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Suzuki vs. Koopman

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Carlo Gerelli

unread,
Jan 11, 1999, 3:00:00 AM1/11/99
to
Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.

bye

--
----------------------------------------
carlo gerelli : sof...@pccom.it
----------------------------------------
Some are born to sweet delight,
some are born to endless night.
(William Blake)

schil...@iol.it

unread,
Jan 11, 1999, 3:00:00 AM1/11/99
to
"Carlo Gerelli" <c.ge...@italcementi.net> wrote:

>Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'è qualche altro


>pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
>dal Bach Collegium Japan di
>Masaaki Suzuki,

Dev'essere un'edizione velocissima.
Schillogeno

------------------
"Well, i'm the slime from your video
Oozin' along on your living room floor
I am the slime from your video
can't stop the slime, people, look it me go"
Frank Zappa, 1973


ester...@iol.it

unread,
Jan 11, 1999, 3:00:00 AM1/11/99
to
On Mon, 11 Jan 1999 18:32:05 +0100, "Carlo Gerelli"
<c.ge...@italcementi.net> wrote:

>Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro


>pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite

>dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
>se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
>paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.
>
>bye

Non ne conoscevo neppure l'esistenza, ma caspita se mi incuriosirebbe
sentirle!!!!!! Se sono solo come quelle di Koopmann mi fanno
inorridire, ma se in piu' cantano il tedesco con l'accento giapponese
allora mi farebbero sbellicare dalle risate. Ma quanto costano (o
quanto sei ricco)?????
Ciao
Filippo

Giacomo Andreola

unread,
Jan 11, 1999, 3:00:00 AM1/11/99
to

ester...@iol.it ha scritto nel messaggio
<369b5232...@news.iol.it>...

>On Mon, 11 Jan 1999 18:32:05 +0100, "Carlo Gerelli"
><c.ge...@italcementi.net> wrote:
>
>>Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
>>pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
>>dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
>>se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
>>paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.


Avevo letto una recensione entusiastica su CD Classica di Luglio/Agosto 98
(pag. 34).
Era segnalato come CD del mese e si trattava del sesto volume.
I cantanti sono tedeschi, l'oboista e' il belga Ponsele mentre coro,
orchestra e direttore sono giapponesi.
L'articolo e' un po' lunghino e scritto su fondo grigio, percio' non riesco
a scansionarlo.
Cito qua e la': "La fusione dei timbri e' eccellente con punte di una
levigatezza straordinaria per tutte le voci acute (...) L'orchestra e' ben
regolata e calibrata in tutti i reparti con archi sicuri, dal suono preciso
e intonato e trombe di prim'ordine (..) Un disco che definirei superbo.
(Giuseppe Nalin)
Il direttore e' un allievo di Koopman. Le cantate sono la BWV 31 e 21.

Per uno come il sottoscritto che si ritrova in casa l'integrale di
Leonhardt/Harnoncourt sia in lp che in cd + quelli usciti di Koopman + i
cinque volumetti di Richter + quelli di Coin + un po' di miscellanea, da
Scherchen a Rifkin, da Gardiner a Parrot, questo ennesimo acquisto
rappresentava un po' un lusso ed e' stato accantonato. Per il momento.

Giacomo


Massimo Capra

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to

Carlo Gerelli wrote:
>
> Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
> pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
> dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
> se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
> paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.
>

> bye
>
> --
> ----------------------------------------
> carlo gerelli : sof...@pccom.it
> ----------------------------------------
> Some are born to sweet delight,
> some are born to endless night.
> (William Blake)

Dopo Harnoncourt/Leonhardt le sto collezionando entrambe
anch'io visto che gardiner non si muove.

Per quel che riguarda Koopman, da quando a mandato a stendere
la Schlick, mi sembra che abbiano fatto un buon salto
qualitativo.
Ho iniziato Suzuki perche' mi piacciono le voci non vibrate,
che sappiano fare una buona messa di voce, e che si capisca
quando vogliono vibrare o quando stanno facendo un trillo
(insomma E. Kirkby style). Inoltre le dimensioni cameristiche
dell'insieme sono un altro punto a favore.
A tale proposito c'e' stao, nei numeri scorsi su Early
Music, un susseguirsi di articoli sulla famosa questione
dell'uno per voce dei cori di Bach che consiglio. Koopman
e', come si puo' ascoltare dalle sue registrazioni,
favorevole ad usare piu' di uno per voce.

Ricordo che, per la Koch, c'e' anche in corso l'integrale
diretta da Jeffrey Thomas. Ho sentito qualcosa, ma non
mi ha ispirato. Dicono invece meraviglie della loro
incisione della Messa in si min (sempre per la Koch).
Qualcuno me ne puo' parlare?

Saluti,
Massimo Capra

ester...@iol.it

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
On Tue, 12 Jan 1999 09:41:36 +0100, Massimo Capra <m.c...@fidia.it>
wrote:


>Per quel che riguarda Koopman, da quando a mandato a stendere
>la Schlick, mi sembra che abbiano fatto un buon salto
>qualitativo.

Non saprei, ma da quel che ho sentito in "epoca Schlick" non ritengo
che il problema fosse solo lei. I tenori in particolare, ma anche gli
alti sono quanto di piu' stonato e sgraziato nella vocalita' che abbia
mai pututo ascoltare. Perdonati i pionieri (i soliti Leonhardt e
Harnoncourt) dai quali le stecche numerose possono essere comprese
come errori da epoca "sperimentale", oggi certa robaccia non dovrebbe
piu' farla nessuno, specialmente grandi nomi.


>Ho iniziato Suzuki perche' mi piacciono le voci non vibrate,
>che sappiano fare una buona messa di voce, e che si capisca
>quando vogliono vibrare o quando stanno facendo un trillo
>(insomma E. Kirkby style). Inoltre le dimensioni cameristiche
>dell'insieme sono un altro punto a favore.
>A tale proposito c'e' stao, nei numeri scorsi su Early
>Music, un susseguirsi di articoli sulla famosa questione
>dell'uno per voce dei cori di Bach che consiglio. Koopman
>e', come si puo' ascoltare dalle sue registrazioni,
>favorevole ad usare piu' di uno per voce.
>

Si, ma sempre troppo pochi nella maggior parte dei casi. C'e' una
considerazione di fondo: non tutte le cantate sono ugualmente "belle".
In una produzione ciclopica quel'e' stata quella bachiana si
incontrano sovente lavori meno felici. E' musica di qualita' eccelsa,
ma si sente che era fatta per la funzione religiosa settimanale. Per
una funzione "feriale" o minore non ci si puo' aspettare lo stesso
spiegamento di forze di una celebrazione solenne. Percio' credo in
alcuni casi siano storicamente legittimi pochi esecutori, in altri
assolutamente no. Ci si puo' chiedere quali casi specifici. Qui getto
un altro sasso: ma sono proprio necessarie tutte queste integrali?
Dopo che qualcuno ha fatto conoscere a tutti il "corpus" non e' piu'
pratico che gli interpreti scelgano cio' che par loro migliore e dove
possono meglio esprimersi senza per forza doversi sobbarcare l'onere
di un'ennesima opera omnia, con le inevitabili cadute artistiche ed
interpretative? Mi sembra che in alcuni casi si vada a "ripescare"
anche cose di cui si potrebbe fare a meno, una volta che le si
conoscono.....
Filippo Bressan

Mario Martinoli

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to

Massimo Capra <m.c...@fidia.it> wrote in article
<369B0AC0...@fidia.it>...

[snip]

>
> Per quel che riguarda Koopman, da quando a mandato a stendere
> la Schlick, mi sembra che abbiano fatto un buon salto
> qualitativo.

Schlick? Barbara Schlick? Ovvero il miglior soprano attualmente in
circolazione?

Ciao

Mario
GiR#165

Massimo Capra

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to

ester...@iol.it wrote:
> Si, ma sempre troppo pochi nella maggior parte dei casi. C'e' una
> considerazione di fondo: non tutte le cantate sono ugualmente "belle".
> In una produzione ciclopica quel'e' stata quella bachiana si
> incontrano sovente lavori meno felici. E' musica di qualita' eccelsa,
> ma si sente che era fatta per la funzione religiosa settimanale. Per
> una funzione "feriale" o minore non ci si puo' aspettare lo stesso
> spiegamento di forze di una celebrazione solenne. Percio' credo in
> alcuni casi siano storicamente legittimi pochi esecutori, in altri
> assolutamente no. Ci si puo' chiedere quali casi specifici.

La questione e' complessa al di la' della solennita' della cerimonia
e il thread su rec.music.early mostra di tutto (era BACH: one to a part)

> Qui getto
> un altro sasso: ma sono proprio necessarie tutte queste integrali?
> Dopo che qualcuno ha fatto conoscere a tutti il "corpus" non e' piu'
> pratico che gli interpreti scelgano cio' che par loro migliore e dove
> possono meglio esprimersi senza per forza doversi sobbarcare l'onere
> di un'ennesima opera omnia, con le inevitabili cadute artistiche ed
> interpretative? Mi sembra che in alcuni casi si vada a "ripescare"
> anche cose di cui si potrebbe fare a meno, una volta che le si
> conoscono.....

