che deserto mio dio
e che testi conflittuali, contraddittori, privi di qualsiasi logica
critica
che deserto è già troppo
che asfalto
lz
difficoltà a prender sonno. No problema:
>che asfalto
Vero, ma non è mai stato un granché.
Vorrei almeno poter dire che ha sempre fatto cagare, ma francamente, neppure
quello.
dR
>https://www.youtube.com/watch?v=2j8Qyor6_rA
Ribadisco: come musicista non fa neppure defecare.
dR
Non è la musica che dovrebbe preoccuparci (le canzonette orecchiabili
hanno sempre accompagnato l'estate degli italiani) ma il pensiero
intellettuale che organizza strutturalmente il testo, insomma il
contenuto ideologico veicolato dalla musica. Poi è vero che anche le
sequenze armoniche e ritmiche più banali determinano il gusto generale
e la sua decadenza; ma imho il danno maggiore in questo paesello
l'hanno fatto i testi della cosiddetta "musica leggera". E non è un
caso se abbiamo una serie di politici reazionari, ex-canzonettari, che
decidono quotidianamente le sorti di un popolo che della musica ha
fatto scoreggia.
lz
> le canzonette orecchiabili hanno sempre accompagnato
> l'estate degli italiani
Ma anche le altre stagioni. Questa, per esempio, divenne di moda un 5
ottobre:
http://www.youtube.com/watch?v=JO9Ow4DGUbQ
Molta confusione.
1)Quali canzonette cantano e suonano gli ex-canzonettari?
2)es. Battisti è reazionario?
3)il contenuto ideologico delle canzonette è sempre reazionario?
4)il contenuto della musica classica è sempre nono reazionario?
5)se d'estate si è reazionari d'inverno no?
6)se...
In ambito di musica pop/rock (popular music) si è abituati ad una
terminologia "spregiativa" (musica leggera, di consumo, canzonetta,
canzoncina, etc.) che storicamente si applica in maniera sistematica e
ideologicamente reazionaria a tutto il repertorio extra-classico/jazz.
La confusione l'hanno creata redattori di voci enciclopediche,
musicologi, critici, musicisti e compositori durante la seconda metà
del secolo scorso; tutti bravi intellettuali assolutamente incapaci di
guardare ad un pezzo di De André o Tenco come ad una "canzone"
perfettamente inserita nell'arco evolutivo di analoghe composizioni,
dal Duecento ai nostri giorni. La sospensione del giudizio critico è
stata sostituita dalla presa di posizione ideologica. E questo spiega
perché anche Caparezza è confuso.
lz
>e la sua decadenza; ma imho il danno maggiore in questo paesello
>l'hanno fatto i testi della cosiddetta "musica leggera".
Non ci siamo capiti: parlavo per me, ed ero lontanissimo da preoccupazioni
di ordine sociale (o sociologistico).
Se proprio le vuoi introdurre a forza, la prima cosa che mi viene da dire č
che quello di Caparezza č un prodotto adatto a un certo tipo di pubblico. Né
piů né meno di prodotti differenti, anche opposti, come quello offertoci a
mo' di esempio da Cap.
Poi Caparezza č anche sgradevole, molto sgradevole, volutamente sgradevole.
Mica per caso; č un retorica specifica. I tizi che lo consumano sono
convinti che la sgradevolezza significhi qualcosa di per sé. La versione
attuale dell'autonomia del significante. O tempova, o moves.
Complementare a Caparezza č gente come la Palombelli, della quale l'unica
cosa che ricordo č una dichiarazione di anni fa, in effetti memorabile:
parlava delle sue amicizie di gioventů, ragazzi figli di deputati del Pci, e
a un certo punto se ne uscě, piů o meno, a dire che "si poteva essere
comunisti e frequentare buone scuole, vivere in una bella casa, con una
ricca e bella biblioteca piena di libri interessanti in ottime edizioni,
ascoltare buona musica, insomma essere borghesi e progressisti..." tutte
cose che prima non aveva neppure sospettato.
Corsi e ricorsi, vecchio mio.
dR
>perfettamente inserita nell'arco evolutivo di analoghe composizioni,
>dal Duecento ai nostri giorni.
Fammi capire: esisterebbe un "arco evolutivo" che va, per dire, da Jaufré
Rudel a Tenco e de André?
dR
> 3)il contenuto ideologico delle canzonette č sempre reazionario?
