan (si
scriverà così?), è stata nel complesso appena sufficiente per una
parte tra le più difficili della storia dell' opera. A parte qualche
sguaiataggine, note calanti, acuti non appoggiati, è arrivata sino
alla fine.Il che è già qualcosa per una Turandot. E' scivolata però
solo sul bagnato, cioè sulle difficoltà della partitura (a dire il
vero su tutte) ma nel complesso la linea vocale è abbastanza solida e
credibile. Certo mi chiedo cosa ne verrebbe fuori se Suozzo e
Stinchelli facessero il "microscopio" di questa esecuzione.
Un discorso a parte lo merita Bonisolli. Un artista discontinuo,
legato a una concezione arcaica della voce del tenore, ad un gusto che
generalmente si definisce, come dicevo all' inizio, "cattivo".
Portamenti, corone mai scritte dal musicista, gigionate, declamazione
stentorea... Questo per citare solo alcuni elementi di questo "gusto".
Però non dimentichiamo che Bonisolli è artista dotato di una tecnica
vocale sicurissima che gli ha consentito un' eclettismo musicale che
ben pochi tenori possono vantare. Dal Guglielmo Tell e dalla Donna del
Lago sino a Puccini, Bonisolli è sempre uscito bene (a parte qualche
fischio) in parti difficili, ma molto difficili. Non mi sento quindi
di tacciarlo come una voce di serie B o un disastro vocale. Chi scrive
così forse ha la memoria un pò corta e non si ricorda certe
interpretazioni di Bonisolli che ci ha dato la possibilità, grazie
alla sua voce, di sentire parti tenorili in opere quando non c'erano
ancora nè Pavarotti nè Blake o Merritt.
L' ho trovato anche più che dignitoso anche come Calaf in questa
Turandot. Certo, gli anni si sentono, la voce comincia in qualche
punto a ballare, lo stile è censurabile, al peggior Del Monaco. Però
la tecnica solida si sente, la linea vocale è integra, gli acuti ci
sono, ben piantati e ben tenuti. Dirò di più. Si dovrebbe ascoltare
più attentamente questa voce, senza scandalizzarsi per il gusto
"demodè". Ma dove lo troviamo oggi un Calaf così? A parte Heppner, chi
ti canta questa parte? Forse Johansonn. Ma come? Non massacra la linea
vocale con quel canto tutto di testa e gola che poco ha a che vedere
con Puccini. Non parliamo di Alagna e Cura che già al Si bemolle la
voce perde smalto, va indietro, affonda. Bonisolli ti fa pure il Do
nella puntatura "ardente d'amor" (in modo plateale, con il pubblico
che, altrettanto plateale, applaude...però lo fà). E questo ad una non
più tenera età. Allora con la stessa solerzia con cui evidenziamo i
difetti di Bonisolli, riconosciamone però i pregi. E credo che una
voce come la sua alla fine abbia qualcosa da insegnare a tante
gettonatissime ( e pagatissime) voci di cantanti che vengono oggi
spacciati come "grandi". E in questo quelli della Bracaccia hanno
ragione.
Marco Daverio
dav...@enter.it

Rosdan

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Jan 28, 1999, 3:00:00 AM1/28/99
to
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> * Newsgroups: it.arti.musica.classica
> * From: dav...@enter.it (Marco Daverio)
> * Subject: La Barcaccia e Turandot
> * Date: Wed, 27 Jan 1999 09:12:33 GMT
> * Organization: Ye 'Enter S.R.L.
> * Cache-Post-Path: eva.enter.it!unk...@ppp23.mi.enter.it
>
> ----------------------------------------------------------------------
>


>
>
>
>


Dopo tanti inutili quanto lunghissimi "sproloqui" resta il fatto
incontestabile di una trasmissione radio indegna di questo nome, caro
Daverio!!
Mi fanno tenerezza i cori amatoriali ma finche' si fanno sentire in
chiesa la notte di Natale!!
Se tu ascolti la Turandot per divertirti, allora hai pienamente ragione:
e' stato un ascolto assai divertente e credo che terro' la cassetta
per divertirmi ogni tanto con gli amici tra un bicchiere e l'altro!
Non voglio inutilmente dilungarmi sulle singole osservazioni perche' non
ne vale proprio la pena.
Potevi pero' proseguire il thread che avevo aperto io e non crearne
uno nuovo che comunque non ha avuto successo a quanto pare tra gli
utenti come il mio
d'altronde.
Buoni e migliori ascolti a te e ai due tuoi amici della "Barcaccia", le
due
care "mascherine" cosi' brave e cosi' velleitarie!
Rosdan Cittecosich
ros...@fastnet.it

--
Posted from ro...@sole.fastnet.it [195.96.192.1]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Isidoro Ferrante

unread,
Jan 28, 1999, 3:00:00 AM1/28/99
to

Rosdan wrote:

> Potevi pero' proseguire il thread che avevo aperto io e non crearne
> uno nuovo che comunque non ha avuto successo a quanto pare tra gli
> utenti come il mio
> d'altronde.