Mi trovi d'accordo. purtroppo a me piacciono le integrali...

saluti,
massimo capra

Carlo Gerelli

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
ester...@iol.it wrote in message <369b214c...@news.iol.it>...

>On Tue, 12 Jan 1999 09:41:36 +0100, Massimo Capra <m.c...@fidia.it>
>wrote:

>>Per quel che riguarda Koopman, da quando a mandato a stendere


>>la Schlick, mi sembra che abbiano fatto un buon salto
>>qualitativo.

<lots of snip>


>Qui getto
>un altro sasso: ma sono proprio necessarie tutte queste integrali?
>Dopo che qualcuno ha fatto conoscere a tutti il "corpus" non e' piu'
>pratico che gli interpreti scelgano cio' che par loro migliore e dove
>possono meglio esprimersi senza per forza doversi sobbarcare l'onere
>di un'ennesima opera omnia, con le inevitabili cadute artistiche ed
>interpretative?

Vedo con piacere che il thread cresce ...

Cerco di raccogliere il sasso gettato . Nonostante sia uno sfegatato
bachiano, riconosco che non in tutte le cantate ci debbano necessariamente
le manifestazioni massime del suo genio. Eppure, più mi addentro
nella conoscenza delle cantate, e più mi rendo conto che si tratta
di un corpus che merita conoscere, nel quale, diciamo così,
vale la pena di mettersi a scavare, perchè i gioielli, anche se a volte
dispersi in un mare di musica convenzionale (per quanto può dirsi
convenzionale qualcosa di prodotto da Bach), saltano fuori con
frequenza impressionante. Almeno così è stato per me finora.

>Mi sembra che in alcuni casi si vada a "ripescare"
>anche cose di cui si potrebbe fare a meno, una volta che le si
>conoscono.....

Il problema per me è proprio questo ... cioè arrivare ad avere una
conoscenza,
anche sommaria, del tutto. Non faccio parte di quelli che possono
permettersi di uscire un qualsiasi sabato pomeriggio, andare da
Buscemi o Virgin o Ricordi, e sganciargli il milioncino o giù di lì per
portare a casa l'integrale, e quindi ho dovuto finora pescare qua e là
i pezzi singoli (oltre ad Harnoncourt, Richter, Rilling, Rifkin,
Goennenwein, Koopman, Herreweghe, Kuijken, etc.).
I risultati di questa pesca mi hanno rafforzato nell'idea
che, anche se involontariamente, ho fatto bene a NON portarmi
a casa l'integrale di Harnoncourt, e neanche quella di Rilling
(che costa comunque meno), perchè col passare degli anni ho notato
che gli stili esecutivi sono maturati, e migliorati notevolmente.
Anche ascoltando una cantata incisa da Rilling all'inizio della
registrazione della sua integrale e una del 1998 si notano differenze
notevolissime nell'approccio esecutivo. Il fatto è (IMHO) che i
pionieri del cosiddetto approccio filologico hanno prodotto una
generazione di musicisti che stanno sviluppando nuove e
più mature vie interpretative. Basta vedere quanti gruppi di
buono, e ottimo livello, sono nati dalle "costole" degli ensemble
storici (Chiara Banchini, Andrew Manze, Charles Medlam,
lo stesso Christophe Coin che suonava la viola da gamba
insieme ad Harnoncourt nell'incisione dell'83 dei Brandeburghesi).
Per tornare al thread, mi pare che entrambe le integrali in corso
(Koopman e Suzuki) siano di altissimo livello, una mezza spanna sopra
a quasi tutto quello che ho ascoltato sinora (salvo forse qualche
cantata di Karl Richter, ed escluso ovviamente il grande Herreweghe
che amo moltissimo). Di Gardiner non parlo perchè quello
che ho ascoltato del suo Bach (Magnificat) non mi convince.
Non sono neanche d'accordo con il giudizio negativo su
Barbara Schlick, che a mio avviso canta onorevolmente.
Su Koopman ho però una conoscenza limitata
avendo ascoltato solo un volume della serie, mentre mano a mano
che escono i dischi di Suzuki la sorpresa positiva si conferma ...

... e qui mi fermo, per ora :-)))

carlo

Giovanni Christen

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
Carlo Gerelli, c.ge...@italcementi.net writes:
>Non sono neanche d'accordo con il giudizio negativo su
>Barbara Schlick, che a mio avviso canta onorevolmente.
>Su Koopman ho perņ una conoscenza limitata

>avendo ascoltato solo un volume della serie, mentre mano a mano
>che escono i dischi di Suzuki la sorpresa positiva si conferma ...

La Schlick con il suo stile un po' piatto funzionava bene con la lettura
decisamente asciutta di Koopman. In teoria - da un punto di vista
filologico e etimologico - non sarebbe adatta a Bach che se lo si fa
asciutto perde tutto il suo fascino, anzi si snatura proprio. E, si sa,
con interpretazioni intense (tempi piu' lenti e lagrime a fiumi) rende
meglio un canto piu' scolpito.

Non conosco la serie Suzuki, comunque i giapponesi bisogna lasciarli
stare: quando ci si mettono sono piu' forti loro senza Schlick degli
europei con tutte le Schlick del mondo. Ahinoi...

GC

ester...@iol.it

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
>
>Cerco di raccogliere il sasso gettato . Nonostante sia uno sfegatato
>bachiano, riconosco che non in tutte le cantate ci debbano necessariamente
>le manifestazioni massime del suo genio. Eppure, più mi addentro
>nella conoscenza delle cantate, e più mi rendo conto che si tratta
>di un corpus che merita conoscere, nel quale, diciamo così,
>vale la pena di mettersi a scavare, perchè i gioielli, anche se a volte
>dispersi in un mare di musica convenzionale (per quanto può dirsi
>convenzionale qualcosa di prodotto da Bach), saltano fuori con
>frequenza impressionante. Almeno così è stato per me finora.
>
Ottima e condivisibile (tempo e soldi permettendo) ricerca. Ma
immagini collezionare integrali su integrali?????
>
>Il problema per me è proprio questo ... cioè arrivare ad avere una
>conoscenza,
>anche sommaria, del tutto. Non faccio parte di quelli che possono
>permettersi di uscire un qualsiasi sabato pomeriggio, andare da
>Buscemi o Virgin o Ricordi, e sganciargli il milioncino o giù di lì per
>portare a casa l'integrale, e quindi ho dovuto finora pescare qua e là
>i pezzi singoli (oltre ad Harnoncourt, Richter, Rilling, Rifkin,
>Goennenwein, Koopman, Herreweghe, Kuijken, etc.).
>I risultati di questa pesca mi hanno rafforzato nell'idea
>che, anche se involontariamente, ho fatto bene a NON portarmi
>a casa l'integrale di Harnoncourt, e neanche quella di Rilling
>(che costa comunque meno), perchè col passare degli anni ho notato
>che gli stili esecutivi sono maturati, e migliorati notevolmente.
Le esecuzioni dei "pionieri" erano sicuramente inferiori per molti
aspetti di tipo "tecnico", c'erano diverse "stecche" (si si, proprio
"stecche") ma in particolare le interpretazioni di Harnoncourt
possedevano un suono morbidissimo, molto piu' di quello dei coevi e
dei successori. In definitiva non era molto diverso da quello delle
maggiori orchestre viennesi da cui lo stesso direttore e gli esecuturi
provenivano. Pensa che Milan Turkovic, il fagottista "storico" del
Concentus musicus Wien e' (o e' stato fino a non molto tempo fa) il
primo fagotto dei Berliner!!!! E che dire del cornista Hermann
Baumann? Molti limiti tecnici di quel tempo credo debbano attribuisi
da un lato alla scarsa e ancora sperimentale padronanza delle tecniche
antiche. Poi c'e' la magia di alcune interpretazioni (ricordo
l'Oratorio di Natale, la Messa in si, e il primo volume di cantate
dirette da Harnoncourt come strepitose seppur imperfette tecnicamente,
e non vorrei parlare dell'Orfeo e del ciclo monteverdiano).
Anche per la scelta dei cantanti Harnoncourt si e' attratto molte
critiche: troppo operistici, dicevano alcuni e ovviamente i cultori
dell'opera inorridivano a tale affermazione, ritenendoli poco meno che
sfiatati. Ma in effetti erano spesso gli stessi cantanti che in altri
contesti, pur lontani da un vero e proprio divismo, cantavano l'opera
e l'oratorio in modo "tradizionale": fra questi Nimsgern, Equiluz
(particine con Karajan, chi lo avrebbe mai sospettato???), la
Berberian, Kozma, Bowmann e Esswood, la strepitosa Sodestroem.....
Alla porta accanto iniziavano a far capolino i veri "sfiatati", di
provenienza fiammmigo-olandese, con il loro canto "spoggiato" e il
piu' delle volte privo di armonici sacrificati all'altare di una
presunta filologia (gia', perche' se e' vero che esistono strumenti
antichi, cantanti antichi, ahinoi, non piu'...)
I "giovani" -mai termine e' piu' relativo come in caso di interpreti
musicali, alcuni considerano "giovani direttori" persino Abbado e
Muti- a mio avviso hanno seguito per lo piu' questa seconda strada,
preferendo un suono striminzito e un fraseggio per lo piu' monotono,
cantanti "sfiatati" (i cosiddetti "baroqueux" in senso ovviamente
dispregiativo). Se ne discosta Gardiner (freddo come il marmo, ma di
formazione "tradizionale") e per certi aspetti Herreweghe. Poi ci sono
gli sconosciuti (Martin Haselboeck, ad es., e' un viennese che ho
ascoltato dirigere l'oratorio di Natale con una orchestra che
ricordava da vicino il suono del Concentus ed un coro italiano che
guarda caso e' diretto da un mio amico ed omonimo.....)
>Su Koopman ho però una conoscenza limitata