Non credo, ma ricondurle ad un "contenuto ideologico" credo di sě.
A proposito, ne sento parlare da decenni e ancora nessuno mi ha spiegato
bene come si estrae.
Deve trattarsi di un'operazione assai misteriosa.
dR
Beh, a cena. Discutendo di politica si cita a memoria due o tre rime.
>ma firmarsi quando si fanno affermazioni di questo genere, pare brutto?!
Questo su usenet è un argomento tanto ricorrente quanto vano.
Se mi firmo Mario Rossi, o Baldassarre Galuppi, chi ti dice che lo sono
veramente? Dovrei postare anche la fotocopia della carta d'identità? Chi poi
ti assicuri che sia veramente la mia, piuttosto che quella di un cugino, di
un vicino, di un signore che l'ha smarrita vicino a casa mia...
>o forse ci vuole troppo coraggio?
Anche questo non si vede proprio cosa c'entri, in questa dimensione. Usenet,
intendo.
O forse devo aspettarmi i seguaci di Caparezza che democraticamente
indignati mi aspettano sotto casa?
Anche loro?
C'è già una fila...
>se lo facessi incentiveresti le persone a rispondere alle tue quantomeno
>strampalate dichiarazioni..
Boh.
Ho detto che considero la musica di Caparezza un prodotto assai scadente.
Sottolineo "prodotto".
Mi pare di ricordare che in questo ca**o di paese esista ancora la libertà
di parola.
>io desisto
Fusse che fusse la volta bona...
dR
Un altro che crede che firmarsi con un nome e un cognome su Usenet
equivalga a una certificazione di identità ?
> ma firmarsi quando si fanno affermazioni di questo genere
[cut]
A volte è davvero difficile seguire i tuoi ragionamenti. Quale tipo di
affermazioni dovrebbero essere firmate? E per quale motivo? E perché
una firma in calce a un'opinione dovrebbe incentivare delle risposte?
Ma, soprattuto: che cosa c'è di strampalato nel messaggio al quale
rispondevi?
> rispondendo ad anonimi
Semmai pseudonimi.
> ıɥɔɔɐıןbıʌ..
Questo è retrogrado inverso: potrebbe mutare consistentemente il
significato.
> sto notato
Ah, certo! :)))
> questo NG è pieno zeppo di persone che si nascondono dietro
> nick di comodo
E in che cosa si differenzia da altri ng?
> grazie al quale
Grazie "al quale" che cosa? Al comodo?
> dicono cose non avrebbero mai le palle di dire se fossero
> immediatamente riconosciuti
Un pensiero oltremodo sconclusionato.
Comunque, sta' tranquillo: non è così. Posso assicurarti che la
maggior parte delle persone che prendono parte a questo ng hanno
opinioni di cui non si vergognano, così nel ng come nella vita
quotidiana.
Quanto poi al caso contingente, a me pare davvero che non sia
necessario possedere un coraggio mostruoso per affermare che Caparezza
è e fa lo sgradevole. Anche perché questa è qualcosa di più di una
semplice opinione :)
> Quanto poi al caso contingente, a me pare davvero che non sia
> necessario possedere un coraggio mostruoso per affermare che Caparezza
> è e fa lo sgradevole. Anche perché questa è qualcosa di più di una
> semplice opinione :)
>>> Poi Caparezza è anche sgradevole, molto sgradevole, volutamente sgradevole.
>>> Mica per caso; è un retorica specifica. I tizi che lo consumano sono
>>> convinti che la sgradevolezza significhi qualcosa di per sé. La versione
>>> attuale dell'autonomia del significante. O tempova, o moves.
mah, evidentemente abbiamo concetti diversi circa l'espressione genuina propria dell'artista (qualunque artista di qualunque genere) senza distinzioni improntate in ottica del proprio gusto, volto a disprezzare un' qualcosa che semplicemente non piace.. tutto qui...
>sto notato che questo NG è pieno zeppo di persone che si nascondono dietro
>nick di comodo, grazie al quale dicono >cose non avrebbero mai le palle di
>dire se fossero immediatamente riconosciuti, tutto qui, :-)
Tu invece dai del vigliacco senza conoscere le persone, niente meno. Una
contraddizione fra le tue pretese e la tua prassi io la vedo.