Carissimo, sappi che mi trovi perfettamente d'accordo.
Ma che ci vuoi fare, pare che da queste parti Stinchelli e Suozzo siano
altamente stimati, visto il bataclan che si e' fatto nel newsgroup per
lamentare la (breve) scomparsa della trasmissione.
Io, dal canto, mio, da quando e' finito "I fantasmi dell'opera" ho
disinserito il timer del registratore, e ho smesso di portarmi in giro
la radiolina.
Perche' farsi sangue acido?
Basta non ascoltare, il silenzio e' il migliore antidoto.
_________________________Isidoro_______________________________________

Marco Daverio

unread,
Jan 28, 1999, 3:00:00 AM1/28/99
to

>Dopo tanti inutili quanto lunghissimi "sproloqui" resta il fatto
>incontestabile di una trasmissione radio indegna di questo nome, caro
>Daverio!!

Non mi piace affatto questo tono. E' inopportuno e provocatoriamente
offensivo. Credo che ognuno di noi possa esprimere la propria opinione
in modo sereno e civile.
Se trovi le mie osservazioni degli sproloqui inutili e lunghi, puoi
benissimo fare a meno di leggerli! Non pretendo di essere il Vangelo
della lirica ma mi aspetto da un gruppo civile che si possa dissentire
da un'opinione (perchè quanto io, tu od altri qui esprimiamo è
opinione) senza venir apostrofati con questo tono.
Se vuoi che eviti le lungaggini, scrivo in sintesi il mio pensiero:
NON SONO DELLA TUA STESSA OPINIONE!
TROVO ESAGERATO AFFERMARE CHE LA TURANDOT E' STATA UNA TRASMISSIONE
RADIO INDEGNA DI QUESTO NOME!

>Mi fanno tenerezza i cori amatoriali ma finche' si fanno sentire in
>chiesa la notte di Natale!!

NON SONO DELLA STESSA OPINIONE


>Se tu ascolti la Turandot per divertirti, allora hai pienamente ragione:
>e' stato un ascolto assai divertente e credo che terro' la cassetta
>per divertirmi ogni tanto con gli amici tra un bicchiere e l'altro!
>Non voglio inutilmente dilungarmi sulle singole osservazioni perche' non
>ne vale proprio la pena.

Invece credo che sia importante, almeno lo è per me, poter leggere
cosa può non aver fondamento nelle mie considerazioni, anche per poter
capire se devo effettivamente rivedere il mio giudizio.


>Potevi pero' proseguire il thread che avevo aperto io e non crearne
>uno nuovo che comunque non ha avuto successo a quanto pare tra gli
>utenti come il mio
>d'altronde.

A aprte il fatto che non si è obbligati a seguire per forza un thread
per scrivere sulla lista, ho preferito aprirne un altro perchè non
volevo scrivere una polemica diretta alle tue affermazioni ma
esprimere una valutazione diversa, che riguardase anche il senso dell'
esistenza di operazioni musicali "alla buona"all' infuori dei grandi
teatri. Aggiungo che quando scrivo non lo faccio per ricercare
"successo" o per misurare il valore delle mie opinioni dal numero di
risposte che sviluppano sull' argomento o dai consensi tra gli utenti.
Permettimi inoltre di farti notare che al tuo thread
"Detto...fatto...La Turandot alla Barcaccia" ha risposto un solo
utente affermando che non aveva capito nulla di quanto avevi scritto.

>Buoni e migliori ascolti a te e ai due tuoi amici della "Barcaccia", le
>due
>care "mascherine" cosi' brave e cosi' velleitarie!

Guarda che non ho nessun rapporto di amicizia con i conduttori di un
programma che trovo "simpatico" ed ho occasione di ascoltare solo
saltuariamente.
Marco Daverio

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