>avendo ascoltato solo un volume della serie, mentre mano a mano
>che escono i dischi di Suzuki la sorpresa positiva si conferma ...
Dovresti provare ad ascoltare le esecuzioni organistiche di Koopman
per capire che ci troviamo di fronte ad uno dei piu' grandi geni
dell'esecuzione musicale, con un tecnica impressionante....peccato
posta al servizio di soluzioni discutibili e al limite
dell'antimusicalita'....e poi spero che i dischi siano un po' meglio
dello strazio che ho avuto modo di ascoltare per radio in una sua
esecuzione dal vivo di cantate di Bach.....
Filippo Bressan

ester...@iol.it

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
On 12 Jan 1999 17:12:53 GMT, Giovanni Christen <gchr...@bluewin.ch>
wrote:

>Carlo Gerelli, c.ge...@italcementi.net writes:

Mai provato a sentire un coro giapponese che canta Orazio Vecchi o
Dallapiccola?????
Aiutoooooooooooooooo
Filippo Bressan

Pierpaolo Penco

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
Carlo Gerelli wrote:
>
> Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
> pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
> dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
> se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
> paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.
>
Ecco, finalmente uno che le ha.
Volevo proprio chiedere io come e' la versioe Suzuki.
Le recensioni sono quasi sempre eccellenti. Addirittura Le Monde de la
Musique la ritiene la migliore edizione in fieri.

Sapete che Suzuki e soci hanno appena inciso la trascrizione per
pianoforte, coro e solisti della Nona di Beethoven (sempre su BIS)?
Ho gia' sguinzagliato il buon Marcelli :-))

--
Pierpaolo Penco
------------------------------------
Trieste, Italy
E-mail: <pop...@geocities.com>
Personal home page: <http://www.geocities.com/Vienna/Strasse/7330/>

Pierpaolo Penco

unread,
Jan 12, 1999, 3:00:00 AM1/12/99
to
Giacomo Andreola wrote:
>
> ester...@iol.it ha scritto nel messaggio
> <369b5232...@news.iol.it>...
> >On Mon, 11 Jan 1999 18:32:05 +0100, "Carlo Gerelli"
> ><c.ge...@italcementi.net> wrote:
> >
> >>Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
> >>pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
> >>dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
> >>se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
> >>paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.
>
> Per uno come il sottoscritto che si ritrova in casa l'integrale di
> Leonhardt/Harnoncourt sia in lp che in cd + quelli usciti di Koopman + i
> cinque volumetti di Richter + quelli di Coin + un po' di miscellanea, da
> Scherchen a Rifkin, da Gardiner a Parrot, questo ennesimo acquisto
> rappresentava un po' un lusso ed e' stato accantonato. Per il momento.

Io ho qualche CD di Herreweghe, il cui approccio mi piace molto. Non
sara' trascinante come lo e' spesso (non sempre) Gardiner, ma riesce a
coniugare tecnica e sentimento religioso come pochi.
Pero' mi interesserebbe il cofanetto (3CD) Astrée con le cantate per
violoncello dirette da C.Coin. Me lo consigli?

Giovanni Christen

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to
ester...@iol.it writes:
>>Non conosco la serie Suzuki, comunque i giapponesi bisogna lasciarli
>>stare: quando ci si mettono sono piu' forti loro senza Schlick degli
>>europei con tutte le Schlick del mondo. Ahinoi...
>Mai provato a sentire un coro giapponese che canta Orazio Vecchi o
>Dallapiccola?????

No - ma che c'azzeccano questi qui su it.auto.moto.cart?

Di Orazio conosco solo "Nunc est bibendum" e solo con la <Camerata d'Air>
di Clermont-Ferrand, non in versione giapponese. Pero' sappiamo bene come
sono stati sgominati i francesi (e gli altri occidentali!) dai giapponesi
in F1 - dove, e' vero, le schlick sono state eliminate per regolamento.

GC

Pescator, affonda l'esca, - e sia l'Honda a te fedel
(Barnaba - "La Giochonda")

Carlo Gerelli

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to
schil...@iol.it wrote in message <77dg08$lcp$2...@hermes.iol.it>...
>"Carlo Gerelli" <c.ge...@italcementi.net> wrote:
>>Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'è qualche altro

>>pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
>>dal Bach Collegium Japan di
>>Masaaki Suzuki,
>Dev'essere un'edizione velocissima.
>Schillogeno

Sempre meno delle fughe eseguite da Simon ...
Preston :-))
carlo
--
----------------------------------------

Carlo Gerelli

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to
Giovanni Christen wrote in message <77hskm$hl3$1...@bw107zhb.bluewin.ch>...

>ester...@iol.it writes:
>>>Non conosco la serie Suzuki, comunque i giapponesi bisogna lasciarli
>>>stare: quando ci si mettono sono piu' forti loro senza Schlick degli
>>>europei con tutte le Schlick del mondo. Ahinoi...
>>Mai provato a sentire un coro giapponese che canta Orazio Vecchi o
>>Dallapiccola?????
>No - ma che c'azzeccano questi qui su it.auto.moto.cart?
>Di Orazio conosco solo "Nunc est bibendum" e solo con la <Camerata d'Air>
>di Clermont-Ferrand, non in versione giapponese. Pero' sappiamo bene come
>sono stati sgominati i francesi (e gli altri occidentali!) dai giapponesi
>in F1 - dove, e' vero, le schlick sono state eliminate per regolamento.
>Pescator, affonda l'esca, - e sia l'Honda a te fedel

Mai ricevuta una querela per affondamento di thread ??
:-)))

Giovanni Christen

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to
Carlo Gerelli, c.ge...@italcementi.net writes:
>Mai ricevuta una querela per affondamento di thread ??

Beh, almeno ho evitato il pacco bomba che mi avresti sicuramente spedito
se tu avessi (come speravo...) abboccato alla prima parte dello
sproloquio.

Prometto di non farlo piu' (per dirla con Papageno: almeno fino a quando
ne avro' pensata una peggiore)

Giovanni

Carlo Gerelli

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to
Giovanni Christen wrote in message <77i27d$ioh$1...@bw107zhb.bluewin.ch>...

>Carlo Gerelli, c.ge...@italcementi.net writes:
>>Mai ricevuta una querela per affondamento di thread ??
>Beh, almeno ho evitato il pacco bomba che mi avresti sicuramente spedito
>se tu avessi (come speravo...) abboccato alla prima parte dello
>sproloquio.
<snip>

Non è che non l'avevo capita ... avevo fatto finta di niente ...
(e il suo naso si allungo' ... 8----)))

Ottavio

unread,
Jan 13, 1999, 3:00:00 AM1/13/99
to

Carlo Gerelli ha scritto nel messaggio
<77fn6p$481$1...@fe1.cs.interbusiness.it>...

>ester...@iol.it wrote in message <369b214c...@news.iol.it>...
>>On Tue, 12 Jan 1999 09:41:36 +0100, Massimo Capra <m.c...@fidia.it>
>>wrote:

>


>Cerco di raccogliere il sasso gettato . Nonostante sia uno sfegatato
>bachiano, riconosco che non in tutte le cantate ci debbano necessariamente
>le manifestazioni massime del suo genio.

Vero.

Eppure, più mi addentro
>nella conoscenza delle cantate, e più mi rendo conto che si tratta
>di un corpus che merita conoscere, nel quale, diciamo così,
>vale la pena di mettersi a scavare, perchè i gioielli, anche se a volte
>dispersi in un mare di musica convenzionale (per quanto può dirsi
>convenzionale qualcosa di prodotto da Bach), saltano fuori con
>frequenza impressionante.

Anche questo è vero.

>
>>Mi sembra che in alcuni casi si vada a "ripescare"
>>anche cose di cui si potrebbe fare a meno, una volta che le si
>>conoscono.....

Qui invece non ti comprendo.
Forse vuoi dire che certe cantate già incise molte volte in altre edizioni
potrebbero benissimo essere evitate nelle erigende integrali?

>
>Il problema per me è proprio questo ... cioè arrivare ad avere una
>conoscenza,
>anche sommaria, del tutto. Non faccio parte di quelli che possono
>permettersi di uscire un qualsiasi sabato pomeriggio, andare da
>Buscemi o Virgin o Ricordi, e sganciargli il milioncino o giù di lì per
>portare a casa l'integrale, e quindi ho dovuto finora pescare qua e là
>i pezzi singoli (oltre ad Harnoncourt, Richter, Rilling, Rifkin,
>Goennenwein, Koopman, Herreweghe, Kuijken, etc.).
>I risultati di questa pesca mi hanno rafforzato nell'idea
>che, anche se involontariamente, ho fatto bene a NON portarmi
>a casa l'integrale di Harnoncourt, e neanche quella di Rilling
>(che costa comunque meno), perchè col passare degli anni ho notato
>che gli stili esecutivi sono maturati, e migliorati notevolmente.