Piacere, mi chiamo Vittorio Colombo. Abito a Mestre, in provincia di Venezia
e lavoro in libreria. In questa veste mi conosce un bel po' di gente (Mestre
è piccola), gente che per esempio postava (ora occasionalmente) su
it.arti.cinema, dov'ero conosciuto come VitoZ (non molto originale, in
effetti). Gli altri nick hanno avuto tutti a che fare con i personaggi di
Woody Allen (Danny Rose, Alvy Singer e così via), tranne Fritz the Cat (il
fumetto di R.Crumb), Zoltan Mostanyi (uno pseudonimo di Glenn Gould) e
l'attuale, che è preso da Sergio Leone. Nella Brooklyn degli anni '20, alla
prima o seconda carrellata, si vede un negozio con quell'insegna, piuttosto
nitida.
Adesso dimmi chi sei e cosa fai, così magari vengo a trovarti e parliamo "di
persona", anche della mia presunta vigliaccheria. Anzi, quello è un
argomento che mi preme in special modo. Sono un tantino antiquato e
primitivo, in materia.
Quello che dico qui è nulla in confronto a quel che dico di persona,
guardando in faccia la gente (abitudine non sempre gradevole), persino sul
lavoro. Anche questo potresti controllarlo, volendo. Basta che me lo fai
sapere, anche se mi dispiacerebbe permetterti di disturbare persone molto
impegnate.
dR (danny Rose)
>...che è più o meno lo stesso genere di commento che un fan di Allevi
>potrebbe fare su Schoenberg o su Messiaen.
Che è più o meno lo stesso genere di commento che fa chi legge solo quel che
vuole, o quel che si aspetta.
Solo l'idea di paragonare quel cesso a Schoenberg è un'oscenità al di là di
qualsiasi commento.
Se vuoi un'analisi più approfondita te la faccio anche, quando ho un istante
di tempo da gettare.
dR
> A ogni modo "chi se ne frega della musica" è una delle più scarse del
> suo repertorio, sia come musica che come testo.
E chissà come mai è la più pompata tra quelle del suo ultimo album; un
vero e proprio tormentone estivo, con tanto di passaggio lancio al tg1
e doc in 5 puntate condotto dallo stesso autore, eh?
http://it.wikipedia.org/wiki/Chi_se_ne_frega_della_musica
http://www.deejay.it/dj/tv/programma/312/Chi-se-ne-frega-della-musica
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c4316b48-3e8d-4972-8130-9e8856c6cde3.html
lz
>e doc in 5 puntate
Che caspita ha da dire quel tizio per ben 5 puntate?
dR
> un vero e proprio tormentone estivo,
Tutto 'sto tormentone non direi proprio... se non fosse per youtube,
neanche saprei della sua esistenza.
--
Alexander
Lui fa il pirlottone e promuove il suo album con spezzoni live; a
"dire" sono musicisti e artisti pugliesi... Insomma un bel promone
intitolato "chi se ne fotte del mercato"...
lz
Bravo, bravo, rimuovi le info del mio messaggio....
"la mamma dei negazionisti è sempre in cinta"
lz
premesso, se concesso, che non ho idea su cosa tu stia "palleggiando",
fare il pirlottone facendo la morale sul mondo della musica svenduta
all'apparire mi indispone, specie se il pirlottone poi usa gli stessi
mezzi per farsi pubblicità.
Allora preferisco Allevi e Morgan, fatti di loro fatti e non fatti di
fatti d'altri.
in culo alla balena, signor autoestinguente!
lz
>Io non ho fatto alcun paragone, neanche implicito.
"...che � pi� o meno lo stesso genere di commento che un fan di Allevi
potrebbe fare su Schoenberg o su Messiaen."
Sbaglio o l'hai scritto tu? Il punto focale era equiparare me a un fan di
Allevi? Mamma mia che cattivone. E cosa avrebbe fatto di male il fan di
Allevi, poveretto, per essere paragonato a me?
Per la precisione, avevo scritto:
Poi Caparezza � anche sgradevole, molto sgradevole, volutamente sgradevole.
Mica per caso; � un retorica specifica. I tizi che lo consumano sono
convinti che la sgradevolezza significhi qualcosa di per s�. La versione
attuale dell'autonomia del significante.
Non so se ti � chiaro quel che intendevo. Se ti � chiaro, smontamelo,
anzich� girarci intorno. Dimostrami che musicalmente (non mi importa nulla
di un discorso limitato ai soli testi, o dell'estrazione del mitico
contenuto ideologico) in Caparezza ci sia qualcosa che va al di l� di una
mera suggestione esteriore, del puro e semplice intento caricaturale
irrisolto, iterato compulsivamente in maniera. Che ci sia una riflessione e
una ricerca linguistica, come in Schoenberg o Messiaen. L'evidente
intonazione ironica con cui cito il titolo del celebre libro di Beccaria
avrebbe dovuto parlare da s�, ma evidentemente mi sbagliavo.
Anche Bob Dylan (per dire: non uno degli ultimi) ha scritto Rainy Day Woman
n.12 & 35, nel lontano '65 o gi� di l�; ma poi saggiamente non si �
ripetuto; e non � certo l'ultimo brano (neppure il primo; basti Maggie's
Farm) di intonazione amaramente ironica della sua ricca produzione, n�
l'ultimo in cui la scintilla scaturisca dal rapporto fra testo e
riconoscibilit� socioculturale del "materiale" musicale. Ora, a quanto pare
il signor Zimermann negli anni '60 aveva capito qualcosa che ancora oggi �
duretto a digerire. Anche del rapporto fra musica (leggera, pesante, peso
medio) e "impegno".
Sono tutt'occhi, attendo con impazienza.
Mi pare evidente che la "sgradevolezza" di Caparezza non sia quella
eventualmente attribuibile a Schoenberg. Mi sembrava non ci fosse neppure
bisogno di discutere. Ma se sei convinto di avere qualcosa di nuovo da dire,
una prospettiva inedita da suggerire, un po' di pagelle da
distribuire...ripeto, sono tutt'occhi e orecchi.
dR
>"la mamma dei negazionisti è sempre in cinta"
Sulla cinta c'è scritto qualcosa?
(ho escluso maliziosi rifermimenti alla cinta senese, però).
dR
> intitolato "chi se ne fotte del mercato"...
Ma Lol, sono impagabili questi duri & puri.
dR
per quanto mi risulta è solo Logi a pensarlo, fra tutti i frequentatori di
usenet che mi è capitato di leggere
Vabbè, oggi mi sono preso qualche licenza di troppo. Starò zitto fino
a venerdì.
lz
> Sbaglio o l'hai scritto tu? Il punto focale era equiparare me a un fan di Allevi?
No, il punto focale era che in un contesto di assuefazione da canzoni-
fotocopia commerciali (e questo vale anche per chi le aborre dato che,
volente o nolente è ciò che capita di sentire più di frequente), uno
dotato di un suo stile originale come Caparezza nella stragrande
maggioranza dei casi finirà per suonare "sgradevole".
> Dimostrami che musicalmente (non mi importa nulla
> di un discorso limitato ai soli testi, o dell'estrazione del mitico
> contenuto ideologico) in Caparezza ci sia qualcosa che va al di l di una
Sei tu che sostieni che Caparezza sia volutamente sgradevole, quindi
dovresti essere prima tu a dimostrare le tue affermazioni.
> Mi pare evidente che la "sgradevolezza" di Caparezza non sia quella
> eventualmente attribuibile a Schoenberg. Mi sembrava non ci fosse neppure
> bisogno di discutere.
E infatti non lo discuto! In che lingua devo ripetere che non ho fatto
alcun paragone tra Caparezza e Schoenberg? Il mio paragone era sulle
cause inconscie che spingono alcuni ad etichettare qualcosa come
"sgradevole".
--
Alexander
>Sigh... ero certo che qualcuno avrebbe frainteso. D'ora in poi sarò
>costretto a costellare ogni mio post di note a piè di pagina.
Mannò, consolati. Basta esprimersi correttamente.
>No, il punto focale era che in un contesto di assuefazione da canzoni-
>fotocopia commerciali (e questo vale anche per chi le aborre dato che,
>volente o nolente è ciò che capita di sentire più di frequente), uno
>dotato di un suo stile originale come Caparezza nella stragrande
>maggioranza dei casi finirà per suonare "sgradevole".
Vedi sopra.
Questo ragionamento, anche adesso che è svolto compiutamente, ha comunque
alcuni presupposti.