Io invece penso che il possedere una versione integrale, anche se limitativa
nella conoscenza del mare magnum dell'interpretazione bachiana(perchè quando
hai tutte le cantate non ti poni il problema di andare ad acquistare quelle
di altre edizioni), costituisca comunque un dato testimoniale di alto
valore.
Eppoi è più facile acquistarsi un'integrale che stare ad aspettare anni e
anni che escano sempre nuove cantate in cd singoli, con il rischio che opere
minori non escano mai.
Si potrebbe fare come il sottoscritto: si va al proprio negoziante di
fiducia e si ordina l'integrale che più interessa, portandosela a casa
all'occorrenza.
Per quanto riguarda l'integrale Harnancourt-Leonardt, penso che sia sempre
un'operazione intrisa di fascino e musicalità.
E sì, perchè i due di musicalità ne hanno da vendere, nonostante lo stile
non perfettamente centrato e gli esecutori non sempre al massimo delle loro
possibilità.


>Per tornare al thread, mi pare che entrambe le integrali in corso
>(Koopman e Suzuki) siano di altissimo livello, una mezza spanna sopra
>a quasi tutto quello che ho ascoltato sinora (salvo forse qualche
>cantata di Karl Richter, ed escluso ovviamente il grande Herreweghe
>che amo moltissimo).

Qui, a conferma di quello che ho detto prima, metterei anche
Harnancourt-leonardt.

Un saluto da
Ottavio Luigini
L'Aquila


>

Carlo Gerelli

unread,
Jan 14, 1999, 3:00:00 AM1/14/99
to
Pierpaolo Penco wrote in message <369B5E7F...@geocities.com>...

>Carlo Gerelli wrote:
>> Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'è qualche altro
>> pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
>> dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sì,

>Ecco, finalmente uno che le ha.
>Volevo proprio chiedere io come e' la versioe Suzuki.

Per qualche strano motivo ho letto solo oggi il tuo post
e cerco di risponderti: come ho detto in qualche altro post,
nel mare magnum delle Cantate di Bach ho finora pescato
i pesci, pardon i pezzi singoli; di alcune cantate, le più famose
(ad esempio 31, 106, 140, 56, etc.) ho anche più di una incisione,
altre non le ho neanche mai sentite. Al momento attuale credo
di averne sentite in tutto poco più di una sessantina cioè
un terzo del totale. Un annetto fa, cioè da quando ho cominciato
a frequentare la Bach Discussion List (http://www.jsbach.org/archives.html)
ho iniziato a comprare qualche CD dei giapponesini su BIS.
Ebbene, la sorpresa è stata grande, perchè sono veramente
belli ! Il direttore, come ha detto qualcun'altro, è un allievo
di Koopman, i solisti vocali in parte europei, (Peter Kooy, Schreckenberger,
Ingrid Schmidthusen) più altri giapponesi, dei quali almeno
un paio di assoluto valore (IMHO): il soprano Midori Suzuki
e il controtenore Yoshikazu Mera. Anche qualcuno dei
solisti strumentali è di ottimo livello, ora mi vengono in mente
solo l'oboista Carlo Bernardini e il cello Hidemi Suzuki.
Poi (sempre IMHO) il suono degli archi ha una qualità
particolare, difficile a spiegare a parole, in questo momento
mi viene solo l'aggettivo "trasparente". Il tutto si attaglia
perfettamente alle Cantate di sapore più intimista, mentre
a mio parere la magia sparisce in quelle dove è richiesta una
maggiore forza espressiva (e qui si sente la necessità di un Richter!).
Il suono, poi, e la qualità dell'incisione sono a dir poco perfetti,
come sempre per la BIS, forse con un tantino di riverbero
di troppo. Finora,a cominciare dal 1996, sono usciti una
media di tre dischi all'anno, per un totale di una trentina
di Cantate: per avere l'integrale bisognerà perseverare (e vivere)
fino al 2020 !

saluti

carlo gerelli

Giacomo Andreola

unread,
Jan 14, 1999, 3:00:00 AM1/14/99
to

Pierpaolo Penco ha scritto nel messaggio
<369B5F40...@geocities.com>...

>Io ho qualche CD di Herreweghe, il cui approccio mi piace molto. Non
>sara' trascinante come lo e' spesso (non sempre) Gardiner, ma riesce a
>coniugare tecnica e sentimento religioso come pochi.
>Pero' mi interesserebbe il cofanetto (3CD) Astrée con le cantate per
>violoncello dirette da C.Coin. Me lo consigli?

Ho 3 cd singoli di Coin: il primo con le BWV 85, 183, 199 e 175
il secondo con 180, 49, 115
e il terzo con 41, 6, 68

Ti consiglio i primi due: il terzo non mi sembra cosi' ben riuscito, anche
dal lato tecnico.

Ciao
Giacomo


moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 15, 1999, 3:00:00 AM1/15/99
to
In article <369b5232...@news.iol.it>,

ester...@iol.it wrote:
> On Mon, 11 Jan 1999 18:32:05 +0100, "Carlo Gerelli"
> <c.ge...@italcementi.net> wrote:
>
> >Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro

> >pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
> >dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
> >se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
> >paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.
> >
> >bye
> Non ne conoscevo neppure l'esistenza, ma caspita se mi incuriosirebbe
> sentirle!!!!!! Se sono solo come quelle di Koopmann mi fanno
> inorridire, ma se in piu' cantano il tedesco con l'accento giapponese
> allora mi farebbero sbellicare dalle risate. Ma quanto costano (o
> quanto sei ricco)?????
> Ciao
> Filippo
>

Io del ciclo di Masaaki Suzuki (da pronunciare rigorosamente senza
accento, con il cognome Suzuki leggermente crescendo in altezza e Masaaki
un po' piu' basso) ho ben poco eppure i ragazzi mi hanno SCONVOLTO.
Dizione ineccepibile, intonazione perfetta, grande musicalita'.

FINALMENTE BACH, dopo le orribili incrostazioni cui ci hanno abituato in
_passato_ I macellai "olandesi". Nulla contro l'Olanda, terra che amo e
nella quale torno volentieri. Contro quella che io chiamo la "prassi
olandese" della esecuzione delle musiche di Bach. Che pero' e' seguita
anche da tedeschi e qualche italiano. Un massacro.

...tipo "Das musikalische Opfer" che da "Offerta Musicale" diventa
"VITTIMA Musicale" (traduzione tecnicamente corretta).

Ohe', sono le mie opinioni, chiaramente. In un caso, ascoltanto Leonhardt
al clavicembalo mi sono alzato e me ne sono andato. Le sue cantate di Bach
pero' si lasciano ascoltare.

Sarei curioso di sapere se Koopman _almeno_ tiene i tempi e rispetta
i ritmi.

il ciclo di Suzuki e' pubblicato da BIS e sono tutti dischi a prezzo pieno.
ma ovviamente e' una spesa che viene dilazionata in tempi lunghi...

Il vostro caustico
Roberto

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Pierpaolo Penco

unread,
Jan 15, 1999, 3:00:00 AM1/15/99
to
Giacomo Andreola wrote:
>
> Ho 3 cd singoli di Coin: il primo con le BWV 85, 183, 199 e 175
> il secondo con 180, 49, 115
> e il terzo con 41, 6, 68
>
> Ti consiglio i primi due: il terzo non mi sembra cosi' ben riuscito, anche
> dal lato tecnico.

Il cofanetto raggruppa tutti e 3 questi CD, al prezzo di 2.
Quindi, il terzo, anche se meno riuscito, sarebbe gratis! ;-)
Peccato sia l'anello debole, dovrebbero essere le cantate con organo
obbligato, se non sbaglio. Ed eseguite su un Silbermann, vero?

Bob

unread,
Jan 15, 1999, 3:00:00 AM1/15/99
to
Gli otto cd di Suzuki sono per me il miglior Bach oggi in circolazione!!!!!
Solo Herreweghe gli si avvicina (talvolta). Il disco n. 3 è
me-ra-vi-glio-so!!!! Il controtenore Yoshikazu Mera ha un timbro
eccezionale, il tenore Makoto Sakurada è commovente! Insomma questi
giapponesi mi hanno veramente stupito!!
Esattamente il contrario di Koopman (che ammiro molto come clavicembalista
e organista, meno come direttore) che negli ultimi anni sta facendo cose
banalotte e di routine. Meglio tre dischi all'anno come fa Suzuki, ma
"belli", piuttosto che cofanetti tripli quadrimestrali tirati via.
Consiglio ad ogni appassionato di Bach di ascoltare Suzuki. E' quasi come
ascoltare le cantate per la prima volta, c'è una cura per il dettaglio
sonoro, una levigatezza, una concentrazione che altrove non avevo mai
trovato.
Bob

P.S. Suzuki sta incidendo anche l'integrale per clavicembalo ma non conosco
nulla. Il clavicembalo ben temperato è già uscito, qualcuno lo ha
ascoltato?


Giacomo Andreola

unread,
Jan 15, 1999, 3:00:00 AM1/15/99
to

Bob ha scritto nel messaggio <01be40b0$f4af3f20$5b84d8d4@default>...

>Gli otto cd di Suzuki sono per me il miglior Bach oggi in circolazione!!!!!
>Solo Herreweghe gli si avvicina (talvolta). Il disco n. 3 è
>me-ra-vi-glio-so!!!!

Potrei sapere quali Cantate contiene?

Grazie
Giacomo

Giacomo Andreola

unread,
Jan 15, 1999, 3:00:00 AM1/15/99
to

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto nel messaggio

>FINALMENTE BACH, dopo le orribili incrostazioni cui ci hanno abituato in
>_passato_ I macellai "olandesi". Nulla contro l'Olanda, terra che amo e
>nella quale torno volentieri. Contro quella che io chiamo la "prassi
>olandese" della esecuzione delle musiche di Bach. Che pero' e' seguita
>anche da tedeschi e qualche italiano. Un massacro.


Caro amico, vorrei solo ricordarti che se non ci fossero stati i macellai
olandesi (e anche viennesi: Harnoncourt non me lo metti?), nessun Suzuki si
sarebbe sognato di fare Bach in questo modo. Trent'anni vorranno pur dir
qualcosa.

Ciao
Giacomo


Bob

unread,
Jan 16, 1999, 3:00:00 AM1/16/99
to
BWV 12-54-162-182
Ciao
Bob

Giacomo Andreola <andr...@tin.it> scritto nell'articolo
<77oe2o$3hi$2...@nslave1.tin.it>...

Carlo Gerelli

unread,
Jan 16, 1999, 3:00:00 AM1/16/99
to

Giacomo Andreola ha scritto nel messaggio <77oe2p$3hi$4...@nslave1.tin.it>...


FWIW sono completamente d'accordo con Andreola.
Fra l'altro, come è riportato in numerosi post, Suzuki è allievo di Koopman.
A me, comunque, Suzuki piace, e molto: non è facile trovare le Cantate
eseguite meglio di cosi'.
E qui lancio un'altra palla: cosa pensate del buon Sir John Eliot Gardiner
che ha in programma di eseguire e registrate nel corso dell'anno 2000
tutte (TUTTE) le Cantate di JSB ?

Saluti

carlo

fabio...@flashnet.it

unread,
Jan 16, 1999, 3:00:00 AM1/16/99
to
On Fri, 15 Jan 1999 22:56:28 +0100, "Giacomo Andreola"
<andr...@tin.it> wrote:

>
>moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto nel messaggio
>
>>FINALMENTE BACH, dopo le orribili incrostazioni cui ci hanno abituato in
>>_passato_ I macellai "olandesi". Nulla contro l'Olanda, terra che amo e
>>nella quale torno volentieri. Contro quella che io chiamo la "prassi
>>olandese" della esecuzione delle musiche di Bach. Che pero' e' seguita
>>anche da tedeschi e qualche italiano. Un massacro.

premetto che sono un ignorante, che bach mi piace immensamente, che ho
un paccone di dischi di musiche sue, che ho iniziato ad ascoltarlo
quando harnoncourt non aveva ancora inciso nulla. detto questo, ieri
sera a santa cecilia ho sentito tre cantate con koopman e i suoi, e
non solo mi sono piaciutssime, ma le reputo perfino sueriori a quelle
di harnoncourt, che possiedo (lui e leonhardt) tutte. suzuki mi manca
ancora (ma non mi mancherà per molto: proverò), ma posso, per ora
senza conoscenza diretta, schierarmi già dalla parte, comunque, di
koopman?
Salutoni
Fabio
>
>

Maurizio Frigeni

unread,
Jan 16, 1999, 3:00:00 AM1/16/99
to
Carlo Gerelli <c.ge...@italcementi.net> wrote:

> Volevo solo chiedere se, oltre a me,c'č qualche altro
> pazzo che sta collezionando le Cantate di Bach eseguite
> dal Bach Collegium Japan di Masaaki Suzuki, e se sě,
> se ha voglia di parlarne, eventualmente facendo qualche
> paragone con l'altra serie in corso di uscita di Koopman.

Io ho tutte le uscite di Koopman ma purtroppo non conosco Suzuki. Vorrei
solo dire che Koopman mi sembra molto migliorato negli ultimi album
rispetto ai primi; in particolare c'e' stato un deciso miglioramento
dopo che ha buttato a mare la Schlick (come aveva gia' osservato
qualcuno) ed ha smesso di usare cattivi controtenori, optando per buoni
contralti.

Questo dei cantanti mediocri e' un problema che affligge un po' tutti,
ma soprattutto quelli che incidono per etichette "grosse". Basta vedere
che cosa e' successo persino a Goebel col suo doppio CD di cantate
profane uscito un anno fa: eccellente lavoro orchestrale rovinato in
gran parte da cantanti disastrosi.

Infine mi pare che anche la tecnica di registrazione non renda un buon
servizio a Koopman, mentre la BIS e' famosa per le sue ottime incisioni
e quindi presumo che anche Suzuki sia ben registrato.

M.
--
To reply: replace "Handel.is.great" with "frigeni" in email address.

Vincenzo Ninci

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
Giacomo Andreola ha scritto:

> Caro amico, vorrei solo ricordarti che se non ci fossero stati i macellai
> olandesi (e anche viennesi: Harnoncourt non me lo metti?), nessun Suzuki si
> sarebbe sognato di fare Bach in questo modo. Trent'anni vorranno pur dir
> qualcosa.

Parole sante!

E non mi sembra che si possa dire - per esempio - che Leonhardt e' un
macellaio...
In ogni modo aspetto di ascoltare le incisioni a mandorla (ho in programma di
fare un acquisto a breve) e poi magari vi dico le mie impressioni.

Ciao!

--
=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=
Vincenzo Ninci
<vi...@fi.ats.it>
<http://www.rebel.net/~vince>
=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
Caro Giacomo

HAI PIENAMENTE RAGIONE.

Suzuki, del resto ha studiato con Koopman.
Tra l'altro non sono neppure stato educato nel mio modo di
esprimermi. Ma io sono molto sanguigno, come diceva la mia
insegnante di composizione, temendo che l'ascolto delle mie
composizioni dovesse venire vivamente sconsigliato ai
cardiopatici. Pericolo scongiurato dal cambio (forse solo
temporaneo) di mestiere.

Tra l'altro, non sono un fan neppure di Harnoncourt (che assimilo
agli olandesi per pensiero musicale e lunga collaborazione),
che fa Haydn e Beethoven alla grande, ma di recente continua
a stupirmi. Ultimamente ha massacrato Bruckner. Ma qui siamo OT.

Hai ragione, 30 anni sono serviti.
E Suzuki ne e' la dimostrazione.

Roberto (sono sempre io, mocenigo, ma rispondo da posti diversi,
nel tentativo di seminare gli inseguitori :)

In article <77oe2p$3hi$4...@nslave1.tin.it>,


"Giacomo Andreola" <andr...@tin.it> wrote:
>
> moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto nel messaggio
>
> >FINALMENTE BACH, dopo le orribili incrostazioni cui ci hanno abituato in
> >_passato_ I macellai "olandesi". Nulla contro l'Olanda, terra che amo e
> >nella quale torno volentieri. Contro quella che io chiamo la "prassi
> >olandese" della esecuzione delle musiche di Bach. Che pero' e' seguita
> >anche da tedeschi e qualche italiano. Un massacro.
>

> Caro amico, vorrei solo ricordarti che se non ci fossero stati i macellai
> olandesi (e anche viennesi: Harnoncourt non me lo metti?), nessun Suzuki si
> sarebbe sognato di fare Bach in questo modo. Trent'anni vorranno pur dir
> qualcosa.
>

> Ciao
> Giacomo

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
In article <36a0b8ef...@news.flashnet.it>,
fabio...@flashnet.it wrote:
> On Fri, 15 Jan 1999 22:56:28 +0100, "Giacomo Andreola"

> <andr...@tin.it> wrote:
>
> >
> >moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto nel messaggio
> >
> >>FINALMENTE BACH, dopo le orribili incrostazioni cui ci hanno abituato in
> >>_passato_ I macellai "olandesi". Nulla contro l'Olanda, terra che amo e
> >>nella quale torno volentieri. Contro quella che io chiamo la "prassi
> >>olandese" della esecuzione delle musiche di Bach. Che pero' e' seguita
> >>anche da tedeschi e qualche italiano. Un massacro.
>
> premetto che sono un ignorante, che bach mi piace immensamente, che ho
> un paccone di dischi di musiche sue, che ho iniziato ad ascoltarlo
> quando harnoncourt non aveva ancora inciso nulla. detto questo, ieri
> sera a santa cecilia ho sentito tre cantate con koopman e i suoi, e
> non solo mi sono piaciutssime, ma le reputo perfino sueriori a quelle
> di harnoncourt, che possiedo (lui e leonhardt) tutte. suzuki mi manca
> ancora (ma non mi mancherà per molto: proverò), ma posso, per ora
> senza conoscenza diretta, schierarmi già dalla parte, comunque, di
> koopman?

Ho gia' risposto nel "thread" corrente cercando di rimediare alla
asperita' dei miei toni. come dice GIacomo Andreola, 30 anni sono
passati e sono serviti.

Non mi stupisce comunque che Koopman faccia meglio di
Harnoncourt.