Il primo è che l'interlocutore sia incapace di cogliere l'originalità; se
Caparezza (o Dylan) non piace, è perché non lo si capisce.
Non sempre è così.
Posso non condividere scelte che capisco benissimo.
>Sei tu che sostieni che Caparezza sia volutamente sgradevole, quindi
> dovresti essere prima tu a dimostrare le tue affermazioni.
Oibò.
L'ho appena fatto.
Il suo non è uno stile originale (cosa che di per sé significherebbe poco).
L'operazione è datatissima. Lui si rifà a un certo numero di precedenti (fra
i quali, magari, quello che è venuto in mente a me) peraltro
fraintendendoli.
>cause inconscie
Non sono inconscie.
Le mie, almeno.
Le novità non mi disturbano.
Le furbate sì.
dR
Vedo solo adesso questo post che mi cita. No, io non penso che che
firmarsi con nome e cognome su usenet sia una certificazione di
identità. So benissimo come sia facile usare il nome di altri (in
particolare, esiste una intera società di idioti che usa il mio) e so
benissimo che si può cambiare identità in pochi secondi. Il discorso è
ben diverso: che quando uno lancia accuse (specialmente se infamanti) o
insulta un terzo, un elementare senso di correttezza (un tempo si
sarebbe detto: il senso dell'onore) è che ci metta la sua faccia e si
firmi. Farlo da anonimi è da cagasotto, così come sarebbe da cagasotto
mettere una firma falsa. Pura e semplice questione di correttezza, non
di accertamento dell'identità (che al limite demandiamo alla polizia
postale ove necessario). Però sembra che sia difficile farlo capire.
--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: ll...@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
certo. Ma se si firma Corrado Corradetti, visto quanto scrivi sopra,
potrebbe essere il suo nome oppure no.
Se non lo conosci già (e tu le persone le conoscevi, cioé sapevi il loro
nome), non potrai mai avere la certezza che il nome sia vero.
è una soddisfazione vedere come un concetto mille volte spiegato non sia
stato capito neanche una
Logi, sei tu che ti incapponisci.
Io so che ti chiami Luca Logi perché ti conosco. E tu sai come mi chiamo
perché mi conosci. E' l'unica garanzia che tu hai di sapere se la firma è
vera o meno.
Poi tu dici che sarà l'eventuale polizia postale ad accertare eccetera se
c'è denuncia eccetera.
Ma allora, se è la giustizia a dover accertare, che uno si firmi Luca Logi o
coniglietto rosso è uguale, non cambia nulla.
Ovviamente, c'è il punto che molti altri partecipanti al NG conoscono i nomi
reali di quelli che scrivono e dunque se uno insulta è bene che metta il suo
nome vero per correttezza.
Ma questo è un delirio dei partecipanti ai forum, che pensano che il mondo
intero passi le giornate a leggerli. In realtà si leggono fra loro e basta.
E tu sai benissimo chi ha scritto cosa.
Dal punto di vista della logica il tuo ragionamento non sta in piedi,
ribadisco. Non è questione di capire, ho capito benissimo. Semplicemente,
non sta in piedi. Dal punto di vista logico frana, da quello giuridico poi,
scusami, fa ghignare.
Non è un delirio dei partecipanti al forum. Tutto rimane archiviato,
potenzialmente a tempo illimitato, su google news, o anche sulla pagina
di ricerca principale di google. Non si sa chi lo possa consultare o per
quanto tempo (e stiamo parlando, lo sai benissimo, dell'ordine di
decenni).
Per me, se qualcuno insulta o lancia accuse gravi, lo deve fare
firmandosi, esattamente come farebbe in real life - o si pretende che
questa sia una area esente da qualsiasi norma, prima ancora che di
legge, di normale convivenza? Il fatto che già io sappia come si chiama
non basta, anzi non ha nessuna rilevanza. Su quello che uno scrive, se
supera i limiti dell'ordinaria amministrazione, ci deve mettere la
faccia. Altrimenti è un anonimo cagasotto. E mi pregio di
ricordarglielo.
Sì lo so, ma pazienza. Voglio dire, uno è responsabile di quello che scrive.
Io mi pento di aver scritto certe cose, e sarà capitato anche ad altri, che
ti devo dire.