> Salutoni
> Fabio

Salutoni
Roberto

_/_/ Roberto Maria Avanzi
/_/ Institut fuer Experimentelle Mathematik / Universitaet Essen
_/ Ellernstrasse 29 / 45326 Essen / Germany
/ Phone: ++49-201-183-7641 Fax: ++49-201-183-7668

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
In article <77q64p$peh$1...@nslave1.tin.it>,

"Carlo Gerelli" <sof...@pccom.it> wrote:
>
> E qui lancio un'altra palla: cosa pensate del buon Sir John Eliot Gardiner
> che ha in programma di eseguire e registrate nel corso dell'anno 2000
> tutte (TUTTE) le Cantate di JSB ?

Cioe' eseguirle e registrarle TUTTE e IN UN SOLO ANNO ?

Tentativo che rischia di fallire miseramente. Troppo poco tempo.
Se ce la fa e' un drago. Quant'e', circa un'ora e dieci di cantate
alla settimana ? Volendo... prepari dal martedi' al giovedi', venerdi'
e domenica concerto, pigli dal vivo, eventuali patch nel tempo libero
della settimana dopo.

Non so che piano abbia lui. Ma l'idea ha del folle.

Comunque, un drago lo e', se e' l'uomo che ci ha fatto sentire le Sinfonie
di Beethoven per la prima volta (come dice la mia conoscente Margaret
Mikulska).

tecnicamente e' possibile...

Saluti
Roberto

moce...@my-dejanews.com

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
In article <36A28350...@fi.ats.it>,
Vincenzo Ninci <vi...@fi.ats.it> wrote:
> Giacomo Andreola ha scritto:

> In ogni modo aspetto di ascoltare le incisioni a mandorla (ho in programma di

NO, no, no, i CD di Suzuki sono tondi (non a mandorla).

Oddio cosa ho scritto.

Perdonatemi.

Ciao
Roberto

_/_/ Roberto Maria Avanzi
/_/ Institut fuer Experimentelle Mathematik / Universitaet Essen
_/ Ellernstrasse 29 / 45326 Essen / Germany
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Ottavio

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to
Cero anch'io ed è stata un'esperienza stupenda.
Alla fine, sono andato dietro le quinte ed ho stretto la mano al grande Ton,
al quale il mio amico Zimei(musicologo) ha chiesto se aveva spazio in
primavera per una Matthaus Passion a L'Aquila, ma la risposta è stata
negativa.

Peccato che i cantanti fossero un po' freddini all'inizio.
Soprattutto Pregardien aveva un vibrato leggermente fuori controllo.
Folgoranti poi l'orchestra ed il coro!

Ti saluto
Ottavio Luigini
L'Aquila

fabio...@flashnet.it ha scritto nel messaggio
<36a0b8ef...@news.flashnet.it>...


>On Fri, 15 Jan 1999 22:56:28 +0100, "Giacomo Andreola"

>premetto che sono un ignorante, che bach mi piace immensamente, che ho


>un paccone di dischi di musiche sue, che ho iniziato ad ascoltarlo
>quando harnoncourt non aveva ancora inciso nulla. detto questo, ieri
>sera a santa cecilia ho sentito tre cantate con koopman e i suoi, e
>non solo mi sono piaciutssime, ma le reputo perfino sueriori a quelle
>di harnoncourt, che possiedo (lui e leonhardt) tutte. suzuki mi manca
>ancora (ma non mi mancherà per molto: proverò), ma posso, per ora
>senza conoscenza diretta, schierarmi già dalla parte, comunque, di
>koopman?

>Salutoni
>Fabio
>>
>>

Ottavio

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to

Giacomo Andreola

unread,
Jan 18, 1999, 3:00:00 AM1/18/99
to

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto nel messaggio
<7802fp$741$1...@nnrp1.dejanews.com>...

>Caro Giacomo
>
>HAI PIENAMENTE RAGIONE.
>
>Suzuki, del resto ha studiato con Koopman.
>Tra l'altro non sono neppure stato educato nel mio modo di
>esprimermi. Ma io sono molto sanguigno, ...

Sono contento di questa rettifica, non tanto per me, quanto perche' in
questo modo si puo' dimostrare che tra persone civili non c'e' bisogno di
arrivare alle mani per stabilire chi ha piu' ragione.
A dire il vero, leggendo le tue "forti" espressioni, l'impulso (per uno come
me che deve a quei "macellai" momenti di vera beatitudine per la scoperta di
centinaia di gioielli disseminati nelle Cantate) di rispondere per le rime
era stato fortissimo.
Forse per qualcuno smorzare i toni e' segno di debolezza. A me invece e'
occorsa molta forza.
A parte questo, e' evidente che ora balzano all'occhio i molti difetti della
loro integrale: proprio stasera mi stavo sentendo la BWV 66 "Erfreut euch,
ihr Herzen". Il coro iniziale e' meraviglioso, con la prima sezione
giubilante che contrasta con la centrale dolente.
Quest'ultima e' costituita da un intensissimo dialogo fortemente cromatico
tra basso (Max von Egmond) e alto (Paul Esswood) che viene "raccolto" dal
coro (Collegium Vocale di Gent diretto da Herreweghe).
Questo momento in cui interviene il coro e' di una bellezza inesprimibile.
Purtroppo Don Smithers, che suona una "Naturtrompete", rovina
irreparabilmente le sezioni allegre. Mi chiedo, ora, come Leonhardt (nel
1977) abbia lasciato passare una cosa del genere: non poteva prenderla con
piu' calma? E' vero che la povera tromba deve inerpicarsi in zone sovracute
e sparare centinaia di note a mitraglia, ma mi pare strano che non si sia
trovata una soluzione, pur rimanendo fedeli agli "Originalinstrumenten".
Se qualcuno avesse una diversa interpretazione di questa cantata, si faccia
vivo, che mi piacerebbe ascoltarla senza lo stress delle stonature della
tromba.

ciao
Giacomo

ester...@iol.it

unread,
Jan 19, 1999, 3:00:00 AM1/19/99
to
On Mon, 18 Jan 1999 19:48:27 GMT,
moce...@werner.exp-math.uni-essen.de wrote:


>
>Cioe' eseguirle e registrarle TUTTE e IN UN SOLO ANNO ?
>
>Tentativo che rischia di fallire miseramente. Troppo poco tempo.
>Se ce la fa e' un drago. Quant'e', circa un'ora e dieci di cantate
>alla settimana ? Volendo... prepari dal martedi' al giovedi', venerdi'
>e domenica concerto, pigli dal vivo, eventuali patch nel tempo libero
>della settimana dopo.
>
>Non so che piano abbia lui. Ma l'idea ha del folle.
>

Ce la puo' fare eccome!!!!!! Avete un'idea di come preparano le
esecuzioni i londinesi? Fanno cose che da qualsiasi altra parte
sarebbero impensabili. Il problema e' solo di avere abbastanza soldi
per tenere "legati" gli esecutori per almeno tre mesi in un anno. Poi
il piano potrebbe essere quello di registrare DUE cantate (per quelle
piu' brevi TRE) al giorno. Niente di piu' semplice, raggruppando
quelle con lo stesso organico negli stessi giorni.
Infatti in Inghilterra possono contare su cantanti (e probabilmente
anche strumentisti, ma questo e' piu' facile visto che si potrebbe
fare anche da noi) che sono in grado di leggere QUALSIASI cosa a prima
vista. Nessun bisogno di prove!!!!!!! Incredibile? No, esperienza
personale diretta, poiche' conosco personalmente alcuni dei cantanti
che collaborano con Gardiner e compagnia. E per quanto possa sembrare
strano, la danno a bere perfettamente: il risultato e' tale che
altrove per ottenerlo sarebbe necessario provare almeno un mese.
Spunti interessanti, se c'e' qualcuno interessato alla questione
potremmo aprire un thread sulle varie "peculiarita'" e
regionalizzazioni esecutive della musica antica....
Filippo


Carlo Gerelli

unread,
Jan 19, 1999, 3:00:00 AM1/19/99
to
ester...@iol.it wrote in message <36a55a9f...@news.iol.it>...

>On Mon, 18 Jan 1999 19:48:27 GMT,
>moce...@werner.exp-math.uni-essen.de wrote:
>>Cioe' eseguirle e registrarle TUTTE e IN UN SOLO ANNO ?

>Ce la puo' fare eccome!!!!!! Avete un'idea di come preparano le


>esecuzioni i londinesi? Fanno cose che da qualsiasi altra parte

<snip>

Invito a nozze !
Premetto subito che non mi sento in grado, dal mio punto di vista
(e con le mie conoscenze) di iper-dilettante, di dire alcunché
di interessante su peculiarita' e regionalizzazioni esecutive
della musica antica, comunque, a titolo informativo vi riporto
parte di un post comparso su una discussion-list su Bach.
Questo post citava, a sua volta, un'intervista a Gardiner
comparsa su non so quale rivista tedesca:

(parla Gardiner)

>We start on December 5th 1999 in
>Weimar with the Weihnachtskantaten (Christmas cantatas); we then
>continue Sunday after Sunday, feast after feast - from Thuringen Wald to
>Arnstadt, Eisenach, Muehlhausen, Koethen, Leipzig: altogether 62
>concerts on each with three different cantatas. And the Deutsche
>Grammophon will also be there - live.

Cioè il piano sarebbe di seguire l'anno liturgico domenica dopo
domenica e festa comandata dopo festa comandata, eseguendo tutte
le cantate previste per ogni occasione nei cicli annuali composti da Bach.
Per quel che ne so ci sono 3 cicli completi (non tutti uguali come
numero di Cantate, anche perchè le festività dipendono dal calendario...)
e due più o meno incompleti.
In un'altra parte dell'intervista (che non sono riuscito per ora a
recuperare) JEG spiegava anche che saranno impiegati in tutto
tre ensemble (orchestra-coro-solisti) a rotazione, in modo da
ripartire l'enorme carico esecutivo. E a chi gli obiettava che in
ogni caso resterà poco tempo per la preparazione di cantanti
e strumentisti, l'ineffabile Sir ha ribattuto che si trattera' di una
situazione simile a quella che doveva affrontare Bach stesso ai
suoi tempi. Cioè solisti, strumentisti e cori che eseguono musica
quasi a prima vista, con la trascurabile (per JEG) differenza che queste
esecuzioni, a differenza di quelle originali, verranno registrate
e messe sul mercato. In poche parole filologia dello stress.
E' sicuramente vero che il livello professionale medio dei musicisti
di JEG sarà più alto di quello dei Thomaner del '700,
e anche che come giustamente diceva Filippo, gli inglesi
hanno quasi una tradizione in questo senso.
In ogni caso per me, per quanto possa risultare balzana
l'iniziativa, merita un viaggetto in Germania ...


mi scuso per la lunghezza del post

saluti

carlo

--

Pierpaolo Penco

unread,
Jan 19, 1999, 3:00:00 AM1/19/99
to
moce...@werner.exp-math.uni-essen.de wrote:
>
> Non mi stupisce comunque che Koopman faccia meglio di
> Harnoncourt.

Per quanto mi piaccia Koopman, smentisco questa affermazione! ;-)
Harnoncourt ha un senso del drammatismo e dell'interiorita' che Koopman
non ha. L'olandese e' sicuramente piu' esteriore.
Dipende dal tipo di musica che eseguono.

ester...@iol.it

unread,
Jan 19, 1999, 3:00:00 AM1/19/99
to
On Tue, 19 Jan 1999 13:31:19 +0100, "Carlo Gerelli"
<c.ge...@italcementi.net> wrote:


>
>Invito a nozze !


> In poche parole filologia dello stress.
>E' sicuramente vero che il livello professionale medio dei musicisti
>di JEG sarà più alto di quello dei Thomaner del '700,
>e anche che come giustamente diceva Filippo, gli inglesi
>hanno quasi una tradizione in questo senso.
>In ogni caso per me, per quanto possa risultare balzana
>l'iniziativa, merita un viaggetto in Germania ...
>
>
>mi scuso per la lunghezza del post
>
>saluti
>
>carlo

Grazie per l'interessante brano di intervista.....
Ehi se ti va hai trovato un compagno di viaggio.....
Ciao
Filippo

Mario Martinoli

unread,
Jan 19, 1999, 3:00:00 AM1/19/99
to

ester...@iol.it ha scritto nel messaggio <36a55a9f...@news.iol.it>...

>On Mon, 18 Jan 1999 19:48:27 GMT,
[...]

>Avete un'idea di come preparano le
>esecuzioni i londinesi? Fanno cose che da qualsiasi altra parte
>sarebbero impensabili. Il problema e' solo di avere abbastanza soldi
>per tenere "legati" gli esecutori per almeno tre mesi in un anno. Poi
>il piano potrebbe essere quello di registrare DUE cantate (per quelle
>piu' brevi TRE) al giorno. Niente di piu' semplice, raggruppando
>quelle con lo stesso organico negli stessi giorni.
>Infatti in Inghilterra possono contare su cantanti (e probabilmente
>anche strumentisti, ma questo e' piu' facile visto che si potrebbe
>fare anche da noi) che sono in grado di leggere QUALSIASI cosa a prima
>vista. Nessun bisogno di prove!!!!!!!

Comincio a capire perche' non sopporto il modo di suonare/cantare degli
inglesi ... nel senso della mancanza di profondita' interpretativa, di cui
mi hai fatto capire almeno il 90% delle cause.

Ciao

Mario
GiR#165

Vincenzo Ninci

unread,
Jan 20, 1999, 3:00:00 AM1/20/99
to
Pierpaolo Penco ha scritto:

> moce...@werner.exp-math.uni-essen.de wrote:
> >
> > Non mi stupisce comunque che Koopman faccia meglio di
> > Harnoncourt.
>
> Per quanto mi piaccia Koopman, smentisco questa affermazione! ;-)
> Harnoncourt ha un senso del drammatismo e dell'interiorita' che Koopman
> non ha. L'olandese e' sicuramente piu' esteriore.
> Dipende dal tipo di musica che eseguono.

Se io faccio un confronto fra le Cantate di Bach incise da Leonhardt e
quelle incise da Harnoncourt, trovo che quelle del primo sono sempre piu'
"naturali" di quelle del secondo, che spesso prende tempi un po' troppo
"tirati", impiega sonorita' anche un po' dure, articolazioni piu'
spigolose. Con questo, sono convintissimo che alcune incisioni di
Harnoncourt siano autentici capolavori, come anche alcune di Leonhardt sono
meno riuscite di altre.
Per quanto riguarda Koopman invece non ho presente nulla diretto da lui,
quindi non posso giudicare. Posso soltanto concordare sull'assoluto senso
del drammatismo e dell'interiorita' di Harnoncourt. Certe sue incisioni
sono sicuramente pietre miliari.
Anche se, per le cantate, fra lui e Leonhardt preferisco globalmente
quest'ultimo.

ester...@iol.it

unread,
Jan 20, 1999, 3:00:00 AM1/20/99
to
On Tue, 19 Jan 1999 21:03:59 +0100, "Mario Martinoli" <tel...@pmp.it>
wrote:


>>Infatti in Inghilterra possono contare su cantanti (e probabilmente
>>anche strumentisti, ma questo e' piu' facile visto che si potrebbe
>>fare anche da noi) che sono in grado di leggere QUALSIASI cosa a prima
>>vista. Nessun bisogno di prove!!!!!!!
>
>Comincio a capire perche' non sopporto il modo di suonare/cantare degli
>inglesi ... nel senso della mancanza di profondita' interpretativa, di cui
>mi hai fatto capire almeno il 90% delle cause.

Posso garantirti che e' cosi'......
Felice di averti risolto un dubbio.
Ciao
Filippo

Giamber

unread,
Jan 20, 1999, 3:00:00 AM1/20/99
to
On Tue, 19 Jan 1999 21:03:59 +0100, "Mario Martinoli" <tel...@pmp.it>
wrote:

>


>Comincio a capire perche' non sopporto il modo di suonare/cantare degli
>inglesi ... nel senso della mancanza di profondita' interpretativa, di cui
>mi hai fatto capire almeno il 90% delle cause.
>

Ma dai Mario! La tua e' una provocazione!
Ma come fai a non sopportare Cori quali quelli del

-King's College di Cambridge
-St John's College di Cambridge
-London Symphony Chorus
-Schola Cantorum di Oxford
-ecc...

E come fai a dire che non hanno profondita' interpretativa quando per
acclamazione universale sono stati artefici delle esecuzioni piu'
toccanti di musica sacra!!
Hai mai provato a sentire il Requiem di Faure' o l'Ave Verum nella
loro esecuzione?
Solo per farti due esempi di interpretazione che per me sono
indiscutibili.
Ricordo bene che tu sei un estimatore di Zelenka, Schostakovic ed
altri moderni.. per i quali, forse, il tipo di sonorita' e' piu'
particolare... io non me ne intendo comunque, ma ho come l'impressione
che il tuo giudizio sia correlato al tipo di musica, piu' classica,
che gli inglesi amano interpretare.

Saluti!

Giamber

giamber AT tin DOT it
(...8-(......)
punto e virgola trattino chiusa parentesi


ester...@iol.it

unread,
Jan 21, 1999, 3:00:00 AM1/21/99
to
On Wed, 20 Jan 1999 21:24:45 GMT, gia...@tin.it (Giamber) wrote:

>Ma dai Mario! La tua e' una provocazione!
>Ma come fai a non sopportare Cori quali quelli del
>
>-King's College di Cambridge
>-St John's College di Cambridge
>-London Symphony Chorus
>-Schola Cantorum di Oxford
>-ecc...
>
>E come fai a dire che non hanno profondita' interpretativa quando per
>acclamazione universale sono stati artefici delle esecuzioni piu'
>toccanti di musica sacra!!
>Hai mai provato a sentire il Requiem di Faure' o l'Ave Verum nella
>loro esecuzione?
>Solo per farti due esempi di interpretazione che per me sono
>indiscutibili.
>Ricordo bene che tu sei un estimatore di Zelenka, Schostakovic ed
>altri moderni.. per i quali, forse, il tipo di sonorita' e' piu'
>particolare... io non me ne intendo comunque, ma ho come l'impressione
>che il tuo giudizio sia correlato al tipo di musica, piu' classica,
>che gli inglesi amano interpretare.