E' per quello che ciò che sta scritto ha un'importanza molto relativa.
A meno che non si tratti di accuse o ingiurie reiterate.
>
> Per me, se qualcuno insulta o lancia accuse gravi, lo deve fare
> firmandosi, esattamente come farebbe in real life - o si pretende che
> questa sia una area esente da qualsiasi norma, prima ancora che di
> legge, di normale convivenza? Il fatto che già io sappia come si chiama
> non basta, anzi non ha nessuna rilevanza. Su quello che uno scrive, se
> supera i limiti dell'ordinaria amministrazione, ci deve mettere la
> faccia. Altrimenti è un anonimo cagasotto. E mi pregio di
> ricordarglielo.
Scusami, a parte che ovviamente non hai capito o non hai voluto capire il
discorso che ti ho fatto, tu sai vero (domanda retorica) che legalmente un
nickname è tutelato *esattamente* quanto un nome proprio su usenet?
Cioé Herr von Faninal è tutelato nella *stessa identica maniera* di Luca
Logi.
Questo tanto per dirti che le tue sono manie personali, con la realtà
legale o fattuale non hanno *nulla* a che spartire.
Per carità, io rispeto la tua opinione, ma non mi venire a tirare in ballo
reati, polizie postali o scemenze simili. Perché la legge, appunto, tutela
chi fa un uso abusivo di un nick tanto quanto di un nome e cognome. Art.
cento e qualcosa cpc, non ricordo più.
Ergo, se la legge lo tutela, significa che la faccia sul nick c'è eccome.
Io mi limito a constatare ciò che dice la legge. La tua morale personale non
interessa, in questo caso, visto che stiamo parlando di abusi. Gli abusi son
cose che riguardano il codice, non le fisime di Luca Logi o di Herr von
Faninal, permetti.
Questo per quanto riguarda la "norma di legge" da te sopra invocata.
Per quanto riguarda la buona creanza o altre questioni, posso essere
d'accordo.
Ma se tu dai del cagasotto al nick che ti ha insultato, hai fatto la stessa
identica cosa che ha fatto lui, a norma di legge. Il tuo insulto firmato
vale esattamente quanto l'insulto del nick, perché nome reale e nick
(beninteso nick usuale, non un nick usato una volta per quello scopo) sono
entrambi tutelati.
>perché nome reale e nick (beninteso nick usuale, non un nick usato una
>volta per quello scopo) sono entrambi tutelati.
Per tutelati intendo dire che è punibile abusarne. Come è stato fatto col
tuo nome, ad esempio, su altro forum
> tu sai vero (domanda retorica) che legalmente un
> nickname č tutelato *esattamente* quanto un nome proprio su usenet?
> Cioé Herr von Faninal č tutelato nella *stessa identica maniera* di Luca
> Logi.
Dipende. Hai chiesto il permesso alla Schott?
(Non č del tutto vero. Art. 9 del codice civile: lo pseudonimo č
titolato se viene usato in maniera tale da acquistare l'importanza del
nome. Se io per esempio dico che Maria Callas era stonata e qualche
parente mi portasse in giudizio, mi sarebbe difficile sostenere che non
volevo parlare della persona il cui vero nome era Maria Kalogeropoulos.
Penso che perň sarebbe difficile ottenere la tutela di uno pseudonimo
inventato lě per lě, magari da chi di pseudonimi ne ha una decina.)
:-)
>
> (Non č del tutto vero. Art. 9 del codice civile: lo pseudonimo č
> titolato se viene usato in maniera tale da acquistare l'importanza del
> nome. Se io per esempio dico che Maria Callas era stonata e qualche
> parente mi portasse in giudizio, mi sarebbe difficile sostenere che non
> volevo parlare della persona il cui vero nome era Maria Kalogeropoulos.
> Penso che perň sarebbe difficile ottenere la tutela di uno pseudonimo
> inventato lě per lě, magari da chi di pseudonimi ne ha una decina.)
esatto era ciň che intendevo. Se uno si firma per anni e anni con lo stesso
nick č un conto, se uno se ne inventa uno al giorno, beh, č un altro paio di
maniche
Prima o poi mi vedrň giungere all'uscio i legali di un noto scrittore
francese, ovvove!
e io la Schott, come giustamente suggerisce Logi.
Armiamoci di avvocati!!!!
:-OOOOO