Vorrei aggiungere anche al tipo di cori che tu consideri nell'esempio.
Per la maggior parte quelle che menzioni sono formazioni stabili
legate ad istituzioni, che e' cosa ben diversa dai vari gruppi
"fantasma" della musica antica. Nell'un caso esiste l'Istituzione con
la sua storia secolare, i suoi "obblighi" (ad esempio cantare tutte le
sere all'evening service e musica diversa!!! Guai a ripetersi
troppo!!!) nell'altro esiste un direttore-imprenditore che affitta
esecutori free lance per un determinato periodo. Poi molti degli
esempi che riporti sono cori con bambini, e questo richiede un numero
maggiore di prove per definizione, almeno all'inizio. Il fatto
interessante e' che dopo un po' questi stessi bambini diventano cosi'
bravi da leggere a prima vista mooooolto meglio di un qualsiasi
musicista professionista d'oltre Manica. E rappresentano la fucina
degli artisti per le compagini free lance successive (Roy Goodmann,
violinista barocco fra i piu' celebri, e' il soloist soprano di una
delle piu' celebri registrazioni del Miserere di Allegri. Pensate,
quando ha fatto quel disco avra' avuto si e' no dieci anni!!!!)
Ciao
Filippo

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 21, 1999, 3:00:00 AM1/21/99
to
In article <7807om$ark$1...@nslave1.tin.it>,

"Giacomo Andreola" <andr...@tin.it> wrote:
>
> A parte questo, e' evidente che ora balzano all'occhio i molti difetti
della
> loro integrale: proprio stasera mi stavo sentendo la BWV 66 "Erfreut euch,
> ihr Herzen". Il coro iniziale e' meraviglioso, con la prima sezione
> giubilante che contrasta con la centrale dolente.
> Quest'ultima e' costituita da un intensissimo dialogo fortemente cromatico
> tra basso (Max von Egmond) e alto (Paul Esswood) che viene "raccolto" dal
> coro (Collegium Vocale di Gent diretto da Herreweghe).
> Questo momento in cui interviene il coro e' di una bellezza inesprimibile.
> Purtroppo Don Smithers, che suona una "Naturtrompete", rovina
> irreparabilmente le sezioni allegre. Mi chiedo, ora, come Leonhardt (nel
> 1977) abbia lasciato passare una cosa del genere: non poteva prenderla con
> piu' calma? E' vero che la povera tromba deve inerpicarsi in zone
sovracute
> e sparare centinaia di note a mitraglia, ma mi pare strano che non si sia
> trovata una soluzione, pur rimanendo fedeli agli "Originalinstrumenten".
> Se qualcuno avesse una diversa interpretazione di questa cantata, si faccia
> vivo, che mi piacerebbe ascoltarla senza lo stress delle stonature della
> tromba.
>

Nel 1977 forse la consapevolezza di fare un lavoro pionieristico lo
faceva passare sopra le evidenti difficolta' del suonatore di tromba
naturale, e non si metteva alla ricerca di uno migliore...

IL problema e' sempre quello, l'abisso (opinione mia) tra il
musicologo Leonhardt (grandissimo) e il musicista. Virtuoso
certo, ma la virtuosita' non e' segno di musicalita'.

Leonhardt ha avuto il merito di portare alla nostra attenzione un vero
tesoro di lavori spesso trascurati o eseguiti con organici sbagliati, con
tecniche inadeguate. Ma secondo ma ha glissato troppo su certi
particolari, inoltre la sua personale tecnica clavicembalistica mi fa
venire il mal di pancia... puo' darsi che certe scelte di ritmi e tempi
fossero normali per gli esecutori di una certa epoca (in particolare per
quelli francesi, non quelli tedeschi), ma c'e' da chiedersi se il
risultato sia quello che Bach aveva in mente.

Ora, altri possono costruire piu' felicemente su delle fondamenta
alla costruzione delle quali, COMUNQUE, Leonhardt ha contribuito.
Secondo me, piu' come musicologo che come musicista.

> ciao
> Giacomo
>

ciao

moce...@werner.exp-math.uni-essen.de

unread,
Jan 21, 1999, 3:00:00 AM1/21/99
to
In article <77l8rb$f3p$1...@fe2.cs.interbusiness.it>,
"Carlo Gerelli" <c.ge...@italcementi.net> wrote:
> il soprano Midori Suzuki
> e il controtenore Yoshikazu Mera. Anche qualcuno dei
> solisti strumentali è di ottimo livello, ora mi vengono in mente
> solo l'oboista Carlo Bernardini e il cello Hidemi Suzuki.

Yoshikazu Mera. uno dei migliori controtenori che mi sia mai capitato
di udire. Che voce ragazzi.

Tutti questi Suzuki: probabilmente non parenti (ipotesi non da escludere),
almeno un buon 20% dei musicisti giapponesi che conosco personalmente
si chiamano Suzuki ma non sono parenti.

Insomma, come i Parodi a genova...

Vincenzo Ninci

unread,
Jan 21, 1999, 3:00:00 AM1/21/99
to
moce...@werner.exp-math.uni-essen.de ha scritto:

> IL problema e' sempre quello, l'abisso (opinione mia) tra il
> musicologo Leonhardt (grandissimo) e il musicista. Virtuoso
> certo, ma la virtuosita' non e' segno di musicalita'.

Conosco piuttosto bene Leonhardt, sia personalmente che attraverso la sua
discografia. Non credo che sia soltanto un musicologo, e neppure un virtuoso fine
a se stesso. Ne' tanto meno dire che non sia un musicista! Ecco, questo mi sembra
un giudizio un po' eccessivo.

> Leonhardt ha avuto il merito di portare alla nostra attenzione un vero
> tesoro di lavori spesso trascurati o eseguiti con organici sbagliati, con
> tecniche inadeguate. Ma secondo ma ha glissato troppo su certi
> particolari, inoltre la sua personale tecnica clavicembalistica mi fa
> venire il mal di pancia... puo' darsi che certe scelte di ritmi e tempi
> fossero normali per gli esecutori di una certa epoca (in particolare per
> quelli francesi, non quelli tedeschi), ma c'e' da chiedersi se il
> risultato sia quello che Bach aveva in mente.

Beh, per queste tue affermazioni vorrei chiederti di precisare un po'. Scusa, ma
come si puo' dire che la tecnica clavicembalistica di Leonhardt fa venire il mal
di pancia??? A mio avviso lui e' invece uno di quelli che meglio conosce le
risorse espressive dello strumento, che meglio riesce a farlo cantare, a dargli
espressivita' e dinamica, cose molto difficili da ottenere. E a quali tempi e
ritmi ti riferisci? Cosa intendi quando dici che forse erano normali per gli
esecutori di una certa epoca? E ancora, lo erano per i francesi o per i tedeschi?
E poi, se erano normali all'epoca, perche' ipotizzi che Bach avesse in mente un
risultato diverso?
Insomma, prima di dire la mia vorrei capire esattamente che cosa intendi, e per
questo ti pregherei di spiegarmelo un po' meglio...

Ti ringrazio fin d'ora e attendo una tua risposta.

fabio...@flashnet.it

unread,
Jan 23, 1999, 3:00:00 AM1/23/99
to
On Mon, 18 Jan 1999 19:41:17 +0100, "Ottavio" <olui...@webaq.it>
wrote:

>Cero anch'io ed è stata un'esperienza stupenda.

>


>Peccato che i cantanti fossero un po' freddini all'inizio.
>Soprattutto Pregardien aveva un vibrato leggermente fuori controllo.

>Folgoranti poi l'orchestra ed il coro!

piccole pecche perdonabilissime; vero che orchestra e coro forse mai
sentiti di ì (si può dire) perfetti. oltre all'evidente voglia di far
musica che, da noi, spesso da sola già vale moltissimo, poiché troppi
pare che soffrano suonando.
salutoni
fabio


>
>Ti saluto
>Ottavio Luigini
>L'Aquila
>
>fabio...@flashnet.it ha scritto nel messaggio
><36a0b8ef...@news.flashnet.it>...
>>On Fri, 15 Jan 1999 22:56:28 +0100, "Giacomo Andreola"
>

>>premetto che sono un ignorante, che bach mi piace immensamente, etc etc

Luca Logi

unread,
Jan 25, 1999, 3:00:00 AM1/25/99
to
<moce...@werner.exp-math.uni-essen.de> wrote:

> Tutti questi Suzuki: probabilmente non parenti (ipotesi non da escludere),
> almeno un buon 20% dei musicisti giapponesi che conosco personalmente
> si chiamano Suzuki ma non sono parenti.
>
> Insomma, come i Parodi a genova...

Fino a non so quando nel 19° secolo in Giappone solo i nobili avevano
anche un cognome familiare, gli altri solo il nome proprio. Mi sembra di
ricordare che nel quadro di riforme occidentalizzanti della dinastia
Meiji fu richiesto ai capifamiglia di scegliere per se' e per le loro
famiglie un cognome da aggiungere ai nomi singoli. Dato che i giapponesi
erano piuttosto conformisti (e lo sono anche adesso), quasi tutti
scelsero piu' o meno gli stessi cognomi. A tutt'oggi piu' del 60% della
popolazione si divide fra una decina di cognomi.

--
Luca Logi - Firenze - Italy
ll...@dada.it

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